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Il folklore

Liombruno
era una volta un pescatore disgrazia- UNA FIABA
C’ to: da tre anni non riusciva a pesca-
re nemmeno un’acciuga. Una volta,
gli si presentò il Nemico.
LUCANA
A metà del Novecento
– Senti, marinaio – gli disse – se fai un patto con il grande scrittore
me avrai pesca tutti i giorni e diventerai ricco. Italo Calvino raccolse
Voglio tuo figlio. Quello che non è ancora nato, in un volume fiabe popolari
ma che nascerà tra breve.
delle varie regioni d’Italia.
Il pescatore pensò che già da molti anni non gli
nascevano figli e non gliene sarebbero più nati.
La fiaba che riportiamo
– E se questo figlio non nascesse? proviene
– Avrai lo stesso le reti piene di pesce. dalla Basilicata.
– Questo volevo sapere. Allora firmo il contratto.
Concluso il patto e scomparso il Nemico, il
pescatore tirò le reti e vennero fuori piene d’ora- disponeva attorno a sé in cerchio.
te, tonni e polpi. E così l’indomani e il giorno Sul mare arrivò il Nemico che gli disse: – Tu devi
dopo. Il pescatore si faceva ricco, ma ecco che venire con me. Disfa quelle croci, subito!
gli nacque un figlio, bello che pareva un fiore. – Io non le disfo!
Gli mise il nome di Liombruno. Liombruno cre- Ma il nemico cominciò a gettar fuoco dagli occhi,
sceva e vederlo diventare sempre più bello e dalla bocca, dal naso e gli fece tanta paura che
forte per il povero padre era una pena. Liombruno s’affrettò a disfare quelle croci.
la Basilicata

Un giorno il Nemico gli venne incontro per dirgli: Restava solo quella che aveva in mano. In mezzo
– Portamelo, domani. al cielo apparve un’aquila. Fece un gran salto su
L’indomani il padre disse a Liombruno di portar- Liombruno e lo sollevò in cielo, sotto il naso del
gli il cesto col cibo in una località deserta della Nemico furente. L’aquila trasportò Liombruno su
spiaggia. Il ragazzo si sedette ad aspettare suo un’alta montagna e si trasformò in una bellissi-
padre sulla riva, per passare il tempo, con pezzi ma fata. – Io sono la Fata Aquilina – disse – e tu
di legno e sughero faceva delle piccole croci e le vivrai con me e sarai il mio sposo.
Cominciò per Liombruno una vita principesca. gendo. Ma la Fata Aquilina si avvicinò a
Dopo essere vissuto lassù parecchi anni, Liombruno e gli portò via il rubino, esclamando:
domandò il permesso alla Fata Aquilina di anda- – Traditore! Tu m’hai perduta e non mi ritroverai
re a trovare suo padre e sua madre. mai più a meno che tu non consumi sette paia di
– Vai pure e porta ai tuoi genitori la ricchezza – scarpe di ferro – e sparì. Il Re levò l’indice contro
disse la Fata – ma per la fine dell’anno devi tor- Liombruno: – Ho capito: tu non hai vinto per virtù
nare da me. Tieni questo rubino: tutto quello che tua, ma di quel rubino – e lo fece bastonare dai
gli domanderai l’avrai. Ma non potrai dire a nes- suoi servi e cacciare. Appena ebbe le forze per
suno che sono la tua sposa. rimettersi in piedi, comprò sette paia di scarpe di
Liombruno tornò al suo paese e rese ricchi i suoi ferro e se ne andò. Venne notte e, in mezzo al
genitori, ma mentre cavalcava per raggiungere il bosco, trovò tre ladri che litigavano per dividersi
castello della Fata Aquilina, passò in una città il bottino. – Che cosa vi dovete spartire?
dove chi vinceva la giostra per tre giorni di segui- – Una borsa che ogni volta che la si apre mette
to avrebbe avuto in moglie la figlia del Re. fuori cento ducati. Un paio di stivali che chi li
Liombruno volle provare e vinse la giostra per tre calza corre d’un miglio avanti al vento. E un man-
giorni di seguito. Il Re voleva fargli sposare sua tello che rende invisibile chi lo porta.
figlia, ma Liombruno gli disse: – Maestà, vostra Liombruno indossò gli stivali e il mantello e corse
figlia è bellissima, ma io ho già una sposa che è via più veloce del vento. Arrivò a una casetta
mille volte più bella. coperta di rovi e bussò. Una vecchia aprì la porta
Il Re gli disse: – Cavaliere, per ammettere la e Liombruno le chiese notizie della sua sposa. La
vostra vanteria, bisogna che ci mostriate questa vecchia voleva aiutarlo, ma stavano per tornare i
vostra consorte. suoi figli. – Io sono la Voria, la madre dei Venti –
Liombruno si rivolse al rubino: – Rubino, rubino gli disse – quando torneranno i miei figlioli ti vor-
mio, fa’ comparire qui la Fata Aquilina –. Fata ranno mangiare.
Aquilina, carica di sdegno perché Liombruno si E lo nascose in un cassone. S’udì un rumore lon-
era vantato di lei, alla chiamata del rubino mandò tano come di alberi che si piegavano e di rami
l’ultima delle sue serve. – Ma questa non è la che si schiantavano e un ululato tra i burroni della
mia sposa! – disse Liombruno. E ripetè al rubino: montagna. Erano i Venti che tornavano. La Voria
– Rubino mio, voglio che la Fata Aquilina compa- servì in tavola una polenta fumante e tutti i figli si
ia qui davanti –. Comparve un’altra serva e misero a mangiare. Quando furono ben sazi, la
Liombruno si rivolse di nuovo al rubino. In uno Voria fece uscire Liombruno che raccontò la sua
splendore come di sole apparve la Fata Aquilina. storia.
Il Re chinò il capo e la Principessa fuggì via pian- – La Fata Aquilina è malata d’amore – disse il
Vento Scirocco. – Piange sempre e dice che il
suo sposo l’ha tradita. S’è ridotta in fin di vita dal
dolore. Io mi diverto a far chiasso tutt’intorno al
suo palazzo, spalancando finestre e balconi.
– Oh Scirocco! Tu mi devi aiutare! Devi insegnar-
mi la strada per raggiungere questo palazzo.
Sono io lo sposo della Fata Aquilina e non è vero
che sono un traditore. Morirò di dolore se non la
troverò.
La mattina Liombruno, con la borsa, gli stivali e il
mantello partì con il Vento Scirocco. – Eccoci arri-
vati – disse a un certo punto Scirocco.
Liombruno entrò nel palazzo e non appena fu
solo con la Fata si tolse il mantello.
– Sposa mia, mi riconosci?
La Fata gli si buttò al collo e lo perdonò. Si giura-
rono il loro amore e diedero un banchetto nel
palazzo. I Venti furono invitati a turbinare intorno
in segno di festa.
Proverbi
Proverbi
In tutta Italia i proverbi e le canzoni dialettali
sono molto numerosi.
Si dice che i proverbi siano la sapienza dei popoli; infatti dietro queste brevi frasi si
nascondono sempre un insegnamento o un invito alla riflessione.

lla Basilicata
Leggi alcuni proverbi de
to.
e scopri il loro significa

T’ai tagliat ’a amm pa zappa toia stessa.


Ti sei tagliato la gamba con la tua stessa zappa.
Il proverbio significa che ti sei procurato un danno da solo.

Chi t’ da nun sembe t’ vo’ aiutà.


Chi ti dà [qualcosa] non sempre vuole aiutarti.
la Basilicata

Dicette a stezza a lu pilacce:


«Damme tiembe ca t’abbuche.
Disse la goccia alla fontana:
«Dammi tempo che ti buco».
Il proverbio vuol dire che con il tempo e la pazienza si possono
raggiungere risultati che sembrano impossibili.

A gatta vecchia vole ‘u sorge tenere.


La gatta vecchia vuole il topo tenero.
Il proverbio vuol dire che il furbo sceglie
persone inesperte per ingannarle.
Gli anagrammi

Giochi
Quali parole, che si riferiscono alla Basilicata,
si nascondono nei seguenti anagrammi?
Scoprilo provando a cambiare l’ordine delle
lettere, come nell’esempio.

L’acrostico
Questo gioco consiste nel
a tarme matera
M edievali
disporre una parola in verti-
cale e utilizzare ogni lettera Dividetevi a squadre. Vincerà la squadra che
A b ita zio n i di questa come iniziale di scoprirà in meno tempo le parole nascoste.
un’altra parola. Osserva RIGA | SI ORNI | TOPO MENTA |
T u fa c e e l’esempio qui a lato. Scegli TE AMARA | DA BRANO | CENO |
E ra n o una città della Basilicata e
inventa un acrostico, poi leggi-
TORI SCALPO |

R ima st e lo in classe ai tuoi compagni.

A ff it tat e Il cruciverba
Completa il cruciverba e nella colonna evi-
denziata leggerai il nome di un monte della
Il rebus Basilicata che si affaccia sul Golfo di
Sai risolvere un rebus? Sostituisci ai dise- Policastro.
gni le parole che rappresentano e scoprirai
il nome di una località turistica della 1
la Basilicata

Basilicata. I numeri tra parentesi ti indicano


2
da quante lettere è formata ogni parola.
3

P 4

DEL
1. Caratteristica zona di Matera, nota per le
sue abitazioni.
2. Monte al confine con la Calabria.
3. Provincia della Basilicata.
4. Uno dei due mari su cui si affaccia la
Basilicata.
NO 5. Capoluogo della regione.
(5,3,7) 6. Fiume della Basilicata che sfocia nel
Tirreno.