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A,

The

University of Chicago

Library

-.

l^illiStA.!:

O.

STANO
DI

DIZIONARIO rtm LEGGENDE COSTU2I

GRECO-ROMANI

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SOCIET EDITRICE INTERNAZIONAUG

GIOVANNI STANO
II

DIZIONARIO
DI

MITI LEGGENDE COSTUMI

GRECO-ROMANI.
2" edizione

TORINO

SOCIET EDITEICB INTEENA2IONALB


Corso Regina Margherita, 176
TOBiHO, Tia Garibaldi, 20
Petrarca, 22-24r. Milano, piazza Duomo, 16 - Gbkova., via Parma, via al Duomo, 8 - Boha, via Due Macelli, 52-64 Catania, via Vittorio Emanuele, 145-149

*,

Maggio 1960.

^^^
Propriet riservata

SERENAKTCT lU-OMIHXNT

aUa Societ Editrice Internazionale


Officine Grafiche S.E.I.
(M. E. 22265)
-

di Torino

1950

Farm. Pian

690227

PBEFAZIONE
Nel presentare ai colleglli e agli alunni questa seconda edizione del Dizionario di miti e leggende del mondo greco-romano
credo opportuno ribadire il criterio cie ho seguito nelV accentuazione dei vocaboli che, derivati dal greco, ci sono pervenuti a
traverso Vuso del latino, per
il

non

accrescere,

su la loro pronunzia,

confusionismo che, pur troppo, regna


studiosi
preferisce,

nelle nostre scuole.

La

maggior parte degli V accentuazione alla latina;


cuni pronunziano

per

siffatti

vocaboli,

ma

molti accettano

il criterio

di sees.

guire V accentuazione della lingua di origine. Cos, per


alla
altri

al-

latina; Edipo, Ifigenia, Edipo, Ifigenia, alla greca. Oltre a ci, parecchi vocaboli sono entrati nella lingua italiana con V accentuazione greca: Areo-

invece

pago, Dioniso, Discuri,

ecc.,

nessuno pronuncerebbe: Areo-

pago, Dioniso, Dioscri, ecc., alla latina. Io ho seguito, nelV accentuazione italiana, quella che mi e sembrata prevalente nelVuso quem penes est arbitrinm et ins

norma loquendi (Hor. Bp. II, 3), giustificandola con la corrispondente accentuazione latina o greca. Opportuna mi sembrata la segnalazione dell'etimologia nei
et

vocaboli greci che, per la loro struttura, presentano particolare interesse. In .essi ho messo in rilievo gli elementi formativi, di

maniera

che,

decomposti e analizzati nelle loro parti

glottolo-

giche, rivelino, nel proprio


siologico.

organismo linguistico, Vaspetto sema-

Per

miti trattati nelle Metamorfosi di Ovidio ho indicato,

accanto a ciascun nome, il numero del libro e dei versi entro i quali esso svolto o illustrato, il che varr ad agevolarne nei

giovani
1*

lo

studio e V interpretazione.

Stano, Dizionario di miti e leggende.

IV
Voglio sperare che la conoscenza dei miti, nei quali i Greci, specialmente, con la loro fervida immaginazione naturalmente
disposta all'intuizione delle pure forme estetiche fissarono, circonfusi di luce ideale, gli svariati tipi di fine bellezza, riesca

a destare nei giovani studiosi un amore pia vivo


per
gli studi classici, i quali,

pie operoso

lungi dal dover essere meno curati o del tutto abbandonati, come si vorrebbe da non pocM, dimentichi
dei valori spirituali della vita e

immemori
poicTi

delle nostre

grandi

tradizioni di cultura,
del

vanno riordinati
scolastico,

e irrobustiti

nel quadro

nuovo ordinamento

non

si

pu

disconolo

scere cJie
rito

nessuna nazione ha, quanto Vltalia, pervaso

spi-

dalValito poderoso della millenaria civilt greco-romana.

Manduria (Taranto),

aprile 1949.

L'AITTGEE.

A
Abddir [nome
fenicio] la

pietra che Bliea fasci a guisa di fanciullo, facendo credere al marito Saturno
elle quello fosse

bea, e presero parte con 40 navi aUa guerra di Troia, insieme coi figli di Teseo.

Giove,

l'ul-

Al ritorno, con 8 navi, furono sbattuti nel promontorio

timo bambino cb'essa aveva partorito. L'oracolo aveva predetto cbe da Saturno sarebbe nato un fgUo, cbe avrebbe detronizzato il padre: perci egli aveva divorato i due figli (Plutone e Kettuno), e Ebea, con questo inganno, era riuscita a sottrarre Giove alla triste

Cerauno,

neU'Tlliria.

Son rappresentati come selvatici, con le chiome lunghe, discendenti fino aUa
nuca.

Abanzade

[Abantides]

Acrisie, figlio di Abante, il quale era figlio di Linco e

bari [Abaris] sacerdote

di Ipermnestra. [V. Acrisio]. di

Questa pietra divenne poi celebre e fu adorata


sorte.

Apollo, della Scizia, vissuto verso l'ottavo secolo avanti


Cristo; cavalcava per l'aria con una freccia d'oro, che

come una

divinit; le si tri-

butava un culto simbolico, e si bagnava con vino, sangue e olio. Probabilmente era un aerolite, di forma
conica, il quale, perch caduto dal cielo, divenne oggetto di venerazione.

aveva ricevuta da Apollo, profetava, sanava le malattie con una sola parola,
e viveva senza alcun cibo.

prendere
giovinet-

Abdro [Abdrus]
to,

Abnti [Abantes] popolo di origine tracia. Furono i pi


antichi
abitatori

amico di Ercole. Quando

dell'Eu-

l'eroe rapi le cavalle di Diomde, gliele affid in custo-

ABE
dia, e

2
marci contro
le
i

Bisto-

Absirto [Absyrtus]

figlio

di

ni, sudditi di

Diomede, che
loro

avevano preso
vendicare
il

armi, per sovrano.

Bta, re di Olchide, e fratello di Medea, Quando Giasone, rapito


il

vello

d'oro

Dopo

averli sterminati, tor-

n presso il giovinetto; ma ebbe una triste sorpresa: le cavalle lo avevano divorato. In memoria di lui, edific la
citt di

[V. Giasone], era per imbarcarsi con Medea e con gli

Argonuti, Absirto fu mandato dal padre con alcuni compagni a inseguirli. Ma

Abdra,

sulle coste

Medea

della Tracia: citt cbe di-

ricorse a un tradimento, per liberarsi dal fratello: gli

venne poi tristamente

fa-

mand

alcimi re-

mosa, perch i suoi abitanti avevano il barbaro costume di sacrificare, in


certi giorni, per la

gali

facendogli credere ch'essa fosse stata costretta


e,

a seguire Giasone,

lo

preg

comune

salute, alcuni cittadini, che venivano uccisi a colpi di

che, la notte seguente, si facesse trovare in un luogo

determinato, donde

ella salui,

pietra.

rebbe tornata con


divinit ropatria.

in
nel

Abena [Abena]

Ma

la

notte,

mana, che veniva invocata da chi si accingeva ad un


viaggio [abire

= 2bn2bT
i

via].

posto assegnato, l'infelice giovine fu ucciso e fatto a pezzi dagli amici di Giasone; e

Aborgeni
xyQovsQ]
originari

[Aborignes,
si

a-

mentre

compagni

di

dicono

popoli

della

terra

che
[ori-

abitano, in contrapposizio-

ne a
go

quelli

immigrati

origine;

aTxOcav

Absirto attendevano a raccattare da terra le membra di lui, Giasone con Medea e coi Greci poterono imbarcarsi.

indigeno:
X0CV

aT;;

stesso,

Acamnfe [Acamas]

figlio di

terra].

In partico-

Teseo e fratello di Demofonte, prese parte aUa guerra Troiana, e fu tra quelli che si chiusero nel cavallo di legno. Tornato in patria,

lare, in Italia, questo

nome

indica

un

antico popolo del

Lazio, che abitava ai piedi

dell'Appennino, nella regio-

ne posta fra il Tevere e il Liri. Fra i Greci si vantavano di essere autctoni gli
Ateniesi e gli ikxcadi.

dopo la guerra, condusse] una colonia a Cipro, dove


mori.

Un

altro

Acamante,

figlio

3
di Antenore, fu Tino dei pi
lia,

AGO
re di lolco, prese parte alla caccia caledonia e alla spedizione degli Argonuti. La moglie di lui, Astida-

valorosi eroi Troiani.

incanto
l'orlo

[acantlms]

pianta

leggiadra, clie orna spesso

mm
il

deUe aiuole: lia belle foglie, le quali sono imitate da pittori e scultori, per ornamento a opere d'arte.

Era una ninfa ch.e piacque molto ad Apollo, il quale la trasform nella pianta omonima. Secondo un'altra leggenda,

meia, innamoratasi di Pelo, poich questo non le corrispose, lo calunni presso il marito. Acasto, per vendicarsi, condusse Pelo

ad una
Pelian

caccia,
e,

sul

monte
spada
fisi

vedutolo addorgli tolse la


i

mentato,

e lo lasci fra

Centauri.

una bella fanciulla di Corinto: seppeUita dopo la sua morte, le fu posto acera

Ma

canto, nel sepolcro,


sto

un

ce-

cbe conteneva gli oggetti a lei pi cari. Intorno al cesto, veget una foglia che, da lei, prese il nome di acanto. Si vuole cbe Calli-

Vulcano diede poi a Pelo un'altra spada, con cui egli vinse i Centauri e, tornato in Tessaglia, abbatt Acasto, uccise lui e
la moglie, e s'impadron di lolco.

Acte [Achtes] il pi fedele dei compagni di Enea, che


lo seguirono, nel viaggio

maco, verso
colo
il

la

met

del se-

da
"fi-

av. Cristo, sia stato primo a introdurre la fo-

Troia.

Aceacllide

[AccacaUis]

glia di acanto

come motivo
che
divenne

glia di Minosse, re di Creta,

ornamentale,

amata da Apollo, dal quale


ebbe due
figli:

poi elemento decorativo cosi caratteristico nei capitelli


di stile corinzio.

Filachi e Fi-

landro, che furono allattati

da una capra.
figlio di

A.carnne [Acarnan]

Accadmia [Academia]
go presso
il

luo-

Alcmene
lroe.
il

e della ninfa Oal-

Da

giovine perdette

fiume Cefiso, a nord-ovest di Atene, consacrato all'eroe


ivi],

padre; ma, cresciuto prestamente, insieme col fra-

Accadmo

[v.

divenne un ginnasio,
filari

tello

A mf Otero, per volere di Giove, uccise gli assassini del padre.


figlio di

tra bei

di platani e di

Acsfo [Acastus]

P-

ulivi, che furono piantati da Cimone. Ivi insegn Platone e, dopo di lui, i suoi

ACC

_4_
tempio. Incontr infatti un

discepoli: perci la sua scuola filosofica si disse Acca-

uomo

demia , e i seguaci di essa chiamarono Accademici

si
>>.

Accadmo [Acadmus]

eroe

ateniese, il quale svel ai Discuri che la sorella loro

potente e ricchissimo: Taruzio, il quale se ne innamor a tal punto, che volle sposarla e, alla sua morte, la lasci erede di
tutte le proprie ricchezze, ch'essa accrebbe poi con l'infame mestiere. Ma^ aven-

Elena, rapita da Teseo, era tenuta prigioniera in Afidna. Egli possedeva


go,

un

luo-

poco lungi da Atene, che da lui fu detto Accademia . [V. ivi]. Acca jLarenzia [Acca Larenfu moglie del pastore Fustolo e nutrice di Rotia]

do lasciato i suoi beni al popolo romano, merit la. riconoscenza pubblica, ed ebbe il nome iscritto nei
Fasti.

Acclamazione
zione,

[acclamatio] pubblico segno di approvadi gioia

molo e Eemo. Secondo la tradizione, aveva 12 fgH, coi quali, una volta all'anno, offriva
ci essi
tres
si

di

buon

augurio, accompagnato dal batter delle mani [plausus]


e da esclamazioni diverse:

un

sacrificio

la fertilit dei

per campi. Per-

Tlassio!

Io

Hymen! Io
nozze);
Belle
(nei trionfi);

chiamavano
[arva

arvles

fra-

Hymenaee!

(nelle

camil

Io triumphe!

pi],

quando uno

di essi

Bene
et

et

praeclare!

mori, Eomolo ne prese

festive!

Non

posto, ed istitu il collegio dei Fratelli Arvli.

lius!

(nei

potest mediscorsi di un

oratore).

Un'altra Acca Larenzia fu


celebre
di

e bellissima

corti-

Acrra [XIII, 703] (i) era una scatola o un vaso, in


si conservava l'incenso, che si accendeva di solito innanzi ai morti.

giana di

Eoma,

ai

tempi

cui

Anco Marzio. Avendo ella passata una notte, nel


tempio di Ercole, l'eroe le predisse che sarebbe stata
ricolma di felicit e di beni, dal primo ch'ella avesse
incontrato,
(1)

Acste

[Acestes, XIV, 83] era re di Sicilia, dove fond la citt di Egesta, che chia-

cos dal

nome

della

ma-

nell'uscire

dal

dre Egesta, troiana, che lo


Me-

tamorfosi

I due numeri rimandano rispettivaniento al libro e ai versi delle di Ovidio, nei quali accennato o trattato il mito,

_5
aveva generato col dio
flu-

AOH

viale Ermiso. Quando Enea capit in Sicilia, viaggiando

ed il pi vecchio dei 3000 fiumi fratelli. Venuto in lotta con Ercole, per la
Teti,

da Troia, Aceste l'accolse benignamente, e fece i funerali

ad AncMse,

sul

mon-

contesa di Deianra come sposa, battuto sotto la forma- di uomo, assunse prima
quella di serpe, poi quella di toro. Ma, nel combatti-

te rice.

icte [Acoetes, III, 582-700]


pilota greco.

Quando

suoi

compagni, sbarcati a OMo, portarono sulla nave un bellissimo fanciullo


egli,

ubbriaco, avendo in lui ricono-

sciuto

un

dio [Dioniso], lo
il

difese. Svegliatosi

ragazi

mento. Ercole gli svelse, con la mano, un corno; le IsTiadi lo riempirono di fiori e ne fecero un corno sacro alla dea dell'abbondanza [cornu copiae]. L'Achelo era un fiume sacro in
tutta la Grecia, tenuto in

li

zo, disse di voler essere por-

tato a ISTasso, sua patria:

grande venerazione, per la


vicinanza all'oracolo di Dodna. Pi tardi, al tempo
degli Alessandrini, fu ritenuto padre delle Sirene.

marinai promisero, ma non mantennero la promessa. Allora la nave fu circondata

da edera, abbarbicatasi ai fianchi, Dioniso apparve incoronato di edera e circondato da tigri e da pantere, e
i

Achemnide [Achaemendes,
XIV, 160-222]
era deH'isola
di taca, aveva preso parte alla guerra di Troia insieme

marinai, buttatisi in mare per lo spavento, furono mutati in delfni. Acete solo fu
salvato, e d'aUora divenne sacerdote di Dioniso, nel

con Ulisse, e dopo torn con lui per il rimpatrio. Ma quando Ulisse, coi pochi compagni superstiti, riusci
a sfuggire al ciclope Poli-

tempio di Kasso.

^chelidi [Aclielodes, V,
552] sono le Sirene [v.
ritenute
figlie
ivi],

fmo, Achemnide fu ab-

bandonato nella

Sicilia,

do-

del dio

flu-

viale Acbelo.

ve, pi tardi, fu trovato e condotto via da Enea, lun-

Vchelo [Achelus, IX, 1-88] oggi Asproptamo, il pi grande fiume della Grecia: scaturisce dal Pindo.
detto fgHo di Oceano e di

go

il viaggio da Troia alle coste del Lazio.

Achmone [Achaemon]

era

fratello di Basala, entrambi dell'isola di Pitecsa, nel

ACH

6
Tirreno.
ch.e

mar

Erano

cos

insolenti,

assaltavano

doveva essere traghettato dalle anime dei morti. Come


personificazione fluviale, esso figlio di Gea: per paura
dei Giganti,
terra, fino
si

cMunque

incontrassero.

Un

giorno, assaltarono Ercole,

mentre dormiva;
attaccatili
i

ma

l'eroe,
al-

nascose nella

per piedi l'estremo della clava, li portava in ispalla, pendenti col

capo

all'ingi.

Avendo

essi

a discendere nell'Averno o, secondo altri, fu ivi precipitato da Giove, perch aveva offerto le sue

osservate nere e pelose le parti deretane dell'eroe, dissero ch'era melmpigo [[izuomo dalle naXfXTTUYo?

acque

per

estinguere

la

sete dei Titni.

Achersia [Acherusia]
lude del pianto
xo[jiai,

la pa-

tiche nere:
Kuyri

nero, [likoLC, deretano]. Ercole

[xsuo)

piango] lago

del-

che

li

nuovo attributo, e

ud, sorrise di questo li lasci

l'Egitto, presso Ment, intorno al quale si seppelli-

vano
che
lago,

morti. Per, prima


sotterrati, si sulla riva del

andare, senza far loro alcun male.

fossero

Acho Xuto
lasgi,

[Acliaeus] figlio di e di Crusa, movendo


i

esponevano ove alcuni giudici esa-

minavano
buoni,
pi in

la loro vita e

dall'Africa, assoggett

Pe-

loro costumi. Se erano stati


si deponevano i coruna barca e si traghet-

che abitavano nella Laconia e nell'Argolide. EgU

il

capostipite degli Achei.


il

Acheronte
504]

a^opiai, piango], [xsuw fiume deUa Tesprozia (Epiro),

[Achron, XI, fiume del pianto

tavano alla sepoltura, altrimenti si buttavano in una


fogna.
lago,
ISTelle

vicinanze del

vi rano

[Oocito e Lete] e

due paludi un tempio

oggi Phanariticos, il quale scorre a traverso una

vasta palude, poi sparisce sotterra e sbocca nel mare Ionio, nel porto di Elaia [oggi Phnari]. Le sue acque sono melmose e amare. concezione mistica, Isella
l'Acheronte

dedicato a cate. Un'altra palude Acherusia era nella Tesprozia [oggi Epiro]; il fiume Acheronte passava a traverso di essa,

prima di gettarsi nel mar


Ionio.

Achille

formava

l'in-

gresso neU'Averno, e per

[AchiUes, XII, 73] era figlio di Pelo e della nereide Ttide. Pelo era re

ACH

dei

Mirmidom, a Ftia di Tes-

saglia, e

figlio di aco; perci AcMUe detto Pelde,

gresso nell'Asia Minore. Fin qui la tradizione omerica.

del padre, Ecide da quello del nonno. Achille fu dapprima allevato dalla

dal

nome

Secondo una leggenda posteriore, Ttide, volendo


rendere invulnerabile
glio,
il
fi-

lo

tuff

nelle
il

acque

madre; pi tardi Fenice, che fuggendo dal padre Amintore si era rifugiato
nella casa di Pelo, lo istru nell'eloquenza e nell'arte
militare; il centauro durne lo ammaestr nella medicina. Il fato aveva la-

dello Stige; cosjl

corpo di

Achille poteva essere ferito soltanto nel calcagno, per


il

dalla

quale era stato tenuto madre quando fu im-

merso nel Lete. Scoppiata


la guerra di Troia, Ttide, prevedendo che Achille sa-

sciato
fra

ad Achille la scelta, una vita lunga e ingloe un'altra

rebbe morto,

lo

tenne na-

riosa,

breve e

scosto, vestito da donna, a Sciro, tra le figlie del re Li-

piena di gloria: Achille scelse quest'ultima, e per,

comde.
Ulisse,
il

Ma

fu scoperto da

quale, travestitosi

quando

UUsse

Nstore

vennero a Ftia, per prendere parte alla guerra di


Troia, vi and volentieri e, a capo dei Mirmdoni, part

mercante, espose alle fanciulle un corredo di or-

da

namenti

femminili,

vi

pose accanto uno scudo ed una lancia. Fatto echeggiare vicino,


di

con 50 navi. Dopo molte prove di sommo valore, egli


uccise Ettore e lo trascin

uno

combattimento,

strepito le fan-

per

il

campo, legato

coi

ciulle fuggirono, impugn le armi

ma

Achille

piedi al cocchio.

Ma

dopo,
le

mentre combattendo su

per combattere. Cosi egli fu riconosciuto, e promise che avreb-

porte Scee, era per penetrare a Troia, fu ucciso da

be preso parte aUa spedizione. Alla guerra di Troia,

un dardo
Apollo
braccio.

di Pride, al quale

aveva

guidato

il

Le sue ossa, quelle di Patroclo e di


furono
sepolte

con Ansul

tiloco,

Pride, aiutato da Apollo, avrebbe colpito Achille appunto al calcagno. Achille fu venerato, ed ebbe templi, come eroe, a Elide, a

promontorio
punta

Sigo, alla nord-ovest dell'in-

Sparta, e gli era consacrata un'isola. [Leuca, poi

AGI

8
alle foci del fuine

un
altro, si

AcMlla]
Istro.

ammal
il

grave-

mente, e quando

padre

ci

XIII, 738-897] fumicello in Sicilia, che scaturisce dall'Etna e sbocca nello Ionio [l'odierno fnme Frdolo o Alcantara]. Secondo la mitologia, era un
[Acis,
figlio

seppe, dall'oracolo di Delfo,

giovine bellissimo,

di

che ci accadeva per punizione di Artemide, a causa del giuramento pronunziato nel tempio di lei, Gidippe rivel ogni cosa aUa madre, e fu data in isposa ad
Aconzio.

e di Symtide, amato dalla ninfa Galata, della

Funo

Acqurio [Aquarus]

l'unde-

quale era follemente innamorato, senza per esserne


riamato, il ciclope Polifmo. Questi sfracell Aci, il quale fu mutato nel fiume

cimo segno dello Zodiaco, Ganimede, il coppiere degli di, rapito da Giove, mutato in costellazione, dopo la sua morte. Secondo altri, Deucalione, che visse al

omonimo. Acnzio [Acontus] giovine


dell'isola

tempo
saglia.

del diluvio, in Tes-

di Oeo. Eecatosi

a Delo,

si

innamor di Gi-

dippe, figlia di
ateniese;

un illustre ma, non potendo

Acquedotti [Aquae ductus]. La Grecia non ebbe costruzioni


dotti,

grandiose
si

di

acque-

sposarla, perch egli era di umile condizione, ricorse a

come Eomaj ma an-

un'astuzia.

Avendo veduto,

un

giorno, la fanciulla nel

tempio di Artemide, poich ogni giuramento, pronunziato in queUo, doveva essere mantenuto, butt ai
piedi
della

eseguivano lavori, per provvedere la citt di acqua potabile abbondante. L'acqua, che sorgeva nei

che ivi

monti
canali

vicini,

traverso

sotterranei, scavati nella rupe o fabbricati in

fanciulla

una

muratura,

si

raccoglieva in

mela, su cui aveva scritto queste parole: Giuro nel santuario di Artemide che
sposer Aconzio . Gidippe Lesse ad alta voce queste
parole,

serbatoi, dai quali, per mezzo di canali forniti di occhi,

per

il passaggio dell'aria, era condotta e distribuita

ma

gett subito la
tre

mela.

Dopo, per ben

volte, essendo per sposare

per la citt. Cosi Atene riceveva le acque che scaturivano daU'Imetto, dal Pentlico e dal Parnte, e a

di

ACE

questo

scopo

servivano

Eoma,

in ordine crono-

canali praticati nei fancM e nel letto dell'Ilisso. In

logico, erano:

Marcia,
Aerisi
IV,

Aqua Appia, Augusta, luUa,

Atene vi erano magistrati,


ai quali era affidata la

Claudia, Traiana.
III, 559; stirpe di Dnao, era figlio di Abante e di Aglia. Egli scacci il
[Acrisus,

cura

degli acquedotti: gli maT.-

608]

deUa

In Eoma si costruirono invece 'grandi acquedotti, clie portavano aUa citt acqua abbondante e salubre. L'acqua, derivata a grande distanza, per mezzo di scavi e di arcM che passavano

fratello gemello Preto.

Ma

poi dovette dividere con lui


il

regno: Acrisio ebbe Argo, prese Tirinto. Essendogli stato predetto che

Preto

daUa

figlia

Danae sarebbe
che lo avrebegli

a traverso

monti e

era condotta per terranei nella citt,

le valli, canali sot-

nato UD

figlio,

be scacciato dal regno,


la fece chiudere in

dove

una

fos-

veniva raccolta in grandi serbatoi, e portata, per mezzo di tre grandi tubi di

sa o in

un

sotterraneo.

Ma

piombo o
serbatoi
il

di terracotta, in minori, dei quali

Giove, di pioggia d'oro, lei Perseo. [V. ivi]. Allora egli, rinchiusa in una cassa
la

discesovi in

forma gener da

ai

superiore forniva l'acqua pozzi e aUe vasche pri-

vate, quello di

mezzo por-

madre col figlio, la fece gettare in mare. Ma la cassa fu portata all'isola di


Srifo, nel gruppo delle Cicladi. Quando Perseo torn,

tava l'acqua alle terme, l'inferiore alimentava le vasche

pubbliche [lacus'] e le fontane a getto Isalientes}. La costruzione e la conservazione degli acquedotti era affidata ai censori, e la sorveglianza,
sto, agli

Acrisio era fuggito a Larissa [Tessaglia], dove fu ucciso

involontariamente
pote, col disco, in
lestra.

dal

ni-

una pa
la

prima

di

Augu-

Acrpoli
fortezza

[' A-apTzokK;']

edili;

ma

dopo, a

di

Atene

un impiegato
tor

speciale [cura-

alla

aquarum}, il quale aveva sua dipendenza gran


di operai laquarii]. acquedotti pi notevoli

estremo, TcXt.? citt] collocata su una rupe, che si eleva a 100 metri, in

[xpoi;

numero

una

GU

superficie di 300 metri di lunghezza e 130 di lar-

ACT
ghezza, e cade a picco da tutte le parti, eccetto dal
lato

10

mondo
tra
i

fratelli,

dopo
il

la vittoria sid

Titni e

guarda la citt, ove declina con un dolce


elle

rovescio dell'impero di Crono, ad Ade tocc il regno


dell'Averno,

pendio. All'ingresso occidentale aveva i magnfici


Propilei, e la spianata, coperta di santuari e di statue, conteneva la statua colossale in bronzo di Atena

ove

governa
cf-Sriq,

con

la

[Ade
St)?

moglie

Persfone.
od-

invisibile;

invisibile; -S: rad. dell'aoristo elSov vidi].

==

Si narrava cbe,

Prmaehos, opera di Fidia, cosi alta, elle la punta deUa


lancia e l'elmetto
nio.

sfone, figlia di Dmetra, coglieva

mentre Perdi Giove e


fiori,

vedevano dal promontorio Susi

lungi dalla madre, nella pia0, secondo una leggenda posteriore, a En-

nura di Kisa

Una
a

delle

due

quella

settentrione

aU, dei

Propilei, serviva come Pinacoteca, e conteneva, fra


gli altri, i celebri

na, in Sicilia, Ade l'avesse rapita e condotta all'Averno, su di un carro tratto

quadri di

da

cavalli.

Egli famoso

Polignto, con soggetti presi dall'Iliade e dall'Odissea.

Acta [Actaea, VI, 711] vuol


dire ateniese, da Acte, an-

per i cavalli, forse percb si credeva che prendesse sul coecliio le anime di questo mondo, per portarle all'lrebo. Pi tardi, quest'ufficio di traghettare le anime fu

nome dell'Attica; qui Orizia, figlia di Eretto, re di Atene, amata e rapita


tico

da Brea. [V. ivi]. Adaxnanta [Adamanta] era la ninfa cbe allev Giove
bambino, nell'isola di Creta, e ne sospese la cuUa ai rami
di

Erano

dato a Mercurio. sacri a questo dio

il

cipresso e il narcisso, gli si sacrificavano pecore nere,

tenendo
rivolto

alla

per lo sguardo parte opposta

un

a Saturno che

albero, per poter dire il fanciullo

cava,

della vittima, e lo si invopercotendo la terra


le

non

terra,

era n in cielo, n in n in mare.

con
Il

mani.
di Plutone,
il

nome

dio nei

Ade

Plutone o Dite, figlio di Crono e di Bbea, fratello di Giove e di Net["4S7)(;]

delle

riccbezze,

usato

misteri,

fu dato ad Ade,

tuno;

nella

divisione

del

percb egli domina nella profondit della terra, donde

11
proviene all'uomo la
ricil

ADE
quale, uscito dalla corteccia dell'albero materno, fu

cliezza dei metalli [V. Fiuto]. Come dio del fuoco sotterra-

accolto dalle IsTiadi e co-

neo, era detto Dite [V. ivi]. Adena [Adena] divinit ro-

sparso delle
dalla
altri.

stille di

mirra,

madre

stessa.

Secondo

mana,

elle veniva invocata da chi, dopo un viaggio, ritornava in patria [adire =

Venere, adagiatolo in un'arca, lo af&d a Persfone. Cresciuto in et, fu,

entrare].

Adinati di Atene malaticci o invalidi che,

['ASvaToi] cittadini

essendo inabili a

procacciarsi da soli il sosten-

tamento, venivano mantenuti a spese dello Stato


[-Sva[xai

= non

Admeto [Admtus]

posso]. re di Fe-

re, in Tessaglia, prese parte alla guerra di Troia, alla

per la sua bellezza, amato non solo da Venere, ma ancbe da Persfone, la quale, innamoratasi di lui, non voleva pi farlo ritornare nel mondo. Allora Give decise cbe per 4 mesi restasse nell'Ade, per 4 altri stesse nel mondo con Afrodite, e per gli altri 4 mesi,
scegliesse egli stesso il luogo della sua dimora: e Adone

caccia caledonia e alla spedizione Argonuti. degli

Avendo ottenuto da Apollo


di sfuggire alla morte, se nell'estremo momento un
altro fosse disposto a moper lui, la moglie Alceste,
lui.

anche in essi, stare con Afrodite. Appassionato per la caccia, un giorno fu ucciso da un cinghiale; Afrovolle,

rire

morte
re

dite pianse amaramente la di lui, e dal sangue del giovinetto fece sboccia-

EUa

voUe morire invece di fu l)oi rimandata


da Persfone
e,

un

fiore,

Vadonium

[l'a-

sulla terra

nemone].

tratta da Ercole, fu ricon-'

Adrasta [Adrasta]

dotta aUo sposo.

la ninfa, di Melisso, re di Creta figlia

Adne

[Adnis, X, 503-739] nato da Oinira, re di Cipro, e da Mirra. Secondo il mito narrato da Ovidio, quando

che, con la sorella Ida, al-

lev Giove.

Adrasto [Adrastus] fu

re di

Mirra, scacciata dal padre per il turpe delitto, fu cambiata nell'albero di mirra,

Argo. TJn oracolo gli aveva predetto che avrebbe dato


in ispose le due figUe Deipile e Argia, rispettivamente a

gener

il

bambino Adone,

un

cinghiale e a

un

AED

12
premio, fu assegnata una schiava al vincitore. Politerno esegu una sedia, Aedone, con l'aiuto di Giunone, un tessuto, che fu
ritenuto
superiore. Allora Politerno; irritato, condusse
la

leone. Egli diede in isposa la primai a Tido, l'altra a

PoHnce, i quali giunsero in Argo, fuggiascM: l'uno


vestiti;

da Calidne, l'altro da Tebe, quello con la pelle


di

un cingMale, questo

di

un

della

leone. Adrasto fu capo spedizione dei Sette

per schiava aUa moglie


sorella

contro Tebe [gli altri sei furono: Polinice, Tido, Ca-

CheHdne, dopo averla sedotta. Enlei,

di

pano, Ippomedonte, Amfaro, Partenopeo], e fu il solo che tornasse salvo dalla spedizione. Dieci anni
dopo, egli riprese la guerra contro Tebe, con i figli degli uccisi.

trambe uccisero Stilo, figlio di Aedone e di Politerno, e lo dettero da mangiare al


Questi, irritato, le insegu fino alla casa pa-

padre.
terna;

ma

gli di, per.

com-

passione, trasformarono Politerno in pellicano,

[Guerra degli Epgoni. V. Epigoni]. Avendo egli perduto, in questa gueril figlio

Aedone

in usignuolo, Pandareo in, un pesce-aquila e la madre


di

ra,

Egialo, ne mor

Aedone in

alcione.

di dolore.

Adi

[otSoL] erano, in Gre-

cia, i cantori delle

compo-

sizioni epicbe. [aSo>


to].

Allo ['AeXXo), XIII, 710] una delle Arpie: la rapida come la tempesta [sXAa = tempesta]. [V. Arpie],

can-

[V. Rapsdi].
di

Atone
Panil

[AlGwv
di"

scintil-

Aedue [Adon] figlia

lante: al'06>

scintillo]

djeo e moglie di Politerno, di Colofone, in Lidia. Vi-

dei quattro cavalli del Sole, che rove-

nome

uno

veva

con lui cosi felicemente, che superbamente si vant di superare Giove e Giunone nella felicit del-

sciarono dal carro Fetonte.


[V. Fetonte]. Gli altri sono nominati: Eo, Piro, Elgone. Altrove essi sono invece chiamati: Ertone,

l'amore.

Giunone
i

allora

mand

coniugi ris, che suscit fra loro la discordia, e li istig a sfidarsi nella gara di un'opera da
eseguirsi,

fra

Attene, Lampo, FUogo. L'etimologia di questi nomi dimostra ch'essi indicano i


sole, nel

nella quale, per

quattro stadi principali del suo giro apparente

13
intorno alla terra. Infatti

AFE

Come dea
siderata
dei

Uoo

sorgente [eco? aurora che sorge], Piroo

= =

dell'amore, con-

anche protettrice
coniugali;

vincoli

infocato

Aetone

= = =

[Tcup

pi
sen-

fuoco],

tardi, prevalse in lei l'at-

lo

scintillante

tribuzione

dell'amore

[at6co

scintillo],

Flegone
Tjr-

fiammante nel tramonto

suale, e alla Afrodite Pandemia, venerata in Atene,

[(pXyo

tone

infiammo],

cme dea
[Pandemia

dei

matrimoni

rosso

[puTatvoi

tingo in rosso], Atteone avanzantesi nella luce [a.aac

= =

= tutto,

pubblica:

^y]\Loc,

itoic,

popolo],

mi

slancio].

Lampo

risplendente
te
della

[X^xTroj

ri-

splendo], Filogo
terra,

contrappose in seguito la Urania, rappresentante l'amore puro e celeste [osi

amanquale

pvtoj;

celeste].

alla

Afrodite era moglie di Efesto;

pare che ritorni, nel tramonto [(fiKoQ amante,

yTJ

ma am Ares, da cui ebbe Armonia, Eros [l'amoAntros [l'amore reciproco],

terr].
['AfppoSiTV)],

re],

Afrodite

fra

Beimos

[lo

spavento],

[Venus], di Giove e di Dione figlia

Eomani Vnere

[secondo Omero]: nata dalla

spuma

del

mare
presso

[c^pc,

spuma],

l'isola

di Cipro [secondo Esiodo]. ) la dea della bellezza e del-

Phobos [il terrore]. Da Hermes ebbe Ermafrodito, con Dioniso gener Pripo, con Poseidone rice, con Anchse Enea. Secondo una leggenda [Ovidio, Metamorfosi, lY, 170-189], Efesto, avvertito da Apollo delle

l'amore, e supera in grazia tutte le altre dee dell'Olimpo: l'accompagnano le Ore, le Grazie e le altre deit
personifcatrici

relazioni

clandestine

della

dell'amore:

moglie con Ares, li avrebbe avvolti entrambi in una rete, e li avrebbe presentati
avviluppati in essa, destan-

PeitM
tJios

[la persuasione],

[il

desiderio],

PHmeros

[l'ardore]. Essa ha nel cinto tutte le grazie vezzose, che

do cos il riso fra gli di. Per i suoi amori con Ares, ella fu considerata anche

possono sedurre ogni uomo pi saggio; e non solo gli


uomini,

come divinit guerresca. La sede pi antica del culto


deUa dea
e
i

ma

anche

gli

di.

l'isola di Cipro,

soggiacciono al suo potere.

suoi pi antichi

nomi

AGA

14
aprile,

derivano dalle sedi pi anticlie,

cbe

tuari
della

nei porti e nei san[perci ritenuta dea

principio
le

della

segnavano il primavera,

navigazione], era specialmente venerata: Ciprigna [dall'isola di Cipro],

in

cui

donne romane celebravano in suo onore una festa


solenne.
figlio

A^famde [Agamdes]
del re di

Amatisia,
citt

PpMa,
mededella

Orcmeno, Egino.

Malia, da Amthus, Pafo,


Idalio,
della

Edific col fratello Trofonio


la casa del tesoro di

Mo,
Aven-

sima
do,

isola,

Cndia [da Gui[dall'isola

re di Iria, in Beozia.

citt

sulle coste

do

Caria], di Citer, oggi Crigo], Eri-

Githera

essi cercato, una notte, di rubare il tesoro, toglienri-

do una pietra, Agamede


preparato da

cna
sacri

[dal
il

monte rice
rosa,

in

mase impigliato in un laccio,

Sicilia].

Ad

Afrodite erano
il

Meo,

presso

mirto, la

il

melo [come dea dell'amore]; papavero, la colomba, il


passero,
la

al tesoro; Trofonio, per non essere scoperto, recise il

lepre [simbolo

deUa fecondit]; il delfino, come dea del mare. A Eoma, Venere, cbe in
origine era la dea della primavera e della natura germogliante, fu identificata

capo al fratello, e lo port via con s. Secondo altri, Agamede e Trofonio edificarono il tempio di Apollo a Delfo e,

avendone

richiesta
al dio,

la

ri-

compensa

fu loro

ri-

con Afrodite, quando fu introdotto il culto della dea


greca. Come madre di Enea, essa era considerata la progenitrice della gente Giulia, ed aveva santuari, nei quali

era venerata
Concilidtrix

coi

nomi

di

sposto che aspettassero otto giorni; ma dopo questo termine, furono trovati morti. TJn'altra versione narra che Trofonio fu inghiottito dalla terra, nel bosco sacro di Lebadia. Quando la Beozia fu aMtta da una grande
siccit,

[conciliatrice], Viripldca [placatrice di uo-

l'oracolo

di Delfo,

mini],
mirto],

Myrta

[la

dea del

consultato, rispose che bisognava ricorrere al sepol-

Murca [forse colei che molce e lenisce], Cloaclna [la purificatrice] ecc. Nelle calende del mese di

cro di Trofonio, in Lebadia. Avendo l'oracolo di Tro-

fonio comunicato

mezzi,

per

la cessazione della sic-

15
cita, gli

AGA
figlia Ifigenia, per implorare da Artemide il vento favorevole percb le navi

fn dedicato

il

bosco

ove era sepolto, ed eretta una statua, opera di Prasstele.

In questo bosco, Troi

fonio riceveva,

sacrifici

salpassero per Troia. Pigli di Agamennone furono Oreste, Ifianassa [presso i tra-

dava

gli oracoli.

Agamennone [Agamenmon,
XIII, 184] figlio di Atro, re di Micene. Per egli e il fratello Menelao sono detti

gici

Ifigenia],

Crisotmide,
i

Laodce
Elettra]. di Troia,

[presso

tragici

Dopo

la

C9.duta

donde condusse

anche figli di PHstne, figlio di Atreo e di rope, la quale avrebbe sposato pri-

Cassandra, figlia di Priamo, fu ucciso, in un banchetto, insieme con Casseco

ma

Plistene
lui,

e,

dopo

la

morte di

Atreo. Atreo

sandra, daUa moglie Clitennestra e dal drudo di lei,


Egsto.

la fece buttare in

pena con Tieste, fratello di Atreo.

dei suoi illeciti

mare, in amori

Secondo
stati

tragici,

sarebbero

uccisi

en-

Quando
Egino

Tieste

figlio
s

trambi nel bagno, dopo che Clitennestra aveva avvolto

s'impadronirono
e

di

Micene, Agamennone nelao fuggirono da Sparta,

Me-

Agamennone in una rete, perch non potesse difendersi.

presso Tindaro, di cui sposarono le figlie: Agamen-

Aganppe [Aganippe, V, 312]


.

none spos Clitennestra, e Menelao Elenaj indi cacciarono dal trono paterno gli usurpatori. Agamennone divenne re di Micene [se-

fonte presso Tespia, nella Beozia, che aveva la virt di infondere l'estro poetico a chi bevesse delle sue acque: secondo Pausania rebbe scaturita sotto il
sacol-

condo

Eschilo viveva in Argo], e Menelao eredit la signoria di Sparta.

po dell'unghia del cavallo


cavallo] Pgaso, I^Oktzoc, come rippocrne. detta lanta dal nome pelasgico della Beozia, la quale fu abitata anticamente dagli
lantes.

Agamennone divenne poi

il

pi potente principe della Grecia e, nella guerra di


Troia, fu
il

comandante

su-

premo

dell'esercito.

Con-

gave [Agave]

figlia di

Cad-

dusse 100 navi nel porto di ulide, dove sacrific la

mo

Armonia, spos Echione, da cui ebbe Pn-

di

AGB
teo.

16
Quando, insieme con

Baccanti, essa celebrava un giorno le Orgle in onore del dio, Penteo, re di Tebe, avverso al culto e ai misteri di Bacco, si rec sul
Oiterone, per punire le Baccanti;

altre

Agenride [Agenorides, IV, 563] Cadmo, ^go del


re fenicio Agenore.

Agluro [Aglauros, 832] una delle tre

II,

711-

figlie di

Ccrope, re di Atene, sorella di Pndroso e di Erse.

gi le
il

ma la madre incoragcompagne a sbranare


e cos
il

Mentre Mercurio era presso Atene, vide Erse bellissima, fra le donzelle che recavano, nelle ceste, doni a Minerva. Seguendola, penetr neUa casa di Cecrope doe, avendogli Aglauro mandato chi fosse, Mercurio

figlio,

capo

del-

l'infelice re

fu fatto a pezzi.

Agle

[ysXTj] era negli stati dorici della Grecia la com-

pagnia [yo> raduno] neli quale giovani, comi 17 anni, piuti entravano, per manifestare le partila

non ebbe ritegno

di dirle

il

colari attitudini ai vari uffici

nevano
loro
trarvl,

dello Stato, e vi rimafino al tempo del

suo essere e lo scopo della sua venuta, anzi chiese da lei la cooperazione al suo amore per Erse. Aglauro
acconsenti, chiesto in

matrimonio.,

Kell'en-

dovevano

prestare

dopo avergli compenso ima

giuramento, passavano il giorno coi compagni, e la notte nella casa paterna.


Il
gli

gran massa di oro. Ma Minerva, irritata perch ella


aveva, contro il suo divito, aperta la cesta ov'era Erittonio [v. m], indusse l'Invidia a contaminare del
suo veleno Aglauro. Tocca
dalla gelida

capo dell'agele dirigeva


esercizi ginnici

di-

vertimenti, e aveva il diritto di infliggere pene ai

membri della compagnia. Agenore [Agenor] re della Fenicia, padre di Cadmo,


Fenice, Clice e di Europa.

mano

dell'Invi-

dia, Aglauro arse di rabbia contro la sorte felice deUa

sorella

Erse. Venuto Mer-

Eapita la figlia da Giove [V. Europa], egli mand invano i figli a cercarla, percb nessuno di essi ritorn
in patria.

curio, ella,

non

ma

contro il patto, volle aprirgli la porta; il dio, spalancata la

Fu

il

capostipite

della famiglia di Bidne.

porta con un colpo leggero della sua verghetta, entr nella camera e, volendo

17

tri,

AGO

Aglauro

muoversi
il

contro,

per impedirgli passo, fu da Mercurio trasformata in

Fidia: in esso era la grande statua di Giove alta 12 me-

che

Fidia

aveva co-

nero sasso.

Agmne
507]

[Acmon, XIV, 484uno del seguito di Diomede. Quando questi, dopo molte peripezie, duil

struita di oro e di avorio, seguendo la descrizione del


libro
il

'Iliade.

Presso

tempio,

nel

medesimo

rante
i

viaggio nel ritorno

da Troia, perde quasi tutti compagni, Agmone os insultare Venere, dalla quale diceva di non dover nulla temere pi di quello che aveva sofferto. Venere allora lo

boschetto, era il sacro olivo selvatico, dal quale un ragazzo, che avesse entrambi
i

genitori, recideva con un coltello d'oro i rami, di cui

si

intessevano
si

le
il

corone,

onde

cingevano

capo

vincitori. I giuochi olimpici


si celebravano ogni quattro anni nel solstizio d'estate,

mut

in

un

uccello

simile al cigno.

Agonali [Agona o Agonala]


feste e sacrifizi che a

Eoma
al-

ricorrevano
l'anno.

pi

volte

e questo spazio di tempo, che correva tra la celebrazione di due giuochi, si chia-

Le

feste agonali del

mava
quale

Olimpiade

gennaio

erano

dedicate

La prima Olimpiade,
si

dalla

a Giano die, col titolo di Agonus presiedeva ai lavori e agli affari degli uo-

mini [ywv

giuoco].

Agni
blici

[ySivec,}

presso
Si

giuochi pubGreci [yv

cominciarono a computare gli anni nel calendario greco, cade nell'anno 776 av. Cristo, nel quale Corbo vinse nello
stadio.

giuoco].

dividevano in

tare

il

computempo per Olimpiadi


per

l'uso

di

Olimpici, Pitici, stmici, Nemi.

dur

293

Olimpiadi,

cio fino all'anno 394

dopo

Olimpici, I giuochi olimpici si tenevano in onore di


Giove,
Alfo.

in

Olimpia,
il

citt

Cristo [ch'era il 10 anno dell'impero di Teodosio]. In generale, il 1 luglio se-

dell'Elide,

presso Quivi era

fiume

gnava

il

principio dell'anno

un bo-

schetto, nel quale sorgeva il tempio di Giove Olimpico,


eretto sotto la direzione di
2

olimpiaco, e i giuochi duravano 5 giorni e finivano


col plenilunio.

NeUe prime

olimpiadi,

le

Stano, Dizionario di miti e leggende.

AGO
nella

18
cbe
le

gare consistevano soltanto


corsa,

gare ginnicbe e

ip-

ma

in

quelle

piche.

seguenti furono introdotte a mano a mano: la corsa

chi,

L'et storica di questi giuoda cui si cominci a

doppia,
stenza,

la
il

corsa

di

resi-

pntatlo o quinlancio
del

contare la prima Ptiade, comincia dal 586 av. Cristo,

qurzio

[salto,

disco, corsa, lotta, lancio di dardi], il pugilato, la corsa

quando cio gli Amfzini, dopo la gueira di Crissa


[1 guerra sacra] assunsero la cura di essi. si tene-

con

coccM a 4
i

cavalli, la
il

corsa con

cavalli,

Pan-

vano

ogni

crazio [lotta e pugilato], la corsa con indosso le armi,


la corsa

cio nel 3

anno

quattro anni, di ciascuna

Olimpiade, verso la met


di agosto. Il premio consisteva in una corona di
alloro e, talvolta,

con

gare.

le biglie e altre questi giuoclu in-

tervenivano di solito sola-

anche in

mente

gli

uomini, proba-

bilmente potevano assistervi anche le fanciulle spartane ed ele; ma era seve-

pomi. Questi giuochi furono soppressi, quasi nel medesimo tempo che gli Olimpici, cio verso il 394

ramente proibito
Ptici.

alle

donne

dopo

Cristo.

maritate di intervenirvi.
Si celebravano in onore di Apollo, al quale la leggenda ne attribuiva l'i-

stmici. Si celebravano in onore di Poseidone, sull'Istmo di Corinto, in un bosco sacro, ove sorgeva un

stituzione, dopo l'uccisione del gran drago Pitne [v.

Apollo e Pitone], nella pia-

nura Crissa, presso Delfo, la quale era sacra al dio e

tempio dedicato al dio, che quivi era venerato col nome di stmio. Si tenevano ogni due anni, verso la met dell'estate, cio due volte per
ogni

non poteva

in obbedienza a

essere coltivata, un oracolo.

Olimpiade:
del 2^ e

una
il

tra

la fine

princi-

I giuocM consistevano so-

prattutto in gare musicali, aUe quali prendevano parte,

l'altra

pio del 3 tra


te e

anno olimpiaco
la fine

del

4"

anno dell'Olimpiade uscenil

citardi

[suonatori

di

princpio

dell'anno

cetra], aulti [suonatori di e auledi [cantoflauto]


ri]:

poi

si

aggiunsero

an-

queUa che entrava. Secondo la tradizione, essi avevano avuto, da princi-

di

19
pio, e si

AGE
10, 2, 4

un

carattere funebre,

anno olimpaco:

erano tenuti in onore

una volta
verno, 'j
e

di Melicerte, figlio di Ino; pi tardi Teseo li trasform e li dedic a Poseidone.

nell'estate, un'altra nell'autunno o nell'in-

consistevano

in

Questi giuocM consistevano


in gare ginniche, ippiciie, musicali. Il vincitore otte-

gare ginniche, ippiche, musicali. Il vincitore otteneva una corona intrecciata, se-

condo alcuni, di ramo


livo,

d'o-

neva per premio una corona di ipposelino [molto tempo dopo la distruzione
la

secondo

altri, di

appio.
fa-

La

valle !N"ema

anche

di Corinto, di pino]

si

sostitu quelun ramo di

mosa, perch in essa Argo, dai cento occhi, custod Io,


per volere di Giunone, e fu ucciso poi da Mercurio. Ercole vi compi una delle dodici fatiche, che gli erano
state imposte da Euristo:
l'uccisione del leone

palma.

Nemi, Erano

celebrati in

Onore di Giove nella valle

Kema, presso Fliunte,


l'ArgoUde, in
cro,

nel-

un bosco sadove trova vasi un tem-

nemo.

Agor

pio sacro a Giove ^Temo. La tradizione vuole ch'essi


siano stati istituiti dai Sette

[yop] piazza di Atene, di forma quadrilatera, adorna di molte statue: in


essa
si

trovava

il

Fecle

che intrapresero la spedizione contro Tebe, in onore di Ofelte, detto poi Arcb-

[cTTo TcotxiXy)],

portico di-

pinto con quadri di Poli-

gnto.

moro, cio precursore del


destino [ap^fo
signoreggio,

Agornoxni
di polizia,

[yopvo[j(.oi] era-

comincio,

[i.otpa

no in Atene 10 magistrati
5 per la
citt
sor-

de-

stino], figlio di Licurgo, re di Nema, il quale fu ucciso

Pireo, che vegliavano i mercati


e 5 per
il

da un serpente, menIpsipUe,
.

tre
di

una schiava
ai

Licurgo, mostrava sette duci una fonte.

visitavano le merci, i pesi, le misure, e riscotevano 1^ tasse dei mertraffici:

Ma

cati [yop

nell'et storica, essi furono celebrati in onore di Giove

= piazza,
.

v(jio<;

legge].

Agro pubblico

[Ager

pu-

iSTemo. Si

tenevano

volte
cio

per
nel

blicus] era il terreno che, sottratto ai paesi conquistati,

ogni

Olimpiade,

diveniva in gran par-

AIA
te propriet dello Stato. In parte era poi venduto ai cittadini romani o concesso a templi o a comunit reli-

20

sepolcro trovavasi sul pro-

montorio Eeto; a Salamina ebbe culto come eroe


nazionale.

giose [in tal caso

si

chia-

Aiace di Oilo [XII, 622]


re di Locri, figlio di Oileo, prese parte alla guerra di
Troia, ove condusse 40 navi; bench piccolo, era uno dei

mava

ager consecratus'}. La distribuzione di esso venne

regolata da varie leges agrariae, di cui la prima fu la


lex Cassia, presentata dal console Spurio Cassio, nel

pi eccellenti lanciatori
giavellotti e,
il

di

dopo

486 av. Cristo.

pi

valente

Achille^ corridore.

Aiace Telamoni [Aiax, Xin, 1-398] di Salamina,


di Telamne, prese parte alla guerra di Troia con 12 navi, e fu, dopo
figlio

la guerra, sorpreso

Tornando da Troia, dopo da una

uno

tempesta, fu salvato, sopra scoglio, da Nettuno. Ma Aiace grid imperiosamente

AcMlle,
eroi

il

pi forte degli

greci.

Morto

Achille

che anche da solo sarebbe sfuggito alla morte. Allora


I^ettuno, sdegnato, spacc col tridente lo scoglio, s

per

mano
le

destin

di Pride, Ttide armi del figlio

in premio al pi forte fra i Greci, che si era meglio


distinto, nel difendere il corpo e le armi di lui. l-

che

egli precipit nel

mare.

Alstore [Alastor] non dimentica le


azioni,

colui che

malvage

ma

tre

Aiace,

pretendeva

le

armi anche
dato a
la

un

Ulisse; allora fu consiglio di Greci

facolt

di

decidere in

punisce dimentico]. il ge[xat. nio della vendetta che si tramanda, in una famiglia,

perseguita e le [-Xa0 di XavOvole

proposito, e le armi, forse per volere di Agamennone,

furono assegnate a Ulisse. Aiace fu allora preso da

un

accesso di pazzia, e nel-

da padre in figlio; perci egli anche il demone del male e della rovina. anche il nome di uno dei quattro cavalli che tiravano
il

la notte fece

strage degli armenti, scambiandoli coi Greci; ma ritornato in s,


uccise, precipitandosi su la punta della spada. Il suo
si

carro di Plutone, quando

questi rapi Prosrpina, nel

campo
to.

di Enna;, gli altri tre erano: Orfno, Atone, Dit-

21

ciottoli.

ALO

Alberghi, tu Grecia nell'et


omerica,
iDcrglii

venza, anche oggi pieno di

non esistevano
si

al-

ove

potesse allog-

Alctoo [Alcathous, Vili,


figlio

giare,

pagando, e i forestieri trovavano ospitalit nelle


case
private;

8] di Plope e di Ippodamia, uccise sul Oiterone

ma

nell'et

un

storica,

con

commerci, gno di osterie e di locande. Hei luoghi di pubbliclie


feste, lo

lo svilupp dei si vide il biso-

leone, che aveva sbranato il figlio di Megaro, e ne ebbe per compenso la


figfia

Evchme

in isposa e

stato provvedeva

la signoria di Megara. Pi tardi, con l'aiuto di Apollo,

a sue spese per l'alloggio dei forestieri: ciascuno si

eresse
di

una

delle

cittadelle

Megara

[Alctoe],

con

provvedeva s, ma non da escludersi cbe


il

vitto

da

persone private assumessero l'impresa di fornire di viveri i forestieri accorsi.

ad tempio ApoUo. Alcste o Alcstide [Alceste


dedicato
o Alcestis] figUa di Plia,

un

fu moglie di Admeto. [Ved.

Anche a Eoma,

l'ospitalit

Admeto],

in case private [hosptium] era molto diffusa, ma vi sorsero ben presto luoghi per dare alloggio e provvedere il vitto ai forestieri
[diversora,

Alcide

[Alcides,

XI, 213]

Ercole, nato da Giove e da Alcmna, la quale era 'moglie di Amftrine, figlio di

Alceo. [Y. Urcoe}.

caupnae,

po-

Alcinoo [Alcinus] saggio re


dei Feci nell'isola di Scheria [oggi Corf], UMsse, prima di

pmae]. Albine
fratello

['AX(lov]

gigante, di Bergine, figlio

ove and
giungere

Nettuno. Ercole, combattendo contro di loro, fini le frecce, senza ucciderli, e


di

in Itaca.

Alcine [Alcyne, 'AXxuvtj, XI, 410-748] figha di Eolo


Enarte, si spos a Cice, il quale orgogliosae
di

correva

rischio

di

essere

sopraffatto, quando Giove glL mand una grandinata


di grosse pietre, delle quali
si

mente
alla

serv per atterrare


Il

gi-

si chiam Giove, e moglie diede il nome Hera; perci Giove li mut

ganti.

campo ove

cad-

dero le pietre fu detto poi campus lapidus, in Pro-

in uccelli: lui in gabbiano, lei in alcione [Xxucv

alcione,

uccello

che

pr-

ALO
lifica

22
nel mare: Xc

Alcmna
[Alcmena, IX, 23] Elettrine, fu modi Amftrine. Essa gegUe ner a un medesimo parto fcle, procreato da Amftrine, ed Ercole, generato da Giove. Morto Amftrine, si spos a Radamanto in
figlia di

ma-

re,

xco

concepisco].

Secondo Ovidio, invece, Cice mor in un viggio, per mare, da Trachine [della Ftitide, in Tessaglia] a Claro, ove si recava per
consultarvi l'oracolo. Il suo cadavere fu trasportato dalle onde su la spiaggia, ove lo vide Alcione, alla quale
gi, per

Oicala di Beozia.

Mori

vec-

chia a Tebe, dopo che Ercole fu assunto nell'Olimpo,


fra gli di.

opera di Giunone,

Oeice era apparso in sogno e aveva narrato la fine misera della sua vita. Ella
discinse le vesti,
le
si si

Alcmene [Alcmaeon]

fighe

di Amflaro e di Erifile, fu condottiero nella spedizione


degli Epgoni. Avendo ucciso la madre, perseguitato dalle Erinni, divenne pazzo

strapp

chiome e, disperata, sali su una roccia, per precicadavere


dell'a-

pitarsi sul

mato

e morire con lui.

Ma,

per piet degli di, fu mutata in alcione e, lanciatasi sul corpo amato, lo avvolse con le ali e lo baci col rostro: anclie Oeice fu
allora

fuggi presso Eego [a Psof in Arcadia], il quale lo accolse e gli diede in mola figlia Aliesiba o Arsinoe. Ma, preso di nuovo
glie

da pazzia, abbandon

Al-

mutato

in

alcione

fesibea, e spos OaUiroe, figHa di Achelo, e fu per-

maschio.
D'inverno, l'alcione cova le uova per sette giorni sul mare, che in questo tempo

ci

ucciso

dai

fratelli

di

Alfesibea.

Alessiroe
763]
il

figlia

51, [Alexirhe, del dio fluviale

sempre tranquillo, perch Eolo fa calmare ogni vento.

Alcione

['AXkuovsuc;] gigante che assali Ercole, mentre attraversava l'Istmo coi

Granico, amata da Priamo, quale ebbe da lei il figho saco.

Aletto una delle Erinni. [Ved.

buoi di Gerine, e con un masso gli fracass 12 carri e 25 uomini; Ercole lo uccise con la sua clava.

Alettrone [Xsxrpucv = gallo] giovine caro a Marte e


confidente dei suoi amori-

JErinni}.

Un

giorno, posto a senti-

23
nella,

AliL

mentre

il

dio s'intrat-

mandarono presso

il

loro

teneva con Venere, si addorment, s elle Vulcano, marito di Venere, sorprese i due amanti. Marte, per punirlo della sna negligenza, lo trasform in gallo e, in pena della sua antica pigrizia, lo costrinse

amico Agapnore, dove forse trov la morte. Secondo


altri,
telli,

Alfesiba uccise

fra-

per vendicare la mor-

te di Alcmene. Alimentarii [Alimentarii: alo = alimento] erano a Eo-

ad avvi-

ma, nel periodo dell'impero,


i figli

sare ogni giorno, col canto, del sole. il vicino nascere

AUiade

[Alpheias, V, 487] la ninfa Aretsa [v. ivil,


e

di genitori poveri, che ricevevano un sussidio mensile di 10 sesterzi [i maschi], 12 sesterzi [le fanciulle].

amata da Alf o, convertita


congiunta con lui nelle acque. Alfo [Alplius, II, 250] il pi grande fiume del Peloin fonte

Questa istituzione pare sia cominciata da Kerva, e fu


poi ampliata dagli imperatori successivi.

Alleati [Socii]. Presso

Eo-

ponneso.
e di Teti:

Oceano mentre andava a


figlio di

mani,

gli alleati si divide-

caccia, innamoratosi di Aretsa, ninfa deUe fonti e


cacciatrice, la insegui; eUa lo fuggi e, riparata
nell'isola
si

vano in: 1 Sodi aequo foedere, uniti in una lega molto stretta e
in un'alleanza offensiva
difensiva
coi

ma

Siracusa,

di Ortigia presso mut in fonte.

Eomani, coi quali formavano una vera

Alfeo allora^ mutatosi anche lui in fiume, si immerse


nel

e propria confederazione. 2 Socii non aequo foedere,

erano generalmente popoli


vinti che, in forza di un trattato conchiuso col vin-

mare, corse sotto ad

esso e, giunto
si

ad

Ortigia,

congiunse con Aretusa, Alfesiba [Alphesiboea] figlia

di Fega, moglie di Alcmene. Quando seppe che i fratelli suoi le avevano ucciso il marito [v. Alcmene],

accettavano le imposizioni, pur di avere la pace e di conservare la


citore,

propria indipendenza. 3 Sodi Latini erano una


classe privilegiata di alleati,

mont
loro.

in furia contro

che avevano un proprio

di

Allora

chiusero in

una

questi la cassa, e la

foedus con Eoma. Gli alleati formavano

un

ALL

24
al-

esercito [auxilia] ugnale alla

legione romana, quanto

l'armatura, ma molto pi numeroso e con una cavalleria quasi

doppia della rocitt alleata fa-

mana. La

un

ceva le leve, in seguito a ordine del Senato roe

anno, crescevano un braccio in larghezza e una tesa in altezza, s che in nove anni furono alti 9 tese e larghi 9 braccia. Tentarono di dare la scalata al cielo, rotolando su l'Olimpo l'Ossa e
il

Pho;

ma

Apollo

li

mano,
mentre

provvedeva

al ve-

uccise coi suoi dardi, prima

stito e alle paglie dei soldati,

pensava per le vettovaglie, appena le truppe giungevano al posto stabilito. I 12 praefecti

Eoma

che giungessero all'et vanile. Causa di questa


ta
si

giolot-

riteneva la loro

brama

sociorum

toglievano, da

tutti gli alleati presenti, l quinta parte della fanteria e la terza della cavalleria, e fra questi
quelli

che
la

venivano scelti dovevano for[evocati]. Il

di possedere Hera e Artemide. Legarono res e lo tennero chiuso, per 13 mesi, in un vaso di bronzo, finch fu liberato da Hermes. Un'altra favola narra che, a Kasso, Artemide pass in mezzo a loro, in forma di

mare
per
leati
il

guardia del corpo

cerva;

essi

la

presero

di

console

resto dell'esercito degli al-

le loro lance, si uccisero tra loro. l^eU'A-

mira con

ma

veniva aggiunto alle

verno,

erano

attorcigliati

legioni delle quali le ali.

formava

con serpenti a una colonna

e tormentati dalle strida di

Allec

[alleo o allex]

una

spe-

un

cie di salsa

preparata con

rappresentazione,

gufo. Secondo un'altra gli Aloidi


divinit
telluriche
e

ostriche, con altri testacei e con le interiora di piccoli pesci, specialmente di trila parola indicava le parti carglie.
altri,

sono

campestri,
reali:

che presiedono

Secondo

ai terreni produttori di ceeroi che col lavoro

domano
avrebbero
il

la

natura".

Essi

nose e disseccate di quei


pesci [oHq

istituito

per

sale].

Aloidi
[il

[Aloidae,

'AXwstSai]:
di Aloo

primi l'Ehcna e fondata Ascra


altre
citt.
figlia

culto delle

Muse

su

Oto ed

Eflte, figli

quale era figlio di Poseidone] e di Ifmdia. Ogni

lope [Alpe]

di Cer-

cine, tiranno di Elusi: da

25
Poseidone

AMA
ninfa, che lo adorn di erbe e di fiori, lo riemp di frutta e lo

ebbe un

j&glio

che, rivestito di un brandello della sua veste, ella lasci esposto segretamente

don a Giove. Giove

lo

regal poi alle ninfe che lo

nei campi, per celare al padre la sua colpa. Una giumenta lo allatt, e un

avevano allevato, promettendo loro che da esso sarebbe scaturito tutto ci


che esse avessero
rato.

pastore del paese, stupito del prodigio, lo port a Cercione, il quale, riconosciuto
il

deside-

Questo il corno dell'abbondanza [cornu co-

brandello della veste del-

piae].
r.

Quando Amaltea mole

la figliuola, la fece uccidere,

Zeus la colloc fra

ordin

cbe

il

fanciullo

stelle.

fosse

lasciato

esposto
di
lo

in

Amata
vinia.
figlia

[Amata] mogHe

del

campagna. una giumenta


egli

Ma

nuovo nutr, ed

re Latino e

madre di LaAveva promesso la

crebbe col

nome

ptoo [tTCTTOf; regn in Eleusi, dopo che Cercionefu ucciso da Teseo. Alta [Altbaea, Vili, 446]
figlia di

di Ipcavallo], e

in isposa al nipote Turno, re dei Etuli, men-

tre Latino preferiva darla a Enea. Perci ella suscit

contro Enea una guerra ac-

Thstio, moglie di Eneo e madre di Melegro.


[V.

Meleagr].

Amadradi [Hamadrydes,
I,

690] ninfe, boscherecce,


le cor-

che vivevano dentro


tecce
degli

alberi

insieme, Spu<; in questo verso


alle

=
si

[S.jj.<x.

quercia]:

ma quando seppe che Turno era caduto per mano di Enea, si uccise. Amzzoni [Amaznes, XV, 552] popolo favoloso di donne guerriere, che aveva la sua sede principale nella citt di Temiscra, su le
canita,

accenna
arcadi-

Amadriadi nonacrine
cio

rive del Termodonte, nella Cappadocia. Di l passa-

[Nonacnnae]

che, dette cos da Knacre, regione dell'Arcadia,

Axnalta

della capra

[Amaltha] nome che nutr Giove,

rono nella Scizia, lungo le sponde della palude Metica e, per perpetuare la razza, conservavano l'amicizia dei loro vicini, i Gargari, abitanti ai piedi del Caucaso: i fanciulli veni-

a Creta. Quando le si spezz un corno contro un albero, esso fu raccolto da una

vano

uccisi o dati ai padri,

AMB
le ragazze, allevate

26
con cu-

bondanza

della raccolta.

La

ra, erano ammaestrate nell'arte della guerra. Per po-

vittima destinata al sacrificio veniva condotta per i

ter

maneggiare

le armi, esse

campi da un'allegra schiera

consumavano poppa destra


loro

col fuoco la
alle ragazze,
il

e da ci sarebbe derivato

nome

za poppa

[-(xa^?

nome [arva = campi]. Ambrsia [ambrosia]


cibo degli di,
il

di contadini: di qui

il

suo
il

sen-

cibo del-

senza seno].
la

Compirono grandi imprese,


Scizia, la Tracia, la Siria. Il loro esercito fu distrutto da Belle-

l'immortalit, come il nettare ne la bevanda [[3po-

percorrendo

T?

rofonte, quando esse assalirono lobate, re della Siria.

mortale, oL-ii-^poToc, immortale]. Essa scaturiva da fonti che si trovavano nel lontano occidente, ove erano i giardini delle

Contro di loro combat-

t Ercole ed anche Teseo,

Espridi: di l le colombe recavano a Giove l'ambrosia.

quale le vinse sul fiume e port via in la loro regina Anisposa tiope o Ippolita. Erano rappresentate a cavallo, ar0.

Ametista [amethystus]
tra preziosa
zurro-violetto,

pie-

Termodonte

di colore az-

detta

cos,

perch

si

credeva che aves-

mate di scure, di lance, di uno scudo a forma di mezzaluna,


casso,
litare

dell'arco,

del tur-

con la cintura mie coi balteo, da cui


la

se la propriet di attirare 1 vapori del vino e di liberare dall'ebbrezza [-yLeQuc non sono ubbriaco]. Le si attribuivano anche virt contro le malie, contro i

pendeva

Ambarvle

spada. [sacrum]
cbe, al

sogni e altre qualit provitti-

digiose.

ma e sacrifcio
del

tempo

Amfiaro
glio di
stra,

(3 giorni di maggio), ogni proprietario celebrava nel

delle feste Arvli

mese

[Amphiarus] fiArgo e di Ipermngran vate ed inter-

prete

suo

podere. Di

solito,

il

10 maggio, i contadini romani offrivano vittime e


sacrificio

di sogni, uno degli eroi della caccia caledonia, della spedizione degli Ar-

a Crere, a Marte
divinit

gonuti e della 1^ guerra Tebana. Quando gli eroi


argivi fuggivano, vinti dai

ad

altre

caml'ab-

pestri,

per

ottenere

Tebani, Amfiaro fu inghiot-

27
tito

AMF
si

dalla

terra,

presso

il

occuparono
Lieo
era

fiume Ismno [nella Beozia], insieme col carro e col suo arciere Btone. Egli fu poi reso immortale.

Tebe, di cui impadronito,


di

dopo
si

la

morte

Mtteo e
le quali

la cinsero di

mura,

Axnfidrme
fJKpi

intorno, Spfzof; corsa] festa familiare presso i Greci, in cui il neonato,


nel 5, 70, IQo giorno dalla

[' A[i^n^p6[Li(x.:

sua

nascita, veniva portato attorno al focolare do-

mestico, accolto nella famiglia e raccomandato agli di protettori della casa, e

mossero e si collocarono a posto da se stesse, all'incanto del suono della lira di Amfione. Amflone prese in moglie Mobe, Zeto spos Tebe: entrambi furono sepolti nella medesima tomba. Essi sono chiamati i di Discuri Tebani [^lc,

Giove, xoupoi
\i(^i

figli].

mfitetro [amphith,etrum;

riceveva il nome. Se il neonato era maschio, la caga era adorna di corone di


ulivo,

intorno, Osarpov
Qe.oiio(.i

teatro, da

osser-

se

femmina, di co-

vare] era una costruzione di forma o"vale, adibita ai

rone di lana.

combattimenti

dei gladiai

Amfine [Amphion, VIj 221]


figlio di

tori e alle lotte delle fiere.

Giove e di Antiope,
di

gemello
dilettava

Zeto.

del

Egli canto e del

si

Lo avevano mani, non i


dificio era

soltanto

Ro-

Greci. Quest'e-

formato da una

suono della cetra, mentre Zeto era un pastore e cacciatore


della

serie di arcate poste l'una su l'altra, ornate di pilastri:

selvaggio, amante vita materiale. An-

tiope fu tenuta prigioniera dallo zio Lieo e dalla moglie di lui, Dirce [Lieo era fratello di Mtto, re di Te-

arcate dell'ordine pi basso servivano di accesso all'edificio e mettevano in


le

un

corrente pianerottolo tutto all'intorno, da cui

partivano
quali varie
si file

le

scale,

per le
le

be e padre di Antiope].

Ma

raggiungevano
dei
sedili.

essa riusci a fuggire presso i figli, i quali uccisero Lieo e legata Dirce alle corna di un toro, la precipitarono

Kel

mezzo delle arcate si apriva uno spazio di forma pure


ovale
la

in
lei

una fonte, che prese da il nome. I due fratelli

quale parte libera, su cui si


[cavea],
gli

della

davano

spettacoli

AMF
combattimenti, cosparsa di sabbia, era chiamata area o arna. Intorno all'arena correva un muro massiccio con camere a volta \cavae}, destinate alla custodia delle fiere o ad altri
uffici,

28

Amfitrine [AmpMtryon]

fi-

glio di Alceo, re di Tirinto, coll'aiuto del cane datogli

dall'ateniese Cfalo, cbe poteva fare preda di tutto,

e terminava in

una

balaustrata a colonne, che serviva ad assicurare gli spettatori dal pericolo di

volpe del la volpe e il cane furono da Giove mutati in pietre. Combatt contro Pterelo, re di Tafo, la cui immortalit dipen-.
prese
fiera

la

monte Teumesso:

un

assalto

delle fiere.

Lo

deva da un capello d'oro:


rapitogli questo dal figlio, egli fu vinto, e Amfitrine

spazio dietro a questa balaustrata si chiamava podum, nel quale era il seggio pi elevato dell'imperatore e delle persone pi
eccelse della sua corte. So-

divenne re di Tafo. Spos poi Alcmna, sua cugina, cbe gli diede ficle; con Giove, Alcmena aveva partorito

pra

il

podium s'innalzava-

Ercole.
I,

no, a scaglione e in circoli concentrici intorno all'arena, i sedili degli spettatori in 3 o in 4 piani, che fini-

Amftrte [Amphitrite,
colei che
[i[i<pi

14]

rumoreggia intorno
intorno, Tpi^w
del

vano in una

galleria aperta.

strido] dea mare, figlia di 'Nereo e della ninfa Dride,

Un
che
il

gran telone [vlarium], si stendeva su tutto l'e-

dificio,

serviva per riparare pubblico dai raggi solari


e pi magnifi-

moglie di Poseidone [Kettno]. Volendo rimanere nubile, ripar presso


Atlante, quando si accorse dell'amore di Poseidone; ma, ricondotta da un delfino,

o dalla pioggia.

U pi grande
co

amfiteatro

romano fu

Flavio quello [Colosso], fatto costruire dall'imperatore Vespasiano e compiuto

che era stato mandato da Poseidone a rintracciarla, divenne sposa del dio.
(X9i

Amfizione

da Tito, neU'80 dopo Cristo. Esso conteneva 87.000 spettatori, nelle file dei sedili, e altri 20.000 nelle gallerie

= =

[' A[jL(pixr\}ovi(x.i:

intorno, xt^co

colonizzare; cfr. [i(^iy.Toabitanti vicini] levs(;

ghe formate da popoli greci,

aperte.

abitanti presso

qualche

29
santuario,
i

AMM

riguardo
origiiie,

alla
si

quali, senza diversit di


la

univano per
santuario,

difesa

del

per
certe

celebrare in

comune

feste e per difendere scam-

fendere con tutte le forze il santuario del dio di DeKo . La sua costituzione veniva ascritta ad Acrisio, il mitico re di Larissa [in Tessaglia]; essa si riuniva di
in primavera

bievolmente i propri diritti; pur essendo indipendenti le une dalle altre, discutevano
intorno agU affari comuni,
in assemblee plenarie. L'amfzionia pi celebre

due volte all'anno: a Delfo,, in autunno aUe TermopOi. I


solito

12 popoli che vi parteci-

pavano avevano due voti


ciascuno
Consiglio, i in complesso, quali perci, erano 24. Augusto port i

nel

quella

dlfica-pilea

quel-

la cio di

Delfo e delle Terdetta per eccellenza mpili, la lega degli Amfzini. Esisteva gi nei tempi preistorici e abbracciava 12 popoli, che anticamente abi-

numero di 30, distribuiti arbitrariamente fra


voti al
i

singoU Stati, i quali non corrispondevano pi agli antichi.

tavano neUa Tessaglia e nei


paesi vicini: Tssali, Beti,

Ammone [Amymone,

II,

Dori, Ini, Perrbi, Magnti,

Locrsi,

Oeti,

Acbi,

240] fonte in Argo. Era una delle 50 Danidi, figlia di Dnao: essendo stata amata da Poseidone, questi fece scaturire per lei una fonte
dello stesso

Mlii, Focsi, Dlopi. Fine principale della

lega era la protezione e la difesa dei santuari cbe le apparte-

nome.

Aniinne [Ammon, IV, 671]


divinit egiziana, la quale,

nevano, del culto e delle


solennit relative, specialmente quelle dell'oracolo
delfico e,
sto,

per affinit del suo oracolo con quello di Dodna, fu pi tardi identificata

dal 586 av. Cri-

dei giuochi pitici. Gli

Amfzini dovevano prestare questo giuramento Giuro di non distruggere dalle

con Giove dai Greci, ed ebbe templi ed altari a Tebe, in

fondamenta nessuna citt amfizionica, di non intercettare ad alcuno l'acqua


in pace o in guerra, di di-

Olimpia, ecc. Ammone era venerato sotto forma di un ariete o di un uomo avente

capo di un ariete, e si narrava che, quando Ercole insisteva nel voler mirare
il

AMO
Giove,
ariete,
il

30
dio,

per non
scortic

la-

sciarsi vedere,

un

dallo sposo e dai parenti i doni, che con grande cor-

ne indoss la pelle e ne sovrappose il capo al suo, e cosi si mostr a Ercole.

teggio

si

portavano a casa

degli sposi.

Anpo [Anpus

Secondo Ovidio [V, 327328] Giove si converse in capro quando, inseguito con gli altri di dal gigante Tifo, essi si buttarono nel Kilo, sotto mentite spoglie.
Allora gli Egiziani rappresentarono il dio con la
testa di ariete. Il suo tem-

o Anpis, V, 417] fiume deUa SiciHa, cbe sbocca presso Siracusa. Ovidio lo ricorda come a-

mante

della sorgente Ciane.

Anassarte

[A.naxarte,
nobile fan,

XIV, 698-758]

ciulla della stirpe di Tucro:

quando il giovine Ifi,, innamorato di lei, non riamato,


la fanciulla si affacci

pio principale, ove aveva

sede

il

visitato

suo oracolo, clie fu da Alessandro Ma-

impicc alla sua porta, daUa per veder portar finestra,


si

via

il

corpo del giovine:

ma

gno, era sito in

Ammnia,

da Venere fu mutata in
pietra.

una

bella oasi nel deserto

Libico, lunga 40 stadi ed altrettanto larga, la quale

Anchse
figlio figlia

[Ancbises, IX, 425] di Capi e di Temi,

aveva una fontana sacra


sole

al

di Ilo, fu re di Bar-

un gran bacino

di

sale [sale ammoniaco]. L'acqua di questa fontana era

dano, sul monte Ida, nella Trade. Eu amato da Afrodite, che gli partor Enea,
sul

calda, al sorgere e al tramontare del sole, e si raf-

monte Ida o presso


Simonta.

il

fi.ume

Ma

poi-

freddava nelle ore del meriggio

Amore

[XV, 308-310]. [Amor, I, 480]. Vedi

ch si vantava delle sue nozze con la dea. Giove lo


rese zoppo col suo fulmine. Dopo la caduta di Troia,

Cupido.

Anacaliptrie

[Anacalyptevaria, 'AvaxaXu7CTY]pi,a: erano il xaXTrTw svelo] 2 e il 3 giorno dopo le

segui
cilia,

Enea

mor in
sepolto

Si-

ove fu
rice.

sul

monte

Anele [Ancle] scudo di

for-

nozze, in cui la

sposa

si

ma

oblunga, cos chiamato,

mostrava per
ta

la

prima

vol-

senza velo, e riceveva

perch aveva una cavit semicircolare da ciascun la-

31
to.

AND
Andrgeo [Androgua]
di Minosse. [V.
figlio

Si

diceva
e

caduto

dal

cielo,

Kuma, per impe-

Minosse

fosse rubato, ne fece costruire 11 altri simili,


dire
elle

Minotauro].

Andromaca [Andromcha]
figlia

perch dalla ninfa Egria


gli

di Ezine,

mogUe

di

era

stato

riferito

clie

dalla conservazione dell'ancil

Caduta Troia, fu condotta da Keottlemo,


Ettore.
figlio

dipendeva

quella

di

di Achille a Ftia, in

Eoma. La

custodia di questi scudi, in un santuario sul monte Palatino, era affidata ai


Salii.

Tessagha, poi nell'Epiro, e

da lui ebbe tre figli. Dopo, Keottolemo la lasci a Meno,


fratello

[V. Salii].

di

Ettore,

il

Andrmone [Andraemon,
la quale era

IX, 363] marito di Driope, madre di Anche essa ebbe da fsso,


Apollo.

quale aveva avuto una parte del regno di Epiro. Mori poi in Asia, ove aveva seguito Pergamo,
figli,

uno

dei tre

che aveva avuto da

ndroclo [Andrclus] schiavo di, un proconsole romano


in Africa. Fuggito dalla casa, trov nel deserto un

IsTeottolemo.

Andromeda [Andromeda,
IV, 663-739] figha di Cfeo, re di Etiopia, e di Cassiope.

tormentato da una spina, che si era ftta in una zampa. ndroclo ne lo liber e visse nella caverna insieme col leone, che gli
leone,

Avendo
Keridi,.

la

madre, superba

della sua bellezza, offeso le

Nettuno

mand,

procacciava il cibo. Dopo qualche tempo, egli voUe tornare fra gli uomini ma, caduto in potere del padrone, fu condannato alla lotta

a devastare quelle terre, un mostro marino, a cui, per un oracolo, fu esposta An-

dromeda. La fanciulla, attaccata a una rupe, era per essere divorata dalla fiera,
sci

con

le belve.

La

bestia con

quando, giunto Perseo, riua uccidere la bestia e a

cui doveva lottare era ap-

liberare

Andromeda. Oefeo

punto

leone ch'egli aveva guarito. Il leone lo riconobbe e gli fece festa, senza
il

allora la diede in isposa al

liberatore,

ma

poich prima

l'aveva promessa al fratello

liberato ed ebbe in
leone.

punto toccarlo. ndroclo fu dono il

Fineo, ne segui una lotta


terribile.

Fineo con nume-

rosa schiera penetr neUa

ANG

32
Anna Perenna [Anna
la

sala, mentre Perseo era ancora a mensa e, dopo una

Perenna] la dea dell'amore


cui festa

grande strage, in cui morirono molti del seguito di Fineo, Perseo pietrific con
la testa di

era celebrata

Medusa

[v.

Mein-

a Eoma, verso il 15 marzo [al cominciare cio della primavera] con giuochi e
allegri banchetti, nel

dusa]

superstiti e lo stesso
il

Cam-

Fineo,

quale implor
[V, 1-235].

vano da
la vita.

lui elle gli salvasse

po Marzio e con preghiere alla dea, con cui si impetrava vita lunga e felice e
abbondante
raccolta.

Anguigeni [Anguignae,
guis

III,

La

531] nati dai serpenti [an-

yiyvojxai

=
i

serpente,

ysv

in

tradizione narrava clie una donna vecchia e robusta,


di nome Anna, avesse ogni giorno portato pane fresco alla plebe romana, che s'era
ritirata sul

Tebani,
nerati

nasco] sono i quali furono gedenti


del
ser-

dai

pente sacro a Marte. [Ved.

monte Sacro,

Cadmo].

che questa, in ricompensa,


le

Inio

[Anius, XIII, 632-674] figlio di Apollo e di Crusa,

avesse eretto poi

un

san-

signore di Delo. Fu ammaestrato da ApoUo nella divi-

Al tempo di Ovidio, la dea Anna Perenna fu confusa con Anna, sorella


tuario.

nazione e prest aiuto ai


Greci, nella loro spedizione contro Troia. Aveva, oltre

di Bidne.

Si

diceva che

fosse giunta da Cartagine in Italia, dqpo Enea, e che,

un

fgUo Andro, quattro

fi-

glie, le

Bacco
pane,

quali ottennero da il dono di mutare in

per gelosia di Lavinia, si fosse buttata nel fiume IsTumico, nel quale si gett poi anche Enea. Indi fu venerata come ninfa di quel
fiume, col

tutto quello elle toccassero. Agamenolio, vino,

none voleva condurle

seco,

nome

di Perenna.

per provvedere col al vitto del suo esercito, ma esse


fuggirono e impetrarono di essere mutate in colombe.

Anno

[annus, II, 25]. In Grel'anno attico cominciacia, va col primo novilunio, doil

po

solstizio di estate, lo

Ardo ricev, nell'isola, Enea, elle nel viaggio, dopo la distruzione di Troia, approd
ivi.

spartano

cominciava

con

l'equinozio di autunno, e l'elico col solstizio di in-

verno.

A Eoma

invece, se-

33
condo
l'antica

ANT
Ercole lo strozz, tenendolo sollevato.
terra.

Eomolo

tradizione, divise l'anno in

10 mesi, cominciando da marzo, che cMam cos dal nome di Marte, suo padre; IsTuma Pompilio aggiunse i due mesi di gennaio e di febbraio, e il calendario fu poi corretto nel 46 av. Cristo,

Antcira [Anticyra] citt costiera deUa Fcide, rino-

mata per
la pazzia

l'ellboro,

un

cibo

che si riteneva atto a guarire


e la malinconia.

Antfate

234] era

[Antipbtes, XIV, il re feroce dei

quando Giulio Cesare,

essendo pontefice massimo, ne diede l'incarico a Sosgene,

Lestrgoni, nel tempo in cui Ulisse giunse aUe loro


spiagge. [V. Lestrigonil. Eu cosi crudele, cbe il suo nome

matematico alessanfu
in

drino. Cosi, tanto in Grecia

divenne sinonimo di
bestiale.

uomo

cbe in Eoma, l'anno definitivamente diviso 12 mesi. [V. Mesi].

Antigone [Antigone]

figlia di

Edipo e di Giocsta,

sorella

Antenore [Antnor, XIII,


201] iUustfe troiano, fgUo di Esite e di Tbeno, sorella

di Etocle e Polinice.

Se-

gu affettuosa il padre cbe, scoperti i suoi orribili delitti,

di

cuba.
si

Fu amico
diceva cbe

si

era

dei Greci e

cb
delle

egli

accecato, finmori, nel bosco


[V.

avesse loro aperte le porte deUa citt e consegnato


il

Eumnidi a Colno,
Edipo]. i suoi
uccisi

presso Atene.

Caduta Troia, parti su la nave di Menelao, si ferm a Cirene, emigr neUa Tracia e di l in Italia, dove fond PaPalladio.

In seguito, quando due fratelli rimasero

nella guerra per la contesa del trono di Tebe, ella,

contro l'ordine di Creonte,


fratello di Giocsta, allora

dova.

Anteo [Antaeus] gigante


ribile,
figlio

ter-

signore

di

Tebe,

il

quale

di

Kettuno e

aveva proibito cbe


linice,

di Ga, signore di una parte della Libia, costringeva a

desse sepoltura al cadavere di Posi

seppell

il

fratello.

lottare con lui tutti coloro

Perci

passavano per U suo paese e li uccideva. Poich non poteva essere vinto, fncb toccava la madre
cbe.
3

fu condannata al carcere, ove si impicc, ed

Emne,

figlio

di

Creonte,

cbe l'amava, si uccise sul cadavere di lei.

Stano,

Dizionario di miti e leggende.

ANT

34
sentinella ai templi di side e di Osiride. I Eomani gli

Antloco [Antilcus] figlio di Nstore e di Euridice, U pi caro amico di Acliille,

eressero

un tempio.

dopo Patroclo. Presso Troia, fu ucciso da Mmnone, mentre

Apatrie
ste

['ATcaTopia] le feateniesi dell'adunanza

cercava

di

salvare

il

padre da estremo pericolo.


Achille uccise poi Mmnoe vendic cos l'amico; le ceneri di Antiloco furono

dini
loro

delle fratrie, in cui i cittafacevano iscrivere i


figliuoli

nelle fratrie.

ne

deposte
troclo.

nella

tomba

di

In Atene, erano celebrate in 3 giorni del mese di Pionepsine [ottobre - novembre]:


figlio
il

Achille con quelle di Pa-

padre presentava nato in quell'anno,

il

Antiope [Antipe] fgHa del dio fluviale Aspo della Beozia, fu da Giove resa madre dei due gemelli: Amfne e Zeto. [V. Amfonel.

anche quelli nati prima, ma non ancora iscritti, e giurava su la legittimit di essi. I fanciulli venivano allora
iscritti
tri, si

nell'elenco

dei frai ca-

Un'altra Antiope fu regina delle Amzzoni, e si trova indicata anche col nome di
Ippolita.
[V. Ippolita],

tagliavano loro

pelli

che erano

offerti agli

dei, indi si offriva, per ogni bambino, il sacrificio di

Anbi

[Anbis],

antico

dio

una pecora o
e
si

di
il

una capra
banchetto

deg Egiziani, figlio di Osiride. Si rappresentava sotto

teneva

del sacrifizio.
II

forma di uomo con

la testa

nome

di queste feste de-

di cane, vestito, come l'imperatore, con la corazza,


col

riva dal fatto che, prima che i fanciulli, in seguito al

paludamento
fino
al

con

sti-

giuramento
la loro

del

padre su

ginocchio, e avente nella destra un sistro


vali

legittimit, fossero iscritti nelle fratrie, erano

egiziano,

nella

sinistra

un

considerati, senza padre,

ri-

cadco.

Egli

l'Hermes

spetto allo Stato [-TrdcTOpsi;

dei Greci, che aveva amato i cani e la caccia e, quando


il padre in guerra, aveva nello scudo e negli stendardi una testa di cane. La sua statua faceva da

senza padre; padrej.


.

TcaT7)p

segu

pis
che

[Apis] era
gli

il

toro sacro,

come

Egiziani onoravano dio a Memf. Il toro


si

nel quale

riteneva che

36
risiedesse
de,
ro,

APO
e
gli

ramina

di Osiri-

facevano

doveva essere tutto necon un segno bianco e

esequie.

Al tempo
spesero

splendide di Tolo-

meo Lago, per


quie
si

su la fronte, e portare sotto la lingua un

quadrato

queste ese50 talenti

nodo
gura
co,

della figura dello scarafaggio, sul dorso la fi-

[circa 300.000 lire-oro]. Dopo la sua morte, il popolo


si

di

un'aquila

sul

fncb

abbandonava al lutto, non appariva il nuo-

fianco destro

un segno
luna

biancre-

vo toro successore, capace


di rappresentare Apis. Si credeva cbe i fanciulli cbe

simile

alla

scente.
lo

La giovenca

che

partoriva doveva averlo

avessero sentito l'alito del


toro

concepito col

Tuono. Quando un toro aveva le qualit

Apis,

ricevessero

il

dono

della divinazione.

per rappresentare Apis, lo si faceva nutrire da alcune

Apofreti [7C09p7)Ta] doni di vivande cbe i convitati


ricevevano

donne
sero
si

(le

sole

cbe potesquali gli in modo


indi,

vederlo) le

perch
[aTc

li

presentavano

nel banchetto, portassero a casa

da, (ppw

porto].

indecentissimo;
Kilo,

con
il

Apoird

[7C09pSs<; Y](xspai]

gran pompa, a traverso


era

portato in una

erano i giorni nei quali si facevano libazioni mortuarie ai defunti.

barca a Memfi, ove religiosamente si custodiva in una stalla annessa al tempio di


Osiride.

poi, si a tutti

In generale dava questo nome i giorni di male au-

Quando, in qualche

gurio, nei quali

non

si te-

grande occasione, lo si faceva girare per la citt, era preceduto da fanciulli cantanti inni sacri, e scortato

nevano n assemblee, n
sedute nei tribunali, e evitava di accingersi a
affare di
dico]. da, 9p^co latino dies nefasti.
si

un
In
il

da

uficiali,

cbe

gli

facevano
certo pe-

importanza

[aTc

strada.

Dopo un
di

riodo
bri

tempo,
degli
lo

generali li-

Apollo [Apollo,

'AttXXcov]

mente breve, secondo


sacri

Egizi,

nunzio infallibile [ustXsc annunzio a voce alta,

sacerdoti

conducevano
anne-

minaccio],
della

oppure

il

dio

sulle rive del Nilo e lo

gavano con cerimonia solenne, indi lo imbalsamavano

vendetta [aTtXXufxt mando in rovina] era figlio


di

Giove di Latna, nato

A^O
nel

36
medesimo parto con Ara pie del monte

ma

spesso

suoi

vaticini

temide,
il

Cinto, nell'isola di Delo. dio della luce, la pi ful-

non erano chiari alla mente umana, perci egli era


chiamato Ao^ta?, 1' oscuro
[Xo^?

gida personificazione della giovinezza luminosa, identificato perci col sole dai puri raggi e, da Euripide in poi, ritenuto lo stesso che
il sole.

obliquo]. Appena nato, uccise coi suoi dardi, presso Delfo, lo smisurato

serpente

Pitne

[v.

m],

Perci fu detto anche Febo [OoL^of; il raggiante]. Inventore della divinazione e della medicina, deUa musica e della poesia,
condottiero

figlio di Ga, il quale, eccitato da Giunone, aveva

per lungo tempo insidiato Latona, mentre era amata da Giove. Per placare Ga
dell'uccisione del fgHo

Pi-

anche

il

Muse, dio benefico che


delle

tone, Apollo dov servire per otto anni [pascol allora gli armenti di e di Laomedonte],

guarisce le malattie [Peana], allontana le sventure


e protegge le greggi dalle quali tiene lontani i lupi.
gli armenti di Adre di Fere in Tessameto, glia, e queUi di Laomedonte, figlio di Ilo e padre di Priamo, a Troia. Ma anche il dio che punisce con morte, epidemie, cala-

Admeto
e,

com-

piuta la purificazione,
fo.

s'im-

padron dell'oracolo di Del

Pascola

anche onore

Perci egli chiamate il Pizio, e in sue


istituiti
.

furono Giuochi Pitici

'.

[V.

Ago

ni].

Ma Pizio va

con

coUegate la radice tcuO di ttuv

mit,
legge
quali

trasgressori

della
i

di

Giove, lancia, a
i

contro

interrogo, pe 6vo[xai la facolt, che egli ave va, di dare responsi a eh


lo

immensa

consultasse.
i

Per appa
lui,

distanza, funesti, col suo arco d'argento. Come dio della profezia, ha
la sede principale dei suoi oracoli a Delfo. Vi erano

dardi

gare

suoi illeciti amori

assunse, anche

ora for

sparviero, ora d leone, ecc. e, sotto l'aspetti di pastore, sedusse Isse


di

ma

suoi oracoli anche a Claro, a Didima ed era molto ve-

fgUa di

Macaro [VI, 122

nerato

a Creta, a Delo, suUe coste dell'Asia Minore;

124]. Invaghitosi di Dafn [v. m], figlia del dio fin


viale Peno, poich ella

37
sfuggiva,
alloro.
l'alloro,

JS.A

la

trasform in
gli era

Perci

sacro
e

oltre la

palma
lupo.

bito; cfr. p7)T?, agg. verb. dalla radice ps in sItcov] erano in Atene le merci di

l'ulivo. Gli

erano sacri inolil

cui era proibita l'esportazione,

tre

il

cigno e

Un

come

grani, legnami
ecc.
il

che ebbe Apollo fu Sminto , nome questo cbe derivava dalla citt
altro epiteto

da costruzione,

Aquilne [Aqulo]
assalitore [aqulus

bruno

= bruno]

Smintbe, nella Trade, ove era venerato, oppure da GyLivQoQ == topo, poich il topo era ritenuto come simbolo deUa vaticinazione. Infatti, nel suo tempio in Chf yse, trovavasi una statua di Apollo con
di

il

identificato col

dio del vento del Kord, Brea dei

Greci. [V. Borea].

Arcne [Arachne, Yl,

1-145]

fanciulla lidia, figlia di Idmne, tintore' di porpora

in

Colofone:

era

valentis-

un

sorcio tra

piedi.

tradizione rappresentava ApoUo come uccisore


di topi,

Una

sima nella tessitura e nell'arte del ricamo e, presa da orgoglio, os sfidare Minerva. La dea accett la
sfida e intess

perch avrebbe
di
topi.

li-

una

tela, in

berato la Trade da un'in-

cui istori la contesa tra lei


e Nettuno, per il nome da darsi aUa citt di Atene.

vasione
un'altra

Secondo
il

prannome

tradizione, di Sminto

sosa-

Aracne
sua tela

rappresent
gli

nella

rebbe stato dato al dio dai Tucri i quali, movendo da Creta, avevano appreso
di Apollo che sarebbero fermati ad abitare il luogo, dove i nati
dall'oracolo
si

amori

di Giove,

Kettuno, Bacco, Apollo, Saturno, ecc. Sdegnata Minerva per la bellezza irreprensibile del lavoro della sua rivale,

ne lacer

la tela e la

dalla terra
lestati e,

avessero mogiunti nella Trali

colpi in fronte con la spada. Aracne, per il dolore, av-

de, si accorsero, la

mattina

vinse

il

coUo a un

laccio,

seguente, che e scudi erano


chiati

loro archi
stati rosic-

legato a un'alta trave, per


impiccarsi;

dai

topi

credet-

tero avverato cos l'oracolo.

Aprreta
proibite

[aTTppyjTa]

le

cose

[mp^yfoQ

= proi-

ma la dea la trasform in ragno, e la condann cosi a star sempre intenta a intesser tela
[p^vY)

ragno].

ARO

38
[Arcas, II, 496-530] Giove e deUa ninfa
all'et

rcade

Areopago
IO? Tryo?

[AreopSigus: "Aps-

figlio di

collina di Mar-

Callisto.

Mentre, 15 anni, si aggirava per la

di

pi antico e celebre tribunale di Atene, eie


te]
il

caccia, nella selva Erimntia, incontr la madre sotto


le

era
zioni

anch,e

una

specie

di

Senato, con alcune attribuspeciali.

forme di nn'orsa. ISon

Era

detto

avendola riconosciuta, era per scoccare contro il suo


petto
il
il

cosi, perch teneva le sue sedute sul colle di Marte,

permise il quale
in
stelle,

dardo, ma non misfatto Giove,

ad occidente
delitti

Esso giudicava

dell'Acrpoli. .di tutti i

li

mut entrambi Arcade divenne

di sangue,

del

cri-

mine
di

di incendio doloso e

Arturo, accanto alla costellazione dell'Orsa, nella quale

avvelenamento seguito da morte, sorvegliava su i


pesi e su le misure, su l'edilizia e su i forestieri. Al

fu mutata Callisto.

ree [Arce] figlia di Paumante e sorella di Iside, munita, come questa, di ali. KeUa guerra dei Titni, in
favore dei quali combatteva. Giove la precipit
nel-

tempo dei Eomani, questo tribunale godette molta autorit, perch dal suo consiglio

sioni negli affari

dipendevano le decideUo Stato


cittadini.

l'Averno.

Arcnti

[pxovT(;:

ap/o)

e sopratutto in queUi dei


privati

comando] erano nove magistrati supremi, ai quali fu afi&dato in Atene, il go-

res [Marte]
guerra,

il

dio deUa
di
gli

figlio di

Giove e

Hera [Giunone]. KuHa

fra

verno dello Stato. essi aveva il


7rcvu[xo(;:

Il

primo
di
al-

titolo

pi caro cbe la battaglia e la strage; insaziabile di


guerre, non cura ragione o torto, e si volge or da una
parte, or dall'altra, accompagnato daUa sorella ris
[la

dava

il

nome
il il

l'anno e presiedeva
siglio

Conse-

dei

Pritni;

condo,
culto;

^.(yikzc,:

aveva
ufiS,ci

la

direzione
il

degli

del

discordia]

dai

figli

aveva

terzo, izo'kjia.pjpc,: cura delle cose di

che ba avuti da Venere:


spavento] PliPerci il dio pi odioso ancbe al padre Giove, e Atbna, la
[lo

Bimos
bos
[il

guerra; gli altri sei, Oscrfxo6sTai, presiedevano 1 tribunali.

terrore].

39
dea
dell'ordine
nelle

molo da Eea
tenuto
nerale
il

AEB
Silvia, era ri-

bat-

sua pi fiera avversaria, e riesce ad aver sempre la vittoria contro di lui. Ma nell'et pi antaglie,

la

padre del popolo


ge-

Eomano. Quando un
si

tica,

anteriore
divinit

all'omerica,

accingeva a partire per un'impresa guerresca, si recava prima al

Ares fu considerato come

una

sotterranea,

capace di apportare prosperovina e, a poco a rit prevalse poi la sua poco, natura malefica. A questo concetto si riferisce la leggenda, secondo cui fu incatenato e tenuto chiuso, per 13 mesi, in un vaso di bronzo, fncb la matrigna Eriba svel il fatto a Hermes, il quale lo
liber.

tempio di Marte ove, scuotendo i sacri scudi e movendo la lancia del Kume,
Egli

esclamava: Mars, vigUa! Gradwus era detto


[colui

che

si

lancia

nella

mischia'], Quirinus [il dio della lancia]. In suo onore


si celebravano le feste dette Equiria nel 27 febbraio e nei primi giorni di marzo.

Ma

-in

tempi anticM era

considerato ancbe

come

di-

am
lei

dio della guerra tuttavia Afrodite e da


Il

fensore degli uomini e protettore dei campi, dai quali

ebbe:

Armonia,

ros

allontanava
nella festa

lupi.

Perci,

[l'amore], Antros

[l'amo-

della

dea Dia,

re corrisposto], Dmos [lo spavento], Pihos [U terrore]. Il culto

era invocato nelle

Ambare

valia dai frateUi Arvli

era generalmente diffuso in Grecia,


i

non

dagU

agricoltori,

come

pro-

come invece fu

presso

tettore dei seminati, mentre in suo onore, come dio


bellicoso

Eomani. Con Ares fu


dio
della

difensore
il

deUe

identificato

il

guerra Marte

\Mars, Mamers, Mavors}. Marte, insieme con Giove


e Quirino,

lo di marzo, traversavano in processione tumultuosa le vie di


citt, i Salii,

Eoma. Marte
pagnato
rine
[la
[le

era

formava

la triade

dalla moglie

accomKe-

degli di guerrieri e difensori dello Stato, invocati


nelle

Moles

robusta], dalle fatiche] e dalle


Gli
picil

battaglie

onorati

deit Fallor e Favor.

dopo la vittoria. E poicb egli aveva generato Eo-

erano sacri
chio.

lupo e

il

AEE
Aretsa [Arethsa, V, 577641] fonte di
Sicilia, nell'i-

40
figura
di uomini, fatti
di

vimini. Si diceva che

l'ar-

sola di Ortigia, una delle parti di Siracusa, di cui si

cade Oindro, nemico

degli

Argivi, stabilitosi in Italia,

diceva che avesse una comunicazione sotterranea col fiume Alfo, del Peloponneso. Axetusa era prima una
ninfa che, stanca della caccia, essendosi bagnata nel

avesse istituita questa

ce-

rimonia, per perpetuare il ricordo del suo odio contro gli Argivi. I fantocci sim-

fiume Alfeo, suscit gli amori del dio marino, il quale insegui la ninfa che, data
di Artemide, non voleva saperne di amore. Stanca alfine dal lungo peal culto

boleggiavano vittime umane, che si sacrificavano al dio Tiberino o a Saturno


Argivi], per ot[pYstoi tenere la purificazione dei
cittadini.

Probabilmente

regrinare col dio alle spalle, ella giunse all'isola di Ortigia [Siracusa] e,

questa cerimonia si collegava, nei tempi primitivi, coi sacrifizi detti Saera Argeorum che, secondo la tradizione, ogni due giorni del mese di marzo, si or-

per non cadere nelle braccia del dio,

implor da Artemide che


fosse convertita

neUa fonte

dinavano dai Pontefici, in 24 luoghi, detti Argi, che


liTuma

Aretusa, entro la quale si congiunse con lei il dio


Alfeo.

Pompilio

avrebbe

consacrato, per immolarvi le vittime.

Arga

[Argea]

ninfa

che,

Argo

[Argus, I, 625-723]

fi-

neU'inseguire
resse

vant che, con la velocit del Sole, essa lo avrebbe raggiunto. Il sole la puni, mutandola in biscia [p-^c,

cervo, si se anche cor-

un

glio di Arstore o di Age-

nore, era

un uomo

robustis-

simo, che aveva nel capo cento occhi, dei quali solo due, a vicenda, si chiude-

vano

al sonno,

e gli altri

veloce].

Arge

[r pysta] feste
alle

che

guardavano intorno, vigilando. Giunne afiB,d alla


custodia di lui la giovinetta Io, trasformata in giovenca

le Vestali

celebravano ogni Idi di marzo, anno, nelle quali esse, dal ponte Sublicio, gettavano nel Tevere 24 o

30 fantocci, in

ma quando Merper incarico di Giove, curio, scese dal cielo, sotto sem[v. Io];

41

AEt
no,

bianza di pastore, per rapire


egli,

con

pini

del

monte

ad Argo
allettato

la fanciulla,

dal canto e

Plio, aiutato da Atbna, la quale aggiunse alla poppa

dal discorso del dio, si addorment. Allora Mercurio


gli

un pezzo
Dodna.
la

della

quercia di

tronc

l'enorme

capo

del busto, e Giunone, raccolte le cento pupille, ne

I compagni di Giasone, nelspedizione, erano deUa


stirpe dei Minii [tessali] e di altre stirpi anche tessale.

adorn
a
lei

la

coda del pavone

caro.

Argfo [Argo] la veloce [pY(; veloce] nome della nave

Essi erano 50 per della nave, tra Orfeo,

i i

50 remi
quali:

che port i Greci, sotto la condotta di Giasone, aUa conquista del vello d'oro, in Clchide [V. Argonuti]:

Amfaro, Castore, Polluce, Melegro, Teseo,


Tido, rcole, das, Ztes, Clais; il condottiero capo
era Giasone,
il

pilota Tifi o

cMamata
del
figlio

cos

dal
e
di

nome
Cal-

suo costruttore Argo,


di Frisso

Ergno. Questa spedizione, secondo la tradizione, sa-

ciope. Il legno di cui fu fatta fu tolto dal monte

rebbe avvenuta 1350 av. Cristo.

verso

il

Arianna [Ariadne]

figlia

di

PKo, e l'albero maggiore


era
di

una quercia

della

foresta sacra di

Dodna.

Argonuti [Argonautae] sono i marinai della nave Argo, insieme con i quaU Giasone [v. ivi] parti da lolco, in Tessaglia, verso la ClcMde, su la costa orientale
del

Minosse e di Pasfae. Dopo aver aiutato con un filo Teseo [v. m] a uscire dal Labirinto, fuggi con lui; ma, abbandonata nell'isola di IsTasso, fu amata da Bacco, con cui gener i figli Enpio
te

[bevitore di vino], Eun[ fiorente ], Stf ylo [ uo-

mar Kero

[Fontus EuxiU.

mo dei grappoli ]. Per opera


di Bacco poi, eUa fu annoverata fra gl'immortali e la corona di lei collocata fra
le stelle.

nus], per prendere d'oro. La nave fu detta Ar-

vello

go dal

nome

del costruttore

Argo, fgUo di Frisso e di


Calcope, Ete, re di Olcbide. Egli l'avrebbe
figlia di

Arite

[ares]

abbattere le

macchina per mura di una

quando torn da ia [ColcMde] ad Orcmecostruita,

citt assediata: fra pali verticali,

era sospesa orizzon-

AEI

42
di

talmente una grossa trave,

munita in cima
pezzo
della

un grosso
in forma
ariete.

di

ferro,

pose sul dorso e lo port salvo sul capo Tnaro [punta meridionale della Laconia] donde poi egU a Corinto.
si

testa

di

un

rec
di

L'ordigno testdo arietaria, un baraccone clie raccMudeva l'ariete e circa 150

Ariste [Aristaeus]

figlio

Urano e

di

Ga

o,

secondo

uomini
alle

elle

neggiarlo,

si

dovevano maavvicinava

mura
la

indietro
tale, si

poi, traendo trave orizzon-

altri, di Apollo e di Cirene, venerato come dio della fecondit dai pi antichi abi-

tatori

deUa
delle

Grecia.
cidto

Eiceprodelle

spingeva fortemente

vevaancbe
tettore

come

innanzi, in

modo

clie pic-

greggi,

cMasse contro il muro. Arite [Ares] il primo dei 12 segni dello Zodiaco. M
l'ariete

api e dell'agricoltura, nella


Tessaglia, nella Beozia, nell'Arcadia.

sul quale Kefle port i suoi figli, Frisso ed Elle, per recarsi in Clcliide, dal re Ete. Ivi esso fu sacrificato a Giove, il quale
lo

Armi.
Difensive: elmo, galea, di
cuoio; cassis, di metallo; xdi metallo, poi p\Q, prima anche di cuoio, con un ci-

mut

nella costellazione

miero detto

omonima. Arine [Arion] celebre musicista e poeta di Metmna di Lesbo, vissuto fra il VII e
il

crsta, iuba, X90?, fatto di solito di crine di cavallo.

Corazza, lorica, Gtopa^, fatta di lamine metaUicbe.


ScMnieri,
fatti

VI

secolo av. Or. Si nar-

ocrae,
sottiU.

xviQfxiSs?,

rava cbe, navigando una volta dalla Sicilia a Corinto, i

di

piastre- di

marinai, per impadro-

nirsi dei tesori di lui, vole-

bronzo, che coprivano la parte anteriore deUa gamba, dai ginocchi ai moUeoli.

vano precipitarlo in mare. Egli impetr da lol^o cbe lo lasciassero, con la veste e
col serto del cantore,

Scudo, scutum, ottXov, quadrilatero, oblungo, formato


di
assi

unite

e rivestito,
di pelle; cly-

mo-

all'estremit,

dulare

un canto
si

al

suono

peus,
lico,

amQ, scudo metal-

della Ura, indi

gett nel

mare. Un delfino, allettato dal canto del poeta, se lo

rotondo, pi piccolo; parma, tcsXtt), scudo leggie-

ro, rotondo, pi piccolo del

43
clypuSf adoperato
Utes.

ABP
uccise Alstore, alla quale essa si era sposata. Arpliee,

dai ve-

Offensive: tela, pXvj. Spada, gladus, ^t9o<;. Lancia, Jiasta, Spu. Giavellotto,

disperata, uccise

il

fra-

pilum, xcov, xvTLov, formato da un fusto di legno infsso in una lunga testa di ferro; in media misurava, in tutta la lunghezza, m.
1,88, di cui m. 0,94 per la testa ferrata, m. 0,94 pel fusto.

e lo diede da mangiare al padre: poscia essa fu mutata in uccello notturno,


tello

CMmeneo

si

uccise.

Un'altra Arpalice, figlia di Axplyco, re di Tracia, era


stata nutrita
col latte
di

giumenta ed esercitata nelle armi, fin da bambina.

Quando Keottlemo,

figlio

Altre armi da getto erano il verutum; lo spiculum; la


sagitta,
a^xt^"^?
Is-

di Achille, le assal e fer il padre, essa gli venne in

fionda,

funda,
i

CT^evSvT].

aiuto e mise in fuga il nemico. Dopo la morte del

Secondo
in

le

armi che portasi

padre, visse nei boschi co-

vano, generale in soldati di grave armatura [in Grecia si dicevano TtXiTai dal grande scudo otcXov] e soldati armati alla leggiera .
Questi ultimi
Xoi,
yujxvTJTs?,
[veltes,
YU(jt,vot]j

soldati

dividevano

me

predatrice

[p-Trc^w

rapisco].

Avendo rubato

del

bestiame, perch era cos veloce nella corsa che nesle

t^u-

suno poteva' raggiungerla, furono tese le reti come a un cervo. Cos fu presa
e uccisa.

si

dividevano in frecciatori
xovTLcrTat], arcieri [iaculatres, To^xat,],
[sagittarii,

Arpalo [Harplus] macedone, tesoriere di Alessandro

Magno. Durante
nell'India, si

la

spedi-

frombolieri

[funditdres,

zione di Alessandro

Magno
scia-

(T9svSov^Tai]-

Di armatura
in

abbandon a
ingenti,

leggiera

erano

Grecia

una
che

vita

dissipata,

anche
cTat],

[-jrsXTapeltsti detti cosi dal pic[-rcXTT]]

lacquando somme
si

colo scudo

che ave-

vano, di legno o di cuoio. Arpliee [Harpalyce] la pi


bella fanciulla di Argo, figlia di Olimeno. Il padre

trovavano depositate nel tesoro di Babilonia, da lui amministrato. Dopo il ritiro di Alessandro daU'India, egli fugg con molto denaro e con 6000 merce-

AEP
gli Atenari, in Atene. niesi lo respinsero ed egli,

44

Ma

==

porto] avevano cura del

rifugiatosi nel

promontorio Tnaro, tent guadagnarsi


di l,

culto simbolico del tempio della dea, posto su l'Acrpoli.

Due di esse, nella notte


feste,

con

la corruzione,

delle

portavano

in

personaggi pi importanti
e gli oratori ateniesi. Venne quindi in Atene, ma quivi

giardini murati, non lontani

dal tempio d'Afrodite, vasi

fu arrestato; tuttavia riusci a fuggire a Creta, dove fu


ucciso.

contenenti cose sacre, e ne li riportavano chiusi, senza sapere cbe cosa contenessero; le altre

due apparec-

Arpe [Harpyae,
p7r(^co

le rapit'ici:

cMavano

Taumnte

rapisco] figlie di e di Elettra, era-

peplo alla dea, per le feste Panatene.


il

no rappresentate come mostri alati, con volto di fanciulle:

Arsnoe [Arsine] figlia di Tolomeo Lago e di Berenice,

fu

mogHe
il

di Lisimaco e

Allo, Ocpete, Al-

spos poi

proprio fratello

lopo, Thylla, Celno. Esse tormentavano il cieco in-

Tolomeo

Filadlfo.

Morta

dovino Fineo, re di Salmydesso nella Tracia, al quale rubavano e insozzavano il cibo. Gli Argonuti Zete e
Clais, alati figli di Brea, le scacciale uccisero o

in et giovanissima, fu onorata come Venere Zefrtide,

nel

promontorio

di

Zefirio, in Egitto.

Artemide [Artmis]

figlia di

isole

rono, inseguendole sino alle Strfadi, dove poi le trov Enea, tornando da
Troia.

Giove e di Latna, sorella di Apollo. Eappresenta la pi luminosa incarnazione


della purezza femminile; es-

sa rifugge dalle nozze, perch ha vivo il culto della


castit, apportatrice di luce [perci dea della lu-

Arrefrie o

Erreirie

[r

pp7)<ppia] una festa stica che si celebrava

miin

na],

protettrice
ai

delle

ver-

Atene, in onore di Palla de,


nel
[V.

gini fanciulle,

ma

presiede
[Lucina].

mese

di Sciroforione.

anche

parti

Mesi], Quattro ciulle dai sette agli undici

fan-

anni

[Arrefrie

trici di

portacose sacre; ppTjTo?


sacro;

Ama le fiere ma spesso le


ferisce

delle foreste,

insegue e le sue frecce, cacciando per monti e per

con

le

indicibile,

^pco

selve,

seguita

dalle

ninfe

45
boscM: perci anche dea della caccia.
dei

A]aV
i

vano

presagi dalle viscere

Ma
pu

anclie

lei,

come

Apollo,

colpire con le sue frecoltre gli animali, anche ce, gli uomini e specialmente
le

donne; per questo anche dea della morte simile a cate. E come Beate
detta

che sacrificavano. 'Ne esaminavano specialmente il fegato, il cuore, la milza e i polmoni. Si diceva che, nel giorno in cui fu ucciso Cesare, non si fosse trovato il cuore in due vittime immolate.
delle vittime

Trivia

perch di
i

notte
e

cammina per
le

trivi

Quanto alla etimologia, si pu avvicinare a tspo-oxTco?

su

tombe, accompa-

chi

osserva

le

vi-

gnata dai cani stigi, cosi Trivia chiamata Artemide, perch di notte passeggia anche lei per i trivi.

scere

delle

vittime [izgc,

= = =

sacro,
si

oxsTCTOfxat

conspialtri

cio, osservo];

secondo

riconduce ad Jiaruga

In tempi antichissimi, le si ofErirono sacrifci umani, come in Turide [oggi penisola di Crimea], anche pi
tardi
ciulli
si

Jiosta, vittima, e spedo osservo.

flagellavano i fannella sua festa.


.

Arvli [Arvles] fratelli aratori [arva = campi] era un collegio di 12 sacerdoti a Eoma, istituito da Eomolo,
in memoria della sua nutrice
glie

rappresentata come una con veste succinta, armata di arco e di fartra. Pi tardi, fu
cacciatrice agUe,
identificata
le si attribuirono

Acca Larnzia, mo-

del pastore Fustolo, che aveva 12 figK, coi quali


offriva, una volta all'anno, un sacrifcio per la fertilit

con Selne, e amori con

Endimine. [V. Selene ed Endimione}. Arturo detto anche Boote


[^otTT]?]

del terreno.

Come

insegna

della loro dignit, avevano intorno al capo una corona

una

costella-

zione, vicina all'Orsa


giore, nella

Mag-

formato
Callisto.

quale fu trasrcade, figlio di

di spighe con le infule [fasce di lana bianca] e ogni anno, nel mese di maggio,

offrivano

un

sacrifcio

aUa

Arspici [Haruspices] erano


sacerdoti
dotti a
etruschi,

dea Dia [dea dei campi che sotto altro aspetto era
va],

intro-

Eoma, che prende-

detta anche Ops o Consiper ottenere la ferti-

ASC
lit dei

46 ~
campi. Fra le altre
i fratelli

cerimonie,
cro
alla

Arvali,

con la pelle di un capro sacrificato a Bacco [csxc,

nell'interno

del tempio sa-

otre].

dea,

eseguivano

Aspo [Aspus] fiume

della

una danza, accompagnata


da un canto [carmen] clie noi possediamo ancora.

Beozia meridionale. Il dio fluviale Asopo si diceva figlio dell'Oceano e di Teti,

Asclafo [Ascalplius, V,
538-550] fgHo di

che
la

lo

Acheronte aveva generato con

ninfa infernale

Opime,

spos Metpe, da cui ebbe due figli, Pelasgo e Ismno, e 20 figlie, delle quali alcune furono rapite da di [Coreira e

nelle atre selve dell'Averno.

Quando Dmetra ottenne


da Giove
ch.e la figlia

Salamna da Poseidone, Egina da Giove, ecc.].


figlia
si

Per-

Aspasia [Aspasia]
Assioco di
IVIileto,

di

sfone, rapita da Plutone, tornasse su la terra, a con-

rec

ad Atene, ove radunava,


nella sua casa, i personaggi pi ragguardevoli, che ella

che nell'Ade non avesse mangiato alcun cibo


dizione

neva

[perch in tal caso si oppoil decreto delle Par-

che], Asclafo rivel che Persefone aveva mangiato

sapeva accattivarsi con l'ingegno ricco di cultura, con acutezza politica e con la grazia femminile [aul^o[lon

un

chicco di melagrana. Perci Dmetra lo converti in gufo.

sono caro]. Anche

Ascnio [Ascanius] detto anche lulus, fgUo di Enea


e di Orusa: secondo
altri,

Socrate frequentava la casa di lei. Pericle ripudi la moglie e spos Aspasia e, morto Pericle, ella spos Lisiche demagogo di bassa origine.

l'Ascanio

detto

lulus

sa-

Astria

rebbe nato da Enea e da Lavinia e sarebbe perci


diverso dall'altro. Egli fond Albalonga e fu conside-

[Asteria] figlia del titano Geo e di Febe, aven-

do voluto sfuggire agli abbracci di Giove, fu mutata in quaglia e si precipit nel

rato

perci

il

capostipite

mar Egeo, ove divenne un'isoletta

della gente Giulia.

detta Asteria,

la

Asclia [x axwXia] giuoco campestre dell'Attica, che


consisteva nel ballare sopra un otre unto di oUo, e fatto

stella del
stella],

mare

[cTY)p

==

poi Ortigia

l'isola

delle quaglie [6pTu|


glia], e

= qua-

quindi Delo.

47
Astiage [Astyages]
figlio

ATA
predetto

di

stato

Ciassre, fu l'ultimo re dei Medi. Mandane sua figliuola, maritata a Cambise, nel

giorno
il

avrebbe

ch'egli un ristabilito

regno di Troia.
I,

Astra [Astraea,
vergine
stella]
stellare

150] la

periodo della gravidanza, vide in sogno una vite che usciva dal suo grembo e si

[atYjp

nota anche sotto

il

nome
ve

diramava per tutta


Il

l'Asia.

di Dice, figlia di Gioe di Temi, era la dea rap-

sogno fu interpretato nel senso ch,e il fanciullo, che Mandane era per dare aUa luce, avrebbe riunito sotto il suo dominio molti imperi,

presentante della giustizia,


e protettrice delle leggi e dei tribunali. KeU'et del ferro [v. Et] ella, ultima fra gli di, abbandon la terra e
si ritir

Astiage pens
il

di

in cieloj ove
costellazione

fare morire

nipote.

^N'ac-

splende nella
Vergine.

que Ciro, che fu poi il grande fondatore della monarchia persiana, e la madre lo sottrasse alle insidie
dell'avo.

deUo Zodiaco, col nome di

Atalnta [Atalanta, X, 560


704]
figlia

di

Gisio

[del

Astantte [Astynax, XIII,


415]
[acTTU
il

difensore di dU citt, vaTTt

signoreggio, difendo] era figlio di Ettore e di Andro-

maca. Cosi
popolo, ma dal padre

lo
il

chiamava

il

borgo rcade di Scheno] e di Chmne o, secondo altri, figlia di Scheno, re della Beozia. Appena nata, fu esposta da suo padre, nutrita da un'orsa e allevata da cacciatori: prese parte
alla caccia del cinghiale ca-

nome

datogli
signifi-

Scamndrio .

Anche questo nome

ca figlio del difensore di citt , perch il fiume Sca-

mndro,
lati

correva

per

tre

rupe di Pergamo, l'acrpoli a sudest di Troia che difendeva la citt. Ancora fanciullo,
intorno alla
nella presa di Troia, fu scaraventato gi dalle mura,

ed essendo stata prima a ferire la fiera, n'ebbe in premio da Melegro la peUe e la testa. Allorch il padre voUe maritarla, eUa promise di spoKdonio,
la

sare colui che l'avesse vinta


nella corsa;

ma

chi le fosse

rimasto

indietro, sarebbe stato ucciso da lei con la

lancia. Molti furono


trafitti,

da

lei

da Heottlemo, perch era

ma Hippmene

[se-

atI
condo
to poi
dere,
altri

48
Meilanine detMelicerte. Strappato Learco dalle braccia della madre,
lo

Hippomene] la vinse. Mentre correva, fece ca-

un dopo
aurei,

l'altro,

tre

roccia:

pomi

donatigli

da

scaravent contro una Ino con l'altro figliuolo si gett nel mare.
[V. Ino].
r'-A-TT)]

Venere: Atalanta s'indugi per raccoglierli e Hippomene raggiunse prima la mta. Egli la prese cosi per moglie: da loro nacque Partenopeo. Ma avendo essi trascurato di offrire sacrifci

Ate

la

Seduzione

t, [ccTT], inganno, seduzione] cbe conduce alla colpa e alla rovina. Essa
figlia di

da

Giove: d^a dall'a-

gile passo,

a Vnere, questa entrambi in leoni.

li

mut

Atxnane [Athamnas, XV,


311-312] fiume deH'Epro,
le

che si aggira sul capo degli uomini, con piedi che non toccano la terra, dotata di un fascino potnte, trarsi

cui

acque avevano la
il

virt di acccDdere

legno

da cui non pu sotneppure Giove. La seguono lentamente le Lite


[XiTai preghiere] le quali cercano di aggiustare quello che essa ha danneggiato.

immersovi, nel periodo in cui la luna scema i,. suoi


corni.

Atamnte

[Atlimas, HI, 564; IV, 512-519] fgUo di Eolo, re di Tessaglia. Spos iN'efle, dea delle nubi [vs== nube], da cui ebbe due fgU Frisso ed EUe, ma avendo voluto anche
cpXT)

Athna

['A07]va]

figlia di

una sposa
per

terrena,

prese

moglie Ino, figlia di Cadmo. Nefele spari e la maledizione discese nella casa di Atamnte, Pervaso da furore, infuso a lui e a Ino dalla Brinne Tesifone,
per comando
di Hera, egli
leoi due Learco e

Giove, nata senza madre, dopo che Giove, per consiglio di Ga, ebbe inghiottito Mtis [la prudenza ], sua prima moglie. Secondo una favola posteriore, Hef sto spacc con la scure il capo di Giove, e ne salt
fuori Athena, armata e vigorosa di giovinezza. Ella
perci la dea della sapienza e della forza guerresca, .dotata d'austera verginit.

Quando Athena

scambi Ino per una


nessa, e per leoncini
figli

avuti da

lei:

Poseidone, mentre in Atene regnava Oerope, lottarono per il possesso della

49
fu preposta alla prodi essa, Athena, elle aveva fatto germogliare l'olivo, mentre Poseidone
cittf,

ritorio

Aa?L

tezione

sede era l'Acrpoli, e il terattico era conside-

rato
la

come propriet
si

della

dea, perch vi

conservava
Fidia.

aveva fatto scaturire una


fonte di acqua salsa.

maggiore statua IPllas

Come

Partbnos} fatta da
[V. Palldio].
si

protettrice di citt [Athena

Polide] favoriva ogni bene


dei cittadini: l'agricoltura,
le arti, il

In suo onore celebravano le Panathe-

commercio; aveva

scoperto l'aratro, le brigUe,


il

ne e le Arrefrie. [V. ivi}. Feste in suo onore erano anche le Callintrie e le


punterie. [V.
ivil.

carro, la navigazione, l'uso del fuoco, e insegn ogni arte femminile. Vigilava su

Si rap-

presentava con l'elmo, con l'gida, che aveva serpenti


sull'orlo

l'amministrazione

della

la

testa

della

giustizia, nei tribunali, nelle adunanze popolari, e difen-

deva lo Stato contro il nemico. Perci ella era ancbe


Pllade, la lanciatrice di dardi IPllas, UaXkxc,, da
7rXXo>

Gorgone nel mezzo. Suoi attributi erano anche lo scudo rotondo con la testa di Medusa nel centro, la
lancia,
civetta,
il

ramo

di ulivo, la
il

il

serpente,

lancio].

Aveva

Eoma, Minerva, che

gallo. cor-

l'occMo splendente [Glaucpide] e, come divinit della guerra, invent la

rispondeva alla Pllade Athna greca, era considerata


copae protettrice di tutte le arti e professioni
e,

tromba e
si

il flauto.

La pi
lei

antica sede del culto di

trovava in Atene, in Tessaglia, nella Beozia e, specialmente, presso il lago Copide, nel quale

sia e della

specialmente, della poemusica. In suo


si

onore
peo,

celebravano le
[V".
il

Quinguatrus.

imi.

Pom-

versa il fiume Tritne, ond'era detta Tritnia o Tritoniade.


si

Ma
ia,

il

culto di lei

si

diffuse

suo grande trionfo, le innalz un tempio nel campo Marzio, un altro ne innalz Augusto

dopo

poi neU'Arglide, nell'Ac-

a Delfo, a
i

Corinto

dopo la battaglia di Azio. Atlante [Atlas, lY, 627-662]


'

Sparta, in altri luoghi del Peloponneso Centro del


culto

il

forte

portatore

l'aor.

stXy)v

[rXa del-

aver forza]

fu per Atene, sua

un

titano, fgUo del tita-

Stano, Dizionario di miti e leggende.

A.TL

50
e di

no Giapto

Asia, fratello di

Climne o Prometeo e

Atlantade

[Atlantides,

I,

682] Mercurio, detto

cos,

di Epimteo. Avendo preso parte alla lotta dei Titani

perch discendente
da Maia, ch'era
Atlantide [tlantis]
figlia

da
di

Atlante, essendo egli nato

contro Giove, fu condannato a sostenere col capo


e
il

Atlante. [V. Mercurio}.


si

con
cielo.

le

braccia stanche

dice-

EgU

trovavasi nel-

va fosse un'isola immensa


[quanto la Libia e l'Asia

l'estrerno occidente, presso

l'Oceano, accanto aUe Espridi, sue figliuole, che nei


giardini,
ridi,

Minore prese insieme] che trovavasi a occidente delle


petto

detti

deUe Esp-

custodivano, sotto la guardia del drago Ladne, i pomi aurei [v. Esperidi],

colonne di rcole, di rimalla catena dell'Atlante.

Era popolatissima,
i

ricca di tutti
la terra,

che Gea aveva dato a Hera per le sue nozze con Giove. Atlante era ivi possessore di grandi armenti e degli
Orti Espridi. Oltre le Esperidi, erano sue figlie le Pliadi e le adi.
seo, troncato

prodotti delsuoi principi

avevano esteso il loro dominio in Africa e in Europa,

ma

furono sconftti
liTel

solo

dagli

Ateniesi.

periodo di

un

breve giorno e di

Quando

Per-

una

il

capo di Me-

notte, in un tremendo terremoto, fu ingoiata dal

dusa, capit nella reggia di Atlante e gli chiese ospitalit,

egU

gliela neg,

mequa-

more
le gli

di

un

oracolo,

il

aveva predetto che un figlio di Giove [rcole] avrebbe rapito i pomi Esperidi.

mare, il quale divenne non pi navigabile, a causa dei banchi di materia informe, prodotti dall'isola immersa [Azzorre, Canarie e Isole
del

Capo Verde].
[Athlta]
il

Atlta

lottatore

Allora Perseo, rivoltogli contro il capo della Gor-

gone, lo pietrific: Atlante

divenne cosi l'immensa giogaia di monti, che si spiega lungo la costa nord-ovest
dell'Africa, e la sua barba e i suoi capelli si mutarono

[eXsw lotto] era il campione di forza e di destrezza che si presentava nei giuochi, specialmente nel pugilato e nel pancrzio. [V. Agoni]. Eoma, la prima

gara 186 av. Cristo.

di atleti si

ebbe

nel

GU atleti atfin

in selve.

tendevano

alla loro arte

51
da giovinetti, e nella lotta
Tingevano le membra di olio per renderle pi flessisi

AUG
condo
altri,

erano

figli

di

Plistne, figlio di Atreo, e

furono chiamati Atrdi, perch, ucciso Plistne [v. ivi], essi, ancora fanciulli, furo-

per togliersi questo vantaggio si avvicinavano l'un l'altro e si gettavano a vicenda della sabbia addosso. Per prepararsi a questa lotta, osservavano una
bili,

ma

no allevati dal nonno. Attene [Actaeon, III, 138252]


figlio

di Aristo e di
figlia

Autnoe,
cia

di

Cadmo,

dieta assai rigorosa.

era stato educato aUa cac-

Atro
glio

[Atrus, 'Arps?] fidi Plope, signore di

Pira nell' Elide, e di Ippodamia. Insieme col fratello


Tiste uccise
il

fratellastro

da OMrne. Un giorno, mentre cacciava sul Citerne, s'avvicin a una fonte, neUa quale Diana, circondata dalle ninfe, faceva
il

Orisippo, figlio di Plope e della ninfa Axiocb,e, e perci dovettero

bagno.

La dea
gli

allora,

indignata,

spruzz del-

entrambi fug-

gire dalla casa paterna. Furono accolti da Stndo re


di Micene, e quando Euristo, figlio di Stendo, cad-

l'acqua della fonte, e lo converti in cervo. I suoi


stessi cani gli si avventarono addosso; ululando poi cercavano il loro padrone, finch, giunti nella caverna

de neUa guerra contro gli ErcUdi, Atreo divenne re di Micene. Atreo aveva prele

t,

di Chirone, questi li acquiemostrando loro una sta-

so in moglie rope, la quafu sedotta da Tieste. Per

tua di Atteone. ttide [Attis, X,

vendicarsi, Atreo invit a mensa Tieste e gl'imbandi


le

103-105] pastore frigio, giovane bellissimo, che fu amato da Gible e fatto suo sacerdote, a condizione che conservasse la castit; ma. essen-

membra

dei

figli

di lui:

Tntalo e Plistne. Ma in seguito, Tieste e suo figlio Egisto uccidono Atreo, scacciano

none
il

di lui, e Menelao, e
i figli

Agamenprendono

venuto meno, imSecondo Ovidio, fu pazz.


egli

do

potere. xltrdi [Atrides,

convertito in pino. Auga [Augias] re dell'Elide,

XIII, 230]
e

fu

uno

degli

Argonuti.

erano
nelao,

Agamennone
figli

MeSe-

di

Atro.

Possedeva stalle con si numeroso bestiame, che per

ATTG
trent'anni

52
non
era
stato

era

favorevole

quando

possibile nettarle, s

die ne
pe-

emanavano
stifere,

esalazioni

segni aspettati apparivano dall'oriente, fra i Latini


l'aggettivo
sinister per gli valeva prospero, augurii, felice . Se in italiano l'ag-

che ammorbayano

la regione. Ercole, per comando di Euristo, com-

faticbe,

piuta nna delle sue dodici le pul, facendovi


passare il fiume Alfo, di cui devi il corso.

gettivo sinistro sinonimo di avverso , da


attribuirsi alla

derivazione

Augrio [augurum]

era

una

costumanza che v'era in Grecia, ove l'auspicio si


dalla

cerimonia religiosa, in cui


speciali sacerdoti [augures}

aspettava,
al nord, e alla destra

stando

rivolto

avendo
il

perci

divinavano

volere degli di e presagivano la fortuil

l'oriente,

che

era sempre

punto donde

di imprese osservando e spiefuture, gando il volo degli uccelli [avis uccello]. Per prendere tali auspicii, si divideva in due parti eguali

na e l'avversit

movevano

ci in Grecia

segni felici; per destro signi-

f,cava felice e sinistro

avverso. Del resto, anche a Eoma si era introdotto

daUa Grecia

tale significato,

uno
lo,

corrispondenza con la volta del ciespazio,

in

sicch presso gli scrittori, anche del periodo romano,


dexter vuol dire
lice,

mediante una linea da

fausto, fe-

oriente a occidente [questa linea si cbiamava decuma-

propizio.
[Aiilis]

nus\

e ciascuna di queste

Aulde tima

citt

marit-

due sezioni si divideva poi in due parti eguali, con


un'altra
linea
{carol

cbe

famosa si radun la perch quivi flotta greca, per muovere contro Troia, e avvenne il
della Beozia,
sacrifi,cio

andava da nord a sud, perpendicolarmente al ecumanus. h'augur, a Eoma,


prendeva posto nell'intersezione delle due linee [deeusssl

di Ifigenia, figlia

di

Agamennone.

[V.

Aga-

mennone}.

Aurra

in

verso sud, avere a sinistra l'oriente, a destra l'occidente; e poich l'auspicio


rivolto

[Aurora, II, 113] figlia di Iperine e di Tia, sorella di Hlios e di Selne,

modo da

dita,

la dea dalle rosee che annunzia il giorno. Si leva di buon mattino

53
dal suo letto nell'Oceano
e,

AXA

su lin carro tirato da cavalli iDiancM e rossicci, precede il carro del fratello

dimorava sul Parnaso, dove una volta Ulisse si rec da


lui, e

fu ferito nella caccia.

Automednte [Automdon]
guidatore del cocchio e compagno d'armi di Achille.

HeKos. Presa da amore per


Titne,
figlio

di

Laome-

dnte, re di Troia, lo rapi e ottenne da Giove per lui


l'immortalit; ma dimendi chiedergli anche tic

Autonio

[Autonoius. Ili, 198] Attene, nato dalla madre Autnoe. [V. ivi],
lago presfor-

Avrno [Avernus]
so

un'eterna giovinezza, e perci si inaridirono le mem-

Cuma

di

Campania,

mato dal

cratere di

un

vul-

bra di lui e la voce svan. La dea allora ]o chiuse in

cano profondo, cinto da rupi scoscese, pieno di esalazioni

una camera e lo mut in cicala. Era rappresentata


sul

meftiche.

Secondo

carro

della

luce,

gui-

l'etimologia vuol dire senza uccelli [-6pvi(;], perch


gli

datrice dei cavalli, con fiaccola in mano.

una

uccelli

non

vi poteva-

no vivere per

le esalazioni.

Auspicio [auspicium] era una forma di augurio, che


consisteva nella previsione del futuro dal volo e dal

Kelle sue vicinanze, si riteneva fossero il bosco di

canto degli uccelli [auspicium avispicium, osservazione deg uccelli aves

cate, la caverna della SibiQa e l'entrata all'Inferno. Perci, con questo nome, fu
significato poi

anche

il

luo-

spedo;
spicere

cfr.

inspiere,

eon-

go sotterraneo della dimora delle ombre dei morti.

osservare].
[V. Aborgeni}.

Axamenta

erano inni in me-

Autctoni
313]

Autlico [Autolycus, XI,


figlio di

tro saturnio, che si cantavano dai Salii, durante la

Hermes, ebbe

una

figlia

Anticla,

madre

processione deUe feste in onore di Marte. In essi si

di Ulisse.

vette

il

Dal padre ricedono dell'inganno

invocavano e
Marte,
nerva,

e fu ladro di mestiere. Fu maestro di rcole nella lotta;

si esaltavano Giano, Giove Lucezio, Apollo, Giunone, Mi-

Ercole.

[V.

^alii}.

BAC

54

B
Baccanali [Bacclianala] feste rumorose e tumultuanti,
in onore di Bacco, alle quali
cinto
di edera

e di

pamfeste

pini di vite], e

nee

prendevano parte importante le donne furiose che,


sotto
il

orgiasticbe [Baccanali] in onore del dio, correvano tutte scapigliate, prese da


frenesia e da ebbrezza, con torce accese, fra il rullo

nome

di Baccanti,

Mnadi, Thiadi, Mimltoni,


Bassridi,
di

Bistnidi,
le

rap-

fragoroso
il

presentavano
to, ^axxsiJco

Bacco [px/o?

= strepi= rumoreggio].

compagne

di tamburi, facendo echeggiare per l'aria

grido di

evo!

Bacco

andava intorno con assordante rumore di flauti,


Si

Xin,
in

[Baccbus, IV, 117; 311] il dio del vino,


identificato
col

Eoma

di timpani e di piatti sicali, al grido di suoi!

mu,

greco Dioniso. [V. Dioniso].

in

cos detto, dallo strepito

preda ad un'ebbra smania, si squartavano gli ammali


e
si

mangiava

la

carne an-

cora sanguinolenta. Vi presiedeva insomma l'ebbrezza


sensuale, e si prolungavano ancbe la notte. In Eoma,

che si faceva nelle feste in onore di lui [px^o? = strepito]; nei misteri di Dmetra era invocato col no-

me

di lacchus.
[balnae].
i

Bagni

fin dai

In Grecia, tempi omerici, erano


bagni, e specialquelli tiepidi, la cui a pulire ed a rinvi-

avevano luogo ogni tre anni, di notte e, per la loro

in uso

mente
utilit

oscenit, furono proibite con un decreto del Senato, nel 186 av. Cristo. [V. Dioniso'].

gorire il corpo fu conservata in tempi storici, spe-

Baccanti [Baccbae]
pitose
steri

le

stre-

cialmente prima del pranzo; di essi vi erano stabilimenti


pubblici e privati, forniti di apposite vasche e tinozze,
si faceva il bagno con acqua alimentata da

[^dcx^o?

strepito]
i

donne cbe celebravano


in

mi-

di Bacco: portavano
il

entro cui

mano

tirso

[un bastone

55
condotti. Vi erao inoltre
i

BAN

zione del bagno completo.

bagni a vapore, clie si facevano in tinozze libere o


incastrate nel suolo.
il

Dopo

Dapprima, i locali per i bagni deUe donne erano separati da quelli degli uomini; ma in seguito, col rapido decadere del senso morale, divenne generale il mal costume che uomini e
nel
le

bagno, il bagnaiuolo o il servo versava addosso del'

l'acqua fresca. Annessa aUa camera da bagno, era un'altra camera, in cui piva la toeletta
si

comil

dopo

donne facessero il bagno medesimo locale, si che

bagno. Quivi
strofinavano
raschiatoi,
lo

il

bagnanti si corpo con


e

poi con
gli altri

olio,

spalmavano le donne

Terme pubbliche divennero teatro di dissolutezze, alle quaU invano cercarono opporsi i diviti degli imperatori.
[V.

specialmente adoperavano strumenti deUa loro


toeletta: pettini, unguenti, specchi a mano, gioielli ecc.

Terme].
pXXo)

Ballista
scaglio]

[ballista:

A
si

Eoma,

bagni furono

grande macchina da guerra in forma di arco, tesa con funi e nervi, che

portati ad un ben pi alto grado di raffinatezza, come

servivano per lanciare pietre o altri proiettili.

Le

bai-

pu vedere
essi.

Terme,
per

nelle grandi costruite appunto


Il

Uste tiravano ad arco, mentre le catapulte tiravano in


linea
lotti.

bagno poteva

retta

e
i

solo

giavel-

essere freddo, caldo, a vapore. I bagnanti che fa-

Presso

Greci,

macsi
tts-

chine simili alle baUiste

cevano

il

bagno caldo,
in

si

chiamavano
TpopXoi.

Xt,6opXoi,

spogliavano

un appodonde pas-

Le

balliste si

di-

sito spogliatoio,

savano
re],

locale destinato

nel tepidarum [il per sudali

dimenstinguevano sioni dei verrettoni che landalle

e
[il

di

nel

calidail

rum bagno
do
si

luogo per fare

caldo]. Il

bagno
nel

fred-

faceva
[il

frigida-

luogo per il bagno freddo], in un bacino incastrato nel pavimento, e


questa era l'ultima opera-

num

ciavano, i quali potevano raggiungere m. 1,40 di lunghezza, m. 0,039 di spessore e un peso di kg. 1,870. Ballo [V. Danza]. Banchetto [convivium]. Nuziale: era il banchetto che si dava, nel giorno delle
nozze, nella casa deUa spo-

BE
sa, tra

56

numerosi convitati,

barbieri dalla Sicilia. Si dice

parenti ed amici. [V. Matrimonio].

Funebre:
compiuta

si

celebrava dopo

che Scipione Africano fu il primo che si facesse ogni giorno radere la barba col
rasoio,

la sepoltura, nella

casa del defunto, da coloro che avevano preso parte al' convoglio funebre. [V. Funerale].

tare

rasa

moda di porcorti e la barba capelli non si diffuse che a


la

ma

ratore
al
si

Bratro [Barthrum] burrone presso Atene, vicino coUe deUe ninfe, dove
precipitavano
delitti
i

poco a poco. Dopo l'impeAdriano, torn in uso la barba intera. Anche a Eoma, neUe botteghe dei
barbieri
tre
i si

adoperavano,

ol-

colpevoli di
eb-

rasoi e le forbici: pin-

comuni.
[barba]. I Greci

Barba
ba.

zette, pettini, ferri per riccioli, unguenti ecc. e, come

bero molta cura deUa bar-

Anticamente per vigeva il costume di portare barba e capeUi interi, e questo costume fu conser-

in Grecia, esse erano il ritrovo degli oziosi e il luogo di discussione cosi di politica,

come

di tutti

pet-

tegolezzi deUa citt.

tempo delle guerre persiane. Dopo, si


fino

vato

al

Bassaro

[Bassarus,

^acTcra-

introdussero le botteghe dei

pzQ] attributo di Bacco, cos detto da pacrapa, pelle

neUe quali si acconciavano i capelli, si radeva la barba, si pulivano le unghie, si levavano i calli,
barbieri,

di

volpe che indossavano

le Baccanti, nelle feste in

suo onore. [[Sacrcrpa un vocabolo trace, eguale al


greco
le
XtTrT)^

strappavano i peli superflui. Per il portare la barba intera e folta era sesi

= volpe].

Bassridi [Bassardes] sono


Bacco Bassaro.
saro].

gno di
di

Dal tempo Alessandro Magno, fu gevirilit.

Baccanti, sacerdotesse di [V. Bas-

nerale l'uso

di radersi la

Batto [Battus,

barba, e divenne molto lucrosa l'arte del barbiere.


I
i

Bomani portarono lunghi


capelli e la

II, 685-707] vecchio pastore che custo.diva gli armenti di Kelo, re di PUo, nella Messenia.

barba fino al 300 av. Cristo, anno in cui a Eoma vennero i primi

Quando Mercurio rub parte degli armenti, temendo che Batto rivelasse il furto,

57
gli

BEL
del re, Anta, innamoratasi di Bellerofonte, non aven-

regal

una candida vac-

promettere che egli non avrebbe detto nulla. Il veccMo giur cbe il furto sarebbe scoperto da una pietra, cbe gli indic, prima che da lui. Merca,

facendogli

dolo indotto aUe sue voglie,


lo calxmni presso il quale perci lo
il

marito,
al

mand
re

suocero

lobate,

della

curio

si

allontan,

ma
un

tor-

Licia, perch lo facesse uccidere, lobate perci lo

nato poco dopo in sembianze sconosciute dal vecchio,


gli promise ed una giovenca se

mand ad
mra

uccidere la

C5hi-

toro

gli aves-

se rivelato chi

aveva comdegli
ar-

messo

il

furto

[v. ivi], ohe Bellerofonte uccise difatti con l'aiuto del cavallo alato Pgaso datogli da Nettuno. Vinse inoltre, per incarico

menti. Batto

gli indic una

caverna vicina, dove essi erano tenuti nascosti. Allora Mercurio lo trasform
in pietra nera,

di lobate, i Solimi, popoli dell'Asia Minore, e le Amzzoni, e super, al ritorno,

come

quella

un'imboscata di Liei, tesagli daUo stesso lobate, si che


l'oriquesti, riconosciuta gine celeste di Bellerofonte, gli diede in moglie la fgha

che Batto aveva indicato.

Bucide

[Baucis, Vili, 626724] la buona e pia vecchietta, moglie di Filemone,

trasformata con lui in

al-

[Pilne o AntcMa o Cassandra], da cui ebbe i figli

bero. [V. Filemone}. Blidi [Belides, IV, 463] jfiglie di Dnao, U quale era figlio di Belo: erano chiamate cosi dal nome dell'avo Belo. [V. Banidi].

Isndro,

Ipploco

Lao-

dama.
Si diceva che pi tardi fosse incorso nell'odio di Giove U

quale, mentre egli cercava di salire in cielo con P-

Bellerofnte [BeUerphon o Bellerophontes] figlio di Glauco, re di Corinto. Si chiamava Ippnoo ma fu


detto
uccise
[(povsa)

gaso, gli fece impennare il cavallo col morso di un


tafano, e che Bellerofonte precipitasse e divenisse zop-

Bellerofonte,
il

perch
Boller

po e

cieco.

fratello

BeUna
bellum

uccido].

Per

= guerra]

[BeUna,

V, 155; dea della

questo fugg presso Preto,


re di Argo,

guerra

ma

la moglie

armata

presso i di frusta

Eomni,
sangtu-

BEL

58
giura riusc ed ella, essendo stato ucciso Demetrio, spesoli re d'Egitto
della

gna: era sorella o sposa o figlia o nutrice di Marte. Al

tempo

guerra mitri-

Tolomeo III

dtica, fu importata a Eoma dalla Cappadocia la

Evergete, suo antico fidanzato. Fu uccisa poi, per


istigazione di Sosbio, cortigiano di Tolomeo IV e,

dea asiatica, clie poi fu confusa con la dea romana; alla quale si offriva un eulto di sangue. I suoi sacerdoti della Cappadocia, Bellonari,

perch aveva una chioma beUissima, l'astronomo Conne chiam Berenice una
costellazione.

nei

giorni

della

festa

della dea, giravano per la citt e poi si ferivano nel

Bergine
Nettuno.

[Bergio]
[V.

gigante,

fratello di Albine: figli di

tempio, conia doppia scure,


le braccia

Albione].

e le

gambe, ed

Bestiari [V. Gladiatori].,

offrivano cosi alla dea san-

gue umano, mentre facevano i vaticinii. Belo [Belus, IV, 213] antichissimo
re
asiatico,

Btulo [Betiilus] una pietra in forma di cono, che dicevasi


culto

caduta
si

dal

aUa quale

cielo ed tributava un
si

fon-

simbolico, perch

datore di Babilonia e dell'impero Babilonese: fu padre di Dnao, re di Egitto. Berecinti [Berecyntes] popolazione Frigia, cbe abit ai confini della Caria e della Lidia; perci Berecinto adoperato come sinonimo
di Frigio.

bagnava con vino, sangue ed olio. A Delfo, presso il tempio di Apollo, ve n'era uno, che si diceva essere la pietra che Bhea aveva data a Crono, perch la inghiottisse invece di Giove. Si un-

Berecnta o Berecinzia attributo di Oible, la dea


Frigia.
[V.
Gible'].

Berenice [Berenice] figlia di Magante di Cirene, cospir contro la signoria della madre Arsinoe, perch questa

geva ogni giorno di olio e, nelle feste, si avvolgeva in un rosso drappo di lana. BbUde [BybUs, IX, 450-665] figlia di Mnto e di Cyana, accesa d'amore per il fragemello Cacno, e fugda lui, che s'era inorgita ridito a tale rivelazione, lo
tello

aveva sposato Demetrio, figlio di Demetrio Poliorcte, gi promesso a lei. La con-

segu per la Licia e per la


Caria,

dove

alfine

cadde

spossata al suolo.

Le K-

59
iadi, pietose, sottoposero alle

BIT
essa con^

don a Cleopatra,
teneya
lumi.
oltre.

pupille

di

lei

perenne

200.000

vo-

vena di pianto, e Biblide


fu trasformata nella fnte

Bidental
era
il

omonima.
Biblioteca [Bibliothca:
pXiov

dalle file [bidens compiute di denti: pecora]

libro,

Qrix.yi

^iscri-

mine

di

luogo colpito dal fulGiove e consacrato


il

gno]. Pare che la Grecia antica non possedesse bi-

dal pontefice,
coglieva
la

quale rac-

terra

smossa

bliotecbe pubbUcbe.

Eo-

la prima fu istituita da Asinio Polline, nell'anticortne del tempio della Pace; due altre, F Ottavia na e la Palatina , furono fondate da Augusto, altre

ma,

dalla folgore e, nel punto medesimo, la sotterrava in-

sieme con una pietra focaia, simbolo del fulmine,

pronunziava una preghiera,


offriva
il

sacrifcio

di

una

sorsero sotto gli altri imperatori; iitiportantissima era la Ulpia fondata da Tra-

pecora bidens, innalzava un altare e circondava il luogo

con un recinto in forma di


pozzo [puteal] perch non
fosse calpestato.

iano.

Fino ad Adriano, si contavano in Eoma 29 biISTel

blioteche.

periodo Alessandrino, grandi centri di cultura greca, oltre Atene, divennero Alessandria e Pergamo. In Alessandria sorsero
le

Bilancia [Trutna] il settimo segno dello Zodaco, la bilancia della Vergine Astra, dea della giustizia, che nell'et del ferro si era ritirata in cielo, dove
era stata mutata in costellazione.

due grandiose

bibliote

L'Astrea

splende

che del

Muso

e del

Te-

sotto

il

nome

di Vergine

rapo
e

fondate da Tolomeo
Cristo],

[sesto segno dello Zodiaco],

Filadelfo [322 av.

non molti anni dopo, a

mentre la sua bilancia ne forma la settima costellazione.

Pergamo, il re ttalo I ne fond un'altra, che pot emulare con quella di Alessandria, e raggiunse il massimo splendore sotto Eu-

Secondo
di

altri,

la bilancia

Mchos, misura e i

che
pesi.

trov la

Bitne

mne
sto].

[197-159 av. Crila

[Biton] figlio della sacerdotessa Cidppe e fra-

Quando Antonio

teUo di Clobi. [V. CleoH}.

BOE

60

Eomane
cembre. In essa le matrone celebravano una
festa notturna, in casa del primo magistrato della cit-

Boedrme

coraiuto, 8p{xo? PoYj sa] festa che si celebrava

[-r

po7)Sp[xia:

in Atene, in onore di Apollo,

nel giorno 6 di Boedro-

[il

console o

il

pretore]:

mine [settembre-ottobre],
per commemorare la vittoria che Teseo aveva riportata sulle Amzzoni. Bolla [bulla] ciondolo simile

vi prendevano parte anche le Vestali, ed era severa-

mente vietato
di intervenirvi.

agli

uomini
costeldel-

Boote [Bootes]
lazione

una

ad una boUa d'acqua, formato da due piastre concave d'oro


[i

in

vicinanza

l'Orsa Maggiore, nella quale

fanciulli ap-

partenenti a famiglie povere l'avevano di cuoio],

per lo pi rotonda,
lora

ma

ta-

forma di un cuore o di una mezza luna, che i ragazzi romani portavano appeso al collo. I giovanetti la deponevano poi insieme con la toga praetexta a 15 o a 16
della

anche

fu trasformato rcade, figlio di Callisto. detta anche Arturo. Brea [Boras] dio del vento che spira da settentrione.

DaUe giumente
egli

di

Bardano
di

gener dodici cavalle

prodigiosa velocit e di tale agilit, che potevano correre su le spighe delle messi

senza

curvarle,

su

le

anni, consacrandola agli di Lari o ad Ercole, le ra-

acque del mare senza solcarle. Da Orizia ebbe due


figli:

gazze la deponevano invece quando andavano a


marito.

Calide e Zete. [V. Cafesta

laide].

Boresxn
dea] deit fece equi-

[popsa<y[xo(]

Bona dea [Bona

che

si

celebrava

in

Ate-

romana, che si valere a Ops, Fauna e ad altre, il cui culto pare sia stato una degenerazione di quello che i Greci tributavano a Dmetra, Il tempio della dea s'ergeva alle falde
dell'Aventino, e la solennit principale, ogni anno, ricorreva ai primi di di-

ne, in onore di Brea, nel tempio sacro al dio, posto sulla riva dell'Ilisso.

JBoridi [Boredes] sono Calide e Zete, figli di Brea.


[V. Cdlaide].

Bosforo [Bosporus o Bosphrus, paTcopoc] il passaggio della giovenca [^ouf; gio-

venca,

Trpo?

passaggio]

61
detto dai Greci

BE

uno

stret-

to di

mare.

Il

nome

deri-

vato dalla leggenda, secondo la quale Giove, mutato


in giovenca, port sul dorso, per uno stretto di mare, forse
il

Briganti [Brigantes] il pi potente ed esteso popolo deUa Britannia meridionale, cbe molestava con continui
assalti

la

Britannia

settentrionale.

TJiraeus,

la,

vergine Euro-

mati
il

al

Furono dotempo di Antonino

pa.
cius

[V. Europa]. Si distin-

Pio.

guevano: Bospiorus Thra[stretto

Briside

di

Costanti-

[Brisis] era la figlia del sacerdote Brise di

nopoli] e Bosphorus Gimmerus [stretto di lenieal,


tra
il

Lirnesso,

si

chiamava Ip-

podama ed

mar d'Azow

il

mar

Kero].

Brnchdi [Branchidae] erano i membri della stirpe che amministrava l'oracolo di


Apollo in Didyme, presso
Milto.

era divenuta schiava di Achille, il quale dov poi cederla ad Agamennone, quando questi fu costretto a :restituire la sua schiava Astinome [Oriside]
al

padre

Crise, sacerdote di

Discendevano da Branchs, che si era stabicol, ritenuto figlio di


gli

Apollo.

Brtomrte [Britomartis]
dea cretese, protettrice dei cacciatori e dei pescatori di
Creta, poi confusa con Artemide. Si diceva anche che
fosse

lito

Apollo stesso, cbe


infuso
fezia.
il

aveva

dono

della pro-

Briaro [Briarus, Bpiapsut;]


gigante, figlio di
di

una

ninfa,

figlia

di

Urano e
cinquanta

Ga: aveva

Giove e prediletta compagna di Artemide. Perseguitata dall'amore di Minosse, ella salt in mare, ma fu salvata dalla rete di
scatore.

teste e cento braccia; prese parte alla guerra dei Titni,

ma

poi aiut Giove nella cospirazione che Kettuno, Giunone e Minerva ave-

un

Perci

fu

pedetta

Dictynna [Sixtuov

=
di

rete].

vano fatta contro di

lui. Il

Brzo [Brizo] dea

gigante, seduto a fianco di Giove, incusse tanto spa-

yento agli di ribelli, che rinunziarono alla loro impresa. Era ancbe cbiamato

Egene.

Delo, venerata specialmente dalle donne, le quali, in piccoli banchetti, le presentavano varie vivande, perch ogni cosa riuscisse loro prosperamente.

BE

62
[Bromus]
il

Brmio
Ppfzoi;

rumo
.

roso [ppofjLsw

= rmnofeggio;
so-

come suo cavallo di battaglia. Quando il cavallo mori nella battaglia

rumore]
di

contro

i]

prannome
detto dal

Bacco,
si

cos
fa-

rumore che

ceva nelle feste orgiasticlie del suo culto.

re Poro, Alessandro gli tribut particolare onore e, dal nome di esso, chiame

Bronte [Brontes] uno

dei Ci-

Bucfala la citt che prede dopo questa vittoria.

clopi che fabbricarono il fulmine a Giove; era nato da Urano e da Ga.

Bte [Butes]

trace, figlio

di

Bubst [Bubastis, IX, 691]


figlia di

Breas; cacciato dal fratello maggiore Licurgo, ripar nell'isola di Stromboli. Ir

Osiride e di Iside,
del

una

dea egiziana, simbolo degH


effetti

scorreria di pirati nella Tessaglia, nella festa d:

benefci

fuoco.
la

Era rappresentata con


testa di gallo.

Dioniso, rapi Coronide e la costrinse a sposarlo. Coro-

nide preg Dioniso che


vendicasse,

I2

Bbona [Bubona] era presso i Eomani la dea che presiedeva al bestiame bovino
[^ou? era

Bute,

dive

nuto delirante,
in

si precipite

una

fonte.

bue],

come

B'p-

Un altro
do

Bute era di rice

na

dea protettrice del bestiame equino, e prela cavalli, degli asini e dei muli

[Sicilia] re indigeno dell SiciHa. Si diceva che, quan

siedeva all'allevamento dei

gli

Argonuti passarono

[epus,

equus

presso le Sirne,
identificato

Bute

solo

cavallo].
testa

con un But(

Bucfalo [Bucephlus]
di bue [Pou(;

= testa]

= bue,

Ke(pa.'kri

Ateniese, attratto dal lorc canto, si gett in mare; mi

il

famoso cavallo

Afrodite lo

salv,

condii

che Alessandro Magno dom da fanciullo e tenne poi

cendolo sul Lilibo, ove


partor rice.

essi

63

CAD

Oanto [Gaantlius]

figlio del-

sere

scoperto,

li

trascin

l'Oceano e di Teti; per ordine del padre, si die a inseguire Apollo, elle aveva rapita sua sorella Melia, ma

per la coda nella spelonca

ove egli viveva. Ma Ercole, avvertito dai loro muggiti, entr nella caverna, afferr Caco e lo strozz.

non potendo raggiungerlo,


appicc
il

fuoco al bosco

Cadmo

Ismnio, sacro al dio, il quale perci l'uccise con una freccia. Melia partor

due figliuoli. Tnero ed Ismno. Cabri [Cabri] divinit Greche,


il

[Cadmus, HI, 1-130] Agenore, re fenicio, fratello di Europa. Avendogli il padre iniposto di andare ramingo in cerca della sorella Europa, cbe era stata rapita da Giove, e
figlio di

cui

culto

sorse in

Beozia. Favorivano la fe-

di non tornare in patria se non l'avesse ritrovata, egli

condit della terra e, pi tardi, furono confusi con Dlnetra e ritenuti demoni
benefci, apportatori di pro-

venne in Grecia e, recatosi a Delfo a consultare l'oracolo, ebbe il responso di

non cercare pi Europa

sperit e di vita, che aiutavano Efesto, il dio del fuoco, col quale

aggirarsi invece in quei luoe, quando avesse tro-

gM

furono anche

confusi

[xcfstv
il

vato una giovenca

immune

bruciare].

Caco [Oacus]

malvagio [xax? = cattivo] figlio di Vulcano, era di smisurata grandezza, fiero e crudele, cbe

dal giogo, la seguisse e fondasse una citt, dove essa


si

fosse fermata.

Kella Fcide, ne trov infatti una dell'armento di

spirava fiamme dalla bocca. Quando Ercole, ucciso Gerine, condusse le sue mandre su le sponde del Te-

Plago e la segu fin dove essa si ferm. Allora, volendo offrire un sacrificio
in ringraziamento, mand alcuni suoi compagni alla
vicina fonte di Marte, per

vere, egli gli

rub quattro
e,

paia di buoi

per non

es-

CAD
attingeryi acqua.
essi

64

sventure fosse congiunto


al-

Ma

nel-

furono uccisi l'antro, da un mostruoso drago, 13.glio di Marte e di Dmetra, elle ivi era appiattato. Cadmo, recatosi ivi, l'uccise e,

la citt di Tebe, si trasferi con la moglie neU'Illiria.

Quivi,

attribuendo

all'uc-

cisione del serpente, non a Marte, la serie dei suoi maU,

per volere di Athna, ne semin i denti nel terreno. Dalle zolle spuntarono uomini armati detti Sparti , disseminati [cTTcapT? da
cTTrstpfo^ dissemino], clie si

implor che divenisse anche lui serpente. E fu appagato. Divenuto serpente, si avvinse al collo e al cor-

uccisero

fra

loro,

eccetto

po della moglie, la quale si mut anche lei in un drago, ed entrambi, coi


corpi uniti, si celarono nella selva vicina.

cinque: Echine [ l'uomo dei serpenti ], TJdo [ l'uo-

mo del suolo], Ptnio [l'uomo nato daUa terra ], Peler


[ il

Cadco

[Cadcus]

verga

gigante

],

Iper-

nore [ il vincitore]. Aiutato da essi, clie furono i capostipiti deUa nobilt tebana,

con due serpenti attorcigliati, che portava Mercurio come messaggero degli di. Si narrava che i due
serpenti fossero queUi che Mercurio aveva trovati un

Cadmo

costru la citt di

Tebe, nel punto in cui si era fermata la giovenca, e dal nome di lui la rocca deUa citt fu detta Cadma. Egli spos poi Her-

giorno in lotta fra loro, e separati con un colpo di verga.

Caducifero
curio,

[Oaducfer,

II,

708] soprannome di Mer-

mione [Armona] fgKa di Marte e di Venere o, secondo altri, figlia di Giove


e di Elettra.

portatore del cadu-

Da

essi

nac-

verga con due serpenti attorcigliati, che Mercurio portava come mescus, la

quero Autnoe [madre di Attene], Ino [madre di MeUcerte], Semole [madre di Dioniso], gave [madre
di Pnteo], Polidoro.

saggero.

Cstro [Caystros, V, 386] fiume dell'Asia Minore, che


sbocca presso Efeso, celebre per il gran numero di
cigni che,
ai

Dopo una lunga


affanni,

serie

di

anche oggi, come


tuf-

Cadmo,
destino

temendo
delle

che

il

sue

tempi di Omero, si fano nelle sue paludi.

65 -:ialide

GAL
con s la fanda essa nacque Tsche die il nome alla

[Calads] Zte, figlio di

fratello

di

cise e trasse
ciulla:

Brea e di

Orizia, insieme col fratello prese parte alla spedizione


degli Argonuti. Al ritorno dalla ClcMde, Ercole, venuto a contesa con loro, li uccise: gli di, mossi da piet, li mutarono nei venti

salo,

Tessaglia. Un'altra Calciope era figlia di Ete, re della

Clcbide, e sorella di Medea.

And

sposa a Frisso, che Eete fece assassinare per

che precedono
la

il

levare delle

rubargli i tesori. Calciope, per sottrarre i figliuoli ai-

Canicola.
e
capelli di colore az-

odio

dell'avo,

li

fece im-

Sono rappresentati con


ali
i

zurro.

Calcante [Oalclxas] figlio di Tstore, da Micene. Era il celebre indovino che accompagn i Greci a Troia; e in ulide, dal numero dei

barcare per la Grecia, ma naufragati rimasero in un'isola fino all'arrivo di Giasone, che li ricondusse in ColcMde.

Calendario Romano. I Eomani, nello stabilire le date, avevano, in ogni mese, 3 giorni fssi, da cui parti-

nove passeri divorati dal drago, preannunzi clie la guerra sarebbe durata nove anni e cbe al decimo Troia
sarebbe caduta. Un oracolo aveva predetto cbe egli sarebbe morto,

vano per l'indicazione di


tutti gli altri giorni. I tre giorni fissi erano
le

Calende, le Kone, le Idi.

quando
in
lui e,

si

fosse abbattuto

Colende [Kalendae], il 1 giorno di ogni mese; quindi si diceva: Kalendae Januarae, ecc.

un indovino
lo

migliore di incontrato l'indovino


nel

Ed

Fehruanae, Martae, erano cosi dette

Mopso, cbe

super nelle bosco di divinazioni, a Olaro o a ColoApollo, fne, Calcante mori di cordoglio o si uccise.

perch, in quel giorno, i Pontefici, come afferma Terenzio Varrone, annunzia-

Caleope [Calciope] figlia di Euripile re di Co. Ercole s'innamor di lei, ma perch il padre non voUe dargliela in isposa, egli lo uc5

vano se le None cadevano nel giorno 5 o 7 di quel mese [calare = xaXsiv

annunziare].

None

psTonae], il giorno 5 di ogni mese, eccetto i mesi di marzo, maggio, luglio,

Stano, Dizionario di miti e leggende.

GAL
ottobre

66
mologia,
parola

[mar-ma-lu-ot] nei quali cadevano il giorno 7.


cos
dette,

meno comune,
Idus
la

la

Erano

perch

quindi

indicherebbe luminosit del

venivano

delle Idi,

me

giorni prima computando, coera costume dei EiOil

plenilunio.

Le indicazioni temporali.

Il 1 gennaio, febbraio,
ecc., si

mani, cosi
tenza,
rivo.

come

giorno di parquello di argiorno 13 di

marzo
latino

rendevano in Klendis Januaris,

Idi

[Idus],

il

Februanis, MartUs ecc. [Kal Jan. Febr. Mart. ecc.].


Il

ogni mese, meno clie nei mesi di marzo, maggio, luglio, ottobre, nei quali ca-

5 di ogni mese, eccetto marzo, maggio, luglio, otto bre, si diceva Nonis Ja
nuaris, Februanis, Afri lbus ecc. [Non. Jan. Febr.

devano il giorno 15. Il giorno delle Idi indicava, in


origine,
il
il

plenilunio, cio

Apr.

ecc.}.

giorno

medio del mese

Il 7 di

marzo, maggio,
si

lu

lunare,

che era alternati-

gho, ottobre

diceva

No

vamente, ora di 29, ora di 30 giorni. Il plenilunio, quindi cadeva nel 14 o


15 giorno;

nis Martis, Mais, Julns, Octobrbus [Non. Mart. Mai.

ma

poich
i

Eosu-

Jul. Oct.l. Il 13 di ogni mese, eccetto

mani avevano un senso

marzo, maggio,
tobre,
si

luglio,

ot-

perstizioso per pari, cosi lo ponevano nel

numeri

diceva Idbus Ja-

giorno

13 o 15, secondo che il mese era di 29 o di 30 giorni. Il nome Idus

nuaris, Februaris, Aprilbus ecc. [Id. Jan. Febr.


Il

Apr. ecc.]. 15 di marzo, maggio,

lu-

cherebbe
vido;
il

etimologicamente signifi met [id da vid,


di d-vid-o

la radice

di-

glio, ottobre si diceva Idibus Martis, Mais, Julns, Octobrbus [Id. Mart. Mai.

verbo id-uare, di origine etrusca, vuol dire


spartire ]. Altri invece annettono alla

Jul.
Il

Oct.'].

giorno anteriore alle CaIdi,

lende, aUe Kone, aUe


si

radice Id, da Idh primitivo, l'idea


di

risplendere,

indicava con pride seguito dall'accusativo retto da un ante sottinteso: 31 di-

infanmiare [aiOc
cio].

brueti-

Secondo questa

cembre, pride Kalendas JO'nuaras [pr. Kal. Jan.]',

67
4

CAL

gennaio,

pride

Januanas

[jpr.

Nonas Non. Jan.];

a Diana, perch
si

12 gennaio, pride Idus Januaras [pr. Id. Jan.]. L'avverbio postride per indicar
il

il re Oeno una volta dimenticato di sacrificare aUa dea. Perci questa mand un

era

fiero cinghiale,

giorno seguente alle

Calende,
Idi,

aUe

None,

alle

il cinghiale calidonio [VlII, 270-427] a divorare queUe terre. Ma

non dell'uso classico. Quando si doveva indicare un giorno diverso da quelli notati, si computava quanti
giorni
esso

poich esso fu ucciso da Melegro, fgHo del re, insieme coi pi valorosi eroi del tempo, la dea eccit

distasse

dalla
fisse

una guerra
i

fra gli
il

EtU

prima

delle tre
IJ^Tone

date

[Calende o

o Idi] che

possesso delOurti, per la testa e della pelle deUa


f,era

seguiva immediatamente, e nel computo si calcolava tanto il giorno di partenza, quanto


rivo.

uccisa, che dovevano essere premio della caccia.


alfine
i

Ma

Cureti furono

quello di arsi

vinti per opera di Melegro. Calpso [Calypso] colei che


celata [y.oikTZ'z celo] ninfa figlia di Atlante, che viveva nell'isola di Ogigia, a

Cosi

2 gennaio

dice-

va die quarto [ante] Nonas Januaras [IV Non. Jan.], oppure ante diem quartum Nonas Januaras \a. d. IV Non. Jan.].

18 giorni di viaggio dall'isola dei Feei. Essa accolse


ospitalmente Ulisse, reduce da Troia e, dopo avergli

7 gennaio

si

diceva die

septmo [ante] Idus Januaras

oppure ante diem septmun Idus Ja[a. d.

[VII

Id. Jan.],

promessa perpetua giovinezza ed immortalit, lo ritenne sette anni legato dall'amore;


poi, per volere degli di, fu costretta a lasciarlo Ubero.
xctXXuvT'iQpia]

nuaras

VII Id. Jan.].


si

ma

16 gennaio

diceva die

decimo septmo [ante] Kaendas Fehruaras [XVII Kal.


Febr.],

Callintrie [T
festa
di

oppure decmum septmum Kalen[a. d.

ante

diem-

purificazione, in onore di Athna. Si cele-

das Fehruaras Kal. Felr.].

XVII

brava in Atene, nel 19 Thargeline [maggio-giugno], e consisteva nella spazzatura


dell'Eretto,

Calidne [Calydon] citt dell'Etlia, che fu poi in odio

n tempio

di

GAL

68
e gener due
figli:

Athna Polide. Era dunque


la

AcarnII,

la festa della scopatura

nio e A mf Otero.

[zaXiivsiv

abbellire

con

Callisto

[Callisto,

409-

scopatura].
[xa,

Callope [Calliope, V, 339],


colei che Jia bella voce
"kc,

=
le

bello, 64

=
alla

495] la bellissima [xXXiaxo(;= bellissimo] figlia di Licane, re di Arcadia, era

voce]

fra

nove Muse, quella


poesia

che

presiede

epica. [V. Muse].

una ninfa cacciatrice, compagna di Artemide. Quando Giove, dopo l'incendio universale suscitato da Fetnte, visit l'Arcadia per ridare ad ogni cosa la vita e l'aspetto primitivo,

Calliptera [xaXiTrTwp] la fanciulla die ha bel padre


[xaX? bello, 7raT7]p padre], era figlia, sorella,

incontr
meriggio,
ftto

CaUisto
si

moglie e madre di atlti. Un giorno voUe condurre


lei

che, nel era ritirata nel


e,

di

una boscaglia
sotto
il

stessa

il

figlio

Pisidro

tenendo

capo

la

alla celebrazione dei giuo-

essendo vietato l'intervento delle donne, si travest in abito da yupi.chi,


volotic;

ma

fartra, riposava sdraiata su l'erba. Innamoratosene,


.

prese l'aspetto di Artemide. La ninfa, tratta in inganno,

[maestro di ginna-

stica], e
il

vedendo vittorioso

figliuolo, per l'allegrezza, spezz lo steccato e abbracci il figlio. Scoperto ch'era donna, fu assolta dal giudice, in premio della nobilt del suo casato, ma fu ordinato d'allora che an-

avvicin e Giove, svelatosi, la costrinse, contro voglia, a cedere al suo amore. Artemide, scendendo dal monte Menalo, in
gli si

Arcadia, col coro delle ninfe cacciatrici, ebbe un certo sospetto della ninfa e, sco-

perta poi la colpa, le co-

che
si

maestri di ginnastica presentassero nudi nei


i

mand

di tuffarsi nelle ac-

giuochi.

que di un rivo, che scorreva limpido in un denso


bosco, rimprover la ninfa e l'allontan, perch noE

CaUroe

[Callirhe, IX, 414] la fanciulla dalla bella corrente [yiccXQ bello, po-^

contaminasse
Giunone,

il

sacro fonte.
contro

corrente] figlia di Achelo, fu seconda moglie di Alc-

irritata

mene,

figlio

di Amfaro,

CaUisto, la tramut in orsa; Giove la trasform nella

ma

69
costellazione dell'orsa
giore.

CAN
tonus: era rosso o bianco
nero], con di cor-

mag-

Da

Callisto e

da Gio-

[secondo
regge.

altri

ve era nato rcade. [V. ivi]. Calzatura. In Grecia, si andava spesso in casa, e anche per le vie, a piedi nudi e, quando il Greco aveva la
calzatura, la deponeva, nell'entrare nella casa propria
altrui.
rico, la

un doppio ordine
I

magistrati
il

ado-

peravano
dei

muTlus, una calzatura simile al calceus


patrizi.

Una

speciale

calzatura militare, sotto


l'impero, era la caliga, formata da una suola forte

tempo omecalzatura formata


iTel

da una semplice suola, attaccata con correggiuole, pi tardi si ebbe il sandalo, con corregge cucite, indi una forma di scarpa che copriva tutto
si
il

con chiodi e da un ordine di corregge, che fasciavano


il

piede.

[V.

Yesti].

Ca mbte [Cambes ]

principe

della Lidia, era divorato da fame insaziabile. Coricatosi

piede, e dopo
gli

con sua moglie,


e poi
si

la divor,
il

adoperarono
fino

stivali

uccise per

dolore.

alti

al polpaccio,

ma

Camne [Camnae
434]

Camoe-

aperti davanti e legati da stringhe. Le calzature erano

nae, antic. Casmnae,

XIV,
le

sono

le

cantanti,

generalmente di cuoio. 1 Bomani ebbero in generale le

vaticinatnci [cano canto] identificate a Eoma con le

medesime

calzature.

Muse

Essi deponevano i sandali nel mettersi a tavola, e li

greche. Erano divinit italiche che presiedevano al canto.


figlia

riprendevano dopo
zo.

il

pranscarpa

Camilla [Camilla]

di

La forma

di

pi ordinaria era la sla; pi distinto era il calceus,

Mtabo, re della citt volsca di Priverno. Educata


alla corsa, alla lotta e alla

che era legato con corriI patrizi adoperagae.

caccia, divenne seguace di

Diana.
tro
dei

KeUa guerra
ella

con-

vano

il

calceus patricius di

Enea,

combatt
cadde poi

pelle rossa, che giungeva fino al polpaccio, ed era

come
per

alleata di Turno, re

EtuU,

ma

fornito di gancetti e di una mezza luna di argento o di


avorio. Quello dei Senatori si cbiamava calceus sena-

mano

di Arunte.

Canato fontana
neUa

di

KupHa,

quale Giunone, bagnandosi ogni anno riac-

CAI?

70
guardia a Europa sform poi nella
zione omonima.
e
tra-

le

quietava la sua verginit; donne di Grecia vi si re-

costella-

cavano

con

la

medesima
dei 12

speranza.

Cos
zio

[Chaos,

I,

5-88]

lo spa-

Cancro [Cancer] uno


dello

segni Zodiaco, granchio che, per comando di Giunne, morse il piede a rcole, mentre recideva la testa all'Idra di Lerna. Ercole l'uccise, e Giunone lo trasform in questa costellazione.

il

mi apro]

spalancato era

[xoctvo)

una massa

informe che conteneva in


s, confusi e discordi, tutti gli

elementi

dell'immensa

Canfore [Canephorae]
tatrici

por-

giaceva nel suo peso inerte; ma poi un qualche dio benigno compose la discordia degli elementi cozzanti fra loro e
li

natura.

Esso

di

canestri

= canestro,
vergini

porto] 9spo) ateniesi che, nelle

[xavouv

colloc in posti distinti e ben determinati. La luce


te pi alta, la terra

feste Panatene,

accompa-

e l'etere occuparono la parsi ab-

la processione; portavano sulla testa un ricco canestro, contenente

gnavano

bass per la sua gravit e trasse seco i corpi pi pesanti, intorno le flu l'Oceano, cingendola in
plesso.
cielo,

gli

arredi sacri: ufficio

al

quale erano ammesse soltanto le fanciulle di famiglie illustri. [V. Panatene}.

La

terra,

un amcome U

Cannte [Oanens, XIV, 320-

340] la cantatrice [cano canto] ninfa bellissima, nata sul Palatino, dal dio Giano e da Yenilia. Col fascino
della sua voce,
tra-

fu divisa in cinque ogni parte, dischiusa zone, e sviluppata in tutta la sua bellezza, fu popolata da esseri viventi: i numi ebbero
la loro vita negli astri
[I,

5-88]. L'ultimo vivente, apparso a popolare la terra,

scinava le selve, i sassi, e arrestava il corso dei fiumi.

fu l'uomo. [Y. Giapto]. Capano [Capanus, IX, 404]


[KaTiavsf;]

Divenne
Cancola

moglie

di

Pico,

uno

dei

sette

al quale gener

Funo.

principi che presero parte

[Oaniciila] costella-

aUa spedizione contro Tebe,


sotto la guida di Adrasto, per rovesciare dal trono Etocie e rimettere il fra-

zione del Cane; appare nel periodo di forti calori. il

cane che Giove diede per

-- 71
tello

GAP
che, pi o meno direttamente, non abbia U suo modello nell'antichit.

l'assalto

di lui, Polinice. Keldi Tebe, Capaneo


sulle

moderna

mont

mura

e,

con

audacia temeraria, grid che neppure i fulmini di Giove lo avrebbero respinto. Allora la folgore di Gio-

ve

lo precipit dalle

mura,

e tutto
tatosi,

l'esercito,
si

spaven-

Capelli

diede aUa fuga. dai [capillus]. Sin


di

I capelli neri erano comuni, si ritenevano pi pregiati i biondi e, per renderli tali, si adoperavano spesso mezzi artif,ciali. Per reggere i capelli, si usavano nastri, bende di stoffa o di cuoio,
cuffie,

reticelle,

cerchietti

tempi

Omero,

la

ricca

capigliatura fu

un

bell'or-

namento per l'uomo

e, nella i capelli inanellati donna, sono spesso lodati dai poeti

tragici. al

In Atene dur

fino

tempo

delle guerre per-

siane il costume cbe gli uomini portassero la capigliatura intera, che si rannodava sul capo in un nodo, tenuto fsso con uno spiUo.

capelli dapprima portavano lunghi come la barba; si cominciarono a tagliare verso il 300 av. Cristo, quando a Eoma vennero i primi barbieri dalla Sicilia. Pi tardi, l'acconsi

di metallo, ecc.

Eoma, i

ciatura dei capeUi divenne, a poco a poco, costume generale. Il portare il capo
del tutto raso era riservato
agli schiavi.

guerre persiane, fanciullo, quando entrava nella giovinezza e diveniva efbo, si faceva tosare i capelli, che offriva a qualche divinit del luogo. L'acconciatura dei capelli divenne, a poco a poco, costume
generale,

Dopo

le

il

Anche le donne comuni adoperavano innu-

merevoli acconciature di capelli. Koti erano profumi,


belletti, spilloni, nastri, par-

rucche e
i

il

riccioli

modo di formare con apposito fer-

come

quello di ra[V. Barba].

ro, ealamistrum. Cos in Grecia come a Eoma, i cit-

dersi la barba.

tadini

non portavano

ca-

Molto pi ricercata era, naturalmente, la capigliatura


nelle donne; belle e multi-

pelli del tutto rasi,

che era

costume imposto
vi,

agli schia-

formi capigliature erano note alle

tagliati pi o meno corti, secondo la moda e il

ma

v'

donne greche, e non forma di capigliatura

gusto personale.

Cappelli [V.

Vesti].

CAB
Cariddi [Oarybdis, YIl, Xm, 730-731] mostro
viveva sotto una rupe,
la

72
63;
clie

do]; Thala, la prospera

sul-

[0XX6) = verdeggio, Qcia. = la prosperit]. Erano ami-

punta

est

della

Sicilia,

sullo stretto, non lungi da Scilla, altro mostro clie abi-

che delle Muse, con le quali abitavano l'Olimpo, accom-

pagnavano Afrodite,

Pito

tava in una caverna, sulla


costa della Calabria.
Cariddi, tre volte al giorno, inghiottiva e poi ridava le
le

[dea della persuasione] ed

Ermete. Si rappresentavano

acque del mare e, con esse, navi che vi si trovavano.

Capricrno [Capricornus]
il

decimo segno dello Zodiaco, composto di 28 stelle, disposte in modo da raffila capra allatt Giove

un gruppo di tre vaghissime fanciulle, dall'aspetto fiorente, virgineo.e amabUe; loro attributi erano strumenti di musica, mirti e rose. A Eoma erano chiamate le Grazie [Gratiae],
in

Carmenta [Carmenta
mentis]
la

o Carera

gurare una capra:

Amalta, che bambino, fu portata in cielo e mutata in questa costellazione.

men
le

profetessa [Carcol quanel


di-

canto profetico]
di

madre
Lazio.

Evandro, venne dall'Arcadia

Eu

onorata come
e,

Secondo

altri,

un capro
il

vina veggente
sacrario, presso

ai

piedi

discendente da Egipane,

del Campidoglio,

aveva un

quale era stato allevato con Giove sul monte Ida e aveva combattuto per lui contro i Titni; o il capro in
cui lo trasform il dio Pane nella guerra dei Titani.

una

porta

Carmentle , ove il giorno 11 e 15 di gennaio, si celebravano feste in suo onore dette perci Carmentli .
lei

detta da

Cariti

[Xpi.Ts<;]

erano

tre
della

Carnte [Charon]

figlio

del-

venust, dee, grazia e della vita gioconda, figlie di Giove e della ninfa

della

l'rebo e della 3>rotte, il canuto nocchiero dell'Inferno, ch.e trasporta al di l del fiume infernale le anime

Eurnome. Esse si chiamavano: EupJirosne, la benevola [sucppcov =


oceanina
benevolo: 5

= bene, =

9piQv

dei morti, e prende come prezzo del nolo un bolo,


,

ch,e i

parenti ponevano
del

in

animo}; Aglia, la splendida [yXac splendi-

bocca

morto,
il

perch
tragitto.

potesse pagare

73

CAS

Casa. In Grecia, Le prime abitazioni costruite dai Greci

Veniva poi

la terza parte

della casa, che serviva per la vera e pi intima famiglia,

furono capanne, di forme diverse, secondo la varia natura del paese. Al tempo omerico, il palazzo del Ee, e cosi le grandi case signorili, si

chi locali. Vi

e constava di parecsi entrava dal

(xyapov a traverso un piccolo corridoio, e si giungeva a una sala a pianter-

componevano

di tre

parti. La prima, destinata alle occupazioni della vita

reno, dove stavano durante il giorno, le donne della

famiglia e le ancelle. Ai
le

lati,

comune
gli
[auXv)],

e alle relazioni con


il

camere da

letto

delle

estranei, era a cui si

cortile

accedeva

la

ancelle e altre camere; ma camera nuziale della cop-

daUa strada, per una porta a due battenti, e aveva nel mezzo l'altare a Giove e,
intorno,

pia reale, il OXafxo? nel senso stretto della parola, era forse al fondo deUa gran
sala
delle

magazzini,

stalle

donne;

mentre,

per i cavalli, camere da letto per i servi. Seguiva poi la seconda parte, la vera casa
della famiglia; ivi si apri-

in
la

superiore, si trovavano altre camere per

un piano
famiglia

va un porticato a colonne,
l'atrio

merici, ci
dei

che, nei canti o riferito come il


il

del principe. nelle linee geQuesta era, nerali, la forma di un palazzo reale nei tempi omerici.

luogo dove sedeva


siglio

consi

prncipi;
si

poi

entrava in

un secondo

atrio

Kei tempi storici, in una grande casa completa, passata la porta, si entrava in

preparavano i letti per gli ospiti che pernottavano a casa. Si accedeva quindi alla vera abitazione del principe, cbe constava della sala per gli uonaini [{xs^apov], cbe era ancbe sala da pranzo, deUe camere delle donne, deUa camera nuziale e della stanza deUe armi e del tesoro.

chiuso, ove

un androne,
trovavano dei
domestico:
in
si

ai cui lati si
locali per uso accedeva indi

un

cortile

aperto,

cir-

condato
[il

da un colonnato

peristlio

TrspKTTXiov].

Seguiva una casa aperta, che aveva da un lato la

camera da
tori,

letto

dei geni-

e dall'altro quella delle figlie; vi erano poi locali

CAS
pi grandi per le ancelle e altre stanze, adibite a vari
li

74

cumenti, denaro, e riceveva persone estranee. Il tablino si trovava fra Vatnum


le

usi della famiglia, delle quaalcune, collocate nell'interno, con l'ingresso su la strada, servivano conie bot-

il

peristylum: rappresen-

teghe. Il recinto della casa era poi chiuso, nella parte posteriore, da un giardino.

tava il locale pi importante della casa, e spesso aveva il pavimento a mosaico finemente lavorato.

AUa

destra del tahlmum,


piccolo

si

apriva un

A Roma,
dei

andito,

La

casa

romana
com.

fauces,
si

tempi

storici era

per cui dall'atrio passava al peristylium,

posta di tre parti principali: atrum [spazio anteriore

spazio scoperto circondato da colonne: nel mezzo si

in

tahlmum

coperto], [locale di mezzo


pericir-

parte

apriva
qua,

un

serbatoio di acnel
portico

piscina;

interamente aperto],

stylum [cortile scoperto

che girava intorno al peristilio sboccavano diversi locali,

condato da colonne].
L'atrio era
drilatero, tetto che

di di

cui

alcuni

[nella

uno spazio qua-

casa

Pausa a Pompei

coperto da un aveva nel mezzo

sono a sinistra] servivano

la

un'apertura, compluvum, quale lasciava passare,


oltre
il

come camere da letto, e uno pi grande [nella casa


Pausa a destra] era da pranzo, triclinum, con qualche cameretta annessa, ove si condi
la

fumo,

anche

la

sala

pioggia; sotto questa apertura, nel pavimento, vi era

una parte infossata, che raccoglieva l'acqua, e


si

servavano

gli

utensili

e,

chia-

mava impluvum.
all'atrio si

Intorno aprivano varie

in alcune occasioni, nivano i giocolieri e


che,

si riui

mimi

dopo

il

pranzo, dove-

camere, cubicula, Nell'atrio si entrava per mezzo di

vano divertire i convitati. Dal peristlio, a traverso un


angusto passaggio,
si

un androne

stretto, vesti-

pote-

bulum; in fondo aU'afnwm vi era il tablinum, la sede del padrone, ove egli trattava i suoi affari, studiava, scriveva, custodiva libri, do-

va uscire su
rale.

la strada lateil

Dietro

peristlio, in

situazione simmetrica al tablino,


si apriva il salotto migliore della casa, oecus,

75
clie aveva, a sinistra, la cucina con locali annessi e,

non mantenne
il

GAS
la

promessa,

alla destra, altre

stanze adigiar-

dio, fece si che nessuno credesse ai suoi vaticini.

bite a vari usi di famiglia.

Avendo predetto

ai Troiani

Veniva poi un gran

dino, viridarum, che chiudeva il recinto della casa.


Il

pavimento, nel periodo


battuto,
spianato,
si lastric

che la guerra sarebbe andata male per essi, fu derisa e trattata da pazza. Presa Troia, Cassandra, che si
era rifugiata nel tempio di Atena, fu strappata e ol-

pi antico, era fatto di ce-

mento
strati;

con frantumi e cocci incapi tardi

traggiata da Aiace di Oi-

con lastre di marmo bianco a vari colori, tagliate in

Toccata come preda ad Iq segu a Micene, ove fu uccisa da


lo.

Agamennone,

forma triangolare, quadrangolare, esagonale [pavimen-

Chtennstra, mentre Egisto uccideva Agamennone.

um seetl]] poi si ebbe il pavimento formato di grandi pietre, tain forma quadrata e gliate collocate in linea parallela,
di tavolette

Cassiope [Cassipe] moglie


di

Cfeo re di Etipia e

modo

di scaccMera [pa-

madre di Andromeda: da lei una costellazione fu chiamata Cassiopa. Cassiopa [Cassiopea] la


costellazione neUa quale fu trasformata Cassope, madre di Andromeda. [V. Costellazioni'].

vimentum
tempi

tesselldtum]. In posteriori, si intro-

dusse dall'oriente a
l'uso del

Eoma

saico

pavimento a moIpavimentum mus-

figure geometriclie, svariatissime, formate con pezzettini di marmo, di

vuml a

gata^ di nice, di vetro e

Castlia [CastaHa, in, 14] fonte sacra ad Apollo e alle Muse, le cui acque servivano per le purificazioni ed espiazioni, che i pellegrini
facevano, prima di entrare nel tempio di Delfo, a consultarvi l'oracolo
zia.

Cassandra [Cassandra]
ta
la

di altre pietre preziose. det-

ancbe Alessandra,
pi bella delle figlie
il

era
di

deUa Pi-

Priamo. Aveva ottenuto da


Apollo

Castore [Castor] uno dei Discuri, figlio di Giove e di Leda, fratello di Polluce.

dono

della

pro-

fezia, lo amasse,

a condizione ch'ella

ma

poich essa

[V. Biscuri].

CAT

76

Catapulta [catapulta] grande maccliiiia da guerra,


presso i Eomni, clie tirava in linea retta solo giavellotti Ideilo lancio], mentre le balliste tiravano ad

Pandine,

il

quale era
il

fi.

glio di Eretto:

fanciullo
fu

serpente, che da
affidato
alle

Athna
di

figlie

C-

crope, perch lo allevassero, e fu poi re di Atene, la cui

arco pietre e frecce di gran


peso.
[V. Ballista].
i

rocca [Cecrpia] fu fondata

Presso
simili si
"Kzic,,

Greci,

macelline

da Ccrope. Cfalo [Cephlus, VI,


figlio

chiamavano ^u^s-

di

Hermes

681] e di Erse

Xo),

xaTaTTsXTai [xaTa-7rXlancio].

o Bione, spos Procii, figlia di Eretto. I due sposi


si erano promessa perpetua fede; ma os Q' Aurora ] innamoratasi di Cfalo,

Cebrne

[Cebren,

XI, 769]

fiume nella Trade: come


dio fluviale, era padre di nome e di Espria, la

lo rap e,

per staccarlo da

quale fu amata da saco. [V. saco]. Ccrope [Cecrops] il pi antico

Procri,

con volto mutato, lo mand da lei e la fece richiedere di amore. Procri,


senza
sent,

re autctono

dell'At-

tica, figlio della Terra, raf-

ma quando

riconoscerlo, accoiiCefalo si

figurato

met uomo

met

serpente. Fond Atene, costru la rocca, che fu detta

fece riconoscere, ella fugg a Creta, ove cacci con

Cecrpia , divise gli abitanti in 12 trib e introdusse la civilt e il


lui

da

culto di Giove e di Atbna; sotto il regno di lui Atbna e Poseidone


la
si

disputarono
della
citt.

Artemide, ed ebbe da lei una lancia, che non falliva mai, e un cane veloce come il vento. Tornata poi nell'Attica, fu alla caccia con Cefalo, senza essere riconosciuta da costui.
Egli le chiese la lancia e il cane e, in cambio, le profece riconoscere,
il

protezione [T. Athna].

Cecrpia

[Cecropia, VI, 70] detta Pllade, protettrice di Atene; altrove chiacosi la rocca di Atene,

mise di amarla. Procri si e poich entrambi avevano violato

mata

fondata

da Ccrope.

giuramento di fedelt, tornarono a vivere di accordo.

Cecrpd [Cecropdes] sono Prcne e Filomla, figlie di

Ma un

giorno in

cui

Procri, per gelosiai di Eos,

77
segu
sui

CN
Un'altra invece narra cbe

di nascosto Cefalo, monti, questi, creden-

dola

una

fiera, la

uccise con

la lancia infallibile.

Ceo

[Oeplxus, Y, 12] re dell'Etipia, marito di Cassiope e padre di Andromeda,


elle
eh. 'egli

avvenne nei campi di Enna, in Sicilia. IS'ei dintorni del Cefso, Teseo avrebbe ucciso il famoso
ci

aveva promessa
Fineo,

bandito Procste. Cice [Ceyx, XI, 410-748] re di Tracbine, neUa Ftitide,


in Tessaglia,
fero
figlio di

a suo fratello

ma

Luc-

dette poi a Perseo, il quale l'aveva liberata dal mostro marino, a cui era
stata esposta, onde deriv una lotta terribile tra Perseo
e Fineo [V, 1-235]. Ofeo fu trasformato poi in una costellazione. [V. Andromeda]. altro Cefeo era re di

e fratello

di Ddalo.

Spos Alcine [v. m], e con lei fu mutato in uc[astore o gabbiano o, secondo Ovidio, alcione mascMo]. Clmi [Celmis, IV, 282-283] fu custode di Giove, quando questi era bambino, e fu poi trasformato in diamante.
cello

Un

Tega, nell'Arcadia, argonuta, padre di venti figli. Mor in una spedizione con
rcole, contro Lacedmone. Una sua figlia fu Strope.
[V. SUro'pe]. Cefisio [CepMsus,

Cneo [Oaenus, XII, 189209; XII, 459-535] figHo di lato e di Ippa; era stata

HI, 351]

Karcso, figlio di Oefso,


[V.
ivi'].

prima una vergine di nome Cnide, la quale, amata da I^ettuno, gli cbiese in compenso cbe fosse mutata in

Cefso

[Oephisus,
elle

III,

19]

un uomo
cinghiale

invulnerabile.

fiume

nasce nella Fcide, entra nella Beozia e, passando al nord di Atene, sbocca nel porto di Falere:

Prese parte alla caccia del

aUa Calednio, spedizione degli Argonuti e aUa lotta fra i Centauri


e i Lpiti, alle nozze di Piftoo. Quivi i Centauri,

come dio

fluviale, di Karcso.

padre

Secondo una tradizione,


Plutone, Cefso sarebbe disceso nell'averno,

conoscendolo invulnerabile,
lo

presso le rive del

fecero morire, seppellendolo sotto un enorme

dopo aver rapita

muccbio di troncM di alberi


e di pietre.

Prosrpina.

GEN
Altri raccontano clie fu

78
mue 50 teste. Essendosi mostrati ostili al padre, furono

tato in uccello.

Centauri [Centauri,
di cavalli
[xsvtsiv

II, 636] cacGatori di tori o incitatori

da
bili

lui

caverne,
di

precipitati in orrinelle viscere

gere, Tocupo;; toro], avevano la figura di uomo dal

pun-

della terra.

Ma,

dagli

OUmpii,

tratti poi aiuta-

petto in su, nel resto del

corpo avevano la forma di


cavallo.

rono costoro nella guerra contro i Titani e, quando questi furono abbattuti, gli
di
li

affidarono ai Centili

Secondo la leggenda, erano nati da Issine e da una nube [IsTefle], clie Giove aveva formata con le fattezze di Hra, di cui quegli era innamorato. Vivevano

mani, perch
nel Trtaro.

custodissero

Ceo

[Coeus, VI, 185] uno dei Titni, padre di Latna, cb'egli gener con la Ti-

tnia Tebe.

nei bosclii e sui monti della


Tessaglia.
Piritoo,
IsTeUe
figlio

Cermbo
353]
sul

[Cerambus,

VII,

nozze

di

di

Issine,
i

veccMo cbe abitava monte Otri, nella Tesl'i-

con Ippodamia, avendo

saglia: essendosi ritirato sul

Lpiti, nell'ubbriacliezza, insultata la sposa, i Cen-

tauri ne fecero strage. Pi


tardi, apparve mitigata la loro rozzezza e ferocia, e

Parnaso, per sfuggire nondazione del diluvio DeucaHne, fu mutato

di

in

uno
237;
pro,

scarabeo.
[Cerasta,

Cerasti

X,

220-

fecero parte del seguito di Dioniso, dinanzi al cui carro

i cornuti']

erano popoli
Ci-

ferocissimi, dell'isola di
i

suonavano il corno e la lira, guidati da ros, insieme coi Satiri, con le Mnfe e Con
le Baccanti. Il principale dei Centauri

quali sgozzavano a
gli
ospiti.

tradimento

ciascuno di loro spunt in fronte una coppia di corna.


Afrodite, che aveva culto
col, sdegnata ddla ferocia di quel popolo, voleva ab-

Chirne. [V.
stri dalle

ivi].
i

Centiiuani [Oentimni]

mo-

cento braccia [cen-

bandonare quelle

terre,

ma
abi-

tum manus] Cotto, Briaro, Gi, figli di Urano e di Ga,


fratelli dei Titni e dei Ci-

poi prefer punire gli tanti, convertendoli in

tori.

Crbero

clopi.

Avevano 100 braccia

[Cerbrus, IV, 450] cane ferocissimo, con molte


dotato di voce terriche stava a guardia della porta dell' Averno. Era stato generato da Tifne e da Echidna. Pi tardi, fu rappresentato con tre teste e fornito di coda e di creteste,
bile,

TOdanno
biade.
ch'essi

GHE
Si

recano alle diceva che fos-

sero state istituite in Grecia [v. Tesmofrie} da Tritt-

lemo, in memoria della dea

Dmetra

[v.

Crere},

la

sta di serpente.

quale aveva insegnato a coltivare il frumento e a fare


il

Ercole, con il permesso di Hdes, lo trasse dall' rebo,

pane.
le feste

In Eoma,

duravano

stringendogli la gola e le-

gandolo a una catena; poi, fattolo vedere a Euristo


[fu questa la 12 fatica], lo ricondusse all'rebo.

otto giorni, durante i quali era prescritta l'astensione

memoria

dal vino e daU donne, in della severit dei

Cercine
\Y.

[Oercyon] tiranno di Elusi, padre di lope.


Alope].

costumi della dea: non si mangiava che la sera,, perch la dea, nel ricercare la
Prosrpina, ch'era stata rapita da Plutone, non aveva preso cibo, se non
figlia

Cercpi [Cercopes, XIY, 90100; KpxwTcs?] popolo rapiace,

fraudolento
[xpxcot];

giuro

sper-

dopo

il

tramonto del

sole.

astuto]

Le matrone
fiaccole

v'interveniva-

che viveva nell'isola di Pitbecsa [oggi IscMa]. Giove li mut in scimmie.

no, vestite di bianco, con


accese,

dare

le

tede

per ricorche Crere

ApoUdoro ce

li

presenta

aveva accese

al cratere del-

come
tri

folletti giocosi e scal-

che, presso

Efeso, fu-

l'Etna, quando era andata in cerca deUa figlia.

rono incatenati da Ercole, il quale poi, dilettato della loro arguzia, li avrebbe lasciati liberi [xpxoij;

Crere

[Ceres,

V, 341]

divi-

nit italica, identificata con

= scim-

Dmetra,
delle

dea protettrice biade e dell'agricol-

mia daUa lunga coda;


xo? Cereali
si

xp-

tura in genere. [V. Dmetra].

coda].
[Oereala] feste che

Chelna
gine,

celebravano a Boma, il 12 o il 13 aprile, in onore


Crere,
nelle

[XsXwvt;] la testugera una ninfa che,

di

quali

si
il

immolavano

porci,

per

per orgoglio, non volle intervenire aUe nozze di Giove con Giunone, a cui erano

CHE
stati invitati tutti gli di,
gli gli animali, anzi os motteggiare ardi-

80

mera [CMmaera = Chimera,


fero

uomini e

Chioma
Chone

produco]. di Berenice. [Vedi

tamente questo
nio.

matrimo-

Costellazioni}.

Mercurio la precipit in un fiume, insieme con la casa e, mutatala in testuggine, la condann a portarsi su la schiena la casa, che non aveva voluto
lasciare, per intervenire

[Chione, XI, 291-327] bellissima fanciulla Tracia,


figlia di

aUe
suoi

DedaUne, fu amata da Mercurio, da cui ebbe U figlio Autlico, e da Apollo, che la rese madre del musico Filmmone. Superba della
sua bellezza, os vantarsene,
disprezzando Diana, la quale la uccise

nozze,

essere

sempre

muta,

in

pena

dei

motteggi.

con una

freccia.

Chre

personificazioni della morte nei suoi modi


{Xripri']

Chirne

[Chron,

II,

630;
di
la

particolari, mentre Tinatos la morte in se stessa.

VI, 126] centauro, figlio Crono, il quale, presa

Sono vestite di
chiati di sangue

abiti

mac-

umano, si come uomini vivi, aggirano


infuriando nella battaglia, e assalgono, feriscono, trasci-

forma di un cavallo, lo gener con EiUira. Era anche lui, come i centauri, met uomo e met cavallo: resa mite l'indole sua, divenne
educatore
store,

di

Achille,

Ca-

nano i morti per il campo. Kel mito, Chere figlia della


IsTotte e sorella di

Polluce,

Amfiaro,

Thnatos

Esciilpio. Quest'ultimo gli fu affidato da Apollo, che

e di

Tpnos

[i

sogni].

l'aveva generato con la ninfa Coronide.


[V.
ivi].

Chimra

[Clumaera, IX, 647648] mostro favoloso della Licia, nato, secondo Esiodo, da Tifne e da Echidna.

Quando Ercole
centauri e
li

scacci

insegu fino a
si tro-

Mola, durone, che

Aveva
fuoco.

la testa di leone, il di capra e vomitava corpo

vava

quivi, cacciatovi dai Lpiti, fu da lui ucciso con


intriso del veleno
dell'idra

Fu

uccisa da Belle-

un dardo,

rofnte.

di Lerna.

Ghimerfera

[Ohimaerifra, YI, 339] detta la Licia, perch in questa regione

Secondo Ovidio, fu posto da Giove fra le costellazioni, ove egli forma quella del

nacque e fu allevata

la Chi-

Sagitt^o.

SICiane [Cyne] ninfa amata da Anpo. Essa abitava nella

GIO
Galli; nella Frigia

mavano
il

Siracusa.
l

fonte omonima, presso Quando pass di Plutone, col coccMo su

suo sguito era formato dai Coribnti [v. imi; nella Tracia aveva un gran cul-

to sulle pendici del

monte

cui

aveva rapita Persfone, ella si oppose al transito del dio. Plutone, con un
colpo
dello

Ida [Madre Ida], ove i suoi


sacerdoti

erano

Bctyli.

scettro

bifor-

KeUa Grecia, sede del culto di Ebea fu Creta: il suo srti, confusi

cuto, apr nel fondo della

fonte

un varco aU'Averno;

guito era formato dai Cupi tardi con i


Coribnti.

Ciane per dolore della rapita Persfone, s mut nell'acqua della fonte.

Eoma,

Cibele cominci a

essere onorata, al

Ancbe nel fiume Anpo

essa

Annibale, ed ebbe

tempo di un tem-

manda un suo ruscello. Cible [Cyble, Ku^Xy)] dea frigia, identificata dai Greci con Eba, moglie di Crnos, e dai Eomani con Ops, moglie di Saturno. Ebea

pio nel Palatino: le si offrivano sacrifici di tori \Taurobolia'],

di

montoni e di

capre. Cibi. [V. Pasti}.

era

una titna, nata da Urano e da Ga; fu moglie di Crnos e madre degli


di

Ciclopi [Ciclopes, I, 259] erano giganti cbe avevano

un occMo

nel centro della

fronte [xxXoc;

olimpu [Giove, Plutone, l^ettno. Vesta, Dmetra,


Giunne], e detta perci la

= occliio];

giro,

&^

Pronte, Strope,

magna

mater.

A Creta,

tori Giove, sul


lo nascose,

monte Ida

pare

Arge, figli di Urano e di Ga, fratelli dei Titni e dei Centimani. Diedero il trono a Giove, e fabbrica-

per sottrarlo alle


ivi'].

vano

le saette;

ma, essendo

insidie di Cronos. (Y.

avversi al padre, furono ancb'essi riposti da lui nelle profonde caverne della terra e tenuti poi con catene da Crono, fincb Giove li liber e li tenne al suo servizio.

In

riti asiatici,

quest'isola, introdotti i essa fu confusa

con Cibele

frigia, la quale, nell'Asia Minore, era vene-

rata con riti orgiastici. Cibele era onorata nella


Galzia, ove
i

suoi sacersi

Cconi

doti erano evirati e


8

cbia-

XV,

[Cicnes, VI, 710; 313-314] popolo deUa

Stano, Dizionario i miti

e leggende.

CID

82
fiume Hebrus [oggi Malaorime, e form lago che- prese il
lei.

Tracia, clie abitava lungo


il

un

altro

nome

da

ritza], le cui acque rendevano di marmo ci clie toc-

Entrambi furono muta-

ti

cavano, e quindi anche le viscere di coloro che be-

da Apollo in cigni. terzo Cigno [XII, 71145], figlio di Poseidone e

Un

vevano di

esse.

di Clice, fu re di Coine,

Cidppe [Cydippe] sacerdotessa di Hra, madre di


Clobi e Bitne. [V. Bitne']. Un'altra Cidippe era una
fanciulla ateniese, che
mio}.

neUa Trade. Fu chiamato


Cigno dai pescatori, che lo trovarono abbandonato su
la

and

riva del mare, perch avevano veduto volare verso di lui


coi

sposa ad Aconzio. [V. Acon-

un

cigno. Insieme
figli,

suoi

due

Tenete
in

Cigno [Cycnus,

II, 367-380] re dei Liguri, figlio di Stndo, era amico e parente di

ed Emita,
aiuto
dei

egli

venne

Troiani,

nella

Mentre piangeva morte di lui, colpito dal fulmine di Giove [v. Fetonte], fu mutato da Apollo in cigno e, non osando fiFetnte.
la

guerra di Troia: i due figli furono uccisi da Achille ed egli, dopo aver ucciso mille

uomini, poich era invulnerabile, fu strozzato con


la

coreggia

dell'elmo.

Da
in

darsi dell'alto cielo, per odio al fuoco, e temendo il ful-

Poseidone
cigno.

fu

mutato

mine

di Giove, voUe vivere nei fiumi e negU stagni. Da

CUaro

[Oyllarus, 'XII, 393-

Apollo

fu

trasformato

in

costellazione.
altro Cigno [VII, 371382], figlio di ApoUo e di

428] centauro giovanissimo, che prese parte con gli altri centauri aUa lotta contro i
Lpiti,

Un

neUe nozze di

Pirle

too con Ippodamia. Fra

EOria, era cacciatore e abitava neUa Beozia. Irritato

donzelle, solo la bella Ilnome aveva ottenuto il suo

perch l'amico EUio non

amore. Quando

Cillaro, in

voUe consegnargli un toro che aveva preso per suo ordine, si gett con la madre nel lago di Conpe, che. da lui fu detto Oicnio ; la

quella lotta, cadde, colpito

madre BQria

si

strusse in

da un dardo, Ilonome si trafisse con lo stesso ferro e mor con lui. CUeno [CiUenius] Hermes identificato con Mercurio,

83
detto
cos,

CIP

peroli nato

allevato sul
nella

monte OiUne,
nord-est
del-

parte

sul quale Latna diede alla luce ApoUo e Diana. Cinzia [Cyntha, II, 465]

l'Arcadia.

Artemide,

detta

cos

dal

Cimitero [sepnlcretnm] luogo dove stanno a giacere i


morti
[xst[jLat.

CyntTius, nell'isola d Delo, sul quale essa nacque.

monte

giaccio].

Cip

[V. Sepoleri].

era

Cinghiale di Calidne, nell'Etlia era

[Oipus, XV, 565-621] un Bomano che, uscendo dalla citt come preto-

struoso,

dezza,

cinghiale moenorme granche Diana mand


il

di

re, si accorse, specchiandosi nel fiume, che su la fronte


gli

erano spuntate le cor-

per devastare quel paese, sdegnata perch Oeno, re

na. L'aruspice predisse che

Calidone, ringraziamento dante raccolta,

di

un

giorno, in dell'abbon-

avrebbe regnato su Eoma; ma egU, opponendosi a questa predizione, copertesi le corna con fronde di alloro,

aveva offerto un sacrifcio a tutti gh di, dimenticando Diana, la quale sola vedeva
negletti

radun
polo, ciassero e

il

Senato e ordin che

po-

scac-

suoi altari. Questo cinghiale terribile fu uci

uno fra loro che aveva in fronte le corna, perch costui avrebbe imposte a

ciso

da un gruppo di

eroi,

Eoma

leggi servili.

capitanati da Melegro. [V.


Meleagro}.

Eivelatosi da se stesso, co-

me
di

colui che

doveva

esser

Cinghiale
abitava
il

Erimnto,

l'altro cinghiale terribile che-

cacciato via, il Senato gli assegn fuori le mura di

monte Erimnto,
Ercole
l'uc-

Eoma, uno

spazio di terra,

nell'Arcadia.
cise,

compiendo una

delle

che poteva essere arato da due buoi in un giorno, e


fece scolpire poi, sulle porte di bronzo, le corna di lui.

dodici fatiche impostegli Euristo. [V. Ercole].

da

Cinira [Oinras, X, 298-475] re di Cipro, dove era ve-

nuto

dall'Assiria

aveva

Cipresso [Cyparissus, X, 106-142] un bel giovine di Go, caro ad Apollo: avendo egli inavvertitamente ferito una cerva sacra aUe
Ninfe, da lui amata grandemente, chiese ad Apollo

fondato Pfo, fu padre di


Mirra. [V. Adone]. Cinto [Oynthus, Yl,

monte

dell'isola

di

204] Delo,

CIP
di poter
il

84
sempre sfogare nel
saglia e la port neUa Libia, ove la citt di Cirene prese

suo dolore, e Apolpianto lo lo converti in cipresso.

da

lei il

nome.

Ba

lei

e da
Ari-

Ciprigna
di

[Cypria] attributo

Apollo nacque
sto.

il figlio

Afrodite [Venere], la quale era nata dalla spuma


del mare, presso l'isola di Cipro, elle era perci de-

Ciris
cello

[Ciris,

Vili, 151]

uc-

marino nel quale


[V.
Scilla}.

fu

trasformata

Scilla, figlia di

dicata a

lei.

[V. Afrodite].

Mso.
cos

Circe

[Circe, IV, 205; 968] la ninfa marina,

Xm,
fa-

altri, l'uccello

Secondo fu cbiamato
purpureo

dal

capello

mosa per le sue magie: era figlia di HMos e di Perse,


sorella di

Ete e di cate.

Fuggita dalla ClcMde, venne in Italia, nel Lazio e si


di Ea, promontorio Circeo. Quivi giunse Ulisse coi suoi compagni, durante le sue peregrinazioni. Circe trasform i compagni di lui in porci e poi, pregata da

che essa, per amore di Minosse, strapp dal capo paterno. Citer [Oythra] isola detta oggi Crigo posta a mezzo[cirrusl

stanzi

nell'isola

giorno
la

della
il

Laconia;

fu

presso

il

celebre per

leggenda

culto e per di Afrodite,

detta perci

Citera ,

che,

presso quest'isola, sarebbe sorta dalla spuma del mare.


[V. Afrodite}.

Ulisse, restitu loro la for-

ma umana.
Essa visse un anno
con
di
Ulisse, poi gl'ingiunse recarsi nel regno di Persfone. Di l Ulisse torn di

Citera [Oytheria, IV, 190 o Cythers, IV, 288]


Afrodite, detta cos
sola di Citer,
culto.
dall'i-

dove

c'era

un'antichissima sede del

suo

nuovo presso
le

Circe, la quarivel le ultime vigli

Citerne [Cythaeron] monte deUa Beozia, aspro, roccioso,

cende che avrebbe incontrate,

prima

di

giungere
ri-

sede delle Erinni. Si diceva che fosse fratello

in patria,

e gli lasci

prendere il viaggio. Cirene [Cyrne] figlia di Ipso o di Peno, era una


fanciulla
il

dell'Elicna, entrambi gi uomini mutati in monti, e

amata da Apollo, quale la rapi dalla Tes-

che avesse ucciso il padre e la madre. Il Citerne noto nella mitologia,

per la caccia

dei

85
leoni

ca:.!

citeroni, per quella di Attene, e percli vi fu


del

Edipo, per ordine padre Laio. [V. Udpo]. Claudia [Claudia] era una Vestale, che rese dubbia la
lasciato

dato alla dea la migliore ricompensa per i figli, questi si addormentarono per

non svegliarsi pi. Clmene [Clymne,


moglie
di

I,

756.

KXu[xsv7]] figlia dell'Oceano,

sua reputazione, per una certa libert di tratto e per


eccessiva cura

Mrope,

re

di
il

negli ornai

Etiopia, ebbe da figlio Fetnte.

HKos
figlio

menti.
la

Quando

Eomani

Clmeno [Clymnus]
Cardys
si

di

Frigia trasportarono statua della dea Cible, la nave, fermatasi all'imboccatura del Tevere, non andava pi innanzi. L'oracolo, consiiltato per questo, rispose cbe una vergine sola sarebbe riuscita a condurre
la

dalla

dell'isola

di Creta:

dice

giuocM dopo il
line.

rinnovasse i olimpici, 50 anni


diluvio di

cbe

Deuca-

Clitennstra [Clytaemnestra] moglie di Agamennone cbe, insieme con Egsto,

Claudia, preg
la

nave nel porto. Venuta ad alta voce


dea Vesta e poi, attacla sua cintura alla

col quale
illecite,

aveva
uccise
lui

rela-

zioni

Agafu poi

cata

mennone, e con uccisa da Oreste.

[V. Oreste}.

nave, le fece proseguire il cammino fino al porto. Ci

a reintegrare la reputazione della Vestale e ad


valse

Clitrio [Cntorum, XV, 322328] lago e fonte neH'Arcadia settentrionale, presso la citt

omonima:

acquistarle razione da
polo.

grande ammiparte
del

acque,

podi

Clobi

[Oleobis]

fratello

il vino, e virt si attribuiva al questa fatto cbe Melmpo, figlio

nausea

bevute, contro

le sue destavano

Bitne, figlio di Cidippe, sacerdotessa di Hra ad

Argo. Quando, in una processione solenne, alle feste in onore di Hera, i buoi non
vollero tirare
il

di Amitane, avendo risanato con erbe, dalle furie di Venere, le figlie di Prete che si erano opposte al culto di Dioniso, butt poi
le

carro, essi,

per soccorrere la madre, lo tirarono per 45 stadi.

erbe in quella fonte, la quale ne trasse il veleno.

Clitunno

[Clitumnus] rinodell'TJm-

Avendo

la

madre doman-

mato fiume antico

GLI

S6
[xktiTc,

bria
cui

rive

erano
le

inclito] le ricclie di

fratelli e delle sorelle [ved.

sorgenti erano venerate come divinit col


pascoli;

Niobe], per avere implorata la clemenza di Latna.

Ma

nome

di luppter Glitumnus.

Clzia [Olyte, IV, 256-270] ninfa oceanina, amata da ApoUo. Avendo eUa, per gelosia, svelato l'amore del
dio per Leuctoe [v. ivi] al

rimase cos esterrefatta da quella carneficina, elle non pot pi riaversi dallo spavento e mostr sempre
il

volto coperto di pallore

[xX6)p<;

pallido]. Perci

padre di lei. Apollo l'abbandon. Allora essa cominci a languire, e accompagn con l'occhio il volto
del dio, nel suo eorso per la volta del cielo. Bimasta
fssa

da Meliba si chiam Glori. Oocito [Cocytus] il fiume del


gemito [x6)xuo)

= gemo]

fiu-

me

dell' Averno,

le cui ac-

que erano accresciute daUe


lagrime degli
si

infelici

che

vi

trovavano

condannati.

coi piedi nel terreno,

fu convertita in girasole. Ma, ancbe trasformata in


fiore,

Era, come l'Acheronte, un fiume della Tesprzia [Epiro] che si versava nella

sospinta
rivolge
il

dall'antico

palude Achersia.

amore,

faccia verso

ancora la dio amato.


dell'a-

Cdro [Oodrus] fu

l'ultimo

Cloe
la

[XXT)] epiteto di Crere,

re di Atene, figlio di Melnto. Quando gli Ateniesi

quale,

come dea

guerreggiavano coi

gricoltura, presiede aUo sviluppo delle giovani messi

ververdeggianti [x^oc, deggiante]. Sotto questo titolo, aveva un tempio in Atene, ove le si offriva una

Dori, questi seppero- dall'oracolo che avrebbero vinto, se non

avessero ucciso
Ateniesi. Diffuso

il

re degli
fra

anche

gn
so,

Ateniesi questo respon-

festa, in cui

si

sacrif,cava

un capro. Una ninfa

[V. Demetra].

Cloe fu amata

da Dafni. [V. Dafni]. Clri [Chloris] MeHba, figlia di Amfine e Mobe che, secondo una tradizione, insieme con la sorella Amiela, sfugg

Oodro, travestitosi da taglialegna, si port in un bosco dove, azzuffatosi con alcuni Dori che vi erano andati per lo stesso scopo, rimase ucciso. I Dori,

abbandonarono la guerra, e gli Atericonosciutolo,


grati
niesi,

all'eroismo

di

all'eccidio

dei

Oodro, vollero ch'egli fosse

87

COL
topografa del paese di oril' AcrGinnasi e poli, Templi, altri edifzi pubblici, con-

rultimo re di Atene, e al regno sostitnirono il governo della repubblica.

gine:

aveva quindi
i

Coefore
q)poi]

[Olioepliorae,
le

Xot]portatrici delle li[5^07)

servava lo

stesso

ordina-

bagioni

funebri
il

li-

bagione,
esse

= porto]. Da 9sp6
titolo

mento poUtico

prende

una

e, pur avendo vita indipendente daUa metropoli, le era legata con

tragedia di scbiio, la quacon L'Agamennone e le,

vincolo di affetto e di devozione.

Prima

di

fondare

Le Eumnidi, formava una trilogia, cbe trattava dell'uccisione di

una vano
il

Agamennone

colonia, si consultagli oracoli e, quando responso era favorevole,

per opera di OKtennstra e


di

di

Egsto, e dell'uccisione costoro per mano di

tadino
dalla

coloni, guidati da un citscelto come duce,


il

partivano recando

fuoco
tolto

Oreste e di Elettra.

madre

Patria,
[l'edifzio

Clchide [Colcbis] regione ad oriente del Ponto Eusino [Mar ISTero], fra il Caucaso
e l'Armenia:

dal Pritaneo
blico di

pubAtene dove erano mantenuti a spese deUo


Stato gli ambasciatori e
i

famosa per

la

spedizione degli Argonuti.


[V.

Argonauti'].

cittadini benemeriti] per accendere il focolare novello.

Colonia [Colonia]. I Greci fondarono


colonie,

cittadini

poveri otteneil

molte
fra

specialmente

rso e

il

6 secolo av. Cristo,

vano, per viaggio, uno scudo dallo Stato. La colonia fondata cosi per

o per sfollare la popolazione troppo densa, o per costituire altrove

emigrazione
aTtoixia.

si

chiamava
si

Talvolta

fonda-

una propriet
difficile

va una

fondiaria,

cbe era

colonia, dividendo ai cittadini poveri che an-

avere in patria, o per libeda cittadini turborarsi


lenti e infidi politicamente,

davano a dimorarvi,
reni

ter-

acquistati in guerra, con estrazione a sorte. Quest'altra

per m.otivi esclusivamente conunerciaM.

forma di colonia si chiamava ykq^o-ojicf. [xXTJpof;

La nuova
re, si

colonia, fondata generalmente in riva al ma-

sorte].

Quelli

che

disponeva secondo la

aUe

Cleruchie

appartenevano rimaneva-

COM
no
esse
altre

88
cittadini Ateniesi, e per

variabile

di

coloni.

Colo-

non erano, come


colonie,

le

indipendenti

nie di questo genere erano Ostia e Venosa; a Venosa furono


coloni.

madre patria, ma serbavano con questa una re^


dalla

mandati 20.000

lazione pi stretta e continua.

Pi

tardi, i Eomani concessero a molte colonie il


diritto di cittadinanza e di

Fra

lebri

innumerevoli e cefondate dai Greci, sono notevoli quelle


le

colonie

suffragio,
s

quello

di am-

ministrarsi indipendente-

stabilite nell'Italia meridio-

nale, da Polibio

che

per

questo

fu

che furono, in, pratica, equiparate ai Mu-

mente,

chiamata Magna

nicipi.

Graecia:

Kasso, Siracusa, Catania, Agrigento, Gela, Selinunte [in Sicilia], Taranto, Metaponto, Crotone, Sibari, Eeggio di Calabria
[nell'Italia

Altro genere di colonie era-

no

le

coloniae

Latinae,
i

le

quaU non godevano


diritti

pieni

della

cittadinanza

romana,
statuto e
tini,

ma
i

avevano

lo

meridionale];

diritti

dei La-

Pesto, Partnope [lungo la costa tirrenica]: fari di luce intellettuale, che

Cuma,

ed erano

pareggiate

alle citt federate,

l^otevole menzione merita


la

diffusero

ampie correnti

di

sapere e di civilt. I Bomani, a differenza dei


Greci,
stabilirono
le

degli

colonia Agrippina citt TJbii, suUe rive del

colo-

nie, per assicurare le frontiere e contenere all'ob-

bedienza
liche.

le

popolazioni ita-

Alcune
tadini

[coloniae civium

Bocit-

Eeno, la quale nell'anno 50 dopo Cristo, per volere di Agrippina, moglie dell'imperatore Claudio, che aveva avuto ivi i natali, fu colonizzata e chiamata col suo nome, e divenne presto

manorum] formate da
Eomani,
il

conservadi cittadi-

Comte

grande e florida. [Comte]


Pterelo re
di

figlia

di

vano

diritto
si

Tfo,

nel-

nanza. Esse

fondavano

l'Arglide, la cui incolumit

sotto la guida di cittadini a ci designati [Tnumviri


coloniae deducendae agroque

dipendeva da un capello purpureo, noto soltanto alla


figliuola.

Quando

Anfitrioella si in-

dividundo] con

un numero

ne assedi Tafo,

89

CON
faccia rivolta indietro. [Vedi Funerali].

namor

di lui e, per far cadere la citt, clie altrimenti non si sarebbe potuta prendere, trad il pa-

Concordia
presso
fra
i i

[Concordia]

era

Eomani
della

la perso-

dre, recidendogli il capello fatale. Taf o fu presa, Pte-

nificazione

concordia

cittadini di

uno

Stato,

relao

fu

ucciso,

anche

alla quale si innalzava

un

Comete, in punizione della sua periadia, fu tratta a


morte, per ordine dello stesso Pterelao. Questa favola simile a quella di Scilla,
figlia

tempio, ogni volta che si componeva qualche dissenso fra questi. Il primo tempio fu fatto edificare dal
dittatpre Camillo, nel 367 av. Cristo, durante una
lotta fra

di

Mso.

[V.

Scilla'].

Compitali [Compitalia] festa


celebrava il 2 maggio, in Eoma, in onore dei La-

che

si

Veniva

patrizi e plebei. rappresentata co-

me una

matrona, e aveva
il

res Gompitdles,

no
su

quali eraLari protettori delle


i

nella sinistra nella destra

cornucopia,

vie; i cui altari si


i

trovavano

un ramo di olivo o una coppa. Le feste


in onore di
lei si
il

crocicchi

[compita].

davano

il

Conclamazione
to] era
il

[conclamagrido ad alta voce

16 gennaio e
tio]

30 marzo.
[Confarrea-

Confarr eazione

che,
to,

appena spirato l'estinemettevano gli astanti,

cerimonia religiosa del


si

matrimonio, a Eoma, nella


quale
offriva

chianiandolo per nome, come per assicurarsi che la morte era realmente avvenuta, e poi per dargli, fra le lagrime, l'estremo addio.

una focacprecedeva

cia di farro Uarreum].

A
il

quest'offerta
sacrifcio di

una pecora e

Un'altra conclamatio simile


si

seguiva quello di un porco. Consacrazione [Consecratio] era la deificazione o ca-

innalzava dalle prfiche

e dagli astanti mentre, sovrapposta sul rogo la bara,


col

cadavere coperto di un-

guenti, di incenso, di stoffe, di ornamenti, di aromi, di


suppellettili,

nonizzazione del rnorto imperatore, che si faceva per decreto del Senato. Giulio Cesare fu il primo collocato
nel

numero

degli di, quale

uno

dei

pa-

renti

degli

amici dava

fuoco alla pira, tenendo la

Divus Julius per decreto del Senato. In seguito, la consacrazione fu decretata

CON
ad Augusto

90
e a molti im-

L'erede

al

trono

[la

con-

peratori e imperatrici, fino a Costantino.

secratio si

dava solamente

Morto l'imperatore,

si

col-

agl'imperatori che lasciavano eredi] lanciava una


fiaccola contro
il

locava innanzi al palazzo imperiale un suo simulacro, su uno splendido letto


d'avorio.

rogo e

vi

appiccava
feriore,

fuoco. In questo momento dal piano inil

Durante

la

mag-

gior parte del giorno, a sinistra del letto, stavano i

spiccava il volo un'aquila, la quale, secondo i Eomani, sollevava in cielo,


peratore.

Senatori, in abito di lutto

fra gli di, l'anima dell'im-

profondo, a destra le signore clie erano ammesse a corte, vestite delle sem-

Quest'assunzione dell'ani-

ma

dell'imperatore presso

plici vesti

bianche di lutto, senza alcun vezzo, n alcun

gli di dicevasi
[dc7ro6so)ai(;].

apotesi
dii]

ornamento di oro. Questa cerimonia

Consent Dei [Consentes


durava
gli
tes

di

per sette giorni, e ogni gior-

no i medici di corte fngevano di visitare l'imperatore,

sento

acconsento],

[conseneonsentientes da conconsiglieri

erano

le dodici divinit

come

se fosse ancora

ammalato, e dicliiaravano ogni volta cb'egli andava


peggiorando.

maggiori presso i Eomani, 6 di e 6 dee: Give, IN'ettno, Marte,


Apllo, Mercrio, Vulcano,

Quando

final-

mente, all'ottavo giorno, i medici annunziavano che


l'imperatore
era

Giunne, Vsta, Minrva, Diana, Crere, Vnere.

Consuli

[Consualia]

feste

morto,

pi giovani membri del Senato e i pi cospicui cavalieri

che si tenevano ogni anno a Eoma, in onore di IN'ettno,


il

quale aveva

il

no-

trasportavano per la Via Sacra al Forum, e di l al Campo Marzio.


Quivi, in

la

bara

me di Gonsus, che s'interpretava


in

consigliere
si

origine

, mentre credeva che

un imponente

edi-

Gonsus fosse un dio paleoitalico della terra e dei se-

di legno, riccamente ornato, si collocava la bara fra erbe aromatiche, infzio

minati.
tuite

cnsi,

frutta

ed erbe

fra-

Le Consuli si dicevano istida Eomolo, con la


corsa di cavalli.

granti.

91
Corallo [Coralum, IV, 740752] fu prodotto, dalla virt del capo di Medusa. Quando Perseo ebbe liberata la vergine Andromeda dalla bestia marina [v.

COR
Battevano i tamburi, urtavano le lance contro gli scudi e urlavano, per ricordare la morte di ttide. [Vedi Attide}. 'Non mangiavano

m]

che era per divorarla, volle


astergersi le

pane, in memoria del lungo digiuno osservato da Cibele.

mani

nell'ac-

Eurono poi
Il

identificati coi

qua;

ma

testa di

prima pos Medusa. Per non

la

Ourti di Creta.
loro

nome

deriva

da

lasciarla nella sabbia, sparse sul suolo molli foglie,


sulle

Koppocc, figlio di Cibele e di Giasone.

quali

colloc

alcuni

Corcide [Corycidae nimI, 320] ninfe che abitavano nell'antro Coricio, il quale si apriva nel fi^anco occidentale del Parnaso, ed era sacro a Pane. [V. Far-

rami

di alberetti marini, e su questi pose la testa di

phae,

Medusa. Al contatto di essa, rami si pietrificarono e diventarono rami corallini. Le ninfe marine, meravigliate, rifecero la prova con
rami, videro riprodursi stesso miracolo, e disse-

naso],

Crito [Corytus, V, 125]. I:


glio di
alle

fi-

altri

Mrmaro, fu uno

dei

lo

guerrieri

minarono cos nel mare i germi deUa nuova pianta.

Corbo [Ooroebus,
il

Kpoi^o*;]

primo vincitore di giuochi olimpici, quando questi, dopo un'interruzione di 86 anni, furono di nuovo ce-

che prese parte nozze di Perseo. II: [XII, 290] uno dei Lpiti, che prese parte alle nozze di Piritoo. Ili: fgUo di Giove, marito di Elettra, fu fondatore di
Corytus [Cortona] e padre
di lso e di

776 av. Cristo: anno da cui cominci l'enumerazione delle Olimpiadi. Coribnti [Corybantes] salebrati, nel

Bardano.

cerdoti' Frigi,

del culto di
quali, in ono-

Pride e di dal padre, per i suoi intrighi amorosi con Elena.


IV:
figlio

di

none, ucciso

Rbea-Oible,
re di
lei,

Cornucpia [Cornucopia]

il

eseguivano, come
spirito divino, le

invasi

da

corno dell'abbondanza [copia abbondanza] il corno

danze prricbe, con le armi e con musica assordante.

latt

d'Amalta, la capra che alGiove bambino, da

COR
cui scaturiva
il

92
nettare
e

Coronide

[Coronis, II, 542-

ogni bene. Quando Giove pose Amaltea fra gli astri,

547; II, 600-630] ninfa figlia di Flgias, nata a Larissa, in Tessaglia: era la pi bella di quella contrada. Apollo l'am, ma quando il corvo, uccello sacro al

mutata

nella

costellazione

del Capricorno, don il cornucopia aUe ninfe clie lo

avevano allevato.

Corne

[Cornis, II, 569-588] figlia di Corono, re della

dio, gli rifer di aver visto la ninfa giacere con un gio-

Fcide. Mentre passeggiava sul lido, la vide il dio Po-

seidone e ne arse' di amore.

vine tessalo, Apollo squarci, col suo arco, il petto dell'amica infedele. Per,
pentitosi
subito,
discese,

EUa
la

allora lo fugg,

ma
i

su

molle arena sent


e sdrucciolare

infac-

ch,irsi

passi.

sperando di risanare, con la sua arte medica, la ninfa


infelice,
ella

Grid al soccorso e
quale, impietosita di

le

apla

ma non

vi riusc:

parve Athna [PUade]


lei,

la

trasform in cornacchia, uccello caro aUa dea. Ma, avend essa riferito ad Athena che la figlia di Ccrope, contro il suo divieto, aveva
aperta la cesta in cui era
rinchiuso Erittnio, la dea
la

morta. Allora estrasse dal seno di lei il fighuolo che era anche suo,
era

Esculpio, e lo affid al centauro Chirne. Sdegnato poi anche contro il corvo,


gli

mut

le

che, quali in nere.

piume da bianprima le aveva,

pospose a Mctmene. [Y.

Corvo
II,

JEJnttnio e Nictmene].

[corvus, II, 596-599; 631-632] uccello sacro


le

Corne

[Coronae, XII, 692sono i due giovani che 699]

ad Apollo. Prima aveva piume bianchissime, pi

di

sorsero dalle faville del rogo, in cui furono arse le due figlie di Orine, Menip-

quelle dei cigni; ma avendo rivelato ad Apollo la colpa


di Coronide, la ninfa amata dal dio [v. Coronide'], questi, sdegnato, gli anner le penne. Costellazioni [Signa o Side-

pe

Matioche
[Coronus,
II, 459] re

Corneo
veQ,

KopwdeUa F-

cide,

padre di Corne, la quale fu mutata da Athna in cornacchia. [V. Co-

ra].

IsTell'et
si

posteriore

rone],

annoveravano generalmente 48 costellazioni:

Omero,

93
12 nello zodiaco, 21 nel cielo
stellato boreale, 15 nell'australe.

bellezza,

cos

aveva
il

offeso

le

Neridi.

Zodaco:
melli,

Ariete, Toro, GeCancro, Leone, Ver.

Cfeo: dromeda.

padre di An la essa

gine, Bilancia o Libra, Scor-

Cassiopa: Andromeda:
rata
seo.

madre

di

pione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci.

sposata

fu libeda Per la ninfa e

giore,

Cielo boreale: Orsa magOrsa Minore, DragoCfeo,

Orsa Maggiore:
Callisto,

amata da Giove

ne,

Cassiopa,

An-

tramutata in orsa da Giunone.

dromeda,

Perseo, Pgaso, Cavallo Minore, Triangolo,

Orsa Minore:

la ninfa

CoccMere, Boote, Corona Boreale, Serpentario, Serpente,

Ida, nutrice di Giove, o la ninfa Fenice, amata da

Ercole, Aquila, Saetta, Lira,

Cigno, Delfino.

Giove e mutata in orsa da Artemide.

Orine, Balena, Erdano, Lepre, Cane Minore, Sirio o Cane

Cielo australe:

Chioma
vicinanza
detta

di Berenice: in
del

Maggiore, Idra, Tazza, Corvo, Centauro, Lupo, Ara, Pesce Australe, Argo, Co-

Leone: fu dall'astronomo Cenone, in onore della chiocos

ma

figlia di

bellissima di Berenice, Magante, re di Ci-

rona Australe.

rene, la quale aveva con-

Aquila: l'aquila di Giove,


o quella in cui

giurato

contro

la

madre

Hra

tras-

Arsinoe, perch questa ave-

form Mrope, re dell'isola di Cos, quando egli voleva


.uccidersi, per il dolore della morte della ninfa Ecliema

va sposato Demetrio, figlio di Demetrio Pohorcte, promesso a lei. Ucciso Demetrio,

sua sposa.

Andromeda:

la figlia di

Berenice spos ToloIII Evergete, re di Egitto, e fu poi uccisa, per

meo

Cfeo, re di Etiopia e di Cassiopa: era stata inca-

istigazione di Sosibio, cortigiano di Tolomeo IV.

ad una rupe, per da un mostro marino, mandato da Poseidone, perch la madre


tenata
essere divorata

Boote

Arturo: in vicinanza dell'Orsa Maggiore,


rcade,
figlio di Callisto.

Cassiopea, superba della sua

Delfino: in vicinanza deUa via Lttea, il delfino di

cog
Poseidone,
ftrite.

clie

94
Ore, dea della giustizia, detta anche Astra [la vergine stellare], la quale visse su la terra, durante l'et
dell'oro;

trov

Am-

Dragne:
custodiva
i

il

dragone die

pomi negli Orti Espridi: fu ucciso da Ercole. Secondo altri, il Pitofu ucciso da Cadmo fondazione di Tebe. Pesci: sono Afrodite ed ros che, inseguiti da Tifne, si lanciarono neU 'Eu-

ma quando
Second

suc-

ne

elle

cesse quella del bronzo, se ne and al cielo, ultima


fra gli di.
altri

nella

frate e
sci.

si cambiarono in peSecondo un'altra leggenda, sono i pesci cbe trasportarono Afrodite ed ros, al di l del fiume

Erigone, figha di Icrio, la quale s'impicc su la tomba del padre. [V. leario}. Cancro: il granchio che
assali Ercole, batteva l'idra

mentre comdi Lerna.

Corona boreale:

la co-

Eufrate.

Cocchiere: Erittnio, afAthna alle'fglie di Gcrope. La capra^ cbe egli ha sulla spalla sinistra, Amalta; quella che nutr Giove cretese. rcole: l'eroe famoso, che ha in una mano la clava e nell'altra la pelle di
fidato da

rona di Arianna, che Dioniso pose fra le stelle, quando spos costei. [V. Arianna], Corona australe: la ruo-

Leone:

ta di Issine. [V. Issione], il leone Kemo,

ucciso da Ercole e collocato

in cielo da Giove.

Pgaso:
nalippe,

un

figho

cavallo, Medi Chirne,

Leone. Saetta: la freccia con cui Ercole uccise l'aquila che rodeva il fegato di Promteo, o quella con cui Apollo
colpi
i

che chiamavasi prima Ocroe, e fu poi mutato in cavallo da Giove. Perseo: il figlio di Giove e di Dafne: ha in una mano
la testa di

Medusa
,

e nell'al-

Ciclopi.

tra la falce.

Sirio
la

Cane Maggiore:
delle
stelle

Serpentario:

secondo

pi chiara

una

fsse, il cane che stette a guardia di Europa. Idra: l'idra di Lerna, uc-

leggende, Esculapio, colpito dal fuldi

delle

varie

mine

Giove e posto

fra

le stelle.

cisa

da Ercole.
delle

Vergine: Diche, una

Sagittario: rappresenta un centauro [Chirne o Croto].

95
Centauro:
Folo.

CT
Prisso fuggi con la sorella

Clrone

HUe, per

sottrarsi

aUa main

Cigno: il cigno in cui si trasform Giove, per ingannare Leda, ovvero Orfeo, mutato in cigno, dopo la
sua morte.

trigna Ino, Olchide.

ripar

Gemelli: sono i Discuri, Castore e Polluce.

Via Lttea: formata

clie

dalle

uccise,

Scorpione: quello a Ohio, il gigante

gocce di latte di Hra, sgorgate per il cielo, quando eUa


respinse da s
Ercole, che
il

Orine.

fanciullo
le ave-

Capricorno: rappresenta un capro che finisce in una


coda di pesce:
si

Hermes

va posto

al seno.

diceva che

discendesse da Egipane, il quale era stato allevato con

Ctito [Ootyto] divinit della Tracia, introdotta in Grecia e a Eoma: aveva un


culto

Giove,

sul

monte Ida,

numeroso come quello

aveva combattuto per lui contro i Titni. Secondo


altri,

di Cible.

Le

feste in suo

onore
tittie

si
.

chiamavano

Co-

era

il

cangi il guerra dei Titni. Altri invece vogliono che sia la

capro in cui si dio Pane, nella

Cotrne [Ootron, XV, 19-59]


citt nel
labria.

Brutum, oggi Ca-

Eondata nel 710 av.

capra Amalta, che allatt

Giove bambino.

Toro: quello in cui


Europa.

si

Achi e dagli divenne potente col commercio e con la naCristo, dagli

Spartani,

trasform Giove, per rapire

vigazione:

fu sede principatria
del
cele-

pale della ginnastica e dell'atletica,

Libra
di

o Bilancia: quella
le

Mchos, che trov


i

mi-

sure e

pesi,

o quella di

Diche [dea deUa giustizia]. Balena: il mostro marino che fu mandato per ingoiare

bre atleta MUne, e dovette soprattutto la sua gloria a Pitagora, che vi stabili la sua scuola.

Secondo Ovidio, sarebbe


stata fondata
[V. ivi].

Andromeda. Acquario: Ganimde, il coppiere di Giove, o Deucalione, che visse al tempo del dQuvio, in Tessaglia.

da Miscelo.
di

Cttabo [cottbus] giuoco


societ, portato in

Grecia
del-

dalla Sicilia.

Ariete:

quello

su

cui

Un

fusto

di

bronzo,

COT
l'altezza di pi d

96

un metro,

le

sue

acque avevano
i

la

sorgeva da una base tonda, sostenuta da tre piedi. All'estremit superiore del fu-

virt di rendere

colore di ambra Creonte [Creon] re


il

capelli di e di oro.

di

Tebe,

andava assottisto, gliando sempre pi verso la la cima, si poneva un diche


si

fratello di Giocsta, occup

schetto, mentre, nella parte


inferiore, vi era, sorretto

trono dopo che Edipo, accecatosi, si ritir in esilio volontario. Lo af&d poi a
Etocle, figlio
lo riprese,

da

di

Edipo

un

anello

sottostante,

un

quando

Eteocle,
fratello

bacino di bronzo, il quale era introdotto per mezzo di un foro nel centro, per cui si faceva discendere fino
pi importante del giuoco consisteva nel versare,
all'anello.

venuto a guerra col

Polinice, per la contesa del regno [Guerra dei sette a

Tebe], rimase ucciso

insie-

Una forma

me
che

con
si

lui.

Con un

editto

viet, sotto

pena di morte,

da una

coppa

qualsiasi,

il

vlnd nel

seppellisse il corpo di Polinice. Ma la sorella

dischetto metallico, poggiato sulla cima del fusto, e


farlo cadere,

di questo, Antigone, avendolo seppellito, fu chiusa

rimbombando,
sottostante.
alto sti-

in carcere, ove

si

impicc,

nel bacino
valetto
di

Coturno [cothurnus]
cuoio,

ed Emne figlio di Creonte, che l'amava- fortemente, si


uccise sul corpo di
lei.

che copiede e giungeva alla met del polpaccio: era tenuto fermo per
priva tutto
il

Un

altro Creonte fu re

di

mezzo zavano
tori

di coregge. Lo calsulle scene gli at[i

Corinto e padre di Gluca, la quale and poi sposa a Giasone. [V. Glauce].

Crusa [Crsa
figlia di di Enea,

Kpouca]

tragici
il

comici calschilo

zavano
fu
il

soGcus].

Priamo, fu moglie da cui ebbe il fi-

primo a introdurlo nel

glio Ascnio.

Quando

Enea,

teatro, per dare agli attori un aspetto pi maestoso.


[V. Calzature].

Troia, dopo l'incendio della citt, si accorse che, nel suo seguito,

fuggendo da

Grati [Orathis, XV, 315-316] fiume del Brutum, oggi Calabria, che separava questa regione dalla Lucania:

non

rintracciarla;

v'era Crusa, torn per ma essa era


il

perita nell'incendio, e
spirito,

suo
gli

apparso a Enea,

97
rifer clie

GR
fliggeva agli assassini, ai pirati,

Giunne e Vnere
sottratta
all'ira

l'avevano
dei Greci.

ai ladroni,

ai ribelli,

ai rei di alto

Crise

[Cryses]

sacerdote di

Apollo, a Crise, nella Trade; la sua figliuola Asti-

tradimento. Il delinquente, portando su le spalle una trave [patibii,lum] era a colpi di sferza,

da Acliille li nee, rapita in una scorreria, fu assegnata come preda ad Agamennone. Egli la ricMese
all'Atride,

ma

avendo queil

al luogo del Quivi si trovava supplizio. innalzato un palo pi lungo [erux], sul quale si poneva quello portato addosso dal

accompagnato

sti rifiutato

di dargliela,

prigioniero,

in

modo
del

da
della

padre ne cMese vendetta ad Apollo, il quale mand

formare
croce.

la

traversa

I piedi
si

suppli-

una pestilenza, che distrusse uomini e armenti. In seguito al connell'esercito greco


siglio
elle

ziato
lo

inchiodavano al paritto, e le braccia suUa

traversa.

Calcante, fu consultato, Astin-

del

vate

Crco [Crocos, IV, 283] era un giovane, che fu mutato

nee fu consegnata al padre. Criside [Ohrysis] Astinnee,


detta
cos

Crno

poi in arbusto di zafferano. [Kpvo*;] il pili giovine


dei Titni, figlio di Crno e di Ga. Mutil e scacci
il padre [v. Tied ebbe H dominio tano], del mondo. Spos Eha [Cible] dalla quale ebbe i figli Bestia lYestB,], Dmetra [C-

perch

figlia di Crise. [V. Crise'].

Crisotmide

[XpuCTOspn.*;] fu figliuola di Agamennone e di CHtennstra, e sorella di

dal trono

Oreste,
so
i

di Ifianassa [prestragici Ifigenia] e di

Laodice [presso i tragici Elettra ] .Criso temide riusciva


a

rere],

Rra [Giunne], Hdes


{Net-

comprimere il dolore clie provava per l'assassinio del padre, compiuto da CHtennstra e dal drudo di lei, Egisto, mentre Elettra non tratteneva n il pianto n
i

[Plutone], Poseidone timo] e Giove.

Essendogli
dalla

stato

predetto
sa-

madre Gea, che


figh,
li

rebbe stato spodestato da

uno dei appena


di.

ingoi tutti
salvato
la

nati,

ad eccezione

rimproveri.
[crux] era
la

Giove.

Questi,

Croce
-

pena
si in-

dalla

della crocifissione
'

che

quale diede al marito Crono da

madre Eha,

Stano, Dizionario di miti

e leggende.

ORO
ingoiare una pietra, invece del fanciullo, fu allevato
sul

98

nere e di Marte [o di Giove o di Mercrio, secondo altri].

monte Ida,

in

Creta,

un

dalle ninfe

Ida e Adrste,

di astuzie,

fanciullo pieno dalle ali d'oro

fgUe di Melisso, re di Creta. I Coribanti, sacerdoti di Cible, nascosero il dio in-

cbe corre, armato di fartra


e di dardi, le cui frecce suscitano fiamme d'amore, e

fante- nella grotta Ida e, per non fare udire a Crono


i

tevano con

vagiti del fanciullo, batle aste gli scudi.


lo costrinse

non risparmiano neppure Giove, n la stessa sua madre Vnere. Leggende posteriori lo rappresentano circondato da altri piccoli esseri alati [foti, Amoretti], e in Ovidio, egli possiede due specie di dardi: i dardi di oro, dalla

Giove, uscito, dette al padre

un farmaco che

a rigettare alla luce i figli, indi lo rovesci dal trono.

Crono stette con


taro,

gli

altri

Titni incarcerato nel Tr-

punta splendente come


destando
ar-

ma

poi riconciliatosi

sole, feriscono,

con Giove, regn insieme con Eadamante nell'isola


dei beati.

dente amore;
tusi,

gli altrij ot-

fatti

di
il

piombo,
cuore
e

agvi

ghiacciano
tica.

Cronologa. [V. Anno, Mese,


Giorno].

spengono ogni movenza


Attributi di Cupido

ero-

Croto [Crotos] figlio di Pane e di Euf me, valente cac-Sua


ciatore e rinomato per la scienza.

sono:

l'arco, le frecce, la fartra, le fi^accole. Era venerato

specialmente
Creta,

Sparta,

Fu

educato dalle Muse, alle quali rese importanti servizi. Una leggenda vuole cbe, per preghiera deUe Muse, Giove lo mutasse neUa costellazione

Samo,

Mesa-

gara.

Curti [Curetes, IV, 283]


cerdoti del culto

di B/ba

[Cible], identificati poi con


i

del

Sagittario,

Coribanti di Frigia. Ebea

nella quale invece, secondo


la versione pi

comune, fu

afad loro il figlio Giove, cbe ella aveva partorito sul

mutato
rne.

il

centauro

du-

monte Ida,
ta,

nell'isola di Cre-

Cupido [Cupido, I, 453] dio dell'amore, fgUo di V-

perch Crnos non lo ingoiasse, ed essi, per celare a Cronos i vagiti del fan-

09
battevano gli scudi con le lance, pr ducendo un fragore assordante. In onore di Ehea e di Giociullo,

DAP

rica,

fatta con le armi e accompagnata da una musica

rumorosa. Secondo Ovidio,

essi saret-

ve, eseguivano la

danza

pr-

bero nati dalla pioggia.

D
Dafne [Daphne,
dio
fluviale
il

I,

452-567]
del

ninfa bellissima, figlia roseo


cia

per abbracciarla, la ninfa, pallida dal terrore e dalla

Peno: aveva

volto, gli

occM

scin-

stanchezza, si volge al padre Penco, e lo prega che


o schiuda la terra, la ingoi o trasformi

tillanti

come stelle, le braccome di alabastro e le

perch il suo

chiome ondulate, che le scendevano con grazia squisita su gli omeri. Apollo, ferito dal dardo d'oro di

sembiante, perch non vada


violata la sua purezza. Il padre esaudisce la preghiera

deUa

fanciulla,

ed essa

Cupido
figlio

[U

dio

fanciullo,

di Vnere], fu preso

d'amore
la

ardentissimo

bella fanciulla.
stesso

Ma

per Cu-

trasformata in alloro [S^v/j alloro], albero che conserva, nella chiarezza lu-

minosa deUe foglie,


dore
lezza.

il

pido petto della vergine pudica

aveva colpito

della

lo splenprimitiva bel-

con

l'altro
il

dardo fatto di

Apollo

per
la
la

continua

ad

piombo,
cbe,

quale estingueva ogni favilla di amore; ond'

amare
sotto
cia

fanciulla,

anche

quando Apollo

inse-

forma di albero, ne abbraccia. i rami, ne bail

guiva, quasi furente, la bella vergine, essa lo fuggiva


atterrita, e si celava nelle pi folte foreste, per fuggire l'amplesso del dio. Questi allora
si

legno
sotto

e,

posate le
corteccia,

mani

la

sente ancora pulsare il cuore della vergine. Perci il


dio disse che l'aUoro sarebbe stato caro a lui, gli avrebbe ornato la cetra e l'arco, e delle sue foglie si

slancia rapido
la
egli

come vento, raggiunge


fanciulla;

ma

mentre

DAF

100
tronco di alloro, fu allevato dalle ninfe o dai pastori.

sarebbe intessuta la corona


dei poeti e quella dei vincitori di grandi battaglie, nell'apoteosi del trionfo.
l'albero,

Amato da una ninfa [Kide o IsToma o Senia], egli le


promise di non amare
tra fa
al-

come per acconal

sentire
scosse,

volere

del
i

dio,

dondolando,

suoi

fanciulla, ma, venuto meno alla promessa, la nin-

rami fronzuti. Dafnefre [r


festa

amante

lo

convert

in

Saq)V9pia]

che si celebrava a Delfo, a Tempe, neUa Beozia,

pietra o, secondo altri, lo accec. Hermes lo trasse

in cielo

e,

nel luogo do-ve

in

memoria

dell'espia-

zione cbe Apollo fece per avere ucciso il serpente Pitne.

ci accadde, fece costruire la fonte Dafni, a cui i Siciliani

offrivano

sacrifizi

[V. ivi}. Tebe, la festa ricorreva

ogni nove anni:


gazzo,

un bel raaccompagnato da
solenne,

ogni anno. Dafni fu cacciatore e pastore di buoi, valente suo-

una

processione

natore di zampogna; pare anzi cbe egli abbia cantato


le

portava al tempio del dio un ramo di olivo, adorno di


ramoscelli di alloro [89v/) alloro, cpspco porto], di fiori e di fasce di lana,

prime poesie

pastorali,

ed

ritenuto

l'inventore

della poesia bucolica. Gli amori di pastore Dafni

con Cloe sono trattati

in

e avente, nella cima, una palla di bronzo, circondata

un romanzo
fista.

di

Longo

So-

da paUe pi piccole [rappresentavano il sole e le


steUe], e nell'estremit opposta un'altra palla, simile

Damocle
giano
di

[Damcles]
il

corti-

a quella superiore, ma un po' pi piccola [rappresentava la luna], Dafni [Dapbnis, VI, 276278] bel giovine pastore, di
Sicilia,
figlio

VecDionigi tiranno di Siracusa. cMo, Avendo espresso a Dionigi la sua viva ammirazione

per

gli agi e per il lusso in cui egli viveva, il tiranno volle fargli provare il peri-

colo di quel fasto,

come

di

di

Hermes

di una ninfa. Esposto dalla madre, in una valle dei mnti Heri, dentro un

ogni grandezza umana. Ordin cbe si preparasse un bancbetto sontuosissimo, fece ornare la sala da pranzo

101
di

DAN
restasse mallevadore
lui.

mobili di lusso, di sto-

mone
per

viglie finemente lavorate e di fiori frescMssimi e pro-

Damone
e,

accett

volentieri
bilito,
lo,

nel giorno sta-

fumati, e invit, per servire


a mensa, giovinetti di bellissimo aspetto ed elegantemente vestiti. Indi fece

condotto al patiboera sul punto di essere

giustiziato,

quando giunse

giacere Damocle su un lettuccio morbidissimo e ar-

Finzia, tutto trafelato, per prendere il suo posto, e


liberare

l'amico.

Dionigi,
nel

tisticamente cesellato

e,

con
al

commosso da tanta onest


e

un

filo

sottile,

appese

da

tanta

severit

dorato una spada acutissima, cbe pendeva sul


soffitto

rispetto

don

dell'amicizia, conla pena stabilita a

capo dell'infelice cortigiano, il quale non poteva punto muoversi e tanto meno goder nuUa di tanto benessere e di tutta quella bellezza cbe gli fioriva intorno.
egli preg Dioche lo sottraesse a quel nigi

Finzia, e chiese di essere accettato come loro amico.

Dance
si

[Socvxy]] l'obolo

metteva in bocca

ai

che mor-

ti

Dopo poco,

per pagare al nocchiero Carnte, il nolo, per il trasporto delle anime, nella barca, sull'Acheronte: in
.

aveva falsamente scambiato per vita


supplizio, cb'egli

origine era
Socvsi^w

una piccola mo-

neta persiana
ra;

beata.

= prendo

[Svo(;

= usudena-

D mone [Damon]
amico di Finzia
altri Pizia].

intimo
[secondo

ro a interesse].

Danae

Erano entram-

bi filosofi pitagorici, i quali vissero a Siracusa, al tempo del tiranno Dionigi vine.
il

[Danae, IV, 438] era con Giove, trasformato in pioggia d'oro, gener Perseo. [V. Frfiglia di Acrisio:

Gio-

seo].

Avendo

essi

mossa

Danao

[panaius, V, 2]

l'invidia dei cortigiani, questi calunniarono Finzia, ac-

Perseo, nato da Danae e da Giove. [V. ivi'].

cusandolo di alto tradimento. Finzia, condannato a morte, chiese al tiranno di


potersi allontanare, per salutare la sua famiglia. Dionigi acconsenti,

Dandi [Danades] dette anche Blidi, erano


di
to,
le

60 fighe

Dnao,

fratello di Egit-

figho del re egiziano Belo. Esse fuggirono col

purch Da-

padre, da CJhemni, nell'alto

DAN
Egitto,

102

almeno in
sociate
princpio, le danze erano generalmente asal

ad Argo, per una sommossa eccitata dai cinquanta figli di Egitto; ma furono inseguite quivi dai
cugini e chieste in spose.

culto].

La

pi

antica fra le danze armate era la prrica [opxvjcn? vrupptj^T)],

Acconsentirono;

ma

per co-

la cui origine,
si

che

si

mando

del padre, la notte, ciascuna di esse uccise il


rispettivo marito e cugino, e ne seppellirono le teste a

fa risalire a
tico,

un tempo

mi-

attribuisce al creai

tese o spartano Pirrico, o

Lerna.

Soltanto

Ipermn-

Discuri, o a Pirro, di Achille.

figlio

stra risparmi lo sposo Linco. Per questo delitto, le

Danaidi furono condannate,


nell'Averno,

ssa consiste in un finto combattimento eseguito d parecchi, in armatura da


guerra, in cui
si

ad

attingere

imitano

sempre acqua
vasi forati.

e versarla in

movimenti

di assalto e

di

difesa. Perci pi probafiglio

Dnao [Danus]
Egitto.

del re

egiziano Belo, e fratello di

bile che, etimologicamente, pirrica significhi la danza

Da Chemni
figlie

con

le

[v.

fugg Danaidi'\
la
si-

focosa

[TTup

fuoco].

Un'altra danza armata era


la xapTcaia, in uso presso i Tessali: consisteva nell'imi-

ad Argo, ove ebbe


gnoria,

per degli Argonuti, oppure mori di morte naturale, lasciando a Linco la signoria. Il suo scudo, cbe aveva la virt
di

decreto

tazione mimica dell'assalto


di
tro
il

un ladrone armato conun guerriero che arava

popolari, fu dato da Linceo a suo figlio Abnte, il quale


lo

domare

le ribellioni

suo campo: v'era l'accompagnamento del flauto [xapTc?

= frutto].
si

Le danze
senz'armi,

pacifiche,

ossia
nel-

appese nel tempio di Hra, e istitu in onore di


giuochi Heri.
nel

eseguivano

le feste degli di: consiste-

lei i

Danza. Le danze,

mondo

greco, posson distinguersi in armate e pacifiche [la


distinzione seguita da alcuni in danze guerresche e religiose

vano, in generale, in cori danzanti, con passo ritmico intorno all'altare. Isella

danza in catena, una schiera


di giovani e di donzelle, tenendosi per mano, ballavano: gli uni con movenze

non

esatta, perch,

103
guerrescli,e, le altre

DT

con pas-

Drico

so leggiero, loro sesso.

conveniente al

[Sapstxi;] moneta persiana di oro, fatta coniare da Dario: da una parte

Le altre specie di danza variarono da luogo in luogo, con carattere proprio: ma


ora noi

aveva l'immagine di un arciere, pesava due dramme


atticbe e corrispondeva al valore di circa 20 lireoro. Oltre
al

non

le

conosciamo

che di nome.
[Per la danza del coro sulla scena V. Teatro].

darico d'oro,
di argento di quello

v'era
d'oro.

il

darico
^J-^q

cbe valeva

Drdano [Dardnus],
di

fgUo
figlia

Giove e di Elettra,
il

per Enea, dei Dall'Arcadia emiBomani.


gr a Samotracia, e di l
nella
il

di Atlante, dei Troiani e,

capostipite

Dttili [AxTuXoi] genii cbe abitavano nell'Ida di Frigia, detti perci Dattili

Idi

ai quali si attribuiva

Frigia ove, ottenuto terreno dal re Tucro,

la scoperta e l'introduzione dell'afte di lavorare il fer-

fond la citt di Dardnia. La prima sua sposa, Crise, ebbe, come dote per le nozze,
il

Palldio e

templi
del-

Furono perci ritenuti sovrumani e, in seconsiderati come maguito, ghi e come demoni, e immaginati al servizio deUa
ro.
artisti

degli di maggiori, in Atene; egli

port immagini

dea frigia Cible, insieme coi Cufti e coi Coribnti.

le divinit

a Dardnia, donde poi passarono a Troia, per opera dei suoi successori. L'altra sua sposa fu Batia,
di Tucro, con la quale gener Erittnio. Da Erittonio nacque Ilo I e
figlia

Furono chiamati
per
TuXo?

Dattili

l'agilit delle dita [Sx-

guivano
lavori.

dito] con cui esei loro eccellenti

In origine erano tre: Chlmis il fonditore [x7)Xc =

Tre; da Troe, Ilo II; da

Laomednte; da Laomedonte Priamo. Figlio di Troe e fratello


Ilo II

avvampo], Danmano il domatore [Sa[jLv6i = do-

mo] Acmne
5

l'instancabi-

quindi di Ilo II era Assraco, da cui

le [xfxcv incudine]. Pi se ne immaginarono tardi,

nacque Capi,

10
e,

[5

maschi e 5 femmine]

da Capi Ancbse, da Anchise Enea.

dopo, il loro numero giunse fino a 100.

DATI

104
di Hera,

Diinia [Dauna], la parte nord dell'Apnlia, compresa tra i flumi Frento [Fortore]
e Aufdus [Ofanto]: fu cos

vestita

accompagnata
si

da sposa da una
pro-

prnuba,

portava in

detta da Duno.

[V.

ivi].

cessione solenne sopra un carro, su la vetta del Cite-

Duno

[Daunus, XIV, 458]

figlio di Licane, fratello di lapige e di Peuczio, il

rone, ove si offriva a Zeus un toro e a Hera una vacca,


Si distinguevano le piccole e le grandi Dedale.

quale,

emigrato

in Italia,

prese sede nella parte settentrionale dell' Apulia, clie da lui fu detta Daunia .

Le piccole Dedale si bravano dai Plateesi,


7 anni, in

cele-

ogni

Dcuma

[decma = decima] era la decima parte


del grano, clie
i

un grande

bosco,

coltivatori

presso Alalcmene: si recideva ogni volta una quercia indicata da un augurio,


figura [SatSaXov]
e dal tronco s'intagliava una di Hera.

dovevano pagare ogni anno allo


dell'agro pubblico

Stato. Perci l'agro soggetto al tributo


di

deeuma

si

Le grandi Dedale si celebravano ogni 60 anni, da


tutti
i

chiamava

age'

deeumdnus.
[porta de-

Beoti insieme:

in

Decumana porta
cumana] era
cipale
la

esse 14

immagini

della dea

porta prin-

[una per ciascuna citt confederata] venivano portate sul Citerone, dove si bru-

che,

neU'accampa-

mento Eomano, si trovava a una estremit della via praetora, la strada maestra, della larghezza di 50 metri, che divideva il campo in due parti eguali, neUa

ciavano,
ficio.

durante

il

sacri-

Dedaline

[Daedalon, XI, 291-345], figlio di Lucifero [re di Trachino, in Tessa-

sua lunghezza.
porta, tro estremo della
strada,
si

glia] e fratello di Cice.


all'al-

Era
dif-

La

collocata

amante deUa guerra, a


ferenza
il

medesima chiamava porta


festa
di

del fratello

Ceice,

praetora.

Ddale

[AatSaXa],

quale preferiva che il popolo vivesse in pace. Straziato dal dolore della
figlia

Zeus e di Hera, nella Beozia, in cui si rappresentava una scena coniugale di queste due divinit: la statua

na
si

Chione, uccisa da Dia[v. ivi], voleva ucci-

dersi e, salito sul Parnaso,

precipit nel vuoto. Apol-

105
lo

DEI
secondo altri, ritorn con Teseo, da Creta in Atene.
0,

n'ebbe piet e lo mut

in sparviero.

Ddalo [Daedlns, Vili, 159259] figlio di Mezine o di Palamane, era ritenuto


l'inventore di

Di pOii]: Consentes [consiglieri^ erano 12: 6 di e 6 de [Giove,


Nettuno, Vulcano, Apollo, Mercurio, Marte; Giunne,

pareccM

stru-

menti da lavoro e delle statue, cbe si rappresentavano con gli occM aperti e come moventi il passo.

Minerva, Crere, Vnere,


Vesta, Diana]. Selecti [scelti]:

Avendo, per invidia, ucciso


il

nipote Talo [y. ivi], fuggi da Atene a Creta, presso il

Saturno, Giano, Fiuto, Bacco, Sole, Genio, BJiea, Luna]. Gii

re Minosse, il quale gli fece costruire il famoso Labirinto in Cnosso, per tenervi

di consentes con i selecti formavano gli di magni. Erano invece di minores

gM Indlgetes
eroi
dei,

[patrii]

cio

cMuso

Minotauro. Ma quando Teseo, con l'aiuto di Aridne, uccise il Minotauro, Minosse vi rinchiuse Dedalo col figlio Icaro. Ma Dedalo corruppe i custodi
il
e,

Bomani assunti fra gli come Enea e Romolo,

Semnes

Vi erano inoltre
forestiere.

[semidei]. gli di pe-

regrini che erano divinit

per mezzo di
figlio
si

ali di cera,

Come

di

del cielo

erano

fuggi col to. Icaro


nel volo

dal Labirin-

venerati:

lev troppo alto


liquefatta la ce-

e,

Urano, Saturno, Giove, Marte, Vulcano, Mercurio, Apollo, Bacco; Giunone, Venere,

ra, precipit, presso

Samo,

Minerva, Diana.

nel mare, detto quindi Mare Icrio, e fu seppellito dal padre nella isoletta chia-

Erano

di del

mare e

delle

mata perci Icria. Dedalo and poi nell'Italia inferiore,

acque: Oceano e Teti, Nettuno e Amfitrte, Nereo, le Neridi, le Sirne. Di della terra erano: Gitele,
Vesta, i Lari, i Penati,
ne, Pale,
le i

a Cuma e, di qui, a Gmico in Sicilia, pass


presso
il

Pa-

Funi,

i Stiri,

re Ccalo. Minosse,

che lo aveva inseguito, lo richiese Cocalo, ma fu


ucciso daUe fgUe di costui. Dedalo mori poi in Sicilia

Muse. Dei dell'Averno erano: PluOridi, le Dradi, le


tone, Prosrpina, le Parche,
le

Erinni,

JEacOj

Mani, Minosse, Badamanfo, Caronte,

DEI

106
figlia di

Deianra [Deianira],

Eneo, sorella di Melegro, fu moglie di rcole. [Vedi


JEJrcole'].

spelonca dalle cento porte, ove essa viveva.

Defone [Deiphon] era

figlio

Deidama [Deidamia]
di

figlia

di Celo, re di Elusi, e di Meganira, e fratello di Trit-

Licomde, re di Sciro,
Achille,
lei
il

and sposa ad
quale ebbe da
.

il

figlio

tlemo. Crere, ospitata da Celeo, prese cura di allevare Deifone: per purificarlo da

Pirro, cbiamato anche Ke-

ogni cosa mortale, lo mise


nelle

ottlemo.

[V. Neottlemo].

fiamme,
il

ma

la madre,

Defobo [Deiplibus], figlio di Priamo e di cuba, dopo Ettore, era uno dei primi
eroi troiani.

spaventata,
trarre

cerc

di

sot-

bambino

al fuoco.
se
ti-

Quando Troia
sua
casa fu

Allora la dea, sdegnata, ne and sul suo carro, rato dai dragoni,
fone.
e.

fu presa, la
distrutta

lasci

da Ulisse e da Menelao, ed egli fu turpemente mutilato da Menelao.

morire nelle fiamme Dei-

Delfino [SsX9L<;] macchina da guerra, deUa forma di

Deifone pDeiphone]

sibilla di

un

Ouma,
le

figlia

di

Gluco.

Apollo, innamoratosi di lei, promise di darle tutto


ci ch'ella gli avesse ricbiesto. Ella chiese di vivere

delfino, adoperata sulle navi greche. Consisteva in un grosso, pezzo di ferro o di piombo, attaccato con corde alle antenne e munito di carrucole, che veniva

nelli

tanti anni per quanti gradi sabbia aveva in

lanciato con forza sulle navi

mano, ma

dimentic di domandargli, insieme con la


longevit, la giovinezza. Al tempo di Enea, il quale
la consult

nemiche, per forarle. Delfo CDelphi, I, 515] la


cide,

cit-

t pi importante della F-

rinomatissima per

l'o-

racolo di dai Greci


della

ApoUo
il

e ritenuta
centrale

prima

di scen-

punto

dere nell'Averno, eUa con-

tava gi sette secoli e sarebbe vissuta per altri tre


secoli.

Grecia, anzi l'ombelico di tutta la terra. Questo oracolo fu tenuto prima

Ouma, come

sa-

cerdotessa di Apollo, dava


i

responsi con voce terribile, che usciva dalla profonda

da Ga, la quale lo cede poi a Temi, sua figlia, questa lo diede alla sorella Fbe,
e questa,

come

regalo nata-

107
lizio,

DEL

ad Apollo, suo

nipote,
di

nato da Latna,
Febe.

figlia

pite le statue delle tre divinit delfiche: Artemide, Latna, Apollo; nel prnao
si

Secondo un'altra leggenda,


Apollo,
il

leggevano

le

massime

Codi

appena nato, uccise

nosci te stesso

, IsTulla

serpente Pitne o Delfino, fgHo di Gea, clie lo custodiva; ma dovette fuggire,


l'ira

troppo accanto a questi detti, vi era la statua d'Omero. ISTel-

e l'oscuro

Se , e

per evitare

di Gea, e

servire per otto anni, percli espiasse la colpa. Finita l'espiazione, prese possesso dell'oracolo di Delfo.
Il

l'interno del tempio vi era una statua di Apollo, tutta


di oro e, davanti ad essa, su cui ardeva perpeil fuoco, Accanto v'era un masso di

l'ara,

tuamente
all'ara,

tempio, in tempi remo-

tissimi, era

formato da una

specie di steccato di frasche, costruito intorno a pa-

bianco, della forma cono tronco, che rappresentava l'ombelico della


di
terra.
>

marmo

reccM alberi di
sto

alloro. Pre-

per sorse ivi

un tem-

lati,

due aquile

L'ara aveva, ai tre d'oro, che

sontuoso, elle di Vienne ricchissimo di tesori: al tempio

raffiguravano le due aquile mandate da Giove, dai due

po di Plinio
Cristo],
di

[I secolo

esso

aveva

dopo 3000

punti estremi del mondo, per fissare, col loro incontro,


il

statue di oro, di argento,

punto del centro di


la

bronzo, di marmo. Ma questo tempio, che si diceva costruito da Agamde

tutta

terra.

Dietro

la

da Trifnio, fu distrutto un incendio, nel 584 av. Cristo, e se ne costru un altro molto pi splendido,
e

da

tempio, si apriva una caverna, nella quale si trovava la famosa fenditura, su cui si ergeva il tripode.

cella del

di architettura ionica, nel-

l'interno,

dorica,

nell'e-

Essa esalava vapore eccitante, e si diceva che fosse stata scoperta da alcuni paper opera di una eache ivi era stata presa pra, da convulsioni.
stori,
Il

sterno,

dagli

Alcmenidi,

per opera degli scultori Praxia e Andrstene, e fu compiuto verso


sto.
il

430 av. Cri-

Sul frontespizio erano scol-

tripode d'oro, innalzato su tale fenditura, era stato consacrato dagli Elleni, do-

DEL
po
la

108
tico

battaglia di Plata av. Cristo]: esso con[479 sisteva in un bacino di oro,


collocato

ed eccitata dalle
esprimeva
il

esa-

lazioni,
cinio,

vati-

sempre

oscuro

ed

sopra

un

piedi-

stallo di bronzo,

formato da

enigmatico, o in versi o in prosa, che veniva poi com-

tre serpenti avviluppati, e aveva in cima una piastra

piana, leggermente concava, su la quale sedeva Pizia, la sacerdotessa dei vaticini!.

posto in versi da poeti addetti a questo ufficio. L'oracolo di Delfo antichissimo [meno antico per dell'oracolo di Giove a Do-

'Nei

tempi anticbi,

la Pizia

dna, nell'Epiro], fu in fiore sino alla guerra del Pe-

era

fu

una giovine vergine, poi sempre una donna di


con
se-

loponneso [V secolo av. Cristo], saccheggiato da Siila


depredato pi volte dagli imperatori romani e bizantini, com[86 av. Cristo],

oltre 50 anni, vestita abiti verginali; ma in

guito vi furono due Pizie, e anche tre.


s'interrogava, in in un giorno fsso, principio, verso l'inizio della prima-

battuto dai Padri

della

L'oracolo

Chiesa, e finalmente, chiuso da Teodosio nel 390 dopo


Cristo.

vera;

ma, in seguito, in un tempo stabilito di ciascun


mese. Coloro cbe volevano
l'oracolo, di alloro e di
cinti

Dlio [Delius, V, 329] Apollo, nato nell'isola di Delo [Ccladi] insieme con la sorella

consultare
di

Diana

[Dlia,

V,

639].

rami

bende

Dlo

di lana, offrivano vittime e

[Delos, Yl, 333-334] isola delle Ccladi, la quale accolse

preghiera al dio; indi, se le vittime indicavano che il giorno era favorevole aUa
consultazione, la Pizia

Latna che, essendo

stata

amata da Giove,

an-

dava raminga per

la terra,

man-

giava alcune foglie dell'albero di alloro, che sorgeva nell'adito e beveva l'acqua della fonte Cantide, che scaturiva ivi. Indi, vestita
di abito lungo e lucente e ornata di oro nel capo,

sospinta dall'odio di Giunne. In quell'isola, sul

monte
luce
i

Cinto, ella diede

alla

due gemelli

generati

da Giove: Apollo e Diana.

Dmetra [AY)(i.-^Ty)p,
madre
figlia

Ay][irfcga

r^ = terra,
di

della terra [A,


(X7]T7]p

= madre]

A^ =

invasa dallo spirito profe-

Crno e di Eha,

109
protettrice
in
ra.

DEN
so, rivestivano le

delle

biade

e,

pi alte
della

generale, Ebbe culto speciale in Blnsi, citt situata ai condella Hegride, a da Atene, al

deU'agricoltii-

caricbe.

IsTegli

Stati

confederazione Acha, essi erano dieci.

fini

due
cui

Demoionte [Demopbon],
figlio

miglia

di Celo
la

di
lo

Metaaffid

principe aveva insegnato la coltivazione dei campi, e

nira,

quale

aveva

cosi

introdotta

la

stabilit delle sedi, gli ordi-

namenti
e la

cittadini, le

nozze

bambino aUa dea Demetra quando questa, sotto l'aspetto di una veccMa, si era fermata in una casa,
cercando la
figlia

vita tranquilla, ordi-

Prosr-

nata da leggi. Culto spe-

ebbe ancbe nella Siper la sua fecondivenne dimora predit, diletta di Demetra. Da Giove ebbe la figlia Persfone [Prosrpina] la quale le fu rapita da Hdes, nella pianura di Msa [in Beozia] secondo una leggenda 0, posteriore, a Enna, in Siciciale
cilia cb,e,

pina, rapita da Hdes. Demetra, volendo rendere immortale il fanciullo, lo cosparse di ambrosia e lo tenne di notte sul fuoco. Ma, accortasene la madre, ne

fu spaventata; Demetra
lora,

al-

adirata,

lasci

l'im-

presa,

ma Demofoonte, per aver riposato in grembo aUa dea, ebbe, in retaggio, per-

e trasportata nell'Averno, su di un carro tirato


cUia,

da cavalli.

A Demetra
iali,
in,

si

offrivano

ma-

petuo onore. Un altro Demofoonte, figlio di Teseo e di Fedra, fu re di Atene. Eitornatp da


Troia, dopo la guerra,
si fi-

segno della fecon-

dit, tori,
ta,

giovencbe, frutdi miele e le erano pani


gli

danz a FiUide,

figlia

del

sacre le spighe,
fruttiferi,
i

alberi

papaveri.

re trace Sitone; ma essendo egli tornato in patria e rimasto col oltre il tempo
stabilito,

A Eoma fu identificata
12 aprile,
si

con
il

PiUide

si

impicc

Crere, alla quale, l'il o

celebravano ap-

mutata in un albero. Demofoonte poi difese gli


e fu

posite feste, dette Gereala. Demiurgi -[SY)(xioupyoi] era-

Erclidi da Euristo
uccise.

e lo

no magistrati che, in alcuni Stati dorici del Peloponne-

Dendr fori

[AvSpo9poi.] i di lberi [SvSpov portatori

DEE

110
=
Parnaso.

albero, q)sp(o porto] erano coloro clie portavano, in processione, alberi divelti

Quando
il

Giove

fatto cessare

diluvio, restitu la serenit aUa terra

dalle radici, in onore di qualche divinit.

e al cielo, DeucaMone piangeva e si doleva con la moglie

Draia
si

[Spaia]

gingilli
al

appendevano
in
e

cbe coUo dei

cbe

il

genere umano

fanciulli,

ornamento
contro
il

come come amuleti


Grecia,

fosse tutto perito; ed entrambi decisero di recarsi a

Delfo per consultare


colo, sul

l'ora-

maloccbio. Per i bambini esposti, erano segno di riconoscimento.

modo con

cui po-

tesse restaurarsi la scMatta

umana.
L'oracolo di
se:

Drceto

pOerctis > Dercto, IV, 45] madre della famosa Semiramide, cbe essa aveva avuto dal giovine Siro. Uccise Siro ed espose la figlia in un deserto, dove fu nutrita
si

Tmide

rispoco-

Uscite dal tempio,

pritevi il capo, slegate gli abiti cinti e gettate dietro


le

spaUe

le ossa della grande

nutrice

Dopo

essere

stati
si-

daUe colombe; poi essa

lungamente

perplessi sul

gett in

un luogo

presso

gnif^cato dell'oscuro responso, DeucaMone pens che la grande nutrice dovesse essere la terra, e per le ossa di lei non erano che le pietre.

Ascalne [in Palestina] e quivi fu convertita in pesce.

Met donna

met

pesce,

fu venerata come dea, presso il lago, dai Siri, ed paragonata all'Afrodite dei

E, manifestata questa
en-

interpretazione a Pirra,

Greci.

trambi gettarono
[Deucalion,
I,

sassi die-

Deucaline
318-415]
e di

tro le loro spalle.

Le

pietre

Promteo aveva per moeumne,


figlio di

lanciate

glie Pirra figlia di

Epimteo.

da Decaulione si trasformavano in uomini, quelle buttate da Pirra, in


donne. Cosi fu ripristinata

Durante il Diluvio, scatenato da Giove [v. Diluvio],


per nere umano,
la

la stirpe

umana.
l'indodi

distruzione del geegli insieme


i

Diamante [admas]
cui
sili

mabile l'acciaio divino


si

con Pirra,

due

soli giusti

in tutta l'umanit, si era posto in salvo, ritirandosi

fabbricavano gli utendeg di. Di diamante

erano: la falce di Cronos, l'elmo di Ercole, le catene

con una nave sul monte

Ili
di Promteo e quelle di Crbero. Secondo Ovidio, erano di diamante le tavole

Die
schiavi.

Servio

Tullio

co-

stru, in onore di lei, tempio su l'Aventino.

un
In

su cui le Parche incidevano i destini [XV, 813] e le porte elle

Aricia, in un boschetto, avtva culto cruento presso la'

conducevano

all'A-

fonte

verno [IV, 453].

Egria: quivi il sacerdote, ch'era uno schiavo

Diamastigsi
(7!,?]

[dic/,y.(x.GTy(i

flagellazione cL,e

fan-

fuggito, per riacquistare la sua dignit, doveva ucci-

ciulli spartani ricevevano innanzi all'altare di Diana


[[i(kaTE,

dere

il

lotta.

Una

predecessore in una leggenda nar-

yci)

sferza;

BiayLO-ari-

sferzo].

L'origine di questo costume era religiosa; al sacrifcio


si

deUe vittime umane che

rava che Ippolito, ucciso per opera di Nettuno e per le imprecazioni del padre Teseo, essendo caro a Diana, perch dedicato anche
lui

offrivano alla dea, fu sostituita la flagellazione dei

tato

aUa castit, fu risuscida Esculpio e con-

ragazzi e dopo, nell'et storica, essa fu conservata co-

dotto a Diana, in Aricia, dove regn sotto il nome


di Virbio.

educativo, per giovani a sopportare con coraggio i do-

me mezzo
i

abituare

lori fisici.

Disie [x Sicta] feste in onore di Giove Meilichio = benigno] che lyi.euJ.XioQ


si

ragazzo, flagellato, cadde morto a pie dell'altare, senza emettere un lamento.

Un

celebravano

in

Atene,

nel 23 del

mese

di Anteste-

Diana [Diana,
luminosa
dies

I, 487] la dea [la radice di di

rine [febbraio -marzo] con vittime incruente, presso il tempio del dio, sulla riva

come
l'idea

8t

di Aiq espri-

di luce] era figlia di Giove e di Latna, sorella di Apollo, identifi-

me

cazione At?

del fiume Uisso, per purifidel popolo [Zsu?,

Giove].
la

Dehe
figlia

[AtxT]]

dea

della

cata con Artemide. [V. Artemide}. Il culto di Diana


era stato introdotto

giustizia [Sixtj

di

Giove

giustizia] e di Tmi,

dai plebei latini perci stimata specialmente la dea dei plebei e degli

ma

a Eoed era

era

protettrice delle leggi e dei tribunali. Sorelle sue

erano

Eunomia
figlia

Irene;

aveva una

Esycha.

DID
Essa cliiamata Astra [la vergine
re
:

c7TY]p

112
chezze
tadini
dalla

anche
stella-

Fenicia,

accit-

compagnata da molti
di
e,

stella];

come

Tiro.
di
l,

Giunse
alle

tale, visse snlla terra, nel-

Cipro

coste

l'et

delToro, successe l'et

ma
del

quando
bronzo,

dell'Africa,

ove dal re lrbo

essa fu l'ultima fra gli di ad andarsene in cielo, dove

compr tanta terra, quanta se ne poteva cingere con


una peUe
di toro.

EUa

ta-

splende come costellazione


dello Zodaco, col

nome

di

gli la pelle in strisce sottilissime, con le quali cir-

Vergine .
scrittura

cond un tratto
contenente

considere-

Didascala [AiSacrxaXia] era

una

vole di terreno, ove costru la rocca di Byrsa [^upcra

notizie particolareggiate in-

= pelle]

e fond Cartagine,

torno alla rappresentazione di una tragedia o di una

verso r888 av. Cristo.

commedia
tempo

segno]. Vi e il luogo della rappresentazione, il nome dei

in[StSaxoi erano indicati il

Secondo Virgilio, Enea, navigando da Troia verso il Lazio, capit a Cartagine e fu amato da Bidone; ma
essendo ripartito in segreto, per comando di Giove, Bidone,
per- il dolore, s'uccise

poeti

preso parte alla gara, e il successo ottenuto. In seguito, si

che

avevano

precipitandosi

sul

rogo.

fecero

queste didascalie, ordinate cronoe

raccolte

Diffarreazine pDiffarreato] cerimonia opposta a queUa


detta confarreato [v. ivi]: era lo scioglimento del matrimonio, fatto alla presenza del sacerdote, in cui si of-

logicamente, annotate

spiegate dai compilatori. Queste raccolte si chiamarono anche Didascale.

Didne [Dido] la fuggitiva [il suo nome era Mssa o Msal


fgHa del re di Tiro [Mtgo o Belo o Agenore] e sorella

frivano sacrifci
confarreato.

come

nella

PigmaUne. Morto il paebbe la signoria e spos Sicho; ma avendole Pigmalione ucciso il marito,
di
dre,

Diplie [T SiiTcXia] antichissima festa ateniese, che si celebrava nel 14 del mese
di Scifoforine
glio], nel

[giugno -ludella treb-

tempo

per impadronirsi dei tesori, ella fuggi con le sue ric-

biatura, in onore di Zeus difensore [Zs? TToXis?

della citt], al quale

si

of-

113
fri

DIO
nel vio

va un toro, sopra un altare dell'Acrpoli. Il sacerdote elle

pugno
si

le nubi, e U dilurovesci terribile,

ammazzava il toro,

appena dato il colpo, doveva fuggire e, invece di tratta in giudilui, veniva


zio

apportatore di strage e di morte.


pregato dal fraGiove, ordin ai fiumi che straripassero e inondassero la terra. I torrenti poisTettuno,
tello

la scure, la quale era consacrata alla maledizione e gettata in mare.


[I,

derosi

abbatterono

selve,

Diluvio
della

260-312]. Giove,
della

indignato

famiglia

di

malvagit Licane

case e citt, e distrussero ogni cosa. La terra fu tutta


allagata, e perfino
i

monti

[v. Idcaone] e dell'estrema corruzione del genere uma-

furono coperti di acqua; la gente per tutta e, a ripristinare la schiatta del ge-

no,
la

decret di distruggere
schiatta
degli

uomini.

Pens prima di scagliare la sua folgore, ma pi, temendo elle ne andasse in fiam-

nere umano, non sopravvissero che due: Deucali-

ne e

la

moglie Pirra. [Ved.


[Diomdes,

Deucalione'].

me
sino

tutta
il

la

terra

cielo,

come

e perera stato

Diomede

XIII,

predetto dal fato, decise di rovesciare sul mondo il


diluvio.
nelle

100], figlio di Tido, successe al trono di Argo. Dopo

Fatto rincliiudere profonde caverne l'A-

quilone e gli altri venti capaci di portare il sereno, dis-

guerra degli Epigoni a Tebe, egli prese parte alla guerra troiana con i suoi forti amici Stnelo ed Eula
rialo.

Dopo

Achille,

egH era
il

sipando le nubi, ordin a Noto che si scagnasse per l'aria.

in battagha e in consiglio

pi valoroso

dell'esercito

Koto aveva il volto orrido, offuscato da oscura cangine, la folta barba densa
nembi, luppata da nebbie, il crine canuto, rigurgitante di
pioggia,
di

greco: con Ulisse esplor il campo nemico, uccise Do-

lno

Eeso.

Con

Ulisse,

la fronte

avvi-

seno e le penne

caduta Troia, entr nella rocca, per rapirvi il Palldio, che port ad Argo, o gli fu tolto da Demof oonte,
la

impregnate di acqua. Vol egli con le ampie ah, umide


e gravi, strinse e

sbarcato nell'Attica. Finita guerra di Troia, torn

compresse

felicemente

ad Argo.

Stano, Dizionario di miti e leggende.

DIO

114
ros, da Afrodite: dal culto
di lui trasse origine
il diti-

Secondo una leggenda posteriore, invece, trovata infedele la moglie Egale, egU

part per recarsi nell'EtoHa, patria di sno padre Tido.

rambo e, dal ditirambo, il dramma. Quando la madre Semele


[v.

Ma

nel viaggio, fu colto da


lo

ivi]

fu investita

dalle
ella

una tempesta, che

tra-

scin in Italia, nella Dunia [prov. di Foggia], e quivi aiut Duno contro i

fiamme di Giove, che aveva voluto guardare

sve-

lato in tutta la sua maest, diede alla luce Dioniso im-

Messpi, e ne ebbe la figlia Enippe, in sposa, e la signoria


della

maturo. Giove
in

lo f cucire

Dunia.

una gamba e, trattolo fuori a tempo compiuto, lo


affid
glie d
[v.

Su
lia

la costa orientale d'Ita-

avrebbe costruito Be-

nevento, Arpi, Brindisi, e sarebbe morto o nella Baunia o in qualche isola dell'Adriatico o

a Ino, seconda moCadmo. Euggita Ino ivi], Dioniso fu affidato


giovani ninfe della
val-

alle

le di

Msa

[in origine forse

ad Argo, ove
figlia di

era ritornato.

in Beozia, poi immaginata nella Tracia e in altre ree, nascosto in una caverna, fu alimentato con dolce nutrimento. Di qui il

Dione [Dione]
no
e

Ocea-

gioni]

e di Teti 0, secondo altri di Urano e di Ga: da lei

da Giove nacque AfroA Dodna, Dione era sposa di Giove e, in origine,


dite.
si

Dioniso, che significherebbe dio di Msa . Spos Aridne, da cui ebbe


i figli:

suo

nome

considerava come

il

Gio-

Enpio
Stfilo

bevitore
[ il

di

ve di Dodona, in aspetto
femminile.

vino
te
],

],

Evnte
[

fiorendei

l'uomo

Dioniso [AiwaoQ, Dionysus, IV, 1-17] figfio d Giove


e di Semole,
allieta
il

dio della vi-

ticoltura che, col

dono del

grappoli ]. Il suo culto si diffuse in tutta la Grecia ma, per la sua inclinazione alle molsensuali, trov resistenza in molti luoghi. Seguito dalla schiera d baccanti o mnadi, d stiri,

cuore dell'uomo e provvede al benesvino,


il

lezze

sere e alla felicit.

amico

delle

promuove
pagnato

Muse, di cui accomdalle Grazie, da


le arti,

di

silni,
il

che avevano

in

mano

tirso cnto di

pam-

115
pini e di edera, il dio gir per la Grecia, per molti altri paesi e giunse perfino
nell'India. Il culto di Dio-

DIO
gennaio], quando si assaggiava il vino nuovo in campagna: in questa festa v'e-

niso

ebbe sempre
in

il

carat-

tere dell'allegria spensiera-

tempi antichissimi, si portava innanzi un'urna di vino e alcuni tralci; veniva poi un capro, indi un uomo, che
ta;

nella festa,

rano sollazzi campagnoli e danze burlesche, con motti spiritosi, da cui deriv la poesia drammatica. Un divertimento particolare era
quello delle Asclie, in cui
i

fanciulli saltavano con un piede in otri gonfi, unti di


olio
II.

portava un canestro di fcM. Pi tardi, prevalse l'ebbrezza sensuale: si andava intorno con un rumore assordante di flauti, di timpani e di piatti musicali, al euhe! grido di Eoi! in preda a un'ebbra insae,

[axc, == otre].

Le Lene

torchi [Xtjv? la pigiatura]

[la festa

dei

torchio per nel mese di

[gennaio -feberano continuaziobraio]: ne delle Dionisache campagnole. Esse si tenevano


nel territorio Leno [AY]valov], l piazza ove era il tempio di Bacco, in Atene, e
si

Gameline

nia, si squartavano animali e se ne mangiava la carne

sanguinolenta. La festa si protraeva nella notte, e vi

beveva

il

vino nuovo

prendevano parte
cbe, sotto
canti,

le

donne

in citt.
Si teneva

il nome di BacMnadi, Thadi, Mi-

chetto,

poi

un sontuoso bansi faceva ima

mallne.
nidi,

Bassridi,
la

Bist-

formavano
di

compa-

leschi,

processione, con motti burper la citt, e si

gnia
culto

Dioniso. Questo rumoroso ebbe pro-

rappresentavano commedie e anche tragedie.


III.

babilmente
Tracia.

origine
il

nella
delle

Le Anthestrie,
al

dal-

ril
ciclo

KeU' Attica,
feste

13 del mese di Anthesterine [febbraio -marera la festa


dei fiori

Dionisiaclie consiste-

zo]:

vano in quattro feste principali:


1.

[vSo? tre giorni.

fiore] e

durava
l'a-

Le Dionisache piccocampestri^ nel

Nel 10
si

si

festeggiava
il

le

mese

pertura delle botti,


spillava

da cui

di

Poseidone [dicembre-

vino [uiGotyia

DIO

116
apertura delle botti:
tzI-

00?

botte, otyi

pompa, dinanzi a grande


moltitudine di Greci e
stranieri.
di

apro].

Il 20 era la festa delle

Anbe-

fore IxsQ

anfore]:

si

Dioniso

si

rappresenta in

veva a gara, e cM per primo aveva, vuotato il suo boccale di vino, ne aveva in
premio un
otre; in questo giorno la mogUe dell'arcon-

et di efbo, di forma quasi femminile, avente nel capo,

intorno ai molli riccioli


la

del-

te re offriva

un

sacrijB.cio

capellatura, una mitra e una corona di pampini e di edera, e coperto


folta

privato nel tempio Leneo e


si

nel corpo di
capriolo.
Il

una
suo

pelle di

sposava al dio. Kel 30 giorno era la

corteggio

fe-

sta delle pentole [-/{rpoi pentole] in cui si offrivano

era [si chiamava tMdsusI formato dalle mnadi o baccanti, dalle ninfe, dalle muse,

pentole con legumi cotti a Hermes Chtnio [sotter-

dai satiri, dai silni, dai

centauri: a lui erano sacri


i

raneo] e ai morti. IV. Le grandi Dionisia-

e l'edera, la panla lince, la tigre, l'atera,

pampini
il

che

Dionisache citta-

sino,

delfino,

il

capro.

dine, dall'8 al 13 del mese Elafeboline [marzo -aprile], nelle quali veniva in citt

Al dio greco Dioniso corrisponde il" dio romano del vino Bachus o Liber, il
cui culto pass dai Greci dell'Italia meridionale ai
di Bacco a Eoma, le celebravano, feste Liberala, il 17 marsi

una grande moltitudine dalla campagna e dai paesi


stranieri.
IsTel

2
del

l'antica

statua

giorno, dio si

Eomani. In onore

portava, con splendida processione, dal Leno in un

zo,

con

rappresentazioni

tempio, in cui forse s'era


trovata prima, e poi
si ri-

neUa

citt e in

La
da

festa era
lazzi,

campagna. accompagnata
Grecia; pi col culto di
le Bacsfre-

portava di nuovo nel Leneo: durante questa processione si cantavano ditirambi, composti per questa
festa dai pi celebri poeti. Xei tre ultimi giorni si rappresentavano commedie e

da scherzi e da

canti
tardi,

come in a Eoma,

Bacco penetrarono

hanala, vere orge di

tragedie nuove, con molta

natezza, cbe furono poi proibite dal Senato, nel 186 av. Cristo.

117
Gli attributi di Dioniso
si

DIO

principali in onore del dio;

riferiscono
risticlie

a note carattedella sua vita.

Nyctelus, perch le Baccanali si celebravano di

detto infatti Bionysus,

Ny-

notte [vu^
lus,

saeus, JSfysus, to dalle ninfe nelle selve di

perch alleva

daUe grida

notte]; Medi invoca-

Kisa;

BaGchus,

colui clie

strepita
tra

[pxxo?

stre-

XsXsu ; EJiuan, dal grido di giubilo suoi, che gli rivolgevano le Baccanti.

zione

pito], nei misteri di

Dmel'eb-

Discur

[AicTxoupot.]

anche lacchus; per


i

di Giove [At?

figli

brezza frenetica ond'erano


invasi tutti

membri

del

suo corteggio, perci detto anche Bromus, il rumoroso [^ps[i.to = rumoreggio;


Pp(j.o(;

figlio] erano Cjcoupo? store e Polluce, figh di Giove e di Leda, moglie di Tin-

di Giove,

daro, dal quale essa ebbe


le figlie Elena e CUtennstra. Dal nome di lui erano

rumore];

Liber per la sfrenata libert del suo culto; Lyaeus,

quindi
dridi
>>,

detti
e

anche TinGiove li a-veva

perch scioglie da ogni affanno [Xc sciolgo]; Igni-

generati, prendendo la for-

ma

di

un

gna, perch partorito da Semle, quando fu investita

Castore
nel

cigno. era domatore

di

cavalli, Polluce era valente

dalle

fiamma

di

Giove

[ignis
vofzat
tus,

= fuoco, ysv in yty = nascere]; Bis gen-

pugilato.
la

Fecero

una
per

spedizione nell'Attica,
liberare
sorella

Bis natus, Satus itrum, perch, abortito dalla madre, Giove se lo cuci in una

Elena, rapita da Teseo, presero parte alla spedizione degli

gamba, da cui usc poi in tempo maturo; Thyonus, perch, quando sua madre Semele fu dal dio condotta
all'Olimpo, vi god l'immortalit sotto il nome di Thydne, la pazza
infurio]; Lenaeus, perch Leno era il nome della piazza e del tempio, ove si celebravano le feste
[Buco

Argonuti, combatterono contro Ida e Linco loro


cugini
tello di
[figli

di Afaro, fraTindaro], dei quali

dall'Averno

avevano rapite le fanciulle Eebe e Ilira, cugine co-

muni

[figlie

fratello

di

Afaro], Ida e a Linceo.

di Leucippo, Tindaro e di gi promesse a

Secondo un'altra leggenda, dei due Dioscuri, Castore

DIB,

- 118
presentavano un gettatore di disco; opera stupenda del grande scultore greco Mirne.

sarebbe stato generato da Tindaro, e sarebbe stato


perci mortale, mentre Polluce, nato da Giove, era

immortale. Essendo morto


Castore, ucciso da Ida, Polluce chiese, per amore del
fratello, di

Discordia [Discordia]

la dea

della contesa e della lotta, seguace della dea Bellna:

morire anche lui. avendogli Giove accordata la scelta di abitare sempre sull'Olimpo, o di starsene insieme col fra-

sorella

compagna

di

Marte

nella battaglia e, con insaziabile avidit di san-

gue s'indugia,
multo.
Presso

lieta nel tu-

Esiodo,
e

tello,

un

giorno nell'Olimpo

figlia della i^'otte,

madre

e l'altro nell'Hdes,
sta.

PoUuce

preferi quest'ultima propo-

della Fame, dello Stento, del Dolore, della Battagha. La discordia Eomana una

Secondo Omero, essi sono, anche sotterr, onorati da Giove, ma vivono e muoiono alternativamente, un
giorno l'uno
l'altro.

riproduzione della "Epiq greca {piq discordia].

Dite

[Dis, IV, 438] Plutone, fratello di Giove e di E'et-

un giorno

tuno, il dio del mondo sotterraneo. [V. Ades],

Dirce

[Dirce, II, 239] una fonte presso Tebe. Era moglie di Lieo, re di Tebe.

Etimologicamente

signifi-

cherebbe

il

dio del fuoco

sotterraneo

perch la

raal

Avendo

oltraggiata e tenu-

dice dis da avvicinarsi


A(,

ta prigioniera Antiope, madre di Anfne e di Zto,


questi mossero contro Tebe, uccisero Lieo e, presa Dirce,
la legarono alla corna di un toro, che la precipit in una

di ic, e al di i dies, con l 'idea fondamentale di

luce

fnte, la quale prese

il

nolan-

Dittnna [Dictynna, II, 441] Artemide, venerata come dea della caccia: in suo onore sorgeva un tempio
sul

me da

lei.
il

monte Bictynneum,

nel-

Discbolo [Discoblos]
ciatore di

disco

disco,

pXXw

= getto].
si

[Sicxog

l'isola di Creta,

perch, da

Con

quel monte, Artemide [secondo altri, invece, una


ninfa Britomrte], si gett in mare, per fuggire l'ab-

questo

nome

indica la pi

celebre delle statue che rap-

119
braccio di Minosse, donde fu salvata in una rete di

DE
della quercia, dal volo delle

pescatore. Da ci deriva

colombe sacre a Giove, dal suono dei bacini di rame,


penzolanti nell'aria.

il

che

vuol dire

suo nome, dea delle


esa-

Ai

sacerdoti

Selli

furono
sacerdo-

reti [StxTuov

rete].

aggiunte anche

le

Docimasa

[Soxtfjiacyia]
ch,i
i

tesse dodone, le quali can-

me

elle

subiva

voleva

essere iscritto fra

cittadini

cM

aspirava a

qualche

tavano Zeus fu. Zeus , Zeus sar: oh grandissimo Zeus . In tempi antichi,
!
.

carica, in Grecia [Soxi(i.(^(o

l'oracolo

di

Dodona fu

il

esamino].

Quando, nel

180 anno di et, un cittadino attico doveva essere


iscritto nel registro pubbli-

pi celebre; ma in seguito, esso fu alquanto oscurato da quello di Apollo, in


Delfo.

co

dei

cittadini
si

eleggibili

esaminava se egli discendeva da cittadini, se era iscritto a


[Xyj^iapj^ixv],

Secondo una leggenda, due nere colombe selvatiche era.

no fuggite da Tebe di Egitto: l'una nella Libia, l'altra

culti riconosciuti dallo Stato, se

a Dodona.

Quest'ultima,

aveva preso parte a


milita-

posatasi sopra

una

quercia,

qualche spedizione
re, ecc.

aveva ordinato, con voce

umana, che

ivi si
Il

fondasse
del

Dodna [Dodona,

AcoScvt)] citt dell'Epiro, famosa perch era la sede del pi an-

nn

oracolo.

centro

santuario era formato daUe

querce sacre a
piedi delle quali la fonte, il cui
le frondi,

tico oracolo di Giove.

Quivi

Giove, ai zampillava

era
i

un bosco
del
,

sacro,
dio,

ove
detti

mormorio,

sacerdoti
Selli
i

insieme con lo stormire delera interpretato


dalle

quali

cammina-

vano con i piedi non lavati e dormivano su la nuda terra, traevano i responsi
dal

come

vaticinio,

sa

cerdotesse, dette
[TCsXstdcSs?

Pelidi

colombe].

sussurro

delle

frondi

Dolne [Dolon, XIII,

della quercia sacra.

In seguito

sono ricordate

98] un esploratore troiano, che fu sorpreso e ucciso da Ulisse


e

altre specie di vaticinazioni, tratte dal mormorio della

Diomede.

Dride

fonte che scaturiva a pie

[Doris, II, 11] figlia dell'Oceano e di-Teti, and

DOR

120

l'albero spicci
quell'albero

moglie a Kero, dio marino: gli gener 50 figlie [le Neridi], e con lui ha dimora
nel mare Ego. Dorfori [Doryphori]
tatori
i

sangue:
la

era

ninfa

Loto

[v.

ivi]

trasformata

por-

di

lancia

lancia, qjspco

= port]

[Spu

in pianta; per questa involontaria violazione, Driope fu convertita in albero, ma


il

erano

bambino fu portato

via

guardie mercenarie, mantenute dai tiranni, in Grecia, a difesa della loro signoria.

da Ile, sorella di Driope, che assist all'orribile trasformazione.

Druidi pDrudes o Drudae]


di

Col

nome
la

doriforo

s'in-

sacerdoti

dica

celebre
elle

statua

di

vano
loro

che signoreggianella GaUia, insieme


prendedelle
ai

Policlto,

rappresenta

con la nobilt equestre. AUa


associazione
i

un portatore di lancia, Drpano [Drepnum] oggi


Trapani, nord-ovest della Sicilia, fu fondata da Amilcare, al
principio della prima guerra punica. Fu cosi detta dalla
citt sulla

vano parte
pi

giovani

costa

illustri famiglie,

ma

nefiti occorrevano

no

di

non me20 anni, prima di

giungere al possesso della loro dottrina, che era se'

sua giacitura in forma di


falce [SpsTravov

= falce].
erano
[Sput;

greta e simbolica, n po-

teva
le

essere

affidata

alle

Driadi

[Drydes]

ninfe boscherecce
quercia].

[V. Ninfe].

Drope pSrype, IX, 329-393] figlia di urito, and sposa ad Andrmone, da cui ebbe
Amfisso. Un giorrec presso un lano, ghetto, per venerarvi le ninfe: presso il margine del lago, sorgeva un albero di

scritture. Coltivavano anche discipline filosofiche e scientifiche, erano i sacerdoti e i maestri del loro po-

polo, nelle scienze sacre e profane. Medici e indovini,


direttori

un

figlio:
si

tutta

la

vita
tale

spirituale, essi

avevano

autorit, che chi fosse da loro colpito di bando, per

un

misfatto, era fuggito da

loto.

Essa, che portava


di

il

tutti.

bambino
na,

un anno appea
quello,

La sede principale della dottrina Druidica era


[isola di

avvicinatasi

la Britannia

Mnella

ne stacc alcuni fiorellini, per darli al bambino. Dal-

na], e di
Gallia,

li

fu portata

121
Vivevano nell'interno di ftte selve, dove menavano una vita molto misera e venivano spesso consultati. Percli la loro dottrina misteriosa

EAO
le leggi del

non osservavano

paese, ed erano notevoli, cosi pubblici cbe privati. In Gallia, i Druidi avevano

non

fosse rivelata,
nulla,

molti collegi, sparsi in varie citt: nel pi rinomato di


essi

non scrivevano

ma

risiedeva

il

loro

capo
il

conservavano a memoria uno straordinario numero


di

supremo: celebre era


legio di Marsiglia.

col-

Le mogli

versi

oscurissimi,

clie

dei

Druidi

partecipavano

contenevano, in forma inintelligibile,

la loro teologia.

dell'autorit religiosa e civile dei loro mariti, veni-

Kel loro culto crudele offrivano agli di anche vittime

umane:

le

squarciavano nel

vano consultate con grande fiducia, ed esercitavano le predizioni con maggiore abilit e scaltrezza.

ventre, e ne scrutavano il sangue le viscere per le


divinazioni.

In Gallia vi erano templi, in


cui
agli

era

vietato

Godevano somma autorit


nel popolo: presiedevano allo Stato, stabilivano la

uomini e

l'ingresso ajB&dato sol-

tanto alle

mogU
delle

dei Druidi

guer-

l'esercizio del

culto e l'or-

ra e la pace, magistrati e

deponevano i re, quando

dinamento
religiose.

cerimonie

E
Ecide [Aeacides, XII, 96]
il

perci di Bgina.

Eaco

di-

discendente di aco, specialmente Achille, figlio di

venne signore

dell'isola,

Pelo,

il

quale era

figlio di

Eaco.

aco [Aecus, VII, 523-564]


figlio

che

il

di Giove e di Egna, dio rap e trasport

poich questa era devastata dalla peste, egli preg Giove che ripopolasse l'isola, e il dio trasform uno sciame di formiche r uomini che, dal nome greco
[[lupiirpizc,

nell'isola

di Saronico,

Enpia, nel golfo il quale fu detto

frmiche], fu.

rono detti

Mirmidon

In

EBE
compagnia
di Apollo

122
e di
il

Poseidone, fabbric le mura di Troia e, dopo la morte,

le

sua giustizia, fu messo, come giudice, nell'Averno, insieme con Minsse e Eadamnte.
per
la

suo terribile dominio su anime: come tale, anche dea notturna deUe malie, evoca gli spiriti dalle sedi

Fign di Eaco [Ecidi] furono Pelo e Telamne nati da Endide, e Foco nato da Psammatia.

sotterranee, spaventa gli uomini con larve orribili, vaga di notte con le anime dei morti, accompagnata
le

dai cani Stigi, per tombe e presso


degli uccisi.

i trivi,

su

il

sangue
tre

Ebe

[Hebe, IX, 400] eternamente giovine [t^^t]

la

dea

Fu

rappresentata con

giovinezza iorente]

figlia di

corpi o con tre teste [triceps] delle quali, secondo

Giove e di Hra, ancella degli di, ai quali mesce il nettare, divenuta poi sposa
di Ercole,

alcuni

poeti,

una era

di

cavallo, un'altra di cane, la terza di leone. Le s'innal-

quando
gli

l'eroe fu

zavano statue nelle case

assunto fra
limpo. In
tificata
tas,

di dell'O-

Eoma,
la

era iden-

nei trivi, le si sacrificavano cani e agneUe nere e le si

con

la

quale

dea luvenera ancbe


del

facevano offerte di miele.

Ecatmbe

un'immagine
rifiorire e

perenne

[xaT[i,p7]] il sacrificio di cento buoi [xarv

ringiovanire dello

Stato.

cate [Hecate, VII, 74]

fgHa del titano Perse o Perseo e

bue] era, cento, ^ou? in origine un sacrificio solenne, in cui si inamolavano


cento buoi. L'immolazione

di Astria, venerata come dea dominante nel cielo, neUa terra e nel mare. Dagli rfici le

avveniva contemporaneamente: cio le 100 vittime erano sacrificate, nello stesso tempo, da 100 sacrificatori, in 100 altari, fatti di
zolle erbose.

venne

il

carate
al-

tere

di divinit

mistica

divinit

compresa fra

In seguito,

si-

tre divinit misticbe, associata con Dmetra, con Per-

gnific

un

sacrificio di 100

animali della stessa specie,

sfone, con identificata

Eha

Cible, e

anche diversi dai buoi


pi tardi,

e,

con Artemide.

un

sacrificio so-

Alla fine, divent una divinit sotterranea, che h,a

lenne, anche senza l'immolazione delle cento vittime.

123
Digene Laerzio narra die Pitagora offri un'ecatombe, ia ringraziamento agli di, per aver trovata l'equivalenza fra
il

ECO

riva al parere del Senato,


elle si

comunicava insieme
Seguiva
il

con

la proposta.

quadrato

dell'i-

dibattimento, nel quale non vi erano oratori ufficiali, ma

potenusa e quello dei due cateti di un triangolo rettangolo. Ucclesia [sjcxXTjcrta]


era, nei vari Stati greci, l'adunanza del popolo, la sede vera e

poteva parlare ogni cittadino che non fosse colpito dall' atima , la perdita
cio dei diritti civiK.

Mentre parlava, l'oratore aveva in testa una corona,

propria, la depositaria della

sovranit [x-xaXo)
voco].

= con-

^ome segno
lit.

dell'inviolabi-

Ma

se deviava dall'arle

gomento o con
fendeva

parole of-

In Atene era formata dai cittadini, da 20 anni in poi, i quali venivano convocati
per
resi

le leggi o i

poteva
la

essere

costumi, allontanato

dal presidente o punito con

trattare

oggetti

vari,

multa di 50 dramme.
si

precedentemente presidenti, per mezzo di affissi. L'adunanza si teneva, anticamente, nel merdai
cato, poscia nella Pnice, pi tardi nel teatro, e vi si stava seduti. Kell'entrare,

noti

La votazione
alzata
Ix^ip
.

faceva per

di mani, j^siporovia stenmano, teivco

do]; la decisione era deposta nell'arcbivio pubblico e spesso incisa in bronzo o in pietra. Chiusa la discussione, l'adunanza era sciolta dal presidente per

ciascuno riceveva
letta,
le,

una tavo-

consegnando la quaprendeva lo stipendio


clie

mezzo deg
la discussione

araldi; se poi

[XxX7)cnacrTi.xv],

con-

non era

finita

sisteva

prima in un bolo,
si

pi tardi in tre.

o veniva sospesa per lampi, tuoni o altri straordinari segni


celesti,
si

L'adunanza
sacrifici e

apriva con

stabiliva

preghiere, indi il presidente, cbe aveva con-

una proroga. Le attribuzioni


di

e gli affari
dell'ecclesia

vocata l'assemblea, poneva


in discussione l'oggetto

competenza

cbe

doveva trattarsi, e si procedeva alla votazione, per decidere se il popolo ade-

erano i seguenti: partecipazione alla legislazione, elezione dei ndagistrati, decisioni contro , cittadini, fa-

ECO

124
leggi, le risoluzioni intorno aUa guerra, alla pace, ai

colta giudiziaria in casi straordinari,


la

suprema

deci-

sione in tutti gli affari di Stato: guerra, pace, allean-

trattati.

La confederazione acba
blee popolari in gio:

te-

ze e trattati, mutamenti nei tributi e nei dazi, l'accet-

neva ogni anno due assemin

tazione di nuovi culti


giosi, il

reli-

essa la votazione si faceva

conferimento della cittadinanza agli stranieri. Sparta l'adunanza del


popolo, detta Xia, era formata da tutti gli Spartiti elle
i

per citt. Ecclesistico


cTTixv]

era

[t xxXTjctalo stipendio,

prima di un bolo, pi tardi di tre, cbe si dava a clii


prendeva parte all'adunanza del popolo in Atene. [V. Ecclesa]. Questo uso fu introdotto probabilmente dopo la guerra del Peloponneso: le spese cbe lo Stato
sosteneva per questo stipendio ammontavano, ogni anno, dai 30 ai 50 talenti. Echidna [Echidna] figlia di
Crisore e di Calliroe, o di Trtaro e di Ga, era nn

avevano compiuto

30 anni, soddisfatto ai loro doveri di cittadini purch

fossero

atimia.
era,

da qualsiasi Questa assemblea con autorit molto liliberi

mitata, la depositaria della sovranit, perch il potere politico era concentrato


yspoucria, della quale essa poteva approvare o

nella

respingere le decisioni, ma non modificare le proposte. IS'on tutti i cittadini ave-

mostro rapace, met donna


e

met

serpente.

vano facolt di parlare,


soltanto
quelli
i

ma

erano

autorizzati

quali ne dai masi

gistrati.

L'assemblea

te-

Abitava con Tifne nella Cilicia e, con lui, gener rtbros [il cane con 2 teste che custodiva gli armenti di
Gerine], Crbero, l'Idra
di

neva in piedi
dell'ecclesia di

[al contrario

Atene] r agor e trattava i seguenti oggetti: l'elezione dei senatori e di alcuni magistrati,

nel-

Lerna,

la

Chimra,

la Sfin-

ge, il Leone nemo, Scilla e altri mostri.

Fu

la

decisione

della

tre dormiva,

assalita e uccisa, menda Argo Pa[l'avente

successione dei re nei casi

npte
tt,

occhi

p'''

dubbi, la liberazione
Ilti,

l'approvazione

degli delle

tutto il corpo:

ttocv

= tutto,

opaco

vedo].

125
chnadi
[Ecliindes, Vili, 574-589] gruppo di cinque di isole, nel mare Ionio, alla foce dell'Arimpetto
re,

ECU
le

sasso, e di lei

sue ossa divennero non rimase

chelo [oggi Curzolri]. Pri-

cbe la voce, la quale risente ancora l'effetto della punizione di Giunone.

erano cinque Naiadi, le quali, in una festa in cui immolarono 10 tori, non invitarono, fra gli altri,
fluviale
Acli,eloo
clie,
il

ma

cuba [Hecba

dio
sde-

gnato per questo, con l'impeto delle acque, invase le dimore delle IsTaiadi e le ricacci in mare, dove diventarono isole.
ichone [EcMon,

Hecbe, XIII, 488-575] fgUa di Dymnte o di Cisso, fu moglie di Priamo. Prima di dare aUa luce il figlio Pride, sogn di avere in seno una face cbe diffondeva in Troia le sue fiamme: sogno che fu poi interpretato co-

me

X, 686] uno

dei cinque superstiti degli uomini armati, generati dai denti del drago, che semin Cadmo. [V. ivi]. Fu marito
di e

preannunzio della rovina che Paride avrebbe causato alla sua citt. Caduta Troia, segu Ulisse

gave, padre di Pnteo,


aiut
-

come scbiava; ma. Tenuta nel Cbersonso Trcico, seppe che sua figlia Polissena
era

Cadmo

nell'edifcar

stata

sacrificata,

per

Tebe.
Ico

[Edio, III, 359-401] ninfa della Beozia: con le sue


ciarle

placare l'ombra di Achille, e vide il cadavere dell'ul-

voleva trattenere Giu-

none, alla quale impediva di


tivi

scoprire cosi gli amori furdi Giove, e la dea la


di parlare,

timo suo figlio Polidoro, ucciso da PolymTstore, su la sponda del mare, dove era stata gettata. Mossa allora
dal desiderio di vendetta, uccise con le altre donne
troiane, prigioniere anch'esse, due figli di Polymnesto-

ti.

pun, rendendola incapace


e obbligandola

a ripetere le parole di

un

altro cbe parlasse. Innamoratasi di Narciso e avuta a sdegno da lui, fuggi, per vergogna e dolore, neUa selva vicina e si rin-

re e poi accec anche lui. Perci fu mutata in cagna

gett in mare: la sua tomba era un segno per i marinari.


e
si

cMuse in una grotta


taria.

soli-

Quivi langu di

amo-

Ecleo [eculus] macchina di tortura presso i Eomani,

EDE
della

126
forma
di

un

cavallo

[equus cavallo], che constava di Tina trave trans versale, fornita di quattro

nae e degli spettacoli


reali.

Ceae-

La

distinzione fra

diles

curules e plebi

du-

gambe: su di essa si stiravano al paziente le mani e


i

r per lungo tempo, finch questa magistratura and in


disuso,

prima

di Costantino.
OIBtzouc,]
fi-

piedi.

Edipo [edipus,
di Giocsta [in
csta].
il

dera

[hedra] pianta sacra

glio di Lio, re

di

Tebe

a Bacco, di cui simboleggiava la giovinezza perenne. Di edera si coronavano Bacco,


le

Omero

Epi-

Appena

egli nacque,

Baccanti,
i

Funi,

Silno, i Stiri e, in gene-

rale, gli di campestri.

Edili [aediles] erano, a Eoma, due magistrati plebei,


istituiti nel

padre Laio, perch un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto per mano del figlio, gli fece forare i piedi, donde il suo nome colui che ha i piedi gonfi
[oSo)

494 av. Cristo,


tribuni
della

gonfi,

-Kouc,

insieme

coi

plebe [aediles plebii'] e derivavano il loro nome dalla


sorveglianza dei templi [aedes] ch'era loro af&data.

piede] e lo espose sul Citerone. Affidato invece dallo

schiavo a un pastore corinegli fu portato alla zio, corte di PUbo, re di Corinto,

Con

le

Eogazioni Licinie
curules,
patrizi,

furono
aediles

istituiti

anche due
ai

che aveva per mogHe Mrope, ove crebbe, cre-

dendo

di esser loro figliuolo. di

quali fu affidata la cura dei Ludi Eomani e la sovrain-

Divenuto giovine, seppe


dall'oracolo

Delfo

che

tendenza dei templi patrizi.

Le

principali attribuzioni delle due specie di edili

avrebbe ucciso il padre e sposata la madre: spaventato per questo, fugg da


Corinto, che credeva sua patria, e si diresse verso Tebe.

erano: edilizia, polizia delle strade, polizia dei costumi


e
dell'igiene,

polizia

dei

mercati, sorveglianza su le finanze dello Stato,

44 av. Cristo, furono da Cesare due aediles cereles, i quali erano incaricati della Cura annISTel

Per via, incontrato Laio, senza conoscerlo, per una contesa lo uccise. Andato poi a Tebe e sciolto l'indovinello deUa Sfinge [ved. Sfinge], ottenne da Creonte,

istituiti

che reggeva Tebe,

la signo-

127
ria della cifct e la

EEZ
Gelosa della numerosa procognata Mobe, moglie di Amfione, risolse di uccidere il figlio primogenito di lei, che dormiva nel medesimo letto col suo fi.giuolo itilo. Avvert perci il figlio che, la notte sele della

mano

di

Giocasta, madre sua e sorella di Creonte.

Da

Giocasta Edipo gener

Etocle, Polinice, Antigone e Ismene. Dopo molti anni,


scopertasi la terribile real-

impicc ed Bandito Edipo allora da Creonte, che assunse di nuovo il governo di Tebe, con la guida della figlia Antigone, giunse a
t,

Giocasta
si

si

accec.

guente, mutasse di posto; ma, avendo egli dimenticato


il

comando

della

ma-

dre, rimase ucciso invece del cugino. Scoperto l'errore,

Colno,

nell'Attica,

perse-

Edone

si

uccise;

se-

guitato dalle Erinni; ma quivi, riconosciuto dalle terribili

dee [divenute perci

Eumnidi cio benevoli], mor in modo misterioso.

condo altri, pianse tanto la morte del figlio, che gli di, mossi a compassione, la mutarono in usignolo, che continuamente piange il figlio
[Y)S(ov

Ma il fato
su
i

figli

continu a pesare di lui, Eteocle e


i

= usignolo].
il

Eta [Aeta] era

re di Cl-

quaU contesero Polinice, per la signoria e provocarono la Guerra dei Sette a Tebe. [V. Guerra dei Sette a
Tebe].

chide, ove Giasone, a capo


degli Argonuti, si rec per rapire il vello d'oro. DeUe

fu
o o

Edtuo
tus

Editurno

[aedi-

aeditnrnus] era il custode del santuario e dei

Eeta, Calcope sposa a Erisso, Medea fugg con Giasone. [Ved. Giasone, Medea, Gal-

due

figlie di

data

ciope].

monumenti
tava

sepolcrali. Abipresso l'entrata del

Avvertito da un oracolo che uno straniero gli avreb-

tempio: lo apriva, lo chiudeva, lo mostrava ai forestieri.

be

tolto il regno e la vita,


il

istitu

barbaro costume

In Grecia,

il

ser-

vizio di
cri

custode dei sepolera esercitato anche daldi'

di sacrificare agli di tutti i forestieri che venivano nelle sue terre.

le

donne.
di Amfne.

Eezine [Eeton] re

di

Tebe

Edne [Adon] fu moglie


Zte, fratello

di Cilicia, padre di Andromaca, la moglie di Ettore.

EF

128

"
esse, suppellettili artistiche.

Quando Aclaille prese Tebe, io uccise con sette figli e gli innalz un tumulo di terra'.
Efbo [ephbus] dicevasi in Atene il giovinetto dell'et di 18 anni [sm t^^t) =
pubert], in cui era dicbiarato maggiorenne e civil-

Secondo un'altra

tradizio-

ne, avendo egli voluto aiutare la madre, maltrattata

da Giove, fu buttato dal cielo, dal padre e,


cipitando per tutto

gi

pre-

un

gior-

mente libero. Prestava il giuramento di cittadino, nel bosco sacro di Agluros, era
allora riconosciuto atto alle

no, cadde nell'isola di Lmno e divenne zoppo.

Egli fia nell'Olimpo la sua fucina con 20 mantici e, pi


tardi, le sue fucine si collo-

armi e otteneva
di adire
i

il

diritto

carono
i

nel] 'Etna,

ove aveva

tribunali, prender

moglie, ecc. Due anni dopo, cio a 20 anni, otteneva il


diritto
alle

Ciclopi come compagni di lavoro. Fabbric per s

prendere parte assemblee del popolo.

di

e per gli altri palazzi di bronzo, lavor la meravigliosa armatura di Achille, lo scettro e l'gida di Gio-

Efsie [T (p(7!,a] festa notturna che si celebrava in Grecia, in onore di Arte-

ve,

la

rete

in

cui

prese
sog-

res e Afrodite. Suo

mide efsia, nella quale si commettevano ogni sorta di stravizi. Potevano intervenire uomini, scMave e donne non maritate.
Efesto ["H9aiaT0?

giorno prediletto era l'isola vulcanica di Lmno; ma


era venerato anche in Atene, ove a lui e ad Athna si celebravano feste con la

drico

corsa delle fiaccole.

"AcpccioToq] figlio di Giove e di Hra, dio del fuoco, cbe

Con Efesto fu
il

identificato

dio Vulcano dei Eomani,

fonde e lavora mirabilmente


i

al

metalli
cTCTto

[lc^ti

quale

si

tributava un
nel
Vlcdnal:

accenil

culto

sacro

sione;

accendo

fuoco]. Secondo
zione, ci la

una

tradie per-

nacque zoppo,

elevato, senza tempio, in cui si tenevano le adunanze dei patrizi o

un piano

madre

lo

precipit

dall'Olimpo; lo accolsero le dee marine Tti ed Eurno-

del Senato. La sua festa, a Eoma, era celebrata con giochi pubblici, il 23 di

me, con le quali egli rimase nove anni, lavorando, per

agosto, minio.

nel

Circo

Fla-

129
Efti ['E9STa!.] giudici di appello
[(piy][Li

e
il

EG

ricorro in

giudicare l'operato dei re. Stavano in ufficio un anno,

appell] collegio di giudici in Atene, in numero di 51,


scelti fra la nobilt, i quali

primo di

essi

dava

il

nome

all'anno in cui erano

in carica.

avevano

l'incarico di giudicare dei delitti di sangue.

Kel periodo di guerra, due


efori

Vi erano quattro tribunali di Efeti: il Palldio, per


l'omicidio

al

accompagnavano il re campo e vigilavano su la


gli

sua condotta,

altri

tre

involontario; il Delfinio, per l'omicidio do-

rimanevano a Sparta, per


la regolare amministrazione. Gli efori ordinavano le

vuto a legittima difesa; il Pritaneo, per delitti il cui autore era sconosciuto o
per
gravi
incidenti

leve e le tasse, scacciavano

acca-

duti per caso; il Fretto, su la costa dell'Attica, presso


il

da Sparta i forestieri quando lo credevano necessario, ed esercitavano l'uf&cio di giudici nei fatti cbe si riferivano alla sicurezza pubblica e nelle
liti

Pireo, in cui

si

prendeva

in

qualclie caso speciale di natura diversa, e

esame

private.
A't-

Ego

[Aegus, TII, 402,

specialmente l'assassinio commesso da clii era stato condannato all'esilio, per


omicidio giustificato.
Efilte

Y(;] figlio

di Pandione, riconquist il trono di Atene, da cui Pandione era stato

[EpMaltes] uno
fratelli di

dei

scacciato dai Metinidi; ma ne fu scacciato di nuovo,

due Aloidi,
[V.

Oto.

Aloidi].

Un

Efalte fu

privato della signoria, dai suoi nipoti, figli del fratello

anche un gigante. [V. GiganW]. fori [Ephri]


denti
[cpopo)

sul trono

Pallante, e rimesso dal figlio Teseo.


[v. ivi}

sorveglio] cinque magistrati di Sparta, nominati in origine dai


re,

soprinten-

Quando Teseo

parti

pi tardi dall'assemblea

da Atene a Creta, per uccidere il Minotauro, promise al padre che, se fosse riuscito nell'impresa, avrebbe
issato

avevano il supremo potere giudiziario e amministrativo, il quale


del popolo:

crebbe sino al punto, cbe ebbero perfino facolt di


^

una bandiera bianca su l'albero della nave; ma, ucciso il Minotauro, dimentico della promessa, ne iss'
uiia nera,

ed Egeo

allora.

--

Stano, Dizionario di miti

e leggende.

EGE
a
tal vista, credette

130
che
il

mini uno sciame di formiche. Perci essi furono detti Mirmidoni [yLpiirpisc, =
formiche].

fosse morto, e si precipit nel mare, clie prese


figlio

da
to

lui

il

nome.
II, 10] det-

Egene [Aegaeon,

Egipani

anche Briaro, uno dei


'

nito

tre giganti centmani, fordi 50 teste e di 100

capra, Ilv dio Pane] erano divinit campestri, figli o del

[al%

il

seguito di Pane:

si

rappre-

braccia:
rino.

come genero

di

Kettno, anche dio ma-

sentavano, simili a lui, con le corna, coi piedi di capra,


barbuti,
col

naso

schiace

Egria
490, fonti o

[Egeria,

XV,
ninfa

480-

547-551]

deUe

ciato, con la

col

corpo

velloso

coda.
di
lui

Camna

italica va-

Egsto

ticinatrice, sposa del re lifuma, al quale consigli le

[Aegistus] figlio Tiste e della figlia di

istituzioni rehgiose, fatte in

Eoma.

Appena nato, fu esposto dalla madre e, trovato da alcuni pastori, fu


Pelpia.
allattato da

Due

selve,

con

la

fonte

una capra,
[a'i^

donca-

Egeria, v'erano presso Eoma: una dinanzi alla porta

de

il

suo

nome

-pra].

Capna, dove ISTuma si recava ordinariamente; l'altra

vicino
di
si

ad

Arcia,

nel
la

Uccise Tieste, per ordine di Atro, il quale riteneva che Egisto fosse suo figlio, e
dopo, uccise

sacrario

Diana.
ritir

Quivi

anche Atreo.

dopo morte di lui e, per il dolore, fu mutata in fonte.


Egeria

nell'Argolide, covassallo degli Atridi. Mentre Agamennone era a

Domin

me

Egna
figlia

[Aegina, VII, 616] del dio fluviale As-

po. Giove la rap e la port nell'isola di Enpia, nel


golfo di Saronco, la quale

Troia, egn ne sedusse la moglie Olitennstra, insieme con lei uccise poi Agamennone, quando fu tor-

fu detta poi Egina. essa partor aco. Quando l'isola fu devastata


lei

da

Quivi

dopo sette anni di regno, a Mcne, egli fu ucciso con Ontennestra, da


nato;
Oreste,
figlio

ma

di

Agamendea
della
alla

dalla pestilenza. Giove, per le preghiere di Eaco, la ripo-

none.

Eirne
pace

[Etp-^vT)] la

pol, trasformando in uo-

[dpy]vy]

pace],

131
quale, in Atene, furono
eretti altari,
ria

ELE

dopo la vittoriportata da Timteo


pace

pi bella che esistesse. Fu moglie di Menelao, re di

Sparta

e,

rapita da Pride,

sulla flotta spartana. Eoma, la dea della

ospite di Menelao, diede origine alla guerra troiana.

[Pax} aveva un alitare, nel campo di Marte, sul quale si offriva, ogni anno, un sacrificio.

Durante

10

anni

deUa

guerra, visse a Troia, come moglie di Paride, ammirata dai Troiani per la sua straordinaria bellezza, ma aspir sempre alla sua patria e
al suo antico marito.

Era
il

stato eretto dal

Senato,
reprsse

4 luglio del 13

av. Cristo,

quando Augusto

pericolosi torbidi nella GaUia e nella Spagna.

Veniva rappresentata come una giovine donna, col cornucopia, col


col

ramo
di

.di

uUvo,

Morto Paride, spos Deifobo, altro figlio di Priamo e, nella presa di Troia, aiut i Greci e consegn Deifobo nelle mani di Menelao.

Mercurio, con le spighe, e recante in braccio il fanciullo Plutone, dio della riccbezza, perch, durante la pace, pro-

cadco

Quindi ritorn con Menee, dopo una navigazione di otto anni pieni di
lao

spera l'agricoltura e
nessere.

il

be-

peripezie e di pericoli, giunse a Sparta, dove visse molti


rito,

Era una

Ore e, come tale, figlia di Giove e di Tmi, e sorella di Eunomia e di Diche.


delle tre

anni in concordia col mae con lui ebbe poi comune la sepoltura in The-

rpne.

Elaieblie
feste

[rc

'Xa(pr]^6'kio:']

che
i

si

celebravano

leno [Helnus, XIII, 99] uno dei figli di Priamo e di cuba. Fu augure e vate
e,

Focesi, in onore di Artemide, cacciatrice di


presso
cervi [lXa(po?

ci

Xw

= cervo,

fatto prigioniero dai Gredurante l'assedio di Troia,

^X-

datosi

loro

volontaria-

ferisco].

lena [Helna, Sili, 200] nata da Giove e da Leda


[moglie di Tindaro], sorella di Castore, PoUce, CUtennstra, Timndra, Filnoe, era ritenuta la donna

mente, predisse che Troia non sarebbe caduta senza


l'aiuto di ^eottlemo e di

Filottte. [V.

m].

Caduta Troia, egli se ne and con Keottolemo in Epiro ove, dopo la morte di

ELE
lui,

132
e prese in

se

ebbe una parte del paemoglie Andivi-

e di

monumenti

sepolcrali

detta

dromaca cbe, nella sione deUa preda, era


cata a IJ^eottolemo.

, per la quale passavano le proces-

Via Sacra

toc-

sioni,

in

ricorrenza

delle

feste di

Demetra.

Elettra
dente

[Electra] la risplen[TjXsxTcop

Eleusini Misteri

risplen-.

dente]. I. Figlia dell'Oceadi Teti, moglie di Taumante, madre di ride e

[Sacra Eleusinia] annessi al culto di Dmetra e di Persfone,

no e

in Elusi, citt posta a due miglia da Atene, sui confni della

delle Arpie.

H. Una
ivi],

delle Pliadi [ved.

In

origine,

Megride. questo

culto
feste
all'i-

quale con Giove aveva generato Giasone e


la

consisteva in semplici campestri; in seguito,

Bardano.
III. Sorella

dea del morire e del


di

rina-

Cadmo,

il

scere

delle

sementi,

che
nel

fondatore di Tebe; da lei era chiamata Elettra la


-porta della citt.

aveva il suo riflesso mito di Persfone, si


nesse
il

an-

pensiero

religioso

IV. Figlia di Agamennone, sorella di Oreste, insieme


col quale, uccise la

su l'immortalit, e allora il culto assunse un carattere


mistico e segreto, nel quale si era iniziati con riti misteriosi,

madre

CHtennstra ed Egsto. [V.


Oreste'].

di cui era vietato

Glusi [Eleusis] citt posta a due miglia da Atene, verso occidente, celebre per il culto di Dmetra e per i misteri eleusini, che a tale culto erano annessi. [Vedi
Eleusini].

svelare gli arcani. questo culto di Demetra

e di Persfone, si aggiunse quello di Dioniso [invocato col nome di lacchus] pro-

veniente forse
zia,

dalla

Beo-

dove era stato impordai


Traci.
si

In Eleusi era uno splendido tempio di Demetra, costruito per cura di Pericle,

tato

Le

feste
in

eleusinie

celebravano

autunno
cbe

nel quale

si

celebravano le
eleusnie.

\<grandi Eleusnie], simboleggiavano la di-

grandi
citt

feste

La

era

unita ad Atene

scesa di Persfone nell'Ade, cio la scomparsa delle messi

con una strada carreggiabile,

ornata di molti templi

to

dai campi e dei semi sotterra; e in primavera

133
[piccole

ELI
e

Meusinie]
il

presentavano Pefsefone su la terra, cio


il

clie rapritorno di

prendevano parte

nelle

eleusinie minori, di primavera e poi, in quelle maggiori,

rigermogliare deUa vita

dell'autunno del me-

nei campi.

Le grandi Blensinie cominciavano il 15 del mese Boedromine [sett.-ott.]: nei primi cinque giorni avevano
luogo sacrifizi, purificazioni, digiuni; nel 6 si faceva la

desimo anno: quelli che avevano la piena iniziazione si dicevano ep optai, ma non erano ammessi come se non aUe Grandi tali,
Eleusinie dell'anno seguente.

grande processione di laceJius, da Atene ad Elusi, aUa quale prendevano parte


migliaia di iniziati, coronati di mirto e di oppio, e aventi

Il sacerdozio spettava,

per

eredit, agli anticM lignaggi sacri: la pT)i alta carica

sacerdotale era quella, dello lerof ante il quale indi-

in

mano

spighe,

stru-

cava

il

sacro

simbolo.

Il

menti agricoli e fiaccole. Si giungeva ad Eleusi, per una strada di due miglia, e quivi si eseguivano alcune rappresentazioni del mito
di Persefone; la festa fidva

Dadcbo

aveva l'onore

di tenere la fiaccola, lo lrocryce era l'araldo e

con una libazione di acqua PlemocM', clie si attingeva da vasi particolari, dei

l'Epibmio il curatore Questi sacerdoti avevano funzioni che si riferivano alla cura dei sa

dell'altare.

crifizi.

Il culto dei Misteri Eleusini

quaH uno

si

adoperava per
sorgere del

la libazione, al
sole, l'altro
si

fu abolito Teodosio.

dall'imperatore
II,

per quella che faceva al tramonto. Le piccole Eleusinie si celebravano nel mese di Antesterine [febbraio -marzo], nel sobborgo di grai, su le rive deU'Ilisso, con

Eladi
erano

[Helides,
figlie

340]

del Sole [riKioQ sle], sorelle di Fetnte.


costui, colpito dal
[v.

Quando

fulmine di Giove

Fe-

tonte], precipit nell'Erida-

canti misteriosi, di cui

non

no, esse, piangendo la morte del fratello, furono mu-

conosciamo
Gli iniziati

le particolarit.

tate in pioppi, e le lacrime


stnie di

nei cortei mi-

nori

si

chiamavano mystai

che versarono ambra.

divennero

ELI

134
[y)Xiaia]

larsi

Elia

era

il

supremo

tribunale di Atene, attiguo al mercato, i cui membri


[Elisti],

all'EUea, contro la sentenza dei Tesmotti. L'Elica era stata istituita

erano

estratti

dagli arconti, fra i cittadini ch,e avevano su-

sorte

da Solne, inquiriva su la moralit e su la capacit


dei magistrati, prima che entrassero in carica, e ne

perato trent'anni [Xia adunanza]. Gli eliasti, simili ai nostri giurati, erano in numero di 6000, divisi in

giudicava la condotta quando cessavano dall'uf&cio. La condotta degli Eliasti


era sottoposta al controllo dell'Assemblea del popolo.

10 sezioni di 500 ciascuna: degli altri, 100 servivano


senza dubbio per supplire alle eventuali assenze dei
colleglli. Si

Elicna [Helcon] monte


la

del-

radunavano ora

Beozia, vicino al Citerne: si diceva fosse stato

in 200, ora in 300 e, fra pi sezioni, in 1000, e in 1500: cifra a cui si aggiun-

uomo, fratello di Citerone, mutato poi con lui in


monte. L'Elicona
ci h.a le

geva un altro giudice, per


avere
il

pendici

dol-

numero

dispari, ne-

e graziose, e fu ritenuto

cessario

alla votazione.

Ogni
stato
il

eliasta,
il

dopo aver pregiuramento di dare


le leggi, ri-

sede delle Muse. Elsa o Elissa Bidne, sorella di Pigmaline, e fondatrice di Cartagine. [Ved.

voto secondo

ceveva una tavoletta col suo nome e col numero della regione a cui appartene-

va nell'anno corrente. All'entrare nel tribunale, ogni eliasta riceveva un bastone,


col

Bidone]. Elisti [TjXiaffTat] erano i 6000 membri, simili ai nostri giurati, cbe formavano
l'Elia,
il

supremo
[V.

tribu-

nale di Atene.

Mia].

Elistico [t

numero e

col colore del

tribunale a cui apparteneva, e una tessera, necessaria

TjXiaCTTixv] era lo stipendio di un obolo, ai tempi di Pericle, di tre da

mercede obolo ai temgiudiziale [1 pli di Pericle, 3 oboli da


per riscuotere la

Clene in poi, che si dava a ciascuno degli elisti [ved. ivi], quando intervenivano
ai lavori dell 'Elia.

Clene in poi]. I cittadini potevano appel-

lios

[rKioc,]

il

dio

del

sole.

[V. Sole].

135
Elisio

ELL
colloca

[Elysium] era la
dei
beati,
[rikoatc;

di-

suUa

mora
morte

dopo

la

l'emisfero

terra, australe.

nel-

rkz\>aic

fe-

I^eU'Elisio era la citt e la

soggiorno, dalla radice X,


ipXOfxoci

sede del dominatore:


il

il

dio

giungo].
la

Vi

si

godeva

suprema

me

quale aveva, coCrnos, giudice e consigliere,

licit e,

secondo la dottrina

degli rfici, le

davano,

anime vi andopo avere rag-

Eadamnte; vi dimoravano anche Pelo, Cadmo,


Achille.

giunta la loro purificazione. Regnava un'eterna primavera:


il

lle [HeUe, XI, 195]

figlia di

Atamnte

soffio

lene del venil

Kefle, la quale, per sottrarla alle in-

di

to vi diffondeva
di
fiori

profumo
il

sidie di Ino,
la

che Atamnte

soavissimi,

sole

aveva sposato in seconde


nozze,
ariete
col fratello

e gli astri

non erano mai

velati

da nube.

trafug insieme Frisso, su un


d'oro

Boscbetti incantevoli, selve di rosai e di mirteti spar-

dal vello

per

gevano un'ombra dolcissima, la terra rinnovava tre volte all'anno le sue meravigliose produzioni di fiori e di frutta. Si gustava ogni

portarla in Clchide, regione a oriente del Ponto Susino pviar I^ero].

Ma,

nella

traversata,

EUe cadde
stretto,
.

e an-

neg
perci
Ino'].

nello

detto

Ellesponto

[Ved.

pi squisito piacere, senza essere punto turbati n da


dolori

Ellboro [beUebrus] pianta


di cui gli antichi si servi-

n da mali morali.

anime, immuni dalla veccMaia, conservavano l'e-

Le

vano per purgare

il

corpo

[heTlebrus niger] e per eccitare il vomito [helleb-

t della loro pi giovanile frescbezza e della maggiore felicit, e si esercitavano,

rus

albus}.

Il

primo

cre-

per
la

diletto, aUe arti che avevano preferite durante

sceva sul monte Ota, il secondo presso la citt di Anticyra neUa Pcide.
Quest'idtimo, forse con l'aggiunta di qualche altro preparato, si adoperava come farmaco contro la pazzia. EUno ["EXX7]v] figUo di Deucaline
e

loro vita terrena.

Si

credeva

cbe

Campi

Elisi fossero

in mezzo al-

l'atmosfera, nel centro del Sole o della Luna. Platone

di

Pirra,

regn

ELL
in Tessaglia e fu stipite dei Greci
lui,
il

136
capo-

nord

della Tracia: era

figlio

clie,

da

di Pelsgo e
salo, e

padre di

Tsca-

presero

il

nome

di El-

fu convertito in

ini.

Eolo, Doro, Xuto, dal quale ultimo nacquero Aclio, e Jone: da


figli

Ebbe i

tena di monti, perch aveva assunto il nome di un dio. Un altro Emone fu figlio di
Creonte, re di Tebe: ama-

questi presero
stirpi

il

nome

le

degli Dori, Aclii, Jni.

Greche

oK,

va fortemente Antigone, e quando questa, chiusa in


carcere da Creonte,
si

Ellesponto

[Hellespontus, XIII, 407] era cliiamato lo stretto cbe separa il Cher-

im-

picc, egli si uccise sul cadavere di lei. [V. Antigone],

sonso Trcico dalla costa nord-ovest dell'Asia Minore [Trade e Frigia Minore]. Fu detto cos da Ue, figlia
di
l^efle,

Emnia
antico

[Haemonia,

I,

568]
figho

nome

della Tessaglia,

detta cosi da

mone,

la

quale,
la

fug-

di Pelsgo e padre di Tssalo, dal quale poi la re-

gendo con la madre


sul Frisso, vello d'oro,
[tcvto?

verso

OlcMde,
dal

gione
Tsta]

si

disse Tessagha.
[s[jL7cupo[xav-

e col fratello

Empiromantia

montone
e

cadde sul mare


affog.

divinazione che si prendeva dalla varia forma


del guizzo delle fiamme, durante il sacrificio [Iv-Tiup

mare]

[V. Ino}.

Emancipazione
missio].

[V.

Manu-

fuoco, nazione].

[ji,avTia

divi-

Emtidi [Emathdes, V, 669]


sono
Pine, nove figlie di Piero, cbe osarono gale

mpusa

["E(i,7rouo-a]

spettro
si

notturno, con cui

spa-

ventavano

fanciulli: s'im-

reggiare

con

le

Muse

nel

maginava
e
si

coi piedi di asino,

e, vinte, furono da trasformate in plebe: quelle sono dette Emtidi , perch la Macedonia, di cui

canto

diceva rapisse e divorasse gli uomini. [fXTc^o[Aai

afferro].

Enclado

[Enceldus]

uno

era re

il

mente
tico

padre loro, anticachiamavasi Emzia.


an-

dei giganti che, nella lotta contro Giove, fu dal ful-

Emzia [Emathia] nome


deUa Macedonia.

mine

del dio seppellito con


il

Tifo, sotto

vulcano Etna.
il

mone
la

[Haemon, VI, 87-89]


catena dei monti, a

Endimine
bel

[Endymon]
[v8ijo[xai

dormiente

137
sn colto all'improvvis dal sonno], figlio di Atlio, re
dell'Elide,

ENE

di Giove,
Clice.

ebbe
fa-

per madre
vola
Caria,

Una

ce lo

presenta neUa
u.

ove

cacciatore e

Enea, n della sua fondaun nuovo regno in straniero: la leggenda paese posteriore, sorta non molti secoli dopo Omero. Della sua venuta in Italia, il
zione di

pastore e, petua sonnolenza,


in

immerso in pergiaceva

primo a parlarne
coro.

Stesi-

nna grotta del monte Iitmo. Selne lo vide men-

Secondo Virgilio

[Eneide'],

tre dormiva e, presa da amore, scendeva ogni notte

Enea, mentre Troia era in fiamme, fugg, portando via i Penati e traendo seco la
moglie Crusa,
figlia di

Da Endimione
quero 50
fu

dal cielo nella grotta. e Selene nacfiglie.

Priail

mo,

il

figlio

Ascnio e

padre Anchise, zoppicante,


clie egli

Quando, pi

tardi, Selene identifi,cata con Arte-

port su le spalle.

[la dea cacciatrice], ancbe Endimione divenne il bel cacciatre del

mide

Conducendo seco ancbe i Troiani superstiti, salp con


venti

navi

dalla

citt

di

Antndro,
te Ida.

ai piedi del

mon-

monte . Enea [Aeneas, XIII, 623-968; XIV, 1-608] figUo di Anchse^ e

A principio
ri

del viaggio,

mo-

la

cipe
sul

di Vnere, prindei Drdani, abitanti monte da, genero di

egli

moglie Creusa; indi cominci le sue pere-

Priamo. Kato sul monte Ida, o presso il fiume Simonta, fu allevato in Bardano, da Alctoo, marito di sua sorella

grinazioni. Fu nella Tracia, a Delo, a Creta, in Sicilia, ove mor

AncMse, poi su
l'Africa,

le coste del-

presso la regina indi a Cuma itaDidne, liana, .donde discese neU'A-

Ippodama, o affidato

da Venere aUe ninfe, perch lo educassero. E"eUa guerra di Troia, fu uno dei
pi illustri eroi troiani,
e

verno, e poi da Cuma giunse nel Lazio. Accolto da Latino re di

possedeva cavalli divini. In Omero non vi alcuna


traccia

dell'emigrazione di

Laurnto, questi, credendo cbe gi si avverasse un oracolo, secondo il quale la figlia si sarebbe' unita a nozze con gente forestiera

ENB
e avrebbe
un'illustre

138

nio, che ciulla o


il

dato origine a generazione di eroi, gli promise in isposa la figlia Lavinia, che era stata gi promessa a Turno,
re dei Etuli.

chi

padre della fanne faceva le


di
fi-

veci dava al futuro sposo


lei
[syyi'/j

contratto,

danzamento: k'{yu(ko= metto in isposa].


Questa
cerimonia
per legge precedere

pro-

Sorse quindi la guerra fra

Enea, aiutato da Evandro, e Turno, soccorso dai principi italici.

doveva il ma-

so

Turno fu ucciin duello da Enea: qui

trimonio, e la mancanza di tale formalit escludeva i figli dai diritti di cittadini,


dall'eredit

finisce la narrazione dell'^-

nide.

del padre.

e daUa fratria In essa si stabi-

Secondo Livio, Enea spos lei cMam Lavinum la nuova citt fonLavinia, e da
data, fuse insieme i Troiani e gli Aborgeni del Lazio,
e
li

i patti nuziali e si fissava la dote, deUa quale il marito godeva soltanto

livano

l'usufrutto.

Prima
sali,

chiam

tutti Latini.

si

del giorno degli sponoffriva un solenne

Kella

battaglia,

presso

il

sacrifcio agli di protettori

fiume Kumico, contro, gl'italici collegati, sarebbe sparito improvvisamente. Gli fu eretto un santuario e fu venerato col nome di lup-

ad Artemide,

delle nozze: a Zeus, a Hra, alle Moire e

agli di del paese.

Enilio [w.'kioc,] soprannome omerico di res [Marte],

pUer Indges.

Eneo

[Oenus, O'lvs?, 281] re di Calydne nell'EtHa, marito di Alta, padre di Melegro. Poich
egli

Vili,

da nio, la dea deUa guerra, che accompagna il dio nella battagha. nio ['Evuc] la dea della
derivato

guerra

che,
[il

insieme

con
dis-

non

offri

Artemide,

la

ad dea mand un
sacrifizi

Dimos
[lo

terrore],

PMbos
[la

spavento], Eris

cinghiale terribile [cinghiale


calidnio] a devastare la terra di lui. Il cinghiale fu poi ucciso da Melegro.
[V. ivi].

crdia],

accompagna Ares

[Marte], quando, sul suo carro da guerra, passeggia

armato per

la battaglia.

Enipo

Engiesi [yyxriaic,] la promessa solenne di matrimo-

[Enipus, 'Evitzsq] dio fluviale della Tessaglia [il fiume Enipo afiEluente

139
Peno, in Tessaglia], di era innamorata Tyro, figlia di Salmono. Poseidel

l'Etlia

EN
vino ]. [ohoQ suo tempo, avvenne la
del cinghiale

tato la vite sui monti del-

cui

done, invaghitosi della fanciulla,

famosa caccia

prese
e,

la

forma
lei,

di

Enipeo
Plia

con

gener

Enoxno [Aenomaus]

calydnio. [V. Melegro]. re di

e
i

Kelo.

espose

Tyro poi bambini e spos

Pisa, in Elide, il perfido padre di Ippodama. [V. Ip-

nna [Bnna]
trovava
tuario di
e
si
il

Creto, re di Jolco. oggi Castro giovanni in Sicilia, ove si

podama].

none [Aenne]
sima,
figlia

ninfa bellis-

del fiume

Ce-

principale san[Crere]

brno, in Frigia, fu

amata

Dmetra
cbe

da Apollo,

il

quale le codella divi-

diceva

Plutone

munic

il

dono

avesse qui rapito Persfone.


[V.

m].

nazione e l'arte di guarire le malattie. Quando Pride

Ennaetride
vsoc

nove, toq anno] era, nella cronologia greca, un intervallo di otto anni [onde detto talvolta
il

[IvvasTTQpt;;:

sv-

guidava le greggi sul monte Ida, ebbe da lei il figlio Crito. Prima che egli partisse

per la Grecia, Enone cerc invano di dissuaderlo,

anche octaeteride], finito qua.le, cominciava, col nono, un nuovo ciclo. Constava di 2922 giorni, distribuiti in 96 mesi comuni e 3 mesi intercalari, e si chiamava Anno Grande. Porse

il

predicendogli le sciagure che avrebbe sofferto, e

quando, presso Troia, egli fu ferito dall'arco di Filottte,

Enone non

riusci
la

guarirlo, perch era stata prodotta

ferita

da una

pi antico ciclo astro-

freccia
cole.

nomico,
si

secondo
il

il

quale

avvelenata di ErParide spir tra le

computava

tempo in
si

braccia di Enone, la quale

Atene.

Autore della ennaetride

poi mori di dolore. Entria [Aenotra, OtvoTpta]


la terra del

dice Olestrato di Tnedo, verso il 432 av. Cristo.

vino

[oIvoq

vino], regione dell'Italia

me-

no [Oenus] re

degli toli, in

ridionale,

Calydne, detto il principe del vino , perch egli


per
il

primo avrebbe pian-

corrispondente, presso a poco, alla Basilicata [Lucania], abitata anticamente dagn rcadi. In

ENO
seguito,

140
questo
dai

nome
Greci

fu

adoperato

per
vino,

indicare tutta l'Italia.

Eliotropi
TpTcc

[olvo?

fanciulle

volgo, muto] le che mutano l'acle figlie

lontano occidente, in una ricca casa, circondata da un muro di bronzo e da alte rupi. Viveva quivi con la moglie e coi 12 figli [6 maschi e 6 donne]. Con lo scettro impugnato, dalla vetta
di

qua in vino, erano


di nio,

re

di

Belo, alle

un monte dirupato
una
figlio

coi

quali Dioniso aveva dato il potere di mutare l'acqua

stringeva

all'obbedienza

venti, rincMusi in

ca-

in vino.

Agamennone tent

verna.

di rapirle,

mut

Dioniso le in colombe.
di

ma

ono

[Aeonus] era

di

Entria [Entoria] una fanciulla, fgUa

un

agricol-

Licinnio, fratello di Alcmna, e perci cugino di rcole. Andato con Ercole

romano. Saturno se ne innamor ed ebbe da lei


tore

quattro

figli:

Giano,

Hym-

no, Fausto, Eelice. Al padre di lei. Saturno insegn


la

a Sparta, fu ucciso dai figli di Ippoconte, perch egli, minacciato dal cane di guardia della casa, gli aveva
scagliato

viticoltura

l'arte

di

accorso

una pietra. Ercole, nella mischia, ri-

preparare

il vino; ma avendo egli diffuso quest'ammaestramento ai suoi vi-

mase

ferito* ma, ritornato dopo qualche tempo, trucid Ippoconte e i figli.


['Hc(;] la
il

cini, essi ubbriacati, lo

uc-

os
zia

dea che annun-

cisero

a
i

Perci

colpi di pietra. figli di Entoria si

giorno [aY](i.i, auo) =^ spiro: sul far del mattino

impiccarono.

Eolo [Aelus,

262] fgHo maggiore di lleno e della ninfa Orside, fratello di Doro e di Suto, fu il fonI,

spira un venticello leggero] figlia di Iperine e di Tia, e sorella di Hinfatti


lios e di Selne. [V. Aurora].

pafo [Epphus,

I,

748]

fi-

datore

della

stirpe

elia.

DaUa moglie Enarte ebbe

glio di io [v. Io] e di Giove, fu re di Egitto e costru

Un

7 figli e 5 figlie. altro Eolo,

il

re

dei

Mmf. Essendo

coetaneo

di
il

Fe-

venti, era figlio di Ippte [detto perci Ipptate] e

tnte, indignato per to che questi menava della

van-

abitava nell'isola

eolia, nel

sua origine, lo disse foUe,

141
percli,

EPI

credendo
elle
gli

a.

tutto

bilito

diceva la madre Olimene, si riteneva


quello
figlio

= offro
sori

daUa legge

[sTrt-SiScojjiL

spontaneamente].
i

Epgoni [Epigoni]
[7ctYtyvo[j(,ai

succes-

di

Hnos.

Fetonte

allora riferi tutto alla

ma-

dre

e,

per assicurarsi del-

l'essere suo, inviato da lei al padre Helios, chiese e

ottenne, di guidare il gran Fecarro del sole, [V.


tonte].

nasco sono i figli dopo, discendo] dei sette principi che combatterono a Tebe, i quali rinnovarono la guerra 10 anni dopo, capitanati da
Adrasto,
il

solo

superstite

Epagoge
vano

[sTcaywY'^] invocasi

prima guerra. Essi erano: Alcmene [figlio di


Adrasto], Diomede [figlio di Tido], Prmaco [figlio di Partenopeo], Stnelo [figlio di Capano], Tersndro [figlio di Polinice], Lao-

deUa

zione con cui

scongiura-

gli di infernali, per-

ch portassero aiuto gli uomini o perch spaventassero e danneggiassero qual-

cuno

[sTryoi

invoco, indi

damante
Eurialo
sto].

duco].

[fgMo di Etocle], di Mechi[figlio

Epo

['Etcsu?], fgUo

Pa-

nopo, valentissimo nel pugilato^il famoso eroe greco,


il quaaiutato da Athna, cole, stru il cavallo di legno, in

nella guerra troiana,

Ucciso Laodamnte, il quaregnava a Tebe, la citt fu presa e la signoria tocc a Tersandro, figlio di Pole
linice.

nascosero i Greci, per penetrare a Troia.


cui
si

Epilacnti
Grecia
i

[sTriXocxvTs?]

ma-

gistrati supplenti,

Epidurie [T
sta
ch,e
si

sTriSaupta] fe-

erano in magistrati che si

Atene,

nel

celebrava in 4^ giorno dei

creavano, per supplire subito le vacanze che si av-

Misteri Eleusini, in onore


di Esculpio.

veravano in una magistratura, per destituzione o per morte [Tc-Xay^^dcvc traggo a sorte]. Epimteo [Epimethus] co-

Epidsei [od im^asii;] erano in Atene le contribuzioni volontarie che i cittadini e i meteci davano alla
cassa dello Stato, direttamente o nell'assumere una
liturgia, fuori
il

lui

cJie

riflette

[sTci-[xav0vco

dopo
di

il

fatto

rifletto

do-

turno sta-

figlio Giapte po], e di Olymne, e fratello di

era

EPI

142
colui che riflette
[7rp-fAav6v(

Pro mteo,

prima
fletto

blici,

come
mura,

la

costruzione

ri-

delle delle

strade,

prima]. Spos Pand-

degli edifzi delle fosse ecc.

ra

[v. ivi],

da cui ebbe

la

Eptfio

Pina, ch,e and poi sposa a Deucaline. Epimtde [Epimthis, I,


figlia

[epitaphius] l'orazione funebre [tz sopra, sepoltura] era il T90<;

discorso che

un oratore

in-

390] Pirra, figlia di Epimteo. [V. Deucaline'].

caricato dallo Stato teneva nei funerali solenni dei mor-

Epincio [epinicium] festa in onore di un vincitore, nei


grandi giuochi pubblici: essa consisteva in un solenne banchetto, dato dal vincitore ai suoi amici [utvtxT]

in guerra per la patria. Aristide fu il primo a dare


ti

importanza a questa cerimonia, con l'orazione funebre in onore dei morti


civile

= vittoria].
chiamati

nella

Quindi fu

Pi

rono

battaglia di Plata. Pericle recit tardi,

Epinicii

le odi di vittoria, scritte in

l'elogio

funebre per

caduti
l'altro

onore del vincitore e spesso cantate nel banchetto solenne.

presso

Samo, e poi

per

morti nelle battaglie dei primi anni dlia guerra


i

Epine

['Httivv]] colei che le-' nisce i dolori e guarisce le

del Peloponneso.

In

malattie

[y]Kix.o\j.cci

siffatti

seguito, si discorsi

composero anche per


illustri:

risco] era moglie di


lpio.

guaEscusor-

ricordare uomini

Grgia, Lisia, Isocrate, Ip[sTriaxoTToi]


[Trt-CTXOTTsco

Epscopi
veglianti

ride,

Demostene

scrissero di

= sor-

tali orazioni.

vegho] erano inviati politici che gli Ateniesi man-

Epitalamio
il

[epithalamium]

canto nuziale [m

davano presso
per sorvegliarne
ti

gli
i

alleati,

so, 6Xa(jL0(;

= presnu-

camera

sentimen-

e controllarne le delibera-

ziale] era un canto che giovinetti e fanciulle facevano

zioni.

presso la porta della camera


[sTriaTocTat.]

Epistti
i(yTa[xat.

sopra-

nuziale,

quando

gli

sposi,

intendenti

[tKiGxcx.'vo,

9-

dopo

le

cerimonie deUe nozInvece


fan-

presiedo] erano
ai lavori

ze, vi si ritiravano.

magistrati ateniesi che so-

l'Imeno

veniva

cantato,

vrintendevano

pub-

anche da un cro di

143
ciulli
il

gistrati,
tresvri
essi

EEA

e di fanciulle, durante

corteo nuziale.

198 av. Cristo, furono destinati a presiederli tre maepulnes.

pona [Bpna]
romana,
clie

antica

dea
al-

presiedeva

Pi tardi

furono por-

l'allevamento dei cavalli, degli asini e dei muli [ep*s

tati a sette.

cavallo], protettrice dei

equus,

ed era

la

Epuloni [epulnes] magistrati romani che presiedevano


aUe pule.
Equrie
si

carrettieri

e dei

mozzi di staUa, come


la

[V. Mpul}. [Equira] feste che

Bubna era invece


vino [^ou?

dea

celebravano ogni anno,

protettrice del bestiame bo-

bue].
alla
liba-

in onore di Marte, nel campo Marzio, il 27 febbraio e


il

Epona, oltre zione, venivano


sacrifizio, maiali.

offerti,

in

istituite

14 marzo. Si dicevano da Eomolo e con-

pule

[eplae] pubblici e solenni che

banchetti
i

sistevano principalmente in corse di cavalli [equus

Eo-

mani imbandivano

nelle fe-

cavallo], che Marte proteggeva, perch i cavalli ser-

ste religiose, nell'assunzione dei magistrati alle caricbe

vono aUa guerra. Equit [Aequtas].


cazione
le

sacerdotali, nella consacrazione dei templi, nei trionfi,

romana

personifidella giu-

stizia: era

rappresentata su

nei funerali. Alle epule andavano uniti gli spettacoli:

monete come una ver-

questi per

non

si

davano
dei

gine, avente nella destra la bilancia e nella sinistra il

per

le

consacrazioni

cornucopia,

il

corno dell'ab-

templi e per l'assunzione dei magistrati alle caricbe


sacerdotali, ed allora
i

bondanza.

ra [Hera]
rella e

ban-

chetti solenni, senza i giuochi e gli spettacoli, si chiamano cenae.

dea greca, somoglie di Giove, con cui fu identificata la Giula

none romana.
Erclidi
i

[V. Giunone'].

Eimasero
sfarzo

famose
e

per
le

lo
ce-

[Heracldae] sono discendenti di rcole e

straordinario
le

nae pontifeum
lae

epi-

salidres.

In tempi andi ordinare


afiB.-

specialmente la schiatta di Hllos, nato da Ercole e da Deianira. Dopo la morte


di Ercole,
i

tichi l'incarico
e dirigere le

suoi
il

figli,

dei

epule fu

quali HHlos era

maggiore,
Euristo,

dato ai Pontefici,

ma

dal

perseguitati da

eeI

144
Aristodemo, ebbero
conia,
la La-

fuggirono da Tracliine in Atene, presso Teseo. jN'ella

xylo

l'Elide.

guerra che ne segui, Macaria,

sorella

di Hillos,

si

Errii [aerarli] erano coloro che, secondo la costituzione


di Servio Tullio,

consacr alla morte per la


salvezza
los o

non

erano

del

fratello,

ed

compresi nelle
centurie,

classi e nelle

Euristo fu ucciso da Hil-

da lolo, inseparabile

e non avevano quindi diritto al voto. Erasolito

amico di lui. Per la conquista del Peloponneso, elle da Euristo era passato ad Atro, Hillos

no di

cittadini

del-

l'infima

classe,

ma

potericclii,

vano essere anche

combatt,

ma

fu ucciso.

Oleodo, figlio di Hillos e,

appartenenti a popoli domati da poco e che non ispiravano ancora sufficiente fiducia, oppure cittadini di classi pi elevate che,

pi tardi, Aristmaco,

figlio

di Cleodeo, rinnovarono invano l'impresa. I figli di

per punizione, erano


passare,
gli
erarii.

fatti

Axistomaco [Tmeno, Cresfnte, Aristodemo] ritentarono per la terza volta; ma Aristodemo rimase colpito da un fulmine, per aver
maltrattato
gli

dal

censore,

fra

Tuttavia

differi-

vano dai proletari censi], perch non

[capite

erano,

come

questi,

esenti

daUe

un

altri

due,

indovino, e per seguire

imposte, ma obbligati a pagare alcuni tributi [aera],


i

cbe consigliava l'oracolo, loro di porre a capo delle


proprie
schiere

quali non erano stabiliti dal censo, a cui non erano

un

essere

soggetti,

ma

venivano

arbi-

con tre occhi, scelsero per


loro condottiero xylo, re
degli toli, monocolo che andava a cavallo di un mulo,
il

trariamente imposti

loro, in

proporzione degli averi.

Errio [aerarum] era


soro dello Stato: vi

il

te-

si

de-

quale, naturalmente,

aveva altri due occhi. Vinsero ed uccisero Tismeno,


figlio

i proventi delle ordinarie [aera = imposte tributi in denaro], e da esso

positavano

di Oreste, che allora

si

prendevano

le

somme

nealle

governava nel Peloponneso.

cessarie per provvedere

Temeno prese

allora Argo,
di

Cresfonte la Messnia, Pr-

pubbliche spese. Si conservava nella parte


posteriore
del

de ed

Euristne,

figli

tempio

145
Saturno,
strato

EB.C
i

ed era amminida questori, alla cui dipendenza stavano ufficiadetti tribuni

Persidi.

Ma

ritata,

fece

si

Giunone, irche quel

li

subalterni, aerarU.

giorno non nascesse Ercole, e ci,e invece Mcippe, moglie di

Durante l'impero, l'ammimstrazione dell'erario pass sotto la dipendenza dell'imperatore, sebbene il Senato, in apparenza, ne conservasse la sorveglianza
e,

Stndo, frateUo di Alceo e quindi zio di Amftrione, partorisse Euristo.

Cosi Ercole venne in servit di Euristo.

Appena nacquero Ercole


Ificle,

Giunone mand dei

in seguito, fin col confondersi col fiscus, il tesoro

privato
cui

dell'imperatore, la

mostruosi serpenti verso la cuna dei bambini, perch li uccidessero; ma Ercole


li

amministrazione spet-

afferr per la

gola e

li

tava ai prefetti imperiali . rcole [Hercules, IX, 134273] fu generato a Tebe da Giove e da Alcmna, cbe era gi maritata ad Amftrine, Tirinto, quale "era figlio di Alceo e

strozz.

Amfltrione istru
nell'arte di guidare cbio, Castore nelle

Ercole
il

coc-

armi,

Antyloco nella
nella

re

di

il

musica, centauro] nelle scienze.

Lino Chirne [il


lotta,

nipote quindi di Perseo. Ercole detto quindi Alcide


ftrione,
to,

Avendo
lira,

ucciso Lino con la

Amftrione, per paura

da Alceo, padre di AmTirinzio da Tirincitt

della sua forza, lo mand a pascere il gregge sul monte Citerone,

dell'Argolide,

di

cui

Amfltrione e dove Ercole fu allevato, l^el


era
il

re

leone citerono.

dove uccise il A 18 anni,

medesimo parto nacque con


Ercole
frateUo
fcle,
il

mentre tornava a Tebe, incontr i messi di Egno, re dei Minii in Orcmeno, i


recavano a Tebe, per prendere l'annuo tributo di 100 buoi; Ercole tagli loro il naso e le orecquali
si

quale per era stato generato da Amfltrione.

Quando Alcmena era per


partorire,

Giove disse
degli
di,

nelcb,e

l'adunanza

cMe

li

rimand incatenati

quel giorno, per opera sua,

sarebbe nato un umo cbe avrebbe dominato su tutti


lo

a casa. Euristo re di Micene o di Tirinto, lo cbiam al suo

Stano, Dizionario di miti

e leggende.

ERO
servizio,

146
e
gli

con nove o dieci o mille teste, che viveva nella palude di Lerna, presso Argo. Poich in luogo di una

impose di

compiere 12 cli, secondo

faticlie, peril decreto di

Giove, si preparasse per l'immortalit. E quando l'oracolo di

DeKo ordin ad

Ercole di ubbidire alla cMamata, egli fu sorpreso da

ne rinascevano due, Ercole bruci, con rami di alberi, le parti mozzate dei coUi, e su l'unica
testa recisa,

un
i

delirio, nel
figli

tre

quale uccise che aveva avuto

testa immortale, gett na

masso

enorme.

IsTel

fiele

dalla moglie Mgara [fgUa di Creonte re di Tebe] e due


nipoti, figli del fratello Ifcle. Si dice cbe allora, per la

velenoso dell'Hidra intinse le sue frecce, s che le ferite che egli faceva erano insanabili.

prima volta, fu cbiamato


"Hpocxkric,

il

Hra ["Hpa

none, xkoc, gloria] perch, per causa di Hera, ottenne grande gloria, mentre fino a quel giorno, si

= =

glorioso per

Cattur vivo, dopo averlo cacciato nell'alta neIII.


-

Hera, Giu-

ve, il

mntho, che
l'Arcadia

Cinghiale di Erydevastava
[l'Erymantho

una montagna
Mentre
tauri,

dell'Arcadia].

sarebbe chiamato

Alcide

si recava a quella fu assalito dai Cencaccia,

dal nonno Alceo, padre di Amfitrione.

ma

egli

Eisanato dal furore,

si

rec

dopo dove

l'altro
fer,

U scacci, un sino a Mala,


freccia,
il

con una

presso Euristeo, e allora co-

minci

periodo della sua durante il quale servit, comp le 12 fatiche.


il
-

centauro Chirne, il quale trovavasi l, perch i Lpiti lo

avevano

scacciato

dal

monte Pho.
-

I.

Strozz

il

Leone Ne-

IV.

Prese viva la Cer-

invulnerabile, che viveva nella valle Kema

mo,

va di Ceryna o Menalla [dal monte Ceryna o Menalo], in Arcadia, dove essa viveva, sacra ad Artemide:

dell'Arglide.
la
fiera

Quando port
a Micene,

uccisa

Euristeo, per lo spavento, si rifugi sotterra, in una

aveva

le

corna di oro

piedi di rame. Ercole la

in-

botte di bronzo. II. - Uccise l'Idra di Ler-

segu nel paese degli Hyperbrei, in Arcadia, e la colp


nel piede con

na,

il

drago

mostruoso,

una

freccia.

-, 147
V.
-

tile le

EBC

Uccise o

Uccelli
lago
dia:

sband gli Stymphlii, nel


artigli,
ali

Stymplialo, in Arca-

avevano

rostro di bronzo, ed erano provvisti di penne, che lan-

acque del fiume Pecbe ne trasportarono tutto il letame accumulato. Ma non avendogli il re dato, come aveva promesso, la decima parte
no e
dell'Alf o,

ciavano fuori come saette. VI. - Prese il Cinto di

degli

armenti.

Ercole

gli

Hypplite, la regina, delle Amzzoni, per recarlo ad Admte, figlia di Euristo. Isella zuffa suscitata da
Giunne, Hyppolite Kel ritorno. Ercole uccise, presso Troia, un mostro
sta,
figlia

mosse guerra, devast il suo territorio ed uccise Auga.


Vili. - Prese e condusse vivo a Micene il Toro di

mori.

Creta, che Poseidone aveva fatto apparire tra i flutti a Minosse, e aveva reso
furioso, percb Minosse, invece di sacrificarlo al dio,

marino, al quale era espo-

come preda, Hesione,


del

re
la

Laomednte.

Ma

poicb Laomednte non


i

aveva mandato nel suo armento. Ercole, dopo averlo presentato a Euristo,
lo

mantenne
dargli

promessa di avuti da Giove, in compenso di Ganimde, cb'era stato rapito dal dio, egli mosse contro
cavalli

lo lasci libero.

IX.
in

Prese le Cavalle di
re
dei

Diomede,
Tracia.

Bistoni,

Diomede dava

loro in pasto gli stranieri.

Troia, prese la citt e uccise Laomednte, con tutti


i

Ercole vinse Diomede, lo


fece divorare dalle sue stesse cavalle e condusse queste a Euristo.

figli,

eccetto Podrce.

Hesione, toccata in premio a Telamne, cbe pel primo era salito su le mura, accett di andare sposa a liu, a condizione cbe fosse ri-

scattato
il

il

fratello Podarce,
si

quale perci
il

cldam

X. - Condusse via i Buoi di Geryne, fgUo di Orisroe e di Callroe, il quale aveva tre corpi dal ventre in su, e viveva nell'isola di Erystha, nell'Oceano dell'estremo
occidente,

Priamo,
afjLat.

riscattato [upi-

dove

Vn.

compero]. Nett le Stalle di


nel-

Auga, re degli Epi r Elide, dirigendo nel

cor-

possedeva grandi armenti, custoditi dal pastore Eurytine e da rtbros, cane con due teste.

EEC
ove

148
Ercole, giunto presso Atlante,

Ercole pass lo stretto di piant le due famose colonne [colonne d'Ercole], in segno del suo passaggio.
Gibilterra,

sostenne

per

poco

il

Cielo invece di lui, fncli

Atlante non
tre

gli consegn 1 pomi, che Ercole port a

Poicli

il

sole coi raggi, gli

fastidio, egli tese l'arco contro di lui, e il Sole,

dava

per questo ardire, gli prest la sua cappa, nella quale Ercole giunse all'isola. Uccise il custode, il cane e
poi anche Geryne. Preso l'armento, vaKc
i

il quale li regal che alla sua volta li consacr ad Athna. XII. - Cattur Crbero, il cane mostruoso dalle tre teste, che era a guardia deU'rebo. Ercole, disceso

Euristeo,

all'eroe,

nell'Averno, lo strinse

alla

Pirenei, le Alpi, clie da lui

gola, lo incaten e, portatolo su la terra e fattolo

furono dette
ius

Grie
e

Italia,

greco], presso la

[Grascese in

citt

di

vedere a Euristeo, lo ricondusse nell'Erebo, e compi le 12 fatiche impostegli.

Evandro, ove dopo sorse

Dopo, in un accesso
rore, dalle

di fu-

Eoma. Quando
Caco

Tirinto

il

terribile gigante

mura

precipit Iphito, figlio del

gli rub una parte dell'armento e trasse le vac-

re urjrto; perci l'oracGlo di Delfo gl'impose di stare

cbe per

la

coda nella sua

caverna, percli non se ne svelassero le tracce. Ercole


scoperse
giti
il

per tre anni a servizio di mphale, regina di Lidia:


ivi egli filava

ladro dai

mugdopo
lo

delle

vacche

e,

con vesti da donna, mentre la regina portava la clava e la peUe


di leone.

una violenta
cise

lotta,

uc-

con
-

la clava.

In questo tempo
ten, presso

Prese tre dei Pomi d'oro delle Hespridi, cbe erano stati regalati da Ga a Hra, nelle nozze di questa, e si custodivano

SI.

egli incaEfeso, i Cer-

cpi

[KpxcTZsq, Cercopes],

folletti giocosi

e scaltri,

poi

li

lasci andare. Quan-

dalle Hespridi, le fanciulle occidentali [scTTrspo^; oc-

do, per purificarsi dell'uccisione di iphito. Ercole venne da ISTelo, questi, che

cidente], e dal drago Ladne, nel remoto occidente.

era amico

di

uryto, pasi rifiut di

dre di Iphito,

149
purificarlo; allora uccise tutti i figli

EKE

Ercole

eccetto Nstore, lontano. Spos poi Deianira figlia di Oino, re degli

di lui, che era

eresse una pira, vi mont su, fece appiccare il fuoco

da Eilottte, che passava


di l, e gli regal per que-

sto le sue frecce.

toli; ma quando volle condurla a Tracliine, citt della Tessaglia, nel passare
il

Deianira intanto, conosciuta la sventura di cui era


stata causa, si era uccisa di propria mano.

fl,ume jveno, nell'EtoHa,

uccise,

con una freccia, il centauro Kesso che, avendo


tentava rapirla. Giunto a Trachine,

Quando

la

fiamma,

si

lev

preso su la groppa la sposa,


volle

Ercole, fra il rumoreggiare dei tuoni, fu

su la pira.

portato in una nube su l'Olimpo. Innalzato all'immortalit, riconciliatosi con

vendicarsi di Buryto, re di Oecliala in Tessaglia, pergli aveva negata in isposa la figlia Ile. Conquist Oechalia, uccise Eu-

ch

Hera, che lo aveva perseguitato in vita, spos nel


cielo

Hbe,
[t^^t)

nezza

= fiorente

l'eterna giovigio-

ryto e i figli di lui, e condusse geco Iole. Ma quando

Deianira seppe da Lica, che Iole veniva a Trachine,

vinezza] da cui ebbe i figli Alexiare e Aniceto. Venerato in Grecia e in


Italia
cilia,

mand con
la

lui

ad Ercole

veste intrisa di sangue che Kesso, morendo, le aveva data, per vendicarsi di

pMagna Grecia, SiCorsica, Sardegna, Malta], gli erano sacri il


TermaK.
["Epe[3oc;]

pioppo, l'ulivo, l'edera e le


fonti

facendole credere che avesse la virt di riErcole,

rebo

la

oscurit

sotterranea

[pstpco

co-

destare l'amore. Ercole in-

doss la veste, ma fu preso da tali spasimi, che precipit Lica presso lo scoglio omonimo [scoglio di Lica,
nel mare di Euha], e poi, fattosi portare a Trachine, ordin al figlio Hillos di

pro] il regno dei morti, detto anche Hdes, che ne

il.

dio:

un luogo tenebroso
della
terra,
la

nell'interno

con un vestibolo s'immaginava neUa pi remota parte occidentale, dove non giungevano nepcui entrata

prendere in isposa Iole. Becatosi sul monte Ota,

pure

superficie

raggi del sole. Dalla deUa terra alcu-

EEE
ni baratri conducevaho al-

150
dine, ebbe otto figli: quattro maschi, Ccrope, Pn-

l'rebo, Cuma, in Italia, e quelle di

come

le

caverne di

Colno presso Atene.

fiu-

me

[v. Stige],

principale era lo Stige cbe scaturiva da


e ciral-

Mezine, Orno; e quattro donne: Prcri, Criisa, Etnia, Orizia. Poieli Eretteo aveva ucciso il fi.
daro,
glio

un ramo dell'Oceano
tri

di Poseidone,

Euml-

condava tutto l'rebo;


te, il

fiumi erano: l'AcheronFlegetnte o Pyrifliil

po, che aveva aiutato Elusi contro Atene, il dio del

mare

getnte e
posteriore

Oocito. In et

sacrificata

richiese che gli fosse una delle figlie

che

il

si aggiunse anLte [fiume dell'o-

di lui,

ma

le

relle preferirono

quattro morire

so-

tut-

blio], in cui le anime bevevano l'oblio deU'esisten-

te insieme.

za umana.
[Per l'etimologia,
v.

per preghiera di Poseidone, fu da Giove colEretteo,


pito con la folgore.

sotto il

nome

dei singoli fiumi]. Caronte, Vuomo della gioia


gioisco], era il [)^aip(o barcaiuolo che conduceva i morti all'rebo. Alla porta

Erette [Erechteum templum] era l'antichissimo


tempio di Athna, costruito da Ccrope su l'Acrpoli, nel quale si conservava la statua della dea [v. Palladio] caduta dal cielo, l'ulivo fatto germogliare da lei
e la fonte di

dell'inferno

stava Crbero,

cane ferocissimo dalle molte teste, rappresentato pi tardi con tre teste, con

acqua

salsa,

coda e cresta di serpente. IvTei tempi posteriori, fu messo come giudice dell'inferno Minosse che, per comando di Giove, doveva
decidere
i

scaturita per opera di Posei-

done,

tese con

quando questi conAthena per il doda

minio di Atene. Distrutto il tempio


Serse,

insieme

casi controversi; con lui stavano,

fu

ricostruito

con

grande splendore
di Pericle,

all'epoca

come

giudici,

Eadamnte

ed aco, che era il custode deUe chiavi dell'Hades. Erette [Erechtus, "Eps^QsQ,

fu comche verso la fine della piuto guerra del Peloponneso. Es,

ma non

so sorse sul terreno antico

VI, 677-680]
la

di Ate-

ne, dopo

morte

di

Pan-

che conteneva tre templi insieme riuniti: quello di

151
Athna, di Poseidone [il vero Eretteo] e quello di Pndroso [una delle tre figlie di Cecrope].

EEI
ceva che questo fiume producesse l'ambra; pi tardi esso fu identificato col fiu-

me Po
era

d'Italia

[Fadus], e

Ergstolo

[ergastiilum]

la favola

della

produzione

presso i Eomani la prigione, in cui si rincMudevano


gli

dell'ambra fu spiegata col fatto che, presso le foce del

scMayi che, per obbligo

Po,

dei loro ricclii padroni, dovevano eseguire, con la ca-

tena al piede, i pi gravi lavori campestri [py^oiJLat.

trovavano i principali porti, ove l'ambra si portava per via di terra, ed era poi caricata ed esportata da navi fenicie.
si

lavoro

campi].
privata per gK

Erifle

L'ergastolo, cbe era anclie


la prigione

[Eriphle] sorella di Adrasto, re di Argo e mo-

schiavi, era unito alle ville, pi di rado alle case di citt,

ghe di Anfiaro.
Anfiarao
si

Quando

non andare
dizione di

dei ricchi

Eomani.

rice [Eryx, XIV, 83] fighe dell'ateniese Bte e di V-

per Guerra di Tebe, ove, secondo la prenascose,


alla

un

oracolo, sa-

Bute prese parte alla spedizione degli Argonuti,


nere.

ma
-egli,

mentre

la

nave Argo

rebbe perito. Enfile, allettata dalla promessa di una splendida collana, rivel dove il marito era nascosto.
Questi fu ucciso in guerra;

passava

presso le Sirene, allettato dal loro can-

to, si gett in mare. re lo condusse salvo

Venea Li-

ma, prima

di morire, fece

giurare al figHo

Alcmene

Hbo, nella
e

Sicilia:

da Bute

da Venere nacque quivi

Erico, che fu re degli limi presso il monte Erice.

che avrebbe vendicato la sua morte, uccidendo la madre. E il figho mantenne


il

giuramento.
figha
di
si

Ericina [Erycina, V, 363] Venere che aveva culto


speciale
sul

Ergone [Erigone]
Icrio, su la cui

tomba

monte

ric,

in

Sicilia.

Eridano [Bridnus,

II, 324] fiume mitologico, ritenuto,

impicc. ,[V. Icario]. Un'altra Erigone era nata dal connubio illecito di Egsto con Cntennstra. Innamoratasi di Oreste, ebbe da lui il figho Putilo.

come

divinit fluviale, figho di Oceano e di Teti. Si di-

ERI
rilo
[Herilus]

152
re
della di Predea Fe-

mano

fiaccole

serpenti.

nste, figlio rnia, l'antica divinit italica

Esse sono dette anche Eumnidi,


le

benevoli

venerata

snl

monte

Soratte, nel paese dei Capenti, al confine fra i Latini e i Sabini.

dall'animo buono] (jLsvTjc; e distinte in nere [irate]


e bianche
[placate].

[s-

A Eoma

erano dette Eurie.

Dalla madre aveva ricevute tre anime, si che dovette


essere ucciso tre- volte da Evandro. Erinni [Erinyes, I, 241] dette anche Erie ed Eufiglie mnidi, Ga, generate dal sangue di Urano, mutilato dal figlio Crno: Altto, colei che

Erisf tone [Erysichton, Vili, 738-878] fighe di Triopa re di Tessaglia. fon avendo

alcun rispetto agli di, fece recidere un'immensa quercia, in un boschetto sacro a Crere. Ai colpi reiterati
"

le

tre

di

della scure, spicci il sangue di una ninfa bosche-

senza riposo [-X-^yo

= non

reccia, che la corteccia

viveva dentro

cesso]; Tisifohe, la punitrice dell'assassinio [Ttvoj

punisco, 9vo(;

= = uccisione];

della quercia e poich uno degh operai os trattenere la scure, inorridito per il mi-

sacra,

Megra, la nemica [{X"Ya.tp(o grandemente]. Sono le dee della maledizione e della vendetta punitrice, cbe insorgono con-

= biasimo

sfatto, Erisittone gli tronc


il

capo.

Cerere,
lui la

sdegnata,

mand a

Fame, che

viveva nelle lande deserte


della Scizia, e questa gl'infuse, col suo ahto pestifero, una fame orribile, da cui
egli senti divorarsi.

tro

il

colpevole,

lo

perse-

guitano sulla terra e lo puniscono nell'Hades. Sono rappresentate come vecchie


orribili, con serpenti invece di capelli, con occhi san-

Dopo avere
le

sciupate tutte sue sostanze, senza poter saziare la fame vorace, pens di vendere la figha.
essa,

guigni e denti digrignanti:


vestite di lunghi^ abiti neri, con cintole sparse di san-

Ma

gue. Talvolta sono raffigurate, in


terribile,
trici

un aspetto meno come agili cacciache portano in

alate,

fuggendo, ottenne da Kettuno di prendere l'aspetto di un pescatore e, inseguita, fu trasformata ora in uccello, ora in giumenta, ora in cerva, ora

153
in bue,

nella

ERM

sfuggendo cosi

ai

suoi compratori. Infine, Brisittone fu costretto a


nutrirsi delle proprie carni e a divorare cos se stesso.

vato sul monte Ida, nella Trade. Da ragazzo venne


Caria
il

ceva

e, mentre fabagno nella fonte

Erittnio

[Ericlitonius,

II,

552-561] figUo della Terra e di Hefsto^ [Vulcano].

Salmcide, lo vide la ninfa Salmacide, cbe abitava in quella fonte, e ne fu presa

da forte amore. Abbracci


il

Secondo Ovidio, egli nacque senza madre [II, 553] e fu allevato da Athna.
parte inferiore del in forma di serpente. corpo
la

giovane, ma ricusando egli il voluttuoso amplesso

Aveva

della ninfa, questa, tenendolo stretto, implor dagli di di essere eternamente

Atliena
ciullo

consegn il fanaUe tre figlie di C-

crope, [Agluro, Pndroso,

con lui. due corpi si unirono in un solo, cbe ebbe doppia


stretta

Cosi

rsa] chiuso in una cesta, con il divieto di aprirla,


Aglauro,
relle

natura, di uomo e di donna, e la fonte Salmcide,

cMamate

le

so-

timide, apri la cesta e


il

scopri

fanciullo serpente.

Secondo una tradizione, le fanciulle furono uccise dal


serpente o, prese da pazzia, si precipitarono gi daUe rupi della rocca o nel mare.

per pregbiefa di Ermafrodito a Giove, ebbe la virt di effeminare ogni uomo che vi scendesse a fare il bagno.

Ermes [Hermes]
presso
dei
di
i

divinit
la quale Mercurio

Greci, con
il

fu identificato

Secondo

832] Aglaiiro tata in sasso


[V.

Ovidio [II, 820fu poi muda Giunone.

Eomani.

[V. Mercurio}.
figlia

Ermone [Hermine]

Aglauro}.

Erittnio,
di

dopo

la cacciata

Menelao e di lena, fu dal padre promessa sposa a Keottlemo, figlio di Achille,

Amfzione, divenne re di Atene, e vi introdusse il


culto di Atliena, alla quale eresse un tempio su la rocca.

dinanzi a Troia
il

e,

do-

po
lui.

sposata a Secondo una tradizione


ritorno,
la

post-omerica,

fanciulla,

Ermafrodito [HermaplirodiIV, 285-388] fgUo di [Mercurio] e di Afrodite [Venere], fu alletus,

Hermes

ancor prima della spedizione a Troia, era stata promessa a Oreste, il quale, avendo invano chiesto a

ERO
Keottolemo di
la rap.

154
cedergliela,

altre arti, -specialmente nella

medicina. Avendo
la

egli

ros fHp)?] sacerdotessa di Afrodite, amata da Leandro.


[V.

con
dalla

sua

arte,

salvato

morte un gran nume-

Leandro].
figlia di

rse [Herse]
pe,
il

Ocro-

ro di uomini, e perfino ricMamato molti in vita, Giove,

primo re di Atene, sorella di Pndroso e di Agluro, fu amata da Mercurio


.

temendo cbe non


l'ordine
di

fosse

sconvolto

na-

[V. Aglauro].

tura, lo colp col fulmine. Allora Apollo, per vendicarsi di Giove, uccise
clopi,
i i Ci-

saco

[Aescus,

XI,

749-

795] figlio di Priamo re di Troia e della ninfa Alessroe,


figlia

che

gli

fabbricavano

del dio

fluviale

ebbe culto speciale in Tessaglia,

fulmini.

Esculpio

Granico; avendo

appresa

Pergamo, ad Epiduio
dell' Arglide],

l'arte di interpretare i sogni, predisse al padre Pria-

[citt

donde
sotto

fu portato a

Eoma,

che dalla moglie cuba avrebbe avuto un figlio [P^ride], che sarebbe stato la rovina di Troia. Avendo
visto,

mo

forma

di serpente, e gli fu

innalzato

un tempio

nel-

l'isola Tiberina.

giorno, la ninfa Espria, se ne innamor, e

un

lo

poicb ella, per timore, lo fuggiva, la insegu per raggiungerla. Ma, punta dal

Ovidio narra che i Eomani condussero da Epidauio al Tevere, perch dall'oracolo di Delfo, che essi avevano consultato, avevano saputo che Esculpio avrebbe posto fine alla pestilenza che infestava Eoma. Quando la nave che conduceva il dio in forma di serpente, giunse a Eoma, il
si attorcigli all'albero della nave, come per sceghere il posto della sua di-

morso
il

di

un serpe

velenoso.

Esperia mor, ed Esaco, per dolore, sal su di una rupe e si lanci in mare: nel cadervi fu mutato in

uno smergo
rino].

[uccello

ma-

dio

Esculpio

[Aesculapius, II, 629] figlio di Apollo e della ninfa Coronide [v. Coronide], fu afidato dal padre al centauro CMrne, il qua-

mora: a un tratto l'onda

del

Tevere, solcata daUa nave, si apr e sorse in mezzo


l'isola

le lo istru, oltre

cbe nelle

lpio stabil la

Tiberina, dove Escusua sede e,

155
ripresa la fece cessare

valleria

ESE

forma
il

divina,

ragguardevole corpo di cache,


al

morbo [XY,

principio

622-744],

Era rappresentato con una


verga attorno a cui era attorcigliato
si

deUa guerra del Peloponneso, raggiunse i 1200 uomini.

serpente. Gli sacrificavano gaUi, e nei

un

Le truppe mercenarie furono un fatto accidentale:


le arruol Pisistrato.

templi si nutrivano serpenti [simbolo delle forze vitali che sempre si rinsuoi

Cele-

bre fu l'arruolamento dei 13.000 mercenari greci nella


spedizione di Ciro.

novano] i quali si adoperavano anche come mezzo


per ridare la salute. Dormendo nel tempio
dio, si
i

Quanto
dati
di

al

numero
era

dei sol-

cui

composto
bene
ri-

del

l'esercito greco,

rivelavano nel sogno rimedi per la malattia.


i

cordare
glia di

che,

nella

batta-

Esculapio ebbe per moglie

Cherona, l'esercito greco era formato di 50.000


cavalleria, e l'esercito di Filippo U Ma-

Epione e
te].

figli

Macane,
[

fanti oltre la

Poladirio, Igia

la

salu-

Panaca

[la lisana-

trice jii tutti i

mali

].

Esercito
gli

Ateniesi,

[exercitus]. Presso dopo la riforma

cedone aveva 30.000 fanti e 2000 cavalieri. Alessandro il Grande assest


i

CHstne [510 av. Cr.], l'esercito era formato di 10


di

pero
fanti

persiano

primi colpi all'imcon 30.000 e 4500 cavalieri, e


il

schiere di opliti [v. Armi],

aveva lasciato in Macedonia,

con a

capo uno stratego

sotto

governo
fanti
nella

di

per ciascuna: questi strateghi uscivano tutti in cam-

Antpatro, 12.000

1500 cavalieri;

spe-

po e si alternavano, giorno per giorno, nel comando supremo. Ogni ateniese era obbligato alle armi, dai 18 ai
60 anni;

dizione dell'India, Alessandro aveva un esercito di

160.000 uomini, dei quali 40.000 macedoni e 120.000


asiatici.

ma

nei primi due

Presso

Eomani,

l'unit

anni [18-20] erano ammaestrati, entro i confini dello


Stato, nell'arte della guerra.

organica dell'esercito era la


legione [legio] che vari dai

4200

ai

6000 fanti.

Atene forniva

inoltre

un

La

legione si divideva, in

ESE
generale, in 3 corpi
al

156
clie, fino

dati

soprannumerarii,

re-

no Per
I.
i

tempo di Mario, venivadistinti secondo il censo.


la costituzione di Ser-

elutati dalla 5* classe, dei cittadini: essi seguivano l'esercito,

vio Tullio essa era formata:


-

loro

per sostituire coche cadevano nella


dei
le

H astati,

1200

[1* fila],

battaglia,

quali erano divisi in 10

devano
fanti,

armi.
certo

quali prenOltre ai
alla
le-

manipuli di 120 uomini ciascuno, ogni manipulus si divideva in due centurae di 60 uomini ciascuna. U. - Prncpes [1200], che

apparteneva

gione

un

numero

di

cavalleria.

Durante
cavalleria
il

la repubblica,

la

non sorpass mai

formavano
gli
Jiastati.
-

la 2

fila

dopo
i

III.

Trarn
e

[800],

pi

vecclii

provetti

soldati

di 300 per ogni neUe guerre di Giulegione; lio Cesare, essa scomparve del tutto daUe legioni; ma

numero

delle

mavano
riserva
dietro
i

legioni romane, foril terzo corpo di


e

sotto

sino a 726
legione.
Il

Augusto fu portata uomini per ogni

stavano
file

piegati

princpes;

ma

quan-

do

precedenti [hastati e privhcipesl ne ave-

le

due

nipoli,

corpo formato di 3 mauno di Tiastdti, uno

vano bisogno, essi si alzavano e combattevano. I


princpes e
i

triari

come

gli

Jiastati,

divisi

erano, in

di princpes, uno di triari, formava la coorte [eohorsl. Anticamente la legione comprendeva 10 coorti;
ina, vedutasi la necessit di rinforzare l'esercito, non
si

manipuli e eenturiae. Yi erano inoltre 600 Borari e 600 Accensi, non


raggruppati
eenturiae,
triari.

ma

aggiunsero altre legioni, si accrebbe, secondo U


il

in

particolari

bisogno,
Tiastati

numero

degli

ma

aggiunti

ai

princpes [i triarii rimasero quasi sem-

dei

I rorari erano giovani ar-

pre dello stesso numero],

mati aUa

leggiera,

quali

stavano dietro ai triarii, facevano di solito il primo assalto contro i nemici, e


poi
si

una legione comprese fino a 600 uomini [270 Mstati,


270 princpes, 60 triarii]. Con la riforma di Mario,
la

ritiravano

al

loro

posto. Gli accensi erano sol-

legione si compose di 10 coorti [da 15 coorti a cui

157
era salita], dai 400 ai 500

ESB
il

secondo

censo, ed erano
i

uomini
Sotto

ciascuna

[coJiortes

quingenarae'].

stati quindi esclusi dini non possidenti


censi].

citta-

[capite
il cri-

gl'imperatori,

la

1^

coorte di ogni legione aveva

Mario abol del tutto


lamento,
alla

un numero

doppio [1000 uomini, cohors millenaria].

terio del censo e dell'arruo-

guard

soltanto

Anche
cevano

gli alleati

{sooii] fa-

parte

dell'esercito

capacit fsica, e cos furono ammessi all'esercito


perfino
i

romano, dei quali era assegnato a ciascuna legione un


uguale ad essa in forza, con armi e suddivisioni pure eguali: essi per dovevano fornire un nucorpo

liberti e gli

scMavi,
li-

ai quali si

concedeva la
la

bert
tica

cittadinanza.

Cos scomparve anche l'andivisione in Tiastdti,


triani:

princpes,

soldati

mero doppio

di

cavalieri.

La
la

cavalleria
degli

aveva posto
Jiastati:

ebbero quindi armi eguali e furono distinti in soldati


di armatura grave e di armatura leggiera; le ulti-

alle ali

dei

Eomani
sodi,

era

queldetta

degli equites legionarii quella

dei

degli
si

equites

me file non erano pi formate dai rorari' e dagli


dai Veltes, araccensi, mati alla leggiera, gi sostituiti sin dalla 2 guer-

aggiunsero le truppe ausiliarie di re alleati o sottomessi \auxilia,

alarii.

Dopo,

ma

auxiliares],

ma

queste

ra Punica, e rimase a 10
il

formavano corpi distinti e non erano uniti alla legione.


Soldati mercenarii s'incon-

numero

delle coorti [dai

trano nell'esercito romano,

400 ai 500 uomini l'una], che erano state prima portate sino a 15.

per la prima volta, al tempo della 2 guerra Punica, durante la quale furono
assoldati
i

Quanto
dati che

al

numero

dei sol-

Celtiberi

dalla
istitu-

Spagna.
zione,

Ma

questa

componevano l'esercito Eomano permanente, si pu supporre che la legione avesse in media


6000 uomini. Scipione, nel-

in Grecia, non attecch neppure. a Eoma.

come

Sino al
soldati
lati

tempo
erano

di Mario, i stati arruo-

Zama, aveva 6200 uomini per ogni legione; al tempo di Aula battaglia di

e distinti nei vari corpi

gusto

pare contasse

6100

BSE

158
romano, oltre truppe ausiliari, sal a '30; sotto Adriano le legioni furono 28.
le

fanti e 726 cavalieri, divisi in 10 coorti, ciascuna delle

no

l'esercito

quali aveva 555 fanti e 66 cavalieri; ma la prima coorte teneva un numero doppio degli uni degli altri; al tempo di Traiano fu di 5280 uomini; sotto Adriano di 6200 uomini. Perci l'esercito romano, che al tempo di Augusto era formato di 25 legioni [150.000 uomini], con al-

Quando,
si

nell'et

posteriore,
70
in

parla di un esercito di legioni, in Oriente, e 62

Occidente, non si deve dere ch'esso sia stato


cresciuto in

cre-

ac-

modo

cos

stra-

ordinario, ma soltanto clie esso era formato di tante

trettante truppe ausiliarie,

contava

300.000

uomini

migliaia di soldati, quanto il numero delle legioni che vien indicato.

complessivamente.

capo

Prima, ogni cittadino


alle

atto

dei singoli eserciti, che ope-

armi
anche

era

ravano

separatamente in posti diversi, stavano i governatori delle province {legati}. Augusto aggiunse a
questi
eserciti,

dall'et di

17

obbligato, anni fino ai

il

a prestare 46, servizio militare; dopo la 2a guerra Punica, non eraai 50,

distribuiti

no congedati se non

all'et

per

le

province imperiali,
[co-

9 coorti di pretoriani
Jiortes

di 45 anni; pi tardi fu introdotta, e conservata in seguito, la norma di 20 anni di servizio militare. Trascorsi
vizio,
i

praetoriael,

di 1000
e del-

uomini ciascuna, destinate


alla difesa di
l'Italia,

Boma

venti anni di

ser-

vano
Jiortes

quali 3 stasempre in Eoma [eodelle

non si concedeva la completa esenzione dalla


milizia, eccetto il caso eie i soldati non si ammutinas-

urbanae}

che,

con

gli

mavano
riale

equtes praetorini forla guardia impe-

sero e l'ottenessero con

la

ed erano, dette perci-

piae vindGes, e 7 chortes vigilum, destinate alla vigilanza di polizia e contro il pericolo degli incendi.

forza; dati nelle colonie, fin che

ma

venivano man-

paresse opportuno, oppure

rimanevano

nell'esercito,

Sotto

Traiano,

il

numero

sotto condizioni speciali, fino al congedo assoluto.

delle legioni,

che formava-

Non

era prescritta

una

stra-

159
scrizione:

ESE
te, vigiliae, e

ordinaria altezza per la coi soldati di me-

daUe sentinelle
la notte, cielo

esterne di fronte al nemico,


stationes.
gli

tri 1,90 di altezza venivano posti nelle prime coorti o, come fece Nerone, raccolti,

Durante

armati stavano a

scoperto, fuori del campo,


e alle porte venivano collocate squadriglie di cavalleria. Le sentinelle nottur-

per bell'apparenza, in
legione. Gli arruolati
citati

una
eser-

venivano

tirnes per due anni nell'interno dello Stato,

come

ne, vigiliae, si

dividevano

ricevevano la paga,

ma

in 4 squadre, dal tramonto al sorgere del sole, e cia-

non diventavano milites se non dopo avere dato un


giuramento
di cui

scuna

di

esse

faceva

la
si

guardia per 3 ore, cbe

Isacramentum]

non conosciamo con

contavano con l'orologio ad acqua Iclpsydra'].


Il segnale del

precisione le parole. Da Mario in poi, i soldati

montare e del
da
o

levare la guardia era dato

davano un
alla

sol

giuramento

con

presenza del comandante supremo e, pi tardi, in presenza dell'imperatore. Un soldato leggeva ad alta voce la formula del giura-

caccia

la hiicina [un corno di ferro battuto

di ottone]; la parola d'ordi-

ne notturna
laboremus
o
victus e simili.

[tssera]

era
in-

Hercules

mento, e gli altri rispondevano idem in me. Ma pi anticamente si prestavano due giuramenti: uno, ap-

Essa veniva comunicata dal generale


ai limpertor'] ai tribuni, prefetti e ai comandanti della cavalleria, i quali la

pena
lati,

soldati erano arruo-

l'altro

vano

al

quando campo: quest'ulti-

entra-

scrivevano su tavolette, vi aggiungevano per le varie

armi

la lettera iniziale [H,

era cos concepito: Kon ruber cosa alcuna, e quelle

mo

Jiastati;

P,
[colui

triarii} col

nome
il

princpes; T, del tesse-

trovate le restituir al padrone o le consegner ai


tribuni
.

rarius

cbe riceveva

dal generale
dine].

Questi
altri,

motto d'orla comunisempre in

Kel campo era strettamente osservata la guardia dalle sentinelle di

cava agli

biae, dalle sentinelle di

giorno, eoccunot-

presenza di testimoni. Le pi gravi insubordinazioni erano punite con la

ESI

160
di

sone [Aeson]
di Plia,

pena

morte o con

la fusti-

fgUo di Eret-

gazione, che era presso a poco lo stesso. Il tribuno dava,

te o di Tyro, fratellastro

padre di Giasone.
769]

condannato un colpo di bastone, e i legionari camerati lo colpivano con verghe e con pietre, in modo clie spesso moriva sotto i colpi.
al

[V. Giasone}.

Espria [Hespera, XI,

ninfa, figlia del dio fluviale Cebrne, nella Trade, ama-

ta da saco. [V. Esaco],

Pene meno severe erano: la pena delle vergbe [virgae], la pena dei colpi col
tralcio

di

vite

[vitisl,

la

Col nome Esperia, i Greci indicavano l'Italia, perch situata a occidente della Grecia [ampoc, occiden-

diminuzione della paga e


del
delle

tale].

bottino, la

privazione

Espridi [Hesperdes]
cidentali
[airepo? dentale] fgMe della
[tre

le

oc-

armi per un certo tempo, la degradazione da cavaliere a fante, da fante a soldato armato alla leggiera,
il

occi-

Notte

fuori

del

doversi accampare campo, fare la

secondo alcuni, quattro o sette secondo altri], abitavano un'isola al di l


cidentale

guardia senza vesti militari, a piedi nudi, fare le esercitazioni

dell'Atlante, sul confine ocdella terra, ove

possedevano un ridente
giardino con frutta di

con tutto

il

ba-

oro,

gaglio addosso, avere l'assegnazione di un pane inferiore,

donate da Ga a Hera, nelle nozze con Giove e

fatto

di

orzo,

in-

vece cbe di grano. Una pena ignominiosa era l'espulsione dall'esercito \ignomimosa missio], cbe spesso toccava a tutto un
corpo di truppe.

custodite dal drago Ladne, cbe aveva cento teste

ed era sempre desto. Fra

le

12 fatiche imposte da Euristo a Ercole, vi fu quella


del
delle Esperidi.

rapimento di tre pomi

Esione [Hesine, XI, 217]


glia

fi-

Ercole, giunto che fu presso

del re di Troia,

Lao-

Atlante, riusci a prendere


tre

mednte. Ercole la salv da un mostro marino, al


quale era esposta, e la diede in isposa a Telamne.
\Y. Ercole].

pomi

e, avutili, li rec

a Micene. Il re Euristeo

li

regal
li

Ercole, ma questi sacr ad Athna, la quale

con-

161
per
li

no
il

ET
di latte e di nettare, e

rimise nel giardino,


stati sottratti.

donde erano

miele

stillava,

aureo e

Esta f EcTTia] la dea del focolare domestico [arioc

puro, dai tronchi di alberi maestosi.


II.
les
-

focolare], e di Elia:
tificata

figlia

di
lei

Crnos
fu iden-

Et argentea

[pro-

con

la

Vesta romana.

argentea]. Quando Saturno fu precipitato nel

[V. Vesta].

Trtaro da Giove
nol,
il

[v.

Cro-

Et
I.

89-150]. Furono quattro le et del mondo:


[I,
-

quale lo sostitu nel governo del mondo, subentr l'et argentea. L'anno

Et delVoro
che
sorse

[aetas

durante il regno di Saturno. Gli uomini vivevano in uno


aurea]
stato di felicit e di beati-

tudine: senza leggi e senza


tribunali, rispettavano pienamente l'onest e la giustizia, seguendo la inclina-

fu diviso in stagioni e gli uomini, per ripararsi dalle intemperie, furono costretti a vivere in antri o sotto tettoie, formate da rami in-

La terra non produsse pi spontaneamente le messi e le frutta e, nei


tessuti.

zione
li

naturale

dell'animo

solchi tracciati
si

dall'aratro,

loro. I^ odio

n ambizione

sparsero le sementi.
-

spingeva a muovere guerra ai vicini e, scevri da ogni avidit, non cercavano terre diverse

III.

Et del
aena].

bronzo

[proles

In questa

da quelle native, nelle quali vivevano tranquilli,

et, le genti erano d'indole feroce e dedite aUe armi,

ma non

in
si

una pace

perfetta.
citt,

empie ancora: avevano l'animo scevro dalle


colpe orrende che funestarono l'ultima et. IV. - Et del ferro [proles ferrea] fu l'ultima et,
nella

Kon
ne

costruivano

case: le genti

vivevano

per i campi rigogliosi, fra la ricchezza lussureggiante


di fiori e di frutta, allietati dallo splendore di una pri-

mondo

quale scomparve dal ogni senso di onest

mavera continua. Il mare non era solcato da navi, e la terra, non squarciata
dall'aratro,

e di pudicizia, e sottentra-

rono la violenza, la frode

produceva

co-

mare fu
la

e l'insaziabile ingordigia. Il solcato da navi e


terra,

piose messi e ricolti abbondanti. I fiumi rigurgitava11

divisa e limitata

da

confini,

venne

distri-

Stano, Dizionario di miti

e leggende.

ET

162
Aspasia, Tide, Mirrina, Lide, Lena, Teodta e, sopra tutte, Prine e Tespe, la quale ultima servi a Prassitele come modello
per le statue di Afrodite,

buita in propriet private. Assetato dalla brama di


possedere, l'uomo squarci le viscere della terra e ne
il ferro, l'oro, funesta sorgente di ogni male. Cosi

trasse

cominci la guerra, si perpetrarono orridi delitti, e l'uomo si maccbi spesso


le

Etna

cano su
della

[Aetna, XIII, 770] vulla costa orientale


Sicilia.

mani empie

paterno.

del sangue Esul del tutto

la giustizia, si violarono i pi sacri diritti, si propina-

Giove, nella guerra mossagli dai Giganrovesci l'Etna sopra ti, Tio o sopra Enclado, il
quale, sbuffando, d origine all'eruzione vulcanica.

rono veleni, e la terra fu di stragi. cosi inondata Etocle [Etecles] era figlio
di

Nell'Etna la sede e la fucina di Vulcano; nel suo


cratere
il

Edipo e di Giocsta, e
di

si

dice precipitasse

fratello

Polinice,

Anti-

filosofo

Empedocle,

del

gone, Ismene.
tesa
col
il

Venne a conPolinice,

fratello

del quale sarebbe stata poi mandata fuori una scarpa.

possesso del trono di Tebe, e provoc la Guerra dei Sette a Tebe. [V. Guerra dei Sette a Tebe].

per

Etlo [Aetolus,

AtTcoXf;]

fi-

glio di Endimine e re dell'Elide. Avendo ucciso pi,

da cui
stato

Etre
erano
in

[sTaipai

amicae]

il Peloponneso chiamato Apa,

era

fu

le cortigiane grecbe,

prima numerose a Corinto,


relazione
col

culto

di

di lui, e si rifugi nel paese dei Curati, a cui dette il nome


figli

scacciato dai

Afrodite, e ammesse ancbe da Solne in Atene, il quale

di Etlia.

tra.
le

I.

Piglia dell'Oceano,
le adi,

cerc in loro

una

difesa alla

moglie di Atlante, col qua-

inviolabilit della fede co-

aveva partorito
figlie
-

niugale. Con la squisitezza della loro arte, attraevano


i

12

un

figlio:

Sante.

pi insigni personaggi, s cbe alcune ottennero peronorifiche

Un'altra Etra, fgha II. dei re Pitto di Trezne, mentre, per invito di Athna, faceva in Sferia sacrifici

fino autorit, statue e altre

ricompense.

funebri,

si

congiunse

Si ricordano

famose tra loro

con Poseidone,

al quale g-

163
nero Teseo. Fu fondato un tempio in onore di Atliena,
in

ETJM

Eiiforine [Euphorion]
di

figlio

Achille

di

Elena fu

Trezene,

le

vergini

trezenie, loro

prima

consacravano
cinto.

delle nozze, alla dea il

allevato nell'isola di Luca, alla foce dell'Istro [Danu-

Ettore [Hector, XI, 769] figlio primogenito di Priamo e di cuba, marito di Andromaca, da cui ebbe un
figlio,

a suo paove aveva templi ed era venerato come eroe. Era chiamato cosi, perch suo padre procurava felice
bio], consacrata

dre,

viaggio

ai

per

nome

Astiantte
il

= porto 9opst

naviganti

[s-

felicemente].
figlia

Scamndro.
j il

Eulmene [Eulimne]
pi gene-

pi forte e

roso campione dell'esercito troiano: difende Sarpedon

di Cidne, re di Creta, sebbene fosse promessa sposa

ad Antro, principe

cretese,

te ferito,

si

batte con Aiace


il

Telammo, conquista
lo dei Greci,

val-

ebbe segreta corrispondenza amorosa con Licasto.

appicca fuoco alle navi nemicbe, uccide


Patroclo;
ciso

Quando Cidne, per


re
l'oracolo,
il

segui-

ma

alfine

uc-

da AcMlle e trascinato

tre volte intorno al corpo di Patroclo o, secondo una

quale gli aveva predetto che era necessaria l'immolazione di una vergine per vincere i
nemici, decise di sacrificare
la

leggenda posteriore, intorno


alla citt.

propria figlia, Licasto, per sottrarre la fanciulla a


cosi triste sorte, disse che essa non era pi vergine.

le

Per volere di Giove, Achilrestituisce al veccbio


corpo di Ettore, viene esposto nel quale cortile del palazzo reale e
il

Priamo
il

Eumnidi [Eumendes, IX,


40] le benevoli, sono le Erinni che, placate da offerte o da sacrifizi, divengono benevoli [sfjtevvjc;

fra

arso solennemente sul rogo, il pianto dei suoi.

Eufrbo

[Eupb.orbus] figlio di Pntboo, fu uno dei pi

benevolo]. [V. Erinni}.

Eumlpo [Eumolpus, XI,


93]
[s5

illustri guerrieri troiani; feri

celebre

cantore trace

Patroclo, che si era presentato vestito delle armi


di Achille,

ma

fu poi ucciso

canbene, fxoXTr-^ to], guerriero e sacerdote, di Poseidone e di figlio Chione: aveva stabilito la

da Menelao.

EXTP

164
in
attribu la

sua dimora in Elusi: a lui


si

celebrazione

Tessaglia, fu uno dei principali eroi greci della

dei

misteri

di

Dmetra

di Dioniso.

guerra di Troia, dove si rec con 40 navi. Combatt


e, ferito da Pfu guarito da Patroclo. ride, Quando Troia fu presa,

Eupatrdi [suTrarpiSat.] erano chiamati, in Atene e a


la

con EttorB

Corinto, nell'et eroica delGrecia, i cittadini pi

ragguardevoli per nascita, ai quali erano affidate le


pi alte caricbe dello Stato
[s5

neUa divisione del ebbe una cassa, contenente una statua di


Euripilo,

bottino,

bene,

ncx-rpiq

pa-

Dioniso, fatta e consegnata da Efesto a Drdano. Egli


l'apr e

tria].

Eurialo [Eurilus] bellissimo giovinetto troiano, amico intimo di Mso. Entrambi


militavano
nell'esercito

divenne pazzo. L'oracolo di Delfo gli predisse


offrisse

cbe
la

guarirebbe, cassa agli

se
di,

di

ove trovasse uomini cbe


cessero
e crudele.

fa-

Enea, quando, combatteva contro

in

Italia,
i

un sacrifcio barbaro
Andato in roe,

E-

tuli, capitanati dal loro re Turno. In un'escursione au-

nell'Acaia, dove, ogni anno, si sacrificava ad Artemide


il

dacissima,

campo

che fecero latino, furono


dai nemici.

nel
so-

pi bel giovine e la pi
fanciulla
il

bella

del

paese,
dell'o-

praffatti riusci a salvarsi

Mso

egli segu

comando
daUa

ma, come

si

con la fuga; accorse cbe

racolo, e guar

pazzia.

Eurialo era rimasto fra i nemici, torn per difender-

Allora, bandito quel costume sanguinoso, s'introdusse


il

culto
altro

di Dioniso.

mori insieme con lui. Euridice [Eurydce, EpuStlo,

X7),

X, 31] sposa
Orfeo].

di Orfeo.

Euripilo, re di Co, era figlio di Poseidone e di Astipala, e fu ucciso

Un

[V.

da Ercole:
IV,
figlia

questi

con

la

Eurnome [Eurynme,
210]
figlia

di lui,

Calcope, ge-

di

Oceano e di

ner Tssalo.
terzo Euripilo, figlio di Tlefo e di Astocbe, soreUa di Priamo, fu re della
Misia. Allettata da
di

Tti, madre di Leuctoe, la quale fu amata da Apollo.

Un

[V. Leuctoe}.

Eurpilo [EupTCuXo?] fgUo di Evmone, re di Ormnio,

una

vite

oro,

lavoro

di

Efesto,

165
ch,e

Giove, innamoratosi di

EVA
lei,

Priamo
il

le

don,

ella

mand

figlio

a combatdi Troia.

tere, sotto, le

mura

mentre, accompagnata dalle ninfe Tirie, andava a


diporto,
si

Dopo molti atti di valore, Buripilo fu ucciso da Keottlemo.

mut
si

in

toro

bellissimo, e

die a pas-

Euristo [Eurysth,us, EpucdzQ, IX, 203] fgUo di Stndo, re di Micene, il quale, per volere di Giunne, nacque pocM giorni prima di Ercole. Dovendo
egli,

seggiare sui prati erbosi, fra le giovencbe. La ver-

gine lo vide cosi nitido e


sicuro, e si carezzarlo.

compiaceva di Ma, essendogli


il

montata su per svago,

per un detto di Giove,

dio la trasport velocemente a Creta. Quivi disvel


l'essere suo, e
i figli:

dominare su tutti i Persidi, ebbe alla sua dipendenza ancbe Ercole, al quale,

da

lei

ebbe

Minosse, e Sarpedonte.

Eadamante

il

per istigazione di Giunone, impose le 12 faticbe.


[T. Ercole].

Eurta [Eurotas]
[oggi
Iril.

fi^ume

principale della Laeonia


Si

diceva cbe,
i

urito [Eurytus, XII, 224] il centauro che, invitato con gli altri alle nozze di Piritoo con Ippodamia, cerc rapire la
sposa,
i

quando Venere pass qusto fiume, avesse buttato

braccialetti e gli altri suoi ornamenti muliebri, e avesse preso la lancia e lo scudo,

geneLpiti.

rando cos
fra
i

la terribile lotta

per presentarsi a

Lingo,

Centauri e

con

la severit di

una ma-

[V. Firitoo].

Eurizine

moso
alle

[Euriton] il facentauro che, invitato

nozze di Piritoo con Ippodamia, preso da passione per la giovine sposa, nell'ebrezza del vino, si mostr insolente e provoc
la terribile lotta fra i

trona spartana. Gli Spartani vi immergevano i bambini, per temprarli alle faticbe. Presso
l'Eurota, Giove, sotto l'aspetto di cigno, sedusse

Ocut
843-

Lda, ApoUo pianse la perdita di Dafne, Castore e Polluce facevano le loro

turi e

Lpiti. [V. Fintoo}.

Europa
875]

[Europa,

II,

fgHa del Agenore e di

re

fenicio

Telefssa.

Diana cacciaed Elena fu rapita. va, Evdne [Evadne] figlia di fu moglie di Capano, e If,
esercitazioni.

EVA

166

am tanto il marito, die si fece bruciare sul cadaTere


di lui.

Enea

be poi un

sull'Aventino, ebaltare, ove fu venerato fra gli di patrii.


e,
il

Un'altra Evadne,

figlia

di

Evnto [Eventus]
raccolti:

dio che
dei

Poseidone e di Pitne, gener con Apollo il figlio Giamo, il quale divenne celebre

concedeva la prosperit
pi
il

tardi

quello
e

che dava

buon evento
Pare

vaticinatore

e fu

il

la felice riuscita.

che,

capostipite dei Gimidi: la famiglia dei vati e dei sacerdoti, in Olimpia.

in principio, si sia identificato con Trittlemo, l'isti-

La madre lo dette aUa luce, in un fitto bosco, presso l'AIfo, in Arcadia, e lo depose fra le viole, donde deriv
il

tutore dell'agricoltura [vedi Trittlemo], e che il suo


culto, insieme con queUo di Bacco e di Crere, sia stato portato dall'Italia in-

suo

nome

[l'ov

viola].

feriore

a Eoma.

Fu allevato daBpyto,re
gli

de-

Si rappresentava

rcadi, in Zesna e, divenuto giovine, per ordine


di Apollo,
si

giovine eroe, su alato tirato da

come un un carro
dragoni,

rec in Olim-

con nella mano destra una

ove traeva i vaticinii dal canto degli uccelli e dalle peUi brucianti delle vittime.
pia,

coppa
scio di

e,

nella sinistra, un fapapaveri e di spighe,

simbolo deUa fecondit. Sul

Evandro [Evander, XIV,


456]
figlio

di

Mercurio

della vaticinatrice
ta. Sessant'anni

Carmndella

Campidoglio, v'era una statua del dio Evento, accanto a queUa della Bona Fortuna
e,

prima

nel

Campo
suoi]

Marzio,
l'escla-

distruzione

dusse una

Troia, colonia da Pal-

di

con-

un tempio a Evo [euhe,

lui dedicato.

lnzio di Arcadia, nel Lazio, e fond sul Palatino,

mazione di giubilo, che le Baccanti emettevano spesso, in

dove pi tardi una citt cbe

sorse

Eoma,

onore di Bacco, nel

dall'avo suo

Panante, fu chiamata Pallantum o Palatum. Tel Lazio, ancora rozzo, introdusse la scrittura, la musica,

culto orgiastico del dio. Si credeva che questo grido

ricordasse

queUo con cui Giove incoraggi il figlio Bacco, nella guerra contro
Giganti: su, uls!

altre
di.

arti

il

culto
di

bene,

degli

Fu

alleato

figlio

mio!

167

FAL

F
Falange [phalanx] corpo di fanteria macedone, formata da macedoni liberi ma non nobili: una massa compatta, dello spessore di 16 uomini, della larghezza di
to,

guid,

verso

il

secolo

VII av. Cristo, una colonia di Parthmi nell'Italia


meridionale.

Secondo Antioco
cusa,
i

di

Sirafigli

Parthenii erano

50 uomini, composta di

un

numero

di soldati

cbe vaprecisi,

riava dagli 8000 ai 16.000.

degli Ilti che non presero parte alla l^^ guerra messenica. Secondo altri, erano
figli

Aveva movimenti

delle

fanciulle

dei

pesante. Dalle prime cinque file sporgevano contro il nemico


lance
della

ma

era alquanto

giovani spartani, che erano rimasti a Sparta, durante


la 1 guerra messenica, ai

lunghezza

da

quali

cittadini,

metri

4^
le le

vano
file,

5; dietro stalance delle altre

giurato

di

Sparta, se

avendo non tornare a non dopo la conla prole,

ciascuna

delle

quali

quista di Messene, perch

aveva

proprie lance posate sulle spalle degli uo-

non venisse meno


con

ordinarono di congiungersi
le vergini [Tcap0vo<;

mini delle

file

anteriori.

La falange

si

divideva in

vergine].

quattro parti dette x^^^^P' 4 yioii, ogni cbiliarcbia in

Presa Messene,

Parthenii,

ogni sintagma 4 tetrarchie, TSTpap^iai. Questa era la divisione della falange macedone, che fu perfezionata da Filippo,
auvTY[i.(XTa,

non essendo stati riconosciuti come cittadini, si ri-

in

ma scoperta la fu loro permesso congiura, di uscire dalla patria, per condurre fuori una colonia.
bellarono;

conservata poi dal

figlio,

Alessandro Magno,
Falnto

nella

Falnto, al quale l'oracolo dlfico aveva detto A te

spedizione contro la Persia.

[Phalantus, OXavTo?] spartano, figlio di Ara-

conceder di abitare Styro e Tras [Taranto] pn-

gue e di apportare danno

FAL
al

168
Falrid'e
di

popolo lapgio guid i Parthenii e fond la colofiume Taras [v. Tarasi, dove, durante un naufragio, fu salvato e portato addosso da
nia di Tras, presso
il

[Phalris]

tiranno

Agrigento, famoso per le sue crudelt. Fece costruire un toro di bronzo, nei cui fiancM arroventati straziava i mal capitati. Un

un

delfino.

In una sedizione, fu poi costretto a riparare a Brindisi;

certo Penilo, cbe aveva fabbricato il toro, fu il pri-

mo

cbe vi peri dentro:

quivi,
elle le

morendo,

or-

din
sero

sue ceneri fos-

cittadini, atterriti per tanta crudelt, si ribellarono a

portate a

Taranto e

sparse sulla pubblica piaz-

percb l'oracolo aveva predetto cbe gli Spartani avrebbero conservato il possesso deUa terra su cui fossero sparse le sue ceneri.
za,

Falaride e lo fecero morire della stessa morte. Cicerone, nel 1 libro del

De

divinatione, narra che, secondo quello cbe aveva scritto Ercnde, discepolo

Tarentini gli decretarono onori divini.

Perci

di Platone, la Palaride aveva

madre
presagi

di

avuto un
la

sogno,

cbe

le

Kelle monete di Taranto


incisa la figura di Falnto a cavallo a un delfino, con

terribile crudelt del figlio:

da una tazza cbe Mercurio aveva nella destra, aveva


visto emergere bolle di san-

un elmo in mano. Ma Falnto, come Taras, un mito: il suo nome significa


forse la lucentezza del
[cpaXaxp?

gue cbe, toccando

il

ter-

reno, si era sparso per tutta la casa.

mare

Falrno
il

rilucente].

Falrica

[falarica]

proiettile,

grosso avviluppato di

[Falernum vinum] cbe si produceva nVager Falernus presso il monte Masscus nella Camvino

stoppa, pece, raggia, zolfo


e altre materie infiammabili,
il

pania e, insieme col Ccubo cbe si aveva nl'ager


Gaecubus, nel Lazio meridionale,presso il lago di Fondi, sul golfo di Gaeta, era ritenuto uno dei pi squisiti vini d'Italia. Aveva un

quale, mediante speordigni,

ciali

veniva

sca-

gliato acceso, per bruciare le torri di assedio o altre

maccbine guerresch,e del nemico.

color giallo -oro e raggiun-

169
geva il suo massimo pregio al 150 anno. Si soleva mescolare con acqua, miele e
vino di Cliio.

FA
[Fama,
si

Fama
cbe

XII,

39-63]

personificazione della
diffonde;

fama
di

immaginata

Falro [Phalrum] un porto

spesso Giove.

come messaggera
Ovidio,
essa

Atene, congiunto alla per mezzo del muro meridionale, lungo 35 stadi

Secondo

di-

citt

mora
il

in

una rocca,

collo-

dii,

mentre

il

muro

setten-

trionale, di 40 stadii, congiungeva alla citt l'altro

cata fra la terra, il cielo e mare. Il suo albergo ba innumerevoli porte e fori,
e risuona d'infiniti bisbigli.

porto pi importante, ro. Il Ealero serviva

il

Pi-

Fame
sa,

come

[Fames, THI, 788800] una veccbla mostruoscarna,


gli

rada comune per le navi da guerra, essendo, per la sua


posizione, ben difeso venti e dalle procelle.

lurida,

con

le

guance e
la faccia
i

occbi infossati,

dai

paUida e smunta,

Flliche
di

[r 9aXXtx] feste carattere licenzioso, in onore di Bacco: erano dette

denti neri dalla ruggine, i capelli ispidi, le ossa cbe

spuntavano

fuori, la pelle

raggrinzita. Viveva nelle

cosi, percli in esse si portava in giro un segno osce-

nude campagne
zia,

della

Sci-

ove

si

nutriva deUe po-

no

[(paXXf;]

come simbolo
del-

della forza generativa

cbe erbe cbe strappava con le ungbie e coi denti. Si


riteneva
figUa
di ris [la

la natura. Floe [Phale] ninfa,, figlia del fiume Liri, era stata promessa a cbi l'avesse li-

Discordia].

Fntaso [Pbantsos] figlio del Sonno e fratello di


Morfo, celo, Fobtore.

berata da
II
j

un mostro alato. mostro fu ucciso da Elate,. il quale, per, mori prima delle nozze. Faloe ne fu cos addolorata, cbe
vers continuo pianto, e gli

Fane [Pbaon]
rinaio
di

bellissimo

ma-

MitUne di Letraghettato,

sbo.
nella

Avendo
sua

mutarono

compassione, la in una fonte, che scorreva tra i cipressi e si versava nelle acque
di,

per

Vnere, senza compenso, la dea gli aveva regalato un vaso di alabastro, pieno di unguento: untosi con questo unguento, egli era divenuto un
barca.

del Liri.

giovine bellissimo, passione

FAB,
di tutte le donne.

170

supremo, che
presero
i

Secondo

re romani

Ovidio, anclie Saffo, la celebre poetessa di Lesbo,

dall'Etruria:

dopo

s'innamor di essendo stata


si

Ini;

ma, non

la loro cacciata, furono assegnati ai consoli dodici


littori,
i

precipit

corrisposta, dalla rupe di


del-

quali,
il

ciascuno
ritto,

portando suo fascio di-

Lucade [promontorio
l'

Acarnnia] nel mare, ove, invece di avere l'oblio al


suo amore, come si riteneva generalmente, trov la morte.

precedevano il consul maior cio quello dei due

consoli che, nel loro alternarsi, si trovava ad esercitare per un mese la carica.

Fartra [pbartr, cpapsTpa] una specie di astuccio, fatto di cuoio o di vimini in-

Valerio Publicola, poco do-

po

l'istituzione
stabil

della

re-

fornito di coperchio e ornato di pendagli,


tessuti,

che serviva per portare

le

frecce [(pipa porto]. Ke conteneva di solito da 12

che, in Eoma, si togliesse dai fasci la scure, e questi si abbassassero alla presenza del

pubblica,

popolo, nel quale risiedeva


la

maiestas.

fasci

lau-

a 20, e pesava da 15 a 20 chilogrammi. Farmaca p^Tedicamentorum


taberna]. Le farmacie,
co-

reati

vano

[fasces laureati} avei fasci con ramoscelli

di alloro: gl'imperatori degU

ultimi
fasci
fregi

tempi portarono
adorni

me

luogo di vendita di medicinali al pubblico [9p-

laureati, d'oro.

di

[xaxov

medicina] erano

note

agli antichi. In Pompei se ne son trovate due, una delle quali ha per in-

segna
lpio.

il

serpente di Escu-

Fscino [fascnum] era, presso i Eomani, tanto l'ammaliamento che veniva da parte di demoni ostili o di uomini malvagi e invidiosi,
quanto l'amuleto e il rimedio che si adoperava per guardarsi da esso.
Cosi in Grecia

Fasci [Fasces]. Fasci di verghe di lono o di betulla legate con una [virgae], coreggia rossa, di mezzo
alle quali usciva
[scuris].

come

in So-

ma,
dei
di

si

credeva all'esistenza
del

una scure

demoni
far

avversi, capaci male all'uomo

Era

il

simbolo del potere

e amar^eggiargli ogni gioia,

171
Specialmente quando qualcuno si lasciava sfuggire
qualche parola di vanaSi riteneva inoltre p'ioria.
che anche uomini perversi e ostili potessero recar male

FT
alcuni avvenimenti storici.

In

origine,

questo

calen-

dario fu compilato dai Pontefici, pi tardi anche dai


privati.

[V.

Fato [Fatum
forza

Criorno],

malocchio e con malie. Contro i malefci effetti di


col
tali
gli

soprannaturale,

Motpa] la che

incanti,

si

adoperavano

amulti [fascina Tcpoamuleti Pacrxdcvia]- Questi


di
solito

impera irresistibilmente sugli uomini e suUe cose. iN' presso i Greci, n presso i Eomani ben determinata
la

consistevano
cie

in

natura di essa e la sua

figure oscene, in

speparticolare di anelli, in certi nomi e parole che si


s e simili.
ti

una

relazione col volere di Zeus.

Talvolta
rato

Zeus
il

conside-

come
il

portavano scritte presso di

viene
forza

dio da cui profato, talvolta la

Bambini

e adul-

del fato

appare

di-

portavano l'immagine del deus Fascinus, e i generali

versa
alla

perfino

contraria

che
al

avevano
lo

l'onore
culto

del

trionfo,

legavano
Il

sotto
del

cocchio.

deus Fascinus era affidato


alle Vestali.

Anche

allo spu-

volont del dio, sicch Zeus e gU altri di, ora appaiono agenti e strumenti del fato, ora gli lottano contro, ora sono pareggiati, ora sottomessi a lui.
Il

tare,
si

come a

certi altri atti,

Fato rimase sempre una

attribuiva reffi,cacia preservativa contro le malie


e,

potenza cupa, incomprensibile,

una

divinit

tene-

di sonto si

accompagna-

brosa: esso fu

all'atto, la pronunzia qualche formula prae senza fascino, iisGne

va,
di

immaginato talvolta come una forza dominante in modo asso-

>>

senza
Fasti

male

ovvero
.

absit

luto sugli di e sugli uomini, talvolta come dipen-

invidia verbo

dente dal volere degli


spesso
rea,

di,

[Fasti] erano i calendari romani, con l'indicazione delle feste che cadevano in ciascun giorno, despettacoli,

come una

sorte fercrudele.

immutabile,

In Omero, ordinariamente
apparisce una sola Moira, sebbene si trovino ricor-

gli

dei sacrifizi,

con notizie intorno ad

date le Motpai,

dette

le

PAU

172
capri e con libazioni di vino. Presso i suoi oracoli
della

filatrici [xaTaxXoi0?], perch filano all'uomo lo sta-

me

Yita

[xwOco

che
va,

si
i

trovavano nella
devoti giacevano
di

sel-

filo]. gi Esiodo ne nominava tre: Oltlios, L-

Ma

in

una peUe

chesis, tropos. [V. Moire].

Faunl [Faunala] feste clie si celebravano all'aperto


dai pastori e dai contadini, il 5 dicembre in onore di

pecora sgozzata in onore del dio, per ottenere nel sogno la

una

comunicazione
cinio.

del

vati-

Come
ge, lo

protettore del gregsi

Funo. [V. Fauno]. In suo onore si sacrificavano capri, con libazioni di vino e di miele, e si tenevano allegri

chiamava Luperche

Gus

[colui

allontana

lupi dal gregge: lupos arcet ], e gli si celebrava il

bancbetti.

Il

bestiai

me vagava

libero per

bo-

schi, e gli schiavi potevano divertirsi a loro piacere per


i

15 febbraio, la festa dei Lupercala. Si sacrificavano capri, e i sacerdoti, detti Luprci, coperti solo da

prati e per
i

crocicchi.

un grembiule,

tagliate delle
pelle
della

Funi [Fauni,

I,

193]

favo-

revoli, propizi [faveo favorisco] erano divinit

coregge

dalla

vittima, portandole in mano, dal luogo del sacrifcio [Lupercal]. sul Palatino,

che presiedevano

alla

cam-

pagna
lanti.

e ai boschi,
le greggi

e pro-

teggevano

pascosi

Quando

le idee gre-

che

si

diffusero in Italia,

percorrevano la citt- Le donne maritate si facevano loro incontro e si lasciavano sferzare con tali coregge, per purificazione ed
espiazione.

supposero molti Fauni; ma in origine non se ne conosceva che un solo.

Dal verbo februare


ficare]
il

[puri-

Funo [Faunus]
tettrice

divinit pro[favo
fi-*

fu

detto

Febbraio
celebra-

dei

= favoiisco,

campi

proteggo],

mese in cui si vano queste feste


zione.

di espia-

glio del profeta Pico e marito poi della ninfa Marica,

da cui ebbe Latino. In suo onore si celebravano le feste Faunala all'aperto, il 5 dicembre, con sacrifizi di

Fustolo [Faustilus] il store di Amulio che, condo la tradizione,


colse

pase-

rac-

Eomolo

Eemo

bana-

del bini,~ esposti sulla riva

173
Tevere, e
li

FB

allev insieme

con

la

moglie Acca

La-

rnzia.

Favnio [favonius] il vento elle spira da ponente, lo


stesso
elle lo

Zefiro:

dolce

avendo naufrafu gettato nudo, daUe gato, onde, su quest'isola. Quivi egli trov Kauscaa [dalle hianhe bisaccia], la bella fanciulla, figlia del re Alvigazione,
cinoo, la quale s'era recata
al

e tiepido, 6

apporta Reca il tempo mite e sereno e, col suo tepore, age-

scioglie le nevi,. la primavera.

fiume,

ancelle,
tele,

insieme con le a lavarvi le sue


Ulis-

per le prossime nzze.


lei,

vola lo scluTidersi dei germi delle piante e favorisce


cosi lo sviluppo

Accompagnato da
se
si

deUa vita

rec nella reggia, dove fu accolto con squisita


Ivi raccont le sue avventure, e dopo, riospitalit.

vegetale [favo= favorisco]. Feci [Piiaeces] popolo che abitava l'isola di Selleria, a nord di taca, identificata, per opinione concor-

colmo di doni, con una nave preparatagli dal re,


veleggi e giunse alla patria taca.

de degli antichi, con Corcyra [oggi Corf]. Erano amati dagli di e forniti di
ogni bene neUa vita: svelti

Oltre che nella navigazione,


i

ti

Feaci erano molto esperin alcune industrie, e le

agili

avevano navigli due buoni porti, secondo Omero, ed erano esercitati neUa mue

veloci,

"snelli,

loro donne, valenti nel filare e nel tessere, eseguivano vesti e drappi preziosissimi.

Dotati di amadei

sica e nella ginnastica.

Era-

bile serenit di spirito, essi

un popolo marinaro, possedevano e guidavano le pi veloci navi veliere,


no
perch,

erano

amanti

piaceri

della vita e proclivi all'allegrezza della mensa e dei


lieti

pi di ogni altro
essi
il

convegni.
I,
[(pot^of;

godevano popolo, favore e la protezione di Poseidone.


Era loro re
noo,
nel
figlio
il

Fbe [Phoebe,
giante

11] la rag-

raggian-

saggio Alci]!^austlioo,

te] personificazione della luna, soprannome di Arte-

di

tempo
le

in

cui

dopo
lunga

traversie

Ulisse, di una

mide Febo

poiana]

sorella

di

avventurosa

na-

[il sole], nata insieme con lui da Giove e da Latna.

FEB
Questa non va confusa con Febe, una delle Titne, nata da Urano e da Ga.

174

re
di

Fego [Phaegus, IX,


Psfi

412] nell'Arcadia.
figlio di

Quando Alcmene,

Febo [Phoebus,
minoso
dente:

risplen= luce] identificpdco?


[(foZ^oc,
il

I,

338]

il lu-

cato con Apllo, figlio di Giove e di Latna. [V. A'pllo'\.

Amfiaro, avendo ucciso la madre ErifUe, fu perseguitato daUe Erinni e, divenuto pazzo, si rifugi presso Fegeo, questi lo accolse e gli diede in moglie la figlia Alfesiba o Arsinoe.

Februli [Februala] feste


funebri cbe
i

Eomani

ce-

lebravano per 12 giorni, nella seconda met del mese cbe, da esse, si disse Fehruarus, in espiazione delle anime dei defunti. Il loro

Femio

[Ph,emus] figlio di Trpio, famoso suonatore di cetra, in taca, il quale,

nella casa di Ulisse, cant per allietare la mensa dei

nome

significa quindi feste

della purificazione [februs

= purificazione,
mese

Prci, che aspiravano alla mano di Penlope. [V. Pe-

Il

espiazione]. di febbraio fu l'ul-

perdon, percb
tenza dei Proci.

nlope]. Ulisse tuttavia gli egli vi era

timo dell'anno, fino al tempo dei Decmviri [450 av. Cristo]: da quell'epoca in poi divenne il secondo.
Fecili [Fetiales, Feciales] collegio di 20 membri, istituito da IN'uma o da Anco
Marzio, ai quali era affidato l'incarico di intimare la guerra e di concludere i
trattati di

stato costretto dalla prepo-

Feno [Phenum, XY,


334] lago dell'Arcadia,
so la citt

332presle sue

omonima:

acque erano innocue, bevute di giorno, ma nocive


la notte.

Fenice

[Pboenix,

XV,

392-

pace [foedus = con l'esecuzione di trattato]


alcuni
ti riti

407] uccello sacro e favoloso degli Egizianij cbe si


nutriva di
e
stille

di

mirra

religiosi.

Erano
elet-

del

succo

dll'ammo.

inviolabili, e

venivano

fra

membri

delle pi

nobili famiglie.

Quando aveva compiuti 500 anni di vita, costruiva da se stessa un nido su la cinaa
di

Fedra

[Phaedr] figlia di Minsse e di PasEae, mo-

una quercia o

di una
strati

palma, e distendeva

glie di Teseo,

matrigna di

Ippolito.

[V. Ippolito].

di csia, di nardo, di cinammo, di mirra, sui quali

175
si

FET
le alte

poneva a

giacere,

come
dalle

a trovare Helios, fra


sedi del cielo, e gli

su

un

rogo, e moriva bru-

doman-

ciata.

Nasceva

poi

ceneri un'altra piccola Fe-

da una prova, percb si persuada elisegli veramente


suo padre. Helios giura per Stige che gli conceder qualunque cosa chieda. Fetonte vuole guidare lui il carro del sole, che gi aggiogato e pronto a esser
lo

nice che,

appena diveniva

adulta, trasportava a volo nido dall'Arabia all'Eil


gitto,

ove

lo

consacrava a

Iperine. Ferali [Ferala] feste in onore

dei

morti.

[V.

Paren-

talia'].

Fernia [Feronia] era un'antica

quattro focosi Atone, Piro, Flgone, Eo. Helios si pente


cavalli:

tirato

dai

rata sul
i

divinit italica, venemonte Soratte, fra e

allora

del

prega

il figlio

giuramento, e a desistere da

Latini

aveva un

Sabini, ove bosco sacro con


i

tale proposito;

ma

il

gio-

un

ricco tempio, nel quale

vane non si lascia indurre e, con grande cruccio del


padre, monta sul carro. Inesperto nell'arte di guidare, non riesce a reggere l'impeto dei destrieri, i quali, accortisi della inca-

riceveva,

come
delle

offerte,

le

primizie

frutta.
I,

Fornide [Phoronis,

668]

io, figlia di naco, detta cosi dal nome del fratello

Forono,

signore

del

Pe-

pacit

del

guidatore, cor-

loponneso, del quale si diceva cbe per primo avesse


introdotto
in
il

culto di Hra,

Argo e, raccolti in dimore stabili gli uomini,


prima
dispersi e vaganti, avesse loro recata la prima

rono all'impazzata, minacciando di travolgere il gran carro. Impallidisce per lo spavento Fetonte e, quando nella corsa vede farglisi incontro la costellazione dello Scorpione, con la bocca grondante bava veleno-

civilt,

insegnando l'uso del


il

fuoco.

Fetnte [Phaton]
dente [9as0o)

risplenri-

9aiv6),

e splendo] figlio di Olimene. Per assicurarsi


della

di Hlios

da tale sbigotche abbandona le timento, briglie. I cavalli portano allora il carro a sbalzi vertiginosi, secondo che sono
sa, preso

sua

paternit,
della

per

spinti dal loro furore, e ora


lo lanciano nelle alte sfere

consiglio

madre, va

FL
del cielo,

176
avvampando ogni
Argadi. Ogni file g divideva in tre fratrie
ri,

cosa, ora lo precipitano gi fin su la terra.

[9pocTpiat.],

ogni fratria
in

in

S'incendiano
disseccano
i

monti,

si

dieci

schiatte

[ysvtj], ogni

fiumi,

tutta

schiatta
plesso,

aveva,

com-

la terra in

fiamme.

in
sa-

poco tempo l'universo rebbe tornato nel Cos


dell'orribile

dieci famiglie. I membri di una medesima

pri-

mitivo, se Giove, accortosi


disastro,
il

schiatta erano in parte congiunti, da vincoli di san-

non

avesse scagliato mine contro il

suo ful-

gue, e appartenevano nobilt, in parte legati


la

alla

dalreli-

temerario

comunanza

dei riti

auriga, e mandato in frantumi il carro.

giosi.

Clistene

divise

invece

il

Fetonte, estinto, coi capelli infiammati di fuoco divino, precipit come stella nel fiume Eridano [il Po].
'

popolo in 10 filai, distinte secondo la loro ubicazione.

Le

fratrie e le schiatte con-

Le sue

sorelle Heliadi strap-

servarono una certa importanza politica, perch ave-

pandosi i crini, piangono, invocando invano l'amato fratello. Per quattro mesi,
esse proruppero in lagrime continue: indi la maggiore,

vano
la

l'incarico

di

serbare

purezza lignaggio, condizione indispensabile per ottenere il diritto di


cittadinanza.

del

Eetsa, per prima, poi pzia e le altre, sentirono a poco a poco, irrigidirsi le gambe, e si trasforma-

Lam-

Sparta, dove soltanto

la

stirpe drica dominava e costituiva il corpo pohtico


dello

rono in pioppi. Le lagrime che emettono nel pianto si mutano in ambra.


Filai [cpuXai] erano, in Grele parti in cui era cia, diviso il popolo rispetto

tre

filai

Stato, si trovavano doriche: Eylli,

Dymani, Pmpiyli. Ogni file era divisa in dieci obi [pat], corrispondenti aUe fratrie ateniesi.

all'amministrazione dello
Stato
[(puX-^

Filemone [Philemon, 626-724] un vecchio

YIII,
della

scMatta],

Pino al tempo di distene ve n'erano quattro in Atene: Gelenti, Oplti, Egico-

Frigia, che viveva modestissimamente in un'umile lacapanna, insieme con

buona moglie Bucide.

177
Una
curio,

FIL
ninfa

volta,

Giove e Mersconosciuti
gli abi-

dalla

FiUra

da

errando
di

Crno.

per

uno

quei villaggi,

Filomla [Pbilomle, VI,


424-674] era
figlia

scacciati

da tutti

del re

tanti del luogo, erano stati ospitati dai due veccM. Gli
di si rivelarono poi e, accompagnati i vecclii su di

ateniese Pandone e di Zeu-

xippe, e sorella di Prcne. Questa era andata moglie

un monte, fecero sommergere nelle acque il villaggio,


salvarono solo la casa di Filemone, clie fu trasfore

a Tero, re di DuHde [Focide], dopo aver aiutato

Pandione in una guerra, e aveva avuto da lei il figlio


tys.

mata in un tempio sontuoso. I veccM, domandati da


Giove
in
elle

catosi

Secondo Ovidio, Tereo, reda Pandone per condurre Filomela a sua moProcne, che desiderava
si

cosa

volessero,

premio dell'ospitalit offertagli, cMesero di essere

glie

vederla,

innamor

di lei

nuovo tempio e di morire poi nel medesimo tempo, perch uno non soffrisse il dolore della
custodi del
perdita dell'altro. Cosi vissero insieme a guardia del

e, condottala in una campagna remota, invece che nella reggia, dopo averla

violata, le strapp la lingua e la tenne chiusa, perch non rivelasse la colpa.

tempio
furon.o

morti insieme, e, trasformati in due


il

AUa

moglie Procne

egli dis-

se che Filomela era

morta

alberi, presso

tempio meninfa, figlia quale dal


il

desimo.
Flira

durante il viaggio. Ma Filomela riusc a far


pervenire alla sorella una tela con ricami, che le rivelavano il suo vero stato. Allora Procne, trovata la
sorella,

[PMyra]
la

dell'Oceano,
dio

Crno

ebbe

figlio

Chirne [il Centauro]: poi fu trasformata in tiglio.


Filiria [PMlyria tecta, VII, 352] la casa del Centauro

la

condusse nella

reggia,
ciso

ed entrambe, uc-

Chirne,
affidato

figlio

della

ninfa

il fanciullo tys, nato da Tereo e da Procne, ne

oceanina Flira, al quale fu

cossero

le

membra

le

Giasone fanciullo.

Filiro

1-

il
.

[Philyrius, II, 676] centauro Chirne, nato


e leggende.

diedero in pasto al padre Tereo.

Dopo che

questo ebbe

man-

Stano, Dizionario di miti

FIL
giato
il

178
un
serpente, fu abbandonala

pasto orrendo, rivelatogli tutto dalle due


sorelle, le insegu

con una

to, durante nell'isola di

Lenmo.

traversata I sol-

scure;

ma
sul

rono

quando esse fupunto di essere

raggiunte, pregarono gli di che fossero mutate in uccelli.

Procne divenne ron-

dine, Filomela usignuolo, e anclie Tereo fu mutato in

pupa. Secondo l'antica leggenda, invece, Procne sarebbe stata mutata in usignuolo e Filomela in rondine.

dati che egli conduceva furono guidati da Medne figlio di OUo. EgU. avrebbe ereditato da Ercole l'arco con le frecce, in compenso del fuoco appiccato al rogo di lui, e sarebbe stato abbandonato a Lmno, per
consiglio

di

Ulisse

per

degli Atridi, percli la sua ferita spargeva

comando

un
di

FUide

[PMUdes] figHa Sitone, re di Tracia, si era


[v.

fetore insopportabile. Lemno, condusse una

fidanzata a Demofonte
ivi],

vita misera e infelicissima, finch, nel 10 anno della

quando

questi, tornan-,

guerra, poich, secondo nn


oracolo,

do da Troia, naufrag in Tracia e fu accolto nella


reggia.

non

si

poteva

pren-

Prima di sposarla per, egli dovette recarsi in

dere Troia, senza le frecce di Filottte, Ulisse e Diomde, o Ulisse e Kettlemo


lo

Atene, sua patria, per ordinare le sue cose; ma essendo rimasto col oltre il tempo stabilito, FiUide si impicc e fu mutata in albero di mandorlo, suUa catena dei monti Eb.odpe nella Tracia, ove ancora crucciata dall'ansia del suo

avrebbero ricondotto

al-

l'esercito. Quivi, guarito da

Micane, .uccise Pride, Troia fu abbattuta.

Fineo [Phinus, V,
tello

8] I. Fra-

Ofeo, combatt contro Perseo [v. ivi], quando a costui fu data in isposa
di
figlia di Cefeo,

Andromeda,

Demofonte,
ta invano.

cb,e essa aspet-

che era stata a

lui

pro-

Filottte [PMlocttes, XIII, 45-55] figlio di Pente e di

messa dal padre. Fu pietrificato da


col

Perseo,

capo
[VII,

della
3].

Medusa.
altro

Demonssa, conduceva

alla

IL

un

guerra di Troia guerrieri su sette navi; ma, morso da

re Fineo, figlio di Agenore, di Salmydsso, nella Tra-

179
lo

FL

aveva ricevuto da Apoldono del vaticinio, ma avendo scoperti i voleri di


eia:
il

talis, in onore di Carmnta; Pomonalis, in onore di Pomna; Floralis, in onore di

Giove,
figli

poscia

uccisi

Flra.

della

prima sua moglie


indottovi
dalla

Flegetnte

[Phlegthon]
.

il

Cleopatra,

seconda moglie Ida, fu tormentato dalle Arpie, che gli portavano via le vivande e imbrattavano tutti gli avanzi nella mensa, sicch era crucciato da terribile fame.

fiume ardente [9XsYco=ardo] era uno dei fiumi deU'Averno, la cui corrente era fatta di fuoco. [V. Hrebo}.

Flegetntide

[Phlegethontis

limpha, V, 544] l'acqua


del Flegetonte.

Flgia [Phlegyas] capostipi-

Quando gli Argonuti approdarono in Tessaglia, egli fu liberato dalle Arpie, per opera dei figli di Brea: Zte e Olais.
Flmini pFlamnes]
collegio di 15 sacerdoti, addetti ciascuno al culto di una divi-

Mimi in Tesfu padre di Issine. Avendo incendiato il tempio di Apollo, fu dal dio
te mitico dei
saglia,

colpito

con una saetta.


flegrei
si

Flegri [Phlegraei, X, 151].

Campi
la

chiamava

pianura lungo la costa

nit, dei quali alcuni erano stati istituiti da I^uma, e


la cui

della

Campania, tra

Cuma

consacrazione spett pi tardi al Pontefi,ce Massimo.


Il

Capua [oggi Valle di Solfatara] di origine vulcanica.


e

Flra

nome

flamine

che

si-

accendo]. dea romana della primavera e della ri-

[9XSYW

flagro,

[Flora]

gnifica ministro che cura il fuoco dei sacrifici deriva da


flagrare accendere, tosto che da fiare
fiare

piutsof-

nel fuoco. Si distin-

produzione, il cui culto si dice introdotto a Eoma da Tito Tazio. Aveva un tempio presso il Circo Massimo e le si offrivano le
feste Florala dal
le

guevano in Flamines:

Maiores:

Bialis, in onore di Giove; Martialis, in onore di Marte; Quirinalis, in

28 d'aprimaggio. Le donne portavano vesti a


fino
al.

varii colori, vietate in altre

onore di Quirino.

circostanze,

si

adornavano

Minores;

Volcanalis, in o-

nore di Vulcano;

Garmen-

le porte con ghirlande di fiori, e tutti si abbandona-

FOB

180
Fnte [Fons i Eomani,
e Fontus] presso il dio delle sorgenti, figlio di Giano e della ninfa Giutrna. Per
i

vano, con la testa cinta di


corone, ai tripudi e ai piaceri pi licenziosi e sfrenati.

Fobtore [Phobtor, XI, 640] figlio del Sonno e fratello


di Morfo, celo, Fntaso. il sogno che desta terrore
[9opo)

le

Eomani, erano sacre tutte acque correnti e le fonti,


fiori,

= atterrisco

alle quali si offrivano

perch

apparisce sotto l'aspetto di bestia feroce che fa spavento.

vino, olio, focacce, e si sacrificavano pecore e capretti.


Il dio

Fonte aveva un
sul

sanin

Fco [Phocus, VII,


267]
fgUo
di

668; XII, aco e di

tuario

Giancolo

e,

Psanunatia, prediletto dal padre, fu ucciso dai fratellastri Telamne e Pelo [nati da Endide], a caso o per gelosia. Flo [OXoi;] centauro che
abitava

suo onore, si celebrava, il 13 ottobre, una festa generale


nala],

delle

fonti

[Fontasi

nella

quale
le
si

in-

ghirlandavano
e nelle

fontane,

acque

gettavano

corone di
322]

fiori.

una

caverna

del

Frba. [Phorbas,XI,414;XII,
I. Figlio di Lpithe e di Orsinome, venuto nell'isola di Eodi, secondo un

monte Floe, nell'Arcadia


occidentale.

Quando

ivi

giunse Ercole, per recarsi


alla caccia del cinghiale di

oracolo, la liber dai ser-

Erimnto,

egli l'ospit cor-

tesemente, gl'imbandi carni arrostite e gli porse, per


bere, centauri.
la

penti e fu venerato come eroe. Secondo altri, essendo


pugilatore, saccheggi coi Phlyi fu il tempio di Delfo,
egli

un presuntuoso

coppa comune

ai

Questi assalirono

ma

con tronchi di alberi e con


grosse pietre l'eroe, il quale li vinse e li insegu fino a

ferito
II. [V,

da Apollo.
74].

Un

altro For-

ba era
le

Mala. Quivi si trovava il centauro Chirne, cacciato


dai Lpiti, il quale, nella mischia, ricevette da Ercole

figlio di Mezine e compagno di Fineo, al qua-

ta

prest soccorso nella lotcontro Perseo e Cfeo

[fratello di Fineo];

ma

cad-

una

freccia,

che

gli

de ucciso.

produsse una ferita insanabile.

Forcnide [Phorcynis, IV, 743] Medusa, una delle

181
tre Gorgoni, sorella di
rale

FOE,

Eu-

Come

dio fluviale, Forono


nella contesa fra

di

Steno, figlie di

era figlio del fiume naco.

Foro.

Quando,
ISTettno

Forco [Phorcus] divenuto poi


dio marino, figlio di Ponto e di Ga. Da lui e dalla
sorella Ceto, sarebbero nate le Gorgoni, le Grie, le

Giunne per

il

possesso dell'Arglide,

il fiu-

me
fiso

naco, insieme col Cee l'Asterine, si mo-

Espridi e il dragone Ladne, cbe custodiva i pomi


delle Esperidi.

str favorevole a Giunone, Kettuno se ne vendic, dis-

seccando tutti

fiumi.

Fortuna [Fortuna]
presso
i

era la dea

Forono [Pboronus, $op<ovs<;] figlio di naco, re di Argo, e della ninfa oceanina Mlia, fu il pi antico re. di Argo. Egli ammaestr gli abitanti a vivere

del destino e della fortuna

Eomani: corrisponTyche
[j^y;] dei

deva
Greci.

alla

In Grecia, fu venerata in diversi luoghi, ed era la


dea dell'Acrpoli, a Sidne.

in citt,

mentre prima vivevano sparsi per le camnello

Eoma,

si

attribuiva l'in-

pagne,
gio, e

stato

selvag-

da

fond una citt cbe, chiam Forlui, si


Cosi gli uomini, pridispersi

troduzione del culto di lei, ad Anco Marzio o a Servio Tullio. Sul Quirinale,

nica.

ma
in

vaganti,

si

riunirono,

opera sua, diceva che per primo avesse inper

un tempio aUa Fortuna Frimigenia cosi detta, perch a ciascuno deterv'era

dimore

stabili. Si

minava

il

destino, fin dal

trodotto
in
la

il

culto e

Argo,

di Hra, avesse recato

suo nascere. Quivi era venerata come Fortuna Fublica

di

fronte

al

culto

prima

civilt,

ammae-

strando gli uomini primitivi nell'uso del fuoco. Perci, in Argo, era venerato
sua

deUa fortuna che presiedeva ai singoli cittadini [Fortuna


Frivata'].

come eroe del paese, e sulla tomba si facevano safunebri.


e

Presso i Eomani, aveva molti santuari, e attributi


svariatissimi

[Fortuna Fle-

crifci

Eu padre
e,

di

beia, Fatrica, Fquestris, Li-

Apide
i

di

Mobe

fra

bera, Virginlis, Mulibris,

suoi discendenti, si ricorda Io, che detta Foronde .

VirUs, Bespiciens, Blanda,


Brevis, Stata, Bona, Mala,

FOS

182
Era
cosi

Comes, Bedux], 'Nel tempio consacratole, presso il Tevere, da Servio Tullio, le si


celebrava, specialmente dai
plebei, festa, gno, nella quale si andava al tempio con barche inco-

beUa che nessuno


a
e
difendersi
dalla
dal

riusciva

fascino

seduzione

ch'ella esercitava in chi la

una

il

24 giu-

guardasse: si dice che soltanto il filosofo Sencrate


se
te.

ne mostrasse
Prassitele

indifferen-

ronate.

la

ritrasse

Eoma, la Fortuna aveva un culto antico


ad Anzio, a Prenste
altre
citt

Oltre elle a

nella sua

Venere di Onido e Apelle nella sua Ana-

e in

dyomne .
L'oratore Euthia, ingiuriato da lei, l'accus dinanzi
all'Elia;
e,

del

Lazio,

Generalmente, era rappresentata avente in

mano

il

Ipride la difese
il

della vita, e la palsimbolo della sua volula, bilit. Come simbolo della

timone

scopertone ai giudici
corpo,
la

bellissimo

fece

prosperit, portava il corno di Amaltha, e sosteneva

andare assolta. Poich Prassitele non voleva dirle quale delle sue sculture ritenesse artistica-

su

le

braccia Pluto

[la ric-

chezza].

Fsforo [Pbosplirus] apportatore di luce

luce, porto] lo stesso 9spco che Lucfero. [V. Lucifero].

[q)c5<;

mente pi perfetta, ricorse a un'astuzia: gli fece annunziare da uno schiavo


che la sua casa bruciava.
Allora Prassitele, improvvisamente esclam: Povero

Fratrie

[(ppaTpiai]

erano

le

parti in cui erano divise le filai , in Atene. [T. Filai].

il

me, se il fuoco distrugge mio ros e il mio Sty. Ella allora prese la statua di Eros, in marmo
!

Frne [Phryne,

<I)pv7)]

bel-

ro

lissima cortigiana greca. Il suo vero nome era Menesarte:

fu
il

chiamata

Frine,

per

suo colore smorto, come quello del rospo quasi


[cppuvT]

pentlico, e la coUoc nel tempio di Eros, a Thespie, donde la tolse poi l'impe-

ratore

Caligola.

Prassitele

rospo].

Era nata

a Thspie, nella Beozia, ma visse in Atene; povera in principio, ebbe poi straordinarie ricchezze.

pose poi, nello stesso tempio, una sua statua di Frine accanto a quella di Venere. Frisso [Phrixus] figlio di

Atamnte

di

ISTef ie,

183
fratello di lle.

FTJN

La madre
i

Kefele fuggi con


gli,

perch

il

due fimarito l'aper


spo-

veva

ripudiata,
[V.

gnato da parenti, da amici, da prezzolati cantori di nnie funebri e da suonatrici di flauto. Esso poi veniva
bruciato o sepolto. Sul rogo, insieme col morto, si

sare Ino.

Ino].

Funerale [Funus, Tccpoq}. - Presso i Greci. I. Il seppellire i morti e conservarne religiosamente le tombe era nn sacro dovere
degli anticM, i quali credevano che gli spiriti dei non

bruciavano gli oggetti che gli erano stati cari in vita:


armi, vesti, animali, ecc.

sepolti fossero costretti

ad

In Atene, si solevano anticamente seppellire i morti, e sulla fossa si seminava del grano. All'ingresso deUa
casa del morto, stava un gran vaso pieno di acqua, non presa daUa stessa caga,
ch'era tenuta allora

andare eternamente vagando, intorno alla riva dello


Stige, senza avere mai pace, e senza poter pervenire

come

campi dell'Elysio. dopo la morte, si poneva in bocca al cadaai

contaminata, affinch quelli

Subito

che venivano
sero.
ISTella

si

purificas-

vere un bolo, per pagare a Caronte il tragitto all'Averno, indi il morto, lavato,

tomba

[v.

Seplcro]
col

si

deponevano,

cada-

unto,

incoronato
si

con

vere, oggetti di varia specie e vasi dipinti. Al funerale

bende e
in

fiori,

avvolgeva

panni bianchi, e spesso gli si metteva accanto una focaccia, condita con miele,
per
Il

seguiva il banchetto funebre, al quale partecipavano tutti i parenti della casa colpita dal lutto, e
nel
30,

accontentare
si

Crbero.

nel

9
la

nel 30

giorno dopo, esponeva in casa il cadavere, disteso in modo che sul letto,
avesse la faccia e
rivolti verso l'uscio;
i il

giorno dopo

luogo un In segno di lutto,

morte, aveva sacrifizio funebre.


si taglia-

piedi

vano

capelli, si

deponeva

no seguente, prima gesse il sole, si faceva


mortorio. Il cadavere,

giorche soril

di-

ogni ornamento, si indossavano vesti nere [in alcuni luoghi bianche]. Solennit funebri su la toihba
dell'estinto,'

steso sopra una barella, veniva trasportato, accompa-

di fiori e di bende,

con ornamenti con sa-

FUN
crij3.ci

184
e con libazioni,
si ce-

mento
voce
gli

e,
il

ripetendo ad

alta

lebravano nella ricorrenza del suo giorno natalizio. Le solennit generali a tutti
i

nome

del

morto

davano l'estremo addio

defunti,

celebravano
del

in Atene, nel giorno

si

vale]: quest'atto dicevasi coneamatio.

{ultimum

mese

di

Boedromine

beccamorti, mandato dall'impresario delle pompe


Il

[settembre-ottobre].

Senza accompagnamento
venivano sepolti, nel posto ove erano stati colpiti, gli uccisi dal fulmine, cbe talora rimanevano anche insepolti, e
i

funebri, lavava, ungeva il cadavere, lo vestiva della


toga, e lo collocava su la bara. Presso questa si col-

locava

un
si

incensiere, e nel

vestibolo

disponevano

ra-

traditori

della

patria.
Ij^el

di cipresso. ]S'eir ottavo giorno, seguiva di soUto il

mi

funerale

di

una

per-

sona assassinata, si portava innanzi una lancia, che veniva infssa su la tomba, come simbolo del dovere, che i consanguinei

mortorio, nelle ore del mattino, poi i funerali pomposi.

Kel corteo, veniva prima

una banda
seguivano
l^raeficae]
si

di

musicanti,
le
prfi,che

poi
il

donne che,
i

pa-

avevano,
l'uccisore.
II.
-

di perseguitare

gate, facevano

piagnisto,
capelli e

strappavano
j

Presso i Romani. Quando il morente era per


il

ripetevano le lodi del morto indi alcuni mimi, che


spesso rappresentavano scene tratte dalla vita del

spirare,

timo, gli
cio,

parente pi inimprimeva un baraccogliere spirito, e cbiu-

come per
gli

morto,
busti e

e
i

seguivano poi

l'estremo

deva

occhi e la bocca

ritratti degli antenati limagnes}, quali era-

all'estinto, perch questi avesse un aspetto tranquillo. Indi, per avere la cer-

tezza che la morte era veramente avvenuta, i parenti chiamavano ripetutamente per nome il morto ad alta voce, e poi, tra le lagrime, intonavano un la-

no portati in questo modo. Alcune persone, vestite in costume storico, tenevano le maschere dinanzi al viso,
e rappresentavano gli antenati, seguivano poi tutti
i

pubblici donativi, ottenuti dal defunto in imprese militari, indi la bara

185
nella quale giaceva
il

-BVN

morto,

coperta
rei,

da drappi purpu-

ra,

trapunti d'oro. La bacirconfusa da incensi, che l'avvolgevano nel fumo, era portata dai parenti
del defunto o dagli schiavi da lui, prima di
e,

ponevano, inoltre, una lampada, uno specchio, vari ornamenti e stoviglie con
cibi.

Quando invece

il

cadavere

doveva essere sepolto, veniva deposto in una bara


le

liberati

morire

se trattavasi
illustre,

di

di legno o di pietra, la quapoi si calava nella terra

un personaggio

an-

o in

una tomba a

volta. I

che da senatori e da cavalieri. Il corteo si fermava


nel Foro, presso
Tostris]
i

poveri o gli schiavi erano


sepolti nell'Esquilino, i ricchi possedevano i loro se-

rostri [pr

dove un parente del morto recitava l'elogio fuil

polcri particolari. Kel 9 giorno, dopo

il

fu-

nebre; indi

corteo ripren-

nerale [jerae novemdidles'},


si teneva un sacrificio con un pranzo funebre presso la toniba e un grande ban-

suo cammino, fino posto ove il cadavere veniva cremato o seppelil

deva

al

lito.

chetto nella casa, e a tutta


la

Per la cremazione, costruita la catasta di legno, vi si gettavano sopra fiori e

gente che veniva, si faceva una viseeratio [v. Visceratio],

cio

una

distri-

appiccava il fuoco e, fra le nnie e i lamenti, si vergavano su le fiamme vino e profumi. Quando si spegneva il fuoco
corone, poi
le
si

si

buzione delle carni e delle viscere degli animali sacrificati nei funerali: talora ave-

vano luogo anche giuochi e lotte di gladiatori. Anche dopo,


celebrare
i

e la brace, si raccoglievano ossa combuste del morto,

si

continuava a
[feralia']

defunti con soe

spruzzavano con vino e

lennit funebri

miele

e, fatte asciugare, si chiudevano in un'urna ci-

con

cerimonie

particolari
si

neraria di terra cotta o di

[parentalia}. ornavano di

Le tombe
fiori,

di

codi

bronzo, la quale poi veniva deposta nel sepolcro, insieme con profumi e con
vasetti
olio.

rone,

si

spargevano

acqua
Il

lustrale.

lutto

era rappresentato

di

unguenti

di
si

Kella

tomba

spesso

da vesti nere e, pi tardi, anche bianche: le donne si

FUE,

186
dato che
di
si

stracciavano le vesti e de-

fosse reso reo


nel

ponevano ogni ornamento, gli uomini si lasciavano crescere


e
si
i

qualche mancanza

capelli e la barba,

servizio di guardia, di furto nel campo, di falsa testi-

tenevano lontani dai

monianza, di diserzione,

di

banchetti e dalle feste.


l^Tei

negligenza in altri doveri.


di

tempi
i

pii

antichi

Questa
rante
al
Il

cadaveri venivano sepolti entro la citt; ma, in seguito, questo fu vietato, e i sepolcri furono

pena
la

vigeva

du-

Eoma,

repubblica,

ma

fu adoperata specialmente

tempo

degli imperatori.
il

tribuno toccava

con-

collocati, di solito, lungo le grandi strade, special-

dannato
{justisl

con
e
i

un bastone
suoi

mente lungo
I

la via

ppia.
essere

legionari,

riccM

potevano

sepolti nei propri poderi: cimiteri comuni non esi-

camerata, lo colpivano con verghe e con pietre cosi violentemente, che il disgraziato, di solito, moriva sotto i colpi.

stevano cbe per Frie. V. Erinni.

poveri.

Fusturio [fustuarum] era, presso i Eomani, una pena


disciplinare, inflitta al sol-

La pena
parte
del

si

eseguiva nella

campo

che

si

chiamava prinGipum.

G
Gaeta
[Caieta,

XIV,

443]

none ne ritardava
perch
il

il

parto,
[v. JEr-

era la nutrice di Enea, la

nascituro

non im-

quale mori, quando Enea giunse suUe coste del Lazio, e fu da lui seppellita nel golfo che, da lei, fu detto di Gaeta.

perasse sui Persidi

GoW]. Alcmena invoc allora la dea Lucina [che

presiedeva ai parti]; ma questa, corrotta da Giu-

Galntide [Galanthis, IX,


306-323] ancella di Alcmna. Quando questa era per

none, con arti malefiche, ritardava il parto. Allora


Galntide, avendo vista la dea che, seduta suU'ara

dare alla luce Ercole, Giu-

187
con le

GAL
ruvido amante e amava invece il bel giovine ci.
[V. Agi].
sfracell
il

gambe a

aveva
per

cavalcioni, incrociate le dita

impedire il parto, le disse che Alcmena era gi sgravata. La dea disnod


allora le dita:

Il
i

ciclope,

sor-

presi insieme

due amanti,

con una mano Aci,

Alcmena

cos

pot sgravarsi,
accortasi
ferr

ma

Lucina,
af-

quale fu mutato in fonte. Galro [galrus] era un berretto

dell'inganno,
i

capelli Galantide e la precipit a terra.

per

Mentre
fu

questa

si

levava,
[V.

senza tese, fatto di peUe, che si portava per viaggio e in campagna. Il galero che portava il fla-

mutata in donnola.

men

JDiais

doveva essere

Galinzia],

bianco.

Galssia [Via Lacta] la via Lttea [yXa latte]: la larga stria luminosa, tem-

Galso [Galaesus] fiumiceUo


che
scorre
all'oriente

di

pestata di stelle che, nelle notti serene, appare in cielo,

Taranto, circa 5 miglia lungi daUa citt. Orazio \0d6,


II, 6-10] e VirgiKo [Georgiche, IV, 126] lo citano co-

neUa direzione da

liTord

a Sud. Ercole, che era stato esposto in un. campo dalla

madre, fu allattato da Giunone; ma ne succhi con tanta forza il latte, che


questo dilag per produsse la Galassia. La via Lattea menava alla reggia di Giove,
lati
il

famoso per le pecore che pascolavano sulle sue rive e davano una lana
finissima.

me

cielo e

pose il campo presso questo fiume, quando assedi la rocca della


citt.

Annibale

aveva

ai suoi
di;

Galinzia [Galinthias, IX,


280-323] era figlia di Preto, di Tebe. Quando Lucina e
le

le

magioni degli

per essa gli eroi entravano


in cielo.

Galata [Galata, XIII, 738897] ninfa marina, figlia di Kero e di Dride, personificazione del

mare

tran-

quillo e rilucente. Il ciclope

Polifmo, pazzo di amore per lei, la insegui, mentre essa non voleva sapere del

Parche, per fare piacere a Giunone, tenevano incrociate le mani, e impedivano cos che Alcmena partorisse, eUa sparse la falsa notizia che Alcmena aveva partorito un bambino. A
questo
lo

annunzio, fu tale spavento di Lucina e

GAL

188
Gro [garum] una
col
salsa fatta
le inte-

le

delle Parclie, che aprirono mani, e cos pot veraalla luce

sangue e con

mente venire

Er-

cole, ch'era stato

generato

riora di certi pesci di mare. Si mangiava come ecci-

da Giove. In pena di ci, Galinzia fu mutata in donnola, ma Ercole le innalz poi tuario.

tante e si adoperava per inumidire le ostriche. Ga, la Terra, venerata come


rire

un

san-

una divinit che fa scatudal suo grembo ogni


vita [yaia

Galli [Galli]
nella

si

chiamavano,

yri, la, terra].

Frigia, i Coribnti, sacerdoti della dea Cible.


[V.
Coribnti'].
[yafjiTjVia]

Gamella
da

banchet-

to di nozze,

accompagnato
che
lo

un

sacrifcio,

Secondo Esiodo, ella sorse dal Cos, gener dal suo seno Urano [il cielo] i Monti, il Mare. Con Urano gener i Titni, i Ciclopi, i Centmani e, dal san-

sposo dava ai

membri

della

gue dei genitali di Urano,


mutilato dal fgho
ch'essa

propria fratria, nell'ingresso della moglie alla fratria a cui egli apparteneva [ya[xco

Crno,
ge-

aveva raccolto,

ner

sposo].

Giganti, le Erinni, le ISTinfe Meladi, o ninfe


i

Ganimde [Ganymdes, X,
155-161]
dei
la
figlio del re Tre e fratello di Ilo: i pi bello

lotta

dei frassini, divinit della e mietitrici di vite.

Gea aveva

culto a

Dodna

mortali.

forma

Giove, presa di un'aquila, lo

[Epiro], in Atene, a Sparta, a Delfo, in Olmpia, e le


si

rapi, in cielo, perch facesse da coppiere agli di


e, in compenso, regal padre di lui una coppia

sacrificava

un

agnello

nero.

al
di

cavalli divini.

In et posteriore, essa fu confusa con Cible e con Dmetra, Anche per i Eomani, Tellus, che fu identificata con Gea, fu la stessa che Crere e, nelle feste deUe seminagioni, le sacrificavano
i

Gargari
lo

[Tap^a.pelc;'} popoche viveva presso il Caucaso, accanto alle Amzzoni. Per procreare i figli, essi convivevano con le Amazzoni due mesi all'anno: i maschi spettavano al padre, le femmine alla madre.

Fordicida

uccisione di vacche pregne


[forda

do

vacca pregna,

cae-

uccido].

189

GN

Gelnore [reXvcop] discendente da Inaco, era re di


Argo.

l'opinione pi probabile che essa fosse sul pendio

nord-ovest del coUe Capiin


tolino.

Quando Dnao, giunto


Argo,
della

pretese
citt,

il

dominio
discenlui,

Gensie

[ysvcria]

erano

come

dente da Inaco anche


il

popolo si radun per decidere a cM spettasse il regno. Allora un lupo, avventatosi contro gli armenti che pascolavano innanzi aUa citt, vinse il toro clie
era fra quelli. Gli Argivi vi-

giorni destinati a onorare i morti e, in modo pi particolare, le solennit funebri che, in Atene, si celebravano, in memoria dei
defunti, il giorno 5 del mese di Boedromine [set-

tembre-ottobre]. Pare che, in origine, il vero nome di

dero

in
di
il

questo

un segno
il

degli di, e decisero in fa-

questa celebrazione fosse Nsxcna [vxu? morto]

vore

Danao,
lupo,
allora,

quale,
visessi.

NsjJiscyeLa

[festa

di

l^-

come
suto,

il

non era
tra

mesi celebrata in onore dei


morti].

fin

Gmini o Gemelli [Gemini]


terzo dei dodici segni
dello Zodaco; sono i Discuri Castore e Polluce, i

Gnio [Genius] era, presso i Bomani, lo spirito protettore di ogni uomo. Il genio vuole che si goda con ani-

astri e

quali furono assunti fra gli mutati nella costel-

mo

lieto la vita e la si pro-

lazione dei Gemini.

lunghi, gustando con prudenza i piaceri che essa


la morte della Genio si aggira persona, volentieri intorno alla tomba del suo protetto. Egli per eccellenza spirito buooffre.

Gemnie
scala
te

[scalae gemonae] formata probabilmenscalini naturali nella

Dopo
il

da

rupe,

dove venivano trascinati, con un rampone, i


cadaveri dei giustiziati nel
carcere Mamertino, e quindi gettati nel Tevere.
I

no; tuttavia, come i Greci, cos i Eomani credevano


negli spiriti cattivi. 1 Geni della donna si chia-

commentatori non sono


trovava questa

d'accordo sul luogo ne] quale si

mavano
.

lunnes. l^el gior-

scala

dei sospiri, come la chiama Plinio [gradus gemitori]:

no natalizio, in quello delle nozze e in altre circostanze,


si

celebrava

una

GEE,

190
zioni politiche e giudiziarie. Infatti deliberava intorno
alle decisioni e alle leggi che

festa in onore del Genio, a cui si offrivano sacrifizi, incensi, fiori, vino.

Gerine [Geryon o Gerynes


sola

ryjpuvT)*;] re dell'idi Erytha, collocata

nell'estremo occidente dell'oceano:

dal ventre in sn

presentavano poi al ppolo per l'approvazione, e dava sentenze su gravi reati, anche dei re, che erano puniti con l'atima [la persi

e possedeva grandi armenti, clie erano custoditi dal pastore Eurizine e dal cane rtro con

aveva tre corpi

dita dei diritti civili] e con


la

mano

morte. a

mano che
il

venne
degli

crescendo
fori,

pervenuto col, uccise il custode e il cane, e condusse via i buoi. Gerione lo insegui, ma fu ucciso.

due

teste. Ercole,

che

potere derivava

prin-

cipalmente dall'assemblea
del popolo, l'autorit della gherusia, presieduta dai re, venne scemando, insieme

Gherusa
supremo
ziani che, Stati

[yepoucria]

era

il

con

le

antiche istituzioni

consiglio degli an-

[yptv

di Licurgo.

veccMo]
in
altri

Sparta

aristocratici, nistrava lo Stato.

ammi-

In
a

Atene quest'assemblea suprema si chiamava BouXt],

Giacinto [lacinthus, X, 162219] figlio di mycla, il quale fond la citt di myclae, neUa Laconia, e di Diomda. Per la sua bellezza, era amato da Apollo, il

Eoma

Benatus.

Sparta, la gberusia era formata di 30 membri, inclusi


i

quale,

un
con

giorno, volle
lui,

scherzare

gareg-

vano

due re, che ne avela presidenza. I suoi

giando nel lancio del disco. U dio lo lanci per primo molto in alto; il ragazzo,
impaziente di lanciarlo, anche lui, corse per prenderlo, appena esso ricadde sul suolo. Ma, come urt contro
il

membri dovevano avere non meno di 60 anni, ed


erano
eletti

a vita, fra

pi distinti per meriti e per virt. Erano irresponsabili, e avevano

cittadini

terreno,
il

il

disco rimferi a

balz con impeto e

un grande potere
derazione

e consi-

morte

giovinetto.

molto alta. La gberusia aveva attribu-

Apollo fece nascere dal sangue del giovane ucciso il


flore

191

GI
["lafxo?,

omommo

su cui

[giacinto], era iscritta l'escla-

Giamo

lmus]

figlio di

Apollo e di Evdne,

mazione di dolore Ai Ai. La sna' tomba si trovava in


Amyclae,
sotto
l'altare

era celebre vaticinatore, e divenne capostipite dei Gi-

la statua di Apollo; in onore di lui si celebravano le

midi, la famiglia dei vati e dei sacerdoti, in Olimpia. La madre l'aveva dato alla
luce presso in Arcadia,
il

feste

lacintMa, che

dura-

vano 3 giorni, nel mese di Ecatombene [luglio agosto].

fiume Alfeo, e l'aveva de-

posto tra le viole. Di qui il suo nome [l'ov viola].

[Xni, 394-398]. TJn giacinto spunt ancbe dal terreno impregnato dal sangue di Aiace, quando questi
si

Fu

allevato

deg

da pyto, re rcadi e, divenuto

giovine, si rec per comando di Apollo, in Olimpia,

uccise.

[V.

Aiace}.

L'iscrizione

Ai Ai indicbe-

ove traeva' voce degli


pelli

vaticini dalla

uccelli

dalle
vit-

rebbe, con le vocali iniziali, il nome di Aiace.

brucianti

delle

time.

Giliso

[Jalysus] figlio di Crcafo, fu fratello di Lindo e di Cmiro, coi quali

lo stesso

che amo.

Giano

[lnus] fu uno dei principali di di Eoma, cbe

divise la signoria di Eodi, e fond la citt di Giliso,


nell'isola.

non ba

riscontro

in

nesil

suna divinit greca. Era

dio dell'entrata e dell'uscil'eroe epocitt

Eappresentava

tipo ideale della bellezza virile.

nimo

della

il

ta, protettore delle porte, delle case, della citt e del

Cicerone, uQWOrator, da il celebre quadro, detto

ricor-

Jalysus, dipinto da Protogene il quale vi avrebbe

tempio. Aveva quindi una chiave e. una sferza, per la custodia della casa e della citt, e le sue inmiagini, che si esponevano sulle porte e nei passaggi, ave-

lavorato 11 anni, per condurlo a perfezione. Si narra

cbe Demetrio Poliorcte, risparmi la distruzione a Eodi, per paura che andasse in rovina questo capolavoro d'arte.

vano due facce, delle quali una guardava al di dentro


e l'altra al di fuori. Egli apriva ogni mattina le porte dell'Olimpo e le richiudeva la sera. Era perci

Gli
invocato col
ter

192
nome
gli

matutmus;
il

era

di pasa-

precipitato nel Trtaro. Eb-

cro

mese lanuarus,

e la

be quattro figli: Promteo Epimteo, Atlante, Messenzio.

sua festa principale cadeva nel 1 giorno di gennaio.

Il
si

figlio

di

Gipeto,

In questo giorno, si scambiavano augurii e si offriva una vivanda di farina [lanual]; ma anche il primo giorno di ogni mese
gli

accenna in questo verso di Ovidio Promteo.


cui
[V. Prometeo].

Gisio
423]

figlio

[lasus o lason, IX, di Giove e di

era sacro, e gli

si offri-

Elettra, fu amato da Dmetra. considerato come


il

vano vino,

Il console lo

frutta, incenso. invocava nel-

diffonditore

dell'agricol-

l'entrare in casa, l'agricol-

tura e dei misteri di Demetra, in Sicilia, nei quali


era stato iniziato da Giove, a Samotracia, dove era pas-

tore gli faceva offerte, al principio della seminagione e delle messi [lanus Gonsivus}.

sato con Bardano, dall'Arcadia, e donde venne poi

Era invocato in ogni


e

prece,
nelle

in Sicilia.

riceveva

sacrifizi

Giasone
figlio di

grandi feste degli di.

[lson, VII, 1-393] sone, re di llco,

In un tempio a
cato
[in

lui

dedi-

che una

origine non era porta costruita da

in Tessaglia. Plia, nato da Cretfia e da Tbyro, tolse


la

signoria
il

a Esone,
il

suo

per indicare la guerra e la pace], il console si recava in tempo di guer-

Kuma,

fratellastro,

quale,

per

sottrarre

figlio

Giasone

ra, apriva la e invitava la

doppia porta giovent atta alle armi a passare con lui la soglia. Il tempio rimaneva aperto fncli si era in guerra, e si chiudeva in
di pace.
'laTrs[laptus 82] titano, nato da T?, I, Urano e da Ga: insieme

alle insidie di lui, lo affid segretamente al centauro

Cbirne,

sul

monte

Plio.

tempo Gipeto

Quando Giasone fu a vent'anni, si present a Pelia con un sandalo solo, avendo perduto l'altro, nel traversare il fiume Annios,
e gli richiese la signoria di llco. Pelia, spaventato, perch un oracolo gli aveva

con i titani [v. Titani], mosse contro Giove e fu

predetto di guardarsi da un uomo che avesse un san-

193
dalo solo, gli disse che gli avrebbe restituito il regno, se fosse riuscito a conquistare
il

GIG

vello d'oro, in Clsulla

cMde, terra collocata


costa orientale del
.

narono a lolco. Medea uccise il fratello suo Absirto e ne butt a pezzi le membra nel mare. Secondo una tradizione aveva ucciso

Mar Kero

[Pontus Euxmus] [V. Ino]. Giasone si rec in Oolcbide, con 50 eroi sulla nave Argo [v. Argonauti], e al re Ete

Prmaco, sone, ed

fratello

di

Gia-

sone; secondo Ovidio invece Esone visse molto veccMo e fu ringiovanito per l'arte magica di

domand

il

vello

d'oro. Il

Medea.

re gli impose,

come

condi-

zione, cbe aggiogasse due tori daUe ungbie di bronzo, i quali sbuffavano fuoco
e, aggiogatili, tratto del terreno, seminandovi denti di dra-

Quando PeHa giunse a lolco, Medea promise alle figlie di lui cbe, se avessero fatto a pezzi il padre, eUa lo avrebbe fatto rinascere

daUe narici

arasse

un

giovine.

Le

figlie

trucida-

rono
e,

il

padre;

ma Medea
la

go.

Giasone,

con un

far-

non mantenne

promessa

maco
si

offertogli dalla

maga

Medea,

figlia di Eete, di cui era acquistato l'amore,


i

scacciata da Acsto, fi,glio di PeHa, con Giasone

aggiog

tori
i

e,

seminati

ripar a Corinto, presso il re Creonte. Quivi Giasone


re

denti del gran ucciso da Cadmo, serpente


sulle zolle

voleva sposare la figlia del [Crusa o Gluce]: al-

cbe egli aveva nell'elmo, ne balzarono fuori uomini


armati.

lora

veste e
lenati,
glia e

Medea uccise, con una un diadema avve-

n
i

re Creonte, la

fi-

Per consiglio di Medea, Giasone butt fra loro un sasso, e allora queUi, mossi da lotta civile, si uccisero l'un l'altro. Eete per rifiut di mantenere la promessa; ma Giasone e Medea addormentarono con un farmaco il drago, che era a guardia del veUo
d'oro
13

due

figliuoli

Mr-

mero e Pre, che essa aveva avuti da Giasone, e


fugg presso
il

re di Atene,

Ego.

Giasone

poi

mori,

mentre dormiva sull'Istmo, sotto la nave Argo, la quale allora

fu sfracellata. [V.
151sorti

Medea].

e,

preso questo, tore leggende.

Giganti 162]

figli

[Gigantes, I, di Ga,

Stano, Dizionario di miti

GIG
dal sangue di Urano,

194
muvendicarsene, e indusse Gige a uccidere il re e a impadronirsi del regno.

tilato dal figlio Crno. Avevano la barba e 1 capelli

lungMssinii

e,

secondo Ovi-

questo proposito, Plato-

dio

[I,

183-184], cento

braccia, qualit questa attribuita da Esiodo ai Cen-

ne narra una favola, che Cicerone riporta nel De


Officiis.

Gige,

disceso

in
era
le

timani. [V. Gentimani']. Sono famosi, fra gli altri, i

una caverna,
aperta nella

che
terra

si

per

Giganti:

Alciono,

Tone,

Ippolito, Polibte, urito. Per dare la scalata al cielo,

dirottissime piogge, vi trov un cavallo di bronzo,

nei cui fianchi era


to
di

un morgran-

sovrapposero sull'Olimpo, catena di monti che formano il confine tra la Macedonia e la Tessaglia, l'Ossa,

straordinaria

dezza, che aveva un anello d'oro nel dito. Egli prese


l'anello e, infilatolo nel suo
dito, si accorse che, quando castone dell'anello era

monte

nella

Magnsia

tssala, e il Plio, sud-est dell'Ossa.

monte a

il

Ma
i

Gioi

rivolto nell'interno
della

della

ve,

col

fulmine,

scroll

palma,

egli

vedeva

monti e seppeU
sotto le macerie.

giganti

tutto,
altri.

Fermen-

era invisibile agli Servendosi allora di

ma

sangue dalla madre Terra, furono convertiti in sembianza umail

tato

loro

na, e la

nuova razza,

si-

mile a queUa estinta da cui era stata generata, fu avversa agli di. Gge [Gyges] figlio di Dscilo, era il confidente di Oandule, re di Lidia. Secoiido

questa dote dell'anello, riua penetrare nella camera della regina e a uccidere il re, d'accordo con lei, a impadronirsi del regno e a liberarsi da tutti coloro che potevano nuocerda gli, senza essere visto
sci

alcuno.

Gineco [gynaecum,

yuvai.-

Erodoto, il re, per dimostrare a Gige che la regina, sua moglie, era bellissima, volle cbe egli la
guardasse ignuda, mentre andava a letto. La regina,
irritata

donne [yuvY] = donna]. Ginnsio [Gymnasum, '^x>\ivatov] era, presso


ci,
il

xetov] la parte interna della casa greca, riservata alle

Gre-

luogo per

gli esercizi

di ci, propose di

che

si

designano col nome

195
di ginnastica [yujxv; nudo: gli esercizi infatti si facevano a corpo nudo; ordino esercizi YU(Ji.v(^(o

que specie
di

GI
esercizi for[tcsv-

mavano
Ta0Xov];

il

pntatlo

6 Pugilato [tt^],
si

ginnastici; yufxvaaia
cizio].

= eser-

una gara a pugni, che

Aveva un grande
della

tenevano stretti con corregge, aUe quali, in seguito,


si
i

cortile,

periferia

di

aggiunsero le borchie e

1200 piedi, chiuso da tre


lati

da semplici colonnati; ma, verso sud, da un poril

chiodi; 70 Pancrazio [TcayxpTlov] una gara in cid


al

pugilato

si

aggiungeva

ticato doppio, entro


le si

qua-

la lotta:

ma

le

mani non

trovava l'Efbo, U luogo per gli esercizi dei


giovani
netto].
[s(p7]Po(;

giovi-

erano avvolte in corregge. Il pugilato e il Pancrazio non erano in uso presso gli
Spartani.

Ai due
negli

lati,

erano

bagni frigidara, tepidara,


ealdara, cati si
altri porti-

Ginnopde
Sia]

[r

yufJLVOTcat-

trovavano

le

es-

dre con sedili, ove i filosofi e i retori si raduna-

erano feste annuali che si celebravano ogni anno a Sparta, in onore dei morti a Tifa. Kelle danze

vano per conversare, e nel grande spazio libero, rinchiuso dal peristlio, si facevano gli esercizi e i giuochi.

prendevano parte cori di giovinetti nudi [yujxv*; =


nudo; ucdQ = fanciullo], i quaU eseguivano i movimenti con grande .euritmia, come si faceva in tutti
i

Vi erano inoltre

il

po-

sto per il passeggio e per le gare, viali di alberi e ricche

cori Spartani.
della

decorazioni
Gli esercizi

di plastica.
si

Gibate [Jobtes] re
Licia,

facevano a che si ungeva corpo nudo, prima, per essere pi flessibile. Gli esercizi pi comuni erano: 1 Corsa [Sptalvolta anche con [loc,],
le

padre di Anta. Quando BeUerofnte, dopo

l'uccisione del fratello Bllero


[v. BeUerofnte'] fugg presso Preto, re di Argo, Anta, moglie di costui,

--

armi;

Salto

[X(xa];

30 Lotta
to

[ttocXt]]:

4 Get-

del disco [StCTKopoXia]; 50 Esercizio del giavellotto


[xovTta[i,(;.].

innamoratasi di lui, non avendolo indotto alle sue voglie, lo calunni al suocero Gibate, perch lo facesse uccidere.

Queste

cin-

GIO

196
lo

Gibate

mand a com-

invitati
vitati,

ad
aUa

allietare

con-

battere la Chimra
cise
il

[v. Chicbe Bellerofonte ucmera'],

fine

dei
i

bau-

chetti.

Eseguivano

pi
i

con

l'aiuto di Pgaso,

difficili esercizi

acrobatici,

cavallo alato, cbe aveva ricevuto da Wettno. Gi-

quali talvolta' superavano per arditezza quelli dei nostri

bate

lo

mand
i

poi a com-

tempi. V'erano saltim-

battere

Solimi, popoli del-

banchi

[uomini

donne]

l'Asia Minore, e le

AmzInfine

che volteggiavano sopra


ciulle che,

zoni

[v.

Amazzoni}, e Belli

lerofonte
gli

vinse.

fece

tendere un'imbo-

scata dai Liei, mentre egli ritornava dalla battaglia

spade e sopra tavole, fana tempo di musica, lanciavano in alto e ricevevano di nuovo fra
le

mani

cerchi e palle; altre

combattuta contro
zoni;
sci
illeso.

le

Amaz-

ma

Bellerofonte riuri-

che, ripiegate indietro, con destrezza agilissima, adope-

a sventarla e a uscirne
Allora

Gibate, conosciuta l'origine celeste di Bellerofonte, gli diede in

ravano i piedi a guisa di mani. V'erano funmboli che, sulle corde,

moglie

la

figlia

[Filne

Cassandra], da cui nacquero i figli Isndro, Ipploco e Laodama. Giocsta [locsta] in 'Omero
Anticlia o

eseguivano danze o salti pericolosi. Eoma anzi si addestravano anche gli elefanti a salire sulle

corde.
liti

K mancavano
che
le

i so-

prestigiatori,

face-

Epicste, era

figlia

di

Me-

vano scomparire,
co
dei
bussolotti,
pallottole,

col giuoloro

neco e sorella di Creonte: and sposa a Lio, re di


Tebe, dal quale ebbe il fiEdipo, che poi prese inconsapevolmente per maglio
rito.

le

cavavano

poi dal naso e dalla bocca, o le traevano fuori dal cor-

po

dei

presenti.

Le

fan-

[V. Edipo'].

ciulle,

neU 'eseguire
vestivano

alcuni

Giocattoli. V. Giuochi privati. Giocolieri. L'antichit ebbe


giocolieri e giocolatrici, che giravano di citt in citt,

esercizi,

spesso

con calzoncini e avevano i capelli corti, raccolti in un cappuccio. U


in

maglia

piantavano le loro baracche, dove ci fosse da guadagnare, ed erano spesso

pubblico, cosi in Grecia

co-

me

a Eoma, si divertiva molto in tali spettacoli.

197

meridiane
alle-

GIO

Giorno
giorno

[dies, civile

II,

25].

Il

dei

Eomani

gere al tramonto del sole, cio, in media, dalle 6 anti6

constava

di

queste parti:

pomeri-

De media nocte [primo spazio di tempo clie seguiva


alla

diane, e le ore erano indicate: Ora I [6-7], II [78],

mezzanotte],

Gallici-

in

[8-9],

num [il primo albeggiare, tempo cio del canto del


gallo], Ganticinum [tempo in cui i gaUi cessano di can-

V
VII

[10-11],
[12-1

IV [9-10], VI [11-12],
Vili

pomer.].

[1-2 pomer.],

IX

mer.],
[4-5

[2-3 po-

[3-4 pomer.],

XI

tare],

DiluciUum

[lo

spun-

pomer.], XII

[5 6 po-

tare del giorno], Mane [le prime ore del mattino]. Ad

mer.].

merdem

[il

tempo prima

Indi cominciavano le vigiliae: 1 [6-9 di sera], II


[9-12 di notte], del mattino], IV

del mezzogiorno], Merides

HI

[mezzogiorno],
[il

De

merdie

[3-6

[12-3 del

primo

tempo pomeri-

diano], Suprema [l'ultima ora del giorno, il tramonto], Vesper Q esper [il tempo

mattino]. Oltre a ci, a Eoma si distinguevano: i dies fasti,


nei quali era permessa [fasi

fra

il

tramonto e
stella
.

della

sorgere sijero], GreX'?*-

il

l'amministrazione della giustizia,

dies

nefasti,

in

pusculum [rmbrunire],
minbus accensis
in cui si
cerne],
[il

cui

non era permessa

[ne-

tempo
le lu-

fas]; dies festi o feriae gior-

accendono
[il

Guncubum

tem-

ni festivi, dies profecti giorni di lavoro.

po di andare a

letto],

Nox

Anche

in

Grecia,

antica-

intempesta [notte avanzata],

Media nox [mezzanotte].


Introdotto a

Eoma

l'oro-

mente, e deU notte erano indicate in maniera vaga; ma

le parti del giorno

logio solare [291 av. Cristo] e poi l'orologio ad acqua,

dopo l'introduzione

dell'o-

fu
ore,

diviso

il giorno in 12 dal censore Lucio Fi-

rologio solare, il giorno fu diviso in 12 ore, e la notte


in 3 vigilie,
di 4 ore cia-

lippo

[164 av. Cristo], e la notte in 4 vigilie, di 3


ore

scuna.

Presso

gli

ciascuna,

da Scipione

no

lo stesso
i
il

Ateniesi [avevacostume i Ger-

l^asica
Il

[159 av. Cristo]. giorno andava dal sor-

mani,
tali]

Galli e gli Orien-

giorno cominciava

GIO
col
tre,

198
tramonto del
in
altre
sole,

mendella

midabile
pi],

cbe lancia lamla

parti Grecia, col levare del sole. In Omero il giorno diviso generalmente in 3 parti:

scoppia la procella, quando, turbato, scuote

cbioma, ne trema l'Olimpo.

Come

dio degli oracoli, ave-

mattino

[yjco?],

mezzosera

giorno
[SsiXt)].

[[xsCTOv

^[Jiap],

va culto in Do dona [nell'Epiro] ove vaticinii erano


dati

Ma

quando Anas-

dal

particolare

stor-

simandro, nel 550 av. Or. introdusse l'orologio solare


[yvwfxcov],
il

mire delle fronde

della

quercia. Culto speciale ebbe

giorno
divisi

la

notte furono
ore.

in 12

anche a Creta [Giove Cretse], dove la madre Eba

notte parti erano: principio della poi notte [px"^ vuxtc;], mezza
della

Le

lo nascose fanciullo, perch

non

fosse

divorato

come

gli altri fratelli,

notte

[[liaov

vuxtc,'],

sot-

[tt t uxauysi;]. Giove [Zz^c,, luppter, I, 208] figlio di Crno [Saturno] e

to l'alba

dal padre Crono: quivi le ninfe Adrasta e Ida, figlie di Mehsso, lo nutrirono

col latte

Eha, il padre degli di e degli uomini, il maggiore fra gli di e il potendi

deUa capra Amalta e col miele che le api portavano

tissimo signore del mondo. Dopo che ebbe rovesciato


il

dalla montagna. Sotto le forme di toro rapisce Europa; mutato in aquila prende Asteria; sotto forma di
satiro
glia

regno
[v.

di

Titni
divise

Crono e dei Crono e Titani],

di

rapisce Antiope, fiMtto; sotto l'asi

con i suoi fratelli il dominio del mondo: egli


tenne per s
radice
At,
il

spetto di cigno

unisce

Lda
to
di

e,

prendendo
Amftrine,

l'aspet-

cielo,

[la

ne

in-

di Aic, ha, l'idea

ganna

la

moglie Alcmna;

fondamentale di luce], Poseidone [ISfettuno] il mare,

sotto la

forma

di pioggia

Hdes [Plutone] l'inferno. Giove ba sede nell'Olimpo [altissimo monte nella Tessaglia],

d'oro investe Danae; mutandosi in fuoco seduce

Egina, figlia di Aspo; sotto le sembianze di pastore

suscita

il fulmine, tuono, aduna e disperde le nubi. Quando scuote V egida [lo scudo for-

scaglia

il

prende Memnsine, e sotto forma di serpe seduce Pro-

srpina, detta Doide, perch figlia di Dmetra, la

199
quale aveva l'attributo
Po,
[xai

GI

la

cercatrice

>>

[Sso-

cerco; VI, 103-114].


l'a-

turno] e di Ea, e detta perci anche Saturnina, sorella e moglie di Giove. Era
la dea protettrice dei matrimoni e dei parti, e le era

Brano sacre a Giove

quila, la quercia, le cime dei monti; suoi attributi

sacra la melagranata
gli

e,

fra
il

erano l'aquila, lo
la folgore, la della vittoria],

scettro,

uccelli,

il

cuculo,
la

Mche
la

[segno

quale annunzia
vera,

prima-

coppa
il

A Eoma,

[simbolo del culto]. Giove anche

eUa

stagione nella quale si spos con Giove.


culto speciale in Ar-

Aveva

signore del cielo e di tutti i suoi fenomeni, donde gli


appellativi fulmintor, tonitrudlis,

go, Micene, Corinto, Sparta, Samo, Platea, Sicione.

A
e

Eoma, Giunone, Giove


Minerva, formavano
la

pluvus,

serendtor,

luoetus,

pater.
i

Zeus diespter lui erano affidati


cos

triade protettrice dello Stato, e per era detta Sospta

destini

dei

cittadini, come to intero, e dedicato

singoli dello Stail

liberatrice.

Aveva

anche culto speciale a Lanvio. Inoltre, ella era la dea tutelare del sesso femminile, e
le

tempio

principale sul

Cam-

pidoglio. Come protettore dello Stato, arresta la fuga


[stator],

per proteggeva
Ivirginlis],

vergini

le

guida

gli eserciti al-

la lotta e alla vittoria [im-

donne maritate [iugdlis}, conduceva la sposa a casa


dello

perdtor,

Victor,

opitultorli.

sposo

Girasle

[Heliotropum] un fiore largo, che ha una

unxa
ch,

la ungitrice], perquando la sposa en-

[domiduGa

grande corolla gialla: si ritiene che, durante il giorno,


si

volga sempre dalla parte

dell'orizzonte, sole ItKioq

ove

sta

il

trava in casa dello sposo, si ungevano le porte. Presiedeva anche ai parti ed era perci detta Lucina, titolo

volgo]. In questo fiore fu trasformata la ninfa Clizia.

sole,, TpsTrc

sotto

il

quale le era
sul col-

dedicato
Alla

un tempio

le Esquilino.

[V. Clizia].

Giunone romana era

Giunne

[Inno, I, ra dei Greci, figlia pri-

270], He-

sacra l'oca; attributi erano lo scettro e la coppa, sim-

mogenita

di

Crno

[Sa-

bolo dei

sacrifici.

GI

200

avvolti da cinghie di cuoio, alle quali si attaccarono in


seguito borchie con chiodi],
il

Giuochi pubblici. I giuocM


pubblici
si

presso

Eomani

dicevano Ludi, presso i Greci Agni. [V. Ludi e Agoni}. I giuochi che si tenevano
nelle

Pancrazio

xpaTo?

forza] formato dalla lotta e dal pugilato

[nrav

tutto,

pubbliche

feste

dei

con

le

armi,

ma

senza

cin-

Greci erano di tre generi:


ginnici, ippici, musicali. Ginnici: esercizi e lotte

ghie.

I giuochi ppici erano


cavalli.

eser-

citazioni e corse fatte con

cbe si facevano a corpo nudo, in ampi cortili, detti Ginnasi, chiusi da tre lati da colonne, e dal quarto lato [verso me?;zod] da un doppio porticato, entro il quale si trovava r Efbo , luogo degli esercizi per i giovani [z(^7]^oQ giovine] avente ai due lati i bagni

I giuochi musicali consistevano in gare di suoni e


canti.

Cosi in Grecia

come a Eo-

il giuoco del pallone, che si eseguiva in maniera svariata. Tra


i

ma, era

diffuso

Eomani,
di

vi

erano
follis

tre

specie

palle:

[un

{jrgdara,

tepidara,
altri

cal-

grosso pallone di cuoio pie-

dana], Kegli cati che chiudevano


giuochi,
vi

portilo spai

no di

aria], pila

[una palla

zio per le esercitazioni e

pi piccola], pagamca [una palla imbottita di piume].

erano

lunghi

passaggi, fiancheggiati alberi e statue, provveduti


di sedili per gli spettatori. I principali giuochi ginnici erano la corsa [corsa con
le
il

da

Giuochi privati. Fra i Greci, come fra i Eomani, il primo balocco dei fanciulli
era il sonaglio; seguivano poi giocattoli e gingilli di

ogni maniera: bambole,

faii-

armi, corsa di resistenza],


salto, la lotta,
il

getto del

tocci di argilla, figurine di animali spesso vuote o con-

disco, il lancio del giavellotto [queste cinque specie di gare formavano il

tate,

tenenti pietruzze che, agicrepitavano, case e

pntatlo

[tcsvts

quinqurzio cinque, OXov

gara,
il

quinque

navi di cuoio, ecc. Fra i giuochi di societ, oltre al cttabo [V. Cttabo'], v'era
il

cinque];

pugilato [lotta coi

pugni

Tavoliere, simile al nostro giuoco della dama o degli

201

Gru
vedersi,

due giuocatori con cinque piegiuocavano


scaccili:
i

era

la

Lotta

dei

truzze per ciascuno, sopra

una tavola divisa da


que
linee.
Il giuoco dei dadi:
[y.\)[i.^oi

cin-

galli; galli gi nutriti di agli, per essere pi furiosi, e armati nelle zampe

due

di

acuti

sproni

metallici,

3 dadi
ave-

venivano lanciati l'un contro l'altro, sopra

tessrae]

un

tavolo.

vano
e si
solo

facce parallele 1 e 6 occhietti; 2 e 5; 3 e 4,


sulle

Questo gioco divertiva specialmente


so
i

gli Ateniesi, pres-

gettavano da un bsa forma di cono [tur-

quali,

dopo

le

guerre

ricula

Tcpyof;],

conte-

nente nell'interno piani a


guisa
di gradini.
.si

persiane, si dava ogni anno un simile spettacolo, fornito nel teatro a spese dello
Stato.

Il

getto
di

migliore

cMamava

EUano narra che Temistocle,

Venere, e si aveva quando ciascuno dei tre dadi mostrava 6 occhi; il peggiore
invece [getto del cane o del
vino]
si

osservando
si

due

galli

che

azzuffavano, incit

l'esercito

ad

atti di valore,

scun
Simili

aveva quando dado mostrava


ai

cia-

dicendo che, se i galli combattevano con tanto acca-

un
gli

occhio solo.

dadi

erano

nimento per l'onore della vittoria, i soldati dovevano pugnare con maggior
valore, perch si trattava di difendere la patria e quanto di pi caro abbia-

Astrgali [ffTpdcyaXoi.], che erano tali fatti di ossicini

con 4 facce almentre le due faclungate,


di animali

mo
poi

in essa.
si
i

d'allora in

ce esterne, rotondeggianti,

allevarono

a bella

non avevano numeri: negli astrgali quindi mancavano i numeri 2 e 5. I fane le fanciulle gettavano in alto 5 astragali e
ciulli

posta vertimento.

gaUi per simile di-

Erano
gliori,

preferiti,
i

come miTanagra

galli

di

e di Eodi.
Si

poi

li

ricevevano sul dorso

amava molto

della

mano.

colo

lo spettadei combattimenti di

Un
ra,
i

altro giuoco era la

Mo-

in uso, anche oggi, fra nostri contadini.

si cacciavano, allevavano e si addestravano a questo giuoco. si

quaglie, che

Giuoco assai dilettevole a

Un

giuoco particolare con

GI
le

202
Lo
stito

quaglie consisteva nel porle in giro sopra una tavola rotonda e colpirle nel-

spettacolo veniva alledaT editor munerum

la testa.

CM

mirava giusto,

guadagnava la quaglia. Gutrna [luturna] ninfa latina delle fonti, sorella di

e annunziato con pubblico avviso [munus gladiatorum]. Il suono deUa tuba

dava
del

il

segnale

dell'inizio

combattimento:

colui

Turno che, amata da Giove, ebbe in dono l'immortalit e

sulle

potere di regnare acque. Da lei e dal


il

dio
il

Giano nacque Fontus,


dio
delle

cbe soggiaceva, poteva invocare la grazia del popolo, alzando l'indice; se gli spettatori esaudivano la preghiera, sollevavano il

gennaio, era stato eretto un tempio nel campo Marzio, le si

acque. L'il giorno in cui le

pugno

chiuso

col

polHce

dentro [pollcem premere']; se volevano invece che il vinto fosse firipiegato


nito,
teso,

celebravano

luturnala.

tenevano

il

pollice

L'acqua della sua fonte, fra Laurento e Arda, presso i monti Albani, si collegava col fiume Kumico, era molto salutare, e si adoperava a Eoma in quasi tutti
i

in gi, come se con esso volessero infilzare qual[pollice verso}.

cuno
cie
i

Notevoli, fra le varie spedei


gladiatori,
i

erano:

Bestirii, che

lottavano
Eezirii,

sacrifizi.

contro le belve;

Il

suo

nome
per

quindi deriva
essere
salu-

da iuvare
utile],

[giovare,
l'efficacia

quali combattevano, avendo nella destra una rete


[retia

reti]

che cerca-

tare delle sue acque.

vano buttare

Gladiatri [Gladiatores] erano prigionieri di guerra, che venivano affidati a un maestro \lanista] per esercitarsi a combattere con valore, con destrezza, con

l'avversario, stra un tridente;


rii,
i

sul capo dele nella sinii

Laqueai

sottentrati pi tardi

Eezirii,

una
cio,

quali portavano spada corta e un lacil

che cercavano lanciare


corpo dell'avver-

compostezza [gladus = spada], in modo da attrarre l'ammirazione del pubblico, innanzi al quale davano spettacoli di combattimenti.

contro
sario.

Gluce

[Glauce] figlia di Creonte, re di Corinto, and

sposa a Giasone,

il

quale

203
per
lei

GE
[Glycra, FXuxpaJ fanciulla di Sidne, povera,

abbandon Medea.
le

Glicera

Questa, per vendicarsi, mand nna veste avvelenata:

ma

di straordinaria bellez-

come Glance

l'ebbe

indossata, fu investita da orribili fiamme: cerc scuoterle,

za, cbe esercitava il stiere di far corone.

me-

ma

sotto l'impeto del

Pusia, celebre pittore, cbe era innamorato di questa


fanciulla, la rappresent in un dipinto, intenta a in-

movimento, quelle aumentavano, si che la povera fanciulla, divenuta una torcia infiammata, ne rimase
bruciata e uccisa.

corone di fiori. Col nome di Glicera sono indicate due donne, amate
trecciare

Gluco [Glaucus, XIII, 916968] figUo di Capo o di Pnbo o di Poseidone o di Antbdone, dio marino
cbe predice l'avvenire. Si diceva cbe fosse stato pri-

l'una da Orazio, l'altra da

TibuUo.

Gordiano nodo [nodus Gordii]

il

nodo

fittissimo

con cui
cato
al

il

giogo era attactimone del carro

ma un

marinaro

e,

nella

spedizione degli Argonuti, l'architetto e il timoniere


della

famoso, cbe Grdio aveva collocato, in onore di Giove, nell'alto della fortezza.

nave Argo. Avendo

Un

oracolo aveva predetto

buttato

sopra un'erba un pesce semivivo e, avendo-

gli

veduto

riprendere

la

vivacit

primitiva, aveva mangiato di quell'erba e si era sentito subito tratto a

lanciarsi

in
e

mare;
Teti
lo

Oceano
dio.

perci fecero

cbe cbi avesse sciolto quel ottenuto avrebbe nodo, l'impero dell'Asia. Giunto Alessandro Magno a Grdio, citt della Lidia, ove si conservava il carro, cerc di sciogliere il nodo, ma

non
tagli

essendovi riuscito, lo

Delo era
lo

sua sede, e in quest'isola egli istru Apolla

con la spada, dicendo che non importava il modo con cui esso venisse
sciolto, e cosi fece credere si fosse compiuto l'ora-

nella

vaticinazione.

Si

rappresentava come un
veccMo, con capelli e barba lunghi e ispidi e col corpo terminante in coda
di pesce.

che

colo.

Grdio [Gordum]
residenza dei re
struita,

antica
frigi,

co-

secondo la leggen-

GOB.

204
un contadino: Gr-via

da, da
dio.

locato

nella

fortezza

di

Mentre costui andava


che
di Gio-

Gordio.

un carro, per la menava al tempio


su
ve,
e,
i

Gorgoni [Gorgones,
vsq]
figlie

di

Forco
delle

Fopye di
Grie.
vio-

Frigi lo incontrarono

Ceto,

sorelle
tre:

seguendo un oracolo di Giove, lo elessero re. Il carro fu recato nel tempio: Alessandro Magno poi
tagli
ficioso

Erano
lenta

StJino, la

[aOsvco

sono

po-

tente, violento]; Eurale, l'errante [epaXo? spa-

con

la

spada
[V.

l'arti-

zioso];

nodo.
della

Gordio].

nante
Ssfov

Grdio [Gordus]
tadino

era

un

con-

[[xSco

Medusa, la domi= domino; [xssignore].


alati, orribili

Frigia:

men-

Erano mostri

tre arava, un'aquila, posatasi sul giogo dell'aratro,

vi

rimase
si

fino

alla

sera.

terribile]: cinte [yopy? di serpenti nel capo e in tutto il corpo, le Gorgoni

Mentre
tare
gli

recava a consulindovini Telmisi,

rendevano
avessero

di

lunque uomo

pietra quao bestia a cui


gli

incontr una giovinetta


stirpe, la quale lo consigli a sacrificare a

fssati

occhi:

della loro

abitavano nei campi gorgnei,


il

Giove. Condottala con

se,

nella Lidia, presso giardino delle Espridi.

perch gl'insegnasse il modo del sacrificio, la spos ed ebbe da lei il figlio Mida.
Sorte in seguito dissensioni
tra
i

[V.

Medusa}.
427]
[v.

Gradivo [Gradivus, VI,

Marte

ivi]

colui che
[gra-

marcia nella battaglia


marcio]. Grie [IV, 772-775]
dior

che

Frigi, l'oracolo rispose esse sarebbero finite,

figlie di

per opera di

un

re che saloro, sopra

rebbe venuto a

un un

carro.

Venuto
sul

fra loro

Forco e di Ceto, sorelle deUe Gorgoni. In origine erano due: Pfredo ed nio,

quale stava carro, Gordio con la moglie e col figlio, il popolo ritenendo che quegli fosse il preannunziato dall'oracolo, elessero re Gordio.

come
se
za,

in Ovidio; in seguito

ne

aggiunse una terDino. Erano vecchie

[ypaui;

di
si

un dente comune,

vecchia], fornite che

riconoscenza, il carro fu dedicato a Giove, e col-

Per

e vivevano nei

scambiavano a vicenda, campi gor-

gnei, nella Lidia, nei quali

205
non penetrava
raggio
di

GITE

timo
Poich

di

Achille,

Kstore,

sole, presso le sorelle Gorgoni, di cui erano le cu-

l'illustre

parlatore.

stodi.

Granico [Granicus, XI, 763]


fiume della Misia, che scaturisce dal Gtylus, uno dei giogM del monte Ida, e

navi greche non muovere da upotevano lide, per mancanza di venle


ti,

l'indovino

Calcante

aveva detto che bisognava placare Artemide adirata


glia
sti

sbocca nella

Propntide.

Come
mo,

dio fluviale, padre di Alessroe, amata da Priail

col sacrifizio di Ifigenia, fidi Agamennone, quesacrific la figlia.

quale ebbe da lei il figlio saco. Grazie [Gratiae]. V. Cariti. Guerra di Troia. La guerra di Troia fu combattuta dai principi greci contro i Troiani, per vendicare il ratto
di Elena, moglie di Menelao, re di Sparta, compiuto

Giunti i Greci a Troia, assediarono la citt: l'assedio dur 10 anni [1090-

1080 av. Cristo], con svariate vicende e molti conibattimenti,


ai

quali

per

non prese parte


perch,

Achille,

da Pride, figlio del re di Troia, Priamo, quando fu ospitato a Sparta, nelle


case del re.
L'esercito

indignato contro Agamennone [il quale volle gli fosse ceduta da Achille la schiava Briside, in
sostituzione di Criside, la

quale egli aveva dovuto restituire al

comando re di Argo
tello

greco, sotto il di Agamennone,


e Sicine, e fra-

padre

Crise, sa-

Menelao, formato da 100.000 uomini, su 1186 navi, si trov ancorato nel porto di ulide, neUa Beodi
zia.

cerdote di Apollo, per far cessare una pestilenza, mandata dal dio al campo
greco],

si

era ritirato alle


i

navi presso

suoi soldati
e

Mirmidoni
i

non

aiu-

Gli eroi greci pi


oltre

il-

lustri,

Agaraennone,

erano: Menelao, AcMlle, il pi forte, Aiace Telamnio, il pi forte dopo AcbiUe,

Greci nelle battaMa quando fu ucciso glie. da Ettore l'intimo suo amico,

tava

Patroclo,

Achille

usci

in

campo
dei

e,

dopo

molte

Diomede, Idomeno,
il

Ulisse,

lo,

pi ingegnoso, Aiace d'OiPatroclo, l'amico in-

Troiani, uccise Ettore, il pi forte di essi, e lo trascin legato al carstragi

GUE
sotto

206
gli

ro, intorno alle porte Sce,

occM del padre Priamo, della madre cnba,


della

anche Pirro, figlio di Macane, figlio di Esculpio, medico dell'eto


Achille,
sercito greco, e altri soldati.

moglie

Andro-

maca

che, inorriditi, guardavano lo spettacolo, dalle

I Greci abbandonarono
cavallo
sul

il

campo

e,

pei

torri della citt.

Altri valorosi guerrieri troiani erano: Enea, Sarpe-

bocca di Sinne [un greco che finse di essere fuggito


dal

campo Acho]
il

fecero

dnte. poi ucciso

Tucro.

Achille fu

credere che
stato

cavallo fosse

una

da Pride con freccia, che lo colp al


[il

lasciato

come dono
Troiani
il

Minerva.
e,

vi

tallone

solo

punto vul-

credettero
siglio

contro

conessi,
le

nerabile del suo corpo], e Pride fu trafitto da Filottte.

dei maggiori di

lo

trascinarono

dentro
i

mura, per consacrarlo


di. "Nella notte,

agli

Ma

Troia non poteva es-

sere conquistata, finch conservasse il Palldio den-

greci uscirono del cavallo; a

dai

guerrieri fianchi

un

segnale

mura; perci esso fu rapito da Diomede e da


le

tro

Ulisse.

E
citt

poich le

della

mura non potevano


si

abbattersi con la forza,


ricorse
all'astuzia.

convenuto, la fiotta, che stava nascosta dietro l'isola di Tnedo, si avvicin e l'esercito sbarc. Troia fu allora data aUe fiamme, la

Epo,

maggiore parte dei


dini

citta-

per consiglio di Athna, costru un cavallo di legno,


nei cui fianchi
Ulisse con
rosi
i

si

nascose

furono uccisi e gli altri condotti come schiavi. Enea, con un piccolo grup-

suoi pi valo-

po di

superstiti, si salv

e,

compagni.

messosi
lidi del

in

viaggio,

dopo
ai

Oltre Ulisse, erano nascosti, nel ventre del cavallo,

molte traversie, giunse

Menelao, Epo,
figho

il

costrut-

Guerra

Tevere. [V. Enea]. dei Sette a Tebe.

tore del cavallo, Tessndro,


figlio di

te,

Stndo, Capano, AcamnfgKo di Teseo, Tonte,

di Polinice,

Etocle e Polinice, figli di Edipo e di Giocsta, dopo


la

morte

del padre, stabi-

lirono

che

avrebbero
il

re-

figlio di

Andrmone,

re di

gnato un anno per


no. Etocle, ch'era

ciascu-

Calidne, Keottlemo, det-

mag-

207
giore,
finito

lAD

regn per primo; ma,


l'amio di regno, non

battenti, venne deciso che Eteocle e Polinice combattessero fra loro. Kel duell

volle
e

abbandonare
cosi la

il

trono,

provoc Guerra dei Sette a Tebe. Polinice ricorse ad Adra-

famosa

rimasero tutti e due uccisi. Creonte, fratello di Giocasta, che intanto aveva
preso la reggenza del governo di Tebe, ordin che si desse la sepoltura a Eteo-

sto, re di Argo, del quale aveva sposata la iglia Argia e, con un esercit di-

viso in sette gruppi, capitanati da sette generali,

sotto
di

il

comando

in capo

ma viet, sotto pena di morte, cbe si seppellisse Polinice. Questi per, concle,

Adrasto, assedi le set-

tro

te porte di Tebe, cle si era chiuso

ove Eteocon le sue


degli

il divieto, fu seppellito dalla sorella Antigone. [Vedi Antigone].

forze,

per la difesa.

sette

comandanti
assedianti
Polinice,

Dei sette generali cbe capitanavano gli eserciti assedianti, torn vivo soltanto Adrasto: tutti gli altri

eserciti

erano:

Adrasto,

Tido,

Capano, Ippomednte,
Amfaro, Partenopeo. Dopo una lunga lotta, nella quale perirono la maggior parte dei comandanti di entrambi gli eserciti com-

perirono in battaglia.
ripresa, dieci

La guerra fu

anni pi tardi, da Adrasto insieme coi figli degli altri


sei generali uccisi. (T.

Epi-

goni].

I
tadi

piovose [usiv piovere], fgHe di Atlante e di Plione o tra, so-

[Hydes]

le

Erano ninfe che


ve
psTinfe

si

diceva

fossero state nutrici di Gio-

Dodone] e di

relle delle Pliadi,


te:

sono

set-

Fesle, Coronide, Clia, Feo, Eudre, Amalta, Dione.

Era

nomi

delle adi,

troviamo anche Adrte e Ambrosia.

Dioniso [Kinfe Mse]. Giove, per gratitudine, le trasform in stelle, e ne form la costellazione che ha il nome da esse. Essa forma la fronte della Co-

lAM
stellazione del

208

Toro
7 la

e,

col

suo

sorgere
delle

[dal

al

21
sta-

nome

salentina; di

ebbe

anche
e

il

Messpia

di

maggio] comincia
gione
errata,
le

Calabria.

Fu

detta cosi

dal

piogge. I

Eo-

mani, per una etimologia


le

suo eroe eponimo lpige. ibi [Ibi] uccello che ha le

dissero Suculae,
[5?

Forcelle

gambe
il

il

collo lunghi, e

porco].
figlio

axno [lmus,
di

"la.\i.oQ]

becco ricurvo: simile aUa cicogna e vive in Egitto.

Apollo

di

Evdne,
e ca-

la

caccia

alle

ca-

celebre

Taticinatore

vallette e ai bruchi; perci


gli

postipite degli lmidi: la famiglia dei vati e dei sacerdoti di Olimpia. La ma-

Egiziani lo veneravano,

e punivano con la pena di morte chi uccidesse un ibi.

dre lo aveva dato alla luce


in

un

fitto

bosco dell'Arcal'Alfo,
le

era

Si credeva che, quando l'ibi portato fuori dall'E-

dia,

presso

e l'aviole
al-

veva deposto fra


[l'ov

viola].

levato dal re
to giovine,

Venne pyto e,

gitto, si lasciasse morire di fame. Icrio [Icarius] ateniese. Sot-

fat-

to

per ordine di Apollo, si rec a Olimpia, ove traeva vaticini dalla

il governo di Pandione, Dioniso gli dette un tralcio

di fare

di vite, e lo istru nell'arte il vino. Percorren-

voce degli uccelli e dalle


pelli brucianti delle vittime.

do

il

paese con otri

pieni

lo stesso

che Giamo.

lnzio

[Hyantius

beta;

di vino, per diffondere la cultura del vino, alcuni pastori, avendo visti ub-

III, 147]. Gli lantes erano un antico popolo pelsgico,

briachi dei loro compagni, credettero che Icario li

cbe abitava

la

Beozia.

lpige
figlio

['Mttu^, XIV, 458] di Licane, fratello

avesse avvelenati; perci gettarono in una fonte e


seppellirono bero, su rimetto. Quivi
figlia

Io

lo
al-

sotto

un

e di Peuczio, emigr in Italia con una colonia di Cretesi, e occup


di
la parte sud-est della
glia,

Bno

la

Ergone, accompagnata dal fedele cane Mira,


essa

Pu-

trov la tomba, e su
s'impicc.
Icario,
col

cbe da

lui

fu

detta

lapigia.

lapgia [lapyga] la parte meridionale della penisola

bicchiere, sarebbe stato posto in cielo,

quale Boote o Arturo;

Eri-

209
gone,
della

ID
con un carro alato,
di Poseidone, per sotad Apollo, che se
lo

nella

costellazione

rapi

Vergine, Mira. in quella del Cane. caro [Icrus, Vili, 195] figlio di Ddalo, vol insieme col padre dal labirinto
di

dono
trarla

ne era invaghito. ApoEo


insegui
e
lo

Messene.
tarsi

Ida
dio,

raggiunse a os cimen-

Creta,

mediante

ali

di

col
i

ma

Giove

cera;

ma

essendosi levato

separ
sci la

combattenti, e la-

troppo in alto, le ali si liquef ecero, ed egli precipit nel mare Ego, presso l'isola di Samo. Perci quel tratto di mare fu detto

e il fratello Linceo, presero parte alla caccia di

che Ida

scelta a Marpessa, scelse Ida.

Icrio

[V. Dedalo].

celo [Iclos, XI, 640] figlio del Sonno e fratello di Morfo, Fobtore, Fntaso. da [Ida o Ide, Vili, 224] alta catena di monti clie dalla Frigia si estende a

Calydne, alla spedizione degli Argonuti, e furono poi in lotta coi Discuri, loro cugini, perch le figlie
di

Leucippo

[fratello

di

traverso la Misia e la Trade,

Afareo], Fbe, promesse agli Afaridi, furono rapite dai Discuri. ISTeUa lotta Ida uccise Castore, ceo.

Plira

e
culto

culmina
di

nelle

due

Polluce uccise

Lin-

vette:
il

Grganon [celebre per

tylos.
glie,

Era
e

Cible] q Kricca di boscail

Idlo [Idalum] monte nella parte orientale dell'isola di


in cima al quale sorgeva im tempio di Afrodite, che perci aveva anche il nome di Idlia . Ida madre [Idaea mater] la dea Cible [v. Cible], a
Cipro, cui
si

da essa scaturiva
scorreva

fiume
to,

Scamndro o Xnche
sotto nel

Troia.

Un

altro

monte Ida
di

centro

Creta, celebre perch quivi fu nascosto e allevato Giove fanciullo.

dell'isola

tributava

un gran

[V.

da
[il

[Idas]

figfio

Giove]. di

culto sulle pendici del monte Ida, nella CTrade: aveva


al suo seguito
i

Afaro
di

Dttili Idi.

quale Tindaro]
fratello di

era
e
di

fratello

[V. Bttili].

Arne,

Spos
i

Marpessa,

Linco e di Fiso. che egli

Ido [Idaeus] figlio di Drdano e di Chyse, pass con suo padre nella Frigia, ed

Stano, Dizionario di miti e leggende.

IDM

210
potente,

occup i monti Idi, cosi detti da lui, ove introdusse


il

culto della

madre

Cible.

Idmne

fgUo ["IS[xo)v] Apollo e di Asteria, era

di

che una freccia che ne fosse intinta produceva infaUibilmente la morte. Infestava le camdin-

un

vate che prese parte aUa


degli Argonupur sapendo clie vi avrebbe avuta la morte. Mori infatti neUa Bitinia,

pagne e le mandre dei torni deUa palude di


na, presso Argo.

Ler-

spedizione

ti,

Ercole la uccise, compiendo cos una delle dodici


fatiche impostegli
risto.

da Eu-

di malattia,

oppure ucciso da un cinghiale o da un


serpente.

Mentre combatteva contro


di essa, un granchio, mandato da Giunone in soccorso dell'Idra, morse a un

Idomeno [Idomenus,
'ISo[XVU(;]
figlio

di

Deu-

caline, cretese, nipote perci di Minsse e di Pasfae.

piede Ercole,
schiacci.
Il

ma

l'eroe

lo

Fu

Troia
IsTel

con

ottanta
dugli

granchio fu mutato
del dei
il

nella

navi.

ritorno da Troia,

Costellazione

Cancro,
dodici

promise

ISTettuno,

eh '

quarto

rante una procella, che

segni dello Zodaco.

avrebbe

sacrificato ci

che

Idrulo [hydraulus] era un


organo ad acqua, composto di sette canne, parte di bronzo, parte di giunco, in cui le colonne d'aria, per

prima

avesse

incontrato.

Appena approdato a terra, venutogli incontro il figlio, lo sacrific; ma nella sua


terra

sorse

una

terribile

mezzo

dell'acqua,

erano

pestilenza,

in

Italia,

e ripar allora nella provincia

messe in movimento e producevano i suoni. Era stato


inventato
Ctesbio.

Salentina [Calabria], ove co-

dal

meccanico

un tempio ad Athna. Idra di Lerna [Hydra Lerstru

naea] serpente mostruoso, nato da Tifne e da Echidna: aveva cinquanta teste che, anche recise, rinasce-

Al tempo di Kerone, se ne invent una nuova costruzione, descrittaci da Vitrvio, per cui lo strumento
.

si

suonava per mezzo


tastiera.

di

vano,

se

aUa parte

recisa

una

non si applicava il fuoco. Emetteva un veleno cosi

Idrofrie [x

6Spo9p!.a] festa del 'portar Vacqua, che

^*

211
in

lEB

Atene e in altre
si

citt

greclie

celebrava, in pri-

mavera, per ottenere il favore degli di Chtnii [gli


di indigeni] e per l'espiazione dei morti [uScop

attendevano agli uffici pi umili del tempio e del culto. Erano in parte scMavi e in
parte
i

liberi,

d'ambo

i sessi,

quali, per elezione o per

acqua,

porto]. In Atene, questa festa cadeva nel mese di Antestecpspco

legati fondati da forestieri, divenivano servi del tem-

pio [hpQ

rine
quella

[febbraio -marzo]:

in
fu-

servo]. Divisi in classi, essi atten-

sacro,

SouXot;

circostanza
gettare

si

sole-

devano
canto,

alla

musica

al

vano

vittime

esercitavano

l'agri-

nebri, insieme con focacce di farina e di miele, in un

coltura, pascolavano le
greggi sui terreni di propriet
del

baratro cbe si trovava nel terreno sacro a Ga e a

tempio, portale-

vano acqua, tagliavano


ecc.

Giove Olimpio.

La

festa

era celebrata in
diluvio
di

onore di quelli cbe erano


periti nel

Deusi ri-

gna, Spesso si trovavano da 3000 a 6000 addetti a un santuario: in alcuni templi


di

cg.nne, le cui

acque

Afrodite le

donne ad-

teneva fossero
quel baratro.

scolate

in
sa-

dette al culto prostituivano il loro corpo a vantaggio del tempio.

lerocrice [IspoxYjpu^]
eleusini,
il

cerdote, araldo dei misteri

lerofnte

[IspoqjvTT]?] la

pi

quale aveva alcune funzioni comuni, circa la cura dei sacrifci, con
il l'epibmio [m^[iioc, curatore dell'altare: ^c^lq

alta carica sacerdotale nei

misteri eleusini, a cui spet-

tava, nel dramma mistico, l'indicazione del sacro sim-

bolo

[Lp(;

= sacro, paivco =
alla

altare].

indico].

Apparteneva

La scMatta
crici
si

dei primi iero-

stirpe

faceva discendere da Hrines e da una figlia di


Ccrope, oppure da Cryce,
figlio

aveva a

degli Eumlpidi, e lato una sacerIstrui-

dotessa, tspcpavTL?.

va nei misteri
te
il

di

Eumlpo

sacro, x^pu^

[isp?

eleusini,

ma

suo ufficio era specialmencanto.

araldo].

lerduli

[tspSouXot] erano una classe di uomini cbe

leromanta

[LspofxavTsia] era ir vaticinio tratto daUe

TEE

212
=
chiamata Ifigenia. [V.
genia].
J/?,-

interiora delle vittime [isp? vatisacro, [icojxda.

cinio].

Melo
[IspofXTjvla]
il

fiele

['I^ixXyji;]

fi-

leromena
tempo sacro

glio

del

sacro, ^7]v

mese [Upq
mese], che
giorni,

durava uno o pi
secondo la festa.

Amfitrine e di Alcmna, fu fratellastro di Ercole e padre di lolo. Prese parte alla caccia del cinghiale calidnio e a padi

Durante questo tempo, cessavano tutti gli affari, n


si

recchie

spedizioni

di

Er-

sa
la

poteva intraprendere coalcuna clie disturbasse


solennit
di
della
festa.
[IspoTcoLot]

cole, cadde in un combattimento contro i figli di Ippoconte, e mor a Penco, nell'Arcadia, dove fu

leropoi
strati

magi-

onorato come eroe.


fde [Iphis, IX, 666-797] figlia di Ligdo e di Teletsa,

Atene,

era

affidato

quali l'incarico di

ai

ordinare le feste religiose


e provvedere ai sacrifci, di amministrare i beni dei

templi e di sorvegliare sui


tesori e sugli oggetti preziosi [sp^

nata a Greta. Poich Ligdo, prima del parto, aveva detto che avrebbe ucciso il neonato, se fosse stato femla

sacro, TToico

opero].

mina, Teletsa, partorita bambina, fece credere al marito che fosse maschio. Visse cos Ifide fino

fi pCpliis,

XIV, 698-758] giovine di Salamina in Cipro;


della

innamoratosi

nobile

a quindici anni, quando il padre le destin in isposa

fanciulla Anassarte, della stirpe di Tucro, non es-

una
figlia

bella
di
si

fanciulla, laute Telste. Teletsa

sendo riamato, si appicc presso la porta di lei. Mentre Anassarte,


stra,

allora
di
le

rec e
la

al

Iside

dea,

dalla fineil

vedeva portar via

corpo del giovine, fu

mu-

tata in pietra da Afrodite. Ifianssa [IpManassa] era figlia

preghiere della trasform Ifide in giovine maschio, s che si celebrarono le nozze.

tempio dopo madre,

Ifigenia
vEta,

[Iphigenia,

'I^iys-

di

Agamennone

di

Giocstra, e sorella di Oreste, di Elettra e di Griso

XII, 31] figlia di Agamennone, re di Micene, e


di

Glitennstra,

sorella

di

tmi. Presso

tragici, essa

Oreste e di Elettra. Quan-

213
do
i

IGI
sacrificassero

Greci

non potevano

si

ad Arteche

partire dal porto di nlide per Troia, trattenutivi da

mide

tutti

forestieri

giungessero in quella terra] ch'essa prendeva la sta-

m
111

una calma

di

mare man-

data da Artemide, la quale era adirata contro Agae Menelao, l'indovino Calcante, disse che bisognava sacrificare Ifige-

mennone

tua della dea, per purificarla nel mare insieme con le due vittime, Oreste e
Pilade.
fto

nia alla dea.


s'indusse

Agamennone
condurre
per
il

fu

[Iphtus] re deU'hde, contemporaneo di Lila Grecia fu infe-

al

curgo.

campo
fizio,

la figlia

sacri-

Quando
condo
colo
il

col pretesto di darla in isposa ad Achille. Ma,

stata dalla peste, egli, se-

responso dell'ora-

mentre
per
il

tutto

era

pronto

sacrifizio,

sottrasse la

Artemide vergine in una

Delfo, ristabili i giuochi Olmpici, che erano rimasti interrotti da molti


anni.
di Giunne, si lisTel tempio conservava il disco di Ifito, sul quale erano scritte le leggi che disciplinavano i

di

nube, la trasport nella Turide [Crimea], e sostitu a lei una cerva, nel sacrifizio.

In Tauride, Ifigenia attese al culto crudele di Artemide


Turica, finch suo fratello
Oreste, dopo
l'uccisione del

giuochi.

Igia [Hygia]
lpio
e

figlia di

Escudi

di

Lampzia o

drudo e della madre, giunse ivi con l'amico Plade, per


consiglio di Apollo, per ra-

Epine, era dai Greci venerata come dea deUa sasalute]. Suoi fratelli erano i medici omelute [uyisia

portare in Grecia l'immagine deUa dea [vedi


pire

rici

Macaone
sorella

Podalirio,

Essendo stato preessere so, Oreste doveva ucciso da Ifigenia, la quaOreste].


le,

sua

era

Panaca.

Si rappresentava come una florida vergine, avente nella sinistra

invece,

riconosciuto

il

una coppa,. nelessa

fratello, fugg con lui, portando l'immagine della dea dopo aver fatto credere a Tonte [il re della Tauride, il quale aveva ordinato che

la

quale

abbeverava

un

serpente.

Sidone, nel tempio di Esculpio, vi era una statua di Igiea, coperta da

IGN

214
sa

un

velo, alla quale le donne Sicionie offrivano le loro

allev

il

fratello

Polye

dro, che

le era stato affi-

chiome.

dato
era,

come

suo

figlio,

Ignomnia [ignominia]
presso
i

fece passare per Polydoro


il

Eomani,
dell'onore

la dimi[existi-

.suo vero figlio Deflo.


i

nuzione
matio], la

Quando

quale aveva luogo quando il censore, con


l'esclusione

Greci, per struggere la schiatta

di-

di

dalla

trib

dalle centurie dei cavalieri

Priamo, persuasero Polymstore a uccidere Polydoro, promettendogli la ma-

dal

un

senato, dichiarava cittadino indegno del

no

grado
ila

che

aveva

tenuto

di, Elettra e una grande quantit di oro, egli uccise, a sua insaputa, il profiglio.

fino allora.

prio

Dopo, per
j

isti-

[Hyla] figlio di Tiodamente, re di Misia, fu compagno di Ercole, insieme


col quale and,

neUa spe-

dizione degli Argonuti, in Clchide. Quando giunsero


sulle spiagge

Polydoro che aveva saputa la cosa, fu accecato e ucciso da Ilione. Ilsso [lUssus] fiume dell'Atche scaturisce dal tica, monte Imtto, scorre a sudgazione
est di Atene, e si versa nel
gohtO: di

di

deUa Trade,

mandato col suo compagno a terra, per cercarvi acqua. Ma, entrato in una selva [uXv) = selva],
Ila

fu

Egina. Pi che un

fiume,
le cui

esso

un

torrente

acque erano ritenute


che,
bella
sulle

sacre.

fu divorato da qualche bestia anneg in qualche


torrente.
lio

Si

diceva

sue

rive,

Brea avesse rapita


figlia
di

[Ilum]

era

Troia,

la

Orinzia, la Eretto.

ch
Ilo

quale chiama vasi IHo, persi diceva fondata da


II,

Iliia
Oltre
si

[Ilithyia,
la

ElXdQuia,
parti.

IX, 283]

dea dei
e

pronipote di Bar-

Hra

Artemide,
parti,
al-

dano, padre di LaomednTroia]. Ilone [Iline] era figlia del re Priamo, di Troia, e mo[V.
glie di
te.

che presiedevano ai
tre
Ilizie,
figlie

nominavano parecchie
di
di

Giove

Polymstore, re di
es-

non
il

Hera. L'etimologia abbastanza sicura:


avvicinarsi
al

Tracia.

nome pu

Secondo una tradizione,

verbo slXw

stringo, in-

215
calzo, accennaiido al parto,
alla radice XuG,
'pypyLcci

ILO

Ilti [Hilotae, eiKcxsc,, siKSTKi schiavi, dalla ra-

=
cio

vengo, indicando l'ufBdella dea che viene a


il

dice

ek-cdpi(

erano

quella

prendo], parte della

favorire
lio

parto.

di

[HyHus, IX, 279] fgUo Ercole e di Deianra,

popolazione originaria di Sparta che, dopo l'invasione dei Dori nel Pelo-

spos Ile, clxe era stata rapita da Ercole. [V. ivi}.


ilo

ponneso essendo stata assoggettata, perde la propriet

Tro e di padre di LaoCallirlie, mednte. Essendo rimasto


[Ilus] figlio di

fondiaria

la

li-

bert personale. Essi erano quindi schiavi deUo Stato


e

vincitore
nella

in

un certame,
quel
re
gli

non avevano
in

altro van-

Frigia,

diede 50 giovani e 50 fan-

come premio e, secondo un oracolo, una vacca dalla pelle screziata, con l'ordine di fondare una citt, dove questa si posasse. Fermatasi la vacca su
ciulle

con taggio, schiavi comperati [Sougli Xoi]j se non quello di non


confronto

poter essere uccisi dal padrone, n venduti fuori


paese.

Lo Stato

li

concedeva

alle

un coUe
vi

singole famighe, perch se ne servissero. Coltivavano


i

della

Frigia, egli

fond Ilio e, avendo pregato Giove di mandargli


il giorno trov innanzi alseguente, la tenda il Palldio. [Vedi

campi nei quali abita-

vano, ed erano obbMgati a dare ai padroni una parte


dei
pi*odotti,

qualche

segno,

stabinta

dalle leggi [olio, vino, orzo]; il resto andava a loro

Palladio}.

Ilnome

[Hylonme, XII, beUa fanciuUa, 404-428]

vantaggio. In tempo di guerra, erano obbligati aUe armi, nel corpo degli ar-

preferita in

amore

dal gio-

mati
navi,

alla
essi

leggera;

nelle
la

vine centauro Cllaro. Quando questi cadde trafitto da

formavano
battaglia
circa

ciurma.

un dardo,
tra
i

nella lotta sorta

Prima

della

di

nelle

Centauri e i Lpiti, nozze di Pirito e


ella
si

Luttra,

gli Iloti

erano in
224.000.
predi-

numero

di

Ippodama,
col

uccise

causa

dei

servigi

medesimo

ferro.

stati,

potevano essere

IME
chiarati liberi dallo

216
Stato,
larsi]

ma non
tal

dai
si

privati.

In

perch la sposa, nella cerimonia delle nozze, an-

caso,

cMamavano

dava velata.

Neodamdi
nuovi
vo,
^y\\xoc,

[vscoSafxSs!,?

=
i

cittadini: vioc,

Imeno [hymenaeus]

era

il

nuo-

popolo]: gode-

vano
diritti

la libert,
politici

ma non
degli

altri

cittadini, e

formavano un

corpo separato nello Stato.

Imne [Hymen, Hymenaeus,


Tfi,7)v,

I,

480]

fgHo

di

canto nuziale che si cantava da un coro di giovani e di giovanette, mentre la sposa si conduceva in casa dello sposo, a differenza dell'epitalmio che si cantava, anche in coro, innanzi alla camera nuziale.

Apollo e di

una Musa
[il

[Cal-

lope, Urania, o Tersicore],

L'imeneo

era

detto

cos,

fratello di Orfeo

rappre-

sentante
col

delle

suo

canto

Muse cbe moveva i


rendeva

perch in esso si invocava Imne, il dio che presie-

deva

alle nozze.

sassi e gli alberi e

imero
di

[Imrus]

era

figlio

mansuete le fiere] e di llemo [l'inventore del canto lugubre]. Secondo una


tradizione.
ciulle,

Lacedmone
Taigte.

e della nin-

fa

Secondo

una
di

leggenda, per lo sdegno

Imene

liber

dalla schiavit alcune fan-

Venere, egli viol involontariamente la sorella Cleodce;

cbe erano state ra-

ma, accortosi
si

del

fat-

pite dai pirati; perci era il dio degli sponsali, invola

to

orribile,

butt

nel

cato nel canto nuziale, e cerimonia delle nozze

fiume che, da lui, prese il nome di Imero. Pi tardi, il fiume si chiam Eurta.
[V. Eurota'].

da lui, il nome di Imeno. Fu amato da da Esper e da Apollo,


prese,

Imtto [Hymettus, VII, 702] monte presso Atene, rinomato, anche ora, per il timo profumatissimo, per
il

Tamiri.

Era giovinetto
si

bellissimo, e

rappresentava coronato fiori e di maggiorana, avente una fiaccola nella


di

miele eccellente delle sue


qualit
del

e per la suo marmo.

api

destra
velo,

e,

simbolo

nella sinistra, un delle nozze

Imperatore
magistrato

{yi'i'gtiae

da nubere

[impertor] a cui, per

il

la

ve-

lex curiata de imperio, ve-

217
niva
cio
affidato
il

IMP
si

Vimperium,
dell'eser-

tutte quelle che

porta-

comando
il

vano

al mercato.

cito in guerra:

era soprasuil

La

riscossione

di

queste

tutto

comandante
durante

imposte era data in appalto


a esattori, i quali pagavano una determinata somma allo Stato.

premo,
della

tempo

spedizione.

Giulio

Cesare ottenne dal


il

senato
tor in

titolo

di imperaalto,

Imposte eventuali
xaTapx-y](jiaTa]

[Tcpoa-

un grado pi

che consiste-

cio a vita, col diritto di poterlo trasmettere in eredit ai suoi discendenti.


stesso

vano
cessi

nelle

spese dei pro-

e nelle

multe giudiStato riscuo-

Lo
a

ziarie

che

lo

avvenne sotto Aus


elle,

teva

direttamente.
[Lcr9op]

gusto,

poco

Tassa di guerra
imposta
rante
in
il

parola imperator poco, equivalse a prinoeps. Sotto l'impero di Tiberio,


Bleso fu l'ultimo clie cMuse la schiera degli imperatores, nel senso di supre-

la

capitale dutempo di guerra,


sul

proporzione agli averi di ciascuno, secondo l'istituzione di Solone. I cittadini, rispetto a questa
tassa, furono distribuiti in

mi comandanti
eeps, poicli
i

dell'eserci-

determiuati
(jLopiat],

to. D'allora in poi, il prin-

gruppi [au[i.secondo le sostan-

ducevano
i

la

generali conguerra sotto

ze.

Questa tassa era prima

riscossa direttamente dallo

suoi auspicii, tenne per il titolo di imperator.


i

Imposte. - Presso
]S"eIl'Attica e,

Stato, ma dopo, i 300 cittadini pi ricchi, che appar-

Greci,

in particolaad Atene, vi erano: re, Imposte stbili [xara^oXat] come gli affitti dei beni della BepubbUca, i dazi

tenevano alla prima simmora, erano obbligati a pagare anticipatamente la tassa intera aUo Stato, ed ave-

vano l'incarico di raccogliere le somme dalle simmore inferiori.

doganali del due per cento su tutte le merci d'im-

Gli stratghi stabilivano la

portazione o di esportazione cbe passavano per il


Pireo, la

somma

che doveva pagare

ogni simmoria.
liiturge [XetToupytat,] prestazioni personali, che lo

tassa

sul.

valore

delle merci vendute e su

IMP
Stato
dini

218

imponeva

ai

citta-

ria
tali

e la

tassa

su
i

capi-

pi riccM, e consistevano nel sostenere le


spese di certe solennit religiose o di altri allesti-

costituivano

tributa; le
in-

altre

imposte dirette e

formavano i vectigaUa. Fra i vectigala, le


dirette

menti necessari
pubblica
blico].
[leirc,

alla

vita

pub-

Le

liturgie pi no-

tevoli
delle

erano:

l'armamento

imposte dirette consistevano: in un decimo dei prodotti, che le province dovevano pagare in natura
all'erario,
fssa

[tplt) papaia], l'allestimento, del coro nel-

trirmi

in

una somma
conel-

che pagava ogni


delle

le

rappresentazioni
[xopvjyta], la

sceni-

mune
l'affitto

province,

cbe
si

preparazione deg spettacoli, che


offrivano nelle feste pubbliche e specialmente della corsa delle fiaccole [XajxTuaSyj^opia

o Xa^7raSy]Spo^ta],

per condurre alla il bestiame nei papastura scoli appartenenti aUo Stato, nel canone per la raccolta deUa pece nei boschi dello Stato, nel censo per
esercitare le peschiere pubbliche, per lavorare le miniere e le saline dello Stato.

Pappar eccMo del pubblico banchetto, dato a tutti i membri di una trib [artaaic,}, da un cittadino scelto
fra essa.
Il cittadino

Le imposte
il

indirette invece

che

si

riteneva

erano: cinque per cento sul valore degli schiavi che

illegalmente costretto a
prestazione, tro era pi ricco di

una
al-

perch un
lui,

po-

volevano liberare, i pedaggi sulle strade e sui ponti, i diritti di dogana


si

teva

obbligarlo

ad

accet-

tare la liturgia in sua vece e, se quegli rifiutava, ave-

nei porti, le tasse doganali ai confini delle province, la


tassa
ereditaria,

quea

di

va

il

diritto

di offrirgli la
[vTi-

vendita,
stria.

quella

sull'indu-

permuta
Socri.*;].

degli averi

DaUe

liturgie erano

esenti soltanto gli arconti, le donne fino al loro ma-

La Ha
a

riscossione

dei vectiga-

era

data
lo

in

appalto
publi-

grossi capitalisti,

trimonio e

minorenni.

cdni,

per

pi apparte-

Presso
Presso

Romani. Eomani

\tributa,

nenti all'ordine equestre, i quali, riuniti in societ, pa-

vectigala], la

tassa fondia-

gavano aUo Stato una som-

219

IND

ma

fssa,

ed esigevano

le

imposte. I tribnti invece erano


scossi

ri-

appositi impiegati, susceptres e exactres. Ma, con lo sviliippo del

da

nce pCynx, "luy^] chiamavano i Greci l'uccelletto che noi chiamiamo torcicollo . Esso fa il nido neUe cavit degli alberi e ha movimenti rapidissimi della

dominio

dite indirette

romano, le renaumentarono
'

testa

del

collo,

nel

a tal punto
av.
Cristo,
i

clie,

nel 167
il

fu
la

abolito

quale gli antichi videro una forza magica, atta a destare l'amore. Le donne

tributum e
stituirono

vectigaa

co-

costumavano andare a caccia di questo uccelletto: lo appiccavano, con fili di la-

rendita

pi

importante.

Inchide

[Inach.des, I, 753]

na

purpurei,' a

una ruota

pafo,

discendente

da

naco; egli figlio di Io, la quale figlia di Inaco..


[V.
,

fornita di quattro raggi e, mettendo questa in movi-

mento, traevano l'incanto


dai movimenti dell'uccello
e della ruota stessa. Nella mitologia, Ince si riteneva figlia di Pane e di Pitho o co. Con incan-

Epafol.
[Incliis,

Inchide

Iside, la cui fu identificata o, figlia di naco. [V. iw].

IX, 687] dea egiziana, con

inac [Incbus]
nasce presso
i

il

fiume pi

tesimi

essa

cerc

di

at-

importante dell'Arglide:
confini fra
ri-

trarre a

s
la

Giove, perci

Giunone
cello che,

mut
lei, si

nell'uc-

rArgKde ceve come


fiso e il

l'Arcdia, aJGauente il Oesi

da

chiam

ince

Obradro, e

ver-

Una

leggenda narrava che

sa nel golfo Arglco. Come dio fiuviale, figlio


di
il

Oceano e
diluvio
al
gli

di Teti: di

dopo
dai

Deucaline,
Argivi,

Giasone, ammaestrato in questo da Afrodite, fosse stato il priino a legare il torcicollo a una ruota con

condusse

quattro
girare,

piano, che egli rese abitabile traendo nel


fiume, cbe ebbe
lui, le
il

monti

raggi, e a farlo con parole magiche,

per

destare

l'amore

di

nome da

Medea.
Indigeti di [dii indigtes] erano, a Eoma, gli di patrii

acque cbe avevano invaso anche quel territorio.

Fu padre

di Io.

e locali,

cio gli eroi

INF
assunti fra

220
l'inganno e la violazione di alcune obbligazioni, che si ritenevano sacre, portava-

gli di, come Enea e Emolo. Infmia [infamia] era, presso i Eomani, una diminu-

zione

di

diritto,

inflitta,

no l'infamia. ino [Ino, III, 313],

figlia di

con editto del pretore, in conseguenza di azioni disonoranti o di mestieri per


s

Chi

vergognosi. era colpito

dall'infa-

mia [infamus] non poteva


presentarsi in giudizio, subiva certe limitazioni, e perdeva il ius suffraga et

moglie di Atamnte, il quale aveva prima sposata Nefle. Da Isfefele erano nati: JPrisso ed Elle; da Ino, Lerco e Melicrte. Poich Ino insidia-

Cadmo

va

alla

vita

dei
li

figli

di

honorum. L'infamia si infliggeva alle donne maritate o fidanzate


le quali concliiudevano, ri-

Kefele, questa rap di un ariete dal vello d'oro, per portarli in Clchide, regione a oriente del mar
.

su

Nero.
re

Durante

la

traver-

sata, -EUe precipit nel ma-

spettivamente, altre nozze o altri sponsali; alle vedove che si rimaritavano pri-

ma
no

che fosse passato l'annuovi mariti; a coloro che menadi lutto, e ai loro

[Ellesponto J, e Erisso, giunto a a, nella Clchide, fu benignamente accolto dal re Ete, e ne ebbe in mogMe, l figlia
Calciope.

Egli

allora

sa-

vano vita dissipata e

dis-

crific l'ariete

a Giove
il

E-

soluta; a quelli che si presentavano come attori sulla scena, o scendevano nell'arena a combattere con

xio,

e ne appese

vello

nel bosco di res, ove era custodito da un drago che

vegliava
tato
[V.

sempre.

Questo

a tutti coloro ch'erano stati condannati per


le fiere;

vello fu poi preso e ripor-

a llco
512-562].

da Giasone. Pi
tardi,

delitti o colpe.

Argonauti].

Al tempo condanna
l'infamia,

di Cicerone, ogni

[IV,

penale

portava

ma prima ci avveniva per alcuni reati speciali, contemplati dalla


legge.

poich Ino aveva allevato Dioniso, nato da Giove e

da Semole,

sorella

di

lei,

Hra
te, il

rese furioso

Atamn-

Anche

la

rapina,

il

furto.

uno

dei

quale uccise Learco, due figli, che ave-

221
va avuti da Ino. Ino fugg
rico di convocare
elettorali.
i

INV
comizi

cou

l'altro

[Melicrte], insi

sieme col quale

gett nel

Ancbe durante
blica

la

Eepub-

mare Ionio, ed entrambi,


per opera di Venere, furono trasformati in divinit marine:

me

di

Ino sotto il noLeuctea la dea lu-

erano interregi, nel caso cbe i consoli fossero morti o avessero abdicato. Allora il senato novi

minava un

cente [Xsuxt; Melicrte sotto

quello

lucente], di

interrege per 5 giorni, affiLncb tenesse i comizi elettorali. Se questo

Paiamone. Per i Eomani, Leuctea la Mater aiuta, dea del mattino e dei parti, protettrice dei marinai, Palemone Portunus. Alla Mater Matuta si celebravale Feste Matrala [11 giugno]; a Portunus le PortunaUa [17 agosto].

termine non bastava, l'interrege cbe usciva di


carica
si

nominava un
degli

suc-

cessore, e cosi di seguito.


Il

numero

interregi

giunse fino a 14, prima cbe fosse compiuta l'elezione dei nuovi consoli.

Durante

l'impero,

questa

Le amiclie
lei si

di Ino che, per dolore del caso funesto di

precuotevano il petto, imprecavano a Hera, furono mutate, alcune in care


ri,

magistratura, naturalmente, non fu pi possibile. Invdia [Invidia, II, 760805] una donna cbe abita
in
di

una caverna, nel fondo una valle, ove non giun-

altre in uccelli
.

marini:

Ismnidi
al

Interrge

Eoma,
morte
l'ufficio

[interrex] era a tempo dei re, il

ge n raggio di sole, n aura di vento. Ha il viso bruttato di livida tabe, il


il

magistrato
del

che,
re,

dopo

la

corpo magro, la lingua nera e velenosa, il petto pieno di fiele, gli occbi
torvi, si ciba

sosteneva
jB.no

di rex

all'ele-

non

zione del
st'ufficio

nuovo
era
clie
si

re.

Quedai

di vipere, e ride mai, se non alla vista dei mali cbe essa

tenuto

senatori,

succede-

vano

secondo

un

ordine

procura alla gente. Passando, avvolta in atra nube, con in mano il bastone,
irto

col sorteggio. All'interrege spettava l'incastabilito

suo

di aclei, infetta col alito case e citt; e

io

222
quando tocca il petto di alcuno, con la gelida mano
ferruginosa,
lezza;

e l'infelice,

non

p-

infonde
e
tossico

fiele

tendo rivelare l'esser suo e le sue sventure, scrisse


col

neUe

ossa,

nei

piede nel

terreno.

H
la-

polmoni, e con immagini violente, ne turba e ne


scompiglia l'animo. io [Io, I, 585-747] figlia di Inaco, sacerdotessa di Giu-

padre proruppe in alti menti, dolendosi che la


tura
divina -non
gli

na-

per-

nne, ad Argo. Giove la vide e, invaghitosene, l'avvolse


in

mettesse di finire con la morte il suo strazio. Giove intanto, mosso a compassione dell'infelice Io, ordin a Mercrio che uccidesse Argo. Il dio scese in terra e, in sembianza

una nube, e

la

spos
none,
rarsi

segretamente.
la

Giu-

avendo visto oscuterra,

sotto

una

densa caligine, cbe non vaporava n dai fiumi n


dagli umori del suolo, mossa da, sospetti di gelosia verso Giove, dopo averlo

Argo,
col

di pastore, avvicinatosi ad lo allett a tal punto

suono deUa siringa [zampogna], che quegli fu preso da dolce sopore: alcuni dei eento occhi erano
gi
chiusi al sonno, ma molti vigilavano ancora. Al-

ricercato invano per tutto


il

cielo,

comand aUe nubi


Sdegnata

cbe

si ritirassero.

lora Mercurio,

contro Io, la mut in giovenca [secondo Ovidio, invece,


tosi

pregato da racconta l'origine Argo, gli dell'armonica siringa [v. Siringa];

Giove
dell'ira

stesso,

accor-

ma non

aveva
il

andire

Giunone, contro Io, la mut in giovenca, per allontanare ogni sospetto] e, cMstala in dono a Giove, l'afi&d, per
la

di

cora compiuto

suo

che, veduto Argo immerso profondamente nel sonno con tutti i cento occhi, ne

tronc

il

capo e

lo

butt

custodia, cento occhi


scolo.

ad Argo dai
[I,

610-611],

gi per la rupe, che ne rimase tutta sprizzata di sangue. Irritata Giunone, dest nel cuore dell'infehce
fanciulla
e,

che la conduceva al paErrando, venne un giorno


alla riva dell'naco:

dre
e

le

ninfe la

pavidero
bel-

il

un pungolo acuto spaventandola con l'adi

spetto
bile, la

una

furia

terri-

ne ammirarono

la

sospinse a correre

223

lON

tremebonda, per tutta la terra. Dopo aver lunga-

llco [lolcus] citt della Ma-

mente

errato,

Io,

giunta
l!5rilo,

gnsia Tessalica, Giasone salp con


gonuti,
del vello
de.

donde
gli

Ar-

alla riva del

fiume

si

per

la

conquista

sdrai per riposarsi e, con gemiti e muggiti, implor

d'oro, in Olcbi-

[V. ixiasone].
[Ile,
'IXy)]

da Giove la fine di tanti mali. Se ne commosse alil dio, e preg Giunone por fine alla sua ira, giurando per lo Stige, cli'ella non avrebbe avuto pi

Ile

figKa
Ecalia,

di

lurito,

re

di

in

fine

Tessaglia, fu rapita

da Er-

di

cole, e presa in moglie dal fgfio di lui HyUo. [V. Ercole].

disgusto, per opera di quell'infelice.

Ine [lon] era


lo

figlio di

Apol-

Giunone

allora,

placata per

questo giura-

Crusa, figlia di re di Atene. ApolEretto,


e

di

sembianze di donna. Io poi fu identificata con la dea egiziana Iside, perch ancbe lei era rappresentata con corno di vacca. lobate pCobtes]. V. Gibate. lodazna [lodamia] sacerdo-

mento,

le restitu le

lo, fatto

trafugare n bambino appena nato, lo fece portare al tempio di Diana, dove fu allevato dalla sacerdotessa, sconosciuto a

tessa

di Minerva,

di notte nel

penetr tempio della

ancbe aUa madre. tutti, Eatto adulto, merit tanta stima da parte dei cittadini di Delfo, cbe questi lo
eressero depositario dei tesori del tempio.

dea, la quale, per punirla, le rivolse contro la testa


di

Medusa

e la pietrific.

to, questi,

Quando Oreusa spos Xpoicb non avefigliuoli,


si

lolo

[IX, 397-401, lolus] figlio di ficle [il gemello

va

rec a condi Delfo.


il

sultare l'oracolo

di rcole], compagno dell'auriga di Ercole. Egli aiu-

L'oracolo rispose cbe

pri-

t Ercole nella lotta contro

l'Hydra
vecchio,

di

Lerna
la

e,

gi

riebbe

giovi-

nezza, per dono di Hbe, cbe ne era stata pregata da


Ercole, divenuto, nell'Olim-

che egn avrebbe incontrato, uscendo dal tempio, era suo figliuolo. liTell'uscire dal tempio, incontr Ine [wv andante], il

mo

giovine ministro di Apollo, e lo ritenne suo figlio, cre-

po, suo sposo.

dendo che

gli

fosse

nato

IPE

224

da qualche sua avventura amorosa. Ione fu poi il capostipite


della stirpe degli Elini che, da lui, si dissero Ioni.

Ipermnestra [Hypermnestra] la sola fra le cinquanta

Danidi

[v.

Danaidi] che

non
do
cio

volle seguire il comandel padre, di uccidere


il

Iperbrei [Hyperbori] popolo favoloso, in regioni settentrionali, al


di l di
ette

suo

sposo
nella

Linco.

abitava

Essa

invece,

prima

Brea

tre, ^opsocf;

[uTcp

ol-

notte delle nozze, lo consigli a salvarsi con lei,

settentrione]
li

dove il vento non


la

colpiva. Si crede die abitassero nel-

con una pronta fuga. Danae, che voleva distruggere la stirpe di suo fratello Egitto, fece trascinare Ipermnestra in carcere;

Scandinavia o in Germania; secondo Eratstene, erano i popoli pi settentrionali

ma

il

popolo prese

le difese

di

tutti

gli

altri.

Erano
ove
il

felici

nel loro paese,

della fanciulla, e costrinse il padre a restituirla aUo

sole sorgeva una sola volta ed una sola volta tra-

sposo.

pnos
nel

[uTtvo*;] il

dio del son-

matumontava, ravano in brevissimo teme


i

frutti

no, fgHo della Kotte, nato

medesimo

parto

con

po.
di

isTon

conoscevano
il

liti,

ed erano consacrati al culto

Thnatos, dio della morte. Abita nel mondo sotterraneo, apporta il dolce riposo e fa dimenticare i dolori
e le fatiche.
tere
di.

ApoUo,

quale

si

diceva

che volentieri si trattenesse con loro. Vivevano miUenarii, e chi si sentiva stanco della vita, l'abbreviava

Ha

il

suo po-

uomini e sugh Cedendo aUe preghiere


sugli

con voti solenni, precipitandosi da una rupe nel mare.

Iperine [Hyperon, IX, 192]


colui che percorre
[uTcsp

= percorrente] figlio
no e
Hlios
[la

sopra,

Itv

Vallo da sl^xt, di UraSelne


[l'au-

di Hra, quando questa voleva far perire Ercole, che ritornava da Troia, addorment Zeus in un sonno profondo. E un'altra

volta, anche per preghiera di Hra, che gli promise

di Gea, fu
[il

padre di
di

in moglie la bella Pasitha,


fece

sole],

addormentare

Zeus,

luna]

di

os

rora].

perch i Greci mettessero in fuga i Troiani.

225

lezza

rpp

come Thnatos, fu rappresentato come un fanciullo dormiente, o come un genio avente la fiaccola
Ipnos,
rivolta
all'ingi.

era famoso per la sua bele per le riccliezze.

Aspir alla

mano

di

Aga-

Suoi

at-

risthe, figlia di distene, di Sicine; ma per la sua dis-

tributi erano: la verga ch,e addormenta, il papavero e

solutezza, perdette il fa; vore del padre della fanciulla.

un corno pieno di succM elle hanno la virt di assopire.

Ippoconte

['luTToxtv]

di di

Sparta, era fratellastro

Secondo Ovidio [Met, XI, 592...] egli abita nel paese dei Oimmrii, in una grotta buia e profonda, circondata dal Silenzio e dalla scMera dei Sogni.
Ipprcii [iTTTrapxoO erano
i

Tyndreo e di
egli cacci via,

Icrio,

cbe

per impa-

dronirsi della signoria.

Ma

Ercole ricondusse in patria Tyndreo e uccise Ippoconte coi suoi numerosi


figli.

due comandanti
venivano
Alla
eletti

della
i

ca-

Icario,

rimasto

nell'Arca-

valleria, in Atene,

quali
staeletti
'

nnia, da Polycste o dalla

ogni anno.

loro

dipendenza
filarelli,

vano

dieci

anch'essi.

Era necessario cbe si nominassero due ipparcM, percli

in battaglia la caval-

niade Peribe, ebbe, fra gli altri figli. Penlope, cbe fu poi moglie di Ulisse. Ipperate [Hippocrtes] celebre medico greco, nato a Co, verso il 460 av. Cristo. Discendeva dalla fa-

leria era collocata alle


ali.

due

miglia
fu
il

degli

Asclepiadi

primo a dare una base

Ippa

flTCTTsia] era figlia del

scientifica

centauro Chirne. TJn giorno, mentre cacciava sul monte Plio, le fu usata
violenza
e,

I alla poesia. suoi scritti furono commentati

da Greci, da Eomani da Arabi. Mor veccMo,


Larissa
di
Tessaglia,

temendo

lo sde-

gno del padre, ricorse agli di, i quali la mutarono in cavalla [vj 'tztzoq la

quivi gli

fu eretto

un mo-

numento.

Ippocrne [Hippocrne, V,
256-259] la fonte cavallina
['ktzoc,

cavalla].

Ippoclde
niese,
la

['IttttoxXsiSt]?] atedi Tisndro, figlio


e leggende.

cavallo,

jtpvjVT)

fonte] era la fonte ani-

Stano, Dizionario di miti

IPP

dal

226
ch'egli uccidesse coloro che rimanessero vinti. Cosi vin-

matrice delle Muse, scaturita

monte

Elicna,

quando, sollevandosi sempre pi il monte, attratto dalla melodia del canto


delle

se e uccise tredici principi

Muse,
[v.

il

cavallo P-

che voUero provarsi a questa gara di corsa; ma, presentandosi alla prova Plope,
questi, coi

gaso

ivi]

l'elevazione

ne arrest con un forte

suoi

ca-

valli divini, vinse

Enomo

colpo di zampa, sotto cui sgorg la fonte meravigliosa.

nella corsa, e spos la bella

Ippodama.
[l7rTC8po[i,0(;]
il

Ippdromo
o

Ippodama [Hippodamia
la domatrice di cavalli
Tioq

luogo destinato per la corsa


coi cavalli e coi carri
7ro<;

Hippodme, XII, 210-235]

\hz-

domo],

cavallo, Sa(i.^(o figlia del Lpita

A-

cavallo, Sp^jio? = corsa]. Era di forma allungata e conteneva due mete:


l'una, altare
della

\1-k-

trce, and sposa a Pirtoo. Durante la cerimonia


delle nozze,

forma
era

di

un

ebbe luogo
i

la

famosa
e
i

lotta fra

Lpiti

detta rotondo, Tarssippo [xa.px^nz'Koc, = lo spavento dei cavaUi; tapnaGi

Centauri.

[V. Piritoo'].

Un'altra Ippodama fu figlia di Enomo, re di Pisa,


nell'lide.
Il

padre, invastraordinaria
figlia

ghitosi bellezza

della
della

o,

se-

perch i capassandovi presso, valli, correndo, erano presi da terrore, s che spesso si rovesciavano i carri e ricavallo],

spavento,

in-Koq

condo un'altra tradizione, per evitare che si avverasdetto dell'oracolo, ch,e cio egli sarebbe stato uccise
il

manevano
ghi;
l'altra

feriti

gli

auiico-

meta, una

lonna, sormontata dalla sta-

tua di Ippodama,

nell'at-

so dal genero, ricorse a una crudele astuzia, per sottrar-

to di cingere della benda il vincitore Plope, segnava


il

re la figlia alle nozze.

Egli possedeva

cavalli pi
e,

vittoria.

punto di arrivo per la famoso l'ippdi Olimpia.


['l7r7i;oSp(xoc]

per lei, la propose in premio a chi fosse riuscito a vincere lui nella eorsa, a condizione
sposo

veloci del paese di cercare uno

fingendo

dromo
il

Ippodromo
ciliano,

era
si-

corridore:

cavaliere
alla

armato

leg-

giera.

227
Ippolita [Hippolyta] era regina delle Amzzoni. Quando Euristo impose a Ercole elle gli portasse il cinto di lei, l'eroe la trov sulle

IPS

Ippolito fu ricMamato in vita da Asclepiade, figlio


di Apollo; e Artemide, per
sottrarlo a

nuovo odio,

lo

rive

del

Termo donte,
di
lei,

uc-

cise i fratelli

Mge

donte
le

.Amico,

sconfsse

trasform nel volto e lo nascose nel bosco di Egria, presso Aricia, dove fu onorato come IsTuma minore,

Amazzoni a Temiscira,

sotto
.

il

nome

di

condusse via la loro regina


Ippolita, che sa a Teseo.

Virbio

and poi spo-

Ippmene [Hippomnes, X,
560-704] il vincitore nella corsa a cavallo ['-ktzoc,

Ippolito [Hippolytus, XV, 497-546] quello dai cavalli


disciolti

cavallo, Xuco sciolgo], era figlio di Teseo e dell'Amzzone

[iTCTzoQ

cavallo,

[xsvco

persisto]

vinse Atalnta nella corsa, e la prese quindi per moglie.

[V. Atalnta'].

Antiope o Ippolita. Avendo egli rifiutato le incestuose proposte della sua

Ipptade [Hippotdes]

Eolo, re dei venti, figlio o nipote di Ippte. [V*. Eolo].

matrigna Edra, percli


consacrato
castit
al

Ippotonte [Hippoton]
glio di

fi-

culto

deUa

Poseidone e di Allo

in onore di Artemide, la matrigna Io calunni presso Teseo, di aver attentato al suo onore. Teseo lo maledisse e preg

pe.

La madre

espose

Kettuno

[suo

padre]

clie

lo punisse.

appena nato, ed egli fu nutrito da una giumenta, donde il suo nome [y; ltctto? = giovenca], e allevato ed educato da pastori. Cresciuto in et, ebbe da Teseo la
signoria
di Elusi,

mentre Ippolito guidava coccMo, lungo la riva del mare, sorse da


giorno,
il

Un

ove

da

IN"ettuno

fu

mu-

tato in

una

fonte.

esso

un

toro:

cavaUi

si

adombrarono e, rovesciato il coccMo contro uno scoglio, Ippolito mor. Dopo, per, fu riconosciuta la sua innocenza per rivelazione di

Ipspile [Hypsipyle] figlia del re Tonte e regina dell'isola

di

Lemno. Quando

approdarono col gli Argonuti, le donne di quell'isola avevano ucciso tutti


i

Artemide, e Fedra

si uccise.

mariti, per punirli della

IR!

228
lenni e in
riti segreti.
il

loro infedelt: solo Ipsipile

Suoi

salv

il

padre,

facendolo

attributi erano
il il

fuggire.

cornucopia,
loto,
sistro.

le

serpente, spighe

Essa spos Giasone, da cui ebbe due figli: Tonte ed Euno. ride [Iris, I, 271] fgUa di
,

la

luna, le corna,
figlia
di

il

Ismene

[Ismene]

Taumnte
la

di Elettra, personificazione deU'are


clie

Edipo e di Gicsta, sorella di Antigone [v. Edipo],


,

Ismno
la

cobaleno,
cielo
la

con

la

terra.

congiunge Essa

il

[Ismnus] fiume delBeozia presso Tebe. Si

messaggera degli di, dei

quali porta i messaggi agli uomini: fanciulla dalle ali

che, quando Caduccise il serpente che aveva divorati i compagni

diceva

mo

mandati da

lui

a cercarvi

dai piedi velocissimi, come il vento. Si vede rafigurata, in vasi


oro,

di

e in bassorilievi,
.

quale reca l'acqua aUe nubi. side [Isis] dea egiziana,

fanciulla alata, un vaso, nel

come una con in mano

fonte acqua, che quello custodiva, temendo che l'acqua della fonte fosse avvelenata,

presso

una

scorse
altra

il paese per trovarvi acqua. Avendo cacciato il pie destro nel fan-

moglie Osiride, che fu identificata, pi tardi, con la luna, annoverata anche fra le divinit dell' Averno, come Dmetra, Perdi
legislatrice

go, come n,e lo trasse, scatur una fonte che fu chia-

mata

Piede di

Cadmo

Un'altra
che, da

leggenda
figli

narra
il

quando Ismeno,
di

maggiore dei

Mohe

sfone, cate. e

Anche

lei

deUe nozze, conservatrice


e
i

protettrice fondatrice e
degli
Stati.

[vedi Niobe'], per liberarsi dolori prodotti dalle frecce di Apollo,

dagn atroci
.gett

si

in

questa fonte,
di
lui,
si

Essa introdusse la religione


misteri del suo culto,
dall'Egitto,
si
il

essa,

dal

nome

chiam Ismeno.

quale,

dif-

Ismnide

fuse nei paesi abitati dai Greci e penetr a Eoma, al

[Ismenis] vuol dire tebana, dal fiume Ismno, che scorre nella Beozia,

tempo
Il

di Siila.

presso Tebe.

suo culto consisteva in


processioni
so-

Issine

lustrazioni,

[I.xion] re dei Lpiti in Tessaglia, padre di Pi-

229
ritoo.

luv
cotte, furono date in pasto al padre. [V. Fiomela].

Quando il genero Deiono [padre di Dia, che


si

era

gli

sposata a Issine] ricMese i doni nuziali,

Itiillci
si

canti

[ItbyfaUca]

egli lo

butt in una fossa

cantavano nelle feste fUicbe, in onore di Bacco,


nelle

piena di fuoco. Giove, per


purgarlo dal delitto, lo invit alla tavola degli di;

quali

si

portava in
[t6?

giro

un segno osceno
diritto;

(paXX?],

come

ma
re

egli volle

tentare l'ono-

di

Hera; Giove allora

simbolo della forza rigenerativa della Katura.


itilo [Itylus] figlio di Edne, fu ucciso dalla propria ma-

foggi una nuvola, simile alle fattezze- di lei, e da

questa

nuvola [IsTefle] e da Issione, nacquero i Cen-

dre.

[V.

Edone],
ro-

lgero [iugrum] misura

tauri, detti perci nubgeni: generati da nube [nu-

genube, gigno nero]. Per la sua malvagit, Issione fu condannato a essere legato a una ruota infocata, che gira continuamente. Isfmici [GiuocM] giuocbi pubblici, presso i Greci, in onore di Poseidone. [Ved.

bes

di superfcie, un po' pi grande del pletro greco.

mana

Aveva 240
ghezza,

piedi

in

lun-

120 piedi in larghezza, e misurava quindi 2880 piedi quadrati. L'origine del nome da
nella

ricercarsi

gum

[giogo],

parola iuperch ansi-

ticamente forse iugero

Agonil. Itaca [Ethca]

gnific l'estensione di terreno che da un giogo di

isoletta

del

buoi poteva essere arato in

mare

Ionio,

vicina a
la

Ce-

un

giorno.

falnia, Ulisse.

patria di Oggi essa conserva lo stesso nome, ma abitata soltanto da pescatori.

fu

luventas.

La dea romana,

personificazione deUa eterna giovinezza, identificata

con la Ebe greca


essa
il

[v.

m]:

iti

VI, 437] fanciuUo nato da Tero e da Prcne, fu tagliato a pezzi dalla madre, e le sue membra.
[Itys,

rappresentava anche perpetuo vigoreggiare e


dello

rifiorire

aveva pochi

Stato, santuarii.

ma

LAB

230

liabirnto

[Labyrintus]

pa-

Il

rola d'origine egiziana, che

indicava
di

una

costruzione
la

censore Q. Fulvio Fiacport via parte della tettoia di marmo del temco
pio, per coprire il tempio della Fortuna, ch'egli fece

corridoi,

cosi intricata,

da non potersi trovare


via
di
uscita.

Famoso fu

edificare

Eoma. Ma

la

quello cretese, costruito da

dea

si

vendic,

facendolo

Ddalo, dove Minosse cMuse il Minotauro. [V. ivi}.

perire miseramente.

Una

leggenda
quel

narra

che,

Lacrna
ste
i

[lacerna] sopravvestoffa

presso

promontorio,
assassino,

di

spessa,

che
so-

un famoso

La-

Eomani indossavano

pra la toga. Era una specie di mantello aperto, pi


leggiero
d'estate,

cinio, che spargeva U terrore per le campagne di Cotrone, rub i buoi di

pi

pe-

sante
destra.

d'inverno,

fermato

Ercole, ma l'eroe l'uccise e, in memoria dell'avveni-

con una

fibula sulla spalla


era, per lo pi, stoffe preziose a

mento, fece costruire un tempio a Giunone la quale,

La lacerna
fatta
di

dal

nome

del brigante

ucciso, fu detta

Lacinia

vari colori, e venne di sotto Augusto.

moda

Laconisti [XaxtvtcTTat] no, in Atene e in altri


ti

era-

Sta-

Lacinio [Lacinium, XV, 13] il capo Lacinio, oggi delle Colonne o ISTao, sulla costa
Calabria, presso Ootrone. Ivi sorgeva il fadella

che, opponendosi all'effeminatezza e


alla

greci, coloro

corruzione dominante, cercavano di imitare i severi costumi spartani [Xayitvixc,

moso tempio
Lacinia
oggi
i

di

di cui

si

Giunne vedono

resti

dalle quali

il

deUe colonne, promontorio


di

spartano]. Essi vestivano con grande si lasciavano semplicit, crescere la barba a una

ha preso
delle

il

nome
.

Capo

straordinaria

Colonne

portavano

il

lunghezza, nocchiuto ba-

231
stone spartano,
si

LAI

esercita-

vano

con

passione

nella

ginnastica, e mostravano, in tutto il loro modo di vivere,


veri.

ammirata da ApUe e da Ipride. Avendo chiesto a Demostene il compenso di


10.000

dramme,

l'oratore

costumi aspri

se-

rispose che non comperava a cos caro prezzo un pen-

Spesso, in questo tenore di


vita,
essi

timento.
Si dice che alcune donne,

mostravano una

certa vanit e affettazione,


lo

invidiose della sua bellezza,


la

e si tiravano quindi addosso scherno e le risa altrui.

uccidessero

in

un
se-

tempio
saglia,

di Afrodite, in Tes-

Ladne pjadon]

drago elle faceva la guardia ai pomi aurei che, regalati da Ga a Hra, per le nozze,
il

era

dove

ella

aveva

guito

un

certo Ipploco o

Ippstrato. Un'altra Laide,

cortigiana

erano custoditi, nel lontano occidente, negli Orti


delle

Espridi.

anche famosa, nata a Corinto e venuta ad Atene durante la guerra del Pe[anteriormente loponneso quindi alla favorita di Alcibiade], fu la pi ammirata per bellezza, fra le donne del suo tempo. Era sommamente avida e
i

Laerte [Laertes] re di Itaca, figlio di Arcsio, era padre di Ulisse, elle ebbe dalla
moglie Anticla. Quando, durante l'assenza di Ulisse, i Proci infestarono la sua casa, aspirando aUa

mano
di lui,

di Penlope, moglie

capricciosa, ed ebbe, fra suoi ammiratori. Digene

Laerte

si

ritir in

e Aristppo.

campagna ove,
di rivedere

gi

veccMo
la

abbastanza, ebbe

gioia
cb'egli

Spesso per le due Lidi si trovano confuse l'una con


l'altra e,

Ulisse,

mentre

la favorita

credeva morto, quando questi, dopo la guerra di


Troia, ritorn in patria.

di Alcibiade fu uccisa nel

tempio di Afrodite, in Tessaglia, la Laide di Corinto


fu detta vOpoxpvo? omicida [vOpoTco?

Lide [Lais] famosa


lissima
cortigiana,

bel-

amata

= la = uo-

da Alcibiade. Figlia di Timndra, era nata a Hyc-

mo, 9vo(; Lo [Laius]


co,
il

uccisione].

figlio di

Lbdaegli

donde era venuta in Atene. Pu molto


cara, in SicUia,

fu re di Tebe. Perduto
padre,

quando

era

LAM
ancora
usurpato
Lieo.

232

una
festa annuale, cbe con-

bambino,
il

fu gli trono dallo zio


la

sisteva

in

una forma
o
la

di

morte Ma, dopo i Tebani dell'usurpatore, misero sul trono Laio. Questi

lapidazione.

liampadedrma
padefria
Aaji7raSY]9opLa delle fiaccole

Lamcorsa

[Aa[ji7raS7)Spofji,ia,

spos Giocsta, sorella di Creonte, dalla quale nacque Edipo.

[Xa^ATr?

fiaccola,

SpfjLo?

corsa]
citt

Lmia

[Lamia] figlia di ISTettuno, fu amata da Giove. Giunone, per vendicarsi, le procurava l'aborto, s cbe essa dava alla luce bambini morti. Per questo, divenne cosi impazzita, che divorava tutti i bambini cbe le capitavano tra le mani.
Un'altra Lamia, figliuola di Clenore ateniese, fu brava
suonatrice di flauto
e fa-

cbe

si

faceva in alcune

Grecia, specialmente in Atene, in quattro feste, dedicate agli di della luce

della

e del fuoco: nelle Promete, in onore di Promteo, nelle Panatbene, in onore di

Atbna, nelle Bendide, in onore di Artemide Bendde


[divinit della luna], e nelle

Efestie,

in

onore

di

Efesto.

mosa

meo

cortigiana di ToloI, re di Egitto. Presa

La

corsa

cominciava

dal-

l'altare di

prigioniera, nella battaglia


liorcte

navale, cbe Demetrio Pocombatt contro

Promteo, posto nell'Accadmia, e giungeva fino alla citt. La bravura


consisteva nel giungere pri-

Tolomeo, entr nella grazia del vincitore, e ne divenne la favorita.

mo
cola

alla

mta, con

la fiacvi

accesa.

Talvolta

era ancbe la consegna


fiaccole
[StSoCT!.?]:

delle

Una

terza

Lamia,
si

sorella
lei,

di Aussia,

rec con

punti
ridori,

fssi
i

da Creta ove erano nate, a Trezne, nel tempo in cui


questa citt era divisa in

a certi stavano dei corquali ricevevano le


accese,

fiaccole accese e, di corsa,

dovevano portarle
stazione

due

fazioni.

fino ai corridori posti nella

Einiaste

vittime

di

una

sedizione, colpi di pietra;

furono uccise a

ma

poi, ri-

La

questi corsa
ai

pi vicina, dove facevano lo stesso.


delle

fiaccole

si

conosciute
istituita,

innocenti, in loro memoria,

fu

faceva

dapprima a piedi;
tempi di Socrate,
si

ma,

233
tenne, per la prima volta,

LAO

a
di

cavallo.
figlia

I lanisti cominciarono ben presto a mantenere a loro


spese

I^ampza [Lampeta]

un gran numero

di

HHos e

di IsTera, era

gladiatori, che

di Fetsa, insieme con la quale custodiva le mandre immortali di suo


sorella

nolo,

quelli

o che volevano dare al

davano poi vendevano a

padre,
cria.

nell'isola

di Trinasignifica la

popolo uno spettacolo gladiatorio. Presso il lanista,


i

Lampezia

sfavillante
villo],
te

[X[XTC6)

gladiatori

dovevano

os-

sfa-

servare una dieta fssa \sa-

Fetusa,'Za splenden-

[(pa0(o

gna gladiatona'\ e mangia-

cpaivco,

splenraffi-

vano,
fatto

di

solito,

un

cibo

do]:

entrambe sono

di farina

d'orzo.

gurazioni della luce splendente del Sole.

Lantrna

le nostre, col

[laterna] simile almanico di lee

Un'altra

Lampezia,

figlia

gno o di metallo,

con

le

di Hlios e di Olimene, era una delle sorelle di Fetn-

pareti di corno sottile o di tela oleata o di vescica e, in un'et posteriore, anche di vetro, che adoperavano
cosi
ci,
i

te

che,

insieme con loro,


Fetonte,
il

fu trasformata in pioppo,

quando

avendo

Emani come
i

Gresi

rovesciato

carro del sole

presso

quali

essa

affidatogli dal
lo,

padre Apolfu fulminato da Giove e


nel

precipitato

Po

[Eri-

chiamava Xu^vo?. Dentro vi ardeva una lucerna a olio. Le lanterne si usavano anche
nell'esercito,

dano].

durante
si

Anche
tonte

tra le sorelle di Fesi

le

marce notturne.
[laternarii]

annovera una Fea Bo-

Ijanternrii

tsa, ch'era la maggiore.

chiamavano
terna
di

Lanista

[lanista] era,

gli schiavi che, di notte, portavano la lan-

ma,

colui al quale veniva-

dinanzi al padrone.

no affidati i gladiatori, perch li ammaestrasse e li esercitasse, con l'arte, a combattere con valore, con abilit, con destrezza e con

Laoconte

[Laocon] figlio Antenore e di Acte, sa-

cerdote di Apollo, a Troia. Quando i Greci lasciarono

a Troia
per

il

cavallo di legno,

mosse dignitose, in modo


da
destare

introdurlo

dentro
di
esso,

le

l'ammirazione

mura, Laoconte vibr una


lancia

del pubblico.

contro

LAO
cerc distogliere
tre
si
i

234
Troiani

uccisa da
il

un

certo Milne,

da tale proposito. Ma, mensacrificava

un

toro

della

quale poi, per vendetta dea, divenne pazzo


uccise da s, dilanianil

l'isola di

a iN'ettuno, apparvero, dalTnedo, due grossi serpenti, i quali, venuti a terra, soffocarono Laocoonte, coi suoi due figliuoli,

si

dosi

corpo.

Laodce [Laodice, AaoStxT)] era madre di Mobe. [Vedi


Nobe].

avvolgendoli fortemente nelle loro spire, e poi si


nella
la
cittadella,

Hiaomednte [Laomdon, IX,


200] re di Troia, figlio di ilo e di Euridice, fu padre di Priamo. Apollo gli pascol
i

rimpiattarono
sotto

statua

di

PUade.

buoi,

sul

monte Ida

e,

Laodama [Laodamia]

figlia

di Bellerofnte e di Ach-

insieme con Poseidone, aiut a edificare le mura


Troia.

lo

di

mone, fu amata da Giove, da cui ebbe Sarpedne, re


di Licia.

Ma

avendo Laome-

donte ricusata la mercede


promessa, Poseidone, mand un mostro marino, al quale dov esporre in pasto la figlia Esione, che fu
poi salvata da Ercole.

Secondo una

leg-

genda, fu uccisa dalle frecce di Diana per il suo orgoglio.

Un'altra Laodamia fu moglie di Protesila.

questi mor, sotto di Troia, essa ne fu cos

Quando le mura

Lapidazione
il

[lapidato] era lancio di pietre, con cui la plebaglia soleva maniil

profondamente addolorata,
che ottenne dalla piet degli di di

festare

suo

odio

di-

sprezzo, specialmente
sollevazioni.

nelle
tal-

rivedere

il

marito,

Accadde

per tre ore sole. Ma, passate le tre ore, piuttosto che separarsi da lui, volle
seguirlo neir Averne. Una terza Laodama fu prin-

volta che cittadini, odiati dalla folla, morissero lapidati.

cipessa
gli

di

Epiro.

Quando
rivolu-

nel teatro, sebbene di rado, poteva avvepi nire che un cattivo attore
fosse

Anche

Epirti, in zione, uccisero


della

una
i

scacciato

a colpi

di

principi
essa,

pietra.

famiglia reale,

ripar prima presso l'altare di Diana; ma quivi fu

Macrobio racconta [Saturn., VI, 6] che Vatnio, preso a colpi di pietra mentre dava uno spetta-

235
colo

LAB
la

gladiatorio,

dagli edili

ottenne che nessuno, du-

ria ,

distribuzione

del

rante uno
contro
Jjpiti

spettacolo, potesse lanciare se non frutta


gli

grano. Fin dal

tempo

antico,

lo

attori.
Aomidix.i,

Stato provvedeva al grano necessario per gli abitanti


di

[Lapthae,

Eoma,

ai quali lo faceva

XII, 261] popolo montanaro, che Yiveva nella Tessaglia, tra


sa:
il

l'Olimpo e l'Oscelebri

poi vendere a prezzo moderato. La vendita del grano, a prezzo inferiore al


costo e le distribuzioni del

per combattimento coi Censi

resero

tutto
la

gratuite

si

ebbero,

tauri,

nelle nozze

di Pir-

too.

[V. ivi].

Laquerii. V. Gladiatori. liqueo [laquus] era l'antica

per prima volta, con Caio Sempronio Gracco, la cui lex frumentara concesse a ogni padre di famiglia

pena

romana

dello

strangolamento, che non fu eseguita mai in pubblico,

cinque moggi di frual mese, al prezzo modestissimo di assi 6^/3,

mento

ma

solo nella prigione.

per ogni moggio.


Il

numero

delle

Sotto l'imperatore Tiberio, questa pena era ancora in


vigore;
disuso.

che

godevano

di

persone questo

ma,

al

tempo

di

Nerone, era gi caduta in

benefcio sal fino a 320.000, fu ridotto da Giulio Cesare a 150.000, e risali a

Lara [Lara] una niade, figlia del fiume Aimone, riferi a Giunone le relazioni
di Giove
ci

320.000 sotto Augusto. Ciascuno di costoro ricetessera, con la poteva prendere, da quale un determinato granaio

veva una

con lutrna: perGiove le fece mozzare


[largtio] era, in particolare, la largi-

la lingua.

Largizine

modo

zione di grano, denaro, olio e simili, che soleva farsi a

Eoma. Le largizioni pi
erano:
,

[horrum], la sua parte di frumento. II. Congiarium , la largizione molto ricca, in contrapposizione aUe largizioni regolari che, in alcune speciali circostanze, si faceva in denaro, grano, olio, vino,
carne, frutta, sale ecc., al

frequenti

I.

a Largtio

frumenta-

popolo.

lIe
JSTell'et

solito
il

236

Al loro culto si assisteva con senso religioso: in ogni


banchetto
di

i repubblicana, candidati o i magistrati fa-

cevano di
di
olio,

largizioni

veniva

offerta,

congiarum, infatti, deriva da congus, la l'oUo.

nome

in piccoli piatti, la porzione

ogni

vivanda
si

dovuta
ofrivano

misura comune

del-

loro;

spesso

sacrifci

giornalieri,

ma

in

dette Splendidi congirii Giulio Cesare e, ancor pi


splendidi, ne ft'r Augusto, il cui esempio fu imitato

ogni casa se ne offrivano


nelle

Calende, nelle
nel

!N"oue,

nelle Idi di ogni mese, nei


genetliaci,

dagli

imperatori
nel

seguenti.

cui
loro
la

un
la

figlio

giorno in consacrava

Di

solito, i congirii si di-

bulla

per

vestire

genetliaco dell'imperatore, nel suo ingTcsso al consolato e in


altre

stribuivano

toga virile, quando la sposa entrava la prima volta in casa, dopo il matrimonio. Allora
il

circostanze
in

solenni.

si

offriva

La
che

largizione
si

danaro,

faceva ai soldati, in

tali circostanze, si

chiama-

Larum, perch i Lari prendessero parte alla festa, e se ne adornavano


di
fiori

va donativum. Lari [Lares] erano, presso i Eomani, le anime divinizzate degli uomini buoni,
passate all'altra vita: quindi
gli

le

statuette.

Da

questi Lari, protettori della casa, Lares privati [vidles,

fermarmi,

militdres, ru-

rdles'] i
i

quali proteggevano
della

spiriti

benigni cbe
la
in-

membri

famigha,

proteggevano casa, sieme coi Penati. Degli uni e degli altri si tenevano insieme le immagini, nel

nei viaggi per terra e per mare, nella guerra e nella

campagna, si distinguevano i Lares publiei [praesttes,

Lararum,

una

specie

di

urbani,

Jiostiles],

quali

tabernacolo collocato presso il focolare domestico. I Lari erano schiettamente


legati alla casa,

proteggevano la citt e la difendevano dai nemici; i Gompitdles che si venera-

ove restavano anche quand'essa era abbandonata dalla famiglia,


che invece, veniva sempre

vano in
situate

altari

sui

e cappelle crocicchi delle an-

strade

[compita}.

Pra

Lares publici

si

accompagnata dai Penati.

noverano

Eomolo, Eemo,

237
Tito Tazio, Acca Larnzia.

LAT
di

dre

Lavinia,

la

quale
di

Ai Lares compitales si celebravano le feste Gompitala il 2 maggio; ad Acca


Larnzia si offriva, nelle difeste Larentala [23 cembre],
nebre.

and poi sposa a Enea. Litmo [Latmus] catena

montagne, nella Caria, celebre per il mito di Endimine. [V. Endimione].

un

sacrificio

fu-

Latomie
[xiai]

Larve [Larvae] erano, presso i Eomani, gli spiriti maligni dei morti, cbe erano
stati,

[lautumae, XaToerano, a Siracusa, le cave di pietra, adibite co-

me

prigioni [Xaa(;

Tfjio?

pietra,

taglio,

sezione,

vagi.
ai
i

in vita, uomini malEssi sono in preda

scavo].

tormenti, e tormentano vivi e i morti: sono per-

ci

Topposto dei Lari, cbe


gli spiriti
i

erano
coloro

benigni di
stati

Furono fatte costruire da Dionigi il Vecchio, ed avevano volte sonore cos congegnate, che ogni minimo rumore giungeva in un luogo di

quali erano
vita.

buoni

Le Larve s'immaginavano come spettri o come scheletri spain


ventevoli, e si credeva che eccitassero nei vivi la pazzia. Per tenerli lontani, oc-

nome
nigi,

conosciuto col oreccMo di Dioperch costruito in


esse,

di

forma
Col

di orecchio.
di

nome

latomie

si

indicava

correvano espiazioni e lustrazioni.

anche, a Eoma, un luogo, presso il Foro romano, dove era il Carcere


[Latona, VI, 160] Co e della titna fu amata da Giove, Febe, e odiata quindi da Giufiglia di

Mamertino.

Laticlvio [Latus clavus] era

Latna

una larga

di porintessuta nella tunipora, ca, che scendeva sul dastriscia

vanti,
cintola.

dal

collo

sino

alla

La
si

tunica

sulla
il lati-

quale era intessuto


clavio
latielava,
i

la quale la persesenza darle mai treguit, gua. Perci Latona fu co-

none,

chiamava tunica
e

stretta

ad andare raminga,
l'accolse
l'isola

l'indossavano

finch

di

Senatori romani.

Belo, nella quale, sul

monte
i

Latino [Latinus] figlio di Funo e della ninfa Marica,

Cynthus,

diede alla luce,

due

figli

fu re del Lazio e pa-

Ma,

Apollo e Diana. perseguitata ancora

LAT
dall'odio

238
di

Giunone,

ca-

pit in Licia ove, mentre si era avvicinata ad una

che il sangue latino, fuso con quello di alcuni forestieri, che sarebbero venuti
alle

fonte per dissetarsi, i coloni intorbidarono l'acqna e la


insultarono:
allora

spiagge
del

del

Tevere,
cielo
la

avrebbe elevato al
gloria
il

essa

li

popolo
il

latino,

mut
Pi

tutti in

rane.

[VI,

re,

contro

volere della

315-380].
tardi,

regina,

puB severamen-

glia

te l'arroganza di Mobe [v. ivi], i cui 14 figli furono


uccisi dai dardi di Apollo e di Diana.

non volle che la fiandasse sposa a Turno. Di qui la guerra fra i Troiani, guidati da Enea, e i Latini, capitanati da Turno. [V. JEnea].

Latonigen [Latonignae, VI, 160] sono i due gemelli nati da Latna e da Giove: Apollo e Diana [ysv in
yLYVO[xat.

Leandro [Leander] giovane


di

Abydo, ogni notte

tra-

versava a nuoto l'EUesponto, per recarsi a Sesto, dall'anante ro, sacerdotessa di Afrodite. Ma, una notdalle onde,
te tempestosa, fu travolto e la mattina,

nasco].

Latnio [Latous, VI, 384] ApoUo, figlio di Latna e


di Giove.

Laverna [Laverna] dea


mana,
dri,
i

rola-,

quando Ero vide


vere
di

il

cadale

protettrice

dei

quali

si

cMamavano

Leandro, onde avevano portato


t anche
lei

che

su

perci lavernires. Essa aveva un boschetto sacro sulla via Salaria e

le spiagge di Sesto, si but-

nel mare, pei


stessa

un

altare

presso
lei,

si

da cMamava porta Lacbe,

una porta

perire della dell'amato.

morte

verndlis.

Lerco [Learchus, IV, 516] figlio di Atamnte e di ino,


fu ucciso dal padre, quando questi fu preso da furore per opera di Giunone.
[V. Ino}.

Lavinia

[Lavinia] figlia di Latino, re del Lazio, e di Amata. Era stata promes-

sa sposa a suo cugino Turno, re dei Etuli; ma, giun-

Lda [Leda]

figlia di Tstio,

nel Lazio, perch l'oracolo di Funa, consul-

to

Enea

re di Etolia, e di Eurit-

tato da Latino su la sorte


di Lavinia,

aveva predetto

mide. Con Giove, che s'era trasformato in cigno, su le rive dell'Eurta, dove

239
essa

LEM

faceva

il

ner
i

un

novo

bagno, gecon dne

gemelli: Castore e PoUce, qnali furono detti Discnri

Llapo [Laelpus, VII, 759793] cane velocissimo neUa che Diana aveva corsa,
dato a Prcri, e questa al marito Cfalo. [V. Cefalo]. Quando Edipo ebbe vinto la sfinge, svelandone l'enigma, Tmide, per vendicarsi, mand un mostro a devastare la terra tebana.
Allora Llapo, incitato da
Cfalo, insegui la fiera, che

-figli

di

Giove

di Giove, xoupoL

\^iq
figli].

Secondo favole posteriori. Leda avrebbe generato due uova: da uno, che ebbe da Giove, sarebbero nati i Dioscuri, dall'altro, Elena
e Cntennstra.

Queste due sorelle sono per indicate col nome di

Tindridi

e ritenute ge-

uomo poteva raggiungere. Dopo nna corsa lunga e tortuosa, era gi


nessim
per addentarla, quando, per volere di qualche dio, Llapo e la fiera furono resi
di marmo. Lemncola [Lenmicla, H,

neralmente figlie di Tindaro, a cui Leda si spos. Lena [Leaena] la leonessa


[Xaiva,

leaena

la

leo-

nessa] era famosa cortigiana di Atene, intima di

757]

Vulcano

[Efesto],

Armdio e
di

di Aristogstone.
alla

che abitava

l'isola di

Lmaveva

Caduta perci in sospetto


aver
partecipato
essi
i

no, nella quale egli


la sede prediletta.

congiura che ordita contro


sstrato,

avevano

La

stirpe del

Lemncola

fgU di Pila sottomippia


farle

qui Erittnio, figlio di Vulcano. [V. Erittono'].

se

aUa tortura, per


i

Lmno

pjemnos]

isola

del

rivelare

complici.

Ma

essa

spir fra i tormenti, senza svelare alcun segreto.


Gli

mare Ego, ove si diceva fosse caduto Vulcano, quando fu precipitato da


Giove. I cittadini dell'isola
lo

Ateniesi,

quando

fu-

rono liberati dalla tirannia dei Pisistrtidi, a memoria dell'eroismo con cui essa aveva celato il segreto, le
eressero

sostennero

in

aria

ed

impedirono cos che


cellasse.
ci.

si sfra-

In compenso di Vulcano vi stabili, con


dimora,
e
le

una

presentante una senza lingua.

statua, rapleonessa

la

sua

fucine
il

dei

Ciclopi,

divenne

dio tutelare dell'isola.

LEM

240
Lemno, fu abbandonato
bacili di

bronzo e gridava

Filottte, durante la traversata dell'esercito greco,

due

volte:

Manes

exte

per recarsi a Troia, perch, morso da un serpente, ave-

paterni . Cos gli spiriti erano ricacciati lontano.

va una piaga
[V.
Filottte].

inguaribile.

Leno

limuri [Lemiires] nome con


cui
si

[Laenaeus, XI, 132] attributo di Dioniso [Bacco], al quale si celebrava-

indicavano,
le

in

ge-

no
[V.

le feste

anime dei morti, nere, tanto buone che cattive. Le buone erano venerate

ritorio

Lene, nel terLeno, in Atene.

Dioniso].

Leone

come
[v.

di domestici, Lari ivi], le cattive anda-

[Leo] la quinta fra le dodici Costellazioni dello


il

Zodiaco:

leone nemo,
gli astri.
il

vano errando intorno come fantasmi, Larve . [Vedi


Lame], Per propiziarsi
i

ucciso da Ercole e collocato

da Giove fra
Il

leone

nemeo
che
valle

leone

Lemuri,

il

invulnerabile
uccise
nella

Ercole

padre di famiglia

seguiva

Kema

un

particolare rito di espia-

zione,

Lemura, il 9, 11, 13 maggio. Verso la mez-

[nell'Arglide], compiendo cosi la 1^ delle dodici fati-

che impostegli da Euristo.


Il leone, di

zanotte, egli usciva scalzo innanzi alla porta della casa, si lavava tre volte le

immensa
il

granpaese.

dezza, devastava

mani nell'acqua
poi
si

corrente, voltava indietro e,

avergli inutilmente lanciate tutte le frecce del-

Dopo
la

postesi in bocca alcune fave nere, le buttava dietro


le spalle,

sua fartra, gli spezz addosso l'immensa sua cla-

pronunziando per nove volte, senza guardare intorno, questa formula Questo io do, con queste
fave io riscatto miei . Si credeva che,
questa cerimonia,
riti

va ferrata, poi lo sbran con le proprie mani e gliene trasse la pelle, che port sempre con s, a difesa
del suo corpo.

me

Lenzia
ta,

[Leontia]
si

celebre
col-

cortigiana greca, molto

durante
gli

spi-

raccogliessero le fave.

invagh quale Epicuro. Scrisse alcune opere, che per sono andate

della

Poi percoteva fra loro dei

perdute.

241
Los
il

LET
ganti antropfagi che, secondo Omero, viveva in un
paese, non ben determinato, del lontano occidente, dove le notti erano brevis-

[Ac,]

un eroe ateniese
in

quale,

occasione

di

una
sue

pestilenza, consacr le tre figlie alla morte,


espiatrici,

come vittime
Lrna [Lerna,
go, tro

per

placare gli di.

sime.

597] lago paludoso a sud-ovest di ArI,

Secondo

Greci posteriori,

dove
o

mosa

trovava la fache aveva quatidra,


si

invece, i Lestrgoni vivevano in Sicilia, presso Leontini.

nove

teste

e,

se-

condo alcuni, cento e anche


mille teste, delle quali

una

Quando Ulisse, tornando da Troia, giunse alle loro spiagge, essi, con grossi
undici navi ch'egli conduceva, s che a stento pot salvarsi sull'unica che
massi,
delle

immortale. Ercole ne uccise alcune coi suoi dardi


infocati;

sfasciarono

dodici

ma

poich, in luo-

go di una testa tagliata, ne nascevano due, egli bruci,

gli era

rimasta.
il -fiu-

con grossi rami


teste
dell'idra

accesi,
e,

Lte [Lethe, XI, 603]

le

su

me

dell'oblio

[XavGvco

quella immortale, gett

un

sono occulto] era uno dei


fiumi dell'Averno nel quale,

masso
cise.

enorme.
al

Cosi l'uc-

Pi tardi,

posto del lago,

bevendo, le anime dei morti dimenticavano il passato.

non v'era che una zona


piena di platani, ornata di templi e di cappelle.

Un fi^ume Lete
l'Africa:
si

scorreva nelil

LessircM
no
i

[iQ^iap^oi]

era.

sei

magistrati ateniesi

con l'aiuto di 30 curavano che assistenti,


quali,

lungo corso, esso nella terra, sprofondava ove scorreva celato per alcune miglia, finch riappariva e sboccava nel Mediterraneo, presso le Sirti. [Lethaea] per ecces-

nell'assemblea

non entrasse

nessuno che non ne avesse diritto, che ogni cittadino


venisse all'ora
se
stabilita,

Leta

sivo orgoglio della sua bellezza, fu convertita in marmo, sul monte Ida, insieme

che nessuno l'abbandonas-

prima del tempo. tiestrgoni [Laestrignes,

col marito leno.

Lettiga
sa
di

[lectica] era

una

cas-

XIV, 233] popolo


16

di

gi-

legno,

coi

fianchi

Stano, Dizionario di miti

e leggende.

LET

242

imbandita di ogni sorta


'

molto bassi, fornita di un


materasso, di un guanciale e di due stanghe lunghe,

di

ghiottonerie [leetos sternere stendere i cuscini].

per portarla. Si usava co-

Oltre

lettisternii

ordinari,

munemente
l'Asia e a

in Grecia, nel-

Eoma.
dell'et

vi erano queUi straordinari, pi sontuosi: duravano 3, 8

In Grecia, prima macedonica, della


si

o pi giorni, e

si

tenevano

servivano

lettiga soltanto le

in occasione di avvenimenti lieti o sfortunati. Dei lettisternii

e i malati; in seguito se ne diffusel'uso per

donne

avevano

cura

amore di lusso. La lettiga di lusso era, di solito, un palanchino, fornito di cortine


anclie
di

Septemviri Epulnes. Lucade [Leucas] la


bianca,
lucente

rupe

[Xsux?

=
si

pi tardi cristalli, ornato


e,

bianco] promontorio carnnia presso Azio:

dell' A-

con

molto

lusso

ed

ele-

credeva che chiunque, dal cigno della rupe di Leucade, si lanciasse nel mare, se fosse rimasto illeso, vi

ganza. 1 riccM avevano


ciali

loro spe[lecticani,

lettigMeri

avrebbe trovato un rimedio


infallibile

schiavi robusti calones], che, al tempo dell'impero,

contro

l'a-

more.

Secondo

una

leg-

indossavano livree rosse. Ma vi erano anche lettighieri che potevano prendersi a nolo insieme con le lettighe: il numero minore dei lettighieri era di
due, Lettistrnio
il

genda, narrata da Ovidio, la grande poetessa Saffo salt dalla rupe, per guarire dalla passione di Fane,

ma
lei,

il

salto riusci fatale a

come a

tutte le donne
la bianca [Xsu-

massimo

di

otto.

che lo tentarono.

[Lectisternium] detto anche Fulvmar, cerimonia religiosa, presso i Eomani, per lo pi in onore

Luee [Leuce]
y.6Q

bianco] ninfa oceanina che fu rapita da Plutone.

Giunone, Minerva. La sttua di Giove veniva collocata su di un cuscino Ijpulvmar], e le de su due sedie ai suoi fanehi, dinanzi a una mensa
di Giove,

passato il tempo assegnatole dal destino, essa peri, Plutone,

Quando,

in

memoria

della

ninfa,
Elil

fece sorgere nei


si,

Campi

un pioppo a cui nome di Luce.

diede

243
Jjcucppe [Leucippe] figlia deirindovino Tstore, avendo smarrito il padre e la
sorella
varli, si

LIB

Leuctoe [Leacothoe, IV,


134-255] fanciulla beUissima, figlia di Arcamo, re Persiano e di Eurinome.
.

Tonoe, per ritrovesti da sacerdote,


consiglio dele and nella Cail
il

Apollo, invaghitosi

di

lei,

seguendo
l'oracolo
ria,
si

preso l'aspetto di Eurinome, entra nella reggia, e


svela alla fanciulla
essere e
il

presso

re Icaro, ove
pi-

trovavano, rapiti dai

il suo suo amore. Leu-

rati, il

padre e

la sorella,

ch'erano sconosciuti fra loro e non furono neppure


riconosciuti

ctoe gli corrisponde e Clizia, ninfa oceanina amata

Leucippe. Per -alcune vicende strane, si riconobbero tutti e tre


e fuggirono

da

da Apollo da gelosia,
al re

[v.

ivi],

morsa

riferisce la cosa
il

Arcamo,
sabbia.

quale sepfanciulla,

pellisce viva

la

dalla

Caria.
figlio

nella

Leucppo
di

[Leucippus]
re
di

Enmano,

Pisa,

Essa muore, e Apollo tenta invano richiamarla in vita;


allora,
il

innamoratosi di Dafne, figlia del fiume Peno, sapendo cb'ella era avversa agli uomini, ricorse a uno

per volere del dio, corpo di lei, cosparso da


di

lui
si

profumati unguenti,
in liquido
fra-

scioglie

stratagemma, per ottenerla.


Cresciutisi
i

grante,

se

capelli, si pre-

sent
figlia

da
di

fanciulla,

come
e
si

le zolle, e dici e poi il fusto e i


il

ne impregnano spuntano le ra-

Enomano,

rec a caccia insieme con

rami: corpo della fanciulla era mutato in una pianta d'incenso.

Dafne e con le compagne di lei. Ma, venuto in tutte


il

Liibazne [libato] era un'offerta fatta isolatamente, o

desiderio di fare

un ba-

gno nel Peno, ancbe Leucippo dov svestirsi e, riconosciuto per uomo, fu ucciso a colpi di frecce.

che accompagnava pi spesso le cerimonie dei sacrifici,

e consisteva nel versare

Leuctea

[Leucotba, IV, 542] la dea Manca [Xenycc, bianco] ino, venerata come divinit marina.

gocce di un liquido, e soprattutto di vino. Si faceva solo per chiedere


la

riuscita

di

un'impresa,
e nei spe-

nei sacrifici fnebri


trattati
solenni.

[V. Ino].

Ma

LIB
cialinente,

244

quando qualcu-

nus

quello

di

no

accingeva a bere, versava alcune gocce, e rensi

Marcus Tullius
ritto del voto,

Cicerone Tiro.
il di-

I liberti acquistavano

deva cosi sacra l'azione che stava per compiere.


Oltre al vino, che nella
li-

ma

con

poper-

tere

molto

limitato,

bazione non doveva mai essere mescolato con acqua,


si

iscritti

ch non potevano essere che alle trib urbane.


dalle

Erano per

esclusi

adoperava
e
l'olio.

il

latte
alle

miele, il Alle Muse,

magistrature, e nel servizio militare furono am-

a Hlios, ad Afrodite, alle Eumnidi si Libazioni senza offrivano

Mnfe,

messi

soltanto
al
diritto
il

dopo

la

guerra sociale.

Quanto
i

privato,

vino.

liberti

ebbero

ius com-

Lbero [Liber, HI, 520] uno degli epiteti di Bacco, chiamato cos per la sfrenata licenza del suo culto.
\y.
so
i

merdi;
\ius

ma

il

matrimonio
di

connubii]

un

in-

genuus con una


tenuto

liberta fu

come

disonorevole

Bacco].
[libertus]
era,

Liberto

pres-

per il primo. Lbitina [Libitna] antica dea


italica del piacere, [libet

Eomani,
dallo

colui

riscattato

che, stato di
la

servit
la

mediante

numssio [v. ivi], sua posizione sociale e diveniva libero cittadino,

mamutava

piace] ed anche dei giardini e dei vigneti, pi tardi


identificata

con Vnere, ed
i

in fine anche con Prosrpina,

per

suoi

rapporti

manumissio avveniva in forma solenne, altrimenti


se la

con

funerali,

acquistava senza per i diritti di cittadinanza. Allora prende-

la libert reale,

Libitinri [libitinari] erano, presso i Bomani, i seppelSi chialitori dei morti.

mavano
[v.

cos

da Libitna
si

va

il

nome

della

gens

ivi], nel cui tempio

spesso anche lo stesso prenome del padrone, ma con-

custodivano
gli
i

gli

addobbi

apparati necessari per

servava
l'antico

nella

come cognome, nome che aveva servit. Cosi un lidi


Siila
si

funerali.

Essi,

berto

chiam

con no

la famiglia, la cura del


i

dopo l'accordo preso assumevafunus


in
e

Lucius Gornelius Girysog-

tutti

suoi

particolari,

245
si

LIO

servivano,

dei

per questo, garzoni che lavavano

uryto;
ste,

l'eroe

indossata la vefu assalito da

ungevano i cadaveri, dei beccMni ecc. Servio Tullio aveva ordie

atroci tormenti, e precipit Lica nel mare, presso il promontorio omonimo, nel

nato che, per ogni morto, si dovesse pagare una moneta,


tna.

mare
cole}.

di

Euba.
I,

[V.

Ur-

nel tempio

di Libi-

Licane [Lycaon,
re
degli

211-239]
figlio

rcadi,

di

Libra. V. Bilancia.

Liburne navi [liburnae] navigli veloci e leggeri con


Librni [popolo cbe abitava la Liburnia, lungo
cui
i

Pelsgo e della ninfa Melissa o Onine. Ebbe cin-

quanta figli, che superarono in malvagit tutti gli uomini.


Giove, avendo saputo dell'estrema corruzione del ge-

la

costa dell'Illiria] correil

vano lungo
esercitando

mare

Ionio,

Erano
riale,

pirateria. costruite di pino

la

umano, per averne una prova sicura, discende


nere
dall^Olimpo in terra, e
accinge
si

o di abete

me
elle

e, nell'et impefurono adoperate conavi da guerra, dopo

a sembianza

visitarla,

sotto

umana.
il

Viene

Ottaviano, nella battaglia di Azio, ne riconobbe la pratica utilit, contro i grossi bastimenti di Antonio.

in Arcadia, valica
il

monte

Menalo, presso Megalpoli, Cillne, nella parte nordovest


alto

dell'Arcadia

[il

pi

Avevano

talvolta dieci

file di remi. Lca [Licbas, IX, 166] il compagno di Ercole a cui Deianra affid la veste intinta del sangue avvelenadatale dal centauro to,

monte del Peloponneso], il monte Lico, nell'Arcadia meridionale, e si avvia aUa casa di Licaone.

Avendo dato
della

chiari

segni

presenza di un dio, le genti si danno a pregarlo


in atto supplichevole.

liTesso.

Deianra, prestando fede alle

Licaone, per provare se

egli

parole del centauro, credeva che la veste avesse la virt di ridestare .l'a-

veramente

dio,

medita di

na

trascinarlo nel letto, appesia addormentato; e pri-

more. Ercole era allora in-

ma
gli

imbandisce una cena e


offire

namorato

di Ile, figlia, di

le

membra

palpi-

LIO
tanti di
togli
lssi,

246
un giovine, affidacome ostaggio dai Mopopolo
dell'Epiro stato quivi istituito da Licaone figlio di Pelsgo e
che, in una parte del monte Liceo cbe cbiamavasi

orientale, i quali erano stati vinti da lui in guerra. Gio-

ve allora rovesci la tavola, col fulmine colpi Licaone, e mand in rovina tutta la casa. Licaone, atterrito, fugg, ululando per la campagna: si sforz di

Creta, Giove fosse allevato dalle ninfe.

stato

A Giove Liceo, come a Giove Cretese, si offrivano vittime umane. Lico [Lycum] era un coUe di Atene, ove sorgeva un
tempio

parlare,

ma non
era

gli riusc,

ad Apollo

Liceo,

perch

stato

trasfor-

mato

gi

in

lupo

[lxoQ

presso il quale era un ginnasio con parecchi giardini, ove insegn Aristotile. Lieo [Lycus] figlio di Pandone, e fratello di Ego, IsTiso,

lupo].

Secondo un'altra tradizione, le

membra

del fanciullo

furono offerte a Giove, da tutti i figli di Licaone. Essi


perirono
tutti,

Pallnte, fu

un

eroe ateLi-

niese, progenitore della fa-

inceneriti

miglia sacerdotale dei

dalla folgore di Giove, eccetto il pi giovine, dieti-

comdi,

la quale

aveva cura
di

dei misteri attici.

mo,
Sotto

elle

fu

salvato

da

Un

altro

Lieo, tiranno

Giove,
il regno di sarebbe avvenuto

Mctimo
il

dilu-

Tebe, figlio di Poseidone, fu ucciso da Ercole perch, durante l'assenza dell'eroe,


gli

vio di Deucaline, causato daUa perversit dei figli


di Licaone.

aveva ucciso

il

Lico [Lycaeus,
te

I,

698]

mon-

Creonte, e aveva insidiato alla vita di Megra, sua moglie, e dei figli.

suocero

dell'Arcadia, sull'orlo meridionale quasi al confine della Messenia, sacro a Giove e a Pane. Su di

Licomde [Lycomdes]
dell'isola di Scro, presso

re
il

quale Achille

si

tenne na-

scosto, per qualche tempo,

sorgeva il gran santuario [il pi importante santuario degli Arcadi] dedicato a Giove Liceo.
esso
Si diceva che
il

in abito da donna, per non recarsi a combattere sotto


le

mura

di Troia, ove,

se-

condo un oracolo, sarebbe


perito.

culto fosse

247
Da Deidamia,
figlia

LIN
Creta,
dine,
il

di Li-

e che, per

suo or-

comde, Achille gener Pirro, cMamato anche Neottlem.

suo corpo sia stato

bruciato e le ceneri gettate in mare, per non essere

Licurgo [Lycurgus]

figlio

di

portato

Drinte, re degli doni, in Tracia. Egli scacci dai

campi Msi

le

nutrici

di

che avrebbe potuto offrire al popolo il pretesto di ritenersi sciolto dal giuramento
Sparta,
il

Dioniso, che avevano lasciato cadere in terra le suppellettili sacre, e Dioniso


salt

dell'osservanza

delle leggi.

Lio [Lyaeus, XI, 67] attributo di Dioniso [Bacco]


il

in

mare,

dove

quale scioglie dalle cure


dagli

fu accolto da Ttide; perci Giove lo accec e abbrevi la sua vita. Secondo una favola posteriore, per tale misfatto il paese fu invaso da sterilit, divenuto pazzo, ucegli, cise un suo figlio, che aveva scambiato con un tralcio di vite, ma poi fu fatto

affanni

[Xuc

sciolgo].

Lims
cia

[Xi[x?]

[V. Dioniso']. la personifi-

cazione della fame in Gre[tfzf;

fame].

Era

un mostro
vati
e

dagli occhi incadallo sguardo sel-

vaggio, aveva la faccia pallida e smunta e i capelli


ispidi.

sbranare

dai

cavalli,

per

opera di Dioniso. Un altro Licurgo fu il grande legislatore di Sparta, il


quale dette agli Spartani la
costituzione.

Si riteneva figlia di ride, la contesa ['pi.*; con-

tesa].

linco
Afaro

[Lynceus]
e
fratello

figlio

di

di

Ida

perch le

sempre leggi rispettate, fece giurare ai cittadini e al Senato che le


avrebbero osservate fino al suo ritorno in patria. Usci da Sparta, facendo credere che andasse a consultare roracolo di Delfo; invece se ne and lontano, senza dare pi notizie di s. Si crede che sia morto a

sue

fossero

[v. Ida], aveva lo sguardo cos acuto che vedeva at-

traverso la terra e le pietre.

Un

Linco, figlio di fu sposo di IperEgitto, mnstra: la sola fra le 50 Danidi che non volle uccidere il marito, come era
altro

stato loro imposto dal padre. [V. Ipermnest^a].

Lincstio

[Lyncestus,

XV,

329-331] fonte deUa Mace-

LIN

248
Perci
essi celebravano ogni anno, al tempo della

donia, le cui acque avevano un sapore acre die

ubbriacava.

Canicola,

la

festa
{p-r\w,

degli

Lineo [Lyncus, V, 660-661] re della Scizia. Quando


Trittlemo,

per

l'incarico

pvq agnello], che consisteva in un sacrifizio di agnelli,


agnelli, pvvjtf;

avuto da Dmetra di diffondere l'agricoltura, si rec a lui, sul cocchio tirato da serpenti, egli, per invidia, decise di ucciderlo

o la festa dell'uccisione dei


cani,
xuvo9vTt(;
cpvo?

cane,
nella

[xufov

uccisione],

quale
i

si

colpivano a

men-

tre dormiva;
lo

ma Demetra

mut

in lince, e fece risa-

Durante la donne giravano, piangendo e lamentando la


morte
cani.
festa,
le
fi,ne

lire

Trittlemo sul coccliio.


[Linus]

di Lino.

Lino
te:

un bel giovine morto immaturamenpersonificazione del pedella natura nel flore

altri. Lino fu il cantore per eccellenza e il pi valente suonatore di

Secondo

rire

lira

che

si

fosse udito.

Si

del suo rigoglio, simile quindi a Karcisso e a Giacinto.

riteneva
vi

figlio di Amfiaro
e,

e di Urania

sull'Elicna,

In Argo, ove

si

era conser-

vata l'antica festa di Lino, egli era ritenuto per figlio di Apollo e della principessa Psmatlie.

una grotta con la sua immagine dove, ogni


era

anno, prima del sacrifcio alle Muse, si offriva a Lino

un
madre,
fu
e,

sacrificio

funebre.

Esposto
allevato

dalla

Si

diceva

da un pastore

avuto da

avesse ch'egli Lino la lira con

poi, sbranato dai cani: per questo delitto, il padre di

tre corde e che, avendovi sostituite le minugie [corde


la gelosia

Psmathe condann a morte la


la
il

figlia.

Apollo, irato,
la Hoivy),

di budella] avesse destato del dio. In una

mand ad Argo
vendetta,
castigo,

la

punizione,

gara musicale con Apollo, fu ucciso dal dio.

che rapiva i figli alle madri, e gli Argivi, secondo il responso dell'oracolo, per liberarsi da tale flagello, dovettero riconciliarsi

Secondo un'altra tradizione, Lino fu figlio di ApoUo e di Tersicore, maestro di


Orfeo e di Ercole. 'Nell'ammaestrare Ercole nella
musica,
lo

Psmathe

e Lino.

sgrid;

ma

il

249
fiero

di retorica;

LIT

discepolo,

non

tolle-

rando il rimprovero, uccise il maestro a colpi di lira. A Tebe, in Argo, a Clcide, nell'Euba, si mostrava la

sandrini, a voce e per iscritto, argomenti di lingua e

ma, a poco a

poco, la discussione degener in sottigliezze e in


giocherelli di parole. Famosi nello sciogliere tali questioni e indovinelli fu-

tomba
Lirope

di Lino.
[Liripe,

III, 342] ninfa marina, madre di Ifar-

ciso. [V. Narciso}. Lssi [nxae] erano, presso i Eomani i vivandieri cbe

rono Eratstene, Callistrato,

Sosibio.

Litra

[XuTpa]
il

volontariamente seguivano l'esercito, per vendere ai soldati viveri e bevande. Collocavano le loro tende
sul lato del
al

Greci, to che

presso i del riscatprezzo


era,
prigionieri,

doveloro

vano pagare, per

la

campo

rivolto

liberazione [Xuw sciolgo, libero], diversa dalla poi-

nemico, neUa parte esterna, davanti alla porta decumana e spesso erano
adoperati nei lavori
trincee.
delle

si pagava [ttoivy]] che per la vendetta del sangue.

La
trio

litra era fissata

ad

arbii

del

vincitore:

per

guerrieri che
[Xutixol]

non avessero

Iiitici

erano, in coloro che si occuGrecia,


di sciogliere
i

grado, da 2 a 5 mine, ma per le persone ragguardevoli


si

pavano
siti

que-

domandavano
maggiori.

som.-

scientifici e gli indovi-

me

molto

Pla-

nelli eruditi,,

che

si

propo-

nevano nei

circoli dalle per-

sone colte, e sui quali si discuteva, per trovarvi una soluzione soddisfacente [XuGic,

tone fu riscattato per 20 o 30 mine. Spesso il denaro necessario per la taglia veniva raccolto insieme dai parenti
o dagU amici, e il prigioniero liberato aveva poi
l'obbligo sacro di restituirlo, se non voleva diventare

soluzione].

ll^TeU'et

alessandrina, quesi

sta

costumanza
di

diffuse

ancor

un
ne

pi, ed esercit grande influsso sulla

critica

e sull'interpretazioscrittori

propriet del creditore. Littri [lictores] erano i famigli

degli

anticbi,

che
i

precedevano
maggiori,
[V.

specialmente dei poeti. Vi si trattavano dai dotti ales-

magistrati

por-

tando

fasci.

Fasci].

LIT
Si

250
prendevano per
lo
pi.

La Coregla

dai liberti, e nella capitale

formavano
elle si
rie,

corporazioni, dividevano in decudi 24 littori ciascuna:


i

[xopvjyia] che consisteva nella spesa per l'allestimento dei cori che
si

le

dovevano presentare nelgare musicali, nelle quaU

tre per
giori o
tori,

magistrati 'mag[consoli, pre-

curU

edili curli,

dittatore

maestro dei

una decuria
riati

cavalieri], ed di Uctres cuser-

erano la parte pi esIl corgo doveva pagare il coro, provvederlo largamente di cibo e di
essi

senziale.

bevanda, e fornirlo di
stiti

ve-

cte

prestavano

assai costosi e di coIl

vizio nei sacrifizi.

rone d'oro.
spendioso

coro pi
quello

di-

Essi facevano sgombrare la


strada, innanzi ai magistrati, curavano che si rendes-

era

dei

segni di dovuto circondavano il rispetto, tribunale, ed eseguivano le sentenze capitali.


sero loro
i

che costava meno era il coro della commedia, la quale aveva un arredamento meno pompoflautisti, quello

so di quello della tragedia.

Un
La

Liturga

mava, in Atene,

[XsiToupyioc] la presta-

si

chia-

dramme

coro tragico cost 3000 e un coro di uo-

mini 5000

zione personale, necessaria a sostenere le spese di al-

dramme. Ginnasiarcha

[yu^i-

cune solennit
sovvenire

religiose o a certi bisogni

vaOTapx'ia] che' consisteva nella sopraintendenza aUe

dello Stato.

scuole e agli esercizi ginnastici. I Ginnasiarchi ave-

Alla liturga poteva essere proposto il cittadino che

vano l'obbligo
coloro

di assoldare

che

si

esercitavano

possedesse pi di tre
lenti.

ta-

per

gli

nelle e pi
trirli,

spettacoli da darsi feste pubbliche, nusorvegliarli, e prepa-

Le liturgie principali comuni erano:

rare
le-

il

luogo opportuno per


[XafZTca-

La Architeora
pioc]

[pxi,0C-

la gara.

cio la cura
alle

deUe

La Lampadarcha
Sapx^a] cio

gazioni sacre

grandi feste Delo e in altri luoghi sacri, per le quali lo Stato dava la sua contribuzione.

quattro nazionali, a

l'allestimento

degli apparecchi necessari per la lanipadedromia, la

corsa

deUe

fiaccole.

[Vedi

Lampadedromia'].

251
La Trierarcha
yio!.]

LOT
visi,

[Tpivjpap-

per questo in 20 se[simmorie],


e

la pi dispendiosa delle liturge, la quale consi-

zioni

ogni

steva

nell'allestimento

simmoria in sntelie, di non pi di 16 persone ciascuna. Ogni sintela doveva provvedere a una nave,
si

nell'armamento di una trirme. Lo Stato af&dava al


trierarca la

paga per

la

nave vuota, la ciurma e il dadel-

alla

forniva

quale lo Stato l'armamento. Chi

naro per la fornitura l'armamento.


Il

riteneva illegalmente obsi

bligato a
co-

trierarca

aveva

il

perch

una prestazione, fosse lasciato da

mando supremo
e

della nave doveva conservarla, du-

poteva

parte uno pi ricco di lui, offrire a costui la


delle sostanze [v-

rante l'anno, in ottimo stato, insieme con tutti gli


nautici, farla riparare in caso di bisogno, fornirla di nuovi attrezzi,

permuta
tlSoctli;].

Alle liturgie era-

attrezzi

no tenuti anche meteci, e ne erano esenti soltanto


gli arcnti, le

arruolare
rinai,

rematori e male

al loro

matrimonio e

ragazze fino i mi-

dare

paghe

all'e-

norenni.
lif

quipaggio e provvedergli il vitto. Spesso il trierarca


era obbligato, per questo, ad aggiungere qualche cosa
di suo

[Lophis] fiume della Beo-

zia,

Poich
racolo,
si

presso Alirte. il paese era privo di acque, fu consultato l'oil

aUa somma che


lo

gli

quale rispose che

forniva

Stato; ma in tempi in cui era pi vivo

uccidesse, in Aliarte, il primo cittadino che si in-

il il

sentimento della patria, trierarca provvedeva a proprie spese a tuttp l'armamento della nave, e aumentava, con denaro proprio, le paghe alla ciurma. La trierarchia costava da 50 mine a un talento. JNel 358 av. Cristo, i 1200
cittadini di

contrasse. Essendo capitato per primo Lofi, fu tra-

con un colpo di spada. sangue, che spicci dalle ferite, toccando il terreno,
fitto

Il

fece
delle

zampillare
fontanine,

qua e
le

quali

formarono un fiume che,


dal

nome
si

del

Atene pi

furono

stabilmente

agiati obbli-

ucciso,

chiam

giovinetto Lofi .

Lto

gati alla trierarchia, e di-

nome

[Lotus, IX, 346-348] di diverse piante: ma

LOT
la

252
pi nota
costa

lio,

un

albero

della

settentrionale

dell' Africa, dal frutto dolce e profumato [giggiole], di cui si cibavano i Lotfagi

con uno o pi beccucci per cui passavano i lucignoli, e con un manico. Ve


fatte

mangiarono ancbe pagni di Ulisse.


e

comle

n'erano di forme svariate, con gusto squisito, e nella parte superiore, dove era il foro per versarvi
l'olio,

L'albero

del

loto

ba

adorne leggiadramen-

foglie molto

simili

grandi,

deH'aUoro, il suo frutto, simile a una pera, racchiude un


nocciolo
del sapore della castagna. Dal frutto secco
si

ma

a quelle alquanto pi

te di

emblemi e

di soggetti

mitologici.

La

lucerna

deUa sala da

pranzo [luoerna triclinris] aveva fino a 12 beccucci.


Essa, come le altre fsse che servivano a illuminare

cavava un liquore, del


di

sapore

vino

miscbiato

con miele: chiunque mangiasse di questo frutto, era talmente allettato dalla dol-

una una
si

sala, si

appendeva con

catenella al soffitto, o collocava sopra un can-

delabro.

cezza di esso, che dimenticava perfino la patria. Secondo Ovidio, Loto era

I lucignoli erano fatti di canapa, di lino o di stoffa.

Per

tirar fuori

il

lucignolo
la

una ninfa boschereccia che, fuggendo l'amore impuro


di.

e per

togliere
si

da esso

moccolaia,

adoperava un

Pripo,

fu

convertita

nella pianta

omonima.

piccolo strumento appuntito e ricurvo, a forma di

Lotfagi [Lotofagi, Xo)T09yot,] mangiatori di loto [Xcotq loto, cpay di scpayov

uncino.

Presso a olio

i si

Greci, la lucerna

chiamava

"kxvoc,:

mangiare] po(cTic) ricordato da Omero: polo viveva sulla costa settentrionale della Libia.

era ordinariamente di ter-

racotta e talvolta
tallo,

Lucerna
so
i

[lucerna] era, presil

Eomani,
di

lume ad

di meforma di una mezza palla, e aveva una piccola orecchia, un foro nel mezzo per versarvi l'odella

o di bronzo: consisteva in una cappa di forma rotonda o


olio,

terracotta

ellittica,

che conteneva

l'o-

e un prolungamento a forma di naso, donde usciva fuori uno o pi lucignoU, fatti con le foglie lanose di
lio,

253

LD
come taM erano
specialmente Diana,
ritenute
e

una pianta o
del giunco. Ai tempi di

col

midollo
si

Giunne
era.

Omero

ado-

peravano i bracieri, tenuti alti da terra su piedistalli,


ripieni di legna secclie e di schegge di legno resie

Lucumne
nome
di

[lucimo]

il

ciascuno

dei

12

principi, che stavano a capo di una citt deUa con-

noso.

Il

fumo usciva da
soffitto.

federazione etrusca.

un'apertura del

Ludi

[ludi]
i

giuochi pubblici

Una
il

specie di fiaccola era


[9av(;],

presso

Eomani. Essi
in:

si

fans

formato

dividevano

da un gruppo di verghe spalmate di pece e di cera, o bagnate di raggia, le quali venivano legate strettamente insieme e conficcate in
tallo

Ludi Ludi
voti.

Stati, che ricorrevano in tempi determinati.


votivi, promessi per

Ludi extraordinarii, che


si

una custodia
alla

di

me-

davano in occasioni
secondo
il
il

di-

sua volta, che, era saldata in mezzo a una


Questi
fani
si

verse
e

pentola.

portava-

genere e, luogo in cui si tenevano, si distinguevano in: Ludi Oiecenses, che si te-

potevano essere collocati ritti, quando il manico si allungava in fusto ed era provveduto
di

no in mano,

nevano nel Circo:


origine
si

la

loro

attribuiva a Eo-

un

piede.

Lucfero

[Lucfer, II, 115] apportatore di luce [lux porto] Veluce, fero

quale avrebbe ingiuochi detti Gonsuala, in cuore del dio Neptunus Consus [Gonsus Consigliere]. Questi giuochi circensi furono pieni

molo,

il

stituiti

nere, quale astro del


tino, detto,

mat-

come

tale, an-

di sfarzo e di magnificenza, durante l'impero. Si apri-

che

90)(j<ppo(;,

"FiCQ,

men-

vano con una processione


solenne, nella quale
si

tre di sera chiamavasi "Ea-

por-

Vesper, Vesperugo, Noctfer. Si riteneva figlio


TTspoi;,

tavano le statue degli di, cui teneva dietro il corteo


dei magistrati, dei senatori, dei cavalieri, dei coUegi dei

di Astro e dell'Aurora.

Lucina [Lucina, IX, 294] dea


che presiedeva ai parti, che danno alla luce i bimbi:

sacerdoti;
i

poi

si

offrivano
i

sacrifici e

cominciavano

LD
giuoclii: corsa, giostra,

254
puca-

portava
si

gna a

piedi,

pugna a

in processione il simulacro: una pietra, che

vallo, caccia alle fiere, gara

diceva caduta dal cielo

ginnastica, era lo spettacolo

naumacMa
di

[che

una
si

e portata a Eoma, nel 205 av. Cristo. Furono istituiti

battaglia navale];

poco
si

dopo

Ludi GLADiATOnn, che

celebravano

quell'anno, e dal 4 al

tenevano nell'anfiteatro, e consistevano in combattimenti con spade;

10 aprile;

Romani,
cre

feste patrizie, sa-

Ludi scaenici,
che
si

spettacoli

a Giove, a Giunone, a Minerva: duravano 15


giorni;

davano suUa scena. I pi notevoli fra i Ludi pubblici romani erano i


Ludi:

Plebei, appartenenti ai plebei: si

davano
il

al Circo Fla-

minio, verso

principio di
istituiti

Apollinares, in onore di Apollo, istituiti durante la


guerra
to

novembre. Furono

punica,

perch

gli

dopo la cacciata dei re, quando fu ristabilita la concordia fra patrizi e plebei; Saeculares, si celebravano

di allontanassero dallo Sta-

nuove sventure;
istituiti

Capitolini, in onore di Giove, dopo ciata dei Galli; Florles, feste della
la

cac-

ma

di solito ogni 100 anni, priin onore di Plutone e di Prosrpina, poi in onore di Apllo, di Diana e an-

pri-

Flora,

mavera, in onore della dea dea dei fiori, nei


di

che di altre divinit. Talvolta, per circostanze speciali,

maggio. I ludi florles furono celebrati, la la volta, nel 238 av. Cristo, e divennero pi tardi sfrenatamente licenziosi; Magni, che si tenevano per rinnovare giuochi precedenti, nei quali fosse avvenuta qualche profanazioprimi
ne.

la

celebrazione della

festa era ritardata di dieci

anni.

Kon

sa precisamente in anni siano stati cequali


si

lebrati la la volta: essi fu-

rono
L.

istituiti

dal

console

Publicol, ma in origine, dai liordinati,

Valerio

Furono

celebrati la 1
Cristo; in onore delsi

bri sibiUini.

Duravano

tre

volta,
la

nel 491 av.

Megalenses,

giorni e tre notti: nelle solennit notturne vi era una

Magna

Mater,- di cui

sfrenata licenza, onde Au-

255
gusto ordin
clie i

poi gli spettacoli


circensi, le notti
si

lup
[giuochi
ecc.],

giovani

e le fanciulle, clie vi si recassero, fossero accompa-

gladiatorli,

gnati da parenti anziani.

Per

stabilire

il

tempo

delle

feste, i consoli

[durante la repubblica], e poi gl'imperatori [durante l'impero]

passavano fra canti e danze e, in ultimo, sul monte Aventino si cantava da 27 fanciulli e 27 fanciulle il grande Carmen
saeculdre col quale
si

chiu-

ordinavano
viri,

ai

decmviri,

deva

la festa;

e pi tardi ai

quindecmi

Augustales,
di
il

feste istituite

che

interrogassero

in onore di Augusto.
feste

Una

libri

sibillini.

Quindi,
si

per

tutta

l'Italia,

manda-

queste giorno della sua nascita


settembre],
.

ricordava
si

vano banditori; percb annunziassero la grande solennit.

[23

cele-

Prima che cominciasse


cole,

la

br durante il suo governo. Una seconda celebrava il giorno del suo ritorno a

festa, si distribuivano fiac-

Eoma
tobre
Cristo]
.

dall'Oriente

[12 ot-

zolfo,

pece,
ecc.;
il

grano,
poi

dell'anno

18

av.

orzo,

fave,

un

araldo invitava

popolo ad

accorrere ai giuocM solenni, cbe non aveva mai veduti,

due giorni furono dichiarati feste ammali; i


Questi
veri di
ludi
augustales,
isti-

n avrebbe pi veduti

tuiti nell'anno

deUa morte

in seguito. Si offrivano, di notte, sacrifizi agli di sotterranei, alle Parche, a Giunne e alle altre dee protettrici

Augusto [14 dopo Cristo] da Tiberio, furono celebrati,

per
all'll

la

volta,

dei

preparava,
glio,

parti, indi si sul Campido-

ottobre del medesimo anno. In tutte queste feste, gli

dal

un

leetisternum [gransi col-

de banchetto religioso, in
cui le statue degli di

che si davano erano generalmente ludi cirspettacoli


censes

o scaeniei.
le feste

locavano su cuscini e
ve,
agli

si of-

Lupercali [lupercala] erano,


a

frivano loro vivande] a Gio-

Eoma,

che

k cele-

ad Apollo, a Diana
altri
.

bravano in onore di Funo,

di pi anticbi.

come protettore

delle greg-

Le feste cominciavano con una processione, seguivano

gi, chiamato perci Lupercus, il difensore deUe greggi

LUP
dai lupi [hipos arco

256
=
alsi

cMamava

lontano i lupi]. Sotto il nome di lupercala,

[fbruare
pelle,

dies februtufi
purificare]; la

che era mezzo di puf-

lupercal,
gli
il

lupercdle

sa-

erum
festa

celebrava una 15 febbraio, che si


si

rificazione, si chiamava bruum, e il mese della

fe-

sta

februarus.

diceva istituita da
e da

Eomolo

Luprco [Lupercus]
no, dal

Fui

Eemo, per

la purifi-

che

allontana

lupi

cazione dei pastori e delle


greggi.

gregge [lupos [V. Fauno].

arcet].

In questa festa si sacrificavano capri e capre, con


riti

Lustrazine [lustrato] era una cerimonia di purificazione e di espiazione, parte importante del culto religioso,

e preghiere speciali per espiazione. Si toccava a due

giovani la fronte, col coltello ancora intriso del san-

presso i Greci e i Eomani, e consisteva nel

gue

della vittima, e

si

pudi

lavarsi, per

livano

poi

le

maccMe
lana
il
i

ma

mondarsi l'anida ogni macchia, prima

sangue
e
ti,
il

con

intinta
sacrificio

di innalzare a

un

dio una

nel latte.

Dopo

banchetto,

sacerdo-

detti Luperci tagliavano, dalla peDe delle vittime sacrificate, alcune cor-

prima di enpreghiera, trare in un tempio o offrire un sacrifcio. Dov'era possibile, si usava acqua core

regge e, coperti solo di un grembiule tagliato dalla me-

rente o di mare, altrimenti, si suppliva con acqua calda

impregnata di
aspersioni,
si

sale.

Per
di

le

desima
crificio

pelle,
[il

movendo

dal

adoperavano
al-

Lupercal

luogo del sa-

ramoscelli di olivo,

sul Palatino], percorrevano la citt.

loro, di ginepro, di rosmarino e di mirto.

Le donne maritate andavano


tro e

Contaminazioni che dove-

volentieri loro inconsi

vano

essere pubblicamente

lasciavano sferzare
corregge,

eliminate con la lustrazione, erano: lo spargimento di sangue, il puerprio, il contatto dei morti e i funerali.

con che

le

persuase

ci fosse

zione

purificaun'espiazione, e

una

apportasse felicit al loro matrimonio. Perci il giorno della festa

Dinanzi

alla porta di una casa in lutto, era collocato

257

e,

LTJT

un vaso con acqua, perch


ogni persona, uscendo, potesse purificarsi e, mortorio, tutti i

pi tardi, anche bian-

che.

Le donne
le vesti e

si

straccia-

dopo

il

vano
ogni

parenti

deponevano ornamento; gli uolasciavano crescere

del defunto solevano

com-

mini
i

si

piere insieme certi riti di


purificazione.

Lustro
to
il

[lustrum] era una lustrazione pubblica di tuttuita


si

popolo romano, istida Servio Tullio, che faceva aUa fine di ogni
di

e la barba, e si tenevano lontani dai banchetti e da ogni festa. KeUe sventure che colpivano Io Stato, come le
capelli

grandi sconfitte e, pi tardi, la morte deU'imperatore o


di

censimento, al Campo Marte, col sacrificio di

un membro

della

un

porco, di un ariete e di un toro suovetauriUa [sus

porco, ovis taurus toro].

=
5

famiglia imperiale, veniva ordinato il lutto pubblico [iustitum decernere,


edicrel,
si

pecora,

durante

il

quale

il

censo
anni,

si
il

poicb eseguiva ogni

nome

lustro

sospendevano le sedute dei tribunali, si chiudevano le botteghe, cessavano tutti


gli affari

fini

con l'avere il significato


periodo di tempo di
la

di

un

cinque anni. Lutto [luetus]

pubblici e privati, magistrati e i senatori deponevano le insegne. Cesi

manifesta-

zione esteriore di cordoglio cbe anche gli antichi ave-

sato il pericolo, veniva tolto il lutto pubblico [iust-

vano per

la

morte di pai

tum remittre, exure']. In alcune circostanze,


lutto
sere

il

renti prossimi. Il lutto deUe vesti, presso

pubblico poteva
interrotto

es-

[iustiium

Eomani, doveva durare 10 mesi, sotto pena della infamia


si

indossavano vesti
scure \toga
pulla]

nere o

minui], come, per esempio, quando succedevano avvenimenti lieti o solennit di varia specie.

17

Stano, Dizionario di miti

e leggende.

MAC

258

M
Macane
[Maclioii] figlio di EscTilpio e di Epine, contessaliclie
le,

erano

gli

Onagri e

gli

Scorpiones.

dusse 30 navi con schiere a Troia. Fu ferito


il

Vnse [Vinae]
a

macchine

con una freccia da Pride,


e

tetto, di 16 piedi di lunghezza, 7 di larghezza, 9 di

suo corpo fu portato


[Macareus,

altezza, costruite

con

pali,
di

da 'EstoTG nella Tessaglia.

e formanti

un

portico
ai
lati

Macaro

223-441] era
stanco
nare,
si

XIV, compagno di
da Troia,
peregri-

colonne,
reti

difese

da

Ulisse; nel ritorno

dal lungo

di vimini, e coperte, al di sopra, da doppio tetto di tavole e di vimini intrecciati;

ferm dove tirrena,


Gaeta.
gere

sulla costa

in esse

gli

asse-

Quivi

poi vide

sorse

dianti

si

riparavano

dai

Enea, il duceva seco Achemnide,

giunquale condi Ulisse,

proiettili e dagli altri getti

degli assediati.

Mscoli

[Muscli, detti an-

altro

compagno

che era stato abbandonato nella SicUia, e che egli credeva gi morto ivi. Macchine d'assedio:

che Testudines fossoriae] servivano al lavoro profondo della terra, per scavare le fondamenta alle mura che

dovevano
poco
alti,

abbattersi,
ecc.;

Catapulte [Oatapultae, xaTKTcXTai.] balestre di

riempire le fosse

per erano

gran-

ma

lunghi circa

de dimensione, che servivano per lanciare giavellotti e frecce in linea retta.

60 piedi.

BaUlste

[BaUistae,

X160-

Tavolati [Plutei] pareti difensive [diritte, circolari angolari] con tetto a forma
di elmo.

pXoi] grosse
getto, che si per lanciare

maecbine da
adoperavano

Erano
e

fatti di vi-

mini
di

intrecciati,

ricoperti

giavellotti, frecce e pietre di

ad arco

grosso peso.

mossi su tre ruote, e servivano per difendere gli arcieri e i frompelle,


bolieri, e ripararli dai getti

Una specie di armi da getto,


introdotte neU'et imperia-

degli

assediati.

250

MAG

Testggini
Tbaracconi,
l'ariete [v.

[Testudnes]

Magi

[Magi]

membri

della

coprivano Ariete'] e gli uo[ariei

che

mini addetti ad esso


tanae], o coprivano
dati
le

casta sacerdotale, presso i Medi e i Persiani, che appartenevano ad una trib


speciale.
i

sol-

Furono in origine
il

occupati
e

riempire

depositari di tutto
gli

sa-

fosse

terreno,

ad arginare il perch le macchine


operare
[aggesti-

pere scientifico,
le cose del cidto.

anomi-

nistratori dei riti e di tutte

potessero
tiae].

Torri mobili [Turres ambula fcoriae] costruite sopra una impalcatura, a 4, 6,


8 ruote, e spinte innanzi fino ai bastioni, con assi-

Conducevano una vita semplice e possedevano il dono della


vaticinazione.

Secondo alcuni, Pitagora, Platone, Empedocle furono


loro
scolari.

con animali da tiro. Erano fatte a volte, alte da 90- a 180 piedi, fino a
celle o

Maga

[artes

magcae].

La
e,
si

magia antichissima fin da tempi remoti,


trova presso tutti
i

raggiungere

l'altezza

delle

mura,

contenevano

da

Godevano fama
gl'Indiani,
i

popoli. di valentisCal-

10 a 20 piani [tabulata]. Kei piani inferiori era collocato


tata
di

simi indovini e fattucchieri


Persiani,
i

un ariete e deposiuna grande quantit


per
i

dei, gli Egiziani, gli Ebrei. Anche fra i Greci e i Eo-

acqua,
si

possibili

mani fu molto

diffusa

la

incendi,
riori

e in

quelli

supepiccole

ponevano

macchine,

che lanciavano

frecce; nell'interno scale fsse a pinoli univano le varie parti, e ogni

magia. In Grecia se ne trovano tracce in Omero: il filtro di Elena, la trasformazione


in porci e in leoni dei

com-

piano aveva,

nell'esterno,

un

ballatoio

pagni di Ulisse, per opera di Circe, l'incantesimo adoperato dai figli di Autlyco per sanare la ferita di Ulisse ecc. Ma pi tardi, la magia si ebbe specialmente nei
misteri dionisiaci, nel culto del mondo sotterraneo, nei
culti frigio

provvisto di parapetto. All'altezza delle* mura, era


collocato

un ponte, che pen-

si lasciava cadere sulle mura, o in linea retta si spingeva fuori

deva da funi e

della torre.

ed egiziano, nei

MAG
quali la religione
si

260
risoltri,

con nodi magici e con

veva in espiazioni per mezzo di incantesimi.

altre cose simili.

Spesso
dei Greci
si

La dea maliarda

neUa vaticinazione evocavano i morti dal


delle

Hcate, la dea deU'Averno, la sotterranea, la notturna, i cui misteri erano

regno

ombre, Necro-

manza
[xavTEia
e,

[vsxp?

con lampi, tuoni e apparizioni di spettri d'ogni maniera. A Hcate va unita Artemide, la dea delcelebrati
la
le

luna, la quale insegna formule magiche e procrea le erbe per le malie.

per moniati dal demone da cui erano invasi, si ricorreva a formole etsie, a sentenze di Salomone, a

vaticinazione]; liberare gii inde-

morto,

Erano dotate
Medea,
i i

della virt de-

radici, alla saliva, ai chiodi, ai capelli e altre simili cose.

gli incanti le Sirne, Circe,

Cabiri,
i

Curti,

Telcbni,
le

Coribanti, i Oercecc.

Coloro che volevano purgarsi delle loro colpe, do-

pi,

mpusa,
della

Lmie

vevano sottoporsi a un battesimo marino e al digiuno,


e stare

Arti

magia

erano:

seduti
giorno.

per

terra

scongiuri, formule magiche, preghiere, incantesimi. V'e-

tutto

un

Presso
era
se

rano erbe magiche [la verbna, la malva, l'asfodlo], pietre magiche [aeroliti o
sassi

i Greci, la magia non proibita dallo Stato; talvolta incantatori o

scavati

dalla

terra

incantatrici, in Atene, furono accusati e condannati

mistica].
gersi
i

Sono da aggiuntalismani, che porincisi alcuni carat-

tavano
teri,

a morte, ci si deve attribuire all'uso delittuoso che se ne faceva.

gli

amulti, gli anelli


i

incantati,

nodi

magici,
i

gi

Eoma, le arti della ma non furono mai per

le cinture, le corone, meri magici, le ossa

nu-

uma-

messe: anzi, quando la di vinazione nazionale degli

ne

ecc.
si

uguri e degli arspici sem

I fanciulli

proteggevano dalla fascinazione per mezsi

br sopraffatta
vaticinatone di
si

dalle

arti

altri paesi

zo di amuleti; gl'incanti di

amore

operavano

con
fil-

vedimenti contro
dori stranieri.

deliberarono gravi prov i ciurma-

parole cabalistiche, con

~ 261
Augusto proib
logi

MAG
davano il titolo all'anno, avevano diritto all'obbedienza da parte degli altri
magistrati, eccetto 1 tribuni della plebe e, fuori di Eo-

di

agli astroesercitare il loro

mestiere e ne arse i libri, Tiberio ordin contro di


loro esecuzioni capitali, esilii e confische. Vespasiano,

Adriano, Marco Antonino,


invece,
cessori
si

ma e in tempo di guerra, godevano di un potere illimitato. I consoli entrava-

valsero

perfino

di indovini stranieri. I suc-

no
di

in

carica

nella

met

Costantino cercarono di metter fine alle


di

vaticinazioni
di morte.

con

la

pena

[dall'anno 153 av. Cristo, per il 1 gennaio], vi duravano un an-

marzo

Magistrati [magistratus populi

no e mese
fari.

si

alternavano ogni
il

nell'esercizio

Eomani]
le

esercitavano
cari-

Durante
il

degH mese

af-

di

Eoma

pubblicbe
stipendio;

carica,

console era prelittori coi fasci,

che senza

avevano per diritto al rimborso delle spese emesse

ceduto dai
negli altri
littori.

mesi non aveva


[sel-

Insegne dei consoli

per ragioni del loro ufficio. La carriera della magistratura seguiva quest'ordine:
questura, edilit, pretura, consolato, censura. KeU'entrare in carica, i magistrati, nel tempio di Saturno, giu-

erano: la sedia curale


la

curUs}, la toga pretesta, orlata di porpora [toga


lo

praetecota],

scettro

di
i

avorio [Scipio eburneus],

12
et

littori coi fasci

[lictores

fasces],

nei quali, fuori


inserite le

ravano

presso

questori
nel-

di

Eoma, erano
Pretori

di osservare le leggi;
l'uscirne,
ti

scuri.

giuravano davan-

all'assemblea del popolo di non averle mai violate.


censori.

[praetores] ai era affidata l'ammi.quali nistrazione della giustizia.

Magistrati maggiori erano:


i

Dapprima, a Eoma,

vi fu

consoli,

pretori,

un
247

sol

pretore,
Cristo,

ma
oltre

nel
al

I
i

Consoli [consles] erano

av.

pi alti magistrati della Eepubblica: investiti del supremo potere esecutivo, presiedevano il senato e
le

urbanus, che decideva le controversie fra i cittadini, fu istituito il


praetor praetor peregrinus, che giu-

assemblee

del

popolo.

dicava le

liti,

soprattutto

MAG
d'indole
forestieri

262
commerciale,
o
tra tra
della

plebe:

erano dappri-

forestieri
la

ma
pi

cittadini.

Verso

fine

scelti fra i plebei, ma tardi le leggi Licinie


gli

della

E epubblica, il
littori

numero

istituirono

edili

curli,
i

dei pretori era salito a 10. Insegne dei pretori erano:

che erano

eletti fra

pa-

trizi. Ufficio

due

la fasci, la sedia cutoga pretesta,

coi

plebei che nettezza e la sicurezza

degli edili, cosi curK, era la


del-

rle,

il

forma
sedeva

tribunal, palco di semicercMo, ove


il

in

la citt, la sorveglianza dei

tempn
blici

e degli edifzi pub-

pretore

col

suo

seguito, quando za esercitava 3a sua carica.

dia va

udien-

privati {ades = la conservazione edifzio],


e
dei plebisciti e dei senato-

I Censori erano due, no-

consulti nel tempio di Crere, l'organizzazione e la

minati

fra

pi
il

insigni

consolari

vano
lato],

[coloro esercitato

che aveconso-

sorveglianza delle solennit pubbliche: teatri, trionfi,


giuochi, funerali. Gli edili curli esercitavano la loro
giurisdizione controversie

prima ogni 5 anni, poi per un anno e mezzo. Era ufficio dei censori: fare
censimento dei cittadini:
averi, distribuirli nelle classi e nelle centurie, ammetterli nelle trib e fra i cavaKeri, vigilare su la moralit pubblica, scegliere i nuovi senatori ed escludere dal Senato queUi che se ne fossero mostrati
.

anche nelle commerciah e


toga
pretesta

il

avevano
I

la

dei loro

e la sedia curle.
[quaerere inquirire] incaricati, in origine, di istituire i processi
capitali, divennero poi, per legge di Valerio Publcola,

Questori

magistrati della pubbHca finanza. Amministravano


l'erario pubblico, deposita-

indegni.
altri

magistrati,

differenza degli i censori

to nel tenipio di Saturno,


l'incasso delle

una toga rossa [purpurea^, ma non avevano littori.


vestivano
Magistrati minori erano: Gli Edili, custodi del tempio di Crere [aedes Gereris],

imposte e
i

il

pagamento
bliche.
stori
'di

delle spese pub-

Da

principio,

que-

furono due, al tempo Giulio Cesare divenne-

ro 40.
I iudices

dov'era

l'archivio

decmviri,

in-

263
caricati di istruire processi
e

MAG
to contro la

pena

inflitta

cause

civili.

triumviri

nocturni

un plebeo da un magistrato che non fosse il dita


il censore, e contro le deliberazioni del Se-

capitales, vigilavano per la sicurezza notturna della


citt.

tatore o
nato-

nocive

all'interesse

legge Papiria [nel av. Cristo] conferi loro la

La

239

della plebe, le quali, in tal

giurisdizione
istruivano
tali,
i

criminale:

processi capile

sorvegliavano le pri-

gioni,

facevano eseguire

non erano vaKde, finch il popolo non avesse dato il suo parere. I tribuni, dapprima 5, poi 10 dal 472 av. Cristo, erano eletti fra
caso,
i

sentenze capitali. monetales I triumviri


sorvegliavano la Zecca, posta nel

plebei;

tevano

i patrizi non poessere assunti al

tempio di Giunone
la

tribunato se non diventavano plebei, per adozione

Moneta, e
monetaria.
I

circolazione

approvata dai comizi


buti.

tri-

I tribuni non poteessere assenti da

curatores viarum, sotto


la

vano

Eoes-

la direzione degli Edili, cu-

ma
le

per

un

giorno intero;

ravano
torni.

nettezza

delle

loro case

dovevano

strade, in

Eoma

e nei din-

sere aperte, di giorno e di

Tribuni detta plebe

[tri-

notte, per chiunque avesse bisogno dell'opera loro.

buni plebis]

diritti della plebe,

tutelavano contro

i
i

Magistrati straordinari
erano:

possibili soprusi dei magistrati patrizi. Durante la

carica,

non potevano

erano inviolabili e essere accusati: convocavamo i comizi tributi, citavano i cittadini accusati di alto tradimento a comparire davanti alle
centurie, e potevano citare davanti al popolo, e persino
arrestare,
il

Dittatore [dictator] magistrato con supremi poteri, che si eleggeva nei casi di estremo pericolo.
Il

Era nominato dal Senato, su proposta di uno dei consoli,

o scelto fra

consolari

[coloro citato

che avevano eseril

consolato].

Du-

abusasse

del
il

Avevano

magistrato che suo potere. diritto del ve-

rante la carica dittatoria, che non durava pi di sei


mesi, tutte le altre magistrature cessavano il loro

MAG
ufficio,

264
e

divenivano

ese-

Maia

cutrici degli ordini del dittatore. Contro i suoi decreti

[Maia, II, 685] fgUa d Atlante e di Plione, era madre di Mercurio: la mag-

le

sue
il

sentenze,
l'appello dittatore

non

era

ammesso

giore delle Pliadi, ammessa con loro a far parte della


Costellazione, che

al popolo, n poteva essere

da

essa

cMamato a

prese nome.

rendere conto dei suoi atti. Aveva 24 littori, coi fasci

Mamertlni
cenari
di

[Mamertini]. merdediti
alla
figli

italici,

muniti di scure, anche in Eoma, per significare che


il il

guerra e detti perci

Marte

[Mamers

nella

dittatore riuniva

in

s
e

lingua osca lo stesso che

supremo potere

civile

militare.
Il

maestro dei cavalieri

Marte], i quali, doavere aiutato Gerone di po Siracusa contro i Cartaginesi,

Mars

[magister equtum] sostituiva il dittatore neUa sua

occuparono
uccisa
la

Messi-

na

assenza

e,

in
la

guerra,

coi

mandava
la
i

cavalleria;

e, maggior parte degli uomini, ne tennero per lungo tempo il

triumviri presiedevano
triumviri,
i

al-

possesso,

con

l'aiuto

dei

fondazione delle colonie;

Eomani.

viri,

quinqudecmviri [3, 5, 10
i

magistrati] curavano la distribuzione dei terreni; i

dumviri
curavano

[2

magistrati]
ecc.
si

la flotta

Mancipzio [mancipatio] la presa con la mano [manus = mano, capio = prendo] era, nel commercio romno antico, un atto molto importante, quando si doveva
trasmettere
sona.

Magna
l'Italia

Grecia

chiamava meridionale, a sud


il

qualche

cosa

al possesso di un'altra per-

del Sele e del Fortore, cos

greche ond'era popolata, specialmente intorno al goKo di Taranto.


di

detta per colonie

gran numero

Esso era compiuto in presenza di cinque testimoni e di un Ubrpens [uomo


che aveva
colui

una

bilancia], da

chi trasmetteva la cosa a

Questa

denominazione

le

fu data da Polibio, e indicava specialmente le citt

che la riceveva, il quale, pronunziando alcune

greche coi loro

territorii.

parole solenni, prendeva l'oggetto che voleva acqui-

265
stare e percoteva la bilancia

^
dum
riam
tuor

MAN
in Sallentinis
vi cepit: ibi

Man^uad
quat-

con un sesterzio, clie dava all'altro come prezzo


della

milia

hominum capta

cosa.

Quest'atto raffigurava una vendita e, nel tempo pi antico, dev'essere stato un

et ceterae praedae aliquantum. [Livio, libro XXVII,

cap.

15].

modo
diante

di
il

comperare, mepeso del prezzo.

quando, pochi anni prima, Annibale, espugnata Taranto, si rivolse a Brindisi,

Mandria pMandura, MavSpiov, MavSvtov] citt dei nell'antica CaSalentini,

abbandon aUa preda

e al saccheggio dei suoi soldati il territorio di Mandria,

labria

[oggi provincia di Taranto]. Si trova sulla

che

si

era

opposta ai

suoi disegni.

strada cbe da Taranto me-

Praedatum inde Numidae


Maurique per Sallentinum agrum proximosque Apuliae saltus dimissi [fra

na a Lecce, a 38

Km.

da

Taranto, a 11 dal mare, a 80 metri sul livello del mare, nel territorio cbe fu

Oria

Messpia . molto antica, ricordata da storici autore

detto

e Mandria]. Unde ceterae praedae Jiaud multum, equo-

citt

rum
e

greges

maxime

abacti:

quibus ad quattuor milia

voli.

Tito Livio narra cbe, nella seconda guerra punica, do-

equitibus divisa libro XXIV, capi[Livio, tolo 20].

domanda

po aver resistito eroicamente ad Annibale, per difendere la sua indipenden-

Plinio Secondo

il

Y.eccliio,

nella sua Sistoria Naturalis,

ricorda

Mandria per

oppose con grande za, valore e tenacia a Fabio


si

un fonte che

re,

Massimo il Temporeggiatoper non cadere sotto il dominio romano; ma non


ostante le prove di eroismo date dai suoi cittadini, dopo

si trova, anche oggi, in una caverna abbastanza profonda, poco lungi dall'abitato. Le sue

acque, limpide e fresche, scorrendo come un rigasi versano in una vaschetta sottostante, dove si mantengono sempre a

gnolo,

lungo assedio, fu espugnata, e circa 4000 cittadini furono fatti prigionieri.

un medesimo

Uvello.
il

Q.

Fabius

consul

oppi-

questo fonte

popolo

MAN

266
infusis augetur [Plinio, Sistoria Naturalis, libro II,

d il nome di Scgnu, vocabolo che non stato ancora spiegato dal vista etimologico.

punto di Qualche

cap.
rallele

106].

Plutarco neUe sue Vite Faricorda che, sotto


di
le

congettura
stenibile [da

prospettata

del tutto fantastica e inso-

de

ingemum, donnggna, o da caenum


l'illu-

Manduria, mori Archidamo, re di Sparta,


figlio

mura

di Agesilao,
si

fango, loto].

daUa Grecia
ai

il quale era recato

Francesco D'Ovidio,

in Italia, per portare aiuto


Tarentini,
i

stre filologo e dotto cultore di letteratura neolatina

nella

guerra

contro

vicini.
'AY7]cyi,>\.ou
[xv

dell'Universit

di

IsTapoli,

'Hv yp

consultato in proposito, mi disse, dopo lungo esame, cbe questo vo-

da

me

'ApxtSa[i,oC Tcspi MavSviov


'vriQ 'l'vaXiaLC,

utt MsCTaaTctov

aTToGavfv. [Pltjtaego, Bioi


TcapXXvjoi
"Ayic;,

cabolo non trova alcun riscontro neUe radici latine


e

Vita di Agide,
[Bihlio-

neolatine.

cap. 3]. Diodoro Siculo


libro

Ed

naturale: esso infatti

tJieca,

XVI,
si

cap. 62]

deve appartenere all'antichissimo dialetto preroma[osco-messapo] che si parlava in quella regione, e probabilmente conserver sempre celato, nel mistero
dell'antichit, la sua
origine,
il popolo, recustode delle tradiantiche, conserva al il

narra

che

avver una

circostanza

no

singolarissima, perch, nello stesso giorno e nella stessa ora in cui


si

[3

combatt a Cherona agosto 338 av. Cristo],

prima
.

un'altra battaglia avvenne, in Italia, fra i Tarentini e


i

Oggi, mentre
ligioso

Lucani, nella quale mori


si

Archidamo, re di Sparta,
che
era recato per portut-

zioni

suo fonte
alcuni lo

nome

Scgnu,

tare aiuto ai Tarentini.

chiamano Fnte Flinino per l'accenno che ne fa Plinio il Vecchio. In


talentino,

Molto incerta rimane


tavia
l'origine

del

nome

iuxta

oppidum

Manduria. La citt, precedentemente alla colonizzazione greca, dov essere abitata dagli sci, come il
territorio

Manduriam,
stis

lacus ad mar-

gines plenus, ncque exhau-

aquis

minuitur

neque

circostante;

ma

267
a costoro pare
giunti, fin
si

MAN
Insostenibili
e

siano ag-

del

tutto

da tempi abbastanza remoti, immigranti


la

immaginarie appaiono oggi


le altre etimologie cbe, in

Illirici,

cui

lingua

si

tempi
studi
gici

trascorsi,
filologici

quando
e

gli

conserv fino ai tempi dell'Impero e, pi tardi, coloni greci.


JjTon

glottolo-

mancano, naturalmen-

te, altre congetture su probabile derivazione di Man-

erano bambini, presentavano qualche verosimiglianza, come per es. quella che fa derivare Manduria da parola ebraica

duria
nici,

da Cretsi, da Feda Japgi ecc.

Madad

caldaica Medar,

Alle molteplici e svariate opinioni intorno aUa pro-

secondo la quale significherebbe paese collocato


in
e
declivio
l'altra

[Mazzocchi],

venienza degli abitanti di corrispondono Manduria, altrettante congetture etimologiche, circa il probabile significato primitivo del

che la vorrebbe
dall'ebraico

derivata
tificazione
il

Ma for-

zur col significato di

[Pappato dero],

nome

della citt.

Baster
notevoli

citare

quelle pi cbe presentino


es-

per giunta vorrebbe dedurne che Manduria fu baluardo e fortezza


quale,
di Oria.

maggiore probabilit di
sere pi vicine al vero.

Pare

strano

che

uomini

non

Mando Mendo
vallo;

[illirico]

[messapico]

cavallo; ca-

privi di erudizione fossero cos facili a conget-

turare

strane

etimologie,

Mes, Mas

[illirico]

movendo da un'apparente
e soltanto
esteriore

Menzana, MeriMandiano [messadiano, pico] = equino; Mandur


stallone;
stalla [antico indiano] di cavalli; Mandiram [an-

somi-

glianza di suoni fra vocaboli appartenenti a gruppi


linguistici,

tico indiano]

= casa; Mv= stalla; Mandra [itaSpa lico] = gregge.


riferimenti
il

che non presentavano alcuna afinit glottologica, senza

punto pre-

occuparsi degli elementi offerti dagli studi della storia

Tutti cotesti indicberebbero

su

le

afinit

etniche

carattere

agricolo e pastorizio dei suoi abitanti^ nelle orioni.

fra popolo e popolo. Sono etimologie cervellotiche e

bizzarre^ che ci fanno pen-

MAN

268
i

sare a quelle, anclie famose, del celebre Terenzio Var-

Messapi e gli Japigi non siano due rami della me-

rone.

Ma,
18

alla

distanza di oltre

secoli,

bisognava

at-

desima stirpe, come credono il Mommsen e l'Helbig, e che essi siano giunti
in Italia, in tempi diversi e per diverse vie: gli uni dal

una ben maggiore scaltrezza o, almeno, una


tendersi

maggiore severit e prudenza nelle ricerche di carattere etimologico.

nord, per terra, gli Iapigi dal sud, per mare. I Messapi vennero dalla

La

probabilit

maggiore,

Grecia del Nord: nella Beozia


citt
la

quanto all'etimologia del nome Manduria, oggi c'induce a credere cbe esso sia
di origine illirica. Illirici infatti erano gli Japgi cbe

infatti

si

Hyna,

trova una accanto al-

quale sorgeva il monte Messpo, e sulle coste dell'Etolia vi pure un lago

popolarono quel territorio. Vero che non ben distinta


la

relazione

etnica

fra Iapigi e Messpi.


Il

Mommsen crede

cbe Mes-

Oupia [ricorda TpiYj, Opta, "Oppa, Uria, oggi Oria, nella provincia di Lecce]. Gli Japgi invece vi giunsero pi tardi dal sud, per
i

spi e Japigi fiossero genti

appartenenti a una medesima stirpe, che precede l'arrivo tanto dei coloni

via del mare, e scacciarono Messapi dal paese intorno

a Metaponto e al Gargano, prima della fondazione delle

greci,

quanto

delle

stirpi

l'Helbig pensa che Messapi e Japigi fossero rami deUa medesima


stirpe,

sannitiche.

Anche

colonie greche, rinchiudendoli nella parte interna della penisola salentina e,

di

origine

illirica,

particolarmente, nel territorio che si estende fra

e che gli Japigi, giunsero


nella

Puglia e nella penisalentina


le

Taranto e Brindisi. Illirici sono infatti i vocaboli Calabria e

sola

ove soggiodi

Salentina

il

garono
italica

genti

razza

che occupavano quei paesi, per le vie del mare,


soprattutto dalle coste dell'Epiro.
Il

Pais invece sostiene che

etimoMessapia logicamente significherebbe: paese posto in mezzo aUe Peloponacque ['Arcta neso: dpas (snscrito) = acqua].

nome

269

lunghezza,
di e

MAN
poco

Messapi

sono

nomi
i

misura circa due metri di

Brundisum
in

da
o

Brunte-

meno

sum, TJra e tutti

nomi

un metro

ntum

tum

in larghezza e

uxa

in
al

o Ta: Tarentum, Hidruntum, TJrentum, Neretum, Salen-

tum, Aletium, ecc. Vero , per altro, che anch.e nell'isola di Creta scorreva un fiume Msamioc,
MscrcraTrtoi;.

altezza. Appartengono gruppo di vetuste costruzioni cosi colossali, che i posteri non potevano comprendere come uomini aves-

Erodoto

[li-

"VII, 170] racconta che i Cretesi, tornando da una spedizione fatta contro la Siciha, per vendicare la

bro

avere tanta forza; perci i Greci le designarono come opera dei Ciclopi, la mitica razza dei giganti, che si diceva imsero

potuto

migrata
dissero

dalla

Licia,

e le

mura
hbro

ciGlopiche.
Ty]<;

morte del loro re Minosse,


giunti sulle coste della lapigia, furono colti da una terribile tempesta e, aven-

Pausania
'EXXSo?,

[Iltpiyiyriai<;

parlando
rinto,

II, 25, 8], delle mura di Ti-

do perduti tutti vigli, fondarono


taci

loro na-

dice che esse sono opera dei Ciclopi: sono fatte

'TpiTj.

Se-

guendo qusta notizia dada Erodoto, alcuni pensarono che i Messapi fossero di origine cretese.

scuna

di pietre non tagliate, ciadelle quali cosi

grande, che anche la pi


piccola

non poteva essere trasportata da un giogo di

Ma
del

questa opinione oggi tutto rigettata, tanto

muli.

pi che, osserva il Pais,

come giustamente
il

passo di

Le antiche mura di Manduria non sono formate da ammasso di rozzi massi pohgonali, uniti insieine, come le mura poKgonaU di
Tirinto e di Micene, ma appartengono a un periodo posteriore, quando, nonostante i vantaggi che offriva la costruzione poligonale, la tendenza a sempre

Erodoto suppone una citt marittima, mentre Oria si trova a ridosso delle Murge, nell'interno, a oltre 20 km. dal mare.
Superbe vestigia
ra.
dell'anti-

ca Manduria restano le

mu-

Sono formate da immensi macigni di sabbione


calcareo, ciascuno dei quali

maggiore

conregolarit dusse ben presto all'uso di

MAN

2^0
termini, ro stati
i

disporre le pietre a strati orizzontali e I regolari.


grossi blocchi infatti sono

Pelasgi sarebbelo

stesso popolo che nell'et storica, in con-

anche

squadrati da tutte le facce, sulle giunture Yerti-

dizioni politiche del tutto diverse e con disposizioni

cali e ci

richiamano

la co-

etniche,

modificate

dalla

struzione delle

mura

di

Pa-

nopo e, anche meglio, di Cherona e di Messene. Alla denominazione di mura


di

lunga permanenza nel nuovo territorio, si chiamarono


poi col nome di Ellni . Ma il Pais avverte che oggi nessun erudito reputa sul serio che i Pelasgi ab-

ciclopiche,

sull'autorit
si

Erodoto e di EUnico,

sostituita, pi tardi, per

biano

innalzato
delle

le

mura

queste antiche costruzioni,


quella di pelsgicJie, perch sarebbero state costruite dai
Pelsgi.

pelasgiche

cinte ita-

liche; le tradizioni di

Erodoto e di Ellnico circa i

Pelasgi

hanno carattere

leg-

Ma
ne

oggi la critica pi dotta

e accurata rigetta l'opiniodell'esistenza della stir-

pe che suol chiamarsi pelsgica. Col nome di Pe-

ramo

lsgi si suol indicare quel della stirpe ariana o

gendario e scarso o nessun valore storico rispetta al fatto in s e alla cronologia. Quando i Greci colonizzarono le coste d'Italia, trovarono sul posto la maggior parte dei popoli che, in et storica, vediamo oc-

indo-europea che, durante la trasmigrazione dall'Asia Minore [ove gli Axii si erano diffusi, partendo dall'altipiano del Pamir, che
si

cupare le
neti,

diverse regioni della Penisola [Liguri, Ve-

Umbri, Etruschi, Au-

ritiene la loro sede ori-

sni, Osci, Iapigi, Messpi], che, sin dalla met del

ginaria],

le coste di essa

s'indugiarono su o sulle isole


e

secolo YIII,

occupavano
loro

le

dell'Ego,

anche passati

regioni che da sero il nome.

pre-

pi tardi nella Grecia, conservarono i primitivi caratteri di origine,

Mangne [mango]
so
i

era, pres-

prima di

Eomani, il mercante di schiavi: li conduceva per

assumere

peculiari qualit etniche, per cui poi si dissero Ellni . In altri

quelle

mano [mango
legati

= manus ago]
li

insieme,

esponeloro

va nudi e appendeva

271
al collo

MAN
il

una

tavoletta, sulla

nio
fizi

Superbo;

ma

sacri-

quale erano indicati i difetti fisici e morali di ciascuno.

umani furono
console
si

aboliti

dal
e,

Giunio

Bruto

Per i difetti non indicati, doveva dare garanzia, e quando voleva venderli senza garanzia, metteva loro
in testa
ledti.

in cambio di teste
offrivano

umadi

ne,

teste

papavero e
cie

d'aglio.

Mntica [mantca] una


di

spe-

un

berretto]. !N"aturalmente, cercava di rendere pi belle le fattez-

pilus

cappello

\^i-

adoperata dai viaggiatori a piedi o a cavallo. I viaggiatori a


piedi la reggevano sul dorso, in modo ch.e una delle

bisaccia

ze dei suoi schiavi, ne de-

cantava

pregi con paro-

loni e frasi esagerate, e

ne

nascondeva
dei

difetti.

due tasche pendeva davanti e l'altra dietro, sulle spalle; quelli a cavallo la
collocavano
l'animale.
dietro
i

Mani pManes] sono

le

anime

loro,

morti buoni, che si veneravano come divinit, detti perci Dii Manes, Venivano onorati con libazioni di acqua, vino, latte ecc.; il 21 febbraio si

di traverso su

fianchi del-

Manto [Manto]
glia

indovina,
la

fi-

dell'indovino

tebano
vittoria
[ved.

Tirsia.

Dopo

degli Epigoni, a

Tebe

propiziavano con una festa funebre generale [ferala} e, nel tempo pi antico, si offrivano loro vittime umane. I Manes RcsbYano co-

per ordicondotta a Colofone, nell'Asia Minore, dove' fond l'oracolo


Adrasto'], Manto, ne di Apollo, fu

di

munemente
i

morti, mentre
gli

Apollo Clario e spos Rhcio, da cui ebbe il vate

Lares

erano

spiriti

Mopsp.

benigni, e le Larve gli spiriti

Manbie [manubae]
il

erano

maligni.
terribile
di-

Mania pMania]

bottino di guerra spettante specialmente al ge-

vinit italica, madre o ava dei Lari e dei Mani. lei

nerale;

mentre

la

preda

e ai Lari si celebravano, a Roma, le feste Compitali,

[praeda] era il bottino consistente in schiavi, animali


e cose di varia natura. Presso i Greci, il generale soleva dividere la preda

neUe quali si immolavano fanciulli. Queste feste furono ristabilite da Tarqui-

comune;

ma una

parte la

MAN
consacrava
vero
edifzi.

272
agli
di,

ap-

quando
iscrivere

il

dominus faceva
servo fra
i

pendendola nel tempio, ovla

il

cit-

collocava,

come

ornamento,
Presso
della
i

su

pubblici

tadini, nella lista dei censori ordinava \censu\,


nel.

testamento

che

gli

Eomani, una parte


all'erario

schiavi fossero liberati

[te-

preda di guerra era


dello

stamento].
20 In
la

assegnata

forma privata:

il

pa-

Stato, una parte ai generali, e il resto era diviso fra i


soldati.

drone dichiarava che dava


libert aUo schiavo, o aUa presenza di amici [inter amicosl, o con dichia-

Le armi
si

tolte

al

nemico
la.

chiamavano spoi

Manumssio
Eomani,
schiavi

era, presso la liberazione degli

razione scritta [jper epistulam], o conducendo lo schiavo


Ijper

dalla

loro

condi-

mensa con s mensam]. Lo schiavo


a
di

zione di servit.

cos liberato,

usciva dalla

Essa si aveva: 1 In forma solenne: il padrone dichiarava innanzi a un magistrato, che concedeva la libert allo schiavo [vindicta].
Alla presenza del pretore, un littore toccava il servo

sua

condizione
diversa:

servit

ed acquistava una posizione


sociale

diveniva

UbeHus. Se la manumissio era data


in

forma solenne, lo schiavo, diventato libero cittadino, acquistava i suoi diritti


[v.

con

la verga [vindicta'], pronunziando la formula con cui gli concedeva la libert: hunc hominem Uberum esse aio , poi il pa-

Liberto'],

ma

se in

forma privata, otteneva


libert reale, senza per diritti di cittadinanza.

la

Manus
i

inectio

fu,

presso

drone, presolo per mano, lo faceva girare su se stesso,

Eomani, il pi antico mezzo esecutivo, che il cre-

dicendo:

iune
esse

homivolo
,

nem

Uberum

ditore adoperava contro il debitore, per trarlo in schia-

quasi per indicare che, da quel momento, poteva an-

vit e costringerlo al paga-

dare dove volesse. Un'altra forma solenne della

manumissio

si

aveva

mento [manus inicre = metter le mani addosso a qualcuno]. L'accusatore 30 giorni dopo la condanna

273

MAE

conduceva

l'accusato

da-

vanti al pretore, e se quegli non pagava o non preun mallevadore sentava [vindex], lo trascinava in

marmi pi rinomati, in Grecia, erano: il prio, dall'isola di Paro, nell'Egeo,


bianchissimo e rilucente;
pentlico, dal
il

monte Peni

sua casa, dove lo metteva in catene e, dopo 60 giorni, poteva venderlo in paese
straniero e

thco, presso Atene, che

Greci preferivano agli


il

altri;

anche ucciderlo.

del Taygte, catena di monti, fra la La-

marmo

creditori erano molti, avevano il diritto di ta-

Se

cnia e la Messenia, che

si

spinge fino al
di Tnaro;
il

promontorio

gliare

ma

a pezzi il debitore; nessuno us mai di

marmo

del-

rimtto

[monte

dell'Atti-

questa facolt. Mrcia acqua [Marcia a qua]

ca, celebre anche per i fiori e per le api], venato in grigio;


il

una fonte, nel

territorio di

marmo
e,

corinzio,

Tivoli, la quale, per mezzo di un acquedotto costruito

a vari colori
giallo;
il

per lo pi,
di

frigio,

color

dal pretore Quinto Marcio

Eex [donde
nel 144 av.
gliorato

il

suo nome],
e mi-

Cristo,

poi

da

Agrippa,

bianco con macchie di porpora; il tssalo, che aveva vene verdi, bianche e nere; il marmo carystio, da Crysto
lori;

fornisce, anclie oggi, di abbondante ed eccellente

Eoma

nell'Euba,
il

con vealtri co-

nature verdi e di

acqua potabile.

marmo
di
il

tasio,

dal-

Marca [Marica] ninfa


lica,

ita-

l'isola

Taso, nell'Ego,

a cui era consacrato un bosco [lacus Marlcael e

bianco;

marmo

lesbio,

dall'isola di

Lesbo, nell'E-

un santuario presso Minturno, non lungi dalla foce


del

geo, bianco -giallognolo. Marmo eccellente v'era nell'Asia

fiume
si

Liri,

dal

quale

Minore e nella

ISTumi-

non

poteva riportar via quello cbe una volta s'era

portato.

Marmo
era

[marmor]. Il marmo noto a Omero, perch se ne trovano cave nelle Oicladi e nell'Asia Miforse
nore.

dia; quest'ultimo era giallo con macchie di porpora. Pi tardi se ne scoperse anche in Italia, sul monte

Luna, nell'Etruria, oggi

marmo
I
Greci,

di Carrara.

Eomani
dopo

appresero

dai

la conquista di

18

Stano, Dizionario di miti

MAR
quel paese, l'uso del
nelle

274
marmo
costruzioni.
il

macedonico fu

MeteUo primo a

Mssii [M^us?], popolazo ne della Libia, suUe riv(


del Tritne,
cb,e
si

dipin
i

far costruire, a Eoma, tempio di marmo.

un

geva
si

il

corpo con minio


crescere

lasciava

ca

Mrsia

[Marsyas,

VI, 381-

pelli

soltanto

neUa

part(

400] satiro, nato in Frigia, del quale si diceva avesse trovato il flauto clie Athena aveva gettato via. Divenuto valentissimo suonatore di flauto, os sfidare
Apollo;
pelle

destra
I.

del capo.
i Greci. In Gre matrimonio soddisfa

Matrimonio [matrimonium]
Presso
eia, il

ceva a un triplice dovere


verso
gli

di,

ai

quali bi

questi lo

vinse

e,

sognava lasciare
che
li

uomin

scuoiatolo,

ne

in

una
neUa

appese caverna
Frigia.

la

lo Stato,

venerassero; vers( a cui bisognava


cittadini;

Celne,

Lo

procurare
la

vers(

piansero i satiri fratelli e tutte le ninfe dei monti e


delle selve circostanti; e le lacrime, assorbite dal ter-

propria stirpe, cbe do


era del tutto pospo

veva essere conservata. L'a

more
sto a

queste idee,
scelta
della

cb.e

reno, scaturirono poi, for-

neUa

sposa

mando

fiume Marsia, le cui sorgenti erano nella medesima caverna.


il

predominava il pensiero
e spesso
la sposa
il

del

la dote, della famiglia ecc.

padre
il

sceglieva

Si

diceva

movesse no del flauto.

pelle si lietamente al suo-

clie

la

per
si

figlio,

per

cb non
fetto

badava aUa na

turale inclinazione

deU'af

Marte
mani,

pMars]
il

presso
della

Eo-

dio

cbe, del resto, sor difficilmente in Atene geva

guerra,

dove
le

le

donne conducevam
domestiche.

identificato

con Ares. [Vedi

vita ritirata e oscura,

fri

Ares],

Mssico [Massicus mons]


monte a nord-ovest
[oggi
della

pareti

li

Atene, per la validit de matrimonio, gU sposi do

Campania, presso Sinuessa


Mondragne], famoso
suoi
vini,

vevano essere entrambi


tadini
liati

cit

di

nascita.

fig]

per

celebrati

da un cittadino e d

dai poeti romani e, specialmente, da Grazio.

una non
illegittimi;

cittadina, erani era proibita 1

275
bigamia, ma spesso, oltre moglie legale, il marito aveva anche una concula

MAT
rone
quale
sposo.
e

profumati

di

un-

guenti], sopra

un

sedeva

carro, nel tra un suo

legge proibiva matrimonio tra fratelli


sorelle uterini,

bina.

La

il

parente prossimo

e lo

ma

era per-

messo quello tra fratelli e sorelle di due letti. Il matrimonio fra parenti di grado lontano era assai desiderato e, in certi oasi, ordinato dalla legge. Lo spoera preceduto dalla promessa solenne, fatta dal
salizio

Sparta, lo sposo, col consenso dei genitori, rapiva la sposa e la conduceva a casa d'una parente,
la

quale preparava
nuziale^

il

ta-

lamo

dopo un

bre-

padre della fanciulla o da cM ne faceva le veci, e in


essa
elle
si

ve tempo di segreta consuetudine, si faceva noto il matrimonio e si celebravano le nozze.

La madre
cendeva
la

della sposa ac-

stabiliva

la

dote,

teda nuziale, e
di
fiac-

non diveniva propriet


marito,
al

un gran numero
cole precedevano

del

quale

ap-

segui-

parteneva
frutto.

soltanto

l'usu-

vano
fra

gli

sposi.

Il

le

acclamazioni

corteo, e i

Kel giorno delle nozze, lo sposo e la sposa facevano il bagno in acqua attinta a

d'Imne, accompagnato dal suono del flauto e delle cetre, si recava


alla

canti

una

citt

fonte, stabilita per ogni [in Atene la fonte di

casa

dello

sposo,

or-

OaUirhoe], si compivano in casa della sposa alcune sacre cerimonie, delle quali

nata di festoni di frondi, dove era accolta da un getto di noci, fichi ecc., e spesso seguiva un nuovo ban-

non sappiamo
to, e si

nulla di cer-

chetto

nuziale,

nel

quale,

teneva un banchetto

come dono

nuziale, nel quale le

donne

sposa sedevano separate dagli uomini. Dopo il banchetto, verso sera, la sposa, avvolta in un velo, veniva condotta dallo sposo [vestiti entrambi di
la

con

nozze, si cacce di ssamo.

particolare delle offrivano le fo-

il banchetto, la spocoperta da un velo, veniva condotta dalla para-

Dopo
sa,

ninfa nella camera da letto,


alla

splendidi abiti, cinti di co-

porta della quale si cantava l'epitalamio. Dopo

MAT
le

'276
tio: una specie di compera apparente, che il ma-

nozze, il giorno succeso il terzo giorno, la sposa, senza velo, riceveva


sivo

rito

faceva

della

moglie.

doni dal marito, dai pa-

renti e dagli amici. Il tempo ritenuto pi adatto

per mezzo deU'ZJsws, quando la donna avesse dimorato per un anno, senza
3^

aUe nozze era l'inverno, onde il nome di GameHne mese delle nozze [y^xo?
nozze] gennaio.
II.

alcuna interruzione, nella casa del marito. I riti nuziali

dato
i

al

nostro
Il

Presso

Romani.

romani avevano molta somiglianza con quelli greci. Favorevole alle nozze si stimava la seconda met
di giugno, mentre si ritenevano di cattivo augurio tutto il mese di maggio, la prima met di giugno,

matrimonio, presso i Eomani, ebbe da principio

un

carattere di santit: in
il

origine

ius conubii, cio

la capacit di contrarre

un

tutte
le

le

calende,
i

le

idi,

matrimonio valido, era concesso


della

none,

soltanto ai cittadini

tempo

dei

nefasti, il parentalia ecc.


.

dies

medesima

classe;

ma

nel 445 av. Cristo, la legge Oanulia ritenne valido an-

Kel giorno deUe nozze, la sposa deponeva la toga


praetexta
alla

la

consacrava
intreccia-

che
trizi

il

matrimonio tra padiritto


si

Fortuna Virginlis, avedi

e plebei:

sotto
Il

Caracalla, a tutto l'impero.

cbe, estese

va una cintura
ta

lana

di

pecora,

matrimonio, presso i Eomani, poteva concMudersi in tre modi: 1 per mezzo della Gonfarreatio, che aveva carattere
religioso.

copriva il volto con un velo di color fiamma-arancio.

Quando la sposa, col corteo descritto nei riti gregiungeva a casa dello sposo, per far testimonianza della sua castit, copriva di nastri di lana gH
ci,

Veniva

ce-

lebrato con l'offerta di

una

focaccia di farro e vi pren-

stipiti della porta, e

li

un-

devano parte: il pontefice massimo, il flmine diale,


dieci cittadini, che assiste-

vano
2 per

come testimoni. mezzo della Comp-

geva con grasso di maiale, per allontanare le malie. Di l dalla soglia veniva portata a braccia, e passava sopra una pelle di

277
pecora,
grido

MED
Mausolo [Mausolum] magnifco monumento

il

distesa

sul

paviil

mento, mentre risonava


Talassio

[il

se-

dio

romano
naeus'].

delle nozze, corrispondente al greco Hyme-

polcrale che Artemisia eresse in memoria del marito

Mauslo

Mauslo, in Alicarnasso. [Mausolus, MaooXo^] re di Alicarnasso nella Caria. Alla sua morte, la

Prima di entrare in casa, si domandava citi fosse, ed


eUa, in segno di salnto, rispondeva allo sposo: ubi
tu

Gaius,

ibi

ego

Gaia, e

moglie Artemisia gli fece erigere uno splendido monumento: il Mausolo.

prendeva quindi in consegna la chiave deUa porta. Seguiva il banclietto solenne, durante il quale il marito doveva gettare pugni di noci ai giovani raccoltisi davanti alla casa e,
il pranzo, una matrona che, rappresentava la luno pronuba, conduceva la sposa nella camera nuziale e la collocava sul letto

Mavrte

[Mavors, Yl, 70] Marte, il dio della guerra, identificato con res. [Ved.
Ares].

Mavrzia prole [Mavorta


proles] sono i Tebani, generati dai denti del drago,

dopo

sacro
[V.

Marte

[Mavors}.
fi-

Gadmo}. Medea [Medea] la maga,

glia di Ete, re di Olchide.

Dopo avere
sone,

aiutato

Gia-

maritale, coperto dalla toga, mentre di fuori si can-

del quale fu poi la moglie, a prendere il vello


d'oro,

tavano
ni, laci e

non

soltanto ime-

ma

anche canzoni sapiene di aspri motdopo,


il

lolco,

teggi.
Il

tornata con lui a in Tessaglia, fece morire trucidato PHa e poi, a Corinto, uccise il re
Creonte, la figlia di lui [Crusa o Gluce] e i' due
figliuoli,

giorno

marito

dava un altro pranzo detto


'epotia,

ospiti alla giovine

parenti e gli offrivano i regali


il

Mnnone

Fere

sposa offriva

coppia e la suo primo

ch'essa [Medea] aveva avuti da Giasone.. [V. Giasone}.

Indi,

su

un

carro

tirato

sacrifcio nella

nuova

casa.

Matta
italica,

[Matiita mater] dea

confusa con Leuc-

tea. [V. Ino}.

da due dragoni alati, fugg da Corinto ad Atene, presso il re Ego, a cui si un in matrimonio. Quando

MED
di

278
fi-

giunse alla corte Teseo,


glio

pcrate di Atene e Democrate


di

sciuto

Egeo, non riconodal padre, Medea,

Ootrone,

qual

che lo riconobbe, indusse Egeo a dargli da bere, in una coppa, un veleno, cb 'essa aveva preparato con erbe velenose, cbe erano
spuntate sul terreno, dalla

raggiunsero un alto di dottrina medica.

gradc

Boma,

invece, nei tempi

antichi,

il

era spesso

medico di casa uno schiavo;

medici perci non ottennero mai la stima che ave-

bava sparsavi da Crbero,


cane mostruoso dalle tre teste, quando Ercole lo trasse dall' rebo. Mdici [medici]. Presso i
il

vano in Grecia, perch


generalmente, erano
libertini

essi

schia-

vi o liberti: alla classe

de:

Greci,

Omero

nomina

il

medico degli di. Pene, che va distinto da Apollo. Fra gli uomini, ritenuto
i medici ebbe due quale Asclepio, figli, Podalrio e Macane, medici anch'essi, cbe pre-

aparteneva il me dico di Augusto, Antonie Musa. Ai teinpi di Cice rone, aveva grande fama

capostipite di tutti
il

Asclepiade di Prusa, e Ce sare gli concesse percic la cittadinanza. Durant( si ebbero me l'impero,
dici

con un salario
corte
le

fsso

nella
e

e nell'esercito

sero

parte alla guerra

di

non mancavano

medi

Troia.

chesse [medicae] per le


lattie delle

ma

In Grecia, la medicina fu ritenuta una professione de-

gna

di

un uomo
e,

libero:

donne. ISTon c'erano farmacie com( le nostre; ma nei negozi d

medici erano quindi molto


stimati
in alcuni Stati,

droghe vi erano farmach

ricevevano

uno stipendio pubblico. Ogni medico doveva ottenere dallo Stato


la

gi preparati, i quali, pei altro, erano di solito appa


recchiati dagli stessi medi ci e venduti a caro prezzo Medusa [Mediisa, IV, 779

facolt
e,

di

esercitare la

sebbene non si ricbiedessero esami, doveva almeno dimostrare di aver avuto un buon maesua arte
stro.

803] una delle tre Gorgoni


[V. ivi].

Era dapprima

uni

fanciulla

bellissima, coi

una chioma abbagliante


Kettuno, innamoratosi profan il tempio lei,

Medici celebri furono

Ip-

279
Minerva,
vendic,
penti
i

MEL

la

quale

se

ne
ser-

mutando
capelli
e,

in

della

sua

chioma finente
ventare
scolp
il i

per spa-

natica] Ercole, il quale fu cosi chiamato da Achmone, in una curiosa avventura. [V. AcJiemone].

suoi nemici, ne

Melmpo
tello

pVtelampus]

fra-

capo nel suo scudo, e le serpi su la corazza. Perseo^ venuto nel campo
delle

Binte, figlio di Am5rthane, fu il pi antico vate, che con espiazioni e sacrifici occulti eser-

di

Gorgoni, perch non

fosse
dallo

anche

lui pietrificato sguardo di Medusa,


ri-

guardandone l'immagine
fiessa
gli

nello

specchio

clie

citava la medicina, e il fondatore del culto di Dioniso, in Grecia. Si narrava che nella campagna di Pylo,

aveva

dato
si

Athena,

mentre suonava, alcuni

ser-

aspett che
tasse,

addormendella
Cri-

e le recise la testa

Dal tronco Gorgone balz fuori


dal busto.

penti gli nettarono gli orecchi, s che d'allora comprese le voci degli uccelli e

pot predire

le cose future.

sore e Pgaso,

il

cavallo

Avendo

alato. [V. Pegaso']. Il capo di Medusa, anche staccato

guarite le figlie di P'rto, re di Argo, daUa pazzia da cui erano state


invase, perch poste al culto
si

dal busto, aveva la forza di pietrificare tutti coloro

erano op-

contro
il

quali fosse rivolto

ne spos una

di Dioniso, di esse, Ifia-

suo sguardo.
la

Meduse

pVEedusaeus fons] fonte di Ippocrne, scaturita sotto il colpo del

nssa, e n'ebbe in dono la terza parte del regno.

Melanippe [Melanippe]
valla nera
7]

la ca-

piede di Pgaso, il cavallo alato, generato da Medusa e da Poseidone, e balzato


dal seno della madre, quando le fu staccato il capo

cavalla] figlia di Chirne, fu sedotta da Eolo, e preg gli di che


LTTTrof;

[(xsXa?

nero,

celassero la

sua gravidandel padre. trasformarono Un'altra Me-

za
Gli

da Perseo.

[V.

Pegaso].

agli di

occhi
la

Megra

pVEegaera]

una

delle

in

cavalla.

Erinni. [V. Erinni],

lanippe, figlia di Eolo, eb-

Melmpigo
l'uomo
[y.'ka.c,

delle

[[isX^jLTruyo?] nere naticJie


Truy-yj

nero,

be due figli da ISTettuno. Eolo allora fece esporre i due bambini appena nati

MBL
e,

280
solo

cavati gli ocelli a Melanippe, la tenne cMnsa in


carcere.

bambini,

alle-

[Dioniso infatti, coperto da una pelle nera di capra, gli era alle spalle

vati da alcuni pastori, fatti dal adulti, liberarono


le poi,

per proteggerlo]. Xanto si rivolse per vedere cbi fosse

carcere la madre, la quariottenuta la vista

con

lui,

Melanto

l'uc-

cise.

da N'ettuno, spos Meta-

Per questa vittoria dovuta


all'apparizione del dio, fu costruito un tempietto a

ponto, re dell'isola di
Icria.

Melanppo
giovinetto

pVIelanippus] bel di Patrasso, in

Dioniso

Melntide.
[Meleger, MsXcc-

Melegro
'Xpoc,']

Acaia,

per
di

mosso da passione Comte, sacerdotessa

Diana, la sorprese nel tempio della dea. La profanazione fu seguita da gravi epidemie
dell'oracolo,
e,

Vamico della caccia = bo cura, aypa = [[xsoi caccia] figlio di Oeno e di Altba, marito di Cleopatra,

valoroso

eroe

di

Ca-

per risposta

lydne in EtUa. Suo padre, una volta, si dimentic di sacrificare ad Artemide;

l'empia coppia fu uccisa, e la dea dov


essere placata, ogni anno, col sacrifcio di un giovinetto e di una fanciulla

questa mand un fiero cinghiale [cinghiale calydrdo] a devastare le campalo uccise,

cbe superassero
bellezza.

gli altri

in

Un

altro

Mela-

gne di Calydone. Meleagro con l'aiuto degli


eroi

nippo, figlio di staco, capitano tebano, fer Tido, ma fu ucciso da Amfiaro.


Tideo,
volle

pi valorosi

del

suo

tempo, Admeto, Amfiaro,


Giasone, Kstore, Pelo, Teseo, Piritoo, Castore, Polluce, la vergine Atalnta.
sette giorni dopo che Meleagro era nato, le Moire avevano detto che egli sarebbe morto, quando

prima
cbe
gli

di
si

morire,

portasse

la testa di

Melanippo, che

Poich,

scuoi e sbran coi denti.

Melnto [MXavOo?] figlio di Andropmpo e padre di Codro. Combattendo con


Xanto, re
il

si

fosse

consumato

il

tiz-

della Beozia, per possesso di Onoe, rim-

prover al suo avversario cbe egli non combatteva

zone che ardeva sul focolare, la madre Altha lo aveva spento e deposto in

una

cassa.

Ma

avendo

poi

281
Meleagro uccisi i fratelli di sua madre, figli di Thsti, per una .contesa sorta
intorno alla pelle del cinghiale ucciso, che Meleagro offri ad Atalanta [che era
stata la prima a ferire
il

MEL
sia

stato

condannato

alla

pena capitale. Mela [MsXta]

figlia deU'Oda ApoUo, fu ceano, rapita ricercata dal fratello Canto, il quale, non avendola

ritrovata, appicc
al

cinghiale e della quale egli era innamorato], mentre i


fgU di

Thestio

richiede-

tale premio; Althea, per dolore dei fratelli morti, riaccese il tize, appena fu consumato, Meleagro, preso da grave malore, mori. Altha e Cleopatra si impiccarono, e le sorelle, piansero tanto la morte di Meleagro, che Arte-

vano per loro

il fuoco hosco Ismnio, sacro al dio. Apollo allora lo uccise con le sue frecce. Melia ebbe da Apollo due Tnero e Ismno. figli:

Meladi

zone

[MeXiaSsig] le dei frassini [[xeXta

ninfe
fras-

sino] che si diceva fossero nate, insieme con le Erinni

e coi Giganti, daUe gocce di sangue cadute dalle parti

mide, per compassione,

le

mut

in galline di Faraone.

mutilate di Urano e raccolte da Ga. Furono nutrici di Zeus.

Melte [Meles] fiume deUa Ionia, presso Smirne, una


delle sette citt

Meliba [Meliboea]

figlia

di
il

Anfione e di INiobe, per

che

si

dala
le

pallore prodottole dallo spalo

vano

il

patria di

vanto di essere Omero. Presso

sue sorgenti era una grotta dove si diceva che il

vento dell'eccidio che Apole Diana facevano della sua famiglia, fu chiamata
Glori.

[V.

Glori-].

poeta

avesse

composto

suoi canti. Perci il poeta fu chiamato Melesigene , nato presso il Meleto [ysv

Melicrta [Melicerta, IV, 522] figlio di Atamnte e di ino. Quando Atamnte,


preso da furore, per opera di Giunone, uccise il figlio Lerco, Ino si butt in mare

nasco]. Meleto [MsXtjto?] cattivo poeta ateniese che, insieme

in ytyvofxaL

con
il

l'altro

figlio

Meli-

con Anito ["Avuto <;] fu accusatore di Socrate. Pare che, dopo la morte del grande filosofo, anche lui

quale divenne poi dio marino, col nome di Palmone [in Eoma PortUcerta,

nus].

[V. Ino].

MEM
576-622]
di
figlio

282
di

Meninone [MemEon, XIII,


di Titne e

foreste.

tamburi i monti e le Al grido di evo


so'E]
il

dell'Aurora,

Nella

guerra

[euhoe,
tal

eccitavano a

Troia

egli

uccise Ant-

punto

loro furore, da

loco, Achille.

ma

per

lui,

fu poi ucciso da L'Aurora impetr da Zeus, l'immorta-

sbranare le persone che incontravano e portarne in giro le teste recise, saltando


tra

quando il suo corpo fu cremato sul rogo ed egli si trasform in uccello, tra
lit e,

fremiti

di

gioia

di

pazzia,

Mndes
ziano,

[MsvStji;]

dio

egi-

le

fiamme, si videro volare, dalle sue ceneri, uccelli [memnondes}, che ogni anno si raccolgono sulla tomba di Memnone, per piangerlo, e alcuni si azzuffano e muoiono in onore di lui.

rappresentato sotto la forma di capro e identificato perci col dio Pane.

Meneeo

[Menoeceus, Ms^oi-Kzq] tebano, fu figlio di Creonte [fratello di Gio-

csta, la

madre

di Edipo],

piange ancora e ogni mattina, indora delle sue lacrime la terra. Mnadi [Maendes] erano donne furiose che prendelo

L'Aurora

Nella

Guerra

dei Sette

Tebe, poich ApoUo aveva ordinato che un figlio della


famiglia degli Sparti, cresciuti dai denti del drago,

vano parte principale nel


culto orgistico di Dioniso

doveva essere
'

sacrificato

ad

sono furioso]. Erano chiamate anche Bac[[xatvofxai

res [Marte], per espiare l'uccisione del drago fatta da Cadmo, Creonte si sacrific,

canti,

Thiadi, Mimallne, Bassridi e, col corteggio


di Dioniso, fra rumori assordanti, in preda a eb-

per la salvezza di Tebe, trafiggendosi sui mer-

della cittadella, e precipitando nella caverna del


li

brezza sensuale, squartavano animali e ne mangiavano la carne sanguinolenta.

Menelao
203]

drago di Ares. [Menelus,


fratello

XIII,
re
di

di

Agamen-

Correvano

scarmi-

none. [V.

ivi].

Fu

gliate e seminude, agitando nelle mani il tirso [un ba-

edera facendo risuonare di urla e di ruUi stone circondato


e
di

di

pampini],

Sparta ed ebbe in moglie Elena, figlia di Tindaro. Il rapimento di lei da parte di Pride [v. ivi], che era
stato ospitato

da Menelao,

283
caus la guerra di Troia egli condusse 60 navi. Dopo la caduta di Troia, riavuta Blena, parti per tornare a Sparta, ma sorcess:

MEO
Plutone e Prosrpina
i

ove

presero

loro corpi,

li

por-

tarono in cielo e li mutarono in due comete. Un'altra Menippe fu una

preso da una tempesta, fu

deUe cinquanta
!N"ero

figliuole di

portato nell'Egitto. per otto anni presso i popoli d'Oriente e di Occidente, e giunse a Sparta con

Err

[Keridi]

madre

di

Orfeo.

Mnitra

[[xevuTpa]

compenso

Elena, nel giorno in cui Oreste seppell Olitennstra ed Egisto, che Oreste stesso

che si offriva, come taglia, a chi riconducesse uno


schiavo fuggito o un colpevole di qualche grave delitto.

aveva

uccisi.

Visse a lungo e felicemente con Elena e con lei fu seppellito

Mnta [Menta]
fiume amata da
cito,

ninfa del Ooera

dell' Averno,

in

una

medesima
figlio

tomba a Therplme. Menzio [Menoetius]

Persfone,

Hdes; perci moglie di H-

di Gipeto e di Olimene, e fratello di Atlante, prese

des, la mut nella pianta dello stesso nome.

Mnte [Mens]
ne romana

personificazio-

parte

guerra tni contro Giove. Perci

alla

dei

Ti-

Bopo

la

dell'intelligenza. battaglia al lago

Giove

lo

percosse col ful-

mine
ferno.

e lo precipit nell'infiglia di

Menipp.e [Menippe]
toca.

Orine, era sorella di Me-

Trasimeno, perduta per temeraria imprudenza, le fu consacrato un tempio sul Oampidoglio, ove le si celebrava una festa l'S giugno.

Le due sorelle rano ammaestrate nella tessitura da Minerva e dotate da Venere di grande bellezza. Per far cessare l'orstate
ribile pestilenza

Mntore [Mentor]
amico intimo di
cui
questi,

era
Ulisse,

un
a

Troia,

partendo per aveva affidata la

che deva-

stava

il paese, l'oracolo dichiar che bisognava im-

della propria casa. Minerva, sotto l'aspetto di Mentore, dava spesso saggi consigli

cura

ed

utili

esorta-

molare le due fanciulle. Esse allora si uccisero da


se
stesse,

zioni a Telemaco.

la

pestilenza

Metide [Maeotis palus] il mare d'Azof, che comu-

MER
nica
col

284
ro propriet. I negozianti romani si stabilivano in
tutte le piazze commerciali e talora ancbe in paesi nemici: cosi si spiega che si

Pontus Euccnus, del Bosprus per Cimmerus. Mercatura [mercatura]. In Grecia il grande commercio

mezzo

era

marittimo,

quindi

siano

trovate

monete
e

role

collegato con la navigazione. Al commercio maritti-

mane

nell'India

su

coste del Baltico.

mo

sorvegliavano

10

cu-

ratori, zmyLzkfi'vcci tou fXTroptou. Dalla Grecia si esportavano i prodotti del suolo e le materie prime, la-

Eoma, la sorveglianza del piccolo commercio, che si esercitava in luoghi fissi


[forum
boarium,
olitorum,
piscato-

num,
ecc.],

pistorum
si

vori di argilla e di metallo e tessuti molto fini; e vi si

secondo che

trat-

tasse della vendita di carne, pesce, erbaggi, farine ecc., spettava agli ediU.

importavano derrate, spezie arabiche, avorio india-

no, metalli, legnami costruzioni navali.

per

N mancavano
cianti

commer-

I Eomani, dato il loro carattere bellicoso, non si

minuto, institquali portavano neUe res, case ogni sorta di mercanzie

al

adattavano
e
alle

alle

scaltrezze
del

di oggetti

di lusso,

furberie
il

com-

mercio,
ci in

mano

quale cadde perdi pocM, cbe

ne trassero grandi vantagTuttavia, nel 494 avanti Cristo, i mercanti formavano gi una corporaziogi.

generalmente bene accolte daUe donne romane. Il dio protettore del commercio era Mercrio, al quale i commercianti celebravano una festa, il 15 maggio.

ne,
e

coUegum mercatorum;

Mercrio pMercurius]
tificato
figlio

iden-

quando

la

Sicilia,

la

l'Egitto e Cartadivennero province rogine mane, i mercanti latini

Grecia,

con Hermes: egli di Giove e di Maia, e


Cillne

nacque sul monte


di Arcadia.

viaggiarono sino aUe Indie, e corsero i paesi del settentrione

Appena

nato,

abbandona

mezzogiorno, per terra e per mare, su bastimenti mercantili di lo-

del

deU speruba 50 giovenche lonca, dagli armenti degli di, che


le fasce e, uscito

ApoUo pascolava

nella Pie-

285
ria

MEE
La sede pi
antica del suo
culto fu l'Arcadia, ma fu presto venerato in tutta la

[regione della
le

nia],

Macedonasconde in una

caverna di Pilo [citt nella parte sud-ovest della Messnia], e poi torna nelle
sue fasce. Apollo scopre il ladro con la sua arte divinatrice;

Grecia, ed ebbe erette sta-

tue e

pubbliche piazze e

altari, nelle vie, nelle all'in-

gresso delle palestre: le sta-

ma,

meravigliato

tue erano per lo pi semplici

suono della lira, clie Mercurio ha costruita, distendendo le corde sul gudal
scio

colonne, sormontate da una testa del dio, dette

rme .
si

una tartaruga, gli in cambio dello strudona,


di

Gli

offrivano sacrifci di

maiali, agnelli,

capretti,

mento, le giovenclie, che Mercrio terr al pascolo.

lui

quindi

si

attribuisce
lira.

l'invenzione della
tre, per la sua

Inol-

scaltrezza,

bruciava la lindelle vittime e, nel 4 gua giorno del mese, gli si facevano offerte d'incenso, di fichi secchi, focacce ecc.

montoni,

si

fu fatto da Zeus araldo degli

di, ed ebbe l'incarico di condurre i morti all'H-

Era rappresentato come un giovine snello e vigoroso,


avente ai piedi due piccole ali, in testa un cappello a
larghe tese, munito di ali e, in mano l'aurea verga

des;

per,

nell'eseguife

comandi

di Giove, egli pose

in atto tutta la sua destrezza e la pi arguta malizia, per condurre aspre cose a

magica.
Il

[V.

Gado'\.

dio

Mercurio

dei
il

Eodio

buon

fine,

ond' che non

mani
del

era, in origine,

apparve mai, come ride, semplice nunzio degli di. anche il dio dei sogni, della ginnastica, del commercio, dei viandanti: apportatore di agiatezze, an-

commercio e del guadagno e, per questa sua


special-

qualit, fu poi identificato

con Hermes. Era


canti,
i

mente venerato dai mervano una


maggio e
censo.

che con inganni, con ladronerie e con spergiuri. A


lui
si

quali gli celebrafesta ai 15 di


gli

offrivano in-

attribuisce
delle

l'invendelle

zione

lettere,

Innanzi aUa porta Capna, si ergeva un'alta


statua del dio, presso l'Acqua di Mercurio , ove i

cifre, dei riti religiosi, della cultura dell'ulivo ecc.

MER
niercauti
ci e

286
offrivano
sacrif-

iani.
i

Avendo preveduto die


figli,

spruzzavano di acqua
merci, per preser[meretrices].

due suoi

Adrasto

le

loro

varle dagli influssi maligni.

Meretrci

me

le etre

Coin Grecia, erano

Amfio, sarebbero periti nella guerra di Troia, non voleva che vi andassero; ma essi

non

tollerate a
trici,

Eoma

le

mere-

purch sottostassero

vollero ubbidire al padre, e morirono in guerra. Un terzo Merope fu re di

alla sorveglianza degli edili.

Per distinguersi dalle donne onorate, dovevano

Cos e padre di Emelo. Essendo morta improvvisa-

portare
[tunica'],

una

veste

corta

veste

Istola}, e
il

senza la sopravtenere sco-

mente, per volere di Artemide, la ninfa Ecbema, sua sposa, egli voleva ucfra

perto
le

viso e
le

nudo
si

il

coUo,

Hra lo assunse cidersi; le Costellazioni, sotto


di
aquila.

ma

spalle,

braccia.

Le

forma

loro

abitazioni

chiama-

Mesi

vano lupanara,
mces.

lustra, for-

[menses]. In Grecia l'anno attico si apriva col

primo
solstizio

novilunio

dopo

il

Merone

[Meriones] cretese, amico,^ auriga e compagno d'armi di Idomeno, in-

d'estate, e i mesi attici seguivano in questo

modo:
I.

sieme col
i

Cretesi

quale condusse a Troia su 80


celebre nel tirar
e,

Ecatomhene

[2^

met

navi.
la

Fu

di luglio e 1^ cosi detto da

di agosto],,
xaT|jL(37]

d'arco e di lancia

dopo
pres-

guerra di Troia, fu get-

mero
II.

ecatmbe, per il gran nudi ecatombi che si


offrivano in esso.

tato da
so
le

una tempesta
coste
della

Sicilia,

Metagitnine

[2

me-

ne torn a Creta. Quivi egli ebbe una tomba e culto insieme con Idomeno.
se

donde

t di agosto e 1 di settembre] detto cosi da (xsTa-ysiTcov

vicmo, peresso
si

ch

in

solevano

Mrope [Merops, I, 736] re di Etiopia, marito di Climne, con la quale Hlios


gener Fetnte.

tenere scambi di relazioni


col vicinato.

in. Boedromine

[2*

me-

t di settembre e 1* di ottobre], detto cosi dalle feste Boedrmie, che si ce-

Un altro Merope fu il pi illuminato indovino dei Tro-

287lebravano, in questo mese, in onore di Apollo [[Bot]


=?

MES

aiuto,

Sp|j,0(;

corsa].

IX. ElafeboUne [2* met di marzo e 1^ di aprile] chiamato cosi dalle feste
che, in questo celebravano presmese, so i Focsi, in onore di

[V.

Boedromie].

Elafeblie
si

IV. Pianepsine [2 ^ met di ottobre e 1 di novembre], detto cosi dalle feste

Artemide
vi

cacciatrice di cer-

Pianpsie, la festa delle fave


[tccuvoc,

fava, e^o

['XaqjOf;

cervo, pXXw
[2^

ferisco].

cuocio] elle si celebravano in questo mese. [V. Pianpsie],

X. Munichine

met

di aprile e 1^ di maggio] cos detto dalla festa che,

V.
t

Memacterine
di

[2^

medi

in

novembre
il

l'''

dicenibre]
fere

mese

delle bu-

[(xaifio)

mi

preci-

pito, infurio:

(xaifJixTyji;

questo mese, si celebrava in Atene, in onore di Artemide Munichia, la quale aveva un tempio a

furioso].

VI. Poseidone
di

[2

met

Munichia, porto dell'Attica, appartenente ad Atene. XI. Targeline [2 met


cos

dicembre e 1* di genna.

io] cosi cMamato dalle feste che, in esso, si celebra-

maggio e 1 di giugno] chiamato dalle feste Targlie che, in questo medi


se, si

vano in onore

di UocrstSoiv

celebravano in onore
e
di

IsTettno, il dio del

mare.

di

ApoUo

Artemide,

VII.

Gamline

[2

met

di gennaio e 1 di febbraio]
cosi detto, perch in esso

ai quali si offriva il Opy/)Xoc,, pane fatto dalle primizie del grano.

[V. Targlie].

maggior numero di matrimoni [yasi


il
[i.st

celebravano

XII. Sciroforine [2 met di giugno e 1 di luglio]


cos detto
dalle feste
Sci-

sposo].

Vili. Antesterine [2* met di febbraio e 1* di marzo] cos chiamato, perch era il mese dei fiori [vOo?

rofrie che, in questo mese, si celebravano in onore di

Athna, perch nella processione, che si faceva durante la festa,


tesse di
le

flore:

vOsffTTjpta

-^

fe-

sacerdoi

sta dei fiori], e in esso si celebrava, in Atene, una


festa dei
fiori,

Athna

sacer-

doti di Poseidone e di

H-

in onore di

nos andavano sotto un gran


parasole
[cxipoc

Bacco.

para-

MES
sole,

288
cppw

porto].
clie

[V.

ruti

il

Sciroforie].

Eoma, dopo

Kuma
i

= mezzo, x^p^^ ~ [[xsCTo? A Eoma eraiuo chiacoro].


mati mesocMri coloro che,
nel teatro

segnale e

il

tempo

due Pompilio aggiunse mesi gennaio e febbraio ai dieci, nei quali lo aveva
diviso

davanti alla
eraal

tribuna
blico
il

dell'oratore,

Eomolo, l'anno
si

ri-

no pagati per dare


di

pub-

sult di 12 mesi.

segnale del batter


e
degli

L'anno
di

apriva col mese

mani

applausi.
il

Marzo, ed era cosi diviso: I. Martus [da Marte]. II. AprUs [da apero, lo gcMudersi dei germogli delle

Messpia [Messapa]
tina [Calabria] che
si

ter-

ritorio della penisola salen-

esten-

deva probabilmente fra Taranto e Brindisi:


il

piante].
-

III.

Maius
di Mer-

suo eroe

[da

Maia, madre
IV.
-

eponimo

era Messpo.

crio].

Jmuus
V.

[da

Messpo
di

QuintUis Giunne]. [perch il 5 mese dell'anno] fu detto Julius, in onore di Giulio Cesare. - TE. SesctUis

[Messpus] figlio Nettuno, domatore di


il

cavalli, era

principe epo-

nimo
lui

della terra, detta da

Messpia.

mese [perch- dell'anno] fu detto Auguil

Mta

[meta] era una colonnina di forma conica che,


nelle gare di corsa, segna-

onore di Cesare VII. Septem- Vili, Ocber, il 70 mese. - IX. Notber, rso mese. - X. Devember, il 9 mese. - XI. cember, il 10 mese. Januarus [dal dio Giano]. XII. Februarus, ultimo mese dell'anno, ebbe il nostus,

in

Augusto.

va

il

termine
in

fisso

intorno
girare.

al quale

bisognava

Consisteva
,

un gruppo

di pietre cuneiformi, collocate sopra una base, situata

all'estremit della barriera

me

dal grande sacrificio di

Le mete erano due [una a ciascuna estremit della spina]: l'auriga do[spina].

espiazione {februara] che si faceva alla fine dell'anno.

veva girare sette volte col carro intorno aUa meta di


arrivo,

Mescoro
to
ri
il

[(XECT^opot;]

det-

che

egli,

nei
alla

giri,

dagli scrittori posterioxopu9ato<;,

lasciava
sinistra.

sempre

sua

cio colui

cbe, stando nel


coro,

mezzo
altri

del
co-

Meteci
Atene,

[[jLsToixot.]
i

erano, in

dava

agli

forestieri

che

si

289
erano trasferiti nella citt,
fettuare
lunare.
il

MO
pareggiamento
solare e l'anno

ove avevano
esercitare

il

diritto

di
il

tra l'anno

l'industria

commercio, ma non potevano possedere beni stabiH.


ltis [M^Ttf;] fgUa di Oceano e di Tthys, era la

Metrnomi
no
15
o

[[jiTpov(jLoi]

eradi
ai

10

ufficiali

Atene,

tratti

sorte,

quaH

era affidata la sorve-

glianza

su

pesi

sulle

personificazione

della pru-

misure
vyie;

denza
Crnos

[[lyixK;

== prudenza].

[(jixpov

misura,

legge].

Con un emtico
divorati.

costrinse
i

a rigettare

figli

Micalsso [MuxaXTjca?] citt della Beozia, ad occidente di ulide, cosi detta dal muggito di una vacca, cbe indic la via a Cadmo

prima sposa di Giove il quale, avendo appreso per mezzo di un vaticinio che Metis avrebbe dato alla luce prima una figlia e poi
la

Fu

[(Auxojxat.

muggo,

Xtj^ic

cosa toccata in sorte].


anticbis-

Micene [Mycnae]

un
lo,

al quale era destinata la signoria del ciefiglio,

sima citt dell'ArgUde, insieme con Argo, sede del


re Agamennone. importantissima per i grandi mo-

la divor. Dal capo di Giove nacque indi Atbna. Cosi Giove non ebbe da temere nulla da Metis la

numenti

gli

quale, accolta nel suo capo, prediceva il bene e il

della civilt preellenica che possiede: le mura ciclpicbe di cinta con la

male.

porta dei leoni, il tesoro di Atro, il sepolcro di Atro


e di

letne

[Meton] astronomo insigne, figlio di Pausania. Per determinare il corso annuale del sole, pose

Agamennone,
di

altri se-

polcri antichi

et

preeUenica,

ornamenti ed armi

un

orologio

solare

in-

di oro, elmi, diadmi, cinture, fibbie, borchie, anelli

ventato da
[yikioq

lui, rikiorpTViov

sole,

rpsTcw

e altri oggetti di varia


piccola e

specie.

volgo] su la Pnice

un

ciclo di

mesi
colato

19 anni 6940 giorni, caldal 13 Scirofori-

e,

con 235

Micono [Mycnos]
rocciosa isola

delle

Cycla-

di, a nord di Delo, nella quale, secondo la tradi-

ne [giugno-luglio], cerc
'

ef-

zione,

avvenne

la lotta dei

Stano, Dizionario di miti e leggende.

MID
Giganti, nel
gico. Si

290

[del

tempo mitolo-

monte omonimo]

scel-

raccontava che Eravesse uccisi e sep-

cole

li

pelliti tutti nell'isola.

a giudice, dichiar la musica del flauto di Pane inferiore a quella della ceto tra
di Apollo.

Mda
figlio

[Midas, XI, 85-193] del re Grdio e ricFrigia, col suo

Ma

poich
questo
fa-

Mida non accett

cMssimo re della dove era passato,


popolo,

giudizio. Apollo lo pun,

dalla Macedonia, Mentre era fanciullo, le formiche gli portarono grani di frumento nella bocca,

cendogli allungare le orecchie, come quelle di im asi40. Mida le nascose ac-

curatamente sotto
retto
frigio;
il

il

ber-

ma,

accorto-

quasi per indicare che un divenuto sarebbe giorno ricco. Tina volta il vec-

sene
il

suo barbiere, pales segreto in una fossetta,


sus Il

che scav nel terreno,


surrandovi:
le

ubbriaco, che faceva parte del corteo di Dioniso, si smarr e, trovato da alcuni campagnoli,
chio
Silno,

re

Mida La

fu condotto al re Mida, il quale lo ricev cordialmente

dopo consegn al
e,

dieci giorni, lo dio. Questi gli

orecchie di asino . Coperta poi la fossetta con terreno, dopo qualche tempo, crebbero alcune canne che bisbigliavano quel segreto, il quale cosi fu noto

domand che

cosa deside-

a tutti. Milto [MHtus, IX, 443-449]


figlio di

rasse in compenso, ed egli chiese che diventasse oro

Apollo e di Dione.

tutto quello che avesse toccato con le mani. Ma poi-

Viveva a Creta, nia poich il vecchio Minosse sospettava che


trono,
egli

aspirasse

al

ch divenivano oro anche le vivande, egli preg Dioniso, che lo perdonasse e


ritirasse la grazia concessa.
Il dio

Mileto

and spon-

aUora

gli

perdon e

gli ordin che s'immergesse neUa fonte del fiume Fat-

taneamente nella Caria, ove fond la citt di Mileto e gener daUa moglie Cyana [figlia del Meandro] i due gemelli Bblide e Canno.
[V. Biblide].

tolo [presso Sardi], che divenne cosi ricca di oro.

Millro [miliarum] la coIpnnina di pietra detta an-

In una gara musicale fra

Pane

e Apollo,

il

dio

Tmlo

che lapis che, nelle strade romane, si poneva alla

291
ogni miglio. Serviva indicare la distanza da per Roma, fe portava talvolta
fine di
il

MIM
di

Bacco

[[ii[io[i(x.i

imito

gesticolando].

nome

aveva

fatto

del magistrato che costruire la

Alcuni vorrebbero derivato questo nome, da Mima,

monte
le

dell'Asia Minore,
si

ove

strada, e di quello clie aveva collocate le colonnine:

orge

celebravano con
l'imitatore

pi tardi anche dell'imperatore.

il

nome

Mimo
vie

molta pompa. [mimus]


[(xi^xofxat.

imito] era
che,

un

La prima colonna miliare, a Eoma, stava nel foro,


presso

attore
e

mimico
nelle

nelle

piazze,

dava
gli si

tempio no, ed era dorata Imiliarum aureum}: l'aveva fatta

il

di Satur-

alla moltitudine,

che

raccoglieva intorno, spettacolo delle sue buffone-

collocare

l'imperatore

Augusto.

Milne
atlta

[Milon, XV, 229] di Ootrne, celebre


lui

sche imitazioni di persone e, con recitazioni e gesti ridicoli, cercava destare l'ilarit degli spettatori. Spesso interveniva ai banchetti

per la forza e per la virilit.

Di

narrano che, nei

dei ricchi, per rallegrare

olimpici, avesse portato, in uno stadio, un bue di quattro anni e lo avesse mangiato in un

giuochi

commensali con
fonerie.

le

sue buf-

Pi
gare

tardi, questo tipo voldi rappresentazione,

giorno. Mor nello spaccare un tronco di albero: voleva stac-

cosi in Grecia

come

in

Eo-

ma, assunse forma


ca,
voli.

artisti-

ed ebbe cultori prege-

carne con le mani


parti,

fra

le

due aveva quali


le

si dissero

<(

mimi

interposte alcune biette, ma staccatesi queste, le


parti del tronco si richiusero ed egli rimase impigliato nella fenditura. Fu

[[ZLfxot,] queste nuove e facete commedie, che riprodu-

cevano, con molta


e talvolta con

ilarit,

forme abba-

poi divorato dalle

fiere.

stanza salaci e oscene, la vita nei suoi aspetti pi comuni e pi divertenti.


I
il

Mimallnidi [Mimallonides]

mimi cercavano
riso

eccitare

nome dato

alle

Baccanti,

per i gesti licenziosi che facevano nelle orge in onore

lesca

la pittura burdelle varie classi so-

con

ciali e dei loro difetti.

MIN

292
e le fanciulle furono
tra-

in Sicilia, dall'arguto ingegno del popolo sorse il mimo greco, cosi nell'Italia meridionale, e spe-

Come

sformate in

pipistrelli.

Secondo

altra

tradizione,

cialmente nella
cia,

Magna Greil

Dioniso, mutatosi in fanciulla, avvert le fanciulle

romano.

germogli Esso

mimo
a

che

prendessero

parte

ai

mirava

il piacere e a destare l'allegria e il riso negli spettatori, e conteneva

soddisfare

misteri; ma non avendo esse ascoltato, egli si mut

in

toro

in

leone

in

quindi scherzi buffoneschi e


grossolani, fra
i

pantera, e fece scorrere latte e nettare dai telai. Spa-

quali

s 'in-

troducevano spesso

allusio-

ni triviali e oscene.
Z^otevoli scrittori di

ventate le fanciulle, furono poi prese da deliri, e da Hermes furono trasformate:

mimi

una in

pipistrello, l'altra

furono Sofrone ed Eronda, in Grecia, Decimo Labrio e Publilio Siro, a Eoma.

in civetta, la terza in gufo.

Minrva
la

[Minerva, IV, 33]


della
sa-

dea romana

Mnidi [Minyedes, IV, 390di Minia, re di in Beozia. MenOrcmeno, tre la madre e tutte le

415]

pienza e della guerra, corrispondente alla greca Athna, [V. Athena].

figlie

donne
sui

di casa

prendevano

Minia pVEinyas] ricco Orcmeno di Beozia,


stipite

re di

capo-

della

parte alla festa di Dioniso

monti, le tre sorelle Arsppe, Alctoe, Leucnoe, disprezzando il dio, se ne stavano in casa, lavorando ai telai e narrando leggende, per trastullo. Quindi, per opera del dio, fra un

Mnii,

che

famiglia dei abit in Tes-

i cui eroi presero poi parte, con Giasone, alla spedizione degli Argonuti.

saglia e

Minii [Minyae, VE, 720] sono gli Argonuti, cos detti da Minia, ricco re d'Orcnella Beozia, capodel popolo dei Mnii, stipite che si trovavano in Tes-

meno,

clangore di timpani, di rostri e di tibie, le tele s

trasformarono in viti
verso

ric-

saglia,

cui

eroi

presero

clie di tralci e di grappoli;

parte alla spedizione degli

poi,

invasa
cill fin

sera, la casa, dalle fiamme, va-

Minosse

dalle

fondamenta.

Argonauti, con Giasie. [Minos, Vili, 24] figlio di Giove e di Europa,

293
marito di Pasfae. Era l'antico re mitico di Creta,
della fondatore signoria marittima dei Cretesi, celebre autore deUa costituzione cretese. Si diceva clie,

MIN
rono da un compagno trasportate e sepolte a Creta.

Minotauro [Minotaurus,
Vili, 156] Asterine, mostro
cretese,

che aveva
e
il

il

corpo
toro,

umano
frutto

per assicm'arsi la signoria di Creta, cMese a Posei-

capo di dell'amore di

done che facesse uscire dai


flutti

Pasifae [moglie di Minsse] e del toro marino mandato

un toro

ch'egli voleva
Il

sacrificargli.

toro balz

da Poseidone, donde deriva il suo nome. [V. Minosse'].

mand
e

dalle acque, Minosse lo fra i suoi armenti

ma

Minosse chiuse

il

Minotau-

ne

sacrific

al

dio

uno
ira-

ro nel Labirinto di Cnsso


[in Creta], costruito da Ddalo e lo nutr, dandogli

meno beUo. Poseidone,

to, rese furioso il toro, e dall'amore di questo e del-

in pasto
quenti.

il

corpo dei delinfi-

la

nacque Asterine, detto il Minotauro che aveva il corpo umano e il capo di toro. Pigli di Minosse e di Pasifae erano: Cstreo, Deuregina
caline. Gluco,

Pasifae

Ma
glio

quando Andrgeo,
di

Minosse, fu fatto morire da Ego, re di Ate-

Aclle, Seno dice, e Fedra.

Andrgeo, Aridne

ne, del quale aveva destato l'invdia, perch nelle feste Panateniche aveva

ottenuto
le

il

gare.

premio in tutte Minosse mosse

Per la sua giustizia, si diceva fosse stato collocato


neU'Averno, come giudice dei morti, insieme con Eadamnte ed aco. Quando Ddalo [v. ivi'], che Minosse aveva chiuso nel Labirinto, fugg con le ali di cera. Minosse ^lo insegu a

guerra ad Atene, e la costrinse a mandare, ogni nove anni, sette fanciuUi


e
sette fanciulle
a.

Creta,

che egli dava in pasto al Minotauro. Questo fu poi


ucciso da Teseo.

Mintrno [MinturUae]
Campania,

[V. ivi]. citt

Cmico, neUa
il

Sicilia,

dai

re Ccalo, ma figli del re, in

presso fu ucciso

del Lazio, al confine deUa sulla via Appia,

un bagno

caldo,

e le sue ceneri fu-

non lungi daUa foce del Liri. Era notevole per un boschetto sacro e un san-

MIE
tuario
[y.

294
alla

ninfa
clie

Marica
era
l

Marica],

uccidere la figlia, la quale fuggi e impetr dagli di


di essere

presso.

mutata

nella pian-

Mirmidoni [Myrmidnes,
VII, 654] popolo deUa Ftitide, in Tessaglia, che vi-

ta

omonima
questo

[mirra].

Da

amore
il

illecito

nacque Adne.
Mrtilo [Myrtlus]
auriga
di

veva sotto
Achille. Il

la

signoria
si

di

nome

faceva
[[xupfXTj-

Enomo,

valente re di

derivare dal greco


y.zc,

formiche]
il

perch,

secondo
l'isola

mito, quando di Egna era devafiera

Pisa, neU'hde, nella gara della corsa col carro, che Plope fece per il possesso
della bella

Ippodamia

[v.

stata
lenza,

da una
il

pesti-

padre
quindi
il

di

re dell'isola, aco, Pelo e nonno


Achille,

Ippodamia], trad il suo signore, al quale rec il carro con l'asse si debole, che
si

di

preg
in uo-

spezz alla
si
i

met

della

Giove che
dio

la ripopolasse, e

carriera,

che'

Enomao

allora

mut

per sotto
pri

piedi dei pro-

mini uno sciame di formiche. Da Egina essi erano


emigrati
nella

cavalli.

Tessaglia,
il

Mirto [myrtus] pianta sacra ad Afrodite, che dalla Grecia fu trapiantata in Italia.

guidati da Pelo.

Secondo
done,
dio,

altri,

nome

si

faceva derivare da Mirmfiglia

Se ne adoperavano le foglie e i rami per intrecciare corone, di cui si ornavano i vincitori nelle gare,
i

di

Giove e di
la for-

Eurymedsa, ingannata dal


che aveva preso
di

ma

una formica.
di Cnira, re
di
Ci-

nuziali

banchetti, le feste e altre cerimonie


estraeva

Mirra [Myrrha, S, 298-502]


figlia

solenni.

Dalle sue foglie

si

pro.

Presa

da una turpe

passione, per liberarsene, era sul procinto di strangolarsi a un laccio; ma la vec-

anche un unguento, e dalle bacche si spremeva un olio


di colore

oscuro

un

li-

chia
riusci

nutrice,

accortasene,

ad appagare la fanciulla con un inganno. Quando il padre si accorse


del fatto
orribile,

quore non inebriante. Il mirto si adoperava anche neUe purificazioni solenni, nella cerimonia delle
nozze,

come ornamento

de-

voleva

gl'iniziati e dei

morti e in

295
altre cerimonie solenni.

MIS
dusse l'uso
dei
regali

In

in

Atene

T'era
il

un mercato
mirto.
19-

moneta
Lineari.

[tesserai.

speciale per

Misure romane.
dito [digUis]
pollice

Miscelo [Mysclos, XV, 59] figlio di Almone, di Argo: apparsogli in sogno Ercole, il quale gli impose di fondare una citt sulle rive deU'saro [Calabria],
egli

m.
dita

0,018;
l^/g,

Ipllex}

era in procinto di eseil

m. 0,024; palmo [palmus] m. 0,072; palmo maggiore

dita

4,

guire

comando:

ma

fu

ve

scoperto e sottoposto a gragiudizio. Assolto per

[palmus maim'] dita 12, m. 0,21; piede [pes] dita 16, m. 0,296; cbito [GuMtus] piedi V-/2,

volere di Ercole [si mutarono in bianche le pietruzze nere del voto], egli venne sulle rive dell'Esaro e,

m.

0,44;
5,

passo [passiisl piedi


tri 1,48.

me-

trovata la

tomba

de Cotrone,
la citt

del grandi cui Ercole

Superficie. piede quadrato


drdtus]

[pes

qua-

m2

0,087462;

era stato ospite, ivi fond

scripolo [scripulum] 100 piedi, m2 8,7462; atto semplice [actus simplex]

omonima. Misno [Misnus] compagno di Enea da cui prese nome


il

nella

promontorio omonimo, Campania, a mezzo-

oncia

480 piedi, m2 41,9818; [micia} 2400 piedi,

giorno di

Cuma,

nel quale

209,9088; igero [iugrum'] 28800 piedi,

m2

egli fu sepolto. Misslia [missUa] erano i doni che gl'imperatori ro-

m2

2518,9056.
i liquidi. Htri 0,0114;
li-

Capacit per
lgula,

[ligula]

mani
giori,

i magistrati magin giorni solenni, get-

ciato
tri

[cythus] 4 ligule,

0,045;
li-

alla moltitudine, dal circo, dal teatro o da alcuni palcbi speciali. In et anteriore, gli edili,

tavano

acetbulo [acetabulum] 6
gule, litri 0,068;

cngio [congus] 288 ligule,


Utri 3,28; sestrio [seoctarus]
^/g

neUe feste Floreali [FloraUa] solevano gettare, al


popolo, fave, ceci, lupini.

del
litri

congio,
0,54;

ligule

48,

Pi tardi,

Agrppa intro-

quartrio

[quart.arus]

1/4

MIS
del
litri

296
sestario,
ligule

12,

once [quincunx], gramnii 136,40;

0,13;
ligule, litri

urna [urna] 24
13,13;

emina
anfora
taT\
tri

[Jiemna]

^ sestario,
0,27;

6 once [semis] ^/a dell'asse, grammi 163,68; 7 once [septunx] grammi

quartarii 2,

litri

[amphra quadran2 urne, congi 8, li[eulus]

190,96; 8 once [bes


dell'asse,

bessis]

^j^

grammi

218,24;
^/^
del-

26,26;

once
l'asse,

[dodrans]

cleo

20

anfore,

grammi grammi

245,52;
^/g
del-

40
tri

urne, congi
525,20.
gli
litri

160,

li-

10 once [dextans]
l'asse,

272,80;

Capacit per
ligula
[ligula]

aridi.

0,0114;
0,045;
li-

11 once \deunx] 1^/12 dell'asse, granami 300,08;


asse o libra [as o libra] 12
once,

ciato

[cyihus]

litri

acetbulo

[acetabulum]

grammi

327,36.

tri 0,068; sestario [sextarus] litri 0,54;

Sottomultipli:
1/2

oncia Isemunca] gram13,64;

mi
^/4 di

quartrio
tri 0,13;

[quartanus]

li-

oncia [siciUcus] gram-

emina [hemma] litri 0,26; mggio [modus] 16 sestari,


ntri 8,64;

mi
i/e

6,82; di oncia [sextula] gram-

mi
1/12

4,54; di oncia

semimggio [semodus semimodus] ^/g moggio,


litri

[semisextuU]

1/2 sextiila,
1/24

grammi

2,27;

di

oncia

[scripulum]

4,32.

Peso,
ncia \unGa] 1/12 dell'asse,

^/4 della sestula,

granuni
se-

1,13;

bolo [ohlus]

^/g della

grammi Multipm:

27,28.

stula, 1/48 di oncia, gram-

1^/2 oncia [sescunca]

gramdel-

mi
2

0,56; siliqua [siliqua] ^/g di obolo,

mi

40,92;
[sextans]
^/q

1/144

oncia, gram-

Once
l'asse,

mi

0,18.

grammi

54,56;
1/4

Valore.
del-

3 once [quadrans]
l'asse,

Monete di rame:
L'asse sestentrio, unit di misura, era met [268-194
av. Cristo] dell'asse trien-

grammi
109,12;

81,84;

4 once [triens]

^/g dell'asse,

grammi

297
tale, il

MIS

quale era cos detto


^/g dell'asse ori-

perch era
ginario,

corrispondeva

una libra romana di rame e comprendeva 12 once;


asse [as]

12 dita [xvSuXo?] m. 0,038; palmo [uaXaiaTr]] 4 dita, m. 0,076; 10 dita [Stx?] m. 0,19; piede [tto?] 16 dita, metri 0,30;

2 assi 4 assi
1/2

L. 0,11 L. 0,22 L. 0,44 L. 0,05


L. 0,035

braccio

[tcyjxu?]

24

dita,

m.

0,45;
[Tcuycv]

asse [semis}

cbito

V-/^

piede,

1/3 dell'asse Itriens]

20 dita, m. 0,38;
rgia
[pYui]

1/4 dell'asse

Iguadrans] L. 0,027

piedi,

braccia,

m.

i/e

dell'asse [secctans]

1,80;

1/12

L. 0,02 dell'asse luncia] L. 0,01.

10 piedi [SsxTTou?] m. 3,00; Pietro [TcXsGpov] 100 piedi,

MOKETE

DI ARGENTO:

m.
stdio

30;
[ardcSiov]

sestrzio [sestertus] L. 0,22 circa; dentrio [denarus]

600 piedi,

m. 180;
doppio stadio
[SiauXoi;]

4 100

sesterzi, L. 0,88;

1200
pie-

sesterzi

[cetiiwm

se-

stertU}

L. 22,00;

piedi, m. 360; 4 stadii [TCTCxv]


di,

2400

sestertum [antica

forma

di

m.

720;

genitivo

plurale,

usato
sin-

12 stadi [SXtxo?] 7200 piedi,

poi

come nominativo

m. 2160;
[TrapacraYy/]?]

neutro] 1000 sesterzi, L. 220; decem sesterta L. 2200; sestertum [preceduto da un avverbio numer.] 100.000 sesterzi, L. 22.000; decies sestertum L. 220.000. Monete di oeo: aurus 100 sestertii, Lire
golare
22,00;
^/a

parasnga
stadi,

30

m. 5400.

Superficie. piede [TTori?]

m^

0,0950;

36 piedi [^aTrSy;?] m^ 3,42; 100 piedi [xaiva] m^ 9,50; 2500 piedi [ctpoupa] m^
237,50; Pietro [TTXsGpov] 10.000 piedi, m2 950.

_
sestertii,

aureus 50

Lire

11,00.

Misure greche.
Lineari.
dito [SdcxTuXo?]

Capacit per i liquidi. ciato [xa0O(;] litri 0,045; 1^/2 ciato [^pa^ov] litri
0,068;

m.

0,019;

3 ciati [TsTapTov]

litri

0,135;

MIS

298
[rjjxiva]

emina

6 ciati,

litri

0,27; sestario

SiXaXxov L. 0,04; semi-bolo [7)[i,io^Xi.ov]


re 0,08;

Li-

[^sctt-/]?]

12

ciati,

ntri 0,54;

72 ciati [xou?] litri 3,24; anfora [fjitpope?] 864 ciati, litri

bolo [o[3oX(;] L. 0,1637; 2 oboU [SlwPoXov] L. 0,327 3 oboli [TpicpoXov] L. 0,43

38,88.

4 oboli [TSTp^oXov] L. 0,65


aridi,
0,045;
litri

Capacit per gli


ciato
11/2
[xua0o<;]
litri

dramma

[Spa^t^v]]

oboli

L. 0,9823;

ciato

[^u[3a(pov]

0,068;

emina

[-yjfXLva]

6 ciati,

litri

doppia dramma [SiSpaxi^-ov] 12 oboli, L. 1,96; 4 dramme [TSTpSpaxfxov]


L. 3,92;

0,27; sestario

[osarsi;]

12

ciati,

mina
L.

[[xv]

100 dramme,

Utri 0,54; ch-nice [xo'Evi^] 24 ciati,


tri

li-

1,08;
[xTsf;]

98,23; talento [TocXavrov] 60 mine, 600 dramme, L. 5893,80.

moggio

192

ciati,

Monete attiche
Avevano molto
commercio greco
ti

di oro.
corso
nel

litri 8,64;

semimoggio
4,32;

[yjjjlUxtov] litri

le

seguen-

monete:

medimno
gi,

[[,Si.jj,vo?]

mog-

1152

ciati, Utri 51,84.

statre [axccxrip] proveniente dalla Lidia;

Peso,
i/g di bolo [xaXxou<;]

drico

[Bxpeixc,']

di

origi-

gram-

ne persiana.

mi
bolo

0,091;

Avevano quasi
8
yjxhiouc,,

il

medesimo

[^oX^]

grammi 0,728

circa;

dramma
grammi
mina
talento

[Spa^t^v]]

6 oboli,

valore, uguale a 20 dramme di argento, cio a circa 20 Ure.

4,36;

Mitra [Mitbras]
dramme,

divinit per-

[ji,v]

100

600 oboli, grammi 436; [rXavTov] 60 mine, 6000 dramme, 36.000


oboli, kg. 26,20.

siana, cbe veniva invocata al sorgere del sole, al mezzogiorno, al tramonto.

Valore.

Monete attiche
E d'argento:
/jxkKOuc, L. 0,02;

di

bame

il dio del bene, che combatte contro gli spiriti della notte e del male, e conserva il perpetuo ordine
del mondo. In seguito, fu identificato col sole. Si rap-

299
presentava sotto la figura
di

gambe
nesso in

MOB
verticali, tutto con-

un

giovine,

vestito

in

modo che non

si

costume

orientale, che solleva la testa del toro del


sacrifizio,

potevano chiudere. Altre avevano una spalliera che

mentre

gli

cac-

giungeva a

cia

il

coltello nella cervice.

met della schiena o fino al capo, e

Mnemnid [Mnemonides, V,
280] sono le Muse
figlie

[v. ivi],

potevano essere fornite di bracciuoli. Alcune avevano


le

di

Mnemsyne

di

gambe finemente

tor-

Giove.

Mnemsine [Mnemsyne]
dea della memoria
(jiocL

la

nite e coperte di ricchi ornamenti a fogliami, e la


spalliera

[{i.vo-

riccamente lavodella sesi

mi rammento], fu
e di Ga:
nella
le

rata e intarsiata.

figlia

di Tirano

Forme pi ampie
dia erano
i

con

Giove

gener,

divani, dove

Piria, presso l'Olimpo,

nove Muse, le quali perci si chiamarono Piridi.

Mnvis [Mvsu^]
degli

toro sacro

Egiziani, che aveva culto a Elipoli: era custodito nel tempio del Sole, al quale esso era sacro. Quan-

stava pi comodamente seduti e si leggeva, si scriveva, si pranzava, stando distesi. Essi erano coperti di tessuti molli e a lungo
pelo,

ornati

di

colori

molto vivaci.
Letto. Ai tempi di Omero,
le

tempio di Elipoli fu distrutto da Cambse, il culto di Mnevis fu offuscato da quello di pi. Mobili: Sedie: alcune basse, senza
il

do

forniture

del

letto

dei

ricchi erano coperte soffici di lana a lungo pelo, o una

di materasso, con coperte distesevi sopra: tutto questo sostrato era co-

specie

facilmente trasportabili, con quattro gambe circolari, col piano di cinghie incrociate, s che potevano facilmente essere
spalliera,

perto di tele di lino. I poveri invece stendevano per


terra
pelli,

sulle

quali

si

piegate: in
il

Atene era antico costume di farsi portare

stendevano per dormire. Ma pi tardi, con l'introduzione del lusso asiatico, in Grecia, su le cinghie stese a
il

dietro, dagli schiavi, siffatte sedie. Altre avevano

invece

il

piano

fisso

le

si pose materasso riempito di lana cardassata o di piume

traverso la lettiera,

MOB
e rivestito
di

300
una fodera
pi rare qualit di legno, fra le quali quella pi costosa e pi desiderata era
il

di lino o di lana. Si disten-

devano sopra varie coperte e si sovrapponevano i guanciali

riempiti di lana o di

citrus, un albero gigantesco che cresceva sui fian-

piume.
Il

chi della catena dell'Atlan-

letto
si

su cui

si

dormidi-

te.

va,

chiamava

lectus cu-

taglio

Questo legno aveva nel una bella venatura


tafa-

bicularus.

I^on molto

verso, nella struttura, era


il

lectus
i

quale

luGubratorus^ sul Eomani soleva-

a disegni svariatissimi. Un piano siffatto di un volo fu pagato, dalla

no

leggere, scrivere, studiare ecc.; questo per, alla

miglia dei Cetgi, pi di un milione e mezzo di sesterzi


[oltre

350.000

lire].

spalliera del lato ove si posava la testa, aveva ag-

giunto

un apparecchio

in

Per riporre vassoi e utensili nella sala da pranzo, si adoperavano anche certi
trepiedi

forma

di leggo, per soprapi libri e l'occorrente porvi per scrivere.

posavano

eleganti, i quah su tre piedi, che

finivano in forma di

zampe

Quanto

al

Eomani
sa, lectus

su cui i giacevano a menletto


triclindris.

di qualche animale, elegaDtissime. Si adoperavano an-

[Ved.

che, cosi presso

Greci come
alti troni
[subsella,

Triclinio}. Tavoli. Si

presso

Eomani, panchet-

adoperavano per
le

ti

collocarvi

necessarie

per

suppellettili la mensa

per salire sugli o sugli alti letti


scabella,
li

[scodelle, piatti, coppe, vasi

ecc.]; ma non era stume servirsene per

coleg-

gere o per scrivere. Erano, su per gi, come


nostri,

per pi bassi, superare l'altezza dei divani, su cui le persone stavano sdraiate.

in

scamna] e sgabelappoggiare i piedi Erano anche [catMdrae]. in uso casse, forzieri, canterani con cassette che si tiravano fuori dinanzi, e frequenti erano i piccoli
per
forzieri portatili, in cui si conservavano oggetti d'or-

modo da non

namento, vasetti d'unguenti,

A Eoma, nei tempi


gior lusso,
si

di

magle

droghe, ecc.
i

adoperavano,

Fra
bili

Eomani, questi mogi,

per

il

piano del tavolo,

avevano, su per

301
la

MI
cbe
cose

medesima forma e

gli

resistibile

domina su
[[loZpcc

stessi usi.

m^ni

Propria dei Eor era la sedia curle

tutte

le

[sella curiilis],

uno scanno

pieghevole poteva aprirsi e cMudersi, con

clie

sorte], ora con un impero ferreo e crudele, ora in accordo con l'ordinamento

morale del mondo; talvolta


dipendenti dal volere degli superiori di, pi spesso

gambe cuxve
anticamente

e incrociate:

in avorio, pi tardi in metallo. Essa spettava soltanto ai


consoli,
ri,

lavorato

ancbe a Giove,
soggiace
Si
tlios

il

cui volere
Cl-

ad

esse.

procnsoli, pretopropretri, edili curli,

rappresentavano:

dittatori, magistri egutum, decemviri, flamen dilis [il

col fuso, nell'atto di filare lo stame della vita;

solo fra

sacerdoti cui era

Lcbesis con quale indica

un
i

globo, sul

concesso questo privilegio] e, pi tardi, anche al questore. Altri seggi di onore erano il hisellum, una
seggiola

con

una

destini, o striscia su cui

scrive la sorte; tropos


le forbici,

con
con
oro-

con

le quali re-

cide

il filo

della vita o

capace

di

conte-

una

bilancia o con

un

nere

due

spalliera,

persone, senza adoperata dai deil

logio solare, sul quale indica l'ora della morte.

curini, e

subsellum

un

Con

le

banco basso, su cui potevano sedere pi persone,


e serviva per plebe.
i

identificate

Moire greche furono le Parcae ro-

mane.

tribuni della

N
i

presso i Greci n presso Eomani, ben determi-

Per
cui

il i

lectus tncUndrs,

su

nata la loro natura e la loro


relazione col volere di Zeus.

Eomani giacevano a

tavola. [Ved. Triclinio].

Talvolta Zeus considerato


i

Moire

[MoLpai] sono le fidi Giove, che le gener glie con la Notte o con Thmi:
Clthos, la filatrice [xXwOto filo]; Lchesis, colei che as-

dio da cui provengono fati, talvolta le Moire


il

tisegna la sorte [Xayxavo ro la sorte]; tropos , la irre-

appaiono perfino contrarie alla volont del dio, si che Zeus e gli altri di ora appaiono agenti e strumenti
del
fato,

ora

movibile [-Tp7C6 volgo]. Personifl,cano la potenza ir-

gli

lottano

contro, ora sono pareggiati, ora sottomessi a lui.

ML

302

tutto tagliato della base.


all'intorno

La Moira rimase sempre come una potenza cupa, incomprensibile, una divinit tenebrosa: essa fu immagi-

La parte

superiore

della

nata come una forza do-

mola era mossa per mezzo di due stanghe infilate ai


fori, praticati ai

minante in modo assoluto su gli di e sugli uomini


e,

suoi fan-

sebbene talvolta sembri

dipendente dal volere di Zeus, apparisce sempre come una forza ferrea, im-

cM, da schiavi o da asini. DaU'et dell'impero in poi si trovano anche mulini ad

Mmo

Mla

mutabile, crudele. [mola] era un mulino a mano, formato di due


parti:

acqua [mlae aquarae], [Momus] personificazione della mania di biasimare, era figlio della Notte. Scoppi di rabbia, per non aver trovato nulla da censurare in Afrodite [[xcSfxof;

una, superiore

[una

due coppe congiunte nella base


pietra della
di

forma

biasimo].

comune] era collocata

sul-

Monta [Monta]

sopranno-

la parte inferiore [un'altra pietra a forma di cono], iii

me

di Giunne, derivatole

dai buoni
ch'essa

avvertimenti
ai

modo da

coprirla

come un

dette

Eomani

berretto. Essa posava sopra un perno di ferro, fisso


sulla cima del cono e, girando su di esso, macinava
il

[mono avverto]. Infatti, durante un terremoto, essa avverti che bisognava


sacrificarle

grano.

vida

una troia granella guerra di Pire,

Questo si versava nella coppa vuota superiore [catillus] e, per mezzo di quattro fori cavati alla sua base,

ro, che occorreva portare le armi con giustizia, e non

sarebbe mancato il denaro. Cosi si spiega che, nel tempio di Giunone vi fosse la zecca romana e il deposito del denaro. Questo sopran-

cadeva,

un

po'

per

volta, sul cuneo fisso. Ivi, per il girare del catillus, il

grano,

stretto

tra

la

su-

nome

di

Giunone serv a
il

perficie del

cuneo e quella
macinato,

indicare

denaro.

dell'incavo della pietra superiore,

veniva

mentre la farina si spandeva gi, in un canale

Monte. V. Misure. Monile [monile] collana che le donne portavano, per


ornamento, intorno al
col-

303
lo,

MOB.

mentre

il

collare iche

Morto
mani,

[mortum]
composto
di

piatto
aglio,

portavano

gli

uomini

si

freddo dei campagnoli roruta, olio, aceto ecc.: aromatico e di sapore dolce.

cMamava

torques.

V'erano collane delle forme pi varie, formate di perle


lo

d'avorio, importate per pi dai popoli dell'O-

Morfo [Morpheus,
glio del

Mop9s(;,
fi-

VI, 647] dio dei sogni,

riente.

Sonno

e fratello di

Mpso

[Mopsus, XII,

456]

celo,
i

Fobtore e Fntaso,

figlio di vate di

mpyco

e di dri:

quali

mandano

sogni.

Apollo. Era uno

alla

dei Lpiti che prese parte lotta contro i CenPiri-

Soleva rappresentarsi come un vecchio con le ali. Morine [moro] uno scimunito, spesso deforme che, nelle case romane, si sole-

tauri nelle nozze di

too, e partecip anche alla caccia del cingMale CaU-

va tenere per divertimento,


come, in et posteriore, si ebbero i buffoni di corte.
Marziale, parlando di questi disgraziati, dice che ave-

dnio
degli

ed

alla

spedizione

Argonuti. Durante questa navigazione fu mor-

da un serpente, in Libia, dove mori. Un altro Mopso, famoso


so

vano

il

capo aguzzo e
si

le

orecchie lunghe che

model-

vate, era figlio della indo-

vevano
l'asino.

come

quelle

vina Manto. In una gara su l'arte divinatoria super


Calcante, cruccio o
il

Morte

quale mori
uccise.

di

[Mors] la personificazione deUa morte.


fratello

si

Aveva

costruito Mallo, insieme con Amfiloco; ma in un duello,

per ragione di possesso, uccisero l'un l'altro.

si

[morgemello del Sonno; in Esiodo anche fratello del Sonno, generate]


ti

In Omero avaro?

entrambi
li

Mopspio [Mopsopus
nis,
[v. ivi\,

iuve-

che
Il

dalla Kotte, procrea da se stessa.


la

V, 661] Trittlemo perch nato in

Sonno e
nel

Morte

abi-

tano

mondo

sotterra-

Elusi, citt dell'Attica, la quale regione era chiamata

anticamente Mopspia.
Perci

neo; ma il Sonno va girando tranquillo e benigno fra gli uomini, la Morte

Mopspio
[VI,

significa

Ateniese.

423].

invece ha, nel petto irrigidito, il cuore inaccessibile

MOS
a ogni sentimento
passione.
di

304

suo ufficio, commetteva qualche mancanza. In battaglia, recidevano il capo al nemico ucciso, e lo por-

com-

Mosico [musivum]
eseguito

lavoro
e
di ve-

con

pietruzze

con pezzetti colorati


tro,

tavano in giro fra suoni


danze.

disposti in

modo da

formare figure geometriclie e disegni originali, simili a


pitture.

Avevano lance
ghe
circa

pesanti, lun-

cinque metri, scudi di vimini intrecciati

In uno splendido mosaico scoperto a Pompei, rappresentante la grande battaglia di Isso, combattuta da
Alessandro Magno, si sono contati 150 pezzetti di mar-

e coperti di cuoio, elmi pure di cuoio, il cui vertice era sormontato da un cer-

cine di capelli.

Non

conoscevano

vincoli
il

matrimoniali, e avevano

mo,
lice

nello spazio di

un

pol-

costume di tatuarsi

il

cor-

quadrato. Molti altri quadri a mosaico rivelano una comgrandiosa,

po: il loro maggior piacere consisteva nel mangiare e

posizione
rito

una

nel bere, s che i figli riccM erano ingrassati

dei co-

espressione vivace, un colovivissimo e un'accu-

me

le bestie.

Mtac
da

ratissima esecuzione. Dapprima i mosaici servivano

[(xOaxec] erano, a Sparta, fanciulli ilti, nati

padre

spartano

da

quasi esclusivamente per adornare i pavimenti; soltanto verso la fine dell'impero si cominci a ornare le. pareti e i soffitti.

madre

ilta.

Venivano edudeg spartani,

cati coi fgU

ottenevano fin dalla giovinezza la libert, e spesso,


per una specie di adozione,

Mosinci [Mosynoeci] popolo

anche
il

la cittadinanza.

detto, Ponto, percb abitava in case di casa di legno [(xCTuv

del

cos

Mulcibero

legno, otx)

[Mulcber, II, 5] di fonditore, attributo Vulcano, cos detto, perch

abito].

era

il

dio del fuoco e fabi

Erano barbari, selvaggi e amanti della guerra, nutrivano


il

bricava

metalli

=
ne,

[mulco

ammollisco]. [V. Efesto].


si

re

a pubbliche

Muncha
sta che
il

spese, ma lo lasciavano rir di fame, quando,

monel

[r Mouvu^ta] fecelebrava in Ate-

16 del mese Muni-

305
chine [aprile-maggio], in onore di Artemide MunicMa, la dea lunare, che aveva nn tempio a Mnnpi
o
diritto

wfm
meno completo,
il

di cittadinanza ro-

mana.
I municipii avevano

un

se-

cMa, porto dell'Attica appartenente


si

nato

municipale

che,

pi

ad Atene. Le
focacce

deUa forma della luna piena, che


offrivano

comunemente, si chiamava ordo decurionum, i cui


membri, decurines, venivano eletti dai cittadini
municipali. Esso assisteva nel governo il pretore o il dittatore cittadino.

portavano

fsse

all'intorno

parecchie candele accese. In questa festa si celebrava

anche
taglia

il

giorno della bat-

di

Salamina di

Ci-

Avevano

inoltre

un

aera-

pro, perch in essa, la dea, con la sua piena luce, ave-

nwm

va rischiarato
dei Greci.

movimenti
II,

proprio, amministrato da un quaestor o da un aerarus. Kei tempi pi


antichi,

Muncho

[Munychius,
dire

705] vuol dal porto

ateniese,

ro, diritto

in

i Municipi ebbemisura diversa, il

di cittadinanza ro-

partenente quale era stato, detto cosi da Mmico, condottiero dei

Munchia, apad Atene, il

mana;
la
lex

ma

nel 90 av. Cristo

Julia elev al grado di Municipi tutte le citt d'Itaha e concesse


il pieno diritto di tadinanza.

quando questi, scacda Orcmeno, per mano dei Traci, erano immiMinii,
ciati

loro

cit-

grati nel Pireo. Secondo un'altra versione, Mnico sarebbe stato un re

perdettero la propria indipendenza e furono amministrati in moessi

D 'allora,

indigeno
di

dell'Attica

[figlio

do uniforme, secondo leggi speciali che vennero pro-

Acamnte

e di Laodce,
il

mulgate per
niciples.

essi [leges

mui

figlia di Priamo],

quale

avrebbe ceduto quei luoghi


ai Minii.

Mria

[muria] era, presso


cos la
salsa

Municpi [Municipia] erano citt italiche fuori di Eoma,


i

Eomani, mune, come quella pi

coec-

cui cittadini [muni-

cellente e dispendiosa, fatta di pesci.

Gpes] si

gistrati propri e
20

reggevano con magodevano,


e leggende.

Mrice [murex] un mollusco rivestito di un guscio at-

Stano, Dizonaro di miti

MUS

306

torcigliato. Il guscio si usa-

Melpmene

va spesso per conservarvi


unguenti
zioni
di

[fxXTCoi

la cantatrice

canto] la

musa

nelle

decoraartij3.ciali

della

grotte

re

Tersicotragedia; colei che si diletta dei

[Metam., Vili, 564]. concMglia di un murice


speciale [purpura, Tcopqjpa]
si

DaUa

cori [TspTtco

p?

diverto,

j^o-

coro] la

musa

della

estraeva

il

succo

per
ecc.

tingere lana, seta.

Uno

danza; rato , la gioconda [pto = amo] la musa deUa poesia amorosa e della

Generalmente la concliiglia genuina dava quattro colori: nero, nero-turcMno, [V. Porvioletto, rosso.
poral.

musica;
ufjivo?

Polymnia
[izo'kc,

ricca d'inni
to,

la

molre-

= =

inno] la musa
celeste

deg inni e deUa Urica


ligiosa;

Urania, la
cielo] la

Musagte

[MoucraysTT]?] il condottiero delle Muse [yco conduco] attributo di

[opav?

musa

Calliope , la fornita di bella voce [xa-

dell'astronomia;

quale era spesso rappresentato nell'atto di guidare il coro delle Muse. Muse [Musae] divinit, che presiedevano al canto e,

ApoUo,

il

"kc,

bello,

o^;

voce]

la

musa

dell'epica.

Secondo altra tradizione, che per meno accettata,


le

Muse
la

sarebbero:

pi tardi, anche alle varie

late, la riflessione;

MeMn-

forme di poesia,
e alle scienze.

alle

arti

me,
il

memoria; Aoid,
il

canto,

cui culto sareb-

Erano nove, nate da Giove e da Mnemsyne, nella Piria,

be

stato

introdotto,

sul-

l'Elicna,
Efilte.
il

da
delle

tos

da

V annunziatrice [xXuw = sono in fama, mi annunzio] la musa della storia; Euterpe

presso l'Olimpo: Clio,

culto

Muse ebbe

origine fra i Traci, cbe abitavano nella Pina, presso

la

rallegratrice

la

rallegio] bene, TpTroi musa del canto lirico;


, la fiorente [OXXco fiorisco] la musa della

[su

l'Olimpo, e di l pass sul monte Elicna, nella Beozia.

Quivi dimoravano
o

in
o

Thalia

grotte

in

boschetti

poesia

gaia e rustica e quindi della commedia e della poesia pastorale;

presso fonti fresche. Il celebre cantore Thamyri

ebbe l'orgoglio di gareggiare con loro, ed esse lo

<^y-'l^j'J'.7iry:ii':f;'f^'i>-\:

i.'.

:tf,?.;-,r ..-:.:: /-''y./;-.';

307
punirono, accecandolo e pri-

NI
radi, Ippocrnidi, Pimplidi [da Pimpla citt della

vandolo del canto. Alle Muse erano care


fonti
di

le

Ippocrne

di
la

Aganppe,

sull'Elicona^

Pina], Anidi [da Ania, l'antico nome deUa Beozia]. Boma, le Camne furono

fonte Oastlia ai piedi del Parnaso, non lungi da Delfo. Sull'Elicona, dove i Tespiesi celebravano la grande festa Musa, vi erano templi e statue delle muse e,
.

identificate

con

le

Muse

greche.

Muso
tico,

[Musaeus] cantore mivate e sacerdote atdiscepolo


di

tico,

Orfeo,
inni,

cbe

avrebbe

scritto

sul

monte

Libetro,

c'era

vaticimi,
lustrali.

canti religiosi

la grtta

sacra.

Dai luogM
loro
culto,

principali dalla loro

del
disi

Muso [Museum]

un

colle

mora
ne,

preferita, le

Muse

cbiamavano: Piridi o PiEliconadi,

Tespiadi,
Ali-

dirupato cato sulla parte sud-ovest di Atene: era detto cosi dal cantore Museo, cbe si
riteneva fosse ivi sepolto.

e roccioso, collo-

Parnssidi,

Castlidi,

N
TVafta [v90a] bitume liquido,

conosciuto, anche oggi, con questo nome. Secondo Plinio, la nafta si

per distruggere le opere di assedio, perch, accesa che


fosse, era difficile spegnerla.

IViadi

[Kaides,
le

raccoglieva nella Babilonia e nella PartMa, se

nuotatrG [vc,

ma

to]

erano

642] le nuoninfe delle


I,

no

ne trovava abbondante nel


territorio
l'Assiria,

di Mennis, nela mezzogiorno di

Arbla.

acque terrestri. Si distinguevano in naiadi dei fiumi, delle fonti, deUe acque stagnanti. Erano divinit campestri,
il

Se ne

distinguevano

due

cui culto
nelle

non

si si

qualit: la bianca, pi fine, e la nera, pi ordinaria.

estendeva

citt:

'EeUe guer