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Nell’attesa di Gesù

LA NASCITA DI UN’AMICIZIA
Meditazione in attesa del Natale

Ingresso:

NOI VEGLIEREMO- (https://www.youtube.com/watch?v=FEvG7t_Of7U)

Eseguito dal coro dei grandi a più voci mentre i bambini sparpagliati recando una stellina di Natale entrano
da svariate parti( navata centrale e laterali , dietro l’altare entrando dalla parte dell’organo) [ canteranno
solo il ritornello] il coro è nascosto dietro lo schermo che sta a sua volta dietro l’altare e copre il coro.

Carissimi tutti, [legge Maria ( catechista)]


Anche oggi, come ogni anno, ci troviamo qua coi nostri ragazzi
per meditare sul grande mistero che rappresenta la Nascita di
Gesù.
Nella memoria di ognuno c’è un “ primo Natale”, una prima forte
esperienza del Mistero di Betlemme, ricco di simboli e di riti che
indelebili rimarranno nella nostra vita con una forte potenza
evocativa, di ricordo.
Sempre più spesso, anche noi stessi, diciamo “ non riesco più a
sentire il Natale” proprio perché identifichiamo l’incontro con
Cristo Bambino con quella miscela di incanto e trepidazione che
provavamo anni prima e chi ci ha abbandonato senza venir
riempita dal vero significato del fatto che il Signore è venuto,
viene e verrà come andiamo ripetendo in una magnifica sintesi
dalla prima domenica di Avvento.
(Avvento vuol dire attesa di una prima venuta, rievocata nella festa del Natale, di un’ultima venuta
del Signore quando chiuderà tutta la storia del mondo e ci condurrà nel suo Regno e di una venuta
continua nella Chiesa e in ogni anima che si rinnova ogni anno, lasciando dietro di sé le tappe
raggiunte protendendosi verso le nuove. )
C’è una grazia propria in questo tempo, un tempo di preparazione
per i nostri cuori affinché siano capaci di sentire l’amicizia di Dio
e di farla crescere dentro e fuori dalla comunità cristiana.

[Legge Gabriella s. Giuliano oppure in alternanza due lettori]

Vieni di notte,

ma nel nostro cuore è sempre notte:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio,

noi non sappiamo più cosa dirci:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in solitudine,

ma ognuno di noi è sempre più solo:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni, figlio della pace,

noi ignoriamo cosa sia la pace:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a liberarci,

noi siamo sempre più schiavi:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a consolarci,

noi siamo sempre più tristi:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni, tu che ci ami,

nessuno è in comunione col fratello

se prima non lo è con te,  Signore.

Noi siamo tutti lontani, smarriti,

né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:

vieni, Signore.

Vieni sempre, Signore.

David Maria Turoldo

Note tecniche:

Il lupo entra in scena avvolto da C’ERA UNA VOLTA UN LUPO [ legge sig. Bianchi]
un mantello nero con cappuccio. C’era una volta un lupo che viveva nei dintorni di
Si mostra aggressivo e si volta Betlemme. I pastori lo temevano e vegliavano l’intera
verso l’assemblea. notte per salvare le loro greggi. C’era sempre qualcuno di
sentinella, così il lupo era ogni volta più affamato, scaltro
[Scorre una musica in sottofondo] e arrabbiato.
Per rendere la scena, dietro a
Gesù bambino, appena deposto
nella mangiatoia, c’è un bambino Una strana notte, piena di suoni e luci, mise in subbuglio i
che mima le azioni raccontate dal campi dei pastori. L’eco di un meraviglioso canto di angeli
lettore. era appena svanito nell’aria. Era nato un bambino, un
piccino, un batuffolo rosa, roba da niente.
Il lupo mima la scena, si avvicina
seguendo i pastori ma se ne tiene
in disparte.
Il lupo si meravigliò che quei rozzi pastori fossero corsi
tutti a vedere un bambino.
“Quante smancerie per un cucciolo d’uomo” pensò il lupo.
Un gruppo di bambini vestiti da Ma incuriosito e soprattutto affamato com’era, li seguì
pastori reca doni. nell’ombra a passi felpati. Quando li vide entrare in una
stalla si fermò nell’ombra e attese.
Maria e Giuseppe si mostrano
I pastori portarono dei doni, salutarono l’uomo e la donna,
stanchi e stiracchiandosi si
si inchinarono deferenti verso il bambino e poi se ne
addormentano ( visibilmente
accasciati)
Il lupo, da vero divoratore
mostra la sua crudeltà
andarono. all’assemblea, estrae un
L’uomo e la donna stanchi per le fatiche e le incredibili sorprese della cartello con disegnato un
giornata si addormentarono. bambino su un piatto di portata
Furtivo come sempre, il lupo scivolò nella stalla. Nessuno avvertì la così che manifesti chiaramente
sua presenza. Solo il bambino. le sue intenzioni, si avvicina, lo
tocca, estrae la mano
Spalancò gli occhioni e guardò l’affilato muso che, passo dopo passo, artigliata. Si crea una
guardingo, ma inesorabile si avvicinava sempre più. Il lupo aveva le drammatica pausa, (la musica
fauci socchiuse e la lingua fiammeggiante. Gli occhi erano due fessure di sottofondo si spegne.)
crudeli. Il bambino però non sembrava spaventato.
“Un vero bocconcino” pensò il lupo. Il suo fiato caldo sfiorò il
bambino. 
Contrasse i muscoli e si preparò ad azzannare la tenera preda. Il bambino posto dietro a Gesù
mima le azioni e il lettore lascia
il posto alla voce di un bambino
In quel momento una mano del bambino, come un piccolo fiore che dice: Ti voglio bene lupo.
delicato, sfiorò il suo muso in una affettuosa carezza. Per la prima
volta nella vita qualcuno accarezzò il suo ispido e arruffato pelo, e con All’improvviso il lupo si libera
una voce, che il lupo non aveva mai udito, il bambino disse: “Ti voglio con dei gesti ben marcati di
bene, lupo”. mantello e maschera lupesca e
mima la scena.

Allora accadde qualcosa di incredibile, nella buia stalla di Betlemme. Poi, quale uomo , si erge
La pelle del lupo si lacerò e cadde a terra come un vestito vecchio.  davanti a tutti ed esclama la
Sotto, apparve un uomo. Un uomo vero, in carne e ossa.  battuta finale
L’uomo cadde in ginocchio e baciò le mani del bambino e
silenziosamente lo pregò.
Poi l’uomo che era stato un lupo uscì dalla stalla a testa alta, e andò
per il mondo ad annunciare a tutti: “È nato un bambino divino che
può donarvi la vera libertà! Il Messia è arrivato! Egli vi cambierà!”.

NB. Coinvolti in questo i ragazzini del dopocresima, per la controfigura di Gesù, il figlio
di Alessandra ( catechista new entry)

NB. Tutti i bambini si alzano e si dispongono per cantare, se si ritrova il grosso cuore , si può usarlo per
schermo per proiettare il filmato mentre i bambini cantano.
Alternativa da vagliare il fatto di gestualizzare il canto.

[ https://www.dropbox.com/s/yldx32shnghb5v8/06%20Se%20un%20amico.mp3?dl=0 ]

Se un amico tu vorrai
resta un po' vicino a me.
Piano piano arriverai
in silenzio resterai.
Ci vorrà del tempo
e con pazienza aspetterai.
Quando so che tu verrai
anche io ti aspetterò.
Con i giorni i passi tuoi
sai li riconoscerò.
Ci vorrà del tempo
e amici poi saremo noi.

Tu per me come io per te


ci saremo noi
l'amicizia poi crescerà
come un fiore splendido.

E non saremo soli mai


se nel cuore ci sei:
questa è la felicità.

E un segreto imparerai:
senti sempre il cuore tuo
l'essenziale non vedrai
solo con quegli occhi tuoi.

Ci vorrà del tempo


e non ci scorderemo mai.
Tu per me come io per te ...

E non saremo soli mai


se nel cuore ci sei:
e questa è la felicità.

L'AMICIZIA di Gibran Kahlil,

«Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. ( un solo lettore che fa l’intro)

È il vostro campo che voi seminate con amore e mietete con riconoscenza.

È la vostra mensa e il vostro cantuccio del focolare.

A lui infatti vi presentate con la vostra fame e lo cercate per trovare la pace.

Quando il vostro amico vi dice quello che realmente pensa, anche voi non avete paura di dire
quello che pensate: sia esso un "no" o un "sì".

E quando egli tace, il vostro cuore non smette di ascoltare il suo cuore; nell'amicizia tutti i
pensieri, tutti i desideri, tutte le attese nascono senza parole e sono condivisi con inesprimibile
gioia.

Quando vi separate dal vostro amico, non rattristatevi; poiché ciò che più amate in lui può
essere più chiaro in sua assenza, così come lo scalatore vede meglio la montagna guardandola
dalla pianura.
E non vi sia altro scopo nell'amicizia che l'approfondimento dello spirito. Perché l'amore che
cerca qualcos'altro oltre la rivelazione del proprio mistero non è amore ma una rete gettata in
mare: e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per il vostro amico. Se egli deve conoscere il riflusso della vostra marea,
fate in modo che ne conosca anche il flusso. Perché, cos'è il vostro amico se lo cercate solo per
ammazzare il tempo? Cercatelo invece sempre per vivere il tempo!

Spetta a lui, infatti, colmare il vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.

E nella dolcezza dell'amicizia ci siano l'allegria e la condivisione della gioia.

Perché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino

e si ristora».

NB. A colori diversi lettori diversi ( bambini che leggano bene e non a prima vista!!)

***

Conclusione con il canto a canone coinvolgendo l’assemblea.

NB. Si divida il coro in tre parti che sostengono il canone : Bambini, Assemblea, Coro.

Alla fine del canto, interviene il Don


essenzialmente con una benedizione, una
preghiera e tutto quello che vuole aggiungere.