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Il Corso di linguistica generale, come noto, non è stato scritto di proprio pugno da Saussure, bensì redatto dopo la sua

morte da Charles Bally e Albert Sechehaye   sulla base di appunti presi dagli allievi nel corso delle lezioni tenute dal
Maestro a Ginevra nei corsi accademici del 1906-07, 1908-09, 1910-11 e di alcuni documenti autografi.

Il pensiero di Saussure è agevolmente riconducibile, nella sua struttura essenziale, a tre dicotomie: langue/parole,
significante/significato, sincronia e diacronia.

1) La langue – l’aspetto sociale del linguaggio, il sistema che è comune a tutti. Un insieme di significati e significanti
condivisi che permettono gli atti di parole (e che si sono formati grazie alla continua esposizione agli atti di
parole). La lingua è costituita dal codice di regole e di strutture grammaticali che ogni individuo assimila dalla
comunità storica in cui vive, senza poterle alterare: “E’ la parte sociale del linguaggio, esterna all’individuo, che
da solo non può né crearla né modificarla; essa esiste solo in virtù d’una sorta di contratto stretto tra i membri di
una comunità”. La langue è “un tesoro depositato dalla pratica della parole nei soggetti appartenenti a una
stessa comunità, un sistema grammaticale esistente virtualmente in ciascun cervello o, più esattamente, nel
cervello d’un insieme di individui”.
2) La parole – l’aspetto individuale del linguaggio, ciò che fa riferimento alla singola esecuzione. Quello della parole,
quindi, è il campo delle singole fonazioni (nessuna è mai uguale all’altra) e dei singoli sensi (che, allo stesso
modo, variano sempre in qualche aspetto, anche se minimo). La “parole” è il momento individuale, mutevole e
creativo del linguaggio, il modo cioè con cui il soggetto parlante “utilizza il codice della lingua in vista
dell’espressione del proprio pensiero personale”.

Il segno linguistico è un’entità psichica a due facce: esso è la combinazione del concetto e dell’immagine acustica, che
Saussure denomina rispettivamente significato (entità assente) e significante (entità presente). Per Saussure il segno,
quindi, non e il fumo che indica la presenza del fuoco, per esempio, ma la relazione (esistente nella nostra cultura) fra la
presenza del fumo e l`idea che ci sia un fuoco. P. E. Albero (significante, il suono albero) e significato (il concetto di
albero). Il legame fra significante e significato non è naturale, non è necessario (=non può non essere così). È cioè
arbitrario (non c’è nessuna particolare ragione perché sia così... ma, in un certo momento e in una certa cultura, è così).
Anche per Saussure la lingua è una rete di relazioni che viene gettata contemporaneamente sul continuum dei significati
e su quello dei significanti che, in questo modo, si definiscono (emergono le loro unità).

L’approccio inaugurato da Saussure e che darà vita allo strutturalismo consiste nello studiare non i singoli significanti e i
singoli significati, cioè i singoli elementi, ma i sistemi di cui sono parte.

La lingua non è un`istituzione immutabile. La sua resistenza al cambiamento frequente e regolare non esclude che, nel
lungo periodo, essa presso ogni collettività, va incontro a delle modificazioni. In questo caso si tratta degli assi temporali
della sincronia, che concerne la simultaneità, e quello della diacronia, che concerne le successioni. È sincronico tutto ciò
che si riferisce all’aspetto statico della lingua, è diacronico tutto ciò che ha rapporti con le evoluzioni. Sincronia e
diacronia designeranno rispettivamente uno stato di lingua e una fase di evoluzione. Si dà dunque una linguistica statica,
che riguardo il sistema della lingua in un determinato momento, e una linguistica evolutiva o storica, che concerne i
cambiamenti del sistema nel corso del tempo.

1) La linguistica sincronica si interessa allo stato e alla struttura di una lingua in un determinato momento. Ne
studia, per così dire, un’istantanea.
2) La linguistica diacronica, invece, si interessa alla dimensione storica e studia l’evoluzione di una lingua e delle
sue componenti.

Il Circolo Linguistico di Praga (CLP) rappresenta un`orientamento europeo nell'ambito dello strutturalismo e della
concezione della lingua in senso funzionalistico. Il Circolo era attivo nell'arco del XX secolo.

Le tesi del circolo di Praga riguardano i problemi seguenti:


1) L`esame dei problemi che derivano dalla concezione della lingua come Sistema Funzionale, Funzionale perchè la
lingua è un prodotto dell`attività umana e il suo fine consiste nella realizzazione del soggetto di Esprimere e Comunicare.
2) L’analisi sincronica (la lingua analizzata come sistema chiuso di comunicazione in una data epoca) è il metodo
migliore per conoscere l’essenza e il carattere di una lingua. L’analisi sincronica non esclude quella diacronica (studio dei
cambiamenti della lingua nel corso del tempo). Ma l’opposizione tra sincronia e diacronia non va concepita in modo cosi
assoluto come in Saussure: da un lato, ogni studio linguistico contiene tracce di studi anteriori, come pure indicazioni di
possibili sviluppi successivi; dall’altro, il cambiamento linguistico non è cosi cieco come sostiene Saussure, ma deve
essere considerato nel quadro del sistema sincronica che lo subisce.

3) La comparazione non deve essere utilizzata esclusivamente per ricostruire l’origine comune delle lingue apparentate
geneticamente, ma anche per scoprire le leggi strutturali dei sistemi linguistici, esaminando non solo lingue apparentate,
ma anche lingue irrelate o apparentate molto alla lontana.

4) Le leggi secondo le quali la teoria dei “cambiamenti isolati e prodotti casualmente” sia stata sostituita con la teoria di
“un’incatenamento dei fatti evolutivi”.