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Matrimonio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nota disambigua - Se stai cercando significati specifici del termine "matrimonio",


vedi matrimonio (disambigua).

Nella maggior parte delle culture il matrimonio è un legame fra un uomo e una donna
allo scopo di formare una famiglia. Si parla in questo caso di matrimonio
eterosessuale e monogamo, ma vi sono, ed hanno avuto relativa diffusione, anche:
matrimoni poligami, nei quali il legame riguarda più di due persone; matrimoni
omosessuali o gay, nei quali i contraenti appartengono al medesimo genere sessuale.
L'articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo afferma:

1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una


famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi
hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del
suo scioglimento.
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei
futuri coniugi.
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad
essere protetta dalla società e dallo Stato.

Indice

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 1 Etimologia
 2 Definizione, motivazioni e funzione

o 2.1 Definizione di "matrimonio"


o 2.2 Effetti del matrimonio
o 2.3 Scopo del matrimonio
o 2.4 Il matrimonio e la famiglia
o 2.5 Diritti e doveri
o 2.6 Regolazione dei rapporti sessuali

 3 Il riconoscimento del matrimonio


 4 Il matrimonio nella legge italiana
 5 Storia del matrimonio in Europa

o 5.1 Il matrimonio nella Roma antica


o 5.2 Il matrimonio nell'alto medioevo
o 5.3 Il matrimonio nel basso medioevo
o 5.4 Il matrimonio nell'era moderna
o 5.5 Il matrimonio nell'era contemporanea
o 5.6 Il matrimonio ai nostri giorni

 6 Tradizioni legate al matrimonio


 7 Il Matrimonio nel mondo

o 7.1 Il mondo occidentale


o 7.2 Il mondo orientale
o 7.3 Nozze combinate
o 7.4 Poligamia
o 7.5 Monogamia seriale
o 7.6 Culture tradizionali
o 7.7 Matrimoni omosessuali
o 7.8 Unioni civili
o 7.9 Il matrimonio civile in Francia

 8 Forme particolari di matrimonio


 9 Scioglimento del matrimonio
 10 Restrizioni del matrimonio

o 10.1 divieto di matrimonio tra consanguinei


o 10.2 divieto della poligamia
o 10.3 obbligo di endogamia
o 10.4 divieto di matrimonio omosessuale

 11 Celebrazione del matrimonio


 12 Matrimonio e religione
 13 Matrimonio ed economia
 14 Critiche

o 14.1 Eliminazione del riconoscimento legale del


matrimonio
o 14.2 Matrimonio svantaggioso per le donne
o 14.3 Critiche delle associazioni maschili

 15 Citazioni sul matrimonio


 16 Voci correlate

o 16.1 Collegamenti esterni

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Etimologia
La parola "matrimonio", secondo una visione diffusa, viene dal latino matri munus,
"compito della madre". L'etimologia indicherebbe una relazione diretta tra l'alleanza
d'amore dei due (uomo e donna nel contesto originario) e il compito della paternità
che da essa scaturisce.

In ogni caso, l'utilizzo del termine con riferimento all'unione nuziale si sviluppò con il
diritto romano nel quale si diede riconoscimento e corpo al complesso delle situazioni
socio-patrimoniali legate al matrimonium.
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Definizione, motivazioni e funzione


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Definizione di "matrimonio"

Le definizioni del matrimonio variano storicamente sia fra le culture che all'interno
delle culture medesime. In ogni caso esso ufficializza e stabilizza, in termini giuridici
o religiosi, una relazione fra due individui, che potrebbero anche già aver contratto
questo legame. Le motivazioni che portano all'ufficializzazione formale di una
relazione sono di vario genere e solitamente non uniche: motivazioni sentimentali e/o
sessuali (approvate socialmente), motivazioni economiche (patrimoniali) e/o politiche,
motivazioni religiose.

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Effetti del matrimonio

Il matrimonio ha effetti sull'economia dei soggetti interessati (che presso la maggior


parte delle società, con esso, costituiscono un "nucleo familiare"), sulla condizione
giuridica e sociale dei figli e dei coniugi.

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Scopo del matrimonio

Il fine del matrimonio è oggetto di acceso dibattito in molte culture: secondo alcuni il
matrimonio dovrebbe essere ristretto alle unioni tra un uomo e una donna i quali
possono generare figli per poi educarli ed introdurli nella società, mentre secondo
altri, che non riconoscono la finalità biologica come primaria preferendo dare priorità
ai valori emotivi individuali, la finalità dovrebbe individuarsi nell'esigenza di ottenere
rispetto formale e sociale per i contenuti sentimentali dei coniugi. Secondo
quest'ultima linea si dovrebbero considerare matrimoni di pari dignità anche le unioni
omosessuali ed altri tipi di unione.

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Il matrimonio e la famiglia

Per approfondire, vedi la voce famiglia.

Il concetto di matrimonio è legato a quello di famiglia: i due coniugi formano un


nucleo familiare che spesso in seguito si espande con i figli.

Il matrimonio è stato tradizionalmente un prerequisito per creare una famiglia, che


solitamente costituisce un mattone costruttivo di una comunità o società. Perciò, il
matrimonio non solo serve gli interessi di due individui, ma anche gli interessi dei
loro figli e della società di cui fanno parte.

Nell'occidente la famiglia nucleare, intesa come comunità in cui vivono i due sposi
con i loro figli, è sempre stata la forma più comune, riconosciuta già nel diritto
romano.

La maggior parte delle società non occidentali ha una definizione più ampia di
famiglia, che comprende una rete familiare estesa e comprendente persone di diverso
genere. In alternativa i coniugi possono essere senza figli per infertilità o per scelta.

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Diritti e doveri

Il matrimonio conferisce diritti e doveri circa la nascita di bambini, le proprietà, i


legami di parentela, l'appartenenza tribale, le relazioni con la società, e l'eredità, e
anche in relazioni più private quali il comportamento sessuale, l'intimità e l'amore.

Il matrimonio talvolta: stabilisce il padre legale del figlio di una donna; stabilisce la
madre legale di un uomo; dà il controllo al marito o alla sua famiglia della sessualità,
lavoro e/o proprietà della moglie ; dà il controllo alla moglie o alla sua famiglia della
sessualità, lavoro e/o proprietà del marito; stabilisce proprietà comuni a favore dei
figli; stabilisce una relazione tra le famiglie del marito e della moglie. Nessuna società
fa tutte queste cose contemporaneamente; nessuna di queste è universale (vedi
l'articolo di Edmund Leach in "Marriage, Family, and Residence," edito da Paul
Bohannan e John Middleton).

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Regolazione dei rapporti sessuali

Nel mondo Ebraico, Musulmano o Cristiano, ma anche in altre societá con matrice
culturale basata su altre religioni, il matrimonio è per tradizione un prerequisito per i
rapporti sessuali: si suppone che persone non sposate non facciano sesso, (alcuni
chiamano fornicazione il sesso al di fuori del matrimonio) ed è socialmente
scoraggiato o adirittura criminalizzato. In alcuni casi vengono prese misure
precauzionali estreme, soprattutto nei confronti delle donne, come l'infibulazione.

Nella maggior parte degli stati occidentali buona parte della popolazione accetta come
normale il sesso, ma anche formare famiglie, al di fuori del matrimonio. È anche
considerato normale accettare il matrimonio religioso in caso di gravidanza della
donna.

Il sesso con una persona sposata diversa dal proprio coniuge, detto adulterio, è nella
maggior parte delle società meno accettabile ed è stato spesso criminalizzato.

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Il riconoscimento del matrimonio
Lungi dal limitarsi a questione privata fra i coniugi, il matrimonio è storicamente
sempre registrato come momento di formalizzazione pubblica verso i terzi e verso le
istituzioni dell'unione coniugale. Diverso è ovviamente il tipo di riconoscimento, di
registrazione, di presa d'atto dagli ordinamenti giuridici e dalle comunità religiose,
originandosi in questa differenza una sostanziale diversità di considerazione.

Le coppie solitamente cercano il riconoscimento sociale del loro matrimonio, e molte


società richiedono l'approvazione ufficiale da parte di un ente religioso o civile. I
sociologi distinguono così tra una cerimonia di matrimonio condotta in base ad una
religione e a matrimonio civile, sanzionato dallo stato.

Il matrimonio, nella maggioranza delle società, è un istituto giuridico e può assumere


rilevanza anche nella religione: in alcuni culti ha anche valore di sacramento, e
comunque in genere rappresenta un momento di notevole importanza per i fedeli
interessati e per la comunità religiosa di riferimento. Si parla pertanto di matrimonio
civile in relazione al rito celebrato ai soli fini giuridici, e di matrimonio religioso o
confessionale quando il rito sia celebrato da un ministro di culto. In alcuni
ordinamenti giuridici è previsto il riconoscimento (talvolta meramente recettizio) del
rito religioso, cui (spesso a condizione che sia richiesto) possono attribuirsi effetti
civili.

Il modo in cui un matrimonio viene sancito è cambiato nel tempo, così come
l'istituzione stessa del matrimonio.

In molte giurisdizioni, la cerimonia del matrimonio civile può aver luogo durante la
cerimonia del matrimonio religioso, sebbene si tratti di due entità distinte. Nella
maggior parte degli stati Americani il matrimonio può essere celebrato da un prete,
ministro, o autorità religiosa, e in tal caso l'autorità religiosa agisce simultaneamente
come autorità religiosa e come ufficiale dello stato. È quanto avviene anche in Italia
con l'istituto del matrimonio concordatario, per cui la semplice celebrazione cattolica
può avere anche gli effetti civili (attraverso la sua trascrizione). In alcuni paesi come
la Francia, la Germania e la Russia, è necessario essere sposati dallo stato prima di
avere una cerimonia religiosa. Alcuni stati ammettono matrimoni civili che non sono
ammessi in molte religioni, come i matrimoni omosessuali o le unioni civili, e il
matrimonio può essere anche non formalmente celebrato ma sanzionato per legge
come nei matrimoni di fatto, o matrimoni informali, un istituto storicamente presente
in molte culture che prevede un riconoscimento formale degli effetti del matrimonio
per coppie che vivono insieme anche senza la celebrazione effettiva del rito.
Viceversa, vi sono esempi di persone che celebrano un rito religioso che non è
civilmente riconosciuto. Tali esempi includono vedove che perderebbero il diritto alla
pensione nel caso si risposino e scelgono un rito solo religioso, coppie omosessuali,
alcune gruppi di Mormoni che ammettono la poligamia, coppie in pensione che
perderebbero i benefici se legalmente sposate, uomini musulmani che desiderano
praticare la poligamia che è ammessa sotto alcune condizioni nell'Islam e immigrati
che non vogliono far sapere alle autorità che si sposano o per la sposa che lasciano in
patria o per la complessità delle leggi dell'immigrazione che possono rendere difficile
la visita delle spose con un visto turistico.
Di pari passo con le diverse concezioni sociali di matrimonio, vanno i suoi diversi
riconoscimenti legali nei vari paesi per effetto dell'assunzione negli ordinamenti dei
canoni sociali. Nei tempi moderni, il termine matrimonio viene generalmente
riservato a un'unione approvata dallo stato. La locuzione legalmente coniugato/a può
essere usata per enfatizzare questo aspetto.

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Il matrimonio nella legge italiana


Per approfondire, vedi le voci matrimonio (diritto) e diritto di famiglia.

Nell'ordinamento giuridico italiano la materia è regolata dal cosiddetto "diritto di


famiglia".

La Costituzione dedica alla famiglia tre articoli (collocati all'interno del Titolo II
intitolato "Rapporti etico-sociali").

L'art. 29 stabilisce che

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata
sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti
stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare".

L'art. 30 stabilisce che

"E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se
nati fuori dal matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale,
compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e
i limiti per la ricerca della paternità".

L'art. 31 stabilisce che

"La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la


formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare
riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale


scopo".

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Storia del matrimonio in Europa


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Il matrimonio nella Roma antica

Il diritto romano obbligava alla monogamia, mentre invece ammetteva la


prostituzione, il concubinato, il sesso extraconiugale, il sesso omosessuale, e il sesso
con gli schiavi.

All'origine il matrimonio non era basato su alcun rito, era sufficiente la convivenza
'cum affectio' a sancire legalmente l'unione. E' evidente come, ed è naturale che sia
così, la convivenza preceda storicamente il matrimonio, quindi l' attuale diffusione di
tale forma di relazioni, non rappresenta una novità storica ma risulta essere vecchia di
almeno 2500 anni. Fu con gli ordinamenti dell'antica Roma che, almeno fra le culture
mediterranee, ebbe diffusione un criterio distintivo della famiglia "legalizzata" dal rito
pubblico, originandosi una sperequazione, non disgiunta da una qualche riprovazione
sociale, nei confronti dei "figli naturali" e di quelle che con espressione dei nostri
giorni si potrebbero chiamare "unioni di fatto". Col diritto romano la coppia di
coniugi veniva distinta, attraverso il rito di pubblica valenza, come una famiglia,
centro di imputazione di una raggiera di diritti e di obblighi, tanto fra i coniugi, che
fra questi ed il mondo esterno, la posizione dei figli situandosi in dipendenza di quella
dei legittimi genitori. L'individuazione a fini sociali della famiglia rifletteva tanto
l'esigenza di ordinare la materia, quanto il retaggio delle molte variegate formule già
in uso presso culture o religioni precedenti l'era romana.

La concisissima formula matrimoniale latina, "Ubi tu Gaius, ego Gaia", sintetizza la


condizione della donna che la pronunziava e che con questa dichiarazione si
sottometteva alla potestas del marito, contestualmente lasciando quella del pater
familias, venendone ascritta al complesso dei beni disponibili.

È ben nota la definizione del giurista romano Modestino, secondo cui nuptiae sunt
coniunctio maris et feminae et consortium omnis vitae, divini et humani iuris
communicatio (Trad. le nozze sono l'unione tra uomo e donna implicante un
consorzio di tutta la vita, retta dal diritto divino e umano).

Il matrimonio romano era organizzato dai padri dei futuri sposi, che facevano
conoscenza solo al momento del loro fidanzamento (in occasione del quale il giovane
promesso sposo offriva del pane), il matrimonio faceva parte dei doveri del cittadino
romano.

La data della cerimonia e il suo svolgimento, erano assujettis ai presagi degli auguri,
come lo erano tutte le azioni della vita di un Romano.

La sposa era vestita di bianco, coperta dal velarium flammeum, velo di colore arancio,
e incoronata di una corona di fiori.

Le justae nuptiae (giuste nozze), tuttavia, erano riservate ai soli cittadini romani; era
l'unico matrimonio riconosciuto dal diritto.
In tutti gli altri casi, (un cittadino e una non-cittadina, o una schiava) il matrimonio
non era riconosciuto, e i bambini nati da tali unioni erano illegittimi. Gli sposi
dipendevano allora dalla giurisdizione del loro paese d'origine.

Nel caso degli schiavi, il loro padrone poteva accordargli il contubernium, unione
senza valore giuridico, così come poteva romperlo.

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Il matrimonio nell'alto medioevo

La cristianizzazione dell'impero romano e le successive le invasioni «barbariche»


modificarono tali pratiche.

Il modello "un uomo-una donna" per il matrimonio Cristiano difeso da Sant'Agostino


(354-439 AD) con la sua lettera Il Buono del Matrimonio. Per scoraggiare la
poligamia, egli scrisse "era permesso tra padri antichi: se é permesso anche ora, io non
vorrei pronunciarmi frettolosamente. Perché non c'è ora necessità di generare figli,
come c'era allora, quando, anche se le mogli portavano figli, era permesso, al fine di
avere una posterità più numerosa, sposare altre mogli, cose che ora certametne non è
legale" (capitolo 15, paragrafo 17) I sermoni dalle lettere di S. Agostino furono
popolari ed influenti. Nel 534 AD l'imperatore romano Giustiniano criminalizzo il
sesso al di fuori di quello dei confini matrimoniali tra uomo e donna. Il Codice
Giustiniano fu la base delle leggi Europee per 1.000 anni.

Il matrimonio divenne una cerimonia privata, che si svolgeva al domicilio della futura
sposa, e dava luogo a dei ricongiungimenti familiari. Talvolta era data una
benedizione, ma senza che essa avesse valore ufficiale. Il matrimonio era un mutuo
contratto, scritto e firmato. Veniva sancito dalla reciproca promessa verbale della
coppia che sarebbero stati sposati l'un l'altra; la presenza di un sacerdote o di altri
testimoni non era richiesta se le circostanze la impedivano. Questa promessa era
conosciuta come il "verbum".

Poi, con il declino dell'impero romano, l'abitudine di firmare uno scritto scomparve
progressivamente, lasciando il posto a numerosi abusi: solo dei testimoni (della
cerimonia, o della vita coniugale), ormai, potevano giustificare l'esistenza dell'unione.

Allo stesso modo, i matrimoni «segreti», i «ratti» (senza il consenso dei genitori della
ragazza) e i divorzi divennero frequenti. Si conosce, ad esempio, il caso del rapimento
di Matilde da parte di Guglielmo il Conquistatore, e le 5 spose e la mezza dozzina di
concubine di Carlo Magno.

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Il matrimonio nel basso medioevo

Con il concilio Lateranense IV nel 1215, la Chiesa cattolica regolamentò


ufficialmente il matrimonio per la prima volta:

 impose l'uso delle pubblicazioni (per evitare i matrimoni clandestini)


 fu istituito il matrimonio come sacramento
 per evitare i divorzi il matrimonio fu legalmente reso indissolubile, salvo per
morte di uno dei due coniugi
 fu richiesto il consenso libero e pubblico degli sposi, da dichiarare a viva voce
in un luogo aperto (contro i ratti e le unioni combinate)
 fu imposta un'età minima per gli sposi (per evitare il matrimonio di bambini, e
in particolare di ragazze molto giovani),
 fu regolamentato l'annullamento del matrimonio in caso di violenze sulla
persona, rapimento, non consumazione, matrimonio clandestino, etc.

Tale concilio fissò delle regole largamente riprese in seguito nel matrimonio civile,
istituito in Francia nel 1791 durante la rivoluzione francese.

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Il matrimonio nell'era moderna

Con la riforma protestante negli stati in cui il sovrano, secondo il principio del cuius
regio eius religio, aveva scelto la confessione cristiana riformata, il compito della
registrazione dei matrimoni e della loro regolamentazione passò allo stato. Dal '600
molti dei paesi europei protestanti videro una pesante presenza dello stato nel
matrimonio.

Negli stati cattolici furono invece riconosciuti i pronunciamenti del concilio di Trento,
che rinforzò la regolamentazione del sacramento del matrimonio: celebrazione davanti
ad un parroco e a dei testimoni, obbligo per gli sposi di registrare la propria unione in
un documento conservato nella parrocchia, divieto di coabitazione al di fuori del
matrimonio (per evitare il concubinaggio e i figli illegittimi).

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Il matrimonio nell'era contemporanea

In Europa erano di solito gli uffici ecclesiastici a rendere ufficiali i matrimoni con la
loro registrazione agli effetti civili. Perciò fu un passo significativo verso una chiara
separazione tra chiesa e stato e un indebolimento del ruolo delle chiese cristiane in
Germania, quando il Cancelliere Otto von Bismarck introdusse lo Zivilehe
(matrimonio civile) nel 1875. Questa legge rese la dichiarazione del matrimonio
davanti ad un ufficiale dell'amministrazione civile (affermando entrambi gli sposi la
volontà di sposarsi) la procedura per rendere un matrimonio legalmente valido e
ridusse il matrimonio religioso ad una mera cerimonia privata.

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Il matrimonio ai nostri giorni

Molte delle assunzioni della società riguardo la natura e lo scopo del matrimonio e
della famiglia sono cambiate e stanno ancora cambiando. A differenza di quanto
avveniva in passato il matrimonio non è più una tappa obbligata nella vita
dell'individuo. L'istituto del divorzio permette di sciogliere il vincolo matrimoniale.
Infine, i gruppi di sostegno dei diritti degli omosessuali appoggiano l'apertura del
Matrimonio alle coppie dello stesso sesso.

Dalla seconda guerra mondiale, l'occidente ha visto forti crescite del numero di
divorzi, del numero delle convivenze senza matrimonio, del numero di persone non
sposate, del numero di bambini nati fuori dal matrimonio e pure una crescita nel
numero di adulteri. È di fatto emerso un sistema che può essere chiamato di
monogamia seriale.

Il matrimonio è evoluto da un patto a vita che può essere rotto solamente per colpa o
morte, a un contratto che può essere rotto da ogni parte su richiesta. Tra le altre
variazioni avvenute nel matrimonio occidentale dalla prima guerra mondiale ci sono:

1. Diversamente dal XIX secolo, la donna, non l'uomo, ottiene l'affidamento dei
figli in oltre l'80% dei casi di divorzio.
2. Entrambi i coniugi hanno il dovere formale di sostegno al coniuge (non più
solo il marito).
3. I figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti di sostegno dei figli
legittimi.
4. Nella maggior parte degli stati lo stupro all'interno del matrimonio viene
punito legalmente.
5. Il marito non può più punire fisicamente la propria moglie.
6. Le proprietà acquisite dopo il matrimonio non appartengono al solo titolare.
Queste proprietà sono considerate coniugali e devono essere condivise dai
coniugi secondo la legge della comproprietà o un'equa distribuzione
giudiziale.

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Tradizioni legate al matrimonio


In molte zone del mondo, quando una donna non aveva ancora raggiunto la pubertà il
padre organizzava un matrimonio per lei in cambio di un "offerta di matrimonio",
anche ad un uomo del doppio della di lei età senza conoscerlo. Il suo marito diveniva
quindi il suo guardiano ed ella poteva essera tagliata fuori quasi completamente dalla
propria famiglia. La donna aveva poco o niente da dire nelle trattative per il
matrimonio, le quali potevano occorrere anche senza che ne venisse a conoscenza.

Alcune tradizioni ammettevano che una donna che avesse fallito nel dare un figlio
potesse essere restituita al padre. Ciò rifletteva l'importanza di avere figli e di
estendere la famiglia per protrarre le generazioni.

Spesso era richiesto che entrambi le parti fossero vergini prima del matrimonio, ma in
molte culture le donne erano più strettamente tenute a rispettare questa condizione.
Una vecchia tradizione in Europa, che sopravvisse nel ventesimo secolo nella Grecia
rurale, richiedeva che ciò fosse provato esponendo le lenzuola del letto matrimoniale
dopo la prima notte di nozze. Allo stesso modo, la fedeltà sessuale è molto spesso
richiesta nel matrimonio, ma talvolta le attese e le pene per le donne sono state più
severe di quelle degli uomini.

Alcune antiche traditioni matrimoniali ancora sopravvivono in qualche forma nelle


cerimonie di oggi. Le donne possono ancora essere simbolicamente "date via". Alcune
spose ancora giurano di "amare e obbedire" ai loro mariti ed alcuni sposi giurano di
"prendersi cura" delle loro mogli. Un marito potrebbe rimuove la giarrettiera della
moglie, un simbolo della sua verginità, come simbolo della propria rivendicazione
sulla di lei sessualità. Le spose lanciano i loro bouquet verso un gruppo di donne
celibi, che competono per afferrarlo; secondo la tradizione la donna che prende il
bouquet avrà la fortuna di essere la prossima a sposarsi.

Una tradizione molto comune è quella dell'uomo che porta in braccio la sposa oltre la
soglia della loro casa. Investigando l'origine di questa tradizione attorno al 100 D.C.,
Plutarco formulò tre diverse ipotesi. Nella prima sosteneva che l'atto di prendere in
braccio la sposa era una messa in scena simbolica del Ratto delle Sabine. In un'altra
riteneva simboleggiasse la riluttanza della sposa a perdere la sua verginità, che
avrebbe fatto solo sotto costrizione. Nell'ultima suggeriva la fedeltà coniugale -
essendo stata portata in casa da sua marito l'avrebbe lasciata solo nello stesso modo.
Questo certamente era inquadrato nel contesto di una cultura patriarcale, nella quale si
supponeva che una donna avrebbe potuto lasciare la sua casa solamente quando fosse
stata così vecchia che le persone si sarebbero chieste non di chi fosse moglie, ma di
chi fosse madre. É anche stato ipotizzato che questa tradizione avesse origine da una
credenza romana che fosse di cattivo auspicio per una moglie inciampare entrando
nella nuova casa.

Queste tradizioni, sebbene spesso attaccate dalle critiche e dagli studiosi, in ogni caso
rimangono una parte custodita gelosamente in molte cerimonie, amata sia dalla
moglie che dal marito.

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Il Matrimonio nel mondo


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Il mondo occidentale

L'Europa e gli Stati Uniti sono stati fortemente influenzati dalle religioni cristiane che
hanno supportato i matrimoni monogami ed eterosessuali ed ostacolato le altre forme.
L'occidente cristiano formalmente bandiva la prostituzione, il concubinato, il sesso
extraconiugale e il sesso omosessuale.

Negli USA e in Europa, nel XXI secolo, i soli matrimoni legalmente sanciti sono
quelli monogamici (sebbene alcune sacche di società sanciscano socialmente la
poligamia, seppure non legalmente) e il divorzio (l'estinzione del matrimonio) è
relativamente semplice e socialmente sancito. Nell'occidente, la visione prevalente
verso il matrimonio oggi è che sia basato sull'attaccamento emotivo fra i partner e
intrapreso volontariamente.
Un fenomeno economico fiorente è fare ricorso a agenzie matrimoniali per trovare la
persona da sposare.

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Il mondo orientale

Alcune società permettono la poligamia, nella quale un uomo può avere più mogli;
tuttavia, perfino in tali società, la maggior parte degli uomini ha una sola moglie. In
tali società, avere più mogli è generalmente considerato un segno di ricchezza e di
potere. Lo status delle mogli plurime varia da una società all'altra. Nel mondo
musulmano, il matrimonio viene sancito fra un uomo e una donna, ma ci sono dei
versetti nel capitolo 4 del Corano che affermano che in certe condizioni ad un uomo è
consentito avere fino a quattro mogli. In Indonesia, il più grande stato a maggioranza
musulmana, è consentito il matrimonio fra un uomo e una donna che professano la
stessa fede, mentre agli atei non è consentito sposarsi.

Nella Cina imperiale, il matrimonio formale veniva sancito solo fra un uomo e una
donna, sebbene fra le classi superiori, si potevano avere in aggiunta più concubine. La
moglie primaria era scelta dalle famiglie, e la cerimonia nuziale era molto elaborata,
mentre le concubine potevano essere prese in seguito con una cerimonia molto
semplice. Solamente i figli dell'unione ufficiale erano considerati legittimi. Per
controllare meglio la crescita della popolazione, a partire dall'ascesa del comunismo,
sono permesse solamente le relazioni coniugali strettamente monogame, sebbene il
divorzio sia un atto relativamente semplice.

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Nozze combinate

Un matrimonio di convenienza (o 'combinato') è una unione facilitata da procedure


formali da parte di famiglie o gruppi politici. Un'autorità responsabile stabilisce o
incoraggia le nozze. L'autorità potrebbe essere costituita dai genitori, dalla famiglia,
una figura religiosa o il consenso generale. Le prime due spesso iniziano il processo
con la pressione informale e sociale mentre le ultime due cominciano spesso con un
sistema od una dichiarazione formale. In entrambi i casi, l'autorità ha un veto
vincolante sul matrimonio, e questo sistema è socialmente supportato dal resto della
comunità, così che negarlo comporta conseguenze drastiche ed estreme. Una volta
dichiarato, un impegno è implicito, che diviene esplicito con una seguente cerimonia
formale. Coloro i quali appoggiano le nozze combinate affermano frequentemente che
è una tradizione, che si basa sulla morale sociale e che è un bene per le famiglie
coinvolte.

Quelli che credono nel matrimonio romantico criticheranno spesso le nozze


combinate, considerandole come opprimenti, disumane o immorali. I difensori di
questi matrimoni dissentono, riferendosi spesso a culture nelle quali il tasso di
successo di queste forme è alto, e sostenendo che quasi tutti le coppie imparano ad
amarsi e prendersi cura l'uno dell'altro molto molto profondamente.
Quelli che credono nel matrimonio di convenienza formulano anche delle critiche
verso il matrimonio romantico, dicendo che è a breve termine, eccessivamente basato
sulla lussuria sessuale o immorale. I sostenitori ribattono che è meglio avere un
legame sentimentale prima di prendere un impegno vitalizio.

Le culture che aspirano a creare relazioni dopo che le coppie si sono sposate sono
quelle con pratiche istituzionalizzate di matrimoni combinati. Le culture le quali
giungono a pensare che le nozze dovrebbero essere provate solamente dopo che una
compatibilità di breve termine è stata provata adottano i matrimoni romantici. É
opinabile quale dei due metodi sia più corretto o quale idee sul matrimonio siano più
giuste - le assunzioni sottostanti sono differenti. Molte critiche dell' "altra" forma di
matrimonio sono basate su di malintese ipotesi a proposito del matrimonio, fatte da
differenti punti di vista culturali e in base a ciò che differenti gruppi di persone
considerano debba essere il matrimonio.

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Poligamia

Per approfondire, vedi la voce poligamia.

In alcuni paesi, molti dei quali africani o del mondo arabo, si pratica il matrimonio di
un uomo con più donne (poliginia), mentre più raramente, ad esempio in alcuni paesi
asiatici, si pratica il matrimonio di una donna con più uomini (poliandria). Ancora più
raro è un matrimonio collettivo che somma le caratteristiche della poliginia e
poliandria (famiglia punalua).

Le società che permettono i matrimoni di gruppo sono estremamente rare, ma sono


esistite nelle società utopiche come la Comunità Oneida.

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Monogamia seriale

Tuttavia, nella cultura Occidentale del XXI secolo, mentre la bigamia è illegale e le
relazioni extra-matrimoniali sono generalmente malviste, il divorzio e successivo
nuovo matrimonio sono relativamente facili da conseguire. Ciò ha condotto ad una
pratica chiamata monogamia seriale. La "monogamia seriale" di solito si riferisce a
ciò che accade quando un marito, di solito di status socio-economico medio-alto,
divorzia da una moglie più vecchia sostituendola con una più giovane. La moglie più
giovane è volgarmente definita come la "moglie trofeo" dai molti che disprezzano tale
costume. La pratica moderna della monogamia seriale è straordinariamente simile alle
pratiche osservate nelle società poligame.

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Culture tradizionali
Alcune culture tradizionali praticano ancora il matrimonio per rapimento, una forma
di matrimonio forzato in cui una donna che è rapita e stuprata da un uomo è poi
considerata sua moglie. Questa pratica è limitata ad alcune culture tradizionali in un
piccolo numero di paesi, ed è generalmente considerata ripugnante da altre culture. Ne
è un esempio il cosiddetto "Ratto delle Sabine", praticato dai primi abitanti di Roma, e
di cui gli antichi Romani andarono sempre orgogliosi.

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Matrimoni omosessuali

Per approfondire, vedi la voce matrimonio omosessuale.

I matrimoni legalmente sanciti sono generalmente condotti fra coppie eterosessuali,


quindi composte da persone di sesso diverso, sebbene ci siano sempre più paesi che
permettono il matrimonio anche alle coppie omosessuali formate da persone dello
stesso sesso.

Nel mondo, il matrimonio viene sempre più spesso aperto alle coppie dello stesso
sesso. Allo stato attuale, le coppie dello stesso sesso possono contrarre matrimonio in
Olanda, Belgio, Spagna, Canada e nello Stato USA del Massachusetts. Nella
Repubblica del Sudafrica, il 1 dicembre 2005 la Corte Costituzionale ha dichiarato
discriminatoria, e perciò incostituzionale, l'esclusione delle coppie dello stesso sesso
dal matrimonio, ordinando ai legislatori di modificare le regole matrimoniali (il
Marriage Act) di conseguenza entro al massimo un anno.

In Italia l'accesso al matrimonio è consentito solo alle coppie di sesso diverso.

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Unioni civili

Per approfondire, vedi la voce unioni civili.

In aggiunta al matrimonio in alcuni stati sono state introdotte le unioni civili, per
coppie di qualunque sesso o -a volte- solo per coppie dello stesso sesso. Le unioni
civili sono riconosciute in Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Groenlandia,
Islanda, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia, Regno Unito, Nuova Zelanda,
Lussemburgo, Andorra, negli stati USA del Vermont e del Connecticut e nello stato
australiano della Tasmania; un crescente numero di stati e località negli USA, come il
Maine, riconoscono i partenariati domestici, che offrono gli stessi diritti coniugali del
matrimonio, a diversi gradi.

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Il matrimonio civile in Francia


Nel 1791 durante la rivoluzione francese il matrimonio diventa in Francia un atto
civile (contratto) revocabile con il divorzio (legge del 1792). Il divorzio fu in seguito
soppresso nel 1816, per essere ristabilito nel 1884, con la legge Naquet.

Dal 1804 (Codice Napoleonico) al 1938 (ma in realtà 1965), il matrimonio ha posto la
donna sotto l'autorità del suo sposo. La piena uguaglianza dei coniugi è assicurata dal
1970 con la legge che dispone che «Gli sposi assicurano insieme la direzione morale e
materiale della famiglia». Di fatto, non c'è più il capofamiglia, contrariamente ad una
pratica persistente, che consiste in particolare nel chiedere la professione del
«capofamiglia» in occasione di inchieste statistiche o di marketing.

Secondo le cifre dell'Istituto nazionale francese di statistica e degli studi economici


(INSEE) per il 2003/2004, l'età media del primo passaggio davanti al sindaco è di 28
anni per la sposa e di 30 anni per lo sposo. Vent'anni fa, era rispettivamente di 23 e 25
anni. Sempre secondo l'INSEE, i bambini assistono alle nozze dei propri genitori in
circa tre unioni su dieci. Nel 2004, sono stati celebrati 266.000 matrimoni, contro più
di 300.000 nel 2000. Ciò corrisponde a un tasso di nuzialità del 4,3 per mille.

Generalmente, gli sposi invitano al loro matrimonio la loro famiglia e i loro parenti,
dando inizio a una giornata di festa. Dopo il matrimonio, talvolta è organizzato un
viaggio di nozze (al quale partecipano solo gli sposi). Anche gli anniversari di
matrimonio sono festeggiati.

In Francia, la cerimonia religiosa, facoltativa, deve, legalmente, aver luogo dopo la


cerimonia civile. Le autorità religiose devono avere la conferma dell'atto di
matrimonio civile prima di celebrare un matrimonio. Questo primato del civile sul
religioso è contestabile sul piano teologico e non è d'altronde applicata in alcuni paesi
come ad esempio in Israele.

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Forme particolari di matrimonio


Alcuni Indiani in India seguono un costume in cui lo sposo deve sposare una pianta
augurale chiamata Tulsi prima di un secondo matrimonio per contrastare le predizioni
malauguranti sulla salute del marito. Comunque, la relazione non viene consumata e
non influenza la loro abilità di risposarsi in seguito. Si dovrebbe notare che questa
norma non si trova in tutta l'India.

Altre variazioni insolite comprendono il matrimonio fra un essere umano vivente e


uno spirito (Taiwan), fra due o più persone morte (Mormonismo), fra un essere umano
vivente e un essere umano appena deceduto tra i quali c'era un legame sentimentale
(Francia), e fra un essere umano e Dio (monachesimo cattolico e ortodosso). Di
nuovo, questi non hanno il significato sociale del matrimonio ordinario e
appartengono piuttosto al reame della religione o (nel caso di cerimonie nuziali tra
cani) al puro spettacolo.

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Scioglimento del matrimonio
Alcune società contemplano che il legame matrimoniale possa giungere ad una
conclusione anche in casi diversi dalla morte di almeno uno dei coniugi, e ammettono
l'istituto del divorzio.

Col divorzio il matrimonio resta celebrato (in senso civile), ma i suoi effetti vengono
terminati per effetto di una decisione solitamente demandata ad un giudice.

Vi sono inoltre paesi (tra cui l'Italia) e religioni (ad esempio quella cattolica) che
consentono l'annullamento, col quale il matrimonio risulta come mai celebrato a causa
di talune condizioni che ne avrebbero viziato la correttezza originaria.

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Restrizioni del matrimonio


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divieto di matrimonio tra consanguinei

La società ha sempre posto restrizioni al matrimonio tra parenti, sebbene il grado delle
relazioni proibite vari notevolmente. In quasi tutte le società il matrimonio tra fratelli
e sorelle è vietato, con rare eccezioni quali l'Antico Egitto, la società Hawaiiana, e gli
Inca. In molte società il matrimonio tra cugini di primo grado è preferito, mentre
all'estremo opposto, la chiesa cattolica medievale proibiva il matrimonio tra cugini
lontani. La chiesa cattolica odierna mantiene tuttora uno standard di distanza richiesta
(sia in consanguineità che in affinità) per il matrimonio.

Nella comunità induista, specialmente nalla casta dei Brahmini, è vietato sposare
persone dello stesso Gothra, visto che persone dello stesso Gothra sono dette avere la
stessa discendenza patriarcale. Nell'antica India quando era valido il Gurukul, lo
shishyas (il pupillo) era sconsigliato dallo sposare i figli del Guru siccome lo shishyas
era considereto figlio del Guru e sarebbe stato un matrimonio tra fratelli (sebbene ci
fossero eccezioni come Abhimanyu, il figlio di Arjuna, sposando Uttara, l'apprendista
ballerina di Arjuna nel poema epico Mahābhārata).

Molte società hanno adottato anche altre restrizioni su chi può sposarsi, come il
divieto di sposare persone con lo stesso cognome o persone con lo stesso animale
sacro.

Gli antropologi si riferiscono a questo genere di restrizioni con il termine di esogamia.


Un'eccezione a questa impronta é l'antico Egitto, dove il matrimonio tra fratelli e
sorelle era ammesso nella famiglia reale; questo privilegio era negato al popolo
comune e potrebbe essere servito per concentrare salute e potere in una famiglia (Vedi
anche incesto). La conseguenza del tabú dell'incesto é l'esogamia, il requisito di
sposare qualcuno di un altro gruppo. Gli antropologi hanno segnalato che il tabú
dell'incesto puó servire per promuovere la solidarietá sociale.
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divieto della poligamia

La poligamia è esplicitamente vietata in molti paesi, tra cui l'Italia, sanzionando la


bigamia.

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obbligo di endogamia

Le società hanno talvolta richiesto che il matrimonio avvenisse all'interno di un certo


gruppo. Gli antropologi si riferiscono a queste restrizioni con il termine di endogamia.
Un esempio di tali restrizioni potrebbe essere la necessità di sposare un appartenente
alla stessa tribù. Le leggi razziali adottate da alcune società nel passato, come la
Germania Nazista, il Sudafrica dell'apartheid e gran parte degli stati meridionali degli
USA prima del 1967, che proibivano il matrimonio tra persone di diversa razza
(miscegenazione) potrebbero anch'esse essere considerate esempi di endogamia.

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divieto di matrimonio omosessuale

Di conseguenza alla maggior accettazione dell'omosessualità nelle culture


Occidentali, sempre più Paesi (al momento Spagna, Belgio, Olanda, Canada,
Massachusetts e a mesi Sud Africa) permettono anche ai gay di scegliere se contrarre
matrimonio o meno col proprio partner. Ciò ha per contro generato qualche
contraccolpo generale, soprattutto negli Stati Uniti, nazione tendenzialmente
conservatrice, dove molti stati hanno specificamente messo fuori legge matrimoni gay
attraverso referendum popolari. A livello nazionale, in USA è in vigore dal '96 il
Defense of Marriage Act che ha creato una definizione federale del matrimomio come
istituto tra un uomo e una donna, oltre a permettere ad ogni Stato di non riconoscere i
matrimonio di persone dello stesso sesso celebrati altrove. Sono state mosse
argomentazioni per cui questo provvedimento sarebbe in conflitto con la stessa
Costituzione statunitense, e potrebbe essere rovesciato su questa base; per tentare di
evitare ciò, alcuni, compreso il Presidente George W. Bush, appoggiano un
emendamento della Costituzione federale per proibire i matrimoni tra persone dello
stesso sesso. Al momento, un solo Stato U.S.A. riconosce ai gay la possibilità di
contrarre matrimonio col proprio partner: il Massachusetts, e sfide legali alle
restrizioni al matrimonio potrebbero presto espandere il riconoscimento dei matrimoni
di persone dello stesso sesso a Washington, New York, e in molti altri Stati nonchè a
livello federale. I sondaggi di opinione, che naturalmente variano molto a seconda
delle nazioni e delle zone interne in cui ci si trova, indicano un crescente appoggio
della lotta per permettere anche ai gay di contrarre matrimonio e un molto più vasto
appoggio verso misure volte a tutelare maggiormente e anche riconoscere
giuridicamente formazioni sociali al di fuori del matrimonio, siano esse a carattere
omosessuale che eterosessuale.

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Celebrazione del matrimonio
Per approfondire, vedi la voce Nozze.

La cerimonia con cui un matrimonio viene attuato e annunciato alla comunità è


chiamata nozze. Un matrimonio in cui una coppia si sposa agli "occhi della legge" è
chiamato matrimonio civile; molte religioni hanno riti in cui si celebra il matrimonio
religioso che in alcuni casi possono essere concelebrati al matrimonio civile.

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Matrimonio e religione
Per approfondire, vedi la voce matrimonio (religione).

Molte religioni hanno numerosi insegnamenti riguardanti il matrimonio. La maggior


parte delle chiese Cristiane danno una qualche forma di benedizione al matrimonio; la
cerimonia di nozze tipicamente include una qualche forma di impegno da parte della
società in appoggio alla relazione della coppia. Nella Chiesa cattolica e nelle Chiese
ortodosse il "santo matrimonio" è considerato uno dei sette sacramenti. Nell'ebraismo,
il matrimonio è visto come l'unione di due famiglie, prolungando pertanto la religione
e l'eredità culturale del popolo ebraico. Anche l'Islam raccomanda caldamente il
matrimonio; tra le altre cose, esso aiuta nel perseguimento della perfezione spirituale.
L'Induismo vede il matrimonio come un sacro dovere che comporta obblighi religiosi
e sociali. per contro il Buddismo non incoraggia né scoraggia il matrimonio, sebbene
insegni che una persona deve vivere una vita matrimoniale felice.

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Matrimonio ed economia
L'aspetto economico del matrimonio è cambiato nel tempo. Storicamente, in molte
culture la famiglia di una sposa doveva provvedere a pagare una dote all'uomo per far
sposare la propria figlia. Nelle altre culture, la famiglia dell'uomo doveva pagare un
"offerta di matrimonio" alla famiglia della donna per il diritto di sposarla. In alcune
culture, doti e "offerte di matrimonio" sono ancora oggi richiesti. In entrambi i casi, la
transazione finanziaria ha luogo tra l'uomo (o la sua famiglia) e la famiglia della
sposa; la sposa non prende parte alla transazione e spesso non ha scelta nel partecipare
o meno al matrimonio.

In molti sistemi legali moderni, due persone che si sposano hanno la scelta tra la
separazione e la comunione dei beni. Nell'ultimo caso, chiamato proprietà comune,
quando il matrimonio finisce con il divorzio ognuno detiene la metà dei beni; se un
partner muore il partner sopravvissuto ne detiene la metà e per l'altra metà dell'eredità
si applicano le leggi relativa.

I rispettivi obblighi di mantenimento, durante e eventualmente dopo un matrimonio,


sono regolati nella maggior parte delle giurisdizioni; vedi alimenti.
E' possibile analizzare l'istituzione del matrimonio usando la teoria economica; vedi
David Friedman, Teoria dei Prezzi: Capitolo 21: The Economics of Love and
Marriage.

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Critiche
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Eliminazione del riconoscimento legale del matrimonio

Sotto il principio della separazione tra stato e chiesa, i progressisti criticano la


regolazione governativa e il coinvolgimento dello stato nel matrimonio, perché molti
ora considerano il matrimonio un'istituzione religiosa. La visione progressista è che se
un governo deve riconoscere completamente un matrimonio, esso deve essere trattato
come un contratto qualsiasi tra due parti liberamente consenzienti, il che ridurrebbe
essenzialmente il "diritto di famiglia" ad un sottoinsieme dei contratti legale. Gli
aspetti religiosi dovrebbero restare sotto la giurisdizione delle rispettive
organizzazioni religiose e dei relativi tribunali ecclesiastici (ovviamente se esistono).
Sviluppi legali relativamente nuovi come gli alimenti passati da ex-conviventi hanno
già condotto certi governi verso questa direzione.

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Matrimonio svantaggioso per le donne

Altri opinionisti hanno argomentato contro il matrimonio, talvolta condannando


pratiche locali individuali e talaltre l'intera istituzione del matrimonio. Una buona
parte di queste critiche provengono da personalità femministe, le quali sostengono che
in molte culture il matrimonio è particolarmente svantaggioso per le donne.

In alcune tradizioni il matrimonio potrebbe essere un traumatico, spiacevole


avvenimento per una ragazza. "La sorte delle donne" scritto ad Atene alla metà del V
secolo a.C. lamenta questa situazione:

Le giovani donne, secondo me, hanno la più dolce delle esistenze conosciute
ai mortali nelle case dei loro padri, perchè la loro innocenza mantiene sempre
i bambini felici e al sicuro. Ma quando raggiungiamo la pubertà e possiamo
capire, siamo spinti via e venduti dai nostri dei ancestrali e dai nostri
genitori. Alcune vanno in case di uomini sconosciuti, altre a stranieri, alcune
in case senza gioia, alcune in luoghi ostili. E oltre tutto questo una volta che
la prima notte ci vincola ai nostri mariti noi siamo forzati a lodarli e dire che
va tutto bene.

D'altro canto, il matrimonio è spesso servito ad assicurare alla donna il supporto


continuativo del marito e le ha permesso di concentrarsi meglio sull'allevamento dei
figli. Tale sicurezza è stata tipicamente più grande quando e dove il divorzio è stato
più difficile da ottenere.
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Critiche delle associazioni maschili

1 matrimonio su 2 finisce con il divorzio

Al 15% degli uomini viene dato l'affidamento, il dato è invariato dal 1994

Gli assegni familiari annuali ammontano a $40 miliardi di dollari negli USA, pagati
da 7.8 milioni di genitori separati di cui 6.6 milioni sono padri.

Uno studio della Social Health of Marriage negli [Stati Uniti]] riporta La continua
diminuzione del tasso di matrimonio, accompagnata da un aumento delle coppie
conviventi; un piccolo incremento della percentuale di bambini che vivono in famiglie
problematiche e che sono nati fuori dal matrimonio; un sensibile aumento
dell'apertura verso l'avere figli fuori dal matrimonio da parte di giovani ragazzi e, tra
le ragazze, un aumento della disponibilità a vivere insieme prima di sposarsi.
Tuttavia, non spiega l'atteggiamento nei confronti del divorzio.

L'85% degli ordini di protezione vengono dati alle donne, il 7% delle richieste
vengono respinte. Molti uomini lamentano il fatto che ordini di protezione vengano
emessi con troppa facilità in seguito a richieste non necessarie. A causa di un ordine
di protezione, l'ex-marito viene fisicamente allontanato dalla casa e dai figli.