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Cari ragazzi, oggi ci soffermiamo sull’invalidità del contratto richiamando i principali concetti in

materia. Vi invito, se possibile, ad integrare l’argomento anche con il vostro libro.


Il contratto è invalido quando presenta delle alterazioni o dei vizi di particolare gravità.
L’invalidità del contratto può assumere due forme:
1) la nullità;
2) l’annullabilità

LA NULLITA’

La nullità è sicuramente la forma più grave d’invalidità e le cause di nullità vengono indicate nel
codice civile e nelle altre leggi con la frase “a pena di nullità”.
Le cause di nullità possono dividersi in due grandi categorie: da una parte la categoria dell’illiceità
e dall’altra la mancanza di uno degli elementi essenziali del contratto (ossia, l’accordo delle parti,
la causa, l’oggetto, e se prevista la forma).
Per quanto riguarda l’illiceità, l’articolo 1418 c.c., ovvero, la norma generale di riferimento,
stabilisce che il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al
buon costume. Il contratto è, altresì, nullo per l’illiceità dei motivi e la mancanza nell’oggetto dei
requisiti stabiliti dalla legge (possibile, determinato e lecito) e per l’illiceità della causa.
Facendo un esempio di oggetto illecito si pensi a Tizio che vende a Caio un orologio rubato (in
questo caso il contratto sarà nullo in quanto l’oggetto è illecito, ossia il bene oggetto della vendita
è rubato).
Il contratto è, inoltre, nullo quando manca, abbiamo detto, uno dei requisiti essenziali per la sua
conclusione; quindi la nullità può essere determinata dall’assenza dell’accordo delle parti,
dell’oggetto del contratto, della causa e della forma scritta se prevista dalla legge a pena di nullità
(abbiamo già fatto l’esempio nelle scorse lezioni della vendita di beni immobili che prevede
necessariamente la forma dell’atto pubblico, diversamente il contratto è nullo).
Per assenza di volontà delle parti si pensi alla cosiddetta “dichiarazione non seria”; ad esempio,
durante una commedia teatrale l’attore che dichiara di voler vendere la sua casa perché così
stabilisce il copione (chiaramente tale vendita non è valida). Un’altra ipotesi di assenza di volontà
si ha nel caso di violenza fisica: si pensi ad una persona che costringe l’altra a firmare un contratto
prendendone materialmente la mano per apporre la firma sul contratto (anche in questo caso il
contratto è nullo).

Le conseguenze della nullità del contratto

La nullità di un contratto può essere rilevata o fatta valere da chiunque vi abbia interesse (anche lo
stesso giudice può rilevarla autonomamente nel corso di una causa).
L’azione per far accertare la nullità di un contratto non è soggetta ad alcun termine di prescrizione
e la sentenza che dichiara la nullità è retroattiva (ossia, elimina gli effetti del contratto fin dalla sua
nascita); il contratto che viene dichiarato nullo non produce, quindi, effetti tra le parti.
Il contratto nullo potrebbe, però, avere degli effetti rispetto ai terzi; ad esempio, Tizio vende a Caio
un immobile, ma il contratto di vendita è nullo (es. Caio ha costretto Tizio con violenza fisica alla
vendita); in questo caso qualora Caio venda a Bianchi tale immobile cosa succede? Bianchi non
subisce gli effetti della nullità del contratto tra Tizio e Caio se (Bianchi) era in buona fede (non sapeva
che Caio aveva acquistato con violenza l’immobile da Tizio) e se la domanda di nullità avanzata da
Tizio verso Caio viene trascritta (“annotata” nei pubblici registri) dopo 5 anni dalla trascrizione
(“annotazione”) della vendita con la quale Bianchi ha acquistato l’immobile da Caio.

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Convalida contratto nullo (non è possibile). Solo la conversione in alcuni casi

Un contratto nullo non può, inoltre, essere convalidato, salvo che la legge non disponga
diversamente; in altre parole il contratto nullo non può essere sanato perché è impossibile eliminare
la causa che lo ha determinato fin dall’origine.
Esiste, però, l’istituto della conversione del contratto nullo, ovvero, il contratto nullo può produrre
gli effetti di un contratto diverso, del quale contenga i requisiti di sostanza e forma. In altre parole
il contratto o negozio giuridico nullo può essere convertito in un diverso contratto: ad esempio, il
testamento segreto è un testamento scritto dal testatore e sottoscritto dal medesimo e consegnato
al notaio in presenza di testimoni, il testamento olografo è invece il testamento scritto, datato e
firmato di mano dal testatore; ebbene, qualora il testamento segreto come tale non sia valido
perché mancano, ad esempio, i testimoni, quel testamento potrà essere convertito in un
testamento olografo presentando chiaramente i requisiti di quest’ultimo (scritto, datato e firmato
di mano dal testatore).

LA ANNULLABILITA’

Il contratto sappiamo può essere invalido per una anomalia meno grave della nullità, ossia nel caso
in cui vi siano delle cause che ne hanno determinato l’annullabilità.
Le cause di annullabilità sono l’incapacità di contrattare di una delle parti (l’incapacità
d’agire/legale e l’incapacità di intendere e volere/naturale), oppure, i vizi del consenso, ossia,
l’errore, il dolo e la violenza morale (la violenza fisica determina, invece, come abbiamo detto, la
nullità).
Della capacità di agire (legale) e della capacità di intendere e volere (naturale) abbiamo già parlato
nelle scorse lezioni, passiamo, pertanto, ad esaminare i vizi del consenso.

A) Tra i vizi del consenso vi è, innanzitutto, l’errore (intesa come falsa rappresentazione della
realtà).
L’errore può essere errore vizio (o motivo) che nasce durante la formazione della volontà,
prima che questa sia dichiarata all’esterno; tale errore deve essere essenziale e riconoscibile
(essenziale, si pensi ad esempio a Tizio che crede di aver concluso un contratto di vendita
con Caio e invece ha concluso un contratto di locazione; riconoscibile, nel senso che sia
riconosciuto dall’altra parte, ossia da Caio, in questo caso).
L’errore vizio (o motivo) può essere inoltre classificato come errore di fatto, quando deriva
da un’erronea percezione della realtà naturalistica ed errore di diritto quando derivi invece
da un’erronea percezione della realtà giuridica (es. l’esistenza di una certa norma giuridica
ovvero l’interpretazione di essa).
L’errore può essere anche errore ostativo quando cade sulla esternazione della volontà,
non sulla sua formazione come nel caso dell’errore motivo (es. Tizio riceve da Caio una
lettera in cui dichiara di voler acquistare 20 quintali di grano, quando in realtà Caio voleva
scrivere 2 quintali; in questo caso è possibile chiedere l’annullamento del contratto purché
l’errore sia riconoscibile dall’altro contraente (Tizio), il quale si sia accorto dell’errore
dell’altra parte (Caio).

B) Il dolo (raggiri) è un’altra causa di annullamento e può essere dolo determinante e dolo
incidente.

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Il dolo è determinante, quanto senza i raggiri usati da uno dei contraenti l’altra parte non
avrebbe concluso il contratto; si pensi a Tizio che acquista una macchina usata da Caio
pensando che la macchina abbia 30.000 km, in realtà Caio ha manomesso il contachilometri
che portava 70.000 km.
Il dolo è incidente, quando la parte danneggiata avrebbe ugualmente concluso il contratto,
ma a condizioni diverse; in questo caso il contratto resta valido e il contraente che ha usato
i raggiri è tenuto al risarcimento del danno (si pensi all’esempio di prima, in questo caso Tizio
scopre l’inganno e decide di acquistare ugualmente l’auto da Caio, ma ha diritto a un
risarcimento del danno e quindi la paga un prezzo inferiore).
Talvolta i raggiri possono provenire anche da un terzo, in questo caso il contratto è
annullabile se i raggiri erano noti chiaramente al contraente che ne ha tratto vantaggio (si
pensi all’antiquario Rossi che riesce a convincere Bianchi a comprare una collana antica di
proprietà di Verdi; la collana è falsa ed è di scarso valore; Verdi (proprietario della collana)
era a conoscenza del raggiro posto in essere dall’antiquario Rossi e ne ha tratto vantaggio,
anche se non vi ha partecipato, per cui il contratto è annullabile.
Non ha, invece, rilevanza il c.d. “dolus bonus”, ossia quello che caratterizza le campagne
pubblicitarie, dove è nota a tutti l’evidente esagerazione delle qualità dei beni che vengono
pubblicizzati.
C) Un’altra causa di annullamento è la violenza morale, ossia quando una persona costringe
un’altra persona a concludere un contratto sotto la minaccia di un male ingiusto e notevole
(esempio Mario minaccia di sparare a Caio se quest’ultimo non firmerà il contratto di vendita
del suo appartamento). La minaccia può essere rivolta sia alla persona che ai beni.
Non ha invece rilevanza il timore riverenziale, ossia la situazione di soggezione psicologica
nella quale può trovarsi una determinata persona rispetto ad un’altra.

Le conseguenze dell’annullamento del contratto.

L’annullamento può essere fatto valere o chiesto solo dalla parte nel cui interesse è stabilito
dalla legge; quindi ad esempio se concludo un contratto con un incapace, solo quest’ultimo
(o i suoi rappresentanti) possono chiedere l’annullamento; stesso discorso vale per la parte
vittima di vizi del consenso (non è, invece, rilevabile autonomamente dal giudice).
L’azione per far dichiarare l’annullamento di un contratto si prescrive in cinque anni;
l’annullamento del contratto opera retroattivamente tra le parti ed il contratto annullabile
può essere sanato mediante convalida (la dichiarazione espressa di convalida deve
provenire dal contraente al quale spetta l’azione di annullamento).