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Modelli di Governance Alternativi

Nel modello dualistico l’assemblea nomina il consiglio di sorveglianza che a sua volta elegge quello di
gestione. Il consiglio di gestione ha le competenze del consiglio di amministrazione previsto dal modello
tradizionale. Il consiglio di sorveglianza assorbe le competenze del collegio sindacale e parte di quelle
dell’assemblea.
Il consiglio di gestione si occupa della gestione. Sono messe delle deleghe ai singoli amministratori ai sensi
dell’art. 2381, c.c., non è mai previsto il comitato esecutivo. Il consiglio di gestione deve essere costituito da
almeno due persone. Viene nominato, per la prima volta dall’atto costitutivo e successivamente dal
consiglio di sorveglianza. Vi è ovvia incompatibilità tra incarico di consigliere di gestione e consigliere di
sorveglianza. La durata massima dell’incarico è di tre esercizi, il compenso viene stabilito dal consiglio di
sorveglianza. I consiglieri di gestione sono rieleggibili. i consiglieri di gestioni sono anche revocabili, ma da
parte del consiglio di sorveglianza, in mancanza di giusta causa spetta un ovvio risarcimento. Se vengono
meno uno o più consiglieri di gestione sono sostituiti da parte del consiglio di sorveglianza (non vi è la
cooptazione), per il resto si applicano le disposizioni relative agli amministratori.
In merito all’invalidità delle deliberazioni ed interessi dei gestori, si applicano le stesse norme previste per
gli amministratori, la legittimazione ad impugnare le deliberazioni spetta al consiglio di sorveglianza.
Il consiglio di sorveglianza deve essere formato da almeno tre persone, la nomina inizialmente avviene ad
opera dell’atto costitutivo e successivamente da parte dell’assemblea. Durano in carica tre esercizi ed
almeno un consigliere deve essere iscritto al registro dei revisori legali dei conti (non sono previsti requisiti
per gli altri consiglieri), ma lo statuto può prevedere ulteriori requisiti. I consiglieri sono rieleggibili e
revocabili. La revoca avviene per mano dell’assemblea con una maggioranza di almeno 1/5, in assenza di
giusta causa sorge il diritto al risarcimento. In caso di cessazione di un consigliere è sostituito
dall’assemblea senza indugio. Il presidente è eletto dall’assemblea e le competenze sono stabilite dallo
statuto. Non possono essere consiglieri di sorveglianza: coloro che si trovano nelle condizioni previste
dall’art. 2382, c.c., i componenti del consiglio di gestione, coloro che sono legati alla società o alle società
da questa controllate o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto
continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita che ne compromettano l’indipendenza.
Le competenze del consiglio di sorveglianza sono ritrovabili nell’art. 2409-tredicies, c.c.. Il consiglio di
sorveglianza: nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione e ne determina il compenso, salvo che
la relativa competenza sia attribuita dallo statuto all’assemblea; approva il bilancio di esercizio e, ove
redatto, il bilancio consolidato; esercita le funzioni di cui all’art. 2403, c.c., relativi ai doveri del collegio
sindacale; promuove l’esercizio dell’adozione di responsabilità nei confronti dei componenti del consiglio di
gestione; presenta la denunzia al tribunale di cui all’art. 2409, c.c.; riferisce per iscritto almeno una volta
all’anno all’assemblea sull’attività di vigilanza svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati; se
previsto dallo statuto, delibera in ordine alle operazioni strategiche e ai piani, industriali e finanziari della
società predisposti dal consiglio di gestione, ferma in ogni caso la responsabilità di questo per gli atti
compiuti. Il consiglio di sorveglianza non decide la ripartizione degli utili che compete dell’assemblea che
deve riunirsi una volta l’anno per ricevere la relazione annua del consiglio di sorveglianza. Non appare
chiaro se debba o meno fare relazione al bilancio, in quanto poi approverebbe una relazione svolta da se
medesima. Alla delibera del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio si applica l’art. 2434-bis, c.c.,
(impugnazione bilancio) e l’art. 2377, c.c., (annullabilità delibere assembleari).
Lo statuto può prevedere che in caso di mancata approvazione del bilancio o qualora lo richieda almeno un
terzo dei componenti del consiglio di gestione o del consiglio di sorveglianza la competenza per
l’approvazione del bilancio di esercizio sia attribuita all’assemblea (art. 2409-tredicies, c.c.).
I consiglieri di sorveglianza possono assistere alle adunanze del consiglio di gestione (non vi è nessun
obbligo, nulla si dice della partecipazione alle riunioni del comitato esecutivo), devo assistere alle
assemblee.
Sono applicabili al consiglio di sorveglianza le seguenti norme: art. 2388, c.c., validità deliberazione; art.
2400, c.c., iscrizione nel registro delle imprese; art. 2402, c.c., compenso; art. 2403-bis, c.c., potere di
chiedere notizie e obbligo trascrizione; art. 2404, c.c., riunioni periodiche, verbalizzazione, quorum; art.
2406, c.c., obblighi sostitutivi, potere di convocare l’assemblea; art. 2408, c.c., denunzia da parte dei soci;
art. 2409-septies, c.c., scambio di informazioni.
Il consiglio di sorveglianza promuove l’azione sociale di responsabilità contro il consiglio di gestione (art.
2409-decies, c.c., l’adozione sociale può essere promossa anche ai sensi dell’art. 2393, c.c., (assemblea) e
come da art. 2393-bis, c.c., (soci). Il consiglio può rinunziare o trasgredire. La rinunzia non preclude la
possibilità di agire ai sensi degli artt. 2393-bis, 2394 e 2394-bis, c.c..
Ovviamente l’assemblea potrà promuovere l’azione anche nei confronti del consiglio di sorveglianza, l’art.
2409-terdecies, c.c., afferma che i componenti del consiglio di sorveglianza devono adempiere i loro doveri
con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico. Sono responsabili solidalmente con i componenti del
consiglio di gestione per i fatti o le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero
vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.
Nel modello monistico l’assemblea elegge un consiglio di amministrazione al cui interno devono essere
scelti alcuni amministratori indipendenti privi di deleghe per costituire il comitato interno che esercita il
controllo.
Gli amministratori indipendenti sono almeno 1/3 dei consiglieri di amministrazione e devono essere
indipendenti, ossia: devono avere i requisiti di indipendenza previsti per i sindaci; solo se lo statuto lo
prevede, ulteriori requisiti previsti da codici di comportamento emanati da associazioni di categoria o da
società di gestione di mercati regolamentati, eventuali requisiti previsti dallo statuto.
I membri del comitato interno per il controllo sulla gestione devono essere amministratori indipendenti e
quindi non devono: essere membri del comitato esecutivo, essere amministratori delegati, essere titolari di
particolari cariche, svolgere (anche di fatto) funzioni attinenti alla gestione dell’impresa sociale o di società
che controllano o ne sono controllate. Almeno uno deve essere iscritto nel registro dei revisori legali dei
conti (per gli altri membri non è previsto nessun particolare requisito).
Nel comitato per il controllo non è stabilito un numero minimo salvo che nelle società che danno ricorso al
mercato del capitale di rischio, dove devono essere almeno tre. In caso di cessazione il membro del
comitato viene sostituito dal consiglio di amministrazione, se necessario ricorrendo alla cooptazione. Non è
chiara quando avvenga la decadenza. La revoca può avvenire come quella di qualsiasi amministratore,
senza necessità di giusta causa, ne di approvazione da parte del tribunale.
I compiti del comitato sono racchiusi nell’art. 2409-octiesdecies, c.c., il quale afferma che il comitato per il
controllo sulla gestione: elegge al suo interno, a maggioranza assoluta dei suoi membri, il presidente; vigila
sull’adeguatezza della struttura organizzativa della società, del sistema di controllo interno e del sistema
amministrativo e contabile, nonché sulla sua idoneità a rappresentare correttamente i fatti di gestione;
svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con particolare riguardo ai rapporti
con i soggetti incaricati del controllo contabile.
In merito alla responsabilità sono richiamati gli artt. 2392 ss, c.c., che si applicano a tutto il consiglio di
amministrazione compresi i membri del comitato di controllo.