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Estratto da “La Civetta della Liguria d’Occidente”

Anno XVI – N. 1/2011 bimestrale glocal del


Circolo degli Inquieti (www.circoloinquieti.it)

Ilaria Caprioglio

Partorire figli e idee


per il futuro

Gennaio 2011
Partorire figli e idee per il futuro
La donna sta entrando in una nuova epoca, quella del
bilanciamento, nella quale non deve più affrontare la scelta
aut liberi aut libri: la sua capacità procreativa e la sua
capacità creativa costituiscono ormai la perfetta sintesi del
suo ruolo familiare e sociale. Atto fisico e atto mentale,
quindi, possono coesistere dando vita a figli carnali e a figli
cerebrali già proiettati nel futuro.

Contenuti
1. Donne multitasking.
2. Alla donna il cucito, all'uomo l'haute couture...
3. Gravidanza e parto, attesa e attenzione.
4. In attesa dell’epoca del bilanciamento.

Note sull’Autore

In copertina:
Gustav Klimt, “La Maternità” 1905 (dettaglio di: Le tre età),
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma

Tag: Circolo degli inquieti, inquietudine, donna, gravidanza,


creatività, Francesca Rigotti.

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1. Donne multitasking.

Elizabeth, figlia di
Thomas Mann, si sentì
rispondere dal suo analista, al
quale aveva confidato il
desiderio di diventare una
grande musicista, "devi
scegliere tra l'arte e la tua
realizzazione come donna, tra
la musica e la vita familiare".
Davanti a questa difficile
scelta, che comporta inevita-
bilmente una rinuncia, non si è
trovata la filosofa Francesca
Rigotti, la quale ha saputo, e
fortemente voluto, coniugare
vita e ars, bios e téchne.
Asserendo come la creatività Francesca Rigotti insegna Concetti
e metafore della politica presso la
materiale e la creatività Facoltà di Scienze della
mentale non siano comunicazione dell’Università della
incompatibili, in quanto proprio Svizzera italiana di Lugano.
l'esperienza domestica della Collabora all’«Unità» e al «Sole 24
ore».
assistenza alle persone, in
particolare ai bambini, e alle Tra i suoi saggi, tradotti in otto
lingue: Il potere e le sue metafore
cose sia in grado di stimolare la (1992), Il filo del pensiero. Tessere,
riflessione anche filosofica. scrivere, pensare (2002), La
filosofia delle piccole cose (2004),
Nella testa delle madri, La filosofia in cucina. Piccola
prosegue l'Autrice nel suo libro critica della ragion culinaria
"Partorire con il corpo e con la (20042), Il pensiero pendolare
(2006), Gola. La passione
mente" (Ed. Bollatiboringhieri, dell’ingordigia (2008).
2010), c'è una solida

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impalcatura di sostegno e controllo che permette di
organizzare e gestire contemporaneamente molte
situazioni, facendo fronte con prontezza e flessibilità
all'imprevisto.
Una sorta di vocazione multitasking tutta al femminile
che consente, come affermato da Natalia Ginzburg, "di
preparare il sugo di pomodoro e il semolino pensando,
intanto, a cosa scrivere": atto fisico e atto mentale,
dunque, che coesistono producendo figli carnali e figli
cerebrali, senza dover affrontare la scelta aut liberi aut
libri, scelta per altro mai posta all'uomo.

Fonte immagine: http://leragazze.files.wordpress.com

2. Alla donna il cucito, all'uomo l'haute couture…

…lo stesso uomo che, da Platone in poi, ha sempre


cercato di espropriare la donna della sua capacità
riproduttiva, sostenendo come la "Ragione voglia: all'uomo la
spada e la penna, alla donna l'ago e il fuso" ("Progetto di

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legge per vietare alle donne di imparare a leggere", E.
Barellino, Archinto 2007), con il risultato di permettere alla
mente maschile, gravida di scienza, di appropriarsi di
generazioni non di figli bensì di idee.
Attraverso quello che la filosofa definisce "il
paradosso di Arianna", l'uomo sarebbe riuscito a elevare,
purificandole, attività che, finché praticate dalle donne,
risulterebbero quotidiane e insignificanti: insomma attività
come cucinare o cucire, svolte abitualmente dalle donne, se
fatte proprie da un abile maschio salirebbero al livello
nobile della haute cucine o della haute couture...

Pelagio Palagi, “Arianna dà a Teseo il filo per uscire dal labirinto”, 1814

Come sosteneva la filosofa tedesca Edith Stein,


quindi, l'uomo è l'artefice della vita conoscitiva e creativa,
la donna la custode di quella affettiva, in quanto la sua
procreatività le inibirebbe la creatività.

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Nel corso dei secoli, probabilmente, il maschio ha
voluto contrapporre il potere alla potenza ("Sacerdozio,
donna, celibato", Maria Caterina Jacobelli, Borla 1981),
appunto procreativa, della femmina forse proprio in quanto
il corpo del primo non contiene e non si moltiplica: in questo
consisterebbe la miseria maschile, il fantasma di impotenza
radicale compensato da mille sotterfugi e sublimazioni
("L'interiorità maschile", D. Demetrio, Raffaello Cortina
2010).

3. Gravidanza e parto, attesa e attenzione.

In soccorso della creatività della donna interviene lo


scrittore austriaco Rainer Maria Rilke affermando come la
creazione spirituale tragga origine da quella fisica: la
gravidanza e il parto, pesanti e dolorosi, allenerebbero le
donne a lavorare, concentrandosi con attenzione e attesa,
senza illudersi che le idee volino incontro alle persone senza
alcuno sforzo da parte loro.
Attesa e attenzione, conclude nel suo libro la
filosofa Rigotti, sono elementi importanti per portare a
termine felicemente la gestazione di figli e di idee,
persino quelle considerate più maschili di tutte come quelle
legate alla competenza tecnologica e all'innovazione.

“Alcuna differenza fra un libro e una persona, un tramonto e


un quadro, poiché tutto ciò che ama, lo ama di unico amore”
Marina Cvetaeva

La capacità procreativa e la capacità creativa o


lavorativa possono, dunque, considerarsi ormai la sintesi del
ruolo sociale e materno della donna ("Dell'amore e del

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dolore delle donne", U. Veronesi, Einaudi 2010) che non
desidera più fare "alcuna differenza fra un libro e una
persona, un tramonto e un quadro, poiché tutto ciò che
ama, lo ama di unico amore" (Marina Cvetaeva, 1892-1941,
poetessa e scrittrice russa).

4. In attesa dell’epoca del bilanciamento.

Allo stesso modo non vi è distinzione tra donna e


uomo poetici che partoriscono, entrambi, semi
incorporei: generano, insieme e separati, altri mondi.
Come per la donna sarebbe, dunque, poetico sentire
che la mente e le viscere partoriscono all'insegna della
equanimità del fare; per l'uomo sarebbe poetico liberarsi
dall'ossessione di dar vita a corpi di carne ("L'interiorità
maschile", D. Demetrio, Raffaello Cortina 2010).
Auspicando, quindi, l'avvento della nuova epoca del
bilanciamento, nella quale le giovani donne soffriranno
meno del risentimento verso il maschio che ha
caratterizzato il '900, si dovrebbe iniziare a pensare agli
esseri umani, uomini o donne che siano, come a fiocchi di
neve, tra i quali non ce n'è uno uguale all'altro, non ci sono
fiocchi azzurri o fiocchi rosa, “sono tutti bianchi e vanno
svanendo nella loro esistenza alla luce del sole” ("Il lapis del
falegname", M. Rivas, Feltrinelli 2007).

“Si dovrebbe iniziare a pensare agli esseri umani, uomini o donne


che siano, come a fiocchi di neve, tra i quali non ce n’è uno uguale
all’altro, non ci sono fiocchi azzurri o fiocchi rosa…..”

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Tuttavia, ad alcune donne soltanto è concesso il
privilegio di partorire con il corpo e con la mente, laddove
partorire è da intendersi come l'equivalente psichico di
divenir se stesse, scoprendo priorità o aspirazioni fino a quel
momento sconosciute.
Nella gravidanza la nuova vita, sia fisica che
mentale, chiude, scinde, dilata orizzonti.
In questa fase del processo psichico, sostiene Clarissa
Pinkola Estés ("Donne che corrono coi lupi", Frassinelli 2008),
una donna può passare in un'altra enantiodromia (dal greco
antico letteralmente "corsa nella direzione opposta"), lo
stato fisico in cui tutto quel che un tempo aveva valore ne
ha meno e può essere sostituito da nuovi e assoluti appetiti.

Ilaria Caprioglio, mamma di Jacopo, Edoardo e


Vittoria, nei momenti liberi è avvocato e collabora
con Riviste specializzate in materia tributaria. E'
autrice dei romanzi “Milano-Collezioni andata e
ritorno” e “Gomitoli srotolati” (Liberodiscrivere
ed.).
http://ilariacaprioglio.wetpaint.com/