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MILANO

MUSEI, SPAZI
PRIVATI E LUOGHI
DEL DESIGN

Le esperienze
per vivere
al meglio la città

NUOVI RISTORANTI
E INDIRIZZI SEGRETI
PER LO SHOPPING
DI QUALITÀ

Allegato al n° 4 di Dove 2019


EDITORIALE

L’ id ea di m iL ano
I 6,8 milioni di turisti che nel 2018 hanno visitato Milano sono pronti a
testimoniarlo: a Milano vale la pena fermarsi. Tramontata per sempre,
dopo Expo 2015, l’immagine della fredda e grigia città business, ora Mila-
no è nella top ten delle destinazioni da visitare in Italia. E l’onda positiva
(c’è da scommetterlo) non si arresterà nemmeno nel 2019, grazie all’anno
di Leonardo e all’effetto domino delle inziative (pubbliche e private) che
arricchiscono il panorama degli eventi.
S im o n a T edeSco

simona.tedesco@rcs.it Riassumere in poche pagine la capitale delle idee non è semplice: solo qui
in RcsMediagrup, come un’orchestra, stiamo dando fiato a diversi rac-
conti, in occasione del palcoscenico offerto dal Salone del Mobile, dal 9
al 14 Aprile. Il Corriere della Sera il 5 marzo ha dedicato uno speciale di 32
pagine alla città, il mensile di moda Style uscirà il 24 aprile con un allega-
to ad hoc e così, ovviamente, faranno i mensili di architettura Abitare (5
aprile) e di arredamento Living (3 aprile). Noi di Dove abbiamo scelto, in
queste pagine, di darvi le chiavi per aprire le porte sulle esperienze che in
questo momento raccontanto un’idea di Milano, città europea e inclusiva
per storia e lanciata in verticale verso un futuro sostenibile.

A Milano ora vale tutto e il contrario di tutto: si esce a cena per rimanere
a dieta, si va in piazza per ascoltare dell’ottima musica o si va al museo
per una colazione di lavoro. Nelle balere si presentano libri e al mercato
si cerca il prodotto raffinato da mettere in tavola. Il centro non è più il
Duomo, dipende da che centro si sta cercando, e le periferie (non tut-
te purtroppo) sono sempre più laboratori di progetti di riqualificazione.
“Milano”, come cantava negli anni Ottanta Ivano Fossati, “è una città del
futuro e chi ci vive non sa come sta, però stanno tutti insieme, stanno
tutti là” . E non c’è altro modo per capirla. Solo infilare in tasca le chiavi
di Dove e iniziare a viverla.
GIOVANNI TAGINI

Coloris, opera di
Pascale Marthine
Tayou, installata ed
esposta a CityLife.

5 DOVE
www.rhb.ch

Il Bernina Express
Molto più di un semplice treno

Informazioni e prenotazioni
Ferrovia retica, Railservice, Tel +41 (0)81 288 65 65, railservice@rhb.ch
MILANO S O M M A R I O

12 MILANO

MUSEI, SPAZI
PRIVATI E LUOGHI
DEL DESIGN

Le esperienze
per vivere
al meglio la città

NUOVI RISTORANTI
E INDIRIZZI SEGRETI
PER LO SHOPPING
DI QUALITÀ

Allegato al n° 4 di Dove 2019

In copertIna
Vista su Porta Nuova
e sulla UniCredit
Tower dalla terrazza
della galleria Carla
Sozzani. In primo
piano, opere dell'artista
Kris Ruhs.
Foto di Giovanni
Tagini/DOVE

24

u n a c i t tà d a s c o p r i r e

12 LE IDEE NASCONO QUI


32
Nuove prospettive. Tante città in una.
Tutte da scoprire, dalla balera al grattacielo,
dal centro alla periferia con l’anima

24 L’ARTE AIUTA A PENSARE


Specchio dei tempi. Nei nuovi spazi pubblici
e privati, nei musei storici o sui muri di periferia.
Cronaca di un’art city che prima non c’era

32 IL CIBO È CULTURA
Tutti a tavola. I pranzi stellati a prezzi da bistrot,
le cene in terrazza, i locali da-mattina-a sera.
Gli indirizzi delle nuove tendenze gastronomiche

42 SPECIALE SALONE DEL MOBILE


Dove Viaggi Palcoscenico del design. Dal 9 al 14 aprile va
in scena la grande kermesse. Tre guide d’eccezione
Dove Viaggi svelano i segreti di questo spettacolo

7 DOVE
60
Direttore responsabile
SIMONA TEDESCO
simona.tedesco@rcs.it, tel. 02.25.84.31.52
Caporedattore centrale
GIOVANNI MORO
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IVANA ZAMBIANCHI (caporedattore Guide e Speciali)


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Redazione immagine e grafica


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42 Segreteria di direzione e di redazione


CINZIA BACCHETTA
Cinzia.Bacchetta@rcs.it, tel. 02.25.84.68.36. Amministrazione collaboratori, tel.
02.25.84.68.36

Hanno collaborato a questo Speciale:

52
Claudio Agostoni, Mariarosaria Bruno, Olivia Cremascoli,
Simona Girella, Mariella Grossi, LS International, Chiara Pasqualetti Johnson,
Cristina Piccinotti, Ilaria Simeone, Giovanni Tagini

Progetto grafico
CINZIA BRUNONE VECCHIATTO
Publisher
DAVIDE PONCHIA
davide.ponchia@rcs.it, tel. 02.25.84.81.67
Brand manager
LINDA MOSCOLARI
linda.moscolari@rcs.it, tel. 02.25.84.45.52
Advertising manager
GABRIELLA MAROTTA
gabriella.marotta@rcs.it, tel. 02.25.84.68.66

International Editions
Maria Francesca Sereni mariafrancesca.sereni@rcs.it
Content syndication press@rcs.it
Coordinamento tecnico Enrico Santinelli

è pubblicato da
Presidente e amministratore delegato
URBANO CAIRO
52 UN GIRO PER BOTTEGHE
Artisti del mestiere. Orafi, decoratori, maestri Consiglieri
MARILÙ CAPPARELLI, CARLO CIMBRI, ALESSANDRA DALMONTE,
dell’intaglio. Eredi di un saper fare artigiano che DIEGO DELLA VALLE, VERONICA GAVA, GAETANO MICCICHÈ, STE-
guarda al futuro. Volti, storie, atelier FANIA PETRUCCIOLI, MARCO POMPIGNOLI,
STEFANO SIMONTACCHI, MARCO TRONCHETTI PROVERA

60 ESPERIENZE IN CITTÀ Direttore Generale News


ALESSANDRO BOMPIERI
Accesso libero. L’insider che conosce gli angoli
nascosti, la passerella tra le guglie, le prove alla Direzione e redazione
Via Angelo Rizzoli 8, 20132 Milano tel. 02.25.84.68.36, fax 02.25.84.68.78
Scala… Le chiavi che aprono le porte di Milano L’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. È ovviamente a piena
disposizione per assolvere quanto dovuto nei loro confronti.

8 DOVE Allegato a n. 4 - 2019. Registrato al tribunale di Milano, n. 778 del 12.12.1990


Certificato n. 8610 del 18.12.2018 ISSN 1121-1792
MILANO DA SCOPRIRE

1 TANTE CITTÀ IN UNA


Archiviata Expo, a Milano si sono
accese tante energie nuove:
laboratori d’avanguardia, start up,
poli dell’innovazione. Spesso
insediati in aree lontane dal centro,
da NoLo a Via Mecenate,
all’avveniristica CityLife (nella foto
sopra), riportate a nuova vita.
Così cambia e si trasforma la città.

2 SPAZIO ALL’ARTE
Tra aperture di gallerie,
spazi istituzionali rinnovati
e una pioggia di grandi
mostre, a Milano si respira
aria nuova anche nel mondo
dell’arte (nella foto a sinistra,
la Fondazione Prada).
Che la capitale del design
e della moda sia alla ricerca
di un altro primato?

GIOVANNI TAGINI / DOVE, BRESCIA/AMISANO © TEATRO ALLA SCALA, GIANLUCA DI IOIA / LA TRIENNALE DI MILANO
4 UNA METROPOLI DA VIVERE
Turismo esperienziale a Milano? La città ha molto da offrire: una passeggiata
in quota con vista sulle guglie del Duomo, la colazione in un caffè storico,
una serata speciale al Teatro alla Scala (nella foto sopra) e tanto altro.

5 ANDAR
PER BOTTEGHE
3 Suona quasi paradossale,
ma la città che è riuscita a
trasformare la serialità in
valore sta riscoprendo
il piacere del fatto-a-
mano, il fascino del pezzo
unico ed esclusivo. Così,
2 cambiano le rotte dello
shopping e, lontano dalle
vetrine delle griffe, si va
alla ricerca di artigiani
e atelier (nella foto
a destra, Paolo Girotto
3 A TAVOLA nel suo laboratorio
I milanesi amano le novità di cornici).
e sono sempre pronti ad abbracciare
le ultime tendenze, anche a tavola.
Cene in terrazza con vista sullo
skyline, locali aperti da mattina
a sera, ristoranti salutisti, alta
cucina in versione bistrot (nella
foto qui sotto, il ristorante Sine)
sono le mode del momento.

6 LE VIE DEL DESIGN


Molte novità per
la Design Week
milanese (dal 9 al 14
aprile), dal nuovo
Museo permanente
del design italiano
alla XXII Esposizione
della Triennale
appena inaugurata
(nella foto a sinistra).
Percorsi alla scoperta
di una città creativa
sempre più allargata.

11 DOVE
LE IDEE NASCONO QUI
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NUOVE
PROSPETTIVE di C laudio a gostoni foto di g iovanni t agini

1 | La Torre
Diamante, nel
nuovo centro
direzionale di
Porta Nuova,
vista dal pronao
della chiesa di
San Gioachimo
(fine XIX secolo).

12 DOVE
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13 DOVE
1
LE IDEE NASCONO QUI

Tante città in una.


Che si scoprono cambiando
quartiere, ora del giorno,
stagione. Dalla balera
al grattacielo, dal centro
aperto al mondo
alla periferia con l’anima

È una delle città più interessanti al mondo”, dichiara l’architetto Ste-


fano Boeri, classe 1956, presidente della Triennale, firma di uno dei
grattacieli più celebrati al mondo, il Bosco verticale di zona Porta
Nuova. “Dal dopoguerra continua a cambiare. Oggi è il centro italia-
no più aperto all’innovazione”. Lodi di un innamorato? No, un dato di fatto.
Per l’ICity Rate 2018, rapporto annuale del Forum delle pubbliche amministra-
zioni, questa è “la città più smart d’Italia”. Aggiornata, connessa, un laboratorio
di soluzioni. Per il quinto anno consecutivo. Milano “al centro di un’entusia-
smante rinascita”, secondo la rivista inglese Wallpaper, che le ha assegna l’Award
2019 per il design. Milano, circa 120 metri sul livello del mare, che si candida a
sede delle Olimpiadi invernali del 2026 insieme alla veneta Cortina (40 mila
persone di passaggio in città ogni giorno dell’evento, secondo il dossier allegato
alla candidatura). O finisce per la prima volta in cima alla classifica della qualità
della vita de Il Sole 24 Ore. Grazie al livello dei redditi e dell’occupazione, certo.
Ma anche per i servizi, la spesa per la cultura, l’uso democratico delle nuove
tecnologie. Come a dire che qui si vive bene perché si produce e si lavora al
meglio. Ma è vero anche il contrario.

UN NUOVO SKYLINE
Innovazioni, idee. Ci sono quelle immateriali e quelle in vetro e ce-
mento. Tra le prime, Urbi, portale ideato dal milanese Emiliano Saurin che
riunisce in una mappa i servizi della nuova mobilità, da Car2Go a Enjoy. O
30-day Fitness, famiglia di app per allenarsi, prodotto di punta di Bending Spo-
ons, software house di corso Como, età media degli impiegati 28 anni, le cui
applicazioni sono fra le più scaricate dall’App store. O, ancora, piccole grandi
idee come un nuovo servizio sul territorio urbano per i clienti Telepass: il la-
vaggio dell’auto o della moto parcheggiata mentre si va a fare shopping o dal
parrucchiere, da prenotare e pagare con l’App Telepass Pay.
Le seconde, le idee da vedere e toccare sono, di solito, verticali. I 231 me-
tri della Torre Unicredit, fulcro del Progetto Porta Nuova, firmata da César
Pelli nel 2014 e grattacielo più alto d’Italia, nonché nuovo marchio plastico del-
la città. La Torre Solaria, poco lontano, l’edificio residenziale più alto del Paese.
I tre grattacieli firmati da Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind (il suo
Curvo sarà pronto nel 2020) nell’ambito della riqualificazione dell’ex Fiera in
area Portello, quella CityLife destinata a essere la più vasta zona pedonale in
città. Ma anche una selva di altre torri prossime venture. Un progetto di Mau-
rice Kanah (BG&K Associati) ricaverà dalla Torre Galfa, vicino alla Stazione

14 DOVE
2
XXXXXXXXXXX

1 | La Torre Hadid - tra i simboli di CityLife, progetto di riqualificazione dell’ex Fiera di Portello - e Coloris, scultura di Pascale Marthine Tayou (2018).
2 | Una veduta aerea della Biblioteca degli alberi e di piazza Gae Aulenti. 3 | L’area coworking di BASE Milano, nelle ex officine Ansaldo di zona Tortona.

3
LUCA CONDORELLI

15 DOVE
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Dalla Torre Unicredit Centrale, un albergo, appartamenti e negozi. In via Melchiorre Gioia, al posto
della Torre Inps, sorgerà entro il 2020 Gioia 22, 30 piani firmati Pelli Clarke
al Diamante, fino Pelli Architects che si allargano verso l’alto. Sarà pronto in estate Giardini d’in-
verno, in via Pirelli, 15 piani di superlusso residenziale con 110 serre su balconi e
al “Curvo” di Daniel terrazze. Peter Pichler, classe 1982, eletto “giovane talento dell’architettura ita-
Libeskind, quasi liana” dal Consiglio nazionale degli architetti, si è stabilito a Milano cedendo al
richiamo di una città “internazionale e ricca di ispirazioni”. “Non so se tra questi
pronto a CityLife, edifici c’è il nuovo grattacielo Pirelli (progettato da Giò Ponti nel 1950 e, per 35
anni, edificio più alto d’Italia, ndr)”, commenta. “Ma progetti come CityLife o
Milano è sempre più Porta Nuova hanno importanti qualità urbane. Pensiamo alla connessione tra
una città verticale piazza Gae Aulenti e corso Como: la dimostrazione di un masterplan funziona-
le. Senza vita e cultura il progetto, nell’insieme, non funziona”.

ORTI E FORESTE: LA CITTÀ GREEN


Nuove torri d’acciaio come simbolo della città. Ma solo se inserite in
un contesto organico, attento al sociale e all’ambiente. Per questo a CityLife
Lo skyline di Porta Nuova dalle vetrate del sono sorti anche un parco con orti urbani, una cava verde per tirare di golf e
Radio Rooftop Bar, lounge al decimo piano
dell’hotel ME Milan Il Duca. Pagina a lato, l’East un’area giochi. E la Torre Unicredit oggi si specchia nel laghetto della Biblio-
Market, in un ex magazzino di via Mecenate. teca degli alberi: 135 mila piante di cento specie e 500 alberi, 9,5 ettari di verde

16 DOVE
LE IDEE NASCONO QUI

sempre aperto alla città. Nuovo verde e verde rinato. Come l’Orto botanico
di Brera, restituito alla fruizione della città dopo una riqualificazione, per ren-
derlo più funzionale, con l’aggiunta di una Vasca dei pensieri per riflettere e
riposare. Sbocciano i “giardini condivisi”. “Nuovi centri pulsanti dei quartieri”,
racconta l’assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran. “Nati grazie all’im-
pegno di associazioni, cittadini e municipi, spesso in aree abbandonate o inu-
tilizzate”. Se all’Isola, di fianco alla stazione di Porta Garibaldi, c’è l’Isola Pepe
verde, sede anche di un popolare mercatino dell’usato, alla Barona, periferia
sud-ovest, il Giardino nascosto offre un labirinto sensoriale per i bambini o
come terapia per l’Alzheimer. Mentre all’orizzonte si profilano - è già partito il
concorso - i progetti per rilanciare gli scali ferroviari dismessi di Milano: oltre
675 mila metri quadri da reinventare. Anche all’insegna del verde.
Intanto City Sightseeing sta sperimentando qui il suo primo mezzo
elettrico: perfino i bus scoperti per il tour della città diventano green (city-sight-
seeing.it). Lo spunto perfetto per parlare di un altro sfizio che Milano si sta to-
gliendo: i turisti. Il 2018 ha visto oltre sei milioni di visitatori da tutto il mondo
secondo dati del Comune, quasi il dieci per cento in più del 2017. In principio
LUDI STUDIO

sono arrivati per Expo 2015 e, adesso, sono una presenza consueta. Crescono i
giovani: quasi un terzo degli arrivi hanno dai 19 ai 30 anni. Molti vengono per

17 DOVE
La vera vocazione
della città? Mettere
in contatto le persone.
Dagli spazi per
il coworking alle nuove
agorà di quartiere

restare. Grazie alle università top (il Politecnico è nel 2018, per la quarta volta,
nel QsWorldUniversityRankings, il migliore ateneo italiano), alle startup (secon-
do il Ministero dello sviluppo economico, la provincia ha il record di nuove
aziende innovative, il 16,8 per cento del totale), alle multinazionali tecnologi-
che che hanno stabilito qui i loro quartier generali, da Google a Facebook, da
Microsoft a Ibm, che, a giugno, inaugurerà nell’ex Unicredit Pavilion di piazza
Gae Aulenti i suoi Studios, uno spazio di ricerca e innovazione digitale. Ad
attrarre è anche un’altra storica vocazione locale: la capacità di far incontrare.

SPAZIO ALLA CONDIVISIONE


Ci si incontra seguendo l’ultima moda urbana. Come gli ostelli di nuo-
va generazione, per esempio l’Ostello Bello (una sede in Duomo, un’altra vi-
cino alla Stazione Centrale) dove si propongono bookcrossing e attività culturali
quotidiane gratuite. Ci si ritrova con i sempre nuovi eventi a tema. Formato
weekend come MuseoCity a marzo, PianoCity a maggio, BookCity a no-
vembre. O settimanale, dalla storica Fashion Week alla Design Week e
all’ArtWeek di aprile. Ci si incrocia in nuovi luoghi mutanti e inclassificabili.
A BASE Milano, progetto di recupero dell’ex Ansaldo, si va per studiare o
chiacchierare? “La giornata inizia alle nove tra universitari e professionisti che
condividono il wi-fi e il bar, incrociando i creativi delle nostre residenze d’ar-
tista. Il pomeriggio arrivano i liceali. Ci sono gli spazi per aziende. quelli in
partnership con gli atenei e alcuni veri laboratori artigiani”, racconta Giulia
Cugnasca, responsabile della programmazione della struttura di via Tortona.
Al Meet, primo centro internazionale per la cultura digitale in Italia, nell’ex
Spazio Oberdan, zona Porta Venezia, ecco incontri, mostre e corsi. La nuova
“piazza” può essere griffata. Come quella del Liberty, vicino al Duomo, rie-
laborata dall’archistar britannica Norman Foster per lo scenografico Apple
store. O soprelevata, nell’ennesima terrazza da cui godersi il nuovo orizzon-
te cittadino. Come il Radio Rooftop Bar, elegante lounge al decimo piano
dell’Hotel ME Milan Il Duca: da una parte il verde di piazza della Repub-
blica, dall’altra le guglie di vetro di Porta Nuova. Ci si ritrova nei bike café,
come l’Upcycle a Lambrate, base per chi pedala. Milano, del resto, secondo
il rapporto Focus 2 Ruote 2018 di Legambiente è prima in Italia per il bike sharing
(oltre 16.600 mezzi, 1.343 dei quali elettric, e più di 250 mila abbonati), quarta
per servizi e incentivi alle due ruote a pedali o motore. O, ancora, ci si incontra
nel nome di un altro elemento chiave del “rinascimento milanese”: il quartiere.

LA RINASCITA DELLE PERIFERIE


Un paradosso: nella città dalla pianta radiale e concentrica per eccel-
lenza, nuovi poli generatori di cultura ed energia sociale sorgono sempre più
lontani dal Duomo. C’è il caso di NoLo, nel primo tratto di via Padova, zona

18 DOVE
LE IDEE NASCONO QUI

L’Upcycle Cafè, rifugio dei ciclisti urbani di Lambrate, è ciclofficina e bistrot. Secondo Legambiente, Milano è la capitale italiana del
bike sharing. per numero di mezzi a disposizione e di abbonati. Pagina a lato, lo shopping center sotterraneo di CityLife.

LA FAVOLA DI NOLO
Via Padova: quattro chilometri e mezzo di colori, odori ed artigiani lavorano e macinano idee, ma si può anche venire
etnie diverse che si allungano da piazzale Loreto verso per degustare prodotti genuini e sempre freschi”. Tutto
nordest. Un laboratorio sociale, tra bar di quartiere dove ora collaborando con il quartiere. È la Salumeria che ha lanciato
si parla solo cinese e caseggiati dove i migranti dal sud del Le pulci pettinate, mercatino degli artigiani di zona. Via
mondo si sono sostituiti a quelli del sud Italia. Eppure è qui, Padova 36 è invece il progetto di housing sociale che ha
dove il tasso di criminalità e di tensione sociale è ancora recuperato uno stabile d’epoca, oggi casa per 44 famiglie
alto, tra ristorantini di ceviche e macellerie magrebine, che è e diverse coop sociali. Al piano terra, un negozio di
scoppiata la favola di Nolo, quel North of Loreto (l’acronimo abbigliamento di seconda mano di qualità e lo spaccio di
è attribuito da Il Sole 24 Ore al designer Francesco Cavalli) un’innovativa capsula di caffè del commercio equo e solidale
dove la reazione alla marginalità è partita dai locali, senza completamente riciclabile. Il resto l’ha fatto il Nolo Social
progetti pubblici o restyling di grido. Per poi diventare District, gruppo di aggregazione che dalla sua vetrina su
tendenza con gli strumenti della fantasia e del web, Facebook coordina Radio Nolo, il gruppo di fotografia
coinvolgendo i creativi e le famiglie giovani che arrivano qui PhotoNolo e molte altre cose. Matteo Speroni, giornalista,
in cerca di rapporti, e affitti, più umani. Luoghi simbolo? La autore di romanzi ambientati nella zona - come I diavoli di via
birreria Ghe Pensi Mi, in piazza Morbegno (la San Babila di Padova (Cooper, 2010) -, è convinto che qui non possa
Nolo), con le sue serate di cabaret, il Cinema Beltrade che avvenire una gentrificazione: “Si sono formate radici
resiste con i suoi film d’essai, o La Salumeria del Design. veramente profonde: è un quartiere popolare che ha
“Come associazione e studio di design siamo qui dal 2014, stratificato i propri abitanti da più di un secolo. Hanno
da meno di due anni siamo anche bar”, racconta Giulia saputo sovrapporsi gli uni agli altri, diventando un ottimo
Durante, designer e socio fondatore. “Da noi, grafici e modello sociale di laboriosa convivenza”.

19 DOVE
LE IDEE NASCONO QUI

La fontana davanti all’Apple Store di piazza del Liberty. In città hanno voluto ultimamente un nuovo quartier generale brand come Google, Facebook e Microsoft.

HOTEL LABORATORIO multietnica e da sempre problematica in piena rinascita (vedere il riquadro alla
pagina precedente). E quello di via Mecenate, estremo est, rivitalizzata dall’E-
ast Market, dove chiunque può scambiare ogni tipo di merce. Ospitato in un
Ci sono anche i nuovi hotel che, a Milano, misurano la vecchio magazzino, l’appuntamento, fin dalla sua comparsa, cambia periodica-
febbre di sperimentare e contaminare. L’NH Milano mente le giornate e i percorsi di centinaia di persone. E dopo le contrattazioni si
Palazzo Moscova ha aperto l’autunno scorso in quella che mangia street food (prossime date su eastmarketmilano.com).
fu la prima stazione ferroviaria milanese, serbandone
dettagli e atmosfere: le 65 camere e la Spa sono nell’ex All’Ortica, sempre sul fronte orientale, le balere del liscio, oggi anche
magazzino e nell’officina. Piccolo è bello: ha solo 18 camere con corsi di lindy hop o boogie wooogie, sono così rétro da essere tornate una ten-
Savona 18 Suites, hotel e galleria d’arte disegnato da Aldo denza, specie dopo la riapertura della storica Balera dell’Ortica. In zona sono
Cibic che riutilizza balconi e cortili di una casa di ringhiera spuntate inoltre 20 opere d’arte urbana tra le più grandi in Italia. Un progetto
tra i Navigli e Tortona. La Locanda Pandenus, nel cuore
della vecchia Brera, è invece un boutique hotel di quattro dell’associazione Orme e del collettivo Orticanoodles per raccontare il No-
eleganti camere dove ci si sveglia con gli aromi del forno. È vecento milanese, dal partigiano su un muro scrostato al ritratto del Cardinal
infatti l’esperimento nell’hôtellerie dell’omonima catena Ferrari (fu arcivescovo di Milano dal 1894 al 1921). “Di solito lavoriamo su non
milanese di caffetterie e bistrot, uno dei quali si trova luoghi come i muri delle ferrovie”, spiega Walter Contipelli di Orticanoodles,
proprio sotto l’albergo. Il VIU Hotel, zona Porta Volta, tra
ex fabbriche e case popolari, ha aperto nel 2017, ma
“ma qui sono i proprietari che chiedono di colorare le case: un modo per ri-
non poteva non essere citato qui: quando Wallpaper ha appropriarsi del quartiere”. Altri luoghi rinati? Bicocca, intorno al campus
eletto Milano Città del design pensava anche a questa universitario. Isola, benedetta dal Fuorisalone, dalla sede di Google e da nuovi
struttura dagli arredi firmati, giardino verticale in facciata locali d’ogni genere. Anche Stefano Boeri crede nelle periferie. “Ma servono
e, sul tetto, una piscina con vista a 360 gradi sulla città.
Fra le novità a venire, invece, un boutique hotel del brand
progetti insieme edilizi e culturali, che coinvolgano uomo e natura. Il Bosco
Ferragamo nell’ex Seminario Arcivescovile (il via libera Verticale è stato un esperimento, ha richiesto grandi investimenti nella ricerca.
dal Comune è arrivato in dicembre) e un enorme Sheraton Ma proprio perché è stato possibile dare vita a quel format si può pensare oggi
San Siro, con Suite presidenziale. di replicarlo a basso costo, nell’edilizia sociale”. Portare le torri, insegne dei pri-
mati milanesi, oltre la circonvallazione esterna. E il cerchio si chiude.

20 DOVE
LE IDEE NASCONO QUI

Le nostre scelte
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Web: savona18suites.it | Prezzi: doppia da 191 a 355 € 10 EAST MARKET
Mercatino e street food | Indirizzo: via Mecenate 84
3 LOCANDA PANDENUS Web: eastmarketmilano.com
Hotel di charme e caffetteria a Brera. Camere in diversi
stili; romantica la “doppia francese” Madonnina
Indirizzo: via Mercato 24 | Cell. 348.25.47.803 Visitare
Web: pandenus.it | Prezzi: doppia b&b da 250 a 350 € 11 ORTO BOTANICO DI BRERA
La nuova Vasca dei pensieri: uno spazio per riposare e
4 VIU HOTEL MILAN riflettere | Indirizzo: via Brera 28 | Web: ortibotanici.
Non solo albergo. Qui si viene per gli aperitivi in terrazza a unimi.it
bordo piscina e i menu dello stellato Giancarlo Morelli
Indirizzo: via Fioravanti 6 | Tel. 02.80.01.09.10 12 COPERNICO
Web: hotelviumilan.com | Prezzi: doppia da 288 a 360 € Uffici, caffè, spazi per incontri | Indirizzo: via Copernico
38 | Web: copernicomilano.it
5 OSTELLO BELLO
Scegliete le doppie private, con servizi 13 BASE MILANO
Indirizzo: via Medici 4 | Tel. 02.36.58.27.20 Un luogo mutante: postazioni di coworking, laboratori,
Web: ostellobello.com | Prezzi: doppia da 103 a 114 € bar | Indirizzo: via Bergognone 34 | Web: base.milano.it

Mangiare 14 MEET
Il primo centro in Italia di sviluppo della cultura digitale
6 UPCYCLE CAFÉ Indirizzo: via R. Lambruschini 7 | Web: meetcenter.it
Cucina nordica, ciclofficina: un altro modo per darsi
appuntamento a Milano | Indirizzo: via Ampère 59 15 SALUMERIA DEL DESIGN
Tel. 02.83.42.82.68 | Web: upcyclecafe.it Associazione culturale, studio di design, bar
Indirizzo: via Stazio 18 | Web: salumeriadeldesign.com
7 BIRRERIA GHE PENSI MI
A NoLo, birre, cocktail, taglieri, musica e cabaret. Meglio
prenotare | Indirizzo: piazza Morbegno 2
Cell. 351.97.44.469 | Prezzi: tagliere e birra da 8 € Fotografa il QR e scarica sul tuo
smartphone queste informazioni utili

22 DOVE
L'ARTE AIUTA A PENSARE
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SPECCHIO
24 DOVE
La Fondazione
XXXXXXXXXXX
Prada, “cittadella
dell’arte” in un ‘ex
distilleria allo scalo
di Porta Romana,
ristrutturata tra
il 2008 e il 2018.
Nella collezione ci
sono opere di Jeff
Koons e Damien
Hirst, fra i tanti.

dei
TEMPI
di C hia r a P a squaletti J ohnson foto di G iovan n i t aGi n i

25 DOVE
L'ARTE AIUTA A PENSARE
XXXXXXXXXXXXXX

In nuovi spazi pubblici


e privati. Nei musei
storici e sui muri
di periferia. O nelle sedi
P assati i tempi in cui Milano si accontentava del titolo di capitale della
moda e del design. La città, si sa, non manca d’ambizione e così, dopo
il primato conquistato anche nel mondo del food grazie a Expo 2015,
ora sembra che abbia tutte le intenzioni di candidarsi pure come pro-
tagonista del mondo dell’arte. Tra aperture di gallerie, rinnovamento di spazi
istituzionali e una pioggia di grandi mostre, l’aria di rinascita si respira ovunque.
Merito della capacità rigenerativa di una città che, anche nell’arte, ha saputo
di un calendario creare una rivoluzione partendo dalle sue fondamenta. Abbracciando il futuro,
senza rinnegare il passato.
di eventi sempre più È quello che sta succedendo alla Pinacoteca di Brera, che da un paio
ricco. Cronache della d’anni scala la graduatoria dei musei più visitati d’Italia (è ottava, ma a Mila-
no si posiziona subito sotto il Cenacolo), con una media di mille visitatori al
nascita di una art city giorno che nelle domeniche a ingresso libero schizzano a 4.500. “Milano in
che prima non c’era questo momento è in piena crescita ed è in grado di prendere il suo posto sul
palcoscenico internazionale”, assicura James Bradburne, il direttore anglo-
canadese arrivato nel 2015 da Firenze per risollevare le sorti di un museo che
non riusciva a decollare, nonostante una collezione ricchissima di capolavori.
Basti pensare a opere come il Cristo morto di Mantegna o la Cena in Emmaus
di Caravaggio, che da sole valgono il prezzo del biglietto. Il rilancio è partito
da un nuovo allestimento, concluso a ottobre, basato su grandi didascalie (di
tre tipi: per i bambini, firmate da scrittori famosi e curatoriali) e pareti color
amaranto e blu lapis che esaltano gli ori dei polittici medievali e i gioielli della
pinacoteca, dallo Sposalizio della Vergine di Raffaello a Il bacio di Hayez, fino alla
Pala Montefeltro, illuminata dalla lampada Brera di Achille Castiglioni, ispirata
proprio all’uovo dell’opera di Piero della Francesca. Ma anche dall’introdu-

26 DOVE
Il bar del Ristorante Torre, al sesto e settimo
piano della Fondazione Prada.
Pagina a lato, nelle sale del Mudec, Museo delle
culture aperto nel 2014 in zona Tortona.

zione di orari flessibili (“Brera di sera”, ogni primo giovedì del mese fino alle
22, biglietto 2 €), da iniziative speciali, come i concerti davanti ai capolavori
CACCIA AI TESORI
(“Brera/musica” ogni terzo giovedì del mese, 3 €) e, non ultimo, dall’apertura,
come in tutti i grandi musei internazionali, di uno spazio caffetteria, il Caffè Ci sono gioielli nascosti a Milano? E dove cercarli?
Fernanda, un salotto color ottanio dedicato a Fernanda Wittgens, direttrice A guidare l’insolita caccia al tesoro tra musei e
della Pinacoteca negli anni Quaranta, la prima donna con questo incarico in fondazioni, è uno straniero curioso e ben
informato, il direttore della Pinacoteca di Brera,
Italia. La prossima sfida sarà l’apertura di Palazzo Citterio, dove l’anno pros- James Bradburne. Da dove si parte? “Dal Museo
simo inaugurerà Brera Modern, dedicata alle collezioni d’arte moderna, con della Scienza e della Tecnologia, dove ammirare il
opere di grandi maestri, da Boccioni a Modigliani. San Rocco di Bernardino Luini e altre opere del
pittore rinascimentale esposte in occasione del
cinquecentenario di Leonardo da Vinci”
UNA STAGIONE DI GRANDI MOSTRE (museoscienza.org). Da non perdere il Museo
Anche sul fronte delle grandi mostre Milano ha tirato fuori le un- Poldi Pezzoli (museopoldipezzoli.it): “qui,
ghie. Palazzo Reale è entrato nella lista dei cento musei più visitati al mon- suggerisco di cercare l’Autoritratto di Francesco
do. “Questo dimostra che la città è sempre più attrattiva, non solo per il Hayez, per farsi un’idea della brillantezza di
questo pittore come artista contemporaneo”.
Duomo o il Castello, ma anche per le proposte espositive”, ha commentato Nella Casa museo Bagatti Valsecchi
l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Dopo le rassegne su Antonello (museobagattivalsecchi.org), tra tante meraviglie,
da Messina (fino al 2 giugno) e Ingres (fino al 23 giugno), dal 19 giugno arri- Bradburne indica “un piatto di Faenza, esposto
va I Preraffaelliti e l’Italia, con i capolavori della collezione della Tate Britain su una cassapanca nella sala dell’Affresco: un
piccolo capolavoro”. Mentre alla Pinacoteca
di Londra; il 25 settembre aprirà la grande antologica su Giorgio de Chirico, Ambrosiana (ambrosiana.it) il pezzo da cercare è
il padre della Metafisica, mentre a novembre sarà la volta di Emilio Vedova. la Madonna col bambino e tre angeli, nota come
A queste proposte mainstream fanno da corollario quelle del vicino Museo Madonna del Padiglione, di Botticelli. Per finire,
del Novecento, dove vale la pena di entrare anche solo per ammirare lo una tappa nel museo a cielo aperto di Milano, “il
Cimitero Monumentale, in particolare per la
spettacolo del Duomo visto attraverso le vetrate della sala dedicata a Fon-
DSL STUDIO

Cappella Korner firmata da Adolfo Wildt”.


tana, protagonista anche della mostra temporanea che lo mette a confronto
con Leonardo (fino al 15 settembre).

27 DOVE
XXXXXXXXXXXXXX 1

1 | Il collettivo Orticanoodles davanti


a una loro opera nel quartiere Ortica.
2 | Pirelli HangarBicocca, nella periferia nord. Poi ci sono le aperture di nuovi spazi espositivi, pubblici e privati.
3 | Giuseppe Verdi su un murale in via Pio IV, A partire dal Mudec, il Museo delle Culture inaugurato nel 2015 in zona
vicino alle Colonne di San Lorenzo.
Tortona e ormai entrato a pieno titolo tra i più amati dai milanesi (e no). Dopo
la mostra su Banksy (fino al 14 aprile), a maggio arriva Roy Lichtenstein, men-
tre a ottobre inaugura Sogni d’oriente. Monet, Van Gogh, Gauguin, gli italiani e il
Giappone. Nello spettacolare edificio progettato da David Chipperfield non si
va solo per le mostre: ci si ferma a lungo nell’atrio per fotografare la luce bianca
che filtra dalle vetrate, si fa un salto al Mudec Photo, il nuovo settore dedicato
alla fotografia, poi si sale al terzo piano per concedersi un pranzo al ristorante
STRADE A COLORI dello chef Enrico Bartolini, due stelle Michelin.
L’abbinamento cibo-musei è un trend globale che ha investito anche
Milano. Alle Gallerie d’Italia, scrigno delle collezioni della Fondazione Inte-
A Milano l’arte dilaga oltre i confini istituzionali sa Sanpaolo, in piazza della Scala, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, chef del
per entrare nei locali, negli hotel e, soprattutto, bistellato Luogo di Aimo e Nadia, hanno aperto Vòce, elegante indirizzo per
nelle strade. La si trova sempre dietro l’angolo, un business lunch con piatti a tema con le mostre in corso. È anche un’ottima
basta alzare gli occhi. Sui muri accanto alla
basilica di San Lorenzo un gruppo di street scusa per passare qualche ora tra gli stucchi e i capolavori di Hayez, Segantini
artist ha ritratto i protagonisti della storia e Boccioni esposti nel palazzo ottocentesco che, da ottobre, ospita la mostra-
milanese, da Leonardo a Giuseppe Verdi, mentre evento Canova-Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna.
in piazza Cardinal Ferrari ci sono tre enormi
murales firmati da superstar come Pao, Ivan
Tresoldi e gli Orticanoodles. Anche le fermate IL BELLO DEL MODELLO AMBROSIANO
del passante ferroviario ospitano un museo La vitalità culturale della città trova alimento nel cosiddetto “model-
alternativo, tappezzato dai murales mappati su lo Milano”, basato sulla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Non
artepassante.it. Per orientarsi in questa è un caso che molti dei contenitori d’arte nati negli ultimi anni abbiano visto
geografia che cambia di giorno in giorno, è nato
il Maua, il primo Museo italiano di arte la luce grazie a fondazioni private. Attraverso progetti, oltretutto, che in molti
urbana aumentata, la più grande mappatura casi hanno cambiato il volto di aree un tempo degradate. Capofila sono stati i
cittadina di street art con 218 opere grandi stilisti come Giorgio Armani, con il Silos progettato da Tadao Ando
fotografate, dal Giambellino al Corvetto, da nell’ex stabilimento Nestlé di via Bergognone, e Miuccia Prada, che ha fatto
Niguarda alla Bovisa (streetartfactory.eu).
della sua Fondazione uno dei nuovi poli del contemporaneo milanese. L’ex
distilleria allo scalo di Porta Romana è ormai una “cittadella dell’arte”, affiancata

28 DOVE
L'ARTE AIUTA A PENSARE

È nato nel 2017 il Maua, portale web per mappare


la street art milanese. Che oggi è in pieno boom
da una dépendance aperta lo scorso dicembre nella centralissima Galleria Vitto-
rio Emanuele: l’Osservatorio, dedicato alla fotografia. In largo Isarco, accanto alle
aree espositive che dal 6 aprile saranno invase dai video immersivi di Lizzie Fitch
e Ryan Trecartin (fino al 5 agosto), un anno fa si è aggiunta la Torre che ospita un
ristorante dove la vista è appagata non solo dalla spettacolare vetrata panoramica, 3
ma da opere di Jeff Koons e Lucio Fontana. La Torre ospita il progetto Atlas, con
lavori di Carla Accardi, Mona Hatoum e Walter De Maria, oltre ai giganteschi
funghi capovolti di Carsten Höller, una delle opere più instagrammate di Milano.
È a prova di selfie anche lo spettacolare Pirelli HangarBicocca che, da
oltre dieci anni, propone mostre gratuite di altissimo livello. Nelle navate extra-
large degli ex stabilimenti Breda, dominate dall’installazione permanente dei Sette
palazzi celesti di Anselm Kiefer, sono in arrivo i lavori dell’artista indiana Sheela
Gowda (dal 4 aprile al 15 settembre) e, in autunno, le opere di Cerith Wyn Evans,
che esplorano le potenzialità espressive della luce e del suono. L’ultima novità si
chiama Ica Milano, Istituto Contemporaneo per le Arti, uno spazio no profit
appena inaugurato tra i muri ruvidi di una fabbrica dismessa degli anni Trenta,
nell’ex area industriale di via Orobia. Una cornice perfetta per opere site specific,
performance, proiezioni e conferenze. Ha scelto zona Sarpi, la Chinatown mi-
lanese, Finarte, prestigiosa casa d’aste, per la sua nuova sede aperta da poche set-
timane negli ambienti ristrutturati dello storico ex cinema teatro Aurora: mille
metri quadrati di superficie fra sala vendite, caveau e spazi espositivi che nascono
con la vocazione ad aprirsi alla città (finarte.it).
Nascosta tra le mura rinascimentali di Casa Parravicini, un palazzo antico
a due passi da piazza San Babila, la Fondazione Carriero sta cominciando a con-

29 DOVE
XXXXXXXXXXXXXX

I “ristoranti da museo”, magari stellati, sono una


delle nuove attrattive dei luoghi della cultura cittadini
tendere la scena ai big, con nomi del calibro di Sol Lewitt, Giulio Paolini e, fino
al 21 luglio, Lygia Pape. “È giusto che chi ha le possibilità provi a creare spazi
culturali per la città, per tenere viva la sua bellezza. Milano sta vivendo una
rinascita culturale e noi vogliamo fare la nostra parte”, ha dichiarato Giorgio
Carriero, imprenditore e anima della fondazione. C’è anche chi si dedica ai
giovani artisti, come la Fondazione Adolfo Pini, che li promuove e ospita
mostre (il 1° aprile inaugura quella di Carlos Amorales) e cicli di incontri.
Se fino a qualche anno fa le gallerie d’arte cittadine erano templi riser-
vati a pochi eletti, ora anche qui le inaugurazioni attirano un pubblico sempre
più eterogeneo. Lia Rumma merita una visita anche solo per l’edificio che
la ospita, una versione in piccolo del New Museum di New York, in zona
Cenisio. Per un’esperienza più informale basta attraversare la strada ed entra-
re in quelli che erano gli spazi della galleria Peep-Hole presso la leggendaria
Fonderia Artistica Battaglia, dove qualche mese fa ha aperto Kura, con un
programma espositivo dedicato agli artisti nati negli anni Ottanta. Chi cerca
un contatto più ravvicinato con l’arte lo trova a Viasaterna, la galleria di Irene
Crocco allestita nelle stanze del suo elegante appartamento di fine Ottocento
affacciato su un giardino segreto in zona Cadorna, dove gli artisti internazionali
Il Caffè Fernanda, salotto
color ottanio aperto a
hanno trovato un ambiente ideale per raccontarsi e confrontarsi.
gennaio nella Pinacoteca di A conferma della vivacità della scena artistica milanese, proprio in que-
Brera, accanto alle tele sti giorni (1-7 aprile), eventi diffusi e aperture speciali di mostre e spazi espo-
di Mantegna e Bronzino. sitivi in tutta la città animano la Milano Art Week, che precede e accom-
In alto, riproduzioni di opere
di Margherita Sarfatti sulle pagna MiArt, fiera internazionale d’arte contemporanea (a Fieramilanocity,
finestre di Palazzo Reale. 3-7 aprile). Così come non è un caso che sia proprio il capoluogo lombardo
a ospitare l’edizione italiana di Affordable Art Fair, network internazionale
che, da Londra a New York, da Melbourne a Hong Kong, promuove l’arte
contemporanea a prezzi accessibili (affordable, appunto). Perché, come diceva
Oscar Wilde, “si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere”.

30 DOVE
L'ARTE AIUTA A PENSARE

Le nostre scelte
Visitare ristorante Torre | Indirizzo: largo Isarco 2
Web: fondazioneprada.org
1 PINACOTECA DI BRERA
Il nuovo allestimento esalta i capolavori della
8 PIRELLI HANGARBICOCCA
collezione. All’interno, il Caffè Fernanda
Negli ex stabilimenti della Breda. Qui passano i grandi
Indirizzo: via Brera 28
nomi dell’arte contemporanea
Web: pinacotecabrera.org | Tel. 02.72.26.32.64
Indirizzo: via Chiese 2 | Web: hangarbicocca.org
2 PALAZZO REALE
9 FONDAZIONE CARRIERO
Le mostre più prestigiose vanno in scena qui
Un luogo di promozione dell’arte più innovativa
Indirizzo: piazza del Duomo 12
Indirizzo: via Cino del Duca 4
Web: palazzorealemilano.it
Web: fondazionecarriero.org
3 MUSEO DEL NOVECENTO
10 FONDAZIONE ADOLFO PINI
Imperdibile la sala dedicata a Lucio Fontana, con vista
Fra i suoi obiettivi, il sostegno ai giovani artisti
sul Duomo | Indirizzo: palazzo dell’Arengario,
Indirizzo: corso Garibaldi 2
via Marconi 1 | Web: museodelnovecento.org
Web: fondazionepini.net
4 MUDEC
11 ICA MILANO
Da visitare, oltre che per le collezioni, per
Opere site specific e performance in una fabbrica
l’architettura firmata David Chipperfield.
dismessa degli anni Trenta | Indirizzo: via Orobia 26
All’interno, il ristorante dello stellato Enrico Bartolini Un momento
Web: icamilano.it di Miart,
Indirizzo: via Tortona 56 | Web: mudec.it;
enricobartolini.net fiera milanese
12 LIA RUMMA dell’arte
La “casa” di una delle galleriste più famose al mondo moderna e
5 GALLERIE D’ITALIA
merita la visita anche per l’edificio che la ospita contemporanea:
Capolavori dell’Otto-Novecento, da Hayez a
Indirizzo: via Stilicone 19 | Web: liarumma.it quest’anno
Boccioni. All’interno, il ristorante Vòce Aimo e Nadia
dal 5 al 7 aprile
Indirizzo: piazza della Scala 6
13 KURA presso la Fiera
Web:gallerieditalia.com; voceaimoenadia.com
CESARE MAIOCCHI, ANDREA ROSSI / PHOTOROUGE.it

Negli spazi della mitica Fonderia artistica Battaglia di Milano.


Indirizzo: via Stilicone 10 | Web: k-u-r-a.it
6 SILOS ARMANI
Per ammirare mostre temporanee e le creazioni
14 VIASATERNA
dello stilista realizzate in quarant’anni di carriera
La galleria di Irene Crocco, nelle stanze del suo
Indirizzo: via Bergognone 40
appartamento di fine Ottocento | Indirizzo: via
Web: armani.com/silos/it
Leopardi 32 | Web: viasaterna.com
7 FONDAZIONE PRADA
Una cittadella dell’arte dedicata al contemporaneo.
Al sesto e settimo piano, da non perdere una cena al Fotografa il QR e scarica sul tuo
smartphone queste informazioni utili

31 DOVE
IL CIBO È CULTURA
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TUTTI
A
32 DOVE
TAVOLA di M a r i a ro s a ria B runo
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Il “tavolo degli
amici”, che lo chef
Giancarlo Morelli
GIOVANNI TAGINI

ha collocato
nella cucina
del suo ristorante
all’interno
33 DOVE
dell’Hotel Viu.
IL CIBO È CULTURA
XXXXXXXXXXXXXX 1

I ristoranti salutisti,
i pranzi stellati a prezzi
da bistrot, le sedute
conviviali, le cene
I l light lunch del lunedì per ripartire, l’aperitivo, il pranzo di lavoro e la
cena del giovedì prima che tutti scappino dalla città. Chi resta, il venerdì
sera va a provare il nuovo indirizzo di cui tutti parlano. E la domenica
brunch. È fitta e varia l’agenda gastronomica dei milanesi, pronti all’ul-
tima novità, ma anche a riconoscersi nei riti urbani di sempre, perennemen-
te in bilico sul confine tra business e tempo libero, notte e giorno, amici e
colleghi, privacy e socialità. Con a disposizione una città consacrata, ormai
in terrazza, i locali dai tempi di Expo 2015, a capitale italiana dei foodie, dove ogni tendenza dal
mondo arriva prima. E altrettanto velocemente passa di moda.
da-mattina-a-sera,
i nuovi food district. DALL’ALBA ALLA NOTTE
Ecco gli indirizzi Per questo, forse, un ultimo segnale sono locali capaci di mutare
faccia, e facce, secondo l’ora o il giorno della settimana. “La ricchezza e il
scelti da Dove rinnovamenteo delle formule degli spazi, dagli stellati ai locali monopro-
dotto, è uno dei modi con cui Milano sta cercando di imporsi come meta
per le tendenze gastronomica”, afferma Roberta Garibaldi, ricercatrice e autrice del Rap-
emergenti della porto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2019. “Ora ecco gli all day long, aper-
ti da mattina a sera, con un’offerta modulata nell’arco di tutta la giornata,
gastronomia milanese dalla colazione al dopocena”. Formula in sintonia con una città in perenne
movimento, dove si vive soprattutto fuori casa. La città che si specchia in
luoghi come l’Emporio Armani Caffè e Ristorante, a due passi da via
Montenapoleone, riaperto a febbraio dopo un rinnovo completo nel de-
sign e nell’offerta: uno spazio elegante e versatile, dove far colazione con la

34 DOVE
2 XXXXXXXXXXX
3

1-2 | Un nuovo spazio


all’interno de Il luogo
di Aimo e Nadia, e una
delle proposte del
menu: La Michetta,
un finto panino dolce.
3-4 | Ossobuco
di vitello e risotto alla
milanese: un classico
della Trattoria Masuelli
San Marco, ora guidata
da Max Masuelli,
terza generazione.
4

pasticceria di produzione propria, prendere un aperitivo, pranzare in ma-


niera informale con classici come il risotto allo zafferano o la cotoletta alla
milanese. Chi vuole sperimentare piatti gourmet, poi, a cena può salire al
primo piano sulla scenografica scala verde e oro e accedere al ristorante, con
tanto di champagne bar e cucina a vista.
Lontano dal glamour del Quadrilatero della moda, invece, nell’ul-
timo dei quartieri emergenti, NoLo, acronimo per North of Loreto (vede-
re anche pag. 19) ha aperto Tipografia Alimentare, “bistrot e food hub”:
ampie vetrate, stile nordico, una sala per prendersela comoda tra macchine
per scrivere, libri e giornali. L’ha pensato Carla Di Girolamo, trent’anni di
giornalismo alle spalle, con la figlia Martina Miccione e con Mattia An-
gius, laureati in scienze gastronomiche. Ci si ferma per un caffè selezionato,
per pranzare con i piatti del giorno - sempre semplici, con materie prime
di piccoli produttori scelti in tutta Italia -, per una pausa dopo una passeg-
giata lungo il vicino Naviglio Martesana assaporando una torta di carote. A
fine giornata aperitivo prolungato (il locale chiude alle 22): salumi, formaggi
solo a latte crudo, calici di vino naturale. Un’altra parolina magica, questa,
oggi a Milano. Non solo per il vino.

LA RELIGIONE DEL MANGIARE


Sarà la consapevolezza di vivere in un luogo non sempre salutare per
PAOLO TERZI

i ritmi, per lo smog, per il tempo e i modi dedicati al cibo; sarà che la cu-
ra maniacale del look, tipica milanese, significa sempre più attenzione alla

35 DOVE
IL CIBO È CULTURA 1

2
forma fisica. Sarà, anche, che la nuova sensibilità all’ambiente, agli animali,
al territorio è ormai, più che moda, stile di vita consolidato. Fatto sta che la
galassia del green, dove finiscono insieme il bio, il vegano, il chilometro zero,
dilaga ormai ovunque in città. Spopolano le catene di negozi biologici (28
punti vendita fra Natura Sì e Bio c’ Bon). La cucina salutista e in declinazione
vegetariana/vegana, non a caso, ha avuto qui il suo capostipite, il Joia, regno
dello chef Pietro Leemann, il primo, e fino a pochi anni fa l’unico, ristorante
d’alta cucina naturale stellato d’Europa. Ora gli epigoni non si contano.
Soulgreen, nel cuore di Porta Nuova, è un locale dal décor molto
curato, dove si pranza tra piante che pendono dal soffitto, mentre in tavola
arrivano preparazioni vegane e rigorosamente senza glutine come il Topi-
namburger (burger di patate, topinambur e menta, accompagnato da scalo-
gno caramellato e maionese vegana), o l’Indian mish mash (zuppa di lentic-
chie con spezie come curry, cumino e coriandolo con l’aggiunta di verdure
croccanti). E, a dimostrazione che la cucina vegana può essere tutt’altro che
punitiva nei sapori, si conclude la cena con un Coffee crumble (crumble di
farina di riso e caffè, accompagnato da gelato al caffè e cioccolato). Inaugurato
a settembre, da allora sempre affollato, Plato Chic Superfood è un locale sa-
lutista dal piglio trendy, aperto da mattina a sera, dove la carta è stata studiata
con la nutrizionista Valentina Chiozzi. Qui le proteine animali non sono
messe all’indice. “La nostra è una cucina basata su prodotti stagionali e sui
1-2 | L’Emporio Armani Caffè e
cosiddetti superfood, alimenti ricchi di nutrienti preziosi come il tè matcha, i
Ristorante ha riaperto da poco, dopo semi di chia, le bacche di Goji, ma anche i comuni broccoli”, spiega. In carta,
un rinnovo degli spazi. Tra i piatti preparazioni gustose e salutari insieme: il Tre crunch di verdure (bis di Veli -
proposti, il piccione intero. 3 | Franco
Aliberti, chef pasticciere alla regia
sfoglie sottili senza lievito e glutine - con cuscus croccante di cavolfiore, pesto
del Tre Cristi, in Porta Nuova, dove di prugne e noci di macadamia), o il Salmone all’orientale (salmone croccante
propone la sua cucina antispreco. con chia bianca, riso venere arrostito alle verdure, fonduta di sedano rapa e

36 DOVE
XXXXXXXXXXX
3

curry). Altrove il salutista si incrocia a un’onda etnica che continua a crescere


e diversificarsi. È ormai una mania il poke, il sushi hawaiano: grandi ciotole
di riso, pesce crudo marinato e verdure, da comporre a scelta. Tra i tanti luo-
ghi nati di recente per proporlo c’è Pokeia, aperto da Marco De Crescen-
zio, uno dei fondatori del seguitissimo sito web Il Milanese Imbruttito, con la
compagna Stefania Giotta e il bartender Flavio Angiolillo. “È un piatto sa-
no, super nutriente e veloce, come piace ai milanesi”, spiega De Crescenzio.
“La città è cambiata tanto, si è evoluta in una direzione internazionale, e la
ricerca di stimoli culinari è sicuramente un aspetto di questa voglia di speri-
mentare”. Salutisti, ma insieme informali e veloci, i panini di Flower Bur- Dal centro alla periferia
ger (flowerburger.it), hamburgeria con due insegne in città, dove si ordinano
Cherry bomb o Spicy cecio, coloratissimi burger con ripieno vegano. Oppure, nascono locali
nella bella stagione, si va da Gud CityLife, chiosco estivo con ombrelloni e
sdraio, ai piedi dei nuovi grattacieli di zona Fiera, per le focacce gourmand
aperti dalla colazione
di sole farine integrali e bio, o per gli Italian Cirasci, ciotole di riso Carnaroli,
cucinati alla giapponese, ma con ingredienti mediterranei.
al dopocena, in
sintonia con una città
in perenne movimento
PAOLO RASO, FEDERICA BOTTOLI, PAOLO PICCIOTTO

MERCATO GLOBALE
Proprio qui, sotto le Tre Torri, nuovo hot spot cittadino, nel CityLi-
fe Shopping District ha preso forma una delle ultime tendenze in città: un
intero piano dedicato ai sapori, una piazza del cibo dove, fra locali e botteghe
gastronomiche,imilanesiconiminuticontatirisolvonoinsiemeilpranzoela
spesa di casa. Fra le insegne, Attimi, il bistrot griffato Heinz Beck, dove si as-
saggiano le creazioni del fuoriclasse tedesco, incoronato da tre astri Michelin
a La Pergola di Roma. A cena l’esperienza culinaria, in puro spirito meneghi-
no, può essere plasmata sui minuti a disposizione: 70 per la degustazione di
sei portate, 50 per cinque. Poco lontano ha appena aperto il secondo negozio

37 DOVE
IL CIBO È CULTURA

La colorata sala di Pokeia, indirizzo


giovane e informale consacrato al poke,
il sushi delle Hawaii che spopola
sotto la Madonnina. Sotto, Viviana
Varese, chef stellata di Alice Ristorante,
all’ultimo piano di Eataly Smeraldo.

Peck,storicagastronomiamilanesedatata1883.Bottegaincuiacquistareclas-
sici golosi come l’insalata russa e il mitico paté, ma anche ristorante, enoteca
e cocktail bar. Progettato dallo studio Vudafieri-Saverino Partners, il nuovo
spazio incarna davvero, adesso, lo spirito della città. Tiziano Vudafieri, inte-
rior designer e partner di tanti ristoranti in città, e appassionato gourmet, ha
le idee chiare sulle tendenze di oggi: “Piacciono i locali monoprodotto o con
forte focus su un concetto, l’entertainment, ma, soprattutto, la convivialità”.

AGGIUNGI UN POSTO ALLA TAVOLATA


È una metropoli di single, Milano. Lo dicono i dati dell’anagrafe
comunale che, nella prima metà del 2018, registrava oltre 400 mila nuclei
monofamiliari (più del doppio delle coppie, ferme a quota 163 mila), dagli
studenti fuori sede ai professionisti in missione. Che amano mescolarsi nei
nuovi social table, tavoli comuni dove accomodarsi, anche da soli. “Il tavolo
sociale è un’estensione naturale del bancone del bar”, prosegue Vudafieri,
“un posto in cui star bene in gruppo, ma anche di fianco a uno sconosciuto”.
Come al bancone di Fishon, dove si spilluzzicano “pasticcini di mare”: ma-
caron con crema di calamari o il bignè al sapor di gambero. La tavolata può

Con la formula business lunch, nei ristoranti stellati


il conto risulta più leggero anche del 50 per cento
essere anche stellata. La prima è spuntata da Carlo e Camilla in Segheria,
con Carlo Cracco tra i soci fondatori. Tra gli ultimi, il desco collettivo voluto
da Giancarlo Morelli, astro Michelin del brianzolo Pomiroeu, nel ristoran-
te che porta il suo nome all’interno dell’Hotel Viu, in piena Chinatown. Qui
il social table è in cucina. “È il tavolo degli amici, da 14 posti”, spiega lui. “Senza
tovagliato, come nella fattoria dove sono cresciuto. L’obiettivo? Cancellare
tutte le barriere”. Il tutto assaporando il Risotto, ostrica e latte di cocco.

BUSINESS CON GUSTO


Affaccia sulla cucina a vista il piano in legno kauri neozelandese a 19
posti di Alice Ristorante, regno della stellata Viviana Varese all’interno di
Eataly Smeraldo. Conveniente con la formula business lunch, un pranzo con
due portate scelte tra piatti come le mezze maniche di farro con crema di ceci e spu-
ma di baccalà o la tartare di pescato del giorno con burrata, datterini, avocado, pane
carasau e aceto balsamico. Il “pranzo di lavoro”, dove si stacca per un’ora, ma si
affinano anche alleanze e strategie, è un altro rito milanese che non tramonta.
Per la pausa di mezzogiorno, una carta ridotta, nelle proposte e nei prezzi, è
un classico di tutti (o quasi) i ristoranti meneghini. Particolarmente allettante
nei ristoranti stellati, dove, grazie a questa formula, il conto può essere più leg-

38 DOVE
1 XXXXXXXXXXX
2

3 4

1 | La torta di carote e robiola proposta da


Sine Ristorante Gastrocratico.
2 | Gli spaghetti alla chitarra con cozze,
gero anche del 50 per cento rispetto alla cena. Così, anche templi della risto- pomodoro e limone di Altriménti.
razione come Il luogo di Aimo e Nadia, due stelle Michelin, e i suoi grandi 3 | Cercami, con sgombro marinato, scarola
piatti come la zuppa etrusca con verdure dell’orto, legumi e farro della Garfagnana, alla piastra, alga nori e caviale, tra le creazioni
di Alice Ristorante. 4 | La tartare di Fishion,
erbe aromatiche e fiori di finocchio selvatico, diventano alla portata. Da Seta, all’in- nuovo fish bar vicino corso Como.
terno del Mandarin Oriental, per esempio, il bistellato Antonio Guida, solo a
pranzo, propone la Carta bianca: tre portate a cura dello chef, “dedicato a chi
ha poco tempo, ma cerca comunque il piacere della tavola”. Offre un business
lunch anche Tre Cristi, che da pochi mesi vede ai fornelli il cuoco-pasticciere
LA TRADIZIONE
Franco Aliberti, giunto da La Preséf, stella Michelin valtellinese. A pochi pas- È SERVITA
si da Porta Nuova, si pranza velocemente con piatti antispreco, in alcuni casi
milanesi nei nomi e nei sapori come il Castello, piedini di vitello, insalata e Dove mangiare un buon risotto giallo? Domanda
ortaggi, o con ricette che puntano su produttori di nicchia, di cui è indicata la d’obbligo a Milano. Tanti i templi della tradizione,
distanza dalla città. Come il Portanuova: riso della Riserva San Massimo, cavo- dove provare il piatto simbolo della città, mantecato
GIOVANNI TAGINI, FUSILLO LAB, BRAMBILLA SERRANI

lo cappuccio viola, trota affumicata e panna acida. “all’onda”: dalla Trattoria Masuelli San Marco
(masuellitrattoria.com), bottega storica di Milano
Anche la cena gourmand, a Milano, ha le sue nuove regole. Più so- e Lombardia alla terza generazione, all’Antica Trattoria
stanza, meno microporzioni e ostentazione fine a sé stessa, meno lusso più della Pesa (anticatrattoriadellapesa.com), attiva dal
sapori, ricette e materia prima di qualità non troppo lontana dai luoghi di 1880, dal più moderno Ratanà (ratana.it) dello chef
produzione e con un pizzico di tradizione. La cucina d’autore accessibile si Cesare Battisti, in Porta Nuova, a L’Altra Isola, dove a
interpretare alla perfezione la cucina milanese
trova anche di sera in bistrot come la Locanda Perbellini, aperto dal bi- tradizionale è uno chef cinese. Fuoriporta c’è l’Antica
stellato veronese Giancarlo Perbellini nel 2018, nel cuore di Brera. Sobrio Osteria La Rampina (rampina.it), il locale
ed elegante, rilegge piatti-icona con elementi creativi. E non si esce con la più vecchio della provincia di Milano ancora in attività,
fame. Ecco gli gnocchi come una carbonara o la milanese alla farina di fagioli, pane che ha visto nascere la Confraternita dell’ossobuco.
croccante e maionese di pomodoro confit. Qualità accessibile anche con lo chef

39 DOVE
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L’ultimo rito milanese? Le cene panoramiche


sulle nuove terrazze, con vista sullo skykline

1 | Terrazza Latitude 45, di origini partenopee Roberto Di Pinto, ex Bulgari Hotel che ha aperto
caffè e ristorante con vista un bistrot gourmand dall’approccio democratico: Sine Ristorante Ga-
spettacolare sul Duomo.
2 | Il più milanese dei riti si strocratico. “Potere al cibo, senza pesi superflui sul piatto, sul tavolo e
evolve: l’aperitivo si fa con sul conto”, precisa. In un tratto defilato di viale Umbria, tra lumi rosa e
un calice di vino, meglio dettagli semplici ma raffinati, è da provare il menu gastrocratico in cinque
se naturale. Come alla
Cantina Urbana, sui Navigli
portate che esaltano la materia, come nei gamberi rossi con burro d’arachide
(cantinaurbana.it). e mela verde. In zona Fiera, invece, stampe colorate di illustratori contem-
poranei accolgono nel “ristorante di quartiere” Altriménti, aperto a feb-
braio con lo chef Eugenio Boer tra i soci, dove la carta è divisa per temi
- verdure, carni, pesci, dessert - e permette di comporre il pasto a piacere
senza confini di portate.

GUARDANDO I GRATTACIELI
Cena con vista? Per i milanesi sempre più innamorati del mutevole
e avveniristico skyline della loro città, il tavolo panoramico è ormai irrinun-
ciabile. Dopo il successo di luoghi come Ceresio 7, due piscine, ristorante
e lounge bar sul tetto di Palazzo Dsquared, in zona Monumentale, ecco
la Terrazza Latitude 45, caffè e spazio gastronomico aperto a gennaio in
cima al Palazzo Matteotti The Dedica Anthology, ristrutturato di recen-
te dall’architetto Patrizia Quartero. Un luogo elegante e raffinato, con una
vista magica sul Duomo e piatti mediterranei firmati dallo chef Maurizio
Lai, che si candida ufficialmente a diventare uno dei nuovi indirizzi di rife-
rimento dei milanesi più veri. Perché da lassù Milano è ancora più bella.

40 DOVE
IL CIBO È CULTURA

Le nostre scelte
Tel. 02.77.67.96.74 | Prezzo medio: 60 €
Mangiare
1 EMPORIO ARMANI CAFFÈ E RISTORANTE 10 MORELLI
Aperto da colazione a cena | Indirizzo: via Croce Rossa Dentro l’Hotel Viu. Ottimi i risotti | Indirizzo: via A.
2 | Tel. 02.72.31.86.80 | Web: armani.com | Prezzo Fioravanti 4 | Tel. 02.80.01.09.18 | Web: morellimilano.
medio: 80 € it | Prezzo medio: menu da 70 a 130 €
2 TIPOGRAFIA ALIMENTARE 11 LOCANDA PERBELLINI
Bistrot a NoLo | Indirizzo: via Dolomiti 1 Il bistrot di Giancarlo Perbellini | Indirizzo: via Moscova
Tel. 02.83.53.78.68 | Web: tipografiaalimentare.it 25 | Tel. 02.36.63.14.50 | Prezzo medio: 40-45 €
Prezzo medio: 20 €
12 SINE RISTORANTE GASTROCRATICO
3 SOULGREEN Cucina gourmet a prezzi accessibili | Indirizzo: viale
Piatti vegani | Indirizzo: p.le P. Clotilde Umbria 126 | Tel. 02.36.59.46.13 | Web: sinerestaurant.
Web: soulgreen.com | Prezzo medio: 30 € com | Prezzo medio: menu di 5 portate 45 €
4 PLATO CHIC SUPERFOOD 13 ALICE RISTORANTE Focacce
Qui si cucina con cibi ricchi di sostanze nutrienti Piatti di mare stellati | Indirizzo: piazza XXV Aprile gourmand e
Indirizzo: via C. Battisti 6 | Tel. 02.55.01.36.02 Tel. 02.49.49.73.40 | Prezzo medio: pranzo 55 € cocktail, tra le
Web: platomilano.com | Prezzo medio: 30 € proposte di
14 IL LUOGO DI AIMO E NADIA Gud CityLife,
5 FISHION Alta cucina firmata Alessandro Negrini e Fabio Pisani il chiosco
Aperitivo ittico | Indirizzo: via Maroncelli 15 Indirizzo: via Montecuccoli 6 | Tel. 02.41.68.86 | Web: estivo ai piedi
Web: fishionrestaurant.com | Prezzo: 10 € aimoenadia.com | Prezzo medio: pranzo 50 € dei nuovi
grattacieli di
6 TRE CRISTI zona Fiera.
15 SETA
Piatti sostenibili | Indirizzo: via G. Galilei 5 Al Mandarin Oriental, oasi a due stelle | Indirizzo: via
Tel. 02.29.06.29.23 | Web: trecristimilano.com Monte di Pietà 18 | Tel. 02.87.31.88.97
Prezzo medio: 80 €, business lunch 40 € Web: mandarinoriental.it | Prezzo medio: pranzo 70 €
7 GUD MILANO CITYLIFE 16 ALTRIMÉNTI
Chiosco estivo. Cirasci all’italiana | Indirizzo: piazzale Bistrot di quartiere | Indirizzo: via M. Bianco 2/a | Tel.
Arduino 1 | Web: gudmilano.com | Prezzo medio: 10 € 02.82.77.87.51 | Web: altrimenti.eu | Prezzo medio: 47 €
8 ATTIMI BY HEINZ BECK 17 POKEIA
Bistrot del tre stelle Heinz Beck | Indirizzo: piazza Tre Si va per il poke | Indirizzo: via Magolfa, 25/27 | Tel.
Torri | Tel. 02.48.02.94.31 | Web: attimi-heinzbeck.it 02.36.51.39.23 | Web: pokeia.com | Prezzo medio: 15 €
Prezzo medio: 60 €
CHRISTIAN ALGRANATI

9 TERRAZZA LATITUDE 45
Fotografa il QR e scarica sul tuo
Cena con vista Duomo | Indirizzo: corso Matteotti 4/6 smartphone queste informazioni utili

41 DOVE
SPECIALE SALONE DEL MOBILE
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42 DOVE
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PALCOSCENICO
del
DESIGN
di O liv ia C r emas C Oli foto di G i Ovan n i T aGi n i

Progetti creativi a
TheFabLab, centro
di ricerca e sviluppo
e laboratorio di
fabbricazione
digitale condiviso,
ospitato all’interno
di Talent Garden,
43 DOVE
spazio di coworking
e formazione.
SPECIALE SALONE DEL MOBILE

Dal 9 al 14 aprile
va in scena la kermesse
del design in città.
In esclusiva per Dove,
tre guide d’eccezione
svelano i segreti
di questo spettacolo

A ncorapochigiornieMilanotorneràatrasformarsiinunimmenso
palcoscenico all’aperto per eventi, happening, performance, mo-
stre diffuse in ogni angolo della città. Debutta la Design Week
(dal 9 al 14 aprile), la kermesse che, da quasi trent’anni, consacra
il capoluogo lombardo capitale mondiale della creatività. Un primato con-
fermato dai numeri: all’ultima edizione, nei sei giorni della manifestazione,
che unisce le iniziative diffuse del Fuorisalone e del Salone del Mobile (la
fiera ospitata nei padiglioni di Rho-Pero), oltre 1.200 eventi hanno richiamato
434 mila visitatori da 188 Paesi, in crescita del 26 per cento rispetto all’anno
precedente. Un successo che altre città europee hanno provato a emulare, da
Barcellona a Vienna, da Londra a Eindhoven (Olanda), senza tuttavia riuscire
mai a insidiare la leadership milanese.
Del resto, qui, il design è di casa da sempre. La Triennale nasceva nel
1933 nel Palazzo dell’Arte, gioiello razionalista progettato da Giovanni Mu-
zio per l’occasione, ed è tuttora un punto di riferimento. Non solo come cu-
stode della storia del design italiano, dispiegata attraverso i 1.600 oggetti firma-
ti da grandi maestri della collezione del Museo permanente che inaugurerà
2
l’8 aprile con la direzione del quarantenne Joseph Grima. Ma come luogo di
riflessione e di elaborazione culturale e progettuale. La XXII Esposizione Trien-
nale, la prima targata Stefano Boeri, presidente nominato giusto un anno fa,
ha aperto i battenti l’1 marzo scorso (sarà visitabile fino all’1 settembre) con il
titolo Broken Nature. Design Takes on Human Survival: un richiamo al potere/
dovere del design di promuovere il cambiamento. Non degli interni dome-
stici, ma del mondo.
Mai appagata, Milano si prepara ad accogliere un secondo museo
dedicato al progetto, l’Adi Design Museum Compasso d’oro, apertura
prevista nel 2020: 3.000 metri quadri espositivi, 2.000 oggetti in collezione e
una mostra permanente dedicata ai progetti vincitori del prestigioso premio
ideato da Gio Ponti nel 1954. Tutto in un’ex area industriale riprogettata e
rinnovata, fra via Ceresio e via Bramante. Che è, anche, un contributo alla
riqualificazione del quartiere.
Nulla di nuovo: il mondo del design è da sempre il vero motore della
trasformazione e del rilancio della città. A partire proprio dal Fuorisalone,
volano che ha fatto partire il recupero di interi quartieri. Ne è la dimostrazio-
ne il capostipite dei design district milanesi, quella zona Tortona dove la setti-

44 DOVE
1 | Un evento del Fuorisalone.
XXXXXXXXXXX
La manifestazione ha in carnet
più 1.200 appuntamenti.
2-3 | Un disegno di Elena
Salmistraro ritratta, accanto,
fra le sue opere in ceramica.

3
ELENA SALMISTRARO
Classe 1983, designer, ceramista, illustratrice e artista –
le piace molto disegnare e dipingere, con uno stile un po’
fiabesco – vive e lavora a Milano. Si è laureata al Politecnico
e, nel 2009, ha fondato il suo studio (elenasalmistraro.
com), ora nel fascinoso vicolo Calusca, verde e pedonale, che
ha per puro caso “ereditato” dall’attore Renato Pozzetto.
Collabora con diverse aziende italiane e per Bosa Ceramiche
ha progettato originali serie di vasi-totem da collezione,
dai Primates, arzigogolati e coloratissimi musi di scimmia, ai
Most Illustrious, cioè le effigi dai colori pastello dei maestri
del design contemporaneo (Castiglioni, Sottsass, Mendini, De
Lucchi), e anche vivacissimi Mickey Mouse Rock, in occasione
dei 90 anni di Topolino. Tutto ciò che progetta, partendo da
un disegno, risulta una commistione tra arte e design, che
comprende lo stile poetico, l’armonia delle forme e dei colori,
la ricerca del linguaggio espressivo dell’oggetto che, per lei,
deve sempre evocare emozioni. Nel 2017 ha vinto il Salone
del Mobile Milano Award come “miglior designer esordiente” e,
nello stesso anno, il ministero degli Affari Esteri,
l’ha nominata ambasciatrice del design italiano nel mondo.

45 DOVE
SPECIALE SALONE DEL MOBILE

mana del design debuttò fra edifici industriali abbandonati e decadenti che
ora accolgono i quartier generali di prestigiose griffe della moda, da Armani a
Fendi, da Moncler ad Antonio Marras, che ha fatto del suo concept store,
DENIS SANTACHIARA
affascinante spazio in un cortile nascosto di via Cola di Rienzo, un luogo di
Nato a Campagnola incontri, mostre ed eventi dove, nei giorni del Fuorisalone, viene allestito un
(Reggio Emilia) nel 1950, si ristorante temporaneo di incredibile eleganza, da prenotare con largo antici-
definisce “un autodidatta”.
È un designer anomalo e un
po. O il quartiere Isola, la cui rinascita, ben prima dell’arrivo dei grattacieli di
outsider nel panorama del Porta Nuova e delle multinazionali del digitale come Google, Facebook e
progetto, dove esordisce, IBM, è iniziata proprio con l’invasione del popolo del design.
nei primi anni Settanta, con
opere al confine tra l’arte e il
design (denisantachiara.it). DA PORTA VENEZIA ALLA BOVISA
Viene definito “il poeta del
design in movimento”, quello Vale per le periferie, ma anche per il centro. Porta Venezia, quattro-
trasversale, performativo, cento metri dal Quadrilatero della moda, era un buco nero nella mappa cit-
tecno-poetico, che nasce tadina prima che la Design Week facesse riscoprire la bellezza dei suoi edifici
grazie anche al ricorso ad
animazione, sensorialità,
Liberty, come l’Albergo diurno Venezia, capolavoro di Piero Portaluppi,
interattività e doppio utilizzo. restaurato e affidato alla gestione del Fai. Oggi è una delle zone più vivaci del-
Ne è un esempio il pouf che la movida, che pullula di locali trendy, come Mimmo Milano, ristorante e
si trasforma in un letto lounge bar con dehors sempre affollato, in un angolo defilato di via Sirtori. O
d’emergenza o quello che
diventa anche elemento Champagne Socialist, enoteca di vini naturali, ultima passione dei milanesi.
illuminante. Nel 1986 l’Adi, Ogni anno si allarga la geografia delle aree recuperate. Nel distretto di
Associazione per il disegno Bovisa-Dergano sta per vedere la luce La Repubblica del Design, un insieme di
industriale, gli assegna un
premio Compasso d’oro per il progetti, mostre, installazioni, che nasce per il Fuorisalone, ma ha l’ambizione
libro La materia dell’invezione, di durare 365 giorni l’anno, proponendosi come motore di riscatto del quar-
firmato insieme ad Alberto tiere. E poi c’è NoLo (North of Loreto), ex terra di nessuno ad alta densità
Meda ed Ezio Manzini (Arcadia),
e un secondo, nel 2004, per
etnica intorno a via Padova, ormai nella mappa creativa della città (vedere a
il porta-bottiglia Vivawine pag. 19), tanto da aver lanciato BienNoLo, Biennale d’arte contemporanea (dal
progettato per Morellato. 17 al 26 maggio), ospitata nell’ex fabbrica di panettoni Cova, emblema della
Nel 2014 dà vita a Cyrcus, pasticceria milanese. I percorsi del design si moltiplicano e si allungano: fanno
piattaforma on-line di design
autoriale, che propone tappa a due passi dalla basilica di Sant’Ambrogio, nel labirintico e fascinoso
progetti di creativi diversi per Spazio Rossana Orlandi, regina del design milanese e scopritrice di talenti,
formazione ed età, prodotti da poco affiancato dal BistRo di Aimo e Nadia, decorato con tessuti e carte
tramite la digital fabrication.
L’obiettivo è sviluppare nuove da parati di Etro Home, e arrivano al Mare Culturale Urbano, quasi hinter-
estensioni linguistiche nella land, cascina che ha smesso l’attività agricola nel 2011 (ma risale al XVI sec.),
cultura del progetto, come il per esordire come spazio polifunzionale aperto tutti i giorni, fino alle due di
cosiddetto download design,
che Santachiara presenta in
notte: centro di produzione artistica, co-working, trattoria e cinema estivo.
workshop e corsi mirati. La mappa della città, insomma, si allarga e si frantuma, con il rischio
di finire fuori rotta. Per non perdere la bussola, Dove ha chiesto a tre designer
e progettisti, appartenenti a generazioni, correnti ed esperienze diverse, gli
indirizzi della loro Milano, quelli della metropoli in evoluzione, e quelli che
valgono sempre, inossidabili alle mode.

IL TICINESE IERI E OGGI


Partendo dal Ticinese che, design o non design, è il posto dove ap-
prodano tutti, milanesi e no. Ed è la zona dove è nata, cresciuta, vive e lavo-
ra Elena Salmistraro, 35 anni, artista-designer, talento riconosciuto, “Mio
nonno raccontava come, negli anni Settanta, questo fosse un quartiere un
po’ malfamato, mentre oggi è il cuore della movida. Design e architettura
hanno operato il miracolo: la Darsena s’è trasformata in una piazza affollata
e l’area tra via Tortona e via Savona, grazie anche al Mudec e al contiguo

46 DOVE
XXXXXXXXXXX

Il Fuorisalone è un esempio di evento democratico,


aperto a tutti, non solo agli addetti ai lavori
Base, spazio per i nuovi talenti della creatività, s’è qualificata come un’area
intensamente innovativa”. Al Ticinese i locali nascono e si rinnovano senza
sosta; difficile tenere il passo dei cambiamenti. “Fa tendenza l’Huan orien-
tal bistrot, ristorante e cocktail-bar, progettato da Brizzi+Riefenstahl”,
prosegue Salmistraro. “Ma anche il Six Project, nel classico cortile della In alto, uno spazio di Talent Garden, fucina
di nuovi creativi. Sotto, un progetto del
vecchia Milano, un luogo multitasking che riunisce un concept store di designer britannico Timoty Oulton esposto
design, Six Gallery, il bistrot gastronomico Sixième e lo spazio di proget- nell’ultima edizione del Fuorisalone.
tazione del verde di Irene Cuzzaniti, allestiti grazie alla creazione di David
Lopez Quincoces. Però io subisco anche il fascino della Milano d’antan, di
ristoranti classici come El Brellin e l’Osteria del Binari”. Poi ci sono i posti
che cambiano anima senza cambiare pelle. “Sono sedotta dalla capacità che
ha l’architettura d’interni nel ridare vita a luoghi stanchi. Per esempio, mi
piacciono il Santeria Social Club, centro culturale con musica, cinema,
teatro, bar e cucina, e Cascina Cuccagna, settecentesca oasi di campagna in
città, oggi ristorante con orto, bar, foresteria e mercato agricolo il martedì.
Pur nelle loro differenze, entrambi creano aggregazione, energia, dibattito,
e portano a unire più informazioni, più discipline, più culture”. Tra gli in-
dirizzi legati al mondo dell’arte e del design, Salmistraro segnala Palermo
VITO SALOMONE

Uno di Sophie Wannenes, la nuova galleria di Brera con oggetti contem-


poranei, di modernariato e pezzi di antiquariato. “Per lavoro e per piacere
frequento Puzzo, storico laboratorio ceramico, punto di riferimento per

47 DOVE
SPECIALE SALONE DEL MOBILE 1

1 | Le linee ardite dell’edificio sghembo di


Luigi Moretti. 2 | La fontana di Aldo Rossi,
dedicata a Sandro Pertini nel cuore di
Milano. 3 | Una sala della XXII Esposizione
della Triennale intitolata Broken Nature.
Come il design potrebbe salvare il mondo,
aperta fino all’1 settembre.

designer e artisti, e la Fornace Curti, le cui decorazioni in cotto sono tra


l’altro all’Arcivescovado di Milano e alla basilica di Santa Maria delle Gra-
zie. E dato che la fornace è un miniborgo con edifici intatti di varie epoche,
collegati da cortili, suggerisco di andare a conoscerla con una visita guidata”.

TRA HUB TECNOLOGICI E CAFFÈ D’ARTE


Ha da sempre lo sguardo rivolto al futuro Denis Santachiara,
classe 1950, pioniere del download design e inventore di Cyrcus, piattafor-
ma di design d’autore che utilizza la digital fabrication: “La nuova frontiera
è la creatività partecipativa”, afferma lui che è stato all’avanguardia dell’a-
vanguardia, “che non ha ancora attecchito molto in Italia perché man-
cano infrastrutture digitali e volontà di svilupparle”. La sua Milano è tra
hub tecnologici, come TheFabLab, presso il Talent Garden Calabiana,
un vero campus di 8.500 metri quadrati, vicinissimo alla Fondazione Pra-
da, dove, oltre a tecnologie, ci sono professionisti del design che aiutano
L’inizio della modernità nella realizzazione dei progetti. Oppure WeMake, spazio in cui creare
e connettersi a una community. Mentre, per apprendere i segreti della
a Milano? Nel 1955, digital fabrication, Santachiara consiglia un indirizzo dell’innovazione in
con l’edificio sghembo, dice un’istituzione strorica, la FabLab Academy all’interno della Società d’in-
coraggiamento d’arti e mestieri, sorta a Milano nel 1838 e installata nella
il designer Giulio Iacchetti vecchia sede di via Santa Marta, al Carrobbio-Sant’Ambrogio. Ma il pro-
gettista s’illumina quando parla di Meet, primo Centro internazionale
per la cultura digitale in Italia. Ospitato nell’ex Spazio Oberdan, proget-
tato da Gae Aulenti e oggi ristrutturato da Carlo Ratti (M.I.T. di Boston),
Meet è la quintessenza di un luogo d’incontro, confronto e co-design, in
2 un palazzo storico di Porta Venezia.
Messo da parte il lavoro, quali sono gli indirizzi nel carnet di San-
tachiara? “Adoro Serge Milano, una minuscola pasticceria design orien-
ted a due passi dal Duomo, che produce prelibatezze come macarons,
brioches e cioccolato artigianale e dove si servono cannoncini farciti al
momento con crema pasticciera, cioccolato o zabaione”. Nato a Campa-
gnola Emilia, parla deliziato di Tagliabrodo, piccola trattoria in via Solari
dal design minimale e con cucina a vista, dove ci si nutre principalmente
con il cucchiaio: zuppe, minestre, creme, di ogni consistenza e prove-
nienza, oggi tornati in auge. Fra i luoghi del cuore del progettista ci sono
anche due caffè: quello dei Bagni Misteriosi, piscina pubblica con area
verde e caffè-bistrot all’aperto, nati dal recupero dell’ex Centro balneare
Caimi, struttura degli anni Trenta a ridosso del Teatro Parenti. E il nuo-
vo Caffè Fernanda, all’interno della Pinacoteca di Brera, disegnato dal
milanese Rgastudio (già autore del bistrot al Pirelli HangarBicocca), che a
Santachiara piace perché si respira, anche da lì, la grande arte.

48 DOVE
3
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L’EDIFICIO SGHEMBO E I MONUMENTI DI ALDO ROSSI


GIULIO IACCHETTI
Altro designer, altri luoghi. Secondo Giulio Iacchetti (classe 1966),
Classe 1966, nato a Castelleone (Cremona), vive e lavora
autore, tra l’altro (insieme a Matteo Ragni), del Moscardino, miniposata in pla- a Milano, occupandosi dal 1992 di industrial design
stica biodegradabile che unisce forchetta e cucchiaio, la città s’è trasformata, nel (giulioiacchetti.com). Collabora con alcuni dei maggiori
corso dei decenni, grazie a quelli che definisce “macro-oggetti che irradiano”: brand italiani, da Alessi ad Artemide, da Danese
a Foscarini, a Magis, a Molteni & C. Nel 2012 ha lanciato
tra questi, in corso Italia, l’“edificio sghembo” progettato da Luigi Moretti nel il marchio Internoitaliano – Design per la casa, il giardino
1955, che, dice, “ha imposto a Milano la condanna della modernità: un edificio e la persona, sistema di produzione e vendita di arredi
ardito, tanto da fare impallidire i grattacieli del nuovo distretto tra Porta Nuova e oggetti per la casa, progettati da designer e realizzati
da artigiani italiani. Nel maggio 2009, la Triennale
e porta Garibaldi”. Ed è proprio lì che Iacchetti vede altri “macro-oggetti” che di Milano ha ospitato una sua personale, intitolata Giulio
ama: “le due torri residenziali del Bosco Verticale, concentrato di natura nel Iacchetti. Oggetti disobbedienti, nata da una riflessione
cuore della città, disegnate da Stefano Boeri”, progetto che, nel 2014, è stato insi- su quei prodotti che sfuggono a una chiara catalogazione
e si ribellano alle logiche del puro consumo. Nel corso
gnito dell’InternationalHighriseAward come grattacielo più bello del mondo. Poi
della sua carriera, ha ricevuto due premi Compasso d’Oro:
spiega che, tra i suoi maxioggetti d’affezione, ci sono anche diversi monumenti, nel 2001 per l’innovativa posata Moscardino,
tutti firmati da Aldo Rossi (Milano, 1931-1997), in primis l’imponente fontana disegnata con Matteo Ragni e prodotta in bioplastica
dedicata all’ex presidente della Repubbica, Sandro Pertini, tra via Manzo- Mater-BI da Pandora Design, e nel 2014, per
i tombini della serie Sfera, progettati per Montini.
ni e via Montenapoleone. Oltre alle macrostrutture, ad affascinare il designer
sono anche i piccoli oggetti. Come quelli che si diverte a scovare ogni ultima
domenica del mese al Mercatone dell’antiquariato sul Naviglio Grande. Ma
lo intrigano anche le innovative montature per occhiali disegnate da Olivie-
ro Toscani che propone l’Ottica Aspesi, negozio storico nel cuore di Milano,
dal 1910 di fronte alla rinascimentale Ca’ Granda, sede dell’Università Statale,
luogo-simbolo della storia milanese e da sempre tappa del Fuorisalone. Iacchetti
GIANLUCA DI IOIA/LA TRIENNALE DI MILANO

a Milano si sposta solo in bicicletta. “Pedalando faccio chilometri, anche per


mangiare da Poporoya, il primissimo sushi bar milanese con annessa bottega
di alimentari giapponesi; invece, vicino al mio studio, in viale Tibaldi, frequen-
to volentieri la Dispensa Fusetti, osteria con mescita di vini e bottega di con-
serve portoghesi. E mi piace andare al 28 Posti, bistrot dove, oltre a mangiare
bene, ci sono gli arredi disegnati da Francesco Faccin”. Insieme a oggetti e stovi-
glie solidali dalla vecchia mostra Made in slum, allestita nel 2013 alla Triennale, le
cui idee davvero anticipano gli stili e irradiano la città di nuove idee.

49 DOVE
SPECIALE SALONE DEL MOBILE

Le nostre scelte
Mangiare 6 SERGE MILANO
1 HUAN ORIENTAL BISTROT Pasticceria di design con cannoncini farciti express,
Locale fusion dove sapori e tecniche della cucina orientale macarons e cioccolata artigianale | Indirizzo: via G.
si mescolano a materie prime e creatività italiane Mazzini 8 | Tel. 02.89.09.49.18 | Web: sergemilano.com
Indirizzo: Ripa di Porta Ticinese 69
Tel. 02.89.76.06.37 | Web: huanmilano.com 7 TAGLIABRODO
Piccolo ristorante specializzato in zuppe, minestre, brodi,
2 EL BRELLIN creme | Indirizzo: via A. Solari 30 | Tel. 02.84.96.31.76
Sui Navigli, ristorante di tipica cucina lombarda della Web: tagliabrodo.it
vecchia Milano | Indirizzo: vicolo dei Lavandai
Tel. 02.58.10.13.51 | Web: brellin.com 8 BAGNI MISTERIOSI
Piscina all’aperto, giardini e caffè in quello che un tempo
3 OSTERIA DEL BINARI fu il Centro balneare Caimi | Indirizzo: via Sabina 1
Ricette tipiche servite, nella bella stagione, anche in un Tel. 02.59.99.52.06 | Web: bagnimisteriosi.com
ampio giardino | Indirizzo: via Tortona 3 | Tel.
02.83.95.095 | Web: osteriadelbinari.com 9 POPOROYA
Il primissimo ristorante nippo e sushi bar di Milano
4 SANTERIA SOCIAL CLUB Indirizzo: via B. Eustachi 17 | Tel. 02.29.40.67.97
Progetto di recupero, con cibo, drink, concerti, spettacoli Web: poporoyamilano.com
teatrali e cinema | Indirizzo: viale Toscana 31
Tel. 02.22.19.93.81 | Web: santeria.milano.it 10 DISPENSA FUSETTI
Brera è uno dei Bottega e osteria (vini alla mescita e ricette lusitane)
quartieri più 5 CASCINA CUCCAGNA Indirizzo: via E. Torricelli 21 | Cell. 393.43.62.112
frequentati Settecentesca cascina urbana con orto, mercato Web: dispensafusetti.it
nei giorni della contadino, bar e ristorante Un Posto a Milano
Design Week Indirizzo: via Cuccagna | Tel. 02.83.42.10.07 11 28 POSTI
milanese. Web: cuccagna.org Bistrot di cucina contemporanea, diretto dallo chef

50 DOVE
Marco Ambrosino | Indirizzo: via Corsico 1 da Etro | Indirizzo: via M. Bandello 14/16
Tel. 02.83.92.377 | Web: 28posti.org Tel. 02.46.74.471 | Web: rossanaorlandi.com

12 UPCYCLE/MILANO BIKE CAFÉ 24 NONOSTANTEMARRAS


Primo bike bistrot d’Italia, che ricorda un po’ un’officina Spazio espositivo per moda e accessori, design e
meccanica | Indirizzo: via A. M. Ampère 59 complementi, ma anche per mostre d’arte e
Tel. 02.83.42.82.68 | Web: upcyclecafe.it presentazione di libri | Indirizzo: via Cola di Rienzo 8
Tel. 02.89.07.500 | Web: antoniomarras.com/milano
13 MIMMO MILANO
Ristorante di tendenza con lounge bar al piano terra. Il 25 SIX PROJECT
giovane Andrea Marinello propone una cucina di Progetto che riunisce la Six Gallery, il bistrot Sixième e la
territorio semplice, ma personale | Indirizzo: via Sirtori boutique di floral design | Indirizzo: via Scaldasole 7
34 | Tel. 02.20.24.20.06 | Web: mimmomilano.it Tel. 02.45.48.95.40 | Web: six-gallery.com

14 CHAMPAGNE SOCIALIST 26 PALERMO UNO


Enoteca interamente dedicata ai vini naturali, con 500 Galleria-appartamento, dove Sophie Wannenes mette in
etichette. Ambiente eclettico e informale | Indirizzo: via vendita design contemporaneo e vintage | Indirizzo: via
Lecco 1 | Tel. 02.20.47.295 | Web: socialist.wine Palermo 1 | Web: palermouno.it

Comprare Vedere
15 IL CIRMOLO 27 TRIENNALE DI MILANO
Oggettistica vintage e modernariato | Indirizzo: via Dal 1933, l’istituzione italiana per l’architettura e il design,
Fiori Chiari 3 | Tel. 02.80.52.885 | Web: ilcirmolo.it dove ha sede il Museo permanente del design italiano.
Con biblioteca, teatro, caffetteria, giardino con bar e
16 MERCATINO PENELOPE ristorante panoramico | Indirizzo: viale Alemagna 6 Andrea Marinello,
Mercatino dell’usato e del vintage d’arredo, dagli anni Tel. 02.72.43.41 | Web: triennale.org giovane chef di
Cinquanta agli anni Settanta | Indirizzo: via M. Melloni Mimmo Milano,
6 | Tel. 02.39.68.05.88 | Web: mercatinopenelope.it 28 ALBERGO DIURNO VENEZIA ristorante di
Capolavoro Art Déco, progettato da Piero Portaluppi, di tendenza in
17 FORNACE CURTI proprietà del Comune di Milano e gestito dal Fai con Porta Venezia.
È un miniborgo, visitabile, con 20 studi d’artista, un’apertura mensile | Indirizzo: piazza Oberdan In alto, le vie di
laboratori, tornio | Indirizzo: via W. Tobagi 8 Tel. 02.65.92.330 Brera affollate
Tel. 02.81.35.049 | Web: fornacecurti.it nei giorni del
29 MARE CULTURALE URBANO Fuorisalone.
18 PUZZO Centro di produzione artistica per l’inclusione sociale, la
Storico laboratorio ceramico dal sapore d’altri tempi rigenerazione urbana e l’innovazione culturale, con
Indirizzo: Via Caianello 1 | Tel. 02.68.89.806 co-working, affitto spazi, sale prova, residenze artistiche,
Web: ceramichepuzzo.com birre e cucina | Indirizzo: via G. Gabetti 15
Cell. 331.81.34.754 | Web: maremilano.org
19 THEFABLAB
Laboratorio professionale per la digital fabrication di nuovi 30 MEET
prodotti e per piccole produzioni | Indirizzo: via Il primo centro italiano di cultura digitale, riprogettato da
Calabiana 6 | Tel. 02.99.77.82.60 | Web: thefablab.it/ Carlo Ratti dell’M.I.T. di Boston | Indirizzo: piazza
tag/talent-garden Oberdan, ang. viale Vittorio Veneto | Tel. 02.79.87.60
Web: meetthemediaguru.org
20 WEMAKE
Space dove creare oggetti in stampa 3D e connettersi a 31 EDIFICIO MORETTI
una community | Indirizzo: via Stefanardo da Vimercate Complesso edificato tra il 1949 e il 1955 da Luigi Moretti
27 | Tel. 02.87.19.79.05 | Web: wemake.cc Indirizzo: corso Italia, 13

21 MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO 32 BOSCO VERTICALE


L’ultima domenica di ogni mese, mercato delle pulci Nel nuovo Centro direzionale di Milano, due palazzi
Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 4 residenziali a torre progettati da Boeri Studio
Web: navigliogrande.mi.it/mercatone-dellantiquariato Indirizzo: via Federico Confalonieri

22 OTTICA ASPESI 33 MONUMENTO A SANDRO PERTINI


Il negozio di ottica più antico di Milano | Indirizzo: largo All’incrocio tra via Manzoni e via Montenapoleone,
Richini 1 | Tel. 02.58.30.70.24 | Web: aspesi1910.com fontana a ricircolo (1990), progettata da Aldo Rossi
Indirizzo: via Croce Rossa
23 SPAZIO ROSSANA ORLANDI
In un’ex fabbrica di cravatte, il luogo di culto del design
milanese. Annesso, il BistRo di Aimo e Nadia, decorato Fotografa il QR e scarica sul tuo
smartphone queste informazioni utili

51 DOVE
UN GIRO PER BOTTEGHE 1

A R T I S T I
del
MESTIERE di S uSanna P erazzoli foto di G iovanni T aG ini

5 6

TOMAS BERTELSEN/MICHELANGELO FOUNDATION

52 DOVE
2 XXXXXXXXXXX
3

1 | Claudio Onorato
“incorniciato” da una sua
opera in tela e alluminio.
2 | Un allestimento di
White Pepper Studio,
marchio dietro cui si
nascondono tre giovani
floral stylist. 3 | Il
laboratorio di ceramiche
Paravicini. 4 | Uroš Mihic
tra i suoi origami-scultura.
5 | Gli attrezzi del mestiere
della sartoria Musella.
6 | La Fucina di Efesto.

53 DOVE
UN GIRO PER BOTTEGHE

Sono orafi, decoratori,


maestri dell’intaglio…
Promotori del bello,
eredi di un saper
S i riparte anche grazie a loro. Artigiani della carta, maestri del taglio
e del cuoio, saldatori, decoratori, orafi. Con bottega, o atelier, nella
vecchia Milano e nei nuovi crocevia dello shopping, dove la capitale
della finanza italiana conquista con vetrine scintillanti e mestieri di
un tempo. La bellezza del fare. Dopotutto, questo tenacissimo plotone di
artigiani e creativi sa, come nessun altro, abbellire il nostro quotidiano. So-
no loro i nuovi demiurghi, depositari di un patrimonio di saperi e mestieri
fare artigiano che che, “se messo in rete, potrebbe incrementare il Pil di un punto”, fa notare
aggiornano alla luce Alberto Cavalli, direttore della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte
e cofondatore della Michelangelo Foundation, che pochi mesi fa ha orga-
delle nuove tecnologie. nizzato, a Venezia, una mostra-evento, Homo Faber: Crafting a more human
Ecco i loro volti, le loro future, per fare riscoprire artigiani di tutta Europa e rinsaldare quell’alleanza
tra artigianato e design, saper fare e creatività, motore economico del do-
storie, i loro atelier mani e, oggi, ingrediente irrinunciabile dell’industria del lusso (da leggere,
Costruttori di valore, il ruolo strategico del saper fare italiano, a cura di Maurizio
Dallocchio, Marsilio, 2016). Dopo anni di oblio, e alterne fortune, torna in
auge l’homo faber, appunto, colui che “esprime ancora il desiderio di svolgere
1 bene un lavoro per sé stesso” (Richard Sennet, L’uomo artigiano, Feltrinelli,
2017). Il suo è un tributo all’abilità che matura solo nel tempo.
Dove ha selezionato in città alcuni protagonisti dell’arts&crafts
meneghino, alcuni con esperienze antiche, altri approdati alla scuola
artigianale solo di recente, ma con un vantaggio in più: saper mettere
la tecnologia al servizio della creatività. Come i milanesissimi Enrico
Casati e Jacopo Sebastio, poco più che trentenni e con il pallino per
le scarpe: hanno condiviso studi alla Bocconi, poi entrambi hanno pre-
so il volo. Il primo per Shanghai, il secondo per gli Stati Uniti. Tornati
in Italia hanno cominciato a setacciare paesi e contrade per incontrare
ciabattini, calzolai, artigiani della pelle. Si sono seduti accanto a loro e in
pochi mesi hanno messo da parte un tesoro di informazioni e segreti per
costruire scarpe da uomo. Da mettere in vetrina, ma soprattutto in rete,
su velasca.com. Solo calzature tradizionali, francesine, derby, sneaker in
pelle. Un progetto, Velasca, nato per caso (“a Singapore, dove ho vissuto
per mesi, trovavo solo modelli made in China, racconta Enrico Casati),
decollato grazie alla formula “dal produttore al consumatore”, nessun
intermediario. Il risultato? Prezzi competitivi e calzature costruite con
metodi tradizionalissimi da artigiani marchigiani e toscani: la portabilità
è garantita grazie alla tecnica Blake rapid (la risposta italiana alla lavora-
zione inglese Goodyear che, a detta di molti, regala alla scarpa la giusta
morbidezza solo dopo molto tempo). Per l’estate ci sarà una novità, il
mocassino a sacchetto, una manifattura speciale (il soletto viene elimi-
nato) per ottenere massimo comfort e morbidezza. Saranno nelle vetrine

1 | Disegni classici e contemporanei decorano


i servizi da tavola del laboratorio Paravicini.
2-3 | Claudio Onorato davanti al suo studio, annunciato
dall’opera in corten Octopus, e un particolare de Il veliero.

54 DOVE
2
XXXXXXXXXXX

CHE STOFFA!
Si torna a fare il sarto. Una nuova generazione
riprende in mano ago e filo e va a bottega. Come
un tempo. Ai tavoli delle sartorie oggi si siedono
giovani e giovanissimi che nulla sanno di giro
manica, impunture, martingala e cannoncini.
Tra loro c’è Gianfrancesco Musella Dembech,
laurea in comunicazione digitale, e un’inclinazione
naturale all’eleganza. Pochi anni fa ha cominciato
a costruire abiti come una seconda pelle,
con quell’attenzione ai dettagli che il padre
di piazza Sempione (il negozio è aperto tutti i giorni e il lunedì fino alle gli ha insegnato, lui che per decenni ha
confezionato i doppipetti di Gianni Agnelli nella
21 per chi fa tardi in ufficio) da aprile. bottega milanese Donnini. Oggi questo modello
viene riproposto con la medesima maniacale
FREGI E DECORI ANIMALIER attenzione al rever, che non deve essere
Sapienza artigianale e soluzioni tecnologiche. Formula vincente schiacciato sul petto ma deve “rollare”, e al punto
vita, che deve fasciare con lievità. “Per la prossima
pure per il laboratorio di Margherita e Benedetta Medici, nella Milano an- stagione sono molto richiesti gli spigati in solaro
tica, in quel dedalo di botteghe nascoste dietro via Torino, là dove trent’anni e i gessati in fresco lana, come pure gli abiti in
fa cominciò Costanza Paravicini, che non ha mai smesso, carnet alla mano e cotone con tre tasche a toppa con quattro
uno spiccato gusto per le cose belle, di elaborare decori, fregi, arabeschi. Imma- bottoni anziché sei”. Per le camicie su misura,
con i morbidissimi tessuti del cotonificio Albini,
ginando grandi tavolate con gli amici con piatti e servizi da portata belli, ma an- si va alla Camiceria Santolmo (via Olmetto 8a,
che pratici. Si entra nell’atelier e la Milano high-tech sembra lontana anni luce: tel. 02.72.00.01.30), un laboratorio artigianale per
tavoli intrisi di colori, schizzi bellissimi, pennelli. Qui si decora ancora a mano, uomo e donna.
per ore; oppure si mette a punto il disegno che può anche essere realizzato a

55 DOVE
UN GIRO PER BOTTEGHE

1 stampa, applicato poi, come una decalcomania, su piatti, vasi, centritavola, al-
zatine. I motivi sono innumerevoli: mongolfiere, serpenti, simboli zodiacali;
grazie alla tecnica “a gran fuoco” i decori, molto luminosi, risultano atossici e in-
delebili. Bellissima la collezione Giungla, un’orchestra di animali e piante che fa
venire voglia d’Africa. Ma al Salone del Mobile ci saranno motivi di ispirazione
Déco, rinato tra le mani di questo atelier tutto al femminile.
Ha scelto NoLo, periferia nord di Milano, nuovo polo di attrazione
per artisti e creativi, Federico Carrassi, classe 1991 e studi all’Accademia di
Brera, per aprire il suo laboratorio dove nascono cornici magnifiche, di piccole
dimensioni e anche per grandi dipinti, colorate, in legno di tiglio, ciliegio, rove-
re, da ordinare su misura o scegliere tra i modelli appesi alle pareti. Ogni passag-
gio è manuale, dall’imprimitura (viene steso sul legno grezzo una mano di colla
di coniglio) all’immanitura (più mani di gesso di Bologna), un processo lungo
e sapiente. “Ogni opera è un lungo confronto con il committente”, racconta
questo giovane artigiano che solo pochi mesi si è fatto notare incorniciando
i capolavori di Giacomo Balla esposti nella galleria milanese Bottegantica. In
fatto di cornici, è un indirizzo storico la bottega di Paolo Girotto, laboratorio
in Brianza e showroom nel cuore di Milano, in via Quadrio. Non si contano i
modelli, i decori, gli intagli. Un’antologia di stili che non ha eguali: ogni pezzo
viene eseguito a mano da abilissimi artigiani che fanno rivivere i motivi a fo-
glia, l’argentatura a guazzo, le volute prese in prestito al barocco siciliano. È una
bottega che non dà spazio all’approssimazione, tutto è fatto ad arte. Parte della
Carta, legno, vetro, collezione è anche online, ma certe essenze bisogna toccarle per sentire vibrare,
sotto le mani, la delicatezza e la precisione dell’intaglio.
metalli preziosi, E al tatto si coglie la bellezza delle carte da muro che ogni giorno nasco-

tessuti. Trasformati no dietro le vetrate di Fabscarte, fucina e laboratorio pieno di luce in un cortile
che sa d’altri tempi. Si incontra Luigi Scarabelli, assieme a Emilio Brazzolot-
per abbellire to l’anima di questo atelier votato alla decorazione pittorica, e subito si coglie lo
sguardo di un artigiano che attinge all’umanesimo, mettendo al centro l’uomo
il nostro quotidiano e il rapporto con la natura, che è pura armonia: “Solo le cose fatte dagli uomini
esprimono emozione”, sottolinea Scarabelli mentre sfiora raffinatissime carte
da parati, oggi tornate di moda, i cui colori sono il risultato di una conoscenza
sopraffina dei materiali, la texture è materica come le sperimentazioni di Burri,

3 4
RICHARD ALCOCK

56 DOVE
XXXXXXXXXXX
2

5 1 | Daniela De i disegni destrutturati, deformalizzati. Bosco, Dalì, Albero regalano giochi cro-
Marchi, artigiana matici toccanti come un dipinto e unici sono i fogli realizzati con artisti di fama
del gioiello.
2 | Nell’atelier come Martyn Thompson, Studio Blanco, Francesco Simeti. Biglietti da visita
Fabscarte si e carte speciali stampate a mano si trovano in un altro angolo magico della città,
realizzano a mano la cartoleria e tipografia Fratelli Bonvini, che conserva ancora gli ambienti ori-
carte per abbellire
pareti e muri.
ginali dell’epoca e tre macchine tipografiche, del 1930, 1950 e di fine Ottocento.
3 | Alcune creazioni È un mondo a parte, ma conosciuto dai raffinatissimi editori di Monocle, dove
della collezione la ricerca vintage della calligrafia, del piacere di scrivere a mano passa attraverso
Diamond di
Daniela De Marchi.
una selezionatissima offerta di penne, matite, taccuini, timbri, inchiostri. Sul
4 | Segnalibri sito si trovano le date dei workshop, da non perdere.
realizzati dalla
Bottega Ghianda SCULTURE DI CARTA E D’ACCIAIO
su un disegno di
Gae Aulenti del Con le carte “gioca” tutti i giorni anche il serbo Uroš Mihic. Il padre,
1988. 5 | L’atelier architetto, e il nonno, scenografo, gli hanno insegnato tutto sulle maschere in
di Gianfrancesco cartapesta, i vasi in papier-mâché, l’uso delle tinte forti. Poi, un giorno, in Serbia,
Musella Dembech.
tra le montagne di Kopaonik, ha scoperto l’origami. Da allora questo giova-
ne in bilico tra design (studi al Politecnico) e artigianato non si è più fermato,

57 DOVE
lavorando per le maison più celebri (per Pomellato ha realizzato una vetrina
con coralli e scogli). Ha inventato allestimenti e piccole scenografie, creato libri-
scultura e scatole particolarissime. Le sue miniature di carta possiedono il ri-
gore del pensiero zen, sono microcosmi dalla bellezza minimale che simulano
universi astratti, forme architettoniche, ecosistemi naturali.
È un mondo fantastico anche quello di Claudio Onorato, carrie-
ra ultradecennale alle spalle, artista funambolo e poetico che si muove con
agilità tra disegno, scultura, pittura. È arrivato per primo, 33 anni fa, negli
spazi della Fabbrica Orobia dando vita, nel tempo, a My Gallery, un atelier
aperto anche al pubblico. I suoi lavori, che si ispirano all’arte di Escher e alla
pittura fitta di simbolismi e allegorie di Bosch, “vivono di luce e di aria”, come
ha scritto la curatrice d’arte Elena Forin: la carta è il supporto con il quale
Onorato si misura ogni giorno, la incide, la ritaglia, lasciando che i vuoti si-
ano riempiti proprio dalla luce e dai suoi riflessi. I suoi lavori (scatole, tavo-
lini, multipli, insegne) sono narrazioni di un cantastorie che osserva l’oggi
e lo reinventa con la precisione di un miniaturista. Tanta sperimentazione,
disciplina, e passione per il saper fare animano pure la Fucina di Efesto,
alla Bovisa, negli spazi annessi alla cascina di un convento benedettino del
Seicento. L’ha fondata Alessandro Rametta, scultore autodidatta. Il labo-
ratorio è aperto alla contaminazione e all’esplorazione: “siamo nati (il socio
progettista è Andrea Capriotti) come scultori dell’acciaio al carbonio, poi
siamo passati ai metalli nobili e oggi, grazie a tecniche antiche, siamo in grado
di unire diversi materiali: bronzo, rame, ottone”. Nascono vasi e opere uni-

La vecchia tipografia Fratelli Bonvini è oggi il paradiso


per gli appassionati di cartoleria e stampa a mano
che di grande leggerezza, raffinate come Ginko, con foglie in rame saldate in
lega di argento, tecnica propria dell’arte orafa piuttosto che di quella fabbrile.
Sono ancora top secret quelle progettate per il Salone del Mobile, ospiti della
piattaforma Design Italy, che per l’occasione allestisce spazi in centro.
Proprio l’arte orafa è la passione di Daniela De Marchi, che da
vent’anni ne indaga metodi e materiali nella sua bottega nel cuore di Milano.
Inizia ad appassionarsi al gioiello artigianale vincendo una borsa di studio
all’Istituto Europeo di Design e oggi è un punto di riferimento per tante mi-
lanesi. La sua cifra stilistica, il dropage (piccolissime sfere irregolari che rico-
prono in modo più o meno fitto le superfici di tutte le collezioni), imprezio-
sisce anelli di grande eleganza, minimali, amati anche dai giapponesi. Lavora
con l’argento, il bronzo, l’ottone. Ma nelle sue mani i metalli si spogliano
della loro naturale lucentezza per accogliere smalti e bruniture, e abbinarsi
poi a pietre naturali, labradorite, avventurina verde, corniola, quarzo fumé.
Per riporli sono perfetti i vassoi disegnati da Gae Aulenti nel 1979, realizzati
interamente a mano e levigati fino a ottenere un effetto seta: sono uno dei
Gli interni di Fratelli Bonvini, bottega molti capolavori in legno di Bottega Ghianda, nata 200 anni fa e oggi nelle
SERGIO TORNAGHI

di cartoleria in un’ex tipografia di inizio mani di Romeo Sozzi, designer ed appassionato ebanista, che con i figli Ste-
Novecento, dove si stampano a mano
biglietti di ogni tipo. In alto, Paolo Girotto fano, Davide e Paolo ha raccolto l’eredità di Pierluigi Ghianda, perpetuando
fra le cornici che realizza su commissione. quel mix di saper fare e creatività che il mondo ci invidia.

58 DOVE
UN GIRO PER BOTTEGHE

Le nostre scelte
Comprare belle le carte da parati in vendita | Indirizzo: via
Foppa 50A | Tel. 02.42.29.03.88 | Web: fabscarte.it
1 VELASCA
Scarpe realizzate da artigiani toscani e marchigiani 9 BOTTEGA GHIANDA
Indirizzo: piazza Sempione 2 | Tel. 02.92.86.18.13 Pezzi unici in legno fatti a mano, alcuni disegnati
Web: velasca.com da celebri designer: tra questi Gae Aulenti,
Michele De Lucchi | Indirizzo: via Formentini 9
2 CLAUDIO ONORATO ART STUDIO Tel. 02.87.20.13.62 Web: bottegaghianda.com
A due passi dalla Fondazione Prada, opere decorative
in carta | Indirizzo: via Orobia 15 10 DANIELA DE MARCHI
Cell. 333.45.96.489 | Web: claudioonorato.it Gioielli e accessori realizzati a mano
Indirizzo: via dei Piatti 9 | Tel. 02.86.99.50.40
3 LA FUCINA DI EFESTO Web: danielademarchi.it
Bottega di sperimentazione su metalli e patine inedite.
Nel 2018 Alessandro Rametta è insignito del titolo di 11 FRATELLI BONVINI
Maestro d’arte e mestiere | Indirizzo: via Arrivabene Una ex tipografia del 1909 in zona Corso Lodi,
24 | Tel. 02.31.63.539 | Web: lafucinadiefesto.com oggi cartoleria dal sapore vintage, con macchine
originali. Oggetti per la scrittura, album, taccuini.
4 GIANFRANCESCO MUSELLA DEMBECH Biglietti stampati a mano | Indirizzo: via Tagliamento
Giovane sarto da uomo. Richiestissimi i suoi 1 | Tel. 02.53.92.151 | Web: bonvini1909.com
doppiopetti e gli abiti in fresco lana
Indirizzo: via Celestino IV 9| Cell. 340.85.20.357 12 AGAPANTHUS
Web: muselladembechmilano.com Gioielli realizzati con lavorazioni artigianali
Indirizzo: via Cerva 14 | Tel. 02.76.00.22.47
5 LABORATORIO PARAVICINI Web: agapanthusgioielli.it La bottega orafa Agapanthus,
Atelier di ceramiche dipinte a mano | Indirizzo: via
nel cuore di Milano.
Nerino 8 | Tel. 02.72.02.10.06 | Web: paravicini.it 13 WHITE PEPPER STUDIO
Tre giovani appassionate di fiori e floral styling: Cristina,
6 UROŠ MIHIC Camilla, Lena. Decorazioni, allestimenti
Installazioni e sculture di carta con tecnica origami. Indirizzo: via Astesani 54 | Cell. 335.54.30.755
Visite su appuntamento | Indirizzo: via Tucidide 56 Web: whitepepper.it
Cell. 338.84.85.837 | Web: urosmihic.com
14 CORNICI CARRASSI
7 PAOLO GIROTTO In legno di tiglio, ciliegio, rovere, di piccole dimensioni
Cornici con riproduzioni di motivi dal ‘500 o in grandi formati, anche su misura
al ‘900. Anche legni ebanizzati, finta porcellana Indirizzo: via privata Astico 21 | Cell. 331.95.70.248
e laccatura in smalto lucido | Indirizzo: via Quadrio Web: cornicicarrassi.it
12 | Tel. 02.65.95.162 | Web: girottocornici.com

8 FABSCARTE
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Decorazioni murali di ogni genere e tecnica; molto smartphone queste informazioni utili

59 DOVE
ESPERIENZE
XXXXXXXXXXXXXX IN CITTÀ

ACCESSO

60 DOVE
LIBERO di I la rIa S Im e o ne
XXXXXXXXXXX

Le Prove aperte della Filarmonica


della Scala sono un’occasione
straordinaria per accedere
all’interno del teatro e godere
della sua acustica perfetta.

Una insider che conosce


gli angoli più segreti,
la passerella sospesa
fra le guglie del Duomo,
L a Milano classica e quella segreta, la città storica e la capitale dell’aperi-
tivo,ilregnodellearchistarelametropolidaattraversaredicorsa:facce
diverse del capoluogo lombardo. Da scoprire con gli occhi, ma, so-
prattutto, da sperimentare. Ascoltando, correndo, gustando. O inse-
guendo una passione sopita. Ecco sette idee per chi non si limita a “visitare” Mi-
BRECIA/AMISANO © TEATRO ALLA SCALA

lano, ma vuole viverla e coglierne le tante sfumature. Anche le meno scontate.

i concerti preparatori OLTRE IL CANCELLO


della Filarmonica della “Milano è una città schiva, la sua bellezza sta dove non te l’aspetti, in
luoghi nascosti, privati. Per questo ho deciso di portare le persone in posti
Scala: sette chiavi che di solito chiusi al pubblico: nell’androne di un palazzo, nei cortili, nei giardi-
ni segreti”, racconta Federica Pizzi, guida sui generis della capitale lombarda.
aprono le porte di Milano Nei suoi tour, organizzati anche per una persona sola, s’infila in quartieri in-

61 DOVE
ESPERIENZE IN CITTÀ

timi e bellissimi, come il Quadrilatero del silenzio, contraltare del notissimo


Quadrilatero della moda: una manciata di strade e ville private nate negli anni
Trenta. E non si limita a una sosta nella piccola piazza intitolata a Eleonora
Duse, o davanti al giardino popolato di fenicotteri rosa di Villa Invernizzi. Ma
si introduce nella portineria di Palazzo Fidia, opera futuristica dell’architetto
Aldo Andreani, dove un curioso plastico racconta la storia della dimora e dell’i-
solato; poi prende alle spalle Casa Sola Busca, per i milanesi: Ca’ de l’Oreggia,
per mostrare, accanto all’entrata secondaria, l’orecchio di bronzo dello scultore
Adolfo Wildt, in origine il citofono del palazzo. E, soprattutto, si fa aprire cor-
tili e giardini invisibili dalla strada. “Milano è davvero Milano quando si va oltre
i cancelli e quando, a raccontarla, sono le persone che ci vivono”, dice Pizzi.

APERITIVI PANORAMICI
L’aperitivo è un appuntamento imperdibile per chi vuole conoscere la
Milano dei milanesi. E, ora che la città cresce sempre più in verticale, è quasi
d’obbligo brindare guardando il nuovo skyline da storici e privilegiati belve-
dere. Come l’Highline Galleria, il percorso panoramico sui tetti della Galle-
ria Vittorio Emanuele: una passerella di 250 metri che l’architetto Giuseppe
Mengoni, ideatore del “salotto di Milano”, utilizzava per controllare i lavori.
Quei camminamenti sono diventati luogo d’incontro per un’insolita passeg-
giata a pochi metri dalle guglie del Duomo, dove la vista spazia, nelle giornate
terse, dai nuovi grattacieli alle vette del Cervino e del Rosa. Il percorso accoglie
mostre, spettacoli, installazioni; un giardino pensile, questa primavera, e, da
maggio, i grandi classici del Cinema Bianchini, da guardare tra comignoli e
vetrate. Ogni venerdì e sabato, dalle 18 alle 20, nel biglietto di ingresso sono
compresi aperitivo e finger food.

LA SCALA IN ANTEPRIMA
C’è un modo per dribblare tempi e costi e accomodarsi in uno dei sa-
lotti più eleganti di Milano, La Scala, con i suoi interni neoclassici e la musica
che, in questi spazi dall’acustica mirabile, risuona magicamente. Bisogna in-
trufolarsi dietro le quinte dei grandi concerti la sera prima che facciano il loro
esordio ufficiale. L’opportunità è offerta dalle Prove aperte della Filarmonica
della Scala, concerti preparatori, preceduti da una guida all’ascolto, che allieta-
no i sensi e aprono i cuori alla solidarietà: il ricavato degli spettacoli è destinato
a iniziative benefiche. I prossimi appuntamenti sono domenica 14 aprile con
la prova diretta da Myung-Whun Chung, accompagnato da Sergey Khacha-
tryan al violino; il 28 aprile la serata sarà con Riccardo Chailly, direttore musi-
cale della Scala, e il violino Emmanuel Tjeknavorian. Le prove aperte si chiu-
dono il 12 ottobre con il direttore Daniel Harding e Isabelle Faust al violino.

COLAZIONE IN GALLERIA
L’incontro con la storia della città è fissato al bar: non uno qualsiasi, ma
quello che, dal 1867, è il simbolo della capitale meneghina: Savini, in Galleria
Vittorio Emanuele. Qui, nel boudoir culturale che ha accolto ai suoi tavoli Giu-
GIOVANNI TAGINI

seppe Verdi e Maria Callas, Giacomo Puccini e Arturo Toscanini, Eleonora


Duse e Gabriele D’Annunzio, Giovanni Verga e Filippo Tommaso Marinetti,
che in queste sale firmò il Manifesto del Movimento Futurista, si attraversa il passa-

62 DOVE
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Dal Museo del Novecento, sguardo sul Duomo e sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele, dove si sviluppa un percorso panoramico.

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64 DOVE
ESPERIENZE IN CITTÀ

to della città, con un occhio al presente e uno scorcio sul futuro accompagnati
da storici, scrittori, giornalisti e studiosi. Sono gli appuntamenti di Milano a
colazione organizzati da Neiade Milano Tours: un viaggio nei luoghi-sim-
bolo della città, ma anche attraverso la moda, il design e l’urbanistica. Parten-
do, ovviamente, dalla colazione nell’atmosfera romantica e fra gli arredi d’antan
che contraddistinguono il locale.

BELLEZZE IN BICICLETTA
Il bagno, certo, non si può più fare, come ricordavano ironicamente
Elio e le Storie Tese nella canzone Zelig: la cunesiùn del pulpacc. Ma il Naviglio
piccolo, la Martesana che costeggia l’antica strada romana oggi Padana Supe-
riore, si può esplorare anche restando all’asciutto. Per ammirare uno scorcio
inusuale di Milano e, poi, perdendosi in un sorprendente paesaggio padano che
può portare dopo 38 chilometri fino a Trezzo sull’Adda, EastRiver organizza
tour guidati in bicicletta: un itinerario che costeggia case illustri, come Villa
Lecchi, Villa Albrighi e Villa Aitelli con la torre ottagonale chiamata il Faro;
mulini ad acqua (a Groppello d’Adda, probabilmente su progetto di Leonar-
do), cascine. Sempre lungo la Martesana ci si può cimentare con percorsi in
canoa: East River, insieme a Canottieri San Cristoforo, organizza corsi per tratti
brevi e tranquilli, per esplorare storia e paesaggio da un’altra prospettiva.

UNA CENA NELLA STORIA


La cena è servita, ma in ambienti molto particolari: la Cripta di San
Sepolcro, la più antica chiesa sotterranea di Milano, fresca di restauri. E all’Ar-
chivio Storico della Cà Granda, il primo ospedale “pubblico” della città vo-
luto da Francesco Sforza e realizzato dal Filarete nel Quattrocento. Una serata
particolare sotto volte affrescate e su pavimenti romani, tra tele pregiate e scaf-
fali colmi di antichi documenti. Prima di accomodarsi a tavola una visita gui-
data svela aneddoti e curiosità, ma soprattutto segreti e misteri, ignoti per lungo
tempo persino ai milanesi. L’invito a cena arriva dal Gruppo MilanoCard ed
è fissato da mercoledì a domenica, con menu anche vegano. Fino a giugno nella
Cripta di San Sepolcro si può cenare accanto a due invitati illustri, Leonardo
da Vinci e Andy Warhol, celebrati nella kermesse multimediale Leonardo &
Warhol in Milano. The genius experience.

CORRERE IN CENTRO
Correre nel cuore di Milano, dal Parco Sempione a Brera, con le
sue viuzze animate da antiche botteghe e gallerie, o attorno a Piazza Duo-
mo. La corsa in città diventa un’esperienza di scoperta e un piacere che ap-
paga lo spirito per chiunque ami gli sport all’aria aperta. Per loro, c’è adidas
RunBase, uno spazio attrezzato con spogliatoi e docce che offre la possibi-
lità di usufruire gratuitamente di armadietti custoditi. In più, allenamenti
ANDREA DI LORENZO

di gruppo con coach specializzati e test dei modelli di scarpe. Per accedere
Uno scorcio di Galleria Vittorio Emanuele, dove si trova occorre iscriversi, gratuitamente, alla community degli adidas runner: unirsi
il Savini Caffè. Qui, la domenica, si organizzano colazioni al movimento permette l’accesso anche alle adidas RunBase in altre 50 città
con conferenze sulla storia di Milano.
d’Europa e del mondo (C. P.).

65 DOVE
ESPERIENZE IN CITTÀ

Le nostre scelte
Esperienze Indirizzo: via Jean Jaures 22 | Cell. 349.297.37.79
Web: eastriver-martesana.it
1 SCOPRI MILANO TRA GIARDINI E CORTILI
Con Federica Pizzi, tour alla scoperta del Quadrilatero del 6 ARSE MILANO
Silenzio | Cell. 366.36.12.831 | Prezzi: 25 € in gruppo, Cene nell’Archivio della Ca’ Granda e alla Cripta di San
35 € per singoli Sepolcro con visite guidate | Indirizzo: Ca’ Granda, via
Francesco Sforza 32 | Cell. 391.49.97.845
2 HIGHLINE GALLERIA Indirizzo: Cripta San Sepolcro, piazza San Sepolcro
Brindisi sul tetto della Galleria Vittorio Emanuele Cell. 340.40.85.729 | Web: arsemilano.it | Prezzi: Ca’
Indirizzo: Highline, via Silvio Pellico 2 Granda 35 €, Cripta di San Sepolcro 37 €
Tel. 02.33.141.20 | Web: highlinegalleria.com
Prezzi: aperitivo e finger food 12 € 7 ADIDAS RUNBASE
3 LA FILARMONICA DELLA SCALA Uno spazio dedicato a chi vuole lanciarsi alla scoperta
Prove generali dei concerti | Indirizzo: via della città di corsa, attrezzato con spogliatoi, docce e
Filodrammatici 2 | Tel. 02.46.54.67.467 armadietti custoditi. Si accede con iscrizione gratuita
Web: filarmonica.it/proveaperte | Prezzi: da 5 a 35 € sul sito | Indirizzo: corso Sempione 10
Cell. 344.10.99.959
4 NEIADE MILANO TOURS Web: adidas.it/adidasrunners
Colazione e conferenze sulla città allo storico Savini Caffè
Indirizzo: Galleria Vittorio Emanuele II
Tel. 02.36.56.56.94 | Web: neiade.com | Prezzi: 16 €

5 EAST RIVER MARTESANA Fotografa il QR e scarica sul tuo


Biciclettate sulla ciclabile della Martesana e corsi di canoa smartphone queste informazioni utili

L’Arco della Pace,


incorniciato nel
verde di Parco
Sempione: da qui
si può partire per
scoprire la città
correndo.
GETTY IMAGES

66 DOVE
i nforMazioni
a cura di M ariarosaria B runo
pratiche

APP
COME ARRIVARE
Cinque app tematiche per vivere
In aereo al meglio la città e personalizzare
Milano è servita da tre aeroporti di riferimento, Milano Linate, Malpensa e e organizzare la propria vacanza.
Bergamo Orio al Serio, con frequenti collegamenti nazionali e internazio-
nali operati da Alitalia (alitalia.com) e dalle principali compagnie di linea e
low cost, da Ryanair (ryanair.com) a easyJet (easyjet.com). Dal 27 luglio al 27
ottobre prossimi, Linate chiuderà per lavori e in quei tre mesi i voli verran- VISITMILANO
no dirottati su Malpensa. Dagli scali aeroportuali si raggiunge facilmente il L’app ufficiale del Comune,
centro città con frequenti navette o bus di linea. Il treno Malpensa Express indispensabile per conoscere Milano e
(malpensaexpress.it) collega lo scalo alle stazioni ferroviarie di Milano Ca- muoversi agilmente tra le sue proposte.
dorna (circa 35 minuti) e Milano Centrale (60 minuti). Da Orio al Serio si È aggiornata su eventi, luoghi di
raggiunge Milano in circa un’ora, con transfer operati da compagnie private: interesse, spettacoli, itinerari, con focus
Terravision (terravision.eu) e Orio Shuttle (orioshuttle.com). su creatività, design e trasporti. Tra le
varie funzioni, permette di comprare i
In auto e In treno biglietti ATM e di prenotare i musei.
La A1, autostrada del Sole, collega Milano a Napoli, per chi viene dal cen-
tro-sud. La A4 mette in connessione Torino-Milano-Brescia, mentre l’A8 GUIDAMILANO
Milano-laghi congiunge il capoluogo lombardo con Varese, Como e con Per avere a portata di smartphone
l’aeroporto di Malpensa (uscita Busto-Arsizio). La A7 connette con Genova, itinerari culturali suddivisi per epoche
la A35 BreBeMi con Bergamo e Brescia. storiche e percorsi a tema, con tanto di
I treni ad alta velocità di Trenitalia (trenitalia.com) e di Italo (italotreno.it) mappe: dall’arte contemporanea allo
collegano Milano alle principali città del centro-sud. shopping, dai palazzi alle chiese, dai
musei alla Milano delle scienze.
COME MUOVERSI
MILANOCARD
Milano è servita da una capillare rete di trasporti urbani, che include quattro L’app del Milan City Pass, una carta da
linee della metropolitana, 17 linee tranviarie, quattro filovie e oltre 150 auto- 24, 48 o 72 ore a scelta, che permette
bus, gestita da ATM, l’azienda del trasporto pubblico locale. Sul sito atm.it, o di usufruire del trasporto pubblico
sull’apposita app scaricabile gratuitamente, si trovano mappe e informazioni gratuitamente, di muoversi con un
sui percorsi di tutte le linee e la possibilità di calcolare l'itinerario più veloce autista privato, di girare con audioguida,
inserendo punto di partenza e destinazione. ma anche di accedere con sconti a
Per muoversi in città è anche possibile ricorrere al car sharing, scaricando le diverse attrazioni turistiche e attività.
app principali: da Car2Go (car2go.com, che presto però confluirà in una
nuova app, ShareNow, creata in collaborazione con Drive Now) a Enjoy URBI
(enjoy.eni.com), alle macchine elettriche di Share’n Go (site.sharengo.it). Un utile strumento per chi decide di
In città sono presenti anche le principali società di noleggio auto - Avis (avi- adottare il car sharing: semplifica la
sautonoleggio.it), Europcar (europcar.it), Hertz (hertz.it), Maggiore (mag- ricerca dell'auto, consentendo di vedere
giore.it), Budget (budgetautonoleggio.it) - con punti negli aeroporti e nei più qual è quella più vicina, raccogliendo
importanti scali ferroviari. nella stessa mappa i vari servizi offerti
Per muoversi sulle due ruote, infine, BikeMi (bikemi.com) è il sistema di bike dai diversi operatori presenti a Milano.
sharing di Milano, che mette a disposizione sia biciclette tradizionali sia a pe-
dalata assistita, con diverse stazioni dislocate in tutta la città. A Milano opera CITYINSIDER
anche Mobike (mobike.com) con il sistema a flusso libero, ovvero senza stalli. L’app dell’omonima community
per scoprire la città da local, seguendo
i consigli da insider di persone che
WEB E SOCIAL
conoscono bene Milano. Suggerimenti
turismo.milano.it è il sito ufficiale del Comune dedicato a chi visita la città e su dove mangiare, bere un drink,
offre informazioni a 360 gradi per organizzare sia il viaggio sia il soggiorno, con acquistare, a seconda che si viaggi
approfondimenti su arte e cultura, eventi, itinerari, quartieri, guide e mappe. da soli, in coppia o tra amici.

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A
ST R A NATUR
D I VO I È N E LL A N O
CI CUR A
PRE NDE R