Sei sulla pagina 1di 32

M croScopio

Mensile Medico Scientifico - Novembre 2010

M croScopio
Pubblicazione Mensile in abbonamento • Anno I - Num. VIII - Novembre 2010

un esercito di

STAMINALI per curare il fegato malato

2proPSA
cura e diagnosi delle

RADICOLOPATIE
nuovo centro per le malattie

MIOCARDIO
DIETOTERAPIA

LOMBOSCIATALGIE prospettive della medicina manuale

visitaci su www.microscopionline.it
1
notizia M croScopio

FLASH
Convegno
“Il valore salute e la crisi economica”

Il convegno si struttura intorno a due tavole rotonde intitolate


“Per un welfare giusto: bisogni e impegno sociale” e “Salute e
giustizia: quale idea di uomo nella politica italiana?”. In parti-
colare si focalizzarà l’attenzione su: “Stato di salute e qualità
dell’assistenza sanitaria in Italia”; “La spesa socio-sanitaria tra
governante nazionale e federalismo”; “Politiche sociosanita-
rie tra diritti e doveri: l’impegno dell’Italia con la Convenzione
ONU sui diritti delle persone con disabilità e la crisi economica”;
“Questioni di giustizia e immagini dell’uomo”; “Età anziana: il
conflitto tra costi e cure”; “Età evolutiva: il conflitto tra costi e
investimento sul futuro”; “Salute e malattia. Aspetti antropolo-
gici”. Il convegno sarà introdotto da: Lorenzo Ornaghi, Rettore
dell’Università Cattolica, Carlo Borsani, Presidente Fondazione
IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta”. Tra i relatori i docenti
della Cattolica Antonio G. Spagnolo, Direttore dell’Istituto di
Bioetica, Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene, Eugenio Anessi
Pessina, Ordinario di Economia aziendale Maria Luisa Di Pietro,
Associato di Bioetica, Roberto Bernabei, Direttore del Diparti-
mento di Scienze Gerontologiche, Geriatriche e Fisiatriche del
Policlinico Gemelli, Giuseppe Profiti, Presidente dell’Ospedale
Pediatrico Bambino Gesù, Matilde Leonardi, Direzione Scienti-
fica Fondazione IRCSS Istituto Neurologico “C. Besta”. Le con-
clusioni sono affidate ad Adriano Pessina, Direttore del Centro
di Ateneo di Bioetica.
Dr. Nicola Cerbino
responsabile Ufficio stampa
Giovedì 25 novembre, ore 9.00 -18.30,
Università Cattolica sede di Roma
Centro Congressi Europa, Università Cattolica e Policlinico universitario
Promosso dal Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica “Agostino Gemelli”

3
M croScopio

SOMMARIO 11
Ricerca
Neurochirurgia
Le Radicolopatie Osteoporosi: Miocardio
pag. 6 le pazienti entrano nel al San Raffaele nuovo
progetto VPHOP centro per le malattie del
Pneumologia pag. 14 miocardio
Malattie sociali dell’apparato respiratorio pag. 19
pag. 8 Distrofia:
il Rizzoli di Bologna Chirurgia Plastica
Scienza dell’alimentazione innovazione italiana nella
partner dello studio
Dietoterapia
Telethon tecnica della mastoplastica
pag. 10
pag. 15 additiva
pag. 21
Dermatologia
Carragenani 2proPSA
pag. 28 il nuovo nome della Staminali
diagnosi precoce del un esercito in marcia per
carcinoma prostatico salvare il fegato malato
pag. 15 pag. 22
inSalute
Parkinson
Lombosciatalgie identificati per la prima
pag. 14
volta i marcatori per una
Il burro di Karitè nelle sue sfumature diagnosi precoce
pag. 26 pag. 18

M croScopio Pubblicazione Mensile in abbonamento • Anno I - Num. VIII - Novembre 2010

Direttore Editoriale Si ringrazia Editore


Antonio Guerrieri Professor Nicola Gasbarro, Dottor Ennio E.G.I s.r.l.
Flores, Dottor Ernesto Farina, Dottor Generoso Reg. Tribunale di Perugia
Direttore Responsabile Riccardi, Ufficio stampa Istituto Scientifico N. 12/2010 del 10/02/2010
Caterina Guerrieri Universitario San Raffaele, Ufficio stampa Direzione e Amministrazione
Istituto Mario Negri di Milano, Dottor Nicola E.G.I. s.r.l.
Capo redattore e coordinatrice Cerbino responsabile Ufficio Stampa Università Via Hanoi, 2 • 06023 Bastia Umbra (PG)
Cinzia Mortolini Cattolica sede di Roma e Policlinico Universitario Tel. 075.800.66.05 - Fax 075.800.42.70
“Agostino Gemelli” redazione@microscopionline.it
Redazione
Progetto Grafico Marketing & Pubblicità
Stefania Legumi, Caterina Guerrieri,
Marco Brugnoni - stampa@egipress.it Guerrieri Antonio, Altea Natalino
Francesco Fiumarella
Tel. 075.800.53.89
Stampa Le opinioni espresse impegnano solo la responsabilità
Collaboratori Properzio s.r.l - Perugia dei singoli autori. Tutto il materiale inviato, anche se
Paolo Nicoletti, Marco Nicoletti non pubblicato, non sarà restituito e resterà di proprietà
dell’editore.

5
M croScopio INTERVISTE
Neurochirurgia

Intervista al
DOTTOR CARLO ANTONIO TODARO

le
RADICOLO
D
ottor Todaro che cosa sono
le radicolopatie post opera-
torie? Quali sono le diagno-
si, le cause e le cure?
Le radicolopatie in genere sono pato-
logie che coinvolgono le radici nervose
periferiche. Tali affezioni, nel periodo
post-operatorio riconoscono una du-
plice causa: infiammatoria e degene-
rativa. Sono importanti nella cosiddetta
sindrome compressiva del midollo spi-
nale, a livello cervicale e a livello lom-
bare come esito di ernia del disco lom-
bare, di stenosi degenerativa. In genere
l’approccio terapeutico è sempre medi-
co e farmacologico. Da Neurochirurgo,
ho visione delle radicolopatie sia nel

6
M croScopio
pre-operatorio che nel post operato- mente o dall’artrosi. percutanea cioè piccole ferite e non
rio. Nel pre-operatorio sono uno dei Quindi le radicolopatie compressive ri- più tagli cutanei estesi come nel passa-
segni cardini che ti spinge alla terapia guardano il neurochirgo, le degenerati- to. Inoltre il recupero e la restituzione
chirurgica, mentre nel post operatorio ve o infiammatorie croniche riguardano all’ambiente lavorativo, alla vita sporti-
le trovo come esito di compressione. piu il neurologo o il reumatologo. va, ed alle funzioni sociali è molto più
Non tutti i pazienti risolvono comple- rapido.
tamente dopo l’intervento chirurgico Dottor Todaro l’Acido Alfa Lipoico
la loro sintomatologia sia dolorosa che o Gamma Linolenico possono inte-
Quali sono le tecniche mini invasive
deficitaria. Sono proprio le radicolopa- grarsi come sostanze nell’attenua-
usate in neurochirurgia Dottor To-
tie le sequele piu diffuse. zione del dolore avendo una funzio-
daro?
nalità nervosa?

LOPATIE
Nel campo della chirurgia della colonna
cervicale le tecniche mini invasive più
usate negli ultimi anni sono gli approcci
cosìddetti percutanei, senza più il ta-
glio, con dei semplicissimi fori, un po’
come le artroscopie dei nostri colleghi
ortopedici, sia nel tratto cervicale che
nel tratto lombare.

Esami di screening?
Riguardano la neuroradiologia, quindi
Ci sono degli È uno dei cardini della terapia medica
la Risonanza magnetica ma anche la
interventi post operatoria. I pazienti che dopo l’in-
neurofisiologia quindi l’elettromiogra-
che possono tervento hanno ancora delle radicolo-
fia e i potenziali evocati.
causare le patie urenti agli arti inferiori, formicolio,
radicolopa- bruciori, riduzione della sensibilità sia
Dottore che cos’è il Doppler Tran-
tie? tattile sia termo-dolorifica beneficiano
scranico?
Se l’intervento dell’Acido Alfa Lipoico e Gamma Linole-
È un esame diagnostico non invasivo,
chirurgico pro- nico, che sono ricordiamo dei compo-
un esame semplice ad ultrasuoni che
voca per cosi dire nenti della membrana assonale stessa.
una “vigorosa” mani- misura la velocità di flusso delle arterie
Ricordiamo che tutto il danno delle
polazione delle radici periferi- radici nervose degli assoni sono provo- del cervello. In maniera non invasiva
che persiste una sofferenza del nervo, cate da un’alterazione della membrana. permette quindi una grande ed accura-
oppure il meccanismo compressivo ta diagnosi di tante malattie del sistema
dell’ernia o della stenosi stessa provoca Secondo la sua casistica le radicolo- nervoso centrale che hanno una riper-
un brusco risveglio del dolore durante patie sono in aumento? cussione sulla circolazione cerebrale.
l’intervento chirurgico. Sì, senza dubbio. Tra le cause maggio- Intervista a cura di Cinzia Mortolini
ri ci sono gli stili di vita sedentaria e le
Quali sono le radicolopatie che pos- posture lavorative prolungate (anche 10
sono essere diagnosticate e curate ore di seguito!) davanti a video termi-
Dirigente Neurochirurgo della di-
senza l’intervento chirurgico? nali. Io ho iniziato questa professione
visione di Neurochirurgia dell’Isti-
Sono le radicolopatie degenerative 25 anni fa e negli ultimi 10 anni ho ri-
tuto Clinico Città Studi di Milano,
in corso di malattie sistemiche, per levato un aumento di incidenza (nuovi
il Dottor Carlo Antonio Todaro,
esempio del diabete, di ipertensione casi) di circa il 60% !
membro dell’Associazione Profes-
arteriosa cronica, poi le radicolopatie
sionale World Spine Column So-
in corso di malattie neurologiche più Dottore si parla molto di mini inva-
ciety è un insigne Neurochirurgo,
complesse. Il neurochirurgo si occupa sività anche in neurochirurgia, di
artefice di circa 90 pubblicazioni e
più frequentemente delle radicolopatie tecniche mini invasive di un decorso di numerose collaborazioni inter-
compressive, laddove cioè una radice post operatorio più rapido… nazionali. Dal 2010 è Professorship
nervosa è compressa, in genere da un Il decorso operatorio è molto più ve- in Neurological Sciences - Duke
disco erniato o da un canale spinale e/o loce, come anche meno traumatico è University - Durham N.C. Usa.
foraminale osseo stretto congenita- l’intervento stesso. Si parla di chirurgia

7
M croScopio INTERVISTE
Pneumologia

MALATTIE
SOCIALI
DELL'APPARATO
RESPIRATORIO
Eziologia, diagnosi, cure, incidenza
sociale e costi sanitari delle malattie
sociali dell’apparato respiratorio
grazie al Dottor Marco Realini,
Specialista in Tisiologia e Malattie
dell’Apparato Respiratorio

D
ottore che cosa si inten- te spirometria è fondamentale; l’e- Sostanze come l'acetilcisteina, la
de per malattie sociali same è di semplice esecuzione ed è bromexina, le stesse vitamine del
dell'apparato respiratorio? un esame non invasivo. Con l’esame gruppo B possono aiutarci nei di-
Le malattie dell’apparato respirato- spirometrico siamo in grado di distin- sordini respiratori?
rio, principalmente la BPCO e l’ASMA guere l’Asma bronchiale (ostruzione La terapia con cortisonici inalatori
bronchiale, rappresentano una delle reversibile) dalla BPCO (ostruzione e broncodilatatori a breve e/o lun-
principali fonti di spesa per i sistemi poco o non reversibile); inoltre siamo ga durata di azione sono la terapia
sanitari dei vari paesi, a causa delle in grado di stabilire la gravità della cardine dell’asma bronchiale. Nella
giornate di lavoro perse e per i costi malattia. BPCO i broncodilatatori sono il primo
elevati delle cure. I costi diretti per la Con l’impostazione di una corretta step della terapia, mentre i cortisonici
BPCO ammonterebbero a circa il 6% terapia, l’esecuzione dell’esame spi- inalatori sono previsti negli stadi più
della spesa sanitaria totale rometrico, ci permette di monitorare avanzati della malattia.
il decorso della malattia. L’uso dei mucolitici e mucoregolato-
Dottore parliamo di Broncopatia, ri hanno un posto nella terapia del-
in Italia c'è un'altissima incidenza Secondo la sua casistica l'asma la bronchite cronica in aggiunta alle
di morte, parliamo di prevenzione bronchiale è in aumento per l'ec- terapie broncodilatatrici sopra citate.
e di soluzioni terapeutiche... Quali cesso di fattori inquinanti? Inoltre l’ uso di sostanze antiossidan-
esami effettuare? con quale fre- L’ASMA bronchiale ha una compo- ti sono in grado di determinare una
quenza? nente genetica importante, inoltre riduzione delle riacutizzazioni della
La BPCO, in Italia, presenta una mor- la presenza di malattie respiratorie BPCO.
talità elevata, con una tendenza ad in età pediatrica, predispone al suc- Intervista a cura di C. M.
un aumento progressivo dei decessi, cessivo sviluppo di ASMA bronchiale.
in particolare nei soggetti di sesso La presenza di agenti inquinanti am-
Dott. Marco REALINI
femminile. bientali, il fumo di sigaretta, anche
Specialista in Tisiologia e Malattie
Per una corretta diagnosi della bron- passivo, sono fattori che condiziona-
dell’ Apparato Respiratorio
chite cronica e dell’asma bronchiale, no negativamente lo sviluppo dell’A-
23854 Olginate (LC)
l’esame funzionale, eseguito median- SMA bronchiale.

8
M croScopio Interviste

DIETOTERAPIA
Scienza dell’alimentazione

Il Dottor Marco Missaglia, Medico Chirurgo


Specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dietologia
Specialista in Endocrinologia Sperimentale
Tavolo tecnico per l’Obesità ASL Lecco
Mandello del Lario (LC)

D
ottor Missaglia lei è spe- E’ proprio attraverso l’insulinoresi- (10% del peso iniziale) evochi, grazie
cialista in Endocrinologia stenza che il rischio di sviluppare dia- alla ridistribuzione del grasso corpo-
che cosa succede quando bete e malattie cardiovascolari viene reo, effetti benefici sul rischio me-
c’è un’alterazione endocrino-me- concentrato nella obesità. L’obesità è tabolico ed emodinamico associato
tabolica? un fattore di rischio indipendente e di all’obesità. E’ nota infatti l’importanza
A partire dalle analisi cliniche di co- morbilità e mortalità cardiovascola- dell’obesità addominale come fattore
stituzionalisti della prima metà del re. I risultati epidemiologici indicano di rischio principale per le patologie
novecento,alle intuizioni di Vague, che l’iperinsulinemia, indice proprio cardiovascolari e metaboliche; prio-
per giungere fino agli studi contem- dell’insulino-resistenza, è un fattore ritario diventa dunque valutare l’ef-
poranei con la TAC, si è affermata predittivo indipendente del rischio fetto della perdita di peso sul tessuto
l’evidenza che il tessuto adiposo vi- cardiovascolare. Ecco perché è giu- adiposo viscerale. Questo significa
scerale sia il principale responsabile sto affermare chel’insulino-resistenza che con una dietoterapia ipocalorica
delle complicanze metaboliche e car- è il primum movens dell’aumentato specifica e con l’attività fisica, meglio
diovascolare dell’obesità. La distribu- rischio cardiovascolare nell’obeso. L’i- aerobica isotonica condotta almeno
zione viscerale del grasso è associata potiroidismo può favorire l’aumento per trenta minuti al giorno, si inne-
ad un quadro endocrino caratteriz- di peso attraverso vari meccanismi: scano quei meccanismi biochimici
zato da una aumentata attività degli ridotto catabolismo del tessuto adi- che portano a una riabilitazione me-
ormoni steroidei con una aumentata poso, accumulo di liquidi, mixedema. tabolica che passa proprio dalla ridu-
attività del cortisolo (incremento del- L’incremento ponderale, anche se zione del grasso viscerale. Si riduce
la produzione e del turnover). Que- frequente, è generalmente mode- significativamente infatti il livello dei
sto fenomeno sembra essere tra le sto, per cui l’ipotiroidismo non è da trigliceridi, aumentando quello del
principali cause dell’obesità viscera- considerare tra le cause dell’obesità. colesterolo nelle lipoproteine ad alta
le come di alcune complicanze quali Spesso nel paziente obeso si ritro- densità (HDL), armonizzando inoltre
l’insulinoresistenza. Peraltro gli effet- va una funzione tiroidea normale: le i livelli glicemici. Studi recenti dimo-
ti metabolici del cortisolo possono modeste alterazioni occasionalmente strano che l’ossidabilità dei lipidi e
essere amplificati dall’aumento del segnalate sono secondarie all’altera- delle lipoproteine è fondamentale nel
grasso viscerale, in cui è documen- to introito alimentare e non hanno condizionare il rischio cardiovascola-
tata un’alta densità di recettori spe- valore etiopatogenetico. re. La riduzione del peso sembra inol-
cifici per i glucocorticoidi. Per quanto tre in grado di ridurre i livelli ematici
riguarda l’insulinoresistenza, essa è Dottore il trattamento dietetico in di alcuni fattori della coagulazione
nella maggior parte dei casi verosi- caso di obesità è sempre diretta- (fattore VII e PAI), provocando invece
milmente secondaria all’adiposità ad- mente proporzionale a una riabili- l’aumento dei livelli dell’attivatore tis-
dominale, essendo comune osserva- tazione metabolica? sutale del plasminogeno (T-PA).
re un miglioramento della sensibilità Esiste evidenza certa che la riduzione Le modifiche dello stile di vita di tipo
all’insulina con la perdita ponderale. del peso corporeo, anche modesta multidimensionale, accompagnate ad

10
M croScopio
tato sui canali ionici del sodio e del
calcio delle membrane cellulari con
un aumento della negatività del po-
tenziale elettrico di membrana e un
aumentato periodo refrattario relati-
vo dei cardiomiociti. Le risultanze del
Gissi-Prevenzione che ha dimostra-
to come una terapia cronica (per3,5
anni) con 1 grammo al giorno di n-3
PUFA migliora la prognosi dei pazien-
ti con IMA recente (<3 mesi) con una
riduzione del 21% della mortalità to-
tale, del 30% di quella cardiovascola-
re e del 44% della morte improvvisa,
sottolineano l’importanza di adottare
abitudini alimentari corrette che ve-
dano aumentare il consumo di frut-
ta, verdura, olio di oliva e pesce. In
particolare alcuni composti fenolici
presenti nei vegetali come l’acido
caffeico, vanillico o come i flavonoli
(quercetina e kaempferolo) e ancora
caroteneoidi come licopene e luteina
una riduzione del peso corporeo di al- tamento con n-e PUFA in pazienti
presenti in pomodoro, peperone, car-
meno il 10% di quello iniziale, sareb- con infarto moicardico recente,anche
ciofo e in altre verdure e frutti - specie
bero capaci di favorire la regressione come prevenzione secondaria. Nei
in quelli molto colorati - come anche
dell’arteriosclerosi coronaria iniziale pesci grassi abbondano due acidi
in erbe aromatiche come il rosma-
dopo un periodo di trattamento di grassi polinsaturi l’acido eicosapen-
rino, l’origano, la salvia, la curcuma
almeno un anno, anche senza l’uso taenoico (EPA) e l’acido docosaesae-
risultano possedere una importante
di farmaci ipolipemizzanti. La riduzio- noico (DHA)
e documentata azione antiossidante
ne dei fattori di rischio (es. il fattore Riequilibrare nella nostra alimenta-
in grado di proteggere il nostro or-
VII) può comportare un’importante zione il rapporto tra Omega 6 (derivati
ganismo dalla lipoperossidazione di
diminuzione del rischio per ischemia dall’acido linoleico) e Omega 3 risulta
membrana. Una integrazione alimen-
coronaria dopo un periodo di cinque un obiettivo importante,essendo gli
anni. tare con estratti derivati dalla soia o
Omega 3 e gli Omega 6 in compe-
tizione per le stesse vie metaboliche. dal riso rosso fermentato (grazie alla
Si parla di Omega 3, lecitina, que- Fondamentale risulta comunque la monacolina, una statina naturale) ha
ste sostanze, questi principi pos- correlazione inversa tra consumo di dimostrato possedere una efficacia
sono aiutare la salute in malattie abbondanti quantità di pesce o inte- nella riduzione della colesterolemia
cardiovascolari, metaboliche… grazione della dieta con acidi Omega totale come anche nell’incremento
Dagli studi epidemiologici pionieri- 3 e mortalità e morbilità per malat- del HDL colesterolo che raggiunge la
stici di Dyeberg e Bang sugli Inuit,la tie cardiocircolatorie. Oltre all’effetto significatività statistica.
popolazione eschimese della Groen- antinfiammatorio e antiaggregante A tutto questo si aggiunga l’impor-
landia, risalenti a circa 25 anni orsono (ottenuto dalla modulazione degli tanza della fibra e dei carboidrati
in cui si ipotizzava per la prima volta Omega 3 sulla sintesi di prostanoidi complessi, propri della dieta mediter-
la correlazione tra bassa mortalità per e leucotrieni) sono da segnalare la ranea, nell’azione di armonizzazione
malattie cardiovascolari e abitudini riduzione della pressione arteriosa, dell’assorbimento dei nutrienti e di
nutrizionali di questa popolazione, è l’azione sui fattori di proliferazione modulazione della glicemia, conte-
andato crescendo l’interesse attorno cellulare e l’effetto ipotrigliceride- nendo i picchi glicemici e contrastan-
agli Omega 3 fino alle conclusioni mizzante indotti proprio dagli acidi do l’iperinsulinismo.
proposte dal GISSI-Prevenzione in grassi poliinsaturi, come anche l’im-
cui si è dimostrata l’efficaci del trat- portante effetto antiaritmico eserci- Intervista a cura di Cinzia Mortolini

11
M croScopio

LOMBOSCIATALGIE
InSalute

PROSPETTIVE DELLA MEDICINA MANUALE

L
a lombosciatalgia è un ‘affezio-
ne che si riscontra sempre più
di frequente sia nei giovani che
negli anziani. È, di sovente, più che
un vero e proprio processo degene-
rativo, il risultato di un difetto postu-
rale. Sarà preferibile apprestare una
definizione stringata della postura.
Essa è costituita dall’atteggiamento,
sia nella statica che nella dinamica,
che il nostro corpo assume per vin-
cere la forza di gravità. Tale atteggia-
mento deve essere il meno faticoso
possibile, e dev’essere armonioso.
Infatti, se da un lato del corpo si crea
una tensione, essa deve essere bilan-
ciata da un rilasciamento nella zona più o meno lungo, corrispondente al muscolare, rispetto a quanto ritenu-
del corpo controlaterale. Non si de- decorso di questo nervo. Una delle to dalla studiosa franco-vietnamita.
vono creare, ciòè, degli squilibri do- posture comunemente usate per la Il metodo Mezieres deriva dall’os-
lorosi. La postura può essere anche
cura della LBP sembra corrisponde- servazione fondamentale di Francoi-
un pochino faticosa, ma soltanto se
re alle teorie scientifiche di Francoise se Mezieres del 1947. In una mattina
è a scopo terapeutico, nel caso in cui
Mezieres, che da studiosa di anato- di quell’anno, arrivò nello studio di
vi fossero degli squilibri preesistenti,
mia e fisiologia muscolare elaborò questa brillante fisioterapista una
a livello muscolare oppure articola-
dei concetti i quali, nella prima metà donna che presentava una spiccata
re. In tal caso, la Medicina Manuale
dell’appena passato ventesimo seco- cifosi dorsale. Come è noto, la cifosi
sceglierà delle posture che il paziente
lo, sembrarono piuttosto rivoluzio- è una curva della colonna vertebrale
deve mantenere per diversi minuti,
nari. In seguito, le sue teorie vennero la cui convessità si è orientata poste-
ed anche con una certa fatica. Un ter-
relegate piuttosto ai margini della riormente e la cui concavità è rivolta
mine che oggi (autunno 2010) è as-
Comunistà Scientifica, che diede po- anteriormente rispetto al nostro cor-
sai frequente è la sigla LBP (Low Back
Pain). Le lombalgie si distinguono chissimo peso al suo sistema teorico. po. Inoltre, questa paziente aveva le
dalle lombosciatalgie a seconda che Ci sentiamo di ricordare che, per si- spalle fortemente curvate in avanti,
venga interessato o meno il nervo tuazioni come quella affrontata dalla cosicché la testa sembrava letteral-
sciatico. L’emergenza di questo ner- Mezieres, e di cui infra accenneremo, mente incassata tra le spalle. I medici
vo è più o meno all’altezza. Dell’osso il professionista è sempre il medico che in precedenza avevano avuto in
sacro, e poi decorre lungo l’arto in- ortopedico, eventualmente assisti- cura questa donna, avevano cercato
feriore come una lunga corda. Ecco to dal nutrizionista, dall‘osteopata e di limitare questo spostamento delle
come mai un dolore di origine radi- dal fisioterapista. Tutto ciò premesso, spalle in direzione anteriore, che mo-
colare, in cui cioè sia infiammata la sarà quindi meglio presentare il me- dificava in modo grave anche la curva
zona del nervo che si trova in corri- todo Mezieres, senza tuttavia ignora- normale della cervicale della pazien-
spondenza della sua uscita dal midol- re i punti deboli, quali sembrano es- te. Essi avevano, insomma, cercato di
lo spinale, nel caso dello sciatico crea sersi palesati alla luce delle attuali co- provvedere con un corsetto di metal-
un’irradiazione dolorosa che va avan- gnizioni mediche, che hanno rilevato lo e di cuoio. Purtroppo questo cor-
ti lungo l’arto inferiore per un tratto una maggior complessità nel sistema setto, troppo strettamente aderente

12
M croScopio
piede e risalgono fino al ginocchio ed
alla coscia, proseguendo verso l’alto
ed includendo il muscolo lunghissi-
mo del capo e del collo, i muscoli col-
legati al diaframma, nonché i muscoli
della catena lunga del braccio, come
il coraco-brachiale, il brachiale ed il
brachio-radiale. Tutti questi musco-
li delle tre catene anteriori, secondo
le ipotesi della Mezieres, si muove-
rebbero, all’occorrenza, a guisa di un
unico lungo elastico con numerose
interconnessioni che formerebbe-
ro però quando necessario un tutto
unico. Una sorta di unità muscolare
globale. Così, nei mesi successivi, la
alla cute della paziente, aveva anche to la Mezieres dimise la paziente, e la Mezieres cercò di ridare potenza alle
creato alcune escoriazioni e piaghe. fece tornare altre volte per corregge- tre catene muscolari anteriori della
Francoise Mezieres provò prima a far re gradatamente la lordosi cervicale, paziente, ed elasticità alla catena mu-
mettere seduta su un tappetino la operazione che venne felicemente scolare posteriore troppo rigida. La
sua paziente, con le gambe distese in compiuta in diverse sedute distanzia- “postura a ballerina“, di cui offriamo
avanti e gli alluci che quasi si toccava- te nel tempo. Questi due fenomeni, uno schizzo alquanto rudimentale ma
no. In questa posizione, mettendosi riscontrati in quella memorabile mat- preciso e conciso, attualmente vie-
dietro alla paziente, la Mezieres ese- tina del 1947, costituirono l’osserva- ne assai frequentemente usata dalla
guì alcune manovre manuali per cer- zione fondamentale della Mezieres. Medicina Manuale, e sembrerebbe
care di rivolgere le spalle della pazien- La studiosa ne dedusse che la mu- imitare quelle che erano le posizio-
te in direzione posteriore anziché an- scolatura del corpo umano avrebbe ni a squadra così tipiche del metodo
teriore. Ma non ottenne alcun risulta- potuto classificarsi in quattro catene Mezieres. Tale postura serve a curare
to. Allora fece distendere la paziente fondamentali: la catena muscolare le lombosciatalgie, e deve essere se-
sopra il tappetino in modo completo, posteriore, la catena antero-inferiore,
guita da un Medico Manuale a cagio-
del tutto supina. In tal modo, cercò la catena muscolare inspiratoria e la
ne della sua complessità. La paziente,
di esercitare le stesse manovre di fi- catena muscolare anteriore dell’arto
affetta da lombosciatalgia, viene po-
sioterapia per cercare di abbassare le superiore. Secondo tale orientamen-
sta con i piedi sopra un rialzo lieve-
spalle verso il basso, o quantomeno to, se la catena posteriore diventa
mente inclinato, in genere di legno.
di ridurre la loro eccessiva curvatura troppo dura e rigida, in quanto non
Questo rialzo tiene le dita dei piedi
verso l’alto. Sorprendentemente, si sufficientemente esercitata, perde la
ad un’altezza lievemente superiore di
poté constatare che si era creata una sua elasticità. Diventando una sorta
quella del calcagno, e le gambe della
lordosi (curva a concavità posterio- di elastico troppo duro, essa riesce ad
paziente si toccano, e la stessa cosa
re, e convessità anteriore) lombare avere la meglio sulle tre catene ante-
vale per le ginocchia. L’addome del-
accentuatissima. La Mezieres non si riori, e quindi tira in modo eccessi-
perse d’animo e, per correggere sul vo le normali curve fisiologiche della la paziente viene fatto gradualmente
nascere questa eccessiva lordosi lom- colonna vertebrale, che sono quattro piegare in avanti dal medico manua-
bare, divaricò le gambe della pazien- curve. Infatti abbiamo la lordosi cer- le, che controlla con le sue braccia
te e, mettendosi al di sotto delle gi- vicale, la cifosi dorsale, la lordosi lom- che non sorgano eccessive tensioni
nocchia con l’apertura delle sue brac- bare e la cifosi sacrale. Come risulta- o sensazioni dolorose nella paziente,
cia, portò le gambe della paziente to di questo tiraggio eccessivo, nella né a livello lombare né a livello del-
alquanto verso l’alto ma in direzione paziente della Mezieres si era creata la cervicale bassa. La posizione della
dell’addome della paziente medesi- un eccessiva cifosi dorsale. Da questa paziente deve essere il più possibile
ma. E qui si verificò la seconda sor- osservazione la Mezieres ne dedusse a squadra e deve essere mantenuta
presa, poiché pur essendosi corretta che il danno poteva essere rimediato per un paio di minuti.
la lordosi lombare, si ingenerò nella rinforzando le tre catene muscola-
paziente una lordosi cervicale, anche ri anteriori, quelle cioè costituite dai Dottor Marco Nicoletti
se di grado tollerabile. A questo pun- muscoli che partono dalla zona del Dermatologo Tor Vergata

13
M croScopio Ricerca

Osteoporosi
le pazienti “entrano” nel progetto europeo VPHOP coordinato
dall’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna

re effetto nel caso specifico. VPHOP sviluppa


le tecnologie che stanno alla base di questo
iper-modello e ora cerca di stabilire, attraverso
il coinvolgimento dei pazienti, le migliori moda-
lità per la sua applicazione nel contesto clinico.”
Alle pazienti selezionate – in base ad alcuni
criteri clinici tra le 6.000 che ogni anno si sot-
topongono a una visita all’Ambulatorio di Den-
sitometria Ossea del Rizzoli – vengono fatti al-
cuni esami e test, tra cui un test neuromotorio
che consiste nell’indossare per una settimana
Actibelt, una speciale cintura sviluppata nei due
anni di ricerca del progetto VPHOP che registra
tutti i movimenti della paziente nel corso della
sua normale attività quotidiana. Poi per un anno
continua l’osservazione: controllo della storia

S
clinica successiva e presenza di ulteriori fratture,
essanta signore di età compresa tra i 60 e
gli 85 anni selezionate per l’applicazione con l’ausilio di un “diario delle cadute” che viene
clinica del cosiddetto “iper-modello”, un tenuto da ogni paziente. L’intero protocollo è
modello del corpo umano personalizzato per ogni stato approvato dal Comitato Etico del Rizzoli.
paziente e in grado di simulare le interazioni tra Le “predizioni” sul rischio di frattura ver-
gli “eventi fisiologici” a partire dalla macrostrut- ranno eseguite anche grazie a un super-
tura del corpo umano fino al livello molecolare. computer, tra i più potenti attualmente esi-
Questo passaggio segna l’avvio del terzo anno stenti in Italia, equivalente a 2.500 personal
di attività del progetto europeo dell’Uomo Fisio- computer, messo a disposizione di VPHOP
logico Virtuale Ostoporotico (VPHOP), coordi- dal centro di supercalcolo italiano CINECA.
nato dall’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. I risultati della sperimentazione andranno poi
“L’approccio che con i nostri 19 partner europei a unirsi a quelli ottenuti dagli altri centri clinici
utilizziamo verso l’osteoporosi – spiega il Re-
impegnati nel progetto, l’Università di Ginevra,
sponsabile Tecnico Scientifico del Laboratorio
l’Università Medica di Berlino e l’Istituto Nazio-
di Tecnologia Medica del Rizzoli e coordinatore
nale della Sanità e Ricerca Medicale in Francia.
di VPHOP Marco Viceconti – apre la strada alla
medicina ‘personalizzata’. Tutte le informazioni
sul paziente vengono inserite in un unico mo-
dello computerizzato, in grado di predire il ri-
schio di frattura con accuratezza elevatissima.
Ma non solo: il modello deve riuscire a predire Sara Nanni
anche gli effetti che le diverse opzioni di tratta- Comunicazione e Relazioni con i Media
mento avranno sul paziente, consentendo così Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna
al medico di scegliere la cura che ha un miglio- rizzoli.ufficiostampa@ior.it

14
M croScopio Ricerca M croScopio

Distrofia
il Rizzoli di Bologna partner dello studio Telethon
pubblicato su Nature Medicine

V
edere fisicamente che i mitocondri “si sal- studio oppure, abbiamo osservato anche questo
vano” è un passaggio fondamentale dello nell’ambito del lavoro in pubblicazione su Nature,
studio che la rivista scientifica Nature Me- a una dieta povera di proteine. Abbiamo visto che
dicine pubblica a firma del gruppo di ricercatori entrambi gli interventi sono in grado di attivare
Telethon di cui fa parte il prof. Nadir M. Maraldi, nelle cellule l’autofagia, eliminando così i mitocon-
direttore del Laboratorio di Microbiologia Cellu- dri che altrimenti determinano la morte cellulare.”
lare del Rizzoli di Bologna. Coinvolto nello stu- Lo studio è stato condotto anche su cellule prele-
dio dall’avvio, cinque anni fa, il Laboratorio ha in vate dai pazienti, individuati dal Rizzoli, che ha pe-
quest’ultima fase messo in campo i metodi “ultra- raltro identificato il danno ai mitocondri alla base
strutturali” che consentono di vedere ciò che ac-
del lavoro finanziato da Telethon: “L’alterazione
cade dentro le cellule muscolari malate: “Non era
dei mitocondri che determina queste malattie
sufficiente basarsi sugli ‘indizi’ raccolti con i colle-
genetiche muscolari – conclude Maraldi – è stata
ghi di Padova sull’autofagia, il processo fisiologico
scoperta nel 2003 da Patrizia Sabatelli, ricercatrice
che rimuove dalle cellule le porzioni danneggia-
CNR del nostro Laboratorio.” L’articolo su Nature
te, individuato dallo studio per intervenire sulla
Medicine è realizzato da un gruppo di ricercatori
distrofia muscolare di Ullrich e sulla miopatia di
Telethon coordinati da Paolo Bonaldo dell’Univer-
Bethlem – spiega Maraldi. – Grazie ai microscopi
elettronici del nostro Laboratorio e alla specializ- sità di Padova, Marco Sandri dell’Istituto veneto di
zazione nel campo ultramicroscopico dei nostri ri- medicina molecolare, Nadir M. Maraldi dell’Istitu-
cercatori, abbiamo potuto vedere come i mitocon- to Ortopedico Rizzoli di Bologna, Luciano Merlini
dri, le ‘centrali energetiche’ delle cellule che risul- dell’Università di Ferrara.
tano compromesse in presenza di queste malattie,
vengano rimossi tramite questo meccanismo, con Sara Nanni
un conseguente miglioramento significativo del- Comunicazione e Relazioni con i Media
la salute dei muscoli. Questo avviene grazie al Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna
trattamento farmacologico messo a punto nello rizzoli.ufficiostampa@ior.it

2proPSA
Il nuovo nome della diagnosi precoce del carcinoma prostatico

Presentato all’83° congresso della Società italiana significativamente maggiore, rispetto ai marcatori
di urologia un nuovo marcatore del cancro alla pro- per il carcinoma prostatico sino ad oggi disponibi-
stata li, del nuovo -2proPSA (Beckman Coulter p2PSA) e

I
dei suoi derivati %p2PSA e phi (Prostate Health In-
l Dipartimento di Urologia dell’Istituto Scien- dex: indice di salute prostatica). Questo studio, che
tifico Universitario San Raffaele e Laboraf definisce un cambiamento radicale nell’approccio
Diagnostica e Ricerca San Raffaele sono i pro- diagnostico e terapeutico a questa patologia è
tagonisti di uno studio, coordinato dal Professor stato presentato nell’ambito del 83° Congresso
Giorgio Guazzoni, che ha dimostrato l’efficacia della Società Italiana di Urologia: ha coinvolto cir-

15
M croScopio Ricerca M croScopio

ca 700 pazienti con sospetto tumore alla prostata te significative potrebbe quindi consentire, oltre
o diagnosi accertata e ha confermato che la mole- alla diagnosi precoce, una maggiore personaliz-
cola -2proPSA, insieme ai suoi due valori derivati, zazione del percorso clinico a seconda delle ca-
rappresenta un marcatore più accurato rispetto ratteristiche del singolo paziente, evitando i pro-
a PSA totale e PSA libero nell’identificazione del blemi di “sovra-diagnosi” di tumori clinicamente
cancro alla prostata. Su circa 300 pazienti sottopo- non significativi e spesso candidati ad un “sovra-
sti a biopsia prostatica con un valore di PSA totale trattamento”. La disponibilità di un marcatore più
compreso tra 2,5 e 10 ng/ml e valutati per -2proP- accurato consentirà altresì di limitare il numero di
SA, %p2PSA e phi è preliminarmente emerso che: biopsie inutili in quanto negative – circa il 60-70 %
- i valori di p2PSA, %p2PSA e phi sono significati- di tutte le biopsie oggi eseguite. Il carcinoma pro-
vamente più elevati nel sangue di pazienti affetti statico è il tumore maligno non cutaneo più diffu-
da carcinoma prostatico; so tra la popolazione maschile: 1 soggetto su 11
- nei pazienti con PSA totale sospetto, esplorazio- nella fascia di età compresa fra 40 e 70 anni (circa
ne rettale non sospetta ed età superiore a 50 anni, 14 milioni di soggetti nel nostro Paese) potrebbe
la %p2PSA ed il phi sono significativamente più ricevere questa diagnosi, che purtroppo ancora
precisi del PSA totale e del PSA libero nell’identifi- oggi è responsabile in Italia di circa 7.500 decessi
cazione dei pazienti realmente affetti da neoplasia all’ anno. Ogni anno, in Italia, vengono diagnosti-
prostatica o a rischio di svilupparla; cati 43.000 nuovi casi di cancro alla prostata, che
- p2PSA, %p2PSA e phi sembrano correlare con rappresentano il 35% circa dei pazienti sottoposti
l’aggressività della neoplasia. a biopsia (per un sospetto alla visita o all’ecografia
Il -2proPSA è dunque in grado di garantire non della prostata o più frequentemente per un valore
solo una più accurata identificazione del tumo- alterato del PSA). Il 65% dei pazienti che subisce
re prostatico, ma anche una migliore definizione il peso psicologico, economico e delle complican-
dell’indice di aggressività dello stesso. La possibi- ze legate alla manovra invasiva della biopsia (circa
lità di identificare con maggiore precisione quelle 80.000) ha però un risultato negativo: i ricercatori
forme neoplastiche che diventeranno clinicamen- del San Raffaele hanno stimato di poter ridurre di

17
M croScopio Ricerca

circa il 30% il numero di pazienti sottoposti inutil- La valutazione del p2PSA, %p2PSA e del phi è già
mente a biopsia grazie all’ impiego estensivo del disponibile presso Laboraf Diagnostica e Ricerca
p2PSA, %p2PSA e phi. Il trasferimento di queste San Raffaele – lo storico servizio di medicina di
conoscenze nella pratica clinica quotidiana po- laboratorio dell’Ospedale San Raffaele – con la
trà consentire di ridurre considerevolmente oltre sigla «phiproPSA» e si esegue tramite un singolo
al numero delle biopsie prostatiche inutili, anche prelievo di sangue.
quello dei trattamenti non necessari e la frequen-
za dei controlli, con chiari vantaggi sia per la quali- Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
tà della vita del paziente sia per la spesa pubblica. Ufficio stampa - ufficio.stampa@hsr.it

Parkinson
Identificati per la prima volta i marcatori che permetteranno con un semplice prelievo
di sangue di diagnosticare precocemente la malattia di Parkinson

S
ono stati identificati per la prima volta alcu- ne caratteristiche peculiari con i neuroni che sono
ni marcatori in cellule del sangue che per- soggetti a degenerazione nella malattia di Parkin-
metteranno di riconoscere i soggetti che son e potrebbero riflettere a livello periferico al-
potrebbero avere un esordio precoce della malat- cune delle alterazioni biochimiche caratteristiche
tia di Parkinson. Insomma diagnosticare in antici- della malattia. A cosa servono i marker precoci? Al
po la patologia. Questa scoperta è stata pubblica- momento la malattia si manifesta quando la de-
ta sulla rivista scientifica Proteomics ed è frutto di generazione non permette più terapie in grado di
una ricerca traslazionale condotta da un gruppo rallentare la progressione, ma solo di contrastare
di neurologi e biochimici, coordinati dal professor i sintomi. Se si potesse arrivare prima alla diagno-
Leonardo Lopiano (Dipartimento di Neuroscienze si, quando ancora i sintomi classici non si sono
dell’Università di Torino dell’ospedale Molinette) ancora manifestati, si potrebbero provare diversi
in collaborazione con il professor Mauro Fasano farmaci che si ritiene possano avere una azione
(Centro di Neuroscienze dell’Università dell’Insu- protettiva in grado di modificare il decorso croni-
bria a Varese – Busto Arsizio). La particolarità è che co – progressivo della malattia, ma che non hanno
la ricerca è stata finanziata dall’AAPP (Associazio- più efficacia se la diagnosi è tardiva.
ne Amici Parkinson Piemonte onlus). Attraverso La Malattia di Parkinson è una patologia neuro-
un approccio di proteomica, la scienza che studia logica cronico – progressiva dei disturbi del mo-
le modificazioni dell’espressione delle proteine, è vimento (movimenti involontari eccessivi, blocchi
stato possibile identificare un insieme di marcatori motori improvvisi, tremore, rigidità) e in alcuni casi
che potranno permettere di distinguere pazienti dei disturbi della parola (difficoltà di esprimersi
affetti da malattia di Parkinson da individui non af- in modo chiaro) e psichici (depressione, allucina-
fetti, o affetti da altre malattie neurodegenerative. zioni). Nei casi più complessi può portare a gravi
I risultati sono molto promettenti ed hanno porta- forme di disabilità e disautonomia dei malati, in-
to negli ultimi mesi ad intraprendere un progetto cidendo sulla qualità della loro vita e di quella dei
mirato a riconoscere soggetti che potrebbero ave- familiari che li assistono. In Italia i malati di Par-
re un esordio precoce della malattia. Il carattere kinson sono stimati in oltre 220.000. Si valuta che
innovativo di questo approccio sta nel cercare i in Piemonte siano 12/14000 e nella provincia di
marker nei linfociti, le cellule del sistema immuni- Torino 6000, ma in realtà non si conoscono il loro
tario nel sangue. Queste cellule condividono alcu- numero e la loro localizzazione precisi. Si sa solo

18
M croScopio Ricerca M croScopio

che i parkinsoniani tendono ad aumentare con il dell’ospedale Molinette. Nel corso della mattinata
progressivo invecchiamento della popolazione. è stato inoltre presentato un progetto anch’esso
Questa scoperta presentata in anteprima sabato sostenuto dall’Associazione AAPP: un censimen-
30 ottobre 2010 dalle ore 9 alle ore 13, presso il to dei pazienti affetti da malattia di Parkinson del
Centro Incontri della Regione Piemonte (corso Piemonte in collaborazione con i Medici di Medi-
Stati Uniti, 23 - Torino), durante il Convegno an- cina Generale.
nuale sulla malattia di Parkinson “La parola ai pa-
zienti”, organizzato dalla Associazione Amici Par-
kinsoniani Piemonte onlus e dall’Associazione Ita-
liana Parkinsoniani in collaborazione con il Dipar- L’Addetto Stampa
timento di Neuroscienze dell’Università di Torino Pierpaolo Berra

Miocardio
Al San Raffaele nuovo centro per le malattie del miocardio
Il professor Paolo Camici* dalla ricerca alla cura dei pazienti

R
ientra in Italia, dopo una lunga carriera
nel Regno Unito, il Professor Paolo Camìci,
portando al San Raffaele la sua duplice
competenza di specialista in malattie cardiovasco-
lari, i suoi studi sulla fisiopatologia del circolo co-
ronarico e la sua attività di pioniere nello sviluppo
e nell’utilizzo in cardiologia delle tecniche di ima-
ging non invasivo con la tomografia ad emissione
di positroni (PET). L’integrazione di queste diverse
componenti, che hanno caratterizzato il suo la-
voro di ricerca, trova ora, presso il Dipartimento
Cardio-Toraco-Vascolare dell’IRCCS San Raffaele,
il luogo in cui svilupparsi al servizio dei pazienti.
Il nuovo Centro per le Malattie Primitive del Mio-
cardio è uno spazio strutturato in cui il paziente
con cardiomiopatie trova a sua disposizione pro-
fessionalità diverse e coordinate tra loro in un mo-
dello procedurale unico in Lombardia e in Italia.
Genetisti, intensivisti, elettrofisiologi, cardiochi-
rurghi, emodinamisti, neurologi, radiologi, pe-
diatri lavorano insieme a strettissimo contatto,
colmando una significativa mancanza di strutture
con diagnosi errate. Accedendo alla nuova strut-
di riferimento e modalità di trattamento specifi-
che e adeguate per le cardiomiopatie, malattie tura, il paziente trova, sia in regime di solvenza,
erroneamente considerate rare, dato che per la sia tramite il Servizio Sanitario Nazionale, perso-
sola forma ipertrofica si stimano in Italia almeno nale infermieristico specificamente formato e una
100.000 pazienti, in gran parte non diagnosticati o presa in carico multidisciplinare che nell’arco di

19
M croScopio Ricerca M croScopio

una giornata definisce la sua anamnesi personale presenza di cardiomiopatia ipertrofica – patolo-
e familiare, lo sottopone a tutti gli esami diagno- gia di cui inizialmente si occuperà il nuovo cen-
stici del caso e ha con il paziente stesso e i suoi tro – la presenza e la gravità della disfunzione del
familiari un colloquio riassuntivo ed esplicativo. microcircolo coronarico (valutabile con la PET) sia
All’altissima preparazione scientifica dell’equipe un fattore indipendente che permette di identi-
del nuovo centro si aggiunge inoltre una dotazio-
ficare i pazienti a più alto rischio di eventi gravi.
ne tecnologica straordinaria: una nuova PET-TAC,
Riconoscere le alterazioni iniziali del microcircolo
di cui esistono solo due esemplari in Europa, in
coronarico prima dell’insorgenza di sintomi severi,
grado di fornire prestazioni elevatissime specifi-
potrebbe permettere di sperimentare nuovi trat-
camente per le applicazioni cardiache, e l’acces-
tamenti specifici al fine di prevenire la progressio-
so a un centro di risonanza magnetica nucleare,
nel Dipartimento di Radiologia, con un gran- ne della malattia.
de expertise nella diagnostica cardiovascolare.
Il Professor Paolo Camìci e i suoi collaborato- Centro per le malattie primitive del miocardio
ri hanno già dimostrato, in un importante lavoro cardiomiopatie@hsr.it
pubblicato sulla prestigiosa rivista New England Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
Journal of Medicine (NEJM, 2003; 349), come in Ufficio stampa: ufficio.stampa@hsr.it 

* Paolo Camìci è Professore Ordinario di Cardiologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Ma-
lattie Cardiovascolari presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Rientra in Italia dopo un’esperienza
trentennale nel Regno Unito presso l’Imperial College di Londra. La sua attività compendia la sua dupli-
ce formazione di specialista delle malattie cardiovascolari e di specialista in medicina nucleare: è noto
a livello internazionale per il suo lavoro pionieristico nello sviluppo e nell’applicazione delle tecniche di
imaging tridimensionale in cardiologia. Al suo attivo oltre 300 pubblicazioni sulle più importanti riviste
scientifiche internazionali e italiane. È membro della European Society of Cardiology, della American
Heart Association e del Royal College of Physicians, è nell’editorial board di numerose riviste tra cui
European Journal of Cardiology, European Heart Journal, Basic Research in Cardiology, Heart, Journal
of Nuclear Medicine.

Chirurgia Plastica
innovazione italiana nella tecnica
della mastoplastica additiva

S
u Advances in Medicine and Biology pub-
blicati i vantaggi delle protesi anatomiche
di ultima generazione, impiantate in Italia
da Egidio Riggio, specialista dell’Istituto Nazionale
Tumori, protesi anatomiche di ultima generazione
realizzate in un gel polimerico di silicone a memo-
ria di forma e capaci, se applicate correttamente,
di garantire a ogni donna un seno naturale e in
perfetta armonia con il proprio corpo.
A questa ultima innovazione nella mastoplastica

21
M croScopio Ricerca

additiva, pubblicata a livello internazionale e uti- feriore del seno proiettando il più possibile la zona
lizzata con successo in Italia da Egidio Riggio, spe- dell’areola e del capezzolo. La superficie posterio-
cialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed este- re concava sul piano longitudinale permette infine
tica, e microchirurgia presso l’Istituto Nazionale alla protesi di adattarsi naturalmente alla curva-
Tumori di Milano, sarà dedicato un intero capito- tura del torace della donna. Determinanti, natu-
lo della prestigiosa pubblicazione internazionale ralmente, la preparazione e l’abilità del chirurgo:
Advances in Medicine and Biology, dal titolo “Ex- “per un buon risultato – avverte Riggio, autore di
tra-Project Dual Cohesive Silicone Gel Anatomical 55 interventi con le nuove protesi americane, do-
Implants: Innovation for Breast Augmentation”. cumentati nella pubblicazione – è necessaria una
Negli ultimi anni le protesi in silicone hanno subito selezione corretta delle pazienti e una valutazione
una grande evoluzione, e le tecniche di impianto
pre-operatoria millimetrica, la più accurata possi-
sono diventate sempre più sicure ed efficaci. “Le
bile, eseguita sul torace e il seno della donna, per
più recenti protesi anatomiche – commenta Rig-
ottenere un effetto finale naturale e in armonia
gio -  sono realizzate in un gel polimerico di sili-
con la corporatura”. Le stime più recenti della So-
cone a memoria di forma, che riduce le pieghe e
cietà Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed
le ondulazioni antiestetiche della contrattura cap-
Estetica (Sicpre) riportano più di 80mila interventi
sulare inferiore”. Le protesi anatomiche di ultima
chirurgici l’anno per l’impianto di protesi al seno.
generazione “Natrelle 510”, studiate in America e
Più della metà degli interventi, per la precisione il
introdotte in Italia da Riggio – fra i primi chirurghi
70%, presenta motivazioni estetiche, il rimanente
a utilizzarle -, a differenza delle protesi classiche
consentono di ottenere un risultato più naturale e 30% è effettuato per motivi ricostruttivi a segui-
una più corretta distribuzione del volume, soprat- to di tumori mammari. Questi ultimi riguardano
tutto per mammelle di grandi dimensioni. “Grazie soprattutto donne in età più avanzata, mentre gli
al doppio gel in silicone e il “soft cohesive” gel po- interventi di tipo estetico si concentrano su donne
steriore – illustra Riggio –  il seno appare meno di fascia d’età compresa tra 18-25 e tra quelle tra
finto, riducendo l’effetto del seno ‘alto e sotto il i 35 e 45 anni.
collo’ delle precedenti protesi.” L’high-coesive  
gel, anteriore ed inferiore, rende inoltre soffice la Klaus Davi & Co.
consistenza delle protesi sui bordi, in modo che si Paolo Steila -  p.steila@klausdavi.com
notino meno mentre danno turgore alla parte in- Alessandro Bono – a.bono@klausdavi.com

Staminali
Un esercito in marcia per salvare il fegato malato

S
coperto un esercito di cellule staminali che La scoperta di queste staminali che si mettono in
dal midollo osseo si mette in marcia nel viaggio per andare a porre rimedio in caso di “guai
sangue per andare riparare il fegato, quan- seri” si deve a un recente studio dell’équipe del
do l’organo è compromesso seriamente da malat- professor Antonio Gasbarrini, docente di Medicina
tie e/o quando una parte di tessuto epatico viene Interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore e
asportata chirurgicamente per rimuovere tumori o Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Me-
altre lesioni. Queste cellule staminali aiutano l’or- dicina Interna e Gastroenterologia del Policlinico
gano a rigenerarsi quando da solo non ce la fa Universitario “Agostino Gemelli” di Roma, pubbli-
più a sostenere, usando le proprie cellule staminali cato sulla rivista “Digestive and Liver Disease”, ed
interne, il processo autorigenerativo. effettuato in collaborazione con i docenti Genna-

22
M croScopio Ricerca M croScopio

per rimuovere la parte di fegato lesionata, bisogna


valutare costi e benefici dell’intervento, in quan-
to se la porzione di tessuto da rimuovere è molto
estesa, il rischio è che, dopo l’intervento, il fegato
del paziente non riuscirà ad autoripararsi. In que-
sti casi il paziente è considerato inoperabile ed è
inserito nella lista d’attesa trapianti”.
Ma adesso i ricercatori dell’Università Cattolica
di Roma hanno scoperto un “meccanismo di sal-
vataggio” basato su un canale di comunicazione
esistente tra il fegato e il midollo osseo, che è la
fucina delle cellule staminali del sangue. In pratica
il fegato riceve una riserva di cellule staminali dal
midollo osseo che lo aiutano a ripararsi quando
non può più attingere alle proprie staminali.
Per arrivare a questa scoperta “abbiamo arruola-
to 29 pazienti che avevano subito una rimozione
di parte del fegato per diversi motivi (tumori del
fegato o delle vie biliari, metastasi, angiomi), in-
terventi effettuati dalle equipe dei professori Nuz-
zo e Giuliante – ha spiegato la dottoressa Zocco -.
Abbiamo inizialmente suddiviso i pazienti in due
ro Nuzzo e Felice Giuliante dell’Unità operativa di gruppi sulla base del volume di fegato residuo
Chirurgia generale ed Epato-Biliare del Gemelli. dopo l’intervento  (volume intorno al 40%; di so-
“La scoperta è importante”, ha affermato il profes- lito il volume residuo minimo per garantire l’au-
sor Gasbarrini, “perché indica la via verso nuove toriparazione del fegato attraverso la sua riserva
terapie per stimolare il processo naturale di ripa- endogena di cellule è il 60% dell’organo), poi ul-
razione del fegato assistito dalle cellule staminali teriormente suddivisi sulla base della presenza o
del midollo osseo: attraverso fattori di crescita, meno di una malattia cronica di fegato (epatite o
per esempio, si potrebbe intensificare il lavoro cirrosi). Abbiamo coinvolto inoltre come gruppo
delle staminali del midollo e quindi ottenere la ri- di controllo dei pazienti operati per asportare la
parazione di un fegato molto compromesso che colecisti”.
da solo non ce la fa a ricrescere”. I ricercatori hanno eseguito su tutti i pazienti ripe-
“In questo modo si potrà trattare con resezione tuti prelievi di sangue, il giorno prima dell’inter-
chirurgica del fegato un maggior numero di pa- vento e poi dopo uno, tre, cinque, sette e 14 gior-
zienti, anche molti di quelli oggi ritenuti inopera- ni dall’intervento. Gli esperti hanno misurato in
bili perché hanno un tessuto epatico troppo com- questi campioni la percentuale di cellule staminali
promesso”, hanno spiegato le ricercatrici Maria presenti nel sangue dei diversi gruppi di pazienti
Assunta Zocco e Annachiara Piscaglia dell’Istituto e hanno isolato le cellule staminali per valutare in
di Patologia Medica dell’Università Cattolica che quante di queste cellule fossero accesi i geni tipici
hanno condotto la ricerca. delle cellule del fegato.
Il fegato ha una sua riserva interna di cellule sta- “Abbiamo visto che nel sangue dei pazienti che
minali capaci di rigenerarlo, ha spiegato il profes- si sottopongono a rimozione di parte del fega-
sor Gasbarrini, “ma questo processo rigenerativo to la percentuale di cellule staminali cresce nei
è possibile solo quando il tessuto epatico è sano o giorni successivi all’intervento – ha spiegato la
quantomeno non eccessivamente compromesso dottoressa Zocco - e che questo incremento
da malattie come cirrosi o cancro. Quindi, prima è maggiore nei pazienti cui viene tolto più del
di compiere una resezione epatica su un paziente 40% del fegato rispetto a quelli che ne tolgono

23
M croScopio Ricerca M croScopio

di ulteriore danno epatico non


riescono quindi a far fronte
alla nuova situazione di emer-
genza”, ha sottolineato Zocco.
Alla luce di ciò, grazie alla sco-
perta dei ricercatori dell’U-
niversità Cattolica, le cellule
staminali circolanti nel san-
gue, opportunamente solle-
citate, potrebbero avere un
ruolo importante a livello cli-
nico per questi pazienti. “Nel
nostro studio – ha aggiunto
la dottoressa Zocco - abbia-
mo anche dimostrato che la
mobilizzazione delle cellule
staminali è associata a un au-
mento dei fattori di crescita
circolanti nel sangue, cioè di
quelle molecole che stimo-
lano le cellule staminali a
moltiplicarsi. Sicuramente la
possibilità di  modulare il pro-
cesso di mobilizzazione delle
cellule staminali del midollo
e la loro migrazione nel fe-
meno. Inoltre la presenza di una malattia cro-
gato attraverso la somministrazione di fattori di
nica del fegato determina un ulteriore aumento
crescita potrebbe aprire interessanti prospettive
della percentuale di cellule staminali circolanti”.
terapeutiche. Innanzitutto potrebbe consenti-
È emerso inoltre, cosa ancora più importante, che
re un aumento del numero di pazienti candida-
le cellule staminali isolate dal sangue di questi pa-
bili alla resezione epatica con approcci chirurgici
zienti hanno la carta d’identità genetica distintiva
potenzialmente più curativi e poi ridurre il nu-
delle cellule del fegato (ovvero hanno attivi i geni
mero dei pazienti con insufficienza epatica ter-
espressi solo in queste cellule), dimostrando così
minale che necessitano di trapianto di fegato”.
un loro possibile ruolo nel processo di rigenera-
“In futuro – ha concluso il professor Gasbarrini –
zione epatica. Quindi, quando il fegato non ce la potenziando la capacità endogena del midollo di
fa più a ripararsi con le sue sole forze, entrano in spedire ‘cellule riparative’ al fegato, per esempio
gioco le cellule staminali del midollo osseo, ma attraverso l’iniezione di fattori di crescita, si po-
solo in caso di danno molto esteso. Soprattutto trebbero guarire chirurgicamente pazienti oggi
quando la capacità rigenerativa locale è ridotta considerati inoperabili e quindi un minore numero
dalla presenza di una malattia cronica del fegato; di malati avrà bisogno del trapianto”.
per cui “questa migrazione di cellule dal midol-
lo al fegato ha un peso soprattutto nei pazienti Ufficio Stampa Roma-
con epatite cronica o cirrosi”, ha spiegato Zocco. ufficiostampa@rm.unicatt.it
Nei pazienti con malattia cronica, le cellule stami- Dr. Nicola Cerbino
nali residenti nel fegato sono continuamente solle- responsabile Ufficio stampa
citate a moltiplicarsi per ristabilire la massa epatica Università Cattolica sede di Roma
funzionante e il loro potenziale rigenerativo è no- e Policlinico universitario “Agostino Gemelli”
tevolmente ridotto da questo superlavoro. “In caso www.rm.unicatt.it - www.policlinicogemelli.it

25
M croScopio
inSalute

IL BURRO DI

KARITÈ nelle sue sfumature


I benefici del burro di karité sono
indubbiamente tanti. Tuttavia, sembra
non esistere nulla in natura che faccia
solamente bene

O
gni cosa che presenta de- che il paziente (o la paziente) incorra nel caso dell’assunzione diretta che
gli aspetti positivi, fornisce nella dannosa eventualità di un em- nell’ipotesi dell’ applicazione topica
purtroppo degli inconve- bolo che improvvisamente vada ad (con il conseguente assorbimento
nienti e degli svantaggi. È giusto che ostruire la valvola mitrale (possibile percutaneo) si potrebbe verificare
ogni cittadino sia informato su quello doloroso esempio) oppure l’inizio di il rischio di emorragie interne. Non
che mangia, su quello che applica sul un arco aortico artificiale, nella sua solo. Infatti il burro di karité può au-
suo volto, se quel cosmetico o quel classica forma a manico di ombrello mentare il rischio, potenziandone gli
prodotto di bellezza presenta anche che l’aorta assume all’ uscita dal cuo- effetti, di tutti i farmaci che potreb-
degli effetti collaterali. Conoscere re. Ma anche in queste eventualità, se bero causare un aumentato livello di
bene anche il burro di karité vuol dire, il grado di incoagulabilità del nostro sanguinamento a livello interno : tra
farne un uso moderato e consapevo- sangue sale sopra il valore di 3, ed questi mettiamo l’acido acetilsalici-
le. È doveroso precisare che il burro arriva a 4 oppure 4,5, ebbene in tale lico, gli anticoagulanti come la war-
di karité è un valido anti-aging. Prima caso il paziente diventa a rischio. Cor- farina oppure l’eparina, oppure i vari
però vediamo l’altra faccia di questa re infatti il pericolo di sanguinamenti antiaggreganti piastrinici, come i de-
medaglia. Questo burro aumenta il a livello interno. Siamo sconfinati nel rivati della ticlopidina. Ma è doveroso
livello di incoagulabilità del sangue. pericolo opposto a quello preceden- anche precisare che ci sono anche al-
Un tale fatto è da non trascurare. te: cioè al rischio di emorragie interne. tri farmaci che aumentano il rischio di
Precisiamo questo concetto. Se con- Se quindi la nostra ipotetica pazien- sanguinamenti, e quindi di eventuali
sultiamo un attimo le analisi comuni te, portatrice di una valvola cardiaca emorragie interne. Tra questi ultimi
di un “paziente medio”, vediamo su- di natura industriale (impiantata in non molte persone sanno che com-
bito l’ INR. Questa sigla indicherebbe precedenza), il cui I.N.R. era tenuto piono tale effetto anche alcuni antin-
il livello di incoagulabilità del nostro accuratamente tra il valore di due e fiammatori non steroidei. Ma il nostro
sangue. Perché questo livello deve es- quello di tre, si spalmasse abbondan- veloce volo di uccello sulle sostanze
sere sorvegliato? Perchè se una don- temente del burro di karité sul corpo, che aumentano il rischio di emorragie
na è portatrice di una valvola cardia- potrebbe anche superare il valore interne (ed il cui uso preclude o limita
ca artificiale, oppure addirittura di un di 4,5. Ricordiamo poi che il burro di alquanto l’atto di spalmarsi del burro
arco aortico artificiale, allora è giusto karité può anche essere mangiato. E’ di karité) non è finito : ci sono anche
che tale livello raggiunga i valori tra bene dunque che la donna (general- i supplementi di alcune erbe o pian-
2 e 3. Sia infatti nell’ eventualità della mente nel paese di origine del karité) te, come il Ginkgo biloba, oppure l’a-
valvola, che dell’ arco aortico, il grado che abbia eventualmente arricchito glio. Il Ginkgo biloba è comunemente
di incoagulabilità del nostro sangue il suo pasto con tale alimento sappia usato per i disturbi di invecchiamen-
deve essere maggiore, per evitare cosa potrebbe verificarsi. Ovvero, sia to cerebrale e di calo della memo-

26
M croScopio
delle cellule cutanee.
Ma ciò che rende il burro di karité
veramente unico, rispetto ad altri ri-
trovati applicabili sull ‘epidermide
umana, è l’effetto anti-aging. Moder-
ni studi effettuati a livello di biologia
molecolare hanno dimostrato che è
proprio quel 18-20% di frazione in-
saponificabile, che concorre alla sua
composizione, ad essere responsa-
bile degli stimoli benefici esercitati
sul fibroblasto. Questo tipo di cellula
risiede in genere nel derma e nell’i-
poderma, e sotto gli stimoli della
frazione insaponificabile del burro
di karité viene incitato nella produ-
zione in quantità maggiore di fibre-
collagene e di fibre elastiche. Queste
ultime sono caratteristiche di una
cute giovane e quindi caratterizzata
da una maggiore tonicità ed elasti-
cità. Prolungare tali caratteristiche
significa allungare la giovinezza del-
la cute umana. Sotto l‘ effetto anti-
ria. Sapendolo, la donna che abbia importanti per mantenere la pelle aging troviamo quindi un uso del
disturbi della memoria, applicherà giovane ed elastica. Siccome l’odore karité costante ma molto moderato,
sulla sua pelle il burro di karité, come del burro di karité puro è un pochino sia nei soggetti che hanno patologie
prodotto di bellezza, con maggior sgradevole, emulsionatelo nel palmo a livello del sistema della coagulazio-
prudenza e consapevolezza. E man- della vostra mano, rendendolo mor- ne, sia anche da parte di quei sog-
gerà anche minori quantità di que- bido e cremoso (naturalmente tenen- getti che ne siano esenti. Al tempo
sto burro, se in precedenza lo aveva do presente la carica batterica delle stesso, e questo è un avvertimento
posto nel novero dei suoi integratori, nostre mani). Poi miscelatevi degli oli che è giusto fornire a chi faccia uso di
o se trovandosi in vacanza all’estero essenziali di arancio dolce, oppure di questo ritrovato cosmetico, chi faccia
ha deciso di provare la gastronomia limone. La dose non deve maggiore comunque uso di farmaci che noto-
locale. Chi assume uno spicchio o (al del 2%. In questa maniera sarà un riamente modificano il valore della
massimo) due di aglio, per avere de- prodotto più gradevole, e di semplice
lipemia terrà presente che il burro di
gli effetti benefici sull’assetto dei suoi uso. Tra le caratteristiche positive del
karité può modificare la lipemia post-
trigliceridi, è bene che faccia un uso burro di karité, va segnalato che esso
prandiale. Quindi l’uso continuato ed
moderato e consapevole di burro di ha delle capacità decongestionanti
eccessivo del burro di karité potreb-
karité, perché sia l’ aglio che il bur- sulle narici nasali, con intuitiva utilità
be potenziare in maniera indesidera-
ro di karité aumentano il rischio di nelle sindromi influenzali e nelle riniti
ta l’uso di farmaci prescritti per ab-
eventuali emorragie interne. Il burro allergiche e nei raffreddori da fieno.
bassare il colesterolo, in quanto il ka-
di karité può dunque potenziare que- Tale potere decongestionante può
sto effetto dell’aglio. Vediamo ora, essere paragonato a quello proprio ritè potrebbe modificare seriamente
doverosamente, i lati positivi. Il burro della nafazolina, sostanza contenuta il livello di lipemia post-prandiale fino
di karité contiene un alto contenuto in famosi decongestionanti nasali. Il a livelli indesiderati. L’assorbimento a
di sostanze insaponificabili (dal 12 al burro di karité ha quindi caratteri- livello percutaneo può infatti anche
18%). Sono proprio queste sostanze stiche nei riguardi della cute umana portare ai predetti inconvenienti.
insaponificabili che intervengono nel riassumibili in:
processo fisiologico di produzione -aspetto maggiormente soffice e vel-
dei fibroblasti, cellule deputate alla lutato
formazione delle fibre collagene -migliore respirazione cellulare ri- di Paolo Nicoletti
e dell’ elastina, le quali sono molto scontrabile a livello dei mitocondri

27
M croScopio

CARRAGENANI
Dermatologia

POLISACCARIDI PROMETTENTI IN DERMATOLOGIA ED IN COSMESI

A
lcuni polisaccaridi sono estre-
mamente promettenti per
determinati usi industriali.
In natura questi biopolimeri possono
contribuire alle proprietà meccaniche
dei tessuti vegetali ed alla loro inte-
grità strutturale, formando un reticolo
tridimensionale. Tale reticolato è reso
stabile da legami covalenti, e contiene
una grossa quantità di acqua, esatta-
mente come avviene per le pectine
nelle piante terrestri e per i carragenani
nelle piante acquatiche. I carragenani
sono dunque di origine marina e ven-
gono prodotti dalle alghe rosse (Rodo-
ficee). Carragenani e pectine non sono
gli unici polisaccaridi a presentare un
impiego futuro nell’ industria cosme-
tica. Infatti sono largamente impiegati
per la formulazione di creme e lozio-
ni anche gli scleroglicani e la gomma
arabica. Queste creme e lozioni, in cui
già attualmente vengono inclusi que-
sti due polisaccaridi, sono sfruttati per
apportare benefici cosmetici alla cute
umana nella sua totalità, ma anche e
soprattutto per mani e viso.
Ma non dobbiamo trascurare anche
alcune applicazioni farmaceutiche di
questi utili polisaccaridi. Una caratte- rammentiamo gli interessanti studi di gonfiati con acqua. Si rammenta che
ristica fondamentale per l’applicazione Coviello T., di Grassi M., e di Lapasin R., le proprietà di questi zuccheri dipen-
dei polisaccaridi nel settore farma- pubblicati nella rivista “Biomaterials”, dono dalla forma del tutto particolare
ceutico consiste nella possibilità che 24, 2789 – 2798, 2003. Questi autori del loro reticolo a tre dimensioni, e che
questi polimeri hanno di formare, se a hanno formulato interessanti osserva- esso costituisce un sistema ideale per il
contatto con ambienti acquosi, strut- zioni, tra l’altro, anche sui gel, perché lento rilascio di numerose sostanze far-
ture tridimensionali stabili (Grassi M. queste strutture tridimensionali stabili macologiche e cosmetiche. Dopo aver
“Diffusioni in matrici di idrogel poli- costituiscono anche dei gel, con par- fatto rigonfiare con acqua questi gel di
merici per sistemi farmaceutici a rila- ticolare attenzione al gel di sclerogli- scleroglicani, Coviello e Lapasin hanno
scio controllato “-Tesi di dottorato, VIII cano. Gli autori appena citati hanno osservato il considerevole incremento
Ciclo, Università di Padova, 1996). Tali osservato nei loro studi l’aumento di volume realizzatosi nei gel mede-
strutture, con la loro stabilità, sono in di volume palesato da vari tipi di gel simi. Questi due autori hanno impie-
grado di assorbire una notevole quan- contenenti scleroglicani, reticolati gato nei loro esperimenti una tecnica
tità di acqua. Infatti, a tal proposito con borace allo stato secco, e poi ri- del tutto particolare, denominata laser

28
M croScopio
almeno tre. La tecnica di microscopia polisaccaridi ideali, una volta incor-
scanning confocal microscopy. Que-
sta modernissima tecnica scannerizza impiegata ha permesso ai tre autori porati in creme, per poter creare un
i campioni microscopici da osserva- citati di dimostrare che sia la pectina sistema di principi attivi il cui rilascio
re con un fascio di luce laser. Tramite che i carragenani formano un reticolo sia lento e modulato, purché vi sia un
l’eccitazione creata dalla luce del laser, tridimensionale assai complesso do- contatto con un solvente esterno. Per
impiegando particolari markers, ossia i tato di forti legami covalenti. Questi questo motivo, l’utente deve aver la-
fluorocromi, si crea un particolare tipo polisaccaridi determinano il loro re- vato, e non del tutto asciugato, il suo
di fluorescenza a livello microscopico ticolo quando sono inclusi in creme viso e le sue mani. Si ricorda che anche
la quale si rivela essenziale non solo e pomate. Il reticolo tridimensionale la gomma arabica fa parte di questa
nelle scienze biomediche, ma anche in dei carragenani, in particolare, costi- famiglia di polisaccaridi, ed infatti essa
biologia. Infatti, grazie alla laser scan- tuisce l’ideale per creare un sistema a è impiegata in cosmesi proprio per ral-
ning confocal microscopy è possibile rilascio lento di principi attivi. Infatti lentare il rilascio dei principi attivi. Inol-
identificare cellule e componenti cellu- esso cede i suoi principi attivi soltanto tre i carragenani possiedono anche fa-
lari submicroscopici con un alto grado quando viene a contatto con un sol- coltà antimicrobiche, che attualmente
di specifità, proprio grazie all’intensità vente esterno (acqua, soluzioni fisiolo- vengono dirette con discreto successo
di questo tipo di fluorescenza. Il ter- giche…). Ne consegue che una crema contro l’herpes, e con efficacia assai
mine “confocal” è dovuto al fatto che base in cui vengano inclusi dei carra- minore ma indiscutibile contro l’HIV
il campione da osservare viene irrag- genani deve essere posta sulla cute e l’HPV. Per giunta i carragenani sono
giato dalla sorgente di luce laser, e al dell’utente con l’accortezza che essa ideali per la pulizia del viso, perché la
di sopra del campione vengono posti sia in precedenza lievemente inumidi- loro viscosità può essere modulata. Il
almeno tre “piani focali” composti da ta. Altrimenti i principi attivi, in questo modo giusto di impiego di tali creme è
particolare ottiche che si trovano però caso i carragenani, potrebbero non di applicare il topico (crema o soluzio-
al di sotto del piano dell’obiettivo. Per essere rilasciati. Lo schema tridimen- ne di carragenani) sul viso o sul corpo
spiegare come funziona questa mo- sionale accluso evidenzia il fatto che aspettando un tempo variabile suffi-
derna tecnica, è doveroso dire che la nel reticolo a tre dimensioni formato ciente. Si consiglia mezz’ora. Dopo di
luce emessa dal laser attraversa pri- dai carragenani rimane un nucleo in- che si toglie la crema di carragenani,
ma un minuscolo facendo uso di un
foro che è simile I carragenani, esattamente come la pectina, sono sapone liquido di
all’otturatore di acidità debole (ph
una macchina
dei polisaccaridi che formano un complesso reticolo 5, 5). Si osserverà
fotografica, e la tridimensionale dotato di forti legami covalenti. allora che una vol-
cui apertura può ta rimossa la crema
quindi variare.
Tale reticolo costituisce l’ideale per creare un di carragenani, essa
Questo fascio di sistema a lento rilascio di principi attivi si sarà portata via
luce si espande tutte le impurità del
poi, dopo aver attraversato il foro co- viso e delle mani. Come risultato fina-
terno che non si espande. Ovviamente,
stituito dal “light source pinhole” (stru- le, sia il viso che le mani respireranno
si ottiene la formazione sia del reticolo
mento ottico con apertura variabile) e meglio, e potranno acquistare luce e
che del nucleo interno quando i car-
colpisce a questo punto uno specchio splendore. La migliore respirazione è
ragenani vengono inclusi in un topi-
con opportuna inclinazione, il dicroma- dovuta al più efficiente metabolismo
co, crema o pomata che sia. Il nucleo
tic mirror, che è uno specchio con due dei citocromi, i quali produrranno una
interno non solo non si espande, ma maggiore quantità di energia sotto
frequenze cromatiche. La frequenza di
anzi si restringe una volta applicata la forma di ATP, in connessione con la
luce laser viene riflessa dallo specchio
verso il basso, mentre la frequenza di crema e tende a scomparire. Se infat- precedente rimozione di tutte le im-
emissione, che è caratteristica della ti si mostrasse idealmente (sfruttando purità testé operata sulle regioni cu-
fluorescenza del campione da gli effetti di rendering di un computer) tanee interessate. Similmente avviene
osservare, è in grado di attraversare con delle frecce di colore scuro la di- in campo alimentare per le soluzioni di
questo tipo di specchio, e quindi risale rezione assunta dal nucleo, le frecce carragenani impiegate sulle crostate di
verso l’alto. In sintesi, la luce laser vie- punterebbero verso l’interno di esso frutta.
ne riflessa verso il basso dallo specchio fino alla sua graduale scomparsa. E il
dicromatico, colpisce ed attraversa un dettaglio interessante è che solo dopo
potente obiettivo e raggiunge il cam- la scomparsa del nucleo avviene l’ulti- Dottor Marco Nicoletti
pione da osservare dopo aver attraver- mo rilascio dei principi attivi. Dermatologo Tor Vergata
sato le lenti dei piani focali, che sono Concludendo, i carragenani sono dei

29