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14/7/2020 Coronavirus, il professor Chiarelli presenta una «exit strategy» per l'Italia - Sputnik Italia

Coronavirus, il professor Chiarelli


presenta una «exit strategy» per
l'Italia
INTERVISTE 11:37 30.03.2020 (aggiornato 14:01 05.04.2020)

Di Riccardo Pessarossi

Tema: La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)

Una strategia per limitare l'infezione. Diminuire i contatti non basta, e le


misure in atto mostrano che non è sempre possibile. La pandemia potrebbe
tornare appena i contatti torneranno a intensificarsi. Per questo motivo Piero
Chiarelli, ricercatore CNR, ha elaborato un progetto di "exit strategy" per
limitare quantità e carica dei contagi.

Un lavoro iniziato quindici anni fa ed ora diventato attualissimo. In estrema sintesi si tratta
di allungare i tempi  di sviluppo dell'infezione nell'organismo del paziente, riducendo la
carica virale, la velocità di diffusione nelle cellule del malato ed il rischio di contagio
esponenziale.

Lo studio, intitolato «Coronavirus Covid-19 exit strategy» presenta una strategia


ottimizzata per superare la pandemia di Covid-19. In questa intervista il professor Chiarelli
illustra le caratteristiche di questa strategia di uscita dalla pandemia che è ormai entrata
nelle nostre vite mutandole da cima a fondo.

https://it.sputniknews.com/intervista/202003308914405-coronavirus-italia-exit/ 1/4
14/7/2020 Coronavirus, il professor Chiarelli presenta una «exit strategy» per l'Italia - Sputnik Italia

In che cosa consiste la "exit-strategy" oggetto della vostra ricerca?

La "exit-strategy" è una impostazione per affrontare nel migliore dei modi possibili
l'infezione da Covid-19. Questo con il primo obiettivo di abbassare al minimo il numero di
pazienti che necessitano il trattamento di terapia intensiva che non è possibile fornire nel
caso di una larga diffusione del virus portando ad una possibile morte dei cittadini fino al
10%-20% della popolazione. Il secondo obiettivo è superare tale pandemia portando
all'immunizzazione naturale delle persone tramite forme asintomatiche (e quindi innocue)
dell'infezione.

In termini medici, quali sono le modalità e l’obiettivo della ricerca?

Rallentare la replicazione del virus


all'interno del corpo e allungare il tempo
di incubazione, avviandolo anche oltre il
14° giorno. In questo modo la
manifestazione asintomatica della
malattia aumenta e la gravità della sua
manifestazione si riduce, diminuendo il
numero di pazienti che richiedono la
© SPUTNIK . DENIS ABRAMOV
terapia intensiva.
In Russia elaborato farmaco per la cura del
Covid-19
A tal fine si potrebbe usare il
seguente meccanismo: in
presenza di acido acetilsalicilico
(aspirina) le cellule, se invase da virus, entrano in apoptosi (muoiono) e il
virus non può moltiplicarsi. Questo fatto rappresenta un grave ostacolo alla
sua diffusione nel corpo umano. Ovviamente la sua assunzione (100 mg per
ogni 10 kg di peso della persona, tre volte al giorno) deve essere effettuata
preventivamente, solo fino alla comparsa dei sintomi e successivamente
sostituita dal paracetaomolo (o altri farmaci antivirali).

Questo punto è molto importante e di fondamentale importanza per il successo del


metodo poiché lasciare che le cellule invase dal virus vadano in apoptosi (morte), quando
l'infezione è generalizzata (di fatto quando appare la febbre), equivarrebbe a uccidere tutte
(o quasi) le cellule del paziente e quindi uccidere il paziente stesso.

Quanto c'è di sbagliato nel dire che l'aspirina "cura" il Covid-19?

L'aspirina purtroppo non riesce a bloccare completamente la replicazione del virus Covid-
19 e quindi non è da considerarsi una cura per esso.

https://it.sputniknews.com/intervista/202003308914405-coronavirus-italia-exit/ 2/4
14/7/2020 Coronavirus, il professor Chiarelli presenta una «exit strategy» per l'Italia - Sputnik Italia

Però può essere molto utile a livello preventivo, nel senso che se tutta la
popolazione lo assume le infezioni rallentano e si mostrano in una forma più
attenuata; il che vuol dire che non si ha intasamento degli ospedali e in più la
popolazione si immunizza naturalmente tramite infezioni asintomatiche che,
proprio perché asintomatiche, non fanno male e non comportano
conseguenze.

L'aspirina non è destinata alle cure ospedaliere poiché non ha effetti diretti sul coronavirus
Covid-19 e non ha la capacità di fermare l'infezione e risolvere le sue complicanze, ma
agisce solo indirettamente, ostacolando e rallentando, la sua diffusione all'interno del
corpo.

Tuttavia, questo fatto può essere fruttuosamente utilizzato su scala sociale,


aiutando a risolvere la pandemia di Covid-19, diminuendo le persone
necessitanti della terapia intensiva, il collasso delle strutture sanitarie e
quindi il numero dei morti."

Quindi, l'aspirina NON cura il coronavirus, ma può contribuire a prevenire le


conseguenze dell'epidemia sulle strutture?

L'aspirina rallenta la proliferazione del virus nel corpo umano, quindi fa si che l'infezione
arriva alla fase esplosiva più tardi nel tempo.

Siccome il sistema immunitario specifico incomincia ad essere attivo dal 14°


giorno in poi, l'organismo riesce a combattere l'infezione meglio, mostrando
sintomi meno gravi.  

Il vantaggio è che, sebbene non sia una cura capace di curare l'ammalato, evita
il collasso delle strutture sanitarie producendo meno malati che necessitano
della terapia intensiva, quindi meno morti e un aumento dei malati asintomatici
che si immunizzano. In questo modo praticamente il virus diventa un vaccino
contro se stesso.

Inoltre un infettato trattato con aspirina che ha una progressione più lenta del
virus, emette anche una carica batterica minore ed infetta meno persone cosa,
anche questa, che concorre a domare l'infezione su scala sociale e ritardare la
proliferazione del Covid-19.

Quali riscontri ha ottenuto?


Ho cercato di contattare chi ha potere decisionale, ma nessuno è riuscito a valutare la mia
ricerca. Pertanto ho solo dei riscontri nell'ambito di una cerchia ristretta di persone a me
vicine.

https://it.sputniknews.com/intervista/202003308914405-coronavirus-italia-exit/ 3/4
14/7/2020 Coronavirus, il professor Chiarelli presenta una «exit strategy» per l'Italia - Sputnik Italia

In Italia i primi focolai di diffusione del Covid-19 si sono diffusi in centri di piccole
dimensioni, come quelli a cui si rivolge la possibile sperimentazione del vostro studio:
quanto è lunga la strada che vi separa dai test pratici?

La strada per i test pratici non è molto lunga. Prima un test pilota, poi se funziona si
applica su larga scala. Per il test pilota, basta prendere un piccola città dove i casi di
infezione sono rilevanti, imporre a tutta la popolazione l'assunzione di 750 mg di aspirina
tre volte al giorno e vedere se dal 5-7° giorno in poi si ha un attenuarsi soprattutto dei casi
gravi e dei morti.

Piero Chiarelli dal 1988 è ricercatore CNR e dal 1998 al 2016 ha insegnato presso la facoltà
di Ingegneria dell’Università di Pisa. È stato “Visiting Associate” presso l’Istituto Nazionale
della Salute Americano (NIH) dove ha collaborato con l’attuale Direttore della divisione
“Imaging, Behavior and Genomic Integrity” del “National Institute of Child Health” di
Rockville (MD, USA). È stato “Visiting Scientist” all’Agency of Industrial Science and
Technology del MITI a Tsukuba in Giappone, al Dipartimento di chimica dell’Università di
Budapest in Ungheria e al Dipartimento di chimica dell’Università di Dresda in Germania.

Nota della redazione: secondo uno studio britannico, il rischio che un uso a lungo termine
dell'aspirina possa causare emorragie gravi e morte, è maggiore di quanto si pensasse in
precedenza, con le persone di età superiore ai 75 anni che risultano particolarmente
vulnerabili.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con


quelli di Sputnik.

https://it.sputniknews.com/intervista/202003308914405-coronavirus-italia-exit/ 4/4