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Arte&Cultura

16 L’ECO DI BERGAMO

1974 1975 1976 1977 1978

Alfred Brendel Friedrich Gulda Lazar Berman Claudio Arrau Bruno Canino

LA STORIA Due grandi nel segno di Beethoven, il virtuosismo di Berman

Il ritorno di Brendel e Arrau


I
l secondo decennio del Ballini, proponendo «un
Festival pianistico si ascolto quasi organistico del
aprì nel segno di De- pianoforte».
bussy, di cui furono pro- Il XIII Festival, dedicato
posti anche degli inediti. al «Pianoforte in Russia e
L’arte quasi impressioni- a Parigi», registrò ben due
stica del grande composi- recital di Lazar Berman. Il
tore francese fu al centro grande pianista russo sco-
dell’edizione del 1974, de- perto proprio dalla rassegna
dicata a «I grandi del pia- di Brescia e Bergamo, fu
noforte - Opera omnia protagonista nel concerto
pianistica di Claude De- d’apertura e in una serata
bussy». Ricordando il mu- dedicata a Franz Liszt. No-
sicista d’Oltralpe, è d’ob- tevole ammirazione destò
bligo sottolineare come Ar- l’esecuzione dei Dodici gran-
turo Benedetti Michelangeli di studi trascendentali del-
ne sia stato il più grande l’ungherese, «trascenden-
cultore: inarrivabili sono le tali» per difficoltà tecniche
sue interpretazioni delle e «trascendenti» la pura mu-
Images, del Children’s cor- sica per fondersi con la poe-
ner e dei due libri dei Pre- sia: «Lazar Berman - scris-
ludes. L’incisione di Reflets se L’Eco - ci aveva già abi-
dans l’eau, di Cloches à tra- tuato ad un incontro esclu-
vers les feuilles e di The sivo con Liszt. Ma non lo ri-
snow is dancing, soltanto cordavamo, davvero, su pia-
per citarne alcuni, sono ni così sovrani, su una
esempi di fantascienza ap- gamma così ampia d’e-
plicata alla tastiera. I piani spressività e forza». Ma non
sonori che Michelangeli rie- solo, «v’è da pensare che il
sce a ottenere sono così dif- pianismo di Berman meri-
ferenziati che talvolta fan- terebbe un intero trattato di
no quasi pensare al registro didattica, la cui parte cen-
organistico della «terza ma- trale potrebbe a buon dirit-
no». to essere dedicata ad un ca-
L’undicesimo Festival vi- pitolo intitolato Liszt e Ber-
de il ritorno a Bergamo di man». E ancora, «accostar-
Alfred Brendel. Dopo il con- si a Liszt come fa Berman,
certo del 1971, il pianista significa avvicinare quella
austriaco si presentò al specie di mostro unico nel
«Donizetti» con un reperto- genere che si dice all’età di
rio tutto beethoveniano. dodici anni suonasse già
Nelle ultime tre Sonate op. perfettamente a memoria le
109, 110 e 111, Brendel Fughe di Bach trasportan-
non volle «indulgere ai pre- dole (come Ferruccio Buso-
Uto Ughi protagonista al Festival di quest’anno con Orizio
ziosismi, facile pericolo so- ni, ndr) in tutte le tonalità».
prattutto nelle variazioni o Claudio Arrau (1903-
L’edizione dedicata al «Pianoforte in


nelle misteriose modulazio-
ni nei passaggi da tempo a
g 1991), pianista cileno tra i
«mostri sacri» della sua ge-
tempo», ma si mantenne «in foto Russia e a Parigi» registrò ben due nerazione, fu più volte pro-
quella sua personalità in- tagonista del Pianistico.
dividualizzata fortemente, recital di Lazar Berman. Il pianista L’artista sudamericano, un
e tuttavia sempre rispetto- russo, scoperto proprio dalla rassegna di Brescia e eroe nazionale già da vivo
sa del Beethoven grande e con tanto di strade a lui in-


angoscioso della sordità». titolate, suonò al «Donizet-
L’«Omaggio a Bach» del
Bergamo, si esibì alla «prima» g1 ti» nel 1977, anno dedica-
1975 segnò invece la terza
e ultima esibizione di Frie-
e in una serata dedicata a Liszt foto to a «Studi e Variazioni
nella letteratura pianisti-
drich Gulda (1930-2000) al ca». Interamente beethove-
Festival. Il pianista-compo- raccolta di Preludi e Fughe completo compimento il niano il programma che
sitore austriaco, stella del- datata 1744, insieme alla percorso verso la tonalità. propose, con alcuni caval-
la musica classica e del jazz, precedente del 1722 - che Al «Donizetti» Gulda regalò li di battaglia come l’Ap-
si presentò a Bergamo con Gulda propose a Brescia - al pubblico un memorabile passionata, la 109 e la 111.
il secondo volume del Cla- sancì l’avvento del «tempe- concerto, in grado di «libe- Fu un recital in cui gli ap-
vicembalo ben temperato di ramento equabile». La sud- rare la "tastiera di Bach" da plausi non mancarono di
Johann Sebastian Bach. divisione dell’ottava in do- ogni sovrastruttura inutile certo.
Nella storia della musica la dici semitoni uguali portò a e posticcia», rilevò ancora An. Sp.