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Unione dei Comuni Media Valle del Serchio

Servizio Protezione Civile –Vincolo Idrogeologico – Procedure di V.I.A. –


Cultura – Turismo

PSR 2014 – 2020 Misura 7.5 “ ITINERARIO STORICO


CULTURALE DELLA VIA MATILDICA E DEL VOLTO SANTO”
IMPORTO EURO 39.534,17

PROGETTO ESECUTIVO

Borgo a Mozzano , 18 Maggio 2020

CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO

55023 Borgo a Mozzano (LU) - Via Umberto I, n°100 - Tel. 0583/88346 - Fax 0583/88248
P. IVA 02259390462 – e-mail: info@ucmediavalle.it PEC: ucmediavalle@postacert.toscana.it
PARTE I - NATURA ED OGGETTO DELL’APPALTO
Art. 1 Oggetto dell’appalto
Oggetto dell'appalto sono i lavori previsti dal progetto ―Itinerario storico culturale della via Matildica e del
Volto Santo ‖.

Art. 2 Forma e ammontare dell'appalto, aggiudicazione


Il presente appalto, ai sensi dell’articolo 59, comma 5 bis, della D.Lgs. 163/2006, si intende stipulato
interamente a corpo.
L'importo complessivo dei lavori ed oneri compresi nell’appalto, ammonta ad € 39.534,17 (Euro
trentanovemilacinquecentotrentaquattro/17) oltre IVA di Legge di cui € 2.000,00 (Euro duemila/00) per oneri
per la sicurezza e suddivisi in lavorazioni omogenee, come dal seguente prospetto:
Oneri per la sicurezza: Euro 2.000,00=
Istallazione segnaletica Euro 19.415,88.=
Opere manutenzione straordinaria piste Euro 18.118,29.=
TOTALE Euro 39.534,17.=

L’importo di euro 39.534,17 risulta altresì così suddiviso:

Per istallazione segnaletica Euro 19.415,88

Per manutenzione piste e decespugliamento Euro 18.118.29

Per oneri per la sicurezza Euro 2.000,00

TOTALE Euro 39.534,17

L’aggiudicazione sarà effettuata con il criterio del prezzo più basso con ribasso unico percentuale su importo
a base di gara, ai sensi dell’ Art. 95 comma 4 del D. Lgs. 50/2016.

Art. 3 Categoria prevalente dei lavori e opere scorporabili


1. Ai fini della qualificazione dell’impresa, per l’esecuzione dei lavori di cui al presente capitolato, si specifica
quanto segue:

a) Categoria prevalente :
OS24 Euro 39.534,17 pari al 100%

Art. 4 Descrizione dei lavori


I lavori che formano oggetto dell'appalto sono da realizzarsi in diverse località del territorio dell’Unione dei
Comuni Media Valle del Serchio e più precisamente nei Comuni di Barga,Coreglia Antelminelli e Borgo a
Mozzano..
Nella fattispecie si provvederà alla realizzazione di quanto segue:
- Istallazione segnaletica in metallo.
- Istallazione segnaletica in legno.
- Manutenzione straordinaria piste forestali e stradelli compreso decespugliamento.
- Posa in opera di bacheche e tavoli.

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Art. 5 Modalità di svolgimento dei lavori

La Ditta Appaltatrice dovrà lavorare su spazi pubblici. L’allestimento del cantiere non dovrà inficiare
l’accesso e l’utilizzo delle aree pubbliche non soggette ad intervento di cui al presente appalto. Dovrà
operare limitando al minimo le lavorazioni che causano livelli eccessivi di rumore e di dispersione di polveri
nell’aria.

Art. 6 Condizioni di appalto


Nell’accettare i lavori sopra designati l’Appaltatore dichiara:

- di aver preso conoscenza delle opere da eseguire;


- di aver accertato l’esistenza e la normale reperibilità sul mercato dei materiali e della mano d’opera
da impiegare, in correlazione anche ai tempi previsti per la durata dei lavori;
- di aver valutato, nel formulare l’offerta, tutte le circostanze generali, particolari e locali e gli elementi
che influiscono tanto sul costo dei materiali, quanto sul costo della manodopera e dei trasporti in
generale, sia sull’esecuzione dei lavori che sulla determinazione della propria offerta;
- di aver preso conoscenza delle condizioni contrattuali e degli oneri compresi quelli eventuali relativi
alla raccolta, trasporto, smaltimento dei rifiuti e/o residui di lavorazione, nonché gli obblighi relativi
alle disposizioni in materia di sicurezza, assicurazione, condizioni di lavoro, previdenza e assistenza
in vigore nel luogo dove devono essere eseguiti i lavori;
- di accettare, senza condizione o riserva alcuna, tutte le norme contenute nel presente Capitolato
speciale e nella documentazione progettuale.
TAVOLE

- Tav.1 - Localizzazione intervento, Documentazione fotografica, Planimetria 1 :10.000 itinerario .

- di aver esaminato il progetto esecutivo posto a base di gara in ogni sua componente; dichiara
pertanto di accettare il progetto nella sua interezza senza condizioni o riserve di sorta,
riconoscendone la sua correttezza e validità;
- di avere esaminato tutti gli elaborati tecnici, descrittivi e grafici del progetto esecutivo che, parte
integrante e sostanziale dell’Appalto, è posto a base di gara ritenendolo esauriente e tale quindi da
consentire una ponderata formulazione della propria offerta, che si intende comprensiva di tutti i
costi e/o gli oneri diretti e indiretti derivanti dalla corretta esecuzione dei lavori e forniture oggetto
dell’appalto;
- di aver tenuto conto, nel formulare la propria offerta, di eventuali maggiorazioni per lievitazione dei
prezzi che dovessero intervenire durante l’esecuzione dei lavori, rinunciando fin d’ora a qualsiasi
azione o eccezione in merito;
L’Appaltatore non potrà quindi eccepire, durante l’esecuzione dei lavori, la mancata conoscenza di
condizioni o la sopravvenienza di elementi non valutati o non considerati, tranne che tali nuovi elementi si
configurino come cause di forza maggiore contemplate dal codice civile.
Con l’accettazione dei lavori l’Appaltatore dichiara implicitamente di avere la possibilità e i mezzi necessari
per procedere all’esecuzione degli stessi secondo i migliori precetti dell’arte e con i più aggiornati sistemi
costruttivi.

Art. 7 Consegna e inizio dei lavori – Sviluppo dei lavori - Penali


La consegna dei lavori dovrà risultare da un verbale redatto in contraddittorio tra le parti e dalla data di esso
decorre il termine utile per il compimento delle opere.
L'Appaltatore darà inizio ai lavori immediatamente nei casi previsti dalla legge e non oltre il decimo giorno
dalla data del verbale di consegna. In caso di ritardo sarà applicata una penale pari all’1 per 1.000.
Se il ritardo dovesse superare giorni 40 a partire dalla data di consegna, l'Ente appaltante potrà procedere
alla risoluzione del contratto ed all'incameramento della cauzione
Non appena ricevuta la consegna dei lavori l’Appaltatore dovrà provvedere a redigere il programma dei
lavori e dovrà organizzare quanto occorra per assicurare la perfetta esecuzione dei lavori che saranno
dall’Appaltatore stesso sviluppati, nel rispetto delle fasi esecutive stabilite dalla D.L., nel modo che crederà
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opportuno e di sua convenienza, purché assicuri di darli compiuti nel termine contrattuale e salvo quelle
limitazioni che l’Amministrazione appaltante, a suo insindacabile giudizio, potrà disporre di volta in volta.

Art. 8 Termini per l'ultimazione dei lavori – Penali in caso di ritardo


L’appaltatore si impegna a ultimare tutti i lavori previsti per la realizzazione delle opere oggetto del presente
contratto in giorni 45 (quarantacinque), naturali e consecutivi, decorrenti dalla data del verbale di consegna
dei lavori. L’appaltatore non può per nessuna ragione sospendere o rallentare l’esecuzione dei lavori. La
data di effettiva ultimazione dei lavori dovrà risultare da apposito verbale redatto in contraddittorio tra le parti
entro e non oltre quindici giorni successivi alla data in cui l’ente appaltante riceve comunicazione scritta
dell’avvenuta ultimazione dei lavori.
Nel caso di mancato rispetto del termine indicato per l’esecuzione delle opere, per ogni giorno naturale
consecutivo di ritardo nell’ultimazione dei lavori, viene applicata una penale di uno per mille dell’importo
netto contrattuale. La penale verrà trattenuta sul prezzo dei lavori.

Art. 9 Danni di forza maggiore


Saranno considerati danni di forza maggiore quelli provocati alle opere da eventi imprevedibili o eccezionali
e per i quali l’appaltatore non abbia trascurato le ordinarie precauzioni. L’appaltatore è tenuto a prendere
tempestivamente tutte le misure preventive atte a evitare tali danni o provvedere alla loro immediata
eliminazione. Nessun compenso sarà dovuto quando a determinare il danno abbia concorso la colpa o la
negligenza dell’appaltatore o dei suoi dipendenti; resteranno inoltre a totale carico dell’appaltatore i danni
subiti dalle opere provvisionali, dalle opere non ancora misurate o ufficialmente riconosciute, nonché i danni
o perdite di materiali non ancora posti in opera, di utensili o di ponti di servizio e in generale, di quant’altro
occorra all’esecuzione piena e perfetta dei lavori. Questi danni dovranno essere denunciati immediatamente
e in nessun caso, sotto pena di decadenza, oltre i cinque giorni dalla data dell’avvenimento. L’appaltatore
non potrà, sotto nessun pretesto, sospendere o rallentare l’esecuzione dell’accertamento dei fatti. Il
compenso per quanto riguarda i danni alle opere è limitato all’importo dei lavori necessari per l’occorrente
riparazione valutati ai prezzi e alle condizioni di contratto.

Art. 10 Sospensioni e ripresa dei lavori - Proroghe


Qualora cause di forza maggiore, condizioni climatiche e altre simili circostanze speciali impedissero in via
temporanea il procedere dei lavori, d’ufficio o su segnalazione dell’appaltatore, l’Ente appaltante potrà
ordinare la sospensione dei lavori disponendone la ripresa quando siano cessate le ragione che
determinarono la sospensione. Fuori dei casi previsti dal precedente comma la direzione lavori potrà per
ragioni di pubblico interesse o necessità ordinare la sospensione dei lavori per un periodo di tempo che, in
una sola volta, o nel complesso se a più riprese, non superi un quarto della durata complessiva prevista per
l’esecuzione dei lavori stessi e mai per più di sei mesi complessivi. Nel caso la sospensione avesse durata
più lunga, l’appaltatore potrà richiedere lo scioglimento del contratto senza oneri. Se l’Ente appaltante si
oppone allo scioglimento del contratto, l’appaltatore ha diritto al rimborso dei maggiori oneri derivanti dal
prolungamento della sospensione oltre i termini suddetti; mentre negli altri casi non spetterà all’appaltatore
alcun compenso o indennizzo. In ogni caso la durata della sospensione non sarà calcolata nel termine
fissato nel contratto per l’ultimazione dei lavori.
In relazione a particolari difficoltà di esecuzione incontrate dall’appaltatore, l’ente appaltante, previa richiesta
di quest’ultimo, può concedere proroghe al termine di ultimazione dei lavori previsti in contratto senza che
ciò costituisca titolo per l’appaltatore ad ottenere indennizzi o risarcimenti di sorta per il prolungamento dei
tempi di esecuzione. In ogni caso la proroga deve essere richiesta prima della scadenza del termine di
ultimazione contrattualmente fissato.

Art. 11 Subappalto
Gli eventuali subappalti saranno disciplinati ai sensi dell’articolo 105 del D. Lgs. 50/2016. La quota massima
subappaltabile della categoria prevalente è stabilità nella misura del 30%. In particolare, il concorrente deve
indicare all’atto dell’offerta i lavori che intende subappaltare; l’omissione nell’offerta dell’indicazione dei lavori
che l’Impresa intende affidare in subappalto esclude la possibilità di ricorrere a tali procedure per tutta la
durata di validità dell’appalto.
Il subappalto deve essere autorizzato dalla Stazione appaltante a seguito di apposita istanza
dell’appaltatore, con allegata la documentazione prevista dall’articolo 105 del D. Lgs. 50/2016, nonché quella
attestante il possesso da parte del subappaltatore di tutti i requisiti generali e speciali per partecipare agli
appalti di lavori pubblici secondo la normativa vigente.
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Art. 12 Norme di sicurezza
I lavori appaltati devono svolgersi nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti in materia di prevenzione degli
infortuni e igiene del lavoro e in ogni caso in condizione di permanente sicurezza e igiene.

E’ fatto obbligo all'impresa appaltatrice di attenersi alle disposizioni del D.Lgs. 9 aprile 2008 n° 81; nel
rispetto di tali norme i suddetti obblighi valgono anche per le eventuali imprese subappaltatrici.

Ai sensi dell’art. 89 del DLgs 81/08 l'impresa appaltatrice deve redigere e consegnare, entro 10 giorni
dall'aggiudicazione e comunque prima dell'inizio dei lavori, il piano di sicurezza operativo della sicurezza.

Il direttore tecnico del cantiere (che dovrà risultare indicato anche sui cartelli di cantiere) è responsabile del
rispetto del piano da parte di tutte imprese impegnate nell'esecuzione dei lavori.

Le imprese esecutrici devono comunque, nell'esecuzione dei lavori di qualsiasi genere, adottare tutti gli
accorgimenti più idonei per garantire la tutela della salute e la sicurezza operai, delle persone addette ai
lavori e dei terzi, nonché evitare danni ai beni pubblici e privati, secondo quanto disposto dalla vigente
normativa; in particolare il personale delle imprese appaltatrici e subappaltatrici dovrà essere munito di
apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia contenete le generalità del lavoratore e
l'indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano la
loro attività nel cantiere

E' fatto obbligo all'impresa di lasciare il libero accesso al cantiere ed il passaggio nello stesso per l'attività di
vigilanza ed il controllo dell'applicazione delle norme di legge e contrattuali sulla prevenzione degli infortuni e
l'igiene del lavoro ai componenti del comitato paritetico territoriale costituito a norma del contratto nazionale
del lavoro e del contratto integrativo per la circoscrizione territoriale della Provincia di Lucca.

L’Appaltatore è tenuto ad adottare, concordandone le modalità con il D.L. efficaci sistemi di rilevazione per
rendere documentabili in tempo reale le presenze di tutti i lavoratori presenti a qualunque titolo nei cantieri,
nonché a produrre o detenere presso il cantiere la documentazione idonea a dimostrare la regolarità dei
rapporti di lavoro intercorrenti con i lavoratori stessi.

Ai sensi delle normative sopra citate l’impresa aggiudicataria si impegna a compiere i seguenti adempimenti:
- ai fini della verifica dell’idoneità tecnico professionale, come previsto dall’Allegato XVII del D.Lgs. 81/08, le
imprese dovranno esibire la seguente documentazione:
1-iscrizione alla CCIAA con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto,
2-documento di valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 17 co. 1 lett. a) del D.Lgs. 81/2008 oppure
autocertificazione ai sensi dell'art. 29 co. 5 del D.Lgs. 81/2008,
3-specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al D.Lgs. 81/2008 di
macchine, attrezzature e opere provvisionali,
4-elenco dei DPI forniti ai lavoratori,
5-nomina del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), degli incaricati
dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione, di primo soccorso
e gestione dell'emergenza, del medico competente quando necessario,
6-nominativo/i del/i rappresentante/i dei lavoratori per la sicurezza,
7-attestati inerenti la formazione delle suddette figure e dei lavoratori prevista dal D.Lgs. 81/2008,
8-elenco dei lavoratori risultanti dal libro matricola e relativa idoneità sanitaria prevista dal D.Lgs. 81/08,
9-dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi di cui all'art. 14 del
D.Lgs. 81/2008;
- trasmettere all’Ente appaltante, il Piano operativo della sicureza prima della stipula del contratto o prima
della consegna dei lavori nel caso questa avvenga prima della stipula;
- trasmettere all’Ente appaltante l’elenco delle persone interessate ai lavori, operai e tecnici, con relativi dati
anagrafici e qualifica;
-nominare un Direttore tecnico di cantiere.

Sono a carico dell’Impresa e di sua esclusiva spettanza l’attuazione delle misure di sicurezza previste dalle
norme antinfortunistiche e di igiene sul lavoro, ivi compreso il controllo sull’osservanza, da parte dei singoli
lavoratori, delle norme di sicurezza e sull’uso dei mezzi di protezione messi a loro disposizione.
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Art. 13 Responsabilità dell’appaltatore
L’appaltatore è responsabile di ogni danno che possa derivare all’Ente e a terzi nell’esecuzione dei lavori del
presente appalto, causato da fatto proprio o dal personale addetto ai lavori.
A tal fine l’appaltatore, è obbligato a stipulare una polizza assicurativa che tenga indenni l’Amministrazione
aggiudicataria da tutti i rischi di esecuzione determinati da qualsiasi causa e che preveda anche una
garanzia di responsabilità civile contro terzi per danni provocati a cose o persone da atti eseguiti o ordinati
da proprio personale o comunque in dipendenza diretta o indiretta dell’esecuzione dei lavori e sino alla data
di emissione del certificato di regolare esecuzione.
L’Impresa aggiudicataria esonera, altresì, l’Ente appaltante per i danni diretti e indiretti che potranno derivare
da fatti dolosi o colposi di terzi.
L’Ente appaltante non risponderà di eventuali ammanchi, danneggiamenti o furti, di qualsiasi natura o per
qualsiasi causa, dei materiali e attrezzi dell’impresa aggiudicataria.

Art. 14 Oneri ed obblighi diversi a carico dell'appaltatore


Saranno a carico dell'Appaltatore gli oneri ed obblighi seguenti:
 La fornitura e manutenzione di cartelli di avviso nei punti prescritti e di quanto altro venisse
particolarmente indicato dalla Direzione dei lavori, a scopo di sicurezza;
 La pulizia quotidiana delle vie di transito del cantiere, col personale necessario, compreso lo sgombero dei
materiali di rifiuto;
 la esecuzione di rilievi, indagini, saggi e quanto altro occorrente e propedeutico alla formulazione
dell'offerta;
 la formazione del cantiere adeguatamente attrezzato e recintato in relazione alla natura dell'opera e in
conformità alle vigenti disposizioni in materia;
 il mantenere nel territorio comunale un adeguato magazzino, che potrà essere ubicato anche all’interno
del cantiere, ed essere reperibile direttamente, ovvero a mezzo del Direttore Tecnico del cantiere, al fine
di consentire la tempestiva predisposizione, d'intesa con la Direzione Lavori, degli eventuali
provvedimenti che si rendessero necessari per cause di forza maggiore interessanti il cantiere in
oggetto;
 la fornitura ed il collocamento, nella zona dei lavori in corso, di una tabella del tipo e delle dimensioni
prescritte dalla Direzione Lavori.
 di ottenere la concessione dei permessi per occupazione temporanea di suolo pubblico, rottura suolo e
per passi carrabili, concessioni e autorizzazioni che saranno rilasciate a titolo gratuito.
 la conservazione del traffico nelle zone interessate dai lavori secondo le disposizioni della D.L. e del
Comando della Polizia Municipale;
 i rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili che possono occorrere, anche su motivata
richiesta del direttore dei lavori o dal responsabile del procedimento o dall’organo di collaudo, dal giorno
in cui comincia la consegna fino al compimento del collaudo provvisorio o all’emissione del certificato di
regolare esecuzione, di tutte le utenze pubbliche e private in sottosuolo e/o soprassuolo interessanti le
opere in oggetto, intendendosi a completo carico dell'Appaltatore medesimo gli eventuali spostamenti,
ricollocazioni, opere provvisionali e/o definitive, comunque strutturate ed eseguite, necessari per
l'eliminazione delle interferenze determinate dall'esecuzione dei lavori oggetto d'appalto, nonché ogni
onere e danno dipendenti dalle utenze o a queste provocati;
 la segnalazione e delimitazione diurna e notturna dei lavori e degli ingombri sulle sedi stradali nel
rispetto del Decreto Legislativo n° 285 del 30.04.1992 "Nuovo codice della Strada" e dal DPR.
16.12.1992 n° 495 "Regolamento per l'esecuzione del Nuovo Codice della Strada" e loro successive
modificazioni ed integrazioni.
 la conservazione e consegna all'Amministrazione appaltante degli oggetti di valore intrinseco,
archeologico o storico che eventualmente si rinvenissero durante l'esecuzione dei lavori.
 la protezione del cantiere e dei ponteggi mediante idonei sistemi antintrusione;
 l'esecuzione in cantiere e/o presso istituti incaricati, di tutti gli esperimenti, saggi e controlli che verranno
in ogni tempo ordinato dalla Direzione Lavori sulle opere, materiali impiegati o da impiegarsi nella
costruzione, in correlazione a quanto prescritto circa l'accettazione dei materiali stessi, nonché sui
campioni da prelevare in opera. Quanto sopra dovrà essere effettuato su incarico della Direzione Lavori
a cura di un Laboratorio tecnologico di fiducia dell'Amministrazione. Dei campioni potrà essere ordinata

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la conservazione nell'Ufficio di direzione munendoli di sigilli a firma della Direzione Lavori e dell'Impresa
nei modi più adatti a garantirne l'autenticità; il tutto secondo le norme vigenti.
 la fornitura di idonea documentazione fotografica, delle opere in corso nei vari periodi dell'appalto,
nonché delle opere ultimate nel numero che di volta in volta sarà indicato dalla Direzione Lavori;
 il lavaggio accurato giornaliero delle aree pubbliche in qualsiasi modo lordate durante l'esecuzione dei
lavori;
 il mantenimento dell'accesso al cantiere, al libero passaggio nello stesso e nelle opere costruite od in
costruzione per le persone addette a qualunque altra impresa alla quale siano stati affidati lavori non
compresi nel presente appalto, nonché per le persone che eseguono lavori per conto diretto
dell'Amministrazione appaltante;
 la buona conservazione ed alla perfetta custodia dei materiali, forniture ed opere escluse dal presente
appalto, ma provviste od eseguite da altre ditte per conto dell'Amministrazione appaltante. I danni, che
per cause dipendenti o per sua negligenza fossero apportati ai materiali forniti ed ai lavori compiuti da
altre ditte, dovranno essere riparati a carico esclusivo dell'appaltatore;
 l'uso anticipato delle opere su richiesta della Direzione Lavori, senza che l'appaltatore abbia per ciò
diritto a speciali compensi. Esso potrà però richiedere che sia constatato lo stato delle opere stesse per
essere garantito dagli eventuali danni che potessero derivargli.
 Entro 5 giorni dal verbale di ultimazione l'Appaltatore dovrà completamente sgombrare il cantiere dei materiali,
mezzi d'opera ed impianti di sua proprietà.
Il corrispettivo per tutti gli obblighi ed oneri sopra specificati è conglobato nei prezzi dei lavori.

PARTE III - PRESCRIZIONI TECNICHE


Art. 15 Garanzie
L’impresa ha l’obbligo di garantire, per il periodo di Legge tutti le opere eseguite, sia per la qualità dei
materiali, sia per il montaggio, sia infine per il regolare funzionamento. Rimangono escluse le riparazioni dei
danni che siano da attribuirsi ad imperizia e negligenza di chi fa uso degli impianti.

PARTE IV – NORME DI MISURAZIONE - PREZZI E PAGAMENTI

Art. 16 Modalità di pagamento


I pagamenti saranno effettuati in un unico S.A.L.
Sull’importo verrà operata la ritenuta dello 0,50 per mille a garanzia dell’assolvimento degli obblighi
assicurativi e previdenziali.

Art. 17 Conto finale


Il conto finale verrà compilato entro 30 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, risultante da apposito
certificato. Sulla base dello stato finale si farà luogo al pagamento del corrispettivo.

Art. 18 Certificato di regolare esecuzione


Entro tre mesi successivi alla data di scadenza dell’appalto verrà redatto il certificato di regolare esecuzione,
in conformità all’articolo 208 del D.P.R. 21.12.1999 n. 554. Il certificato ha carattere provvisorio ed assume
carattere definitivo decorsi due anni dalla data della relativa emissione. Decorsi due anni il certificato si
intende approvato ancorché l’atto formale di approvazione non sia intervenuto entro due mesi dalla
scadenza di suddetto termine. Nell’arco di tale periodo l’appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i
vizi dei lavori eseguiti, indipendentemente dalla intervenuta liquidazione del saldo.
Qualora si evidenziassero deficienze di funzionalità delle opere eseguite, non riscontrate in precedenza
perché assimilabili a ―vizio occulto‖, l’Impresa appaltatrice sarà tenuta a intervenire ripristinando l’originaria
funzionalità.
Il certificato di regolare esecuzione non esonera il soggetto aggiudicatario dalle garanzie e dalle
responsabilità di legge.

PARTE V - DESCRIZIONE LAVORAZIONI, QUALITÀ E PROVENIENZA DEI MATERIALI, MODO


DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO

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Art. 19 Disposizioni generali
Tutti i materiali devono essere della migliore qualità, rispondenti alle norme del D.P.R. 21/4/1993, n.
246 (Regolamento di attuazione della direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE) sui prodotti da
costruzione e corrispondere a quanto stabilito nel presente capitolato speciale; ove esso non preveda
espressamente le caratteristiche per l’accettazione dei materiali a piè d’opera, o per le modalità di
esecuzione delle lavorazioni, si stabilisce che, in caso di controversia, saranno osservate le norme U.N.I., le
norme C.E.I., le norme C.N.R. le quali devono intendersi come requisiti minimi, al di sotto dei quali, e salvo
accettazione, verrà applicata una adeguata riduzione del prezzo dell’elenco.
La Direzione lavori ha la facoltà di richiedere la presentazione del campionario di quei materiali che
riterrà opportuno, e che l’Appaltatore intende impiegare, prima che vengano approvvigionati in cantiere.
In ogni caso i materiali, prima della posa in opera, dovranno essere riconosciuti idonei ed accettati dalla
Direzione dei lavori.
Quando la Direzione lavori abbia rifiutato una qualsiasi provvista come non atta all’impiego, l’Impresa
dovrà sostituirla con altra che corrisponda alle caratteristiche volute; i materiali rifiutati dovranno essere
allontanati immediatamente dal cantiere a cura e spese della stessa Impresa.
Nonostante l’accettazione dei materiali da parte della Direzione Lavori, l’Impresa resta totalmente
responsabile della riuscita delle opere anche per quanto può dipendere dai materiali stessi.
Le opere verranno eseguite secondo un programma dei lavori presentato e disposto dall’Impresa,
previa accettazione dell’Amministrazione appaltante, o dalle disposizioni che verranno ordinate volta a volta
dalla Direzione dei lavori.
Resta invece di esclusiva competenza dell’Impresa la loro organizzazione per aumentare il rendimento
della produzione lavorativa.
L’utilizzo, da parte dell’Impresa, di prodotti provenienti da operazioni di riciclaggio è ammesso, purché il
materiale finito rientri nelle successive prescrizioni di accettazione. La loro presenza deve essere dichiarata
alla Direzione lavori.
Tutte le seguenti prescrizioni tecniche valgono salvo diversa o ulteriore indicazione più restrittiva
espressa nell’elenco prezzi di ogni singola lavorazione, oppure riportate sugli altri elaborati progettuali.
Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con
materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno da quelle località
che l'Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori,
rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate.
Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato può risultare da un attestato di
conformità rilasciato dal Produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione.
I materiali in ogni caso debbono avere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti vigenti in
materia, rispondere alla specifica normativa del presente capitolato speciale e del capitolato speciale per
lavori stradali, opere edili, ultima ristampa e delle prescrizioni degli artt. 15, 16, 17 del capitolato generale
approvato con decreto ministeriale 19-4-2000, n. 145.
In caso di discordanza tra il contenuto dei capitolati speciali e le descrizioni delle singole opere che
sono presenti nell’Elenco Prezzi Unitari, vale quella presente in quest’ultimo documento (elenco).

Art. 20 Materiali in genere

Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con
materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno da quelle località
che l'appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della direzione dei lavori,
rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate.
Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato può risultare da un attestato di
conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione.
I materiali in ogni caso debbono avere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti vigenti in
materia, rispondere alla specifica normativa del presente capitolato speciale, del capitolato speciale per
lavori stradali, opere edili, ultima ristampa e delle prescrizioni degli artt. 15, 16 e 17 del capitolato generale
approvato con decreto ministeriale 19-4-2000, n. 145.

Art. 21 Acqua, calce, leganti idraulici, pozzolane, gesso


Acqua, calci aeree, calci idrauliche, leganti cementizi, pozzolane, gesso

a) Acqua - L’acqua dovrà essere dolce, limpida, priva di materie terrose, priva di sali (particolarmente
solfati e cloruri) in percentuali dannose e non essere aggressiva. Nel caso in cui si rendesse necessario,

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dovrà essere trattata per permettere un grado di purità adatta all’intervento da eseguire, oppure additivata
per evitare l’insorgere di reazioni chimico-fisiche con produzione di sostanze pericolose.
In merito di veda l’allegato I del d.m. 9 gennaio 1996.

b) Calci idrauliche e cementi.

Le calci idrauliche si dividono in:


a) calce idraulica in zolle: prodotto della cottura di calcari argillosi di natura tale che il prodotto cotto
risulti di facile spegnimento;
b, c) calce idraulica e calce eminentemente idraulica naturale o artificiale in polvere: prodotti ottenuti
con la cottura di marne naturali oppure di mescolanze intime ed omogenee di calcare e di materie argillose,
e successivi spegnimento, macinazione e stagionatura;
d) calce idraulica artificiale pozzolanica: miscela omogenea ottenuta dalla macinazione di pozzolana e
calce aerea idratata;
e) calce idraulica siderurgica: miscela omogenea ottenuta dalla macinazione di loppa basica di alto
forno granulata e di calce aerea idratata.
L’uso della calce idrata dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Direzione dei Lavori.
Per le calci idrauliche devono essere soddisfatte le seguenti limitazioni:

CALCI IDRAULICHE Perdita al contenuto in Contenuto in Rapporto di Contenut Residuo


fuoco MgO carbonati costituzione o in Mno insolubile
Calce idraulica naturale in 10% 5% 10%
zolle
Calce idraulica naturale o 5% 10%
artificiale in polvere
Calce eminentemente 5% 10%
idraulica naturale o
artificiale in polvere
Calce idraulica artificiale 5% 10% 1,5%
pozzolanica in polvere
Calce idraulica artificiale 5% 5% 5% 2,5%
siderurgica in polvere

Devono inoltre essere soddisfatti i seguenti requisiti fisico-meccanici:

Resistenze meccaniche su malta normale battuta 1:3 Prova


CALCI IDRAULICHE IN tolleranza del 10% di
POLVERE stabilità
del
volume
Resistenza a trazione dopo 28 giorni Resistenza a compressione dopo 28
di stagionatura giorni di stagionatura
Calce idraulica naturale 5 Kg/cmq 10 Kg/cmq sì
o artificiale in polvere
Calce eminentemente 10 Kg/cmq 100 Kg/cmq sì
idraulica naturale o
artificiale
Calce idraulica 10 Kg/cmq 100 Kg/cmq sì
artificiale pozzolanica
Calce idraulica 10 Kg/cmq 100 Kg/cmq sì
artificiale siderurgica

È ammesso un contenuto di MgO superiore ai limiti purché rispondano alla prova di espansione in
autoclave. Tutte le calci idrauliche in polvere devono:
1) lasciare sul setaccio da 900 maglie/cmq un residuo percentuale in peso inferiore al 2% e sul setaccio
da 4900 maglie/cmq un residuo inferiore al 20%;

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2) iniziare la presa fra le 2 e le 6 ore dal principio dell’impasto e averla già compiuta dalle 8 alle 48 ore
del medesimo;
3) essere di composizione omogenea, costante, e di buona stagionatura.
Dall’inizio dell’impasto i tempi di presa devono essere i seguenti:
inizio presa: non prima di un’ora
termine presa: non dopo 48 ore
I cementi, da impiegare in qualsiasi lavoro dovranno rispondere, per composizione, finezza di
macinazione, qualità, presa, resistenza ed altro, alle norme di accettazione di cui alla legge 26 maggio 1965
n. 595 e al d.m. 31 agosto 1972, e successive modifiche ed integrazioni. Per quanto riguarda composizione,
specificazione e criteri di conformità per i cementi comuni, si farà riferimento a quanto previsto dal d.m. 19
settembre 1993 che recepisce le norme unificate europee con le norme UNI ENV 197.
Ai sensi della legge 26 maggio 1965 n. 595, e successive modifiche, i cementi si dividono in:

A. - Cementi:

a) Cemento portland: prodotto ottenuto per macinazioni di clinker (consistente essenzialmente in silicati
idraulici di calcio), con aggiunta di gesso o anidrite dosata nella quantità necessaria per regolarizzare il
processo di idratazione;
b) Cemento pozzolanico: miscela omogenea ottenuta con la macinazione di clinker portland e di
pozzolana o di altro materiale a comportamento pozzolanico, con la quantità di gesso o anidrite necessaria a
regolarizzare il processo di idratazione;
c) Cemento d’alto forno: miscela omogenea ottenuta con la macinazione di clinker portland e di loppa
basica granulata di alto forno, con la quantità di gesso o anidrite necessaria per regolarizzare il processo di
idratazione.

B. - Cemento alluminoso: prodotto ottenuto con la macinazione di clinker costituito essenzialmente da


alluminati idraulici di calcio.

C. - Cementi per sbarramenti di ritenuta: cementi normali, di cui alla lettera A, i quali abbiano i
particolari valori minimi di resistenza alla compressione fissati con decreto ministeriale e la cui costruzione è
soggetta al regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1959, n. 1363,

D. - Agglomeranti cementizi.

Per agglomeranti cementizi si intendono i leganti idraulici che presentano resistenze fisiche inferiori o
requisiti chimici diversi da quelli che verranno stabiliti per i cementi normali. Essi si dividono in agglomerati
cementizi:
1) a lenta presa;
2) a rapida presa.
Gli agglomerati cementizi in polvere non devono lasciare, sullo staccio formato con tela metallica
unificata avente apertura di maglie 0,18 (0,18 UNI 2331), un residuo superiore al 2%; i cementi normali ed
alluminosi non devono lasciare un residuo superiore al 10% sullo staccio formato con tela metallica unificata
avente apertura di maglia 0,09 (0,09 UNI 2331).
In base all’art. 5 del r.d. n. 2229 del 16 novembre 1939 il cemento deve essere esclusivamente a lenta
presa e rispondere ai requisiti di accettazione prescritti nelle norme per i leganti idraulici in vigore all’inizio
della costruzione. Per lavori speciali il cemento può essere assoggettato a prove supplementari.
Il costruttore ha l’obbligo della buona conservazione del cemento che non debba impiegarsi
immediatamente nei lavori, curando tra l’altro che i locali, nei quali esso viene depositato, siano asciutti e
ben ventilati. L’impiego di cemento giacente da lungo tempo in cantiere deve essere autorizzato dal Direttore
dei Lavori sotto la sua responsabilità.
L’art. 9 dello stesso decreto prescrive che la dosatura di cemento per getti armati dev’essere non
inferiore a 300 kg per mc di miscuglio secco di materia inerte (sabbia e ghiaia o pietrisco); per il cemento
alluminoso la dosatura minima può essere di 250 kg per mc.
In ogni caso occorre proporzionare il miscuglio di cemento e materie inerti in modo da ottenere la
massima compattezza.
Il preventivo controllo si deve di regola eseguire con analisi granulometrica o con misura diretta dei
vuoti mediante acqua o con prove preliminari su travetti o su cubi.
I cementi normali e per sbarramenti di ritenuta, utilizzati per confezionare il conglomerato cementizio
normale, armato e precompresso, devono essere previamente controllati e certificati secondo procedure di

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cui al regolamento C.N.R. – I.C.I.T.E. del ―Servizio di controllo e certificazione dei cementi‖, allegato al
decreto 9 marzo 1988 n. 126 (rapporto n. 720314/265 del 14 marzo 1972).
I cementi indicati nella legge 26 maggio 1965, n. 595, saggiati su malta normale, secondo le prescrizioni e le
modalità indicate nel successivo art. 10, debbono avere i seguenti limiti minimi di resistenza meccanica, con
tolleranza del 5%:

Resistenza a flessione: Resistenza a compressione


CEMENTI
NORMALI E AD
ALTA RESISTENZA
Dopo Dopo 3 Dopo 7 Dopo Dopo Dopo 3 Dopo 7 Dopo Dopo 90
24 ore giorni giorni 28 24 ore giorni giorni 28 giorni
Kg/cm2 Kg/cm2 Kg/cm2 giorni Kg/cm2 Kg/cm2 Kg/cm2 giorni Kg/cm2
Kg/cm2 Kg/cm2
Normale - - 40 60 - - 175 325 -
Ad alta resistenza - 40 60 70 - 175 325 425 -
Ad alta resistenza e 40 60 - 80 175 325 - 525 -
rapido indurimento
CEMENTO 175 60 - 80 175 325 - 525 -
ALLUMINOSO
CEMENTI PER - - - - 225 350
SBARRAMENTI DI - - -
RITENUTA

I cementi devono soddisfare i seguenti requisiti nei quali le quantità sono espresse percentualmente in
peso:

CEMENTI NORMALI E AD Perd Resid Cont conte- risultato conten conte


ALTA RESISTENZA E i-ta uo e- nuto positivo del uto di -nuto
CEMENTI PER al insolu nuto di saggio di zolfo da di
SBARRAMENTI DI TENUTA fuoc -bile di MgO pozzolanicit solfuri Al2O
o SO3 à 3
Portland Normale <5 <3 < <4 --- --- ---
3,5
Ad alta <5 <3 <4 <4 --- --- ---
resistenza
Ad alta <5 <3 <4 <4 --- --- ---
resistenza e
rapido
indurimento
Pozzolanico Normale <7 < 16 < <3* Sì --- ---
3,5
Ad alta <7 < 16 <4 <3* Sì --- ---
resistenza
Ad alta <7 < 16 <4 <3* Sì --- ---
resistenza e
rapido
indurimento
D’altoforno Normale <5 <3 < < 7** --- <2 ---
3,5
Ad alta <5 <3 <4 < 7** --- <2 ---
resistenza
Ad alta <5 <3 <4 < 7** --- <2 ---
resistenza e
rapido
indurimento
CEMENTO ALLUMINOSO Normale <5 <3 <3 <3 --- <2 < 35

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Ad alta <5 <3 <3 <3 --- <2 < 35
resistenza
Ad alta <5 <3 <3 <3 --- <2 < 35
resistenza e
rapido
indurimento
AGGLOMERATO --- --- < <4 --- --- ---
CEMENTIZIO 3,5
[*] Solubile in HC1
[**] È ammesso per il cemento d'alto forno anche un contenuto di MgO superiore al 7%, purché detto
cemento risponda alla prova di indeformabilità in autoclave (v. art. 4, comma 2°). Il clinker di cemento
portland impiegato deve naturalmente corrispondere come composizione a quella definita per il cemento
Portland.

I cementi d’altoforno contenenti più del 7% di MgO non debbono dare alla prova di espansione in
autoclave una dilatazione superiore a 0,50%.
Dall’inizio dell’impasto i tempi di presa debbono essere i seguenti:

INIZIO PRESA TERMINE PRESA


CEMENTI NORMALI E AD ALTA RESISTENZA non prima di 30 minuti non dopo 12 ore
CEMENTO ALLUMINOSO non prima di 30 minuti non dopo 10 ore
CEMENTI PER SBARRAMENTI DI RITENUTA non prima di 45 minuti non dopo 12 ore
AGGLOMERATI CEMENTIZI A LENTA PRESA non prima di 45 minuti non dopo 12 ore
AGGLOMERATI CEMENTIZI A RAPIDA PRESA almeno un minuto al più 30 minuti

Il d.m. 13 settembre 1993 fissa la corrispondenza tra le denominazioni dei cementi di cui alla norma
UNI-ENV 197/1 e quelli indicati nelle norme italiane previgenti.

ENV 197/1 Norme italiane (art. 2, legge n.


595/1965 e d.m. attuativi)
Cemento Portland (CEM I) Cemento Portland
Cementi Portland compositi (CEM II/A-S; CEM II/A-D; CEM II/A-P;
CEM II/A-Q; CEM II/A-V; CEM II/A-W; CEM II/A-T; CEM II/A-L; CEM
II/B-L; CEM II/A-M)
Cemento d'altoforno (CEM III/A; CEM III/B; CEM III/C) Cemento d'altoforno
Cemento Portland composito (CEM II/B-S)
Cemento pozzolanico (CEM IV/A;CEM IV/B) Cemento pozzolanico
Cemento Portland alla pozzolana (CEM II/B-P; CEM II/B-Q)
Cemento Portland alle ceneri volanti (CEM II/B-V; CEM II/B-W)
Cemento Portland allo scisto calcinato (CEM II/B-T)
Cemento Portland composito (CEM II/B-M) Cemento d'altoforno [*]
Cemento pozzolanico [*]
Cemento Portland [*]
Cemento composito (CEM V/A; CEM V/B) Cemento d'altoforno [*]
Cemento pozzolanico [*]

[*] In funzione della composizione del cemento.

Tali cementi devono riportare le indicazioni dei limiti minimi di resistenza a compressione a 28 giorni di
cui all’art. 1 del d.m. 3 giugno 1968.
I cementi, gli agglomeranti cementizi e le calci idrauliche in polvere debbono essere forniti o:
a) in sacchi sigillati;
b) in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola che non possono essere aperti senza
lacerazione;
c) alla rinfusa.

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Se i leganti idraulici sono forniti in sacchi sigillati essi dovranno essere del peso di 50 chilogrammi
chiusi con legame munito di sigillo. Il sigillo deve portare impresso in modo indelebile il nome della ditta
fabbricante e del relativo stabilimento nonché la specie del legante.
Deve essere inoltre fissato al sacco, a mezzo del sigillo, un cartellino resistente sul quale saranno
indicati con caratteri a stampa chiari e indelebili:
a) la qualità del legante;
b) lo stabilimento produttore;
c) la quantità d’acqua per la malta normale;
d) le resistenze minime a trazione e a compressione dopo 28 giorni di stagionatura dei provini.
Se i leganti sono forniti in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola che non possono essere
aperti senza lacerazione, le indicazioni di cui sopra debbono essere stampate a grandi caratteri sugli
imballaggi stessi.
I sacchi debbono essere in perfetto stato di conservazione; se l’imballaggio fosse comunque
manomesso o il prodotto avariato, la merce può essere rifiutata.
Se i leganti sono forniti alla rinfusa, la provenienza e la qualità degli stessi dovranno essere dichiarate
con documenti di accompagnamento della merce.
Le calci idrauliche naturali, in zolle, quando non possono essere caricate per la spedizione subito dopo
l’estrazione dai forni, debbono essere conservate in locali chiusi o in sili al riparo degli agenti atmosferici. Il
trasporto in cantiere deve eseguirsi al riparo dalla pioggia o dall’umidità.

e) Gesso. - Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in
modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee
e senza parti alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere conservato in locali coperti e ben
riparati dall’umidità.
L’uso di esso dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Direzione dei Lavori.
I gessi si dividono in:

TIPO DUREZZA MASSIMA RESISTENZA ALLA RESISTENZA ALLA


TRAZIONE (dopo tre giorni) COMPRESSIONE (dopo tre
giorni)
Gesso comune 60% di acqua in 15 kg/cm2
volume
Gesso da stucco 60% di acqua in 20 kg/cm2 40 kg/cm2
volume
Gesso da forma 70% di acqua in 20 kg/cm2 40 kg/cm2
(scagliola) volume

Art. 22 Inerti normali e speciali (sabbia, ghiaia e pietrisco)


Inerti ed aggregati - In base al d.m. 9 gennaio 1996, Allegato I, gli inerti, naturali o di frantumazione,
devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose,
di gesso, ecc., in proporzioni nocive all’indurimento del conglomerato od alla conservazione delle armature.
Gli inerti, quando non espressamente stabilito, possono provenire da cava in acqua o da fiume, a
seconda della località dove si eseguono i lavori ed in rapporto alle preferenze di approvvigionamento: in ogni
caso dovranno essere privi di sostanze organiche, impurità ed elementi eterogenei.
Gli aggregati devono essere disposti lungo una corretta curva granulometrica, per assicurare il
massimo riempimento dei vuoti interstiziali.
Tra le caratteristiche chimico-fisiche degli aggregati occorre considerare anche il contenuto percentuale
di acqua, per una corretta definizione del rapporto a/c, ed i valori di peso specifico assoluto per il calcolo
della miscela d’impasto. La granulometria inoltre dovrà essere studiata scegliendo il diametro massimo in
funzione della sezione minima del getto, della distanza minima tra i ferri d’armatura e dello spessore del
copriferro.
La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche geometriche
della carpenteria del getto ed all’ingombro delle armature.
Gli inerti normali sono, solitamente, forniti sciolti; quelli speciali possono essere forniti sciolti, in sacchi o
in autocisterne. Entrambi vengono misurati a metro cubo di materiale assestato su automezzi per forniture di
un certo rilievo, oppure a secchie, di capacità convenzionale pari ad 1/100 di metro cubo nel caso di minimi
quantitativi.

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Sabbia – In base al r.d. n. 2229 del 16 novembre 1939, capo II, la sabbia naturale o artificiale dovrà
risultare bene assortita in grossezza, sarà pulitissima, non avrà tracce di sali, di sostanze terrose,
limacciose, fibre organiche, sostanze friabili in genere e sarà costituita di grani resistenti, non provenienti da
roccia decomposta o gessosa.
Essa deve essere scricchiolante alla mano, non lasciare traccia di sporco, non contenere materie
organiche, melmose o comunque dannose; dev’essere lavata ad una o più riprese con acqua dolce, qualora
ciò sia necessario, per eliminare materie nocive e sostanze eterogenee.
Le dimensioni dei grani costituenti la sabbia dovranno essere tali da passare attraverso un vaglio di fori
circolari del diametro:
- di 2 mm se si tratta di lavori di murature in genere;
- di 1 mm se si tratta degli strati grezzi di intonaci e di murature di paramento;
- di ½ mm se si tratta di colla per intonaci e per murature di paramento.
L’accettabilità della sabbia dal punto di vista del contenuto in materie organiche verrà definita con i
criteri indicati nell’allegato 1 del d.m. 3 giugno 1968 e successive modifiche ed integrazioni, sui requisiti di
accettazione dei cementi.
In base a tale decreto, la sabbia normale è una sabbia silicea, composita, a granuli tondeggianti, d’origine
naturale proveniente dal lago di Massaciuccoli in territorio di Torre del Lago, la cui distribuzione
granulometrica deve essere contenuta nel fuso granulometrico individuato dalla tabella seguente:

Designazione della Luce netta (in mm) Residuo cumulativo (percentuale in


tela peso)
2,00 UNI 2331 2,00 0
1,70 UNI 2331 1,70 5±5
1,00 UNI 2331 1,00 33 ± 5
0,50 UNI 2331 0,50 67 ± 5
0,15 UNI 2331 0,15 88 ± 5
0,08 UNI 2331 0,08 98 ± 2

Per ogni partita di sabbia normale, il controllo granulometrico deve essere effettuato su un campione di
100 g.
L’operazione di stacciatura va eseguita a secco su materiale essiccato ed ha termine quando la
quantità di sabbia che attraversa in un minuto qualsiasi setaccio risulta inferiore a 0,5 g.
La sabbia da impiegarsi nella formazione dei calcestruzzi, dovrà avere le qualità stabilite dal d.m. 27
luglio 1985 e successive modifiche ed integrazioni, che approva le ―Norme tecniche per l’esecuzione delle
opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche‖.

Ghiaia e pietrisco -

Le ghiaie, i pietrischi e le sabbie da impiegare nella formazione dei calcestruzzi, ai sensi del D.M.
9/1/1996 - Allegato 1, dovranno essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze
organiche, limose ed argillose e di gesso, in proporzioni nocive all’indurimento del conglomerato od alla
conservazione delle armature.
Le dimensioni della ghiaia o del pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle
caratteristiche geometriche dell’opera da eseguire, dal copriferro e dall’interferro delle armature.
La sabbia da impiegarsi nelle murature o nei calcestruzzi dovrà essere preferibilmente di qualità silicea
proveniente da rocce aventi alta resistenza alla compressione. Dovrà avere forma angolosa ed avere
elementi di grossezza variabile da mm 1 a mm 5.
L’Impresa dovrà garantire la regolarità delle caratteristiche della granulometria per ogni getto sulla
scorta delle indicazioni riportate sugli elaborati progettuali o dagli ordinativi della Direzione lavori.
Si definisce:
– pietrisco: materiale litoide ad elementi approssimativamente poliedrici con spigoli vivi, ottenuto per
frantumazione di pietrame o di ciottoli, passante al crivello 71 U.N.I. 2334 e trattenuto dal crivello 25 U.N.I.
2334;
– pietrischetto: materiale litoide ad elementi approssimativamente poliedrici con spigoli vivi, ottenuto per
frantumazione di pietrame o di ciottoli o di ghiaie, passante al crivello 25 U.N.I. 2334 e trattenuto dal crivello
10 U.N.I. 2334;
– graniglia: materiale litoide ad elementi approssimativamente poliedrici con spigoli vivi, ottenuto per
frantumazione di pietrame o di ciottoli o di ghiaie, passante al crivello 10 U.N.I. 2334 e trattenuto dal setaccio
2 U.N.I. 2332;
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– sabbia: materiale litoide fine, di formazione naturale od ottenuto per frantumazione di pietrame o di
ghiaie, passante al setaccio 2 U.N.I. 2332 e trattenuto dal setaccio 0,075 U.N.I. 2332;
– additivo (filler): materiale pulverulento passante al setaccio 0,075 U.N.I. 2332.
Per la caratterizzazione del materiale rispetto all’impiego valgono i criteri di massima riportati all’art. 7
delle norme tecniche del C.N.R., fascicolo n. 4/1953. I metodi da seguire per il prelevamento di aggregati,
per ottenere dei campioni rappresentativi del materiale in esame occorre fare riferimento alle norme tecniche
del C.N.R. – B.U. n. 93/82.
Gli aggregati lapidei impiegati nelle sovrastrutture stradali dovranno essere costituiti da elementi sani,
tenaci, non gelivi, privi di elementi alterati, essere puliti, praticamente esenti da materie eterogenee e
soddisfare i requisiti riportati nelle norme tecniche C.N.R. – B.U. n. 139/92.
Devono essere costituiti da materiale frantumato spigoloso e poliedrico. Per l’additivo (filler) che deve
essere costituito da polvere proveniente da rocce calcaree di frantumazione, all’occorrenza si può usare
anche cemento portland e calce idrata con l’esclusione di qualsiasi altro tipo di polvere minerale.

Argilla espansa - Si presenta sotto forma di granulato, con grani a struttura interna cellulare chiusa e
vetrificata, con una dura e resistente scorza esterna.
In base alla circolare n. 252 AA.GG./S.T.C. del 15 ottobre 1996, per granuli di argilla espansa e scisti di
argilla espansa, si richiede:
- nel caso di argilla espansa: superficie a struttura prevalentemente chiusa, con esclusione di frazioni
granulometriche ottenute per frantumazione successiva alla cottura;
- nel caso di scisti espansi: struttura non sfaldabile con esclusione di elementi frantumati come sopra
indicato.
Ogni granulo, di colore bruno, deve avere forma rotondeggiante ed essere privo di materiali attivi,
organici o combustibili; deve essere inattaccabile da acidi ed alcali concentrati, e deve conservare le sue
qualità in un largo intervallo di temperatura. I granuli devono galleggiare sull’acqua senza assorbirla.Il peso
specifico dell’argilla espansa è compreso tra i 350 ed i 530 kg/m3 a seconda della granulometria.

Art. 23 Pietre naturali e marmi


a) Pietre naturali. - Le pietre naturali da impiegarsi nelle murature e per qualsiasi altro lavoro, dovranno
essere a grana compatta e ripulite da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, da screpolature, peli,
venature e scevre di sostanze estranee; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire
una resistenza proporzionata all’entità della sollecitazione cui saranno soggette, e devono essere
efficacemente aderenti alle malte.
Saranno, pertanto, assolutamente escluse le pietre marnose e quelle alterabili all’azione degli agenti
atmosferici e dell’acqua corrente.
Le pietre da taglio oltre a possedere i requisiti ed i caratteri generali sopra indicati, dovranno avere
struttura uniforme, essere prive di fenditure, cavità e litoclasi, essere sonore alla percussione e di perfetta
lavorabilità.

b) Pietra da taglio. - La pietra da taglio da impiegare nelle costruzioni dovrà presentare la forma e le
dimensioni di progetto, ed essere lavorata, secondo le prescrizioni che verranno impartite dalla Direzione dei
Lavori all’atto dell’esecuzione, nei seguenti modi:
a) a grana grossa, se lavorata semplicemente con la punta grossa senza fare uso della martellina per
lavorare le facce viste, né dello scalpello per ricavarne spigoli netti;
b) a grana ordinaria, se le facce viste saranno lavorate con la martellina a denti larghi;
c) a grana mezza fina, se le facce predette saranno lavorate con la martellina a denti mezzani;
d) a grana fina, se le facce predette saranno lavorate con la martellina a denti finissimi.
In tutte le lavorazioni, esclusa quella a grana grossa, le facce esterne di ciascun concio della pietra da
taglio dovranno avere gli spigoli vivi e ben cesellati per modo che il giunto fra concio e concio non superi la
larghezza di 5 mm per la pietra a grana ordinaria e di 3 mm per le altre.
Qualunque sia il genere di lavorazione delle facce viste, i letti di posa e le facce di congiunzione
dovranno essere ridotti a perfetto piano e lavorati a grana fina. Non saranno tollerate né smussature agli
spigoli, né cavità nelle facce, né stuccature in mastice o rattoppi. La pietra da taglio che presentasse tali
difetti verrà rifiutata e l’Impresa dovrà sostituirla immediatamente, anche se le scheggiature o gli ammacchi
si verificassero dopo il momento della posa in opera fino al momento del collaudo.

c) Marmi. - I marmi dovranno essere della migliore qualità, perfettamente sani, senza scaglie, brecce,
vene, spaccature, nodi, peli o altri difetti che ne infirmino l’omogeneità e la solidità. Non saranno tollerate
stuccature, tasselli, rotture, scheggiature. I marmi colorati devono presentare in tutti i pezzi le precise tinte e
venature caratteristiche della specie prescelta.
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Le opere in marmo dovranno avere quella perfetta lavorazione che è richiesta dall’opera stessa, con
congiunzioni senza risalti e piani perfetti.
Salvo contraria disposizione, i marmi dovranno essere, di norma, lavorati in tutte le facce viste a pelle
liscia, arrotate e pomiciate. Potranno essere richiesti, quando la loro venatura si presti, con la superficie vista
a spartito geometrico, a macchina aperta, a libro o comunque ciocata.

d) Pietre artificiali. - La pietra artificiale, ad imitazione della pietra naturale, sarà costituita da
conglomerato cementizio, formato con cementi adatti, sabbia silicea, ghiaino scelto sottile lavato, e graniglia
della stessa pietra naturale che s’intende imitare. Il conglomerato così formato sarà gettato entro apposite
casseforme, costipandolo poi mediante battitura a mano o pressione meccanica.
Il nucleo sarà dosato con almeno q. 3,5 di cemento Portland per ogni m3 di impasto e con almeno q. 4
quando si tratti di elementi sottili, capitelli, targhe e simili. Le superfici in vista, che dovranno essere gettate
contemporaneamente al nucleo interno, saranno costituite, per uno spessore di cm 2 almeno, da impasto più
ricco formato da cemento bianco, graniglia di marmo, terre colorate e polvere della pietra naturale che si
deve imitare.
Le stesse superfici saranno lavorate, dopo completo indurimento, in modo da presentare struttura
identica per apparenza della grana, tinta e lavorazione, alla pietra naturale imitata. Inoltre la parte
superficiale sarà gettata con dimensioni sovrabbondanti rispetto a quelle definitive; queste ultime saranno
poi ricavate asportando materia per mezzo di utensili da scalpellino, essendo vietate in modo assoluto le
stuccature, le tassellature ed in generale le aggiunte del materiale.
I getti saranno opportunamente armati con tondini di ferro e lo schema dell’armatura dovrà essere
preventivamente approvato dalla Direzione dei Lavori.
Per la posa in opera dei getti sopra descritti valgono le stesse prescrizioni indicate per i marmi.
La dosatura e la stagionatura degli elementi di pietra artificiale devono essere tali che il conglomerato
soddisfi le seguenti condizioni:
– inalterabilità agli agenti atmosferici;
– resistenza alla rottura per schiacciamento superiore a 300 kg/cm2 dopo 28 giorni;
– le sostanze coloranti adoperate nella miscela non dovranno agire chimicamente sui cementi sia con
azione immediata, sia con azione lenta e differita; non conterranno quindi né acidi, né anilina, né gesso; non
daranno aumento di volume durante la presa né successiva sfioritura e saranno resistenti alla luce.
La pietra artificiale, da gettare sul posto come paramento di ossature grezze, sarà formata da rinzaffo
ed arricciature in malta cementizia, e successivo strato di malta di cemento, con colori e graniglia della
stessa pietra naturale da imitare.
Quando tale strato deve essere sagomato per formare cornici, oltre che a soddisfare tutti i requisiti
sopra indicati, dovrà essere confezionato ed armato nel modo più idoneo per raggiungere la perfetta
adesione alle murature sottostanti, che saranno state in precedenza debitamente preparate, terse e lavate
abbondantemente dopo profonde incisioni dei giunti con apposito ferro.
Le facce viste saranno ricavate dallo strato esterno a graniglia, mediante i soli utensili di scalpellino o
marmista, vietandosi in modo assoluto ogni opera di stuccatura, riportati, ecc.

Art. 24 Materiali ferrosi e metalli vari

a) Materiali ferrosi. — I materiali ferrosi dovranno presentare caratteristiche di ottima qualità essere privi
di difetti, scorie, slabbrature, soffiature, ammaccature, soffiature, bruciature, paglie e da qualsiasi altro difetto
apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili; devono inoltre essere in stato di
ottima conservazione e privi di ruggine. Sottoposti ad analisi chimica devono risultare esenti da impurità e da
sostanze anormali.
La loro struttura micrografica deve essere tale da dimostrare l’ottima riuscita del processo metallurgico
di fabbricazione e da escludere qualsiasi alterazione derivante dalla successiva lavorazione a macchina od a
mano che possa menomare la sicurezza d’impiego.
I materiali destinati ad essere inseriti in altre strutture o che dovranno poi essere verniciati, devono
pervenire in cantiere protetti da una mano di antiruggine.
Si dovrà tenere conto del d.m. 27 luglio 1985 ―Norme tecniche per l’esecuzione delle opere in c.a.
normale e precompresso e per le strutture metalliche‖, della legge 5 novembre 1971 n. 1086 ―Norme per la
disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato normale e precompresso ed a strutture metalliche‖
e della legge 2 febbraio 1974 n. 74 ―Provvedimenti per la costruzione con particolari prescrizioni per le zone
sismiche‖
Essi dovranno rispondere a tutte le condizioni previste dal d.m. 26 marzo 1980 (allegati nn. 1, 3 e 4) ed
alle norme UNI vigenti (UNI EN 10025 gennaio 1992) e presentare inoltre, a seconda della loro qualità, i
seguenti requisiti:
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Ferro. — Il ferro comune dovrà essere di prima qualità, eminentemente duttile e tenace e di
marcatissima struttura fibrosa. Esso dovrà essere malleabile, liscio alla superficie esterna, privo di
screpolature, saldature e di altre soluzioni di continuità.
L’uso del ferro tondo per cemento armato, sul quale prima dell’impiego si fosse formato uno strato di
ruggine, deve essere autorizzato dalla Direzione dei Lavori.

Acciaio trafilato o dolce laminato. — Per la prima varietà è richiesta perfetta malleabilità e lavorabilità a
freddo e a caldo, tali da non generare screpolature o alterazioni; esso dovrà essere inoltre saldabile e non
suscettibile di prendere la tempera; alla rottura dovrà presentare struttura lucente e finemente granulare.
L’acciaio extra dolce laminato dovrà essere eminentemente dolce e malleabile, perfettamente lavorabile a
freddo ed a caldo, senza presentare screpolature od alterazioni; dovrà essere saldabile e non suscettibile di
prendere la tempra.

Acciaio fuso in getto. — L’acciaio in getti per cuscinetti, cerniere, rulli e per qualsiasi altro lavoro, dovrà
essere di prima qualità, esente da soffiature e da qualsiasi altro difetto.

Acciaio da cemento armato normale. — In base al d.m. 9 gennaio 1996 viene imposto il limite di 14 mm
al diametro massimo degli acciai da c.a. forniti in rotoli al fine di evitare l’impiego di barre che, in
conseguenza al successivo raddrizzamento, potrebbero presentare un decadimento eccessivo delle
caratteristiche meccaniche.
Per diametri superiori ne è ammesso l’uso previa autorizzazione del Servizio tecnico centrale, sentito il
Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Ghisa. — La ghisa dovrà essere di prima qualità e di seconda fusione dolce, tenace, leggermente
malleabile, facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello; la frattura sarà grigia, finemente granulosa e
perfettamente omogenea, esente da screpolature, vene, bolle, sbavature, asperità ed altri difetti capaci di
menomarne la resistenza. Dovrà essere inoltre perfettamente modellata.
È assolutamente escluso l’impiego di ghise fosforose.
I chiusini e le caditoie saranno in ghisa grigia o ghisa sferoidale secondo la norma UNI 4544, realizzati
secondo norme UNI EN 124 di classe adeguata al luogo di utilizzo, in base al seguente schema:

Luogo di utilizzo Classe Portata


Per carichi elevati in aree speciali E 600 t 60
Per strade a circolazione normale D 400 t 40
Per banchine e parcheggi con presenza di veicoli pesanti C 250 t 25
Per marciapiedi e parcheggi autovetture B 125 t 12,5

Trafilati, profilati, laminati. — Devono presentare alle eventuali prove di laboratorio, previste dal
Capitolato o richieste dalla Direzione dei Lavori, caratteristiche non inferiori a quelle prescritte dalle norme
per la loro accettazione; in particolare il ferro tondo per cemento armato, dei vari tipi ammessi, deve essere
fornito con i dati di collaudo del fornitore.
Il r.d. n. 2229 del 16 novembre 1939, capo II, prescrive che l’armatura del conglomerato è normalmente
costituita con acciaio dolce (cosiddetto ferro omogeneo) oppure con acciaio semi duro o acciaio duro, in
barre tonde prive di difetti, di screpolature, di bruciature o di altre soluzioni di continuità.
Dalle prove di resistenza a trazione devono ottenersi i seguenti risultati:
a) per l’acciaio dolce (ferro omogeneo): carico di rottura per trazione compreso fra 42 e 50 kg/mm²,
limite di snervamento non inferiore a 23 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 20 per cento.
Per le legature o staffe di pilastri può impiegarsi acciaio dolce con carico di rottura compreso fra 37 e 45
kg/mm² senza fissarne il limite inferiore di snervamento;
b) per l’acciaio semiduro: carico di rottura per trazione compreso fra 50 e 60 kg/mm²; limite di
snervamento non inferiore a 27 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 16%;
c) per l’acciaio duro: carico di rottura per trazione compreso fra 60 e 70 kg/mm², limite di snervamento
non inferiore a 31 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 14%.

b) Metalli vari. — Il piombo, lo stagno, il rame e tutti gli altri metalli o leghe metalliche da impiegare
devono essere delle migliori qualità, ben fusi o laminati a seconda della specie di lavori a cui sono destinati,
e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la forma, o ne alteri la resistenza o la durata.

Art. 25 Legnami
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I legnami, da impiegare in opere stabili o provvisorie, di qualunque essenza essi siano, dovranno
rispondere a tutte le prescrizioni di cui al d.m. 30 ottobre 1912 ed alle norme UNI vigenti; saranno provveduti
fra le più scelte qualità della categoria prescritta e non presenteranno difetti incompatibili con l’uso a cui sono
destinati: dovranno quindi essere di buona qualità, privi di alburno, fessure, spaccature, esenti da nodi
profondi o passanti, cipollature, buchi od altri difetti, sufficientemente stagionati tranne che non siano stati
essiccati artificialmente, presentare colore e venatura uniforme.
Possono essere individuate quattro categorie di legname:

Caratteristiche 1a categoria 2a categoria 3a categoria


Tipo di legname Assolutamente sano Sano Sano
Alterazioni cromatiche Immune Lievi Tollerate
Perforazioni provocate da insetti o Immune Immune Immune
funghi
Tasche di resina Escluse Max spessore mm 3
Canastro Escluso Escluso

Cipollature Escluse Escluse Escluse


Lesioni Escluse Escluse Escluse
Fibratura Regolare Regolare Regolare
Deviazione massima delle fibre 1/15 1/8 1/5
rispetto all’asse longitudinale del (pari al 6,7%) (pari al 12,5%) (pari al 20%)
pezzo
Nodi Aderenti Aderenti Aderenti per almeno
2/3
Diametro Max 1/5 della Max 1/3 della Max 1/2 della
dimensione minima di dimensione minima di dimensione minima di
sezione e in ogni caso sezione e in ogni caso sezione
max cm 5 max cm 7
Frequenza dei nodi in cm 15 di La somma dei diametri La somma dei diametri La somma dei diametri
lunghezza della zona più nodosa dei vari nodi non deve dei vari nodi non deve dei vari nodi non deve
oltrepassare i 2/5 della oltrepassare i 2/3 della oltrepassare i ¾ della
larghezza di sezione larghezza di sezione larghezza di sezione
Fessurazioni alle estremità Assenti Lievi Tollerate
Smussi nel caso di segati a Assenti Max 1/20 della Max 1/10 della
spigolo vivo dimensione che ne è dimensione che ne è
affetta affetta

– 4a categoria (da non potersi ammettere per costruzioni permanenti): tolleranza di guasti, difetti,
alterazioni e smussi superanti i limiti della 3a categoria.
Il tavolame dovrà essere ricavato dai tronchi più diritti, affinché le fibre non risultino tagliate dalla sega.
Nei legnami grossolanamente squadrati ed a spigolo smussato, tutte le facce dovranno essere spianate
e senza scarniture, tollerandosene l’alburno o lo smusso in misura non maggiore di un sesto del lato della
sezione trasversale.
I legnami a spigolo vivo dovranno essere lavorati e squadrati a sega con le diverse facce esattamente
spianate, senza rientranze o risalti, e con gli spigoli tirati a filo vivo, senza alburno né smussi di sorta.
I legnami si misurano per cubatura effettiva; per le antenne tonde si assume il diametro o la sezione a
metà altezza; per le sottomisure coniche si assume la larghezza della tavola nel suo punto di mezzo.
Il legname, salvo diversa prescrizione, deve essere nuovo, nelle dimensioni richieste o prescritte.
Per quanto riguarda la resistenza al fuoco si fa riferimento alla norma UNI 9504/89 ―Procedimento
analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi in legno‖, riferibile sia al legno massiccio
che al legno lamellare, trattati e non, articolata in:
– determinazione della velocità di penetrazione della carbonizzazione;
– determinazione della sezione efficace ridotta (sezione resistente calcolata tenendo conto della
riduzione dovuta alla carbonizzazione del legno);
– verifica della capacità portante allo stato limite ultimo di collasso nella sezione efficace ridotta più
sollecitata secondo il metodo semiprobabilistico agli stati limite.

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Art. 26 Semilavorati

Laterizi

I laterizi da impiegare per lavori di qualsiasi genere, dovranno corrispondere alle norme per
l’accettazione di cui al r.d. 16 novembre 1939, n. 2233 e al d.m. 26 marzo 1980, allegato 7, ed alle norme
U.N.I. vigenti (da 5628-65 a 5630-65; 5632-65, 5967-67, 8941/1-2-3 e 8942 parte seconda).
Agli effetti del r.d. 16 novembre 1939, n. 2233 si intendono per laterizi materiali artificiali da costruzione,
formati di argilla, contenente quantità variabili di sabbia, di ossido di ferro, di carbonato di calcio, purgata,
macerata, impastata, pressata e ridotta in pezzi di forma e di dimensioni prestabilite, pezzi che, dopo
asciugamento, vengono esposti a giusta cottura in apposite fornaci.
I laterizi di qualsiasi tipo, forma e dimensione debbono nella massa essere scevri da sassolini e da altre
impurità; avere facce lisce e spigoli regolari; presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine ed uniforme;
dare, al colpo di martello, suono chiaro; assorbire acqua per immersione;
asciugarsi all’aria con sufficiente rapidità; non sfaldarsi e non sfiorire sotto l’influenza degli agenti
atmosferici e di soluzioni saline; non screpolarsi al fuoco; avere resistenza adeguata agli sforzi ai quali
dovranno essere assoggettati, in relazione all’uso.
Essi devono provenire dalle migliori fornaci, presentare cottura uniforme, essere di pasta compatta,
omogenea, priva di noduli e di calcinaroli e non contorti.
Agli effetti delle presenti norme, i materiali laterizi si suddividono in:
a) materiali laterizi pieni, quali i mattoni ordinari, i mattoncini comuni e da pavimento, le pianelle per
pavimentazione, ecc.;
b) materiali laterizi forati, quali i mattoni con due, quattro, sei, otto fori, le tavelle, i tavelloni, le forme
speciali per volterrane, per solai di struttura mista, ecc.;
c) materiali laterizi per coperture, quali i coppi e le tegole di varia forma ed i rispettivi pezzi speciali.
I mattoni pieni e semipieni, i mattoni ed i blocchi forati per murature non devono contenere solfati
alcalini solubili in quantità tale da dare all’analisi oltre lo 0.5 0/00 di anidride solforica (SO3).
I mattoni pieni per uso corrente dovranno essere parallelepipedi, di lunghezza doppia della larghezza,
salvo diverse proporzioni dipendenti da uso locale, di modello costante e presentare, sia all’asciutto che
dopo prolungata immersione nell’acqua, una resistenza allo schiacciamento non inferiore a 140 kg/cm2.
I mattoni forati di tipo portante, le volterrane ed i tavelloni (UNI 2105 - 2107/42) dovranno pure
presentare una resistenza alla compressione di almeno 25 kg/cm2 di superficie totale presunta.
I mattoni da impiegarsi per l’esecuzione di muratura a faccia vista, dovranno essere di prima scelta e
fra i migliori esistenti sul mercato, non dovranno presentare imperfezioni o irregolarità di sorta nelle facce a
vista, dovranno essere a spigoli vivi, retti e senza smussatura; dovranno avere colore uniforme per l’intera
fornitura.
Adeguata campionatura dei laterizi da impiegarsi dovrà essere sottoposta alla preventiva approvazione
della Direzione dei Lavori.
Si computano, a seconda dei tipi, a numero, a metro quadrato, a metro quadrato per centimetro di
spessore.

Malte, calcestruzzi e conglomerati

In base al d.m. 3 giugno 1968 le proporzioni in peso sono le seguenti: una parte di cemento, tre parti di
sabbia composita perfettamente secca e mezza parte di acqua (rapporto acqua: legante 0,5).
Il legante, la sabbia, l’acqua, l’ambiente di prova e gli apparecchi debbono essere ad una temperatura
di 20 ± 2°C.L’umidità relativa dell’aria dell’ambiente di prova non deve essere inferiore al 75%.Ogni impasto,
sufficiente alla confezione di tre provini, è composto di:450 g di legante, 225 g di acqua, 1350 g di sabbia. Le
pesate dei materiali si fanno con una precisione di ± 0,5%.
In base al d.m. 9 gennaio 1996 - Allegato 1, la distribuzione granulometrica degli inerti, il tipo di
cemento e la consistenza dell’impasto, devono essere adeguati alla particolare destinazione del getto, ed al
procedimento di posa in opera del conglomerato.
Il quantitativo d’acqua deve essere il minimo necessario a consentire una buona lavorabilità del
conglomerato tenendo conto anche dell’acqua contenuta negli inerti.
Partendo dagli elementi già fissati il rapporto acqua-cemento, e quindi il dosaggio del cemento, dovrà
essere scelto in relazione alla resistenza richiesta per il conglomerato.
L’impiego degli additivi dovrà essere subordinato all’accertamento dell’assenza di ogni pericolo di
aggressività.
L’impasto deve essere fatto con mezzi idonei ed il dosaggio dei componenti eseguito con modalità atte
a garantire la costanza del proporzionamento previsto in sede di progetto.
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Per quanto applicabile e non in contrasto con le presenti norme si potrà fare utile riferimento alla norma
UNI 9858 (maggio 1991).
In particolare, i quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione delle malte e dei
conglomerati, secondo le particolari indicazioni che potranno essere imposte dalla Direzione dei Lavori o
stabilite nell’elenco prezzi, dovranno corrispondere alle seguenti proporzioni:

a) Malta comune.
Calce spenta in pasta 0,25/0,40 m3
Sabbia 0,85/1,00 m3
b) Malta comune per intonaco rustico (rinzaffo).
Calce spenta in pasta 0,20/0,40 m3
Sabbia 0,90/1,00 m3
c) Malta comune per intonaco civile (Stabilitura).
Calce spenta in pasta t 0,35/0,4 m3
Sabbia vagliata 0,800 m3
d) Malta grossa di pozzolana.
Calce spenta in pasta 0,22 m3
Pozzolana grezza 1,10 m3
e) Malta mezzana di pozzolana.
Calce spenta in pasta 0,25 m3
Pozzolana vagliata 1,10 m3
f) Malta fina di pozzolana.
Calce spenta in pasta 0,28 m3
g) Malta idraulica.
Calce idraulica da 3 a 5 q
Sabbia 0,90 m3
h) Malta bastarda.
Malta di cui alle lettere a), b), g) 1,00 m3
Aggiornamento cementizio a lenta presa 1,50 q
i) Malta cementizia forte.
Cemento idraulico normale da 3 a 6 q
Sabbia 1,00 m3
l) Malta cementizia debole.
Agglomerato cementizio a lenta presa da 2,5 a 4 q
Sabbia 1,00 m3
m) Malta cementizia per intonaci.
Agglomerato cementizio a lenta presa 6,00 q
Sabbia 1,00 m3
n) Malta fine per intonaci.
Malta di cui alle lettere c), f), g) vagliata allo straccio fino
o) Malta per stucchi.
Calce spenta in pasta 0,45 m3
Polvere di marmo 0,90 m3
p) Calcestruzzo idraulico di pozzolana.
Calce comune 0,15 m3
Pozzolana 0,40 m3
Pietrisco o ghiaia 0,80 m3
q) Calcestruzzo in malta idraulica.
Calce idraulica da 1,5 a 3 q
Sabbia 0,40 m3
Pietrisco o ghiaia 0,80 m3
r) Conglomerato cementizio per muri, fondazioni, sottofondi.
Cemento da 1,5 a 2,5 q
Sabbia 0,40 m3
Pietrisco o ghiaia 0,80 m3
s) Conglomerato cementizio per strutture sottili.
Cemento da 3 a 3,5 q
Sabbia 0,40 m3
Pietrisco o ghiaia 0,80 m3

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Quando la Direzione dei Lavori ritenesse di variare tali proporzioni, l’Impresa sarà obbligata ad
uniformarsi alle prescrizioni della medesima, salvo le conseguenti variazioni di prezzo in base alle nuove
proporzioni previste. I materiali, le malte ed i conglomerati, esclusi quelli forniti in sacchi di peso determinato,
dovranno ad ogni impasto essere misurati con apposite casse, della capacità prescritta dalla Direzione dei
Lavori, che l’Impresa sarà in obbligo di provvedere e mantenere a sue spese costantemente su tutti i piazzali
ove verrà effettuata la manipolazione.
La calce spenta in pasta non dovrà essere misurata in fette, come viene estratta con badile dal
calcinaio, bensì dopo essere stata rimescolata e ricondotta ad una pasta omogenea consistente e bene
unita.
L’impasto dei materiali dovrà essere fatto a braccia d’uomo, sopra aree convenientemente pavimentate,
oppure a mezzo di macchine impastatrici o mescolatrici.
In riferimento al d.m. 3 giugno 1968, la preparazione della malta normale viene fatta in un miscelatore
con comando elettrico, costituito essenzialmente:
– da un recipiente in acciaio inossidabile della capacità di litri 4,7, fornito di mezzi mediante i quali
possa essere fissato rigidamente al telaio del miscelatore durante il processo di miscelazione;
– da una paletta mescolatrice, che gira sul suo asse, mentre è azionata in un movimento planetario
attorno all’asse del recipiente.
Le velocità di rotazione debbono essere quelle indicate nella tabella seguente:

VELOCITÀ PALETTA MESCOLATRICE MOVIMENTO PLANETARIO


giri/minuto giri/minuto
Bassa 140 ± 5 65 ± 5
Alta 285 ± 10 125 ± 10

I sensi di rotazione della paletta e del planetario sono opposti ed il rapporto tra le due velocità di
rotazione non deve essere un numero intero.
Per rendere agevole l’introduzione dei materiali costituenti l’impasto, sono inoltre da rispettare le
distanze minime indicate tra il bordo del recipiente, quando è applicato ed in posizione di lavoro, e le parti
dell’apparecchio ad esso vicine.
L’operazione di miscelazione va condotta seguendo questa procedura:
– si versa l’acqua nel recipiente;
– si aggiunge il legante;
– si avvia il miscelatore a bassa velocità;
– dopo 30 secondi si aggiunge gradualmente la sabbia, completando l’operazione in 30 secondi;
– si porta il miscelatore ad alta velocità, continuando la miscelazione per 30 secondi;
– si arresta il miscelatore per 1 minuto e 30 secondi.
Durante i primi 15 secondi, tutta la malta aderente alla parete viene tolta mediante una spatola di
gomma e raccolta al centro del recipiente. Il recipiente rimane quindi coperto per 1 minuto e 15 secondi;
– si miscela ad alta velocità per 1 minuto.
I materiali componenti le malte cementizie saranno prima mescolati a secco, fino ad ottenere un
miscuglio di tinta uniforme, il quale verrà poi asperso ripetutamente con la minore quantità di acqua
possibile, ma sufficiente, rimescolando continuamente.
Nella composizione di calcestruzzi con malte di calce comune od idraulica, si formerà prima l’impasto
della malta con le proporzioni prescritte, impiegando la minore quantità di acqua possibile, poi si distribuirà la
malta sulla ghiaia o pietrisco e si mescolerà il tutto fino a che ogni elemento sia per risultare uniformemente
distribuito nella massa ed avviluppato di malta per tutta la superficie.
Per i conglomerati cementizi semplici od armati gli impasti dovranno essere eseguiti in conformità alle
prescrizioni contenute nel d.m. 26 marzo 1980 - d.m. 27 luglio 1985 e successive modifiche ed integrazioni.
Gli impasti, sia di malta che di conglomerato, dovranno essere preparati soltanto nella quantità
necessaria, per l’impiego immediato, cioè dovranno essere preparati volta per volta e per quanto possibile in
vicinanza del lavoro. I residui di impasto che non avessero, per qualsiasi ragione, immediato impiego
dovranno essere gettati a rifiuto, ad eccezione di quelli formati con calce comune, che potranno essere
utilizzati però nella sola stessa giornata del loro confezionamento.
Additivi
Gli additivi sono sostanze di diversa composizione chimica, in forma di polveri o di soluzioni acquose,
classificati secondo la natura delle modificazioni che apportano agli impasti cementizi. La norma UNI 7101-
72 classifica gli additivi aventi, come azione principale, quella di:
– fluidificante e superfluidificante di normale utilizzo che sfruttano le proprietà disperdenti e bagnanti di
polimeri di origine naturale e sintetica. La loro azione si esplica attraverso meccanismi di tipo elettrostatico e

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favorisce l’allontanamento delle singole particelle di cemento in fase di incipiente idratazione le une dalle
altre, consentendo così una migliore bagnabilità del sistema, a parità di contenuto d’acqua;
– aerante, il cui effetto viene ottenuto mediante l’impiego di particolari tensioattivi di varia natura, come
sali di resine di origine naturale, sali idrocarburi solfonati, sali di acidi grassi, sostanze proteiche, ecc. Il
processo di funzionamento si basa sull’introduzione di piccole bolle d’aria nell’impasto di calcestruzzo, le
quali diventano un tutt’uno con la matrice (gel) che lega tra loro gli aggregati nel conglomerato indurito. La
presenza di bolle d’aria favorisce la resistenza del calcestruzzo ai cicli gelo-disgelo;
– ritardante, che agiscono direttamente sul processo di idratazione della pasta cementizia
rallentandone l’inizio della presa e dilatando l’intervento di inizio e fine-presa. Sono principalmente costituiti
da polimeri derivati dalla lignina opportunamente solfonati, o da sostanze a tenore zuccherino provenienti da
residui di lavorazioni agro-alimentari;
– accelerante, costituito principalmente da sali inorganici di varia provenienza (cloruri, fosfati, carbonati,
etc.) che ha la proprietà di influenzare i tempi di indurimento della pasta cementizia, favorendo il processo di
aggregazione della matrice cementizia mediante un meccanismo di scambio ionico tra tali sostanze ed i
silicati idrati in corso di formazione;
– antigelo, che consente di abbassare il punto di congelamento di una soluzione acquosa (nella
fattispecie quella dell’acqua d’impasto) e il procedere della reazione di idratazione, pur rallentata nella sua
cinetica, anche in condizioni di temperatura inferiori a 0°.
Per ottenere il massimo beneficio, ogni additivazione deve essere prevista ed eseguita con la massima
attenzione, seguendo alla lettera le modalità d’uso dei fabbricanti.

Art. 27 Pavimentazione in ghiaia effetto lavato


La pavimentazione all’interno dell’area 4, come meglio specificato negli elaborati grafici di progetto con
ghiaia a vista effetto lavato rifinita con liste di cordoli in pietra arenaria, dovrà essere eseguita mediante
l'impiego di un calcestruzzo corticale Rck 25, colorato, gettato in opera, di spessore minimo cm 8 e nel
rispetto delle seguenti fasi:
- Realizzazione di un sottofondo in calcestruzzo magro, armato con rete e.s. Ø8/20x20 interposta, dello
spessore pari a circa 17 cm o quanto occorra per consentire il rispetto delle quote di piano finito indicate in
progetto e successivo posizionamento dei giunti di dilatazione e/o di eventuali inserti costituenti il motivo
architettonico secondo le prescrizioni della D.L., trattamento protettivo di cordoli, zoccolature ed ogni altro
elemento architettonico che potrebbe sporcarsi durante il getto della pavimentazione, da realizzarsi
mediante l'applicazione con pennellessa di un prodotto specifico tipo Pieri® VBA Protector della Levocell o
equivalente.
- Confezionamento del calcestruzzo corticale progettato con caratteristiche di mix-design, natura e
colorazione degli inerti e della matrice cementizia che dovranno essere accettati dalla D.L. previa
realizzazione di campionature, con l'aggiunta di un additivo premiscelato multifunzionale colorato in polvere
tipo Pieri® Chromofibre 1B della Levocell o equivalente appositamente studiato per la realizzazione di
pavimentazioni a ghiaia a vista.
Il dosaggio dell'additivo in polvere, contenuto in confezioni fas-pack completamente idrosolubili, dovrà
essere pari a 25 kg/mc.
L'aggiunta di tale additivo nel calcestruzzo dovrà determinare un aumento delle resistenze i cicli di gelo
e disgelo, all'abrasione, alla fessurazione ed agli urti, con conseguente eliminazione della rete elettrosaldata
se non calcolata; dovrà determinare inoltre una colorazione uniforme e durabile della matrice del
calcestruzzo, con stabilità del colore scelto e riduzione delle efflorescenze. L'additivo multifunzionale dovrà
essere mescolato al calcestruzzo di consistenza S2 in autobetoniera, fino al raggiungimento di una corretta
omogeneità dell'impasto (minimo 7-8 minuti alla velocità massima).
- Posa in opera del calcestruzzo confezionato mediante di stesura, staggiattura ed eventuale lisciatura
a mano dell'impasto, evitando ogni tipo di vibrazione o sollecitazione che potrebbe indurre l'affondamento
degli inerti, - Applicazione a spruzzo con adeguata pompa a bassa pressione di uno strato uniforme di
liquido disattivante di superficie tipo Pieri® VBA Bio della Levocell o equivalente in ragione di 3 mq/lt.
Il prodotto oltre ad agire da protettivo anti-evaporante, dovrà rallentare la presa superficiale del
calcestruzzo della pavimentazione e, pertanto, dovrà essere applicato prima dell'inizio della stessa,
immediatamente dopo le operazioni di getto e staggiatura.- Lavaggio della superficie con abbondante acqua
fredda a pressione, per portare a vista gli inerti, da eseguirsi dopo circa 24 ore e, comunque, in funzione
delle condizioni di umidità, temperatura e della classe di cemento impiegata.
La D.L. potrà richiedere, a sua discrezione, prove sulla pavimentazione e controllare qualità e dosaggio
dei costituenti. Potrà inoltre, acquisire dalla Società fornitrice dei prodotti, sia la certificazione di qualità ai
sensi della ISO 9001:2000, sia una dichiarazione di conformità relativa alla partita di materiale consegnato di
volta in volta.

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Art. 28 – Prove dei materiali - Certificazioni di conformità

In correlazione a quanto è prescritto circa la qualità e le caratteristiche dei materiali per la loro
accettazione, l’Impresa sarà obbligata a prestarsi in ogni tempo alle prove dei materiali impiegati o da
impiegarsi, nonché a quelle di campioni di lavori eseguiti, da prelevarsi in opera, sottostando a tutte le spese
di prelevamento ed invio di campioni al laboratorio prove ed analisi debitamente riconosciuto.
L’Impresa sarà tenuta a pagare le spese per dette prove, secondo le tariffe degli Istituti stessi. Dei
campioni potrà essere ordinata la conservazione nel competente ufficio tecnico o sedi distaccate
dell’Amministrazione appaltante, numerandoli di sigilli e firma del Direttore dei lavori (o dal suo assistente di
cantiere) e dell’Impresa, nei modi più adatti a garantire l’autenticità.

Per la fornitura e posa in opera di beni inerenti la sicurezza della circolazione stradale di seguito
elencate:
– apparecchi, giunti, appoggi e sistemi antisismici per ponti e viadotti;
– barriere di sicurezza;
– barriere fonoassorbenti;
– impianti elettrici;
– impianti di illuminazione;
– impianti di ventilazione;
– impianti tecnologici per l’edilizia civile ed industriale;
– segnaletica verticale e orizzontale;
l’Impresa appaltatrice delle relative forniture si dovrà attenere alle specifiche riportate sulle circolari del
Ministero dei LL.PP. del 16/5/1996, n. 2357, 27/12/1996, n. 5923, 9/6/1997, n. 3107 e del 17/6/1998, n. 3652
nei riguardi della presentazione della dichiarazione di impegno o di conformità o certificazione di conformità
sia all’atto dell’offerta che all’aggiudicazione dei lavori.
Per i prodotti per i quali sono state emanate le disposizioni attuative che consentono l’apposizione del
marchio di conformità CE o laddove sia prevista una procedura di omologazione/approvazione dello stesso
che sostituisce la certificazione di conformità.

PARTE VI MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO

Art. 29 Demolizioni e rimozioni

Le demolizioni di murature, calcestruzzi, ecc., sia in rottura che parziali o complete, dovranno essere
eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni, in modo da non danneggiare le residue murature, da
prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo.
Rimane pertanto vietato gettare dall'alto i materiali in genere, che invece devono essere trasportati o
guidati in basso, e sollevare polvere, pertanto sia le murature che i materiali di risulta dovranno essere
opportunamente bagnati.
Nelle demolizioni o rimozioni l'appaltatore, deve, inoltre provvedere alle eventuali necessarie
puntellature per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali
risultanti, i quali tutti devono ancora potersi impiegare utilmente, sotto pena di rivalsa di danni a favore
dell'amministrazione appaltante.
Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza
di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno
pure a cura e a spese dell'appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e messe in ripristino le parti
indebitamente demolite.
Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della direzione dei lavori, devono essere
opportunamente scalcinati, puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno indicati
dalla direzione stessa, usando cautele per non danneggiarli sia nello scalcinamento, sia nel trasporto, sia nel
loro assestamento e per evitarne la dispersione.
Detti materiali, ove non diversamente specificato, restano tutti di proprietà dell'amministrazione
appaltante, la quale potrà ordinare all'appaltatore di impiegarli in tutto o in parte nei lavori appaltati, ai sensi
dell'art. 36 del vigente capitolato generale, con prezzi indicati nell'elenco.
I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono sempre essere trasportati
dall'appaltatore fuori del cantiere, nei punti indicati od alle pubbliche discariche.

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Art. 30 Scavi in genere
Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro, a mano o con mezzi meccanici, dovranno essere eseguiti
secondo i disegni di progetto e la relazione geologica e geotecnica di cui al decreto ministeriale 11-3-1988 e
circolare del Ministero dei lavori pubblici 24-9-1988, n. 30483, nonché secondo le particolari prescrizioni che
saranno date all'atto esecutivo dalla direzione dei lavori.
Nell'esecuzione degli scavi in genere l'appaltatore dovrà procedere in modo da impedire
scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltreché totalmente responsabile di eventuali danni alle
persone e alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie
franate.
L'appaltatore dovrà inoltre provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti alla superficie del terreno
siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi.
Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute adatte (a giudizio
insindacabile della direzione dei lavori), ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate fuori della sede
del cantiere, alle pubbliche discariche ovvero su aree che l'appaltatore dovrà provvedere a rendere
disponibili a sua cura e spese.
Qualora le materie provenienti dagli scavi debbano essere successivamente utilizzate, esse dovranno
essere depositate previo assenso della direzione dei lavori, per essere poi riprese a tempo opportuno. In
ogni caso le materie depositate non dovranno essere di danno ai lavori, alle proprietà pubbliche o private ed
al libero deflusso delle acque scorrenti in superficie.
La direzione dei lavori potrà fare asportare, a spese dell'appaltatore, le materie depositate in
contravvenzione alle precedenti disposizioni.
Qualora i materiali siano ceduti all'appaltatore, si applica il disposto del 3 comma, dell'art. 36 del
capitolato generale d'appalto (decreto ministeriale 19-4-2000, n. 145).

Art. 31 Scavi di fondazione od in trincea

Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari per dar
luogo a nuove pavimentazioni.
In ogni caso saranno considerati come scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne, condutture,
fossi e cunette.
Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione, dovranno essere spinti fino
alla profondità che dalla direzione dei lavori verrà ordinata all'atto della loro esecuzione.
Le profondità, che si trovano indicate nei disegni, sono perciò di stima preliminare e l'amministrazione
appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente, senza che ciò possa
dare all'appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo egli soltanto
diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere.
I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra
falde inclinate, dovranno, a richiesta della direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche con
determinate contropendenze.
Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che resta vuoto, dovrà essere diligentemente riempito e
costipato, a cura e spese dell'appaltatore, con le stesse materie scavate, sino al piano del terreno naturale
primitivo.
L'appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che
potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali egli
deve provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni ritenute necessarie, senza
rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo gli venissero impartite dalla
direzione dei lavori .
Col procedere delle opere l'appaltatore potrà recuperare i legnami costituenti le armature, sempreché
non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in proprietà
dell'amministrazione; i legnami però, che a giudizio della direzione dei lavori, non potessero essere tolti
senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi.
Rientrano nella categoria degli scavi di sbancamento così generalmente definiti non soltanto, come è
ovvio, quelli necessari per la formazione del corpo stradale di cui al precedente articolo, e quelli cosiddetti di
splateamento, ma altresì quelli per allargamenti di trincee, tagli di scarpate di rilevati per sostituirvi opere di
sostegno, scavi per incassature di opere d'arte (spalle di ponti, spallette di briglie, ecc.) eseguiti
superiormente al piano orizzontale determinato come sopra, considerandosi come piano naturale anche
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l'alveo dei torrenti o fiumi, ed inoltre gli scavi per la formazione del cassonetto e lo scavo delle cunette e dei
fossi di guardia.
Delle difficoltà ed oneri che possano richiedersi per eseguire taluni degli scavi di sbancamento suddetti
(puntellature di pareti frontali e laterali, ecc.) si dovrà tener conto unicamente in sede di determinazione dei
prezzi, indicando nell'elenco dei medesimi la destinazione dello scavo di sbancamento da eseguire e
stabilendo prezzi diversi a seconda delle diverse destinazioni, sem-prechè ciò si ritenga necessario.

Art. 32 Conglomerati cementizI

Per i conglomerati cementizi semplici o armati gli impasti dovranno essere eseguiti in conformità delle
prescrizioni contenute nel R.D. 16/11/1939, n. 2229, nonché al D.M. 14/01/2008.
Pertanto si dovranno rispettare le specifiche tecniche che riguardano i materiali costituenti il
calcestruzzo, la sua composizione, le proprietà del calcestruzzo fresco ed indurito ed i metodi per la loro
verifica, la produzione, il trasporto, consegna, getto e stagionatura del calcestruzzo e le procedure di
controllo della sua qualità contenute nella norma U.N.I. 9858 (maggio 1991).
L’Impresa dovrà garantire le prestazioni del calcestruzzo, per tutta la durata dei lavori, sulla scorta dei
dati fondamentali riportati negli elaborati progettuali o su ordinativo della Direzione lavori, ovvero:
1) classe di resistenza desiderata in fase di esercizio (Rck per provini cubici - fck per provini cilindrici),
2) dimensione massima nominale dell’aggregato,
3) classi di esposizione in funzione delle condizioni ambientali e destinazione del calcestruzzo
(calcestruzzo normale, armato e precompresso),
4) classe di consistenza (mediante misura dell’abbassamento al cono – UNI 9418 o determinazione del
tempo Vébè – UNI 9419).
Inoltre per particolari condizioni o costruzioni, i calcestruzzi possono essere prescritti mediante i dati
addizionali (facoltativi) di cui al punto 8.2.3 delle norme tecniche U.N.I. 9858.

Il quantitativo d’acqua d’impasto del calcestruzzo deve tenere presente anche dell’acqua unita agli
inerti, il cui quantitativo deve essere periodicamente controllato in cantiere.

Durante i lavori debbono eseguirsi frequenti controlli della granulometria degli inerti, mentre la
resistenza del conglomerato deve essere comprovata da frequenti prove a compressione su cubetti prima e
durante i getti.
I getti devono essere convenientemente vibrati.
Gli impasti di conglomerato, dovranno essere preparati solamente nella quantità necessaria, per
l’impiego immediato, cioè dovranno essere preparati volta per volta e per quanto è possibile in vicinanza al
lavoro. I residui d’impasti che non avessero, per qualsiasi ragione, immediato impiego dovranno essere
gettati a rifiuto.

Tutti gli aggregati per il confezionamento del calcestruzzo dovranno rispondere alle norme U.N.I.
8520/1-22 ediz. 1984-86. Gli aggregati leggeri saranno conformi alle norme U.N.I. 7459/1-12 ediz. 1976.

Gli eventuali additivi, da utilizzare per il confezionamento dei calcestruzzi, previa autorizzazione della
Direzione lavori, devono ottemperare alle prescrizioni delle norme tecniche da U.N.I. 7101 a U.N.I. 7120 e
U.N.I. 8145 (superfluidificanti).

Art. 33 Armature, centinature, casseforme, opere provvisionali

Nella realizzazione di tali opere provvisionali, l’Impresa dovrà adottare il sistema e la tecnica che riterrà
più opportuni, in base alla capacità statica, di sicurezza e alla sua convenienza. Inoltre dovranno essere
eseguite delle particolari cautele e tutti gli accorgimenti costruttivi per rispettare le norme, i vincoli che
fossero imposti dagli enti competenti sul territorio per il rispetto di impianti e manufatti particolari esistenti
nella zona dei lavori che in qualche modo venissero ad interferire con essi, compreso l’ingombro degli alvei
dei corsi d’acqua, la presenza di servizi di soprassuolo e di sottosuolo, nonché le sagome da lasciare libere
al di sopra di strade e camminamenti quali marciapiedi ad uso pedonale.

Art. 34 Lavori diversi non specificati nei precedenti articoli

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Per tutti gli altri lavori che si rendessero necessari, diversi da quelli previsti nei prezzi d'elenco, ma non
specificati e descritti nei precedenti articoli e nelle seguenti descrizioni, o per l’integrazione di quanto previsto
nei prezzi d’elenco si seguirà quanto previsto nelle Linee Guida per Capitolati Speciali per Interventi di
Ingegneria Naturalistica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Ministero
dell’Economia e delle Finanze edizione 2006.

Art. 35 Lavori eventuali non previsti


Per la esecuzione di categorie di lavoro non previste e per le quali non si hanno i prezzi corrispondenti, o si
procederà alla determinazione dei nuovi prezzi con le norme degli articoli 21 e 22 del regolamento 25-5-
1895, n. 350 sulla direzione, contabilità e collaudo dei lavori per conto dello Stato, ovvero si provvedere in
economia con operai, mezzi d'opera e provviste forniti dall'impresa a norma dell'art. 19 dello stesso
regolamento, oppure saranno fatte dall'appaltatore, a richiesta della direzione, apposite anticipazioni di
danaro sull'importo delle quali sarà corrisposto l'interesse del tasso ufficiale di sconto vigente al momento
dell’anticipazione, seguendo le disposizioni dell'art. 28 del capitolato generale.
Gli operai per lavori ad economia dovranno essere idonei ai lavori da eseguirsi e provvisti dei necessari
attrezzi.
Le macchine ed attrezzi dati a noleggio dovranno essere in perfetto stato di servibilità e provvisti di tutti gli
accessori necessari per il loro regolare funzionamento.
Saranno a carico dell'appaltatore la manutenzione degli attrezzi e delle macchine e le eventuali riparazioni
perché siano sempre in buono stato di servizio.
I mezzi di trasporto per i lavori in economia dovranno essere forniti in pieno stato di efficienza.
lavori.

Art. 36 Norme generali per il collocamento in opera


La posa in opera di qualsiasi materiale, apparecchio o manufatto, consisterà in genere nel suo prelevamento
dal luogo di deposito, nel suo trasporto in sito (intendendosi con ciò tanto il trasporto in piano o in pendenza,
che il sollevamento in alto o la discesa in basso, il tutto eseguito con qualsiasi sussidio o mezzo meccanico,
opera provvisionale, ecc.), nonché nel collocamento nel luogo esatto di destinazione, a qualunque altezza o
profondità ed in qualsiasi posizione, ed in tutte le opere conseguenti (tagli di strutture, fissaggio, adattamenti,
stuccature e riduzioni in pristino).
L’Impresa ha l’obbligo di eseguire il collocamento di qualsiasi opera od apparecchio che gli venga ordinato
dalla Direzione dei Lavori, anche se forniti da altre Ditte.
Il collocamento in opera dovrà eseguirsi con tutte le cure e cautele del caso; il materiale o manufatto dovrà
essere convenientemente protetto, se necessario, anche dopo collocato, essendo l’Impresa unica
responsabile dei danni di qualsiasi genere che potessero essere arrecati alle cose poste in opera, anche dal
solo traffico degli operai durante e dopo l’esecuzione dei lavori, sino al loro termine e consegna, anche se il
particolare collocamento in opera si svolge sotto la sorveglianza e assistenza del personale di altre Ditte,
fornitrici del materiale o del manufatto.

Data _______________ Per l’Unione dei Comuni Media Valle del Serchio
(……………………………………)

Data _______________
Timbro della Impresa/Società e
firma del dichiarante

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