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Matteo Nobile 20110108

Mercati Weekly – 20110108


Equity ultimo settimana mese
Nota: gli indici S&P GS sulle commodity sono stati World 1281.410 0.10% 1.98%
sostituiti dagli indici DJ UBS. Sugli S&P c'era qualche Europe 97.240 1.95% 1.69%
problema tecnico. USA 1214.070 1.09% 2.55%
Emerging 1147.140 -0.37% 2.90%
Prima settimana dell'anno, soprattutto prima settimana
con volumi appena un po' decenti dopo le settimane di Govi ultimo settimana mese
magra durante le feste. USA 2y 0.593 0.000 0.061
USA 10y 3.324 0.030 0.198
La settimana si è presentata piuttosto articolata, con
EU 2y 0.866 0.002 -0.003
una partenza a razzo il 3 gennaio, per continuare in
EU 10y 2.869 -0.094 -0.079
modo piuttosto contrastato gli altri 4 giorni.

In realtà, i dati macro pubblicati sono stati piuttosto Risks ultimo settimana mese
buoni, sia dal punto di vista occupazionale, almeno di iTraxx 5y 112.416 7.389 6.753
facciata, con un tasso di disoccupazione USA che è CrossOver 5y 441.587 4.422 -14.776
sceso a 9.4% (da 9.8%) aiutato dai dati ADP e dai Financial 5y 199.520 22.370 44.695
payrolls, ordinativi alle fabbriche in leggera crescita, e VIX 17.140 -0.610 -0.470
indici manifatturieri in aumento da 56.6 a 57.
Currency ultimo settimana mese
L'Europa non ha potuto vantare un calo della EURUSD 1.291 -3.56% -2.67%
disoccupazione, ma gli indici PMI sono aumentati da USDCHF 0.967 3.43% -2.07%
52.2 a 54.7. Qualcosa scricchiola però nel vecchio USDJPY 83.150 2.50% -0.41%
continente, con la produzione industriale tedesca a GBPUSD 1.555 -0.41% -1.34%
-0.7% o la fiducia dei consumatori ancora a -11 (da
EURCHF 1.249 -0.18% -4.67%
-9.4).

Sui paesi emergenti infine, è prevalsa la discussione Comm ultimo settimana mese
“inflazione” della Cina che sembra voler affrontare il Commodity 317.187 -2.79% 2.91%
problema tramite la leva delle riserve bancarie e, un Precious 217.922 -4.88% -0.72%
po' in sordina, lasciando apprezzare lo yuan del 5%- Industrial 199.138 -1.50% 5.44%
6% durante il 2011. Per i paesi esportati di Energy 114.437 -2.05% 0.81%
commodities invece, i buoni dati USA hanno rafforzato Agri 87.763 -3.42% 5.50%
il dollaro, quindi penalizzato le commodities e di
conseguenza i mercati.

Ad ogni modo, il movimento di mercato è stato piuttosto volatile in un range relativamente stretto. Qualche
problema in più invece sulla componente corporate bond, con tutti gli indici iTraxx, e soprattutto il finanziario,
ad allargare.

Le curve dei tassi invece sono rimaste relativamente stabili, con un leggero aumento sulla parte lunga USA e
una leggera riduzione sulla parte lunga EU.

Il movimento maggiore, come detto, è rimasto legato quindi a forex, con un secco riapprezzamento del
dollaro nei confronti di EUR, CHF e JPY, e il conseguente movimento contrario della componente
commodity, soprattutto sulla parte oro che, senza voler fare previsioni, ha già cozzato 3 volte contro 1425,
senza riuscire a superare questo livello.

Nelle prossime settimane/mesi, sarà importante riuscire a vedere se la leggera ripresa dell'occupazione è
dovuta a questioni tecniche (di calcolo) o ad una effettiva ripresa dell'attività di assunzioni. In altri termini,
sarà necessario vedere come questi dati si trasmetteranno ai consumi.
Matteo Nobile 20110108

Considerazioni - Tremonti e i videogames

Il ministro dell'economia Tremonti, giovedì ha parlato dell'economia mondiale come di un videogames, dove
si sconfigge un mostro (di solito si chiamano boss) e poco dopo ne appare un altro, più cattivo e più difficile
da sconfiggere.

Messaggio davvero deprimente, o addirittura spaventoso.

Certo che se si pensa agli sforzi fatti per evitare il famoso “spillover” del subprime, poi per evitare il collasso
del sistema bancario, poi per evitare il collasso dei periferici europei, con i sotto livelli Grecia, Irlanda,
Portogallo, … (e probabilmente per quello delle municipalizzate USA), lo scenario sembra proprio quello dei
videogiochi con ondate di nemici e boss che arrivano una dopo l'altra.

Credo che il problema sia che nulla è stato fatto, se non solo negli ultimi mesi, per affrontare il problema alla
radice. Il problema infatti, non è tanto dovuto ad un “classico” ciclo economico dato da saturazione di prodotti
o di cambio di tecnologia. Dovrebbe essere chiaro che il problema deriva dal fatto che stati e privati hanno
vissuto oltre le proprie possibilità per anni, spostando la produzione (e quindi i salari dei privati, e quindi la
generazione di ricchezza) là dove costava meno produrre, a scapito dei lavoratori (le materie prime
continuano a costare) e indebitandosi fino al collo, sia come privati nella forma diretta, sia come pubblico
nella forma indiretta di sovvenzioni (pensioni, disoccupazione, sanità, …).

Il tentativo di soluzione al problema è stato quello di inondare il sistema di liquidità, abbattendo i tassi di
interesse, quindi il costo del debito stesso. Ha funzionato per qualche mese, poi i nodi sono venuti al pettine
e nonostante i tassi governativi (USA e Germania) sono rimasti piuttosto bassi, quelli dei paesi periferici
europei sono schizzati al rialzo, di fatto riportando il problema all'origine.

Ecco quindi la “soluzione”. Grecia, Irlanda e Portogallo hanno iniziato ad annunciare misure draconiane di
riduzione della spesa: pensioni allontanate e ridotte, impiego pubblico ridotto e con salari bloccati e tagli di
vario genere ad altre voci di spesa (comprese le contestate misure sulla formazione in Italia). Non di meno
anche i big, quali Germania e Francia, hanno annunciato di voler arrivare alla solidità dei conti pubblici.

Misure meno eclatanti le avevano già prese anche i cittadini americani, iniziando quello che è poi stato
definito il “deleverage”.

È quindi corretta la visione di Tremonti ? Sui dati effettivi sì, si combatte un problema dopo l'altro, con il
rischio che qualche altro stato, magari molto grande, se ne esca con dati disastrosi o che qualche paese
emergente inizi a fare sul serio con le misure anti inflazione e allo stesso tempo anti flusso di capitali esteri.

Ma la visione di Tremonti resta quella di qualcuno in balia delle onde che si rende conto che gli sforzi fatti
stanno solo cercando di limitare gli effetti del problema reale.

La realtà è che la qualità di vita, qualunque cosa voglia dire, dovrà probabilmente calare ad un livello più
consono alle reali capacità di produrre ricchezza, vera. La distribuzione della ricchezza dovrà tornare ad
essere più ugualitaria (senza ovviamente tornare verso il comunismo).

Tutte cose che non si possono correggere con manovre finanziarie, tutte cose che richiederanno anni prima
di poter raggiungere un nuovo livello di equilibrio e stabilità.

Il compito dei ministri dell'economia dovrebbe essere l'assicurarsi che questo “ritorno alla normalità” avvenga
nel modo meno doloroso possibile per la società.
Matteo Nobile 20110108

Chart (daily a 3 mesi)

MSCI World DJ-UBS Commodity Total return

Dollar Index Inflation

iTraxx HiVol 5y EUR Yield