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POLPETTINE DI PAROLE

 MANGIARE POESIA NON FA MAI VENIRE


IL MAL DI PANCIA. ANZI LE POLPETTINE DI POESIA
FANNO VENIRE TANTE IDEE, SONO LEGGERE E HANNO
UN GUSTO SEMPRE DIVERSO PER CHI LE IMPASTA 
CI METTE DENTRO QUEL CHE SENTE NELLE VOCI DELLE PERSONE,
QUEL CHE LEGGE NEI LIBRI E NEI GIORNALI, QUEL CHE VEDE NELLA CAMPAGNA NELLE
CITTÀ, QUEL CHE ASCOLTA NELLE CANZONI E NEL SILENZIO
 
 CHIARA CARRER
MENÙ DELLA COLAZIONE

CHE C'È DI BUONO


QUESTA MATTINA 
QUI IN CUCINA?
QUEL CHE NON C'È 
E CI SARÀ,
È TUTTO DA FARE.
COMINCIAMO A PREPARARE!

LA MISTERIOSA MUCCA

UNA MUCCA SENZA LE CIABATTE


DAL FRIGO PRENDE IL LATTE
E LO BEVE FREDDO, ... POI

LA MUCCA SI METTE LE CIABATTE


E COMINCIA A FARE IL LATTE
CHE VIENE FUORI CALDO, …  POI

TU MI SAI DIRE SE
QUANDO LA MUCCA
HA MESSO IN FRIGO IL LATTE 
AVEVA O NON AVEVA LE CIABATTE?

IL TOPINO SOGNATORE

TOPINO VOLEVA
DIVENTARE PASTICCERE.
NE AVEVA VISTO UNO
DI NOTTE INFARINATO
PREPARARE LE CIAMBELLE
CHE A TOPINO ERAN SEMBRATE
TANTE GATTE ADDORMENTATE. 

SONO CADUTO
NEL CAFFELATTE
ERA UN BISCOTTO
BAGNATO INZUPPATO
NON SONO ANNEGATO
MI SONO SOGNATO!
MENÙ DEL PRANZO

 SE TI METTI A CUCINARE


 UN RAFFINATO PIATTO
 PREPARATO ALCUNE ORE
 GUSTOSO CON SAPORE
 FATTO DI COSE BUONE,
 NON ESSERE DISTRATTO:
 ATTENTO A NON SBAGLIARE,
 SE NON LO VUOI FARE
 GUSTOSO CON…  SAPONE!

LAVA LAVA LE SCODELLE


 PER MANGIARE LE TAGLIATELLE.

 LAVA LAVA LE POSATE


 PER MANGIARE LE PATATE.

 LAVA LAVA LE FORCHETTE


 PER MANGIARE LE POLPETTE.

 LAVA LAVA I COLTELLI


 PER MANGIARE RAVANELLI.

 LAVA LAVA I CUCCHIAI


 PER MANGIARE SEMPRE O MAI.

PAROLE DA MANGIARE

LA BOCCA SENZA DENTI DI UNA PICCOLA VECCHINA


DICEVA LA PAROLA MINESTRINA.

LA BOCCA ROSA ROSSA DI UN GROSSO SALUMIERE


DICEVA LE PAROLE ACCIUGHE SALATISSIME CON LE
OLIVE NERE.

 LA BOCCA DOLCE DOLCE DI UNA BIMBA


 IMPIASTRICCIATA
 DICEVA LE PAROLE HO RUBATO IO LA MARMELLATA.

 LA BOCCA TONDA APERTA DI AMILCARE IL FORNAIO


 DICEVA LE PAROLE CIAMBELLA SENZA BUCO È
 PROPRIO UN GUAIO.

LA BOCCA AMARA E SPENTA DI UN BAMBINO


DICEVA CON TRISTEZZA VERDURA E SEMOLINO.

LA BOCCA INFARINATA DEL MIO PASTICCERE


DICEVA DOLCEMENTE CROSTATA CON LA FRUTTA DI
MELE E DI PERE.
LA BOCCA PIANGENTE DI UN PICCOLO PUPO
GRIDAVA LE PAROLE OHI OHI, MI MANGIA IL LUPO!

PANE

ALL'INIZIO P
ALLA FINE E
DENTRO LA FARINA
DI A  E N FATTA;
UN PÓ DORATO SOPRA,
UN PÓ PIÙ BRUNO SOTTO,
SI LEGGE QUAND’È SCRITTO,
SI MANGIA QUAND’ È COTTO.

VINO

ROSSO SECCO V
DOLCE BIANCO I
ROSATELLO N
E INFINE O O O OOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOOOOO
ULTIMO ARRIVATO,
DOPO TANTI VINI
SI È UBRIACATO.
MENÙ DELLA MERENDA

LA FILASTROCCA
DI CIOCCOLATA
SCRITTA PARLATA
NON L'HO MANGIATA
IO L'HO SOLTANTO
LETTA ASCOLTATA
LA FILASTROCCA
SCRITTA PARLATA
DI CIOCCOLATA.

CIOCCOLATA
ZUCCHERATA
MANDORLATA
NOCCIOLATA
ODOROSA
PROFUMATA
SAPORITA
POI SALATA
E CONDITA
LA FRITTATA
FATTA COME
MARMELLATA
DI PAROLE
CHI NE VUOLE?
DOLCI PAROLE SALATE
SCRITTE STAMPATE
PEPATE FRITTE
PAROLE DETTE PARLATE
NON STANNO ZITTE. 

UN DOLCE PROFUMO
VIENE DAL FORNO,
CALDO E FRAGRANTE
SI SPANDE INTORNO
NELLA CUCINA,
FA VENIRE L'ACQUOLINA.
È UNA TORTA D’ALBICOCCHE
O UN GUSTOSO
PIATTO DI FILASTROCCHE? 
MENÙ DELLA CENA

CON IL FUOCO
O SENZA FUOCO
IN CUCINA
UN BAMBINO
FAI IL CUOCO.
E SE INVECE
È UNA BAMBINA?
PER FARE RIMA
FA CUCINA.

ZUPPA DI PAROLE

 LA POLENTA GIRA LENTA


 E S'ACCORGE SEMPRE TARDI
 D’ESSERE UN PÓ LENTA.

 LA GALLINA FRITTATINA


 MANDA AFFETTUOSI BACI
 ALVERDE ROSMARINO.

 IL POMPIERE CON L'ELMO


 SPEGNE LE ROSSE FIAMME
 CON IL SUCCO DI POMPELMO.
 
UN TONDO FRUTTO
DI AVOCADO RUZZOLA
GIÙ DAL TAVOLO, GRIDANDO:
“OH, MAMMA, CADO!”

GLI SPIEDINI SURGELATI


SULLA BRACE SI SCALDAVANO
I GELIDI PIEDINI.

NEL BOSCO
SEMPRE A UNA CERT'ORA
MATURA UNA MORA.

IL FORNAIO MENTRE LAVORA


AMA FARE QUALCHE LETTURA:
SFOGLIA LA PASTASFOGLIA.
 
OGNI SERA,
UN'ORA DOPO LE SETTE,
IL CUOCO CUOCE IL RISOTTO. 

TRISTE STORIA DI UN POLLO POSTALE

LA GALLINA DISSE AL POLLO:


“TU MI SEMBRI UN FRANCOBOLLO!”,
 E VOLENDO DIMOSTRARLO
 LEI CI PROVA AD INCOLLARLO
 SULLA BUSTA DI UN ESPRESSO,
 MA QUEL POLLO INVECE NO
 PROPRIO NIENTE S’INCOLLÒ.

“DUNQUE VEDI: SONO UN POLLO,


 MAI SON STATO FRANCOBOLLO!”
 DISSE IL POLLO ALLA GALLINA
 CHE FACEVA LA POSTINA.

 PASSA UN ANNO, E UNA MATTINA


 ANCHE QUEL POLLO DIVENTA GALLINA;
 DISSE ALLORA A UN ALTRO POLLO:
“TU MI SEMBRI UN FRANCOBOLLO!”,

E VOLENDOLO INCOLLARE
LO COMINCIA A STROFINARE
SULLA BUSTA DI UN ESPRESSO,
E QUEL POLLO INVECE SÌ
S’È INCOLLATO E RESTA LÌ.

 PASSA UN CUOCO, VEDE IL POLLO


 MESSO COME FRANCOBOLLO.
 PRENDE LA BUSTA E SENZA INDUGIARE
 DENTRO UNA PENTOLA LA METTE A SCALDARE.

 LA BUSTA SCALDATA COMINCIA A BOLLIRE,


 IL POVERO POLLO SI SENTE SVENIRE;
 GRIDA PERTANTO TUTTO SUDATO
 MENTRE RIBOLLE ADDOLORATO:
“TIRAMI FUORI, NON SONO POLLO, 
 SON SEMPRE STATO UN FRANCOBOLLO.
 IN UNA PENTOLA MI HAI IMPOSTATO,
 E NON ALLA POSTA; TI SEI SBAGLIATO!”

 GLI DISSE IL CUOCO TENENDOLO A MOLLO,


 E GLIELO DISSE CON FAR DELICATO:
“ POVERO POLLO,  POVERO POLLO,
 ENTRO STASERA SARAI DIVORATO!”

FILASTROCCA DEL MANGIONE

 CON IL CUCCHIAIO
 MANGIO GENNAIO
 ANCHE FEBBRAIO
 POI SENZA SFORZO
 MI MANGIO MARZO
 VADO IN CORTILE
 E MANGIO APRILE
 MI FACCIO CORAGGIO
 E MANGIO MAGGIO
 BEVO UN INTRUGLIO
 DI GIUGNO E DI LUGLIO
 MA NELLA PANCIA
 C'È ANCORA POSTO
 PER METTERCI AGOSTO
 INSIEME A SETTEMBRE
 IO MANGIO OTTOBRE
 E ANCHE NOVEMBRE 
POI METTO A SCALDARE
 DICEMBRE GHIACCIATO
 E LO MANGIO BOLLITO
 E MANGIA MANGIA
 E MANGIA MANGIA
 L'ANNO È FINITO. 
NON NE VUOI PIÙ
DI FILASTROCCHE
SAPORITE DI FANTASIA?!
AVANTI, SU!
APPENA LE HAI FINITE,
LEGGI E RILEGGI.
MANGIA ANCORA
POESIA.