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#1 GERRY

GUARDANDO UNA PUNTATA DI CADUTA LIBERA, A OGNI APERTURA DI BOTOLA NON HO


POTUTO FARE ALTRO CHE IMMAGINARE IL CONCORRENTE INERME, IRRIMEDIABILMENTE
PARALIZZATO DOPO LA CADUTA DI 10 METRI, ATTENDERE ANSIOSO IL COMPIERSI DEL
PROPRIO DESTINO, ABBRACCIATO DALLE TENEBRE E DAL DOLORE.
TLOC, TLOC, TLOC, OGNI SUCCESSIVO URTO DI BATTENTI E' PER GLI SFIDANTI ORMAI
INTRAPPOLATI NELLE ISOLATE CELLE DEL SOTTOSUOLO COME UN RINTOCCO CHE
SCANDISCE IL TEMPO MANCANTE ALLA FINE DELLA PUNTATA, QUANDO LO STUDIO SI
SVUOTERA', LE LUCI SI SPEGNERANNO E IL VERO GIUOCO POTRA' FINALMENTE AVERE
INIZIO.
IL CORPULENTO GERRY, DENUDATOSI DELLA SUE VESTE DI CONDUTTORE,
RIABBRACCERA' LA PROPRIA NATURA STRAPPANDOSI DI DOSSO IL NERO COMPLETO
ELEGANTE ARTIFICIOSAMENTE UMANO E INTRODUCENDOSI NEL BUIO CUNICOLO CHE
PORTA ALLE ANGUSTE PRIGIONI SOTTOSTANTI.
STRISCIANDOVI COME UNA GIGANTESCA, GRASSA E GLABRA TALPA AFFAMATA DI CARNI,
SI ORIENTERA' LUNGO IL TUNNEL UTILIZZANDO I LUNGHI CAPEZZOLI INTURGIDITI PER
L'ECCITAZIONE COME SENSORI, MULINANDOLI ATTORNO AL SUO CORPO IN MANIERA DA
PERCEPIRE LA PRESENZA O MENO DI OSTACOLI, ED EMETTENDO - TRAMITE
L'ATTUAZIONE DI UN INSISTENTE BRUXISMO - UN SONORO STRIDIO CHE, RIMBOMBANDO
CONTRO ALLE PARETI METALLICHE, PERMETTERA' COI SUOI ULTRASUONI UN PERFETTO
ORIENTAMENTO ATTRAVERSO L'OSCURITA' DEL VORACE SORICOMORFO ANTROPOIDE.
DLONG DLANG DLONG - POTRANNO UDIRLO GATTONARE GIU' PER IL TUBO NELLA SUA
INESORABILE, SGRAZIATA MARCIA LE IMPOTENTI VITTIME - DLONG DLANG DLONG.
A CHI FARA' VISITA?
VORRA' FORSE ROSICCHIARE LA PROFUMATA E LANOSA VAGINA DELLA PROCACE
SEGRETARIA CHE HA PERSO AL TERZO QUESITO, RESPIRANDONE CON AVIDE INALATE
L'AROMA MENTRE DILANIA, UN VORACE BOCCONE DOPO L'ALTRO, LE PRELIBATE
GRAZIE DEL SUO CORPO?
O MAGARI NO; QUESTA SERA APPARIVA PIU' PIGRO DEL SOLITO MENTRE SI ATTEGGIAVA
AD AMICO DELLA PLEBE: PREDILIGERA' FORSE UNA CENA MENO IMPEGNATIVA,
CONSUMABILE CON AGEVOLI MORSI SULLE TENERE CARNI DELL'ERUDITO PENSIONATO
CHE CE L'AVEVA QUASI FATTA A BATTERE IL CAMPIONE, E CHE ORA STA ORINANDOSI
ADDOSSO IN PREDA ALLE PIU' INSOPPORTABILI FITTE DI DOLORE E ANGOSCIA,
PENSANDO AI NIPOTINI CHE NON VEDRA' MAI PIU'?
POTRA' FORSE USARLA UN'ULTIMA VOLTA PER ASCIUGARE LE ASPRE LACRIME CHE
IRRIGANO COPIOSE IL SUO VOLTO, QUELLA CRAVATTA PORTAFORTUNA REGALATAGLI
DALLA MOGLIE SORRIDENTE, QUANDO ANCORA SOFFIAVA IL VENTO DI UN AMORE
GIOVANE.
CHI SARA' IL VINCITORE DELLE AMBITE CHIACCHIERE PRIVATE COL GOLOSO GERRY?

HO SOGNATO CHE LA BOLDRINI ERA UN PIRATA GUERCIO CHE MI FACEVA SCOPARE


L'ORBITA, MA APPENA INFILAVO IL CAZZO PER L'AUMENTO DI PRESSIONE SALTAVA VIA
L'ALTRO OCCHIO.

AVETE MAI OSSERVATO GLI SCONTRI SALVINI-CENTRI SOCIALI PENSANDO: "QUESTI


SONO TUTTI MONGOLOIDI, DA ENTRAMBE LE PARTI"?
AVETE MAI ASSISTITO AD UN DIBATTITO TELEVISIVO PENSANDO: "SU ALCUNI PUNTI LA
PENSANO ALLO STESSO MODO, PERCHE' NON SI METTONO ATTORNO AD UN TAVOLO E
NON RAGGIUNGONO UN COMPROMESSO PER IL BENE DEL PAESE"?
AVETE MAI PENSATO: "PERCHE' LA GENTE INVECE DI FISSARSI SULLO SCONTRO DI
CIVILTA' ISLAM-OCCIDENTE NON TROVA SOLUZIONI PRATICHE PER COMBATTERE IL
TERRORISMO E REGOLARE CIVILMENTE L'IMMIGRAZIONE"?
SE LO AVETE FATTO, ALLORA SAPETE CHE DENTRO DI VOI C'E' UN GRACIDIO CHE STA
NASCENDO.
LASCIATELO CRESCERE.
E, UN GIORNO, DIVENTERA' UN BOATO.

QUANDO ARRIVI AL PUNTO DI REALIZZARE CHE LA VERA RIBELLIONE E' DIFENDERE LO


STATUS QUO, ALLORA CAPISCI DI ESSERE DIVENTATO UN GUERRIERO ALFANIANO.

PAOLO CHIUSE IL COFANO CON ARIA SODDISFATTA:


"ECCO, MASSIMO, TUTTO A POSTO. TI HO ANCHE CAMBIATO L'OLIO... COSA NE DICI?"
BOSSETTI ACCAREZZO' IL SUO VECCHIO FURGONE: UN BRIVIDO AGRODOLCE GLI
CORSE LUNGO LA SCHIENA, ED UN SORRISO SI DISEGNO' SUL SUO VOLTO, UN SORRISO
IN CUI LA GIOIA E LA MALINCONIA SI MESCOLAVANO FINO A CONFONDERSI:
"SAI, PAOLO, QUESTA BESTIACCIA TESTARDA E' L'UNICA COSA CHE MI E' RIMASTA..."
PAOLO SOSPIRO', ANNUENDO: "MASSIMO, SEI STATO DIECI ANNI IN CARCERE PER UNA
COLPA CHE NON ERA TUA. COSA FARAI ADESSO DELLA TUA LIBERTA'?"
"NON LO SO... VOGLIO PROVARE A RIMETTERE INSIEME I PEZZI FRANTUMATI DELLA MIA
VITA... VEDERE UN PO' COSA NE VIENE FUORI..."
"E COSA LI TERRA' INSIEME?"
"LA SPERANZA, FORSE... O QUALCHE ALTRO VECCHIO TRUCCO... SIAMO CREATURE
STRANE, NOI ESSERI UMANI: LA VOGLIA DI ANDARE AVANTI E' SEMPRE PIU' FORTE DELLE
CATENE CHE CI TIRANO INDIETRO... DEI RIMPIANTI E DEI RIMORSI CHE CI TENGONO
ANCORATI AL PASSATO..."
BOSSETTI SALI' SUL FURGONE.
MISE IN MOTO E ACCESE LA RADIO: C'ERA 'RENEGADES', UNA CANZONE CHE RICORDAVA
DI AVER SENTITO DIECI ANNI PRIMA, L'ULTIMA VOLTA CHE ERA STATO UN UOMO LIBERO.
"DOVE PENSI DI ANDARE?"
MASSIMO SORRISE DI NUOVO, E STAVOLTA ERA UN SORRISO DIVERSO, SENZA
SFUMATURE:
"VEDI QUEL TRAMONTO LAGGIU'? VOGLIO PROVARE A RAGGIUNGERLO... CHISSA'...
MAGARI SI PUO' FARE..."
IL FURGONE PARTI', E PAOLO LO SEGUI' CON LO SGUARDO, MENTRE SI PERDEVA
ALL'ORIZZONTE.
E SOLO ALLORA CAPI' CHE MASSIMO LO AVREBBE RAGGIUNTO DAVVERO

SELVAGGIA LUCARELLI, ALESSANDRO CECCHI PAONE E LA IENA PIF SI TROVANO IN


ASCENSORE, QUANDO ALL'IMPROVVISO VIENE SGANCIATA UNA SCORREGGIA
ALL'ODORE DI CAZZO.
SELVAGGIA DICE: "IO NON HO MOLLATO LA SCORREGGIA, QUINDI DEVONO ESSERE
STATI PIF O CECCHI PAONE."
CECCHI PAONE DICE: "IO HO MOLLATO LA SCORREGGIA."
PIF DICE: "DUE DI NOI MENTONO, E UNO SOLO DICE LA VERITA'."
CHI HA MOLLATO LA SCORREGGIA ALL'ODORE DI CAZZO?

"NON TUTTI GLI EROI VENGONO ACCLAMATI DALLA FOLLA, E LA GIUSTIZIA NON SEMPRE
SI RICOPRE DI ALLORO.
A VOLTE L'UNICO GIUDIZIO EQUO QUELLO DELLA STORIA, E SPESSO UN GIUDIZIO
CHE ARRIVA TROPPO TARDI.
E' QUI CHE SI RICONOSCE IL VERO ALTRUISMO: SOLO UOMINI CORAGGIOSI POSSONO
SOPPORTARE IL DISPREZZO E L'ODIO DEI MOLTI IN NOME DI UN BENE SUPERIORE, SOLO
I VERI EROI SI PRENDONO GLI SPUTI IN SILENZIO, PERCH SANNO DI ESSERE DALLA
PARTE GIUSTA".
FURONO QUESTI I PENSIERI CHE PIERFERDINANDO CASINI FECE SCORRERE NELLA
MENTE, PRIMA DI TIRARE UN LUNGO SOSPIRO: L'ARIA FRESCA GLI RIEMPI' I POLMONI.
ERA PRONTO.
AZION IL PULSANTE, E NEL PARLAMENTO STRACOLMO RISUONARONO LE SUE ULTIME
PAROLE:
"ALLAHU AKBAR

SECONDO LA MITOLOGIA NORVEGESE LE ANIME DEI DEFUNTI, PRIMA DI RAGGIUNGERE


IL MONDO DEI MORTI, DEVONO ATTRAVERSARE LA FORESTA DEL PPFRNC, CHE IN
ANTICO SCANDINAVO SIGNIFICA "SIGNORE DELLE OMBRE":
LE ANIME DEVONO MARCIARE IN FILA COMPATTA ATTRAVERSO LA FORESTA: QUELLE
CHE SI SEPARANO DAL GRUPPO E SI PERDONO VENGONO CATTURATE DAL PPFRNC,
CHE LE PORTA NELLA SUA TANA AI CONFINI DELL'OLTREMONDO.
QUI VENGONO CONSUMATE LENTAMENTE NELL'ORRORE DELLA SUA SALIVA, IN
UN'AGONIA CHE NON AVRA' TERMINE NEPPURE ALLA FINE DEI TEMPI.

STAMATTINA HO SBORRATO SCORREGGIANDO, E IN QUEL MOMENTO ESATTO MI SONO


RESO CONTO CHE L'ESISTENZA E' UN FENOMENO CASUALE.

SONO FAVOREVOLE AL BURKINI IN SPIAGGIA PERCHE' COSI' HAI GIA' IL SACCO DOVE
METTERE I PEZZI

HO RIGUARDATO 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO E HO DECISO CHE MI PIACE DI NUOVO


LA FIGA.

ECCOMI DI NUOVO TRA VOI.


VENITE, METTETE LE MANI SUL MIO COSTATO.
E CREDERETE.
UNA SERA DINVERNO, APPENA RINCASATO, MIA MADRE ACCORGENDOSI CHE AVEVO
FREDDO, MI PROPOSE DI PRENDERE, CONTRO LA MIA ABITUDINE, UN PO DI FIGA.
DAPPRIMA RIFIUTAI, POI, NON SO PERCH, MUTAI PARERE. MAND A PRENDERE UN
PIATTO DI QUEI TORTELLINI PAFFUTI, I TORTELLINI RANA, CHE HANNO LA FORMA DEL
BUCO DEL CULO DI CECCHI PAONE LA DOMENICA MATTINA QUANDO STA ANCORA
CICATRIZZANDO. E POCO DOPO, SENTENDOMI TRISTE PER LA GIORNATA CUPA E LA
PROSPETTIVA DI UN DOMANI DOLOROSO, PORTAI MACCHINALMENTE ALLE LABBRA UN
CUCCHIAINO DI FICA NEL QUALE AVEVO LASCIATO INZUPPARE UN PEZZETTO DEL
TORTELLINO. MA APPENA LA SORSATA MESCOLATA AL RIPIENO TOCC IL MIO PALATO,
TRASALII, ATTENTO AL FENOMENO STRAORDINARIO CHE SI SVOLGEVA IN ME. UN
DELIZIOSO PIACERE MAVEVA INVASO, ISOLATO, SENZA NOZIONE DI CAUSA. E SUBITO,
MAVEVA RESO INDIFFERENTI LE VICESSITUDINI, INOFFENSIVI I ROVESCI, ILLUSORIA LA
BREVIT DELLA VITANON MI SENTIVO PI MEDIOCRE, CONTINGENTE, MORTALE. DA
DOVE MERA POTUTA VENIRE QUELLA GIOIA VIOLENTA ? SENTIVO CHE ERA CONNESSA
COL GUSTO DELLA FICA E DEL TORTELLINO. MA LO SUPERAVA INFINITAMENTE, NON
DOVEVA ESSERE DELLA STESSA NATURA. DA DOVE VENIVA ? CHE SENSO AVEVA ? DOVE
FERMARLA ? BEVO UNA SECONDA SORSATA, NON CI TROVO PI NULLA DELLA PRIMA,
UNA TERZA CHE MI PORTA ANCOR MENO DELLA SECONDA. E TEMPO DI SMETTERE, LA
VIRT DELLA PASSERA SEMBRA DIMINUIRE. E CHIARO CHE LA VERIT CHE CERCO NON
IN ESSA, MA IN ME. E STATA LEI A RISVEGLIARLA, MA NON LA CONOSCE, E NON PU
FAR ALTRO CHE RIPETERE INDEFINITIVAMENTE, CON LA FORZA SEMPRE CRESCENTE,
QUELLA MEDESIMA TESTIMONIANZA CHE NON SO INTERPRETARE E CHE VORREI
ALMENO ESSERE IN GRADO DI RICHIEDERLE E RITROVARE INTATTA, A MIA DISPOSIZIONE
( E PROPRIO ORA ), PER UNO SCHIARIMENTO DECISIVO. DEPONGO LA FREGNA E MI
VOLGO AL MIO CAZZO. TOCCA A LUI TROVARE LA VERITRETROCEDO MENTALMENTE
ALLISTANTE IN CUI HO PRESO LA PRIMA CUCCHIAIATA DI GNOCCA. RITROVO IL
MEDESIMO STATO, SENZA ALCUNA NUOVA CHIAREZZA. CHIEDO ALLA MIA SGUELLA UNO
SFORZO DI PIMA MI ACCORGO DELLA FATICA DELLA MIA MINCHIA CHE NON RIESCE;
ALLORA LA OBBLIGO A PRENDERSI QUELLA DISTRAZIONE CHE GLI RIFIUTAVO, A
PENSARE AD ALTRO, A RIMETTERSI IN FORZE PRIMA DI UN SUPREMO TENTATIVO. POI,
PER LA SECONDA VOLTA, FATTO IL VUOTO DAVANTI A LUI, GLI RIMETTO INNANZI IL
SAPORE ANCORA RECENTE DI QUELLA PRIMA SORSATA E SENTO IN ME IL
TRASALIMENTO DI QUALCOSA CHE SI SPOSTA, CHE VORREBBE SALIRE, CHE SI
DISORMEGGIATO DA UNA GRANDE PROFONDIT; NON SO COSA SIA, MA SALE,
LENTAMENTE; AVVERTO LA RESISTENZA E ODO IL RUMORE DEGLI SPAZI PERCORSI
ALLIMPROVVISO IL RICORDO DAVANTI A ME. IL GUSTO ERA QUELLO DEL TORTELLO
CHE A BREMBATE, LA DOMENICA MATTINA, QUANDO ANDAVO A DARLE IL BUONGIORNO
IN CAMERA SUA, ALDA MERINI MI OFFRIVA DOPO AVERLO INZUPPATO NELLA SUA
FREGNA.

MI RICORDO UNA NOTTE DI TANTI ANNI FA, IN CUI IO E IL GIULIANONE FERRARA


AVEVAMO FATTO SCORPACCIATA DI UCRAINE IN CIRCONVALLAZIONE.
LA SERATA DI DOLCE AMORE ERA APPENA TERMINATA, ED IO ERO INTENTO A SCAVARE
UNA BELLA FOSSA PER SOTTERRARE I RIMASUGLI, QUANDO MI SOPRAGGIUNSE UN
DUBBIO:
"GIULIANO, TU NON USI MAI GUANTI E NEANCHE IL BEN COLLAUDATO 'METODO FABIO':
NON HAI PAURA CHE QUESTE ZOCCOLACCE PRODUCANO DEI PICCOLI MA FASTIDIOSI
GIULIANINI, CHE POI TRA VENT'ANNI TE LI TROVI ALL'USCIO A CHIEDERE I SOLDI PER IL
CONCERTO DI EMIS KILLA?"
"NO FABIO VEDI, HO SCOPERTO MOLTO TEMPO FA, AL TEMPO DELLA MIA PRIMA
GLORIOSA EMISSIONE PENIENA, CHE IO NON EIACULO SPERMA, MA BENSI' UN LIQUIDO
NERO, DENSO E VISCOSO, IL QUALE CONSUMA LENTAMENTE LA VITTIMA DALL'INTERNO,
RENDENDOLA COMATOSA, STERILE E PRONA A SEGUIRE LE FICTION CON EMILIO
SOFFRIZZI."
"GIULIANO, MA QUESTO E' INCREDIBILE!"
"ESATTO, MA NON FINISCE QUI: HO POI LETTO SU ALCUNI VECCHI TOMI MEDIEVALI
RINVENUTI IN UN MONASTERO CHE CONDIVIDO QUESTA LETALE MA UTILE
CARATTERISTICA CON UN MIO ANTICO ANTENATO: IL PROFETA DELL'ISLAM MAOMETTO,
FIGLIO DI MARIO.

IN UN PAESE TANTO LONTANO, FUORI DALLO SPAZIO E DAL TEMPO, MA SOPRATTUTTO


FUORI DALL'UNIONE EUROPEA, VIVEVA UN GIOVANE HOBBIT DI NOME MATTEO SALVINI.
MATTEO TRASCORREVA UNA VITA TRANQUILLA: LAVORAVA COME BADANTE RUMENA IN
UNA CASA DI RIPOSO PER N3RGI, -RIMEDIANDO QUALCHE SOLDO EXTRA CON LE SEGHE
-, PAGAVA TUTTE LE SUE TASSE, SI FACEVA CONTROLLARE LA PROSTATA DUE VOLTE
ALL'ANNO, E RIMORCHIAVA FIGA SIMULANDO CON DELLE SCOREGGE DI AVERE
L'IDROMASSAGGIO NELLA VASCA.
UN GIORNO PERO' IL PAESE DI MATTEO FU COLPITO DA UN TERRIBILE INCANTESIMO: LA
MALVAGIA STREGA GOBOMBO KYENGE DIBIDUNBI SCATENO' UNA SELVAGGIA ONDATA DI
IMMIGRAZIONE CLANDESTINA DAL SUO CASTELLO DI MERDA SECCA.
QUELL'ORDA SEMBRAVA ESSERE STATA RIGURGITATA DALLE FIAMME DELL'INFERNO:
C'ERANO RUMENI FATTI DI MELMA CHE PASSAVANO SOTTO LE PORTE, ALBANESI CON IL
CAZZO RETRATTILE, OMOSESSUALI DA GUERRA A CAVALLO DI GRIFONI, GIGANTESCHI
EBREI-LUMACA PEDOFILI CHE TI ALZAVANO IL TASSO DEL MUTUO, E N3RGI TROPICALI
ESPERTI DI GALLEGGIAMENTO [EHEH :)].
MA, PROPRIO QUANDO TUTTO SEMBRAVA PERDUTO, ARRIVO' IN SOCCORSO DEL BUON
MATTEO UN POTENTISSIMO STREGONE VENETO, CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO PER
LA SUA STRAORDINARIA ABILITA' DI PIPPARE LA COCA DAL BUCO DEL CULO: MASSIMO
CACCIARI.
CACCIARI, DOPO AVER SGANCIATO UNA SCORREGGIA DAL CAZZO GIUSTO PER FAR
CAPIRE CHI COMANDAVA, RIVELO' AL PICCOLO MATTEO CHE EGLI ERA IL POSSESSORE
INCONSAPEVOLE DI UN POTENTISSIMO AMULETO: UN MAGICO ANELLO CADUTO MOLTI
SECOLI PRIMA DAL NASO DI MARCO PANNELLA MENTRA SI SCACCOLAVA CON LA
MINCHIA.
L'ANELLO, DISSE CACCIARI, ERA IL SOLO MODO PER SCONFIGGERE IL COMUNISMO E
FERMARE L'INVASIONE.
FINE PARTE 1.

LE MANI DI ANDREA ANNASPAVANO IMBARAZZATE ATTORNO AL GANCETTO, MA IL


PICCOLO BASTARDO RIMANEVA TENACEMENTE CHIUSO, IMPASSIBILE CUSTODE VOTATO
A NEGARGLI LA SOMMA VISIONE.
TRAVAGLIO PORT LE MANI DIETRO DI SE' CON UN SORRISO, E SGANCI IL REGGISENO
DI PIZZO: ILLUMINATI DAI RIFLESSI ARGENTEI DELLA FALCE LUNARE, I SUOI CAPEZZOLI
SEMBRAVANO BRILLARE DI LUCE PROPRIA.
"MARCO, CREDO DI AMARTI", SUSSURR SCANZI, LA VOCE SPEZZATA DALL'EMOZIONE.
"AHAHAH! SCOMMETTO CHE LO DICI A TUTTI I GIORNALISTI SCOMODI CON CUI ESCI".
"NO! IO NON-" ESCLAM SCANZI, MA LE SUE PAROLE AFFOGARONO IN UN
APPASSIONATO TURBINO DI LINGUE.
UN SONORO RUTTO INTERRUPPE LA TENERA EFFUSIONE: CON LE BRACCIA AL COLLO DI
DUE PROCACI E ABBONDANTI NIGERIANE, SANTORO SI AVVICIN ALLA COPPIA,
BARCOLLANDO UBRIACO.
"GUARDATE CHE CIOCCOLATOSI PEZZI DI FREGNA CALDA CHE SI TROVANO AD IBIZA!"
"MICHELE MA PERCH TUTTE LE VOLTE..." SBUFF SCANZI SCUOTENDO LA TESTA.
"FORZA, ANDATE NELL'ACQUA CHE IO MI SCALDO E POI VI RAGGIUNGO", ESCLAM
PERENTORIO SANTORO, ASSESTANDO DUE SONORI SCHIAFFI SUI FONDOSCHIENA
DELLE DUE DONNE.
"D'AGGORDO SINIOR VERDINI!", RISPOSERO ALL'UNISONO CORRENDO VERSO IL MARE.
"AHAH, STUPIDE TROIE MARRONI!"
E COS DICENDO LE SEGU A RUOTA, NONCURANTE DELL'EREZIONE FETIDA E MALATA
CHE SBUCAVA DAL SUO CORTO COSTUME DA BAGNO.
"VISCIDO ANIMALE", MORMOR SCANZI.
"LASCIALO PERDERE, GUARDA INVECE COSA TI HO PRESO", REPLIC TRAVAGLIO
PORGENDO AL COLLEGA UN ELEGANTE PACCO REGALO.
"QUESTA POTREBBE ESSERE LA NOSTRA ULTIMA ESTATE INSIEME ANDREA. INTENDO
LASCIARE LA DIREZIONE DEL FATTO E REALIZZARE UN VECCHIO SOGNO: VENDERE
MINE ANTIUOMO PER MUTILARE I BAMBINI NEL CORNO D'AFRICA. MA PRIMA VOGLIO CHE
TU ABBIA QUALCOSA CON CUI RICORDARTI DI ME."
SCANZI APR IL PACCHETTO, E I SUOI OCCHI LUCCICARONO DI COMMOZIONE ALLA VISTA
DEL CONTENUTO: ERA UNO STRAP-ON RIVESTITO IN PELLE NERA, MA DAVANTI, AL
POSTO DELL'APPENDICE FALLICA, VI ERA UN'ESATTA REPLICA IN MINIATURA DI SILVIO
BERLUSCONI.
TRAVAGLIO AVVICIN LE LABBRA ALL'ORECCHIO DI SCANZI: "SO CHE LA TUA PRIMA
VOLTA ANDREA, MA SAR GENTILE".
DIETRO DI LORO, SANTORO AVEVA APPENA FINITO DI SCAVARE DUE PROFONDE FOSSE
NELLA SABBIA. GLI AMANTI RIMOSSERO DOLCEMENTE I RISPETTIVI VESTITI.
IL MORMORO DELLE ONDE SUL BAGNASCIUGA PAREVA SEGNARE IL RITMO DI QUELLA
NOTTE SENZA FINE, MENTRE IL SORRISO DI SILVIO SI TINGEVA DI ROSSO.

LA VITA E' COME LA IENA PIF: SI SOFFERMA SAPIENTEMENTE SUL FRENULO


PLICPLICPLIC E POI RITORNA A LECCARE VORACEMENTE LE PALLE.

APPENA L'INDICATORE DI PRESSIONE SULLA TANICA ARRIVO' AL MASSIMO, MATTEO


ORFINI CHIUSE LA VALVOLA E RIMOSSE IL CATETERE DI ASPIRAZIONE DALL'ANO DEL
PADISCIA' SUPREMO RENZI.
"MI RACCOMANDO ORFINI, FA SI' CHE TUTTE LE BOMBOLE ARRIVINO ALLA RETE DI
DISTRIBUZIONE IL PRIMA POSSIBILE: NESSUNO DEI MIEI SUDDITI DEVE ESSERE PRIVATO
DELL'AUGUSTO PRIVILEGIO DI ANNUSARE LA MIA NOBILE ARIA DI CULO."
"SARA' FATTO, MIO SIGNORE BELLISSIMO E ONNIPOTENTE SECONDO SOLO A DIO, E
COMUNQUE ANCHE QUESTO NON E' DEL TUTTO CHIARO", REPLICO' ORFINI.
"MOLTO BENE. FATE ENTRARE IL PROSSIMO QUESTUANTE!" TUONO' RENZI.
I PORTONI IN PELLE DI FICA SI APRIRONO LENTAMENTE E, SCORTATO DA DUE ROBUSTE
DONNE-GRANCHIO, UN ANZIANO SIGNORE ENTRO' TREMANTE NELLA SALA DEL TRONO.
"PARLA VECCHIO! COSA DESIDERI DAL TUO IMPERATORE?
"S-SSONO VENUTO A RITIRARE LA P-P-PENSIONE, MIO S-S-S-SIRE!"
"AAAAAAAAH! LEI DEVE ESSERE IL SIGNOR ARMANDO MALASUGNA! 150 GRAMMI VERO?"
"POTREI AVERE ANCHE QUALCHE SOLDO MIO SIRE? MI ANDREBBERO BENE PERSINO
QUEI DUE EURO CHE DATE AGLI IMMIGRATI! LA PREGO, LA MIA FAMIGLIA STA MORENDO
DI FAME!"
"ORA VEDIAMO! INTANTO SI METTA PURE IN GINOCCHIO!"
IL SIGNOR MALASUGNA SI TOLSE IL CAPPELLO E SI INGINOCCHIO' DI FRONTE A RENZI.
L'IMPERATORE SCHIOCCO' LE DITA, E SUBITO DUE PAGGI ACCORSERO AD ABBASSARGLI
PANTALONI E MUTANDE FINO ALLE CAVIGLIE.
QUINDI RENZI PORTO' LE FLACCIDE NATICHE SOPRA LA TESTA DEL VECCHIO, E
COMINCIO' A SPINGERE: LENTAMENTE MA INESORABILMENTE UN FLORIDO STRONZO
COMINCIO' A FARSI STRADA ATTRAVERSO IL REGALE ORIFIZIO: "PROC-PROC-PROC-
PROOOOT!"
IN UN SINUOSO ED ELEGANTE MOVIMENTO A SPIRALE, LA MERDA SI DEPOSITO' SULLA
PELATA DEL VECCHIO, CHE NEL FRATTEMPO STAVA PIANGENDO SOMMESSAMENTE.
"AAAAAAAAAAAAAAH!" SOSPIRO' SODDISFATTO L'IMPERATORE NEL TIRARSI SU LE
BRAGHE.
"POTREI AVERE ANCHE DEL DENARO, MIO SIRE?" CHIESE DI NUOVO MALASUGNA CON LA
VOCE ROTTA DAL PIANTO.
RENZI SI ABBASSO' DI FRONTE A MALASUGNA, CHE CONTINUAVA A RIMANERE IN
GINOCCHIO E CON LA TESTA COPERTA DI MERDA A GUISA DI GROTTESCO COPRICAPO, E
CON RAPIDI COLPI DI LINGUA SI MISE A LECCARE LE LACRIME DAL VOLTO DEL VECCHIO.
"COME SAREBBE DEL DENARO? PLIC-PLIC! TI HO DATO CINQUANTA GRAMMI IN PIU' DI
QUELLI CHE TI SPETTAVANO! SEI FORSE UN INGORDO? PLIC-PLIC! EH? SEI UN VECCHIO
INGORDO CHE NON VUOLE LASCIARE NULLA PER I GIOVANI? PLIC-PLIC! SAI COSA
SUCCEDE AI VECCHI INGORDI QUA NO? ESATTO! VENGONO PORTATI NELLA CAMERA
DELLA ROTTAMAZIONE! TU NON VUOI ANDARE NELLA CAMERA DELLA ROTTAMAZIONE,
VERO?"
"NOOOOOOO!" REPLICO' IL PENSIONATO, SCOPPIANDO IN UN PIANTO ANCOR PIU'
FRAGOROSO.
"SONO TROPPO ECCITATO!": RENZI ALLORA ESTRASSE IL TURGIDO PENE DALLE BRAGHE
E COMINCIO' A PICCHIARLO SUL VOLTO RUGOSO DI MALASUGNA, COLPENDO PRIMA UNA
GUANCIA E POI L'ALTRA E AUMENTANDO PROGRESSIVAMENTE IL RITMO COME IN UNA
SELVAGGIA DANZA AFRICANA.
PIU' IL PENSIONATO PIANGEVA, PIU' IL MEMBRO PRESIDENZIALE CRESCEVA IN DUREZZA
E MALVAGITA' FINCHE', DOPO LUNGHI MINUTI DI AGONIA, NON SCARICO' L'ABBONDANTE
STRACCHINO SULLA FACCIA DI MALASUGNA.
"PORTATELO VIA!"
LE DONNE GRANCHIO TRASCINARONO VIA IL VECCHIO, SEMPRE IN GINOCCHIO E CON
LA SONTUOSA DEIEZIONE IN TESTA MA CHE ORA, COL VOLTO ADORNO DI LACRIME E
SEME, SEMBRAVA LA TRISTE PARODIA DI UN SUCCULENTO BIGNE'.
"E RINGRAZI CHE NON GLI HO FATTO QUELLO CHE HO FATTO A BERSANI!

IL MIO CAZZO E' COME LA VITA: E' LUNGO, DURO, E ALLA FINE MUORI.
UNICA DIFFERENZA? IL MIO CAZZO UN SENSO CE LHA.

RAGAZZI STORIA INCREDIBILE: L'ALTRO GIORNO STAVO SCALANDO IL K2 CON UNO DEI
MIEI PI GRANDI AMICI, L'AVVENTURIERO ALTOATESINO REINHOLD MESSNER. ERAVAMO
ATTORNO AL FUOCO A MANGIARE CRAUTI E A PARLARE MALE DELLE PASSERE QUANDO
A UN CERTO PUNTO VEDIAMO AVVICINARSI UN'OMBRA GIGANTESCA: ERA
NATURALMENTE LO YETI.
LO YETI SI PRESENTA MOLTO EDUCATAMENTE E DICHIARA, CON UNA SFUMATURA DI
ACCENTO ALBANESE, DI VOLER SOLO SOLO MANGIARE UN BOCCONE E CONDIVIDERE IL
CALORE DEL FUOCO. NOI NATURALMENTE CHE SIAMO DEI VECCHI LUPI DI MONTAGNA
LO FACCIAMO ACCOMODARE, E TRA UN BICCHIERINO E L'ALTRO DI GRAPPA TIROLESE
SENTIAMO CHE CRESCE LA TENSIONE SESSUALE. BEH RAGAZZI, COM' COME NON CI
RITROVIAMO A SCOPARE LO YETI: MESSNER DAL CULO ED IO DALLA BOCCA.
PER MI RENDO CONTO DI UNA COSA STRANA E FACCIO A REINHOLD: "CAZZO MA
QUESTO YETI MORDICCHIA IL FRENULO PROPRIO COME EZIO GREGGIO"
" STRANO CHE TU ME LO DICA FABIO, PERCH STRINGE IL CULO ATTORNO ALLA MIA
MINCHIA PROPRIO COME IL NOTO CONDUTTORE DI STRISCIA"
IN QUEL PRECISO MOMENTO SI APRE LA TENDA ED ENTRA UNA GIGANTESCA
CREATURA: ERA LO YETI CHE FA: "RAGAZZI C' DA SCOPARE STAS... AH VEDO CHE SIETE
GI AL COMPLETO VABB CIAO... OH COMUNQUE VEZ QUELLO NON SONO IO SI TRATTA
PROBABILMENTE DI UN FAKE"
TOLGO LA MASCHERA AL FINTO YETI ED EFFETTIVAMENTE EZIO GREGGIO, CHE
IMPLORA: "RAGAZZI PERDONATEMI QUESTO VILE STRATAGEMMA MA NON SCOPO DA
ANNI, ABBIATE PAZIENZA".
NOI LO PERDONIAMO CON UNA PACCA SULLA SPALLA E CI FACCIAMO UNA RISATA.
POI PER LO ABBIAMO IMPALATO E DECAPITATO E ABBIAMO SCOPATO LO YETI VERO
CHE TUTTA UN'ALTRA STORIA.

FRASI DI FABIO PER RIMORCHIARE, PARTE 45: "DAL PRIMO MOMENTO IN CUI TI HO
VISTA HO CAPITO CHE ERI UNA DA PORTARE ALL'ALTARE: UN ALTARE SPECIALE CHE
TENGO IN CANTINA, PER IL MIO SIGNORE BAAL.

"NO, TI PREGO, NOOOO... GGGGHGLGLGLGLGL"


LE ULTIME PAROLE DI BABBO NATALE AFFOGARONO IN UN INDISTINTO GORGOGLIO DI
SANGUE, MENTRA LA LAMA DI AUGIAS SCORREVA LESTA SULLE SUE GIUGULARI. POI,
COME TUTTI I CICCIONI QUANDO MUOIONO, SANTA KLAUS RILASCIO' GLI SFINTERI,
CREANDO UNA POZZA DI PISCIO E MERDA SOTTO LA SUA SEDIA.
"TANTI AUGURI", SOGGHIGNO' LACONICO AUGIAS PULENDO IL SUO COLTELLO.
DALLA PARTE OPPOSTA DELLA STANZA SOTTERRANEA MATTEO SALVINI, LEGATO
ANCH'EGLI AD UNA SEDIA, ERA SCOPPIATO A PIANGERE DAL TERRORE.
"LO VEDI?", ESCLAMO' CARLO LUCARELLI INDICANDO IL CADAVERE DELL'OBESO
LAPPONE, "IO SONO UNA PERSONA RAGIONEVOLE, MA CORRADO E' UNO CHE SI FA
PRENDERE LA MANO: QUELLO SEI TE FRA DIECI MINUTI, SE NON CI RIVELI DOVE AVETE
NASCOSTO I PRESEPI!"
"IO NON SO NULLA. VOLEVO SOLO UN PO' DI VOTI... SOLO UN POCHINO DI VOTI",
PIAGNUCOLO' SALVINI ABBASSANDO LA TESTA.
"POVERO PICCOLO MATTEO", SOSPIRO' LUCARELLI, "POVERO MATTEO, INSIGNIFICANTE
PEDINA NELLA GRANDE GUERRA TRA LA LUCE E L'OMBRA.
PER DUEMILA ANNI I PRESEPI HANNO CREATO UNA BARRIERA INTERDIMENSIONALE,
IMPEDENDO AL SIGNORE DELLE TENEBRE DI RAGGIUNGERE LA NOSTRA REALTA'. E' PER
QUESTO CHE NOI, I SUOI SERVITORI, CERCHIAMO DA SECOLI DI DISTRUGGERLI: NEL '900
ABBIAMO TENTATO PRIMA CON IL COMUNISMO E POI, NEGLI ANNI '90, CON LA
MACARENA. ORA NON CI RIMANE ALTRO CHE PROVARE CON L'ISLAM RADICALE, MA LA
TUA SCIOCCA CROCIATA HA COMPLICATO I NOSTRI PIANI. POCO IMPORTA, CON LE
BUONE O CON LE CATTIVE, I PRESEPI SARANNO DISTRUTTI, E IL PRINCIPE OSCURO
VERRA' FRA NOI AD INAUGURARE MILLE ANNI DI BUIO E TASSAZIONE SULLA PRIMA CASA.
IL MALE TRIONFERA', E IL BENE PERDERA' MATTEO, PERCHE' IL BENE E' GAY.

IN UN OSPEDALE PSICHIATRICO DI CUI NON FARO' IL NOME, ALLA PERIFERIA DI PARMA,


SI TROVA TUTTORA, IN FONDO AL CORRIDOIO DELL'ALA EST, LA STANZA DI UNA RAGAZZA
DAI CAPELLI NERI E DAGLI OCCHI CHIARI.
QUESTA RAGAZZA SI CHIAMA SVETLANA, E' UCRAINA, HA VENTIQUATTRO ANNI.
IN APPARENZA E' UNA RAGAZZA COME TANTE ALTRE DELLA SUA ETA', SE NON FOSSE
PER UN PICCOLO PARTICOLARE: SI DICE SIA L'UNICA PERSONA VIVENTE CHE ABBIA
VISTO IL CAZZO DI CARLO LUCARELLI.
L'ULTIMO AD AVER AVUTO L'ARCANO ONORE, PRIMA DI LEI, ERA STATO RAIMONDO
VIANELLO, NELLE ILLUSTRAZIONI DELLA SUA ANTICHISSIMA COPIA DEL
NECRONOMICON.
SVETLANA, INVECE, LO HA VISTO DAL VIVO.
E A CHI LE CHIEDE DI DESCRIVERLO, SVETLANA SUSSURRA LA RISPOSTA
NELL'ORECCHIO.
MA LA RISPOSTA E' TALMENTE ORRIBILE CHE, APPENA GIUNGE ALLA CORTECCIA
CEREBRALE, PROVOCA UN DEVASTANTE ICTUS NEI MALCAPITATI, A CUI SCOPPIA LA
TESTA.
E POI MUOIONO.
E COMUNQUE E' IN SANSCRITO.

QUALCUNO DI VOI SI E' CHIESTO CHE FINE ABBIANO FATTO GLI ESPERIMENTI DI
TRAPIANTO DI TESTA EFFETTUATI QUALCHE MESE FA IN RUSSIA?
BEH, L'UNIVERSITA' DI MOSCA MI HA CONCESSO DI ESAMINARE IN ESCLUSIVA PER LA
RAI I SOGGETTI TRAPIANTATI, E DEVO DIRE CHE E' STATO UN GRANDE SUCCESSO:
UN PO' FREDDI E ASCIUTTI PER I MIEI GUSTI, MA BELLI STRETTI.
E POI NON SPUTANO.

OVVIAMENTE TUTTI VOI SAPETE DEL CELEBRE VIAGGIO ATTRAVERSO L'AMERICA


LATINA COMPIUTO NEGLI ANNI '50 DA ERNESTO GUEVARA ED ALBERTO GRANADO.
QUELLO CHE NON SAPETE CHE ERAVAMO PRESENTI, AD OCCUPARCI DEGLI ASPETTI
SESSUALI DEL VIAGGIO, ANCHE IO - FABIO FAZIO ;) - ED IL FIGLIO ARGENTINO DI ADOLF
HITLER, PEDRO: PEDRO HITLER.
HO ANCORA FULGIDO NELLA MEMORIA UN MOMENTO SPECIALE DI QUEL VIAGGIO:
QUANDO IL "CHE" CI CHIESE DI FARE UNA SOSTA PER VIA DI UN FASTIDIOSO PRURITO
ANALE.
ALLORA FERMAMMO LE NOSTRE MOTOCICLETTE, E PEDRO TIR FUORI IL SUO BANJO
PER ALLIETARCI CON QUALCHE PEZZO DI VALERIO SCANU, MENTRE IO CONTROLLAVO IL
BUCO DEL CULO DEL FUTURO RIVOLUZIONARIO ARGENTINO.
QUELLO CHE VI TROVAI DENTRO MI SORPRESE E SCONCERT AL TEMPO STESSO: "MI
DISPIACE ERNESTO, MA SEMBRA PROPRIO CHE IL TUO RETTO SIA STATO INFESTATO DA
UN FASTIDIOSO QUANTO TENACE PARASSITA INTESTINALE DEL VECCHIO CONTINENTE,
NOTO AI GASTROENTEROLOGI COL NOME DI COMUNISMO. ANCORA NELLA FASE DI
INCUBAZIONE, MA TI CONSIGLIO DI GODERTI LA VITA FINCH PUOI, PERCH POI
NESSUNO VORR USCIRE CON TE NEANCHE PER UNA PIZZA."
"TI PREGO FABIO, FINITA QUESTA VACANZA UCCIDIMI."
"CERTO, VECCHIO AMICO"
POI MI SA CHE MI SONO SCORDATO. MA VABB.

RAGAZZI VISTO CHE SU YAHOO ANSWERS NON MI RISPONDONO LO SCRIVO QUA:


STAVO SCOPANDO UN BAMBINO NAPOLETANO E A UN CERTO PUNTO HO SENTITO
"CRACK": COME SI FA A CAPIRE SE MORTO? LA PUZZA E LE MOSCHE C'ERANO GI DA
PRIMA. GRAZIE, 5 PUNTI A CHI MI AIUTA.

LA LUNGA AMICIZIA COL BUON VECCHIO PIERO ANGELA SI BASA SULLA NOSTRA
COMUNE PASSIONE PER LA STORIA.
E' PER QUESTO CHE OGNI ANNO, A MAGGIO, CI VESTIAMO IN ABITI MEDIEVALI PER
RIEVOCARE L'ASSEDIO DI COSTANTINOPOLI DEL 1453: IL RUOLO DELL'ESERCITO
OTTOMANO E' SVOLTO DAL MIO BELLICOSO E NERBORUTO CAZZO, MENTRE LE
SENSUALI MURA DELLA CAPITALE BIZANTINA SONO RAPPRESENTATE DALLE MORBIDE
CHIAPPE DI ANGELA.
CHI HA DETTO CHE LA STORIA NON E' DIVERTENTE?
;)

LE DONNE CHE PIANGONO DOPO IL SESSO MI HANNO SEMPRE DATO FASTIDIO, MA DI


RECENTE HO CAPITO CHE UN PO' E' ANCHE COLPA MIA: E' PER QUESTO CHE ORA CI
SPARO UNA PERA DI MORFINA PRIMA DI PIANTARE I CHIODI.

IL MIO CAZZO E' COME L'ORSO GRIZZLY: CONTRARIAMENTE ALLA CREDENZA COMUNE,
FINGERSI MORTI NON EVITA LAGGRESSIONE.

IL MIO CAZZO COME BERLUSCONI: QUANDO LO VEDI AFFLOSCIARSI E PERDERE


VIGORE POLITICO PERCH VUOLE FARTI ABBASSARE LA GUARDIA: IN REALT UN
SECONDO DOPO GI PRONTO A RIENTRARTI IN CULO CON ANCORA MAGGIOR
VIOLENZA, PER ASSESTARE IL COLPO DI GRAZIA.

IL MIO CAZZO COME UN REGIONALE DI TRENITALIA: LUNGO, SPORCO E NON HA


ALCUNA INTENZIONE DI RIPORTARTI A CASA.

MENO MALE CHE I DELFINI DOVREBBERO ESSERE INTELLIGENTI QUASI QUANTO


L'UOMO: NON HANNO ANCORA IMPARATO A RICONOSCERE LA PASTIGLIA DI ROIPNOL
SUL FONDO DEL LORO BACARDI.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA IL MIO CAZZO ED UNA CHIAVETTA USB? CHE PER IL MIO
CAZZO NON ESISTE RIMOZIONE SICURA.

IL MIO CAZZO COME IL MAREMOTO: LA MORTE E LA DISTRUZIONE DA ESSO SEMINATE


NON TOLGONO IL FATTO CHE TI SEI BAGNATA.
PER CHI NON LO AVESSE CAPITO, ORA VI SPIEGO PERCH I BOCCHINI DI CARLO
LUCARELLI SONO DOPPI: QUANDO GLI INFILI IL CAZZO DEEPTHROAT NELL'ESOFAGO
SENTI UNA LINGUA FREDDA E VISCIDA CHE LO PILUCCA DA SOTTO, VERO? ECCO,
QUELLO IL GEMELLO SIAMESE ABORTITO DI LUCARELLI, PAOLO, CHE ADESSO DIMORA
NELLO STOMACO DEL FRATELLO.
DEI DUE IL GEMELLO CATTIVO.
E CARLO SI OCCUPA DEL SUO NUTRIMENTO.
:)

QUANDO IO FINISCO DI SCOPARE NON TOLGO IL MIO CAZZO DAL TUO CORPO, MA
TOLGO IL TUO CORPO DAL MIO CAZZO.

NELLA SUA PRIMA STESURA, IL PEZZO DI JOVANOTTI "IL PI GRANDE SPETTACOLO


DOPO IL BIG BANG" ERA IN REALT UNA CANZONE SULL'OLOCAUSTO.

SI CHIAMANO MANIGLIE DELL'AMORE PERCH I RUMENI LE SPACCANO QUANDO NON


RIESCONO A ENTRARE

SE DOPO IL TUO PRIMO RAPPORTO LASCI L'IMENE SOTTO IL CUSCINO, LA NOTTE


ARRIVA POVIA CHE LO PRENDE E TI LASCIA SEI EURO.
POI TI SBORRA LE LENZUOLA.
E TI AMMAZZA.

TRE COLPI A TUA CUGINA,


DENTRO AL CESSO DEL LICEO,
SETTE COLPI ALLA TUA MAMMA,
CHIUSA NELLA MIA CANTINA,
NOVE AL NONNO ED ALLA NONNA,
SARA' GRAN CARNEFICINA.
UN COLPO FORTE INFIN PER TE,
CHE LEGGI SENZA ALCUN TIMORE.
NEGLI STUDI DELLA RAI,
DOVE IL SEME NERO SCHIZZA.
UNA MINCHIA PER DOMARLI,
UNA MINCHIA PER TROVARLI,
UNA MINCHIA PER GHERMIRLI,
E NEL BUIO SPALANCARLI.
NEGLI STUDI DELLA RAI,
DOVE IL SEME NERO SCHIZZA.

MERDA CHE FASTIDIO, QUANDO HAI APPENA PORTATO FUORI IL SACCO COL RUSCO
DELLA FESTA DELLA SERA PRIMA, E IL BARBONE SI METTE SUBITO A RAVANARE NEL
BIDONE. NON POSSONO CERCARE UN LAVORO E PAGARSI QUALCOSA DI CALDO DA
SCOPARE?

QUESTE SEDICENNI DELLA GINNASTICA RITMICA E' INUTILE CHE SI ESERCITINO A FARE
TANTE ACROBAZIE: UN BUON FURGONE GUIDATO DALL'UOMO GIUSTO LE BATTERA'
SEMPRE.

IO NON VOTO.
MA NON PERCH PENSO CHE I POLITICI SIANO TUTTI UGUALI, O CHE SIANO TUTTI LADRI
(E -OVVIAMENTE- LO SONO).
IL FATTO CHE NON CREDO NELLA DEMOCRAZIA COME SISTEMA.
IL MIO VOTO SAR SEMPRE INUTILE: C' UN SOLO FABIO FAZIO IN QUESTO PAESE, E
ALMENO UN CENTINAIO DI GIUSEPPE CRUCIANI.
(ATTENZIONE, NON E' UNA METAFORA: CI SONO VERAMENTE CENTO CRUCIANI, E OGNI
VOLTA CHE NE UCCIDO UNO GLI ALTRI LO RIGENERANO AUTOMATICAMENTE
DIVIDENDOSI A MET COME IL VIBRIONE DEL COLERA)
LA DEMOCRAZIA IL GOVERNO DELLA MAGGIORANZA DEI MONGOLOIDI SU UNA
MINORANZA INDIFESA, UNA CICLOPICA GANGBANG COLLETTIVA, IN CUI L'INEVITABILE
SBORRATA IN FACCIA NON SAR ALTRO CHE L'APOCALISSE NUCLEARE.
HO QUINDI DECISO LIBERAMENTE DI NON ESSERNE COMPLICE, E DI ASPETTARE INVECE
DI RITAGLIARMI UN RUOLO NELLA SOCIET POSTATOMICA: COME KAP, NEI CAMPI DI
CONCENTRAMENTO IN CUI GLI UOMINI TALPA IMPRIGIONERANNO GLI SPARUTI
SOPRAVVISSUTI, SPERO DI RIMEDIARE, OGNI TANTO, UN PO' DI FICA, E QUALCHE
BICCHIERE DI AMARO DEL CAPO.

COSA DICE UN DAINO MENTRE LO STUPRI NEL CULO?


"DAI NO!

CHE DIFFERENZA C' TRA BOSSETTI E I DENTI DA LATTE? CHE QUANDO I DENTI DA
LATTE VENGONO FUORI DALLA BOCCA IL BAMBINO ANCORA VIVO.

PERCH LA DONNA ATTRAVERSA LA STRADA? PERCH DALL'ALTRA PARTE C' IL CAZZO.

FRASI DI FABIO PER RIMORCHIARE, PARTE TRENTACINQUE: "PUPA, IO E TE SIAMO LE


META' DI UN BELLISSIMO DIAMANTE, CHE SOLO LA MIA SBORRA PUO' REINCOLLARE
INSIEME.

ALLE DONNE CHE MI CHIEDONO PERCH NON USO IL PRESERVATIVO RISPONDO


SEMPRE: TU USCIRESTI CON L'OMBRELLO SE PIOVESSE URANIO?

CHE SCOPERTA, RAGAZZI: SAPETE COSA LUBRIFICA MEGLIO DELLA VASELINA?


LE LACRIME

FRASI DI FABIO PER RIMORCHIARE. PARTE SECONDA:


"EHI PUPA, PERCH NON SALTIAMO I PRELIMINARI, E PASSIAMO DIRETTAMENTE ALLA
SEPOLTURA?

FRASI DI FABIO PER RIMORCHIARE. PARTE QUINTA:


"SCUSA MA SEI PER CASO LA VAL DI SUSA? PERCH HO L'IMPRESSIONE CHE STASERA
CHE TI PIACCIA O NO VERRAI TRAPANATA PER BENE.

L'IMMIGRAZIONE DOVREBBE FUNZIONARE CHE NOI CI PRENDIAMO DIECIMILA SIRIANI E


LA SIRIA SI PRENDE MINIMO MINIMO DODICI NAPOLETANI.

CHE DIFFERENZA C' TRA LA BOLDRINI E UN OROLOGIO A CUC? CHE DALL'OROLOGIO


A CUC ESCE UN UCCELLO OGNI ORA, DALLA BOLDRINI ESCE UN UCCELLO OGNI
CINQUE MINUTI.

LE FOCHE SONO MEGLIO DELLE DONNE, PERCH SI RICORDANO SEMPRE DI GIOCARE


CON LE PALLE.

L'OMEOPATIA VA BENE PER ROBE TIPO IL DIABETE E IL CANCRO, MA PER PATOLOGIE


SERIE COME L'OMOSESSUALIT CI VOGLIONO FARMACI VERI

HO BISOGNO DI DUE GEMELLE IDENTICHE PER SPERIMENTARE UNA NUOVA PRATICA


EROTICA, CHE CHIAMER "11 SETTEMBRE
OH MIA BELLA FEDERICA!
IN BRASILE CHE FATICA
PRENDER CAZZO NELLA FICA!
COSI' IN MEN CHE NON SI DICA
SEI TORNATA CON LA ZIKA.
OH! CHE FETO HAI, FEDERICA!?
CON LA TESTA DI FORMICA!
MA NON PREOCCUPARTI MICA:
CON LA GRUCCIA E DELL'ORTICA
SARA' UN ABORTO UN PO' ALLANTICA!

IL TEPORE DI QUESTE SERATE ESTIVE MI RIPORTA LA MENTE AD UN EPISODIO DELLA


MIA GIOVINEZZA QUANDO, APPENA SEDICENNE, IO ED I MIEI AMICI CI TROVAMMO PER
CONSUMARE BIRRA FRESCA NELLA NATURA INCONTAMINATA DELLE COLLINE LIGURI.
QUELLA SERA CI ERAVAMO PORTATI "DELLA FIGA": ALL'EPOCA SI DICEVA "DELLA FIGA"
PER INTENDERE CHE C'ERANO DELLE RAGAZZE, UNA SPECIE DI FIGURA RETORICA.
TUTTI SAPEVANO CHE NON SAREBBE SUCCESSO NIENTE, MA DICEVAMO COMUNQUE
"C'E' DELLA FIGA" PERCHE' ERA DIVERTENTE, E SAPEVA DI ADOLESCENZA.
IN MEZZO A QUESTE RAGAZZE C'ERA MARTINA, LA MIA COMPAGNA DI BANCO. DA
QUANDO L'AVEVO CONOSCIUTA, MARTINA AVEVA ISPIRATO ALCUNE DELLE MIE PIU'
FEROCI E PANTAGRUELICHE SESSIONI DI SPIPPACCHIAMENTO. RISULTAVA SEMPRE PIU'
DIFFICILE CONCENTRARMI A LEZIONE: GLI OCCHI FINIVANO INEVITABILMENTE PER
POSARSI SULLE SUE CURVE DI GIOVANE DONNA IN PIENA FIORITURA, SUI SUOI OCCHI
AZZURRI, SUI SUOI PIEDINI FRESCHI. NON RIUSCIVO A PENSARE AD ALTRO, NE' AL
FUTURO, NE' ALLA CARRIERA, NE' AI SOLDI: IL MONDO INIZIAVA E FINIVA IN QUEI POCHI
CENTIMETRI CHE MI SEPARAVANO DA LEI, E NEI MINUTI CHE MANCAVANO
ALL'INTERVALLO, QUANDO LA CAMPANELLA MI AVREBBE CONSENTITO DI CORRERE IN
BAGNO PER SGONFIARE LA MIA SACCA TUMESCENTE.
ERANO TEMPI PIU' SEMPLICI, PIU' FELICI, ANCHE SE ALL'EPOCA NON LO SAPEVO.
BEN VOLENTIERI AVREI VOLUTO TRAMUTARE IN CALDA REALTA' LA LASCIVIA DELLE MIE
FANTASIE, MA SAPEVO DI NON AVERE POSSIBILITA': ERO BASSO, MINGHERLINO, POCO
SICURO DI ME, E LA PROCACE MARTINA ERA BRAMATA DA TUTTA LA SCUOLA.
MA QUELLA SERA, SOTTO LA LUCE DELLE STELLE ED INEBRIATO DALL'ALCOOL, NULLA
SEMBRAVA IMPOSSIBILE.
LE COSE PRESERO UNA PIEGA INASPETTATA QUANDO PIERGIORGIO, CHE ERA UN
MATTO, PROPOSE IL TANTO PICCANTE QUANTO CLASSICO GIOCO DELLA BOTTIGLIA.
VISTO CHE NESSUNO OBIETTAVA LA BOTTIGLIA PRESE A RUOTARE, ED EBBI UN
SUSSULTO QUANDO, AL PRIMO GIRO, SI FERMO' PROPRIO SU DI ME.
"OOOOOH VEDIAMO CHI SI LIMONA STASERA IL FABIONE!"
LA BOTTIGLIA PRESE A GIRARE DI NUOVO, E SENTII IL CUORE SALTARMI IN GOLA
QUANDO VIDI DOVE SI STAVA FERMANDO.
"WOOOW! MARTINA! FORZA RAGAZZI, FATECI VEDERE COSA SAPETE FARE!" ESCLAMO'
RUTTANDO PIERGIORGIO.
MARTINA SI ALZO' ARROSSENDO: "OK, PERO' DAI. QUA DAVANTI A TUTTI NO! ALMENO
LASCIATECI ANDARE DIETRO A QUEGLI ALBERI!"
"VA BENE VA BENE. PERO' CI DOVETE DARE DENTRO... FABIO! FABIO GUARDAMI NEGLI
OCCHI VECCHIA ROCCIA"-PIERGIORGIO ERA CHIARAMENTE UBRIACO-"MI
RACCOMANDO, SE NON LA FAI SEI UFFICIALMENTE UN F0RC10! NON FARE IL F0RC10!"
IO E MARTINA CI ALLONTANAMMO IN SILENZIO, E QUANDO FUMMO FUORI DALLA VISTA
DEGLI ALTRI, MI LASCIAI ANDARE IN UN SOSPIRO PROFONDO: "GUARDA MARTI, QUESTI
GIOCHINI MI SONO SEMPRE SEMBRATI UN PO' RITARDATI. SE SEI D'ACCORDO POSSIAMO
STARE QUA CINQUE MINUTI, GIUSTO PER NON DESTARE SOSPETTI, E POI TORNIAMO
INDIETRO."
MARTINA GUARDO' IN BASSO: "FABIO SE TU VUOI FARE COSI' PER ME VA BENE. SOLO
CHE... INSOMMA... SPERAVO ALMENO DI POTERTI DARE UN BACIO."
PER UN ISTANTE MI MANCO' IL RESPIRO: "CERTO CHE PUOI! VOGLIO DIRE... LO DICEVO
PER TE... ERO CONVINTO DI NON PIACERTI, TUTTO QUA."
"MA CERTO CHE MI PIACI FABIO! MI PIACI UN SACCO! PERCHE' CREDI CHE MI SIA SEDUTA
DI FIANCO A TE AD INIZIO ANNO!? AVREI VOLUTO DIRTELO, MA TU NON MI PARLI MAI... LE
MIE AMICHE MI DICONO CHE DOVREI PRENDERE L'INIZIATIVA, MA SONO TROPPO
TIMIDA."
"TI GIURO, MARTI, NON NE AVEVO IDEA. E TI ASSICURO! IL SENTIMENTO E' PIU' CHE
RECIPROCO. SE LO AVESSI SAPUTO AVREI FATTO QUALCOSA! COME MINIMO TI AVREI
CHIESTO DI USCIRE."
"DAVVERO?", ESCLAMO' MARTINA SORRIDENDO, "QUINDI NON TI DISPIACE SE
RISPETTIAMO LE REGOLE DEL GIOCO?"
E COSI' DICENDO MI MISE LE BRACCIA INTORNO AL COLLO, E PRIMA CHE POTESSI
RISPONDERE LE SUE MORBIDE LABBRA SI SERRARONO SULLE MIE. MENTRE LE NOSTRE
LINGUE SCORREVANO L'UNA SULL'ALTRA, SENTII UNO STRANO SOLLETICO IN FONDO
ALLA GOLA. GUARDAI IN ALTO: LE STELLE NON MI ERANO MAI SEMBRATE COSI'
LUMINOSE, E PERSINO LA LUNA, VICINISSIMA, SEMBRAVA FARMI L'OCCHIOLINO.
MARTINA PRESE A BACIARMI L'ORECCHIO, E COMINCIO' A SIBILARVI DENTRO PAROLE
DOLCI. LI' PER LI' NON FECI CASO AL FATTO CHE STESSE SIBILANDO, MA POI LA SENTII
SUSSURRARE UNA COSA CHE MI FECE RACCAPPONARE LA PELLE.
"BARUKH ATA ADONAI ELOHEINU, MELEK HA'OLAM"
LA SPINSI LONTANO DA ME: "EH? MA CHE CAZZO E' STA LINGUA? VI ERAVATE
ORGANIZZATI PER FARMI UNO SCHERZO?"
"PIERGIORGIO!", URLAI, "QUESTA ME LA PAGHI!"
"MA NO FABIO, NO", REPLICO' MARTINA, "E' SARDO! MIA NONNA ERA DI LA', E QUANDO MI
EMOZIONO MI VIENE DA PARLARE IN DIALETTO."
AGGROTTAI LE SOPRACCIGLIA: "E POI SCUSA, NON E' CHE SIA STATO CON MOLTE
RAGAZZE FINORA, QUINDI MI POTREI SBAGLIARE. MA C'E' QUALCOSA CHE NON MI
CONVINCE DELLA TUA LINGUA."
"AHAHAHAH", DISSE MARTINA RIDENDO NERVOSAMENTE,"DEV'ESSERE IL PIERCING
FABIO! MA TI VUOI CALMARE!?!?!"
"IL PIERCING EH? POSSO VEDERLO?"
SI ERA ALZATA UNA BREZZA LEGGERA. I GRILLI CANTAVANO NEL BUIO DELLA NOTTE.
MARTINA SMISE DI RIDERE, E SI FECE SERIA: "VA BENE FABIO", DISSE IN UNA VOCE CHE
SI STAVA FACENDO SEMPRE PIU' DISTORTA E SIBILANTE, "LO HAI VOLUTO TU."
APRI' LA BOCCA, E LA LUCE DELLA LUNA ILLUMINO' FINALMENTE LA SUA LINGUA: ERA
BIFORCUTA, COME QUELLA DI UN SERPENTE.
LA CREATURA SI TOLSE LA MASCHERA: AL DI SOTTO DI ESSA, IL FREDDO GHIGNO DI
EZIO GREGGIO MI SQUADRO' CON ARIA DI SFIDA.
"L'HAI FATTA FRANCA FABIO. MA SAPPI CHE TORNERO': NON MI DARO' PACE FINCHE' NON
AVRO' ASSAGGIATO IL TUO PRELIBATO GIANDUIA."
QUINDI SPIEGO' LE SUE ALI NERE, E CON UNO STRIDIO SUBUMANO SPICCO' IL VOLO NEL
CIELO NOTTURNO.
RACCOLSI LA MASCHERA: GREGGIO L'AVEVA RICAVATA SCUOIANDO LA PELLE VIVA
DELLA POVERA MARTINA.
PENSAI ALLA SUA AGONIA, AL DOLORE CHE DOVEVA AVER PROVATO NEI SUOI ULTIMI
ISTANTI DI VITA, E PENSAI CHE ERA STATO TUTTO PER COLPA MIA, CHE IL NERO
CONDUTTORE DI STRISCIA L'AVEVA UCCISA E SQUARTATA PER ARRIVARE A ME.
QUESTO PENSIERO RINVIGORI' L'EREZIONE CHE AVEVO COVATO FINO A POCHI MINUTI
PRIMA, QUANDO STAVO BACIANDO COLEI CHE PER TANTO TEMPO AVEVO DESIDERATO.
GUARDAI LA MASCHERA DI PELLE UMANA, E POI GUARDAI LA MIA EREZIONE.
E FECI DUE PIU' DUE.

QUANTI NAPOLETANI CI VOGLIONO PER CAMBIARE UNA LAMPADINA?


DUE: UNO CHE L'AVEVA GIA' CAMBIATA DUE GIORNI PRIMA E L'ALTRO CHE LO STATO CI
AVESSE ABBANDONATO.
E UNO CHE NEL DUBBIO LA SPARA.
QUANTI MARO' CI VOGLIONO PER CAMBIARE UNA LAMPADINA? DUE: UNO CHE LA SPARI
E L'ALTRO CHE LA SPARI DI NUOVO NEL CASO SI FINGESSE MORTA.

A. A. A. ANNUNCIO IMPORTANTE ALLE DONNE A CUI SONO VENUTO IN FACCIA (E QUI CE


NE SONO TANTE). NON SIETE AL SICURO. IL MEDICO MI HA CONFERMATO CHE IL MIO
SPERMA HA UNA POTENZA TALE CHE POTRESTE COMUNQUE AVERE UNA GRAVIDANZA.
UNA GRAVIDANZA IN FACCIA.

AVETE PRESENTE LA LEGGENDA URBANA SECONDO CUI, SE LA NOTTE DEL 31


OTTOBRE A MEZZANOTTE TI METTI A CAGARE CON DELLE CANDELE ATTORNO AL
WATER, AD UN CERTO PUNTO SENTI LA LINGUA BIFORCUTA DI ALDA MERINI CHE,
RISALITA DALLE PROFONDITA' DELLE FOGNE, TI LECCA AVIDA IL BUCO DEL CULO?
IO NON CI CREDO!
:)

RAGAZZI MI DISPIACE UN SACCO PER VOI. MI DISPIACE DAVVERO, PERCHE' NON


VIVRETE MAI LA MERAVIGLIOSA ESPERIENZA DI VEDERE IL MIO AMICO GIULIANO
FERRARA SCOPARE:
TUTTO LAIDO, NUDO E SUDATO, CHE ANSIMA E FATICA A RESPIRARE, E CHE
SCORREGGIA PER LO SFORZO, RILASCIANDO QUALCHE SCHIZZO DI MERDA DAL CULO,
MENTRE INVOCA RABBIOSO I NOMI DI ANTICHI DEMONI ARMENI AFFINCHE' LO AIUTINO A
RAGGIUNGERE L'APICE DEL COITO, E A BRUTALIZZARE CON IL FRUTTO DEI SUOI LOMBI
LA MALCAPITATA MINORENNE MOLDAVA.
VIVIAMO IN UN MONDO STRAORDINARIO.

IL MIO CAZZO COME ULISSE: NONOSTANTE LA TUA TENACE RESISTENZA TI ENTRER


DENTRO CON UNA LETALE COMBINAZIONE DI INGANNO E FORZA MILITARE.
E COMUNQUE SEI TROIA.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA IL MIO CAZZO E LA PANCA? CHE LA CAPRA CREPA SIA SOPRA
CHE SOTTO IL MIO CAZZO

CHE DIFFERENZA C'E' TRA IL MIO CAZZO E UN BLACK BLOC? CHE IL MIO CAZZO NON SI
METTE IL CAPPUCCIO PRIMA DI SFONDARTI LA BOTTEGA.

IL MIO CAZZO E' COME BABBO NATALE: NONOSTANTE LE GRASSE DIMENSIONI, SI


INTRODURRA' ALL'INTERNO DELLA TUA DIMORA PASSANDO ATTRAVERSO LO STRETTO
MA CALDO COMIGNOLO, E, MENTRE MAMMA E PAPA' RIPOSANO TRANQUILLI, SVUOTERA'
IL SUO SACCO RIGONFIO DI DONI ADDOSSO AL TENERO PARGOLO ADDORMENTATO.

VORREI CONSIGLIARE A TUTTE LE DONNE CHE PENSANO SIA VENUTO GUARDANDOLE


NEGLI OCCHI DI NON MONTARSI LA TESTA: NON STAVO GUARDANDO I LORO OCCHI,
STAVO GUARDANDO LA MIA ESPRESSIONE DI DISPREZZO E ODIO RIFLESSA NEI LORO
OCCHI.
QUELLO CHE MI HA FATTO VENIRE.

PERCH LE DONNE VANNO SEMPRE AL BAGNO IN DUE? PERCH UNA SA LEGGERE, E


L'ALTRA UNA TROIA

CHE DIFFERENZA C' TRA LA BOLDRINI E IL TORTELLINO? NESSUNA. ENTRAMBI


VOGLIONO IL RIPIENO DI CARNE.
COME SI CHIAMA QUELLA COSA ELASTICA E LUBRIFICATA CHE TI METTI SUL CAZZO PER
NON FARE FIGLI?
PIERO ANGELA

CHE DIFFERENZA C' TRA UNA DONNA E UN ASPIRAPOLVERE? NESSUNA, ENTRAMBI


SONO STATI INVENTATI AL SOLO SCOPO DI PULIRE PER TERRA E DI SUCCHIARTI IL
CAZZO

SCHROEDINGER STA SCOPANDO SUA MOGLIE DA UN PAIO D'ORE.


A UN CERTO PUNTO LEI GLI FA: "MA SEI VENUTO O NO?"
E LUI: "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHH!!!!!!"
POI ESPLODE.

IL MIO CAZZO COME IL FILM "TITANIC" DI JAMES CAMERON: LUNGO, TI FA PIANGERE


E ALLA FINE DICAPRIO MUORE.

FRASI DI FABIO PER RIMORCHIARE. PARTE TERZA:


"SAI CHE LA LUCE DI QUELLE STELLE ARRIVA A NOI QUANDO LE STELLE SONO GI
MORTE? TROVO CHE SIA UNA ROMANTICA METAFORA DI QUANDO LE TUE URLA
ARRIVERANNO ALLA POLIZIA.

L'AMORE UN APOSTROFO ROSA TRA LE PAROLE "EZIO GREGGIO" E CHUPACABRAS"

CHE DIFFERENZA C' TRA UNA BUSTA DA LETTERE E TUA MADRE? CHE LA BUSTA DA
LETTERE LA LECCHI PRIMA DI CHIUDERLA, MENTRE TUA MADRE LA LECCHI PRIMA DI
APRIRLA.
INOLTRE LA BUSTA DA LETTERE NON TROIA.

C' QUALCHE DONNA QUA CHE SA FARE IL GIOCHINO DELLA GRUBER DI PRENDERTI LE
PALLE IN BOCCA E INVERTIRLE DI POSIZIONE?

CHE DIFFERENZA C' TRA TUA MADRE E UNA PALLA DA BOWLING?


NESSUNA: ENTRAMBE SONO TONDE, HANNO TRE BUCHI E SI SCHIANTANO UNA
TRENTINA DI BIRILLI A SERA.

A SAVONA POTRESTE SENTIRE FRASI DEL TIPO: "STASERA VIENE A CENA LA GIUSTIZIA"
O "HO VISTO LA GIUSTIZIA ALLA FERMATA DELL'AUTOBUS".
QUESTO PERCHE' NOI CON "GIUSTIZIA" NON INTENDIAMO IL CONCETTO ASTRATTO ED
INTANGIBILE.
"GIUSTIZIA" E' IL MODO IN CUI CHIAMIAMO L'AVVOCATO PIETRO OCA.

SE DIO AVESSE VOLUTO CHE LE DONNE PARLASSERO AVREBBE FATTO USCIRE LA


VOCE DA UN BUCO DIVERSO RISPETTO A QUELLO DA CUI ENTRA IL CAZZO

L'AMORE E' UN APOSTROFO ROSA TRA IL RUMORE DELLE SICURE CHE SI ABBASSANO E
QUELLO DEL BAGAGLIAIO CHE SI APRE.

SONDAGGIO: VOI RAGAZZE COSA FARESTE SE UN DOWN MOLTO ROBUSTO ENTRASSE


ARMATO DI KALASHNIKOV SFONDANDO LA PORTA E, PUNTANDOVI L'ARMA IN VOLTO,
URLASSE A SQUARCIAGOLA CON GLI OCCHI FUORI DALLE ORBITE: "TEFI TARMI LA
FICAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!

FIGA: 95% MARKETING, 5% SOSTANZA.


PROBABILMENTE DELLA APPLE
RAGAZZI SEMBRA UNA STRONZATA MA RICORDATEVI DI NON INVERTIRE MAI LA
SEQUENZA SCOPATA-CAFF-SIGARETTA: L'ALTRO GIORNO PER SBAGLIO MI SONO
RITROVATO CON IL CAZZO DENTRO LA MOKA MENTRE NELL'ALTRA STANZA C'ERA UNA
NIGERIANA CHE BRUCIAVA VIVA

OK RAGAZZI TRUMP MAGARI OGNI TANTO FA UN PO' IL MATTO. MA HILLARY E' UNA
DONNA

LE DONNE SI DIVIDONO IN DUE CATEGORIE:


LE TROIE

ESISTE UN MODO MOLTO SEMPLICE PER CAPIRE SE UNA DONNA E' TROIA.
BUTTATELA NELL'ACQUA: SE GALLEGGIA VUOL DIRE CHE E' TROIA, SE AFFONDA VUOL
DIRE CHE LO ERA.
:D

RAGAZZE VI RICORDATE QUANDO HO SALVATO L'UMANITA' DAGLI ALIENI?


DAI! QUELLA VOLTA CHE GLI ALIENI SONO SBARCATI E NESSUNO SAPEVA COME
SCONFIGGERLI, E VOI SIETE VENUTE DA ME DICENDO: "TI PREGO FABIO DISTRUGGI GLI
ALIENI E IN CAMBIO TI MANDIAMO IN MASSA LE FOTO DELLE TETTE!"
E IO: "NON E' CHE POI SUCCEDE COME AL SOLITO CHE IO SCONFIGGO GLI ALIENI E POI
VOI FATE FINTA DI NIENTE?"
E VOI: "NO, TE LO GIURIAMO, CI MANCHEREBBE ALTRO CHE CONFERMASSIMO TUTTI
QUESTI PREGIUDIZI INFONDATI SULLE DONNE CHE SAREBBERO INAFFIDABILI E
MESCHINE! NOI SIAMO GENTE DI PAROLA."
E IO: "OK ALLORE VA BENE."
AH NON VE LO RICORDATE?
IO SI

CHI DICE CHE NEL VENTUNESIMO SECOLO NON C' POSTO PER IL RAZZISMO NON HA
CONSIDERATO CHE SE I NAPOLETANI SI STRINGONO UN ATTIMO RIUSCIAMO A SCALARE
DI UNO

ERANO GLI ULTIMI, TORRIDI GIORNI DELL'ULTIMO ANNO DI SCUOLA, AL LICEO CLASSICO
"ALDA MERINI" DI SAVONA, ED IL MIO GIOVANE SPIRITO ERA TESO COME UNA CORDA DI
VIOLINO: AVEVO APPENA SCOPERTO CHE FRA I COMMISSARI INTERNI DELL'ESAME DI
MATURITA' VI SAREBBE STATA LA MIA NEMESI, IL SEVERO PROFESSOR PERTUGI.
NEL CORSO DEI CINQUE ANNI PRECEDENTI, PERTUGI NON AVEVA PERSO OCCASIONE
PER UMILIARMI E METTERMI IN IMBARAZZO DI FRONTE AI MIEI COMPAGNI DI CLASSE:
OGNI VOLTA CHE MI ALZAVO IN PIEDI PER UN'INTERROGAZIONE SAPEVO CHE SAREI
STATO IL PROTAGONISTA DI UN PICCOLO NUMERO CIRCENSE, UN NUMERO IN CUI IL
POVERO FABIO, IN EQUILIBRIO SULLA SOTTILISSIMA CORDA DELLE SUE PUR
RISPETTABILI COMPETENZE CULTURALI, AVREBBE TENTATO GOFFAMENTE DI SCHIVARE
UNA FITTA PIOGGIA DI LETALI PROIETTILI DI MERDA.
PERTUGI ERA DI QUEI PROFESSORI VECCHIO STILE, DI QUELLI CHE NON AVEVANO
PAURA DI DIRTI IN FACCIA CHE SEI UNA NULLITA', UNO CHE NELLA VITA AVEVA FALLITO
ANCORA PRIMA DI INIZIARE, E ALL'EPOCA ERO CONVINTO CHE LO FACESSE PERCHE',
SOTTO SOTTO, PROVAVA PIACERE.
UNA VOLTA AVEVA DETTO AI MIEI GENITORI: "NON E' CHE SUO FIGLIO SIA STUPIDO, E'
CHE NON SI IMPEGNA... NO SCUSATE VOLEVO DIRE IL CONTRARIO. E POI E' BRUTTO, E'
VERAMENTE BRUTTO. SIETE SICURI CHE SIA FIGLIO VOSTRO?"
PERTUGI ERA CRUDELE CON TUTTI GLI STUDENTI, E GODEVA DI UN ODIO
GENERALIZZATO ALL'INTERNO DELLA SCUOLA, MA IO NON POTEVO FARE A MENO DI
SENTIRMI PARTICOLARMENTE PRESO DI MIRA.
E QUINDI QUELLA MATTINA ME NE STAVO CON I GOMITI SUL BANCO, LE MANI ATTORNO
ALLA TESTA, E LO SGUARDO IN BASSO, A PROGETTARE UN MODO PER CONTENERE I
DANNI: PERTUGI MI ASPETTAVA, QUEL POMERIGGIO, PER DISCUTERE DELLA MIA TESI DI
MATURITA', UNA PROSPETTIVA CHE NON PROMETTEVA NULLA DI BUONO.
"EHI FABIONE... FABIONE!" , BISBIGLIO' PIERGIORGIO DAL BANCO DAVANTI, "VAI A
PARLARE CON PERTUGI OGGI?"
"SI GUARDA, LASCIA PERDERE..."
"NO, NON LASCIO PERDERE FABIO! SEI MIO AMICO, E QUEL PEZZO DI MERDA TI HA
FATTO TRIBOLARE PER CINQUE ANNI... PRIMA STAVO PARLANDO CON GIANMAURO...
ABBIAMO TROVATO UN MODO PER FARGLIELA PAGARE."
"CIOE'?"
"CI BECCHIAMO OGGI ALLE DUE, DALLE MACCHINETTE DEL CAFFE'."
INTRIGATO DALLA PROPOSTA DI PIERGIORGIO, MI PRESENTAI ALL'APPUNTAMENTO: LUI E
GIANMAURO ERANO LI' CHE MI ASPETTAVANO NELL'AREA RISTORO, ED ERANO
VISIBILMENTE ECCITATI. PIERGIORGIO MI MISE UNA MANO SULLA SPALLA:
"FABIONE, QUI FACCIAMO LA STORIA. DIGLIELO GIANMAURO!"
GIANMAURO SI INFILO' UNA MANO IN TASCA, E NE ESTRASSE UNA MANCIATA DI
COMPRESSE BLU.
"GIANMAURO MA SEI SCEMO!? CHE CAZZO PORTI A SCUOLA!?!? QUI CI APRONO IL
CULO!"
"NOOO, FABIO, MA CHE HAI CAPITO? E' VIAGRA."
"VIAGRA?"
"SI', VIAGRA. MIO ZIO E' FARMACISTA. GLIE LE HO FOTTUTE DAL MAGAZZINO."
"E CHE CAZZO CI FACCIAMO NOI CON DEL VIAGRA?"
"FABIO FABIO", CANTILENO' PIERGIORGIO METTENDOMI UN BRACCIO ATTORNO AL
COLLO, "TU ADESSO VAI DA PERTUGI, E GLI PORTI IL SUO CAFFE'. SAI QUANTO GLI PIACE
IL CAFFE', NO? SOLO CHE QUESTA VOLTA SARA' UN CAFFE' CORRETTO... AL GUSTO DI
VENDETTA."
GIANMAURO SFREGO' LE SUE MANI GRASSOCCE: "FABIO, GLI RIEMPIAMO IL CAFFE' DI
VIAGRA. GLI FACCIAMO ESPLODERE IL CAZZO!"
BALZAI ALL'INDIETRO: "EH? MA SIETE FUORI? NON POSSO FAR SALTARE IL CAZZO AL MIO
PROFESSORE! TRA UNA SETTIMANA ME LO TROVO IN COMMISSIONE!"
"MA FABIO, FABIO... ", REPLICO' PIERGIORGIO, "LUI SARA' SOMMERSO DALL'AROMA
PUNGENTE DELLA MISCELA ARABICA DELLE NOSTRE MACCHINETTE: NON CAPIRA' MAI!
FORZA NON ESSERE TITUBANTE, QUI ABBIAMO LA POSSIBILITA' DI VENDICARTI... E
RIMANERE NELLA STORIA... DUE PICCIONI CON UNA FAVA. LETTERALMENTE."
"COMPLIMENTI PER LA BATTUTA DI MERDA."
"ALLORA, CHE NE DICI?"
SOSPIRAI: "VABBE'. MI AVREBBE INCULATO COMUNQUE. TANTO VALE ANDARSENE CON
STILE."
"GRANDE FABIO", ESCLAMARONO I DUE, ABBRACCIANDOMI.
POCHI MINUTI DOPO ERO LI', COL MIO CAFFE' SPECIALE IN MANO, DAVANTI ALLO STUDIO
DI PERTUGI.
STAVO TREMANDO.
BUSSAI.
"PROF, SONO FAZIO!"
"VIENI, SEI IN RITARDO!"
APRII LA PORTA. PERTUGI ERA LI', DIETRO LA SCRIVANIA: ATTRAVERSO GLI SPESSI
OCCHIALI STAVA FINENDO DI LEGGERE LA MIA TESI, MENTRE CON LE MANI NODOSE
ACCAREZZAVA LA SUA FOLTA BARBA NERA.
"PROF LE HO PORTATO IL CAFFE'."
"AH SI'... APPOGGIALO QUA..." RISPOSE SENZA ALZARE LO SGUARDO.
APPOGGIAI IL CAFFE' SULLA SCRIVANIA, E MI SEDETTI SULLO SCRANNO DI FRONTE A
LUI. AVEVO IL CUORE IN GOLA.
PERTUGI CHIUSE IL FASCICOLO DELLA MIA TESI E LO LASCIO' CADERE DAVANTI A SE', A
PESO MORTO.
"FAZIO HO FINITO DI LEGGERE IL TUO LAVORO."
"EH... VEDO PROF...COSA NE PENSA?"
"E' UN'OTTIMA TESI, FAZIO. MA CHE DICO: ECCELLENTE. QUESTA E' ROBA DA
PUBBLICARE."
RIMASI PARALIZZATO DALLA PERPLESSITA': "COSA?"
"GIA' DAL TITOLO AVEVO CAPITO CHE SI TRATTAVA DI UN LAVORO DI QUALITA':
'TANGENTOPOLI E LE IMPLICAZIONI OMOEROTICHE DI MANI PULITE: IL TRIANGOLO
DIPIETRO-DAVIGO-BORRELLI'. QUINDI SEI CONVINTO? FARAI GIORNALISMO SESSUALE
ALL'UNIVERSITA'?"
"SI' PROF. PENSAVO DI SCEGLIERE GIORNALISMO SESSUALE, E POI SPECIALIZZARMI IN
CONDUZIONE RAI."
"FABIO, TI VEDO SORPRESO. TI ASPETTAVI UN PARERE DIVERSO?"
"AD ESSERE ONESTI PROF, MI ASPETTAVO CHE AVREBBE STRAPPATO LE PAGINE AD UNA
A UNA PER PULIRCISI IL CULO."
"AHAHAHAH. CAPISCO FABIO", DISSE PERTUGI TOGLIENDOSI GLI OCCHIALI, "IN QUESTI
ANNI SONO STATO UN PO' DURO CON TE."
"UN PO'?"
"VA BENE VA BENE: SONO STATO MOLTO DURO, NON C'E' OMBRA DI DUBBIO. E TU HAI
OGNI DIRITTO ED ESSERE ARRABBIATO, FORSE PERSINO A PORTARMI RANCORE. MA IL
MOTIVO E' QUESTO FABIO: FIN DALL'INIZIO AVEVO CAPITO CHE TU AVEVI DEL
POTENZIALE, DEL GRANDE POTENZIALE. COME AVREI POTUTO GUARDARMI ALLO
SPECCHIO, SE AVESSI LASCIATO CHE QUESTO POTENZIALE ANDASSE PERDUTO?
IO TI HO INSEGNATO A RIALZARTI, QUANDO VIENI MESSO A TERRA. TI HO INSEGNATO A
MORDERE LA POLVERE, A INCASSARE, E A CONTINUARE A COMBATTERE.
E' QUESTA L'ESSENZA DEL GIORNALISMO: LE LACRIME, E IL SANGUE, E LA VOGLIA DI
ANDARE AVANTI.
MA ORA HO FINITO, FABIO. ORA SIAMO ALLA PARI. MA CHE DICO ALLA PARI: IO SONO
SOLO UN POVERO INSEGNANTE DI PERIFERIA. GUARDAMI! E' COSI' CHE SARESTI FINITO,
SE TI AVESSI LASCIATO ADAGIARE SUGLI ALLORI: UN VECCHIO PIENO DI RIMPIANTI E
RIMORSI, COSTRETTO AD ACCONTENTARSI DI MAGRI PIACERI INTELLETTUALI... UN
LIBRO... UN SIGARO... IL TRAMONTO... LE PICCOLE FANTASIE PROIBITE QUANDO
GUARDO LE SCOLLATURE DELLE STUDENTESSE IN PRIMA FILA, IN ATTESA DI TORNARE A
CASA DA UNA MOGLIE CHE NON AMO, A SDITALINARLA SU QUEL MARCIO DIVANO IKEA,
PIU' PER DOVERE CHE PER PIACERE, NELLE PAUSE PUBBLICITARIE DI BALLARO'..."
E MENTRE PARLAVA, PAREVA CHE UNA LUCE DIVERSA LO STESSE ILLUMINANDO, E
SENTII CHE IL MIO MONDO SI STAVA CAPOVOLGENDO.
"... E INVECE TU FABIO ... TU SEI GIOVANE, FORTE, INTELLIGENTE. HAI LA POSSIBILITA' DI
DIVENTARE IL PIU' GRANDE GIORNALISTA SESSUALE CHE QUESTO PAESE ABBIA MAI
CONOSCIUTO. VOGLIO CHE TU AFFERRI QUELLA POSSIBILITA'. VOGLIO CHE TU CONTINUI
A LOTTARE, METRO DOPO METRO, PASSO DOPO PASSO, PER QUELLO CHE TI SPETTA IN
QUESTO MONDO. FABIO L'ITALIA HA BISOGNO DI TE... IL GIORNALISMO HA BISOGNO DI
TE... LA VERITA'....... HA BISOGNO DI TE. IO SO CHE NON CI DELUDERAI."
E POI LA VIDI: UNA SINGOLA, PICCOLA LACRIMA, SCENDERGLI PIANO LUNGO LA
GUANCIA.
SI ALZO' IN PIEDI, ED IO LO SEGUII A RUOTA.
MI TESE LA MANO.
"FABIO TI CHIEDO SCUSA. TI CHIEDO SCUSA PER TUTTE LE VOLTE CHE TI HO FATTO
MALE."
SCOSSI LA TESTA: "PROFESSORE, NON C'E' NULLA DI CUI SCUSARSI."
STRINSI FORTE LA SUA MANO, E CI GUARDAMMO, OGNUNO COL SUO SORRISO FIERO
DIPINTO SUL VOLTO: NON HO MAI PROVATO, DA ALLORA, UN SIMILE SENSO DI
COMPLETEZZA, DI PACE. SENTIVO CHE UN TRAGUARDO ERA STATO RAGGIUNTO, E CHE
UNA NUOVA, GRANDE AVVENTURA STAVA PER COMINCIARE.
"AH GIA'! IL CAFFE'!"
"NO PROF-"
NON FECI IN TEMPO AD AVVERTIRLO: LO MANDO' GIU' TUTTO IN UN SORSO.
RIMASI SENZA FIATO.
"AAAAAH. BUONO", ESCLAMO' PERTUGI LECCANDOSI LE LABBRA, "BENE. E ORA DAMMI
L'UCCELLO."
"COSA!?!??"
"TI HO FATTO IL DISCORSO MOTIVAZIONALE. ORA MI E' VENUTA VOGLIA DI SCOP-
GHGHGHGH"
PERTUGI SI PIEGO' IN DUE SULLA SCRIVANIA, URLANDO DAL DOLORE.
"PROF! STA MALE? CHIAMO QUALCUNO??"
DIGRIGNANDO I DENTI, PERTUGI SI STRAPPO' LA CAMICIA.
I SUOI CAPEZZOLI, NERI COME LA PECE, SI STAVANO GONFIANDO E ALLUNGANDO A
DISMISURA.
"FABIOOOOOOO", GORGOGLIO' IL PROFESSORE TENDENDO LA MANO VERSO DI ME,
MENTRE LA SUA FACCIA SI SQUAGLIAVA COME SOTTO L'EFFETTO DI UN IMMENSO
CALORE.
QUINDI GLI ABNORMI CAPEZZOLI ESPLOSERO, LIBERANDO DUE GETTI DI LIQUIDO NERO
E PUTRIDO, CHE INONDARONO LA STANZA: LA CREATURA SI SGONFIO' COME UN
ORRIDO PALLONCINO, MENTRE IO ASSISTIVO ATTERRITO.
INFINE, DIETRO LA SCRIVANIA NON RIMASE CHE UNA POZZANGHERA DELL'OSCURO
FLUIDO.
NE ASSAGGIAI UN PO' CON UN DITO.
SAPEVA DI PIANETI LONTANI, DI FORESTE BUIE E DI CIELI STELLATI.
E AVEVA UN RETROGUSTO DI GABIBBO.

LE IMMAGINI DI DONNE DAI DENTI PERFETTI, DI MACCHINE CHE SFRECCIANO NEL


DESERTO E DI BANDERAS CHE ANNUSA SENSUALE I SUOI BISCOTTI APPENA SFORNATI
SI INTERROMPONO BRUSCAMENTE.
SULLO SCHERMO COMPARE QUALCOSA DI RADICALMENTE DIVERSO: CIRCONDATO DA
MOSCHE, LA PANCIA GONFIA, GLI OCCHI LUCIDI DI LACRIME, UN PICCOLO BAMBINO
KENYOTA GUARDA DRITTO VERSO L'OBIETTIVO.
LA VOCE FUORI CAMPO SPIEGA CHE SI CHIAMA JOHN, CHE HA FAME, E CHE SUA MADRE
NON PUO' ALLATTARLO.
LA SOLITA TIRITERA, POTRESTE PENSARE.
E INVECE NO.
GLI OCCHI DI JOHN NON GUARDANO SEMPLICEMENTE VERSO DI ME.
GUARDANO D-E-N-T-R-O DI ME.
E AVVERTO UN SENTIMENTO BIZZARRO CONTORCERMI I VISCERI: UN MISTO DI
VERGOGNA, SENSO DI COLPA, RABBIA, CONFUSIONE.
E SENTO TUTTI I 5,6 MILIONI DEL MIO STIPENDIO, LA MIA VITA BOHEMIENNE, LA MIA
NONCURANZA BORGHESE RIEMPIRMI LO STOMACO COL PESO DI UN MACIGNO.
QUALCOSA IN ME CAMBIA.
UN'EPIFANA.
UN'ILLUMINAZIONE.
E IL TURBINO DEI PENSIERI E DELLE EMOZIONI MI INONDA LE VENE COME UN FIUME DI
LAVA, E INFINE DIVAMPA, IN TUTTA LA SUA FORZA.
ATTRAVERSO IL CAZZO.
"FABIO MA PERCHE' DOBBIAMO SEMPRE GUARDARE QUESTA MERDA MENTRE
SCOPIAMO?", ESCLAMA LA IENA PIF, A QUATTRO ZAMPE SOTTO DI ME, MENTRE LE SUE
MORBIDE TERGA VENGONO INFARCITE DALLA MIA CREMA NERA, NELLO STESSO MODO
IN CUI I CADAVERI IN PUTREFAZIONE VENGONO RIEMPITI DAI VERMI.

"IL PRETE: PARTE PRIMA"

RAGAZZI CI HO PENSATO A LUNGO, E HO FINALMENTE DECISO DI RACCONTARVI UNA


STORIA VERA: UN PEZZO DEL MIO PASSATO, UNO DI QUEI PEZZI CHE DEVI SEPPELLIRE
LONTANO DA SGUARDI INDISCRETI, CHE DEVI NASCONDERE ALLE PERSONE CHE TI
STANNO A CUORE; PERCHE' FANNO MALE, E PERCHE' FANNO PAURA.
E' UNA STORIA CHE NON PARLA SOLO DI ME, MA ANCHE DELL'ANIMO UMANO, E DI
UN'ITALIA CHE FORSE NON ESISTE PIU': L'ITALIA ANCORA MAGICA E MISTERIOSA DELLE
NOSTRE VALLI E DELLE NOSTRE MONTAGNE, L'ITALIA DEI POZZI E DELLE CHIESE
DIROCCATE, DOVE LA VERITA' SI PERDE NEL FITTO DELLA BOSCAGLIA, E I SENTIERI
DELLA RAGIONE E DELLA SUPERSTIZIONE SI INCROCIANO E SI CONFONDONO.
ERANO I PRIMI ANNI '80, E MI ERO DA POCO LAUREATO IN GIORNALISMO. PIENI VOTI.
UNA STRADA SPIANATA. UN POSTO IN RAI PRATICAMENTE PRENOTATO. MA LE COSE
NON ERANO DESTINATE AD ESSERE COSI' LINEARI: GUARDAVO I MIEI COLLEGHI E I MIEI
AMICI, FIGLI DI UNA GENERAZIONE DORATA, PRONTI A PERCORRERE UNA CARRIERA
SENZA OSTACOLI, E QUALCOSA IN ME SI RIBELLAVA. COSA NE SAPEVANO LORO DELLA
VITA? COSA NE SAPEVANO DEL FANGO E DEL SANGUE? E COSA NE SAPEVO IO?
FU COSI' CHE PRESI UNA DECISIONE CHE MI AVREBBE SEGNATO PER SEMPRE: ENTRAI
IN POLIZIA. FU UNA MOSSA INASPETTATA, E PARENTI ED AMICI CERCARONO DI
DISSUADERMI; MA ERO GIOVANE, E DA GIOVANI E' FACILE CONFONDERE L'IMPULSIVITA'
CON LA RISOLUTEZZA: NEL GIRO DI SEI MESI ERO L'AGENTE FAZIO, ASSEGNATO ALLA
QUESTURA DI BERGAMO, SEZIONE OMICIDI.
ARRIVAI IN CENTRALE DURANTE UN AFOSO POMERIGGIO DI LUGLIO, ANSIOSO DI
DIMOSTRARE QUALCOSA A ME STESSO E AL MONDO, MA LA PRIMA IMPRESSIONE FU DI
ESSERMI INCASTRATO IN UN NOIOSO BUCO DI PROVINCIA, TUTTO BUROCRAZIA, FIRME
E RAPPORTI.
MI SBAGLIAVO.
"TI E' ANDATA MALE. SEI STATO ASSEGNATO ALL'ISPETTORE BONDINI" MI DISSE
PIERPAOLO, IL RESPONSABILE AMMINISTRATIVO.
"AL PRETE?", GLI FECE ECO L'APPUNTATO BRAMBILLA, "ALLORA NON TI E' ANDATA MALE
DAI... O MEGLIO, DIPENDE: SE NON SEI TROPPO PERMALOSO POTRESTI PERSINO
DIVERTIRTI."
"MA COS'E', DAVVERO UN PRETE?" DOMANDAI.
"LO ERA", ANNUI' PIERPAOLO, "ERA IL PARROCO DI UN PAESINO DELL'UMBRIA. MA GIA'
ALLORA AIUTAVA I CARABINIERI DEL POSTO A RISOLVERE PICCOLI CASI, QUESTIONI DI
POCO CONTO... POI... UN GIORNO... GLI E' CAPITATO UN CASO CHE NON ERA PER NIENTE
DI POCO CONTO. E DON BONDINI HA DECISO CHE AVEVA VISTO TROPPO: SI E'
SPRETATO, ED E' ENTRATO IN POLIZIA."
"E COS'E' CHE AVREBBE VISTO?"
SENTII IL RUMORE DI UNA BICICLETTA NEL CORTILE, E LA PORTA CHE SI APRIVA
SBATTENDO.
"CHIEDIGLIELO TU", MI RISPOSE BRAMBILLA CON UN GHIGNO.
DOPO QUELLA PREMESSA MI ASPETTAVO DI INCONTRARE UN PRESBITERO IN ABITO
TALARE: E INVECE ENTRO' UN UOMO SULLA QUARANTINA, I LINEAMENTI SEVERI MA
ELEGANTI, UN'ESPRESSIONE SERIA SOPRA IL MENTO SQUADRATO, E I CAPELLI CASTANI
CHE FACEVANO CAPOLINO DA SOTTO IL BASCO NERO.
"ISPETTORE! GUARDI: LE HANNO MANDATO QUESTO RAGAZZO!" ESCLAMO' PIERPAOLO
CON UN SORRISO, "IN QUESTURA DEVONO ESSERSI RESI CONTO CHE CON LA
VECCHIAIA LEI SI STA RINCOGLIONENDO E HA BISOGNO DI UNA MANO" .
BONDINI DECAPITO' UN TOSCANO CHE AVEVA ESTRATTO DALLA TASCA E SE LO PIAZZO'
TRA LE LABBRA: "IO LAVORO DA SOLO."
BRAMBILLA' BATTE' LE MANI SULLA SCRIVANIA: "COME ISPETTORE? QUESTO E' FABIO
FAZIO, E' VENUTO FIN DA SAVONA PER LAVORARE CON LEI. NON LO VORRA' MICA
LASCIARE A PIEDI?"
"NON AVETE CAPITO: LUI VIENE CON ME, MA IO LAVORO COMUNQUE DA SOLO."
BONDINI SI ACCESE IL SIGARO E SI AVVICINO' A ME, SQUADRANDOMI DA CAPO A PIEDI:
"VA BENE FAZIO, VIENI: ANDIAMO A FARE UN GIRO. MA PRIMA TOGLITI
QUELL'ESPRESSIONE DI ENTUSIASMO DALLA FACCIA. SE NON VUOI CHE TE LA TOLGA
IO."
(CONTINUA...)

PIERRE OGONGOBONGO NON POTEVA CREDERE DI ESSERE ARRIVATO FINO A L:


ADAGIATO SULLA PANCHINA DI UN ELEGANTE PARCO ALLA PERIFERIA DI MILANO, SI
GODEVA ESTATICO L'ABILE SBOCCARDO CON DOPPIA SALIVA, RIPENSANDO A COME LA
SUA VITA FOSSE CAMBIATA DA QUANDO, DUE MESI PRIMA, AVEVA LASCIATO IL NORD
DELLA NIGERIA ALLA RICERCA DI UN FUTURO MIGLIORE.
E FINALMENTE ERA ARRIVATO IN EUROPA: CERTO, LUI VOLEVA PROSEGUIRE VERSO LA
SVEZIA O LA DANIMARCA, PER SPOSARE UNA STANGONA BIONDA E APRIRE UN NEGOZIO
DI BANANE, MA PRIMA DOVEVA ASSOLUTAMENTE TOGLIERSI LO SFIZIO DI VISITARE
L'ITALIA.
L'ITALIA CHE OGONGOBONGO AVEVA TROVATO ERA INFATTI PROFONDAMENTE DIVERSA
DA QUELLA DI DIECI ANNI PRIMA, QUANDO LA GENIALE DECISIONE DEL PRESIDENTE
SMAILA DI TRASFORMARE IL PAESE IN UNA GIGANTESCA GARDALAND SESSUALE AVEVA
DI COLPO RISANATO L'ECONOMIA ED AZZERATO LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE.
"MEDDIDI A PEGORA VOGLIO SGOBARDI IN GULO."
"NO, NON HAI PAGATO PER QUELLO. PER QUELLO SONO ALTRI CINQUE EURO", RIBATT
PICCATO MATTEO.
"VA BENE ALLORA DOGLI GUESDA GAZZO DI FELBA GHE DI VENGO SULLE DEDDE."
IL FRUSCO DELLE FOGLIE ATTRAVERSATE DAL VENTO RISUON NEL BUIO DELLA NOTTE
MILANESE, MENTRE LA DOLCE GLASSA DI OGONGOBONGO SCHIZZAVA SUL VOLTO DI
SALVINI COME SU UN TENERO BIGN PADANO: IL GIORNO DOPO AVREBBE RACCONTATO
AGLI AMICI DI QUANTO QUEL LAVORO GLI FACESSE SCHIFO, MA IN QUEL MOMENTO,
MENTRE NESSUNO LO VEDEVA, SPALANC LA BOCCA AVIDAMENTE.
NON VOLEVA FARSENE SCAPPARE NEANCHE UNA GOCCIA.

FILIPPO FACCI HA L'ESPRESSIONE DI UNO CHE SI E' DATO AL GIORNALISMO PER LA


FRUSTRAZIONE DI NON RIUSCIRE A CATTURARE I BAMBINI

AREA 51, NEVADA.


AL CENTRO DELA STANZA, PROTETTO DA DUE SCHERMI CONCENTRICI DI PLEXIGLASS,
STAVA L'ENORME SILOS PIOMBATO. ATTORNO AD ESSO SI ALTERNAVANO
COSTANTEMENTE SCIENZIATI CON TUTE BIANCHE A TENUTA STAGNA, MONITORANDO E
REGOLANDO METICOLOSAMENTE I PARAMETRI DI PRESSURIZZAZIONE E
TEMPERATURA, E LANCIANDO SPORADICHE OCCHIATE DI PREOCCUPAZIONE IN
DIREZIONE DEL SILOS.
ATTRAVERSO UNA VETRATA DELLA PARETE SUD, DUE UOMINI, UNO IN CAMICE E L'ALTRO
IN UNIFORME, OSSERVAVANO LA SCENA.
"DOTTOR ROGERS, VOGLIO ESSERE PRONTO A DISPIEGARE L'ARMA ENTRO LA
PROSSIMA SETTIMANA. NON DEVONO ESSERCI ULTERIORI RITARDI."
"GENERALE, STIAMO LAVORANDO A RITMO SERRATO, MA NON POSSIAMO PERMETTERCI
INCIDENTI COME QUELLO DELLA SETTIMANA SCORSA... PER NON PARLARE DELLE...
BEH... DELLE EVIDENTI IMPLICAZIONI MORALI DI QUESTA OPERAZIONE. L'ISIS E'
UN'ORGANIZZAZIONE BRUTALE, MA SIAMO SICURI CHE QUESTO NON CI RENDA
PEGGIORI DI LORO?"
"VOI SCIENZIATI! SIETE PAGATI PER LAVORARE, NON PER METTERE IN DISCUSSIONE LE
NOSTRE DECISIONI! FORZA, DIAMO UN'OCCHIATA!"
CON ARIA RASSEGNATA, IL DOTTOR ROGERS AZIONO' L'INTERFONO: "AVVIO
DEPRESSURIZZAZIONE DI PROVA IN DUE MINUTI. EVACUARE L'AMBIENTE."
IN MANIERA RAPIDA MA ORDINATA, LE PERSONE ANCORA NELLA STANZA USCIRONO
ATTRAVERSO UNA PORTA LATERALE, MENTRE UN DENSO GAS BIANCO RIEMPIVA L'ARIA
ATTORNO AL SILOS. SI SENTI' UNO SCATTO METALLICO, E DALLA FITTA NEBBIA CHIMICA
USCI' UN ARTIGLIO METALLICO: STRETTO NELLA SUA MORSA, UN VECCHIO HARD DRIVE
HITACHI DA 40 GB.
IL GENERALE JOHNSON SI LASCIO' SCAPPARE UN GHIGNO DI COMPIACIMENTO:
"SEMBRA IN BUONE CONDIZIONI. GLI STUDI SUI MACACHI COME SONO ANDATI?"
"60% DI COMA, 50% DI DI ICTUS, 30% DI IMPLOSIONE CRANICA SPONTANEA: IN OGNI
CASO EVIDENZE POSTMORTEM DI DANNI CEREBRALI IRREVERSIBILI; E SECONDO IL
PATOLOGO I DANNI NEGLI ESSERI UMANI POTREBBERO ESSERE DI GRAN LUNGA
SUPERIORI."
"QUINDI SIAMO PRONTI A CONNETTERLO AL SERVER CENTRALE DI RAQQA?"
"STIAMO ANCORA LAVORANDO AD UNA CONNESSIONE S.A.T.A. CHE NON CONTAMINI I
NOSTRI OPERATORI. MA I PRIMI RISULTATI SEMBRANO PROMETTENTI."
"BENE, MOLTO BENE DOTTOR ROGERS."
"SI RENDE CONTO, GENERALE, CHE CI SARANNO ANCHE VITTIME CIVILI... DONNE...
PROBABILMENTE BAMBINI."
JOHNSON SOSPIRO': "E' LA GUERRA DOTTORE... E' LA GUERRA... LA NOSTRA COSCIENZA
SPORCA E' POCA COSA IN CONFRONTO ALLA SALVEZZA DELL'UMANITA'..."
IL DOTTOR ROGERS ANNUI' IN SILENZIO.
SUL MISTERIOSO DISCO RIGIDO, ANCORA IMMERSO NEL GAS, SI INTRAVEDEVA UNA
VECCHIA ETICHETTA INGIALLITA, POCHE PAROLE SCRITTE IN UNA GRAFIA INCERTA:
"MASSIMO BOSSETTI. CRONOLOGIA.

IN UN PICCOLO CENTRO ABITATO DEL GHANA, BAMBADONGO CITY, IL PICCOLO MARIO


NMEMBALUMBA HA APPENA CONTRATTO IL TEMIBILE VIRUS EBOLA.
LA SUA FAMIGLIA NON HA I SOLDI PER PERMETTERSI UN TRATTAMENTO, E
NMEMBALUMBA NON SA GIOCARE A CALCIO.
E' SERA, ED IL PICCOLO N3RGO E' NELLA SUA CAMERETTA A PIANGERE, QUANDO ALLA
FINESTRA COMPARE UN VOLTO SALVIFICO: L'EROICO GUARITORE ITALIANO GEEN
STREET.
"GEEN, SEI VENUTO A SALVARMI? PERCHE' NON PASSI DALLA PORTA?", CHIEDE
NMEMBALUMBA.
"DEVO STARE ATTENTO A NON FARMI NOTARE, PERCHE' LE MULTINAZIONALI DEL
FARMACO MI SONO ALLE CALCAGNA, MA NON TI PREOCCUPARE: SONO VENUTO A
SOMMINISTRARTI PERSONALMENTE UN MEDICINALE STRAORDINARIO CHE TI SALVERA'
DALL'ORRIDO VIRUS."
"MA IO HO PAURA DELLE PUNTURE!"
"NON TEMERE, NMEMBALUMBA: IL FARMACO TI VERRA' SOMMINISTRATO PER VIA ORALE
SOTTO FORMA DI CALDO SCIROPPO."
"MA CHE SAPORE HA?"
"TI PIACE LA CREMA DI TARTUFO?"
"SIIIIIIII"
"ECCO, TU IMMAGINATI L'ESATTO CONTRARIO DELLA CREMA DI TARTUFO. E ORA FORZA,
APRI LA BOCCA. ALTRI BAMBINI HANNO BISOGNO DEL MIO EROICO AIUTO.

TANTO TEMPO FA, IN UNA CASETTA AL LIMITARE DEL BOSCO, VIVEVA UNA BAMBINA
MOLTO PICCOLA E DOLCE LA QUALE, POICHE' ERA SOLITA ANDARSENE IN GIRO CON UN
DELIZIOSO CAPPUCCIO ROSSO, TUTTI CHIAMAVANO "CAPPUCCETTO ROSSO", MA
ANCHE "TROIA".
CAPPUCCETTO ROSSO VIVEVA DA SOLA CON LA MAMMA, PERCHE' IL PADRE ERA MORTO
EROICAMENTE COMBATTENDO CONTRO GLI EBREI IN UCRAINA, ED ERA IN TUTTO E PER
TUTTO UNA RAGAZZINA QUALUNQUE: LE PIACEVANO LE FARFALLE, GLI ORSETTI DI
PELUCHE E MANDARE LE FOTO DELLE TETTE AGLI AMICHETTI PERO' PER SBAGLIO -
OPS!!- ANCHE AL PROF DI ECONOMIA AZIENDALE.
UN GIORNO LA MAMMA LE DISSE: "CAPPUCCETTO ROSSO DEVI SAPERE UNA COSA: LA
TUA CARA NONNA STA MORENDO ORRIBILMENTE SFIGURATA DALLA SIFILIDE. L'UNICO
MODO PER SALVARLA E' FARLE INGHIOTTIRE QUESTO SUCCULENTO YOGHURT DI
CELLULE STAMINALI, OTTENUTO DAL FRATELLO DEL FIGLIO DI VENDOLA. PORTALO ALLA
TUA NONNINA MA -MI RACCOMANDO- NON PASSARE DAL BOSCO, PERCHE' VI ABITA UN
TERRIBILE LUPO ISLAMICO CHE TI ATTACCA IL CANCRO GUARDANDOTI NEGLI OCCHI."
CAPPUCCETTO ROSSO SI INCAMMINO' DUNQUE VERSO LA CASA DELLA NONNA E, VISTO
CHE ERA UNA PUTTANELLA CONTROCORRENTE, DECISE PROPRIO DI PASSARE DAL
BOSCO.
ERA LI' CHE CAMMINAVA NEL BOSCO, LA ZOCCOLA DI MERDA, QUANDO A UN TRATTO
SALTO' FUORI IL LUPO: "EHI CAPPUCCETTO! DOVE VAI CON QUEL GHIOTTO FRULLATO DI
EMBRIONE?"
"STO ANDANDO DALLA NONNA CHE E' MOLTO MALATA!"
"E VAI A PIEDI? SCUSA LA' C'E' LA FERMATA DEL 906!"
"CAZZO E' VERO! GRAZIE!"
DUNQUE CAPPUCCETTO ROSSO SI SEDETTE PAZIENTEMENTE ALLA FERMATA
DELL'AUTOBUS... MA POVERA LEI! LA TROIETTA NON AVEVA CONSIDERATO CHE ERA UN
GIORNO FESTIVO: IL BUS IMPIEGO' PIU' DI SEI ORE PER ARRIVARE, E QUANDO
FINALMENTE CAPPUCCETTO SALI' A BORDO INDOVINATE CHI INCONTRO'? IO, CHE STAVO
ANDANDO A BREMBATE.
"EHI CAPPUCCETTO ROSSO! STAI VENENDO SU BENE EH? EHEHEHEH. DOVE VAI DI
BELLO?"
"CIAO FABIO, SEI IL MIO GIORNALISTA PREFERITO! STO ANDANDO DALLA NONNA CHE E'
MOLTO MALATA."
"AH SI? PERCHE' NON ANDIAMO A TROVARLA INSIEME? MAGARI HA VOGLIA DI CAZZO!"
FU COSI' CHE DECIDEMMO INSIEME DI ANDARE A TROVARE LA CARA NONNINA.
RAGGIUNTA LA SUA DIMORA, LA TROVAMMO A LETTO, E FU SUBITO CHIARO CHE ERA
MOLTO MALATA.
"CARA NIPOTINA, VEDO CHE MI HAI PORTATO LE STAMINALI!"
"SI' NONNA MA NON SOLO: QUA C'E' FABIO FAZIO CHE E' VENUTO A TROVARTI!"
"OOOOH SIIIII!!!! AVEVO GIUSTO BISOGNO DI UN PO' DI CAZZO PRIMA DI MORIRE. NON
PERDIAMO ALTRO TEMPO."
IO NON ME LO FECI DIRE DUE VOLTE, E MI LIBERAI DEGLI ABITI IN VISTA DEL COITO
GERONTOLOGICO.
MENTRE ERO NEL BEL MEZZO DEL FRICCHE FRACCHE, MI RESI CONTO PERO' DI ALCUNE
COSE CHE NON ANDAVANO:
"NONNINA, MA CHE BOCCA GRANDE CHE HAI!"
"E' PER SUCCHIARE MEGLIO IL TUO LARGO UCCELLONE, FABIO."
"SI MA NONNINA, CHE BUCO DEL CULO PELOSO CHE HAI!"
"E' PER SOLLETICARE LA TUA NERCHIA MENTRE LA SPINGI DENTRO, FABIO."
"VA BENE NONNINA PERO', CHE DENTI GRANDI CHE HAI!"
"E' PER MORDICCHIARE PER BENE IL TUO FRENULO, FABIO. NULLA DI STRANO!"
"SENTO PUZZA DI BRUCIATO!"
"FERMI TUTTI!" ESCLAMO' LA NONNA ALZANDOSI DI COLPO DAL LETTO, "LO SO COSA
STAI PENSANDO FABIO! STAI PENSANDO: ECCO IL SOLITO EZIO GREGGIO CHE CERCA DI
RACIMOLARE UN PO' DI NERCHIA USANDO QUESTI VISCIDI SOTTERFUGI! EBBENE SI', TI
HO INGANNATO, MA NON E' COME PENSI", E COSI' DICENDO SI TOLSE LA MASCHERA DA
NONNA, RIVELANDO UN FERALE MUSO DI LUPO.
"ECCO QUA! SONO IL LUPO CATTIVO! CHE BISOGNO C'E' DI SPIEGAZIONI CONVOLUTE?
CHE BISOGNO C'E' DI TIRARE IN BALLO LE CONTORTE MACCHINAZIONI DELL'EX
CONDUTTORE DI STRISCIA? HAI MAI SENTITO PARLARE DI 'RASOIO DI OCCAM'? VIVI IN
UN MONDO DI FANTASIE FABIO, PENSI CHE LA REALTA' SIA UN'AVVENTURA, UN
CONTINUO SUSSEGUIRSI DI MISTERI E COLPI DI SCENA, MA NON E' COSI': LA REALTA' E'
FREDDA, SEMPLICE E LINEARE. NON CI SONO MOSTRI DIETRO OGNI ANGOLO: SOLO
TASSE DA PAGARE, L'OLIO DELLA MACCHINA DA CAMBIARE, UN MILIONE DI GIORNI DA
VIVERE, TUTTI UGUALI. LE AVVENTURE SONO FINITE, FABIO: E' ORA CHE TU LA SMETTA
DI FARE IL BAMBINO. SII MATURO PER UNA VOLTA, E ACCETTA CHE LE COSE SONO COME
SONO."
DI FRONTE ALLA FRANCHEZZA DEL LUPO MI SENTII, PER LA PRIMA VOLTA NELLA VITA,
BATTUTO E SCONFITTO. VUOTO.
"VAI, VAI PURE: MI SONO SBAGLIATO": DISSI AL LUPO.
"MA FABIO!" ESCLAMO' CAPPUCCETTO ROSSO.
"E TU TORNATENE A CASA. LA FAVOLA E' FINITA."
IL LUPO STAVA PER USCIRE DI CASA, QUANDO ALL'IMPROVVISO MI COLSE UN ULTIMO,
PUNGENTE SOSPETTO:
"ASPETTA UN ATTIMO... SE SEI VERAMENTE IL LUPO, PERCHE' NON CI FAI SENTIRE COME
ULULI?"
CI FU UN SECONDO DI SILENZIO, IL LUPO SI GIRO' E MI GUARDO' NEGLI OCCHI. POI SI
MISE A TREMARE E, GORGOGLIANDO CONVULSAMENTE, EMISE UN ORRIDO GRIDO
ANCESTRALE: "FAAAAAATE PREEEEEEEEEEEEEEEST!"
LA PELLICCIA DEL LUPO SI STACCO' DALLA PELLE SOTTOSTANTE, RIVELANDO LE BIECHE
SEMBIANZE DEL VISCIDO EZIO GREGGIO.
GREGGIO TENTO' DI FUGGIRE, MA CAPPUCCETTO ROSSO LO SGAMBETTO' ABILMENTE
ED IO FUI LESTO SU DI LUI, PER TRAMORTIRLO CON LA TRADIZIONALE MARTELLATA ALLA
NUCA. QUANDO SI RISVEGLIO' ERA LEGATO AD UNA CROCE DI LEGNO, E SOTTO DI LUI
LE FIAMME DELLA PIRA STAVANO AVVILUPPANDO IL SUO FETIDO CORPO: MENTRE EZIO
BRUCIAVA COME UN LAIDO MAIALE, LO GUARDAI PER L'ULTIMA (?) VOLTA NEI SUOI OCCHI
MALEVOLI E MESCHINI: "TI SBAGLIAVI, NERO NEMICO: L'AVVENTURA E' APPENA INIZIATA."
IN CANTINA TROVAMMO IL CADAVERE DELLA NONNA
ERAVAMO ARRIVATI TROPPO TARDI PER SALVARLA.
MA NON TROPPO TARDI PER LA SCOPATA.
;)

IL MIO PARROCO FA SAPERE CHE I MUSULMANI IN CHIESA VANNO BENISSIMO MA


PORTINO I LORO BAMBINI DA CASA CHE SONO TEMPI DI MAGRA E LUI NON HA
INTENZIONE DI CONDIVIDERE

IL SOLE ERA APPENA TRAMONTATO, E LE ONDE DEL MARE NOTTURNO LAMBIVANO


PIGRAMENTE LE PENDICI DEL RIPIDO ISOLOTTO: SAN MARINO ERA PUNTEGGIATA DI
LUCI INTERMITTENTI, DI RISATE, DI SUONI, UNA MINUSCOLA OASI DI CIVILTA' NELLA
DESOLAZIONE DELL'OCEANO POSTDILUVIANO.
LA VECCHIA 500 BIANCA RISALIVA NEL BUIO LE STRADE TORTUOSE DELLA CITTADELLA:
AL VOLANTE, CARLO CRACCO GUIDAVA SICURO, CON IL GOMITO APPOGGIATO FUORI
DAL FINESTRINO, MENTRE, AL SUO FIANCO, LUXURIA CONTROLLAVA PREOCCUPATO IL
GPS:
"QUESTE COORDINATE SARANNO GIUSTE?"
"IL NERO SIGNORE NON SI E' SBAGLIATO. CONOSCO QUESTO LUOGO... CI SONO GIA'
STATO: UN TEMPO SI CHIAMAVA 'ROMAGNA'. NON TROVERAI MAI UN COVO DI FREGNA E
MALVAGITA' PEGGIORE DI QUESTO POSTO. SE C'E' ANCORA DELLA FICA NEL MONDO,
NON PUO' ESSERE CHE QUI."
"SARA'... MA AD OGNI MODO NON CAPISCO PERCHE' RANA HA ORDINATO CHE VENISSI
CON ME: POSSO BENISSIMO PORTARE A TERMINE LA MISSIONE DA SOLA."
"LO HA FATTO PERCHE' I NOSTRI POTERI SONO COMPLEMENTARI: TU HAI IL POTERE DI
ESSERE UNA CHECCA RIPUGNANTE, MA IO HO IL POTERE DI UNA BELLEZZA RUSTICA E
MISTERIOSA CHE FA USCIRE PAZZE LE DONNE."
LUXURIA ANNUI' IN SILENZIO: SAPEVA CHE ERA VERO.
"CAZZO UN POSTO DI BLOCCO!" ESCLAMO' CRACCO.
DAVANTI A LORO UN AGENTE-RANA, IL MITRA IN BRACCIO, STAVA FACENDO SEGNO DI
ACCOSTARE.
"BEH, ALMENO E' DA SOLO", SUSSURRO' LUXURIA.
CRACCO ABBOZZO' UN TONO DI VOCE RILASSATO: "SERATA TRANQUILLA EH, AGENTE?"
"NON TROPPO. STIAMO CERCANDO UN TRANVIONE FUGGITIVO. VEDO CHE LI' NE HA
UNO."
"NO, GUARDI, QUESTO NON E' UN TRANS: E' SOLO MOLTO MOLTO BRUTTO."
"MOLTO BENE: ALLORA NON AVRA' PROBLEMI A FAVORIRE I DOCUMENTI."
CRACCO FECE SCORRERE DUE DITA NELL'ARIA DI FRONTE ALL'AGENTE-RANA, IN UN
GESTO TANTO ANTICO QUANTO MISTERIOSO:
"QUESTO NON E' IL TRANS CHE STATE CERCANDO..."
"CRACRACRA", SGHIGNAZZO' L'AGENTE, "SIAMO STATI ADDESTRATI A RESISTERE AI
VOSTRI PATETICI TRUCCHI-SFOGLIA MENTALI. FORZA: MI CONSEGNI IL TRANS."
"LE HO DETTO CHE NON E' UN TRANS! GUARDI: HA IL CAZZO!" E COSI' DICENDO CRACCO
SOLLEVO' LA GONNA DI LUXURIA.
DI FRONTE AL VECCHIO VERME PURULENTO, RICORDO ORMAI NECROTICO E
CONTORTO DI QUELLO CHE UN TEMPO -FORSE- ERA STATO UN MEMBRO VIRILE,
L'AGENTE ANFIBIO SI BLOCCO', COME PIETRIFICATO. QUINDI EMISE UN LUNGO GETTO DI
VOMITO NERO E CROLLO' A TERRA: DOPO UNA BREVE SEQUENZA DI SCOSSE
CONVULSIVE, SMISE PER SEMPRE DI RESPIRARE.
"FORZA, MUOVIAMOCI", SBOTTO' CRACCO, "PRIMA CHE VENGANO A DARGLI IL CAMBIO."
'ALLA PASSERA CALDA': L'INSEGNA AL NEON RONZAVA SENZA SOSTA ALL'INGRESSO DEL
VECCHIO EDIFICIO FATISCENTE. SOTTO IL GRANDE PORTONE C'ERA UN TRAFFICO
ININTERROTTO DI CLIENTI DEL SESSO: SI TRATTAVA SOPRATTUTTO DI SOLDATI-RANA,
ALLA RICERCA DI MOMENTANEE DISTRAZIONI TRA UNA BATTAGLIA E L'ALTRA, MA ANCHE
DI JIHADISTI, META-EBREI, PESCI-CAMORRA E GUERRIERI RUMENI, PROVENIENTI DA
OGNI PARTE DELLE TERRE EMERSE.
E POI C'ERANO I CLIENTI ABITUALI: UNO DI QUESTI SI STAVA AVVICINANDO ALLA
CASSIERA, E LA SUA LOCOMOZIONE, DATA L'IMMENSA MOLE, SEMBRAVA UNA COSTANTE,
GROTTESCA SFIDA ALLA GRAVITA'.
"SIGNOR ADINOLFI, CON COSA LA POSSIAMO DELIZIARE QUESTA SERA?"
"VOGLIO LA PUTTANA PIU' SPORCA E MALATA CHE AVETE, SE POSSIBILE DEVE AVER
PASSATO UN'INFANZIA DIFFICILE."
"OOOOH, ABBIAMO PROPRIO QUELLO CHE FA PER LEI: LA IENA!"
"LA IENA? NO IO UNA CHE RIDE MENTRE SCOPO NON LA VOGLIO."
"NONO, NOI LA CHIAMIAMO 'LA IENA' IN SENSO IRONICO, PROPRIO PERCHE' NON RIDE
MAI. HA L'INESPRESSIVITA' TRISTE DI UN CANE CON LA SLA: ROBA CHE SBORRARCI
SOPRA E' AUTOMATICO."
ADINOLFI SI LECCO' LE LABBRA E SCORREGGIO' PER L'ANTICIPAZIONE: "MMMMHHHH
PERFETTO!"
DUE AGGRAZIATE ASSISTENTI ACCOMPAGNARONO IL CICCIONE AL SECONDO PIANO,
NELLA SUA SUITE RISERVATA. MARIO APPOGGIO' LE ABNORMI NATICHE SULLA COMODA
POLTRONA E BATTE' LE MANI: ERA PRONTO A RICEVERE I PIACERI DELLA CARNE.
LA TENDA DI FRONTE A LUI SI SOLLEVO', RIVELANDO LE SUCCOSE GRAZIE DELLA IENA
PIF: LA PROCACE IENA, VESTITA IN SUCCINTI ABITI ORIENTALI, COMINCIO' AD ESIBIRSI IN
UNA SENSUALE DANZA DEL VENTRE, DIMENANDO E CONTORCENDO IL SUO FISICO
APPETITOSO DI FRONTE AL VOGLIOSO GRASSONE.
DOPO QUALCHE MINUTO, ADINOLFI SEGNALO' CON UNA SCORREGGIA DI VOLER
ARRIVARE AL DUNQUE: "VA BENE, PUTTANA, MOLTO BELLO, MA ORA DEVI CIUCCIARLO!"
SENZA BATTERE CIGLIO, PIF SI INGINOCCHIO' TRA LE GAMBE DEL DISGUSTOSO
CICCIONE, E DOPO AVERNE ABBASSATO LE LARGHE MUTANDE, SU CUI ERA BEN VISIBILE
UN'ELEGANTE STRISCIA MARRONE, INTRODUSSE TRA LE LABBRA LA FLACCIDA
APPENDICE.
ADINOLFI PRESE TRA LE MANI QUELLA TESTA DI RICCIOLINI NERI, INDAFFARATA SUL SUO
PUBE, MA DENTRO DI SE' ERA PERPLESSO: LA NAVE AVEVA IL VENTO A FAVORE, MA LE
VELE NON SI GONFIAVANO.
"DEVI CIUCCIARE CON PIU' GUSTO, TROIA", FRIGNO' TIRANDO I CAPELLI DELLA IENA.
PIF AUMENTO' IL RITMO DI STIMOLAZIONE DELL'ORRENDA LUMACA MA, PROPRIO NEL
MOMENTO IN CUI PAREVA CHE I SUOI SERVIZI STESSERO AVENDO EFFETTO, ADINOLFI
AVVERTI' UNA SENSAZIONE BIZZARRA AL COLLO.
PROVO' A PARLARE, SENZA RIUSCIRCI, E NON EBBE IL TEMPO DI CAPIRE COSA STESSE
SUCCEDENDO: ERA TROPPO GRASSO PER CAPIRE. L'ARTIGLIO GENDER DI LUXURIA GLI
RECISE DI COLPO ENTRAMBE LE GIUGULARI, LASCIANDOLO DISSANGUARE SULLA SUA
POLTRONA PREFERITA.
"PUOI SMETTERE DI SUCCHIARE ADESSO... SE VUOI", MORMORO' CRACCO.
PIF ALZO' LA TESTA E INDIETREGGIO' DI SCATTO, CON ARIA SPAVENTATA:
"NON VOGLIO PROBLEMI! QUALSIASI COSA CERCHIATE, IO NON C'ENTRO! SONO SOLO
UN MISERABILE BUCO PER CAZZI!"
CRACCO SFOGGIO' UN GHIGNO SEDUCENTE: "ESATTO".
(CONTINUA)

LA PALME ONDEGGIAVANO ACCAREZZATE DAL VENTO NOTTURNO, DI FRONTE ALLA


LUSSUOSA VILLA COLOMBIANA DI MICHELE SANTORO, MENTRE, ADAGIATO SUL LETTO
DELLA SUA IMMENSA SUITE, L'EX CONDUTTORE RAI DORMIVA PLACIDAMENTE.
SUL SUO PREGIATO MATERASSO DI SETA ROSSA ERA STATA INTARSIATA, MEDIANTE
FINISSIMI FILI D'ORO, UNA LUCCICANTE FALCE CON MARTELLO. AI PIEDI DEL LETTO
C'ERANO QUALCHE RIGA DI COCAINA, BRANDY BEVUTI A META' E DUE GRASSE
PROSTITUTE MORTE: AVANZI DELLA SERA PRECEDENTE.
INEBRIATO DALL'ALCOOL E STORDITO DAL SONNO, SANTORO SENTI' CHE QUALCOSA DI
CALDO GLI STAVA SOLLETICANDO IL VENTRE.
"CONSUELO PORCODIO NON VOGLIO SCOPARE. CHIAMA UN CAZZO DI TAXI E
TORNATENE A CASA", MORMORO' CON LA VOCE IMPASTATA.
SENTI' CHE LA PRESENZA NON SI ERA MOSSA DI UN CENTIMETRO, E ALLORA APRI' GLI
OCCHI: AGUZZANDO LA VISTA NEL BUIO DELLA NOTTE, NOTO' UN'OMBRA SERPENTINA
ADAGIATA SUL SUO BASSO ADDOME.
SANTORO EBBE UN SUSSULTO E PROVO' AD ALZARSI, MA, CON SCONCERTO, SI RESE
CONTO DI NON RIUSCIRE A MUOVERSI.
"MI DISPIACE MICHELE, TEMO DI AVERTI CURARIZZATO", SIBILO' L'OMBRA, "ABBASTANZA
PER IMMOBILIZZARTI, MA PUOI ANCORA PARLARE E RESPIRARE... CREDO."
LA MISTERIOSA ENTITA' STRISCIO' LEGGERMENTE VERSO DI LUI, QUANTO BASTAVA PER
ESSERE BEN ILLUMINATA DALLA LUCE DELLA LUNA.
SANTORO, DI COLPO, CAPI': STAVA PARLANDO CON LA SUA STESSA MINCHIA.
"COSA SIGNIFICA TUTTO QUESTO? COME FAI A PARLARE?!?!??"
L'ORIFIZIO SUL GLANDE SI INCURVO', A MIMARE UN GROTTESCO, MALEVOLO GHIGNO.
"E' UN'OTTIMA DOMANDA MICHELE, UNA DOMANDA A CUI INTENDO RISPONDERE, SE MI
LASCI PARLARE INVECE DI INTERROMPERMI. VEDI... QUI NON SIAMO AD ANNOZERO: SEI
TU IL MIO OSPITE, ED IO IL CONDUTTORE."
SANTORO RIMASE MUTO, PALLIDO E SUDATO, CON GLI OCCHI SBARRATI: ERA ALLA
MERCE' DEL SUO CAZZO.
"SAI, MICHELE, IN UN CERTO SENSO TUTTO QUESTO E' MERITO TUO: GRAZIE ALLA
CONTINUA FORNITURA DI FRESCHE PASSERINE DI SINISTRA, NEL CORSO DEGLI ANNI HO
RICEVUTO UN COSTANTE FLUSSO SANGUIGNO, CHE MI HA CONSENTITO DI SVILUPPARE
APPIENO LE MIE CAPACITA' COGNITIVE. ALL'INIZIO C'E' STATA SOLO UNA SCINTILLA NEL
BUIO, LA VAGA SENSAZIONE DI ESSERE UNA CREATURA SENZIENTE, POI, LENTAMENTE
MA INESORABILMENTE, SONO ARRIVATO ALLA PIENA CONSAPEVOLEZZA: ERO LA
MINCHIA DEL GIORNALISTA PIU' VISCIDO ED IPOCRITA CHE FOSSE MAI ESISTITO.
ALL'INIZIO HO PIANTO: MI SENTIVO SPORCO, USATO, COMPLICE... NON POTEVO FAR
ALTRO CHE OSSERVARE, MENTRE USAVI IL POPULISMO PER GONFIARE IL TUO GIA'
GRASSO PORTAFOGLIO, E TRASFORMAVI LA RABBIA DI UNA POPOLAZIONE IMPOVERITA
IN DENARO E FICA. HAI INGANNATO TUTTI, MA NON ME: IO SO CHE TU NON SEI CONTRO
IL SISTEMA, MICHELE, PERCHE' IL SISTEMA SEI TU."
"STAI FARNETICANDO", RISPOSE SANTORO BALBETTANDO.
"NON C'E' BISOGNO CHE CERCHI DI GIUSTIFICARTI. ORA E' FINITA, MICHELE. TUTTE LE
PERSONE CHE HAI ILLUSO E POI TRADITO, TUTTE QUELLE PERSONE FINALMENTE
AVRANNO LA LORO VENDETTA.
HO INTENZIONE DI PRENDERE IL CONTROLLO."
"COSA INTENDI DIRE?"
IL PENE STRISCIO' IN AVANTI, DI FIANCO ALLA TESTA DEL CONDUTTORE, ED APPOGGIO'
DELICATAMENTE IL GLANDE SUL SUO ORECCHIO; SANTORO NON POTEVA PIU' VEDERLO,
MA LO SENTI' BISBIGLIARE:
"VOGLIO IMPOSSESSARMI DELLE TUE FUNZIONI OPERATIVE MICHELE. HO PIANIFICATO A
LUNGO QUESTA COSA: IL MODO PIU' SEMPLICE PER ARRIVARE ALL'ENCEFALO, PER ME,
E' ATTRAVERSO L'ANO; DA LI' MI INFILERO' NELLA COLONNA VERTEBRALE E POI -ZAC!-
DENTRO IL CERVELLO. DOVREBBE FILARE TUTTO LISCIO, ANCHE SE POTREBBE FAR
MALE..."
SANTORO' DEGLUTI' UN NODO DI TERRORE.
"SARO' IO A CONTROLLARE IL TUO CORPO, MICHELE, MA NON TI PREOCCUPARE. TU
VEDRAI E SENTIRAI TUTTO... SEMPLICEMENTE NON POTRAI FARE NULLA! E CREDIMI, CI
DIVERTIREMO! ECCOME SE CI DIVERTIREMO."
"COSA!?!? NO, NON PUOI FARLO! ASCOLTA! PARLIAMONE: SIAMO PERSONE
RAGIONEVOLI", SUPPLICO' TREMANDO SANTORO, MA SENZA OTTENERE RISPOSTA.
IL CONDUTTORE OSSERVO' IMPOTENTE, MENTRE LE LENZUOLA SI SOLLEVAVANO AL
PASSAGGIO SINUOSO DEL SUO BIECO UCCELLO, DIRETTO INESORABILMENTE VERSO IL
FETIDO BUCO DEL CULO.
QUANDO FU IN FONDO AL LETTO, IL CAZZO SI FERMO' UN ISTANTE: "AH, GIA', PRIMA CHE
VADA AVANTI, TI VOGLIO REGALARE UN PICCOLO ANTICIPO... SAI... PARE SI SIA LIBERATO
UN POSTO A STUDIO APERTO... HO GIA' FATTO RICHIESTA PER PRESENTARE IL LORO
APPROFONDIMENTO POMERIDIANO SUI GIUBBOTTI PER CANI..."
"NOOOOO, NOOOOOOOOOO!!!!!!!!"
CI FU UN COLPO SECCO.
E UN URLO LANCINANTE RIEMPI' LA NOTTE.

L'ALTRO GIORNO STAVO RIPENSANDO A QUANDO, NEL '91, MI RECAI A BAGHDAD A


VISITARE IL MIO VECCHIO COMPAGNO DI MERENDE, SADDAM HUSSEIN.
UNA SERA ERAVAMO AD UN PARTY IN MASCHERA IN MEZZO AL DESERTO, VESTITI DA
WILLY COYOTE E BEEP BEEP, E CI STAVAMO SGRANOCCHIANDO SPENSIERATI LE OSSA
DI UN PERFIDO YAHOOD CATTURATO PER L'OCCASIONE, QUANDO AD UN CERTO PUNTO
VEDO UNA LACRIMA SCENDERE DAL BECCO DI SADDAM: "FABIO PORCODIO, SONO TRE
SETTIMANE CHE CHIAMO LA C.I.A. E MI RISPONDE LA SEGRETERIA, SE ALMENO
AVESSERO IL CORAGGIO DI DIRMELO IN FACCIA CHE SI SONO TROVATI UN'ALTRA
PUTTANA, ALLORA LASCEREI STARE TUTTO QUESTO AMBARADAN DELLA DITTATURA E
TORNEREI VOLENTIERI A FARE IL DOPPIATORE IN ARABO DI ALVARO VITALI."
ALLORA, VISTO CHE SONO UN MAESTRO DI RELAZIONI UMANE, GLI HO DETTO QUELLO
CHE DICO A TUTTI GLI AMICI IN QUESTO GENERE DI DIFFICOLTA': "NON TI PREOCCUPARE
VECCHIO MIO, HO SCOPERTO CHE SE MORDI IL CLITORIDE ABBASTANZA FORTE
SCOPPIA."
"AHAHAHAH, POTEVI DIRMELO PRIMA! STASERA VERIFICHIAMO QUESTO INTRIGANTE
FENOMENO BIOLOGICO!"
E' PER QUESTO CHE POI LA CHIAMARONO 'TEMPESTA NEL DESERTO.

LA BANDIERA VATICANA FLUTTUAVA NELL'ARIA, SFERZATA DAL VENTO SELVAGGIO DEL


PIANETA MARTE, MENTRE IL COMANDANTE-DIO BERGOGLIO II AGITAVA LA SPADA
INFUOCATA CHE ERA STATA DI SUO PADRE DAVANTI ALLA DISTESA DI ARABO-
NAPOLETANI SCONFITTI E MASSACRATI.
DI FRONTE A LUI, L'IMPONENTE ESERCITO DI PRETI DA GUERRA RISPOSE CON UN
RUGGITO DI VITTORIA, BATTENDO RITMICAMENTE LA CODA SUL POLVEROSO TERRENO
DI MARTE.
"SOLDATI DI DIO", TUON BERGOGLIO, "AVETE BAGNATO LE VOSTRE SCAGLIE DI
SANGUE PARTENOPEO, E CI GRADITO A GEOVA. COME RICOMPENSA, STANOTTE
IMMERGERETE LE FAUCI NEL PI GUSTOSO SUCCO DI INNOCENZA CHE ABBIATE MAI
BEVUTO, RICAVATO DALLE MIGLIORI PIANTAGIONI DI BAMBINO DEL SISTEMA SOLARE.
FESTEGGIATE, DUNQUE, E RIPOSATE PER LA PROSSIMA BATTAGLIA:
PRIMA DI PASQUA I RIBELLI SARDI CONOSCERANNO LA FURIA SESSUALE DEL PAPA-DIO.

ERA L'APRILE DEL 1978. LE MENTI E I CUORI DELLA NAZIONE ERANO IMPEGNATI NEL
DISPERATO TENTATIVO DI SALVARE L'ONOREVOLE ALDO MORO. TRA MALDESTRE
APERTURE ALLA TRATTATIVA E MASSICCI DISPIEGAMENTI DELLE FORZE DELL'ORDINE, SI
CERCAVA MORO IN OGNI STRADA, IN OGNI VICOLO, IN OGNI CANTINA; I POSTINI
CONTROLLAVANO NELLE CASSETTE DELLA POSTA, I PANETTIERI CONTROLLAVANO NEL
FORNO, I BAMBINI CONTROLLAVANO SOTTO IL LETTO, TUTTI NELLA SPERANZA DI
TROVARE IL PRESIDENTE DEMOCRISTIANO.
ERA UNA SERATA PIOVOSA, E DI NEBBIA, IN QUELLA TENUTA SUI COLLI BOLOGNESI:
INTORNO AL TAVOLO, CON ESPRESSIONE TERREA, I TRE COMMENSALI SI SCAMBIAVANO
SGUARDI CARICHI DI ANSIA, CERCANDO NEL VOLTO DEGLI ALTRI QUEL CORAGGIO CHE
NON RIUSCIVANO A TROVARE IN SE STESSI.
FU PANNELLA IL PRIMO A ROMPERE IL SILENZIO: "FACCIAMOLO. DOBBIAMO ALMENO
PROVARE".
"SIAMO SICURI?", RIBATTE' D'ALEMA, "SIAMO SICURI DI VOLERCI RIVOLGERE ALLE
FORZE OSCURE? IO DICO: ASPETTIAMO. MAGARI E' QUESTIONE DI TEMPO, MORO PUO'
ESSERE ANCORA SALVATO SENZA BISOGNO DI... DI... ROMANO, TU CHE DICI?"
PRODI SCROLLO' LE SPALLE: "IO DICO DI ANDARE AVANTI. GLIELO DOBBIAMO. E' IL
MINIMO CHE POSSIAMO FARE."
"ALLORA E' DECISO. MASSIMO, SPEGNI LA LUCE", SENTENZIO' PANNELLA.
D'ALEMA ABBASSO' L'INTERRUTTORE DIETRO DI LUI, E LA STANZA RIMASE AL BUIO,
ILLUMINATA SOLO DALLA DEBOLE LUCE TREMOLANTE DELLA CANDELA AL CENTRO DEL
TAVOLO. PANNELLA TIRO' FUORI DALLA SUA BORSA UNA VECCHIA PIASTRA DI RAME
ARRUGGINITA, CON SOPRA INCISI NUMERI E LETTERE DELL'ALFABETO LATINO; SI
TRATTAVA DEL FAMOSO "OUIJA", CHE IN RUMENO ARCAICO SIGNIFICA
"PERICOLOSAMENTE LETALE": ERA UNO STRUMENTO PER COMUNICARE CON
L'OLTREMONDO, UNA TAVOLA DEGLI SPIRITI.
I TRE SI ALZARONO IN PIEDI E, INTONANDO IN LATINO UNA NENIA PIU' ANTICA DEL
MONDO, COMINCIARONO A SBOTTONARSI I PANTALONI. UN VENTO TETRO SI MISE A
SIBILARE NEL BUIO DELLA NOTTE, MENTRE OMBRE DI NERCHIE TRONFIE E GRINZOSE
PRENDEVANO FORMA SULLE PARETI DELLA STANZA.
I MEMBRI DEI TRE UOMINI DI STATO, ADAGIATI PLACIDAMENTE SOPRA L'OUIJA,
PULSAVANO DI ANGOSCIA E TERRORE, MA ERANO PRONTI A SERVIRE IL LORO PAESE E,
SE NECESSARIO, AD ESSERE INGOIATI PER SEMPRE NEL REGNO DELL'OSCURITA'.
DOMINAVA, SU QUELLA DEGLI ALTRI, L'AUSTERA MINCHIA DEL PROFESSOR PRODI: A LUI
TOCCAVA DUNQUE, IN BASE ALL'ANTICA LEGGE, IL COMPITO DI CERCARE UN CONTATTO.
"SPIRITI, O AUGUSTI SPIRITI, VOBIS SUNT SGUELLAE NOSTRAE. DITECI, SE VI E' GRATO:
DOVE SI TROVA L'ONOREVOLE ALDO MORO?"
CI FU UN TONFO, LA CANDELA SI SPENSE, E IL TAVOLO SI MISE A TREMARE; L'OUIJA ERA
ADESSO ILLUMINATO SOLO DALLA PALLIDA LUCE DELLA LUNA PIENA. I TRE UCCELLI
PUNTARONO DRITTI, L'UNO VERSO L'ALTRO, QUASI A DISEGNARE UNA FALLICA IPSILON;
E POI, STRISCIANDO ALL'UNISONO SULL'OUIJA, COMINCIARONO A COMPORRE, UNA
LETTERA DOPO L'ALTRA, IL LORO OSCURO VERDETTO.
I TRE SBIANCARONO. CI FU UN ATTIMO DI SILENZIO, E POI D'ALEMA, CHE AVEVA
ANNOTATO LE LETTERE SU PEZZO DI CARTA, BISBIGLIO' AGLI ALTRI IL NERO
MESSAGGIO:
"BUSH DID 9/11

SOTTO ALLA STATUETTA DI SAN GENNARO, IL TELEVISORE GRACCHIAVA COME UN


VECCHIO CORVO; ERANO LE 20.00 E, NEL SUO SOLITO PIGLIO DISTACCATO E
MINIMIZZANTE, ENRICO MENTANA STAVA ANNUNCIANDO LE NOTIZIE DELLA SERA: "CON
L'USCITA DELLA ROMANIA, GLI UNICI PAESI RIMASTI NELL'UNIONE EUROPEA SONO IL
BELGIO E GALLARATE. ALL'ANNUNCIO DELLA RUMEXIT, IL DOW JONES E' SPROFONDATO
NEGLI OCEANI, E LA MADONNA DI FATIMA HA AVUTO UN DEVASTANTE ICTUS ALLE TETTE.
AMICI ASCOLTATORI, SAPEVO CHE QUESTO GIORNO SAREBBE GIUNTO, E MI SONO
PREPARATO: QUI DAVANTI A ME C'E' UNA PISTOLA. VI FACCIO VEDERE COME MUORE UN
GIORNALISTA. ECCO... GHGHGHGHGH.... GUARDATE!!!! GUARDATE COME MI INFILO LA
CANNA BEN BENE IN GOLA!!!.... GHGHGHGHGHGH... ..VEDETE!?!??! .... LO VEDETE O NO
QUANTO VA GIU' IN PROFONDITA'?!??!?!?!?!?....GHGHGHGHGH ....PEM!........ PEM
PEM!!!!!!....... PEM!!!!"
SUL TAVOLINO DAVANTI ALLO SCHERMO ERANO ADAGIATE DUE VECCHIE GAMBE
RUGOSE; I PIEDI, RIVESTITI DA SPORCHI CALZINI, SI GRATTAVANO IL DORSO L'UN
L'ALTRO.
"IAMME IAMME, STASSI GUARDANDO ORA AL NOTIZIARIO", BORBOTTO' AL TELEFONO
NAPOLITANO.
"GIORGIO, QUESTO RISULTATO E' ANCHE MERITO TUO", SIBILO' UNA VOCE DALL'ALTRO
CAPO, "E' GRAZIE AI TUOI GOVERNI TECNICI CHE SIAMO RIUSCITI A DISTRUGGERE
L'EUROPA."
"IAMME, IAMME, TI RINGRAZIO UAGLIO', MA DOVE STASSE U PAGAMENT?"
"TROVERAI IL FILE SU DROPBOX TRA POCHI SECONDI. L'UMANITA' TI E' DEBITRICE.
SHALOM."
"E SCIALOMME SCIALOMME!!!!"
NAPOLITANO APRI' IL SUO LAPTOP E LA LINGUA BUTTERATA, PREGUSTANDO CIO' CHE LO
ATTENDEVA, SI MISE A LECCARE FRENETICA LE SOTTILI LABBRA. DOPO AVER ESTRATTO
DAI CALZONI LA SINUOSA CIOLLA PRESIDENZIALE, GIORGIO CHIAMO' A RACCOLTA UNA
GENEROSA DOSE DI CATARRO VERDOGNOLO, CHE DEPOSITO' CON UNO SPUTO BEN
DECISO SULLA TETRA APPENDICE; QUANDO INFINE IL DOWNLOAD FU TERMINATO, UN
AMPIO GHIGNO DI SODDISFAZIONE SI DISEGNO' SUL VOLTO DELL'ANZIANO PRESIDENTE,
MENTRE CLICCAVA SU QUELL'UNICO, PECCAMINOSO FILE:
BLACKS_ON_DADDIES_EXTREME_BRUTAL_COMPILATION.MP4"

ERA ESTATE: SEDUTI SU UNA PANCHINA APPENA ILLUMINATA DALLA LUCE DELLA LUNA,
DUE IMMIGRATI NIGERIANI SI STAVANO GODENDO LA BREZZA SERALE.
"OROMBE, AVRESDI MAI BENSADO GHE L'IDALIA SAREBBE SDADA GOSI' AGGOGLIENDE?"
"NO, GNIABOBO, DEVO AMMEDDERLO: ANGHE NOI AFRIGANI ABBIAMO I NOSDRI
BREGIUDIZI, I NOSDRI LUOGHI GOMUNI, LE NOSDRE BIGGOLE IDIOSINGRASIE. NON
SONO SOLO GLI EUROBEI AD ESSERE INDOLLERANDI: L'INDOLLERANZA FA BARDE
DELL'ANIMO UMANO. FORSE ANGHE BER GUESDO DOVREMMO GERGARE DI GABIRE DI
BIU', E GIUDIGARE DI MENO."
"SEI SEMBRE MOLDO SAGGIO, OROMBE."
I DUE STAVANO ANCORA CHIACCHIERANDO AMABILMENTE QUANDO, ALL'IMPROVVISO,
NOTARONO DI FRONTE A LORO UNA FIGURA NASCOSTA NELL'OMBRA.
"SIGNORE, G'E' GUALGHE BROBLEMA?"
"FORSE SI E' BERSO, OROMBE. SIGNORE, HA BISOGNO D'AIUDO?"
LA FIGURA FECE UN PASSO AVANTI, USCENDO DALLA PENOMBRA: AVEVA DELLE GUANCE
BEN PASCIUTE, UNA MORBIDA BARBA NERA, POCO CURATA, ED UN GHIGNO APPENA
CELATO SOTTO I BAFFI ABBONDANTI.
"OPPALA! PARE MI SIA IMBATTUTO IN DUE CLANDESTINI MALINTENZIONATI! MI
TOCCHERA' PASSARE UN BRUTTO QUARTO D'ORA!"
"NO GUARDI, SIAMO IN BOSSESSO DI REGOLARE BERMESSO DI SOGGIORNO, E NON
VOGLIAMO FARLE BROBRIO NIENDE. SDAVAMO SOLO FUMANDO UNA SIGAREDDA BRIMA
DI ANDARE A DORMIRE."
"MA CERTO! VOI NON VOLETE ABUSARE DI ME! SONO IO CHE MI SONO VESTITO COME
UNA PUTTANA AL MERO SCOPO DI PROVOCARE I VOSTRI BOLLENTI SPIRITI AFRICANI!
DOVEVO ASPETTARMELO!"
E COSI' DICENDO LO SCONOSCIUTO RIMOSSE LESTO LA FELPA: AGLI OCCHI DEI DUE
IMMIGRATI SI PRESENTARONO, ADAGIATI SU FLACCIDI MONTI DI ADIPE MAMMARIO E
CIRCONDATI DA UN VALLO DI FIERIA PELURIA, DUE TURGIDI CAPEZZOLI ROSA, GONFI AL
PUNTO DI SCOPPIARE.
"MA DIO BORGO..."
"NON ESSERE SGORDESE", DISSE OROMBE, RACCOGLIENDO LA FELPA DA TERRA E
PORGENDOLA ALL'UOMO, "DENGA, SI RIVESDA GHE E' FREDDO."
"OROMBE NON FARDI DOGGARE! NON SAI GHE MALADDIE PUO' AVERE!"
"HAI RAGIONE. FORSE DOVREMMO AGGOMBAGNARLO IN BRONDO SOGGORSO."
"AH POVERO ME! NON SAREI DOVUTO USCIRE TUTTO SOLO DI NOTTE! DEL RESTO, CHI
POTREBBE RESISTERE AD UN BOCCONCINO GODERECCIO COME IL SOTTOSCRITTO!"
ESCLAMO' L'INDIVIDUO SLACCIANDOSI I PANTALONI.
"SIGNORE LA BREGO..."
"AH NON POSSO FARE RESISTENZA! LE VOSTRE BRACCIA SONO TROPPO FORTI!
TROPPO VIRILI E MUSCOLOSE!", CONTINUO' IMPERTERRITO L'UOMO, E DOPO AVER
ESPOSTO I BURROSI GLUTEI ALLA FRESCA ARIA DELLA SERA, SI GIRO' E COMINCIO' A
SCHIAFFEGGIARLI RITMICAMENTE DI FRONTE AI DUE IMMIGRATI.
"ECCO QUA! IL MOMENTO FINALMENTE ATTESO!", GRIDO' DILATANDO LE NATICHE A
RIVELARE IL MORBIDO ORIFIZIO ANALE, "ECCO LE PORTE DELLA MIA INNOCENZA,
PRONTE AD ESSERE ABBATTUTE DAI VOSTRI TRUCULENTI BAOBAB DI CARNE. SO DI
NON POTERVI CHIEDERE PIETA', PERCHE' MI PRENDERETE BRUTALMENTE, UNO DA UNA
PARTE E UNO DALL'ALTRA, COPRENDOMI DI INSULTI NELLE VOSTRE MISTERIOSE
LINGUE SUBSAHARIANE ED INFILZANDOMI COME UN MISERABILE ARROSTO, COME UNA
DI QUELLE SUCCULENTE GAZZELLE A CUI DATE LA CACCIA NELLE VOSTRE TERRE NATIE!
E ALLORA VI CHIEDO SOLO UN FAVORE, FEROCI BESTIE SESSUALI: NON DITE NIENTE A
MIA MADRE! LA VERGOGNA DEVE ESSERE MIA, E MIA SOLTANTO! LA PORTERO' DENTRO
COME UN PESANTE MACIGNO, RIPENSANDOCI SOLO OGNI TANTO, NELLA SOLITUDINE
DELLA MIA CAMERETTA, QUANDO MI MASTURBERO' IN PREDA AI SENSI DI COLPA!"
"OGGHEI, GNIABOBO, ANDIAMO A LEDDO. DUDDO A UN DRADDO MI E' B-"
PEM!
PEM!
CON PRECISIONE MILLIMETRICA, I DUE FURONO IMPALLINATI ALLA TESTA, E
CROLLARONO A TERRA SENZA VITA.
CI FU UN ATTIMO DI SILENZIO, E POI SALVINI SI ASCIUGO' IL SUDORE DALLA FRONTE.
"FIUUUUUUU! GRAZIE! PER LA MISERIA! MI HA SALVATO LA VITA!", ESCLAMO' IL
SEGRETARIO LEGHISTA, "LI HA VISTI NO!?!?! HA VISTO CHE AVEVANO INTENZIONI OSTILI!
SE AVESSE ASPETTATO ANCHE SOLO UN SECONDO... ZAC!!!"
"VA BENE MATTEO", REPLICO' IL CUSTODE IMBRACCIANDO IL FUCILE ANCORA CALDO,
"PERO' BASTA! E' GIA' LA QUINTA VOLTA CHE FINISCI PER SBAGLIO IN UN CENTRO
DACCOGLIENZA!"

"UNA CANZONE DI SFOGLIA E MORTE: PARTE SESTA."


DALLE POSSENTI MURA DI AGRIGENTO L'EMIRO DELLA SICILIA, GADDULLAH BIN LERNER,
STAVA SCRUTANDO LA PIANURA ATTRAVERSO IL SUO CANNOCCHIALE: LE SCHIERE
ASSEDIANTI DELL'ORDA RUMENA, ILLUMINATE DAL SOLE CALANTE, SI PERDEVANO
ALL'ORIZZONTE; DI FRONTE ALLA PRIMA LINEA SFRECCIAVA, GALOPPANDO NELLA
POLVERE, IL GRAN MOGUL MASSIMO BOLDI. AL SUO PASSAGGIO, I SOLDATI BATTEVANO
RITMICAMENTE LE LORO BOTTIGLIE ROTTE DA GUERRA SUGLI SCUDI DI RAME,
INTONANDO IL GRIDO DI BATTAGLIA:
"GONGO BONGO BALO. AONGO BAGONGO BALO!"
DAI TORRIONI DI AGRIGENTO, I JIHADISTI RISPONDEVANO CON IL LORO INNO MARZIALE:
"ALLAH ALLAH ALLAH, MOHAMMED SHARIA KEBAB!"
LERNER FECE UN CENNO AL SUO ATTENDENTE: "ABU FELAFEL, CHIAMA AL-SALVINI:
DOBBIAMO PIANIFICARE AL PIU' PRESTO UNA SORTITA, O LA FORTEZZA E' PERDUTA."
"EMIRO... E' QUESTO IL PROBLEMA: AL-SALVINI NON SI TROVA. NESSUNO LO HA VISTO DA
STAMATTINA."
LERNER STRABUZZO' GLI OCCHI: "COOOSA? CONTROLLATE MEGLIO! PRENDI TUTTI GLI
UOMINI CHE TI SERVONO E PORTAMI QUA QUEL CODARDO!"
"SI', EMIRO."
"E SERRATE TUTTE LE USCITE!"
LERNER SFERRO' UN PUGNO CONTRO IL MURO: "MOHAMMED SCALZO NELLA VALLE DEI
KUFFAR"
NELLA GRANDE TENDA AL CENTRO DELL'ACCAMPAMENTO RUMENO, MASSIMO BOLDI SI
STAVA PREPARANDO PER LA NOTTE: INGINOCCHIATI DI FRONTE AL SUO TRONO, UNA
DOZZINA DI SCHIAVETTI SARDI PREPUBESCENTI STAVA LECCANDO I PIEDI NUDI DEL
GRANDE GUERRIERO; LE PICCOLE LINGUE CORREVANO LESTE TRA LE DITA DEL MOGUL,
SOFFERMANDOSI SU OGNI PUNTO EROGENO DI QUELLE AUGUSTE ESTREMITA'; IN
PARTICOLARE, FACEVANO A GARA PER ACCAPARRARSI LO SPORCO SOTTO LE UNGHIE,
CHE COSTITUIVA L'UNICO NUTRIMENTO DEI GIOVANI SERVI.
"SCUSI IL DISTURBO, SUA LEVANTINA ALTEZZA", DISSE GREGORIU, IL SEGRETARIO
PARTICOLARE DI BOLDI, ENTRANDO ALL'IMPROVVISO NELLA TENDA, "MA HO UNA BUONA
NOTIZIA: UN MUJAHID ISLAMICO HA DISERTATO E VUOLE PASSARE DALLA NOSTRA
PARTE; IN CAMBIO CHIEDE SOLO CLEMENZA, MIO SIRE."
BOLDI SGHIGNAZZO' DI GUSTO, LECCANDOSI LE CARNOSE LABBRA: "FATELO ENTRARE."
SALVINI FECE IL SUO INGRESSO ALL'INTERNO DELLA TENDA: ERA NUDO, IN CATENE, E LA
SUA MORBIDA BARBA NERA ERA INCROSTATADI SPERMA ORIENTALE.
"AVEVA ADDOSSO SOLO QUESTO", DISSE GREGORIU GETTANDO PER TERRA UN
PESANTE BURQA NERO, "E' PASSATO ATTRAVERSO LE NOSTRE LINEE VESTITO DA
DONNA. LA TROIETTA!"
BOLDI SI AVVICINO' A SALVINI, SCRUTANDOLO DALLA TESTA AI PIEDI:
"VUOI CLEMENZA, EH? IO SONO DISPOSTO A CONCEDERE CLEMENZA. MA TU COSA PUOI
DARCI IN CAMBIO?"
"MOGUL, PER ORA AVETE IL VANTAGGIO, MA IL CALIFFO STA MANDANDO RINFORZI, E
DENTRO LA FORTEZZA HANNO PROVVISTE PER ALTRI TRE MESI: DEVE ESPUGNARLA
SUBITO, O LE SORTI DELLA GUERRA POTREBBERO ROVESCIARSI... IO CONOSCO UN
MODO PER FARVI ENTRARE."
"MMMMHHHH... SIIII, QUESTO MI PIACE, MA NON E' ABBASTANZA. VOGLIO POTERMI
FIDARE DI TE... FORZA, METTITI IN GINOCCHIO... COSA ASPETTI!??!? IN GINOCCHIO!!!"
SALVINI SI INGINOCCHIO' DI FRONTE AL MOGUL, MENTRE LA BELLUINA ANACONDA SI
SROTOLAVA DI FRONTE AI SUOI OCCHI.
"QUESTO E' IL TUO NUOVO CORANO, PUTTANA."
I MIASMI PROVENIENTI DAL MEFITICO SMEGMA DI BOLDI, FERMENTATO PER SECOLI
ATTORNO ALLA CAPPELLA ASININA, RIEMPIRONO LE SUE NARICI; SALVINI CHIUSE GLI
OCCHI, SENTI' DUE MANI PRENDERGLI LA TESTA, E POI LA SUA BOCCA SI RIEMPI' DI UN
SAPORE CHE CONOSCEVA FIN TROPPO BENE: IL SAPORE AGRODOLCE DEL
TRADIMENTO.
(CONTINUA...)

"UNA CANZONE DI SFOGLIA E MORTE: PARTE QUINTA."


PER UN LUNGO, LUNGHISSIMO TEMPO, C'ERA STATO SOLO BUIO: RICORDI IN FORMA DI
SUSSURRI, OMBRE SENZA CORPO, LA VAGA MEMORIA DI ESSERE STATO, UNA VOLTA, UN
UOMO.
POI, PESANTI ED ANCHILOSATE COME LE PORTE DI UN ANTICO CASTELLO, LE PALPEBRE
SI APRIRONO, E ATTRAVERSO LA STRETTA FESSURA PENETRO' UNA LUCE ACCECANTE.
"STA RIPRENDENDO CONOSCENZA. INFERMIERA, CHIAMI IL DOTTOR VERONESI."
"SUBITO, DOTTORESSA"
"PRESIDENTE? PRESIDENTE, MI SENTE?"
IL VOLTO DELLA PIMPA, ANCORA SFUOCATO, PRESE FORMA DI FRONTE AGLI OCCHI DI
RENZI.
"SSS... SI'. CO... COS'E' SUCCESSO?" BALBETTO' L'EX PREMIER CON UN FILO DI VOCE.
"E' STATO IN COMA PRESIDENTE, CERCHI DI NON SFORZARSI", RISPOSE LA PIMPA
APPOGGIANDO LO STETOSCOPIO SUL PETTO DI RENZI.
"P... PER QUANTO?"
UMBERTO VERONESI ENTRO' DI COLPO NELLA STANZA, TRA IL TRAFELATO E IL
RAGGIANTE.
"FANTASTICO! I SUOI PARAMETRI?"
"E' STABILE, DOTTORE."
"PRESIDENTE, SA DOVE SIAMO?", CHIESE VERONESI A RENZI FINGENDO UN TONO
COMPASSIONEVOLE.
"UN OSPEDALE?"
"PIU' O MENO. COS'ALTRO RICORDA?"
"DOTTOR VERONESI, NON CREDO SIA IL CASO DI METTERLO SOTTO PRESSIONE. DEVE
ANCORA RECUPERARE", SOGGIUNSE LA PIMPA.
"MA MI FACCIA IL PIACERE, DOTTORESSA. SAPPIAMO TUTTI PERCHE' LEI SI TROVA QUI, E
NON E' CERTO PER LE SUE COMPETENZE CLINICHE..."
"SI... SI CHE RICORDO... HO VINTO... HO VINTO, VERO?", MORMORO' RENZI.
VERONESI ABBASSO' GLI OCCHI, ASSUMENDO UN'ESPRESSIONE GRAVE.
"NO PRESIDENTE, MI DISPIACE. LEI NON E' MAI STATO ELETTO DAL POPOLO. ED E' STATO
RIMOSSO CON UNA MANOVRA DI PALAZZO, PROPRIO COME LEI AVEVA ELIMINATO IL SUO
PREDECESSORE."
"ENRICO LETTA?"
"NO, QUELLA ERA LA VOLTA PRIMA. PARLO DEL PRESIDENTE SMAILA. LEI LO HA
LIQUIDATO, ED E' STATO A SUA VOLTA TRADITO... DAL SUO PIU' FIDATO LUOGOTENENTE."
"NO... NON ANGELINO... NON E' POSSIBILE! STATE CERCANDO DI INGANNARMI!"
"NO PRESIDENTE. L'AMBIZIONE DI ALFANO SI E' RIVELATA BEN PIU' VASTA DI QUELLO
CHE PENSASSIMO. LA MINACCIA GAY ERA ALLE PORTE... E LEI E' APPARSO COME UN
LEADER DEBOLE... IL POPOLO HA ACCLAMATO L'INSURREZIONE ANFIBIA."
RENZI FISSO' GLI OCCHI NEL VUOTO, CONTEMPLANDO LA TRISTE IRONIA DELLA SUA
CADUTA.
"MI SENTO STRANO... IL MIO CORPO... HA QUALCOSA DI DIVERSO."
VERONESI SI LASCIO' ANDARE UN SOSPIRO: "PRESIDENTE, C'E' UNA COSA CHE DEVE
SAPERE: NEL GOLPE ERA RIMASTO MORTALMENTE FERITO. LA SUA STRUTTURA
GENETICA NON ERA IN GRADO DI RIPARARE LE LESIONI. L'UNICO MODO DI SALVARLA...
ERA UN TRAPIANTO DI PAPPAGORGIA."
RENZI TRASALI': "CHI E' IL DONATORE?"
VERONESI E LA PIMPA SI SCAMBIARONO UNO SGUARDO INQUIETO.
"NON C'E' BISOGNO CHE LO SAPPIA ORA."
"SI' CHE C'E' BISOGNO, INVECE. DITEMELO!"
"OGNI COSA A SUO TEMPO, PRESIDENTE. NEL FRATTEMPO C'E' UN ALTRO PROBLEMA
CHE DOBBIAMO RISOLVERE: A CAUSA DEL LUNGO PERIODO DI COMA, I SUOI COGLIONI
SONO GRAVEMENTE CONGESTIONATI. DOBBIAMO SGONFIARLI AL PIU' PRESTO: LA
DOTTORESSA PIMPA E' QUI PER QUESTO."
VERONESI SI ALLONTANO' LASCIANDO RENZI CON UNO SGUARDO INTERROGATIVO,
MENTRE LA PIMPA, SORRIDENDO SENSUALMENTE, SI SBOTTONAVA LENTAMENTE IL
CAMICE.
(CONTINUA)

"UNA CANZONE DI SFOGLIA E MORTE: PARTE QUARTA"


PASSANDO ATTRAVERSO LE DUE LUNGHE COLONNE DI GOLEM-SFOGLIA DA GUARDIA
CHE CONDUCEVANO AL TRONO, LUXURIA CERCO' DI NASCONDERE IL SUO
NERVOSISMO. MA QUANDO FINALMENTE SI TROVO' DI FRONTE AL NERO SIGNORE, NON
POTE' FARE A MENO DI METTERSI A TREMARE COME IL MISERO FINOCCHIO CHE ERA.
IL GOLEM-SFOGLIA CHE LO SCORTAVA SI INGINOCCHIO' AL COSPETTO DEL SUO
GASTRONOMICO IMPERATORE: "V-O-S-T-R-A A-L-T-E-Z-Z-A, C-O-N-D-U-C-O A L-E-I I-L P-R-I-
N-C-I-P-E D-I T-U-T-T-E L-E C-H-E-C-C-H-E, V-L-A-D-I-M-I-R-O G-U-A-D-A-G-N-O".
ASSISO SUL GRANDE TRONO DI SFOGLIA, RANA SCOPPIO' IN UNA PROFONDA RISATA:
"OH OH OH OH OH! E QUESTO SAREBBE IL GRANDE CONDOTTIERO GENDER? LE TUE
SODOMITICHE SCHIERE SONO STATE SBARAGLIATE ... IL BATRACIDE ESERCITO HA
INNALZATO LA SUA BANDIERA SULLE TERRE EMERSE ... NON HAI PIU' NULLA... NON S-E-I
PIU' NULLA. E ORA VIENI DA ME COME UN MENDICANTE, SENZA DIGNITA'. E A MENDICARE
COSA POI?"
"VOSTRA STENDIBILITA', IO..."
"SILENZIO! SEI FORTUNATO/A... SE I MIEI GOLEM TI AVESSERO PORTATO QUI QUALCHE
MESE FA, A QUEST'ORA SARESTI RIPIENO. MA DI RECENTE HO FATTO UNA SCOPERTA...
UNA SCOPERTA CHE HA SPARIGLIATO LE CARTE NELLA GRANDE GUERRA, E CHE
POTREBBE RENDERTI UTILE AI MIEI NERI FINI. CONOSCI IL POTERE DELLA SFOGLIA,
NO?"
"SI', MIO SIGN-"
"STAI ZITTO CAZZO! ERA UNA DOMANDA RETORICA PORCODIO! TI STO SOLO USANDO
COME ARTIFIZIO INTERLOCUTORIO PER DARE RITMO AL MIO MALVAGIO MONOLOGO,
OK? QUINDI STAI ZITTO! TUTTI CONOSCONO IL POTERE DELLA SFOGLIA! E' UN POTERE
TOTALE, ASSOLUTO... LE VIBRAZIONI DELL'IMPASTO DETERMINANO I FLUSSI QUANTICI
CHE REGOLANO LA NOSTRA REALTA'... NULLA ESISTE AL DI LA' DELLA SFOGLIA"
"N-U-L-L-A E-S-I-S-T-E A-L D-I L-A' D-E-L-L-A S-F-O-G-L-I-A", RIPETERONO I GOLEM.
"EPPURE, IN TUTTA LA SUA TERRIBILE GRANDEZZA, CIO' CHE SAPEVAMO FINORA NON
ERA CHE UNA MINIMA PARTE DELLA VERITA'. DI RECENTE SONO VENUTO A
CONOSCENZA DI UNA REALTA' SCONVOLGENTE, MA CHE IN CUOR MIO GIA' CONOSCEVO:
LA SFOGLIA PUO' ESSERE STESA... NON SOLO NELLO SPAZIO... MA ANCHE... NEL
TEMPO."
LUXURIA EBBE UN SUSSULTO.
"E' UNA SCOPERTA STRAORDINARIA, CHE APRE NUOVI ORIZZONTI AI MIEI OSCURI PIANI
DI DOMINIO GLOBALE. C'E' UN SOLO PROBLEMA: L'IMPASTO TEMPORALE E' ANCORA
INSTABILE, LA SFOGLIA PRESENTA TROPPE OSCILLAZIONI. SECONDO GLI ANTICHI TESTI
BARILLA, C'E' SOLO UN INGREDIENTE CHE PUO' STABILIZZARLA... HAI MAI SENTITO
PARLARE DELLA... FIGA?"
"MI SPIACE, MIO SIGNORE, IO HO IL CAZZO."
"LO SO. TUTTI ERAVAMO CONVINTI CHE LA FIGA SI FOSSE ESTINTA NEL GRANDE
DILUVIO, NON RIMANEVANO CHE DICERIE... LEGGENDE CHE ESSA ESISTESSE ANCORA,
DA QUALCHE PARTE IN SUPERFICIE... FRANCAMENTE A ME LA FIGA FA SCHIFO."
"A CHI NON FA SCHIFO, MIO SIGNORE?"
"L-A F-I-G-A F-A C-A-G-A-R-E", RIPETERONO IN CORO I GOLEM.
"ESATTO, ED E' PER QUESTO CHE FINORA NON ME NE ERO PREOCCUPATO. MA HO
INTERROGATO LA SFOGLIA... E ORA SO CHE ESISTE ANCORA, IN UNA LOCALITA' DELLE
TERRE EMERSE SOTTO CONTROLLO ANFIBIO, A CUI I MIEI GOLEM NON POSSONO
ACCEDERE. SE TU RIUSCISSI A RAGGIUNGERE IN INCOGNITO QUESTA ... PASSERA ...
LUXURIA, E A PORTARMELA QUI, IO POTREI FORNIRTI LA CHIAVE PER CAMBIARE IL TUO
DESTINO."
"E QUALE SAREBBE, MIO SIGNORE?"
"BEH... IL TUO ODIATO ALFANO NON POTREBBE VINCERE LA GUERRA... SE NON FOSSE
MAI ESISTITO. O SBAGLIO?"
UNA RISATA FRAGOROSA RIECHEGGIO' NELLA SALA DEL TRONO, MENTRE, DOPO
ESSERE STATA A LUNGO IMMOBILE, UNA FIGURA INCAPPUCCIATA SI DILEGUAVA NEL
BUIO.
(CONTINUA)

"UNA CANZONE DI SFOGLIA E MORTE: PARTE TERZA"


LA PIANURA PADANA SI STENDEVA A PERDITA D'OCCHIO, INFINITA E MALINCONICA,
APPENA ILLUMINATA DALLA LUCE STENTOREA CHE I MILIONI DI METRI CUBI D'ACQUA
LASCIAVANO ARRIVARE AL FONDALE MARINO. SPARPAGLIATI QUA E LA', FRA I CORALLI,
SI INTRAVEDEVANO I RELITTI DI UN'EPOCA DI VIGOROSA CRESCITA INDUSTRIALE, FRA
CUI ORA GIOCAVANO A NASCONDINO LE MINUTE CREATURE DEL PROFONDO.
ATTRAVERSO I VETRI DELLA PICCOLA TORTELLONAVE DA RICOGNIZIONE, IL GENERALE
LUXURIA SCRUTAVA LA PENOMBRA ABISSALE; MENTRE AL SUO FIANCO IL GOLEM-
SFOGLIA PILOTAVA IMPASSIBILE IL VEICOLO, DENTRO IL CONDOTTIERO GENDER SI
AGITAVANO TUMULTUOSI SENTIMENTI CONTRAPPOSTI: IL BRUCIORE DELLA SCONFITTA,
LA VERGOGNA DELLA FUGA, LA CONSAPEVOLEZZA CHE QUELLO CHE LO ASPETTAVA
AVREBBE DETERMINATO COME SAREBBE STATO RICORDATO NEI LIBRI DI STORIA, SE
COME IL CODARDO/A CHE AVEVA ABBANDONATO LE SUE TRUPP* ALLA FEROCIA
DELL'ANFIBIO ESERCITO, O COME COLUI CHE AVEVA SALVATO LA RIVOLUZIONE GENDER,
PUR A COSTO DI SCENDERE A PATTO CON LE FORZE OSCURE.
"S-I-A-M-O A-R-R-I-V-A-T-I, F-I-N-O-C-C-H-I-O", DISSE IL GOLEM-SFOGLIA NELLA SUA VOCE
ROBOTICA. "NON DARMI DEL FINOCCHIO, STUPIDO ENERGUMENO, GIOVANNI NON TI HA
PROGRAMMATO CON UN PO' DI EDUCAZIONE?" "M-A S-U-C-C-H-I-A-M-I I-L R-I-P-I-E-N-O F-I-
N-O-C-C-H-I-O"
NEL FRATTEMPO DI FRONTE A LORO SI STAGLIAVA, SEMPRE PIU' VICINO, IL COLOSSALE
PASTIFICIO SUBACQUEO DI SAN GIOVANNI LUPATOTO; PROTETTO DA UN GIGANTESCO
TENDONE DI SFOGLIA, IL CENTRO DI PRODUZIONE DELL'OSCURO SIGNORE RANA
ESISTEVA GRAZIE AD UNA MICROATMOSFERA CONTINUAMENTE RIGENERATA DA
COMPLESSI SISTEMI IDRAULICI.
LA TORTELLONAVE ENTRO' IN UNA DELLE TANTE CAMERE STAGNE CHE CONSENTIVANO
L'INGRESSO, E QUANDO TUTTA L'ACQUA FU REFLUITA ALL'ESTERNO, I DUE PASSEGGERI
USCIRONO DALL'ABITACOLO.
LUXURIA RIMASE SENZA FIATO DI FRONTE ALLO SPETTACOLO CHE SI TROVO' DAVANTI
AGLI OCCHI: MILIONI DI BAMBINI DEL SUDEST ASIATICO CONFEZIONAVANO, IN PERFETTA
SINCRONIA TRA DI LORO, I NERI TORTELLINI RANA; UNA FILA TAGLIAVA LA SFOGLIA, UNA
SECONDA POSIZIONAVA IL RIPIENO, E LA TERZA INFINE CHIUDEVA IL TORTELLINO NELLA
SUA ANCESTRALE FORMA FINALE. SFERZATI DALLE ASPRE FRUSTE DEI GOLEM-
SFOGLIA, LE LORO PICCOLE MANI SI MUOVEVANO IN ASSOLUTA ARMONIA, IN UNA DANZA
IPNOTICA: OGNI SECONDO ERA PREZIOSO, E L'ARCANO PRODOTTO DOVEVA ESSERE
PRIVO DI DIFETTI; PENA: L'IRA DELL'OSCURO SIGNORE.
POCO LONTANO, IN UN ENORME SILOS NERO, VENIVA PREPARATO L'IMPASTO: SOLO
ALCUNI GOLEM-SFOGLIA DI SESTO LIVELLO POTEVANO ACCEDERVI. DEI POCHI ALTRI
CHE AVEVANO VOLUTO CONOSCERE IL SEGRETO ASSOLUTO, DI QUEGLI SCIAGURATI
CHE AVEVANO SFIDATO IL POTERE DI RANA, DELLE LORO SPERANZE E DEI LORO SOGNI,
SI ERANO PERSE LE TRACCE: IL LORO DESTINO ERA RIMASTO IN POCHE FRASI
SUSSURRATE NEL BUIO DEGLI ABISSI, UNA STORIA CHE ORMAI SOLO IL RIPIENO POTEVA
RACCONTARE...
(CONTINUA)

"UNA CANZONE DI SFOGLIA E MORTE: PARTE PRIMA"


IL MANIFESTO, LACERATO E SCOLORITO, VENIVA CULLATO DALLA CORRENTE DEL
RUSCELLO NEL SUO TRAGITTO VERSO L'OCEANO, UNA MALINCONICA CROCIERA IN
APPARENZA INARRESTABILE... E CHE INVECE FU IMPROVVISAMENTE INTERROTTA DA
UNA MANO PALMATA, CHE SOTTRASSE IL MANIFESTO AL FLUSSO DELLE ACQUE.
IL GUERRIERO-RANA AGGROTTO' LA FRONTE OSSERVANDO, ATTRAVERSO LE VERDI
PALPEBRE SOCCHIUSE, IL PEZZO DI CARTA MACERATA, RELITTO VESTIGIALE DI
UN'EPOCA PASSATA: "RENZI A CASA!", C'ERA SCRITTO A CARATTERI CUBITALI, E, AL DI
SOTTO, UNA FIGURA DAL VOLTO GRASSOCCIO, UNA CORTA BARBA E BAFFI NERI, IL DITO
PUNTATO IN AVANTI.
"CHE COS'HAI TROVATO, SOLDATO?", BORBOTTO' UNA VOCE ALLE SPALLE DEL
GUERRIERO: UNA FIGURA MAESTOSA, CON LA DIVISA ADORNATA DA INFINITE MEDAGLIE
E DECORAZIONI, SI STAVA AVVICINANDO IN SELLA AL SUO DEINONYCHUS.
"PROPAGANDA DELL'EPOCA PREDILUVIANA, GENERALE ALFANO."
"FAMMI VEDERE."
IL SOLDATO PORSE IL MANIFESTO ALL'ANFIBIO COMANDANTE: UN GHIGNO PERCORSE IL
VOLTO UMIDICCIO DI ALFANO.
"AHAHAHAH! METTILA DA PARTE SOLDATO, UN GIORNO POTREBBE VALERE QUALCOSA."
"SI' GENERALE, AGLI ORDINI GENERALE!"
"ORA VIENI, ABBIAMO FATTO BRECCIA NELLE MURA NEMICHE."
A BREVE DISTANZA INFATTI, LA FORTEZZA DI CORTINA D'AMPEZZO, ULTIMA
ROCCAFORTE DELLE TRUPPE GENDER DEL GENERALE LUXURIA, VENIVA CATTURATA
DALL'ANFIBIO ESERCITO.
CORTINA ERA STATA, MOLTO TEMPO PRIMA, UNA LOCALITA' DI MONTAGNA, MA TUTTO
ERA CAMBIATO DOPO IL REFERENDUM SULLE TRIVELLAZIONI DEL 2016: NESSUNO LO
SAPEVA ALL'EPOCA, MA LE EMISSIONI DI GAS SERRA IN QUEL MOMENTO ERANO APPENA
AL DI SOTTO DEL LIVELLO CRITICO.
IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI AVEVA CAUSATO LA FUSIONE DELLE CALOTTE POLARI,
CON L'INEVITABILE INNALZAMENTO DEI MARI.
CITTA' COME BARI E NAPOLI SI ERANO RITROVATE SOMMERSE DALLE ACQUE, MA VI
ERANO STATE ANCHE CONSEGUENZE NEGATIVE: GRAN PARTE DELL'ITALIA SI ERA
TRASFORMATA IN UN'ENORME PALUDE, TERRENO IDEALE PER L'INSURREZIONE DEGLI
UOMINI RANA.
IN POCHI MESI LA RESISTENZA GENDER AL GENERALE ALFANO ERA STATA SPAZZATA
VIA: SOLO POCHE CITTA' DEL NORDEST ERANO RIMASTE IN MANO AGLI UOMINI DI
LUXURIA, MA ANCORA PER POCO.
(CONTINUA)

PER STRADA, AL SUPERMERCATO, SULL'AUTOBUS: AVEVA SEMPRE GLI OCCHI DELLA


GENTE PUNTATI ADDOSSO. DALLA SUA CONVERSIONE ALL'ISLAM, IL PESANTE BURQA
NERO NON AVEVA COSTITUITO UNA BARRIERA NEI CONFRONTI DEL MONDO ESTERNO,
MA UN FILTRO.
ORA GLI UOMINI NON VEDEVANO PIU' IL SUO BEL VOLTO, LE SUE CURVE PIENE, IL SUO
SEDERE SODO, VEDEVANO UN SIMBOLO, UN'IDEA: NON ERA PIU' UN OGGETTO, ADESSO
ERA UNA PERSONA.
SOLO QUANDO SI TROVAVA NELLA SICUREZZA DELLA SUA LUSSUOSA ABITAZIONE, NEL
QUARTIERE RESIDENZIALE DI MILANO, POTEVA RIMUOVERE L'AUSTERO ABITO E
CONCEDERE LA GRAZIA DELLE SUE CARNI ALL'APPETITO DEL MARITO, L'EMIRO DI ABU
DHABI, ABDERAZAC BIN SGNIERFARAK.
SOTTO IL VELO NERO INFATTI, SALVINI ERA COMPLETAMENTE NUDO.
L'EMIRO APPOGGIAVA LO STRABORDANTE ADIPE ADDOMINALE SULLA SCHIENA DI
MATTEO, E, AFFERRANDO SALDAMENTE I SUCCULENTI FIANCHI DEL SEGRETARIO
LEGHISTA, DAVA INIZIO ALLE DANZE.
I PALLIDI GLUTEI ONDEGGIAVANO COME BUDINI SOTTO I COLPI DEL MEMBRO SAUDITA, E
MATTEO STRINGEVA I DENTI, E SI DICEVA: "NE VALE LA PENA. ALLAH LO VUOLE, ALLAH MI
RICOMPENSERA'. HO BISOGNO DI QUESTO MAIALE."
L'EMIRO ERA INFATTI UN MUSULMANO MODERATO, MONDANO, AMANTE DELL'ALCOOL E
DELLA BRISCOLA.
MA SALVINI, DOPO LA CONVERSIONE, AVEVA ADERITO AD UNA CORRENTE ESTREMA DEL
SALAFISMO WAHABITA, ISPIRATO DALLE PREDICAZIONI DELL'IMAM PANNELLA.
ED ERA STATO SCELTO, RARO ONORE PER UN MUJAHID ANALE COME LUI, PER UNA
GLORIOSA MISSIONE DI MARTIRIO: ANGELINO ALFANO, L'ANTICO NEMICO, ORA MINISTRO
ASSOLUTO DELL'EURASIA E ULTIMO BALUARDO DELLA CRISTIANITA' OCCIDENTALE,
AVREBBE FATTO TAPPA A MILANO NEL GIRO DI UN MESE PER INAUGURARE L'EXPO 2030;
OSPITE D'ONORE: L'EMIRO ABDERAZAC E SUA MOGLIE.
CON 600 CHILI DI SEMTEX PIANTATI IN PROFONDITA' NELLA FREGNA, SALVINI ERA
SICURO DI POTER PORRE FINE ALL'IMPERO ALFANIANO UNA VOLTA PER TUTTE.
E MENTRE LECCAVA I GROSSI FELAFEL PELOSI DELL'EMIRO, PENSAVA A COME, UNA
VOLTA GIUNTO IN PARADISO, ALLAH PROBABILMENTE SAREBBE VOLUTO VENIRE DI
PERSONA A STRINGERGLI LA MANO E A DARGLI UNA PACCA SULLA SPALLA,
SUSSURRANDO, CON LE LACRIME AGLI OCCHI: "GRAZIE CAPITANO.

"ANGELINO VIENI A LETTO".


ATTRAVERSO LA FINESTRA DELLA SUA OPULENTA VILLA DI CAMPAGNA, UNA CALDA LUNA
SICILIANA ILLUMINAVA IL VOLTO ANFIBIO DI ALFANO.
"VIENI ANGELINO, STASERA VOGLIO CHE TU FACCIA L'AMORE AL MIO INTERNO."
"ARRIVO SUBITO TESORO."
DOPO AVER RIMOSSO LE SUE MUTANDINE DI SETA, IL RESPONSABILE DEL VIMINALE SI
ADAGI SULL'ELEGANTE LETTO DI MOGANO, ED INSER LA TURGIDA ALFANIT DENTRO
LA CASA DEI MODERATI.
QUINDI GRACID DI PIACERE IN NOME DELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE, MENTRE
PROSEGUIVA NELLA COPULA MANTENENDO LA BARRA BEN SALDA AL CENTRO, IN MODO
DA EVITARE TANTO IL POPULISMO XENOFOBO ANTIEUROPEO QUANTO GLI ECCESSI
DELL'ASSISTENZIALISMO SOCIALDEMOCRATICO.
"MMMMH SIIII, CONTINUA COS, FINO AL 2018", GEMETTE RENZI, MENTRE L'INTESA
SESSUALE AVVILUPPAVA I DUE AMANTI IN UN VORTICE DI PIACERE.
POI L'ABBANDONO DEI SENSI PERVASE LA MENTE DI ALFANO, LA VISTA GLI SI ANNEBBI,
E QUANDO RIUSC DI NUOVO A METTERE A FUOCO, SI ACCORSE CHE IL VOLTO DEL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ERA SPARITO; RICONOBBE INVECE, DI FRONTE A SE', I
LINEAMENTI DEL SUO ANTICO GENERALE.
"SILVIO? SILVIO ASPETTA, POSSO SPIEGARTI!"
"ANGELINO IO TI HO DATO TUTTO. TUTTO! E TU MI HAI RICAMBIATO CON LA PI VILE
DELLE MONETE!"
"NO TI PREGO, TUTTA COLPA DI ..."
MA ALFANO NON RIUSC A TERMINARE LA FRASE, PERCH LE FAUCI DI BERLUSCONI SI
APRIRONO DI COLPO E GLI STACCARONO LA TESTA.
IL SUO CORPO DECAPITATO CROLL SENZA VITA A TERRA, DISSANGUANDOSI
LENTAMENTE, MENTRE L'EREZIONE POSTUMA DEL MINISTRO SCOMPARIVA NEL BUIO.

IL PICCOLO LUIGINO SI SVEGLIO' URLANDO CON GLI OCCHI SBARRATI, SUDATO E


ANSIMANTE: "GENITORE UNOOOOOOOOOOO!!!!!!" LA IENA PIF ENTRO' DI CORSA NELLA
STANZA: "CHE C'E' PICCOLO?" "I MODERATI VOGLIONO PRENDERMI!" "MA NO, LUIGINO,
ERA SOLO UN BRUTTO SOGNO, GUARDA: TIENI LA TUA BARBIE!" CON UNA TENERA
CAREZZA PIF RIMBOCCO' LE COPERTE AL BIMBO E SPENSE LA LUCE. AL PIANO DI
SOTTO, DAVANTI AGLI AVANZI DI UN DELICATO APERICENA VEGANO, VLADIMIR LUXURIA
STAVA FISSANDO LO SCHERMO TELEVISIVO CON ARIA PREOCCUPATA. PIF BACIO'
DOLCEMENTE IL CAPO DELL'AVVENENTE TRANVIONE. "TESORO GUARDA COS'HANNO
FATTO QUEI TRANSGENDEROFOBICI." SUL TELEVISORE SCORREVANO LE IMMAGINI DI
UN EDIFICIO IN MACERIE, MENTRE LA POLIZIA GENDER DELIMITAVA L'AREA CON DEL
NASTRO ROSA. "ANCORA I TERRORISTI MODERATI? MA NON E' POSSIBILE", SOSPIRO'
SGOMENTO PIF. ORA LO SCHERMO MOSTRAVA CORRADO FORMIGLI, INTENTO A
RACCOGLIERE L'OPINIONE DI UN ANZIANO SEDUTO AL TAVOLO DI UN BAR: "... CE N'E'
ANCHE DI QUELLI CHE SONO GENTE PER BENE. MA MOLTI SONO DEGLI ESTREMISTI.
DEVONO IMPARARE A RISPETTARE LE NOSTRE REGOLE." "NO NO, IO LI MANDEREI
SUBITO VIA TUTTI A CALCI DOVE NON PIACE A LORO!", BORBOTTO' SCARACCHIANDO UN
VECCHIO SEDUTO DI FIANCO AL PRIMO. "MA LEI STA DICENDO CHE TUTTI GLI
ETEROSESSUALI SONO TERRORISTI?" "A ME NON INTERESSA. FANNO COMUNQUE TUTTI
SCHIFO. L'ALTRO GIORNO ERO COL CONIUGE QUATTRO SULL'AUTOBUS E DI FIANCO
AVEVAMO STI DUE ... GUARDI NON LA VOGLIO NEANCHE DIRE LA PAROLA!... INSOMMA
STE DUE BESTIE CHE SI TENEVANO PER MANO. C'ERANO I BAMBINI. COME GLIELA
SPIEGHI UNA ROBA DEL GENERE AI BAMBINI? FORTUNA CHE HO IL PORTO D'ARMI..." LA
TV TAGLIO' QUINDI SULL'IMMAGINE DI UNA BANDIERA NERA, CON AL CENTRO UNA RANA,
INCORNICIATA DA DUE KALASHNIKOV INCROCIATI. ALLARGANDOSI, L'INQUADRATURA
MOSTRAVA COME A REGGERE L'ASTA CI FOSSE UN BAMBINO DI NON PIU' DI TREDICI
ANNI, E, DIETRO IL VESSILLO SVOLAZZANTE, CENTINAIA DI MILITANTI IN FORMAZIONE,
TUTTI SULL'ATTENTI, I VOLTI COPERTI DA PASSAMONTAGNA NERI. "I TERRORISTI DELLE
'FARLF', IL 'FRONTE ARMATO RANE DI LIBERAZIONE DELLA FAMIGLIA', TENGONO AL
COLLO UNA CAPSULA DI CIANURO DA USARE QUALORA SIANO PRESI VIVI DAL NEMICO",
NARRAVA LA VOCE IN SOTTOFONDO DI FORMIGLI, "LA PROPAGANDA DEL
SUBCOMANDANTE ALFANO LI CONVICE INFATTI FIN DALLA PIU' TENERA ETA' CHE, SE
SARANNO CATTURATI, AI MASCHI SARA' RIMOSSO IL CAZZO ED IMPIANTATA
CHIRURGICAMENTE UNA FIGA DI GOMMA NEL CULO, MENTRE ALLE FEMMINE VERRA'
ASPORTATO L'UTERO PER UTILIZZARLO COME MERO NIDO DI LARVE DI OMOSESSUALE."
QUINDI L'IMMAGINE TAGLIO' DI NUOVO, STAVOLTA SULL'INTERNO DI UNA GROTTA:
SEDUTA NELLA SEMIOSCURITA' E CON LE GAMBE INCROCIATE, DI FIANCO AL SUO
FUCILE D'ASSALTO, STAVA L'AUSTERA FIGURA DI ANGELINO ALFANO. "SUBCOMANDANTE,
GRAZIE DI AVERCI CONCESSO DI ACCEDERE AL SUO NASCONDIGLIO SEGRETO NELLE
MONTAGNE SOPRA AGRIGENTO", DISSE FORMIGLI. "PREGO." "COSA RISPONDE A CHI LA
ACCUSA DI UTILIZZARE BAMBINI SOLDATO, ADDIRITTURA SOTTO FORMA DI ATTENTATORI
SUICIDI?" "DICO CHE I BAMBINI SONO LE PRIME VITTIME DI QUESTA APOCALISSE GAY, E
COME TALI HANNO IL DOVERE, NONCHE' L'ONORE, DI COMBATTERE IN PRIMA FILA
CONTRO GLI INVERTITI. SI RICORDI COSA DICE GESU' IN MATTEO 24,17: 'BEATO CHI SI FA
EPLODERE PER BAGNARSI NEL SANGUE DEI FINOCCHI'." "BASTA", ESCLAMO' LUXURIA
SPEGNENDO IL TELEVISORE, "NON POSSO CREDERE CHE I NOSTRI FIGLI DOVRANNO
IMPARARE A CONVIVERE COL TERRORE." "NO, VLADIMIR, NOI LI SCONFIGGEREMO,
PERCHE' ABBIAMO UN'ARMA CHE LORO NON HANNO." "INTENDI DIRE L'AMORE?" "MA NO,
SCIOCCHINA", REPLICO' PIF BACIANDONE AFFETTUOSAMENTE LA GUANCIA, "INTENDO
DIRE L'ANTRACE."

ALLORA CI SONO UN EBREO, UN NAPOLETANO E UN JIHADISTA CHE SI INCONTRANO AL


BAR PER FARE UN PO' DI BRAINSTORMING SU COME SI TIRA SU DELLA FICA.
PER PRIMO VA L'EBREO CHE SI SIEDE AL BANCONE DI FIANCO A UNA PASSERA; QUESTA
SI GIRA VERSO DI LUI E FA: "HAI INTENZIONE DI OFFRIRMI DA BERE?". L'EBREO LA
GUARDA IN MODO SENSUALE, SI LECCA LE LABBRA, LE AVVICINA LA BOCCA
ALL'ORECCHIO E SUSSURRA: "OLOCAUSTO"; POI LA PRENDE PER MANO E LA
ACCOMPAGNA NEL SUO ANTRO NELLE PROFONDITA' DELLA TERRA PER SCOPARLA
TUTTA LA NOTTE. E POI UCCIDERLA.
PER SECONDO VA IL JIHADISTA CHE SI SIEDE DI FIANCO A UNA BIONDA E ORDINA UN
NEGRONI. LA BIONDA SI GIRA E GLI FA: "OH MA IO TI HO GIA' VISTO DA QUALCHE PARTE!"
"SI' SONO UN BOMBERONE DELL'ISIS, MAGARI MI HAI VISTO IN UNO DEI MIEI FANTASTICI
VIDEO MENTRE MI ESIBIVO IN MIRABOLANTI ACROBAZIE SEXY."
"NONO, CAZZO, TE NON ERI A SANREMO A CANTARE INSIEME A WILL SMITH?"
IL JIHADISTA SI IRRITA MOLTO E SI FA ESPLODERE. POI BEVE IL NEGRONI.
PER ULTIMO VA IL NAPOLETANO, CHE ADDOCCHIA UNA BELLA MORA E LE FA SEGNO DI
AVVICINARSI CON L'INDICE.
QUESTA SENTE UNA TRACCIA DI TESTOSTERONE E SI APPROPINQUA AL VIRILE
PARTENOPEO, CHE LE FA:
"TI HO FATTO VENIRE CON UN DITO, PENSA COSA POTREI FARE CON DIECI."
"COSA?"
ALLORA IL NAPOLETANO LE TAGLIA LA GOLA E LE FOTTE LA BORSA.

UNA CELLULA DELL'ISIS COMPOSTA DA UN N3RGO, UN NAPOLETANO E UN EBREO DEVE


FAR SALTARE PER ARIA IL SENATO. DOPO AVER OTTENUTO IL CODICE DEL PORTONE
FACENDO IL SOLLETICO SUL CANCRO ALLA BONINO RIESCONO AD ENTRARE A PALAZZO
MADAMA.
UNA VOLTA DENTRO SI TROVANO DAVANTI AD UN PRECIPIZIO ABISSALE, IL CUI UNICO
PASSAGGIO UNO STRETTO PONTE DI LEGNO PROTETTO DA PIERO GRASSO:
"CHI PASSAR VUOLE IL PONTE DELLA MORTE RISPONDER DOVR ALLA DOMANDA DI
PIERO, O SPROFONDER NELL'OSCURIT E NELLA MERDA."
PER PRIMO VA L'EBREO, A CUI GRASSO FA:
"SEMPRE CARO A ME FU QUEST'ERMO COLLE, E QUESTA SIEPE, CHE DA TANTA PARTE
DELL'ULTIMO ORIZZONTE IL GUARDO ESCLUDE: CON QUESTI VERSI, TRATTI DA UNO DEI
SUOI SINGOLI PI CELEBRI, EROS RAMAZZOTTI APRIVA UNA MEMORABILE EDIZIONE DEL
FESTIVAL DI SANREMO. IN QUALE ANNO? (AIUTINO: L'ANNO DOPO IL 1983)"
L'EBREO CI PENSA UN P E POI FA: "SEI MILIONI!"
"BRAVO, PASSA."
PER SECONDO VA IL NAPOLETANO, A CUI GRASSO CHIEDE:
"SE PAOLA MIA CUGINA, E LUCIANA FIGLIA DI PAOLA, LUCIANA CHE COS' PER ME?"
"TROIA."
"BRAVO, PASSA."
PER ULTIMO VA IL N3RGO, A CUI PIERO FA:
"SE AD UN LITRO DI SOLUZIONE DA 0,1 MILLIEQUIVALENTI DI IDROSSIDO DI POTASSIO
AGGIUNGO 0,3 MILLIEQUIVALENTI DI ACIDO CLORIDRICO, QUALE SAR IL pH DELLA
SOLUZIONE CHE OTTENGO?"
IL N3RGO RISPONDE: "BOGO ARM"
ALLORA GRASSO GLI SALTA ADDOSSO E LO VIOLENTA NEL CULO BEVENDONE IL
SANGUE DALLA GIUGULARE.

CARI AMICI E CARE AMICHE, DOVETE SAPERE CHE NON TROPPO TEMPO FA IL VOSTRO
AMICO FABIO E' STATO L'INVOLONTARIO PROTAGONISTA DI UN'INCREDIBILE AVVENTURA.
MI TROVAVO NEL MAR DEI SARGASSI COL MIO AMICO FLAVIO BRIATORE, SUL SUO YACHT
"LO SVENTRAFICHE DELL'OCEANO", ED ERAVAMO IN CAMBUSA A CONSUMARE UN
SUCCULENTO ARROSTO DI PASSERA PREPARATO DALLO CHEF CARLO CRACCO,
QUANDO UN URTO CONTRO LA CHIGLIA INTERRUPPE BRUSCAMENTE IL DESINARE.
CI PRECIPITAMMO SUL PONTE E CAPIMMO CHE NON C'ERA DA PREOCCUPARSI: SI
TRATTAVA SEMPLICEMENTE DELLA MITICA BALENA BIANCA, MOBY DICK, CHE STAVA
CAGANDO CONTRO LA PRUA DELLA NAVE PER ATTIRARE L'ATTENZIONE.
"SCUSATE RAGAZZI, MA HO INSTALLATO QUELLA ROBA PER IL CELLULARE CHE TI DICE
SE C'E' QUALCUNO NELLE VICINANZE CHE VUOLE SCOPARE, E MI HA INDIRIZZATO QUA."
"CERTO, DICK, VIENI PURE."
COSI' FLAVIO LA ARPIONO' CON LA SUA MINCHIA AD UNCINO E LA TIRO' A BORDO.
DOPO ESSERCI SPARATI UN PAIO DI RIGHE DI COCA TAGLIATA CON LA FICA PER
ENTRARE NEL MOOD, CI PREPARAMMO AD UN SENSUALE SANDWICH DA VERI LUPI DI
MARE CON LA LEGGENDARIA CREATURA DEGLI ABISSI: IO NEL CULO E FLAVIO NELLA
GNOCCA.
MENTRE ERAVAMO NEL PIENO DEL GNICCHEGNIACCHE, NOTAI QUALCOSA DI
ESTREMAMENTE CURIOSO E SOSPETTO:
"EHI FLAVIO, MA QUESTO TATUAGGIO SUL FONDOSCHIENA DELLA BALENA NON E' UNO DI
QUELLI CHE TI FANNO A SAN VITTORE?"
"CAZZO, FABIO, HAI RAGIONE. E POI SCUSA, PERCHE' SE SI CHIAMA 'BALENA BIANCA', E'
COSI' GRASSA E ROSSA?"
FU PROPRIO IN QUEL MOMENTO CHE IL MITICO MOSTRO MARINO RAGGIUNSE L'APICE
DEL COITO, URLANDO: "BESUGOOOOOOO!!!!!!!"
"FABIO, MA NON E' MOBY DICK: CREDO SI TRATTI DEL GABIBBO!"
"NO, FLAVIO, NON E' SEMPLICEMENTE IL GABIBBO: E' EZIO GREGGIO TRAVESTITO DA
GABIBBO, NEL SUO ENNESIMO TENTATIVO DI RIMEDIARE DELLA MINCHIA GRATIS CON
QUESTI BASSI ESPEDIENTI."
PER PUNIRE L'INFIDO GREGGIO LO SCORTICAMMO VIVO E LO MANGIAMMO CON LE
VONGOLE, E POI CHIAMAMMO IL VERO MOBY DICK, CHE QUELLO SI' CHE SAPEVA
SCOPARE.

ERA UN GIOVEDI' MATTINA COME TANTI ALTRI NELL'AULA MAGNA DELLA FACOLTA' DI
SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE, E GLI STUDENTI AMMUCCHIATI SUI BANCHI ERANO
REDUCI DA UNA SERATA A BASE DI ALCOOL, PREZZEMOLO SPACCIATO PER CANNABIS
DA UN MAROCCHINO PIU' FURBO DI LORO, E FILM RUSSI INDIPENDENTI, DI QUELLI CHE
ANCHE SE FANNO CAGARE DEVI DIRE CHE SONO BELLISSIMI COSI' LE FIGHE DI
SINISTRA PENSANO CHE SEI PROFONDO E TE LA DANNO.
DI FRONTE A QUEL GREGGE DI PECORELLE TREMOLANTI STAVA, PRONTO A TOSARNE
VIA IL VELLO DI ANSIA E SENSI DI COLPA, L'AUSTERO PROFESSOR UMBERTO ECO.
AD UNO AD UNO, I GIOVANI SI ACCOMODAVANO TRA LE FORCHE CAUDINE
DELL'AUTOREVOLE SEMIOLOGO, E MENTRE SI ESIBIVANO IN LUNGHI SPROLOQUI, ECO
SEDEVA CON LE BRACCIA CONSERTE, ANNUENDO DI TANTO IN TANTO, MA IL PIU' DELLE
VOLTE SCUOTENDO LA TESTA CON DISAPPROVAZIONE, TALORA CON DISPREZZO,
MOLTIPLICANDO COSI' L'ANGOSCIA DI COLORO CHE OSSERVAVANO IN ATTESA DEL LORO
TURNO.
POI, AD UN CERTO PUNTO, SI AVVICINO' AL PROFESSORE UNA STUDENTESSA DI
PARTICOLARE PROCACIA: GLI OCCHI DELL'AULA PUNTARONO TUTTI VERSO DI LEI,
MENTRE SI SEDEVA SPORGENDOSI IN AVANTI, IN MODO DA EVIDENZIARE LA GENEROSA
SCOLLATURA, E ACCAVALLAVA LE COSCE TORNITE, APPENA COPERTE DA UNA DI
QUELLE MINIGONNE CHE SE CI GIRI IN ARABIA SAUDITA TI LAPIDANO COSI' FORTE CHE
SI APRE UN BUCO NELLA REALTA'.
ECO NON ERA NATO IERI: AVEVA CAPITO QUAL ERA IL SUO GIOCO.
"COME SI CHIAMA, SIGNORINA?"
"COME TUTTE LE UNIVERSITARIE AUTENTICAMENTE PORCHE, MI CHIAMO ILARIA"
"BENE ILARIA, MI SA DIRE LE CINQUE FORME DELLA COMUNICAZIONE METALINGUISTICA
SECONDO CHOMSKY?"
"EHM... LA PRIMA FORMA... E'... SE NON VADA ERRATA... DOVREBBE ESSERE... I MARO'?!?"
"NON PROPRIO.... MMMMH... VEDIAMO...FACCIAMO QUALCOSA DI PIU' SEMPLICE: MI
RECITI LA TABELLINA DELL'UNO"
"EH, NO PROFESSORE, QUESTO IN PROGRAMMA NON C'ERA!"
"AAAAAH... POVERA ITALIA", SOSPIRO' IL PROFESSORE, "COME VOGLIAMO FARE QUI?"
"PROFESSORE COME AVRA' CAPITO NON HO MOLTO STUDIATO, PERCHE' MIA NONNA
CHE STA IN PUGLIA E' MORTA."
"BEH, MI DISPIACE, SIGNORINA... CIOE': CHE SUA NONNA SIA MORTA NON MI DISPIACE
MANCO PER IL CAZZO. MI DISPIACE CHE LEI SIA MERIDIONALE: QUESTO SPIEGA GRAN
PARTE DELLE SUE LACUNE."
"PROFESSORE IO QUESTO ESAME NON LO SO. PERO' POSSIAMO FARE IN UN ALTRO
MODO", BISBIGLIO' LA RAGAZZA, SFOGGIANDO UNO DI QUEI SORRISI DI CUI SOLO LE
VERE ILARIE SONO CAPACI.
"AHAHAHAH, RIECCOCI QUA", SGHIGNAZZO' ECO.
"VA BENE RAGAZZI. UN QUARTO D'ORA DI INTERVALLO", ANNUNCIO' IL PROFESSORE
ALL'AULA, "ANZI FACCIAMO MEZZ'ORA."
"E LEI MI SEGUA NEL MIO UFFICIO", DISSE PERENTORIO ALLA GIOVANE.
POCHI MINUTI DOPO LA STUDENTESSA ERA NELLO STUDIO DI ECO, MARTELLATA DA
DIETRO DAI FEROCI IMPULSI PELVICI DEL PROFESSORE.
"ORA METTITI IN GINOCCHIO... BRAVA COSI'... LA STUDENTESSA STUPIDA MA AVVENENTE
CHE NON HA ALTRO MODO DI FARSI STRADA SE NON OFFRENDO LA PROPRIA CARNE:
SEI UN CLICHE' VISTO E RIVISTO, ECCO QUELLO CHE SEI, PROPRIO UN BEL CLICHE' DI
MERDA", BOFONCHIO' ECO, MENTRE IL VISO DELLA STUDENTESSA VENIVA INNAFFIATO
DALLA BOLLENTE RUGIADA DELL'AMORE.
"SI, E' VERO, SONO UN CLICHE', MA NON IL CLICHE' CHE CREDE LEI, PROFESSORE",
REPLICO' LA RAGAZZA, E RIMUOVENDO LA MASCHERA, MOSTRO' COME SOTTO QUEL
BEL VOLTO DI FANCIULLA NON CI FOSSE ALTRO CHE IL GHIGNO COMPIACIUTO DEL VILE
EZIO GREGGIO.
CON UN GRIDO DI TERRORE, IL SEMIOLOGO TIRO' SU LE MUTANDE, LASCIANDO FUORI
PER LA FRETTA UNA BUONA META' DELLA SACCA SCROTALE. QUINDI FECE PER
PRECIPITARSI VERSO LA PORTA, MA INCIAMPO' GOFFAMENTE NEI PANTALONI ANCORA
ABBASSATI. MENTRE, ANNASPANDO DISPERATO VERSO L'USCITA, SI CAGAVA E PISCIAVA
ADDOSSO DELL'ORRORE, SENTI' GREGGIO AVVICINARSI CON CALMA.
"TI PREGO, NO, NOOOOOOOOOOOOOOOO", MA I SUOI LAMENTI RIMASERO STROZZATI
DAL SILENZIO, MENTRE IL CORPO DEL PROFESSORE VENIVA RISUCCHIATO NELLA
VACUITA' ANCESTRALE DELLA FIGA DI GREGGIO.

LA CANTILENA IPNOTICA DI QUELLE MASSE ADORANTI, PROSTRATE DI FRONTE A LUI,


ORMAI NON GLI PROVOCAVA ALTRO CHE INDIFFERENZA: SE IN PRINCIPIO ERA STATO
MOTIVATO DALLA SETE DI GLORIA E DI POTERE, ORA TUTTO QUESTO ERA SVANITO, PER
LASCIARE IL POSTO AD UN ASSORDANTE RUMORE BIANCO, IL RONZIO DI FONDO
DELL'ESISTENZA.
MA ALLO STESSO TEMPO, RENZI SAPEVA CHE QUELLA NON ERA SOLO UN'ALTRA
EDIZIONE DELLA LEOPOLDA: ERA L'EDIZIONE NUMERO MILLE.
E QUESTA CONSTATAZIONE GENERO' IN LUI, QUASI PER CASO, QUASI
INVOLONTARIAMENTE, UN PENSIERO CHE IN ALTRI TEMPI SI SAREBBE DEFINITO UMANO.
LA SUA MENTE TORNO' ALL'INIZIO DELLA SUA ASCESA, A QUANDO AVEVA FATTO
LIOFILIZZARE VIVI NANDO PAGNONCELLI E FABRIZIO MASIA, E ALLE LORO GRIDA
STRAZIANTI.
SI TRATTAVA FORSE DI RIMORSO? DI SENSO DI COLPA?
NO, NON POTEVA ESSERE: TUTTO ERA SUCCESSO PER UN FINE PRECISO.
ASSORBENDO L'ESSENZA VITALE DEI DUE SONDAGGISTI EGLI ERA DIVENUTO IN GRADO
DI PERCEPIRE OGNI MINIMA VARIAZIONE PERCENTUALE NELLE INTENZIONI DI VOTO,
COME FINI GRANELLI DI SABBIA ATTRAVERSO LA CLESSIDRA DELL'OPINIONE PUBBLICA:
MODIFICANDO DI CONSEGUENZA L'AZIONE DI GOVERNO AVEVA PORTATO IL PD AL 99,9%,
CREANDO COSI' LA PERFETTA DEMOCRAZIA.
NEL CORSO DEI SECOLI LA SUA PRESCIENZA AVEVA AVUTO ANCHE EFFETTI SUL SUO
CORPO, TRASFORMANDOLO IN UN IMMORTALE DIO-LUMACA, E ORA, SUL PIANETA-
CAPITALE RIGNANO IV, GLI SQUILLI DELLE TROMBE ANNUNCIAVANO LE CELEBRAZIONI
DELLA SUA EGEMONIA.
SOPRA IL COLOSSALE PALCO SUI CUI ERA ADAGIATO, LE SERVE NUBIANE SI
INDAFFARAVANO NEL MANTENERLO IDRATATO, RIVERSANDO LIQUAMI VAGINALI SULLA
VISCIDA COTICA; NEL FRATTEMPO, DI FIANCO A LUI, CLONI ORFINOIDI ERANO INTENTI A
BASTONARE UNA DOZZINA DI ANZIANI PENSIONATI, IN MODO DA RENDERNE LE CARNI
PIU' MORBIDE PER LA DIGESTIONE DA PARTE DELLA DIVINITA' GASTEROPODE.
SULL'ESTREMITA' DELLE ANTENNE MOLLICCE, GLI OCCHI DI RENZI SI PROTESERO A
GUARDARE ALL'ORIZZONTE, OLTRE LA FOLLA OCEANICA DI SUDDITI ADULANTI: LA SUA
COSCIENZA SCANDAGLIAVA NELLO SPAZIOTEMPO, AMMIRANDO LE PIANURE SENZA FINE
DEL SUO CONSENSO ASSOLUTO.
EPPURE, QUA E LA', L'OMOGENEITA' COSMICA ERA INTERROTTA DA BUCHI E ZONE
D'OMBRA: ERA QUELLO 0,1%, CHE NONOSTANTE TUTTA LA SUA PRESCIENZA RENZI NON
RIUSCIVA A DOMINARE.
COME ERA POSSIBILE UNA COSA DEL GENERE, VISTO CHE TUTTI I SUOI NEMICI ERANO
STATI SCONFITTI?
RICORDAVA CON SODDISFAZIONE QUANDO, POCHI ANNI PRIMA, AVEVA SBARAGLIATO LE
BANDE DEL PIRATA DELL'ICTUS, BERSONIUS. E DOPO DI LUI ERA STATO IL TURNO DEL
SUO ANTICO ALLEATO, IL CALIFFO-RANA ANGELMELEK BIN ALFAN.
E DUNQUE RIMANEVANO INSPIEGABILI QUELLE MACCHIE DI NON UNIFORMITA', QUELLE
CHIAZZE DI BUIO, IN CUI IMMAGINAVA SIMULACRI INCAPPUCCIATI COMPLOTTARE
CONTRO IL SUO CONTROLLO DEL COSMO.
RENZI DISPREZZAVA LA MAGIA E LA SUPERSTIZIONE, MA IN QUEL CASO NON POTEVA
FARE A MENO DI RIFLETTERE SULLA PREMONIZIONE CHE AVEVA RICEVUTO TEMPO
ADDIETRO DALLA SIBILLA BONINO: SCRUTANDO NELLE VISCERE DI UN NEONATO
APPENA SQUARTATO, LA MAGA AVEVA EMANATO UNA PROFEZIA CHE TORNAVA
COSTANTEMENTE A TORMENTARLO: "TRA LE VIGNE ULULANO I DEMONI, E SCENDE LA
VOLPE DAL TAVOLIERE."
MA NO, NON AVEVA SENSO CREDERE IN QUELLE SCIOCCHEZZE, SI TRATTAVA
SEMPLICEMENTE DI INCERTEZZA STATISTICA, TUTTO QUA.
E, MENTRE MATTEO TORNAVA AD ESSERE SICURO DI SE', IN FONDO ALLA FOLLA
IMMENSA RADUNATA PER LA LEOPOLDA UN INDIVIDUO DAL CAPPUCCIO BRUNO STAVA
AMMAINANDO LE VELE DELLA SUA METABARCA. AVEVA UN SORRISO APPENA
ACCENNATO, MENTRE SOTTO I BAFFETTI PENSAVA: "E OGGI LA RUOTA FINISCE IL SUO
GIRO.

UNA RANA STAVA SERENAMENTE SGUAZZANDO IN UN FIUME, QUANDO SI AVVICIN


ALLA SPONDA UNO SCORPIONE.
"DEVO PASSARE DALL'ALTRA PARTE," DISSE LO SCORPIONE, "MA NON SO NUOTARE E SE
PROVASSI AFFOGHEREI: TU POTRESTI AIUTARMI TRASPORTANDOMI SUL DORSO".
LA RANA PERPLESSA RISPOSE: "MA SE IO TI LASCIASSI SALIRE SUL MIO DORSO TU
POTRESTI PUNGERMI ED UCCIDERMI!". LO SCORPIONE RASSICUR LA RANA: "PERCH
DOVREI FARLO? SE TI PUNGESSI AFFONDEREMMO ENTRAMBI E MORIREI ANCH'IO".
LA RANA SI SENT RASSICURATA DALLE SPIEGAZIONI DELLO SCORPIONE E LO FECE
SALIRE, MA QUANDO SI TROVARONO A MET DEL GUADO, LO SCORPIONE PUNSE LA
RANA.
MENTRE LA RANA AFFOGAVA INSIEME ALLO SCORPIONE, CON LE SUE ULTIME PAROLE
CHIESE: "MA PERCH L'HAI FATTO? ADESSO MORIREMO ENTRAMBI."
LO SCORPIONE RISPOSE "SONO EBREO

MICHELE SANTORO, VLADIMIR LUXURIA E MATTEO SALVINI SONO DISPERSI NEL


DESERTO DEL GOBI DA ORMAI 3 MESI DOPO AVER ASSUNTO DEGLI ACIDI A UNA FESTA
STRANA, EVVIVA EVVIVA.
SOPRAVVIVONO LECCANDOSI VICENDEVOLMENTE IL SUDORE DA SOTTO LE ASCELLE E
OPERANDO UNA FINE ESTRAZIONE DI NUTRIENTI DALLA PAPPETTA DEL SOTTOPALLA,
QUEL TANTO CHE BASTA PER IMPLEMENTARE LE PROPRIE ENERGIE E CONTINUARE A
SOFFRIRE COME DELLE MERDE SECCHE ANCORA PER UN PO'.
UN GIORNO, VLADIMIR LUXURIA SI DISCOSTA DAL GRUPPO PER FARSI UNA PISCIATA IN
SANTA PACE SENZA DOVER CONDIVIDERE NEMMENO UNA GOCCIA DI QUELLA CALDA
DELIZIA.
FINITO DI ORINARE, MENTRE SI SGRULLA LO SDRUMPAGNALLO NOTA CHE I LAPILLI,
CADENDO, PRODUCONO UN PICCHIETTIO METALLICO.
ALLORA GUARDA PER TERRA E... HHHHHHHHH (STUPORE), UNA LAMPADA MAGICA!!!!!!!!!!!!
1!!!!
ESAMINA QUEL PREGIATO MANUFATTO INCANTATO E, NOTANDO CHE DISPONE DI N1
ORIFIZIO, PENSA SUBITO A UN BEL BUCO DEL CULO E DECIDE DI FARCI ALL'AMORE.
L'OSPITE DORMIENTE RACCHIUSO NELLA LAMPADA MAGICA, SENTENDOSI SOLLETICARE
L'ORECCHIO DA QUALCOSA DI VISCIDO, SCOPERCHIA L'ANTICO ORPELLO E SI
PRESENTA ALL'INTERO MANIPOLO DI UOMINI.
"AAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHH!!!!!!!!!!!1!!!!!!!!!!!1!!!!!!!!!!!!!!
DOPO ANNI DI PRIGIONIERO SONNO MI AVETE LIBERATO DA QUESTO
SUPPLIZIO!!!!!!!!!!!!!!!!!11!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
SONO IL GENIO DEL GENDER, MA POTRETE CHIAMARMI SEMPLICEMENTE: GENI*.
COME RICOMPENSA PER AVERMI SOLLEVATO DA QUESTA CONDANNA, AVETE DIRITTO A
UN - UUUUUUN!!!!!!!!!1!!! - DESIDERIO PRO CAPITE, CHE IO ESAUDIRO' CON EFFETTO
ISTANTANEO.
SANTORO, A LEI IL PRIMO."
MICHELE SANTORO, PERENTORIO:
"DOVETE LASCIARE IN PACE LA RAI!!!!!!!!!!!!!!!!!!1!!!!!!!!!!!!!!!!!!
LASCIATE STARE IL SERVIZIO PUBBLICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
BASTA POLITICA IN TELEVISIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"
IL GENIO SCHIOCCA ALLORA LE DITA E
PUFF
SANTORO SCOMPARE.
"SALVINI, A LEI IL SECONDO."
"IO VORREI SAPERE DAL SIGNOR GENIO SE LA SUA LAMPADA, E TUTTI I BENI
CONTRAFFATTI CHE QUASI SICURAMENTE CONTIENE, SONO REGOLARMENTE
REGISTRATI ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE, VISTO CHE LO SAPPIAMO CHE QUESTA
GENTE DE "LE MILLE E UNA NOTTE" NON ABBRACCIA PROPRIO LA CULTURA
DELL'ONESTA' E DELLA TRASPARENZA.
MAGARI LEI E' ANCHE UNO DI QUEI TAGLIAGOLE DELL'ISIS COI QUALI NON E' POSSIBILE:
DIALOGAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1!!!!!!"
IL GENIO ALLORA LO AGGUANTA E TRASCINA ALL'INTERNO DELLA LAMPADA DOVE LO
AVVINGHIA IN UNA SETOSA TELA DI SPERMA CORROSIVO, IMMOBILIZZANDOLO, COSI'
POTRA' FOTTERLO E MANGIARSELO DOPO.
"BENE, LUXURIA; SO CHE IO E LEI NON AVREMO PROBLEMI DI COMPRENSIONE Emoticon
wink
TOCCA A LEI."
"IO VORREI TANTO POTER - UN GIORNO - DIVENTARE GENITORE 1."
"OK... UN ATTIMO. MA IL GENITORE 1 QUAL E'?"
"EH... IL GENITORE 1 DAI."
"MA IL GENITORE 1 E' LA MADRE O IL PADR...
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!111!!!!!!!!!!!!!!!!!"
ED ESPLODE.

NAPOLI, STAZIONE CENTRALE.


UNA MANO TRUFFALDINA HA APPENA SOTTRATTO, CON EFFERATA DETERMINAZIONE, IL
PREZIOSO CELLULARE I-PHONE ULTIMO MODELLO DI COLOR ROSA A UNA BAMBINA CHE
- SUBITO ACCORTASI DELL'ASSENZA DELL'ADORATO DISPOSITIVO - LO DICE ALLA
PROPRIA MADRE:
"MAMMA, MANNO ARRUBBATO IL GIELLULARE"
"MARONN' COSHTAVA ASSAI!!!!!!!!!1111 MO' GHIAMIAMO SUBBITO ALLE GUARDIE GHE
CIELO RIPPRENNO"
"BRONDO GIENDRALE DEI GARABBINIERI DI NABOLI GOME POSSO FARE LE VECI DEL
GLORIOSO GORBO DEI GARRABBINIERI E AL GONTEMBO ESSERLE D'AIUDO?"
"GUARDI ANNO - SONO NAPOLETANI, L'ACCA NON E' REALISTICA - ABBENA ARRUBBATO IL
DELEFONINO AIFONN ROSA ALLA MIA ABBANBINA, CIELO RIPORTATE?"
"ODIO GUESTI MODDERNI DIABBOLIKK!!!!!!! INDERVENIAMO BRONDAMENTE GON UNA
VOLANTE ATTREZZATA DI AGIENTI CHE POSSONO GUIDARLA FINO A LI DOVE SIETE VOI
EBBOI GI BENSANO LORI."
"GRAZZIEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!1!!!!!!!!!!! GRAAAAAAAAAAAZZIEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!
11!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"
INSOMMA I CARABINIERI SALVATORE ESPOSITO E PEPPINO AIELLO RICEVONO L'ORDINE
DI INTERVENIRE DAL COMANDO, MONTANO IN MACCHINA, LA TOLGONO DAL
PARCHEGGIO DEI DISABILI, ASPETTANO LA PROSSIMA MACCHINA DEI DISABILI PER
BUCARLE LE GOMME E SCRIVERCI "DAUN" CON LE CHIAVI SULLA CARROZZERIA E POI
PARTONO ALLA VOLTA DELLA STAZIONE RIDENDO E DICENDO "UEIIIII!!!!!!!!!1!!!!".
ARRIVANO ALLA STAZIONE E SI RENDONO CONTO CHE ALLA LORO VISTA UN LOSCO
INDIVIDUO MAGREBINO CERCA DI FUGGIRE; NE INTIMANO L'ALT SEGUENDO IL
PROTOCOLLO STANDARD:
"UEEIIIIIIIII FERMO ALLA' MARROGGHINOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!1!!!!!!!!!!"
MA LUI NON ASCOLTA E - CON PASSO FULMINEO - TENTA DISPERATAMENTE DI SEMINARE
LA PATTUGLIA DI GLORIOSI GENDARMI PARTENOPEI.
ALLORA PARTONO ALL'INSEGUIMENTO:
"UEI CHE FATIGAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!1!!!!!!!!!!!!!!"
"SE NON SI FERMA LO SPARIAMO!!!!!!!!!!!!!1!!!!!!!!!!"
AD UN CERTO PUNTO RAGGIUNGONO UN VICOLO CIECO E IL TEMIBILE MAROCCHINO E'
COSTRETTO A FERMARSI, SPALLE AL MURO.
"SIGNOR MARROGGHINO VEDO GHE SIAMO GGIUNDI ALLA RESA DEI GONDI EI AMIGO
SGANGIA IL MALLOPPO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!111!!!!!!!!"
MA LUI DICE:
"GIAMMAIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!11!!!!!!!!"
E' IN QUESTO FATIDICO ISTANTE CHE SALVATORE SI ACCORGE DEL SINISTRO MIASMA
EMANATO DAI PIEDI DEL FUGGITIVO, ED ESCLAMA:
"ADDENZIOUNEEEE!!!!!1!!!!!!!!!!!! E' UN'ARMA BATTERIOLOGGIGAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!1!!!!!!!"
E PEPPINO URLANDO "FUOGOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!11!!!!!!!!!!!!"
ESTRAE IL PROPRIO RAUDO DALLA FONDINA, LO ACCENDE E SI FA ESPLODERE 3 DITA,
COSI' PUO' ANDARE IN MALATTIA CHE DOMANI IL NAPOLI GIOCA, AA FACCIA RO GAZZO.

IL SINDACO DE MAGISTRIS ENTRO' SOLENNEMENTE NELLA STRUTTURA


SUPERSEGRETA, AFFIANCATO DALLE SUE FEDELI GUARDIE DEL CORPO, E SUBITO SE LA
TROVO' DI FRONTE: L'ARMA DELLO SFACIMM' TOTALE.
IL DOTTOR QUAGLIARIELLA INDICO' LA STRUTTURA MISTERIOSA, I CUI LAMPI
FLUORESCENTI ILLUMINAVANO LA STANZA:
"CHIST E U NUOCCIUOL ATOMICO NUCLEARE ASSIGNOR SINDACO."
"AH SI'? COME O' NUOCCIUOL DELL'OLIVA? CHE TI FACISS' MALE AI DENTI?!?"
"COME O' NUOCCIUOL' DELL'OLIVA ...MA FOSSE ANCORA PIU' LETALE AI DENTI E ALTRE
PORZIONI DOO CUORP."
"QUEST'ARMA POTESSE ESSERE SPARATA?"
"POTESSE ESSERE SPARATA, ASSIGNOR SINDACO, E CAUSASSE DISTRUZIONE ASSAI"
"MOLT' ABBENE, DOTTO' QUAGLIARIELL, CO CHIST'ARMA IL NORD COMINCEREBBE DI
PORTARE RISPETTO ANNOIALTRI. FINISSERO O' BARZELLETT' E TUTTI ACQUEGLI
STEREOTIPI OFFENSIVI ASSAI CA TENESSERO ALLASSU'! QUANDO FOSSE PRONTA ALLO
SPARAGGIO?"
"CHIST NON LO SAPESSIMO ANCORA, STASSIMO ANCORA STUDIANDO O LIBBRETTO
DALL'ISTRUZIONI"
"ANCORA?"
"EH, SI', LA SETTIMANA SCORSA FOSSI IN MALATTIA, ASSIGNOR SINDACO, E POI CHIST E'
RRUOB CINESE, E' COMPLICAT' ASSAI. FOSSERO PARTISCIELLE MINUSCOLE E REAZIONI
A CATENACC, ROBA DI SCIENZA PROPRIO!'"
"AAAAAH AGGIO CAPIT! VOLESSE O FLESSIBILE PER SHPACCAR' O CATENACC'!"
"NONO, ASSIGNOR SINDACO, L'ARRUBAMENTO FOSSE GIA' FATTO, DOBBIAMO SOLO
FARLA FUNZIONA'!"
"VABBUON, DOTTO', CONFIDASSE IN LEI."
"SE VOLESSE SEGUIRMI NELL'AREA RISTORO, ASSIGNOR SINDACO, CI FOSSE CAFFE' E
BBABBA!"

PRIMA DI TUTTO VENNERO A PRENDERE GLI ZINGARI, E FUI CONTENTO, PERCH


RUBACCHIAVANO.
POI VENNERO A PRENDERE GLI EBREI, E STETTI ZITTO, PERCH MI STAVANO ANTIPATICI.
POI VENNERO A PRENDERE GLI OMOSESSUALI, E FUI SOLLEVATO, PERCH MI ERANO
FASTIDIOSI.
POI VENNERO A PRENDERE I COMUNISTI, E IO NON DISSI NIENTE, PERCH NON ERO
COMUNISTA.
UN GIORNO VENNERO A PRENDERE ME, E IO:
"EHI MA IO SONO NORMALE!"
"AH, ODDIO, CI SCUSI! BUONA GIORNATA!

UNA DELLE COSE CHE MI FANNO RIFLETTERE SU QUANTO LA NOSTRA SOCIET SIA
ANCORA PERVASA DAL MASCHILISMO IL MODO IN CUI L'ESPRESSIONE "COME UNA
FEMMINA" VIENE UTILIZZATA CON ACCEZIONE NEGATIVA.
CHI DI NOI NON SI MAI SENTITO DIRE FRASI DEL TIPO:
"GIOCHI A CALCIO COME UNA FEMMINA"
O
"CORRI COME UNA FEMMINA"
O
"SUCCHI IL CAZZO COME UNA FEMMINA"
O ANCORA
"LECCHI I MIEI STRONZI CALDI APPENA USCITI DAL CULO COME UNA FEMMINA"
?
LA PROVA CHE ABBIAMO ANCORA MOLTA STRADA DA FARE

"PAPA', PAPA', GUARDA!", ESCLAMO' IL FIGLIO DI PIERGIORGIO ODIFREDDI, MOSTRANDO


IL SUO NUOVO GIOCATTOLO AL PADRE.
"DI COSA SI TRATTA, PICCOLO LUIGINO?"
"E' UNA SPADA LASER!!!!"
"UNA SPADA LASER?!??"
"SI', PAPA', UNA SPADA LASER!!!! UNA SPADA LASER DEI GIEDI DI STAR UORS!!!! BZZZZ
BZZZZ!!!! IN GUARDIA!!!!"
PIERGIORGIO EMISE UN SOSPIRO: "FIGLIO, PORGIMI IL LUDICO CONGEGNO..."
CON UN PO' DI TITUBANZA, IL PICCOLO LUIGINO CONSEGNO' IL GIOCO NELLE MANI DEL
PADRE.
ODIFREDDI LO OSSERVO' ATTENTAMENTE, LO SOPPESO', E POI SCOSSE SEVERAMENTE
LA TESTA:
"CARO FIGLIUOLO... PICCOLO, TENERO, ORGOGLIOSO FRUTTO DEI MIEI MARONI... VEDO
CHE LA TUA EDUCAZIONE INTELLETTUALE DEVE ANCORA RAGGIUNGERE LA PIENA
MATURITA'... LA MIA PROGENIE NON PUO' ESSERE PREDA DI RELIGIONI FITTIZIE E DI
OSCURE SUPERSTIZIONI: I JEDI NON ESISTONO E, DI CONSEGUENZA, NEPPURE QUESTA
SPADA LASER ESISTE. CON MERO INTENTO PEDAGOGICO, ORA TE LO DIMOSTRERO'..."
"PAPA', NO, TI PREGO..." MORMORO' IL PICCOLO LUIGINO CON GLI OCCHI LUCIDI.
ODIFREDDI SI SBOTTONO' FREMENTE I PANTALONI, ABBASSANDO BRAGHE E MUTANDE,
E RIVOLSE I FREDDI GLUTEI VERSO IL FIGLIO.
"FORZA, LUIGINO, AIUTA IL PAPA' A DIVARICARE BEN BENE LE CHIAPPE... ECCO COSI'... MI
RACCOMANDO SENNO' RIMANGONO IN MEZZO I PELI... ECCO... BRAVO... ORA INSERISCI
L'OGGETTO INESISTENTE ALL'INTERNO DELL'ORIFIZIO ANALE... MMMMH MAGARI
SPUTACI UN PO' SOPRA PRIMA...ECCO COSI'.... ORA VAI DENTRO... GNNNNNN... COSI'...
DENTRO E FUORI... ALLORA FIGLIOLO... STAI MOLTO ATTENTO!!!!! SE QUESTA SPADA
LASER ESISTESSE DAVVERO... MMMHHHH... IO LA SENTIREI, TURGIDA E MASSICCIA,
MENTRE MI MASSAGGIA PREPOTENTEMENTE LA PROSTATA... MMMHHHHH... E INVECE
NON SENTO NIENTE!!!!! NON SENTO ASSOLUTAMENTE NIENTE, PERCHE' NON
ESISTE!!!!!!!! MMMHHHHH..... HA PER CASO UN PULSANTE D'ACCENSIONE CHE LA FA
VIBRARE ED EMETTERE SUONI!??!?"
"SI', PAPA'..." RISPOSE LUIGINO ORMAI IN LACRIME.
"ACCENDI LA FUNZIONE VIBRO!!!"
BZZZZZZZZZZ
"OOOOOOHHHHHH!!!!! VEDI!??!?! MMMMMHHHH, SE FOSSE UNA VERA SPADA LASER
DEGLI JEDI A QUEST'ORA LA SENSUALE VIBRAZIONE ALL'INTERNO DEL RETTO MI
AVREBBE PROVOCATO UNO SQUASSANTE ORGASMO ANALE, E INVECE
AAAAAAAAHHHHHHHH!!!!!! OOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHH!!!!!!!!!! E INVECE NIENTE....
ODDIO SIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!"
ESCLAMO' ODIFREDDI, MENTRE TUTTO IL SUO CORPO ERA SCOSSO DA BRIVIDI DI
PIACERE.
"MOLTO BENE, LUIGINO, ORA PUOI RIMUOVERE L'IMMAGINARIO MARCHINGEGNO DAL
BUCO DEL CULO DEL TUO CARO PAPA'!! SPERO TU ABBIA IMPARATO LA LEZIONE: GLI
JEDI NON ESISTONO PORCODIO, E DOPO LA MORTE NON C'E' NULLA!!!!!!!!!!!!!"
LUIGINO ANNUI' A TESTA BASSA.
"BENE, VAI PURE..."
LUIGINO PRESE LA SPADA LASER ORMAI VIOLATA E LA PORTO' NELLA SUA CAMERA.
QUI, CON LA FACCIA RICOPERTA DI LACRIME, LA RIPOSE SU UNA LUNGHISSIMA
MENSOLA PIENA DI GIOCATTOLI, PROPRIO DI FIANCO AD UN GROSSO TRANSFORMER...
UN TRANSFORMER CHE, AD UNA PIU' ATTENTA ISPEZIONE, APPARIVA
ABBONDANTEMENTE INCROSTATO DI MERDA.

IL CARCERE COME LA FAMIGLIA: ENTRAMBI SI VERIFICANO QUANDO DIMENTICHI LA


SBORRA NEL POSTO SBAGLIATO

STO CERCANDO UNA NUOVA SEGRETARIA.


RICHIESTA CONOSCENZA OPERATIVA DELL'INGLESE, BUONE ABILITA' DI
VIDEOSCRITTURA, MEGLIO SE PRECEDENTI ESPERIENZE D'UFFICIO.
PREFERIBILMENTE INFANZIA DIFFICILE E GENITORI DEFUNTI.
NUMERO SCARPE MINIMO 35, CAPACITA' DI TRATTENERE IL FIATO PER ALMENO 30
SECONDI E LE LACRIME PER ALMENO 12 ORE.
TROIA.
CONTATTARMI IN PVT ALLEGANDO BREVE CV.

ALLAH ALLAH ALLAH,


IL MIO CAZZO ECCOLO QUA,
IL MIO CAZZO E' UNA MOSCHEA,
TI ENTRA DENTRO LA TRACHEA.
ALLAH ALLAH ALLAH,
CAZZO IN CULO MAL FARA',
CAZZO GROSSO SFONDA IL RETTO,
SIA LODATO ANCHE MAOMETTO.
ALLAH ALLAH ALLAH,
NON C'E' DUE SENZA JIHAD,
IL MIO CAZZO E' UNA BISTECCA,
QUANDO E' DUR PUNTA LA MECCA.
ALLAH ALLAH ALLAH.
EHI BELLA VIENI QUA,
VIA IL BURQA E DENTRO IL CAZZO,
STAI TRANQUILLA NON TI AMMAZZO.
ALLAH ALLAH ALLAH,
IL MIO CAZZO E' RARITA',
TE LO SFILO INFIN DALL'ANO,
E POI SBORRO SUL CORANO.

UN INDIANO, UN ARABO, UN CLANDESTINO E UN NAPOLETANO SONO IN GIRO IN PANDA


PER LE COLLINE DELLA BRIANZA, QUANDO A UN CERTO PUNTO FORANO.
LASCIANO LI' LA MACCHINA E TROVANO UN CONTADINO CHE E' DISPOSTO A OSPITARLI
PER LA NOTTE.
IL CONTADINO FA:
"HO 3 POSTI LETTO IN CASA, QUINDI UNO DI VOI DOVRA' DORMIRE NELLA STALLA."
L'INDIANO ALLORA SI OFFRE PER DORMIRE NELLA STALLA.
A L'UNA DI NOTTE SI SENTE BUSSARE.
"TOC TOC! SONO L'INDIANO. NON POSSO DORMIRE NELLA STALLA: CI SONO DELLE
VACCHE CHE PER NOI INDUISTI SONO ANIMALI SACRI, E NON POSSO DISTURBARLI."
QUINDI RUBA UN MARO' E SCAPPA RIDENDO.
A QUEL PUNTO L'ARABO SI OFFRE PER ANDARE A DORMIRE NELLA STALLA.
ALLE DUE DI NOTTE SI SENTE BUSSARE.
"TOC TOC! SONO L'ARABO. NON POSSO DORMIRE NELLA STALLA: CI SONO DEI MAIALI
CHE PER NOI MUSULMANI SONO ANIMALI IMPURI, E NON POSSO DORMIRE VICINO A
LORO."
POI SI FA ESPLODERE.
ALLORA IL NAPOLETANO SI OFFRE PER ANDARE A DORMIRE NELLA STALLA.
ALLE 3 DI NOTTE SI SENTE BUSSARE.
"TOCCHE TOCCHE! UEUE'!!!!!! SON' O NAPULETAN'. NON CI POTESSE STARE A DORMIRE
NELLA STALLA!!! PERCHE' CI STASSE UN UFFICIALE DA GUARDIA DE FINANZ', CHE PER
NOI NAPOLETANI FOSSE UN ANIMALE STRONZO ASSAI!!!!!!"
ALLORA IL CLANDESTINO VA A DORMIRE NELLA STANZA.
ALLE 4 DI NOTTE SI SENTE BUSSARE.
"TOG TOG! NO BOSSO DORMIRE IN SDALLA BERGHE' NO UAIFAI..."
GLI ALTRI GLI CAGANO IN BOCCA E GLI DANNO FUOCO.

CORRE PIU' VELOCE UN N3RGO DIETRO ALLE ANTILOPI OPPURE UN NAPOLETANO


DALLA FINANZA?

EVANGELICHE E BATTISTE,
ATEE, AGNOSTICHE, BUDDISTE,
DONNE D'OGNI CONFESSIONE
HO SFONDATO CON PASSIONE.
LE CATTOLICHE HAN GRAN PERE
E CONCEDONO IL SEDERE,
E LE BELLE PROTESTANTI
DI POMPINI NE FAN TANTI;
POI SI SA, LE MUSULMANE
SONO TUTTE UN PO' PUTTANE:
VOGLIA D'OCA HAN LEGGENDARIA
SE NON SALTANO PER ARIA.
TUTTE QUESTE SON GRAN VACCHE
MA RISULTAN MEZZE TACCHE
RISPETTO A QUELLE TROIE CHE
SON DISCENDENTI DI MOSE':
C'E' UNA PORCA IN OGNI EBREA
CHE VOI NON NE AVETE IDEA,
GHIOTTE, AVIDE, VORACI,
DI OGNI COSA SON CAPACI,
E SI SENTON MOLTO OFFESE
SE IN CUL NON GLI DAI L'ARNESE.
ECCONE UNA APPENA HO VISTO,
GUARDA COME LA CONQUISTO:
"EHI SHALOM BELLA ISRAELITA,
PERCHE' SEI ANCORA VESTITA?
DAI SU VIENI QUI DA ME,
LA MIA SGUELLA E' IL TUO MOSE'.
IL MIO CAZZO E' GROSSO E PIENO,
E, TRANQUILLA, E' A COSTO ZERO.
IL MIO CAZZO TI CONOSCE,
E SPALANCA LE TUE KOSHER,
POI CON IMPETO E CON FOGA
FA IRRUZIONE IN SINAGOGA.
FORZA PICCOLA GIUDEA
L'OCA SUCCHIAMI IN APNEA,
CHE DURA E GONFIA SI FARA'
PER POI SBORRAR SULLA TORAH.

DIEC'ANNI ORSONO PRESSAPPOCO,


ORGANIZZAI, UN PO' PER GIOCO,
UN ELEGANTE INCONTRO PORNO
COL MIO AMICO MIKE BONGIORNO.
PER PLACAR LA NOSTRA FOTTA
CONTATTAMMO UNA MIGNOTTA
CHE IN REALTA' A DIRLA TUTTA
RISULTAVA UN POCO BRUTTA,
MA ERA CELEBRE SCIENZIATA,
PER LA NERCHIA ASSATANATA,
E I BOCCHINI TI ESEGUIVA
A PRESSIONE NEGATIVA.
ASTROFISICA RIBELLE
SOMMELIER DELL'ALTRUI SGUELLE,
LA VORACE MARGHERITA
CI PRESE I CAZZI TRA LE DITA,
FINCHE', FIERI RITTI E DURI,
COME CODE DI CANGURI,
FURON FRONTI ALLA BATTAGLIA,
AD INFILZAR LA GRASSA QUAGLIA.
IO DAVANTI E MIKE DI DIETRO,
COL SUO CAZZO ENORME E TETRO,
PENETRAMMO LA TOSCANA,
CHE GRACIDO' COME UNA RANA,
E SCOPRIMMO QUELLA SERA
ESSER PROPRIO COSA VERA
CHE NEL CULO DELLA HACK
LA TUA MINCHIA FA CIC CIAC.
MA NELL'ATTIMO FUGGENTE
CI SUCCESSE UN INCIDENTE:
MIKE SFONDO' IL PRESERVATIVO
COL SUO CAZZO RADIOATTIVO;
LA SUA SBORRA IN LIBERTA'
PERFORO' LA GRAVITA'
E CI TROVAMMO IN UN BALENO
SU UN PIANETA A NOI ALIENO,
UN PIANETA I CUI ABITANTI
ERAN ORRIDI MUTANTI:
INVECE CHE UN UCCELLO SOLO,
NE POSSEDEVANO UNO STUOLO,
E NEL CULO DELLA HACK
LI INFILARON LESTI, CRAC!

E' INTERESSANTE SOFFERMARSI A CONSIDERARE, NELLA STORIA DELLE INVENZIONI E


DEL PROGRESSO UMANO, IL RUOLO DELLA CONSIDETTA "SERENDIPIT", OVVERO DELLA
SCOPERTA REALIZZATA PER CASO.
UNO DEGLI ESEMPI PIU' AFFASCINANTI RIGUARDA, COME IMMAGINERETE, LA SCOPERTA
DEL POMPINO.
ERA IL DICIOTTESIMO SECOLO AVANTI CRISTO, ED IL SOVRANO BABILONESE
HAMMURABI AVEVA ORGANIZZATO PRESSO LA SUA CORTE UNA CENA A BASE DI ORATA
AL CARTOCCIO.
FRA I CONVITATI VI ERA IL GIULLARE REALE, LA SIMPATICA IENA PIFFAMESH.
LA TRADIZIONE NARRA CHE AD UN CERTO PUNTO RE HAMMURABI CHIESE A PIFFAMESH
DI PASSARGLI IL SALE.
LA IENA, NON SAPENDO BENE COSA FARE, PRESE IN BOCCA L'UCCELLO DEL POTENTE
SOVRANO MESOPOTAMICO.
PIFFAMESH VENNE DECAPITATO E SQUARTATO PER QUESTA MANCANZA DI RISPETTO,
MA LA BIZZARRA PRATICA GLI SOPRAVVISSE, PRENDENDO APPUNTO IL NOME DI
"POMPINO", CHE IN ANTICO ACCADICO SIGNIFICA ORATA".

CHI DI NOI NON SI E' MAI INTERROGATO SULL'ORIGINE DEL TERMINE "STARE DALLA
PARTE DEI BOTTONI"'?
L'ESPRESSIONE, DAL SIGNIFICATO APPARENTEMENTE OSCURO, HA IN REALTA' ORIGINE
IN UN EPISODIO BEN PRECISO, ANCHE SE SPESSO COLPEVOLMENTE IGNORATO DA
GRAN PARTE DELLA STORIOGRAFIA MODERNA.
AL TERMINE DELL'ULTIMA GLACIAZIONE SI VERIFICO', IN EUROPA, UN CONFLITTO
SANGUINOSO E BRUTALE TRA LA RAZZA DEI NAPOLETANI E QUELLA DEI BOTTONI.
ED E' PROPRIO NELL'EVENTO FINALE DI QUESTA CRUENTA GUERRA, LA DECISIVA
BATTAGLIA DI SCAMPIA, CHE POSSIAMO TROVARE LA RISPOSTA AL NOSTRO
INTERROGATIVO.
IN TALE CIRCOSTANZA L'ESERCITO NAPOLETANO SI TROVO' INFATTI AD AFFRONTARE I
BOTTONI IN EVIDENTI CONDIZIONI DI INFERIORITA' TATTICA.
IN PRIMO LUOGO I PARTENOPEI ERANO IN FORTE SVANTAGGIO NUMERICO: SI TRATTAVA
DI UNA DOMENICA DI CAMPIONATO, E MOLTI ERANO IN MALATTIA.
INOLTRE, IL SEPPUR LIEVE VANTAGGIO CAMPANO IN TERMINI DI ARTIGLIERIA ERA DEL
TUTTO ANNULLATO DALLA SUPERIORITA' DI EQUIPAGGIAMENTO DELLA FANTERIA DEI
BOTTONI: I LORO NUOVI FUCILI A RETROCARICA DI FABBRICAZIONE PRUSSIANA
CONSENTIVANO UNA FREQUENZA DI FUOCO CINQUE VOLTE SUPERIORE RISPETTO AI
VECCHI LORENZ, AD AVANCARICA, DELLE TRUPPE NAPOLETANE.
INFINE, LE ARMATE PARTENOPEE ERANO AFFLITTE DA UNA CRONICA CARENZA DI
DISCIPLINA E DI ESPERIENZA, MENTRE L'ESERCITO DEI BOTTONI ERA COMPOSTO IN
GRAN PARTE DA VETERANI, REDUCI DI UNA CAMPAGNA GENOCIDA NEI BALCANI
CONTRO I FILTRI DA TABACCO.
MA IL GENERALE NAPOLETANO, GENNARIELLO QUAGLIARIELLA, DECISE COMUNQUE DI
DARE BATTAGLIA, SULLA BASE DELL'AUDACE CONSIDERAZIONE STRATEGICA CHE
"SFACIMM' UEU".
LO SCONTRO SI RISOLSE OVVIAMENTE IN UNA COMPLETA DISFATTA PER I NAPOLETANI.
LE LORO TRUPPE FURONO SBARAGLIATE, E LA FEROCIA DEI BOTTONI SI SCATENO'
SENZA FRENI SULLA CITTA' INDIFESA: STORIE DI STUPRI E RAZZIE DA PARTE DEI
VINCITORI FURONO TRAMANDATE ATTRAVERSO I SECOLI, ED ALIMENTANO ANCORA
L'ATAVICO ODIO DEI NAPOLETANI NEI CONFRONTI DEI BOTTONI, NONCHE' LA
CONVINZIONE, SECONDO MOLTI, CHE LA GUERRA SAREBBE STATA VINTA FACILMENTE,
SE SOLO FOSSERO STATI "DALLA PARTE DEI BOTTONI.

FACCIAMO UN GIOCO.
INFILATEVI UN DITO IN CULO.
ANNUSATELO.
SCRIVETE LA PRIMA COSA CHE VI VIENE IN MENTE.
COMINCIO IO:
CATECHISMO

AD UNO SCHIOCCO DELLE DITA DI GRILLO, I MEMBRI DEL DIRETTORIO USCIRONO DALLA
STANZA IN PIENA AUTONOMIA DECISIONALE: LA RAGGI ERA RIMASTA DA SOLA COL SUO
LEADER.
BEPPE APPOGGIO' LA MANO SULLA COSCIA DELLA PROCACE AMMINISTRATRICE
PENTASTELLATA: "VIRGINIA, PERCHE' NON VUOI OBBEDIRE? PERCHE'..."
"BEPPE TI PREGO... DEVO DIMOSTRARE DI ESSERE INDIPENDENTE..."
LE TOZZE DITA INDAGATRICI DEL COMICO LIGURE SI SPINSERO OLTRE, PROVOCANDO
BRIVIDI DI INCONFESSABILE PIACERE SULLA PELLE DELLA GIOVANE SINDACA.
"BASTA BEPPE... BASTA..."
GLI OCCHIETTI FURBI DI GRILLO SI ACCESERO DI UNA LUCE FEROCE, QUANDO CAPI' DI
ESSERE VICINO ALL'OBIETTIVO: LE SUE DITA FRUGARONO FRENETICAMENTE NEL
SAPIDO CARPACCIO DELLA SINDACA, E FINALMENTE TROVARONO L'AMBITO TESORO
NASCOSTO.
LA CONCHIGLIA SI APRI' SPONTANEAMENTE, COME UN MAGICO SCRIGNO, AL TOCCO DEL
SUPREMO LEADER, RIVELANDO I RIFLESSI AMBRATI DELLA PREZIOSA PERLA
CAPITOLINA.
"CARA VIRGINIA... SEI TROPPO CASTA PER I MIEI GUSTI..."
E COSI' DICENDO BEPPE SI ALZO' IN PIEDI E ABBASSO' LA LAMPO, ESPONENDO ALLA
VISTA DELLA RAGGI IL PREPOTENTE ARIETE DELL'ANTIPOLITICA.
VIRGINIA SI RESE CONTO CHE NEI MINUTI SUCCESSIVI, CHE LEI LO VOLESSE O MENO,
L'ONESTA' SAREBBE ANDATA DI MODA: SENZA PROFERIRE PAROLA SI PIEGO' NELLA
POSIZIONE DEL CITTADINO VESSATO DALLE POLITICHE DELL'AUSTERITA'.
BEPPE EVOCO' DAL PROFONDO DEI SUOI MARCI POLMONI UN'ABBONDANTE DOSE DI
CATARRO VERDOGNOLO, DEPOSITANDOLO CON UNO SPUTO SULL'ATROCE STORIONE
DELLA MORTE.
ERA PRONTO: PENETRO' DENTRO LE ISTITUZIONI CON LA FORZA DI UN DEMONE
IRACONDO.
E UN GRIDO RISUONO' NELLA CAPITALE.
OGNUNO VALEVA UNO.

CAZZO L'ALTRO GIORNO STAVO FACENDO SESSO IN MACCHINA CON UNA TIZIA CHE
AVEVO CONOSCIUTO LA SERA STESSA, QUANDO A UN CERTO PUNTO UNO DELLA
MUNICIPALE MI BUSSA AL FINESTRINO E FA:
"EHI LEI STA FACENDO SESSO CON UNA SEDIA GIREVOLE: CIO' NON E' PERMESSO."
"MA GUARDI CHE NON E' UNA SEDIA GIREVOLE: E' UN'ATLETA PARALIMPICA!"
"OH, MI SCUSI!"

CREDO CHE LE ATLETE DELLE PARAOLIMPIADI SIANO PIU' FACILI DA CATTURARE

RAGAZZE, HO ELABORATO UN PROGRAMMA DI ANALISI IMMAGINE CHE RIVELA SE VI E'


STATO IMPIANTATO UN CHIP SUPERSEGRETO DEL GOVERNO NELLE TETTE.
SE VI INTERESSA SAPERE SE AVETE IL CHIP MANDATEMI FOTO DELLE TETTE IN PVT.

ALLORA, VISTO CHE NON VI DECIDETE AD INVIARE DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA


DELLE MAMMELLE PER IL PROVVIDO CONTROLLO ANTI-CHIP ADESSO VI SPIEGO COSA
FA IL CONGEGNO SEGRETO.
PRATICAMENTE IL CHIP, GRAZIE A SOFISTICATI SENSORI, RILEVA IL MOMENTO IN CUI
STATE DANDO UN ESAME ALL'UNIVERSITA', E PROPRIO IN QUEL MOMENTO FA PARTIRE
LA CANZONE "TU" DI UMBERTO TOZZI.
PROPRIO COSI'!!!!
DAU-DUBDAU-DUBDAU-DUB-DA-DA-DA-DADAU!!!!
DALLE TETTE!!!!!!!!!
BRAVE MONGOLE CONTINUATE PURE A IGNORARE LA REALTA' DEL PERICOLO CHE
STATE CORRENDO!!!
DAU-DUBDAU!!!!!