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MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE •PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.

CARATTERISTICHE E REQUISITI 1.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG

B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
F. PRO TTURALE
STRU

MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE E.NTROLLO


CO NTALE
AMBIE

F. TERIALI,TECN
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COMP

G.ANISTICA
URB

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F.1. I PERIMET
T
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F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
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F.5. I
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F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

. E
F.1.1 TERISTICH
T
CARA UISITI
➥ E REQ

F1
F.1. PARETI PERIMETRALI VERTICALI

F.1.1. CARATTERISTICHE E REQUISITI 2


• Tipi e strati funzionali 2
• Materiali edilizi 3
F.1.2. MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI NATURALI 5
• Elementi resistenti naturali 5
• Tipologie murarie in elementi resistenti naturali 7
F.1.3. MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI 8
• Elementi resistenti artificiali 8
F.1.4. LATERIZIO 9
• Elementi resistenti artificiali 9
• Tipi e caratteristiche delle murature 11
F.1.5. CALCESTRUZZO 15
• Elementi resistenti artificiali - Tipi e caratteristiche delle murature 15
F.1.6. SISTEMI E PRODOTTI 19
• Elementi resistenti in laterizio e calcestruzzo 19
F.1.7. MALTE 20
• Leganti 20
• Inerti • Classificazione delle malte 22
• Resistenza della muratura in elementi resistenti artificiali 24
• Giunti 25
F.1.8. APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI 26
• Apparecchiature murarie 26
• Collegamenti e rinforzi nelle murature 32
F.1.9. ALLOGGIAMENTO DI IMPIANTI 33
F.1.10. ARCHI E PIATTABANDE 34
• Archi 34
• Piattabanda 36
• Centinature 37
F.1.11. ARCHITRAVI 38
• Architravi di mattoni 38
• Architravi di cemento armato 39
• Architravi di acciaio 39
F.1.12. MURATURA ARMATA 40
• Caratteristiche e tipi • Muratura a intercapedine armata 40
• Muratura ad armatura diffusa 42
• Muratura ad armatura concentrata 43
F.1.13. MURATURE A GETTO 44
• Casseforme e sistemi a proiezione 44
F.1.14. ELEMENTI DI CORRELAZIONE 47
• Correlazione delle murature a elementi con la struttura portante 47
F.1.15. PANNELLI IN CALCESTRUZZO 48
• Pannelli prefabbricati - Caratteristiche e tipi 48
• Attrezzature di giunto 49
• Sistemi di ancoraggio 50
F.1.16. MURATURE TRAFORATE 51
• Apparecchiature murarie traforate 51
F.1.17. FACCIATE LEGGERE 52
• Classificazione 52
• Profili e caratteristiche 53
• Attrezzature di giunto 54
F.1.18. PARETI TRASLUCIDE E TRASPARENTI 55
• Vetrocemento 55
• Profilati a "U" 57
• Vetri organici 58
F.1.19. PARETI IN LEGNO (Ing. Cecilia Vittori) 59
• Pannelli a base di legno 59
• Prodotti derivati dal legno 62
F.1.20. INTONACI (Arch. Stefania Mornati) 64
• Tipi e caratteristiche • Tipi di intonaci 64
• Modalità di esecuzione 65
F.1.21. RIVESTIMENTI LAPIDEI 67
• Marmi e pietre: denominazioni e caratteristiche 67
• Classificazione e caratteristiche 72
• Ancoraggio delle lastre 74
F.1.22. RIVESTIMENTI CERAMICI 77
• Materiali ceramici 77
F.1.23. RIVESTIMENTO A CAPPOTTO 78
F.1.24. RIVESTIMENTO CON FACCIATA VENTILATA 80
F.1.25. ISOLANTI TERMOACUSTICI 82
• Materiali termoisolanti 82
• Ponti termici • Posa in opera dei materiali termoisolanti 83
• Isolamento delle pareti e correzione dei ponti termici 85
• Materiali fonoisolanti 87
F.1.26. SERRAMENTI ESTERNI (Ing. Silvano Stucchi) 88
• Caratteristiche e requisiti 88
• Vetri 92
• Controtelai 97
• Soglie e imbotti 98
• Serramenti esterni in legno 99
• Serramenti in acciaio 105
• Serramenti in lamiera d'acciaio 108
• Serramenti in alluminio 110
• Serramenti esterni in materiali misti 113
• Serramenti in PVC 114
• Dispositivi di oscuramento 115
• Lucernai 118
F.1.27. FACCIATE CONTINUE E STRUTTURALI 121
• Facciate continue 121
• Facciate strutturali 124
• Facciate miste (continue e strutturali) 126
F.1.28. PORTE, PORTONI, SERRANDE 130
• Porte esterne 130
• Serramenti esterni 132

F.2. CHIUSURE ORIZZONTALI (Arch. Stefania Mornati)

F.2.1. CARATTERISTICHE E REQUISITI 137


• Isolamento termico • Materiali impermeabilizzanti 137
F.2.2. FONDAZIONI E INTERRATI 141
• Protezione delle murature di fondazione 141
• Protezione delle chiusure orizzontali di base 143
• Chiusure in grigliati metallici 144
F.2.3. PAVIMENTI (Ing. Silvano Stucchi) 146
• Tipi di pavimenti 146
• Isolamento acustico dei pavimenti 148
F.2.4. CONTROSOFFITTI 150
• Tipi di controsoffitti 150
• Apparecchi di sospensione 152
• Correlazioni 153
F.2.5. COPERTURE CONTINUE (Arch. Stefania Mornati) 154
• Isolamento termico e impermeabilizzazione 154
• Tetto giardino 160
• Ancoraggi perimetrali e di coronamento 161
• Ancoraggi perimetrali, profili di tenuta, scossaline 162
• Impermeabilizzazione di soglie e raccordi con volumi emergenti 163
• Raccolta e smaltimento delle acque meteoriche 164
F.2.6. COPERTURE DISCONTINUE 165
• Coperture discontinue 165
• Isolamento termico e impermeabilizzazione 166
• Manto di copertura 167
• Correlazioni e raccordi 171
• Lastre 173
• Raccolta e smaltimento delle acque meteoriche 182
F.2.7. COPERTURE TRASLUCIDE E TRASPARENTI 185
• Coperture di vetrocemento 185
F.2.8. BALCONI 187
F.2.9. GIUNTI DI DILATAZIONE (Ing. Silvano Stucchi) 188

F.3. PARTIZIONI INTERNE

F.3.1. TRAMEZZI 190


• Tramezzi in laterizio, in blocchi di calcestruzzo, in pannelli di gesso, in legno 190
• Lastre e pannelli 191
• Lastre di gesso su orditura metallica e accessori 193
• Partizioni spostabili 194
F.3.2. SERRAMENTI INTERNI 195
• Porte 195
• Porte antincendio 196
• Rivestimenti antincendio 197
F.4. ELEMENTI DI COMUNICAZIONE VERTICALE

F.4.1. SCALE 198


F.4.2. ASCENSORI E AUSILI MECCANICI 201

F.5. ARREDI

F.5.1. BAGNI 202


• Pareti tecniche 202
• Apparecchi sanitari 203
• Cellule prefabbricate 205
F.5.2. CUCINA 207
F.5.3. ARREDI MOBILI 208
• Tavoli e sedute 208
• Poltrone, divani, letti 211
• Armadi, scaffali, librerie 212

F.6. SISTEMAZIONI ESTERNE

F.6.1. RECINZIONI E PROTEZIONI 213


• Recinzioni e protezioni in muratura 213
• Recinzioni in legno e metallo 214
F.6.2. AREE D'USO E ARREDI 216
• Pavimentazioni 216
• Aree d'uso 218
• Accessori 219
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
1. CARATTERISTICHE E REQUISITI

Il termine chiusura verticale indica gli elementi tecno- 7959 Pareti perimetrali verticali. Analisi dei requisiti. 8369/4 Chiusure verticali. Giunto tra pareti perimetrali
logici atti a delimitare un determinato spazio. 8369/1 Chiusure verticali. Classificazione e terminologia. verticali e infissi esterni. Terminologia e simboli
I componenti della chiusura verticali sono le pareti peri- 8369/2 Pareti perimetrali verticali. Classificazione e per le dimensioni.
metrali verticali e i serramenti esterni verticali, nelle diverse terminologia. 8979 Pareti perimetrali verticali. Analisi degli strati fun-
categorie e con i diversi accessori. Le principali norme 8369/3 Chiusure verticali. Classificazione e terminologia zionali.
UNI di riferimento sono: dei serramenti esterni verticali.

TIPI E STRATI FUNZIONALI

La parete perimetrale verticale è portante quando superficialmente da strati impermeabili al vapore che Lo strato di isolamento termico ha la funzione di portare
svolge la funzione strutturale (in questo caso può essere impediscono la migrazione di quest’ultimo verso l’am- la resistenza termica globale della chiusura ai valori
collocata sia al perimetro dell’edificio che al suo interno); biente esterno, o quando in presenza di rilevante umidità richiesti collaborando al benessere abitativo, alla riduzione
è di tamponamento quando svolge principalmente il com- relativa negli ambienti interni, l’elemento termoisolante dei consumi energetici, all’eliminazione di fenomeni di
pito di chiusura e, impropriamente, non viene ritenuta col- è costituito da un materiale che assorbe l’umidità. condensazione superficiale; in presenza di strati di
laborante ai fini statici. Nella sequenza degli strati dall’esterno all’interno la accumulazione termica contiene i disperdimenti termici.
barriera viene collocata in successione allo strato di Può essere collocato in diverse posizioni: sul lato inter-
La muratura monostrato viene realizzata con uno stes- isolante termico, affinché la sua temperatura sia supe- no o esterno dell’elemento portante o integrato con esso;
so tipo di elemento resistente. L’impiego di blocchi di riore a quella corrispondente al punto di rugiada nella sequenza degli strati dall’esterno all’interno può es-
grandi dimensioni consente la realizzazione di murature dell’aria interna. sere collocato in successione all’elemento di tenuta o
monostrato impiegando un solo blocco a tutto spessore. I materiali costituenti possono essere, ad esempio, i allo strato di ventilazione.
Lo spessore di una muratura monostrato è generalmente materiali bituminosi o sintetici con eventuale lamina me- I materiali utilizzati sono:
compreso tra 12 e 50 cm. tallica associata i fogli a base di polimeri. La resistenza • pannelli o materassini, posati a secco o incollati, co-
Il comportamento termoigrometrico è molto uniforme e alla diffusione del vapore, che può essere parziale o stituiti da materiali in fibra (vetro, minerali, polimeri);
presenta una buona resistenza al fuoco. La muratura totale, è espressa in 10 9 m2 Pa/Kg. • materiali granulari (scisti, perlite, pomici);
monostrato deve essere in grado di garantire da sola, • materiali cellulari (schiume sintetiche, sughero, vetro);
o con una finitura di intonaco o di altro materiale per ri- Lo strato di collegamento è l’insieme di elementi che • materiali compatti (silicato di calcio, calcestruzzo pre-
vestimento, un adeguato isolamento termico e acustico, assicura il collegamento dell’isolamento termico, dello formato, laterizio alveolato, polimeri);
la portanza, la tenuta all’acqua. strato di tenuta, della finitura interna o esterna all’ele- • materiali sciolti, a base di perlite, vermiculite, argille,
mento portante. Si adotta quando vi è rischio di asporta- espanse, posati in sito nelle intercapedini del sistema
La muratura multistrato è principalmente di tipo misto zione di tali strati a causa del vento, della gravità o di parete;
e a doppia parete. Altre soluzioni costruttive delle mura- altre sollecitazioni. A tale scopo sono impiegati chiodi, • materiali schiumati (urea, poliuretano) posati in sito fra
ture multistrato sono le murature cave, a doppia interca- ganci, profilati, zanche, malta, adesivi. strati consecutivi del sistema parete.
pedine, a intercapedine sfalsata, a diaframmi, le pareti
ventilate. Lo strato di diffusione o ugualizzazione del vapore Lo strato o elemento portante ha la funzione di sop-
impedisce la formazione di sovrapressioni interne alla portare i carichi dovuti al peso proprio e agli elementi a
La muratura mista è costituita dall’affiancamento di due parete causate da evaporazione di acqua occlusa. esso vincolati, i sovraccarichi, le sollecitazioni esterne.
strati verticali realizzati ognuno con mattoni o blocchi di Si adotta quando si possono verificare forti afflussi di Molti requisiti funzionali sono spesso integrati nello
diverso tipo collegati tra di loro a intervalli regolari dalle vapore all’interno e quando la parete è costituita da strato portante.
compenetrazioni degli stessi mattoni o da elementi me- strati che presentano un elevato grado di impermeabilità
tallici posti trasversalmente. Uno dei due strati assolve al vapore. Lo strato di tenuta all’aria assicura un’adeguata tenu-
generalmente la funzione portante, mentre l’altro rispon- Nella sequenza degli strati dall’esterno all’interno, ta all’aria e alla pressione del vento.
de a requisiti di isolamento termoacustico. Le murature questo strato si colloca in successione alla barriera al È posizionato internamente allo strato di protezione e
a sacco possono rientrare in questa categoria. vapore o agli strati di tenuta contigui. Viene realizzato finitura esterna e in prossimità di discontinuità
mediante intercapedine d’aria, con fogli a base di pro- strutturali.
La muratura a doppia parete è costituita da due strati con dotti bituminosi rivestiti su una faccia con granuli di dimen- I materiali idonei sono gli intonaci cementizi, le mem-
interposta una camera d’aria, con funzione isolante, di sioni opportune, con strati di intonaco granigliato. brane, le lastre di materiali diversi, i prodotti sigillanti.
3–5 cm di spessore. Oltre tale spessore la funzione iso-
lante della camera d’aria stagna non offre contributi signi- Lo strato di protezione o di finitura costituisce la Lo strato di tenuta all’acqua è sempre presente e
ficativi. Per aumentare il potere coibente del “sistema superficie esterna della parete, ne garantisce uniformità assicura la richiesta impermeabilità alla chiusura.
parete”, la camera d’aria può essere totalmente o par- di aspetto e protegge gli strati sottostanti dall’aggres- Deve resistere alle sollecitazioni provenienti dall’ester-
zialmente riempita con materiale isolante; quest’ultimo sione degli agenti esterni. no e dall’uso.
deve essere adeguatamente protetto da infiltrazioni di La funzione di finitura può essere svolta dallo stesso È collocato all’interno dello strato di finitura esterna o
acqua o fenomeni di condensa interstiziale che lo dan- elemento resistente, detto in questo caso faccia a vista, esternamente alla parete.
neggiano, compromettendone le prestazioni. Il materia- o da idonei materiali da rivestimento. I materiali impiegati sono gli intonaci cementizi e ade-
le isolante deve essere impermeabile all’acqua e per- guati materiali da rivestimento.
meabile al vapore; quando quest’ultima caratteristica Lo strato di rivestimento interno costituisce la su-
non è garantita, l’isolante viene protetto dalla barriera al perficie interna della parete e ne soddisfa le esigenze di Lo strato di ventilazione contribuisce al controllo delle
vapore. Il comportamento termoigrometrico e acustico aspetto e tattili. caratteristiche igrotermiche della parete mediante ricam-
della parete varia al variare dei singoli spessori e dei La scelta dei materiali da rivestimento dipende da esi- bi d’aria naturali o forzati.
materiali utilizzati. genze estetiche, funzionali, di manutenzione. Sempre collocato esternamente allo strato termoiso-
La discontinuità trasversale della muratura e la presenza lante e al di sotto dello strato di tenuta all’acqua, contri-
delle cavità negli elementi resistenti costituiscono un con- Lo strato di regolarizzazione viene adottato per elimi- buisce nella stagione invernale allo smaltimento verso
tributo all’isolamento termico. nare le asperità dello strato sottostante al fine di evitare l’esterno del vapore proveniente dagli ambienti e, attra-
tensioni meccaniche tra strati contigui o migliorarne verso i moti convettivi, riduce, nella stagione estiva, gli
I requisiti che la parete perimetrale deve soddisfare oltre l’adesione. Se realizzato da materiali in fogli è collocato effetti dell’irraggiamento solare sulla parte.
quelli relativi alla stabilità poiché è comunque soggetta generalmente prima della barriera al vapore o Viene realizzato con struttura portante secondaria in le-
alle sollecitazioni esterne e al peso proprio, riguardano dell’elemento di tenuta all’acqua o all’aria. gno o metallo, tale da creare una camera d’aria collegata
le esigenze di sicurezza, di benessere igrotermico, di Altri materiali impiegati sono gli intonaci con granulo- con l’esterno, e pannelli in laterizio, metallo o altro ma-
resistenza termica, di purezza dell’aria, di isolamento metria fine, i composti a base di gesso, strutture secon- teriale da rivestimento.
acustico, di aspetto, tattili, di durabilità, di disponibilità a darie metalliche o di legno.
sostenere carichi appesi, di economia, di energia, di Lo strato di protezione al fuoco assicura alla parete o
sicurezza durante la messa in opera. Lo strato di ripartizione dei carichi o di irrigidimento ha a elementi strutturali in essa inseriti gli adeguati valori di
I singoli strati che costituiscono la parete, sia di tipo multi- la funzione di sopportare e trasmettere le tensioni resistenza al fuoco richiesti.
strato che monostrato, di seguito descritti (UNI 8979), concentrate quando sono presenti strati che non assi- Localizzato laddove necessario, può essere realizzato
devono rispondere, singolarmente o integrando le fun- curano adeguata resistenza. Può essere adottato a con lastre di cartongesso, intonaci premiscelati rinforzati
zioni, alle prestazioni richieste. protezione dello strato di isolamento termico, collocandosi e applicati su rete di supporto, altri materiali ignifughi.
sulla sua faccia interna o esterna, o può essere posizionato
Lo strato di barriera al vapore ha resistenza molto al di sotto dello strato di finitura interna o esterna. I materiali Lo strato di accumulazione termica porta ai valori ri-
elevata alla diffusione del vapore; la sua presenza evita impiegati sono, ad esempio, gli intonaci cementizi armati, chiesti l’inerzia termica della parete. Normalmente questa
l’accumulo di vapore all’interno del sistema parete. gli intonaci premiscelati con rete di armatura, le strutture funzione è integrata nei materiali costituenti la parete
Si adotta quando l’elemento termoisolante è protetto secondarie di legno o metallo, le lastre rigide. (calcestruzzo, laterizi, materiali lapidei).

F2 Scomposizione, postulata dal gruppo neoplastico olandese sin dal 1917, o decostruttivismo esaltato dal MOMA
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE •PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
CARATTERISTICHE E REQUISITI 1.

MATERIALI EDILIZI A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
TAB. F.1.1./1 MATERIALI EDILIZI – ELEMENTI CHIMICI – DATI TECNICI PROG

MATERIALI EDILIZI MATERIALI EDILIZI PESO DI SOSTANZE IN MUCCHIO


B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
Elemento Simbolo Peso atomico Elemento Simbolo Peso atomico N/mc kg/mc NISM
ORGA
Afnio Hf 178,6 Mercurio Hg 2000,6 Arenarie calcari leggeri 22563 2300
Alluminio Al 26,97 Molibdeno Mo 95,95
Argilla asciutta 3240 1800 C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF
Antimonio Sb 121,76 Neo Ne 20,18
Argilla bagnata 19620 2000
Argento Ag 107,88 Neodimio Nd 144,3

Argo Ar 39,94 Nichel Ni 58,69 Calcare duro 26487 2700 D.GETTAZIONE


PRO TTURALE
Arsenico As 74,91 Niobio Nb 92,91 Calcare compatto 25506 2600 STRU

Azoto N 14,008 Olmio Ho 163,5 Calce grassa


Oro Au 197,2 (cotta e polverulenta)
4905 500
E.NTROLLO
Bario Ba 137,36 CO NTALE
Osmio Os 190,2
Calcestruzzo con calcare 19620 2000 AMBIE
Berillio Be 9,02
Ossigeno O 16,000 Calcestruzzo con granito 21582 2200
Bismuto Bl 209,0
F. TERIALI,TECN
ICHE
Boro B 10,82 Palladio Pd 106,7 Calcestruzzo con rottami 17658 1800 MA ONENTI,
di mattoni COMP
Piombo Pb 207,2
Bromo Br 79,92 13734 1400
Cemento (sciolto)
195,2
G.ANISTICA
Platino Pt
Cadmio Cd 112,41
Conifere (in ciocchi) 3237 330
Calcio Ca 40,08
Potassio K 39,096 URB
Praseodimio Pr 140,9 Fosforiti 11772–12753 1200–1300
Carbonio C 12,01
Radio Ra 226,0
Cerio Ce 140,1 Ghiaia asciutta 14715 1500
Rado Rn 222,0
Cesio Cs 132,9 RALI
Ghiaia bagnata 16677 1700 F.1. I PERIMET
63,57 T
Cloro Cl 35,457
Rame Cu PARE ALI
Graniti 26487 2700 VERTIC
Renio Re 186,3
Cobalto Co 58,94
Rodio Rh 102,9 Legno di abete bianco 3335 340
Cripto Kr 83,7 (in ciocchi) F.2. URE
Rubidio Rb 85,48 CHIUS ONTALI
Legno di abete rosso Z
Cromo Cr 52,01 3139 320 ORIZ
(in ciocchi)
Rutenio Ru 101,7
Disprosio Dy 162,5 Legno di faggio (in ciocchi) 3924 400
Samario Sm 150,4 F.3. IONI
IZ
Elio He 4,003 PART E
N
Scandio Sc 45,10 Legno di quercia (in ciocchi) 4120 420 INTER
Erbio Er 167,2
Selenio Se 78,96 Malta (calce e sabbia) 16677–17653 1700–1800
Europio Eu 152,0 F.4. NTI DI E
Silicio Si 28,06 ELEME NICAZION
Ferro Fe 55,84 Marmi compatti 27469 2800 COMU ALE
Sodio Na 22,997 VERTIC
Fluoro F 19,00 Mattoni ordinari 17653 1800
Solfo S 32,06
Fosforo P 31,02
Neve (caduta di fresco) 785–1864 80–190 F.5. I
Stagno Sn 118,7 D
ARRE
Gadolinio Gd 156,9
Stronzio Sr 87,63 1962–7688 200–800
Neve (umida e acquosa)
Gallio Ga 69,72
Tallio Tl 204,4 F.6. AZIONI
M
Quarzo siliceo 26487 2700 SISTE E
N
Germanio Ge 72,60
Tantalio Ta 180,9 ESTER
Idrogeno H 1,0081 Rocce disgregabili 19620 2000
Tellurio Te 127,6
Indio In 114,8 159,2 Sabbia, creta, calcare 15696 1600
Terbio Tb
(asciutti)
Iodio I 126,92 47,90 Sabbia, creta, calcare
Titanio Ti 20601 2100
Iridio Ir 193,1 (bagnati)
Torio Th 232,1
Terra silicea leggera 14715 1500
Itterbio Yb 173,0 Tulio Tm 169,4
Ittrio Y 88,92 Uranio U 238,1 Terra ghiaiosa asciutta 15696 1600

Lantanio La 138,9 Vanadio V 50,95 Terra ghiaiosa umida 17658 1800


Litio Li 6,94 Volframio W 183,9
Terra argillosa secca 19620 2000
Lutezio Lu 175,0 Xeno Xe 131,3
Terra argillosa umida 22563 2300
Magnesio Mg 24,32 Zinco Zn 65,38
. E
Manganese Mn 54,93 91,22 Terra mista a ciottoli 17658–21582 1800–2200 F.1.1 TERISTICH
Zirconio Zr T
CARA UISITI
E REQ

di New York nel 1988. Cambiando le formule, si arricchiscono i contenuti, ma l’obiettivo resta lo stesso. Urge F3
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
1. CARATTERISTICHE E REQUISITI

➦ MATERIALI EDILIZI

TAB. F.1.1./2 MATERIALI EDILIZI – PESI DELL’UNITÀ DI VOLUME O DELL’UNITÀ DI SUPERFICIE

MATERIALE N/mq kg/mq N/mc kg/mc MATERIALE N/mq kg/mq N/mc kg/mc

MATERIALI LAPIDEI Muratura listata in blocchi lapidei 20593 2100


e malta
Pomice 7845 800
Muratura in blocchi forati di calcestruzzo 11767 1200
Tufi vulcanici e calcarei 12748 1300
LEGANTI – MALTE – INTONACI
Calcari teneri, travertini e arenarie 19612 2000
Gesso 7845 800
Calcari compatti, graniti, sieniti e porfidi 27457 2800
Calce idrata 4903 500
Basalti e serpentini 31379 3200
Calce idraulica 8825 900
LEGNAMI
Cemento 9806 1000
• Conifere:
Sabbia 12748 1300
Abete rosso 4315 440
Malta di calce 17651 1800
Cipresso 6080 620
Malta di cemento 20590 2100
Larice 6178 630 18631 1900
Malta bastarda di calce o cemento
Pino silvestre 5589 570 11767 1200
Malta di gesso
Douglas 5197 530 294 30
Intonaco (spessore 1,5 cm)
Hemlock 4413 450 ISOLANTI
Pitch pine 6080 620 Argilla espansa (diametro 8–16 mm) 32356 330
• Latifoglie: Lana di vetro 490 50
Acero 6864 700 Sughero 1275 130
Castagno 5687 580 Poliuretano espanso 314 32
Faggio 7354 750 Fibra di cellulosa 274 28
Noce 7060 720 Fibra di poliestere 294 30
Olivo 9316 950 MANTI COPERTURA
Olmo 6080 620 Manto impermeabilizzante di asfalto 294 30
(spessore 2 cm)
Rovere 7452 760
Manto impermeabilizzante prefabbricato 98 10
Iroko 6472 660 in feltro (spessore 1 cm)
Mogano d’Africa 5982 610 Tegole maritate, coppi ed embrici in cotto 588 60

Palissandro d’Asia 9316 950 Tegole maritate in cemento 471 48

Teck 6374 650 Sottotegole di tavelloni forati 343 35


(spessore 3–4 cm)
METALLI
Lamiere in acciaio ondulate 118 12
Acciaio 78448 8000 o nervate (indicativo)

29418 3000 Lamiere in alluminio ondulate 49 5


Alluminio
o nervate (indicativo)
Bronzo 87273 8900 Lastre traslucide in policarbonato 98 10
Ghisa 73545 7500 ondulate o nervate (indicativo)
Lastre ondulate 196 20
Ottone 86292,8 8800
in fibrocemento (indicativo)
Piombo 109827,2 11200 PAVIMENTI
Rame 87665,64 8940 Gomma, linoleum (spessore 2,5 mm) 98 10
CALCESTRUZZI Legno (spessore 1,5 cm) 245 25
Calcestruzzo ordinario 23534 2400 Laterizio, ceramica, gres o graniglia 392 40
(spessore 2 cm)
Calcestruzzo armato, ordinario 24515 2500
o precompresso Marmo (spessore 3 cm) 784 80
Calcestruzzo di aggregati leggeri 11767 1200 VETRI
non strutturale
Cristallo normale 3 mm 73 7,5
Calcestruzzo di aggregati leggeri 17651 1800
strutturale Cristallo normale 4 mm 98 10
MURATURE Cristallo normale 5 mm 122 12,5
Muratura in blocchi laterizi pieni 17651 1800 Cristallo normale 6 mm 147 15
Muratura in blocchi laterizi semipieni 14709 1500 Cristallo normale 8 mm 196 20
Muratura in blocchi laterizi forati 10787 1100 Cristallo normale 10 mm 245 25
Muratura in blocchi lapidei e malta 21573 2200 Cristallo stratificato 11–12 mm 264 27

F4 rompere, sfasciare la scatola edilizia tridimensionale di matrice rinascimentale, che comprime i vuoti anziché
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI NATURALI 2.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
Il DM 20 novembre 1987 fissa i criteri tecnico costruttivi per la progettazione, esecu- 2 febbraio 1974 n.64 e il DM 24 gennaio 1986 e successive modifiche e integrazioni. PROG
zione e collaudo degli edifici realizzati in muratura con funzioni statiche, costituita da Gli elementi che costituiscono la muratura possono essere:
elementi resistenti collegati da malta.
Non rientrano nel decreto le murature di tamponamento le tramezzature leggere, i muri
• elementi resistenti naturali;
• elementi resistenti artificiali. B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
realizzati con getto di calcestruzzo. Le murature, inoltre, possono essere realizzate con pannelli prefabbricati o eseguiti a NISM
Per le murature armate e gli edifici in zona sismica si applicano le norme della legge piè d’opera, o con getto di calcestruzzo. ORGA

ELEMENTI RESISTENTI NATURALI C.RCIZIO E


ESE ESSIONAL
Gli elementi resistenti naturali sono i materiali lapidei ricavati in genere per abbattimento Per essere impiegate in edilizia le pietre devono avere i requisiti di resistenza stabiliti, PROF
di rocce (UNI 8458 – Prodotti lapidei. Terminologia e classificazione). sia allo stato asciutto che bagnato, devono essere resistenti al gelo.

D.GETTAZIONE
In ordine all’accertamento dei valori della resistenza a compressione del materiale, le A questi requisiti fisici e meccanici, deducibili da prove di laboratorio, se ne aggiun-
cave di estrazione hanno l’obbligo di un controllo annuale. gono altri riscontrabili a vista, come l’assenza di sostanze solubili o residui organici,
I criteri di accettazione, la resistenza, le modalità di controllo dei prodotti lapidei sono l’assenza di parti alterate o facilmente removibili, la non friabilità o sfaldabilità la buona PRO TTURALE
determinati dalla normativa vigente (UNI 9724/1–8, 9275, 9276, 10330, SS UNI adesività alle malte. STRU
U32.07.248.0).
TAB. F.1.2./1 ROCCE ERUTTIVE INTRUSIVE (provenienti da un lento raffreddamento del magma in profondità)
E.NTROLLO
CO NTALE
COMPOSIZIONE STRUTTURA LAVORABILITÀ COLORAZIONE IMPIEGHI AMBIE
GRANITI quarzo, feldspati, miche granulare cristallina piuttosto dura, lucidabile varia, in funzione lastre per rivestimento

F. TERIALI,
dei componenti secondari
ICHE
TECN
SIENITI feldspati ricchi di sodio granulare cristallina facilmente lucidabile scuro, a volte rossastro lastre per rivestimento MA ONENTI,
e ferro, miche, anfiboli, COMP
pirosseni, biotite
DIORITI plagioclasio, miche granulare cristallina facilmente lucidabile verde, nero lastre per rivestimento,
frantumato per costruzione G.ANISTICA
di strade URB
GABBRI plagioclasio, pirosseni granulare cristallina facilmente lucidabile grigio, nero lastre per rivestimento,
anfiboli, olivina pavimenti

TAB. F.1.2./2 ROCCE ERUTTIVE EFFUSIVE (provenienti dal raffreddamento del magma affiorante in superficie)
RALI
COMPOSIZIONE STRUTTURA LAVORABILITÀ COLORAZIONE IMPIEGHI F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
PORFIDO fenocristalli di quarzo granulare resistente all’usura bruno, rossiccio pavimentazioni stradali VERTIC
DI QUARZO feldspati, miche cripto–cristallina lucidabile pietrisco inerte, pavimenti,
rivestimenti
F.2. URE
BASALTO feldspati, miche granulare duro, resistente all’usura bruno, nerastro lastre per pavimentazioni CHIUS ONTALI
Z
cripto–cristallina stradali, rivestimenti ORIZ
TRACHITE feldspati, femici granulare porosa, bassa resistenza grigio, verde, rossiccio blocchi, basi monumentali
cripto–cristallina a compressione facilmente per murature
F.3. IONI
IZ
segabile PART E
N
INTER
TAB. F.1.2./3 ROCCE ERUTTIVE PIROCLASTICHE (provenienti dal brusco raffreddamento del magma affiorato in superficie in seguito a eruzioni vulcaniche)

COMPOSIZIONE STRUTTURA IMPIEGHI F.4. NTI DI E


ELEME NICAZION
POZZOLANA quarzo, ossidi di alluminio, ossidi di ferro granulare, friabile preparazione di malte COMU ALE
VERTIC
POMICE ossidi di silicio, ossidi di alluminio amorfa, porosa inerte per calcestruzzi leggeri, isolanti termici
TUFO VULCANICO ossidi di silicio, ossidi di alluminio massa amorfa, porosa blocchi per murature
F.5. I
D
ARRE
TAB. F.1.2./4 ROCCE SEDIMENTARIE DI ORIGINE CHIMICA (provenienti dalla precipitazione di acque sature)

COMPOSIZIONE STRUTTURA IMPIEGHI F.6. AZIONI


M
SISTE E
N
GESSO solfato di calcio biidrato, anidrite compatta, macrocristallina lastre per rivestimento di interni, preparazione ESTER
di stucchi
TRAVERTINO calcite precipitata da carbonato di calcio vacuolare, compatta, tenera blocchi per murature, lastre per rivestimento

TAB. F.1.2./5 ROCCE SEDIMENTARIE ORGANOGENE (provenienti dalla trasformazione chimica di depositi organici)

COMPOSIZIONE STRUTTURA COLORAZIONE IMPIEGHI


CALCARE carbonato di calcio compatta, omogenea, bianco giallastro, grigio preparazione di leganti, lastre per
macrocristallina rivestimento
DOLOMITE carbonati di calcio e magnesio compatta giallo, bruno lastre per rivestimento

TAB. F.1.2./6 ROCCE CLASTICHE SCIOLTE (provenienti da altre rocce disgregate)


. E
DIMENSIONE ELEMENTI (mm) IMPIEGHI F.1.1 TERISTICH
T
CARA UISITI
CIOTTOLI E GHIAIA 2–20 inerte per calcestruzzi E REQ
SABBIA 0,02–0,2 preparazione malte .
F.1.2TURE IN ENTI
ARGILLA 0,002–0,02 elemento base per preparazione di impasti ceramici MURANTI RESIST
ELEME ALI
R
NATU

liberarli in un dialogo assiduo dentro-fuori. Quella neoplastica è una poetica di piani, lastre, setti bidimensionali F5
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
2. MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI NATURALI

➦ ELEMENTI RESISTENTI NATURALI

TAB. F.1.2./7 ROCCE CLASTICHE COMPATTE

DIMENSIONE CARATTERISTICHE
PROVENIENZA STRUTTURA IMPIEGHI
ELEMENTI (mm) GEOMETRICHE
BRECCE diagenesi delle ghiaie a spigoli vivi compatta blocchi per murature,
2–20
conglomerati

lastre per rivestimenti


PUDDINGHE diagenesi delle ghiaie arrotondati grana fine compatta, blocchi per murature,
lucidabile lastre per rivestimenti
ARENARIE diagenesi delle sabbie 0,02–0,2 porosa, friabile pietra da taglio

TAB. F.1.2./8 ROCCE METAMORFICHE (provenienti dalla trasformazione di rocce eruttive e sedimentarie)

COMPOSIZIONE PROVENIENZA LAVORABILITÀ IMPIEGHI


MARMI carbonato di calcio metamorfosi termica dei calcari lucidabile lastre per rivestimenti
FIILLADI ossidi di silicio metamorfosi di argille o arenarie sfaldabile secondo piani paralleli
(struttura scistosa) lastre per rivestimenti

TAB. F.1.2./9 PROPRIETÀ FISICHE DELLE PIETRE NATURALI

COEFFICIENTE
PESO SPECIFICO POROSITÀ TOTALE POROSITÀ APPARENTE COEFFICIENTE
DI DILATAZIONE
(g/cm3) (% del volume) (% del volume) DI IMBIBIZIONE
(cm°C x 10–6)
Eruttive intrusive
GRANITO SIENITE 2,60–2,80 0,4–1,5 0,4–1,4 0,2–0,5 8
DIORITE GABBRO 2,80–3,00 0,5–1,6 0,5–1,6 0,2–0,4 8
Eruttive effusive
PORFIDO DI QUARZO 2,55–2,80 0,4–1,8 0,4–1,5 5
BASALTO 2,95–3,00 0,2–0,9 0,3–0,7 5
Eruttive piroclastiche
POMICE 0,5–1,10 30–70 25–60 30–70 9
TUFO 1,10–1,75 25–60 25–50 25–50 9
Sedimentarie
CALCARE TENERO 1,70–2,60 0,5–30 0,5–30 1–25 4
CALCARE COMPATTO 2,65–2,85 0,4–2 0,5–1,8 2–4 3
DOLOMITE 2,30–2,85 0,4–2 0,5–1,8 2–4 3
TRAVERTINO 2,40–2,50 5–12 4–10 2–5 4
Metamorfiche
GNEISS 2,65–3,00 0,4–2 0,3–1,8 0,1–0,6 5
SCISTI (LAVAGNA) 2,70–2,80 1,6–2,5 1,4–1,8 0,5–0,6 5
MARMO 2,70–2,80 0,5–3,0 0,5–3,0 0–1 3
QUARZITI 2,60–2,65 0,4–2,0 0,4–2,0 0,2–0,6 5

TAB. F.1.2./10 PROPRIETÀ MECCANICHE DELLE PIETRE NATURALI

RESISTENZA A ROTTURA RESISTENZA A ROTTURA MODULO RESISTENZA ALL’USURA


resistenza all’urto
PER COMPRESSIONE PER FLESSIONE DI ELASTICITÀ (vol. materiale asportato per attrito,
(cm kg/cm2)
(kg/cm2) (kg/cm2) (kg/mm2) ponendo quello del granito = 1)
Eruttive intrusive
GRANITO SIENITE 1.600–2.400 100–200 5.000–6.000 110–120 1
DIORITE, GABBRO 1.700–3.000 100–220 8.000–1.000 130–180 1–1,5
Eruttive effusive
PORFIDO DI QUARZO 1.800–3.000 150–200 5.000–7.000 130–240 1–1,5
BASALTO 2.500–4.000 150–250 9.000–12.000 160–300 1–2
Eruttive piroclastiche
TUFO 50–200 – 1.000–3.000 – –
Sedimentarie
CALCARE TENERO 200–900 50–1.100 3.000–6.000 70–110 4–9
CALCARE COMPATTO 800–1.800 60–150 4.000–7.000 70–110 4–8
TRAVERTINO 200–600 40–100 2.500–5.000 60–100 7–12
Metamorfiche
GNEISS 1.600–2.800 – 5.000–7.000 1–2 5
SCISTI (LAVAGNA) 300–1.000 – 2.000–6.000 4–8 5
MARMO 1.000–1.800 60–150 4.000–7.000 4–8 3
QUARZITI 1.500–3.000 – 5.000–7.000 1,5 5

F6 librati nello spazio. Quella decostruttivista è più emancipata; nel caso di Frank O. Gehry si sottrae a qualsiasi
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI NATURALI 2.

TIPOLOGIE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI NATURALI A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
MURATURA IN TERRA CRUDA PROG
Una rara applicazione di materiali naturali per la realiz-
zazione di muratura, peraltro non consentita dalla vigente
le resine sintetiche; ovvero, nella tradizione, l’uso di
caseina, di oli vegetali (cocco, lino, cotone).
acquista compattezza. L’altezza del corso è determinata
dalla casseratura utilizzata. La cassaforma, interamente B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
legislazione e limitata quindi a sporadici e particolari L’aggiunta alla terra cruda di paglia conferisce al recuperabile, è composta di tavole rese solidali per NISM
esempi, riguarda l’impiego della terra cruda. prodotto una sorta di armatura continua e diffusa che ne mezzo di una intelaiatura spostabile. Le tavole possono ORGA
La possibilità di usare direttamente la terra nella realiz- migliora le caratteristiche meccaniche. Questa tecnica essere alte 50–90 cm e lunghe 100–200 cm.

C.RCIZIO
zazione di una muratura dipende dalla qualità della terra si accoppia spesso alla realizzazione di telai lignei por- L’adobe prevede la formatura di blocchi elementari, da
disponibile. La terra deve essere stabilizzata. Le tecni- tanti autonomi, in un procedimento costruttivo ove la mettere in opera successivamente ricorrendo alle
E
che di stabilizzazione fanno capo a: terra cruda è utilizzata come semplice tamponamento. tecniche murarie tradizionali. Il blocco viene preparato ESE ESSIONAL
• correzione della densità: compattazione del prodotto I sistemi costruttivi che utilizzano la terra cruda fanno in casseforme e asciugato al sole. L’uso di presse ma- PROF
naturale a mano o con ausili meccanici; capo a due procedimenti base: il pisé e l’adobe. nuali trasportabili (10 kg/cmq) consente di produrre

D.GETTAZIONE
• correzione della granulometria: miscelazione del pro- Il pisé, o terra battuta, si realizza battendo, corso dopo 1200 blocchi al giorno.
dotto naturale con elementi che ne migliorino la con- corso, la terra appositamente preparata in una cassa- Nella costruzione in terra cruda l’orizzontamento è affi-
tinuità granulometrica; forma mobile fatta di tavole di legno. La battitura avvie- dato alla volta o al solaio ligneo. La terra cruda va ben PRO TTURALE
• correzione della qualità fisico-chimica: aggiunta all’im- ne con un pestello, che può avere forme diverse. protetta dall’azione degli agenti atmosferici; il rivestimen- STRU
pasto di prodotti come il cemento, la calce, il bitume, La terra costipata, privata dell’aria e dell’acqua, si lega e to è oggetto di accurata manutenzione.

MURATURA DI PIETRA E.NTROLLO


CO NTALE
Gli elementi in pietra sono legati tra loro tramite malta. devono contenere sensibili quantità di sostanze solubili o Il decreto distingue le murature in elementi resistenti AMBIE
Secondo il DM 20 novembre 1987 le pietre devono residui organici; devono presentare buona adesività alle naturali in: muratura di pietra non squadrata, muratura
essere resistenti al gelo, non friabili o sfaldabili, monde di malte e i requisiti minimi di resistenza devono essere listata, muratura di pietra squadrata. I muri a secco,
cappellaccio e di parti alterate o facilmente removibili; non determinati secondo le modalità indicate dal decreto. senza impiego di malta, non sono previsti dalla norma. F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP
MURATURA DI PIETRA NON SQUADRATA MURATURA LISTATA MURATURA DI PIETRA SQUADRATA

Composta da pietrame di Costituita come la pre- Composta con pietre di


cava grossolanamente la- cedente ma intercalata geometria pressoché paral- G.ANISTICA
vorato e posto in opera in da fasce di conglomera- lelepipeda poste in opera a URB
strati pressoché regolari. to semplice o armato, o strati regolari.
Lo spessore minimo deve da ricorsi orizzontali Lo spessore minimo deve
essere 50 cm. costituiti da almeno due essere 24 cm.
filari in laterizio pieno,
posti a interasse non su-
periore a 1,6 m ed este- RALI
si a tutta la lunghezza e F.1. I PERIMET
T
S ≥ 50 cm a tutto lo spessore del PARE ALI
Ammorsamento tra il pilastri- VERTIC
muro. Lo spessore mini- S ≥ 40 cm S ≥ 24 cm
no in laterizio e la muratura in mo deve essere 40 cm. I ricorsi di mattoni realizzano super-
pietrame
F.2. URE
fici piane e legano la muratura
RESISTENZA DELLA MURATURA CHIUS ONTALI
Z
ORIZ
Le proprietà fondamentali di una muratura sono la resi- TAB. F.1.2./11 VALORE DELLA fk PER MURATURE IN PIETRA NATURALE SQUADRATA
stenza caratteristica a compressione fk e al taglio fvk.
F.3. IONI
Il valore fk è dato dalla resistenza fbk del singolo elemen- IZ
Resistenza
TIPO DI MALTA PART E
N
to componente e dalla resistenza della malta (cfr. Malte). caratteristica a INTER
Il dimensionamento semplificato delle murature in ele- compressione fbk
menti resistenti naturali, cioè con l’omissione dell’analisi dell’elemento M1 M2 M3 M4
strutturale e delle verifiche di sicurezza, è possibile previo F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
accertamento delle caratteristiche meccaniche dei singoli N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2
elementi secondo le modalità specificate dalla norma. 1,5 15 1,0 10 1,0 10 1,0 10 1,0 10 COMU ALE
A tale proposito non sono ammessi tufi con resistenza VERTIC
a compressione del singolo elemento fbk < 20 kg/cm2 e 3,0 30 2,2 22 2,2 22 2,2 22 2,0 20
per gli altri materiali si considera convenzionalmente
fbk = 0,75 fbm , essendo fbm la media aritmetica della re-
5,0 50 3,5 35 3,4 34 3,3 33 3,0 30 F.5. I
D
sistenza degli elementi che compongono il provino 7,5 ARRE
75 5,0 50 4,5 45 4,1 41 3,5 35
espressa in N/mm2 o kg/cm2.
Il valore della resistenza caratteristica a compressione 10,0 100 6,2 62 5,3 53 4,7 47 4,1 41
F.6. AZIONI
della muratura può essere dedotto dalla resistenza ca- M
15,0 150 8,2 82 6,7 67 6,0 60 5,1 51 SISTE E
ratteristica a compressione degli elementi fbk e dalla clas- N
ESTER
se di appartenenza della malta a condizione che i giunti 20,0 200 9,7 97 8,0 80 7,0 70 6,1 61
orizzontali e verticali riempiti di malta abbiano spessore
compreso tra 5 mm e 15 mm e siano presenti entrambi. 30,0 300 12,0 120 10,0 100 8,6 86 7,2 72
Analogamente e per le stesse condizioni, la resistenza > 40,0 > 400 14,3 143 12,0 120 10,4 104 – –
caratteristica al taglio della muratura si determina speri-
mentalmente su campioni di muri secondo le modalità
stabilite dalla legge, ovvero è dedotta dalla formula
fvk = fvko = 0,4 σ n , dove fvko è la resistenza caratteri-
stica al taglio in assenza di carichi verticali e σn è la ten- TAB. F.1.2./12 VALORE DI fvko PER MURATURE IN PIETRA NATURALE SQUADRATA
sione normale media dovuta ai carichi verticali agenti
nella sezione di verifica. I valori di fvko possono essere Resistenza
dedotti dalla resistenza caratteristica a compressione degli caratteristica a fvko
TIPO DI MALTA
elementi fbk e dalla classe di appartenenza della malta. compressione fbk
Le norme svizzere prescrivono per le murature in pietra dell’elemento
da taglio l’impiego di malta di cemento o malta bastarda
di cemento e calce idraulica. N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2
Nell’esecuzione della muratura è comunque necessa- fbk ≤ 3 fbk ≤ 30 M1 M2 M3 M4 0,1 1
rio evitare i nidi di malta (cioè la concentrazione di ec-
cessive quantità di malta), curare le ammorsature tra i .
fbk > 3 fbk > 30 M1
M2 M3
0,2 2 F.1.2TURE IN ENTI
muri e la corretta esecuzione di cordoli e incatenamenti. M4 0,1 1 MURANTI RESIST
(cfr. sez. D.) ELEME ALI
R
NATU

legge, regola, principio, invariante. Ogni architetto, per diventare creativo, deve sottoporsi alla giocosa fatica di F7
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
2./3. MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI NATURALI

➦ TIPOLOGIE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI NATURALI

APPARECCHIATURE MURARIE E INCATENAMENTI

In relazione alla disposizione dei conci la muratura in FIG. F.1.2./1 TIPI DI APPARECCHIATURE MURARIE
elementi resistenti naturali è definita:

• isodoma quando i blocchi parallelepipedi sono


uguali e disposti in filari regolari sovrapposti a giunti
sfalsati;

• pseudoisodoma quando i blocchi hanno dimen-


sioni differenti e i filari risultano di altezze disuguali;
i conci si assestano su linee spezzate ma sempre
su piani orizzontali;

• diatona quando i blocchi occupano l’intero spes-


sore del muro;

• pseudodiatona quando un filare è costituito da conci


diatoni e il successivo da blocchi affiancati nel senso
della lunghezza. FIG. F.1.2./2 STAFFE DI COLLEGAMENTO TRA I BLOCCHI LAPIDEI

I collegamenti tra i blocchi possono essere realizzati


con perni di unione o staffe in metallo (bronzo o mate-
riali autoprotetti non soggetti a ossidazione).
Questi collegamenti vengono ubicati in appositi allog-
giamenti scavati nella pietra. Una colata di piombo fuso
blocca la staffa alla pietra

MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI


ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

Gli elementi resistenti artificiali possono essere realizzati in: laterizio normale, F = area complessiva dei fori passanti e non passanti;
laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale, calcestruzzo alleggerito. A = area lorda della faccia forata delimitata dal suo perimetro.
Gli elementi sono definiti di tipo comune se destinati a essere rivestiti. Quelli da
paramento sono lasciati faccia a vista. La superficie in vista può essere diversamente φ ≤ 15%
Elementi pieni f ≤ 9 cm2 S ≥ 12 cm
trattata e presentarsi rigata, graffiata, splittata, sabbiata.
Elementi semipieni* 15% < φ ≤ 45% f ≤ 12 cm2 S ≥ 20 cm
CARATTERISTICHE GEOMETRICHE DEGLI ELEMENTI Elementi forati** 45 < φ ≤ 55% f ≤15 cm2 S ≥ 25 cm

Gli elementi con percentuale di foratura


FIG. F.1.3./1 – SPESSORI MINIMI
f > 55% non sono utilizzabili per murature * Per la norma UNI 8942 sono denominati elementi “semipieni di tipo A”.
portanti; per murature di tamponamento, >= 8 mm ** Per la norma UNI 8942 sono denominati elementi “semipieni di tipo B” cui si ag-
controparete o tramezzature il valore di f giungono i forati con f > 55 %. S = minimo spessore consentito.
può arrivare sino al 70%. Nella percentua- >= 10 mm
le di foratura sono compresi i fori di presa, Gli elementi in laterizio sono principalmente prodotti per estrusione o pressati; per
posti per agevolare da un punto di vista ripristini o restauri possono essere ancora formati a mano. Hanno generalmente
ergonomico la presa dell’elemento. Se la >= 10 mm forma parallelepipeda e sono messi in opera per ricorsi orizzontali regolari e di spes-
faccia dell’elemento ha superficie compresa sore costante.
tra 300 e 580 cm2, è consentito un solo foro La dimensione degli elementi varia notevolmente, in ordine all’impiego e alle tradi-
di presa di 35 cm2; se la superficie è supe- >= 8 mm zioni locali. La presenza di fori, passanti o profondi non passanti, o camere d’aria mi-
riore a 580 cm2, i fori possono essere due. gliora le caratteristiche isolanti dell’elemento resistente e della muratura nel suo
In ordine alla posizione dei fori nell’elemen- AREA MAX FORO DI PRESA: insieme. Maggiore è il numero di zone d’aria attraversate dal flusso termico migliore
to, la legge prescrive distanze minime dai ELEMENTI
ELEM ENTI PIENI <= 9 cmq è la capacità coibente del materiale; i setti interni devono essere quindi sfalsati nella
bordi e tra i fori stessi; di particolare impor- ELEMENTI
ELEM ENTI SEMIPIENI <= 12 cmq direzione del flusso termico.
tanza per le tipologie faccia a vista è il ri- ELEMENTI
ELEM ENTI FORATI <= 15 cmq Nel caso di faccia a vista, caratteristiche fondamentali sono la non gelività, l’assenza
spetto della distanza tra l’ultima serie di fori di inclusioni calcaree, la regolarità delle superfici, l’uniformità cromatica, le tolleranze
e il bordo esterno del mattone, che deve essere di 15 mm, per gli elementi lisci, e di 13 dimensionali (dell’ordine dell’1%), l’attitudine all’efflorescenza di grado leggero
mm, per quelli rigati, al netto della rigatura, in modo tale da evitare eventuali infiltrazioni (verificabile dal fatto che in presenza di un’eventuale patina non uniforme sia
di acqua meteorica all’interno del muro, possibili invece con spessori più ridotti. comunque visibile il laterizio sottostante). L’impermeabilità non deve compromettere
la permeabilità al vapore.
TIPOLOGIE DEGLI ELEMENTI
BLOCCHI E PEZZI SPECIALI
L’UNI definisce il formato del mattone pieno in 5,5 x 12 x 25 cm e del doppio UNI
in 12 x 12 x 25 cm. Distingue inoltre tra mattone e blocco, intendendo con il primo I blocchi non sempre presentano dimensioni coordinate; la produzione attuale
termine gli elementi con volume < di 5500 cm3 e con il secondo quelli con volume ≥ a prevede l’impiego di blocchi a sistema a configurazione specifica, completi di pezzi
5500 cm3. speciali per la realizzazione di punti singolari della costruzione (angoli, mazzette,
Se l’elemento è destinato a essere messo in opera con i fori in direzione normale al architravi); i blocchi sono inoltre predisposti per l’eventuale spaccatura, in modo da
piano di posa si definisce a foratura verticale, se in direzione parallela, si definisce a facilitare l’aggregazione. La maggiore resa, in termini di operabilità, nella costruzione
foratura orizzontale. Gli elementi con alta percentuale di foratura sono generalmente della muratura si ha con blocchi di circa 15–20 dm3 equivalenti a un formato di 30 x
a fori orizzontali. 25 x 25 cm, oltre il quale la resa diminuisce. Un contributo alla capacità di isolamento
La presenza dei fori influisce sul comportamento statico della muratura; gli elementi termico deriva dalla presenza di dentature di incastro atte a eliminare il ponte termico
sono pertanto distinti (DM 20 novembre 1987) in relazione alla percentuale di foratura costituto dalla malta nei giunti verticali e dalla possibilità di ridurre la larghezza dei letti
φ = 100 F/A e all’area media f della sezione normale di un foro, essendo: di malta nei giunti orizzontali.

F8 frantumare il proprio edificio riassemblandone le parti in modo da non riformare mai la scatola.
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MURATURE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI 3./4.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.3./2 BLOCCHI E PEZZI SPECIALI

FASCE PER B.STAZIONI DILEGIZLII


PRE I ED
PEZZO SPECIALE D’ANGOLO
D ANGOLO LA MALTA NISM
ORGA
CAMERE D’ARIA
D ARIA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

ELEMENTI A FORI ORIZZONTALI SETTI


ELEMENTI A FORI VERTICALI
E.NTROLLO
CO NTALE
S
L AMBIE

S
L
H PEZZO SPECIALE PER ARCHITRAVE F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP
H

G.ANISTICA
12 x 25 x 19/24 cm 14,5 x 30 x 19/24 cm 25 x 30 x 19/24 cm H = 12-20 cm H = 20-30 cm URB
S = 12-25 cm S = 20-30 cm
L = 25-30 cm L = 30-50 cm

RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ
BLOCCO PEZZO SPECIALE PEZZO SPECIALE PER
A INCASTRO D’ANGOLO
ANGOLO LA CONFORMAZIONE
20 x 25 x 30 cm 20 x 30 x 50 cm DI MAZZETTE F.3. IONI
IZ
24 x 24 x 30 cm PART E
N
INTER

FASCE DI MALTA F.4. NTI DI E


ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC

F.5. I
D
ARRE

F.6. AZIONI
LATERIZIO M
SISTE E
N
ESTER

ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

Il laterizio è un materiale poroso che si ottiene dalla cottura dell’argilla a circa 800°C. inserendo nell’impasto argilloso polistirolo, segatura, sansa di olive, materiali che
L’argilla è una roccia sedimentaria sciolta di origine meccanica, con struttura fisica non lasciano traccia di incombusti nel prodotto finito e non ne modificano il
e chimica eterogenea. È composta da quantità variabili di silice, allumina, acqua, comportamento al fuoco. L’elemento presenta in questo caso degli alveoli vuoti non
.
ferro, materiali alcalini o alcalino-ferrosi. Le impurità sono costituite dalla presenza comunicanti tra loro, di diametro non superiore a 2,5 mm. F.1.2TURE IN ENTI
di quarzo, gesso, salgemma, pirite, feldspati, mica ecc. Le cavità, oltre ad alleggerire l’elemento resistente, riducono la conduttività del MURANTI RESIST
Dopo la frantumazione delle zolle, la depurazione da elementi estranei e la materiale, migliorando le caratteristiche termoisolanti, senza compromettere, in ELEME ALI
R
bagnatura dell’impasto, il processo di produzione prevede: la formatura, che può proporzione, la resistenza meccanica. Una recente teconlogia costruttiva prevede la NATU
avvenire per estrusione, per pressatura o a mano; l’essiccazione, attraverso cui rettificazione dei blocchi. La rettifica è un’operazione meccanica d’elevata 3 .
F.1. TURE IN ENTI
viene sottratta acqua all’impasto; la cottura. Cuocendo argille quarzose naturali fino precisione, a seguito della quale le facce forate dei blocchi risultano perfettamente MURANTI RESIST
alla vetrificazione si ottiene il grès. piane e parallele, garantendo quindi una perfetta ortogonalità rispetto alle facce ELEME IALI
IC
La colorazione del prodotto finale dipende dal tipo di argilla o miscela di argille laterali. Ciò consente l’impiego del collante cementizio in luogo della malta, in ARTIF
utilizzata; in particolare il rapporto tra gli ossidi di calcio e di ferro determina la particolare nei letti orizzontali. Si ottiene così un risparmio dei tempi di messi in
variazione cromatica, che va dal giallo al rosso vivo; mattoni di colore rosso vivo si opera e dei costi, e la riduzione dello spessore dei giunti orizzontali, con un
.
ottengono con materiali molto ricchi di ferro. Il laterizio alleggerito si ottiene migliorameno dell’isolamento termico della muratura. F.1.4IZIO
LATER

F9
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
4. LATERIZIO

➦ ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

La maggior parte della produzione attuale di laterizi utilizza un codice in cifre attraverso il quale si identifica il tipo di mattone o blocco, FIG. F.1.4./1 NOMENCLATURA DEL MATTONE UNI
la posizione di giacitura in opera, la tecnologia di produzione: E FRAZIONAMENTO

MP = mattone pieno MF o BF = mattone o blocco forato 31 = estruso con massa alveolata


MPR = mattone pieno da rivestimento MFR o BFR mattone o blocco forato per 41 = pressato in pasta UNI 12 x 25 x 5,5 cm DOPPIO UNI 12 x 25 x 12 cm
MS(A) o BS(B) = mattone o blocco rivestimento 51 = pressato in polvere
semipieno (di tipo A o di tipo B) 11 = mattone o blocco a fori verticali 11 = formato a mano PIATTO,
MSR o BSR mattone o blocco semipieno 00 = mattone o blocco a fori orizzontali R = rettificato dopo il ciclo di produzione FACCIA DI LETTO
per rivestimento 21 = estruso con massa normale C = calibrato

Ad esempio, il blocco 45 UNI BSB 11-31 è un blocco di tipo B (in particolare con φ del 45%) con fori verticali, estruso e con massa alveolata.

LISTA,
TAB. F.1.4./1 DIMENSIONE DEI MATTONI PIENI (Φ ≤ 15%) IN ALCUNE REGIONI E CITTÀ ITALIANE FASCIA, TESTA
COSTA
Piemonte 6 x 12 x 24 Arezzo 6 x 12 x 24 Imperia 6 x 13 x 26 Potenza 6 x 13 x 26
5,5 x 11,5 x 24 6 x 12 x 26 6 x 13 x 28 Ragusa 6 x 12 x 26
Lombardia 6 x 11 x 23 Ascoli Piceno 6 x 13 x 26 Latina 5,5 x 12 x 24
Ravenna 5,5 x 12 x 25
6 x 10,5 x 22,5 5,5 x 13 x 26 5,5 x 14 x 28
Lecce 5,8 x 13 x 26
Veneto 6 x 12,5 x 26 Avellino 6 x 13 x 26 Reggio 6 x 13 x 26
Livorno 6 x 13 x 26
Trentino 6 x 13 x 26 5,5 x 13 x 24 Calabria 6 x 14 x 30
Bari 6 x 13 x 24 MEZZO LUNGO
Friuli V.G. 5,5 x 12 x 25
Bergamo 6 x 12 x 24 Mantova 6 x 13 x 26 Reggio Emilia 6 x 13 x 27
Liguria 6 x 12 x 24 6 x 13 x 26 5,5 x 12 x 25 Roma 3,2 x 14 x 28
Emilia 5,5 x 12 x 28 6 x 11 x 23 6 x 12 x 24 5,5 x 14 x 28
Romagna 6 x 13 x 26 6,5 x 13 x 26 4 x 13,5 x 27
Bologna 5,5 x 12 x 25
5,8 x 14 x 26
5,8 x 14 x 28,5 Matera 6 x 13 x 26 Salerno 6 x 13 x 26
Toscana 5,5 x 12 x 25 Messina 6 x 13 x 26 Sassari 6 x 12 x 24
Brescia 5,5 x 12 x 25
6 x 13 x 26 5 x 12 x 25 MEZZO
6 x 13 x 26 Savona 6 x 12 x 24
Marche 6 x 13 x 26 6 x 14 x 30 1/4
Brindisi 6 x 12 x 24 Siena 6 x 13 x 26 1/4
Umbria 6 x 13 x 26 Milano 6 x 11 x 23 5,5 x 14 x 28 3/4
Cagliari 6 x 12 x 24 3/4
5,5 x 13 x 26 Napoli 6 x 13 x 26 5,5 x 10 x 27
Catania 6 x 13 x 26
Lazio 5 x 14 x 28 5 x 12 x 25 Teramo 6 x 13 x 24
Nuoro 5 x 12 x 25
5,5 x 12,5 x 25,5 6 x 14 x 30 6 x 12 x 25 Torino 6 x 12 x 25
Abruzzo 6 x 13 x 26 Catanzaro 6 x 13 x 26 Padova 6 x 12,5 x 26 Trento 5,5 x 12 x 25 TRE QUARTI
6 x 13 x 27 6 x 14 x 30 6 x 12 x 24
Palermo 6 x 13 x 26 5,5 x 12 x 25 3/4
Campania Como 5,5 x 12 x 25 5 x 12 x 25 6 x 12 x 25 3/4
Puglia 1/4
6 x 12 x 24 6 x 14 x 30
Basilicata 6 x 13 x 26 1/4
6 x 11 x 23 Trieste 5 x 12,5 x 26
Calabria 5,5 x 12,8 x 26 Pavia 6 x 12 x 24 6 x 12,5 x 26
Cosenza 6 x 12 x 24
Sicilia 6 x 13 x 26 Perugia 6 x 13 x 26
Udine 5,5 x 12 x 25
5 x 12 x 26 Cremona 5,5 x 12 x 25 Pesaro 6 x 13 x 26 6 x 12 x 25
6 x 11 x 23 BERNARDINO O QUARTINO
Sardegna 4 x 12 x 24 Pescara 6 x 13 x 26 Venezia 6 x 12,5 x 26
Alessandria 5,5 x 12 x 25 Firenze 5 x 12 x 26
Piacenza 5,5 x 12 x 25 Verona 6 x 12 x 25
6 x 12 x 24 Foggia 6 x 13 x 28
Pisa 5,5 x 12 x 25 Viterbo 6 x 13 x 26
Ancona 6 x 13 x 26 Genova 5,5 x 12 x 24 6 x 13 x 24 6 x 14 x 28 COMPORTAMENTO AL FUOCO
L’Aquila 6 x 13 x 26 Grosseto 6 x 14 x 28 5 x 12 x 26 4,5 x 13 x 26
Il comportamento al fuoco, viene valutato secondo due
categorie:
• la reazione al fuoco, intesa come grado di partecipa-
FIG. F.1.4./2 GIACITURA DEL MATTONE UNI zione di un materiale combustibile al fuoco al quale
è sottoposto;
• la resistenza al fuoco (REI), cioè l’attitudine di un
materiale da costruzione, componente o struttura, a
conservare secondo un programma termico stabilito
e per un periodo determinato la stabilità (R), la
tenuta (E), l’isolamento termico (I).
La classe è espressa dalla sigla REI seguita da un
numero che indica i minuti primi in cui tali caratteri-
stiche sono conservate. Si hanno così pareti di classe
DI PIATTO VERTICALE DI COLTELLO DI COSTA IN CHIAVE O DI TESTA
REI 60, REI 90, REI 180.

In linea generale tutte le pareti divisorie di locali a


rischio di incendio devono essere realizzate con mate-
riali REI 90 o 180. L’argilla, in merito al comportamento
al fuoco, risponde ai requisiti richiesti dal decreto del
Ministero degli Interni del 14 gennaio 1985; non presen-
tando contributo all’incendio, ha classe di reazione al
fuoco 0.
Lo spessore della parete è un parametro che condizio-
DI PIATTO ORIZZONTALE A SPINA O IN DIAGONALE DI FASCIA na il comportamento al fuoco. I blocchi di laterizio di
spessore 25 cm rientrano generalmente nella classe
REI 180, la massima prevista in Italia.

F 10
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
LATERIZIO 4.

TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
TAB. F.1.4./2 TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE (dalla UNI 10355)

CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA

SUPERFICIE (kg/mq)

SUPERFICIE (kg/mq)
MASSA VOLUMICA

MASSA VOLUMICA
GIUNTI VERTICALI

GIUNTI VERTICALI
FORATURA (tipo)

FORATURA (tipo)
SPESSORE (mm)

SPESSORE (mm)
SCHEMA SCHEMA

FORATURA (%)

FORATURA (%)
C.RCIZIO
DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA

RESISTENZA
E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA E
ESE ESSIONAL

MASSA DI

MASSA DI
TERMICA

TERMICA
PROF
(kg/mc)

(kg/mc)
D.GETTAZIONE
MATTONE PIENO MATTONE SEMIPIENO PRO TTURALE
STRU

120
20
140
E.NTROLLO
250 CO NTALE
280 CM AMBIE
1800 0 – 140 0,18 252 CM
GC 1800 21 V 120 0,19 181
GC
F. TERIALI,TECN
ICHE
50 MA ONENTI,
COMP
60

G.ANISTICA
1800 0 –
CM
280 0,36 504 URB
GC CM
1800 21 V 250 0,37 379
GC
60 50

RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
CM VERTIC
1800 0 – 425 0,54 765
GC
60 120
20
F.2. URE
250 CHIUS ONTALI
Z
ORIZ
CM
1800 41 V 120 0,24 140
GC
F.3. IONI
IZ
PART E
120
20 N
120
20 INTER

250
1800 0 –
CM
120 0,15 216 F.4. NTI DI E
GC ELEME NICAZION
COMU ALE
1800 41 V
CM
250 0,47 297 VERTIC
120
20 GC
50
F.5. I
D
ARRE

CM
1800 0 – 250 0,32 450 F.6. AZIONI
GC M
SISTE E
N
ESTER
50 140
40

280
CM
1800 30 V 140 0,24 192
GC
CM
1800 0 – 375 0,47 675
GC
50 60

CM
LEGENDA – V= fori verticali; O= fori orizzontali; P= fori passanti; PP= fori 1800 30 V 280 0,46 385
GC
parzialmente passanti; NP= fori non passanti; CM= giunti verticali con malta;
60
SM= giunti verticali senza malta; GC= giunti orizzontali continui; GI= giunti
orizzontali interrotti per un terzo.
La massa volumica è riferita al materiale che costituisce l’elemento; la massa
superficiale è valutata escludendo gli intonaci e comprendendo la malta dei .
F.1.4IZIO
giunti di s= 12 mm; la resistenza termica unitaria è riferita alla Tm di 20°C. LATER

F 11
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
4. LATERIZIO

➦ TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE

➦ TAB. F.1.4./2 TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE (dalla UNI 10355)

CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA

SUPERFICIE (kg/mq)
SUPERFICIE (kg/mq)

MASSA VOLUMICA
MASSA VOLUMICA

GIUNTI VERTICALI
GIUNTI VERTICALI

FORATURA (tipo)
FORATURA (tipo)

SPESSORE (mm)
SPESSORE (mm)
SCHEMA SCHEMA

FORATURA (%)
FORATURA (%)
DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA
RESISTENZA
E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA

MASSA DI
MASSA DI

TERMICA
TERMICA

(kg/mc)
(kg/mc)
BLOCCO SEMIPIENO ➦ BLOCCO SEMIPIENO

165
65

350 450

CM CM
1400 41 V 350 1,05 306 1800 66 V 370 1,06 248
250 GI 300 GI

250

150
200

250
300

CM
CM 1800 60 O 200 0,61 153
1400 44 V 200 0,47 164 250
GI
GI
250

190
90
245
400

300
CM
1800 61 O 250 0,77 187
SM 165
65 GI
1400 44 V 300 0,85 232
250
GI

BLOCCO FORATO

250
250

300
250
CM CM
1400 45 V 300 0,89 241 1800 65 O 300 0,86 206
GI GI
250 250

F 12
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
LATERIZIO 4.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE PROG
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA
B.STAZIONI DILEGIZLII

SUPERFICIE (kg/mq)

SUPERFICIE (kg/mq)
MASSA VOLUMICA

MASSA VOLUMICA
PRE I ED

GIUNTI VERTICALI

GIUNTI VERTICALI
NISM

FORATURA (tipo)

FORATURA (tipo)
SPESSORE (mm)

SPESSORE (mm)
SCHEMA SCHEMA ORGA

FORATURA (%)

FORATURA (%)
DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA

RESISTENZA
E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA
C.RCIZIO

MASSA DI

MASSA DI
TERMICA

TERMICA
(kg/mc)

(kg/mc)
E
ESE ESSIONAL
PROF

➦ BLOCCO FORATO ➦ BLOCCO FORATO


D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU
250 250

E.NTROLLO
370 CO NTALE
300 AMBIE
CM CM
1400 54 V 300 0,94 208 1400 41 V 350 1,05 306
250 GI 250 GI
F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
URB

200 200 250

RALI
250 250 F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC
CM CM
1800 60 V 200 0,60 153 1400 44 V 200 0,47 164
GI GI
F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

250
F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER

F.4. NTI DI E
250 250
250 ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC
250 250

CM SM F.5. I
D
1800 61 V
GI
250 0,77 187 1400 44 V
GI
300 0,85 232 ARRE
250

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

250 250
300

300
250
CM CM
1800 65 V 300 0,86 206 1400 45 V 300 0,89 241
GI GI
250

.
F.1.4IZIO
LATER

F 13
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
4. LATERIZIO

➦ TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE

➦ TAB. F.1.4./2 TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE (dalla UNI 10355)

CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA

SUPERFICIE (kg/mq)

SUPERFICIE (kg/mq)
MASSA VOLUMICA

MASSA VOLUMICA
GIUNTI VERTICALI

GIUNTI VERTICALI
FORATURA (tipo)

FORATURA (tipo)
SPESSORE (mm)

SPESSORE (mm)
SCHEMA SCHEMA

FORATURA (%)

FORATURA (%)
DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA

RESISTENZA
E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA

MASSA DI

MASSA DI
TERMICA

TERMICA
(kg/mc)

(kg/mc)
➦ BLOCCO FORATO ➦ MATTONE FORATO

250 250 150


50

250
370
250
CM CM
1800 66 O 370 1,07 248 1800 60 O 150 0,45 114
GI GI

MATTONE FORATO TAVELLONI

250 250

1200
200
80
250 40
CM CM
1800 63 O 80 0,20 62 1800 56 O 40 0,11 34
GC GC

250 250

1200
200
100
00
250 60
CM CM
1800 62 O 100 0,27 78 1800 67 O 60 0,13 40
GC GC

250 250

120
20
CM
1800 66 O 120 0,31 86
GC

F 14
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
CALCESTRUZZO 5.

ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI – TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Il calcestruzzo è una miscela di tre componenti fondamentali: il cemento, che costitui- sono idonei all’impiego in zona sismica. La gamma geometrica e dimensionale e le
sce il legante, l’acqua, che idrata il cemento conferendo all’impasto caratteristiche di modalità di messa in opera sono analoghe ai laterizi; per gli elementi faccia a vista la

B.STAZIONI DILEGIZLII
lavorabilità e plasticità, gli inerti o aggregati che, per il calcestruzzo ordinario, sono di gamma cromatica è particolarmente varia.
origine naturale (sabbia, ghiaia o pietrisco) e costituiscono lo scheletro dell’impasto. Il buon comportamento al fuoco (cfr. pag. F10) del calcestruzzo lo rende adatto alla
PRE I ED
La normativa di riferimento per il calcestruzzo, gli aggregati e i prodotti di calcestruzzo realizzazione di murature tagliafuoco. La resistenza al fuoco dei blocchi può raggiun- NISM
è inserita nel raggruppamento UNI 91.100.30. gere, per spessori di 25 cm, la classe REI 240. I blocchi in calcestruzzo sono definiti ORGA
Gli inerti, di granulometria opportunamente assortita, devono essere bene avvolti dalla pesanti se la densità del materiale è dell’ordine di 2000 kg/mc e sono impiegati soprat-
pasta di cemento e ben distribuiti. L’impiego di additivi (agenti acceleranti, ritardanti, tutto ove occorre un’elevata resistenza meccanica; sono alleggeriti quando la densità
fluidificanti plastificanti, aeranti, impermeabilizzanti) migliora la lavorabilità dell’impasto è compresa tra 450 e 1400 kg/mc; densità di 800–1000 kg/mc risultano ottimali e C.RCIZIO E
e le prestazioni del prodotto indurito, la cui resistenza dipende dal rapporto acqua/ce- presentano buone caratteristiche isolanti. ESE ESSIONAL
mento, dalla qualità e dalle caratteristiche meccaniche e geometriche degli inerti, dalla Il calcestruzzo alleggerito (UNI 7548) impiega come inerti il polistirolo l’argilla espansa, PROF
modalità di mescolamento, messa in opera e compattazione. Analogamente ai laterizi, la pomice, il gesso, trucioli o cascami di legno, le fibre vegetali, il magnesio, l’alluminio.
Il calcestruzzo cellulare gassificato è un materiale molto leggero, 450 kg/mc, facil-
D.GETTAZIONE
gli elementi resistenti in calcestruzzo sono divisi in base alla percentuale di foratura;
ma a differenza dei primi, la distanza minima tra un foro e il perimetro esterno, al netto mente lavorabile; è ottenuto con impasto di sabbia e carbonato di calcio miscelato in
dell’eventuale rigatura, e tra due fori non potrà essere < 18 mm. acqua con polvere di alluminio; la polvere sviluppa gas espandendo il volume della PRO TTURALE
Gli elementi sono prodotti per vibrocompressione o stampaggio e i fori risultano leg- miscela iniziale. Per l’assemblaggio dei blocchi in calcestruzzo cellulare gassificato si STRU
germente svasati per facilitare l’uscita dallo stampo. I blocchi, più diffusi dei mattoni, impiega malta collante con giunti di spessore di circa 1 mm.

E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE
TAB. F.1.5./1 ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI IN CALCESTRUZZO ALLEGGERITO CON AGGREGATI DI ARGILLA ESPANSA (dalla UNI 10355)

CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE F. TERIALI,TECN


ICHE
MA ONENTI,
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA COMP

SUPERFICIE (kg/mq)
SUPERFICIE (kg/mq)

MASSA VOLUMICA
MASSA VOLUMICA

GIUNTI VERTICALI
GIUNTI VERTICALI

FORATURA (tipo)
FORATURA (tipo)

SPESSORE (mm)
SPESSORE (mm)

G.ANISTICA
SCHEMA SCHEMA

FORATURA (%)
FORATURA (%)

DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA
RESISTENZA

E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA URB

MASSA DI
MASSA DI

TERMICA
TERMICA

(kg/mc)
(kg/mc)

BLOCCHI PIENI ➦ BLOCCHI PIENI RALI


F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
45 75 VERTIC
488
495
F.2. URE
CM CHIUS ONTALI
Z
650 – – 45 0,18 14 ORIZ
195
95 GC CM
650 – – 75 0,28 58
GC
195
95 F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER

88 F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
488 COMU ALE
VERTIC
117
CM
650 – – 88 0,34 14 495
195
95 GC F.5. I
D
ARRE

CM
650 – –
GC
117 0,44 13 F.6. AZIONI
M
195
95 SISTE E
N
ESTER
138
38

488

CM
650 – – 138 0,54 102
195
95 GC
195
95

500

SM
650 8 P 195 0,76 123
GI
LEGENDA – V= fori verticali; O= fori orizzontali; P= fori passanti; PP= fori 195
95 .
parzialmente passanti; NP= fori non passanti; CM= giunti verticali con malta; F.1.4IZIO
SM= giunti verticali senza malta; GC= giunti orizzontali continui; GI= giunti LATER
orizzontali interrotti per un terzo.
La massa volumica è riferita al materiale che costituisce l’elemento; la massa
superficiale è valutata escludendo gli intonaci e comprendendo la malta dei .
giunti di s= 12 mm; la resistenza termica unitaria è riferita alla Tm di 20°C. F.1.5STRUZZO
E
CALC

F 15
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
5. CALCESTRUZZO

➦ ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI – TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE

➦ TAB. F.1.5./1 ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI IN CALCESTRUZZO ALLEGGERITO CON AGGREGATI DI ARGILLA ESPANSA (dalla UNI 10355)

CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA

SUPERFICIE (kg/mq)

SUPERFICIE (kg/mq)
MASSA VOLUMICA

MASSA VOLUMICA
GIUNTI VERTICALI

GIUNTI VERTICALI
FORATURA (tipo)

FORATURA (tipo)
SPESSORE (mm)

SPESSORE (mm)
SCHEMA SCHEMA

FORATURA (%)

FORATURA (%)
DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA

RESISTENZA
E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA

MASSA DI

MASSA DI
TERMICA

TERMICA
(kg/mc)

(kg/mc)
➦ BLOCCHI PIENI ➦ BLOCCHI SEMIPIENI

141
245
490

500

SM CM
650 7 P 245 0,95 157 900 30 P 141 0,45 102
GI GC
195
95 195

295 195

490
500

SM CM
650 6 P 295 1,15 191 700 41 P 195 0,69 99
GI GI
195
95 195
95

BLOCCHI SEMIPIENI BLOCCHI FORATI

75
245
490

490

CM CM
700 30 P 75 0,26 48 700 47 PP 245 0,76 114
GC GI
195 195

120
20
295
488

490

CM CM
700 35 P 120 0,43 68 700 49 PP 295 0,84 132
GC GI
195 195

F 16
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
CALCESTRUZZO 5.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE PROG
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA
B.STAZIONI DILEGIZLII

SUPERFICIE (kg/mq)

SUPERFICIE (kg/mq)
MASSA VOLUMICA

MASSA VOLUMICA
PRE I ED

GIUNTI VERTICALI

GIUNTI VERTICALI
NISM

FORATURA (tipo)

FORATURA (tipo)
SPESSORE (mm)

SPESSORE (mm)
SCHEMA SCHEMA ORGA

FORATURA (%)

FORATURA (%)
DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA

RESISTENZA
E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA
C.RCIZIO

MASSA DI

MASSA DI
TERMICA

TERMICA
(kg/mc)

(kg/mc)
E
ESE ESSIONAL
PROF

BLOCCHI SEMIPIENI ➦ BLOCCHI SEMIPIENI


D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU
250
320

500 E.NTROLLO
500 CO NTALE
AMBIE
SM SM
700 24 PP 250 0,97 143 700 41 PP 320 1,27 146
GI GI
F. TERIALI,TECN
ICHE
195
95 195
95 MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
URB

SCHIUMA SINTETICA UREICA


30 kg/mc
245
140
40
RALI
495 F.1. I PERIMET
490 T
PARE ALI
VERTIC
SM SM
700 32 PP 245 1,03 128 900 41 PP 140 0,91 86
GI GC
F.2. URE
195
95
195
95 CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER

SCHIUMA SINTETICA UREICA


30 kg/mc F.4. NTI DI E
295 ELEME NICAZION
COMU ALE
195
95 VERTIC
490
490
CM CM F.5. I
D
700 44 PP
GI
295 1,05 140 900 43 P
GI
195 1,22 116 ARRE

195
95
195
95
F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

SCHIUMA SINTETICA UREICA


30 kg/mc
300

295
495

500
SM SM
700 40 PP 300 1,08 66 900 40 P 295 1,91 174
GI GI
195
95 195
95

.
F.1.5STRUZZO
E
CALC

F 17
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
5. CALCESTRUZZO

➦ ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI – TIPI E CARATTERISTICHE DELLE MURATURE

➦ TAB. F.1.5/1 ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI IN CALCESTRUZZO ALLEGGERITO CON AGGREGATI DI ARGILLA ESPANSA (dalla UNI 10355)

CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE
ELEMENTO MURATURA ELEMENTO MURATURA

SUPERFICIE (kg/mq)
SUPERFICIE (kg/mq)

MASSA VOLUMICA
MASSA VOLUMICA

GIUNTI VERTICALI
GIUNTI VERTICALI

FORATURA (tipo)
FORATURA (tipo)

SPESSORE (mm)
SPESSORE (mm)
SCHEMA SCHEMA

FORATURA (%)
FORATURA (%)
DEL SINGOLO ELEMENTO DEL SINGOLO ELEMENTO

RESISTENZA
RESISTENZA
E DELLA MURATURA E DELLA MURATURA

MASSA DI
MASSA DI

TERMICA
TERMICA

(kg/mc)
(kg/mc)
➦ BLOCCHI SEMIPIENI ➦ BLOCCHI SEMIPIENI
SCHIUMA SINTETICA UREICA
30 kg/mc
295

295
495
500
SM SM
900 40 P 295 1,69 172 700 23 PP 245 1,09 142
GI GC
195
95 195
95

295
345

495 495

SM SM
700 24 PP 295 1,20 169 700 23 PP 345 1,53 199
GI GI
195
95 195
95

BLOCCHI FORATI

295

450 300

SM 450
700 17 P 295 1,08 182
GI
195
95
CM
900 18 P 300 0,98 232
GI

195
95

245

495
CM
900 18 P 450 1,45 350
SM GI
700 23 PP 245 1,09 142 195
95
GI
195
95

F 18
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
SISTEMI E PRODOTTI 6.

ELEMENTI RESISTENTI IN LATERIZIO E CALCESTRUZZO A.ZIONI


NO RALI DI E
LATERIZIO ALVEOLATO BLOCCO PER MURATURA ARMATA GENE ETTAZION
PROG

B.STAZIONI DILEGIZLII
Comprende laterizi speciali a elevato isolamento ter- Blocchi a foratura verticale in laterizio alleggerito di
mico; le categorie sono definite dalla percentuale di grande formato per muratura monostrato normale o
PRE I ED
foratura degli elementi: 45, 50, 55, 60. armata. Gli elementi per muratura armata sono dota- NISM
Alle diverse percentuali corrispondono determinate ti di particolare conformazione per l’alloggiamento ORGA
caratteristiche di resistenza e le qualità termoisolanti dell’armatura. Sono idonei all’impiego in zona sismica.
rimangono sostanzialmente uniformi.
Gli elementi sono quindi adatti per murature portanti Dati tecnici indicativi: C.RCIZIO E
monostrato o pluristrato, in zone normali o sismiche • Dimensioni: 25 x 30 x 30 cm ESE ESSIONAL
di qualsiasi grado. • Peso medio: 8 ~ kg/cad PROF
• Foratura: ≤ 45%
Dati tecnici indicativi di un elemento di classe 45:
• Dimensioni: 19 x 30 x 50 cm
• Trasmittanza termica per murature di 30 cm con
intonaco di 1 cm su entrambe le facce: 0,67 W/m2 K
D.GETTAZIONE
• Peso medio: 23 kg/cad PRO TTURALE
• Foratura: 45% F
• Isolamento acustico (500 Hz) (spessore 30 cm): STRU
44–48 db
• Trasmittanza termica per murature di 30 cm con intonaco civile su entrambe le • Resistenza a compressione verticale del blocco: 80 > kg/cm2
facce: 0,76 W/m2 K
• Isolamento acustico (500 Hz) (spessore 30 cm): 45 db
• Resistenza a compressione verticale della muratura (Tab. A DM 30 novembre
1987): 50 kg/cm2
E.NTROLLO
CO NTALE
• Resistenza a compressione verticale del blocco: 120 kg/cm2 AMBIE
• Resistenza a compressione verticale della muratura con malta M3: 55 kg/cm2
BLOCCO IN CALCESTRUZZO ALLEGGERITO
LATERIZIO ALLEGGERITO
F. TERIALI,TECN
ICHE
Blocco alleggerito con inerti di argilla espansa. MA ONENTI,
Costituito da argilla e perlite, è un prodotto minerale
COMP
a basso peso specifico ricavato dall’espansione, a
Dati tecnici indicativi:
seguito di trattamento termico di una roccia d’origine
vulcanica simile all’argilla. • Dimensioni: 20 x 19,5 x 50 cm
A differenza dei laterizi alveolati, la struttura è com- • Peso del blocco: 10 kg G.ANISTICA
patta senza cavità e fori superficiali. • Trasmittanza termica: 0,85 W/m2 K URB
Adatto per murature portanti. • Isolamento acustico (500 Hz) spessore 30 cm:
48,5 db
Dati tecnici indicativi di un elemento di classe 45: • Resistenza a compressione verticale del blocco:
• Dimensioni: 19 x 25 x 30 cm 35 kg/cm2
• Peso medio: 11,7 kg/cad • Resistenza al fuoco: 240 REI
RALI
• Foratura: 45% F.1. I PERIMET
T
• Trasmittanza termica per murature di cm 30 con intonaco civile su entrambe le PARE ALI
facce: 0,90 W/m2 K VERTIC
• Resistenza a compressione verticale del blocco: 260 kg/cm2 BLOCCO IN CALCESTRUZZO CELLULARE
• Resistenza a compressione verticale della muratura (Tab. A DM 30 novembre 1987):
80 kg/cm2
È costituito da calcestruzzo cellulare espanso prodotto F.2. URE
in autoclave. I componenti essenziali sono la sabbia ad CHIUS ONTALI
Z
alto tenore di silice, il cemento, la calce e l’alluminio ORIZ
BLOCCO A INCASTRO con funzione espandente.
A seguito della reazione chimica con la calce, l’allumi-
Laterizio alleggerito con aggregazione a incastro in nio si espande producendo gas idrogeno che provo- F.3. IONI
IZ
modo da consentire pareti di spessore di 30 cm. ca la porosità interna del materiale. Gli elementi sono PART E
N
Gli elementi base sono corredati dal semiblocco e da facilmente sezionabili in cantiere con sega a disco o INTER
elementi speciali a spacco facilitato, per lo sfalsa- a nastro; con l’impiego di appropriata strumentazione
mento dei giunti verticali e per la realizzazione di la realizzazione di tracce risulta semplificata.
angoli incroci mazzette. F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
Dati tecnici indicativi: COMU ALE
VERTIC
Dati tecnici indicativi di un elemento di classe 55: • Dimensioni: 25 x 25 x 25 cm
• Dimensioni: 19 x 22,5 x 30 cm • Peso del blocco: 18 kg
• Peso medio: 11 kg/cad • Trasmittanza termica di parete con intonaco: 0,45–0,47 W/m2 K
• Foratura: 55% • Isolamento acustico (500 Hz) (parete intonacata): 49 db F.5. I
D
• Isolamento acustico (500 Hz): 46 db ARRE
• Resistenza a compressione verticale del blocco: 380 kg/cm2
• Trasmittanza termica per murature di cm 30 senza intonaco: 0,63 W/m2 K • Resistenza a compressione verticale della muratura (Tab. A DM 30 novembre
• Resistenza a compressione verticale del blocco: 90 kg/cm2 1987): 21,8 kg/cm2 F.6. AZIONI
M
• Resistenza a compressione verticale della muratura (Tab. A DM 30 novembre 1987): • Resistenza al fuoco: 180 REI SISTE E
N
36 kg/cm2 ESTER

BLOCCO RETTIFICATO IN LATERIZIO PER TAMPONAMENTI BLOCCO CASSERO IN LEGNO-CEMENTO

Blocco in laterizio, a fori verticali, dalla speciale struttu- Il legno di abete rosso è macinato e mineralizzato con
ra a nido d’ape che, grazie al disegno della foratura e il cemento, ottenendo una struttura porosa.
al ridotto spessore dei setti, che non superano 3 mm, I blocchi non sono propriamente elementi resistenti ma
consente buone prestazioni termiche e acustiche. costituiscono la cassaforma a perdere del successi-
La rettifica consente una assoluta precisione nella vo getto di calcestruzzo.
geometria del blocco, con facce di posa piane e pa- Sono posati a secco e il loro impiego è idoneo alla rea-
rallele. È previsto quindi l’impiego di collante cemen- lizzazione di muratura portante.
tizio per i giunti orizzontali (spessore 3 mm) e la posa È previsto l’inserimento nei fori di uno strato di polisti-
a incastro per i giunti verticali, con un notevole rolo di spessore da 2 a 5 cm.
risparmio di tempi di posa e dei costi, e con la riduzio-
ne dei ponti termici. Dati tecnici indicativi:
.
• Dimensioni: 25 x 30 x 50 cm F.1.5STRUZZO
Dati tecnici indicativi: E
• Peso dei blocchi: 74 kg/m2 CALC
• Dimensioni: 30 x 25 x 25 cm
• Trasmittanza termica: 0,39 W/m2 K • Peso muratura con calcestruzzo: 327 kg/m2
• Isolamento acustico (500 Hz): 52 db
• Isolamento acustico: 48 db . OTTI
• Resistenza al fuoco: 180 REI • Resistenza al fuoco: 180 REI F.1.6 I E PROD
M
SISTE

F 19
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
7. MALTE

La malta è un impasto formato da legante, inerte e acqua nelle giuste proporzioni; L’acqua per il confezionamento della malta deve essere limpida, senza impurità nocive,
indurisce in un tempo più o meno lungo e nel passaggio dallo stato semifluido allo stato sostanze organiche o grassi, non deve essere aggressiva né contenere solfati o cloruri
solido l’impasto è soggetto al fenomeno del ritiro. in percentuale dannosa. L’acqua potabile è adatta; è da evitare l’acqua del mare.
La malta è impiegata per preparare gli intonaci, per collegare elementi resistenti e distri- Le caratteristiche delle malte e dei loro componenti sono definiti dal DM 20 novembre 1987.
buire uniformemente le sollecitazioni cui la muratura è sottoposta. Le malte si distinguono, in relazione alla principale caratteristica del legante impiegato,
La mescola si presenta fresca, di consistenza adatta all’uso e, a indurimento avvenuto, in malte aeree e malte idrauliche: le prime fanno presa solo in presenza di aria, le
offre determinati valori di resistenza. seconde anche in presenza di acqua.

LEGANTI
I leganti sono materiali che, in seguito a reazione chimica o trasformazione fisica, I leganti idraulici sono: la calce idraulica, l’agglomerante cementizio, il cemento. Per
provocano la coesione di particelle altrimenti incoerenti (cfr. sez D: Progettazione essere adatti all’impiego, i leganti devono possedere le caratteristiche tecniche e i
strutturale). I leganti impiegati per il confezionamento della malta possono essere aerei requisiti previsti dalle norme vigenti (RRDD 16 novembre 1939 n. 2231-2230, legge 26
o idraulici. I primi fanno presa solo all’aria, i secondi fanno presa anche nell’acqua. maggio 1965 n.595, DM 14 gennaio 1966 DM, 3 giugno 1968, DM 31 agosto 1972 e
I leganti aerei sono: la calce aerea e il gesso. successive modifiche o integrazioni).
TAB. F.1.7./1 LEGANTI AEREI E IDRAULICI

LEGANTE TIPO MATERIE PRIME PREPARAZIONE COMMERCIALIZZATO MESSO IN OPERA COME:


Gesso aereo pietra da gesso cottura da 150°C a 800°C in polvere pasta e malta
a seconda del processo
Calce aerea aereo calcare puro cottura a 850–900°C in zolle se viva, malta
in polvere se spenta;
come grassello
Calci idrauliche idraulico calcare + argilla cottura a 900–1000°C in polvere malta
Calci eminentemente idrauliche
Calce pozzolanica idraulico calce spenta + pozzolana nessuna cottura; macinazione macinato finemente pasta e malta
Calce siderurgica idraulico calce spenta + scoria basica granulata nessuna cottura; macinazione macinato finemente pasta e malta
Cemento portland idraulico calcare + argilla cottura a incipiente scorificazione macinato finemente pasta, malta e calcestruzzo
Cemento portland ferrico idraulico calcare + argilla + cenere di pirite cottura a incipiente scorificazione macinato finemente pasta, malta e calcestruzzo
Cemento portland bianco idraulico calcare + caolino cottura a incipiente scorificazione macinato finemente pasta, malta e calcestruzzo
Cemento pozzolanico idraulico clinker di Portland + pozzolana nessuna cottura macinazione macinato finemente pasta, malta e calcestruzzo
Cemento d’altoforno idraulico clinker di basica granulata nessuna cottura macinazione macinato finemente pasta, malta e calcestruzzo
Cemento alluminoso o fuso idraulico calcare + bauxite cottura a 1600–1700°C macinato finemente pasta, malta e calcestruzzo
Agglomerante cementizio idraulico clinker di Portland + inerte nessuna cottura; macinazione macinato finemente pasta e malta

CALCE
La calce deriva dalla cottura o calcinazione di calcari. Il Al suo posto si impiega la calce idrata in polvere, o compressione dopo 28 giorni non inferiore a 30 kg/cmq.
principale costituente è l’ossido di calcio. idrato di calcio secco, cioè la calce spenta con Secondo il tempo di presa, le calci sono distinte in:
La calce aerea proviene dalla cottura a 850–900°C di procedimenti industriali; è commercializzata in sacchi ed
calcari puri; si ottiene la calce viva, che si presenta è pronta all’uso con un evidente vantaggio economico e debolmente idraulica tempo di presa: 15-30 giorni
sotto forma di zolle grigie e bianche; a contatto con l’aria tecnico; inoltre la calce idrata in polvere è meno geliva e mediamente idraulica tempo di presa: 10-15 giorni
si trasforma in massa polverulenta, ovvero sfiorisce. È più resistente della calce grassa. Anche il grassello e le idraulica propriamente detta tempo di presa: 5-10 giorni
anidra e fortemente igroscopica. La calce viva deve zolle di preparazione industriale sono pronti all’uso. eminentemente idraulica tempo di presa: 2-4 giorni
essere estinta, o spenta, mediante idratazione con La calce idraulica deriva dalla cottura a 900–1000°C
acqua pura, accuratamente dosata. di calcari marnosi naturali contenenti silice, allumina e Altri tipi di calce sono: la calce idraulica naturale in
A idratazione avvenuta si ottiene il latte di calce, di con- ossido ferrico. Si ottiene anche dalla cottura di impasti zolle, che deriva dalla cottura di particolari calcari argil-
sistenza liquida, costituito da idrato di calce e particelle di calcare e materie argillose. losi che ne consentono un facile spegnimento; la calce
di ossido di calce in sospensione. L’indice di idraulicità, cioè la capacità di far presa idraulica artificiale siderurgica, anch’essa in polvere,
Il latte di calce è impiegato per tinteggiare e per la disinfe- sott’acqua, è il rapporto tra le percentuali di argilla e di che si ottiene dalla macinazione di loppa basica d’alto-
zione. La completa idratazione delle particelle di ossido ossido di calcio presenti nel legante. Tale indice, diretta- forno, cioè scorie derivate dalla produzione della ghisa,
di calce, a seguito di stagionatura in vasche di conteni- mente proporzionale al contenuto di argilla, determina e di calce aerea idrata; la calce idraulica artificiale
mento, dà luogo al grassello, o calce dolce, una pasta la differenza tra la calce idraulica, con resistenza a com- pozzolanica, cioè una miscela di pozzolana naturale o
morbida di colore bianco, utilizzata come legante. pressione dopo 28 giorni non inferiore a 15 kg/cmq, e la artificiale e calce idrata. Le calci suddette, naturali o arti-
Il volume di grassello prodotto è circa 3 volte superiore a calce eminentemente idraulica, con resistenza a ficiali, si presentano in polvere.
quello della calce viva.
La resa in grassello (mc/t) è il rapporto tra il volume di TAB. F.1.7./3 PROCESSO DI FORMAZIONE DELLA CALCE AEREA
grassello ottenuto e il peso della calce viva di partenza.
La calce si dice grassa quando proviene da calcari CALCE AEREA (da calcari puri)
puri; si idrata rapidamente ed è facilmente lavorabile; la + acqua = CALCE SPENTA
resa in grassello è superiore a 2,5.
La calce si dice magra quando proviene da calcari meno CALCARI + + acqua in quantità maggiore GRASSELLO
CALCE VIVA di quella necessaria =
puri e mal cotti; il rendimento è compreso tra 2,5 e 1,5, è cottura a 850–900°C =
meno idratabile e meno plastica della precedente. + spegnimento industriale = CALCE IDRATA IN POLVERE
O IDRATO DI CALCIO SECCO
TAB. F.1.7./2 RESA IN GRASSELLO
TAB. F.1.7./4 PROCESSO DI FORMAZIONE DELLA CALCE IDRAULICA
CALCE VIVA MC MC DI
IN ZOLLE DI ACQUA GRASSELLO CALCE IDRAULICA (da calcari marnosi naturali contenenti silice, allumina, ossido di ferro)

Grassa kg 450–550 1,70 1 + cottura


CALCARI MARNOSI CALCE IDRAULICA
a 900–1000°C =
Magra kg 550–650 1,30 1
CALCE IDRAULICA
CALCARI ARGILLOSI + cottura =
NATURALE IN ZOLLE
Il grassello, a contatto con l’anidride carbonica dell’aria
libera acqua e dà avvio al processo di presa, attraverso CALCE IDRAULICA
LOPPA BASICA DI ALTOFORNO + macinazione + CALCE IDRATA=
la carbonatazione della calce. La calce viva in zolle non ARTIFICIALE SIDERURGICA
è quasi più reperibile in commercio. CALCE IDRAULICA
POZZOLANA (naturale o artificiale) + macinazione + CALCE IDRATA=
ARTIFICIALE POZZOLANICA

F 20
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MALTE 7.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
GESSO PROG
Il gesso è un legante aereo; è il prodotto della cottura di
minerali contenenti solfato di calcio bi-idrato. La diversa
molto fina è impiegata per gli stucchi. Il gesso d’opera
o per muratura deriva dalla cottura a temperature sino
impiegato per il marmorino, un’imitazione del marmo, e
può essere lucidato. Il gesso può essere integrato da B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
temperatura di cottura e la successiva macinazione ne a 200–250°C. La macinazione è grossolana, la presa è ritardatori di presa, ad esempio solfato di zinco o calce, NISM
determinano le caratteristiche e l’impiego. rapida. Il gesso allumato deriva dalla cottura a 1000°C da colla che ne aumenta l’aderenza e da pigmenti, per ORGA
La scagliola deriva dalla cottura a temperatura inferiore del gesso puro misto ad allume. dare colore. Il gesso, che fa presa in alcuni minuti, e la
a 160°C; una macinazione grossolana è sufficiente per
C.RCIZIO
Il gesso è impiegato per intonaci duri e in ambienti non scagliola sono impiegati essenzialmente per realizzare
il confezionamento di malte per intonaco, la macinazione umidi. Mescolato con polvere di calcare e pigmenti è malte per intonaco interno. E
ESE ESSIONAL
TAB. F.1.7./5 PROPRIETÀ DEI GESSI COMMERCIALI AGGLOMERANTE CEMENTIZIO PROF

FINEZZA DI MACINAZIONE
Tempo Resistenza Resistenza Resistenza a
Con il termine di agglomerante cementizio si intende
un legante idraulico chimicamente diverso dal cemento
D.GETTAZIONE
Passante Passante minimo a trazione a flessione compressione e con inferiori caratteristiche di resistenza. PRO TTURALE
al setaccio al setaccio di presa minima minima minima STRU
Integrando il prodotto con additivi plastificanti si ottiene
da 0,2 mm da 0,09 mm (minuti) (kg/cm2) (kg/cm2) (kg/cm2) l’agglomerante cementizio plastico, caratterizzato,
(% minima) (% minima)
Scagliola 95 85 15 20 30 40
analogamente alla calce, da una migliore lavorabilità.
E.NTROLLO
CO NTALE
Da muratura 70 50 7 8 20 50 AMBIE
Allumato 90 80 20 12 30 70
Da pavimenti 90 80 40 – – – F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP
CEMENTO
Il cemento è un legante idraulico ottenuto per macina- Il cemento portland, naturale o artificiale in relazione tura avvenuta caratteristiche di resistenza uguali o mag-
zione di clinker e gesso. Secondo la normativa italiana al tipo di clinker presente nel composto, prevede l’im- giori. Il cemento pozzolanico è poco permeabile, quindi G.ANISTICA
il cemento, dopo 28 giorni di stagionatura sott’acqua, deve piego di gesso o anidride per regolarne la presa. meno attaccabile dall’azione aggressiva delle acque URB
presentare una resistenza a compressione maggiore o È un cemento poco resistente alle acque marine e agli solfatiche.
uguale a 325 kg/cm2. agenti chimici a base solfatica che determinano la for- Il cemento d’altoforno unisce al clinker le loppe basi-
Una classificazione dei cementi tiene conto dei valori di mazione di un sale, l’ettringite, causa di rigonfiamenti, che mescolate con gesso, calce e solfuro di calce, che
resistenza a compressione e del tempo di presa: sino al 230% del volume, e disgregazione della massa. conferiscono idraulicità alle scorie. Il comportamento è
• a lenta presa tempo di presa: 8-12 ore; Aggiungendo all’impasto l’ossido ferrico si ottiene un analogo a quello del cemento pozzolanico: scarsa resi-
• ad alta resistenza tempo di presa: 4-7 ore; altro tipo di portland, il cemento ferrico, molto resisten- stenza iniziale e bassa permeabilità. RALI
• a rapida presa/alta resistenza tempo di presa: 5-15 min. te ai solfati. Il cemento alluminoso è composto da clinker formato F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
Il cemento bianco è un tipo di cemento portland in cui principalmente da alluminati idraulici di calcio. Il giusto VERTIC
Il componente fondamentale del cemento è il clinker che le materie prime sono a basso contenuto di ferro; è uti- dosaggio dei componenti, caratterizzati da prestazioni
viene miscelato oltre che con il gesso, con alluminio, lizzato per ragioni estetiche; aggiungendo al cemento diverse e contrastanti, determina il tempo di presa e il
ferro, pozzolana, dando luogo a prodotti con caratteristi- bianco pigmenti inorganici di diversi colori si ottengono rapido raggiungimento delle caratteristiche meccani- F.2. URE
che diverse. Il clinker si ottiene dalla cottura a 1400°C di i cementi colorati. che, che in 24 ore si avvicinano al massimo valore. CHIUS ONTALI
Z
miscele di carbonato di calcio, silice, allumina e piccole Il cemento pozzolanico è composto di clinker e pozzo- Contrariamente ai cementi precedenti, la resistenza ORIZ
percentuali di ossido di ferro e magnesio. Dopo la cottu- lana, o altro materiale dotato di una buona attività iniziale, rispetto al cemento portland, è particolarmente
ra i composti sono dotati di proprietà idrauliche. Il clinker pozzolanica, cioè la capacità di reagire, a temperatura elevata per ridursi con il procedere della maturazione,
artificiale è ottenuto da miscele di calcari, argilla e marne. ambiente e in presenza di acqua, con la calce o idrato sino ad assestarsi sui valori di norma. Il fenomeno è F.3. IONI
IZ
Dalla successiva macinazione e integrazione con addi- di calcio, al fine di costituire un composto stabile con accentuato dalle alte temperature. PART E
N
tivi specifici si ottengono cementi di tipo diverso, distinti proprietà leganti e caratteristiche idrauliche. Il cemento alluminoso ha una bassa permeabilità, è INTER
dalle norme in cemento portland, cemento pozzolanico, A una minore resistenza iniziale, rispetto al cemento poco attaccabile dalle acque solfatiche ma reagisce a
cemento d’altoforno, cemento alluminoso. portland, nel cemento pozzolanico seguono, a stagiona- quelle alcaline.
F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
TAB. F.1.7./6 VALORI MINIMI DI RESISTENZA MECCANICA (kg/cm2) TAB. F.1.7./7 CARATTERISTICHE MECCANICHE DEI LEGANTI IDRAULICI COMU ALE
PER I DIVERSI TIPI DI CEMENTI – Resistenza a flessione (F) e a A VARIE STAGIONATURE (valori minimi stabiliti dall’art. 1 della VERTIC
compressione (C) – Tempi di presa secondo il DPR 3 giugno 1968 legge 26 maggio 1965 e dal DM 31 agosto 1972)
F.5. I
Resistenza a flessione Resistenza a compressione D
CEMENTO PORTLAND ARRE
(o pozzolanico d’altoforno) Per Kg/cm2 dopo Kg/cm2 dopo
CLASSIFICAZIONE stagionatura di giorni stagionatura di giorni
TEMPO Alluminoso sbarramenti
(giorni)
Tipo di ritenuta 1 3 7 28 1 3 7 28 90 F.6. AZIONI
M
325 425 525 SISTE E
N
Cemento normale (N) – – 40 60 – – 175 325 – ESTER
F C F C F C F C F C Cemento ad alta
– 40 60 70 – 175 325 425 –
resistenza (AR)
1 – – – – 40 175 40 175 – –
Cemento ad alta
resistenza e rapido 40 60 – 80 175 325 – 525 –
3 – – 40 175 60 325 60 325 – – indurimento (ARI)
Cemento alluminoso 40 60 – 80 175 325 – 525 –
7 40 175 60 325 – – – – – – Cemento per sbarramenti
– – – – – – – 225 350
di ritenuta
Agglomeranti cementizi
28 60 325 70 425 80 525 80 525 – 225 – – – – – – 100 160 –
a presa lenta
Agglomeranti cementizi
90 – – – – – – – – – 350 – – – – – – 130* – –
a presa rapida
Calci idrauliche naturali – – – – – – – 15 –
Tempi inizio presa: > 45’ > 45’
Calci idrauliche artificiali
di presa termine prese: < 12h < 12 h – – – – – – – 30 –
(pozzolaniche, sider.)
.
F.1.7
E
MALT
I valori sono considerati con una tolleranza del 5%

F 21
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
7. MALTE

➦ LEGANTI

TAB. F.1.7./8 REQUISITI CHIMICI DEI LEGANTI IDRAULICI (art. 2 della legge 26 giugno 1965 e art. 2 del DM 31 agosto 1972)

CEMENTO CEMENTO CEMENTO CEMENTO AGGLOMERANTI CALCI


PORTLAND D’ALTOFORNO POZZOLANICO ALLUMINOSO CEMENTIZI IDRAULICHE
Perdita al fuoco ≤ 5% ≤ 7% ≤ 5% ≤ 5% – –
Residuo insolubile ≤ 3% ≤ 16% ≤ 3% ≤ 3% – –
Contenuto di SO3 ≤ 3,5% ≤ 5% ≤ 3,5% ≤ 5% ≤ 3,5% –
Contenuto di MgO ≤ 4% ≤ 3% ≤ 7% ≤ 3% ≤ 4% ≤ 5%
Contenuto di zolfo
– – ≤ 2% – – –
da solfuri
Contenuto di Al2O3 – – – ≥ 35% – –
Saggio di pozzolanicità – positivo – – – –

TAB. F.1.7./9 REQUISITI FISICI DEI LEGANTI IDRAULICI (art. 5 della legge 26 maggio 1965 e art. 3/4 del DM 31 agosto 1972)

FINEZZA DI MACINAZIONE
TEMPI DI PRESA INDEFORMABILITÀ
% in peso di legante trattenuto su setaccio da
inzio fine Le Chatelier Autoclave 0,18 mm 0,09 mm
Cemento alluminoso ≥ 30’ ≤ 10 h ≤ 10 mm ≤ 0,5% ≤ 2% ≤ 10%
Tutti gli altri cementi ≥ 45’ ≤ 12 h ≤ 10 mm ≤ 0,5% ≤ 2% ≤ 10%
Agglomeranti cementizi
≥ 45’ ≤ 12 h ≤ 10 mm ≤ 1% ≤ 2% –
a lenta presa
Agglomeranti cementizi
≥ 1’ ≤ 30 h ≤ 10 mm ≤ 1% ≤ 2% –
a presa rapida
Calci idrauliche ≥ 60’ ≤ 48 h – ≤ 1% ≤ 2% –

POZZOLANE
Sono quei materiali di origine vulcanica composti pozzolanico sono quelli che, pur non essendo di origine incoerente derivata da eruzioni vulcaniche di tipo
fondamentalmente da silice reattiva. vulcanica, rispondono alle condizioni della precedente prevalentemente esplosivo; si presenta sia allo stato
La pozzolana, impastata intimamente con calce definizione (RD 16 novembre 1939, n.2230). incoerente che compatto.
(idrossido di calcio) e in presenza di acqua, dà luogo a La pozzolana e i materiali a comportamento pozzolanico La pozzolana artificiale, valida alternativa alla naturale,
una reazione chimico-fisica a seguito della quale si devono essere scevri da sostanze eterogenee. La è il prodotto della cottura di argille e scisti a 700-900°C
ottengono malte capaci di far presa e indurire anche pozzolana in sé non ha alcuna capacità idraulica, né può oppure deriva dai residui della combustione di carboni
sott’acqua e che presentano un residuo non superiore al essere considerata un materiale inerte. fossili (carbone, lignite). In quest’ultimo caso i prodotti
40% a un attacco basico. I materiali a comportamento La pozzolana naturale è una roccia piroclastica prendono il nome di ceneri volanti.

INERTI
L’inerte impiegato nel confezionamento delle malte è la sabbia che ha il compito di TAB. F.1.7./10 CLASSIFICAZIONE DELLE SABBIE E LORO IMPIEGO
aumentare il volume dell’impasto e ridurne il ritiro. Gli inerti devono essere privi di
sostanze organiche, terrose o argillose, e la dimensione dei grani deve essere DIMENSIONE
inferiore a 4-5 mm. TIPO DI SABBIA IMPIEGO
DEI GRANULI (mm)
La sabbia è naturale se proviene dallo sminuzzamento di ghiaia depositata negli alvei
dei fiumi o bacini marini; è artificiale se proviene dalla macinazione di rocce e scorie calcestruzzi per getto
d’altoforno. La prima, ben lavata, è la più adatta all’impiego nelle malte. Sabbia molto grossa 1–7
di piccole dimensioni
La granulometria, la qualità e la pulitezza della sabbia determinano la resistenza della
malta. La Federazione Europea degli Industriali dei Laterizi (TBE) definisce le percentuali
Sabbia grossa 0,5–1 malte da muro
granulometriche presenti nella malta; secondo la TBE la sabbia deve essere com-
posta da una percentuale non superiore al 5% di granuli da 4-5 mm; il restante 95%
di granuli da 2-4 mm e da 0-2 mm, questi ultimi in percentuale non inferiore al 10%. Sabbia media 0,2–0,5 intonaco
In ogni caso, le particelle inferiori a 3 micron non devono superare il 4%. In caso di
scarsità di sabbia fine la TBE consiglia di aggiungere alla sabbia la farina di calcare. Sabbia fine ≤ 0,1 lisciatura di intonaco

CLASSIFICAZIONE DELLE MALTE


Le malte sono classificate secondo diversi parametri. tofondo di pavimentazione, per ancoraggio, per ripristino, per applicazione di rivesti-
In ordine al tipo di legante impiegato si ha: la malta aerea che utilizza la calce aerea mento. In ordine alla consistenza la malta è superfluida, fluida, plastica, umida.
(calce idrata o grassello); la malta idraulica che utilizza i leganti idraulici; la malta com- In ordine alle prestazioni prevalenti la malta è isolante, impermeabilizzante, anti-
posta o bastarda che contiene due o più leganti, solitamente calce e cemento. dilavante, adesiva, fibrosa.
In ordine all’impiego, la malta si distingue in: malta per muratura, per intonaco, per sot-
TAB. F.1.7./11 CLASSI DI MALTA PER COMPOSIZIONE

COMPOSIZIONE (parti per volume)


CLASSIFICAZIONE IN RAPPORTO ALLA COMPOSIZIONE TIPO
CLASSE Calce Calce
DI MALTA Cemento Sabbia Pozzolana
Le malte sono divise in quattro classi in rapporto alla composizione in volume (DM 20 aerea idraulica
novembre 1987). Alle classi corrisponde una diversa resistenza meccanica e diverse M4 Idraulica – – 1 3 –
risposte in relazione alle principali prestazioni. M4 Pozzolanica – 1 – – 3
Passando progressivamente dalla M1 alla M4 aumentano la lavorabilità e la
flessibilità, la permeabilità al vapore e la deformabilità plastica, la resistenza acustica M4 Bastarda 1 – 2 9 –
e la risalita capillare dell’umidità; si riducono il pericolo di efflorescenze e la M3 Bastarda 1 – 1 5 –
trasmittanza termica. Viceversa passando dalla M4 alla M1 aumenta la resistenza M2 Cementizia 1 – 0,5 4 –
meccanica, la resistenza al gelo, la fessurabilità, il modulo elastico, la durabilità,
mentre diminuisce la penetrazione dell’acqua. M1 Cementizia 1 – – 3 –

F 22
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MALTE 7.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
CLASSIFICAZIONE IN RAPPORTO ALLA RESISTENZA PROG
TAB. F.1.7./12 CLASSI DI MALTA PER RESISTENZA

RESISTENZA
In rapporto alla resistenza le malte sono divise in 5 classi.
Malte confezionate con diversi proporzioni dei componenti sono ritenute analoghe a
CLASSE
DI
A COMPRESSIONE
CEMENTO
COMPOSIZIONE
(parti per volume) SABBIA
B.STAZIONI DILEGIZLII
MINIMA A 28 GG PRE I ED
quelle riportate in tabella, per i seguenti valori di resistenza: MALTA calce idraulica NISM
(N/mm2) ORGA
• 120 kgf/cm2 per l’equivalenza alla malta M1; da confermare
M20 20
• 80 kgf/cm2 per l’equivalenza alla malta M2;
nelle prove
C.RCIZIO E
• 5 kgf/cm2 per l’equivalenza alla malta M3; M15 15 1 0–1/4 3 ESE ESSIONAL
PROF
• 2,5 kgf/cm2 per l’equivalenza alla malta M4. M10 10 1 1/4–1/2 4–4 1/2

È da tenere presente che non sempre alla resistenza della malta corrispondono, in
M5 5 1 1/2–1 1/4 5–6
D.GETTAZIONE
percentuale, analoghi valori di resistenza della muratura.
M2 2.5 1 1 1/4–2 1/2 8–9 PRO TTURALE
STRU

E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE
TIPI DI MALTE E LORO IMPIEGO

La malta aerea fa presa solo all’aria; è facilmente lavorabile ma presenta scarsa caratteristiche portanti non è sempre consigliata. Le norme DIN a tale proposito F. TERIALI,TECN
ICHE
resistenza meccanica. Oggi scarsamente utilizzata, è molto sensibile agli agenti atmo- fissano il limite di 375 kg di cemento per m3 di sabbia. Con blocchi con percentuale di MA ONENTI,
COMP
sferici e l’indurimento è molto lento. Il processo di indurimento avviene dall’esterno forature (φ) compresa tra il 45% e il 55% è consigliato usare malta di non elevata
verso l’interno, per effetto della carbonatazione della calce, cioè la trasformazione resistenza, ma di buona deformabilità.
dell’idrato di calcio, a contatto con l’anidride carbonica dell’aria, in carbonato di calcio. Alla malta possono essere aggiunti additivi chimici e inerti che ne migliorano le
È molto importante il giusto dosaggio del grassello per evitare che la malta risulti
troppo porosa (poco grassello), dando luogo a una malta poco resistente, ovvero poco
prestazioni. Gli additivi chimici impiegati sono: plastificanti che migliorano la lavorabilità
e la resistenza meccanica, antigelo, resine adesive impermeabilizzanti, acceleranti e
G.ANISTICA
porosa (troppo grassello), ritardando la carbonatazione, anche di anni. ritardanti di presa, espansivi che controllano il ritiro della malta, alleggerenti che URB
Se la calce impiegata non è ben spenta è possibile la formazione di calcinaroli, ovvero conferiscono un buon isolamento termico, incrementatori di presa che possono
di granuli di ossido di calcio che tenderanno a spengersi in seguito, per effetto dell’umi- quadruplicare la resistenza a compressione e triplicare i valori di resistenza a trazione
dità, aumentando di volume. e al taglio. L’aggiunta di cemento bianco rende la malta bianca; colorazioni particolari
Il rigonfiamento dei granuli causa il distacco della malta sovrastante il granulo idratato. sono date da coloranti in polvere o liquidi.
Questo tipo di malta può essere usata esclusivamente per murature poco sollecitate,
RALI
massimo due piani, e per intonaci. F.1. I PERIMET
T
L’impiego di malte isolanti, confezionate con inerti leggeri (argilla espansa, perlite, PARE ALI
vermiculite, pomice, polistirolo espanso, ceneri volanti), consente la riduzione dei ponti VERTIC
La malta idraulica impiega come legante le calci eminentemente idrauliche o termici che si verificano in corrispondenza dei letti di malta.
agglomeranti cementizi. È facilmente lavorabile, è plastica, elastica, ha resistenza Gli inerti utilizzati hanno resistenza molto inferiore a quelli d’uso comune. Il basso
superiore alla malta aerea. La struttura finemente porosa conferisce un certo potere valore del modulo di elasticità di queste malte, sottoposte a carico verticale comporta F.2. URE
isolante. Per contro, in ambienti chimicamente aggressivi sono più adatte le malte la maggiore dilatazione dei giunti orizzontali rispetto alle malte normali. Di conseguenza CHIUS ONTALI
Z
ORIZ
confezionate con calci idrauliche artificiali pozzolaniche o di loppe d’altoforno. la resistenza della malta isolante risultando inferiore a quella della malta normale,
conferirà al muro valori di resistenza inferiori.
Le malte premiscelate e pronte per l’uso devono essere accompagnate dalla dichia- F.3. IONI
IZ
La malta di gesso ha scarsa resistenza. Più comunemente, al gesso si aggiunge razione del fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e PART E
N
sabbia. Per la sua elevata sensibilità all’umidità l’uso è limitato agli ambienti interni. degli eventuali additivi. Le modalità per la determinazione della resistenza a compres- INTER
Essendo la presa molto rapida, questa malta è utilizzata per lavori di breve durata, sione delle malte sono riportate nel DM del 13 settembre 1993.
come la murazione di infissi, mensole ecc. Il gesso aggredisce il ferro e lo zinco, per Le malte premiscelate sono fornite in miscela secca, cui deve essere aggiunta in can-
cui le eventuali parti a contatto devono essere protette con minio. Le malte di gesso si tiere l’acqua ed eventualmente la sabbia, secondo le quantità prescritte dal fornitore; F.4. NTI DI E
distinguono in base alla loro destinazione. Per la realizzazione di cornici o stucchi si le malte pronte all’uso sono fornite umide dalla fabbrica. ELEME NICAZION
aggiunge la polvere di marmo e si impiega gesso finemente macinato. Per la realizzazione di murature sono attualmente utilizzate, in particolare nell’Europa COMU ALE
centrale, anche le colle, la cui resistenza a trazione e compressione risulta superiore VERTIC
a quella delle malte.
Le malte cementizie hanno come componenti il cemento, nei diversi tipi, e la sabbia. Le colle, generalmente a base cementizia sono stese in spessori molto sottili e con-
Le elevate resistenze che le caratterizzano sono raggiunte abbastanza rapidamente; sentono una posa molto rapida; per contro richiedono elementi resistenti di notevole F.5. I
D
sono malte impermeabili e durevoli. Adatte agli ambienti umidi e chimicamente aggres- precisione dimensionale. ARRE
sivi, per l’alta percentuale di cemento che contengono sono soggette a forti ritiri con
conseguenti fessurazioni. L’aggiunta di calce idrata, nella misura del 20% circa,
F.6. AZIONI
agisce da plastificante, migliorandone la lavorabilità. M
SISTE E
N
Per le murature armate sono impiegate solo le malte di cemento. In presenza di ESTER
ambienti contenenti solfati, come può accadere in alcuni terreni o nell’atmosfera inqui-
nata, è necessario utilizzare cementi non attaccabili dai solfati.
Le malte cementizie non sono adatte alla realizzazione di murature faccia a vista, TAB. F.1.7./13 CORRISPONDENZA TRA 1 m3 DI MATERIALE E L’UNITÀ DI PESO
poiché i sali solubili presenti nel cemento (in particolare di sodio e potassio) possono
provocare efflorescenze e macchie. Sabbia secca equivale a kg 1250

Sabbia umida equivale a kg 1300


La malta bastarda è costituita da due o più leganti; composta da calce e gesso è
caratterizzata da una rapida presa; l’aggiunta del gesso al cemento, invece, ne rallenta Cemento portland 325/425 equivale a kg 1000–1100
la presa; la malta di calce e cemento ha una buona resistenza meccanica; la presenza
della calce idraulica riduce gli effetti negativi delle malte a base di cemento, cioè il
Cemento portland 525 equivale a kg 900–1050
ritiro, la bassa porosità, la formazione di sali solubili e quindi limita l’insorgenza di efflore-
scenze e migliora la lavorabilità della malta; una composizione di calce idrata, calce
idraulica e cemento è adatta per realizzare intonaci esterni; l’impiego di cemento pozzo- Cemento pozzolanico 325 equivale a kg 900–950
lanico riduce i fenomeni di efflorescenza.
I dosaggi della malta sono molto differenziati, anche in ordine allo stesso impiego. Calce idraulica equivale a kg 900–1000
I diversi dosaggi devono comunque confezionare malte con valori di resistenza già citati.
Le ricette sono espresse secondo diverse unità di misura: parti per volume, unità di Calce idrata equivale a kg 450–500
volume, unità di peso, secchi.
.
F.1.7
La scelta della malta è commisurata generalmente ai valori di resistenza degli Gesso equivale a kg 700
E
elementi, mattoni o blocchi, utilizzati. L’aggiunta di cemento per conferire maggiori MALT

F 23
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
7. MALTE

➦ CLASSIFICAZIONE DELLE MALTE

TAB. F.1.7./14 COMPOSIZIONI DELLE MALTE E LORO IMPIEGO

COMPONENTI GRASSELLO O CALCE IDRATA CALCE GESSO POZZOLANA CEMENTO 325


SABBIA IMPIEGO
TIPO DI MALTA CALCE DOLCE IN POLVERE IDRAULICA (kg) (V) (m3) (kg)
MALTA AEREA 1 (v) 2–3 (v) murature
1 (v) 2 (v) intonaci
100 kg 15 kg murature
9 (v) 1 (v) murature
6 (v) 1 (v) intonaci
5 (v) 1 (v) stabilitura (ultimo strato di intonaco)
4–4,5 (v) 1 m3 murature all’asciutto
1 m3 4,8–5,4(v) murature all’asciutto
4,5–5 (v) 1 m3 intonaci verticali e orizzontali
1 m3 5,4–6(v) intonaci verticali e orizzontali
MALTA DA 1 m3 350–400 murature
CALCE IDRAULICA intonaci rustici e murature
1 m3 450–500
in presenza di acqua
1 m3 500 intonaci civili
MALTA DI GESSO 2,5 (v) 1 murazioni, cornici, stucchi
MALTA DI GESSO intonaci
1 (v) 1 (v) 1
ALLA CALCE
MALTA murature in presenza di acqua
1 m3 400–500
DI CEMENTO e all’asciutto, intonaci verticali
MALTA BASTARDA 0,8–1 (v) 1 m3 200–230 muri di pietrame o mattoni
MAGRA
1 m3 1 (v) 200–230 muri di pietrame o mattoni
0,8–1 (v) 1 m3 1 (v) 150–200 muri di pietrame o mattoni
1 m3 150–200 muri di pietrame o mattoni
MALTA BASTARDA 1,4–1,6 (v) 1 m3 300–330 intonaci verticali
GRASSA 1 m3 1,6–2 (v) 300–330 intonaci verticali
1,4–1,6 (v) 1 m3 280–300 intonaci verticali
1 m3 1,6–2 (v) 280–300 intonaci verticali
1,6–1,8 (v) 1 m3 350–500 intonaci orizzontali
1 m3 2–2,2 (v) 350–500 intonaci orizzontali
1,6–1,8 (v) 1 m3 300–350 intonaci orizzontali
1 m3 2–2,2 (v) 300–350 intonaci orizzontali
MALTA BASTARDA 1 m3 200 200 murature con blocchi a fori orizzontali
murature con blocchi a fori orizzontali
1 m3 200 300
e con caratteristiche altamente portanti
MALTA 0,33 m3 1 m3 1 murature
POZZOLANICA 100–125 kg 1 murature
0,40 m3 1 m3 1 intonaci
1 m3 125–150 kg 1 intonaci
v = parti del volume

RESISTENZA DELLA MURATURA IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI


Il valore della resistenza caratteristica a compressione
della muratura fk può essere dedotto dalla resistenza TAB. F.1.7./15 VALORE DELLA fk PER MURATURE IN ELEMENTI ARTIFICIALI PIENI E SEMIPIENI
caratteristica a compressione degli elementi fbk e dalla
classe di appartenenza della malta, a condizione che Resistenza
siano impiegati elementi resistenti pieni e semipieni, caratteristica a TIPO DI MALTA
che i giunti orizzontali e verticali riempiti di malta compressione fbk
abbiano spessore compreso tra 5 mm e 15 mm e siano dell’elemento M1 M2 M3 M4
presenti entrambi. N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2 N/mm2 kg/cm2
La resistenza caratteristica al taglio fvk , è definita come la
resistenza all’effetto combinato delle forze orizzontali e 2.0 20 1.2 12 1.2 12 1.2 12 1.2 12
dei carichi verticali che agiscono sulla muratura. È 3.0 30 2.2 22 2.2 22 2.2 22 2.0 20
ricavabile quindi dalla relazione fvk = fvko + 0,4 σn dove:
fvko = resistenza caratteristica a taglio in assenza di 5.0 50 3.5 35 3.4 34 3.3 33 3.0 30
carichi; 7.5 75 5.0 50 4.5 45 4.1 41 3.5 35
σn = tensione normale media dovuta ai carichi
verticali agenti nella sezione di verifica. 10.0 100 6.2 62 5.3 53 4.7 47 4.1 41
15.0 150 8.2 82 6.7 67 6.0 60 5.1 51
Per le stesse condizioni suddette, il valore di fvko può
essere dedotto dalla resistenza caratteristica a 20.0 200 9.7 97 8.0 80 7.0 70 6.1 61
compressione degli elementi fbk e dalla classe di 30.0 300 12.0 120 10.0 100 8.6 86 7.2 72
appartenenza della malta. (cfr. sez D)
40.0 400 14.3 143 12.0 120 10.4 104 – –

F 24
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MALTE 7.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
TAB. F.1.7./16 VALORE DI fvko PER MURATURE IN ELEMENTI ARTIFICIALI IN TAB. F.1.7./17 VALORE DI fvko PER MURATURE IN ELEMENTI ARTIFICIALI IN
CALCESTRUZZO PIENI E SEMIPIENI LATERIZIO PIENI E SEMIPIENI

Resistenza Resistenza
B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA
caratteristica a fvko caratteristica a fvko
compressione fbk TIPO DI MALTA compressione fbk TIPO DI MALTA
dell’elemento dell’elemento
N/mm 2 kg/cm 2 N/mm 2 kg/cm 2 N/mm 2 kg/cm 2 N/mm 2 kg/cm 2 C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
fbk ≤ 3 fbk ≤ 30 M1 M2 M3 M4 0.1 1 fbk ≤ 15 fbk ≤ 150 M1 M2 M3 M4 0.20 2.0 PROF

fbk > 3 fbk > 30 M1 M2 M3 0.20 2.0


M4 0.10 1.0 fbk > 15 fbk > 150 M1 M2 M3 M4 0.30 3.0
D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

GIUNTI E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE

La malta impiegata per la realizzazione dei giunti deve avere un potere di


assorbimento capillare non superiore a quello del mattone; deve quindi avere una
Nell’esecuzione della muratura, a esclusione di murature realizzate con mattoni fatti a
mano che consentono una certa tolleranza, è necessario verificare il corretto F. TERIALI,TECN
ICHE
adeguata percentuale di inerti fini e presentare un aspetto compatto. La granulometria allineamento dei giunti orizzontali e verticali e garantire uno spessore costante. Una MA ONENTI,
COMP
della sabbia dipende dallo spessore s dei giunti. buona esecuzione richiede che lo sfalsamento dei giunti verticali di ricorsi successivi
non sia inferiore a 0,4 h, dove h è l’altezza dell’elemento, e comunque mai inferiori a
TAB. F.1.7./18 SPESSORE DEI GIUNTI IN RELAZIONE ALLA DIMENSIONE DEI 4,5 cm.
GRANULI DI SABBIA Lo spessore ottimale dei giunti di malta è compreso tra 5 e 15 mm. Impiegando malta G.ANISTICA
collante i giunti sono dell’ordine di 1 mm. Nel caso in cui il giunto accolga un’armatura, URB
necessaria nella disposizione a sorelle, cioè con i giunti verticali allineati, lo spessore
SPESSORE DIMENSIONE MASSIMA complessivo del giunto è pari al doppio del diametro dei ferri di armatura interposti.
(mm) DELLA SABBIA (mm) I giunti devono essere conformati in modo da evitare la ritenzione di acqua; sono
realizzati mediante la tecnica della costipazione o del rigiuntaggio e successiva
s<5 2 stuccatura. La costipazione si esegue durante la formazione dei corsi: un ferro
5 < s ≤ 15 3 sagomato viene passato più volte sul giunto in modo da lisciare la malta emergente. RALI
Il rigiuntaggio prevede l’asportazione della malta ancora fresca per una profondità di F.1. I PERIMET
T
s > 15 5 PARE ALI
1,5-2 cm e la successiva stuccatura con malta grassa e sabbia fine, che viene VERTIC
costipata con il ferro sagomato.
SIGILLANTE MATERIALE
RESILIENTE COMPRIMIBILE
(ELASTOMERO) F.2. URE
CHIUS ONTALI
GIUNTI DI CONTROLLO Z
ORIZ

L’asciugatura delle murature, l’assestamento, il ritiro formarsi di fessurazioni. La normativa europea prevede, • nei muri di sottofinestra: da una sola parte, per finestre F.3. IONI
IZ
delle malte e dei calcestruzzi a seguito della presa, i per tutti i materiali da costruzione, la realizzazione di di lunghezza inferiore a 1,75 m, da ambo le parti per PART E
N
fenomeni termici producono nei setti murari variazioni giunti di controllo nei seguenti punti: luci superiori; INTER
dimensionali che richiedono la creazione di giunti di • in corrispondenza di variazioni di altezza e di spessori • nei muri di lunghezza, senza interruzione, superiore
controllo o di dilatazione. Tali giunti eseguiti nella fase di muro; a 5–6 m tenendo conto che i vani porta sono da con-
realizzativa, consentono lo spostamento relativo delle • a contatto con strutture realizzate con materiali di natu- siderare giunti naturali. F.4. NTI DI E
porzioni murarie delimitate dai giunti stessi, evitando il ra diversa; ELEME NICAZION
COMU ALE
FERRO A “Z” VERTIC
1,5 mm

FIG. F.1.7./1 MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEI GIUNTI DI CONTROLLO FIG. F.1.7./2 DISPOSIZIONE E PROFILI DEI GIUNTI F.5. I
D
ARRE

MATTONI A VISTA
F.6. AZIONI
M
SIGILLANTE RESILIENTE SISTE E
N
ESTER
SIGILLANTE MATERIALE
RESILIENTE COMPRIMIBILE
(ELASTOMERO)

a sguincio rasato
GRAFFE DI SOLIDARIZZAZIONE GIUNTI VERTICALI ALTERNATI
DISPOSIZIONE ISODOMA GIUNTI COSTIPATI
tra 5 e 15 mm

FERRO A “Z”
1,5 mm ad angolo rotondo
RIEMPIMENTO CON
MATERIALE COMPRIMIBILE GIUNTI VERTICALI ALLINEATI TECNICA
DISPOSIZIONE A SORELLE DEL RIGIUNTAGGIO
spessore = 2 o armatura E SUCCESSIVA
.
MURATURA A INTERCAPEDINE STUCCATURA
F.1.7
E
MATTONI A VISTA MALT
SIGILLANTE RESILIENTE

F 25

GRAFFE DI SOLIDARIZZAZIONE
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
8. APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

APPARECCHIATURE MURARIE

Alcune murature tradizionali, anche se non contemplate dalla normativa sono ancora impiegate, in particolare nelle zone rurali. La muratura a sacco prevede la realizzazione
di due cortine murarie con funzione di cassaforma, entro cui viene gettato il conglomerato cementizio. L’orizzontamento del piano ogni 7-10 ricorsi, viene realizzato con mattoni
diatoni o con filari passanti di mattoni.

FIG. F.1.8./1 MURATURE A SACCO

CORTINE MURARIE PER UNA MIGLIORE


ESTERNE AMMORSATURA
SI IMPIEGANO MATTONI
TRIANGOLARI

RICORSI
DI MATTONI
MATTONE CON FUNZIONE
DIATONO DI LEGATURA,
CON FUNZIONE CONTRO-
DI LEGATURA, VENTAMENTO
CONTRO- E RIPARTIZIONE
VENTAMENTO DEI CARICHI
E RIPARTIZIONE
DEI CARICHI CONGLOMERATO
CEMENTIZIO CONGLOMERATO
CONGLOMERATO
CEMENTIZIO CEMENTIZIO

MURATURE A SACCO MURATURE A SACCO MURATURE A SACCO


FIG. F.1.8./2 MURATURE MONOSTRATO – DISPOSIZIONI DI MATTONI E BLOCCHI

MURATURA IN CHIAVE A 1 TESTA MURATURA IN FOGLIO A 1 TESTA MURATURA IN CHIAVE A 2 TESTE


12 5,5
25
5,5 12 5,5

PIANTA DEI RICORSI PIANTA DEI RICORSI

PIANTA DEI RICORSI

25

25 12

MURATURA A 2 TESTE (GOTICA) MURATURA A CROCE A 2 TESTE MURATURA A BLOCCO A 2 TESTE


25 25 25
5,5 a 5,5 5,5
c
a
b
a
PIANTA DEI RICORSI PIANTA DEI RICORSI
PIANTA DEI RICORSI
c

a 12

MURATURA A BLOCCO A 3 TESTE (GOTICA) MURATURA A CROCE A 4 TESTE MURATURA A BLOCCO A 5 TESTE
25 25 25 12
5,5 a 5,5
c
a
b
a
PIANTA DEI RICORSI PIANTA DEI RICORSI PIANTA DEI RICORSI

F 26
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI 8.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.8./3 MURATURE MONOSTRATO – SOLUZIONI DI INCROCIO E ANGOLO

B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE

F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP
INCROCIO A “T” TRA MURI A 1 TESTA ANGOLO TRA MURI A 2 TESTE INCROCIO A 4 VIE TRA MURI A 2 TESTE

G.ANISTICA
URB

RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER

F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC
INCROCIO A “T” TRA MURI A 2 TESTE ANGOLO TRA MURI A 2 TESTE INCROCIO A 4 VIE TRA MURI A 2 TESTE

F.5. I
D
ARRE

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

. RE
INCROCIO A “T” TRA MURI A 2 TESTE ANGOLO TRA MURI A 2 TESTE INCROCIO A 4 VIE TRA MURI A 2 TESTE F.1.8 ECCHIATU ENTI
R M
E MURO A 3 TESTE APPA RIE IN ELE ICIALI
MURA ENTI ARTIF
➥ RESIS
T

F 27
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
8. APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

➦ APPARECCHIATURE MURARIE

➦ FIG. F.1.8./3 MURATURE MONOSTRATO – SOLUZIONI DI INCROCIO E ANGOLO

INCROCIO A “T” TRA MURI A 3 TESTE ANGOLO TRA MURI A 3 TESTE


E MURO A 2 TESTE

INCROCIO A “T” TRA MURI A 3 TESTE ANGOLO TRA MURI A 4 TESTE INCROCIO A 4 VIE TRA MURI A 3 TESTE
E MURO A 1 TESTA

INCROCIO A “T” TRA MURI A 4 TESTE ANGOLO TRA MURI A 4 TESTE INCROCIO A 4 VIE TRA MURI A 4 TESTE
E MURO A 3 TESTE

F 28
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI 8.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.8./4 MURATURE MONOSTRATO – PARTICOLARI SOLUZIONI DI INCROCIO E ANGOLO FIG. F.1.8./5 BLOCCHI A SISTEMA

INCROCIO A “T” B.STAZIONI DILEGIZLII


PRE I ED
NISM
ORGA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE

F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
URB
ANGOLO

RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

F.3. IONI
IZ
ANGOLO PART E
N
INTER

F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC

F.5. I
D
ARRE

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

ANGOLO

19

PEZZO
SPECIALE
D’ANGOLO
ANGOLO

. RE
F.1.8 ECCHIATU ENTI
30
12 R M
APPA RIE IN ELE ICIALI
1° RICORSO 2 ° RICORSO
MURA ENTI ARTIF
T
RESIS

F 29
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
8. APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

➦ APPARECCHIATURE MURARIE

FIG. F.1.8./6 PILASTRI IN LATERIZO

Possono essere realizzati con elementi ordinari o pezzi speciali possono essere armati o non armati, a sezione piena o mista. I criteri di progettazione fanno riferimento alla normativa inglese (BS5628).
PILASTRI A SEZIONE PIENA NON ARMATI PILASTRI A SEZIONE MISTA ARMATI
PEZZI SPECIALI
GETTO DI
CALCESTRUZZO
2 x 2 TESTE

3 x 4 TESTE PEZZI SPECIALI

ARMATURA

2 x 3 TESTE EVENTUALE
ARMATURA

PROFILO METALLICO
INSERITO NEL GETTO 30
DI CALCESTRUZZO

5 x 5 TESTE
3 x 3 TESTE

1°RICORSO
RICORSO 2 °RICORSO
RICORSO 1°RICORSO
RICORSO 2 °RICORSO
RICORSO
FIG. F.1.8./7 MURATURE MISTE FIG. F.1.8./8 MURATURE CAVE

MATTONE PIENO UNI


12

BLOCCO
BLOCCO FORATO
FORATO 12

25

15 La discontinuità
discontinuit
della muratura e la
MATTONE presenza delle cavità
cavit
SEMIPIENO contribuiscono
DOPPIO UNI all’isolamento
all isolamento termico

MATTONE PIENO UNI 8 MATTONE PIENO UNI

FIG. F.1.8./9 MURATURE A DOPPIA PARETE

INTERCAPEDINE MATTONI PIENI MATTONI


D’ARIA
ARIA FACCIA A VISTA FORATI
S = 3-5 cm MATTONI PIENI
INTONACO
GRAFFA DI INTONACO
MATTONI SOLIDARIZZAZIONE
FORATI CON RONDELLA
DI PLASTICA
E GOCCIOLATOIO
TAVELLA
COPRICORDOLO
MATTONI
COPRICORDOLO
100 mm

2-4 mm
INTONACO

210 mm
RINZAFFO 100 mm 105-305 mm
DI INTONACO 30-50 mm
Il gocciolatoio evita Graffa di solidarizzazione
il passaggio di condensa; realizzata con una piastra
la rondella può
pu anche di acciaio zincato; ll’avvolgimento
avvolgimento
trattenere strati di isolante forma il gocciolatoio RINZAFFO DI INTONACO

F 30
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI 8.

A.ZIONI
NO RALI DI E
< =12 GENE ETTAZION
PROG
È consigliabile aerare l’intercapedine
l intercapedine libera 47 INTONACO
> =4
B.STAZIONI DILEGIZLII
per smaltire ll’eventuale
eventuale condensa. INTERNO
È utile in questo caso, impiegare un profilo 12 30 8 12
4 (1 cm)
di raccolta e allontanamento dell’acqua.
dell acqua. PRE I ED
NISM
INTONACO
ELEMENTI ORGA
DI RINZAFFO 6 INTONACO
A FORI
VERTICALI INTERNO
INTERCAPEDINE (1,5 cm)
C.RCIZIO E
BARRIERA ESE ESSIONAL
PROFILO DI RACCOLTA AL VAPORE
RIVESTIMENTO BARRIERA PROF
E ALLONTANAMENTO MATTONI IN LISTELLI AL VAPORE
DELLA CONDENSA FACCIA STRATO
A VISTA ISOLANTE
STRATO D.GETTAZIONE
47,5
INTONACO ISOLANTE PRO TTURALE
12 30 DI RINZAFFO STRU
4
ELEMENTI
A FORI E.NTROLLO
GIUNTO ORIZZONTALI CO NTALE
VERTICALE AMBIE
APERTO L’intercapedine
intercapedine è parzialmente riempita con materiale
L’intercapedine
intercapedine è totalmente riempita
isolante posto a ridosso della parete interna;
con materiale isolante non idrofilo.
l’isolante
isolante è cos
così protetto da infiltrazioni di acqua dall’esterno.
dall esterno.
F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
MATTONI
COMP
COPRI- INTONACO INTONACO
CORDOLO INTONACO INTERNO MATTONI INTERNO
ESTERNO (1,5 cm) FACCIA
INTONACO (1,5 cm)
INTERNO
(2 cm) A VISTA
BARRIERA
G.ANISTICA
(1,5 cm) ELEMENTI
AL VAPORE URB
A FORI
ORIZZONTALI INTERCAPEDINE
D’ARIA
ARIA STRATO
MATTONI
GRAFFA BARRIERA ISOLANTE
FACCIA
A VISTA INCLINATA AL VAPORE
VERSO MATTONI
RALI
L’ESTERNO
ESTERNO STRATO A FORI F.1. I PERIMET
T
ISOLANTE ORIZZONTALI PARE ALI
VERTIC

4
25 12 6 F.2. URE
> =4 CHIUS ONTALI
Z
33 < =12 ORIZ

42 30 39 F.3. IONI
IZ
12 25 12 12 25 8 PART E
N
4 3 3
INTONACO INTER
INTONACO INTONACO INTERNO
INTONACO INTERNO INTONACO (1,5 cm)
INTERNO
ESTERNO
(1,5 cm) ESTERNO (1,5 cm) F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
(2 cm) (2 cm) BARRIERA
STRATO AL VAPORE COMU ALE
GRAFFA MATTONI ISOLANTE BLOCCHI VERTIC
DOPPIO UNI A FORI STRATO
MATTONI VERTICALI ISOLANTE
MATTONI
FACCIA
BARRIERA FORATI F.5. I
INTERCAPEDINE D
A VISTA D’ARIA
ARIA
AL VAPORE ARRE
MATTONI
FORATI
F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

38 37 40
25 8 25 8 25 8
4 3 4
INTONACO
INTERNO INTONACO INTONACO
(1,5 cm) MATTONI INTONACO
INTERNO INTERNO
FACCIA ESTERNO
MATTONI (1,5 cm) (1,5 cm)
A VISTA (2 cm)
FACCIA MATTONI DOPPIO UNI
A VISTA FORATI MATTONI MATTONI
BLOCCHI
DOPPIO UNI FORATI FORATI
STRATO A FORI
ISOLANTE VERTICALI
INTERCAPEDINE BARRIERA
AL VAPORE INTERCAPEDINE
D’ARIA
ARIA
D’ARIA
ARIA

. RE
F.1.8 ECCHIATU ENTI
R M
APPA RIE IN ELE ICIALI
MURA ENTI ARTIF
T
RESIS

F 31
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
8. APPARECCHIATURE MURARIE IN ELEMENTI RESISTENTI ARTIFICIALI

COLLEGAMENTI E RINFORZI NELLE MURATURE

Nella pratica costruttiva, per migliorare le caratteristiche sioni (incroci, angoli, discontinuità), o vengono utilizzati FIG. F.1.8./10 COLLEGAMENTI AGLI INCROCI
statiche dell’apparecchio murario, si impiegano elementi per collegare strati murari separati da intercapedine
metallici come tralicci, graffe, barre di armatura, disposti (cfr. F.1.7.).
in modo opportuno. L’apparecchiatura muraria con disposizione “a sorelle”,
Tali elementi vanno collocati in punti singolari della co- cioè con i giunti coincidenti sulle linee verticali, richiede
struzione soggetti a particolari concentrazioni di ten- un traliccio metallico ogni 2–3 ricorsi.

GRAFFE E ANCORAGGI

Le graffe e gli ancoraggi hanno la funzione di garantire Sono distribuiti omogeneamente nella muratura in quan-
la solidarizzazione tra le murature negli innesti e negli tità e spaziatura che variano in ragione dei carichi e dello
incroci; nelle murature a doppia parete collegano tra spessore degli strati costituenti la parete.
loro gli strati murari. Per le murature doppie la norma DIN 1053 prevede
Sono realizzati in metallo inossidabile. L’eventuale incli- cinque ancoraggi per mq di parete integrati da tre anco-
nazione della graffa va rivolta verso l’esterno per evitare raggi per metro di bordo sui lati liberi (angoli, aperture,
il passaggio di umidità all’interno. giunti di dilatazione, bordi superiori esterni) (cfr. F.1.7.).
Gli elementi sono collocati nei letti di malta e penetrano
nelle murature per almeno 50 mm.

FIG. F.1.8./11 GRAFFE, STAFFE, TRALICCI, ARMATURE DI RINFORZO

GRAFFA ADATTABILE ANCORAGGIO RONDELLA


PER PARETI CON LETTI A FARFALLA GOCCIOLATOIO
DI MALTA A QUOTE DIVERSE

150 ÷200
200 mm 100
GOCCIOLATOIO

75 ÷100
100 100
36

PROSPETTO
GOCCIOLATOIO
La tradizionale piegatura che forma il gocciolatoio indebolisce DISPOSIZIONE
la staffa. È preferibile utilizzare ferri diritti e affidare la funzione ISODOMA
PROSPETTO PROSPETTO di gocciolatoio a una rondella in plastica.

ANCORAGGIO
GRAFFA INCLINATA A DOPPIO TRIANGOLO

150 ÷200
200 mm
STAFFA A “Z” DISPOSIZIONE
A SORELLE,
65 CON TRALICCI
METALLICI
50 OGNI 2-3 RICORSI
GOCCIOLATOIO
5
STAFFA RETTANGOLARE STAFFE ADATTABILI
22

PROSPETTO PROSPETTO

Le barre di armatura possono essere collocate laddove si verifica una concentrazione di tensioni (al di sopra di vani aperti, nella contiguità
contiguit di masse murarie di dimensioni diverse),
ovvero dove si ritiene necessario creare solidarizzazioni tra pareti di tamponamento, parapetti o altro con la struttura portante.
ARMATURA ARMATURA ARMATURA

ARMATURA DI RINFORZO IN UNA MURATURA


POGGIANTE SU TRAVE ELASTICA, PER EVITARE
ARMATURE DI RINFORZO AL DI SOPRA DEI VANI LE FESSURAZIONI ARMATURA LOCALIZZATA IN CORRISPONDENZA
DI MASSE MURARIE DI DIVERSE DIMENSIONI

F 32
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
ALLOGGIAMENTO DI IMPIANTI 9.

ALLOGGIAMENTO DI IMPIANTI A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Negli edifici in muratura, l’alloggiamento di frutti o il passaggio di impianti richiede la resistente, caratterizzata, generalmente, da uno spessore consistente. Le tracce
realizzazione di incavi chiamati tasche, se eseguiti nella fase di costruzione della verticali che non si estendono per più di 1/3 dell’altezza di interpiano, considerata al
di sopra del livello del solaio e realizzate in spessori murari ≥ 240 mm, possono avere
B.STAZIONI DILEGIZLII
muratura, tracce, se eseguiti nella muratura costruita. Tali incavi implicano una
diminuzione della capacità portante della muratura. A esclusione delle murature a altezza ≤ 80 mm e larghezza ≤ 120 mm. La distanza minima delle tracce dalle
PRE I ED
doppio strato, dove sono ammessi spessori relativamente sottili dei due strati portanti, aperture è di 115 mm; quella delle tasche è il doppio della larghezza delle tasche NISM
nelle murature monostrato con caratteristiche strutturali lo spessore della porzione stesse. La larghezza totale di tasche o tracce per muri di lunghezza di 2 m deve ORGA
muraria interessata da tasche o tracce non deve essere < 20 cm. Le tasche e le essere ≤ 260 mm; per muri di lunghezza inferiore la larghezza degli incavi deve essere
tracce sono pertanto sconsigliate nelle murature portanti realizzate con blocchi forati ridotta proporzionalmente. La distanza minima tra ogni traccia o tasca è di 260 mm.
con φ > 45%, in particolare se monostrato. L’Eurocodice sulle murature (EC6) ne vieta Le tracce orizzontali e inclinate sono sconsigliate e sono vietate nelle murature costi- C.RCIZIO E
la realizzazione in elementi forati se la porzione di sezione ridotta è > del 20% o se lo tuite da elementi resistenti a fori orizzontali. Nella necessità di realizzarle devono ESE ESSIONAL
spessore degli incavi è maggiore dello spessore della parete esterna dell’elemento essere posizionate entro 1/8 dell’altezza di interpiano sopra e sotto il livello di solaio. PROF
TAB. F.1.9./1 DIMENSIONI DI TASCHE E TRACCE VERTICALI PERMESSE SENZA TAB. F.1.9./2 DIMENSIONI DI TASCHE E TRACCE ORIZZONTALI E INCLINATE
CALCOLO NEGLI EDIFICI IN MURATURA PERMESSE SENZA CALCOLO NEGLI EDIFICI IN MURATURA D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
TRACCE TASCHE STRU
SPESSORE SPESSORE MASSIMA PROFONDITÀ
Minimo (mm)
DEL MURO Massima Massima Massima DEL MURO
E.NTROLLO
spessore
(mm) profondità larghezza larghezza (mm)
rimanente del
(mm) (mm) (mm) Lunghezza illimitata Lunghezza ≤ 1250 mm CO NTALE
muro (mm)
AMBIE
≤ 115 10 100 non permesso non permesso ≤ 115 non permesso non permesso
175 30 100 260 115 175 non permesso 25
F. TERIALI,TECN
ICHE
240 30 100 260 115 240 15 25 MA ONENTI,
COMP
300 30 100 260 175 300 20 30
365 30 100 260 240 365 20 30

FIG. F.1.9./1 POSIZIONAMENTO E PROTEZIONE DI CANALIZZAZIONI, CANNE FUMARIE, TUBI E CONDOTTE FIG. F.1.9./2 MODALITÀ DI ISOLAMENTO DEI TUBI G.ANISTICA
URB
Posizionamento corretto di canalizzazioni Matton
attoni predispost
predispostii per lo spacco
verticali e canne fumarie. Lo spessore murario attii al passaggio di canalizzazioni
att
non viene ridotto e si evita la foratura verticali e orizzontali
del cordolo a livello dei solai.

MATTONE CON
RALI
FORO PASSANTE F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

F.3. IONI
IZ
PART E
N
I giunti degli strati Da usare su tubi che lavorano ISOLAMENTO DI UN CONDOTTO INTER
devono essere sfalsati in ambienti con temperatura DI AERAZIONE
COPPELLA al di sopra del punto di rugiada
IN MATERIALE MATERIALE F.4. NTI DI E
ISOLANTE COPPELLA ISOLANTE ELEME NICAZION
TAGLIATA COMU ALE
TUBO
VERTIC

F.5. I
D
ARRE
Rivestimenti
permeabili per i tubi caldi, SUPPORTO
MANICOTTO ELASTICO
impermeabili per i tubi freddi APPESO
INTERROTTO F.6. AZIONI
M
AL SOLAIO SISTE E
NELL’INTERCAPEDINE
NELL INTERCAPEDINE N
NASTRO DI BARRIERA AL VAPORE ESTER
CON GIUNTI SFALSATI
INTONACO
BARRIERA AL VAPORE
BULLONCINO
SUPPORTO
DI SERRAGGIO

TUBO
La protezione deve ISOLAMENTO ACUSTICO
evitare sollecitazioni DELLE TUBATURE
alla barriera al vapore Murature monostrato e a intercapedine
RIVESTIMENTO GIUNTO ELASTICO
DI PROTEZIONE
DOPPIA ISOLAMENTO FLESSIBILE COPPELLA
COPPELLA MATERIALE IN MATERIALE
. RE
COMPRIMIBILE ELASTICO F.1.8 ECCHIATU EMENTI
R L
APPA TURE IN E ICIALI
MURA ENTI ARTIF
T
TASSELLO RESIS
ELASTICO
. O
DI FISSAGGIO F.1.9 GIAMENT
G
ALLO IANTI
P
DI IM

F 33
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
10. ARCHI E PIATTABANDE

ARCHI

L’apertura di vani nelle murature portanti non deve compromettere la stabilità del muro TAB. F.1.10./1 VALORI MINIMI PER ARCHI IN MURATURE A DOPPIA PARETE
(cfr. sezione D). Con spessori del giunto di malta all’intradosso compresi in 5-7 mm e (sottoposti principalmente al peso proprio; h massima dei piedritti 3 m)
all’estradosso in 10-20 mm, si realizzano archi di raggio = 1,20 m; per raggi maggiori
possono essere impiegati listelli di laterizio nei giunti. L D B T L D B T L D B T
90 9 40 40 120 9 60 40 120 19 60 40
180 19 60 60 240 19 60 60
FIG. F.1.10./1 TIPI E NOMENCLATURE DEGLI ARCHI 270 29 90 60
390 39 120 60
CONCIO DI CHIAVE
CONCIO A TUTTO SESTO ACUTO RIBASSATO
SO GIUNTO D D
S
DO D
RA NI
T SO RE
S S LE
DO A L
E

A
TR NO
PIA
IN

PIA SPESSORE
NO B L T B L T B L T
AL 60°
60
LE
RE
NI
PIANO D’IMPOSTA
D IMPOSTA
PIEDRITTI
LUCE O CORDA La dimensione di B può essere ridotta di 1/3 nel caso di un risvolto d’angolo di almeno 40 cm.
La dimensione di T deve essere verificata con il calcolo quando si è in presenza di carichi elevati
(misure in cm).

R1
R1 R1 R1 R2
C1

C1 F1 F2
C1

A TUTTO SESTO A SESTO RIBASSATO A SESTO RIALZATO A SESTO ELLITTICO


O A PIENO CENTRO O A SESTO SCEMO O BIZANTINO

R1 R1
R1 R1
R1

C1 C1 C2

C1 C2

A SESTO PARABOLICO A SESTO ECCEDENTE TONDO A SESTO ECCEDENTE A SESTO ACUTO


O A FERRO DI CAVALLO ACUTO LANCEOLATO

R2 R2 R2
R1 R1
R1 R1
C3 C4 C3
R1 R1
R1 R1

C1 C2 C1 C2 C1 C2 C1 C2

A SESTO ACUTO A SESTO ACUTO TRILOBATO TRILOBATO


SEMPLICE RIBASSATO CON LOBO ACUTO

C2 C3 C3 C4
R2
R1 R1 R2 R2
C2
R1 R1
R1 R1 R1 R1
R1 R1
C1 C2
C1 C1 C1 C2 C1
R2 R2

C3 C4
TUDOR TUDOR TUDOR A SESTO INFLESSO RAMPANTE
FIAMMEGGIANTE (POLICENTRICO) O A FIAMMA

F 34
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
ARCHI E PIATTABANDE 10.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.10./2 APPARECCHIO COSTRUTTIVO DEGLI ARCHI

CONCIO DI CHIAVE
CONCI DI LATERIZIO
B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
CONCIO PROF
DI CHIAVE
CONCI IN PIETRA
DI PIETRA
PULVINI IN PIETRA
D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

ARCO IN PIETRA ELEMENTI ARCO RIBASSATO


S DI LATERIZIO E.NTROLLO
CO NTALE
10 < = S < = 20 mm AMBIE
5 < = s < = 7 mm
GIUNTO DI MALTA ARCO MISTO IN PIETRA DA TAGLIO F. TERIALI,TECN
ICHE
s
E MURATURA MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
PULVINO URB
IN PIETRA
ISPESSIMENTO
DELLA MURATURA
ALLE RENI
ARCHI A DUE TESTE SPICCATI
RALI
DA UN PULVINO IN PIETRA F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC
ARCHI D’ALTEZZA
D ALTEZZA DI DUE TESTE ARCO A DOPPIA CURVATURA
E SPESSORE DI QUATTRO TESTE
ARMATURA DEL MURO
F.2. URE
B CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

F.3. IONI
IZ
PART E
IMPOSTA N
INTER
DEL TERZO
ANELLO
B SEZIONE BB
IMPOSTA DEL F.4. NTI DI E
SECONDO ANELLO ELEME NICAZION
COMU ALE
IMPOSTA DEL VERTIC
PRIMO ANELLO
A A
F.5. I
D
ARCO RASTREMATO ARCO A TRE TESTE ARCO A QUATTRO ANELLI ARRE
DI CUI DUE ARMATI

APPARECCHIO A DUE TESTE IN L’APPARECCHIATURA


APPARECCHIATURA CONCENTRICA
ARCO ARMATO F.6. AZIONI
M
CORRISPONDENZA DELLE RENI EVITA COMENTI TROPPO SPESSI DI MALTA
SEZIONE AA resiste SISTE E
N
a sollecitazioni ESTER
eccentriche

38
C
A 27,5
8 B
3,8

25 A
55
38
27,5
31
75
15
106
B
A 12 28,5

C
E
0. BAND
APERTURA CIRCOLARE STROMBATA A 30
30° ESTERNAMENTE MATTONI TAGLIATI APERTURA AD ARCO CON STROMBATURA ESTERNA A DENTI F.1.1 E PIATTA
H I
ARC

F 35
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
10. ARCHI E PIATTABANDE

➦ ARCHI

➦ FIG. F.1.10./2 APPARECCHIO COSTRUTTIVO DEGLI ARCHI

f
f = 1/6 ÷1/10
1/10 L
L
SEMIARCO PER APERTURE DI LUCE MODEST
MODESTA
SEZIONI
SEZIONE

PIANTE
IPOGRAFIA
ARCHI DI ALTEZZA DI TRE TESTE
ARCO RIBASSATO CON ESTRADOSSO PIATTO E DIVERSO SPESSORE SEMIARCO CON SGUINCIO A BOTTE: PROSPETTO, IPOGRAFIA E SEZIONE

PIATTABANDA

La piattabanda è un arco il cui intradosso è costituito da una linea retta. È una FIG. F.1.10./4 APPARECCHIO COSTRUTTIVO DELLA PIATTABANDA
soluzione costruttiva adatta a luci modeste (1,5 m) ed è comunemente impiegata per
vani porta e finestra. L’arco di sordino o di scarico è una soluzione costruttiva che PIATTABANDA ALLA ROMANA: I GIUNTI CONCORRONO IN UN SOLO PUNTO
consente di aumentare la luce della piattabanda riducendo i carichi da essa sostenuti;
l’arco di sordino è collocato al di sopra della piattabanda che, in questo caso, sostiene
solo il peso proprio e quello della muratura tra essi compresa.

FIG. F.1.10./3 RIFERIMENTI GEOMETRICI PER LA PREDISPOSIZIONE DEI


CONCI DELLE PIATTABANDE

PIANO DI IMPOSTA PIANO DI IMPOSTA PIANO DI IMPOSTA


A 2 TESTE A 4 TESTE

PIATTABANDA ALLA FRANCESE: I GIUNTI NON CONCORRONO IN UN PUNTO

A 2 TESTE
R=L

PIEDRITTI PIEDRITTI
A 4 TESTE
APPARECCHIATURA MISTA CON SAETTONI
L R = 1,5 x L IN ELEMENTI LATERIZI E RIEMPITIVO
IN PIETRAME E CALCESTRUZZO
R=2xL
ARCO DI SORDINO

TAB. F.1.10./2 LUCE MASSIMA L IN FUNZIONE DELLO SPESSORE D (in cm)

D L
24 80
365 120

TAB. F.1.10./3 VALORI MINIMI PER PIATTABANDE IN MURATURE


A DOPPIA PARETE (sottoposte principalmente al peso proprio e
altezza massima dei piedritti 3 m)
ARCO CON PIATTABANDA APPESA (per luci notevoli)
ARCO PORTANTE
L D B T IN MATTONI
TIRANTI
120 9 60 40
D
240 19 60 60
360 29 90 60
PIATTABANDA
B L T
La dimensione di B può essere ridotta di 1/3 nel caso di un risvolto
d’angolo di almeno 40 cm.
In presenza di carichi elevati la dimensione di T deve essere ve- FERRI DI SOSTEGNO
rificata con il calcolo (misure in cm). DELLA PIATTABANDA

F 36
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
ARCHI E PIATTABANDE 10.

CENTINATURE A.ZIONI
NO RALI DI E
CENTINE AD ASSETTO VARIABILE GENE ETTAZION
La realizzazione degli archi in mattoni richiede la predi- spessore e dalla morfologia della curva da realizzare. PROG
sposizione delle centine, ovvero di armature provvisorie, Le centine hanno generalmente sostegni propri, i ritti; Sono basate sulla adattabilità della struttura alla curva
in genere in legname impostate fra i piedritti, atte a
sostenere i mattoni sino alla presa della malta, cioè sino
più raramente sono sostenute dai piedritti su cui è impo-
stato l’arco, che risulta così arretrato rispetto al filo dei
dell’arco da realizzare. Sono utilizzate per la costruzione
di archi e volte in muratura, pietra, calcestruzzo armato.
B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA
a quando l’arco è in grado di resistere autonomamente piedritti stessi. Dopo la presa, l’arco deve essere disar- Il sistema statico resistente è costituito da un traliccio
alle sollecitazioni di carico previste. mato gradualmente, agendo su appropriati meccanismi strutturale e la configurazione necessaria è realizzata
La configurazione delle centine dipende dalla luce, dallo di disarmo: cunei di legno, sacchi di sabbia, martinetti. mediante il serraggio degli elementi.
C.RCIZIO E
FIG. F.1.10./5 CENTINE FORMATE DA ASSI E TAVOLE (adatte a luci ridotte, sino a 2 m) ESE ESSIONAL
PROF
ASSE PER VERIFICARE
LA DISPOSIZIONE RADIALE DEI GIUNTI
D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU
MANTO

E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE

F. TERIALI,TECN
ICHE
TAVOLA MA ONENTI,
COMP
ASSE

G.ANISTICA
URB
RITTO

FIG. F.1.10./6 CENTINE FORMATE DA ASSI DI LEGNO INCASTRATE CON SCHEMA TRIANGOLARE O A RAGGERA (adatte a luci considerevoli, sino a 3,50 m)

RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
STRATI SOVRAPPOSTI VERTIC
DI TAVOLE
CON GIUNTI SFALSATI
F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

APPOGGIO F.3. IONI


IZ
AI PIEDRITTI RITTO PART E
N
INTER

F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC

F.5. I
D
APPOGGIO ARRE
AI PIEDRITTI
F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
FIG. F.1.10./7 MECCANISMI DI DISARMO FIG. F.1.10./8 CENTINA AD ASSETTO VARIABILE ESTER

I cunei di legno vanno


tolti prima del martinetto
RITTO

RITTO RITTO

CUNEI CUNEI
DI LEGNO DI LEGNO
TAVOLA
DI LEGNO

MARTINETTO A VITE
consente un disarmo
E
BAND
SACCO DI SABBIA graduale dopo aver 0.
facilmente riducibile eliminato i cunei F.1.1 E PIATTA
H I
ARC

F 37
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
11. ARCHITRAVI

ARCHITRAVI DI MATTONI

FIG. F.1.11./1 ARCHITRAVI DI MATTONI A VISTA REALIZZATI CON L’IMPIEGO DI ELEMENTI DI ACCIAIO

STAFFE MATTONI FORATI


Le armature possono passare DI ACCIAIO
in fori praticati nei mattoni OGNI 3 GIUNTI TONDINI
ed essere integrate in un getto di malta; DI ACCIAIO
in questo caso i fori devono
essere sufficientemente ampi. FORI
TONDINI
RIEMPITI
DI ACCIAIO
I MATTONI CON MALTA
ANCORATI
SONO POGGIATI AI PIEDRITTI
ALLA BARRA ARCHITRAVE
RISULTANDO PROFILI DI ACCIAIO
MATTONI 20-25 cm
A FILO CON PIEDRITTI SPECIALE ADATTI
DI COLTELLO
I PIEDRITTI PER LE MURATURE
A FILO CON
I PIEDRITTI ELEMENTO INTERO A INTERCAPEDINE
BARRA DI ACCIAIO
ANCORATA
AI PIEDRITTI BARRA
GRAFFE DI SOLIDARIZZAZIONE
ARCHITRAVE TRA MATTONI E GETTO DI ARMATURA
DI CALCESTRUZZO DI CALCESTRUZZO DA INSERIRE DELL’ARCHITRAVE
DELL ARCHITRAVE
ARMATO POGGIATO TRA I MATTONI PRIMA IN CALCESTRUZZO
SULLA ZONA DI ESEGUIRE IL GETTO
RETROSTANTE
DEI PIEDRITTI

PROFILO A “L”
PER LUCI
NOTEVOLI

PROFILO METALLICO I MATTONI


CON FUNZIONE CASSAFORMA RISULTANO
DI SOSTEGNO PER IL GETTO A FILO CON
DEI MATTONI DI CALCESTRUZZO I PIEDRITTI

FIG. F.1.11./2 ARCHITRAVI DI MATTONI NON A VISTA

Possono essere realizzati con diverse modalità, impiegando elementi speciali prefabbricati o blocchi ordinari; tra i primi sono impiegati elementi atti ad accogliere l’armatura o i
blocchi cassero, i quali costituiscono la cassaforma per un getto di calcestruzzo armato. I blocchi ordinari possono essere opportunamente preparati a pie’ d’opera, eliminando
parzialmente i setti interni, in modo da accogliere il getto di calcestruzzo e l’armatura.

BLOCCO CASSERO
BLOCCHI CASSERO 25 x 25 x 50 cm

25-30 x 19,5 x 50 cm GETTO DI


CALCESTRUZZO

ARCHITRAVE
CON UN BLOCCO
SPACCATO
E GETTO
INTEGRATIVO
DI CALCESTRUZZO
ARMATO

SOPRAFINESTRA SOPRAFINESTRA SOPRAFINESTRA CON


SENZA CASSONETTO SENZA CASSONETTO VELETTA E CASSONETTO

GETTO DI GETTO DI
CALCESTRUZZO CALCESTRUZZO

CON BLOCCHI ARMATI CON BLOCCHI CASSERO

F 38
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
ARCHITRAVI 11.

ARCHITRAVI DI CEMENTO ARMATO A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Adatti a luci notevoli possono essere prefabbricati o realizzati in opera mediante opportune casseformi.

B.STAZIONI DILEGIZLII
FIG. F.1.11./3 ARCHITRAVI DI CEMENTO ARMATO

RIVESTIMENTO PRE I ED
NISM
IN CORTINA DI LATERIZIO ORGA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU
20 cm

ARCHITRAVE DI CEMENTO ARMATO ARCHITRAVE DI CEMENTO ARMATO ARCHITRAVE DI CEMENTO ARMATO


20 cm

FACCIA A VISTA CON VELETTA RIVESTITO E.NTROLLO


CO NTALE
AMBIE
FIG. F.1.11./4 MARIO BOTTA, EDIFICIO PER UFFICI FIG. F.1.11./5 GINO VALLE, COMPLESSO
A LUGANO (1981-85). Vista prospettica RESIDENZIALE ALLA GIUDECCA,
con architravi scalettati VENEZIA (1980-85). Dettaglio dell’archi- F. TERIALI,TECN
ICHE
trave prefabbricato in cemento armato MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA

13
252
URB

56
104
187
RALI
F.1. I PERIMET
T
41,5 104 41,5
PARE ALI
ARCHITRAVE DI CEMENTO ARMATO VERTIC
RIVESTITO
F.2. URE
CHIUS ONTALI
ARCHITRAVI DI ACCIAIO Z
ORIZ

FIG. F.1.11./6b ARCHITRAVI DI ACCIAIO – ALDO ROSSI, NUOVO EDIFICIO PER UFFICI “CASA AURORA”
FIG. F.1.11./6a ARCHITRAVI DI ACCIAIO TORINO (1983-87). Dettagli costruttivi dell’architrave di acciaio F.3. IONI
IZ
PART E
N
Architravi di acciaio realizzati con profili a doppio T, adatti per luci 1600 INTER
notevoli. Per spessori elevati di muratura le travi sono rese solidali B C
tra loro mediante manicotti, chiavarde, staffe.
I profili di acciaio possono anche costituire la cassaforma a per-
F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
dere per un eventuale getto di calcestruzzo.
COMU ALE
VERTIC
A
1420
F.5. I
D
ARRE

ELEMENTI INTERI
F.6. AZIONI
M
A SISTE E
N
ESTER
20 cm

RETE PORTAINTONACO B C
TRA LE ALI INFERIORI PIANTA

ARCHITRAVE DI ACCIAIO
ANCORATO ALLA STRUTTURA
ARCHITRAVE DI SEZIONE C-C
ACCIAIO INTEGRATO
DA UN GETTO
DI CALCESTRUZZO
850

400

FLANGIA DI
ANCORAGGIO

1.
F.1.1 RAVI
IT
SEZIONE B-B SEZIONE A-A
ARCH

F 39
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
12. MURATURA ARMATA

CARATTERISTICHE E TIPI

La muratura armata è costituita da elementi resistenti, FIG. F.1.12./1 BLOCCHI PER MURATURE ARMATE
con caratteristiche tipologiche definite dal DM 20
novembre 1987 con alloggiamento predisposto per
contenere una armatura diffusa verticale, integrata, in
fase di realizzazione, da un’armatura orizzontale dispo-
sta lungo i letti di malta o in apposita sede. L’armatura
conferisce al setto murario la continuità e la capacità
di resistere a trazione. Il collegamento tra gli elementi
resistenti deve avvenire esclusivamente con malta di
classe M1, M2, M3.
L’argomento è oggetto di aggiornamento e revisione attra-
verso gli Eurocodici EC 6 “Progettazioni di strutture in mu-
ratura” e EC 8 “Progettazioni di strutture in zona sismica”.
Da un punto di vista strutturale gli edifici in muratura 13,7 x 28,6 x 20 cm 13,7 x 48,6 x 20 cm 20 x 28,6 x 30 cm 6,5 x 12,5 x 25 cm
armata devono comportarsi come strutture tridimensio-
nali in cui tutti gli elementi, pareti e solai, contribuiscono
globalmente a resistere alle azioni esterne.
Le barre di armatura devono essere del tipo ad aderenza
migliorata e adeguatamente protette dalla corrosione.
La distanza minima della armatura dalla superficie
esterna non dovrà essere inferiore a 5 cm.
Gli elementi resistenti hanno configurazione tale da acco- BLOCCO BASE M+1/2M M+1/4M
gliere l’armatura e il getto; sono utilizzati anche ordinari
mattoni pieni o a fori orizzontali.
Per realizzare architravi ed elementi di sottofinestra si
utilizzano blocchi speciali atti ad accogliere le armature
che saranno ammorsate con le pareti adiacenti.
Le armature verticali sono poste a interasse di 4-5 m.
Le barre hanno sezione > 4 cm2 .
Le armature orizzontali, con barre di diametro > 4 mm, 1/4M 1/2M BLOCCO A “T”
sono collocate nei ricorsi murari e devono avere inte-
rasse < 600 mm; quelle che costituiscono incatena-
mento avranno interasse < 4 m.
La percentuale di armatura verticale e orizzontale, riferite
alla sezione trasversale deve essere > 0,05%.

Le murature armate sono di tre tipi:


• la muratura a intercapedine armata; ELEMENTO BASE E PEZZI SPECIALI ARCHITRAVE
• la muratura ad armatura diffusa;
• la muratura ad armatura concentrata.

La differenza tra i diversi tipi riguarda non solo i proce- BLOCCHI CON APPOSITA
dimenti realizzativi, ma le modalità con le quali gli ele- SEDE PER L’ARMATURA
L ARMATURA
menti costruttivi che compongono la muratura armata ORIZZONTALE
reagiscono alle sollecitazioni esterne.

MURATURA A INTERCAPEDINE ARMATA

Il setto murario si configura come cassaforma a perdere Sono impiegati mattoni pieni o semipieni, con una percen- Il riempimento dell’intercapedine può avvenire in con-
per un getto di calcestruzzo armato particolarmente fluido. tuale di foratura del 25%, disposti a una testa. temporanea con la costruzione dei setti, oppure ogni
Alcuni elementi di rinforzo come staffe e tralicci, attuano la Il calcestruzzo deve essere gettato in fasi intervallate da 30-40 cm di costruzione dei setti stessi o per altezze
collaborazione tra i vari strati di cui è costituito il setto e vibrature dell’impasto e deve attuare il collegamento tra gli maggiori. In quest’ultimo caso la presenza delle staffe
collaborano alla stabilità della armatura durante il getto. elementi portanti del solaio e l’armatura dei setti verticali. assicura stabilità alle pareti prima del getto.

FIG. F.1.12./2 APPARECCHIATURE MURARIE


BARRE DI ARMATURA ORIZZONTALE BARRE
VERTICALI
Ill getto di calcestruzzo fluido BARRE
garantisce l’aderenza
l aderenza tra VERTICALI
armature verticali e murature STAFFA DI COLLEGAMENTO
E DI POSIZIONAMENTO
DELL’ARMATURA
DELL ARMATURA
BARRE
DI ARMATURA
VERTICALE
MATTONI
PIENI

MATTONI
PIENI

ELEMENTI
A FORI
VERTICALI ANCORAGGI
BARRE BARRE
ORIZZONTALI ORIZZONTALI

F 40
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MURATURA ARMATA 12.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.12./3 POSIZIONAMENTO DELL’ARMATURA E DELLE STAFFE DI COLLEGAMENTO TRA I SETTI

Le barre verticali si devono sovrapporre


per una lunghezza da 30 a 60 volte il diametro B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
STAFFA NISM
ORGA
BARRA
BARRA BARRA VERTICALE
VERTICALE ORIZZONTALE C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
ARMATURA CON DUE BARRE
VERTICALI E DUE ORIZZONTALI
STAFFA PRO TTURALE
STRU
BARRA
ORIZZONTALE
STAFFE
BARRA
VERTICALE
BARRA
ORIZZONTALE
E.NTROLLO
BARRA BARRA CO NTALE
2d d ORIZZONTALE VERTICALE AMBIE

F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
SEZIONI VERTICALI SEZIONE ORIZZONTALE COMP

G.ANISTICA
URB

RALI
F.1. I PERIMET
T
SPEZZONI PIEGATI PARE ALI
ALTERNATI A DESTRA VERTIC
l = 30d E A SINISTRA

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
l = 30d ORIZ

F.3. IONI
IZ
BARRE DIRITTE BARRE PIEGATE PART E
N
E SPEZZONI PIEGATI INTER

F.4. NTI DI E
Negli
egli angoli alle barre diritte si aggiungono Negli
egli innesti a “T” gli spezzoni piegati si sovrappongono ELEME NICAZION
spezzoni piegati, oppure si piegano le barre alle barre diritte per 30 volte il diametro COMU ALE
VERTIC
SEZIONI ORIZZONTALI

F.5. I
D
ARRE

I ferri di ancoraggio
e di taglio provenienti F.6. AZIONI
M
dal solaio si devono STAFFA DI STAFFE DI SISTE E
N
sovrapporre ai ferri COLLEGAMENTO COLLEGAMENTO ESTER
della muratura
ARMATURA DI TAGLIO
E ANCORAGGIO

FERRO DI
FERRI DI GIUNTI CONTINUIT
CONTINUITÀ
CONTINUITÀ
CONTINUIT DEL GETTO
RIPIEGATI

NODO TRA MURATURA PERIMETRALE NODO TRA MURATURA INTERNA NODO TRA MURATURA INTERNA
E SOLAIO E SOLAI TESSUTI NELLA STESSA DIREZIONE E SOLAI TESSUTI IN DIREZIONI DIVERSE

SEZIONI VERTICALI 2. ATA


F.1.1TURA ARM
MURA

F 41
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
12. MURATURA ARMATA

MURATURA AD ARMATURA DIFFUSA

FIG. F.1.12./4 APPARECCHIATURE MURARIE E DISPOSIZIONE DELLE ARMATURE

L’armatura verticale è costituita da barre; quella 15 INNESTO AD ANGOLO


orizzontale da barre o da tralicci.
Possono essere impiegati elementi resistenti di
BARRE STAFFA DI
diverso tipo:
VERTICALI COLLEGAMENTO
• gli elementi speciali presentano la cavità per il
TRA LE MURATURE
passaggio dell’armatura verticale e devono E IL RIVESTIMENTO
consentire lo sfalsamento dei giunti tra corsi TRALICCI
successivi;
• con i blocchi a “T” la giustapposizione degli GIUNZIONE E PIEGATURA
elementi conforma la cavità verticale; DI TRALICCIO
• i mattoni pieni ordinari vengono disposti a Quetta.

PIEGATURA
DEI FERRI
ORIZZONTALI
GETTO DI MALTA
Le armature orizzontali
ARMATURA sono posizionate ogni 2 ricorsi
VERTICALE ARMATURA
ORIZZONTALE
RIPIEGATA

ARMATURA
ORIZZONTALE

PIANTA DEI RICORSI

MURATURA A 4 VIE
MURATURA A 3 VIE
BLOCCO A “T”
MATTONI ORDINARI

PIANTA DEI RICORSI


PIANTA DEI RICORSI

DISPOSIZIONE A QUETTA

FIG. F.1.12./5 MURATURA MONTATA A SECCO

Muratura realizzata con mattoni modulari la cui particolare configurazione consente l’assemblaggio mediante una serie di perni-guida in plastica. La muratura viene montata a
secco per un’altezza di 2-3 m; posizionate le armature orizzontali e successivamente quelle verticali, viene colata una malta fluida nei fori verticali che defluirà anche nei canali
orizzontali dell’elemento.

VANO PER IL GETTO

Gli spinotti in plastica


facilitano il posizionamento

F 42
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MURATURA ARMATA 12.

MURATURA AD ARMATURA CONCENTRATA A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.12./6 APPARECCHIATURE MURARIE E DISPOSIZIONE DELLE ARMATURE

L’armatura è collocata in travetti e pilastrini inseriti nello


spessore murario. La funzione portante è affidata essen-
PEZZO SPECIALE A FORI VERTICALI
PER IL PILASTRO D’ANGOLO,
D ANGOLO, CHE NON
B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
zialmente allo scheletro in calcestruzzo armato, a cui LASCIA FORI APERTI VERSO L’ESTERNO
L ESTERNO NISM
sono opportunamente collegati i setti murari che comun- ORGA
que collaborano, anche se con funzione secondaria,

C.RCIZIO
alla stabilità dell’insieme.
Per il passaggio delle armature verticali, oltre gli elementi E
con specifica geometria, sono utilizzabili anche i blocchi ESE ESSIONAL
a fori verticali. PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

TRALICCIO E.NTROLLO
METALLICO CO NTALE
AMBIE
ELEMENTO
A FORI
ORIZZONTALI F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP
PANNELLI PREFABBRICATI IN MURATURA ARMATA

G.ANISTICA
URB

RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ
LARGHEZZA DA 0,375 A 2,00 m PANNELLO FINESTRA SOTTOFINESTRA

BARRE VERTICALI DI SOLLEVAMENTO F.3. IONI


IZ
PART E
DA AGGANCIARE ALLE BARRE DEL CORDOLO N
INTER

STAFFE
F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
ORIZZONTALI
COMU ALE
VERTIC
MATTONI SPECIALI: PIANTE DEI RICORSI

F.5. I
PILASTRINI AGGETTANTI D
ARRE
DAL FILO DELLA MURATURA

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

SPESSORE MURI PANNELLI SPECIALI PER PORTE E FINESTRE ARMATURA DI UN PANNELLO


24-30-35 cm

GIUNTO TRA PARETI

GIUNTO TRA PANNELLI


BARRE ORIZZONTALI BARRE VERTICALI BARRE VERTICALI
PILASTRINI INTERNI
ALLA MURATURA

MURI DI RITEGNO “POCKET


POCKET TYPE WALLS
WALLS”:: 2. ATA
DISPOSIZIONE DELLE ARMATURE F.1.1TURA ARM
MURA

F 43
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
13. MURATURE A GETTO

CASSEFORME E SISTEMI A PROIEZIONE

Le murature realizzate con getti di calcestruzzo esegui- FIG. F.1.13./1 CASSEFORME A TRAVI E A TELAIO
ti in opera prevedono l’uso di casseforme entro cui con-
tenere il getto e le armature, ovvero supporti adeguata- SISTEMI MODULARI DI CASSEFORME A TRAVI
mente resistenti su cui il calcestruzzo viene dato a
spruzzo.
L’assemblaggio
assemblaggio dei moduli consente
L’evoluzione delle tecniche delle casseforme ha notevol- l’esecuzione
esecuzione di elementi non lineari
mente accelerato i tempi di esecuzione e, naturalmen- e la realizzazione di geometrie complesse,
te, reso più economico il getto del calcestruzzo in opera come questa che presenta raggi variabili.
per la realizzazione delle murature.
Alle tradizionali casseforme in legno, realizzate in can-
tiere, le cui tavole sono connesse con chiodature, anco-
ra largamente utilizzate, si aggiungono oggi sistemi
completi di casseforme ad alta riutilizzabilità.
Questi sono integrati da accessori e componenti che otti-
mizzano i tempi di casseratura, scasseratura e i costi di
manodopera; è previsto anche l’impiego di passerelle di
getto innestate direttamente sui casseri, rispondenti
ovviamente alle norme di sicurezza.
Sono sistemi modulari, composti da elementi di diversa
larghezza e altezza, sovrapponibili fino a raggiungere
altezze complessive di oltre 10 m, di semplice montag-
gio e ridotta manutenzione.
I telai possono essere in legno, acciaio o alluminio; il
rivestimento è realizzato con pannelli in compensato
multistrato di diverso tipo e intaglio, così da conferire
qualsiasi finitura al calcestruzzo.
Per particolari planimetrie è possibile mettere a punto,
grazie all’ausilio di programmi automatizzati e alla adat-
tabilità degli elementi standard, casseforme dalla geo-
metria complessa, atte a consentire il getto dell’intero
perimetro.
L’impiego di tali programmi non solo permette la modi-
fica continua delle casseforme, ma la fornitura della
distinta completa dei pannelli e degli accessori neces-
sari alla realizzazione della struttura.

CASSEFORME A RIPRESA

Sono casseforme per pareti, dotate di piani di servizio,


utilizzate per la realizzazione di manufatti a elevato svi-
luppo verticale e sezione costante (canne di ascensori,
vani scala, pile di ponti ecc.).
Il tipo rampante viene sollevato dal tiro della gru e si
ancora al manufatto costruito; il tipo autosollevante,
adatto ad altezze notevoli, anche superiori a 100 m,
viene innalzato senza l’impiego della gru, ma attraver-
so un meccanismo di sollevamento idraulico, controlla-
to elettronicamente, sino all’altezza successiva del giun- 2,40-5,95 m
to di ripresa (60-75 cm).

ELEMENTO BASE DELLA CASSAFORMA A TRAVI VISTA ASSONOMETRICA

PIANTA

I moduli sono idonei alla


al a realizzazione
di pareti con raggio variabile,
a partire da raggi di 1 m, come nel caso
di impianti di depurazione, rampe, silos ecc.

F 44
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MURATURE A GETTO 13.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG

B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE

F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
URB

SISTEMA MODULARE
DI CASSEFORME A TRAVI,
completo di passerella di servizio SISTEMA DI CASSAFORMA A TELAIO
RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
FIG. F.1.13./2 CASSEFORME PER PILASTRO E CASSERI A RIPRESA VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER

F.4. NTI DI E
0,30-3,00 ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC

F.5. I
D
ARRE

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

CASSERO RAMPANTE: FASI OPERATIVE


0,25-0,70 m FASE 1 FASE 2 FASE 3
Getto della parete. Si trasla la Sale l’unit
l unità di
CASSEFORME
cassaforma. passerella a ripresa
PER PILASTRO
Si monta senza ancoraggi
CIRCOLARE
l’ancoraggio
ancoraggio intermedi,
superiore. fino a raggiungere
Sale la guida il successivo livello
che si assicura a ripresa di getto.
CASS FORMA
CASSAFORMA automaticamente. La cassaforma
CON UN SOLO PARAMENTO è cos
così pronta
Per altezza di getto per il successivo
fino a 8,75 m ciclo di ripresa. 3. ETTO
F.1.1TURE A G
MURA

F 45
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
13. MURATURE A GETTO

➦ CASSEFORME E SISTEMI A PROIEZIONE

CASSAFORMA IN POLISTIRENE FIG. F.1.13./3 CASSEFORME E SISTEMI A PROTEZIONE

Il modulo base è un elemento cassero per la costru- CASSAFORMA IN POLISTIRENE MODULO BASE VARIATORE DI ALTEZZA
zione di pareti portanti, costituito da due lastre di polisti-
rene espanso autoestinguente, distanziate da staffe in
lamiera prestampata.
Gli elementi sono montati a secco, guidati dagli incastri.
Una serie di pezzi speciali completa il sistema.

Dati tecnici:
Dimensioni dell’elemento base: 100 x 25 x 25 cm
Peso muratura: 350 kg/m2
Trasmittanza termica di parete con intonaco: 0,30 W/m2K
Isolamento acustico (500 Hz) (parete intonacata): 45 db
SEZIONE cm 100 x 25 x 25 h PIANTA INSERTO

SISTEMA A PROIEZIONE cm 50 x 5 x 5 h SEZIONE

Il sistema è costituito da un traliccio spaziale di acciaio


elettrosaldato e da uno strato di poliuretano espanso
all’interno. Il pannello viene completato in opera con
proiezione di malta cementizia.
La malta riempie le distanze tra lo strato coibente e le
reti, fuoriuscendone per uno spessore di circa 2-2,5 cm.
Il sistema, adatto a realizzare sia pareti di tampona-
mento che portanti, consente l’integrazione degli impian-
ti all’interno del pannello.

Dati tecnici: INSERTO


Dimensioni del pannello: altezza variabile, PER FINESTRE
larghezza 1,20 m, spessore 4-15 cm
Trasmittanza termica di parete di 20 cm: 0,31 W/m2K
Isolamento acustico (500 Hz) (parete intonacata): 47 db
Resistenza al fuoco: 180 REI
cm 60 x 35 x 25 h ANGOLO ANGOLO CURVO

CASSAFORMA IN PANNELLI
MULTISTRATO

SISTEMA A PROIEZIONE
40 40 40 40

CASSAFORMA
METALLICA

POLIURETANO ARMATURA
ESPANSO A MOMENTO NODO A DUE VIE
NEGATIVO
TRALICCIO
SPAZIALE

ARMATURA
RETE DI RETE DI DEL TRAVETTO
CUCITURA CUCITURA
FORCELLE DI
ANCORAGGIO

SEZIONE GETTO DI FORCELLE DI SEZIONE


TRALICCIO SPAZIALE CON VERTICALE COMPLETAMENTO ANCORAGGIO ORIZZONTALE
ARMATURA IN CORRISPONDENZA DEL PANNELLO
DELLE APERTURE AL GETTO
SEZIONE ORIZZONTALE PARTICOLARE ATTACCO AL SOLAIO DEL SOLAIO

F 46
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
ELEMENTI DI CORRELAZIONE 14.

CORRELAZIONE DELLE MURATURE A ELEMENTI CON LA STRUTTURA PORTANTE A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.14./1 CORRELAZIONE CON IL TELAIO DI ACCIAIO

MONTANTE
DI ACCIAIO B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
PROFILO DI ORGA
SERRAMENTO RIVESTIMENTO

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU
PILASTRO
IN ACCIAIO
E.NTROLLO
GETTO IN CALCESTRUZZO CO NTALE
DI RIVESTIMENTO DEL PILASTRO AMBIE

MURATURA
DI MATTONI F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
MONTANTE DI ACCIAIO COMP

PROFILO DI CONNESSIONE TRA

G.ANISTICA
MURATURA E MONTANTI DI ACCIAIO

URB

PROFILO DI
CONTENIMENTO
DEL GETTO
GUAINA
IMPERMEABILE SOTTOFONDO RALI
F.1. I PERIMET
T
PAVIMENTO PARE ALI
VERTIC
GIUNTO
FLESSIBILE
F.2. URE
GRAFFA CHIUS ONTALI
Z
ORIZ
TRAVE
PERIMETRALE
F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER
FIG. F.1.14./2 CORRELAZIONE CON IL TELAIO IN CALCESTRUZZO ARMATO LAMIERA
GRECATA
GETTO DI
INTERCAPEDINE
INTONACO CALCESTRUZZO F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
5 cm GRAFFA
COMU ALE
IN GUIDA
ZOCCOLO
VERTIC
PAVIMENTO A CODA
DI RONDINE
MATERIALE GUARNIZIONI DI TENUTA
ISOLANTE SU GIUNTO RIEMPITO
4 ÷6
6 cm MALTA DI F.5. I
DI MATERIALE COMPRIMIBILE D
ALLETTAMENTO ARRE
BARRE DI
ARMATURA
ORIZZONTALE F.6. AZIONI
M
PROFILO A “L” SISTE E
N
DI SOSTEGNO ESTER
DELLA MURATURA
INTONACO MURATURA
A FACCIA
VISTA IN
LATERIZIO
MATERIALE
RIEMPIMENTO CON COMPRIMIBILE MATERIALE ISOLANTE
MATERIALE 6 cm
COMPRIMIBILE
INTERCAPEDINE
SIGILLANTE 5 cm MATERIALE
COMPRIMIBILE
GRAFFE DI GRAFFE DI
BARRIERA
SOLIDARIZZAZIONE SOLIDARIZZAZIONE SIGILLANTE
AL VAPORE
CON RONDELLE CON RONDELLE
IN MATERIALE PILASTRO IN CALCESTRUZZO
IN MATERIALE 3. ETTO
PLASTICO BLOCCHI DI PLASTICO F.1.1TURE A G
CALCESTRUZZO
INTONACO 2 cm MURA
BARRIERA MURATURA INTERNA IN
AL VAPORE BLOCCHI DI CALCESTRUZZO 4.
SEZIONE PIANTA F.1.1NTI DI
SUL SOLAIO SULL’ANGOLO
SULL ANGOLO ELEME LAZIONE
E
CORR

F 47
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
15. PANNELLI IN CALCESTRUZZO

PANNELLI PREFABBRICATI – CARATTERISTICHE E TIPI

Il pannello è definito a sviluppo orizzontale se è preva- FIG. F.1.15./1 PANNELLI IN CALCESTRUZZO (misure minime consigliate in mm)
lente la dimensione della larghezza; a sviluppo verticale
se è prevalente la dimensione dell’altezza; chiuso quando PANNELLI A SVILUPPO ORIZZONTALE PANNELLI A SVILUPPO VERTICALE
il vano finestra è ricavato all’interno della geometria del
pannello; pieno quando il pannello non presenta aper-
ture; aperto quando la forma è tale che le eventuali 30 30 30

< = 160
aperture sono ricavate dalla aggregazione di elementi
20
contigui; monostrato quando è realizzato solo da calce-

> = 20
struzzo eventualmente alleggerito; multistrato quando 20 20 20
la sezione presenta uno strato di materiale isolante o
20
una camera d’aria; misto quando è realizzato con mate-
riali diversi, ad esempio laterizio nella faccia esterna e
calcestruzzo nella faccia interna. 20
Il pannello di calcestruzzo può essere totalmente o par- 120 ÷240
240 ÷ 250
zialmente prefabbricato; in quest’ultimo caso necessita
di completamento in opera. La produzione dei pannelli < = 150 ÷ 60

20
20
avviene su tavoli orizzontali ribaltabili in officina o a pie’ 20 20
d’opera. Le dimensioni massime dei pannelli sono con- 30
dizionate dalle possibilità di trasporto, regolamentata 20
per legge. Attualmente le dimensioni consentite per il 20
= 120 ÷240
240 ÷ 250

20
H =120
trasporto devono essere contenute nei seguenti valori:
• larghezza 2,50 m;
• altezza 2,70 m (massima altezza ammissibile com-

30
30
preso il pianale del mezzo di trasporto 4,00 m);
• lunghezza 12 m; 20 60 120 ÷ 240 ÷250
250 > = 30
• peso 20 t. PANNELLI APERTI
30 PANNELLI APERTI > = 30 > = 20
30

La finitura esterna del pannello può essere molto diversifi-

30
> = 20 ÷30
cata e può essere realizzata in fase di produzione o dopo
la posa in opera. Le colorazioni sono ottenute mediante

30
l’inserimento di pigmenti organici o polvere di marmi colo-
30
rati nell’impasto; i risalti superficiali, di infinite variazioni e
30

possibilità aggregative, sono ottenuti con matrici di vario


20

materiale, in fase di produzione; la messa in vista degli


inerti è ottenuta con sistemi che erodono lo strato super-
ficiale del pannello finito, oppure è prevista durante la
20

20

30
fase di produzione dello stesso. I pannelli prefabbricati in
30
laterizio rientrano nella categoria delle murature armate 20
(cfr. F.1.12.) e rispondono alle caratteristiche richieste per
essere impiegati per le costruzioni in zona sismica.

FIG. F.1.15./2 PANNELLI A SEZIONI PIANE E CONCAVE


20 ÷ 40

120 ÷ 240 ÷ 250


12 ÷ 24

4 max 250
4
10 ÷ 20

8 ÷ 30
CALCESTRUZZO CELLULARE O ARGILLA ESPANSA
CALCESTRUZZO 120 ÷ 240 ÷250
250
12 ÷24
24

4
4 4
PANNELLO NON COIBENTATO 4

3
10 ÷20
20

14 ÷ 24

5 120 ÷ 240 ÷250


250
4 5
5
3
MATERIALE ISOLANTE
PANNELLI MULTISTRATO
PANNELLI NON COIBENTATI
20 ÷ 24
12 ÷ 24

4
12 ÷ 16 ÷20

PANNELLO CON CORREZIONE DEI PONTI TERMICI

CALCESTRUZZO CELLULARE LANA DI ROCCIA


O ARGILLA ESPANSA CALCESTRUZZO CELLULARE O ARGILLA ESPANSA
5
5
22 ÷ 26

5
MATERIALE ISOLANTE 100 ÷ 125
max 240 ÷ 250 H = fino a 8 m
POLISTIROLO ESPANSO
4,5
30 ÷ 50

6
4,5
100 ÷ 125
max 240 ÷ 250 H = fino a 8 m
CALCESTRUZZO CELLULARE O ARGILLA ESPANSA
5 ÷6 POLISTIROLO ESPANSO
24
12 ÷24

5 ÷6
10

4,5
6
4,5
1,8
100 ÷ 168
PANNELLI MULTISTRATO NERVATI PANNELLI MULTISTRATO A SEZIONI DIVERSE H = fino a 11 m

PANNELLI DI TAMPONAMENTO

F 48
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
PANNELLI IN CALCESTRUZZO 15.

ATTREZZATURE DI GIUNTO A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Alla attrezzatura di giunto è affidata la continuità fisica e sigillatura devono essere protette dai raggi ultravioletti. decompressione; l’acqua proveniente dal vuoto del
strutturale dell’organismo costruito e la tenuta agli agenti Il giunto doppio o a due stadi, impiegato per pareti di pannello superiore viene così incanalata in quello del
spessore superiore a 15 cm, oppone due barriere: una
B.STAZIONI DILEGIZLII
atmosferici. I giunti orizzontali attuano il collegamento pannello inferiore e non scorre sulla superficie esterna.
sui lati orizzontali del pannello; i giunti verticali attuano esterna e una interna, tra le quali si crea un vuoto di Il giunto è riempito con materiale spugnoso e sigillato
con mastice o striscia adesiva (s ≥ 1 cm), in modo da PRE I ED
il collegamento sui lati verticali. decompressione che equilibra la pressione interna ed NISM
Il giunto semplice o a uno stadio è realizzato con una esterna al giunto. Il vuoto di decompressione deve esse- fornire la distanza necessaria a permettere le dilatazioni ORGA
guarnizione in neoprene o una sigillatura in nastro di re ventilato e drenato. Una fodera di zinco, politene o termiche. In sostituzione del mastice o della striscia può
schiuma di polietilene, in modo da costituire una bar- gomma butilica, denominata grembiale, riveste la battu- essere impiegato un coprigiunto in profilo di materiale
riera alle infiltrazioni di acqua e aria. La guarnizione o la ta orizzontale del pannello, risvoltando nel vuoto di metallico o plastico. C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
FIG. F.1.15./4 GIUNTI SEMPLICI FIG. F.1.15./3 FINITURE ESTERNE PROF
30 50

D.GETTAZIONE
GIUNTI ORIZZONTALI GIUNTI VERTICALI
15
PRO TTURALE
sigillante

STRU
VARIABILE

GIUNTO CON 2 GIUNTO CON MASCHIO 25 ÷ 30 E.NTROLLO


FEMMINE APERTO E FEMMINA SEMICHIUSO CO NTALE
AMBIE
interno

95 40 55
F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
40 COMP
GIUNTO LISCIO APERTO

G.ANISTICA
FIG. F.1.15./5 GIUNTI DOPPI AMPIEZZAESTERNE
FINITURE DEI GIUNTI DEI PANNELLI URB
DIL’ampiezza dei giunti verticali av , e orizzontali ao deve essere
CALCESTRUZZO
compresa tra 10 e 30 mm. Le ampiezze minime sono date
GIUNTI VERTICALI E ORIZZONTALI dalla relazione: av = 8 mm + Tp + ∆ L ao = 8 mm + Tp
+ ∆ H dove:
5 5 Tp = tolleranza di produzione dei pannelli, normalmente
1 2
esterno compresa fra +/-5 mm
5 ∆ L = deformazioni termiche orizzontali = L x ∆T x αt RALI
F.1. I PERIMET
5 ∆ H = deformazioni termiche verticali = H x ∆T x αt T
PARE ALI
7 L = larghezza del pannello
VERTIC
3 4 H = altezza del pannello
2 ∆T = escursione termica; in riferimento all’Italia il valore può
interno essere compreso: per pareti di colore chiaro, da un mini-
mo di –10°C e un massimo di + 30°C; per pareti di F.2. URE
4 5 colore scuro ∆T è circa 60°C. CHIUS ONTALI
Z
αt = coefficiente di dilatazione termica (calcestruzzo normale ORIZ
4 4 αt = 0,00001; calcestruzzo alleggerito αt = 0,000008)
GIUNTO CON BANDA E SIGILLO

F.3. IONI
IZ
8 8 9
FIG. F.1.15./6 NODI D’ANGOLO PART E
N
esterno INTER
5 5
10
6
F.4. NTI DI E
11 ELEME NICAZION
9 COMU ALE
interno VERTIC
10
F.5. I
D
ARRE
4 4 11 10
NODO A 3 VIE GIUNTO CON GUARNIZIONI E MEMBRANA
F.6. AZIONI
M
12 SISTE E
N
10 ÷ 30 mm 12 ESTER
esterno
interno
6
9 4 ÷7

LAMIERA 4 ÷7
14 12 13

13

GIUNTO DI PANNELLI MULTISTRATO

SEZIONI SUL GIUNTO

1 – zona drenante; 5 – sigillatura o mastice; 9 – vuoto sagomato; 13 – getto di calcestruzzo;


2 – banda; 6 – banda elastica di tenuta; 10– membrana interna; 14 – guarnizione in neoprene
5.
3 – vuoto di decompressione; 7 – grembiale; 11– protezione della membrana; inserita nella guida del F.1.1ELLI IN
4 – materiale spugnoso; 8 – guarnizione forata; 12– pettini a incastro; pannello. PANNSTRUZZO
E
CALC

F 49
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
15. PANNELLI IN CALCESTRUZZO

SISTEMI DI ANCORAGGIO

FIG. F.1.15./7 APPOGGIO DEI PANNELLI IN FONDAZIONE

PANNELLO CON BORDO INFERIORE


FERRO USCENTE SAGOMATO PER ALLOGGIARE I PROFILI
DAL PANNELLO STRATO METALLICI DA COLLEGARE ALLA PIASTRA
DI MALTA PER
STRATO LIVELLAMENTO STRATO
ISOLANTE ISOLANTE
TONDINO
GOCCIOLATOIO IN FERRO
SALDATO
ALLA PIASTRA MASTICE PER
SIGILLATURA
MASTICE PER
SIGILLATURA PROFILO
MASTICE PER
FERRO SIGILLATURA IN FERRO DA
PIASTRA
USCENTE SALDARE
ANNEGATA NEL
DALLA ALLA PIASTRA
CORDOLO DI
FONDAZIONE FONDAZIONE
FIG. F.1.15./8 PROFILI DI ANCORAGGIO (misure in mm)

ELEMENTO DI COLLEGAMENTO
CON PIASTRA E MANICOTTO
PER L’ANCORAGGIO
L ANCORAGGIO A CONTATTO

20
ANCORAGGIO A CONTATTO SU TRAVI DI BORDO
Portata
ortata di esercizio 700 kg

250 mm

ANCORAGGIO A DISTANZA SU TRAVI DI BORDO


Portata
ortata di esercizio 700-1270 kg 100 mm

PIASTRA A BAIONETTA
PER L’ANCORAGGIO
L ANCORAGGIO A DISTANZA 50

60

ELEMENTO DI COLLEGAMENTO
CON PIASTRA A “U”
ANCORAGGIO A SCOMPARSA SU PILASTRI
Portata
ortata di esercizio 450-1100 kg

PROFILO CON PIEDINI


DI ANCORAGGIO ANNEGATI
NEL CALCESTRUZZO (14.000 kg/ml)

ANCORAGGIO PER PANNELLI SOSPESI ELEMENTO DI


A TRAVI DI BORDO O SOLAI COLLEGAMENTO
Portata
ortata di esercizio 1250-3000 kg CON PIASTRA
ANGOLARE E
CONTROPIASTRA

ELEMENTO DI COLLEGAMENTO
ANCORAGGIO SU TRAVE DI GRONDA CON PIASTRA A “U”
Portata
ortata di esercizio 700 kg

F 50
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
MURATURE TRAFORATE 16.

APPARECCHIATURE MURARIE TRAFORATE A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Sono impiegate per muri di separazione o recinzioni di ambienti esterni, e per ridurre l’insolazione e l’introspezione verso l’interno. Possono essere realizzate con elementi di
dimensioni correnti disposti secondo modalità diverse (di fascia, di coltello, inclinati) o con elementi speciali.

B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
FIG. F.1.16./1 APPARECCHIATURE MURARIE NISM
ORGA

MATTONI DISPOSTI DI FASCIA C.RCIZIO E


ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE

F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
URB

MATTONI DISPOSTI DI FASCIA E DI COLTELLO MATTONI A DISPOSIZIONE INCLINATA RALI


F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER

F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
MATTONI SPECIALI COMU ALE
VERTIC

F.5. I
D
ARRE

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

MATTONI DISPOSTI DI FASCIA E INCLINATI ELEMENTI SPECIALI (dimensioni in cm)

14,5

15 7,5

5.
29 F.1.1ELLI IN
8,5
8 15 PANNSTRUZZO
E
15
7
CALC

TE
6. FORA
F.1.1TURE TRA
MU RA

F 51
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
17. FACCIATE LEGGERE

CLASSIFICAZIONE

La facciata leggera è una chiusura verticale realizzata con pannelli prefabbricati non I pannelli sandwich non necessitano di una controfodera di finitura interna; i pannelli
aventi caratteristiche portanti. Il peso del singolo pannello è generalmente inferiore a deck richiedono la realizzazione in opera della finitura interna.
100 kg/m2. Sono esclusi quindi il calcestruzzo e la muratura. Tra i materiali impiegati nella realizzazione di pannelli per facciate leggere figurano il
Le Direttive comuni per l’Agrément tecnico dell’UEAtc classificano le facciate leggere policarbonato rinforzato con fibra di vetro, il fibrocemento senza amianto, le resine
e le tipologie di pannelli secondo le modalità di messa in opera del pannello. plastiche e termoindurenti, l’acciaio, l’alluminio. Le superfici dei pannelli metallici pos-
I pannelli impiegati nelle facciate leggere hanno struttura multistrato; l’isolante interposto sono essere di lamiera liscia, nervata, imbutita. La lamiera esterna può essere rivestita
può essere del tipo da iniettare, ovvero in materassini rigidi. di smalto porcellanato, vernici o pellicole plastiche.

FIG. F.1.17./1 TIPOLOGIA DEI PANNELLI

PANNELLI A SVILUPPO VERTICALE PANNELLI A SVILUPPO ORIZZONTALE FACCIATA A CORTINA

MURI MURI MURI


SOLAI SOLAI
SOLAI

CORTINA CORTINA FACCIATA-CORTINA CONTINUA IN TUTTI I SENSI

MURI MURI MURI


SOLAI SOLAI SOLAI

INSERITA SEMICORTINA FACCIATA SEMI-CORTINA IN TUTTI I SENSI

MURI MURI
SOLAI SOLAI

FACCIATA-PANNELLO INSERITA FACCIATA-CORTINA INSERITA VERTICALMENTE

MURI MURI MURI


SOLAI SOLAI SOLAI

FACCIATA-PANNELLO CONTINUA TRA I SOLAI SEMICORTINA FACCIATA SEMI-CORTINA INSERITA VERTICALMENTE

FIG. F.1.17./2 SEZIONI DI PANNELLI

MURI
PANNELLO SANDWICH LAMIERA ESTERNA ISOLANTE
SOLAI

FACCIATA-PANNELLO SEMI-CORTINA TRA I SOLAI


LAMIERA INTERNA

PANNELLO DECK LAMIERA ESTERNA


MURI
SOLAI

EVENTUALE RIVESTIMENTO
FACCIATA-PANNELLO INSERITA NEI QUATTRO LATI

F 52
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
FACCIATE LEGGERE 17.

PROFILI E CARATTERISTICHE A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
TAB. F.1.17./1 PROFILI IN LAMIERA D’ACCIAIO CON CARATTERISTICHE ACUSTICHE

LUNGHEZZA
MASSIMA
SPESSORE
MATERIALE
PESO
LUNGHEZZA
MASSIMA
SPESSORE
MATERIALE
PESO B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
(kg/m2) (kg/m2) NISM
ORGA
(m) (mm) (m) (mm)
lato superiore-fianchi forati fianco forato 0,75 8,11
140 135
32 119 88
18 0,75 5,76 24 0,88 9,51
C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
101
PROF
207 40 287 39
1035 825 1,00 10,80
foratura 23% foratura 16
16,1%
1%
tutta la superficie forata fianco forato
140 110
10 0,75 8,90 D.GETTAZIONE
32 119 88 PRO TTURALE
18 0,75 5,05 106 24 0,88 10,50 STRU
207 40 250 40
1035 750 1,00 11,90
foratura 34% foratura 18%
E.NTROLLO
lato superiore-fianchi forati CO NTALE
AMBIE
0,75 11,00
40 119 64
18 0,75 6,51 fianco forato
0,88 12,90
183
915
40 119 131
F. TERIALI,TECN
ICHE
foratura 27% 158
58 MA ONENTI,
24 1,00 14,70 COMP
tutta la superficie forata
250 41
40 119 64 750
foratura 18% 1,25 18,40
183 40
18 0,75 5,71
G.ANISTICA
915 1,50 22,00 URB
foratura 39%

PANNELLI SANDWICH

RALI
TAB. F.1.17./2 CARICO MASSIMO UNIFORMEMENTE DISTRIBUITO (kg/m2) F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
LAMIERA GRECATA VERTIC
1000

200 166,6 RESINA POLIURETANICA


AUTOESTINGUENTE, F.2. URE
CON SCHIUMA CHIUS ONTALI
Z
POLIISOCIANURATA ORIZ
s
O CON RITARDANTI
DI FIAMMA
A F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER
1000 LAMIERA GRECATA

F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
200
COMU ALE
s VERTIC

B F.5. I
D
ARRE

PESO PANNELLO DISTANZA TRA GLI APPOGGI “L” IN METRI


SPESSORI K F.6. AZIONI
(kg/m2) M
S kcal SISTE E
▲ ▲ ▲ ▲ ▲ N
(mm) m h °C
2
0,4 + 0,4 0,5 + 0,5
L L L ESTER
2,50 3,00 3,50 4,00 4,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00
kg/m2 kg/m2
A
25 0,771 7,92 9,67 133 77 48 157 80 46
30 0,643 8,10 9,85 192 111 69 46 226 115 66 42
35 0,552 8,29 10,04 263 152 96 64 45 308 157 91 57
40 0,485 8,48 10,23 343 199 125 83 59 403 206 119 75 50
50 0,391 8,85 10,60 440 305 197 130 92 550 323 187 118 78
60 0,326 9,23 10,98 528 367 269 188 133 660 422 269 169 113
80 0,247 9,98 11,73 704 489 359 275 217 880 563 391 287 202
100 0,200 10,73 12,48 880 611 449 344 272 1100 704 489 359 275
B
40 0,485 8,52 10,27 343 199 125 83 59 403 206 119 75 50
60 0,326 9,27 11,02 528 367 269 188 133 660 422 269 169 113
7. RE
100 0,200 10,77 12,52 880 611 449 344 272 1100 704 489 359 275 F.1.1 TE LEGGE
IA
FACC

F 53
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
17. FACCIATE LEGGERE

ATTREZZATURE DI GIUNTO

I giunti tra i pannelli devono garantire impermeabilità all’aria e all’acqua.


Sono quindi sigillati con resine e guarnizioni. I principali tipi di giunto sono: a sovrapposizione, a battente, a incastro, ad accostamento ad anima o linguetta, a labirinto.
Il fissaggio può essere a vista (forature passanti viti, rivetti) o a scomparsa (graffe, fori non passanti, collanti speciali).

FIG. F.1.17./3 MODALITÀ DI FISSAGGIO TRA I PANNELLI

COPRIGIUNTO CAPPELLOTTO
A SCATTO

GUARNIZIONE

FISSAGGIO A SCOMPARSA SU CORRENTI DI LEGNO

FISSAGGIO A SCOMPARSA FISSAGGIO A VISTA


CON COPRIGIUNTO

FISSAGGIO A SCOMPARSA FISSAGGIO A VISTA

FIG. F.1.17./4 TIPI DI GIUNTI FIG. F.1.17./5 SISTEMI DI ANCORAGGIO AL TELAIO

ANCORAGGI CON TELAIO AUSILIARIO E PANNELLI METALLICI

PROFILO PROFILO SILICONE


IN NEOPRENE IN ALLUMINIO STRUTTURALE

GIUNTI A BATTENTE

a TELAIO
d S c a AUSILIARIO
b a

a > = 4 mm
b > = 20 mm
c = 3 mm ADATTI PER PANNELLI
d = 10 mm CON S = 8 ÷10
10 mm
DOPPIO PROFILO GIUNTO REALIZZATO NEI RISVOLTI GIUNTO INTEGRATO
GIUNTI AD ANIMA IN ALLUMINIO E NEOPRENE LATERALI DEL PANNELLO NEL PANNELLO COLLEGATO
CON SILICONE STRUTTURALE

CAPPUCCIO CAPPUCCIO GIUNTI E FISSAGGI PASSANTI PER PANNELLI IN LAMINATO


COPRIFILO
DI COPERTURA DI COPERTURA
RIVETTO
IN ALLUMINIO
BUSSOLA VITE
PANNELLO

TELAIO MONTANTE
TELAIO AUSILIARIO VERTICALE

CAPPUCCIO DI
COPERTURA
VITE
BUSSOLA
DOPPIO PROFILO FISSAGGIO MECCANICO FISSAGGIO MECCANICO
IN ALLUMINIO SUL PANNELLO E COPRIFILO

FISSAGGIO CON RIVETTI O VITE AUTOFILETTANTE SEZIONI ORIZZONTALI

F 54
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
PARETI TRASLUCIDE E TRASPARENTI 18.

VETROCEMENTO A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Il termine indica una struttura in cui elementi modulari di FIG. F.1.18./1 DIFFUSORI DOPPI CON CAMERA D’ARIA
vetro stampato, i diffusori, di forma diversa e con ele-

B.STAZIONI DILEGIZLII
vate caratteristiche meccaniche, sono inseriti in una sot-
tile intelaiatura di cemento armato.
PRE I ED
Le pareti risultano autoportanti, in grado cioè di soste- NISM
nere il proprio peso, la spinta del vento e i carichi d’urto. ORGA
La malta impiegata è composta da 350 kg di cemento
portland 325 per 1 mc di sabbia, più acqua.
L’armatura orizzontale e verticale è realizzata con ferri C.RCIZIO E
di 6 mm di diametro, ad aderenza migliorata, privi di ESE ESSIONAL
ossidazione, zincati o con trattamento superficiale anti- PROF
ruggine.

D.GETTAZIONE
Nella realizzazione pratica il singolo elemento non è se-
zionabile, quindi in fase di progettazione si dovrà tenere 14 x 26 x 6 cm rigato 20 x 20 x 10 cm a prismi incrociati 20 x 20 x 10 cm trasparente
conto della dimensione modulare degli elementi scelti. PRO TTURALE
La dimensione effettiva di una parete in vetrocemento è FIG. F.1.18./2 DETTAGLI COSTRUTTIVI STRU
calcolata con le seguenti espressioni:

E.NTROLLO
SEZIONI VERTICALI
Larghezza A = nL + (n – 1) g + 2 fL MATERIALE ESPANSO MATERIALE ESPANSO MATERIALE ESPANSO
Altezza B = mL + (m – 1) g + fs + fi CO NTALE
dove: AMBIE
n = n° diffusori orizzontali
m = n° diffusori verticali
L = larghezza dei diffusori
PROFILAIO
IN ACCIAIO F. TERIALI,TECN
ICHE
fL = spessore della fascia laterale di calcestruzzo ARMATURA SIGILLANTE MA ONENTI,
ORIZZONTALE CARTONFELTRO ESTERNO COMP
fi = spessore della fascia inferiore di calcestruzzo BITUMATO CARTONFELTRO
fs = spessore della fascia superiore di calcestruzzo ARMATURA BITUMATO
g = spessore del giunto di calcestruzzo VERTICALE SIGILLANTE DIFFUSORE

Attualmente è molto diffuso l’impiego di pannelli pre- SIGILLANTE


ESTERNO
G.ANISTICA
CARTONFELTRO SIGILLANTE URB
fabbricati che hanno limiti dimensionali: lunghezza mas- ESTERNO ESTERNO
sima 7,50 m o altezza massima 6 m; superficie massima BITUMATO
13-15 mq.
Lungo il perimetro, le pareti in vetrocemento devono pre-
vedere solo il vincolo di appoggio. Per pareti di dimen-
RALI
sioni molto ridotte è possibile evitare le nervature in ce- F.1. I PERIMET
T
mento armato e impiegare solo un collante. PARE ALI
VERTIC
MATERIALE MATERIALE
La formazione di condensa è evitata con l’impiego dei ESPANSO
ESPANSO
diffusori a camera d’aria, in cui le piastre di chiusura o
F.2. URE
CHIUS ONTALI
la saldatura a fuoco delle pareti realizzano una camera PROFILO
d’aria che offre buone prestazioni termiche e acustiche. MATERIALE Z
D’ACCIAIO
ACCIAIO ESPANSO ORIZ
PROFILO PROFILO
CARTONFELTRO PROFILO
D’ACCIAIO
ACCIAIO D’ACCIAIO
ACCIAIO
BITUMATO D’ACCIAIO
ACCIAIO F.3. IONI
IZ
PART E
N
SIGILLANTE SIGILLANTE PROFILO INTER
ESTERNO PROFILO ESTERNO PROFILO D’ACCIAIO
ACCIAIO CON
D’ACCIAIO
ACCIAIO D’ACCIAIO
ACCIAIO SIGILLANTE GOCCIOLATOIO
ESTERNO
F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC

SEZIONI ORIZZONTALI SEZIONE VERTICALE F.5. I


D
CARTONFELTRO PROFILO ARRE
MATERIALE
BITUMATO D’ACCIAIO
ACCIAIO MATERIALE
ESPANSO
ESPANSO
F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ARMATURA ESTER
ORIZZONTALE

MATERIALE PROFILO
SIGILLANTE D’ACCIAIO
ACCIAIO
ESPANSO ESTERNO CARTONFELTRO
SIGILLANTE SIGILLANTE BITUMATO
ESTERNO ESTERNO CARTONFELTRO
BITUMATO
ARMATURA FERRI DI ARMATURA
VERTICALE DISPOSTI
MATERIALE ALTERNATIVAMENTE
CARTONFELTRO
PROFILO ESPANSO INTERNO/ESTERNO
BITUMATO
D’ACCIAIO
ACCIAIO MATERIALE (esterno)
ESPANSO
CARTONFELTRO CON DOPPIA
BITUMATO ARMATURA
SIGILLANTE
7. RE
F.1.1 TE LEGGE
ESTERNO
IA
MATERIALE SIGILLANTE SIGILLANTE FACC
ESPANSO ESTERNO ESTERNO
8. IDE
F.1.1I TRASLUC
SIGILLANTE PROFILO PROFILO MATERIALE
ESPANSO T
PARE PARENTI
ESTERNO D’ACCIAIO
ACCIAIO D’ACCIAIO
ACCIAIO
S
E TRA

F 55
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
18. PARETI TRASLUCIDE E TRASPARENTI

➦ VETROCEMENTO

FASI REALIZZATIVE DELLA PARETE IN VETROCEMENTO

Dopo avere determinato l’allineamento della parete, si stende alla base uno strato FIG. F.1.18./3 GIUNTI VERTICALI TRA PARETI
di cartonfeltro bitumato, per favorire la dilatazione lineare, e sui lati si dispone circa
1 cm di materiale espanso imputrescibile, al fine di assorbire le dilatazioni e gli asse- TELAIO MATERIALE CARTONFELTRO
stamenti strutturali. D’ACCIAIO
ACCIAIO ESPANSO BITUMATO
Al di sopra del cartonfeltro si stende uno strato di malta con inserito uno o due tondini
di armatura; l’armatura non deve risultare a contatto con i mattoni di vetro.
Si prosegue disponendo la prima fila orizzontale di diffusori, distanziati tra loro di 1 cm.
L’impiego di distanziatori facilita la posa. Le fughe verticali si riempiono di malta dopo
avere inserito i ferri verticali.
Si prosegue allo stesso modo con le file successive di diffusori, inserendo le armature
in tutte le fughe orizzontali e verticali. MATERIALE CARTONFELTRO TELAI IN ACCIAIO
Sopra l’ultimo corso di mattoni si inserisce 1 cm di materiale espanso. La stuccatura ESPANSO BITUMATO SEPARATI
delle fughe con malta a base di cemento conclude la realizzazione della parete.
Per pareti di notevoli dimensioni la realizzazione viene fatta a pie’ d’opera su un piano PROFILO D’ACCIAIO
D ACCIAIO
orizzontale; ad asciugatura avvenuta, per evitare sollecitazioni alla parete, questa
viene sollevata in verticale insieme al piano di appoggio.

FIG. F.1.18./4 REALIZZAZIONE DI ANGOLI – SEZIONI ORIZZONTALI

MATERIALE
ESPANSO
CARTONFELTRO
CARTONFELTRO TELAIO BITUMATO
DIFFUSORI DIFFUSORI MATERIALE
BITUMATO D’ACCIAIO
ACCIAIO TELAIO
ESPANSO
D’ACCIAIO
ACCIAIO

PROFILO
D’ACCIAIO
ACCIAIO
DIFFUSORI

PEZZO
SPECIALE SIGILLANTE SIGILLANTE
D’ANGOLO
ANGOLO ESTERNO ESTERNO

FIG. F.1.18./6 GIUNTI TRA PANNELLI


FIG. F.1.18./5 INSERIMENTO DI SERRAMENTI PREFABBRICATI

CARTONFELTRO
BITUMATO

MATERIALE
ESPANSO

GIUNTO VERTICALE TRA PANNELLI PREFABBRICATI

SIGILLANTE

MATERIALE
PROFILO ESPANSO MATERIALE ESPANSO
CARTONFELTRO TELAIO
D’ACCIAIO
ACCIAIO BITUMATO
TELAIO D’ACCIAIO
ACCIAIO GIUNTO VERTICALE DI DILATAZIONE
IN LEGNO
PROFILO D’ACCIAIO
D ACCIAIO
CON FUNZIONE
PORTANTE

SIGILLANTE
MATERIALE
CARTONFELTRO
ESPANSO CARTONFELTRO
BITUMATO
BITUMATO

SEZIONI ORIZZONTALI SEZIONE VERTICALE GIUNTO ORIZZONTALE DI DILATAZIONE

F 56
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
PARETI TRASLUCIDE E TRASPARENTI 18.

PROFILATI A “U” A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Sono elementi autoportanti realizzati con barre di vetro con FIG. F.1.18./7 PROFILATI A “U” FIG. F.1.18./8 MODALITÀ DI ASSEMBLAGGIO
il profilo a U, chiamati comunemente vetro strutturale. Le
dimensioni sono: lunghezza 3-7 m, larghezza 30 cm circa,
B.STAZIONI DILEGIZLII
220
spessore 6 mm, alette alte 4-6 cm. Possono essere 6 250 POSA A PETTINE
320 PRE I ED
rinforzati con fili di acciaio inox disposti longitudinalmente. COSTE 41 – 60 NISM
Lungo il perimetro le lastre vengono intelaiate in appo- POSA A GRECA ORGA
siti profilati metallici in alluminio anodizzato o in acciaio
rullato. Nelle zone esposte al vento è necessario inse-
rire elementi rompitratta ogni 1,50 m di altezza. POSA A CAMERA D’ARIA
D ARIA C.RCIZIO E
Le barre sono indipendenti e la distanza tra loro non deve ESE ESSIONAL
superare 3 mm. La tenuta in verticale, sia nella posa a POSA A PETTINE CON CAMERA D’ARIA
D ARIA PROF
semplice che a doppia parete, è assicurata dall’impiego NORMALE CON INSERITO UN FOGLIO IN FIBRA DI VETRO

D.GETTAZIONE
di mastici plastici, ad esempio il silicone. FIBRA DI VETRO SEMIRIGIDA
Un più efficace isolamento termoacustico si può ottene- 220
re montando le barre in posizione contrapposta e inter- 6 250 SILICONE BARRE A “U” PRO TTURALE
ponendo uno speciale foglio in fibra di vetro. 320 STRU
COSTE 41 – 60
Nella posa a camera d’aria, rispetto alla posa a pettine
o a greca, diminuisce sia il fattore di trasmissione lumi-
E.NTROLLO

FIN
nosa che il coefficiente globale di trasmissione termica K,

OA
mentre aumenta il potere fonoisolante. CO NTALE
SEZIONE AMBIE

7m
TAB. F.1.18./1 CARATTERISTICHE FISICO- FASI DI POSA IN OPERA VERTICALE
TECNICHE
F. TERIALI,
ARMATO
ICHE
I TECN
Momento di inerzia rispetto
kg/mm3 MA ONENTI,
all’asse n-n TELAIO “U” GLASS COMP
Larghezza 270 mm 174.500 6 250

Larghezza 350 mm 182.000 II

Momento resistente in a-a kg/mm3 FIBRA DI VETRO G.ANISTICA


FIN

URB
OA

Larghezza 270 mm 5.300


III
Larghezza 350 mm 5.400
7m

Momento resistente in b-b kg/mm 3 RETINATO


Larghezza 270 mm 25.000 IV
RALI
Larghezza 350 mm 29.200 F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
Sezione (mm) Lunghezze Peso VERTIC
V
largh. alt. sp. (m) (kg/m2)
270 40 6 2+7 5,1
TAB. F.1.18./2 DATI TECNICI F.2. URE
350 40 6 2+7 6,0 CHIUS ONTALI
Z
ORIZ
POSA A PETTINE POSA A CAMERA D’ARIA
a a
n n Fattore di trasmissione luminosa per profilato a “U” incolore 0,75 0,60
b b F.3. IONI
Trasmissione luminosa in modo diffuso traslucidità IZ
PART E
N
6 mm 6 mm Coefficiente globale di trasmissione termica K = kcal/m2 h°C 5 3,5 INTER
40 mm

Fattore solare per profilato a “U” incolore 0,80 0,70


Potere fonoisolante: indice di attenuazione
24 30 F.4. NTI DI E
270 mm 350 mm (con parete ben sigillata) = dB ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC
FIG. F.1.18./9 SCHEMI DI MONTAGGIO CON PROFILI IN ALLUMINIO

POSA A PETTINE POSA A GRECA POSA A CAMERA D’ARIA


D ARIA F.5. I
D
ARRE

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER
3
6

2
FIG. F.1.18./10 SCHEMI DI MONTAGGIO CON PROFILI IN ACCIAIO
MONTAGGIO
POSA A PETTINE POSA A GRECA POSA A CAMERA D’ARIA
D ARIA IN VERTICALE:
1. Profilo a “C”
con scossalina
2. Profilo a “C”
laterale
3. Profilo a “C”
superiore
4. Lastra di vetro
a “U”
5. Elemento
di fissaggio 5
8. IDE
6. Elemento F.1.1I TRASLUC
T
di fissaggio 1 PARE PARENTI
S
E TRA

F 57
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
18. PARETI TRASLUCIDE E TRASPARENTI

VETRI ORGANICI

L’impiego di materiali sintetici dà luogo ai cosiddetti vetri FIG. F.1.18./11 PERCENTUALE DI LUMINOSITÀ DI LASTRE DI DIVERSO MATERIALE
organici. Per la produzione di vetri organici vengono
TRASMITTANZA %
utilizzate resine polimeriche di tipo termoplastico, quali
il polimetilmetacrilato (PMMA), il policarbonato e il poli- 100
cloruro di vinile (PVC), eventualmente rinforzate da fibre
di vetro. La produzione di lastre può avvenire per lami-
nazione o per estrusione, mentre è possibile realizzare 80
cupoline o elementi curvi per stampaggio. A causa delle
differenti caratteristiche chimico-fisiche, il vetro organi-
co non costituisce, se non in casi particolari, un sostituto 60
del vetro minerale. Infatti, se rispetto a quest’ultimo
presenta un minor peso specifico, una bassa condu- 40
cibilità, una migliore resistenza agli urti e una maggiore
lavorabilità, altre caratteristiche limitano l’impiego dei VISIBILE
20
vetri organici. Tra queste:
• la minore rigidezza dovuta al basso valore del modu-
lo elastico, che limita le dimensioni delle lastre e im- 0
pone l’impiego di elementi di irrigidimento;

1000

2000
300
314

380

420
450
480

520
540
560
580

620

680

760
LUNGHEZZA
• la maggiore sensibilità alle variazioni termiche (alto D’ONDA
ONDA
valore del coefficiente di dilatazione termica) e alle
radiazioni solari, che ne provocano un rapido invec- POLICARBONATO (2 mm) RESINA POLIESTERE (1 mm)
chiamento (ingiallimento per le lastre trasparenti) e VETRO (3 mm) POLIMETACRILATO DI METILE (2 mm)
opacizzazione; TAB. F.1.18./3 LASTRE (in polimetilmetacrilato) TAB. F.1.18./4 LASTRE ALVEOLARI (in policarbonato)
• la scarsa resistenza alle abrasioni a causa di rigature,
con conseguente opacizzazione delle lastre; TIPO SPESSORE (mm) DIMENSIONI (mm) PESO K DIMENSIONI
• la bassa resistenza al fuoco, soprattutto per il PVC e (kg/m2) (kcal/h m2 °C) (mm)
il PMMA; Estruso 2/12 2000 x 3000
1,000 – 2100 x 1245 x 6000
• l’alta infiammabilità, soprattutto per il PVC. Colato 2,5/8 1210 x 2010/1510 x 2000
1,300 3,3 2100 x 1245 x 6000
Le lastre possono essere nervate, alveolate o normali e 10/25 1200 x 2000/1500 x 2000
possono essere assemblate con l’ausilio di un profilo di 1,700 2,6 2100 x 1245 x 6000
30/60 1200 x 2000
tenuta, con un meccanismo a scatto o a incastro. 2,000 2,6 2100 x 1245 x 6000
Lo spessore delle lastre, dell’ordine di alcuni millimetri, TAB. F.1.18./5 LASTRE OTTICHE (in policarbonato)
varia in relazione alla struttura della lastra (a doppia 2,100 2,3 2100 x 1245 x 6000
parete, s = 4-10 mm; e tripla parete, s = 10-16 mm), SPESSORE (mm) DIMENSIONI (mm) 2,850 2,4 2100 x 1245 x 6000
al tipo di resina impiegata; la larghezza è circa 30 cm;
la lunghezza può raggiungere 12 m. 3/12 2050 x 3000 3,000 30/60 2100 x 1245 x 6000

FIG. F.1.18./12 SISTEMA DI MONTAGGIO E PROFILI DI TENUTA PER LASTRE


IN POLICARBONATO FIG. F.1.18./13 PROFILI DI TENUTA PER LASTRE IN POLICARBONATO
PROFILO A “U”
1. Telaio inferiore
2
foratura scarico acqua
PROFILO AD “H” 2. Telaio superiore
3 3. Telaio laterale
4. Tassello in polistirolo
5. Tassello in polistirolo
6. Montante in acciaio
7. Lastra
8. Banchina davanzale
4 6 foratura scarico acqua
3
2

7
7

SCARICO
ACQUA LATO
PROFILO METALLICO UNIVERSALE PROFILO A SCATTO IN ALLUMINIO ESTERNO
(impiegabile su lastre di tutti gli spessori) CON GUARNIZIONI 8
(disponibile per lastre di spessore 16 mm)
5
FIG. F.1.18./14 PROFILI SPECIALI 5
8
ELEMENTO SINGOLO CONNESSO A INCASTRO

BANCHINA
1
DAVANZALE
320 mm VARIABILE
ILE
PROFILO METALLICO
10
0 mm R IAB
A SCATTO VA
40 mm INA
N CH 8 LATO ESTERNO 3
SUPERFICIE PI
PIANA
NA BA
640 mm
PROFILO METALLICO 6 mm
A SCATTO
40 mm

SUPERFICIE CURVA 6 7 5 6

F 58
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
PARETI IN LEGNO 19.

PANNELLI A BASE DI LEGNO A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Il legno è un tessuto vegetale formato da macromolecole All’interno delle cellule circola acqua di imbibizione: nel La prima lavorazione del legno è la segagione fatta nella
di cellulosa (fibre), che ne costituiscono la struttura por- legno fresco il contenuto d’acqua varia tra il 20% e il 50%. lunghezza del tronco: i diversi metodi permettono di avere

B.STAZIONI DILEGIZLII
tante, tenute insieme dalla lignina, sostanza aromatica La zona più interna è la più povera d’acqua, l’alburno è tavolati di maggior larghezza (mezzone) o tavolati spec-
che conferisce tenacità all’intreccio delle fibre. la zona più vitale. chiati (quarti), meno deformabili. La stagionatura avvie-
PRE I ED
La struttura del fusto, dei rami, delle radici è conformata Per essere utilizzato nell’edilizia, il legno deve essere ne sul tronco e sul semilavorato. I procedimenti devono NISM
da strati concentrici: a partire dal centro la norma UNI sottoposto a stagionatura: deve perdere cioè l’acqua di lasciare nel legno una quantità d’acqua non superiore al ORGA
4390 distingue i diversi strati in: midollo, cuore, legno, imbibizione e parte di quella di saturazione. 12-18% (UNI 4391 e 3253). La struttura monodireziona-
alburno, cambio, libro corteccia. La stagionatura può essere naturale (1-5 anni) o artificiale. le delle fibre induce nel legno comportamenti anisotropi.
C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

CLASSIFICAZIONE DEI LEGNAMI TAB. F.1.19./1 VARIAZIONI VOLUMETRICHE DEL LEGNO IN FUNZIONE DELL’IGROSCOPICITÀ
D.GETTAZIONE
Le essenze si differenziano per le differenti costituzioni
DIREZIONE (rispetto agli anelli) RITIRO % IN VOLUME RIGONFIAMENTO % IN VOLUME PRO TTURALE
della fase solida e per le diverse percentuali d’acqua pre- STRU
senti. Per una stessa essenza le proporzioni possono
dipendere anche dall’area geografica di provenienza, Tangenziale 7-12 6-12
dall’esposizione, dal periodo vegetativo del taglio, dall’età
Radiale 3-16 3-5
E.NTROLLO
della pianta. CO NTALE
I criteri di classificazione sono oggetto delle norme UNI AMBIE
2853-2854 e UNI 3917. Nell’edilizia si utilizzano mag- Longitudinale 0,1-0,3 0,1-0,5
giormente legnami di conifere e di latifoglie.
F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
TAB. F.1.19./2 CLASSIFICAZIONE DELLE ESSENZE PIÙ DIFFUSE
COMP
CARATTERISTICHE E REQUISITI
DEI LEGNAMI
PESO SPECIFICO
ESSENZA LAVORABILITÀ IMPIEGHI
G.ANISTICA
(kg/dm3)
Tra le caratteristiche che caratterizzano il legno vi sono:
• igroscopicità: la tendenza del legno ad assumere Conifere leggere Abete bianco, tenero, lavorabile palificazioni, URB
acqua dall’ambiente sotto forma di vapore (UNI 4145); Abete rosso 0,3-0,6 casseforme, truciolari
• peso specifico apparente o massa volumica: è fun-
zione della struttura cellulare dell’essenza, della pro- Conifere medie Larice, Pitch-pine, duro traversine,serramenti,
venienza, della stagionatura (UNI ISO 4469, 4858); Pino d’Aleppo, pavimenti,
• permeabilità all’acqua: è maggiore nella direzione delle Pino marittimo, 0,6-0,8 costruzioni navali
fibre e minore in senso trasversale; Abete douglas RALI
• resistenza: è diversa in funzione dell’angolo che la di- F.1. I PERIMET
T
rezione della sollecitazione forma con l’asse delle fibre PARE ALI
e varia con il grado di stagionatura del legno; Latifoglie leggere Frassino, Pioppo tenero, elastico manici per utensili, VERTIC
0,5-0,7
• durezza: è determinata dal carico necessario a infig- compensati
gere il provino e valuta la possibilità di lavorazione
Latifoglie medie Faggio, Castagno 0,7-0,8 duro, lavorabile
traversine, travi, F.2. URE
CHIUS ONTALI
del legno. serramenti
Z
Latifoglie pesanti Quercia, Rovere duro travi, pavimenti, ORIZ
0,8 costruzioni navali
TRATTAMENTI DEL LEGNO
F.3. IONI
IZ
Il legno si deteriora a causa della variazione dell’umidità TAB. F.1.19./3 CARICHI DI SICUREZZA DEI PIÙ COMUNI LEGNAMI ITALIANI DA OPERA E DA LAVORO PART E
N
ambientale e a causa della sua attaccabilità da parte di INTER
insetti xilofagi e di funghi. I trattamenti per prevenire tali
fenomeni sono: Peso Specie Compressione Compressione Trazione Taglio
• superficiali: con vernici (pellicole trasparenti), pitture specifico legnose parallela normale Flessione parallela normale F.4. NTI DI E
(vernici pigmentate), catrame; (kg/m3) o essenze alle fibre alle fibre alle fibre alle fibre ELEME NICAZION
• impregnanti: con procedimenti vari si fa assorbire al COMU ALE
kg/cm2 70÷100 20 75÷115 60÷110 7÷9 VERTIC
legno la sostanza in grado di renderlo impermeabile 450 Abete bianco
N/mm2 7÷10 2 7,5÷11,5 6÷11 0,7÷0,9
o inattaccabile.
kg/cm2 75÷120 20÷25 85÷130 70÷120 9÷11 F.5. I
750 Larice D
Il legno è facilmente combustibile e infiammabile. Il si- N/mm2 7,5÷12 2÷2,5 8,5÷13 7÷12 0,9÷1,1 ARRE
stema di ignifugazione (superficiale o impregnante) mira
a rendere il processo di combustione lento e incompleto, kg/cm2 70÷110 20÷25 80÷125 60÷110 8÷10
650 Pino
tendendo a conservare in loco la crosta carbonizzata N/mm2 7÷11 2÷2,5 8÷12,5 6÷11 0,8÷1 F.6. AZIONI
M
scarsamente conducibile. I trattamenti vanno ripetuti nel SISTE E
N
tempo, rimuovendo gli strati superficiali esausti. kg/cm2 70÷110 20 80÷120 60÷110 6÷8 ESTER
700 Castagno
N/mm2 7÷11 2 8÷12 6÷11 0,6÷0,8

kg/cm2 75÷120 22÷30 85÷130 70÷120 9÷12


850 Faggio
N/mm2 7,5÷12 2,2÷3 8,5÷13 7÷12 0,9÷1,2

kg/cm2 70÷110 20 80÷120 60÷110 6÷8


850 Frassino
N/mm2 7÷11 2 8÷12 6÷11 0,6÷0,8

kg/cm2 75÷120 22÷30 85÷130 70÷120 9÷12


900 Quercia
N/mm2 7,5÷12 2,2÷3 8,5÷13 7÷12 0,9÷1,2

kg/cm2 60÷100 15 65÷105 45÷90 4÷6


420 Pioppo
N/mm2 6÷10 1,5 6,5÷10,5 4,5÷9 0,4÷0,6

kg/cm2 75÷120 22÷30 90÷135 70÷130 9÷12 8. IDE


750 Robinia F.1.1I TRASLUC
N/mm2 7,5÷12 2,2÷30 9÷13,5 7÷13 0,9÷1,2 T
PARE PARENTI
S
E TRA
kg/cm2 70÷110 20 80÷120 60÷110 6÷8
650 Olmo
N/mm2 7÷11 2 8÷12 6÷11 0,6÷0,8
9. O
F.1.1I IN LEGN
T
PARE
NB I valori più alti si riferiscono a legnami di 1° categoria e quelli più bassi a legnami di 3° categoria.

F 59
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
19. PARETI IN LEGNO

➦ PANNELLI A BASE DI LEGNO

FIG. F.1.19./1 TIPI DI SEGAGIONE PRODOTTI DERIVATI DAL LEGNO

Al fine di rendere più omogenee e isotrope le caratteri- Il comportamento del legno può essere migliorato attra-
stiche prestazionali del materiale si preferisce l’impiego verso trattamenti chimici e meccanici:
di materiali derivati dal legno, ottenuti attraverso alcuni
• legni impregnati: sono ottenuti impregnando il legno
procedimenti: la struttura fibrosa del legno, dapprima
con resine sintetiche che lo rendono più compatto,
scomposta in elementi (scaglie, trucioli, listelli o fogli
meno sensibile all’umidità e ai parassiti;
sottili), viene successivamente riassemblata mediante
l’impiego di resine e/o azioni meccaniche (pressatura) • legni metallizzati: sono ottenuti impregnando il legno
sotto forma di pannelli. con metalli caratterizzati da un basso punto di fusione.

MEZZONE COMPENSATI

Ottenuti mediante l’incollaggio a strati e successiva pres- re compreso tra 0,5 mm 1,5 mm, in numero dispari
satura di sottili fogli di piallaccio disposti con fibre ruota- a partire da tre;
te ortogonalmente fra loro. • paniforte: ottenuto per interposizione tra due fogli di
Tra i vari prodotti: piallaccio di uno o più strati di tavolette di legno acco-
• compensato: ottenuto per incollaggio a caldo (95- state e disposte con le fibre ortogonali alle fodere.
100°C) di fogli di spessore variabile tra 0,15 mm,
e 1,50 mm posti a fibre angolate, generalmente in Le definizioni, la classificazione, la composizione, i
numero dispari; requisiti e le prove riguardanti tali prodotti sono oggetto
• multistrato: formato da un numero di fogli, di spesso- delle norme UNI 6467, 6483 e UNI EN 313.
RADIALE O A MAGLIA

PANNELLI DI PARTICELLE DI LEGNO

Sono ottenuti per pressatura, più raramente per estru- maggiore concentrazione di legante che riveste le
sione, di agglomerati di frammenti legnosi (trucioli, scaglie) particelle lignee.
prodotti dalla frantumazione di cascami (residui di lavo- • pannelli in lana di legno: formati per pressatura a pres-
razioni, rami, fronde) e leganti di varia natura (organica, sione ridotta di un impasto di trucioli di legno, essiccati
inorganica, sintetica). I pannelli di particelle sono definiti e trattati, e resine artificiali, cemento o leganti minerali.
e normati dalle UNI EN 309, 311, 312. Il diverso orientamento dei frammenti garantisce un
Tra i prodotti: comportamento isotropo del prodotto, che deve rispon-
• truciolare monostrato: l’impasto legnoso è caratterizza- dere alle norme UNI 3748, 9714 e UNI EN 310;
RADIALE CON MEZZONI to da una granulometria piuttosto grossolana e costante; • pannello in scaglie di legno orientate (Oriented Strand
• truciolare multistrato: è ottenuto per pressatura di Board, OSB): composto da scaglie di grande dimen-
strati sovrapposti a granulometria variabile. Più sione (strand) distribuiti sul piano con fibre orientate.
grossolana nello strato centrale, la granulometria Il piano individuato dalla direzione delle scaglie,
diviene progressivamente più sottile negli strati generalmente coincidente con quello del pannello,
esterni che, più compatti, sono caratterizzati da una ha valori di resistenza molto elevati. Tali prodotti deb-
superficie più liscia e meno porosa grazie a una bono rispondere alla norma UNI EN 300.

PANNELLI IN FIBRA DI LEGNO

Il materiale base è costituito da trucioli e scaglie di legno con resine sintetiche. Caratterizzato da struttura omo-
RADIALE CON MEZZONI A SPESSORI MISTI sottoposti a feltratura, procedimento finalizzato a miglio- genea e molto compatta, rende il pannello lavorabile
rare l’adesione delle fibre con il legante. I frammenti ven- a macchina (segatura, tornitura, finitura), e da trama
gono rammolliti con vapore e successivamente passati sottile, che consente l’impiallacciatura o la laccatura
sotto mole rotanti che ne provocano la sfibratura. delle superfici, questo pannello viene spesso impie-
I pannelli formati per pressatura sono caratterizzati da gato in sostituzione del legno naturale. Le specifiche
isotropia. È possibile variare il peso specifico (o la den- e i requisiti dei pannelli in MDF sono oggetto delle
sità) e la porosità delle lastre in funzione delle necessità, norme UNI EN 622.
utilizzando metodi differenti di pressatura (umida, secca
e semisecca). Tali prodotti sono definiti e classificati dalle Tra gli altri derivati del legno si ricordano inoltre:
norme UNI EN 316. • tamburato: pannello formato da due fogli di compen-
Tra i prodotti: sato applicati su uno strato irrigidente leggero, costi-
• faesite o maesite (Hard Board): nome commerciale, tuito da un reticolato in legno, un nido d’ape di carta
IN QUARTO A VENTAGLIO ormai entrato nell’uso comune per indicare un parti- o cartone o da materiale plastico espanso;
colare tipo di pannello ottenuto per pressatura umida • lamellare: è un materiale ottenuto per incollaggio a
ad alta temperatura di agglomerati di fibre e legante pressione di strati di lamelle o listelli di legno (spes-
a base di resine naturali. In relazione alla densità è sore ≤ 50 mm) e resine sintetiche. Caratterizzato da
possibile distinguere faesiti normali, generalmente pro- elevata resistenza alle sollecitazioni di compres-
dotte sotto forma di lastre in spessori da 1,2 mm a sione, trazione e taglio è utilizzato per la realizzazio-
1,5 mm, e faesiti a bassa densità, prodotte in lastre ne di elementi strutturali anche di notevoli dimensioni.
meno compatte e resistenti delle precedenti, in spes- Tra le normative cui si fa riferimento:
sori da 6 mm a 12 mm; DIN 1052 (Germania), REGLES C.B. 71 (Francia),
• medium density fibreboard (MDF): ottenuto per pres- SIA 164 (Svizzera), BSI 5268/1988 (Inghilterra),
satura a secco di agglomerati di fibre omogenee legate ÖNORM (Austria): B 4100, 4101.
MISTA SU TRONCO
MESSA IN OPERA

La parete può essere realizzata direttamente in opera, ben stagionato, trattato con impregnanti, accuratamen-
con tavolati di disegno diverso applicati su strutture fitta- te manutenuto.
mente intelaiate (balloon frame) costituendo direttamen- Fondamentale è la scelta della tipologia degli incastri
te l’involucro, ovvero può essere realizzata con autono- tra i diversi elementi che costituiscono i pannelli.
mi pannelli di tamponamento. Per ovviare alla difficoltà di ottenere legni ben stagionati
Gli elementi del telaio, sui quali sono riportate le battute a basso costo, si possono usare profili di piccole dimen-
di correlazione, e gli elementi che costituiscono la tam- sioni, ovvero prodotti derivati (compensati, sfibrati).
ponatura non dovranno essere soggetti a fenomeni di Il comfort ambientale può essere aumentato con l’inter-
ritiro. Il pannello deve risultare impermeabile all’aria posizione di strati di barriera al vapore e materassini
IN QUARTO CON MEZZONI e all’acqua; per questo è necessario che il legno sia isolanti (lana di roccia, poliuretano).

F 60
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
PARETI IN LEGNO 19.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.19./2 PANNELLI

PANIFORTE A TAVOLETTE PANIFORTE A LISTELLI


STRATO
DI COMPENSATO TAMBURATO B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA

C.RCIZIO E
LISTELLI
ESE ESSIONAL
PROF
STRATO
DI COMPENSATO EVENTUALE

D.GETTAZIONE
IMPIALLACCIATURA

PRO TTURALE
STRU

GIUNTI DI TAVOLATI PER SPESSORI PICCOLI COPRITESTA


E.NTROLLO
CO NTALE
AMBIE

A SQUADRO A 45 ° A 60°
60
F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
A METÀ
MET LEGNO A CUNEO A LINGUETTA RIPORTATA A DENTE E CANALE URB

GIUNTI DI TAVOLATI PER SPESSORI MAGGIORI


RALI
Disposizione delle tavole in pannelli per evitare l’effetto
l effetto dell
dell’imbarcamento
imbarcamento TAVOLA F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
2/3
VERTIC
1/3

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
TRAVERSO TAVOLA TRAVERSO ORIZ

F.3. IONI
IZ
con profilo esterno
PART E
N
INTER

F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC
con linguetta riportata
F.5. I
D
ARRE

TIPOLOGIE DI TAVOLATI PER PANNELLATURE F.6. AZIONI


M
SISTE E
N
ESTER

con tassello a filo

SEMPLICE CON SPESSORE INSERITO CON GOCCIOLATOIO

MONTANTE MONTANTE MONTANTE con spina

9. O
F.1.1I IN LEGN
GIUNZIONI CHIODATE DI TAVOLATI PER PANNELLATURE GIUNTI DI PROFILATI GIUNTI DI TAVOLE T
PARE

F 61
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
19. PARETI IN LEGNO

PRODOTTI DERIVATI DAL LEGNO

FIG. F.1.19./3 SISTEMI DI MONTAGGIO

PILASTRO AZZANCATO
NELLA STRUTTURA
GUARNIZIONE

PANNELLO
DOGATO

PANNELLO INTERNO

PANNELLO ESTERNO
min 15 mm

FERMO
IN GOMMA

SOGLIA
IN LEGNO PAVIMENTO

DOGHE SAGOMATE DOGHE A TAVOLA

FACCIATA VENTILATA

SOLUZIONE D’ANGOLO
D ANGOLO
PARTIZIONI INTERNE

PARETE

SUPPORTO
PAVIMENTO
DOGHE

LAMA D’ARIA
D ARIA
SUPPORTO
PILASTRO

CONTROSOFFITTO

SEZIONE VERTICALE PIANTA

F 62
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
PARETI IN LEGNO 19.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. F.1.19./4 NODI PER TELAI

A CIMATURA DIAGONALE A TENAGLIA


B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
NODO ORGA
INTERMEDIO

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

E.NTROLLO
A CIMATURA QUADRA A MEZZO LEGNO CON CIMATURA DIAGONALE
NODO CO NTALE
PERIMETRALE AMBIE

F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP
NODO INTERMEDIO

G.ANISTICA
URB
NODO PERIMETRALE

NODI PER TELAI: TIPOLOGIE DI INCASTRO


RALI
F.1. I PERIMET
T
PARE ALI
VERTIC

F.2. URE
CHIUS ONTALI
Z
ORIZ

INTAGLIO DI TESTA INCASTRO A DENTE E CANALE DOPPIO INCASTRO A DENTE E CANALE


F.3. IONI
IZ
PART E
N
INTER

PROFILO IN ACCIAIO PIEGATO


F.4. NTI DI E
ELEME NICAZION
COMU ALE
VERTIC

F.5. I
D
ARRE

F.6. AZIONI
M
SISTE E
N
ESTER

PROFILO IN ACCIAIO PIEGATO

UNIONI REALIZZATE MEDIANTE


9. O
INCASTRI A CODA DI RONDINE SEMPLICI E MULTIPLI INCASTRI A TENONE E MORTASA L’INSERIMENTO
INSERIMENTO DI PROFILI METALLICI F.1.1I IN LEGN
T
PARE

F 63
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
20. INTONACI

TIPI E CARATTERISTICHE

L’intonaco è una malta, composta da leganti, inerti, acqua ed eventuali additivi (cfr. F.1.7.), che costituisce la finitura della muratura proteggendola dall’azione aggressiva degli
agenti atmosferici (UNI 7959).
Gli inerti sono sabbie, pozzolane e particolari materiali che conferiscono caratteristiche diverse all’intonaco. L’intonaco si può considerare come uno strato di usura, soggetto cioè
a sostituzioni periodiche.
La malta per intonaci deve essere sufficientemente elastica, deve avere un limitato ritiro per evitare fessurazioni e cavillature, deve essere meccanicamente resistente, deve
avere valori di permeabilità al vapore uguali o superiori a quelli del supporto, deve essere impermeabile all’acqua (per intonaci esterni), deve essere compatibile con il supporto
in termini di elevata aderenza a esso e compatibilità dei valori del coefficiente di dilatazione termica.

CARATTERISTICHE DELL’INTONACO epossidiche e poliestere, acetati acrilici e polivinilici) per migliorare la resistenza alla
solubilità e alle azioni degli acidi e degli alcali, la compattezza, la flessibilità, l’adesività.
I parametri che determinano il comportamento dell’intonaco sono: Per contro, gli additivi sintetici, se non dosati correttamente, possono causare la for-
• il tempo di applicabilità: il tempo che l’operatore ha a disposizione, dopo aver ag- mazioni di sali solubili con rischio di efflorescenze, rigonfiamenti e rotture.
giunto acqua all’impasto, per applicare l’intonaco sul muro; trascorso tale periodo
l’intonaco diventa viscoso e inutilizzabile; PRESA DELL’INTONACO
• il tempo di presa: l’intervallo di tempo che intercorre tra l’inizio delle operazioni
dell’impasto e l’inizio della brusca diminuzione di plasticità dello stesso; La presa dell’intonaco a base di calci aeree (calce idrata, grassello) avviene per eva-
• il tempo di lavorabilità: il tempo in cui l’intonaco resta plastico e quindi spianabile porazione dell’acqua di impasto e, successivamente, per il processo di carbo-
dopo averlo applicato sul muro. natazione della calce, per cui l’idrato di calcio, a contatto con l’anidride carbonica
dell’aria, si trasforma in carbonato di calcio. L’indurimento avviene per reazione
ADDITIVI endogena, dall’interno verso l’esterno.
La presa dell’intonaco a base di calci idrauliche (calci idrauliche normali o artificiali in
Gli additivi migliorano le proprietà e le caratteristiche dell’intonaco. polvere, calci eminentemente idrauliche o artificiali in polvere, calci idrauliche artificiali
I ritardatori e gli acceleratori di presa modificano la velocità di indurimento dell’intonaco. pozzolaniche in polvere, calci idrauliche siderurgiche in polvere) che fanno presa
I plastificanti rendono le malte più viscose, omogenee e stabili; la maggiore richiesta anche in presenza di acqua, non è legata al processo di carbonatazione, bensì alla
di acqua rende però l’intonaco meno resistente meccanicamente, per cui ai formazione, per idrolisi in soluzione acquosa, di silicati e alluminati.
plastificanti sono spessi associati additivi fluidificanti e acceleranti. La presa dell’intonaco a base di gesso avviene a seguito della evaporazione dell’acqua
Gli aeranti formano una struttura microalveolare che migliora il comportamento al gelo di impasto, al successivo indurimento della polvere di gesso che riacquista le
dell’intonaco. molecole perse durante la cottura della pietra naturale.
È ormai raro l’uso di additivi organici, utilizzati cioè allo stato naturale (l’albume, la La presa dell’intonaco a base di cemento avviene, ugualmente, a seguito dell’evapora-
caseina la colla animale ecc.); è invece frequente l’impiego di additivi sintetici (resine zione dell’acqua, che produce il consolidamento e indurimento dell’impasto.

TIPI DI INTONACI
Per gli intonaci interni si impiegano prevalentemente all’esterno; il coefficiente di dilatazione termica è inoltre dà luogo a un intonaco resistente e poco assorbente;
malte di calce aerea, di calce idraulica o di gesso; per gli troppo elevato rispetto a quello dei materiali antichi; infi- l’aggiunta di 1/3 di grassello di calce rende l’intonaco
intonaci esterni, per la maggiore funzione protettiva che ne, a contatto con intonaci tradizionali, sviluppa sollecita- più lavorabile e più assorbente.
devono assolvere, si impiegano malte di calce eminen- zioni dannose, a causa della elevata resistenza mecca-
temente idraulica, malta di cemento o malte bastarde. nica di questo tipo di intonaco rispetto a quello antico. INTONACI A BASE DI LEGANTI SINTETICI
L’intonaco alla calce è molto permeabile al vapore, ha
buona deformabilità, è poco impermeabile ma in grado INTONACI A BASE DI GESSO Sono impiegati leganti polimerici composti da resine acri-
di restituire l’acqua assorbita, ha un lungo tempo di in- liche o viniliche disciolte in solventi, da granulati di marmo
durimento, ha bassa resistenza meccanica, non è resi- A causa della sua sensibilità all’umidità, l’intonaco a o silicati, da coloranti e additivi. Questi intonaci sono im-
stente al gelo, degrada facilmente per la cristallizza- base di gesso è impiegato essenzialmente per interni. piegati generalmente solo per lo strato di finitura offrendo
zione dei sali. È particolarmente indicato nei restauri di Ha capacità isolanti, fornisce una buona protezione al una superficie molto compatta che, se da un lato garan-
murature antiche per la elevata traspirabilità e per la fuoco e, asciutto, presenta una superficie molto leviga- tisce una ottima impermeabilizzazione, dall’altro im-
compatibilità con il supporto in relazione ai valori del ta. Non è adatto a ricoprire superfici in cemento per la pedisce la migrazione del vapore attraverso la muratura.
coefficiente di dilatazione termica. elevata differenza del coefficiente di dilatazione dei due I cicli di formazione di condensa interstiziale e di eventuale
L’intonaco alla calce con moderata aggiunta di leganti materiali (alto per il gesso, basso per il cemento) che gelo provocano rigonfiamenti dello strato superficiale di
idraulici è realizzato sostituendo a una parte di grassel- causa distacchi e fessurazioni; non deve entrare in con- intonaco, fessure e distacchi. Sono quindi da escludere
lo una equivalente di legante idraulico (pozzolana e tatto con elementi di ferro, che sono aggrediti dal gesso. nei restauri e nelle murature tradizionali non solo per i
materiali a comportamento pozzolanico, cocciopesto). Gli intonaci a base di gesso si differenziano in relazione motivi suddetti, ma anche per i diversi valori del coeffi-
L’intonaco a base di leganti idraulici ha buona consi- alla natura del gesso. L’intonaco a base di gesso semi- ciente di dilatazione termica. Sono invece adatti nella
stenza e bassa porosità. Nella realizzazione a più stra- idrato, detto intonaco di Parigi, impiega gesso il cui pro- protezione di strutture in cemento armato, dove il rischio
ti, la resistenza meccanica dei leganti impiegati deve cesso di idratazione non è completato; ha una presa di umidità proveniente dall’interno è ridotto al minimo,
diminuire man mano che si passa agli strati successivi. estremamente rapida e risulta difficile la posa a mano. mentre è richiesta una protezione dall’esterno.
Il primo strato, se a base di cemento, non deve supe- Aggiungendo additivi ritardanti si ottiene un intonaco a
rare mm 3 di spessore; l’arriccio, composto di calce idrau- base di gesso semiidrato ritardato, di più facile stesura; INTONACI SPECIALI
lica e cemento deve avere spessore di circa mm 15; l’ul- questo intonaco è impiegato per il primo strato di ade-
timo strato, sottile, deve essere composto con calce renza e per lo strato di finitura. Fanno parte di questa categoria quegli intonaci, in genere
idrata e cemento. L’uso eccessivo di cemento porta a L’intonaco a base di gesso anidro è composto con gesso premiscelati e preconfezionati, in cui la presenza di alcu-
un intonaco rigido, che evidenzierà rapidamente fessu- completamente disidratato. Ha un tempo di presa molto ni componenti nell’impasto (perlite, vermiculite, pomice,
razioni e distacchi; gli stessi rischi si avranno se il lungo e può essere lavorato sino a risultare lucido e levi- granulati plastici ecc.) garantisce particolari prestazioni.
dosaggio del cemento nello strato di finitura sarà supe- gato. Caratterizzato da elevata resistenza non deve La preparazione può prevedere l’aggiunta di sabbia. Tra
riore a quello dei leganti aerei. essere applicato su superfici assorbenti: l’acqua d’im- questi vi sono gli intonaci termoisolanti, ignifughi, fono-
L’intonaco a base di cemento dovrebbe impiegare ce- pasto infatti, a causa del lento indurimento, può essere assorbenti, deumidificanti, impermeabilizzanti, consolidanti.
menti a basso contenuto di alcali, per evitare la cristal- assorbita dalla struttura sottostante causando una idra- La preparazione industriale garantisce qualità costanti e
lizzazione dei sali. È particolarmente indicato per locali tazione prematura dell’intonaco. I tempi di presa posso- per quelli colorati in pasta, omogeneità di colori. La posa
umidi sotterranei, per fognature, pozzetti di raccolta, no essere regolati con additivi acceleranti, ottenendo un è rapida; possono essere impiegati in unico strato e appli-
pozzi neri e, come impermeabilizzante, per vasche e ser- intonaco adatto a finiture resistenti e durevoli. cati in due fasi; il secondo passaggio è applicabile già
batoi. È sconsigliabile l’uso di intonaco a base di cemen- Un intonaco a base di gesso impiegato per i primi stra- dopo 3 ore. Al fine di ridurre i fenomeni di fessurazioni,
to negli edifici storici a causa della sua scarsa porosità, ti può avere il seguente dosaggio: 1 parte di gesso e 1,5 le caratteristiche meccaniche sono migliorate con l’im-
che non consente la migrazione di acqua e vapore di sabbia. Per lo strato di finitura il solo impiego di gesso piego di fibre di vetro, di cellulosa, di polipropilene.

F 64
MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI F.1.
INTONACI 20.

MODALITÀ DI ESECUZIONE A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
Nell’intonaco a tre strati, il rinzaffo, ad alto contenuto di cemento (500–600 kg), è PROG
L’intonaco è applicato a strati. L’applicazione dei singoli strati deve avvenire dopo
asciugatura di quelli precedenti e in condizioni meteorologiche costanti (5-30°C). Lo molto sottile.
spessore complessivo è circa 1,5-2,5.cm
B.STAZIONI DILEGIZLII
Il secondo strato, detto stabilitura o arriccio può essere anche di finitura; in que-
Un intonaco ad alto contenuto di legante presenta buona aderenza, compattezza e st’ultimo caso è chiamato intonaco civile. Questo strato è realizzato con una malta
PRE I ED
lavorabilità; per contro è facilmente fessurabile per il forte ritiro e la scarsa deforma- a minore contenuto di cemento, per evitare le fessurazioni a seguito del ritiro del NISM
bilità a rottura. Riducendo il contenuto di legante l’impasto diviene meno lavorabile, legante (1 m3 di sabbia, 400 kg di calce idraulica o 0,5 m3 di grassello, 30–50 kg di ORGA
poroso e quindi permeabile all’acqua e presenta scarsa adesione al supporto. cemento). Gli inerti hanno granulometrie più raffinate di quelle impiegate per lo stra-
Per ovviare a tali inconvenienti è opportuno distinguere le funzioni, e quindi le ricette, to precedente. Nel caso sia di finitura, lo spessore complessivo non deve essere
dei singoli strati che costituiscono l’intonaco; l’impiego di calce facilita la lavorabilità inferiore a 1,5.cm C.RCIZIO E
dell’impasto; l’impiego di leganti idraulici e di opportuni additivi consente di integrare Il terzo strato, o corpo dell’intonaco, deve essere compatto e poco fessurabile. Ha ESE ESSIONAL
le diverse caratteristiche. funzione impermeabilizzante. La malta può essere di cemento (1 m3 di sabbia, PROF
La granulometria degli inerti si raffina passando dal primo strato a quello di finitura.Il primo 400–500 kg di cemento) o bastarda (1 m3 di sabbia, 300 kg di cemento, 150 kg di
D.GETTAZIONE
strato di intonaco, chiamato rinzaffo, aggrappo o intonaco rustico, è realizzato con una calce idraulica).
malta bastarda (1 m3 di sabbia, 400 kg di calce idraulica o 0,5 m3 di grassello 100 kg di Un ultimo strato, di finitura, deve impiegare malta dello stesso tipo di quella impiega-
cemento); gli inerti sono grossolani, lo spessore dello strato ≥ 1 cm. Ha la funzione di ta per lo strato precedente, ma con minore contenuto di cemento (300–400 kg di PRO TTURALE
assicurare l’aderenza dell’intonaco al supporto e deve pertanto essere lasciato rugoso. cemento, 150–250 kg di calce). STRU

TAB. F.1.20./1 CLASSIFICAZIONE DEI VARI TIPI DI INTONACI BASATA SULLA


NATURA DEI LEGANTI
TAB. F.1.20./2 COMPOSIZIONE DI INTONACO A BASE DI LEGANTI AEREI
E.NTROLLO
CO NTALE
COMPONENTI
1° STRATO 2° STRATO 3° STRATO FINITURA AMBIE
ALLA MODERNO MODERNO (parti (parti (parti (parti
STRATO TRADIZIONALE PER LA MALTA
CALCE MINERALE SINTETICO in volume) in volume) in volume) in volume)
inerti: F. TERIALI,TECN
ICHE
RINZAFFO calce cemento portland cemento portland cemento portland
• Sabbia grossa 11 – 9 – MA ONENTI,
idrata e calce idraulica e calce idraulica e calce idraulica COMP
• Sabbia fina – 8 – 10
Calce in pasta 3 3 3 3
ARRICCIO calce
idrata
cemento portland
e calce idraulica
cemento portland
e calce idraulica
cemento portland
e calce idraulica Spessore 8-10 mm 3-5 mm 10-20 mm 3-4 mm G.ANISTICA
URB
TAB. F.1.20./3 COMPOSIZIONE DI INTONACO A BASE DI LEGANTI IDRAULICI
FINITURA calce cemento portland cemento portland polimero
idrata e calce idrata calce idrata 1° STRATO 2° STRATO 3° STRATO FINITURA
e calce idraulica COMPONENTI
(parti (parti (parti (parti
PER LA MALTA
in volume) in volume) in volume) in volume) RALI
F.1. I PERIMET
T
inerti: PARE ALI
• Sabbia grossa 12 – 12 – VERTIC
• Sabbia fina – 12 – 12
Cemento portland
0,5 – 0,5 – F.2. URE
APPLICAZIONE DELL’INTONACO
normale CHIUS ONTALI
Z
Cemento portland ORIZ
– – – 1
L’intonaco viene applicato su una parete opportunamente preparata: deve risultare suffi- bianco
cientemente asciutta, pulita ed esente da difetti di costruzione, deve avere una superficie Calce idraulica 1,5 2,5 2 – F.3. IONI
scabrosa per facilitare l’aderenza dell’intonaco. IZ
Calce idrata in polvere – – 1 3 PART E
N
In assenza di quest’ultimo requisito è possibile bocciardare la superficie, fare delle INTER
striature, far sporgere la malta dai giunti dei mattoni, impiegare un primer (ad esem- Spessore 8-10 mm 3-5 mm 12-15 mm 3-5 mm
pio l’acetato di polivinile), predisporre vere e proprie armature di sostegno all’intona-
co, come griglie metalliche protette dall’ossidazione, in PVC, in legno, reti porta- F.4. NTI DI E
intonaco in fibra di vetro. FIG. F.1.20./1 UTENSILI IMPIEGATI NELLA PREPARAZIONE E STESURA ELEME NICAZION
La rete è particolarmente utile in corrispondenza dei giunti tra materiali diversi (ad esem- DELL’INTONACO COMU ALE
pio tra i pilastri e i cordoli in calcestruzzo e la muratura), dove le differenti dilatazioni dei VERTIC
materiali sottostanti l’intonaco provocherebbero sollecitazioni differenziate, tali da causare
l’insorgere di fessurazioni e cavillature.
La rete deve essere estesa per l’intera area soggetta a tale fenomeno. Le giunzioni della F.5. I
D
rete hanno sovrapposizioni per circa 10 cm. L’impasto, dopo essere stato preparato nel ARRE
secchio, viene steso a strati.
Il primo strato di rinzaffo viene proiettato energicamente a mano, o con attrezzature FRATTAZZO
pneumatiche o meccaniche, e completato con la cazzuola. F.6. AZIONI
M
SISTE E
Il secondo strato, l’arriccio, viene passato quando ancora il precedente non ha com- N
ESTER
pletato la presa (da 3 a 7 giorni dopo) e dopo aver bagnato la superficie; può essere
lasciato grezzo di proiezione, o compresso con il frattazzino o la cazzuola, o reso liscio CAZZUOLA
con il frattazzo. DA INTONACO
FRATTAZZINO
L’ultimo strato di finitura deve essere compatto, levigato e perfettamente livellato; la
SECCHIO
superficie viene lavorata con strumenti diversi in relazione all’aspetto desiderato.
Il fissaggio di un reticolo di poste precede l’applicazione dell’intonaco. Le poste sono
frammenti di laterizio o pietra, dello spessore uguale a quello previsto per i primi due
strati di intonaco, fissati alla parete con la stessa malta impiegata per l’intonaco.
Un filo steso tra due poste conseguenti in verticale segna lo spessore di una striscia di SPARVIERE SPARVIERE O
malta, guida, che regolerà lo spessore definitivo dell’intonaco. O TAVOLETTA PALETTA PORTA MALTA
Si procede a intonacare i campi tra strisce di malta verticali, controllando con il rego- PORTA MALTA CAZZUOLA DA MURO
lo la planarità dello strato rispetto alle guide. Per superfici curve il regolo è sostituito O COMUNE
da opportune sagome appositamente preparate.
È opportuno evitare rapide essiccazioni che porterebbero a eccessivo ritiro con con- FERRO DA STUCCO
seguenti fessurazioni; a tale proposito è utile mantenere moderatamente umida la
superficie per una settimana.
Alla comparsa di piccole screpolature si passa alla lisciatura dell’intonaco mantenen-
do umida la superficie con un pennello bagnato. Per attuare un efficace collegamento
tra campi di intonaco conseguenti (su pareti d’angolo o su una stessa parete) è neces- CAZZUOLA METALLICA
sario stendere l’intonaco del campo successivo prima che quello del precedente sia CAZZUOLA PER LISCIATURA REGOLO 0.
DA STUCCO E RASATURA F.1.2 ACI
indurito. L’intonaco deve essere interrotto in corrispondenza dei giunti di dilatazione. N
INTO

F 65
F.1. MATERIALI, COMPONENTI, TECNICHE • PARETI PERIMETRALI VERTICALI
20. INTONACI

➦ MODALITÀ DI ESECUZIONE

FINITURA

L’ultimo strato di intonaco può essere realizzato con inerti diversi e diverse tecniche di una superficie lucida e molto levigata. Integrata con polvere di marmi colorati e
finitura per conferire aspetti particolari; prende il nome in questo caso di colla. lavorata a encausto si presenta simile al marmo.
Molto particolare è la colla di cocciopesto il cui impasto è costituito da calce e Può anche essere colorata dopo la presa, prima dell’indurimento, con la tecnica
frammenti di mattoni, coppi o tegole (coccio) frantumati al mortaio (pesto). È adatta ad dell’affresco.
ambienti umidi rendendo la superficie impermeabile. Per il trattamento a encausto le ultime mani sono trattate con cera vergine riscaldata
La colla brodata o alla genovese impiega, insieme alla calce, la sabbia bianca, che a ferro che viene stesa ripetutamente con panni di lana, sino a ottenere un piano
conferisce un aspetto simile al marmo. È adatta ai rivestimenti esterni e non richiede perfettamente lucido e liscio.
la tinteggiatura. La colla di travertino prevede l’impiego di travertino frantumato al mortaio, per emulare
La colla di marmo o marmorina aggiunge alla calce la polvere di marmo frantumata al appunto un paramento in travertino.
mortaio. Impiegata in strati sottili di 2-3 mm per favorire la carbonatazione, risulta Stesa in spessori da 3 a 10 mm la superficie viene ulteriormente elaborata con graffiture.
molto simile esteticamente al marmo. La superficie può essere ulteriormente lucidata. La finitura a ghiaietto prevede l’applicazione, su un intonaco di cemento ancora fresco,
La colla a stucco lucido è adatta sia per interno che per esterno. È una malta fine di di inerti di granulometria compresa tra 5 e 10 mm.
grassello di calce aerea della migliore qualità, mista, come la precedente, a polvere di Si definisce intonaco a mezzo stucco quello formato da intonaco grezzo con malta fine
marmo molto sottile. di calce spenta e pozzolana, tirata a frattazzo e rifinito con uno strato di circa mm 2 di
Per lo strato di finitura la composizione è 1 parte in volume di grassello per 1 o 1,5 di malta per stucchi, perfettamente levigata con il frattazzo metallico.
polvere di marmo. Si definisce intonaco a stucco quello formato come il precedente ma con uno strato di
Passata più volte, lisciata con panni umidi e sfregata con ferri caldi presenta, infine, finitura di circa 5 mm.

COLORITURA

I prodotti vernicianti sono le vernici le pitture, gli smalti. Le vernici sono prodotti Tinta a calce (a secco) – Viene eseguita su intonaco tradizionale a calce, sia allo
trasparenti, privi di pigmenti; le pitture contengono pigmenti e cariche; gli smalti sono stato fresco che asciutto. La tinta a calce viene eseguita anche su intonaco di calce
coprenti e hanno caratteristiche di brillantezza e resistenza agli agenti esterni. idraulica, risultando meno durevole, ma è incompatibile su intonaci di cemento, da cui
I componenti delle pitture nella produzione attuale sono: i leganti, i solventi, i pigmenti, si distacca facilmente. Sono impiegati pigmenti a base di terre naturali o di ossidi di
gli additivi. ferro artificiali, diluiti in grassello di calce, che ha la funzione di legante e realizza
I leganti sono polimeri o resine che consentono alla pittura di creare una pellicola l’adesione del colore al supporto.
asciutta e aderente al supporto. La percentuale di pigmenti nel grassello dovrebbe essere ≤ al 10% per evitare di
I solventi sono sostanze volatili in cui sono diluiti i componenti e facilitano ridurre la capacità adesiva del grassello.
l’applicazione del prodotto; per motivi ecologici e di sicurezza si tende a ridurre La stesura avviene a pennello in due o più mani. Sottoposta agli agenti atmosferici, la
l’impiego di solventi a favore di leganti fluidi. tinta a calce tende al dilavamento; pertanto nell’impasto si può aggiungere colla forte
I pigmenti sono polveri micronizzate che conferiscono il colore e il potere coprente. (di origine animale, caseina, olio di lino in emulsione), oppure si può proteggere la
Gli additivi migliorano le caratteristiche del prodotto, come ad esempio l’essiccazione, la parete, dopo la completa asciugatura della tinta, con due mani di olio di lino cotto
resistenza agli agenti esterni, la facilità di applicazione, la stabilità in barattolo. passato a pennello.
Le pitture sono monocomponenti quando sono pronte all’uso e la formazione della
pellicola coprente avviene a seguito della evaporazione del solvente; sono bicomponenti Tinta a tempera o a colla – È adatta agli ambienti interni o pareti esterne protette
quando è necessario miscelare due prodotti e la fissazione del colore avviene per dagli agenti atmosferici. I colori, di tipo artificiale o naturale, sono diluiti in un legante
reazione chimica tra i due componenti; questi ultimi sono prodotti molto resistenti. di tipo organico.
La coloritura dell’intonaco avviene secondo due modalità diverse: inserendo Alle colle impiegate nel passato (di origine animale, vegetale ecc.) sono oggi sostituiti
nell’impasto di finitura pigmenti o polvere di marmo o pietre, oppure sovrapponendo i prodotti pronti all’uso, che sono passati a pennello su un supporto ben pulito. La tinta
allo strato di finitura una tinta miscelata con un legante organico o inorganico cui è a tempera, che consente un’ottima traspirazione della muratura, si adatta a qualsiasi
affidata l’adesione al supporto. tipo di intonaco interno.
I prodotti impiegati per la pittura all’esterno devono essere resistenti agli agenti
atmosferici e il supporto deve essere pulito e spianato. Tinta ai silicati – È molto resistente e adatta agli ambienti aggressivi; è compatibile
Tinta a fresco (affresco) – È realizzata su intonaco tradizionale fresco, ma già con tutti gli intonaci porosi, ma non è indicata sul calcestruzzo poiché non lo difende
consistente; lo strato di finitura dell’intonaco, liscio e non eccessivamente costipato, dall’aggressione acida del biossido di carbonio. Su un intonaco precedentemente
deve pertanto essere steso solo sulla superficie da tinteggiare. Il colore, infatti, penetra bagnato con acqua di calce, si applica il pigmento diluito in acqua.
nell’intonaco e rimane fissato grazie al processo di carbonatazione della calce, che A completa asciugatura della tinta viene dato a spruzzo un composto fissante di
determina la presa e l’indurimento. Le parti di intonaco non raggiunte dalla tinta vanno silicato di sodio o potassio e acqua, nella proporzione di 1 a 2, che penetra nei pori
quindi rimosse e sostituite con malta fresca. I colori impiegati, pigmenti a base di terre dell’intonaco fissando il colore.
colorate naturali o di ossidi metallici, sono diluiti in acqua e stesi in una sola mano. Per
avere maggiore effetto coprente, i pigmenti possono essere diluiti con acqua di calce Tinte viniliche o acriliche – Sono pitture organiche a base di resine sintetiche
o grassello diluito. viniliche o acriliche. Sono molto coprenti e impermeabilizzanti, ma la parete risulta
Il metodo a fresco non consente ritocchi a meno di asportare l’intonaco essiccato e poco traspirante. Il prodotto può essere passato a pennello, a rullo, a macchina.
sostituirlo con malta fresca. La tinta viene passata a pennello.

FIG. F.1.20./2 SIMBOLI DEI PRINCIPALI AVVISI DI RISCHIO APPLICA