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CHIMICA

Struttura atomica ( dai vecchi fino alla moderna teoria atomica)


Da subito si è capito che la materia era costituita da particelle cariche sebbene normalmente è elettricamente neutro
però la natura elettrica della materia si può osservare nella vita quotidiana (capelli che si elettrizzano)
Questa è l’evidenza del fatto che ci sono delle cariche elettriche, sono distribuite in maniera uniforme quelle
positive, negative: globalmente la materia risulta neutra.
Però se separiamo le cariche ad es. attraverso lo strofinio possiamo distribuirle in maniera diversa. (solo lettura –
anche legge di culow)
Thompson , Crookes , Coldstein sono i primi chimici che scoprirono le particelle subatomiche .
Tant’è vero che il tubo catodico è detto anche tubo di Crookes attraverso il quale è stato scoperto questo elettrone.
Il tubo consisteva in un tubo di vetro con all’interno un anodo e un catodo; viene fatta passare corrente elettrica
proveniente da un generatore ; all’interno viene creato un vuoto e si crea un gas estremamente rarefatto.
Nel momento in cui si genera corrente si vede che dal catodo (elettrodo negativamente)partono dei raggi luminosi
verso l’anodo( carico positivamente) che vengono denominati raggi catodici . Successivamente venne applicato un
mulinello all’interno fatto di lamine di metallo. Si è visto che questi raggi mettevano in movimento queste pale
dimostrando che erano di natura corpuscolare oltre ad emanare luce.(natura luminosa)
Poi venne applicato oltre al mulinello un campo magnetico e si vede che questi raggi vengono flessi dal campo
magnetico verso il polo positivo. Capiamo che questi sono dotati di massa e sono carichi negativamente, inoltre non
variano in base al materiale che li produce : sono presenti in tutti gli atomi. Vennero chiamati Elettroni.
In maniera analoga vennero scoperti anche i protoni e i neutroni.
Gli atomi non sono diverse in base al tipo di particelle da cui è costituito ma in funzione del numero che li
costituisce.
Tabella pag. 7

Simbolo elettrone: E-
+
Simbolo protone: P

S. Neutrone: N
Altre esperienze hanno consentito di misurare la massa di queste particelle che è in grammi dell’ordine di -31 per il
neutrone e di -27 per il protone. Quella del elettrone è trascurabile.
La massa relativa per il protone ed neutrone è 1. Elettrone 0.
Come erano organizzate queste particelle? Quale era la loro struttura?
Il primo modello atomico è quello di Thompson.
Le particelle positive e negative si attraggono quindi sono compatte: modello a panettone: l’atomo è una particella
piena della quale gli elettroni sono distribuiti come l’uvetta in maniera casuale. (perché l’atomo risulta bilanciato )
Venerdi 8 Gennaio
Esperimento di Rutherford
Rutherford prende delle particelle alfa . Raggi alfa: vengono emessi da dei nuclei di materiali radioattivi come
l’uranio che decade, ossia si trasforma emettendo raggi alfa che sono quelli che determinano la pericolosità.
La particella alfa è un nucleo di elio: due protoni e due neutroni.
Gli elementi radioattivi si trovano alla fine della tavola periodica perché sono i più pesanti.
Un nucleo pesante per stabilizzarsi decade ossia elimina delle particelle alfa per alleggerirsi e stabilizzarsi.
Rutherford prende un contenitore contenente uranio radioattivo con un forellino dal quale escono raggi alfa.
Fa in modo che queste particelle alfa vadano a bombardare una lamina di oro (metallo nobili : hanno la proprietà di
essere duttili e malleabili) sottilissima , per fare in modo che fosse costituito da meno strati di atomi. (con la grafite
sono riusciti a formare un mono strato)
Dietro pone uno schermo riflettente in modo tale che, quando viene colpito dalle particelle alfa , si illumini ed
evidenzi dove arriva la particella.
Se il modello di Thompson fosse stato corretto avremmo dovuto aspettarci che la lamina d’oro fosse stata un muro.
In realtà la maggior parte delle particelle alfa attraversava la lamina come se attraversassero il vuoto.
Solo un piccolissima frazione rimbalzava ed un’altra risultava deviata.
L’unica interpretazione di tale esperimento è che la maggior parte dell’atomo è costituito da vuoto .
Siccome le particelle alfa hanno due cariche positive alcune vengono deviate perché incontrano altre cariche
positive.
L’atomo quindi non è una sfera piena ma c’è una separazione di cariche: c’è un nucleo carico positivamente e gli
elettroni che viaggiano a grande distanza dal nucleo lasciando vuoto.
Solo grazie al vuoto riescono ad attraversare la lamina.
Allora quelle che vengono deviate sono le particelle che passano vicine al nucleo.
Quelle che tornano indietro sono le particelle che bombardano direttamente il nucleo atomico dell’oro.
(L’elettrone passa indisturbato)
Modello planetario o modello atomico di Rutherford
Tale modello dice che l’atomo è come un sistema planetario con sole, pianeti ecc.
Tuttavia presenta un grosso problema: che i pianeti rimangono in orbita stabile intorno al sole perché ci sono due
forze ( centrifuga generata dalla rotazione, dal moto circolare che contrasta la forza gravitazionale.
Lo stesso non può valere per gli elettroni perché sono particelle cariche e la fisica insegna che particelle cariche in
movimento perdono energia ( i pianeti non sono particelle cariche).
Quindi siccome gli elettroni perdono energia dovrebbero annichilirsi, rallenta e cade sul nucleo.
Questo è il motivo per cui questo modello non si manteneva in piedi. Rutherford non spiegava come mai queste
cariche elettriche in movimento mantenessero la loro energia e la loro orbita.
Lasciamo questo ?.

Nel frattempo abbiamo descritto la struttura atomica con certezza.


L’anno scorso abbiamo parlato di massa atomica e numero atomico : riprendiamolo.
I neutroni hanno la funzione di stabilizzare il nucleo. Se non ci fossero i protoni tenderebbero a respingersi.
La repulsione è annullata dalla presenza dei neutroni. Tant’è vero che la funzione che l’unico atomo che non ha
neutroni è l’idrogeno con un solo protone.
Almeno fino al ferro (n atomico 26) il numero dei neutroni è uguale a quello dei protoni. ES. elio 2+2.
Ogni atomo viene rappresentato da un simbolo che è l’iniziale del suo nome latino e da due numerini: in basso a
sinistra c’è il numero (Z)dei protoni e/ o degli elettroni; in altro a sinistra si rappresenta il numero di massa (A), ossia
la somma tra protoni e neutroni)
Nel caso dell’idrogeno ordinario abbiamo 1 ma esistono altri ISOTOPI dell’idrogeno che invece sono 1H (prozio), 2H
(deuterio) e 3H (trizio). Isotopi : stesso posto dal greco perché stanno tutti quanti della stessa casellina della tavola
periodica sotto ili simbolo H.
Siccome hanno massa diversa quale indichiamo sulla tavola periodica?
La media percentuale. Infatti l’idrogeno ordinario è più frequente in naturale perciò la massa 1,00784 u totale
dell’idrogeno tende all’uno.
Come si ricava la massa. Es del potassio (esiste il 39 presente al 93,2% e il 41 6,8%) la massa si ricava:
massa × percentuale di abbondanza+la massa del secondo × percentuale del secondo
= massa atomica
100
percentuale.
Esercizio: il carbonio 14 quanti neutroni ha?
Gli atomi possono perdere ed acquistare elettroni trasformandosi in ioni: cationi ed anioni.
Il carboni ha 6 protoni e quindi 6 neutroni. Più perdere un elettrone e quindi si carica positivamente e si trasforma in
catione.
+
Es Sodio (11 protoni ma 10 elettroni). È quindi è uno ione monovalente.
Si scrivono tanti + o +2 in base a quanti elettroni.
SABATO 9 35.00
(Riprendere il libro di primo)
Newton ha pensato che fosse un flusso di particelle ( modello corpuscolare)
Maxwell studia la luce come un onda elettromagnetica(onda: trasporto di energia senza trasporto di materia… il
trasporto della barca in mezzo al mare non è dovuto all’onda). La sua teoria è attendibile.
Quali sono i parametri che studiano l’onda? (argomento di fisica)
 Lunghezza d’onda: distanza tra due creste successive o fra due ventri
 Ampiezza: l’intensità dell’onda
Frequenza( f ) rappresentata con Nv ( ni: in greco): rappresenta il numero di lunghezze che attraversano una
determinata superficie nell’unità di tempo. (da wikipedia ma detto pure lei) Frequenza e lunghezza d’onda
sono inversamente proporzionali, cioè se la frequenza si raddoppia, la lunghezza d’onda si dimezza. Il loro rapporto
dunque è costante ed è uguale alla velocità di propagazione dell’onda.
Questo si può riassumere con una semplice formula matematica:

La luce è un’onda elettromagnetica generata da due campi, uno elettrico e l’altro magnetico. Quindi non un corpo
materiale a generarlo. L’intero spettro elettromagnetico è costituito da diverse finestre: ( in ordine le onde che
arrivano dal sole dalle più corte alle più
lunghe

 Raggi gamma
 Raggi X
 UV
 Luce : intervallo (frazione) di onde
comprese tra 350 e 750 nm circa che
il nostro occhio percepisce (serpenti
percepiscono pure gli infrarossi)
Si può analizzare attraverso lo
spettroscopio ( fascio di luce che
colpisce un prisma di cristallo:
fenomeno di rifrazione. Rifrazione
Cucchiaino, cambia il mezzo)
 Infrarossi
 Microonde
 Radio

Martedì 12 min2.00
Spettro continuo: qualunque sostanza solida, liquida o gassosa ,compressa e portata ad incandescenza si comporta
come un corpo nero .
Spettro a righe discontinuo se prendiamo un gas rarefatto incandescente.
ES. luci a neon : portato ad incandescenza attraverso un resistenza. Se osservassimo la luce attraverso uno
spettroscopio, uno strumento che è in grado di separare le diverse lunghezze d’onda per un effetto di rifrazione (ogni
lunghezza d’onda viene deviata in funzione della sua lunghezza d’onda per cui la luce viene scomposta) vengono
rifratte di più quelle a lunghezza d’onda maggiore e viceversa. Per questo motivo troviamo in alto il rosso e poi
progressivamente il blu.
Se esaminassimo la luce proveniente dal neon osserveremmo una serie di righe colorate : delle lunghezze d’onda
non ci sono.
Questo spettro a righe di emissione è l’impronta digitale di quel elemento. Quindi c’è una correlazione tra gli
elementi chimici e la loro capacità di emettere luce. (saggio alla fiamma potrebbe essere un esempio)
Lo spessore delle righe è determinato dall’intensità delle varie lunghezze d’onda.
Gli spettri stellari sono di assorbimento. La luce emessa dal nucleo stellare (corpo nero) prima di arrivare a noi
attraversava dei gas rarefatti più freddi quindi, il gas rarefatto assorbe determinate lunghezze d’onda: spettro
continuo con righe nere. Questa trattazione della luce come onda ha delle conferme sperimentali.
Max Planck scopre invece la natura corpuscolare della luce con delle conferme sperimentali: effetto fotoelettrico
(fotocellula). Corpuscolare vuol dire essere costituita da una serie di particelle fisiche e provviste di massa ma non i
continuità l’una con l’altra. (pacchetti discontinui che egli chiama quanti).
È come dire l’acqua scorre in maniera continua quando apriamo un rubinetto. Se invece vediamo tante bottigliette su
un nastro trasportatore .
Il quanto non è sempre della stessa dimensione come le bottigliette ma varia a seconda della lunghezza d’onda.
Relazione di Planck: E= K × Nv (ni greco). Lunghezza d’onda è inversamente proporzionale alla frequenza e la
frequenza è direttamente correlata all’energia in quanto E=Kv. Quindi le onde più energetiche sono quelle ad elevata
frequenza e lunghezza d’onda minore e viceversa.
Teoria quantistica rivoluzionaria di Planck. Quanto di luce= fotone
L’energia di un fotone è K × Kv. Quindi per spiegare il modello ondulatorio della luce abbiamo parlato dell’effetto
della rifrazione, della riflessione , l’effetto di interferenza.
il modello quantistico-corpuscolare trova conferme nell’effetto fotoelettrico. La conclusione è che la luce ha un
comportamento dualistico contemporaneamente : onda-particella. Possiamo trattarla da diversi punti di vista in base
all’aspetto che vogliamo dimostrare.

Che relazione c’è tra gli spettri e i modelli atomici (atomo)?


Attraverso questa relazione capiamo qual è il modello atomico per eccellenza.
Modello di Bohr
Supera il modello di Rutherford.
Vedi punti segnati sul libro.
19
min 24.17
non si annichilisce l’elettrone perché si può trovare su orbite definite stazionarie cioè caratterizzate un momento
h
angolare (massa ×Velocità×raggio) è stabilito dalla relazione da n . N è il numero quantico principale e assume

valori veri da 1 sino ad infinito. H è la costante di Planck. Quindi le orbite sono solo quelle stabilite da quella
relazione. (l’unica cosa che cambia è n. n=1. N=2 ecc…).
in senso pratico vuol dire che l’elettrone non può ruotare in tutte le posizioni ma solo in livelli quantizzati ( standard )
Tuttavia l’elettrone può saltare ad un livello maggiore somministrando energia sufficiente. Dopo ricade e la stessa
quantità di energia che aveva assorbito la emette sotto forma di fotoni , luce .

Questo modello spiega perfettamente lo spettro di emissione dell’idrogeno.


Otteniamo una serie di righe dette righe (serie) di Ballmer . Sono quelle presenti nel visibile .Se si somministra troppa
energia più schizzare via e l’atomo si trasforma in ione.
Quindi studiare 21-22-25(immagine) :non ci interessano le formule.
Abbiamo capito che la luce ha duplice natura.
Debrolli avanzò un’ipotesi che Einstein definì del tutto solida per quanto possa apparire folle.
L’ipotesi era: se la luce ha natura dualistica anche la materia simmetricamente dovrebbe avere natura dualistica.
Debrolli mette insieme due formule quella della natura corpuscolare e quella della natura ondulatoria. (Einstein e
Planck)
Analizzandola questa formula ci dice che la lunghezza d’onda e la massa sono inversamente proporzionali quindi se
la massa è molto piccola la lunghezza d’onda risulta grande.
Per l’elettrone che ha massa piccolissima quasi trascurabile noi vediamo e possiamo apprezzare la lunghezza d’onda .
Viceversa noi possiamo osservare il comportamento corpuscolare.
Perciò noi osservando la massa non possiamo osservare l’aspetto ondulatorio.
Qui nasce un problema grosso!
Perché quindi l’elettrone occupa solo delle orbite definite stazionarie?
L’interferenza tra le onde consiste nella sovrapposizione delle onde che determinano una serie di righe.
Dove è negativa spariscono , al contrario si evidenziano. (costruttive o distruttive)
Quindi le zone dove non c’è un elettrone sono ad interferenza negativa .
Le orbite stazionarie sono le zone ad interferenza positiva.
29 Gennaio(?)
Siamo arrivati a Dobroilli con la sua equazione ha messo insieme sia Einstain che la teoria ondulatoria per cui ogni
cosa ha una duplice natura sia ondulatoria che corpuscolare. A seconda di quella che manifesta meglio le sue
evidenze utilizziamo la natura ondulatoria o corpuscolare.
Dove la massa è grande si evidenzia la natura corpuscolare e al contrario.
L’elettrone rappresenta quel termine di passaggio (sia l’uno che l’altro è visibile).
Si pone un altro problema.
Il modello atomico di Bohr aveva parlato di orbite.
L’orbita è qualcosa di ben definito. (es l’orbita della terra intorno al Sole si può capire quale è la velocità e la
posizione, traiettoria).
Per l’elettrone per parlare di orbita dovremmo fare la stessa cosa (indentificare una traiettoria in cui di può stabilire
istante per istante la velocita e la posizione).
In realtà questo non è possibile: nel mondo microscopico se volessimo misurare la velocita e stabilire la posizione
dell’elettrone avremmo delle difficoltà perché se usiamo un tempo di esposizione lungo cogliamo la velocità se
invece usiamo un tempo di esposizione breve cogliamo la posizione.
Oppure misurando la temperatura di una goccia d’acqua il termometro stesso altererebbe la temperatura effettiva
della goccia.
Non è vero che possiamo misurare tutto con estrema precisione!
Siccome l’elettrone è influenzato anche da un semplice fotone, qualunque interferenza esterna che serve al fine di
valutarne la grandezza ne altera un’altra.
A questo punto come facciamo a stabilire l’orbita dell’elettrone?
Da ciò scaturisce il principio di indeterminazione di Eisenberg (in questo modo viene meno il concetto di orbita).
Per questo motivo parliamo di orbitale.
L’orbitale non è una traiettoria precisa ma è una porzione di volume nella quale la probabilità di trovare l’elettrone è
massimale.
È come dire che l’aula è la nostra probabilità di trovarci (orbitale).
Come si esprime questa probabilità? Con una funzione d’onda (equazione): ideata ed espressa in termini matematici
da un certo Schrodinger.
L’elettrone nell’ambito di quest orbitale può essere descritto in maniera precisa da dei numeri quantici che sono 4.
Numeri quantici
29.45
I numeri quantici sono 4 e hanno la funzione di determinare le caratteristiche degli elettroni all’interno di un atomo
Gli atomi presenti in natura presentano un numero di elettroni tali da poter acquistare come numero quantico
principale fino al valore di 7.
N rappresenta il livello energetico nell’ambito del quale è presente l’elettrone.
Secondo il modello atomico di Bohr infatti ci sono nuclei atomici e poi gli elettroni orbitano su dei livelli energetici
che sono via via ad energia maggiore se ci spostiamo verso l’esterno. (livello 1,2,3,4,5,6,7)
Quindi gli elettroni presenti in natura occupano fino al 7 livello.(anche se teoricamente n può avere un valore
compreso da 1 a infinito). 33.00
Per esempio l’Idrogeno ha un solo elettrone che si trova N=1
Il secondo numero quantico è l (o sottolivello energetico) e rappresenta la forma dell’orbitale. (assume valore tra 0
ed n-1) Es. per l’idrogeno l=0. Ciò significa che è un orbitale ti tipo s
(sferica).
(in ogni livello possiamo trovare più sottolivelli e più orbitali) I numeri quantici in sintesi
Il terzo m o numero quantico magnetico ha valori compresi o uguali tra –l
I primi tre numeri quantici elencati in
e +l passando anche tra lo zero (-l≤0≤+l). precedenza vengono indicati con le
Nel caso dell’idrogeno m=0. Quindi m assume un solo valore. lettere n, l, m.
(Se n fosse stato =2 avrebbe avuto due valori di l (0 e 1), poi per l=0 m=0, per l=1
m=-1 o m=0 o m=1.) 43.00 La distanza media degli elettroni dal
Se l=1 si ha un orbitale di tipo p che è ha una forma bilobata, m assumerà tre nucleo dipende soprattutto dal numero
valori ossia rappresenta le possibili direzioni che l’orbitale occupa nello spazio. quantico n, che viene chiamato
(infatti un orbitale di tipo n è sferico mentre un orbitale di questo tipo può essere numero quantico principale. Esso può
orientato lungo l’asse x o asse y o asse z). LA FORMA DELL’ORBITALE NON È IL assumere tutti i valori interi positivi: n
= 1, 2, 3, 4,, ecc.
PERCORSO DELL’ELETTRONE.
Al terzo livello con n=3:
La geometria dell'orbitale intorno al
 L=0 avremo un orbitale 1s
nucleo dipende in modo particolare dal
 L=1 avremo un orbitale 3p numero quantico l, chiamato numero
 L=2 avremo un orbitale 5d che avrà un'altra forma nello spazio quantico secondario.
Avremo 5 orbitali di tipo d perché 5 sono i valori di m.
Il numero quantico magnetico, m,
Rappresentazione con le caselline descrive l'orientamento degli orbitali
Se n=4, l=3 abbiamo anche l’orbitale f per il quale abbiamo 7 orbitali. nello spazio.
Il quarto numero quantico è l’m di spin rappresenta la
Infine, il numero quantico di spin, ms,
rotazione dell’elettrone intorno al suo asse (orario o descrive la rotazione dell'elettrone
antiorario). Infatti può assumere solo due valori : +1/2 o attorno al proprio asse. Esso può
-1/2. assumere soltanto due valori: ms = +½
Ciò significa che nell’ambito si ogni orbitale possiamo
trovare due elettroni a spin diverso.
Principio di esclusione di Pauli
Non è possibile trovare in un atomo due elettroni che
abbiano tutti e 4 i numeri quantici uguali.
Se i primi 3 sono uguali almeno quello di spin deve essere
diverso.
(perciò in un orbitale possiamo mettere solo 2 elettroni
ossia 2 per casellina)
2 Febbraio 09.00
In base ai numeri quantici noi riusciamo a definire la
configurazione elettronica degli elementi.

Configurazione elettronica del litio


I primi due elettroni stanno 1s2
Il terzo in 2s1.
Principio di massima molteplicità di Hand
Nel momento in cui abbiamo a che fare con orbitali isoenergetici o degeneri (stessa
energia) , es x y e z del sottolivello p, bisogna posizionare prima un elettrone per parte a
spin parallelo e poi possiamo tornare a riempire.
13 febbraio
Calcio 20: configurazione elettronica esterna 4s 2
principio di aufbau o regola della diagonale.
Ciò è dovuto al dispendio energetico.
Regola dell’ottetto dice che la
situazione di massima stabilità per
una specie chimica è quella di
avere 8 elettroni sul livello
esterno.
Si legano infatti per completare
l’ottetto e raggiungere la stabilità
mentre quelli del gruppo VIII sono
stabili di natura e sono detti gas
nobili. (l’elio è stabile allo stesso
livello anche se ha 2 elettroni soli:
eccezione)
16 Febbraio 19.00
I righi orizzontali sono i periodi, e
sono 7 ciò ci fa capire che ogni
periodo corrisponde ad un livello.
Le colonne verticali sono i gruppi .
Quindi appartenere al primo gruppo A l’elemento ha 1 elettrone sull’ultimo livello.
O= 2s2 e 2p4
Vediamo che succede per i gruppi B: il numero del gruppo B non ci aiuta!!!
Es: Fe 4s23d6(SI SALTA DI UN LIVELLO INDIETRO)
Quando manca un elettrone al riempimento o al semi riempimento salta un elettrone per completare.
Marzo 1 (16.00)
Per 4 e 9 gruppo B si procede con la regola del salto.Es: Cu(29) sarà 4s 13d10
Andiamo a vedere il blocco f. La serie dei lantanidi e attinidi o serie delle terre rare Es Ce58 6s2 4f2 (perché SI SALTA
DI DUE LIVELLI) .
(tavola periodica da portare alle verifiche)
H è un non metallo anche se sta nel gruppo dei metalli ossia a sinistra della linea spezzettata. (a destra sono i non
metalli)
In particolare Gruppo 1A metalli alcalino, Gruppo 2A alcalino terrosi, gruppo B metalli di transizione, gruppo VIIA
alogeni (perché producono Sali),
cosa sono gli elettroni di valenza?
Sono gli elettroni esterni di ciascun atomo. Sono importanti perché sono gli unici a legarsi.
Es. elettroni di valenza per Be è 2 ma ciò accade per i gruppi A, (C valenza 4).

Perché si chiama tavola PERIODICA?


Questo termine fa riferimento al fatto che molte proprietà degli elementi chimici si vede che variano con periodicità
cioè in maniera sistematica.
Raggio atomico
Che cos’è? È la distanza media tra due atomi di una molecola.
Andando a vedere a quanto corrisponde il raggio atomico di ciascun elemento si è visto che le dimensioni decresce
dal litio al sodio (contrariamento a quanto pensavamo) e poi improvvisamente risale al Na.
La proprietà periodica è che il raggio decresce lungo il periodo (da sinistra verso destra) -e aumenta lungo il gruppo.
(dall’alto verso il basso)
Praticamente aumentando di un elettrone il livello energetico succede che aumenta il nucleo e quindi aumenta
l’attrazione (positive sulle negative esterne)determinando progressivamente un avvicinamento delle cariche.
Energia di ionizzazione
È un’altra proprietà periodica ed è quell’energia che è necessario somministrare ad un atomo neutro per sottrarli un
elettrone e trasformarlo in uno ione (catione), ossia positivo N+.