Sei sulla pagina 1di 1

Tappe e momenti significativi del

conflitto patrizio-plebeo
Il periodo che va dalla nascita della Repubblica (509 a.C. per convenzione varroniana) al 287 con
l’emanazione della Lex Ortensia è ampiamente dominato dai contrasti interni fra il patriziato e la
plebe. La caduta di Tarquini e i profondi mutamenti sullo scenario internazionale a partire dalla
metà del Va.C. hanno comportato profonde e lancinanti ripercussioni nella situazione economica di
Roma. La crisi colpi’ maggiormente i piccoli agricoltori, vox plebis, che succubi del nexus (si
estinguerà solo nel 326 a.C. con la Lex Poetelia Papiria per l'abolizione della schiavitù ) imposto
da ricchi proprietari terrieri, per scontarlo o si riducevano alla condizione di schiavi per poi essere
messi in vendita o lavorando duramente fino alla loro stessa estinzione. Essi miravano a una
diminuzione di tali effetti negativi gravati dal debito e ad una più equa distribuzione delle terre di
proprietà dello stato, l'ager publicus.
Oltre al problema economico, anche quello politico non era sottovalutare: ha come protagonista la
nobilitas plebea che spingeva per una parificazione dei diritti con i patrizi e per la redazione di un
codex di leggi scritto. La rivolta plebea del 494 a.C. sull'Aventino, passata alla storia come prima
secessione, si concluse con il riconoscimento di un'organizzazione statale interna della plebe, in
seguito all’istituzione del tribunato della plebe da 2 fino a 10 membri e l'acquisizione dello Jus
auxili, Ius Intercessionis e Ius agendi cum plebe. Ne consegue la stesura delle Leggi delle XII
tavole (451 450 a.C.) da cui scaturiscono non solo le famose Leges Valeriae-Oratiae (449 a.C.) che
1. vietano l'istituzione di una magistratura esente da provocatio ad populum
2. legittimano l’elezione dei Tribuni della plebe nei concilia plebis
3. concedono l'inviolabilità ai Tribuni della plebe
ma anche l’approvazione nel 445 a.C. del Plebiscito Canuleio che legittima i matrimoni misti tra
patrizi e plebei, l'emanazione delle leggi Liciniae-Sextiae(367a.C.) che
1. prevedono che l'interesse che i debitori avevano pagato sulle somme in prestito potesse
essere detratto dal totale del capitale e che il debito fosse estinguibile in 3 rate annuali
2. vietano di possedere più di 500 iugeri di ager publicus stabilendo la massima estensione
di un terreno quindi di proprietà statale
3. Consentono alla plebe di accedere al consolato con l'istituzione di un tribunum militum

La Lex Publilia Philonis ( 339 a.C. )per cui il senato doveva ratificare un provvedimento legislativo
prima che venisse votato, sottraendovi così il diritto di veto e la Lex Ortensia (287a.C.) che
equipara le leges ai plebiscita facendone scaturire una democratizzazione dell'elezione del
comitium tributum