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Condizioni drenate e non drenate

I moti di filtrazione all’interno dei terreni sono innescati da una differenza di carico idraulico ΔH.
In accordo con quanto enunciato dalla legge di Darcy la velocità di filtrazione, oltre che dal tirante
idraulico, dipende anche dal coefficiente di conducibilità idraulica k che, a sua volta, varia in funzione
del mezzo considerato.
Come enunciato dalla legge di Bernoulli, variazioni del carico idraulico possono avere origine sia da
una differenza di quota del pelo libero dell’acqua che da una differenza di pressione (nell’ambito
della Meccanica delle Terre il terzo termine cinetico è generalmente trascurato alla luce delle modeste
velocità di filtrazione).
Riferendosi al contributo pressorio, nei terreni è frequente riscontrare valori di pressione interstiziale
superiori o inferiori rispetto alla distribuzione idrostatica; tali pressioni in eccesso (o in difetto)
vengono chiamate sovrappressioni interstiziali e sono generate usualmente dall’applicazione di
sollecitazioni al terreno, con conseguente incremento delle tensioni totali e successiva variazione di
volume.
 In un terreno saturo poiché il volume occupato dai grani resta costante, la variazione di volume del
terreno è pari al volume di acqua espulsa. L’espulsione dell’acqua contenuta nei pori è un fenomeno
transitorio e l’intervallo di tempo con il quale essa si sviluppa completamente dipende principalmente
dal coefficiente di permeabilità k e dalla velocità di applicazione del carico.
Considerando i grani solidi incompressibili, le variazioni di volume del terreno sono dovute
essenzialmente alla riorganizzazione spaziale delle particelle e alla conseguente variazione del volume
dei vuoti.
 Se, per particolari condizioni, all’acqua è impedito di fuoriuscire dal volume di terreno considerato, si
assiste alla generazione di pressioni interstiziali in eccesso rispetto alla condizione iniziale. È questo il
caso in cui si parla di condizione non drenata, cioè la condizione in cui un elemento di volume del
terreno non scambia acqua con l’esterno. In condizioni di totale saturazione, le variazioni di volume
sono identicamente nulle.
Viceversa, nel caso in cui il drenaggio sia ammesso, sono ammesse variazioni di volume e le pressioni
interstiziali rimangono costanti. In questo caso l’incremento di tensione totale si trasferisce
interamente alla fase solida. La condizione drenata è infatti la condizione in cui, per ogni punto del
volume di terreno, la variazione delle tensioni efficaci coincide con la variazione delle tensioni totali.
Generalmente si assume che le condizioni drenate siano associabili a situazioni di carico nel lungo
termine o per terreni grana grossa (elevata conducibilità idraulica) mentre quelle non drenate a
situazioni di breve termine in terre a grana fine (conducibilità idraulica mediocre).
Tuttavia, come già accennato, il verificarsi di una o dell’altra condizione non dipende solo dalla
permeabilità del terreno, ma anche dalla velocità di applicazione del carico: è possibile infatti che pur
in terreni granulari, l’applicazione di carichi di natura impulsiva possa indurre condizioni non drenate.