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“La Crisi è un'Opportunità”: Fabbricare una Depressione Globale per creare un

Governo Mondiale
di Andrew Gavin Marshall
Global Research , 26 Ottobre 2010
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com

Quello che segue è un estratto di un libro di Andrew Gavin Marshall sul 'Governo Mondiale' di
prossima pubblicazione, Global Research Publishers, Montreal.

Problema, reazione, soluzione: "la crisi è un'opportunità"

Nel maggio 2010, Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del FMI, ha affermato che "la crisi è
un'opportunità", e ha invocato "una nuova moneta globale, rilasciata da una banca centrale globale,
con una solida governance e caratteristiche istituzionali", e che "la banca centrale globale potrebbe
anche fungere da prestatore di ultima istanza." Tuttavia, ha affermato:"Temo che siamo ancora
molto lontani da questo livello di collaborazione globale."[1]
Il concetto di governance globale ha assunto fino ad oggi un percorso evolutivo, con gli attori e le
istituzioni principali sulla scena politica ed economica globale che costruiscono in modo
incrementale l'apparato di un governo mondiale. Nel mondo moderno, la governance globale è
un'intelaiatura, che interseca e intreccia una ragnatela di organizzazioni internazionali, think tanks,
corporation multinazionali, nazioni, ONG, fondazioni filantropiche, alleanze militari, servizi
segreti, banche e gruppi di interesse. La Globalizzazione - un termine che è stato reso popolare alla
fine del 1980 per fare riferimento alla diffusione globale delle multinazionali - ha stabilito i principi
ideologici e le fondamenta istituzionali per questo processo. L'integrazione sociale globale,
economica e politica non avviene allo stesso ritmo, anzi, l'integrazione economica e la governance a
livello globale sono e continueranno ad essere avanti rispetto agli altri settori di integrazione sociale
umana, sia nel ritmo che nel grado di integrazione. In breve, la governance economica mondiale
aprirà la strada alla governance politica e sociale globale.
Nel 1885, Friedrich List, un teorico economico mercantilista tedesco, scrisse che quando si tratta di
integrazione di "un'unione universale o di una confederazione di nazioni" allora "tutti gli esempi
che la storia può mostrare sono quelli in cui l'unione politica ha aperto la strada e l'unione
commerciale l'ha seguita. Non un singolo esempio può essere fornito in cui quest'ultima ha preso il
comando e la precedente si è sviluppata da essa." [2] il XX secolo ha quindi cambiato l'andamento
storico, con l'impresa dell'integrazione-unione economica che è poi seguita dall'integrazione
politica. Il miglior esempio di questo è l'Unione Europea, che nasce come una serie di accordi
commerciali (1951) che hanno portato infine ad una comunità economica (1957) seguita da
un'unione economica (1993), seguita da un'unione monetaria (2002) e con il recente Trattato di
Lisbona, è ora nella fase di attuazione dell'apparato di un'unione politica (2009). Anche se questo
stesso modello di governance regionale sta avvenendo su scala globale in Africa, Sud America, Asia
Orientale, Stati Arabi del Golfo nel Nord America e con l'integrazione euro-americana, è
contemporaneamente in atto a livello globale. Con la creazione della World Trade Organization
(WTO) nel 1995, i sistemi di scambi globali erano integrati istituzionalmente, mentre le principali
istituzioni economiche globali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, così
come altre, incluso la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), hanno accelerato la loro
gestione dell'economia globale.
Il processo di globalizzazione ha fermamente istituito un sistema economico integrato a livello
globale e ora la crisi economica mondiale sta facilitando l'attuazione della governance economica
mondiale: la creazione dell'apparato economico mondiale, tra cui una banca centrale mondiale e una
valuta globale. Questo processo è accelerato in modo esponenziale attraverso le crisi economiche,
che creano la necessità, il desiderio, l'urgenza e la possibilità di istituire una struttura di governance
economica globale, presumibilmente sotto le mentite spoglie della "prevenzione delle crisi
economiche" e per "sostenere" l'economia globale. Alle stesse istituzioni e agli attori responsabili
della creazione della crisi è dato poi il compito di determinare la soluzione, ed è dato loro il potere e
i mezzi per implementarla: problema, reazione, soluzione. Essi creano un problema per attrarre una
particolare reazione per la quale hanno poi da proporre una soluzione predeterminata. Quando deve
essere applicata una pressione ai singoli Stati che non seguono i dettami delle istituzioni della
governance globale, il mercato si rivolta contro essi in una raffica di guerre economiche, spesso
sotto forma di speculazioni valutarie e commercio di derivati. Il risultato di questa guerra
economica contro una nazione è che poi essa deve rivolgersi a queste stesse istituzioni globali
perché vengano in suo soccorso: problema, reazione, soluzione.

La crisi economica globale, in realtà solo all'inizio, negli anni a


venire volgerà in una Grande Depressione Globale Debitoria, che getterà il mondo intero nella più
grande catastrofe economica mai conosciuta. Questo sarà il catalizzatore finale, la crisi più
pervasiva e la più "imponente" opportunità per attuare la formazione di un governo globale. Nel
1988 l'Economist pubblicò un articolo intitolato “Get Ready for the Phoenix,” in cui si ipotizzava
che entro l'anno 2018 ci sarebbe stata una moneta mondiale, che veniva chiamata “Phoenix.” La
menzione di una Fenice non deve passare inosservata, perché, simbolicamente, una fenice muore e
dalle sue ceneri emerge una nuova fenice. E' il simbolo della distruzione come forma di creazione,
l'ultima incarnazione della crisi come opportunità. L'articolo dell'Economist ammetteva questo
significato, con l'idea che il collasso economico e monetario avrebbe probabilmente portato alla
creazione di una moneta globale, affermando che "ci vorranno ancora parecchie tempeste valutarie,
un altro po’ di crolli in borsa, e probabilmente un collasso economico o due prima che i politici
siano disposti a mettersi di fronte a questa scelta". Inoltre:
"Con il passare del tempo i danni causati dall'instabilità monetaria saliranno
gradualmente e le tendenze che cresceranno renderanno fattibile l'utopia dell'unione
monetaria...La fenice probabilmente partirà come un cocktail di valute nazionali, così
come è oggi il Diritto Speciale di Prelievo. Col tempo, però, il suo valore nei confronti
delle valute nazionali cesserà di importanza, perché la gente lo sceglierà per la sua
praticità e la stabilità del suo potere d'acquisto [3]."

Questo rafforza ulteriormente il concetto di crisi come opportunità e stabilisce il desiderio di


formare una valuta globale molto prima di qualsiasi crisi che solleciti una richiesta ufficiale per
averne una. Nel 2000, Paul Volcker, ex presidente della Federal Reserve, ha dichiarato che "se
vogliamo una vera economia globale, ha senso avere una moneta unica mondiale", e un dirigente
della Banca Centrale Europea ha affermato che "noi potremmo avere un giorno una moneta unica
mondiale," in "un passo verso la situazione ideale di un mondo pienamente integrato."[4] Nel 1998,
Jeffrey Garten, ex sottosegretario per il Commercio per gli Affari Internazionali
dell'amministrazione Clinton, l'ex amministratore delegato di Lehman Brothers e membro del
Council on Foreign Relations, scrisse che "il mondo ha bisogno di un'istituzione che metta la mano
sul timone economico quando i mari vanno in tempesta. Ha bisogno di una banca centrale
globale."[5]

La crisi economica mondiale come pretesto della governance globale

Con l'inizio della crisi economica mondiale nel


2008, potenti figure politiche ed economiche hanno iniziato a fare l'appello per la costruzione di
sistemi di governance globale al fine di gestire e "prevenire" le crisi. Nel settembre del 2008, nel bel
mezzo della crisi finanziaria, Garten scrisse un articolo per il Financial Times rinnovando il suo
appello per una banca centrale globale, che definì come una "Autority Monetaria Globale".[6] Un
mese dopo Garten scrisse un pezzo per Newsweek dicendo che "i leader dovrebbero iniziare
ponendo le basi per istituire una banca centrale globale."[7] Nello stesso mese, John Mack,
amministratore delegato di Morgan Stanley, disse che "potrebbe essere richiesta una prolungata
coordinazione internazionale per sbloccare completamente il mercato del credito e risolvere la crisi
finanziaria, forse anche attraverso la formazione di un nuovo organismo mondiale per monitorare il
processo."[8]
Nel mese di Ottobre 2008, Gordon Brown, l'allora Primo Ministro del Regno Unito, ha invocato
"una nuova Bretton Woods - la costruzione di una nuova architettura finanziaria internazionale per i
prossimi anni", e che lui avrebbe voluto "vedere una riforma del FMI per farlo diventare una 'banca
centrale globale' che monitori strettamente l'economia internazionale e il sistema finanziario"[9]
Nello stesso mese Brown scrisse un editoriale per il Washington Post in cui diceva che questa
'nuova Bretton Woods' dovrebbe lavorare per la governance globale."[10]
Questo mese i banchieri centrali del mondo si incontrarono a Washington DC, dove la questione
principale che affrontarono fu quella "se era il momento di stabilire un poliziotto 'economico
globale' per garantire che il crash del 2008 non si ripeta", e che qualsiasi organizzazione con il
potere di polizia sull'economia globale dovrebbe includere i rappresentanti di tutti i principali paesi
- una ONU della regolazione economica. Un ex governatore della Banca d'Inghilterra ha dichiarato
che la risposta potrebbe prendere forma nella Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), la banca
centrale delle banche centrali del mondo, che, rispetto al Fondo Monetario Internazionale "è più
indipendente e in una posizione migliore per affrontare questa situazione se gli viene dato il potere
di farlo."[11]
Il primo grande vertice del G20 - il gruppo delle 20 maggiori economie del mondo - è avvenuto nel
Novembre del 2008, nel bel mezzo della crisi finanziaria. Il G20 ha sostituito il G8 nella gestione
dell'economia globale. I paesi membri sono Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Regno
Unito, Unione europea, Australia, Russia, Giappone, Corea del Sud, Turchia, Messico, Indonesia,
Arabia Saudita, Brasile, Sud Africa, Argentina, India e Cina. La Banca Mondiale e il Fondo
Monetario Internazionale lavorano anche con il G20, così come la Banca dei Regolamenti
Internazionali.
Nel marzo del 2009 la Russia suggerì che la riunione del G20 ad Aprile doveva "considerare la
possibilità di creare una riserva di valuta sovra-nazionale o una 'moneta di super-riserva'," e di
considerare i Diritti Speciali di Prelievo (DSP) del FMI con questa capacità. [12] Una settimana
dopo, il governatore della banca centrale cinese ha proposto la creazione di una valuta globale
controllata dal Fondo Monetario Internazionale, in sostituzione del dollaro come valuta mondiale di
riserva, anche utilizzando i DSP del FMI come paniere di valute di riserva verso il quale sarebbero
state fissate tutte le altre valute.[13]
Giorni dopo questa proposta, il Segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner, ex presidente della
Federal Reserve Bank di New York, disse al Council on Foreign Relations, in risposta ad un quesito
in merito alla proposta cinese, che "siamo in effetti molto aperti a questo suggerimento. Ma
dovremmo pensarlo piuttosto come evolutivo, costruito sulla corrente architettura, piuttosto che un
impulso verso un'unione monetaria globale."[14]
Alla fine di marzo un gruppo di economisti delle Nazioni Unite raccomandarono la creazione di una
nuova valuta di riserva globale che doveva sostituire il dollaro USA, e che dovrebbe essere una
"valuta di riserva amministrata in modo indipendente."[15]
Dopo il Summit del G20 dell'aprile del 2009 "furono annunciati i piani per l'implementazione della
creazione di una nuova valuta globale per rimpiazzare il ruolo del dollaro Statunitense come moneta
di riserva mondiale." Il punto 19 del comunicato diffuso dal G20 al termine del vertice
affermava:"Abbiamo concordato di sostenere una generale allocazione di DSP che inietterà 250
miliardi di dollari nell'economia mondiale e incrementerà la liquidità globale." I DSP, o Diritti
Speciali di Prelievo, sono "una moneta sintetica rilasciata dal Fondo Monetario Internazionale".
Come riportato dal Telegraph:"I leader del G20 hanno attivato il potere del FMI di creare denaro e
iniziare un 'alleggerimento quantitativo' globale. In tal modo essi stanno mettendo in gioco una
valuta mondiale de facto. Essa è al di fuori del controllo di qualsiasi organo sovrano."[16] Il
Washington Post ha riferito che il FMI è pronto a trasformarsi "in una vera e propria ONU
dell'economia globale":
"Sarebbe enormemente ampliata l'autorità di agire come banchiere globale per i governi
ricchi e poveri. E con più flessibilità di stampare efficacemente i propri soldi, ci sarebbe
la possibilità di iniettare liquidità nei mercati globali in un modo che prima era limitato
dalle maggiori banche centrali, inclusa la Federal Reserve Statunitense...E' quasi certo
che il FMI assumerà un ruolo centrale nella gestione dell'economia mondiale. Di
conseguenza, Washington è pronta a diventare il centro di potere globale per la politica
finanziaria, così come le Nazioni Unite hanno fatto di New York il centro mondiale
della diplomazia"[17]
Nel mese di aprile del 2010, il FMI ha pubblicato un rapporto in cui esponeva che, mentre i DSP
aiuteranno a 'stabilizzare' l'economia mondiale, "dovrebbe essere costruita una opzione di riforma
più ambiziosa sulle idee precedenti, e sviluppare, nel tempo, una valuta globale", ma che questa è
"poco probabile che si materializzerà in un prossimo futuro, in assenza di un drammatico
cambiamento del desiderio di cooperazione internazionale."[18] Naturalmente, l'esacerbarsi di una
crisi economica globale - una nuova grande depressione - potrebbe stimolare un "drammatico
cambiamento del desiderio di cooperazione internazionale".
Mentre il Fondo Monetario Internazionale è spinto alla ribalta dell'agenda della moneta globale, la
Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) rimane come una vera authority in termini di 'global
governance' generale. Come affermato dalla rivista del FMI Finance and Development nel
2009 :"La Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), fondata nel 1930, è il più centrale e più
antico metodo di coordinamento dei meccanismi di governance globale."[19] Jean-Claude Trichet,
Presidente della Banca Centrale Europea (BCE), ha tenuto un discorso al Council on Foreign
Relations nel mese di aprile del 2010, in cui ha spiegato che "la significativa trasformazione della
governance globale che stiamo costruendo oggi è illustrata da tre esempi":
"In primo luogo, l'emergere del G20 come gruppo principale per il governo economico
globale, a livello di ministri, governatori e Capi di Stato o di governo. In secondo luogo,
l'istituzione del Global Economy Meeting dei governatori delle banche centrali sotto
l'egida della BRI, come gruppo principale per la governance della cooperazione fra le
banche centrali. E, interzo luogo, l'estensione dell'adesione al Financial Stability Board
a tutte le economie di mercato sistematicamente emergenti."[20]

Nel concludere il suo discorso, Trichet ha sottolineato che "la governance globale è essenziale per
migliorare decisamente la resilienza del sistema finanziario globale."[21] Il mese successivo Trichet
ha parlato presso la Banca di Corea, dove ha detto:"La cooperazione della banca centrale è parte di
una tendenza più generale che sta rimodellando la governance globale e che è stata stimolata dalla
crisi finanziaria globale," e che "non è quindi sorprendente che la crisi abbia portato ad un migliore
riconoscimento, anche economico, della sua maggiore importanza e della necessità di una piena
integrazione all'interno della global governance." Ancora una volta Trichet identificava la BRI e le
sue "varie sedi", come il Global Economy Meeting e il Financial Stability Board, come il
"principale canale" per la cooperazione delle banche centrali.[22]

La Grande Depressione Debitoria Globale

Mentre commentatori e governi elogiavano la 'ripresa


economica', il mondo è entrato in una enorme crisi debitoria globale, una vera e propria 'Grande
Depressione Debitoria Globale', in cui i maggiori paesi industrializzati del mondo, hanno assunto un
debito eccessivo dovuto ai salvataggi, ai pacchetti di stimoli e ai decenni di spese imperiali e
belliciste. La trappola del debito per schiavizzare il 'sud del mondo' è venuta al pettine. La prima
tappa della 'Grande Depressione Debitoria Globale' è iniziata in Grecia, dove il paese era così
indebitato che era necessario chiedere un aiuto sotto forma di un 'salvataggio' del FMI
semplicemente per pagare gli interessi sul debito. Per quasi un decennio il governo greco è stato
colluso con le principali società di Wall Street, come la Glodman Sachs e JP Morgan Chase, per
nascondere il proprio debito reale nel mercato dei derivati, così, quando è salito al potere un nuovo
governo nell'ottobre del 2009, ha ereditato un debito due volte più grande di quanto anticipato, 300
miliardi di euro.[23]
Nei primi mesi del 2010 la Grecia ha cercato un piano di salvataggio da parte dell'Unione Europea
(Banca Centrale Europea - BCE) e dal Fondo Monetario Internazionale, al fine di pagare gli
interessi annuali sul suo debito. La BCE e il FMI hanno acconsentito a un prestito nel mese di
aprile. [24] La Grecia, tuttavia, aveva ricevuto pressioni sia dall'UE che dal FMI, che al fine di
ricevere un prestito, essa doveva implementare "misure di austerità fiscale" al fine di ridurre il suo
deficit, e anche per convincere i "mercati globali" che poteva ridurre il suo deficit. La Grecia aveva
adottato due pacchetti di austerità che comprendevano enormi tagli alla spesa sociale e aumenti
delle imposte. Eppure, questo non sembrava essere sufficiente per l'UE, il FMI o i mercati globali.
[25] Mentre la Grecia imponeva "l'austerità fiscale" ed era in cerca di prestiti internazionali, il
"mercato globale" si è rivoltato contro il paese, in quanto i derivati - in particolare i Credit Default
Swap (CDS) - sono stati usati per scommettere che la Grecia sarebbe stata inadempiente sul suo
debito, in modo da far precipitare il paese in una crisi ulteriore. In primo luogo, molte delle banche
che parteciparono a questo assalto speculativo erano le stesse che avevano aiutato la Grecia a
nascondere il proprio debito. Pertanto, se la Grecia era insolvente sul proprio debito, gli speculatori
che scommettevano contro la Grecia, traevano profitti e, mentre questi traffici diventavano popolari,
si rendeva più difficile per la Grecia prendere in prestito il denaro necessario per pagare i suoi
interessi. Come spiegato da un esperto :"E' come comprare l'assicurazione per l'incendio sulla casa
dei tuoi vicini - si crea un incentivo a bruciare la casa."[26]
JP Morgan Chase, Glodman Sachs e diverse altre banche leader hanno aiutato a nascondere il debito
di molte nazioni in Europa, le quali iniziano ora tutte ad entrare in una crisi del debito.[27] E'
interessante notare che le banche hanno rapidamente ampliato l'uso dello scambio di derivati non
solo con la Grecia, ma anche con la Spagna e il Portogallo "mentre si preoccupano che i debiti di
questi paesi si spostino nei mercati di tutto il mondo." Successivamente, "le banche europee, tra cui
i giganti svizzeri Credit Suisse e UBS, le francesi Société Générale e BNP Paribas e la tedesca
Deutsche Bank, sono state le più forti acquirenti di assicurazioni swap." La ragione di ciò:"questi
paesi sono più esposti. Le banche francesi detengono 75,4 miliardi di dollari del valore del debito
greco, seguito dalle istituzioni svizzere con 64 miliardi di dollari" e "l'esposizione delle banche
tedesche ammonta a 43,2 miliardi".[28] JP Morgan Chase, Goldman Sachs e altre banche
statunitensi stanno anche partecipando all'assalto dei derivati contro la Grecia, che potrebbe
"spingere la Grecia verso il collasso finanziario."[29] Così, abbiamo una situazione in cui le
principali banche mondiali hanno aiutato i governi ad acquisire debiti espansivi (e a nasconderli nei
propri bilanci), e quindi i paesi sono entrati in una crisi debitoria. Mentre essi imponevano misure di
austerità fiscale per ridurre i propri deficit e cercavano aiuto dalle banche centrali e dal FMI per
pagare il proprio interesse, queste stesse banche speculavano contro i debiti, spingendo così le
nazioni in una crisi ulteriore, aggravando la crisi sociale e forzando ulteriormente più estese 'misure
di austerità'. I pagamenti degli interessi sul debito devono, come ulteriore insulto, essere pagati a
queste stesse banche mondiali che detengono la maggior parte del debito di queste nazioni. In
breve, la crisi del debito è pari ad una forma di guerra e genocidio finanziario sociale, attuato dalle
maggiori banche globali, dal sistema delle banche centrali (che esse controllano) e dalle
organizzazioni internazionali che servono i loro interessi.
Un documento di lavoro pubblicato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) nel marzo del
2010 spiegava che l'Occidente stava attraversando un'enorme crisi debitoria e che il Regno Unito e
gli Stati Uniti - insieme ad altre nazioni come la Spagna e l'Irlanda - avevano accumulato un
massiccio debito negli ultimi tre anni, rendendo la crisi del debito italiana e irlandese "relativamente
piccola."[30] Inoltre, gli investitori erano tenuti "a chiedere un premio di rischio più elevato per il
possesso delle obbligazioni emesse da un paese altamente indebitato."[31] In altre parole, la BRI ha
avvertito che gli speculatori dovevano probabilmente intraprendere un assalto di "mercato" contro
le nazioni indebitate, esacerbando ulteriormente la crisi del debito e incrementando la pressione per
l'imposizione "dell'austerità fiscale", o 'genocidio sociale'. Nel settembre del 2009 il mercato dei
derivati era ritornato a 426.000 miliardi di dollari e ha continuato a porre "grandi rischi sistemici"
per il sistema finanziario.[32]
Nouriel Roubini, un economista che aveva previsto la crisi finanziaria del 2008, ha avvertito, nel
marzo del 2010 che "le recenti difficoltà della Grecia sono la punta di un iceberg. I mercati hanno
già preso come bersaglio Grecia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Irlanda e Islanda. Essi
potrebbero trattare con altri paesi, tra cui il Giappone e gli Stati Uniti."[33] Il famoso economista
Kenneth Rogoff (che ha previsto con precisione la crisi economica del 2008) aveva anche avvertito
che era all'orizzonte una crisi del debito globale, la quale "poteva preparare il terreno per anni di
problemi finanziari."[34]
Nel 2010 il World Economic Forum avvertì della possibilità di una "crisi fiscale sovrana in grossa
scala" - una crisi globale del debito - corredata eventualmente da una seconda grande crisi
finanziaria.[35] Jürgen Stark, membro esecutivo della Banca Centrale Europea, avvertì in aprile del
2010 che "potremmo già entrare nella fase successiva della crisi: una crisi suprema del debito", la
quale potrebbe diffondersi a tutta l'UE, il Regno Unito, l'Italia, gli Stati Uniti e il Giappone.[36] Lo
storico dell'economia (e partecipante del Bilderberg) Niall Ferguson, avvertì di una "Crisi Greca che
è in arrivo in America", e di una "crisi fiscale del mondo occidentale", che si diffonderà dalla
Grecia, verso tutta l'Europa, e negli Stati Uniti e Giappone.[37]

Aggiustamento Strutturale in Occidente

Mentre le nazioni occidentali hanno contratto


debiti enormi attraverso la fornitura del denaro delle banche (di fatto comprando il cattivo credito
delle banche) e con decenni di imperialismo che ha edificato il massiccio debito estero, l'Occidente,
ed in particolare l'America, stanno entrando in un periodo in cui saranno sottoposti alle stesse o
simili forme di "aggiustamento strutturale" che hanno inflitto al resto del mondo. Con le promesse
del G20 di imporre "austerità fiscale" andranno persi i posti di lavoro nel settore pubblico, saranno
privatizzati beni e infrastrutture di proprietà dello Stato, le tasse aumenteranno, i tassi di interesse
(alla fine) saliranno e, non da ultimo, sarà ampliata e istituzionalizzata la liberalizzazione dei
mercati, cosicché le principali banche globali saranno in grado di fare profitti attraverso l'arma della
speculazione finanziaria, con il conseguente collasso delle nazioni. Le classi medie svaniranno e
regnerà la povertà, mentre i ricchi diventeranno infinitamente più ricchi e potenti. Naturalmente, la
gente si solleverà, conquisterà le strade, protesterà, dimostrerà, si ribellerà, così come insorgerà e si
rivolterà. Sicuro del fatto che la gente resisterà, lo Stato dovrà reprimerla con la polizia, i militari e
l'apparato di sorveglianza e controllo di "Sicurezza Nazionale". Non ci sbagliamo: questa è la
"Terzomondializzazione" dell'Occidente: la "Rivoluzione Post Industriale".
All'inizio del giugno 2010 i ministri delle finanze del G20 e i governatori delle banche centrali si
sono riuniti a Seoul, in Corea del Sud, in un meeting con una copertura mediatica
significativamente inferiore rispetto al successivo summit dei leader G20 a Toronto, ma
significativamente più importante per lo stato dell'economia mondiale. Il comunicato diffuso dai
ministri delle finanze e dai banchieri centrali dopo il vertice affermava che le nazioni del G20
necessitavano di velocizzare il processo di "consolidamento fiscale" (vedi "austerità fiscale").[38]
Nel corso della riunione il FMI ha presentato una relazione che raccomandava l'adozione di
"politiche di aggiustamento", presumibilmente per aiutare la crescita economica.[39] Non c'è stata
menzione, comunque, di come simili "politiche di aggiustamento" hanno fallito nel conseguire una
crescita nel mondo in via di sviluppo negli ultimi 30 anni e, di fatto, hanno diffuso invece povertà e
mancanza di prospettive economiche. Dopo il meeting dei leader del G20 a fine giugno del 2010, i
leader delle più grandi economie del mondo hanno calcolato un calendario di imposizione di misure
di "austerità fiscale" per ridurre il loro deficit e arrestare la crescita dei loro debiti. Il piano
comportava il taglio del deficit della metà entro il 2013.[40] In giugno la Germania aveva
annunciato tagli di austerità massicci alla spesa, stimolando le proteste nelle strade.[41] Simon
Johnson, ex capo economista del FMI, dichiarava che l'austerità fiscale avrebbe portato a
"esacerbare negli Stati Uniti il tipo di problemi che si hanno nel mondo in via di sviluppo - e creare
le condizioni per un'altra crisi finanziaria."[42] Il capo economista della banca di levatura mondiale
HSBC nel maggio del 2010 ha affermato che:"Per lo meno i governi necessitano di perseguire un
periodo di diversi anni di austerità fiscale," e infine:"le posizioni di bilancio diventeranno
intollerabili politicamente, economicamente e finanziariamente."[43]
L'austerità fiscale comporterà massicci tagli alla spesa sociale, e farà per il mondo sviluppato quello
che ha fatto nel mondo "in via di sviluppo": sanità, istruzione e servizi sociali saranno tagliati, con il
licenziamento dei dipendenti pubblici in questi e altri settori, creando così una massiccia nuova
ondata di disoccupati. Contemporaneamente, saranno drasticamente aumentate le tasse, in
particolare sulle classi medie e basse, che saranno allora più povere di prima. Tuttavia, l'austerità
fiscale non è l'unica condizione di "aggiustamento strutturale", perché saranno prese molte altre
misure, avanzando sulle attuali tendenze, tra cui un'ulteriore espansione e istituzionalizzazione della
liberalizzazione del commercio, così come la svendita dei beni pubblici all'interno di grandi progetti
di privatizzazione. Dal momento che l'Occidente ha in gran parte privatizzato tutte le industrie di
proprietà statale agli albori dell'era neoliberista, le restanti aree della privatizzazione sono in gran
parte progetti di infrastrutture come strade, aeroporti e porti. Tuttavia, queste saranno intraprese in
America dai singoli Stati e città alla disperata ricerca di denaro e "investimento". Thomas Osborne,
responsabile delle infrastrutture e delle privatizzazioni presso la banca UBS, ha dichiarato nel
maggio del 2009 che "la privatizzazione finirà per prendere la mano" ma sarà fatta in "una
approccio più incrementale".[44]
Nel settembre del 2010 il Chicago Council on Global Affairs ha pubblicato un rapporto sulla
privatizzazione delle infrastrutture. Il Council rappresenta ed è gestito da diversi funzionari, come
JP Morgan Chase & Co., CME Group (il più grande mercato di derivati al mondo), la Federal
Reserve Bank di Chicago, Bank One Corporation, McKinsey and Company, Goldman Sachs,
Boeing, Northern Trust, United Airlines, il Chicago Board of Trade e una miriade di altre imprese,
banche e interessi finanziari e il consiglio include anche la First Lady, Michelle Obama.[45] Nella
relazione patrocinata dal Chicago Council si dichiarava che "la tendenza verso la privatizzazione
delle industrie non avviene solo negli Stati Uniti, ma a livello globale."[46] In definitiva, la
relazione rilevava che:"realtà finanziaria significa che la privatizzazione delle infrastrutture
continuerà."[47] Nel definire le infrastrutture, la relazione individuava strade, ponti, strutture
portuali, impianti di depurazione, linee di trasmissione elettrica e ferrovie, così come ospedali,
carceri e "altri beni comuni che servono l'interesse pubblico."[48]
Su questa nota, i fondi sovrani (SWF) provenienti da tutto il mondo stanno comprando le
infrastrutture americane. I fondi sovrani sono fondi di investimento di proprietà dello Stato di
azioni, obbligazioni, beni finanziari, risorse e patrimoni. Alcuni dei più grandi fondi sovrani al
mondo sono quelli degli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Norvegia, Cina, Corea del Sud,
Kuwait, e Russia. Come margini di "recupero" all'interno dell'oblio della Grande Depressione
Debitoria Globale, i fondi sovrani stanno comprando le infrastrutture americane, tra cui:
"Una strada a pedaggio in Indiana. L'autostrada elevata di Chicago. Un tratto di
autostrada in Florida. I parchimetri a Nashville, Pittsburgh, Los Angeles e altre città. Un
porto in Virginia. Un'intera compagnia di progetti pubblici infrastrutturali Californiana,
tutti o già affittati o già impostati per essere affittati per 50 o 75 anni o più in cambio di
una tantum, la somma forfettaria di alcuni miliardi di dollari nel migliore dei casi, di
solito solo per aiutare a mettere una pezza ad un buco o due in un singolo bilancio
annuale.
L'America è letteralmente in vendita, a prezzi stracciati, e gli acquirenti sono sempre le
stesse persone che hanno ottenuto parecchio nella bolla del petrolio. Grazie a Goldman
Sachs, Morgan Stanley e altre banche di investimento che hanno sollevato
artificialmente il prezzo della benzina nel corso dell'ultimo decennio, gli americani
hanno consegnato un sacco del loro eccesso di denaro contante nelle casse dei fondi
sovrani come il Qatar Investment Authority, il Libyan Investment Authority, il SAMA
Foreign Holdings dell'Arabia Saudita e l'Abu Dhabi Investment Authority degli Emirati
Arabi Uniti.[49]

Questo processo è in corso anche in Canada, poiché il governo dell'Ontario, nel 2009, considerava
di svendere "tutto o in parte" le sue società della Corona per ridurre il deficit provinciale, ed ha
ingaggiato Goldman Sachs per scrivere un progetto per le possibili privatizzazioni.[50] Inoltre, si
riscontra un aumento degli appelli - a livello globale - per portare avanti il programma di
privatizzazione dell'acqua, un regime che la Banca Mondiale ha spinto a parecchi paesi in tutto il
mondo, con costi enormi - in termini economici, politici e sociali - per le persone più povere, ed
enormi profitti per una manciata di conglomerati dell'acqua a livello mondiale. Organizzati intorno
all'International Water Association e al World Water Council, i principali conglomerati dell'acqua, la
Banca Mondiale e le Nazioni Unite, hanno promosso progetti di privatizzazione dell'acqua
dappertutto nel mondo "in via di sviluppo" e sempre più in Occidente come mezzo per "risolvere" la
crisi mondiale dell'acqua. Come abbiamo visto, tuttavia, da quei casi di privatizzazioni in luoghi
come Bolivia, Sud Africa, El Salvador e diversi altri, sono i poveri che soffrono di più, e sarà lo
stesso sia che essa avverrà in Angola o in America.

La Schiavitù del Debito


Mentre le nazioni Occidentali cominciano a
imporre l'austerità fiscale alle loro popolazioni a alle strutture sociali, gli effetti crudeli arriveranno
nel tempo, poiché le nazioni mantengono tassi di interesse estremamente bassi, mantenendo così il
"costo" del denaro a buon mercato. Tuttavia, come riporta la relazione della Banca dei Regolamenti
Internazionali (BRI) del giugno 2010 "si potrebbero restringere sia la politica fiscale che monetaria
al tempo stesso." Ciò significa che, secondo la BRI, i tassi di interesse devono salire insieme alle
misure di austerità fiscale. Non dimentichiamo che sono stati i tassi di interesse estremamente
elevati nei tardi anni '70 e nei primi anni '80 che hanno scatenato la crisi del debito degli anni '80,
perché le nazioni con grandi debiti esteri non potevano più permettersi il loro pagamento degli
interessi annuali, quindi necessitavano di rivolgersi al FMI e alla Banca Mondiale per "l'assistenza"
in forma di "programmi di aggiustamento strutturale". La spesa massiccia di stimolo e i salvataggi
creeranno il probabile scenario di provocare inflazione, facendo salire drammaticamente i prezzi.
Per combattere l'inflazione le nazioni possono aumentare i tassi di interessi, che rendono la moneta
più costosa che, quindi, riduce i tassi di inflazione. Mentre le banche centrali di tutto il mondo
iniettavano miliardi e miliardi di dollari nel sistema finanziario, hanno mantenuto il tasso di
interesse estremamente basso, al fine di incoraggiare il flusso di denaro. Nella relazione annuale
2009 della BRI si avvertiva che tale politica poteva creare una massiccia inflazione, per cui, alla
fine, i tassi di interesse dovevano essere sollevati. La questione principale è "quando" saliranno: se
troppo in ritardo l'inflazione potrebbe andare fuori controllo, se troppo presto potrebbe distruggere
il "recupero".[51] Così, mentre la relazione annuale 2010 della BRI chiede strette simultanee
monetarie e fiscali, ciò potrebbe essere potenzialmente disastroso, con l'eventualità di "spingere
l'economia globale in depressione."[52] L'effetto degli alti tassi di interesse, mentre fanno
potenzialmente diminuire i tassi di inflazione, aumentano il costo dei pagamenti annuali del debito
delle nazioni, aggravando e alimentando così le misure imposte di "austerità fiscale" per ridurre la
spesa. Ciò si riverbera sulla persona media, perché i tassi di interesse agiscono su tutti i suoi debiti,
compresi i debiti personali, che dovrebbero incrementare. Mentre l'austerità fiscale aumenterà le
tasse, aumenterà anche la povertà e decostruirà la classe media, così gli alti tassi di interesse
dovrebbero portarla al dissanguamento. Tuttavia, l'inflazione agisce come una tassa occulta,
aumentando i costi dei beni di consumo come il cibo e il carburante, mentre la moneta si deprezza
di valore. Anche questo sarà un costo importante per la classe media in via di sparizione. Sembra
che, in entrambi i casi, la persona media sia nel mirino del sistema di terrorismo economico. E'
l'epitome di un "Catch-22"; sarai dannato se lo fai e sarai dannato se non lo fai.
L'aumento dei tassi di interesse durante un periodo di austerità fiscale, tuttavia, è particolarmente
distruttivo per la persona media. In particolare "la stretta fiscale e monetaria fu collaudata in tandem
nei primi anni '30 e allora non funzionò".[53] In altre parole, ha contribuito a gettare il mondo nella
Grande Depressione. Oggi, però, sarebbe molto peggiore, perché ora abbiamo la realtà dei mutui, il
debito delle carte di credito, i derivati, il debito degli studenti, ecc. Queste cose non esistevano al
momento della comparsa della Grande Depressione, per cui oggi si determinerebbe "La Più Grande
Depressione". E' una trappola del debito, e tutti sono presi all'interno di essa. Se gli Stati non alzano
i tassi di interesse, il 'mercato' potrebbe rivoltarsi contro di loro, perché le principali banche
mondiali, gli hedge foud e gli speculatori di valuta, possono 'perdere la fiducia' nella valuta del
paese, e far fuggire la moneta, facendone crollare il valore, con conseguente iperinflazione
potenziale (come vissuta dalla Germania di Weimar e dallo Zimbabwe), che ha anche l'effetto di
devastare una nazione e saccheggiare la ricchezza della sua gente.
Mentre la crescita dei tassi di interesse è fatta in nome della riduzione del debito a un ritmo più
rapido, si ha infine l'effetto opposto. Si crea, in sostanza, una condizione in cui una nazione è
sempre indebitata e gli aumenti del debito si accumulano annualmente. Ciò si verifica a causa di
una nazione che lotta per pagare i suoi interessi annuali sul debito, e quindi cerca 'assistenza' del
Fondo Monetario Internazionale e dei creditori per concedergli un prestito veloce e pagare gli
interessi. Il FMI fornisce un prestito, che viene immediatamente reindirizzato a pagare i creditori, e
il montare del prestito che il FMI fornisce è quindi aggiunto al debito nazionale complessivo. Così,
i tassi di interesse crescenti aumenteranno il pagamento degli interessi annuali, perché il debito
stesso si è allargato. La nazione ha bisogno 'dell'assistenza' di un prestito ulteriore - più debito - per
pagare gli interessi sul debito complessivo, che quindi continua a salire. Ecco come le nazioni del
'Terzo Mondo' diventano così indebitate accumulando più debiti per pagare gli interessi sui debiti
pregressi, i quali creano poi più debito, che richiede maggiore indebitamento per pagare gli interessi
sul debito accumulato, e così via. Nel frattempo, sono stati attuati i 'programmi di aggiustamento
strutturale' (SAP) secondo le 'condizioni' dei prestiti del Fondo Monetario Internazionale e della
Banca Mondiale che 'assistono' a decostruire le basi sociali di una nazione, eliminano la classe
media e fanno esacerbare la povertà, per aiutare presumibilmente a ridurre il disavanzo. Questo
sembra ora essere il destino delle nazioni del del 'Primo Mondo' industrializzato. Mentre la
relazione annuale della BRI invocava l'aumento dei tassi di interesse, un documento interno scritto
dal capo economista della BRI nel marzo 2010 avvertiva che "la lotta contro l'aumento
dell'inflazione attraverso l'inasprimento delle politiche monetarie non funzionerebbe, perché
l'aumento dei tassi di interesse comporterebbe pagamenti di interessi più elevati sul debito pubblico,
con conseguente aumento del debito."[54] In ultima analisi, parlare o meno di aumentare i tassi di
interesse e su come imporre l'austerità fiscale è fuorviante. Questo perché queste discussioni sono
fatte sulla base del fatto che questi debiti sono legittimi. La dottrina giuridica del 'debito odioso'
prevede che il debito sovrano incorso senza il consenso del popolo, e non a suo beneficio, è odioso
e non deve essere trasferito ad un governo successore. In altre parole, se un debito non giova al
popolo è illegittimo e non deve essere rimborsato. Se questo principio fosse applicato ai paesi del
'Terzo Mondo', si potrebbe tranquillamente dire che il FMI, la Banca Mondiale e le nazioni
occidentali potrebbero perdere effettivamente il loro controllo del Sud del Mondo. E' attraverso il
meccanismo del debito che il moderno imperialismo funziona più efficacemente. Naturalmente, la
corretta strada economica da seguire per un effettivo recupero potrebbe essere quella di dichiarare
illegittimi tutti questi grandi debiti - del 'Terzo Mondo' e del mondo Occidentale - perché i debiti
dell'Occidente sono avvenuti dai finanziamenti alle avventure imperiali all'estero; e i debiti del
'resto' sono il risultato di questo imperialismo.
Attraverso la crisi economica, i debiti contratti sono così stati in gran parte fatti in termini di
acquisto di crediti dubbi dalle banche che hanno creato la crisi, quindi, anche questi sono illegittimi.
Anche il denaro di 'stimolo', al fine di risolvere una crisi finanziaria creata da una minoranza
corrotta in tutto il mondo, è stato un indebitamento. I debiti delle carte di credito e i debiti
studenteschi esasperano la povertà, e se non ci sono posti di lavoro per gli studenti in una economia
in rottura, il loro debito è illegittimo. Dal momento che il debito da carta di credito è stato fatto per
finanziare il consumo e permettere alle persone di vivere al di sopra delle proprie possibilità, vi è
una nozione di responsabilità da parte del debitore, perché le compagnie di carte di credito hanno
preso di mira le persone indebitate e hanno essenzialmente 'preso in ostaggio' la classe media, che
adesso deve pagare mediante il proprio impoverimento; le persone sono state indotte in errore e il
debito, in ultima analisi, non li beneficia; quindi, è pure illegittimo. Se i nostri governi, le banche, le
imprese e tutti i creditori sono stati collusi insieme nel cercare il profitto personale e il guadagno,
mentre impoverivano noi e il resto del mondo in questo processo, i debiti fatti in tutto il mondo da
queste istituzioni, attori e nazioni sono odiosi e non devono essere rimborsati. Prendendo questa
posizione, tuttavia, non si potrebbe ottenere molto nel mondo dell'economia e della politica, perché
non ci sarebbe nessun difensore per la fine dell'imperialismo e delle strutture di potere finanziario,
economico, sociale e politico; nessuna posizione particolarmente popolare da parte del potere.
Quindi, i dibattiti e le discussioni infurieranno; mentre si alzano i tassi di interesse, mentre si
impone l'austerità fiscale, mentre si crea un 'recupero', tutto nello stesso tempo in cui le istituzioni
globali politiche ed economiche, gli stati e gli attori, lavoreranno per impoverirvi e distruggere le
fondamenta della società in cui vi trovate.

Terzo Mondo America

Come ulteriore indizio dell'arrivo dello status di


'terzo mondo' in America, nel giugno del 2008, nel bel mezzo della crisi finanziaria, la Federal
Reserve degli Stati Uniti è stata sottoposta a revisione da parte del FMI per la prima volta nella sua
storia. Nell'ambito dell'indagine "verrà chiesto alla Fed, alla Securities and Exchange Commission
(SEC), alle maggiori banche di investimento, alle banche di credito ipotecario a agli hedge fund di
consegnare i documenti riservati al team del FMI."[55]
Simon Johnson, ex capo economista del FMI, ha scritto un articolo nel maggio del 2009, dove ha
spiegato che il problema con la maggior parte dei paesi del terzo mondo ("economie di mercato
emergenti") è che i governi sono così strettamente legati con l'élite bancaria ed aziendale da formare
un'oligarchia finanziaria, e questo è essenzialmente lo stesso problema degli Stati Uniti. Egli ha
scritto che "il settore finanziario ha essenzialmente catturato il nostro governo", e "il recupero fallirà
se non spezziamo l'oligarchia finanziaria che sta bloccando le riforme essenziali."[56]
Nel marzo 2009, un articolo apparso sul Washington Post, scritto da Desmond Lachman, membro
dell'American Enterprise Institute, un ex stratega dei mercati emergenti a Salomon Smith Barney e
vice direttore al Dipartimento di politica e revisione del Fondo Monetario Internazionale, si è
riferito all'America come "al più spaventoso mercato emergente a livello mondiale." In altre parole,
l'America ricorda una nazione debitrice del terzo mondo, dalla sua élite bancaria corrotta, alla classe
politica inetta, e un debito estero enorme, l'America "è venuta ad assomigliare all'Argentina, alla
Russia e ad altri cosiddetti mercati emergenti, sia in ciò che ci ha portato alla crisi che nel modo in
cui stiamo cercando di risolvere il problema."[57]
Città, comuni e stati in tutta l'America stanno ricorrendo ad azioni drastiche per ridurre i loro debiti,
come la chiusura di caserme dei pompieri, il ridimensionamento della raccolta dei rifiuti, lo
spegnimento delle luci della strada, la terminazione di servizi autobus e dei mezzi pubblici, la
riduzione delle ore di apertura delle biblioteche o la loro completa chiusura, l'abbattimento delle ore
di scuola nei distretti scolastici di settimane o anni, ed è stato segnalato che "i governi locali
elimineranno circa mezzo milione di lavoratori nel prossimo anno fiscale, con la sicurezza pubblica,
i lavori pubblici, la sanità pubblica, i servizi sociali, i parchi e il divertimento che saranno colpiti da
maggiori tagli." Contemporaneamente, ciò avviene insieme ad un drammatico aumento del tasso di
privatizzazioni o di "partenariati pubblico-privati" dove anche le biblioteche sono in via di
privatizzazione.[58]

Aggiustamento strutturale ed esplosione sociale


L'imposizione dell'aggiustamento strutturale nel
'Terzo Mondo' ha portato ad un'esplosione di conflittualità sociale, perché i poveri rurali, i poveri
urbani e la classe media urbana si sono riuniti per protestare contro queste politiche,[59] e "tra il
1976 e il 1992 ci sono state 146 proteste contro le misure di austerità supportate dal FMI in 39 paesi
in tutto il mondo. Queste hanno preso la forma di manifestazioni politiche, scioperi e
sommosse."[60] Ora che "l'austerità fiscale" e gli "aggiustamenti strutturali" saranno imposti
all'Occidente possiamo aspettarci che si verificheranno gli stessi risultati. In realtà questo processo è
già iniziato.
All'inizio della crisi economica globale del 2008, il FMI avvertì che i governi Occidentali avrebbero
potuto sperimentare "violenti disordini per le strade", perché "proteste violente potrebbero
scoppiare nei paesi di tutto il mondo, se il sistema finanziario non verrà ristrutturato a vantaggio di
tutti, piuttosto che di una piccola élite."[61] Una cinica dichiarazione del Fondo Monetario
Internazionale, considerato che è una delle istituzioni centrali che sostiene e difende gli interessi di
quella "piccola élite". Nei primi mesi del 2009, l'Europa orientale stava già sperimentando disordini
sociali in opposizione ai pacchetti di austerità e la Lettonia ha sperimentato le proteste più grandi
dal tempo delle manifestazioni di massa contro il dominio sovietico alla fine degli anni '80.[62]
Tensioni simili si sono fatte sentire in tutta l'Europa Occidentale nel corso del 2009, in particolare in
Francia, dove hanno avuto luogo scioperi e proteste di massa e diversi commentatori dicevano che i
disordini civili in luoghi come l'Islanda e l'Europa dell'Est erano "un segno di quello che sarebbe
arrivato: una nuova età di ribellione."[63] Il primo maggio 2009 scoppiarono grandi proteste in
Germania, Grecia, Turchia, Francia e Austria e ci furono ulteriori proteste e tumulti in Russia, Italia,
Spagna e alcuni politici parlarono anche di una minaccia di rivoluzione.[64] Nel febbraio del 2009,
Dennis Blair, il direttore della National Intelligence della nuova amministrazione Obama (la più alta
posizione di intelligence nel paese), parlò al Congresso degli Stati Uniti di quello che costituiva la
maggior minaccia alla 'sicurezza nazionale' agli Stati Uniti, spiegando che la minaccia della 'crisi
economica' è più grande della minaccia del terrorismo:
"Vorrei iniziare con la crisi economica globale, in quanto si profila già come la più
grande da decenni a questa parte, se non da secoli...Le crisi economiche aumentano il
rischio di pericolosi regimi di instabilità se esse sono prolungate per un periodo di uno o
due anni...E l'instabilità può allentare la fragile presa che molti paesi in via di sviluppo
hanno sulla legge e l'ordine, e ciò può spargersi in modo pericoloso all'interno della
comunità internazionale."[65]

Nello stesso mese, il generale in più alto grado degli Stati Uniti, l'ammiraglio Michael Mullen,
Presidente del Joint Chiefs of Staff, ha classificato "la crisi finanziaria come una minaccia per la
sicurezza più alta delle guerre in Afghanistan e Iraq." Egli ha spiegato che "è una crisi globale. E
siccome questa ha un impatto sulle questioni di sicurezza, o alimenta una maggiore instabilità,
penso che avrà un impatto nella nostra sicurezza nazionale in modi che noi non abbiamo ancora del
tutto capito."[66] Ancora una volta, nello stesso mese, il capo dell'Organizzazione Mondiale del
Commercio (WTO) avvertiva che "la crisi economica globale potrebbe scatenare disordini politici
uguali a quelli visti nel corso degli anni '30." Egli specificava che "la crisi odierna si sta
diffondendo ancora più velocemente (rispetto alla Grande Depressione) e colpisce più paesi allo
stesso tempo."[67]
Nel febbraio del 2009, il noto storico dell'economia e professore di Harvard, Niall Ferguson,
predisse un "prolungato disagio finanziario, anche una guerra civile, prima che finisca la 'Grande
Recessione'", e che "la crisi globale è lungi dall'essere finita, [essa] è appena iniziata." egli
specificava:
"Ci sarà del sangue, nel senso che una crisi di questa portata è destinata ad aumentare
[conflitti] politici ed economici. E' destinata a destabilizzare alcuni paesi. Ciò causerà lo
scoppio di guerre civili, che erano in letargo. Si rovesceranno i governi moderati e si
insedieranno governi estremisti. Queste cose sono abbastanza prevedibili."[68]

Nel maggio 2009, il capo della Banca Mondiale avvertiva che "la crisi economica globale potrebbe
portare a gravi disordini sociali", mentre "c'è un grave rischio di una crisi umana e sociale con
implicazioni politiche molto serie."[69] Zbigniew Brzezinski, ex Consigliere della Sicurezza
Nazionale, co-fondatore della Commissione Trilaterale e un architetto chiave della 'globalizzazione',
avvertiva che "ci sarà un conflitto di classe crescente, se la gente è disoccupata e sta veramente
male, un inferno, ci potrebbero essere anche scontri!"[70]
Nel dicembre del 2009, Moody's - una delle principali agenzie di rating del mondo - avvertiva che
"gli aumenti futuri delle tasse e i tagli alla spesa potrebbero innescare tensioni sociali in una serie di
paesi, da quelli in via di sviluppo al quelli del mondo sviluppato", con il risultato di "una tensione
politica e sociale."[71] Nel marzo del 2010, Moody's avvertiva che gli Stati Uniti, il Regno Unito, la
Germania, la Francia, la Spagna e altre nazioni occidentali potrebbero sperimentare "disordini
sociali" come risultato dell'imposizione "dell'austerità fiscale" che "metteranno alla prova la
coesione sociale."[72]
Un articolo del Financial Times nel maggio del 2010 mise in guardia contro l'emergere di "un'epoca
di rabbia", in cui cala lo shock iniziale di una recessione economica ed emergono agitazioni sociali,
come avviene di solito in un intervallo tra un collasso economico e la 'furia sociale', e che alla fine
sarà "un test di solidità delle istituzioni democratiche in un momento di estremo stress fiscale."[73]
Nel settembre del 2010, il capo del FMI Dominique Strauss-Kahn ha detto che l'America e l'Europa,
nel mezzo della peggiore crisi di posti di lavoro dopo la Grande Depressione, saranno di fronte ad
una "esplosione di proteste sociali". Intervenendo al vertice della Federazione Internazionale del
Lavoro, Strauss-Kahn ha dichiarato:"il mercato del lavoro è in difficoltà, la Grande Recessione si è
lasciata dietro un deserto di disoccupazione", e che "la Grande Recessione ha lasciato aperte delle
ferite. Un elevato tasso di disoccupazione di lunga durata rappresenta un rischio per la stabilità per
le esistenti democrazie." Il capo economista del FMI, Oliver Blanchard, ha spiegato che, a lungo
termine "la disoccupazione a lungo termine si è alzata in modo allarmante: la metà dei disoccupati è
senza lavoro da oltre sei mesi, qualcosa che non avevamo mai visto dal tempo della Grande
Depressione."[74]
Il 29 settembre del 2010 hanno avuto luogo proteste di massa in tutta Europa contro le misure di
austerità imposte dai governi europei, con uno sciopero generale indetto in Spagna, che ha
virtualmente fermato il sistema di trasporti spagnolo. Inoltre, circa 100.000 manifestanti "hanno
organizzato la più grande marcia di Bruxelles da un decennio e la polizia antisommossa ha barricato
la sede dell'UE mentre i marciatori provenienti da 30 paesi sin univano contro le ripercussioni dei
brutali tagli alla spesa."[75]
Queste proteste sono continuate per tutto ottobre del 2010, in particolare in Francia, dove milioni di
persone sono scese in sciopero, hanno protestato, e, in alcuni casi, sono insorte contro i piani di
austerità fiscale del Presidente Sarkozy, facendolo diventare il presidente più impopolare degli
ultimi 50 anni.[76]

Il Summit G20 Coreano


Per accelerare ulteriormente il processo di
governance economica globale è essenziale, da parte delle principali istituzioni e poteri economici,
integrare pienamente la Cina all'interno di questo sistema. La Cina è già tra i firmatari del WTO;
dopo che ha aperto il suo settore bancario agli investimenti esteri, con la sua economia pienamente
integrata e in larga parte dipendente dall'Occidente, è fondamentale includere la Cina nel sistema di
global governance. La Cina è rappresentata dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), che
il FMI a denominato "il fondamentale e più antico centro dei meccanismi di governo globale."[77]
Il consiglio di amministrazione della BRI conta di 19 membri comprendenti i governatori delle
banche centrali di Belgio, Francia, Germania, Italia e Regno Unito e il Presidente del Consiglio del
Sistema della Federal Reserve Statunitense, così come i governatori delle banche centrali di Brasile,
Canada, Cina, Giappone, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera e il Presidente della BCE (Banca Centrale
Europea). La Cina è anche rappresentata nel G20, che il presidente della BCE Jean-Claude Trichet
ha detto essere "il gruppo principale di global governance a livello di ministri, governatori e capi di
Stato o di governo."[78] Nel 2009 Cina e India sono state invitate come membri ufficiali della
Commissione Trilaterale [79], un think tank internazionale creato da David Rockefeller e da
Zbigniew Brzezinski nel 1973 con l'obiettivo di creare una "comunità di nazioni industrializzate"
che comprendeva l'Europa Occidentale, il Nord America e il Giappone, con l'obiettivo, in sostanza,
di gestire il processo di globalizzazione.
Nel novembre del 2010 il G20 sarà ospitato nella Corea del Sud, dove ci si incontrerà di nuovo per
portare in avanti il processo di governance mondiale e il genocidio sociale globale. Prima della
riunione ufficiale dei capi di Stato, ha avuto luogo un altro incontro preliminare più importante tra i
ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali dei paesi del G20. Questo ha avuto luogo
a fine ottobre del 2010 a Seoul, in Corea del Sud, nel momento in cui il mondo è sommerso in una
guerra di valuta globale. La guerra di valuta coinvolge diverse importanti nazioni, dall'America al
Brasile e alla Cina, che cercano di svalutare la loro moneta al fine di rendere più attraenti le
esportazioni, per cui le loro banche centrali (che cooperano tutte alla global governance presso la
BRI) comprano e vendono ogni altra valuta, nel tentativo di diminuire il valore della propria valuta,
aumentando il valore delle valute concorrenti. In breve, è una corsa al ribasso. Per convincere la
Cina ad apprezzare la sua valuta, devono essere valorizzati gli incentivi. Se la Cina sta per seguire i
dettami del potere finanziario mondiale, il suo peso economico esige che la Cina sia meglio
rappresentata e più coinvolta nella governance di queste istituzioni. Questo significa che, se la Cina
sta per essere integrata in un sistema di governance globale, deve essere invitata al tavolo di
gestione.
Il G20 ha concordato sull'introduzione di una riforma storica in seno al FMI, dove, per la prima
volta dalla sua creazione nel 1944, la struttura di gestione del FMI è stata [leggermente] alterata. Il
significato è che i paesi europei hanno deciso di rinunciare a due dei loro seggi dei 24 membri del
comitato esecutivo, dando spazio alla Cina e all'India, e più del 6% del potere di voto sarà trasferito
ai paesi sottorappresentati. Come riportato dal Financial Times:
Dopo che avranno effetto le modifiche, Brasile, Russia, India e Cina, saranno tutti
inclusi nei 10 maggiori azionisti di capitale. Gli Stati Uniti, con un 17,67 per cento di
quote del FMI, manterrà il suo potere di veto sulle decisioni chiave dei finanziamenti,
perché queste continueranno a richiedere una super-maggioranza dell'85%.[80]
Questo è importante da notare perché indica chiaramente che l'America resta ancora il 'Padrino' del
sistema finanziario globale. Il FMI richiede l'85% di votanti per concordare eventuali modifiche o
decisioni e, poiché gli Stati Uniti hanno il 17,67% delle quote, se gli USA votano contro qualcosa, il
FMI non può andare avanti, dando così il potere di veto agli USA al di sopra del FMI. Eppure,
questi cambiamenti rappresentano comunque uno sforzo incrementale per portare la Cina all'interno
di questo sistema di governance globale. Allo stesso tempo, un banchiere cinese top ha affermato
che "lo yuan dovrebbe essere incluso nel paniere di valute che costituiscono i Diritti Speciali di
Prelievo del Fondo Monetario Internazionale."[81] Questo darebbe alla Cina una più diretta
partecipazione nella formazione della valuta globale, della quale il suo governatore della Banca
Centrale è già un convinto sostenitore.

Conclusione

Herman Von Rompuy è diventato presidente


dell'Unione Europea nel 2009, una nuova posizione stabilita dal Trattato di Lisbona approvato lo
stesso anno. Rompuy è stato scelto come presidente a seguito della partecipazione ad una riunione
del gruppo Bilderberg.[82] Poco dopo aver ricevuto l'incarico, Rompuy ha pronunciato un discorso
in cui ha dichiarato che il 2009 è "il primo anno di governo globale".[83] Mentre Denis Healey, uno
dei fondatori del gruppo Bilderberg ed ex membro del suo comitato direttivo per oltre 30 anni, nel
2001 dichiarò:"Dire che lottavamo per un governo mondiale è esagerato, ma non del tutto ingiusto.
Quelli di noi nel Bilderberg sentivano che non potevano andare avanti per sempre lottando gli uni
contro gli altri per niente, uccidendo la gente e rendendo milioni di persone senzatetto. Quindi
abbiamo ritenuto che una singola comunità che attraversasse il mondo sarebbe stata una buona
cosa."[84]
Così, mentre le istituzioni e le organizzazione della governance globale continuano a concedersi più
potere ed espandono il loro controllo e la loro autorità su tutto il mondo, la gente del mondo deve
svegliarsi a questo processo, cercare di arginarlo e bloccare il suo avanzamento. Un governo
mondiale rappresenterebbe la gente del mondo ancora meno di quello che è già la non
rappresentatività dei loro governi nazionali. Le istituzioni della governance globale sono totalmente
inaffidabili per il popolo, totalmente antidemocratiche, e sono intrinsecamente totalitarie. Come
Gideon Rachman scrisse per il Financial Times nel dicembre del 2008:"Per la prima volta nella mia
vita credo che la formazione di una sorta di governo mondiale sia plausibile." Mentre articolava la
necessità di un governo mondiale, come un modello "a livello globale" dell'Unione Europea,
esaminava le battute d'arresto che l'UE aveva sperimentato in questo processo, suggerendo che le
stesse erano probabili nel percorso verso il governo mondiale. In particolare, rilevava che ogni volta
che le persone erano state coinvolte nel processo, esse avevano agito bloccando o rigettando il
processo di integrazione. Così, Rachman concludeva che l'Unione Europea "ha registrato progressi
più veloci quanto è stata concordata da tecnocrati e politici - e spinta in avanti senza il riferimento
diretto agli elettori. La governance internazionale tende a essere efficace solo quando è
antidemocratica."[85] In altre parole, se vogliamo la governance globale, dobbiamo uccidere la
democrazia.
Ciò implica quindi che il popolo ha il potenziale di evitare che questo processo abbia luogo, ma solo
se esso è direttamente coinvolto nel suo rigetto. Questo significa che i movimenti di persone
necessitano di fermarsi, riconoscendo la legittimità di queste organizzazioni e istituzioni
internazionali, protestando non solo perché non vengono incluse nelle discussioni, ma chiedendo
invece che siano completamente smantellate a favore della formazione di un nuovo regime di
governance - politica, economica, sociale - che rappresenti e responsabilizzi attivamente le persone
al di sopra dei poteri consolidati. Questo non è un compito semplice. In realtà è probabilmente il più
grande, il più monumentale e impegnativo compito che l'umanità abbia mai affrontato. E' quindi
necessario che la gente non sprechi il proprio tempo, non sprechi il proprio voto, la proprie voci,
idee e lavori insieme per promuove un vero cambiamento umano progressivo. C'è ancora speranza
nell'umanità, ma fintanto che permettiamo al potere di accumulare più potere, non possiamo
aspettarci che le cose vadano meglio per la maggioranza. Dobbiamo approfittare delle nostre libertà,
al fine di lottare e conservarle. Noi possiamo sia essere liberi pensatori e dirigere il corso della
nostra vita o possiamo diventare schiavi dei banchieri.

Andrew Gavin Marshall è un collaboratore frequente di Global Research


leggi gli altri suoi articoli tradotti e pubblicati da http://nwo-truthresearch.blogspot.com:

Dalla Depressione Globale alla Governance Globale

La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 1

La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 2

La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 3

La rivoluzione tecnologica e il futuro della libertà: Parte 4

Forgiare un 'Nuovo Ordine Mondiale' sotto un Governo Mondiale


Note

[1] Dominique Strauss-Kahn, Concluding Remarks by Dominique Strauss-Kahn, Managing


Director of the International Monetary Fund, at the High-Level Conference on the International
Monetary System, Zurich, 11 May 2010:
http://www.imf.org/external/np/speeches/2010/051110.htm
[2] George T. Crane, Abla Amawi, The Theoretical evolution of international political economy.
Oxford University Press US, 1997: pages 50-51
[3] Get ready for the phoenix. The Economist: Vol. 306: January 9, 1988: pages 9-10
[4] ECB, The euro and the dollar - new imperatives for policy co-ordination. Speeches and
Interviews: September 18, 2000:
http://www.ecb.int/press/key/date/2000/html/sp000918.en.html
[5] Jeffrey E. Garten, Needed: A Fed for the World. The New York Times: September 23, 1998:

http://www.nytimes.com/1998/09/23/opinion/needed-a-fed-for-the-world.html
[6] Jeffrey Garten, Global authority can fill financial vacuum. The Financial Times: September
25, 2008:
http://www.ft.com/cms/s/0/7caf543e-8b13-11dd-b634-0000779fd18c.html?nclick_check=1
[7] Jeffrey Garten, We Need a Bank Of the World. Newsweek: October 25, 2008:
http://www.newsweek.com/id/165772
[8] CNBC, Morgan's Mack: Firm Was Excessively Leveraged. CNBC: October 16, 2008:
http://www.cnbc.com/id/27216678
[9] Robert Winnett, Financial Crisis: Gordon Brown calls for 'new Bretton Woods'. The
Telegraph, 13 October 2008:
http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/financialcrisis/3189517/Financial-Crisis-Gordon-
Brown-calls-for-new-Bretton-Woods.html
[10] Gordon Brown, Out of the Ashes. The Washington Post: October 17, 2008:
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/10/16/AR2008101603179.html
[11] Gordon Rayner, Global financial crisis: does the world need a new banking 'policeman'?
The Telegraph: October 8, 2008:
http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/financialcrisis/3155563/Global-financial-crisis-
does-the-world-need-a-new-banking-policeman.html
[12] Itar-Tass, Russia proposes creation of global super-reserve currency. ITAR-TASS News
Agency: March 16, 2009:
http://www.itar-tass.com/eng/level2.html?NewsID=13682035&PageNum=0
[13] Jamil Anderlini, China calls for new reserve currency. The Financial Times: March 23,
2009:
http://www.ft.com/cms/s/0/7851925a-17a2-11de-8c9d-0000779fd2ac.html
[14] CFR, A Conversation with Timothy F. Geithner. Council on Foreign Relations Transcripts:
March 25, 2009:
http://www.cfr.org/publication/18925/
[15] UN backs new new global currency reserve. The Sunday Telegraph: March 29, 2009:
http://www.news.com.au/business/story/0,27753,25255091-462,00.html
[16] Ambrose Evans-Pritchard, The G20 moves the world a step closer to a global currency. The
Telegraph: April 3, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/5096524/The-G20-moves-
the-world-a-step-closer-to-a-global-currency.html
[17] Anthony Faiola, A Bigger, Bolder Role Is Imagined For the IMF, The Washington Post, 20
April 2009:
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/04/19/AR2009041902242.html?
hpid=topnews
[18] Izabella Kaminska, IMF blueprint for a global currency – yes really, Financial Times Blog,
4 August 2010:
http://ftalphaville.ft.com/blog/2010/08/04/306346/imf-blueprint-for-a-global-currency-yes-really/
[19] Amar Bhattacharya, A Tangled Web, Finance and Development, March 2009, Vol. 46, No.
1:
http://www.imf.org/external/pubs/ft/fandd/2009/03/bhattacharya.htm
[20] Jean-Claude Trichet, Global Governance Today, Keynote address by Mr Jean-Claude
Trichet, President of the European Central Bank, at the Council on Foreign Relations, New York, 26
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[21] Ibid.
[22] Jean-Claude Trichet, Central bank cooperation after the global financial crisis, Video
address by Jean-Claude Trichet, President of the European Central Bank, at the Bank of Korea
International Conference 2010, Seoul, 31 May 2010:
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[23] Ambrose Evans-Pritchard, Greece defies Europe as EMU crisis turns deadly serious. The
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http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/6804156/Greece-defies-
Europe-as-EMU-crisis-turns-deadly-serious.html; Elena Becatoros, Greece prepares economic crisis
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[24] Richard Wray, EU ministers agree Greek bailout terms. The Guardian: April 11, 2010:
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[25] Economist, Now comes the pain. The Economist: March 4, 2010:
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[26] Nelson D. Schwartz and Eric Dash, Banks Bet Greece Defaults on Debt They Helped Hide.
The New York Times: February 24, 2010:
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[27] Louise Story, Wall St. was partner in Greece’s debt crisis. The Boston Globe: February 14,
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eper_in_debt/
[28] Nelson D. Schwartz and Eric Dash, Banks Bet Greece Defaults on Debt They Helped Hide.
The New York Times: February 24, 2010:
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[29] Barrie McKenna and Joanna Slater, Role of banks eyed in Greek debt crisis. The Globe and
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[30] Stephen G. Cecchetti, M.S. Mohanty and Fabrizio Zampolli, The Future of Public Debt:
Prospects and Implications. BIS Working Papers, No 300, Monetary and Economic Department,
March 2010: page 2
[31] Ibid, page 12.
[32] Ambrose Evans-Pritchard, Derivatives still pose huge risk, says BIS. The Telegraph:
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[33] Report on Business, Is Japan hurtling toward a debt crisis? The Globe and Mail: April 14,
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[34] Brett Arends, What a Sovereign-Debt Crisis Could Mean for You. The Wall Street Journal:
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[35] Edmund Conway, 'Significant chance' of second financial crisis, warns World Economic
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[36] Nina Koeppen, ECB Official Warns of Potential Sovereign Debt Crisis. The Wall Street
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[39] David Lawder, Global rebalancing policies need coordination-IMF, Reuters, 5 June 2010:
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[41] Toby Helm, Ian Traynor and Paul Harris, Europe embraces the cult of austerity – but at
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[42] Simon Johnson, Fiscal Austerity and America’s Future, The New York Times Economix
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[43] Izabella Kaminska, Bible code, finance edition, The Financial Times Blog, 18 May 2010:
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[44] Joseph A. Giannone, UBS banker sees next U.S. privatizations smaller, Reuters, 6 May
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[45] CCGA, Board of Directors, The Chicago Council on Global Affairs:
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[46] Emerging Leaders Perspectives, No Free Money: Is the Privatization of Infrastructure in the
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[47] Ibid, page 7.
[48] Ibid, page 11.
[49] Matt Taibbi, Exclusive Excerpt: America on Sale, From Matt Taibbi's 'Griftopia', Rolling
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http://www.rollingstone.com/politics/news/17390/222206?RS_show_page=0
[50] Andrew Willis and Boyd Erman, Ontario ponders sale of Crown corporations to beat down
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[51] Simone Meier, BIS Sees Risk Central Banks Will Raise Interest Rates Too Late,
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[52] Ambrose Evans-Pritchard, BIS plays with fire, demands double-barrelled monetary and
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fire-demands-double-barrelled-monetary-and-fiscal-tightening.html
[53] Ibid.
[54] Stephen G. Cecchetti, M.S. Mohanty and Fabrizio Zampolli, The Future of Public Debt:
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[70] Press TV, Economic Crisis: Brzezinski warns of riots in US. Global Research: February 21,
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[71] Edmund Conway, Moody’s warns of 'social unrest’ as sovereign debt spirals, The Telegraph,
15 December 2009:
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[72] Ambrose Evans-Pritchard, Moody's fears social unrest as AAA states implement austerity
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states-implement-austerity-plans.html
[73] Simon Schama, The world teeters on the brink of a new age of rage, The Financial Times,
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http://www.ft.com/cms/s/0/45796f88-653a-11df-b648-00144feab49a.html
[74] Ambrose Evans-Pritchard, IMF fears 'social explosion' from world jobs crisis, The
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http://www.telegraph.co.uk/finance/financetopics/financialcrisis/8000561/IMF-fears-social-
explosion-from-world-jobs-crisis.html
[75] Roddy Thomson, European cities hit by anti-cuts protests, AFP, 29 September 2010:
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5iGPFQn-DOcZkJmTK5anC4nfopDZA?
docId=CNG.a9e7345890360219e1ae3413e8fe2974.8b1
[76] Peter Allen, Nicolas Sarkozy most unpopular French president in more than 50 years, The
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http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/france/8086078/Nicolas-Sarkozy-most-
unpopular-French-president-in-more-than-50-years.html
[77] Amar Bhattacharya, A Tangled Web, Finance and Development, March 2009, Vol. 46, No.
1:
http://www.imf.org/external/pubs/ft/fandd/2009/03/bhattacharya.htm
[78] Jean-Claude Trichet, Global Governance Today, Keynote address by Mr Jean-Claude
Trichet, President of the European Central Bank, at the Council on Foreign Relations, New York, 26
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http://www.bis.org/review/r100428b.pdf
[79] About the Trilateral Commission, The Pacific Asia Group, The Trilateral Commission:
http://www.trilateral.org/go.cfm?do=Page.View&pid=13
[80] Song Jung-a, G20 agrees historic reform of IMF, Financial Times, 23 October 2010:
http://www.ft.com/cms/s/0/816ee036-dea2-11df-9b4a-00144feabdc0.html?ftcamp=rss
[81] China Bureau, China Banker Urges IMF To Include Yuan In SDR Basket – Report, Wall
Street Journal, 25 October 2010:
http://online.wsj.com/article/BT-CO-20101025-700112.html
[82] Ian Traynor, Who speaks for Europe? Criticism of 'shambolic' process to fill key jobs. The
Guardian, 17 November 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/nov/17/top-european-job-selection-process
[83] Herman Von Rompuy, Speech Upon Accepting the EU Presidency, BBC News, 22
November 2009:
http://www.youtube.com/watch?v=pzm_R3YBgPg
[84] Jon Ronson, Who pulls the strings? (part 3), The Guardian, 10 March 2001:
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[85] Gideon Rachman, And now for a world government, Financial Times, 8 December 2010:
http://us.ft.com/ftgateway/superpage.ft?news_id=fto120820081424026754

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