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ee i é R. Mastrullo, P, Mazzei, V. Naso. R. Vanoli Fomdazmnemti ei trasmiussiene del calore \ioimmminemmaansbe Liguori Editore Pw Pubblicato da Liguori Editore via Mezzocannone 19, 80134 Napoli > © Liguori Edtore, Sel., 1982, 1990 1 ii ead ‘Seconda edizione italiana Febbraio 1991 9876543210 1996 1995 1994 1993 1992 1991 ISBN 88-207-1117-6 ione, riproduzione e aiiarec, Per tutti Paesi. Nessuna parte di quests voiuie puv essere rprodota, resistrate © Irasmessa con qualsiast mezzo: clettronico, elettrostaico, meccanieo, lotogratica, ‘ottco o magnetico (comprese copie fotostaiche, microfilm e microfiche. se batty ed ann vate ve pete @ aE | Le cife suta destra indicano il numero ¢ Vanno delul } printed in aly, Officine Gratiche Liguort, Napol 4... parziale, sono riservati tia ristampa effectuata, Ho Caupue cts © Indice ppreqas it ~qls (82 Prefuzione 1. Introduzione 11. Generaits 1.2, Enunciati delle leggi particotaei Conduzione 2. Generalita 2.2, Regime stazionario monodimensionale 2.3. Regime non stazionario monodimensionale 3. Irraggiamento 3. Ceneraliti 3.2. Definizione di base 33. Corpo nero 3.4, Caratteristiche radiative dele superfict 3.5. Scambio termico radiative 4. Convezione 4.1. Equazione di continuiti della massa 4.2, Equazione della quantiti di moto 4.3. Equazione det'energia 44. Sommario delle equazioni del moto dell'energia. 45. Gruppi adimensionali per la convezione forzata 4.6. I concetto di strato limite 4:7. Stato limite per luss esterno ed interno 48. Gruppi adimensional per la convezione naturale 49. Analisi dimensionale 410. Relazioni per la valutazione della conduttanza convettiva unitaria media 4.11, Bibliogeafia Pag. " u 17 25 25 52 a1 93 93 98 100 110 116 155 1586 157 166 169 m7 176 178 184 190 202 218 Indice 5. Sistemi alettati 5. 52. 53. 54. 55. Generalita Aletta diritta con profilo eizcolare Condizione limite d'impiego per aleta dirtta con profilo cizcolare o rettangolare MW rendimento delle alette Conduttanza globale per paretealettata 5.6. Calcolo della condvttanza convettiva unitaria media 6. Scambiatori di calore 6. 62, 63. 64. Generalita Tipologia dei pid comuni scambiatori di ealore La media logaritmica delle differenze di temperatura Efficienza di uno scambiatore di calore Appendice A It sistema internazione di uniti (SI) Appendice B- Proprieta termofisiche Indice analitico ag. 221 221 222 230 231 240 243 251 251 252 255 263 2m 284 301 Prefazione Questo testo, basato sulla riclaborazione del materiale contenuto nel precedente libro edito nel 1976, si propone di fornire al lettore un ausilio didattico pit aderente alle attuali esigenze nel settore della trasmissione del calore ed, in particolare, é rivolto agli studenti delle Facolta d’Ingegneria che frequentino un corso di Fisica Tecnica, La materia trattata con lintento di fornire, limitando la complessit’. matematica, una descrizione accurata dei suoi principi fisici fondamentali. L’obiettivo immediato & 'impostare ed il risolvere problemi ingegneristici concreti ma abbastanza schematici; si pongono, altresi, le basi per innalzare il livello sia dell'analisi che della soluzione, studiando ed applicando tecniche pid specialistiche. Per Io studio & necessaria la conoscen2a dell'analisi matematica, deta geometria e della fisica, nei contenuti corrispondenti ai corsi dei primi due anni delle Facolti d’Ingegneria, nonché la conoscenza delia termodinamica cosi come esposta, tradizionalmente, nella prima parte dei corsi di Fisica Tecnica. Lopera & suddivisa in due volumi: teoria ed applicazioni numeri- che*. A ciascun capitolo del primo volume ne corrisponde uno, che tratta Io stesso argomento, del secondo, cosi che sia facilitato collegamento tra la trattazione teorica ¢ la corrispondente applicazione; nelPultimo capitolo del secondo volume, in particolare, sono proposti problemi riepilogativi che richiedono Tassimilazione di tutto quanto esposto precedentemente. Nel primo capitolo sono discussi i concetti di base legati alle tre differenti modalita di trasferimento di energia termica: conduzione, irraggiamento e convezione. Il secondo capitolo @ dedicato all'equa- Zione difterenciale- della conduzione, alla sua risoluzione per alcune geometrie semplici in regime monodimensionale sia stazionario che transitorio ed all'adimensionalizzazione della formulazione di un pro- blema, Nel terzo capitolo & trattato lo scambio radiativo tra corpi opachi in un mezzo non partecipante; sono esposti dapprima i concetti fondamentali legati ai fenomeni di emissione, assorbimento ¢ riflessione + Ling R Mastrllo ha curato, in partiolare In tesuca del secondo volume, 1 [10 Prefarione e, suecessivamente, & analizzato il probiema della valutazione della potenza trasferita in una cavita. Il quarto capitolo @ inteso a fornire, nei casi in cui cid & possibile con uno sforzo limitato, gli strumenti per lo studio analitico det fenomeno della convezione e per l'individuazio- ne dei gruppi adimensionali che la influenzano; questi; per altro, sono stati individuati servendosi anche del classico’ metodo dell’analisi di- mensionale. Sono, quindi, presentate le correlazioni, tratte dalla lettera- tura, per le valutazione del coefficiente di scambio per numerose conf- gurazioni, Nel quinto capitolo é esposto il problema particolare, ma di notevole importanza pratica, della dissipazione per mezzo di sistemi alettati. Nel sesto capitolo, dedicato agli scambiatori di calore, sono presentati sia approccio della media logaritmica delle differenze di temperatura che quello delfefficienza. Alla fine del primo volume sono poste due appendici, una sul sistema internazionale di unita di misura e sui principali fattori_di conversione ed una sulle proprieti termofisiche. r Gli autori ringraziano quanti hanno contribuito alla realizzazione di quest’opera, che si spera possa costituire un valido sussidio didattico. Napoli, luglio 1982 ali autori Capitolo primo Introduzione 1, Generalita, E’ opportuno, prima di iniziare lo studio dei fondamenti di trasmissione del calore, collocare adeguatamente questa tra le altre branche delle scienze deli'ingegneria. L’analisi di un problema fisico ud essere scissa in due parti, la formulazione del problema e la sua soluzione: nella prima sono utilizzate convenienti leggi fisiche, nella seconda sono impiegate adeguate tecniche matematiche, Si vogliono classificare i problemi nell'ambito delle possibili formulazioni, A tal fine si riportano degli esempi. Esempio a) Caduta di un grave nel campo gravitazionale terrestres si vuole determinare la posizione istantanea. Si esaminino due for: mulazioni, la prima basata sullipotesi di assenza di qualsiasi resistenza al moto, la seconda con resistenza al moto R; in entrambi i casi si ritiene g = cost. — I Formulazione, La seconda legge del moto di Newton &: F=ma aay dove: F & le risultante delle forze esterne, m la massa, a Vaccelera- ° ho atte DD Figura L.1- Caduta dun grave nel campo sravitasionale terres ione. Il'problema é riconducibile al caso di moto monodimensionale e, Fig 1.1, proiettando la (1.1) sullasse x si pud scrivere: @x amok (2) me ae capitate primo = 1 Soluzione, La (1.2) & un'equazione differenziale del secondo Grdine a variabili separabili, integrando due volte rispetto al tempo siha: j x0)= Lg? +0 +e, a3) in cui le due costanti d'integrazione, ¢, ¢ ¢2, sono valutabili con due condizioni ai limiti; conoscendo, ad esempio, posizione e velocita alfistante iniziale: w@=0=42) Ly, - (@=0) = as 1 aay *(6=0)=x, la (1.3) diventa: | x)= 1 go? + wo +x, (Ls) ~ I Formulazione, Analogamente a quanto visto, dalla (1.1) si ha @x mg-R=m * aot a6) j 1a formulazione non pud in tal caso ritenersi completa giacché | nulla si conosce su R. In base ad alcuni risultati sperimentali si pud ritenere che, nel caso di moto in aria in condizioni standard, valga: Ray (ax) & * (Gs) ar con k s‘indica una costante (6): imensionale. Sostituendo la (1.7) nella (1.8) Invodizions 13 ~ I Soluzione. La (1.8) & un'equazione differenziale del secondo ordine non lineare la cui soluzione, ottenibile in maniera piuttosto involuta, non & riportata poicht & inessenziale per i nostri fini, Esempio b) Rafireddamento di un solido metallico in aria in quiete a temperatura ad esso inferiore; si vuol determinare Ia temperatura interna al solido metallico, ~ Formulazione. Si ragiona nell'ipotesi che la temperatura allinterno del solide sia uniforme owvero: 1x,» 2, 8) =6@) (9) Scelta quindi, come massa di controllo, quella dell'intero solido, Fig. 1.2, il primo principio della termodinamica, con riferimento allintervallo di tempo @ + @ + 48, si scrive: , ae ol v t Figura 1.2- Raffreddamento i un slido metalic in aia in quiet; si ttene ¢ (9, 2:8) (1.10) Per i solidi, con buon'approssimazione, & ¢, = ¢ e quindi la va- riazione d’energia interna @ valutabile come! dE,= medt ay In base a risultati sperimentali si pud ritenere che: G=-hA(t~t,) (12) avendo indicato con i una costante dimensionale e con A Parea della superficie esterna del corpo. Sostituendo le (1.11) ed (1.12) nella (1.10) si ha 1M Capito primo _dt_=_HA gg 13) th me = Soluzione. La (1.13) & un’equazione differenziale a variabili sepa rabili il cui integrale &: . In(t~14)=-44A04+¢, aa) me Indicando, per comodita, con r* la temperatura in vccesso rik Ze ta (1.14) ha spetto a quella dell'aria e con r la costante dimensionale me=-2 0, (is) in cui la costante d’integrazione & valutabile con una condizione ai conoscendo, ad esempio, Ia temperatura del solido all'istante limi iniiale: 10 fo owero (0 =O) = 09 Ja (1.15) diventa: meat aa wT owero: weet 16) Si esaminino gli esempi riportati alla luce delle leggi fisiche sate nelle loro formulazioni. Nella I formulazione dell’esempio a) Si 8 impiegata la sola seconda legge del moto di Newton; tale legge Incrodusione 45 naturale @ classificabile come legge generale, ovvero caratterizzata dall'applicabiliti indipendente della natura del mezzo in esame), € tutti i problemi della meccanica risolubili con impiego di sole leget generali sono detti problemi meccanicamente “determinati, Nella Il formulazione dell'esempio a) si sono impiegate la seconda legge del moto di Newton nonché Ia legge per la valutazione della resistenza al moto (1.7); tale legge naturale é classificabile come legge particolare © relazione costitutiva, ovvero caratterizzata dall'applicabilita dipen- dente dalla natura del mezzo in esame®), © tutti i problemi della Imeccanica non resolubili col solo impiego di leggi generali © che quindi necessitano di leggi particolari vengono detti problemi mecca: hicamente indeterminatt, Nella formulazione dell'esempio b) sono state utiizzate una legge generale (1.10) © due leggi particolari (1.11) ed (1.12); problema & quindi’ termodinamicamente indeterminato La_trasmissione del calore ¢ una disciplina che trata di problemi termodinamicamente_indeterminati, Nella tratlazione che segue S2- ranno impiegate Te Teggi general” ey; rabdunn som vndan pio mpige dle a) legge di conservazione della massa; b) primo principio della termodinamica; ©) secondo principio della termodinamica; e le leggi particolari: 4) leyge della conduzione di Fourier; ©) logge dellirraggiamento di Planck; £) legge della convezione di Newton: 8) equazioni di stato delle sostanze pure. : Le prime tre leggi particolari fanno riferimento a tre differenti ‘meccanismi per la trasmissione del calore: conduzione, irraggiamento © convezione che verranno ora brevamente descritti Conduzione, Si_parla_di_conduzione quando si ha trasferimento di energia_interna i m ntatto fisico, a causa di una non uniforme distribuzione della temperatura nél mezzo 0 tra (1) Sono lege yeneai tr le alte: le egg di conserasions dlls mass, dolenergia delta cata eletis i secondo principio della teemodinanica, a fgg? dl ravitaione universe, iit di Hooke, la legge dela vscosits i Newson, (2) Sono lagi partcoaris lege det izione di Stefan-Boltzmans, ls legge dell'lett 1 Jonge del ga pert, la fpae della that Om. aly Deana Cepttoo primo i mezzi a contatto, A livello microscopico iL meccanismo della. con- fuzione € interpretato. e poste in-regioni ad alta e hasta lemperatura: i Irraggiamento. La_yera_natura.dell'iraggiamento®) & tuttora, sco- | nosciuta; alcuni_dei suoi effetti sono interpretabili.sulia-base della meceanica quantistica, non tutte le osservazioni sperimentali trovano sufficiente interpre tazioni in entrambe le teorie, Secondo Ia meccanica ondulatoria, ad magnetiche che, nel vuoto, hanno una velocita di’ propagazione. di 3+ 10! m/s; tale “emissione tende di per, se a diminuire l'energia | infernal @el"cdrpo"convertendola di continuo in radiazione. L'energia associaia a tali onde elettromagnetiché incidendo su di un altro corpo, od al limite sullo stesso; & parzialmente assorbita ovvero convertita in eiiergia interna che, a seguito di tale effetto, tende ad aumentare. | La_nilitua_interazione, conseguente jl duplice meccanismo_emissione- iferimento.di energia.interna dal ‘corpo’ a temperatura maggiore verso quello a temperatura minore; ¢ in-tal-sensoche T'irraggiamento térmico € un meccanismo di trasmis- | _ sione det calore. Convezione. Il meccanismo conduttivo @, in generale, lunico a are il trasporto di energia all’interno di un solido; per i fuidi, | invece, cid accade solo in particolari condizioni giacché essi sono usualmente in moto. Pertanto le particelle fluide, come conseguenza del loro moto, determinano un trasporto di energia interna che 8 detto convezione. Lo scambio termico in un fluido awiene quindi general- | mente con azione combinata di convezione e conduzion. II moto del fluido pud essere determinato da cause esterne quali un ventilatore od una pompa, si parla in tal caso di convezione forzata; ma, anchi in assenza di agenti esterni, si generano ustialmente nel fluido moti | convettivi dovuti a differenze di densita causate da differenze di temperatura e si parla quindi di convezione naturale 0 libera. Per semplicita nel seguito, © coerentemente a molti testi elementari, si parleri semplicemente di trasmissione del calore per convezione, na- (3) Nel seguito si parte dt iragsiamento termico pet evidemiare che ln causa del'emis’ slone & Ia sla temperatura del carpe, | 9.084 oe vr st erp — se cp stint altri della_meceanica ondulatoria, purtuttavia Invodutlone 17 turale 0 forzata, unendo in tale dizione tutti i meccanismi che cai- sano trasporto d'energia termica in un fluido. 1.2. Enunciat lelle leggi particolari, E* opportuno fornire ¢ discutere, sia pur molto sinteticamente, li enunciati delle leggi particolari relative ai tre meccanismi di tra sporto; cid soprattutto perché la suddivisione degli argomenti & neces sariamente talvolla intrecciata, richiedendo una minima conoscenza preliminare delle tre relazioni costitutive ¢ di alcune loro strette de- 1.2.1. Legge della conduzione di Fourter. * Osservazioni_sperimentali_condotte_in_regime stazionario, su lastra piana_digeometria tale da_garantiré un flusso edna ei monodimensionale, su differenti soli ferenze di tem- peratura ain in cui:. dé Tarca della_sezione_attraversata dal flusso_termico misu- rata_normalmente alla direzione della sua propagazioneI.lo spessoxe ) 18 Ceplialo primo della lstra,_& uni costante dimensionale detta conducibilita termica Gel_materiale costituentelalastra e_@ la potenza terimica trasmessa Per conduzione, 1a. costs eauaanta cla ed Fo Tegge di Fourier _pér'mezz] omogenei ed isotropi®). Si vuole ora porre la relazione (1.17) in una forma pitt generale | meno restritiva. Si consider tun solide isotropo..nel cui interno esi sta una distribuzione di temperatura. 9 F immaginitnche, alLinterne de mperatura: tale superficie & detine_due superfici che, in un ger temperatura ETE Si vuole evidenziare jstante, esista una_ superficie ad ugua- superficie. (oterma. So istante, siano Ie isoterme a tempo. pér_ area_unitaria~ dis supe ‘Goterma Poiché il solids & ‘sotropo, il Musso terinico’ in“P avi direzione normale all'isoterma P T r+ar ‘Figura 16 Isso termico conduttive come prandeara ettoriale per esso passante: esso avra inoltre direzione orientata-versa.le.isoterme efiore, mentre i suo_modulo sari, proporzionale. al gradiente della ternperatiira_nelfa direzione din, In termini sca (1.18) () Un memo si dice omogenco nei guar della conducts termica se questa & Mention | ogn! suo punto; x ts ieotropo net riguard dala stesa grandezza se suo vale in un unto ® indipendente dalla gonerien direatone uscene da quel punto Inodurions 19 in cui il pedice n caratterizza la componente del vettore 4 ed iLsegna. meno indica _che_il_flusso_& positive se_orientaio nel senso del gra-_ vo. di_ temperatura, La (J.18)_in_forma_vettoriale_si— qs—kvT (19) La (1.19). ¢Ja-legge della-conduzione di Fourier per un solide iso- tropo, ma_non necessariamente omogenco. 1.2.2. Legge dell'irraggiamento di Planck. Secondo il: modello della meccanica_ondulatoria, un, corpo emette, yer iragglamente,tezmiao,-nde-elettomagnetiche in-un-camapa. dt junghezza_d'onda (4) compreso_approssimativamente_tra_1Q-" + 10? ick formu iLlegame {unzionale trad lus texmico ome so ¢ le due_variabili_indi iatore ideale detis corpo nero): — (1.20) (6) Sino i, |, vetort dealt abs x,y, £ sha he: ah sy eae 4 Pojehé daa (1.18) sha che: £071), orn, £0700 eqn ey (1201.19) Bappticabie anche ad un Mido, 5 amen aun () 73 temperstura asoluta (KY (©) Pex una pid approtondita discussione si rimanda al captolo iraggiamento texmico. 20 Cepteto primo in cui C,_e Cy sono costanti dimensionali ed E,, (7' indica il lusso termico_emessonell'unitd_di tempo in un_intetvallo infinitesimo di Junghezza_d’onda_. a su_tutt { Ey, (1)dd=oT* La (1.21) & deta legge di_Stefan-Boltzmana. Poiché & interessante conoscere “Ia lunghezza d’onda Ayo alla, quale _il, flusso ,termico di dal radiatore ideale, ,, (7) 8 massimo,_per un'as-, segnata temperatura, differenziando ia (120) ed uguagliando a zero siottiene lequazione: ¢ che risolta daz . hu de hence , $ Amar T= Cy 4.22) wiahow ftom mex i La (1.22) & nota come legge dello spostamento di Wien ed indica che al crescere della temperatura il massimo flusso termico radiativo esi sposta verso lunghezze d'onda decrescenti secondo una legge di inversa_proporzionalita Siconsideri una superficie A,, a temperatura 7, delimitante un solido, Questa superficie pud essere sempre considerata completamente ‘» circondata da altre superfici, reali o_fittizie, il cui insieme costituiscs una “cavita®). “L’interazione, dovuta alVirraggiamento termico, tra la Ay €Te Festanti. superfici della cavitd, determina un flasso terinico, in generale non nullo, valutabile con metodi la cui esposizioné é ri mandatt alla trattazione dellirraggiamento termico. Si supponea quindi di aver risolto quantitativamente il problema termico radiat vo della cavita ¢ di aver cosi determinato @,, flusso termico raggiante relative ad 4; & conveniente porte tale flusso nella forma a =A T, - 7) (1.23) G0) Que mt sepsito si supgone iu eave wots 6 content un Mud che non patecii allo seambio radiativo, mh partecipi Inivodutione 24, La_(1.23)_definisce una_grandézza_detta_conduttanza_unitaria per Virraggiamento; i suo valore dipende dalla temperatura di rife- rimento 7° la cui scelta @ arbitraria, ma suggerita da un criterio che verri chisrito nel seguito. 1.2.3, Legge della convezione di Newton, Siconsideri_il_flusso di un fluido, a temperatura Ty, su di una superficie solida di area Ae témperatira Ty; la differenza di tein- peratura.tra.Ja-superficie ed il Auido causa un flisso termico gy che, per_quanto visto nel paraerafo_I,1, ¥ classificabile come convettivo che é valutabile secondo la relazione: — Nella (1.24), detta legge della convezione di iono il coefficiente_dimensionale_h,detto conduttanza _unitaria per convezione, ¢_la_temperatura 7, temperatura del fluido, che te —~ chiedonealcune neecisazioni, Ml coeffe sid lungo tempo una proprieti del fluido cosi come &, conducibilita termica, Purtuttavia solo di recente si & compreso quali intricati le- gami funzionali vi siano tra i, € le numerose variabili che lo influen- zano; queste ultime, inoltre, non sono solo proprieta del fluido ma anche, ad esempio, grandezze quali la velocita relative del fuido © pirametri caratterizzanti la particolare geometria del sistema, Si clude quindi che _h, non @ una proprieti_del_mezzo, cosi come k, bensi la costente di proportional ua iLTlusso convettive la di ferenda dr temperatura solide ude, Rigiardo a valutazione di 7) si comprende che va_ese; es fecisare, a causa dei forti gradienti termici_esistentinelle zone Muide. Una discussione pitt accurata st tale argomento & riportata nel capifolo della comre- 1.2.4. Convezione ed irraggiamento agenti in parallelo, Una superficie, di_area A, ¢ temperatura 7;, delimitante un_ solido ed investita da una corrente di fluido a differente temperatura Tp, scambia, in generale,. enefgia~termicaseo¥ido due. meccanismi indipendenti agenti contemporaneamente:_ per. irraggiamento..con le. restanti superfici costituenti la cavitd e per convezione con if fuido: entrambi_ i flussisiano_in_uscitas_se- 4 =I 1, -7') + he 1 - TP) 2.25) Poich® Ia _scelta di, 7 & arbitraria, @ in_ tal, caso conveniente ne Gti —m-tm-% 1.26) La costante di_proporzionalita, # che compare nella (1.26) & deta coviduttanza-unitaria_superficiale_ed_il. suo. iso-PUCCONSEie una trattazione analitica dei due meccanismi agenti in parallelo pit comoda, 5 1.2.8. Valori indicativi della conducibilité termica e della conduttan- 2a convettiva unitaria, La conducibilita termica & & una proprieta del materiale ed & macroscopicamente definita dalla (1.18): i Tin Nelle unita del Sistema Internazionale (SI) la conducibilita ter- mica.8 quindi misurata in: mentre, nelle uniti del Sistema Tecnico (ST) usato in Italia, & mi- surata eal vi hmK Invodurione 23 Nella Tabella 1.1. sono riportati i valori indicativi della conduct Dilita termica per un generico materiale relativamente alle fasi gassosa, liquida e solida. _ La conduttanza convettiva unitaria i, non & una proprieta, ‘ma soltanto un coefficiente dimensionale che rappresenta il rapporto tra il Musso termico convettivo e la differenza di temperatura tra superficie solida e fluido; secondo la (1.24) & 4a i= Nelle unita SI la conduttanza convettiva unitaria é misurata in: mentre, nelle unita ST, @ misurata in: eal Ue a K Nella Tabella 1.2 sono riportati, a titolo orientativo, gli ordini di grandezza per h, in diverse condizioni. Tabella 1.1, Ordini di grandezza della conducibilita termica alla temperatura 4) 273K Materiale Wim KO) Gas alla pressione di 1 atm. [107 + 10% + | Liquiai lo? +10 | | Solidi non-metallic: 1 +10 Solidi metallici 10 + 107 24 Captoto primo Tabella 1.2. Ordinidi grandezza della conduttanza convettiva nitaria. Condizione Wim? KO ‘Aeriformi 1-10 1 | Convezione naturale Liquidi non metallici 1-10 Keriformi 1-10 Liquidi_viscosi 3-107 Convezione forzata Liquidi non metallict 3-10 Metalli fiquidi 1-10 Liquidi bollenti 1-10 Cambiamento di fase [Vapori_condensanti 1 10 Biol st. ‘user Soto” (11) Si stenato at non tportare | valor nelle units det sistema teenco poiehé sat i ordi a granderza } misurabile_per correlato | Pertanto, una volta calcolato Capitolo secondo ‘Conduizione 2.1, Generaita, A 1.1. Introduzione, In questa trattazione della trasmissione del calore per conduzione si affronteranno la formulazione ¢ a soluzione di problemi termo- dinamicamente indeterminati per geometrie e per condizioni ai limiti molto semplici. Il metodo di formulszione con cui si affrontano i problemi 8 comunque estendibile ai casi pitt complicati, la cui solu- ione pud essere ottenuta utilizzando, ove necessurio, le moderne teeniche numeriche uss0_termico_condut tivo _non_ @ una_grandezza_direttamente ja_temperatura, grandezza_misurabile. Acampo salue T (P.O), s pub deter i vedrd, il gradiente feo sondutvo. Lo_scopo | calore per conduzione 2 di temperatura aiPinterno dium minare il alate regione solida o liquida in quiete, Sid paragrato richiameremo alcune definizioni utili allo studio del campo di temperatura, presenteremo la legge costitutiva che correla il gradiente di temperatura al flusso termico, deriveremo Pequazione differenziale che governa il fenomeno conduttivo ed ‘analizzeremo le condizioni al contorno ed iniziali che caratterizzano i pit comuni problemi. 2.1.2. Mf gradiente di un campo scatare, Consideriamo un campo scalare ¥ (x, y, 2) ed un generico punto P identificato dal vettore spostamento r= xi + ¥j + 2k (i,j, K sono i versori della terna cartesiana di riferimento x, y, z), il valore di ¥ in P& y (t) mentre in un punto infinitamente prossimo @ il suo valore sari cambiato in y (r + dr). La variazione infinitesima diy ud essere approssimata mediante lo sviluppo in serie di Mac Laurin, considerando le sole derivate del primo ordine: 26 Gaptofo secondo aya vir tan — yy Bbdr + bay + Bb ar uy x y 2 L’esame della (2.1) suggerisce che dy pud essere visto come ill prodotto scalare di due vettori che abbiano come componenti car tesiane rispettivamente: paves 2.2) ax dy’ dz dx, dy, dz 23) Il primo vettore & detto gradiente di y ed @ indicato come grad y owvero Vy: madyavys2hir bj pov (24) ax By az il secondo & ovviamente dr. Pertanto la variazione spaziale infinite sima diy pud essere scritta come: ay=vyrdr Qs) Si noti che, anche se per comodita ci si & riferiti alle coordinate cartesian, Ia definizione di gradiente ne & indipendente. L’operatore differenziale “del” o “nabla”, V, ha espressioni differenti nei differen ti sistemi di coordinate, ad esempio: VY = /axi + a/dyj + 3/9zk ; rettangolari 2.6) V = a/ari, + (I/r) 2/86 iy + 0/02 i, ; cilindriche Qn V = a/ar i, + (Ir) 0/001, + (Ir sind) 9/9 Gi, ; sferiche (2.8) in cui g © @ sono rispettivamente gli angoli azimutale e zenitale. srebtinienertneertnen et i Condwzione 27 E* spesso conveniente rappresentare graficamente un campo scalare ¥ (x, y, 2) connettendo tutti i punti che hanno Io stesso va- lore diy. Le superfici che si ottengono sono dette superfici di livello e le loro tracce su di un piano curve di livello. Considerando due pun- ti infinitamente prossimi posti su di una superficie di livello si ha che dy = 0 © quindi dalla (2.5) che Vy & normale alla superficie di livello: il vetore gradiente giace lungo la direzione della massima varia zone spaziale diy, Sempre dalla (2.5) si ha: 29) in cui n @ un vettore di modulo unitario e direzione arbitraria; la (2.9) pud essere letta dicendo che la derivata direzionale di y é pari al prodotto scalare tra il suo gradiente ed un vettore unitario che iden- tifica la direzione, Poiché la massima variazione spaziale di y si ha lungo la normale alla superficie di livello, denotando con m questa direzione, dalla (2.9) segue: db = ob =Vy +n Wyleos0= Wy! @.10) dn 8r | max owero che il modulo del vettore gradiente é pari al valore della deri- vata direzionale massima, Riassumendo, il vettore gradiente é diretto verso la massima variazione spaziale di y ed il suo modulo @ pari al valore della derivata direzionale massima: vyen @an Con tiferimento ad un campo di temperatura, le superfici © le curve di livello si dicono rispettivamente superfici e curve isoterme. Il vettore ¥ 7 & normale alle superfici isoterme ed & orientato nel verso delle temperature crescenti. 21.3. Ld divergenza di un campo vettoriale Si definisce flusso di un vettore B attraverso una superficie elementare di normale uscente n Jo scalare B « nd = B + dA. Con- siderando una superficie chiusa $ che contiene un volume V e rite- 28 Copieto secondo nendo positiva la normale n al generico elementino dA di S se uscente dalla regione di spazio racchiusa, il flusso totale uscente ¢ & dato da: [pra s Si pensi di suddividere il volume ¥ in volumi elementari AV & i valutare il Musso netto uscente; si definisce come divergenza del campo vettoriale B, div B, il limite, per AV tendente a zero, del rapporto tra g ¢ AV: (2.13) La divergenza di un vettore in un punto descrive quindi il com- portamento del campo vettoriale nellintorno del punto indicandone il maggiore 0 minore addensarsi delle linee di flusso, ovvero delle curve tangenti in ogni punto alla direvinne del vettore in quel punto. I suo valore non dipende dalla particolare scelta del sistema di coordinate, mentre la sua espressione matematica @ differente nei diversi sistemi di coordinate. Si riportano di seguito le espressioni relative alle coordinate rettangolari,cilindriche e sferiche: div B= a8,/0x + 8B,/8y + 98,/02 (2.14) div B= (I/r) 0/8r (rB,) + (1/r) 2B4/39 + 28, /0z 2.15) div B= (1/7) 9/87 (PB) + (Ir sin8) 2/88 (sin OB, ) + (2.16) + (llr sind ) 2B, /3¢ Dalla definizione dell’operatore differenziale nabla, V, ( dalla (2.14) segue che: div B=V-B a7 ql i 4 q Condisione 29 per cui in notazione simbolica Voperatore divergenza & spesso indi- cate come: div (2.18) Se si pensa di suddividere con un taglio il volume V in due parti V; € V tali che Vy + Vz = Ve si indicano con $, © $y i flussi netti uscenti da V, e Vz si ha owiamonte che 9 = $, + $25 infatti il gontributo al flusso relativo alla superficie del taglio se & positivo per $, sarh negativo per gp, per cui la loro somma si elide nel cal- colo del flusso @ relativo al volume totale V. Si pud dire che i flusso ide della proprieta additiva nel senso che il flusso netto uscente da tuna regione eguaglia Ia somma dei flussi netti uscenti relativi a tutti i volumi elementari che la compongono, Poiché, secondo la (2.13) iI flusso netto uscente di B dal volume infinitesimo dV pud essere seritto come div B dV ne segue "importante teorema della diver- senza o di Gauss: [o-aa [ow wav (2.19) in cui P'integrale di volume @ fatto stu tutta la regione racchiusa dalla superficie che compare nelVintegrale superficiale. Il teorema della divergenza mete bene in luce lo stretto legame esistente in un campo vettoriale tra le linee di flusso che interessano una superficie chiusa © quelle che sono eventualmente “create” allinterno della superficie stessa; in un campo vettoriale a divergenza nulla, ad esem- pio, le linee di flusso in ingresso uguagliano quelle in uscita. Ares eee eee Un operatore differenciale particolarmente importante nella de- serizione del comportamento di un campo scalare ¢ la divergenza del gradiente della funzione scalare y (1); all'operatore, detto operatore di Laplace, & dato il simbolo 9? (del o nabla quadrato) per cui si ha: div grad W=97Y (2.20) In coordinate rettangolari si ha: Capito secondo a #y 4 te ty ay?” az? Dalle (2.7), (2.8), (2.15) € (2.16) si ottengono Ie espressioni del Laplaciano nelle coordinate cilindriche e sferiche: ViVynvty= oF 21) Py = (Ir) B/Br (ray/ar) + (1)r2)d? Wag? + a*ylaz? (2.22) Pry = (1?) afar (7? AY/dF) + (UIP? sind ) 9/90 (sin OD y/90) + + (Ur? sin? 0) 0? Y/ag? (2.23) Poich® nei il solo primo termine del operatore di Laplace, jit _frequenti_problemi_monodimensionali_interessa Lophaciauo 0 rettangolari wet a @ ) n= J cilindriche 74) x" Ox ax 2 sferiche Si pud dimostrare che il Laplaciano di una funzione scalare ¥ (#) & nullo, 9? = 0, in una regione se in questa la funzione scalare non presenta né massimi né minimi; similmente se y (r) presenta un massimo y?y <0 e se ¥ (1) presenta un minimo & v*y > 0. ‘Ad esempio un campo di temperature T(r) stazionario ed in assenza di sorgenti concentrate 0 distribuite d'energia & descritto dall’equa- zione di Laplace y?T = 0; cid implica che la funzione scalare T (r) in quella regione non pud presentare né massimi né minimi; ma as sumeri una configurazione tale da mediare per quanto & possibile Ja differenza imposta dalle condizioni al contorno. Qualora in una regione si riscontra che 977 <0 significa che & presente una funzione sealare 2iale, “sorgente d’energia” con una sua propria distribuzione spa Relazione costitutiva fondamentale per la conduzione. Laselazione costitutiva fondamentale che correla ith mico.al gradiente della temperatura, besala sil osservazioni sperimentali, & detta legge di Fourier;, per un mezzo isotropo si scrive nella Tori eee ee ee) Condusione 34 -kVT a dove il_gradiente_della_temperatusa & un_vettore.normale alla super ie ja -vellore Tsso termico 4_(P, 0) ¢ Venera termica isce nel unit, dt Fempo. per area ec acek init dcCaipetiie ROTC ye_decrescenti_ ek ¢ Ja_conducibilita sura_in | aL. in_keal/ duce _che-@ parla _di_gradiente ter imico (causa) i Musso termico (effetto) & tanto maggiore quanto sVullime € una propdeta ine_allo_scambio (2.28) struttura’ e dalla fuse, Lordine di grandezza di & varia in un inter- vallo molto “‘ampio: nelle tabelle B sono riportati i valori per alcuni material Dalle _(2.6) ¢ (2.7). ad_esempio,_si ottengono le_componenti del vettore fluss0_fermico_rispettivamente nelle coordinate rettano- lati’ ‘cilindriche: (2.26) (2.27) 2.1.6. Equazione differenciale della trasmissione del calore per conduzione. Lrequazione_differenziale_della_trasmissione del_calore per con- duzione fornisce_una relazione fra temperatura, tempo ¢ coordinate relative TaTntorno di”un_ sistema solido 0 ui controllo S.C. di ares A delimitani —di_volume_V_ interna al item salido, Fig, 2-1; Fispetto_ad_una_terna_iner- sills, Sia_n_(P) un vettoce unitadio-adrimale-4 S.C nal punto arbifrario Forientato_verso V'esterno di MC IL primo .principio_ della termodinamica,_relativamente.alfinter- vallo infinitesimo di tempo @ * 8 -+ d@ ed adottando la convenzione. di ritenere positiva 'energia fermica in ingresso, si scriv ae v liquide in (2.28) a "dvs Vv so hc 32 Gaptolo secondo 0 @ Ja_potenza term: un_flusso_di_energia,_pe ti tempo e i a correate elettrica, a reazioni chimiche_onucleari 9 ad altri Ténom dissipativi_interni, che. 8 poco .corretiamente. ma comuneme dove $.¢. Figura 1.1- Equaalone aifereiate della uasmisione de clore per condutione: definizione dela masia di contolo, nominato generazione d’energia interna; ¢, ep, sono rispettivamente interna specifica e la Uensltd del yenerico VorUiie eleinentare Considerando la convenzione sul segno di Q, si hi: farnaa (2.29) 4 Dalle (2.28) © (2.29) segue: fanaa + | [ee 2) — wav 0 (2.30) avendo invertito derivazione ed integrazione nella (2.28). Ritenendo che il calore specifico ¢ la densita det materiale non siano funzioni del tempo, la (2.30) sf pd serivere facnae + [[oe 2% h Poe 231) Condutione "33 ed applicando il teorema della divergenza (2.19) si [ [ra ree Sar] ar 0 (2.32) v ae ao Poiché l'integrale che compare nella (2.32) de per una qualsiasi scelta di V, si ha: (2.33) della_trasmissione_ de!_ea- lore per-conduzione. Volendo correlare il campo vettoriale de! flusso termico ¢ quello sealare dells temperatura, qualora il mezzo sia_f0- la ituendo. la. (2.25) (2.34) Si sintetizzano qui di seguito le ipotesi fatte e te leggi utilizzate per iungere alla (2.34): a) sistema solide 0 liquido in quiete, isotropo nei riguardi della conducibilita; >) p (P), ¢(P) indipendenti dal tempo; ©) principio di conservazione dell’energia (legge generale); 4) legge di Pourier (legge particolare); ©) equazione di stato per mezzi ritenuti a comportamento incom- primibile (legge particolare). Per un sistema omogeneo nei confronti della condueibilita ter- mica, k (P) = cost, la (2.34) diventa (2.21): arr +a o owero, indicando_con.a. i) iti) {cpitoto secondo (2.36) La (2.36) si particolarizza nelle classiche equazioni: Equazione di Laplace TUTTO wbiten DENTE Dae TEMPO nr o; wv (ry=o , 22e0 a8. PAR ALONE TentoKn ir ErOG'e °> (2.37) 1 prety ; ar k @ 7h AT (2.38) 30LO SAKA, At RAVERSDLA FRONTIZAA 0 v4 239) Equazione di Fourier pret ar a. 08. La scelta del sistema di coordinate cui riferirsi, nella fase di soluzione del problema, & dettata da criteri che tendono a rendere pitt agevole Vintegrazione. In particolare si sceglie, quando possibile, un sistema di coordinate ortogonali tale che le superfici coordinate coincidano con le superfici che d jtano Ia regione d'interesse. 1 sistemi di coordinate pit usati sono: 4) coordinate rettangolari, P = P(x, », 2): b) coordinate cilindriche, P = P(r, 9, 2); ©) coordinate sferiche, P = P (7,6, 9). Poiché in questo corso introduttivo si studieranno sotta introduttivo si studieranno soltanto pro- blemi monodimensionali, ovvero i casi in cui & ragionevole ritenere che la temperatura sia funzione di una sola coordinata, dalla (2.24) si ottengono le forme della (2,36) nei tre sistemi coordinati: 41) (2.42) a ree Par\ orl k a 0 La diffusivita termica a @ una proprieta del mezzo (m?/s, S. © Sil) che caratterizza la velocita di propagazione del flusso ter mico ‘conduttivo a causa di variazioni nel tempo della temperatura. Quanto pid elevato & il valore dia tanto pit breve & il tempo perché Feffetto di propagazione penetri in profondita nel materiale. Nelle tabelle B sono riportati i valori di @ per alcuni solidi metallici ¢ non metalic Lrequazione differenziale della trasmissione del calore per con- dizione (2.34) pud essere dedotta direttamente nella sua forma dif- ferenziale — senza utilizzare cio’ la trasformazione di Gauss — scri- versio un bilancio d'energia, relativamente ad un intervallo infinite- simo di tempo d@, per un volume di controllo infinitesimo dV interno al sistema in esame: {a + ndA adv (e, pd V) + lim “A_____ av (2.43) 36 Cia abo AV Poiché per definizione (2.13) é: qcnda jim 4 __=veg (2.44) arco ay stanti le ipotesi b) ed e), la (2.43) diventa: a =pe Davey (2.48) DixOs EL TTA ROPE 36 Gpitolo secondo owero per ta (2.25): Ve VT += pe OE 2.34) Sempre.con riferimento ad un volume di controll infinitesimo si pud pervenie allequazione differenziale della trasmissione del ca- lore per conduzione in maniera pili elementare, ovvero senza basarsi sulla precedente acquisizione del concetto. di diverpenza, riferendosi ad_un sistema di coordinate rettangolari, Fig. 2.2 RNBONC bua DAL ~ 1 SORE i va i A ! Fiyva ‘ -~ 1% J Z 4 Figwa22- Schema per liv deatione datfequarione iferenciale della condutions “in coordinate rettanglar, I vettore Musso. termico 4 & visto come somma delle sue com- Ponenti secondo gli assi d,. dy, d;. Il prodotto di g, per Parea Welk superficie dydz, che ha come normale 'asse x, @ puri alla poten termica entrante in dxdydz lungo x; analogamente 4,,, 4. dd rap- presenta la potenza termica uscente da dxdydz lungo x. Sommando i sei contributi relativi agli assi x, y, z la potenza termica neta en- trante & pari a: Ge ~Gevag) de +, - Gy pay) ded + Ge deg ge) dxdy = Condusione 37 a a4, =-(& Bde 4 8b 4 SE) axaya ax by az avendo correlato le @ con la serie di Taylor arrestata ai primi due termini. L'equazione di bilancio si scrive quindi a4, aq a4, -( ay 8% 4 ae ) ada + il" dsdyde = ax dy dz eae be Kode = > pepaxayar na sie ce DE Sp Caper de : : ve &y Utilizzando Ia legge di Fourier nella forma (2.26), ritenendo il sistema omogeneo nei confronti della conducibilita termica ed in base alle ipotesi b) ed e) si haz er ox’ owvero, ricordando la (2.21): if" Pj ay » ifferenziale alle derivate parziali differefiiate-~origimarta~che"Te— 2,35) deve. soddistare condizioni al contorno_e. quella iniia La condizione iniziale descrive la distribuzione della tempera- tura nel mezzo all'istante che 8 considerato di inizio per il fenom Le condizioni_al contor: ificano_la_temperatura’o it Musso termico sui,contini della ree same, Useremo la seguente terminologi 38 Captto secondo a) condizioni b) condizioni_al_contorno del secondo tipo, ©) condizioni al contorno del_terz0 tipo, rispettivamente nei casi in cui & assegnata la distribuzione della tem- peratura, la distribuzione del flusso, ovvero se sul confine & presente uuno scambio termico superficiale con un ambiente a temperatura nota, Questi tre tipi di condizioni a! contorno coprono le maggior parte dei casi di comune interesse, In termini pitt strettamente matematici si ha: Condizione iniziale. T=S(P), nella regione R, 0 = 0 (2.45) Se T(P, 0) @ la soluzione del problema analizzato, si ha: Jin TO.) = FO) 2.47) Condizione ai contorno del primo tipo. 11 caso pitt generale & che sia: r=se, 8, sot confine 5, 9 >0 (2.48) casi particolari sono T = f (P), ta distribuzione di temperatura & assegnata su. S.ma non varia nel tempo, T = f (8), la temperatura & assegnata su Se varia solo col tempo, T= cost, Ja temperatura su 52 costante lungo Mintera durata del fenomeno. In quest ultimo caso se il valore della—temfiperatura © T= e-le-rempernture sono misurate, in cc8éii0.rapetta. Ate aust equivale @ risolve ermini , la condizione al contorno diventa del tipo: sul confine S, 9 >0 (2.49) che prence il nome di condizione al contorno del primo tipo omogenes. Un-tipico. esempio di condizione.al conforno'del”primo tipo, si el_cas0 in cui il sistema é costituito da una lastfa ui spéssore L hi ) “ Condurione 39 Fig, 2.3, per il_ quale siano le altre_due direzioni, Temperatura_sul-conline_owero:, T(L,0)=T, 6 >0 (2.50) Questo tipo di condizione al contorno, pur essendo elementare da un punto di vista matematico, & molto difficile da verificarsi in Fgura 2.3- Condiione al contoxno del primo tipo pratica tranne nei casi in cui, per essere Ht -> 0», si pud ritenere la temperatura superficiale costante © pari a quella del Muido circo- stante (efi, condizione del terzo tipo). Condizione al contorno del secondo tipo. Si consideri, Fig. 2.4, il generico punto P sul confine $ in cui 4 8 il vettore Musso termico e sian il versore normale ad $ orientato po- sitivamente verso 'esterno. Si vuole. valutare. il_flusso.termici che attraversa la frontiera in P, si ha (2.9): kVTen eat 281) 40 Captoto-secondo Pertanto la forma pi generale per questa condizione al contorno FP, 6), sul confine 5, 6 >0 (2.52) Figura 2.4- Condizione al contomno del sconde tipo, Se il confine&termicamente isolato (adiabatico) la (2.52) si semplifica nella: sul confine S, 9 > 0 (2.53) che. 2 una_condizione al contorno del secondo tipo, omogenea. La (2,53) corrisponde anche al caso limite di h + 0 (cfr. condizione del terzo tipo), La (2.53) @ verificata nei casi im cui esistono condizioni 4 simmetria per il campo di temperatura, Condizione al contorno del terzo tipo, Quando tra il confine_e ambiente circostante vi_é_flusso di energia secondo. i- due enti in parallelo di-convezione ed iraggiamento_e sono noti.ivalofi-della:condultanza_unitaria super- ficiale Ae di T_ (si veda p. 1.2.4), la condizione al contorno ® delta Fy(TnT10,9)) x=Oedx cspresia come fig T= TO, 6) iT owvero: Ei_Continuita del flusso,_relativamente alle Per semplificare si consideri ancora. —k 80,0) ox Figura 2.5~ Condizione a contoro det tee0 tipo, L che costituiscona. il confine S del sistema_pud essere aT 0, 6) (2.54) =. ax. —- 8-7.) 2.55) (0,8) + hoT (0,8) = (2.56) ar ax. x20) +h, 70) 57) ar Dalle_(2-56)_¢_(2,57)_risulta_evider una_condizione al contorno. del terz0 tipo, costitujsee-uuna_selaaione.sul_confine della regione’ rf temnperatia_¢ la sua,stervats normale che, ,in-alcuni Sai, € iineare’o” pid essere considerata tale, con buona approssima- ne. Pid in’ generale si hat): k ar +h =F(P, 6), sul confine S, 9 > 0 (2.58) Dalla (2.56), ad_esempio, si.vede che,.se.ci sirferisce.alla tem- peratura T’ = Ti =T's,-la-condizione. al, contorno. diventa.di tips omogeneo: ear +hT'=0, sul confine 5, (2.59) Si sottolinea che se Io scumbio con 'ambiente circostante av- viene solo per convezione forzata, ft = hic, la condizione al contorno (2.58) & lineare. Si vedra infatti’ nei capitoli successivi che soto in questo caso la conduttanza unitaria praticamente non dipende dalla temperatura, mentre nei casi di sola convezione naturale o di con- vezione ed irraggiamento agenti in parallelo la conduttanza unitaria & funzione della temperatura. Riferendosi quindi ai casi di sola con- vezione forzata, le tre condizioni al contomo considerate sono lineari © se esse sono usate insieme allequazione differenziale (2.36) con a diffusivita termica indipendente dalla temperatura, il problema di scambio termico conduttivo & lineare sia per lequazione che per le condizioni al contorno ed ¢ quindi risolubile con tecniche ordinarie che possono basarsi sul principio di sovrapposizione, Sembra a questo punto opportuno indicare un criterio di prima approssimazione che consenta di stabilire se, non essendo lo scambio superficiale realizea- to per sola convezione forzata, & ancora lecito ritenere il problema lineare, (1) tt segno ells deviata normale 8 positvo se la normale uscente hs I ves0 postive dstratso oordinato, Condurione ~ a Si consideri, ad esempio, il caso di scambio per irraggiamento tra il confine e Tambiente a temperatura T,, Fig, 2.6. Nel capitolo Figura 2.6,+ Condizione a contorno del ter20 tipo ne cso di Masso radiative sull'rraggiamento si vedra che, con buona approssimazione, il flusso superficiale & direttamente proporzionale alla differenza della quarta potenza delle temperature assolute, per cui ¢: -«8L| ser} 74) (2.60) an |s vendo indicato con ¢ un parametro dimensionale. Se la differenza tra la temperatura superficiale 7’, ¢ quella dell’ambiente 7, é piccola per cui & lecito scrivere la (2.60) come T,) (2.61) si ricade nel caso di una condizione al contorno del terzo tipo li neare, Si riportano di seguito, come esemplificazione, aleuni problemi di conduzione con la relativa formulazione. 44 Coptalo secondo Problema J. Conduzione monodimensionale senza generazione in una lastra. 0 0 la superficie x = 0 isolata mentre la superficie x = L scambia per sola convezione con conduttanza convettiva uni- taria jig. con un Muido @ temperatura 7... Formulatione: 2 Tr SEGA) LITHO) | ocecr, 9>0 ox a 06 270%) =9 ; o>0 ax KATE sire) a>o T(O)= FQ) 5 O 0 la superficie x = 0 ¢ isolata, la y = 0 & tenuta alla temperatura T'e le x =ae scambiano per convezione ed irraggiamento con una conduttanza superficiale unitaria h essendc T.. la temperatura del fluido. * ° Condusione 45 Formulazione: Bry PT La ; gex0 ax? ay? aad aT ©,» ) ax 0 ; 00 eT nO) + 8T Ge ¥,0) = HT, ; O0 5 ATO) Air, b0)=RT, ; O0 ay TO, 0,6: } O0 T(x. O=F Oy) 5 OSaSa OS y 0 la superficie esterna scambia per conve- ione, con conduttanza convettiva unitaria fic, con un fluido a tem- peratura 7. Formulazione; questo problema differisce dagli altri in quanto la regione considerata ne comprende due costituite da differenti ma- teriali a ‘contatto, Ciascuna regione porta alla scrittura dell’equa- zione differenziale e delle condizioni ai limiti, Poiché il problema monodimensionale si avranno quattro condizioni al contorno ¢ due iniziali. Per Vinterfaccia tra le due regioni si scriverd la continuita del flusso e, poiché il contatto & ritenuto ideale, leguaglianza delle temperature: £46 Gapltolo secondo 1 2 (0) a BT fo) O0 r or ar d ae ‘ . so (Tees) IT), gear, o>0 rar ar 26 T, (0.9) = valore finito, o anche 2 7, @8)=T,@8) ; 0>0 hy 2T@ 9 ~, BM , gr0 ar ar . ky 2 OO) 4 ir, 0) o>0 or TOn=hn ; O0 (2.63) 48. Gopitoto secondo ~RiD @o)=h TU O-T.), a>0 (2.64) x ed alla condizione ini T 0) (2.65) qT le variabili indipendenti_e_quelle dipen a delle costanti arbitrarie x9, 00, € ATo rai trasmissione del-calore la forza spingente @ Ia differenza di femperatura che quindi 8 messi. in evidenza, Operando il cambiamento di varibili (2:66) ar aT ax ar oT ax Ox* Ox xy Ox er. a f(t a7) ax _ tl eT a — 2.68 ie any oe) oe pao ono (2.69) a 2.10) ax*? AT, ax*? ce a are 2 aT 7) a0" AT, quindi la (2.62) diventa: noire yam are Ato Te, HN a Ato oF 2.7) ax? kad, 90% xo che si adimensionalizza moltiplicando ciascun termine per x3/AT9: are ax ax | ATs (2.73) Poiché le costanti x9, 09 © ATs sono arbitrarie, bisogna vedere se si pud scegliere per esse qualche grandezza fisica rilevante che compare nella formulazione del problema, Una lunghezza di riferi- mento importante 2 senz’altro lo spessore della lastra L pet” cit sliamo: —— orem (2.74) nella formula- are, wl? _ are ax i kATy 3 OF aT* (0, 6) at =0 (2.77) 50 Gpitolo zecondo ~ STAG, OY) = AL pe 0, ge) (2.78) ax* & Si.noti, che nella seconda condizione al contorno ¢ compreso un raggruppamento adimensionale “che prende il nome “di-munmero- di aL Bia hh 2.19 ae (2.79) Resta da agimensionalizzare I condizione iniziale (2.65); con le posizioni fatte essa diventa T* = (Tj — Ta AT, La scelta del?ultima costante arbitraria.AT,_& dettata sia da considerazioni fisiche che matematiche. Infatti_scegligndo: ——~ 47 =) - To (2.80) la (2.65) diventa semplicement Tee, 0) at) ed inoltre la AT, cosi scelta ha il significato di temperatura nell'istante iniziale misurata in eccesso rispetto a T.. La formulazione adimensio- nalizzata del problema & quindi data dalla: are wn are ‘ (2.82) ax k(T— 7.) 00" € dalle condizioni.aj_timiti (2.77), (2.78) ¢ (2.81). Si noti ta ridu- ione del numero di paramétii ciie influentano il'problema: in forma dimensionale &: Condusione. 51 laddcve in forma adimensionale &: Tt = T* (x4, 0%, Bi, Po) J parametri adimensionali che sono stati definiti sono quindi: Bi= a numero di Biot (2.79) (2.83) ot Fo , numero di Fourier (2.84) ® seritta nella fori HA _ Conduttanza superficiale _ Resistenza conduttiva KAJL — Conduttanza conduttiva. — Resistenza superficiale see crane a mt sane 88), Un valore piccolo di Bi & interpretabile come una resistenza ter- mica interna piccola rispetto a quella esterna. Se Bi € molto piccolo, rispetio ad un valore di riferimento, si pud considerare trascurabile la resstenza interna; cid comporta che T= T (8). Il significato fisi- co del numero di Fourier si ha dalla (2,84) scritta nella forma: ko = (a/b) Lt pepe? pep L?/8 Fo Gapitolo recondo Potenza conduttiva attraverso L nel volume L?_ (2.86) Potenza accumulata nel volume L? Pertanto il numero di Fourier di una misura della potenza ter mica trasmessa rispetto a quella immagazzinata in un elemento di volume. Quanto maggiore & Fo tanto maggiore é la penetrazione del flusso termico in un assegnato intervallo di tempo. 2.2, Regime stazionario monodimensionale. nile. Un campo Gi tenperatua w'vegine savonadl fle oho am ~~ : i" 20 a T=f(P) « _— Hl campo definito dalla (2.87) & tridimensionale; nel caso di monodimensionalita e di regime stazionario, indicando con x. y, 7 le generiche coordinate spazialy, si ha: = r itso 2.87 FY (2.87) @ ; feo , Meo ; =o ose Liintegrazione dell'equazione di Laplace (2.37) o dellfequazione di Poisson (2.38), rispettivamente nei casi in cui & assente o presente la generazione i” (P), consente, unitamente alle particolari condi- zioni al contorno, di determinare il campo di temperatura. La leg- ge di Fourier (2.25) fornisce quindi la potenza termica trasmessa, La conoscenza di quest’ultima, nel caso’ di assenza di generazione, consente di definire la resistenza termica, in analogia alla resistenza elettrica ed alla legge di Ohm, Si prenderanno! in esame -geometrie semplicit la lastra piana, il cilindro pieno e eavo, la sfera piens & cava, La scelta del sistema di coordinate ¢ legata alla particolare sim- metria geometrica ed € tale che le superfici delimitanti la regione @'interesse coincidano con superfici coordinate Cirea il numero di condizioni al contorno necessarie alla solu- ione del problema si ricorda che il toro numero, nella direzione di” ciascuna variabile indipendente, & eguale al relativo ordine massimo di derivazione nellequazione differenziale che governa il fenomeno. Pertanto la soluzione della (2.37) 0 (2.38) richiede nel caso tridimen- Conduttone 33 sionale sei condizioni al contorno, mentre per i casi che saranno trat- tati, di tipo monodimensionale, sono necessarie due condizioni al contorno, 2.2.1. Simmetria plana senza generazione, Si.esamina_il caso di_una_lastra_piana di spessore L tale che gli effetti di bordo_siano_trasqusabili_e tale che Te due Tactes terme rispettivamente.alle temperature T,_e Tz — sia, per_fis > T, ~. Lassenva devli ffetti di bande eI jzano_si_che_Iv.jsoterme. siana.niani parallglialle face estre- me della Justia e che_quindiil-vettore. sis orjentato.in_ogni sezione norialmente a quest'ultime, Le coordinate, pit opportune sono quelle Tr w ° t ‘Fgura 2.8 Lastra pian in regime starionatio monodiensons rettangolari con T'asse_x orientato normalmente alla lastra, Fig, 2.8 Dalla (2:40) si Ha “a-o ae 2.89) dx? on Ie condizioni at contorno del primo tipo (2.50): TL) =, (2.90) Dalla (2.89) si ottiene: T(x) = Cyxt Cy (2.91) ) 54 apitolo secondo e dalle (2.90) 6 C(t, ~ TL (2.92) Hcampo_di temperatura descritto dalla relazione_lineare — 91) e (2.9 2.93) La (2.93) pud essere posta in forma adimensionale come: T*=1-x* (2.93b) vendo posto: TQ) Tr Tt ee : (2.93¢) ocre<1 ; o| at te, ee | ° o | eT, ky Ae ky Lie fm J | 4 tb '@O ky re? @® -——> a a ke zo) ks T Figura 2.10- Strtture compost da element pian in seri in praleto, Si vaole ora determinare, per condizione al contorno_det‘primo tipo, 'andamento qualitativo della T (x) qualora il solido pur isotropo non sia omogeneo nei riguardi.della, conducibilita: saranno, esaminati due’ omnportamenti:_k (7) crescente_¢ decrescente: Con riferimento alle Condizioni di Fig. 2.8 si ha: Condusione $7 dk (x) a) (7) crescente = & (x) decrescente = <0 ° (2.102) b) (1) decrescente (2.103) Dalla (2.34) segue: dk (x) dT (x) aT (x) +k) STO) 9 2.104; dx dx ® dx? e che, in base alle (2.102) € (2.103), porta a: a £2 <0 5 T(x) hala convessita verso T+ (2.105) dx? %) SE > 0 5 re) ha ta concaviti verso T+ (2.106) r 1, t Figura 2.11 Andamenti quaitativi del campo dt temperatura per lstra piu con conduits varabile In Fig. 2.11 sono riportati gli andamenti qualitativi relativi ai casi a) € b) nonché quello c) relativo al caso di solido omogeneo. 58° Cepitolo secondo Gli andamentipossono essere previsti ragionando in questo modo: se k (7) @ crescente, k (x) sari decrescente nella direzione del fuss f pertanto, perché @ (x) sia costante, dovra crescere la “caduta di temperatura per unita di lunghezza”, il contrario avverra per lopposto andamento di k (7). 4 piana e"aiicora immediate qualos ne lineare’ di” fel ntervallo (1, 7), infatt 3 ar. Beason 2.107 Gaon e107 avendo post (2.108) si pud in- tegrare dire Tieventiva trente il campo. dh temperatura; segue? : r (@ + onar (2.109) @.110) Liespressione tra,parentesi quadre nella (2.110) non ¢ altro che il valor medio aritmetico di-k.(7) in (Ty, Ta) che indicheremo con &, quindi: = ian enn differente si vuol Si esamini, Fig. 2.12, il caso di due elementi piani di conducibilita termica in serie, sia_per concretezza_ky > 4 Condisione 59 evidenziare_andamento della T (x). allinterfaccia. del flusso si ha: Per Ja continuité Figura 212+ Andamento dea temperate alfintero di una lastra composta ds elementt (2.412) (2.113) Passando ora al caso di Fig, 2.13 — lastra composta che separa due ambienti con fluidi a differenti temperature 7_,, 7, ~ si pud ritenere che lo scambio superficiale d’energia avwenga praticamente solo per convezione, (1.24), ~ quindi: in (ae) CG ae” (2.4) at «,() Tigg (Ts = Ta) PN dX Tey teyy * 60 Guptolo secondo La (2.114) giustifica Pandamento del diagramma di temperatura di Fig.. 2.13 alle interface solido-fluido in quanto la conducibilita Ly ba ‘Fiurs 2.13 Andamento dela temperatura ne sista 6 nee ambient conto termica dei fluidi, ed in particolare quella degli aeriformi, & d'ordine di grandezza inferiore a quella dei solidi Hl concetto di resistenza e conduttunza termiche pud essere esteso anche allo scambio tra superficie ¢ fluido 0, pi in generale, tra su- perficie ed ambiente circostante, In quest'ultimo caso (1.26) si ha: Q=hA(T-T.) (2.415) e quindi, in analogia alla (2.97), la conduttanza e Ia resistenza super- ficiali sono: K=hA R= Via (2.116) La (2.100) pud essere estesa al caso raffigurato in Fig, 2.13, sommando alla resistenza conduttiva della struttura composta le due resistenze convettive relative alle interfacce solido-fluido: _— BR, = Wi, A+ LylyA ++ LaltsA + Vie, 17) Condusione 61 In questi casi la (2,100) & usualmente seritta come: Q=UAAT (2.118) in cui 8 AT'=T_, ~ T,, ed il simbolo UA prende il nome di condut- tanza globale essendo: UA = 1/8,R; 2.119) Talvolta si pub fare anche riferimento alla conduttanza globale sunitaria: U= AER, (2.120) nel qual caso & indispensabile precisare rispetto a quale area si € vo- luto rendere unitaria la U, precisazione superflua nel solo caso di sim- metria piana. Ul calcolo della Q per mezzo della (2.118) @ molto agevole poiché in essa compaiono Ie temperature dei fluidi e non quelle superficiali (2.100) la cui misura & difficile a causa dellesie stenza di elevati gradienti, L’estensione della definizione di condut- tanza globale (2.117) ¢ (2.119) al caso di strutture composte in serie per simmetrie cilindriche e sferiche, comporta la sola modifica del- espressione della resistenza conduttiva che sara fornita nei prossimi sottoparagrati 2.2.2. Simmetria cilindrica senza generazione. Si_consideri_un cilindro_cavo™, Fig 214, tale che gli_ef «ii bordo.siano- trascurabili-e che sia pppoxtunamente riscaldato superficie. interna_e_raffreddato_su_quella_esterna, di_modo pe sland isoteHieaT (ry) agi eta Wr bonde e fe condi We Is isoterme-sitna ci cilindtLcoassiali_alle supertici cil eme, che yuindi il vettort lusso. i sia orientato in ogni sezione ‘normaimente_all'asse, ovvero_parallelo al_raggio. Lec (2) Si noti ere elindsa_cava dl tungheaes indents © ta lastea plana indefinite. mipedtivamente ne eat smelling 62 Gapltoio secondo 10. c290, quelle cilindriche, con lasse ‘opportune sono in. 4! | _AG | La Feewa 2.14 Simmetsallndsca in regime stationario monodimensionate, °° — Figura 2.15 - Definiion® det sistema d coordinate peri lindo cavo all'asse di simmetria longitu F componente non nullo del veitoré Musso’ qiiello parallelo al v le del cilindro (Fig. 2.15). Poiché lunico Condusione 1) si ha: tot )-0 : (2.121) (2.122) (2.123) La (2.123) dice che al crescere dir il gradiente di T decresce, Cid 2 deducibile anche considerando che & Q (r) = cost (a causa del. Fassenza di generazione ¢ della stazionarieti) e quind — karl AE dr cost. (2.124) dm =- kaw Qi)=- kA(r) © coincidente con le (2.123). Integrando la (2.123) si ha: Teer + cy (2.125) (2.126) (2.127) Dalle (2.126) © (2.127), sottraendo membro a membro ¢ sostt-* tuendo, si ha mbro ey = (Ty = Ta)lln (ry/ra) (2.128) o Copitolo secondo (2.129) (2.1308) . Fig. 2.16, Figure 2.16~ Compo si temperatura per snmetsaeindsica in regime starionaio ‘monodimensionale. Dalla (2,124) si. pud dedurre qualitativamente che, al crescere dir, poiché Parea della superficie” igoterma cresce,, decreseofio il flusso__ Condusione 65 termico ed it gradiente della temperatura. La (2:130a) pud essere posta in forma adimensionale come: Testor (2.1306) avendo poste: ree TOT (2.130¢) 1 -T; omc : o La (2.172) coincide con Ia (2.157) trovata nel caso di simmetria piana e quindi la soluzione di Fig. 2.21 @ valida anche in questo caso. W trasmesso, sola generica superficie ci- para: a aw" rd (2.175) Si_noti.che-anche.in, questo. funzione Hineare del qaggio, ma-non lo & la poiénza poiché anche Marea della. super- fe del raggio A (r).= 2mrl, pertanto € OW =nw"Ir (2.176) 2.2.6. Simmetria sferica con generazione, Valgono in questo caso le stesse considerazioni precedentemente esposte, si riporta quindi schematicamente la soluzione, Dalla (2.42) si hat Vid (a at), 2. +H ( a) +i y lp) we Hore 2. wort S 2.178) T= — WP I6K + cy (2.179) -k a (re) = (Te) ~ To) (2.180) ep = TG) + UA I6E sty J Condurione 77 Te) =T, FW" Bh (2.182) aT UAB + WY AIK (2.183) TET, +H" E BR +(er nica = (ire) (2.184) TO - TH) = fim 2s6n)c — Wr) (2.185) TO) ~ TU) = AT nae =H" AIGK 2.186) (LO) — Tr HAT max = 1 — lta? (2.187) (2.188) (2.189) 2.190) 2.2.7. Raggio critico di isolamento. \bbig_un_elemento_.«_simmetria_monodimensionale_cilindrica for, immerso in un_ambiente a temperatura T.., con condut- ‘applicando del materiale isolante coay ga, di Spesor€ Ty — ry, non si determina azione di potenza”ferfifeatrasmessa_ a” Tr teers dela superficie di ratio “Taggio ry) T...un aumento di Ty, Infattrla 2.191) 18 Capitola secondo Reotonte = (alt 2kL= Ry 2.192) rotente_ | (2.193) Regema = W282 Ute Fissati_r), K ed i,{* risulta che all'aumentare dirs, mentze R,_sumenta..R-—diminuibee, Wi valore di_r, che rende_minima resistenza_totale R, prende il nome di raggio critico d'isolainento. Per R, minimo sara maisiino O72 pari T, eeparta ai Qs aa Si vuole trovare i ri minimo 7, — Ty irvalore del raggio critico di isolamento. In un fa diagramma qualitativo siriportano Rj, Re, ed Ry in funzione di Fig. 2.22) re TT caso in exame Ry aumenta logaritmicamente con rafry men- tse R, diminuisce iperbolicamente. ass 2.22- Andumento qaltatvo de revit. i (ra) si trova UI valore di rz che rende minima la funzione R, (72) st eguagliandone a zero la derivata eseguita rispetto ad r,. Verificando poi che per ry = rag risulti (4) Poiehd to scambio termico con Yamblente &, nella maggior parts dl casi dovuto all onveions libea, Fe dipende ala da r, che da af; Ia sluzions presntata € quindl valida tole in prima spprostimations. Condutlone si ha aR, tof dry Qakl Ly per k nee = (2.194) CG Una volta determinato il valore del raggio critico d’isolamento la prima verifica da eseguire & che risulti ec (2.195) perché ove mai cid non fosse, adozione deltisolante implicherebbe in ogni caso una diminuzione di potenza termica a pariti di T, — 7. La condizione (2.195) si verifica, ad esempio, per conduttori elettrici © per tubi di piccolo diametro attraversati da Muidi refrigeranti.. Nel primo caso uso dell'solante, necessario per motivi d'isolamento elettrico, migliora inaspettatamente lo smaltimento della potenza ge- nerata per effetto Joule, per spessori tali che ry < rc. Nel secondo caso, al fine di diminuire le rientrate termiche dalPambiente verso il refrigerante, si potrebbe pensare di adoperare del coibente; cid, in- vece, porterebbe, per quanto visto, ad un aumento della potenza ter- mica in entrata: il tubo va pertanto lasciato nudo, volendo scartare la non economica adozione di spessori d'isolante tali che ry > re. aia: apitolo secondo Futile fare un esempio. Un__gonduttore_elettric spessore ra — 11; la resistvit te fa wna conducibitita & Te la conduttanza superficiale unit la mussima_corfente che pud circofare, nel a plastica fon_superi_le_temperatura Cr paved fuss soltanto ale, pu, ata i nodimensionale, ja interna generata clettricamente di_raggio._r,_ & isolato_con plastica di Glettrica dél conduttore & p (2m. termica k, la temperatura ambiente funita di lunghezza isolante conduttore, Tas eure 2.23- 1 problems det mgxio ero cisolamenta per un condetiore pereors da correnteelettrica, ignario, attraverso la za_conveitiva, dell'an- 0, Peja rf, & trasferita in reel tesistenza_conduttiva dell’isolante_¢ la_res dient ponendo ry = -£-, ossia rp pari al rausio critica, si ottiene Ome: Condusione 81 1 [2k WP) Tn ai a [ 1 +in ih.) Volendo evidenziare un altro aspetto dello stesso problema si pud esprimere la temperatura T all’interfacie conduttore-isolante, in funzione dello spessore dell'isolante, per una assegnata corrente elet- rica; si ha ue [ * (A ¥ a ponendo r, = si ottiene il minimo valore di T: Pp tek nS fin Ho 1) 22 hers Ie AE In entrambi i casi si @ ottimizzato uso del componente. Infatti, nel primo caso & attraversato dalla massima corrente compatibil- mente ai limiti d'impiego dell'isolante; nel secondo caso, a parita i corrente, Tisolante lavora a temperatura pid) bassa. 2.3, Regime non stazionario monodimensionale. Sart esaminato, a i 7 =T (3, 0) con.x genetica cootdinala spaziale, con dferiment alle lic feometne pia prevedentemente tsarminate melo seme Tel regime stazionario monod\iiension: a a) lastra infinita di semispessore L: b) cilindro infinitamente lungo di raggio estemo r,5 ©) sfera di raggio esterno ry. SS Si_riterra_che™ tall sist ambiente essendo. note._la._conduttan: interagiscano_termicamente_con un perficiale unitaria ft © Ta | 82 Capitolo secondo temperatura dell'ambiente 7,5 poiché _tali_grandezze_sono_costanti, il fluss_termi nonodimensionale con, tiferimento, nelVordine,alte cilindriche ¢ sferiche. Nei tre 0) con x misurato dal piano di simmetria longitudi- nal Lees Ly wero nelle tre coordinate le (2.40), (2.41), (2.42) in oui é t Le condizioni al contorno sono: a 1) La temperatura & finite sul piano di simmetria della lastra, sul Passe del cilindro,-nel centro. della sfera; ei equivalea dire che 211 nullo il gradiente della temperatura, me 2) La continuita del flusso allinterfaccia solido-fluido, Nel paragrafo 2.1.8, per la simmetria piana, il problema del transitorio, nel caso pit) generale di, w'” % 0, @ stato formulato. to esposto, nel caso che sia." =0_risulta che Ia tempera (2.196) Come_si_¢.detto, pasando ad una one adimensionale la soluzione del problema, & semplificata entazione dei_risultati 2 esa pili age ‘anche Tinterp: isi pil imme- ‘L'adimensionalizzazione.. dell’equazione_differenziale. e. delle condidioni ai limiti, euidata dal criterio. di rendere piu, snella la solu- ‘matematica e pil fisicamente rilevante il significato dei raggrup- TY = T* (xt, 0%, Bi) (2.197) Conduzione $3, temperatura, misurata rispetto a quélla del fluido ed adimensionalizzata rispetto al valore iniziale ‘ascissa adimensionalizzata rispetto al se-~-.— mispessore, 0< x* < |, a tempo adimensionalizzato, detto numero di Fourier; ha il significato di rapporto fra la potenza trasferita per conduzione © quella accumulata, € detto numero di Biot; ha il significato di rapporto tra” le~tesistenze_conduttiva” © superficiale” del sistema La soluzione del problema non 2 riportata. mente. il solo risultato finale: in forma grafiea in funzione ‘deli wxraeth Tabella 2.3, — Schema tiassuntivo per Puso delle figute 2.24.2.27. be Jocoled: eae Hx ¢ poipin di alec! 86 capitoto secondo Conduzione 87 WR Fo 3 ty ° 1 1 io 0) go? 0? tot 10? 10? 10 + SS Fo Fo wo? 10 1 100? «10? 104 (eiltFo) Figura 2.26- Diagramma adimensionalzzato de campo di temperatura tansitorio Figura 2.21- Diagram adimensionaiaato per calcolo detPenergia disipata smonodimensionale in una sfea, tempo, Dalfalto verso tao: as, eind e fer, 38 Cepltolo secondo adimensionali (2.197); nella Tab. 2.3 8 mostrato un sommario che de- finisce le geometiié Ti esame, le relative espressioni dei rageruppa- menti adimensionali ed il richiamo alle figure da utilizzare. La Fig. 2.24 @ relativa alla simmetria piana; sulle ordinate & ri- Portata la variabile dipendente 7%, sulle ascisse quella indipendente Fo, come parametro stato scelto 1/Bi; il parametro adimensionale che identifica la posizione, x*, & riportato per valori discreti 0-0,2- 0,4-0,6-0,8-1. I diagrammi relativi a ciascuno di questi valori dix* sono ordinati dalf‘alto verso il basso e da sinistra verso destra. Le Figg. 2.25 © 2.26 sono relative rispettivamente alla simmetria cilin- drica ¢ a quella sferica, Per le-stesse_ geome! wrammi clie-consentono.di_yalutare sono. inoltre_riportati, Fig_2.27,-dei.dia- enema che al tempo 678 entry bile“dipendente é Menergia riferiiiento“Q-"Tvalore di Q, per le tre geometric € 4 Tab, Z3."Si-noti che poiche 1a. unit drafea ed €indicato con 0": lungo, Q; € per unita di lunghezza ed. tanto per defini 7 =pcL(T, - 7.) Ulm? } (2.198) Of = pew? (T,-T.) Ulm) (2.199) = pe + m(T-T.) Ul (2.200) Si noti che la Q é ritenuta convenzionaimente positiva se uscente dal sistema. 23.1, Sistema con resistenza interna trascurabile rispetto a quella esterna, Dai risultati presentati in Figg, 2.24, 25, 26 si pud dedurre che, er ciascuna geometria, per 1/B/ maggiore 0 eguale a 10 la tempera Condicione "89 tura raggiunta in un certo istante & praticamente fa stessa_per_qualsias valote di x*. Cid" éguivale a dire che_Ia_variazione spaziale della tem scurat endo _pertanto.semplicemente T = 7-0), Conv maggior precsione si pud dire che per Bi < 0,10 & ie. cilo"riterere [a temperatura uniforme alliaterag del sistema iLcascun nore di circa il 5 % Sisicordi che Bi = hL/k in cui 2 la conduttanza unitaria superficiale, L & wna lunghezza istica, Che per la lestra_¢_pari_al semispeisore mentre per il cilindro ¢ la sfera & pari al rageio, e K & la conductbiliti del mezzo i Sur it gistern Costin _Ricordando (285) che Bi pud essere intermia_e quella superticiale—esterna,—i+-dire—che_Ai_& piccolo equivale al eal dite che | resistenza_esterna_& molto maggiore di_quella interna e che quir per Bi minore di oppartuno_val a senso trascurars._la_ vari lla Temperatura in Poiché jl fenomeno“8.controllato. soltento dalla resistenza supsriiciale esterna, ‘Srconsideri un solido di volume V, area superficiale A, condu- cibilita termica k, densitd p, calore spi inknimente 4 tempo ratura uniform in un imbieute di applicabilita_di_que: ristica®) del sistema Ls In base a quanto’ & stato preséaéatemente detio W criterio di appli- eibiliti &che sia, Bé < 0,10. Il bilancio d’eiiergia” tra ‘BIT istaati'# e BoAtrONE weincidente col sists de, =Gd0 (2.201) (5) Indicando con £1 semlapessore 0 i ragso a ha che Ls tgs bs= t s di Instn indetinita, elindeo iniitamente hungo, oubo © sles 90 Gapitoto secondo essendo VedT (2.202) - iA (T(@) - 7.) (2.203) in cul si rtenuto i solido_e compottamento incomprimibile od a a Sate nal 0.203) 2 downto alle comanzione la (2.201). Sosti- (2.204) (2.205) indo si ottiene: (2.206) T( 0") = exp (— 6*) (2.207) ocr 30 sihache T- 7)> 095 (7s ~ 7) 92 Copitoto secondo 10 08 06 o4 r a2 orf 006 204 0.002 a.001 1 2 39 4 6 6 7 Figura 2.29- Diagramma adimensonaizeto del campo di temperatura per una ssometra arbitra con B/< 0,10 Capitolo terzo Irraggiamento 2 3.1, Generalita Giacché lo studio di quel meccanismo di trasferimento d’energia termica che va sotto il nome di irragglamento termico é strettamente legato a quello di discipline come l'ottica © Pelettromagnetismo, saranno qui di seguito preliminarmente rammentate aleune definizioni e relazioni elementari e sara indicata la simbologia correntemente. usata, magnetica sono riconducibili_a di iLbembar. ad _gsenipio, Ie Usintegraziont (6_t decadimentt damento_con cleltront (Sr peisi_ai raggi X emessi da anticatodo col- pito da elettroni”6 alla 1ucé di uno schermo televisivo), le Zion (9 ee termica, ‘ecé. © quindi impensabile darne conto, sia pure superficialmente, nel contesto di una descrizione della fenomenologia dei processi di emis- sione o di assorbimento delle varie radiazioni elettromagnetiche da parte della materia. Limitando Tinteresse ~alla-radiazione_termica, owero_a_quella cmesst_a_caust della temperatura, ci interesseremo della definizion dei_modelii magigsconici atti_a_predire, inf i_necessari parimetri_geometrico-fisici, la _velocita df trasferimento_dellenergia termica radiativa_tra_sistenmi_a_differente temperatura, Sari Tavect trasciTate Tr presentavione. det modell e delle TEOH ormal todd sfacentemente elaborati dalla fisica moderna, che spiegano i mecca- nismi microscopici dei fenomeni di emissione od assorbimento di una singola radiazione elettromagnetica, come si dice in modo formal- mente corretto, di un quanto di energia elettromagnetica anche detto fotone, Le_equazioni_di_Maxwell_sulla_teoria_elettromagnetica_ondula- toria descrivona_Jv_propagazione della radiazione elettromagnetica in un. mezzo isotropo, ne. prevedono Pat @ A580 bimento — e, considerando T'interazisiie che “si 94 Capitoto reo un’onda che attraversa_un_mezzo incontra_Ia peciie Aun alto coRseATGHO, per una interfaccia Weale, di-analizzare i fenomeni di rillessione_eriffazions.. Lecnde_slettromaguctiche -sona_caratteriz: zale_da_un parametro detto lunghezea d’onda \, che rappresenta la daanar Soper Gal Toon penne were cae ws 1er0 di cicli nell'unita di tempo. Si ha pertanto che la velocita di propagazione ¢ ¢ esprimibile come: cane G1) In Fig. 3.1 si-é riportata parte dello spettro della radiazione elet- tromegnetica, evidenziando la nomenclatura corrente relativa alle sud- i Pe 700007 -= Figura 3.1- Spettro dels radiazioneeettcomagnetica (6, = 2,9979-10" mis). divisioni nel campo della radiazione termica, La_velocita di propaga- vione_della_radiszione_slettcomaxnetica, qualche siano_la_ sua ori ine ¢ lunghezza d’onda, é, nel vuoto, una costante. indieata_can_co, PELE ZUVTS TO" mls Questa velocita & legata alle costante die- letirieaYo"ec-allz permeabilita magnetica up uo Yo G2 In un mezzo dielettrico Ia velocita di propagazione: Ney G3) inferiore a cy e dipende dalla natura del mezzo in esame. Si defini- sce il rapporto c Irasgiamento 98 Toe VER 7 nas 'm Ke Gay che 8 detto indice di rifrazione semplice ed in cui Kz ¢ Km sono rie spettivamente le costanti dielettrica © magnetica relative del mezzo Poiché in un mezzo con conducibilitd elettrica non nulla la propa- gazione @ caratterizaata da attenuazione, l'indice di riftazione & una srandezza complessa. Ciascun fotone ha velociti co/n ed ha energia fv, dove ht & la costante di Planck che @ pari a 6.6256 + 10% Js, Si sottolinea che la radiazione, nel passare da un mezzo d'indice di rifrazione n, ad un altro, di indice di riftazione differente m,, con- serva immutato il valore della frequenza, che & legato alla eausa for- zante che ha generato la radiazione stessa — si pensi ad esempio al moto alternato degli elettroni in un’antenna lineare irradiatrice di onde radio —, mentre la velocita di propagazione varia pele nee (3.5) @ ©, conseguentemente, varia Ia lunghezza d’onda (3.6) Caratteristiche_peculisri delWicmagsiamento_termica sona_Ia pos sibilitl di propagazione in assenza_di.mezza interposto © la dipenden- za_fungionale dalla temperatura, Nel_wuoto si_pud avere trasmissio- ne del ci(one= sols per” inragei fermico laddove, i mezzo, questo pud essere uno _dei_meccanismi_ma_non_¢ unica. Le on lica; € quindi lo scambio termico per _ir- Sone vereT mostrato in Seguito. Cio comparia che, varido "sono contemporaneamente presenti pit meccanismi scamibid. TOTO peso relativo va valutato diversamente giacche con- veziont—e—comtuztoné ipendoao--in- piiina -approwimivione-aalir approssimazione, dalla iPerenze_di_temperatiira, ~ Da“ giianto detto risulta_evidente che Vimportanza dell'irrageia- mento cresce aI ereseere del Wvella dalla Temperatura aszoluta. Pet. “tanto ess0 inte_allo_seambio fermico bisdanse. 96 Capitolo ter nei_forni, nelle camere_di_combustione, ec, mentre_rappresenta ung_dei_meccanismi nei motori di razzi, negli impianti_nucleari ed in_applicazioni_caratterizzate all di _livelli_intermedi- di tegaperatura. Si noti infine che Venergia in ingresso nel nostro pianeta 2 quasi esclusivamente raggiante e che quindi il suo studio ¢ fonda- mentale. La’ natura stessa. dello scambio radiativo implica una notevole complessita di tipo matematico nella sua analisi. Si pensi infatti che gi8 il semplice bilancio energetico per una superficie piana richiede la valutazione dei contributi dovuti alla presenza di tutte le superfici con cui interagisce e dell'eventuale fluido interposto, lnddove il bi lancio su di un elemento di volume in un campo termico conduttivo richiede Ia conoscenza dei gradienti di temperatura e delle proprieta fisiche nelle immediate vicinanze. Giacché lo_s nergia_raggiante dipende_dalla_ velgeiti alla_quale questa una superficie ed_assorbita_da_un'altra e HaNERS ORCC Plungere ale Uetiailone el grandezze ull Fcorrelare le caratteristiche i emissione e di assorbimento delle superfic, Thole non tuts ene emesst_ds_una superficie: dove posizione secmettica relativa: & quésto un alfro_puinio da analizzare, Un'oppor- tuna definizione deilé necessarie’“carittéristictss-supefficiall e dei pa rametri atti a definire univocamente la configurazione geometrica costituird l'approccio generale per lo studio dello scambio d'energia radiativa, Poiché nel seguito si parleri di emissione ed_assorbimento della radiazione da parte di Superfici ¢ bene premettere_alcune considera- ¢_superficie.S_e si esa- lassorbimento_e. poi penetra nel sistema ed.2. = atten ‘Felazione ai. lori. delt’estensione geometrica del sistema e/o Wella sua caratteristica Aassorbimento-che, fra Valfro, dipende da X, stingione sere_completa_e quinditrrattazione pub uscire da Guest ultima & delta radiavione ‘wasmieem Necmnizrs 221 solidi,_edin_par- licolate_in_quélli_non dielettrii spesSori del’ordine di 10% m sono sufliienti—ad arteniiare cel 90% Vintensita della radlazione pene trata. In tabella 3.1, per alcuni valori di A, sono riportati tali spessori @attenuazione per alcuni solidi metallici, ed in tabella 3.2, nel campo dellinfrarosso, quelli per alcune sostanze dielettriche. It flusso radiativo emesso dal generico volume eler tare so jie lan, fet Irageiamento 99 interno_al sistema si propaga in questo attenuandost; la parte non ri- ‘lessa_allinterfaccia_attraversa5”¢-Costiuisce-uno der contributr Se mentari alla radiazione dal sistema A” Qualoria-caime-del- geometrical a e/6"dells"sua caratteristica intrin- Tabella 31. — — Spessori di attenuazione (al 90° J.) per aleuni soldi metalic, ——— 5 [am] [um] Argento Oro Platino 5 0,0272 —0,0352 0 0.0238 0,033] 50,0222 0.0244 ~—0,0309 20,0214 0,0249 0,030 0 8 7 0,0230 0.0266 ~—0,0284 0,0236 = 0,0281-— 00274 0.0233 0,0311 ~—0,0263 Coe OT _ 0.0263 | Tubella 32 ~ Spessori di attenuazione (al 90 °/.) per aleuni solidi dieettrici seca_di-assorbimento, Venergia_radiativa emessa_dal volumetto. av non, z anune ~ Schematicamente, saranna_dette superflet apach " 1c swerfiel apache quelle che Aelinitano {sistem Tortemente assorbent el senso Gi GSES | 98 Gopliolo ero 3.2, Definizioni di base. I Si preferisce premettere la definizione di alcune grandezze ba- nello studio dello. scambio termico radiativo; nel seguito della trattazione tali concetti saranno ripresi 6d ulteriofmente caratteriz~ zati con maggiore precisione. Se l'energia termica raggiante, emessa da una superficie o su di essa incidente, fosse decomposta, entro il suo spettro di lunghezze d’onda (10 * 10? um), in intervalli infini- tesimi dX, si troverebbe una distribuzione dell’energia non uniforme. ~ La dipendenza funzionale delfenergia termica raggiante dalla lunghez~ monocromatico; per estensione questi aggettivi saranno Tmiplegati per | qualsiasi_altra_grandezza_funzione dipendente di. Nel seguito le srandezze—spettrali_yerranno_dengiate_col_pedice \. [T-comporta- mento radiativo di una superficie dipende ancora dalla direzione totld la quale la yadiazione ¢-emessa o intercettata; questa dipenden- za_viene deta direzionalita Forenein coordinate. sferiche una dire- rione_é individuata da una copia di angoli, ¥ ¢ ©, un parametro direcionale sari_unafundion® dipendénte da 9 ¢ ©. Allorguando sard_opporliino “6” convenient elimimare “1a dipendenzaspeltrale ef" SreDenalesaranne sre Branders Metate dette ispettvamente ‘ofall “eS erilgfertche- ~ | Tlf @iiesto studio introduttivo dellirraggiamento termico, la di- pendenza direzionale verri quasi sempre trascurata utilizzando pa- [rametsi emisferici; per snellezza, quindi, 'uso di tali parametri me- \diati sara tacito se non esplicitamente notato 3.2.1. Potere emissivo, radiositd, irradiazione. ' Il potere emissivo_emisferico_tota raggiante_ na_superficie, per ' tutte Te direzioni-e sututtele-lunghezze.onda St nol chie & con- siste della sola emissione originale della superficie; non include even- tuall-contribull-d'energia_riflessa, tai contributi_ possono essere pre senti se vi © “raggian lente sulla superficie in_esame. Ll. pote emissive-emiterico totale dipende da molti fattori superficial quali Is composizione, il grado di finitura ¢ la temperatura. Se a questi Dabo aaalantr Taghewea:e'onda” eeaione. St pasly di potere direziondle, quesCultima dipendenza, pei mn a_prima € cost” impor- za_Wonda. indifferentemente dall'aggettivo spetirale O~ Iraggiamento 99 radiazione,_G\, & tutta Venergia termica rageiante incidente su di una superficie, per unité df tempo ¢ di area della superficie 1 ageiata, Cliradiazione ¢ jl risultato dellemissione c riflessione di.suttes Je superfici che contornano quella in esame. ii, JO, 8 tutta Penereia termica_raggiante che lascia _ber_umili-di_tempo.e.di-area..Questa grandezza’ die. risce. dal potere.emissiva totale, emisferic buti df éventuale energia incidente iflessa include contre zione incidente sara trasmessa emergendo. il materiale ha una duo: ragglant® iorbita;rillessi 6 : mento totalé:"p, c6éfficiente di_riflessione totale: r, coefficiente di” trasmissione totale. Tra esi Sssiste la relazion . aG +pG+1G=G an owero: (3.8) | _coefficienti_definiti sono.grandezze_ totali_emisferiche © solo nel seguito si fari tiferimento alle caratteristiche speitrall. La maggior parle dei soli €-Opaca alla radiazione termica: per tsi ¢ r= 0 ¢ p=T Nel lementare, Son quindt ar Gi questa, trattazione.elementare, Sc (2) Le unita i misua per £, G, J sono Wimn® ¢ quindi esi dovebbero esters denotate on la minuscola od il punto come soprasegno, Non si & zoguita Tuusle notszione per Sotrenza con ls simbologia correntoments adottata in questo campo di stun, 100 Capitoto rerzo sidererenno trdsparente_(r = 3.3. Corpo nero. Quasi sempre, quando si voglia descrivere analiticamente un feno- meno fisico, conviene far riferimento ad una situazione ideale su cui basare i concetti e Je definizioni fondamentali. Nell'irraggiamento termico questo insieme di circostanze ideali & rappresentato dal cor~ po nero. 3.3.1, Definizione, Si definisce corpo nero_un_ corpo, ideale che assorba tutta Pener- via termica raggiante incidente su di esso. qualé che sia Ia distribiz rigiie spettrale e spaziale della radiazione incident: rare pertanito Passorbitore”perfetts, Solo alcune supertici, quali il nerofumo, il carborundo, i nero oro, approssimano il corpo nero nellassorbimento di energia’ te mica ‘aggiante. II suo nome deriva’ dal fatto che T bWOHT assorbitort di radiazioni nel campo del visible a, températia ordinaria appaiono ier Tl concetto di corpo, nero & di fondamentale importanza nello studio dello scambio_termico_per._irraggiamento. In’ quanto pertetto assorbitore, infatti, viene adgttato quale campione di riferimento "pro Hi dei_corpi_ reali inoltré e580" costituisce anche il campioné a cui si paragonano le proprieta emittent? dei corpi comé si 'Wedra in seguito, il corpo neto & anche 'emetti- tore perfetto. Le caratteristiche radiative del corpo nero sorio state accuratamente’ determinate mediante Ia teoria quantica e verificate sperimentalmente. Ireagiamento 3.3.2. Proprieta, Oltre a quella di essere un assorbitore perfetto, i:corpo ne ‘de_di_altre_importanti_proprieta che_ora verranno illustrate. Tali pro- prietd sono_tutte derivabili in via logica dall'unica ipotesi di assorbi- tore, perfetio,. aca 3.3.2.1, Emettitore perfetto, Si_consideri_un_corpo_nero_isotermo_posto_in_una_cavita_di forma. qualsiasiisolata_termicamente;lepareti della cavita sono nere ed isoterme_ma_la loro temperatura iniziale pud anche essere. diversa dalla temperatura del corpo nero Contenuto nella cavité (Fig, 3.2).” Figura 32- Cavith pera determinanione dell propriet del compo neta, Dopo un certo tempo caviti_e corpo saranno_in equilibrio termico ed in tale condizione Meviergis ragaiant® eméssa_dal corpo deve essere uguale all'energia raggiante da esso assorbita. Infatti, se cid non_fosse la sua temperatura variérébbe € di conseguenza si avrebbe comunque. 102 Cepitoto rezo srmica da un corpo pid freddo_ad_un corpo pidcaldo, contro_ il secondo_principio_ della. termodinamica™™—Dun- que, poiché il corpo nero assorbe tutta Ta radiazione proveniente dalla cavita, esso emette anche la massima quantita possibile di radiazione; qualsiasi corpo non nero posto nella cavité, assorbendo meno del corpo nero, emette meno del corpo nero, all'equilibrio termico. trasmissione_di.energia_te 3.3.2.2. Perfetto emettitore ad ogni lunghezza donda ed in ogni direzione. Ripetendo le considerazioni precedenti per un corpo nero immer- so in una caviti le cui pareti emettano ed assorbano radiazioni sol tanto nellintervallo di lunghezze d’onda dX nelPintorno della gene- rica A, si pud concludere facilmente che il corpo nero é I'emettitore perfetto ad ogni lunghezza d’onda. Si consideri di nuovo il sistema illustrato in Fig. 3.2 © si sposti il corpo nero variandone anche Torientazione. La sua temperatura non sari per questo variata, perché non @ variata la temperatura della cavit, € quindi ess0 continua ad emettere la stessa quanti dl energia raggiante; essendo il corpo in equilibrio termico, anche Venergia totale proveniente dalle pareti della caviti sul corpo nero @ invariata. Si pud pertanto concludere che nella cavita la radiazione & indipendente dal punto ¢ dalla direzione,cioé che la radiazione nera nella eavita & isotropa. Da cid potrebbe facilmente derivarsi, entrando nel dettaglio delle grandezze direzionali, che il corpo nero & l'emetti- tore perfetto in ogni direzione. 33. . Energia raggiante totale funzione della sola temperatura. Se la temperatura della parete dela cavitd (Fig. 3.2) varia, il sistema si porterd al’equilibrio termico in corrispondenza della nuova temperatura ¢ le energie raggianti emesse ed assorbite dal corpo nero contenuto nella caviti continuano percid ad essere uguali, anche se fl toro valore ¢ diverso da quello precedente. Poiché il corpo nero emette ancora la massima radiazione compatibile con la sua tempe- (2) Si supponga, 2d esempio, ger assurdo che allsquliro Tenegia tormica reggante ia ‘wits dal'corpo sa maggtore di quella in ingresio, In tal eas fl flssotexmico nettosaeb- bbe dntto dal corpo alls eavith © quindi peril | principio della ormodinamica, Teneais Intern det corpo teadsrebbe a diminuite fo a porate fa temperate ad un valor i Terie 2 quslo dats eavtd, Di qui i contrasto col Il principio Z £ Zz Iregtiomento 103 ratura, il suo comportamento non & influenzato dalle caratteristiche del'ambiente circostante: Penergia raggiante totale emessa da un corpo nero @ funzione solo della temperatura. Si pud anche vedere facilmente che tale funzione deve essere monotona crescent® perché non venga vio- lato il secondo principio della termodinamica, Si considerino infatti le due piastre nere paraliele indefinite mosteate in Fig. 3.3, rispettivamen- te alle temperature T, © Ty con T, > 7. Se Venergia emessa dal corpo nero diminuisse al crescere della temperatura, sarebbe E, > £, e si avrebbe il trasferimento spontaneo del flusso termico £, — Ey dalla piastra a temperatura minore a quella a temperatura maggiore, palese violazione del secondo principio della termodinamica, | 4s Ek, H Vageeive T ‘Figura 1.3~ Dispostivo che vila it secondo principio dela termodinamica, 3.3.3, Caratteristiche di emissione. J._Stefan_affermd, sulla_base di risultati_sperimentali, che il potere emissivo totale emisterico del corpo nero proporzionale alla’ Quarta” potenza_della_sua_ temperatura asconuta—Successivamente_L.~ Boltzmann, sulla_base_di_consideraziont termodimamiche, giuns¢ ana: camente ala stessa conclusion. La_lege di Stefani i _potere emissivo totale emisferico “del corpo nero, £, (7), alla aqiarta potenze dela sui temperatara asSolutae T 10) in cui o 8 una costante, detta appunto costante di Stefan-Boltemann edn & Pindice di rifrazione del mezzo che & stato ritenuto costante 104 ceapitoto rerz0 Gan 1. Si vuole qui ricordare che il potere emissivo totale emisferico del corpo nero, fornito dalla legge di Stefan-Boltzmann, rappresenta Tenergia dovuta all'irraggiamento termico emessa da una superficie sera indipendentemente dalla sua distribuzione spaziale spettrale. 4 Si noti anche che il pedice msta.ad_indicare_ che si tratta di proprieta relativa_al_corpa—nero; tale notazione sari_mantenita ne it —— Se, ad una certa temperatura, dalle energia totale si passa all’ gia_spettrale” dal_corpo_nero, decompor er radia- far celia 3. a vedo che Temealone non 8 upialincate Aste aallé“diverselunghezze d’onda: il pots sivo tico emisferico_del_corpo_ni ‘ny (7), dipende dunqué dalle lun- ghezza _d’onda” oltre rm i Eqy * Eqy (1) & costituito G12) in cui Cy ¢ Cy sono costanti, Ey, (7) & misurato in W/m? um quan do-T°€ i KL XE im am; Cy vale 3,14 - 10" W pm /m?e C, val 1,447 10" um-K; fel Voto. Nella 4 rae T_Le aree wollsve dalle curve rages i Pde. potste emieivetolaleemisferco, En m=[ En ay (3.13) @) Oniamente nelle apitd dol sstoma tecnico Ey (7) 8 misursto in Kea ¢ o vale 438-10" eal K* Irasgiomento 105 Non_& superfluo ricordare che, benché emisferico s it 2a _d’onda, il principale contribute se tra 10" e TOtum 10° - 10? 2 & ¥ 0s Temperatura del & Ganson g | 30 77a | é 10: 10? 10 0 dei massimi En2/TI|m 10° | oy) 24 viotett | rosso es Leitoite (0.4-0.8 1m) Finura 34 Potereemistva spetialeemlsterice det oepo nero, I potere emissivo _monocromatico emisterico del corpo. nero Presenta un massimy in corrispondenza di una certa lunghezza d’onda. © la Fig. 3.4 mostra che tale piéco si. sposta verso lunghezze d'onda” 106 Cepitoo terzo Irragtimento 107 inori_al_crescere della temperatura. Tale spostamento del massimo Tabella 3.3, ~ Funatoni peril corpo nero, TGR gah ee gag ® governato dalla leg = ate 2 Es Ss 14) @ er gee sper cui si ha Ey (7)= [Eng (Tmax OK = 2895 ie fine Butte ne_disporre,_per_il_corp A toute, Semone i di Ey, (7) sia del potere emissivo emisferico = er tra “due. specifiche Tunghezze’ Words, che st Indichienk come Ey, = Me. = ‘Quest'ultima pud_ricavarsi_ fa ake = aus Ci — = 3 ae. — fntanay 7 J Eqy (1) aX G.1s) Bat-0 Sate Figura 25.~ Rappreseotatione gris Fy a, — nT risulta Enq, x.) (7) = Enonny (D — Enco-ny (D> jonte’dallaFig-3:5;'in cui t'tré membii sono tvidén- ggiate rispéttivamente in c) in a) € in b) dione_dei_valori di £,, (1) ¢ di Eyg_,) (7) diventa pitt semplics se_sidivjde.E,, (T) per oT?-poiché siottengono cost, in ambedu i, delle finzioni“del solo prodotto" XT {&) Calcolste secondo Tapprosimazione polinomisle proposta. da Pivovonsky « Nags Tables of Blackbody Radiation Propertion Me. Milan N.Y. (196) 108 Capitoto verso Ex _ 1 of 0 ATF OAT 1) G.18) ay -f En gy a (" —_4,— aan Edo oP © 2 ATP SFT — 1) Nella tabella 3.3 sono riportati i valori delle due funzioni. Esempio — Un corpo nero & mantenuto alla temperatura di 800 K; a) qual @ i suo potere emissivo monocromatico emisferico a 3,00 am? b) quanto vale la potenza termica raggiante emessa in ogni direzio- ne tra 1,50 e 4,00 xm? Soluzione: a) Per 800 K e 3,00 um si ha AT = 2,40 - 10° xm K con cui, me- diante la tabella 3.3, si ricava: Enx (1) = = 20,7 = 105 um" K of © quindi: E,, ,(800) = 20,7 - 10° +5,67- 10 -(800)$ = 3,85 10° W/m? um b) Per 800 K ed 1,50 um siha la X= 1,20+10? umKe per 800 Ke 4,00 um si ha AT = 3,20+ 10° mK; corrispondentemente la tabella 3.3 fornisce: E, (800) Eqgo-a.2) 800) Fngo= 1.2, 80) _ +107 eq =a". o31g E,(800)— °77"10" er go) vin An ic ate Iracgomento Allora pud scriversi: a=9236800) z, (600) 0,318 — 0,779 107 = 0,310 da cui, mediante la (3,11), si ha: '800\* q ’ Eqcuaa2) (800) =0,310 + 5,67 GS) = 7,20 +10? W/m 3.3.4. Realizzazione sperimentale del corpo nero. Nelle misure delle proprieta radiative dei materili occorre una superficie nera di riferimento a eui paragonare il comportamento delle superfici reali, Poiché, come gii detto, i corpi neri non elstono in natura, si prowede a approssimi al_meglio it comportamento. Nella 68 Riscaldatore <= - Apertura Pareti dea Figura 3.6 Cavitd che simula una supestcie nea, basi_& praticato_un foro di dimensioni trascurabilirispetto a qi del cilindro. Un raggio_ingidente.sul. foro entra nella cavitd e, done le pareti, viene in parte parte riflesso; Penergia riflessa'é a sua_volta in parte a ‘parte riflessa. E* chilaro che, es86ndo if Toro molto piccolo, solo un'aliquota trascurabile della radiazione incidente su di ess0-uscird dal ilindro; i foro dunque ha sssorbito in’ praticd-Tutta Ta radiazione incidente e quindi si comporta comé uit corpo nero. Poiché i corpo nero & anche un perfetto emet- tifore, Se ST riscaldano le pareti del cilindro, la piccola aliquota della 110 Cepitolo tez0 radiazione uscente dal foro ha le caratteristiche della radiazione emessa da un corpo nero. Perché la radiazione nella cavita sia in equi- librio termico occorre che le pareti siano isoterme; cid si ottiency, coibentandole accuratamente. 3.4, Caratteristiche radiative delle superfici Por _giungere_ad_un'anal titat -seambi radiativo tra_superfici_& necessaria_conoscere le _caratleristiche i cirisione, riflessione.ed_assosbimento. Nel_caso”di superfict nere, per quanto Vi, tale caratterizazione & quanto. mai semplicé ed € quindi utile riferire il comportamento-di-uina, superficie reale, net_Aguardi issioné ¢dellassorbimento, a quello di_via_superficie nera peratura; si perviene alla definizione di due quantita atte emittenza_e coefficiente d'assorbimento. Per idezza adimensionale, IT coeiticients ci rifles- ata per correlare Ia, capacita di riflessione di una superficie TAC ain FattandS_tali stignorera luto e la, dipendénza spettrale delle caratteristiche radiative superfi- ciali sono fortemente influenzati da parametri quali rugosita, pre- senze di strati di ossido e contaminazione; questi fattori complicano notevolmente la corretta misura sperimentsle nonché la presenta- zione dei dati. 3.4.1, Caratteristiche radiative superficiali spettrali e total Poiché_un corpo nero emette ad ogni temperatura la_massima energia raggiante per ogni hinghezza d’onda, il rapporto: EC, E,, (Ts) , superficie) € (Ty, superficie) en detto_emittenza_snetteale, & mino: Nella G.17) T, & Ja temperatura superficiale e {a dizione superficie sottolinea la dipen- denza_delle caratteristiche radiative superficial dalla natura € dallo stato della superli¢ie—_ad_esempio_rugosita, ossidagione ¢_corilas minazione —. L’emittenza spettrale é il rapporto tra l'energia raggiante Iraetimeno 11 emessa, _nel_generica_intervallainfinitesima_di_lunghezza_d'o: AAT A, als tempertuta Zy dau sper Teale per unt i_area € di tempo, e l'energia taggiante che sarghbe-emess aa superficie _nera, nello stesso intervalla \ +) + dA, alla stesea tempo uunitad'area_e di_tempo, Con riferimento alla Fig. 37 =) 2 ordinate relative alle due curve di emissione, ad esemipio 6, A Reliemissionen aN (1, superticie) = BAjCA a Lemitteuzafotale-i_una superficie & il ra icie orto tra il potere ‘della superficie in esame ¢-qitllo“che anrebbe Unt sper &, (Ts, superficie) & misurata dal rapporto ficie_nera_alla"stessa_femiperatura 7g E (Ts, superficie) € (T, superficie) = 2 E, (,) (3.18) Poiché secondo ta (3.17) &: Ey (Ty, superficie) superficie) 112 Captoto ozo & (Tg, superficie) £,, (Ts) dd € (Ts, superficie) = 2 — j { Eyy (Tg) ad 3.19) Dalla (3.19) si deduce che una rappresentazione_grafica. del- Vemitt tale. data. dat rapp Ic_aree. sottese_rispeiti fi iioni H, (Ts, superficie) eZ, (Ts) di Fig, 3.7. Liemit- tenga fotalé pud_essere misurata direttamente secondo ‘la _(3,) valutata_calcolativamente..secondo la (3.19), purché sia_not aso la Tunzione e, (I, superticie) per la superficie in_esame. Line. tromuziOne dell'emittenza totale e (Ty, superficie) consente di valu- tare Ya potenza raggiante emessa_da wna superiic ot E (Ts, superficie) = € (T's, superficie) 0 T$ (3.20) oS aa en neicalcoli_discambio termico va fatta, per clascun materiale, caratteriz~ ai fini rm una superficie dipen- @ sadiativa_tra Ia superficie stessa e quelle che la iano; T'insieme_di_tali circon I superbe. prende_ iLnome ai cavitd, vedi payagrafo 3.5.4 Perlanto G (cavidd) dipende dalla temperatura caratteristiche_radiative..di tutte. Ie supe nonché da_parametri_geometrici_caratterizza tra_le_supertici dellacavitd,. La relazione ti matica_¢ totale ® owiamente: G (cavitd) = f- G, (caviti) dd @.21) (5) Nate tabetle 8.8, 9, 10 sono riportai valor dlemittenza totale per mumerose sstanze solide eintsrese tecnico, Irugsiomento 113 Litradiazione_monocromatica_é, _per_corpi_opachi,in_patte assorbita_e_in_parte_riflessa__Le_rispettivealiquote_possono essere espresse_come: : &% (Ts, superficie) G, (cavita) Py (Tg, superficie) G, (cavitay ed & quindi: (3.22) Esiste_un’importante_relazione che _lega_due_fenomeni_ay rentemenle del tutto-distinti_quall_gimissione ed astorbimentoy es5a,_ & (Ts, superficie) (3.23) La (3.23) 8 1e_semplificata della legge di Kirchhof la cui, vali ta | rigore, essa & valida nell'ipotesi_di_equilite wza_di Musso termico_n —di_radiazioneincidenfe_indipendente dalla_diré- tione,.o die, ea, non ditezionali, ed rife aT ponente_di_polarizzazione_della_radiazione. lease i le_caratteristiche_spettrali di_ una superficie indipendente; Ta conoscenza di ¢,, infatti, con- ef x il coelficiente_di_assorbimento_spettrale, essendo % = 6, nonché il coetficiente di riflessione spettrale-come:_ “x = €x, nonché il coefficiente di riflessione spett es Pa (Ts,, superficie) = 1 —€, (To. superficie) 3.24) Le definizioni_dei_coetficienti di_assorbimento edi riflessio- ne spettrale consentono a sctivere Te relative grandenze Total ' spettrale consentono a serivere Te relative grandezze total: i % (Ts, superficie) G, (cavita) dd a= (3.25) j G, (cavity a 16 Gepitoto renzo {, py (Tg» superficie) G, (cavitd) dd (3.26) ‘ma anche dalla natura della radiazione | ineiden- dalla natura della cavita. a [ents arbitrar 40 + T 30 a: 1 2! @ | i i ep i eb 020 20 21 wer) Figura 3.8- Andamento delleradiaione speteste, Esempio. Si supponga di avere una superficie irraggiata, Ia cui irra- diazione spettrale-& rappresentata dalla funzione a) di Fig. 3.8. Liitradiazione @ a bande, 1, 2 e 3, in unita arbitrarie, rispettivamente eguali a 30, 20 e 10. Riguardo la superficie irraggiata siano a, = 50%, a = 25 % ed cw = 100 %; secondo la (3.25) i coefficiente di assor- bimento totale vale: mG, + a,G, +056, __ 1S +5 + 10 G+ G, +65 60 ee Se ora, relativamente alla medesima superficie (owero restando immutati i valori ay, c%, ed %), si considera una differente irradia- Irasgiamento 115 ione rappresentata dalla funzione b) di Fig. 3.8 dalla (3.25) si ha: = = W410 +30 oy 0 Si @ cosi dimostrata ta dipendenza del valore di a dalla irradia. vione: risulta, infatti, a parit8 di condizioni per la superficie irrag- siata, & = 0,50 nel primo caso ed e = 0,54 nel secondo. 3.19, 25, 26) mostrano_chiaramente che, mentre l'emittenza totale_& una proprieta_della superficie calcol obal spettrali di energie emessa, ci non accade per i coeili I ass0r- ne che dipendong Sodali-cuatanetche supe iradiazions. Quest'ultima_prandezza_@_in_generale dt valiteaione-molto- 4 lifficoltosa e relativaalla_particalare-cavita in esame; pertanto a € p seppure calcolati dalla conoscenza di G dipen- dono~da essa. Cid spiega perché in letteratura si trovano tabelle die € non di & E* ne ertanto.giungete alla. definizione-di-mo- quali te difficalta esposte_possona essere superate. Nel s -vengono_tportati_due i di_tali_ modelli che trovano scontro_nella_pratica: Tecost.=7, A @ a Finura 1.9 Rappresentazione geometios delemitteneaspetirae di un corpo ere. 1) Lasuperficie irradiat . isce corpo grigio un ‘modello secondo iLquale Femittenza spettrals adn corte temperatura 7, ¢ costante in tutto it campo di lunghezze «onda: ae 16 Capioto tez0 La Fig 3.7. si modifica_in_tal caso nella Fis 3.2, in ould (2, superficie) = (7, superficie) Dalla_(3.23), per un corpo =H superficie) ¢ indipendente da Xe che pert to une ani ain del tutto_non-selettiva_nei aad et Linyatiabiliti_ dia, —e consent © (Is, ficie) 3 corpo grigio (Ts, superficie), corpo grigio (3.28) 2) Lipradiazione-&-dovuta_ad_un’unica sorgente_nera_a TG, (ca- vita) = By, (7), ¢ Memittenza spettrale & indipendente [es ryan ° 3.29) fe (7%, superficie) B,, (7) dd e € (T*, superficie) { E,y (T) dd eee Vs eggtt ih modello_detinito_iL coefficiente-di_assorbimenta_totale @ eguale_alemittenza totale; questa va perd valutata alla tempera ‘della sorenite.— — W 3.5. Scambio termico radiativo, 1o_scambio_d'energia_ter- temperatura, restano ancora snte analiz ifferent Iraciamento 147 7 parametri_atti a definire univocamente la configura- zie wroncteet_Cipeehé come vio -oelle_seneai sire salute quanta deena tient dh foie Tneide versa, Ouesta-problema i in-talunl ast risolubile in iltivadue-superfic pane _parallle indefinle teeeseo scuna energia termica che incide inter: g. 3.10. Si Figura 3.10- Le supertct 1 &2 iaygiane ciascuna ener che inci interomente salar che _in_generale a configurazione geometrica @ ben pit isco: a eee ee ae ‘dalla: semplioe schomati 3.10: il Sia_pure secondo una sola direzione, lenergia irraggiata dalle zone di bordo Geiina ‘non incide Figure 3.11 Non tutta Meneria ragiante che tacia sulla 2° vicevrsa, a eausa delPeffetto dt se_quest'aliquota_non é trascu- T cosiddetto ei 7SFIO VA invece essa ri iti del ap- Prossimazione usata nel calcolo, effettivament ie, il caso U8 Geptoto erzo reale_e_ben_rappresentato da quello ideale di Fig 3.10_IL secondo caso_di_due superfici con orientazione_arbitraria_si_spiega_da sé, Fig 312, ‘L’analisi_dello_scambio_termica_d’energia_raggiante_si_baser’ supe riflessione ed emissione diffuse (€,, py. a sono caratteristiche non_direzional); 3) distribuzione_uniforme_della radiosita su ciascuna superficie; Figura 312 Solo ur'liquota delVenergia ragginte che lawn Is auperide 1 Incide sls 2 vicevers, 3.5.1. Intensité di radiazione, Riferendosi alla notazione di Fig. 3.13, se si vuol indagare sulla Fura 3.13~ Nowsione reatva energie raglan che Isca un slemento di supetfiie dA in una generic dvesone 9, 9. Iragsiomento. 119 ipendenza tra Penersia raggiante che lascia la superficie elementare GA e Ia direzione, che in coordinate sferiche & individuata da una coppia di angoli @ e y, é conveniente introdurre una grandezza detta intensitd totale di radiazione, Tale grandezza & definita come Tener- gia irraggiata per uniti di tempo, per unit di superficie elementare di irradiazione proiettata normalmente alla direzione , y, dp, © per unita di angolo solido'? elementare, do, centrato intorno alla dire- zione ©, ¥; secondo fa notazione di Fig. 3.13 Mintensitd totale di ra- diazione & a? G'(T,, caviti,@, Y) ad, doo (3.30) 1 (Ts, cavitd, ©, ¥) avendo indicato con d?Q’ lenergia raggiante che lascia, per unita di tempo, Ia superficie elementare nella direzione @, ¥. Si noti che Vintensita totale di radiazione € stata definita sulla base dell’area ele- mentare proiettata dA, enon sulla base della dA, come normal mente accade per grandezze simili, soltanto per motivi di comodo che risulteranno chiari nel seguito. La piti semplice dipendenza fun- zionale tra energia irraggiata © Uirecione & Punifurmita divezionale, (6) Avgolo solo, $i abbia un cono indefinite i vertice 0 e sa a Ia cara dicttrice Trango solido & Tasiome det puntl dello spano inteino al sono’ gacenti su dh exo, Figura 3.14 Angoto sido CConsherando una for di centro O « ragno rts mituesdeanglo solide & il rapporto S/F? ta Tagea della superficie itecettata dal ono indefinito. sulla sfera ed quadato el ragio. Luni a misua & fo "steradiante” che corisponde alangolo soido dun ono ndlint che sills afer dh centro Oe taggio Inert una superficie dl area 7 120, Capito terzo in tal caso T'intensita totale di rad 8 costante in tutte le direzioni: ione 1 = I (Ts, cavita, ©, ¥) I= 1 (Ts, cavita) (G31) Una superficie per la quale & valido il legame funzionale (3.31) si dice diffusa, Poiché Vintensita totale di radiazione comprende sia Fenergia emessa che quella riflessa, Ia superficie diffusa @ un modello particolarmente semplice da trattare nei problemi di scambio termico radiativo; cid perché tutta Penergia raggiante che lascia la superficie = sia emessa che riflessa ~ non ha preferenze dirczionali, ovvero la radiositi é indipendente dalla direzione. Come si & precedentemen- te visto, il corpo nero, essendo il perfetto emettitore ad ogni lunghe: za d’onda e per ogni direzione, & delimitato da superfici diffuse ed © quindi / hy = 1D) 8.32) Nella (3.32) non compare la dipendenza tra Pintensita totale i radiazione e la cavitd poiché per il corpo nero & p = 0. 3.5.2. Fattore di configurazione. seometriche neces lascla iii Supertieie wil incide diréttamente~ su di un’altra, Tale frazione & detta factore di consigurazione geo) dipende dalle dimensioni e dalla forma delle due super- fici ionché dalla loro orféntazioné_relativa, In questo paragiato ricavera configurazione;_purtuttavia nella pratica questo calcolo verra evitato con uso di tabelle, che presentano i risultati relativi a-numerose configurazioni_ frequentemente ricorrenti, © con Topportuna utiliz~ zazibne”delle proprieta che legano tra lor fattori di configurazione noti ed. incogniti, Si considerino due superfici A, ed Ay arbitrariamente orientate, Fispettivamente_alle temperature 7; € 7), (ipotesi 1) Fig, 3,15: siano dA; ¢ dA; due superfici elementari aventi normali orientate n; ed mj, si indicano con £; e 6; gli angoli che queste formano col segmento di lunghezza r congiungente tali superfici elementari, Al fine di valutare Venergia raggiante che lasciando dA, incide direttamente su dd; e gid Taggiante ch Ireagriamento 124 viceversa, si caleola Tintensita totale di radiezione per dA, (dA,) relativamente alfangolo solido elementare da, (dw) sotteso da dy Nv 15 Configueazione pesto seambio denergiaraglante tra due superte, (4A,) dal punto centrale di dA; (44)); dalla (3.30) si ha: 20, A, des, (3.33) “9 &. (3.34) 1 Tadeo, vendo indicato con dQ, . per unit Ali tempo, la superficie elémentare dA, nella direzione individuata dal, segmento re che quindi incide sulla dA,, ed analogamente con 270, ; Venergia roggiante che lascia, per unit di tempo, ta superficie vlementare dy nella direzione individuata dal segmento r ¢ che quindi incide sulla d4,. Sostituendo rispettivamente nelle (3.33, 34) le seguenti_ relazioni Venergia raggia Ay cosh dA, dA, cos Bj , p _ dA, cos; dAyy = dA, cos 8 122 Cepitolo ter e risolvendo rispetto a d?Q,_, e d*Q,_; , si ottiene: a6, = Matas concen G35) A Aj, £080; e086) 00, dA, dA; ssh cost \aalte (3.35) eseguendo una doppia integrazione si ha . 7 aa, 6,-[ [s2 Beas Ay (3.36) dy by Gi cosy cass dvd, if (ae 3p Ja ay P dove Q).; & Menergia raggiante che lascia, per unita di tempo, Ia ste perficie A; e che incide sulla 4;, mentre Qj; ¢ 'energia raggiante che lascia, per unita di tempo, la superficie 4; e che incide sulla 4). IL_fattore di configurazione geometrica Fy, in_hase_aa sua definizione, & esprimibile come Energia raggiante che, per unita di tempo, lascia la superficie A; ed incide direttamente sulla 4) __ superficie A; ed incide ees Energia raggiante che, per unita di tempo, lascia la dove il_primo_pedice_identifica_Ia_st teed il secondo la superficie s adiazione arriva..Poiché l'ener- gia mggiante che, per uniti di fempo, lascia rispettivamente le super- fici 4; ed A; vale: Iraerimento 423 dalle (3.38, 36, 37) segue: fi i 1, S238: £086) dA dAy oP on) " i Jia, ay cos, cosh dA, dAy I 4 lay bay (3.40) La (3.39) 0 (3.40) 8 la corcata relazione analitica che permette il calcolo del fattore di configurazione geometrica tra due superfici E* possibile semplificare notevolmente queste relazioni utilizzando alcune delle ipotesi semplificative che sono alla base di questa tratta- zione (ipotesi 2 © 3) nonché correlando V'intensita totale di radia- zione alla radiositi, Dalla (3.30) si ha che l'energia raggiante che lascia 1a superficie elomentare dA, per unitd di tempo, in una arbi- traria direzione , y vale: PO =1dA,do 41 Volendo valutare Monergia raggiante che lascia dA, per unit di tempo, in tutte le direzioni, ovvero la radiosita J, & necessario inte- grare ta (3.41). Con riferimento alla Fig. 3.16 si ha: dAy = dA cos, dA, = (r sen dy) rd® © quindi: 124 Geptolo rex0 dA, =A cos®, dw =senOd0dy che sostituite nella (3.41) danno: a? 0! =I sen® cosOdAd Ody (3.42) rsonddy, rao Feeno | Figura 3.16 Notazione in coordinate sferiche, per corrlare 2). Dalla (3.42) si ha che Penergia che lascia la superficie elementare A in ogni direzione &: an an i j Isen® cos dA dy dO v=o Jo: ae che, in base alPipotesi 2., diventa: , : ag read 2e[ sen @ cos dO = [ddan [send (m0) = 044 oe Ineggimento 128 Poiché per definizione la radiosita é: si ha infine: Jan (3.43) La semplice relazione (3.43) consente di scrivere la (3.39) come: 80, 08h; Ay dA, { [2 cos os F. as My ® OT Ap owero per Mipotesi 3.: 0s A, cos hj dA, dA; * G44) a e, ragionando in maniera analoga, Ia (3.40) si serive: £08 6; cos di a fas { ch cs 7 as) ie by ar La (3.44) consente il calcolo del fattore di configurazione geo- metrica tra due superfici generiche A; ed 4) comunque orientate, purché sia possibile superare le complessitt analitiche per la risolu- zione dell'integrale doppio. Dalla (3.44) si vede che il fattore di con- figurazione ¢ un parametro puramente geometrico; dalle (3.44, 45) si deduce utile relazione: A Puy = Ay G 3.46) 126 Gapitolo terz0 dette_proprieti_di reciprocité. Essa_consente di_valutare, per_una certa_geometria, il_pili_semplice_dei_: _fattori_di_cont igurazione, ed ceripio F, , ricavando Maltro come Fi, = JA) Fy, Poich’ si & dimostrato che it fattore di configuravione” ‘Sun-parametro puta mente geometio, qualia reacons, in pur Heaata con ipotes non geometriche ‘restrittive, ha validita generale. Si_consideri,_ad esempig, una cavita delimitata da tre superfici nere, ALT, As Th ATs Figura 3.17 Covi costitits date spent! ner concava mentre Az ed Ay sono piane, Dalla definizione (3.38) si ha: = Energia raggiante emessa, per uniti di tempo, da A, che incide su A, ree Ay Sinoti che Ia A @ stata scelta concava_per motivi di generalita is ieee to pate delfeneria ames da_A,,,in tal_ciso, vas EI (3.4) Iraggomento 127 Dalla (3.47), generalizzanda, si deduce.ta.proprieté.della cavii (3.48) " 2 Fy valida here. Vullima. ile proprietd dei re Tigi esaminata, & la. proprietd_additiva. Si consideri, Fig. 3.18, ficie nera_Ay_che_scamb ficie ‘nera A, Figura 318 Scimlo Penerain radiativa ta superfich di cui ana & sudabsa Ui fattore di configurazione F,_, & la frazione delPenergia rag- ante, emessa_da_Ay che Trende-WiretCaMENte SICA se Ay & dl in due_parti_ Ay ed Ay, fa frazfone dell’energia emessa da A, incide_3u_Ay_somimata_ alla Tazione dell energia emessa_da Ay che incide su Ag deve esser pari ad F, quello. della. proprieti_di_reciprocita, & molt “utile net Val gebricamente, un fattore di_ configurazione-incognita_aa altri 128 Geptioto reno Se ad esempio, Fig. 3.18, sono noti F,_, ed Fy_¢ mentre si vuol conoscere F,_, si pud operere come segue dalla (3.49); Fy Fina dalla (3.46): APyy =4sFy, oz ay 206 004 002 201 2.006 0.004 0.002 I 005 0; a2 as ab0a! = 2 4 6 81020 001 Figura 3.19 Rettangolo putallelo ad un elemento infinitesimo di superticie posto sudlun angoo, Imgiomento 129 © quindi: A =(2) =F, (5) fia Fwd Come sit precedentemente detto, i ealealo dei fattori di conti 2 rica_verra_prevalentemente eseguito_con l'uso_di tabelle, diagrammi_e delle _ prieta (3.46), (3.48, 9). Sono Qui-presentati alcuni_risultati di pit: comune interesse; a tabella 3.4 € un quadro riassuntivo,, nelle. Figg. 3.19, 20, 21, 22, 23, 24,.25 626 sono “diagrammati tali risultati (vedi le pagine successive). gurazione geome ar 0.06 004 0.004 a 02 04 O08! = 2 4 6 81 20 Figura 3.20- Retangoto perpendicolare ad un elemento infnitesino di supeficie posto sd un angoo, captor tere Ircggiomento 131 = dal? Vn" et re) oo 6 ort 01 02 04 08 08 1 2 4 681 20 Fgura 3.22 Due dsc parallel con te nomall ne cent coincident Figura 3.21 Due ettangol ugual parallel dicetamente affsecati 1322 Gapitoto tero eacen a Lael aero tmist(f) oa(2) = Vat) as os oz ox or oz Figura 3.23 Due rettangal in pian perpendicoat con un fata in comune, fama at 04 06081 2 2 4 6 810 20 oa 1 [ a | I 03 | i 1 ae 7 INI I { iT] utr or 02 a4 06 1 4 2 « 680 Figura 3.24 Cina pale dello steso diametoinfnitamente lane Fiat Aaa Aast-# Figura 325 - Clings cons iinet ungh ba Tabella 3.4. — 1 2 “9 10, . Cilindri coassi apitolo terzo Ay Pua at Figura 3.26% Slee concenriche, Alcuni fattori Geometria Piani paralleli indefin Corpo A, circondato completamente da un altro corpo Ay. Il corpo Ay non vede alcuna parte di se stesso. Elemento di superficie dA, e superficie rettangolare.A, al di sopra o al di sotto i esso e ad S80 parallela, con ta normale add, che passa per un vertice del rettangolo Elemento di superficie dA, e super- ficie rettangolare A, al di sopra o al i sotto di esso e ad esso perpendico- hare, con la normale ad passante per un suo vertice che Jo attraversa Due rettangoli uguali, paralleli ¢ direttamente affacciati. Due dischi paralleli con le normali nei centri coincidenti. Due rettangoli in piani perpendicolari con un lato in comune. Gilindri paralteli dello stesso diametro infinitamente lunghi. infinitamente lunghi. Sfere concentriche, i configurazione geometrica, Ctr. Chr. Ctr. Chr. Fig. Fig Fig. . Fig, Fig. Fig. Fig. Fig. 3.19 3.22 3.23 3.24 3.28 3.26 Irasziamento 135 3.5.3. Scambio termico radiativo tra superfiei piane parallele ed indefinite Al fine d'introdurre gradatamente bio teritieo radiativo, si diFig_ 3.10, in eui ta scambio. energh casi pitt complessi. i alla temperatura ae generica Superticle {alla temperatura 7). Scelto iCcantrollo_elementare posto a cavallo della superticis stessa, Fig imo. principio dell termadinaniica-consente Ai affermaré’ofié Veniergia termica, fornita da una sorg pe: alee | 4 7 Fieura 3.27 Bianco ei eneea pe a sper che la superficie rimanga alla temperatura 7, & pari alla differenza tra Te energie Termicheinuscita_ed_in_ingresso, Relativamente ad un intervallo di tempo elementare, si scrive: (3.50) owero: @s1 (3.52) TE 136 Captoto tezo Si considerino due superfici piane parallele ed indefinite, Fig, 3.28, rispettivamente alle temperature 7, © T3; sia per fissare le idee T, > T;. 1oA,=A, J (3.53) A =G, (3.54) a (3.58) 2 Figura 3.28- Due supedici plane pura indefinite, avendo indicato con dy. € dy-z la potenca termica netta, per unita di area, scambiata tra le superfici | e 2 e viceverst. Le (3.53 e 54) dicono che tutta Nenergia raggiante che, per unita di fempo ed area, lascia una superficie incide interamente sull’altra e viceversa; la (3.55) esprime il fatto che 'energia raggiante, per unita di tempo e di area, scambiata tra le due superfici & eguale a quella fornita alla 1 e ceduta dalla 2 interagendo con sorgenti esterne. Dalle (3.55, 52,54) si ha 3.56) 3.5.3.1. Superfici nere, Poiché una superficie nera non riflette alcuna parte dell'enerzia incidente, per essa radiosita e potere emissivo coineidono; dalle (3.56) © (3.10) si ha quindi: E, 57) 4 Irstiomento 137 3.5.3.2, Superfiet grige Si consideri ora il caso di due superfici piane parallele indefinite, Fig. 3.28, srige, di emittenze totali rispettivaménte e, ed ¢,. In base alla (3.28) le radiosita delle duc superfici possono ‘scriversi come A= Ey +e) (3.58) Ae + (1 ~ @) Gz Le (3.58), insieme alle (3.53 © $4), costituiscono un sistema nelle quattro incognite J,, J, G, e Gz, titenendo quantita note le emittenze totali e¢, ed €, e le temperature T, e T; owero, in base alla (3.20), i poteri emissivi totali £, ed £3. Risolvendo in J, e Gy si ottiene: Atak ; &) be, — € ey coe £, +(e) Ey g, = tae 3.60) ea ee Dalle (3.52, $5), sostituendo i vatori trovati (3.59, 60) si ha: i = £28, — &, Fy a +a ae egoTt ~eeoTt a te tee (3.61) owero: (3.62) 138 Captole tere Imvgtiomento 139 La (3.62), nel caso che entrambe le superfici siano nere (e) = 1 ed €, = 1), si tiduce alla (3,57). t Si noti che, a parita di temperature, due superfici grige, sia pur con emittenze totali molto elevate, scambiano una potenza’termica notevolmente inferiore a quella che scambierebbero se fossero nere; owero: se ad esempio €, = €y = 0,90 Ia riduzione & del 18 %, mentre per €1 = €2 = 0,70 si arriva git a — 46%. W Dalla_(3.62) cas0_particolate,_lo_scambio. tr superfici parallele piane indefinite di cui una é grigia e Paltra & ner { sia ad esempio nera la superficie 2(€ (3.63) 1 435.33, schermt radiativi Si @ visto quale notevole influenza ha Tallontanamento dall'unita del valore deltemittenza totale nei riguardi dello scambio termico radiativo tra superfici piane parallele indefinite. E? questo il princi. pio informatore dei cosiddetti schermt radiativi, usati allorquando si @ interessati a ridurre le perdite dPenergia termica raggiante in un | senso 9 nelfaltro, owvero si vuole conservare un sistem ad elovata temperatura 0 a temperatura molto bassarispetto all'ambiente circo- stante. Per semplicita si considerino due superfici piane_ parallele indefinite grige, di eguale emittenca totale e; a potenza unitaria netta ! scambiata 8, secondo la (3.62) Figura 3.29 Schermo radativa ate super : (3.64) da cui, sostituendo nella (3.65): dove il pedice 2 sta ad indicare il numero di superfici costituenti lo rye th | Schermo, Si consideri un sistema composto da quello. precedente 2 cui si @ aggiunta una terza superficie d'uguale emittenza totale, ; Fig. 3.29. Raggiunto 'equilibrio termico, se la superficie 3 & molto Eliminando la temperatura 7 dalla gj... si ha: sottle, essa avra eguale temperatura 7 su entrambe le facce ed ino tre, se & perfettamente isolata dall’estemno, si avrd che: o (Tt - TS) . 1 Giz ea me (3.65) ik ‘ Capitola reno (3.66) Qeafer Dalla (3.66) si vede che uno schermo radiative a 3 supertici consente uno scambio d’energia termica raggiante meta di quello 2 superfici, Per estensione si ha: (3.67) N+T 3.5.4. Scambio termico radiativo in cavité Un_coneett lamentale legato allo scambio termico radiativo & quello di caviti’ Una qualunque superficie pud essere sempre con. siderata completamente circondata’da_alife:supertici seali.o.fittizie._ Vinsieme di queste.superfici costituisce una cavitd._" opportuno associare “ina ‘cavita_ad una superficie porch, in_tal-niodd. st valute- no correttamente i” contributi di ici costituenti la cavita possono non ess ad eseripio_una finestta_aperta“in un ambient. abitatc “si_schematizzano -come-nere_ad una temperatura tale da_consentire una corretta valutazione dell’ener- gid raggiaiite™ in transito. Lo spazio sidereo pud essere considerato come una superficie nera alla temperatura di O K; tutta Penergia raz: giante che, lasciando una superficie, & diretta verso di esso, & da con- siderarsi persa ed inoltre T'irradiazione da esso proveniente & nulla, E’_bene_sottolineare che, relativamente ad_una_o_piit superfici genes che, la_seelta della cavitd_non & univoca ma_legata a criteri di con- venienza_caleolativae che, in ogni.caso, questa scelta va fatta prima di iniziare il calcolo dello scambio termico i cui risultati avrann tendibilita” strettamente_legate “alla bont& del-modello_fisico scelto, Si consideri_| a di 30 formata da N superfici area. Ay-(L=.1, 2, iG TS ipdtest sills quali trattazione: superfici isoterme, 7; (= 1, 2. Ni 2, riflessione ed emissione diffuse (€,, a, p, sono caratteristiche non direzionali); ~ istribuzione_uniforme della _radiositi_su_ciascuna_supesficie; 4. regime permanente, Un_bilancio_di_enerea,_relativamente_allintevali_elementare = 4i lunghézza.donda 2 A+ dA per il volume di controll evidenziate in figura, consente di correlare la potenza termica da somministrave Ad, Ad A AGa aT} h-~<6, » Ada a Ay a ‘Fgura 3.30-Cavith composta da. supefis et I generic supetici 4 alla_superficie, con_una_sorgente_esterna temperatura 7), con la differenza tra_t superficie ¢ Virridiazione proveniente dat Ja cavita: radiazione ¢ somma.dei contributi relativia tutte te superfi- ci (comprendendo ia 4, stessa se concava): AG, 1 Gin Ii Sis itn, ” ” EAS, Fy 22 Ady Fey (3.69) avendo...utilizzato...a- proprieta. i_secingelth peri fe di confi- gurazione. La radiosita @ somma delle N aliquot® itienttsui superfici della — Ad; 7 3.70) Sostituendo le (3.69, 70) nella (3.68) si ha: . 71) 3.72) avendo indicato con Q;.,,,!4 potenza netta scambiata tra le super- fici 4; © A, relativamente allintervallo 4 +X + dd che vale: Qioyy = Ai Cin ~ In) Fong 73) pe eo La forma. dell'equazione_(3.71) suggerisce analogia tra il feno- lo_Felativo~atle (in regime” staziona- Ja rere Figura 3.31 Analogs ta cavit e ete lettin, “io, L'analogia suse ta Je radios ed potential clei, ta le p 1 Pony Fae te component ltr riche, Fig: 3.31. J digeddone tnicament dale tonfguaione geome Ireiomento 143 — @ analoga-quindi-al-principio di Kirchhoff relative aj.nodi: la somma algebr ~ @ pertanto, mati (3.746) Pin Sostituendo fa (3.74b) nella (3.68) si ottiene O, Ae En ~ In) (3.75) La G.25).consente-dicompletare la rete elettrica.che_& riportata— 3.32, connettenda_il_potenziale Ja_ad_Eyq_mediante ta resisienza p,,/A,¢,,, che € funzione delle caratteristiche rac superficial] ed_& tanto_pil_piecola quanto pit le_carafterisiiche della erficie approssimano.quelle_del. corpo nero. ei In — In) Ar Fey (3.76) On ar (3.77) Per semplificare I'analisi, si suddivide lo spettro in un numero fi- nito di bande Ade (k = 1, 2, ... K); in ciascuna di esse si assumono costanti con Xi valori delle caratteristiche radiative superficiali. Que- sto modello @ detto a bande © costituisce una discretizzazione del ‘caso pit generale; in questo caso le (3.76, 77) diventano: 144 Copia tere . Ali x Oy = SE (Ene Sel = EB Vie — Iu) As Fy 3.78) Pie ms G79) Un_modello_ancora_piii semplificato_di quello a bande é il cosi detto modelo. grigto perfel-sond costant_con A ip. tutto i campo, delle. lunghezze d'onda della radiazione’ termi mente si fa’ 5 - Ave ¥ . " 6 = EJ = EO, AF, G.80) Nel caso, infine, di modello nero si ha: a=2 6, — Ey) Ay (3.81) Eon, aN Kis Ai Fis Fegur 3,32 Analogia ta cat ete eletirien 1 bilanci_di_energia_espressi, secondo i differenti madelli, dalle TD, (3.78, 79), (3.80) € (3.81) insieme alle condizioni_al nico il_quale te-caratteristiche_ radiative su Irsgriomento 145 contomo,..costituiscona_ta_formulazione_matematica_deL_ problema dello. scambio. termico radiativo_in_cavitd, In analogia alla classifice igiegid esposta tie! éapitolo precedente, considereremo.condizioni al_contorno del 1° tipo, Ex; = 1, 2, corispondenza_biunivoca tra nonché del 3° tipo, assegnati._B" evidente chie”nél éaso dl condizioni al contorno del 1 tipo, ‘tratiandosi di potenziali, @ sufficiente assegnare N— 1 valori tiferiti tutti a quello dell’N-esima superficie. La condizione al con- torno Q; (i = 1, 2, ... N) assegnate, costituisce ancora una condi- zione del 3° tipo in quanto, per la conservazione dell’energia, sara sempre ¥ Q; = 0 e pertanto sari possibile assegnare Q; ( 2, NV ~ 1) ed il potenziale arbitrario della N-esima superficie. 4) Modelo grigio, condizione al contorno del 1° tipo, by =e EY, yas, (3.82) (83) = [looper Gey Su Lo per iy {squazione_(3.83)_scritta_pet_ogmuna_delle WV superfici_detia cavit, sce_un_sistema_di N equazioni nelle N incognite J,, Judy. La (Snes one Te dias coniente saute suceessivamente’ le_potenze termiche dalla (3.80). Riassumendo sin- e in forma mairiciale MI (3.84) 146 Gopitolo terz0 dove: m, (3.85) yn 6, F, mj = 20a Fifi 3.86) oT Js oT} ta E, : Je G87) oT Jy La soluzione della (3.84) & JME (3.88) dove M™ & la matrice inversa di M: ty ig oy yy mg May mM 3.89) yy Mya Dalla (3.88), avendo ottenuto gli elementi della matrice M™! utilizzando, ad esempio, una procedura standard di calcolo numerico spesso disponibile come sottoprogramma di libreria nei sistemi di elaborazione dati, si ottengono le incognite radiosita: Mt @Tt mi, oT; (3.90) Ireatiomento 41 b) Modetlo grigio, condizione al contorno det 3° tipo. Siano_1, 2... fle superfici per le quali sono note le tempera: ture ed +1742, .. N quelle per le-quall sono note 16 potenze tefiniche. Dalle G.74a, 69) e (3.80) segue: (3.91) erature © Te po conve termiche (@’) Modelo a bande, condizione al contorno del 1° tipo. Datla (3.78) 3 ha (3.93) dove E,,, & ill potere emissivo della superficie iesima relativa alla banda di lunghezza d’onda Any, ottenibile dalla legge di Planck. La (3.93) pud essere scritta come: (3.94) nik = La (3.94) scritta per le NV’ superfici della cavita determina un sistema dij equazioni che consente di valutare le radiosita e, successi- vamente, dalla (3.78), la potenza termica relativamente all'intervallo Ag. In forma sintetica: Ep = Mr de (3.95) ae 148 Copitolo terzo La soluzione della (3.95) pud essere scritta come: Je ran (3.96) dove Mj} & la matrice inversa di My Pertanto: (3.97) Dalle (3.78, 79, 97) si ottiene: Ky Are EE (6y~ mig] Ear G98) k Pix (b!) Modello a bande, condizione al contorno del 3° tipo. La risoluzione di questo problema & molto complessa ¢ richiede un procedimento per tentativi in quanto le potenze termiche asse- gnate sono i valori integrati sulPintero campo di lunghezze d’onda. Pertanto qui si considera il caso piit semplice in cui sulla sola superfi- ie N é assegnata la potenza termica, mentre per le rimanenti & nota la temperatura. La (3.98), relativamente alla superficie ‘V, pud essere posta come: 2 kN k Oy = EB Corin Enin * 2 Cue Fan (3.99) weit a dove mynd An Evel Pn (3.100) . KN ok On = EE Cin Eni = E Cuan Ene (3.101) Irreriamento — 149 La quantita a primo membro & nota mentre il secondo membro & funzione della temperatura incognita Ty. Risolta per tentativi la (3.101) si pud procedere secondo il caso (a'). (a") Modello nero, condizione al contorno det I* tipo. La (3.81). consente_la-determinazione-diretta della pote mica dalla conoscenza delle temperature: ” Eo(T- THA Fy (3.102) (") Modello nero, condizione al contorno del 3° tipo. Sianol_2,.. r Je superfici per le quali sono note le tempera- ture ed r+ 1, r + 2, oN quelleper_te quali sono assegnate le po- tendé_ tering" (3.81) pud essere seritta come: - (3.103) =r. superfici_di_cui & nota Ja -a_costituisce-un..sistema_: equazioni nelle incognite Ty... T;.2.. Ty. Note tutte Jé temperatures! procede come nel caso (a). —— I problemi pit semplici, che riguardano cavité costituite da poche superfici per le quali sia lecito ritenere applicabili i modelli rigio © nero, possono essere agevolmente risolti ricorrendo allim= piego dell'analogia delle reti elettriche. Si riportano alcuni esempi: i costituita da_3 superfici grige. La rete 1. Si consideri_una_c: 3.33. equivalente & ripor ~ Condizione_al_contorno del primo tipo. Bilancio al nodo J, ~ — Ave En 4) FEA AF Ui) + ALF, Ui 4s) 150 Cepitolo rez0 Bilancio al nodo Jz: Emp —Ja) 2B Ag Fag Ua Sn) + Aa Fao Ua Sa) 1=6 Bilancio al nodo Js ,- 1) AE aA, Ws =A) + As, Osa) € aia tot aa ae ‘Fura 4.33 Rete letra equivalent ta cv coetiita date peti ark ze Determinate le radios re Jy si valutano Je potenae_ser- miche come? Q, = (Egy — SOIR, G=1,23 af coptorne del ter tipo si Suppo! Bilancio al nodo J, Aves Eq, Sy En“) Tay BAF Ui - a t Ah Iraetiomento 154 Wa Si) + Az Fy_y Or ~ Ja) 2. Nel caso che una delle superfici sia adiabatica, sia ad esempio: Os =0 (3.104) dallequazione di bilancio (3.68) segue: Js 2 (3.105) ed ancora, utilizzando la definizione della radiosita, si ha: g, ny = Ga (3.106) © quindi: (3.107) Secondo Ia (3.105), per la superficie adiabatica, Virradiazione ¢ la radiositi coincidono ed & per questo che le superfici adiabatiche di una cavita sono dette riirraggianti. Dalla (3.107) segue, secondo Panalogia clettrica, che la differenza di potenziale relativa alla super- ficie riirraggiante & nulla: quale che sia il valore della resistenza Capitolo toro (1 = ofAe la corrente & nulla, Il valore del potenziale J, @ quindi fiuttuante nel senso che non pud essere assegnato indipendentemente, ima il suo valore dipende dai valori dei potenziali, correnti ¢ resistenze che definiscono la cavitd. Alla luce di questa analisi, la rete elettrica Am Ea En a Afra Ae Figura 3.34+ Rete eletsica equivalente ad era caithcostiulta da te super, i cat una adiabatic ele alte gre, equivalente diventa quella riportata in Fig, 3.34. I valore di Ey, &: =) RO, — Ris Oy RalRr + Ris + Ras) 108) 3. Si consideri una cavita grigia costituita da una superficie convessa che & circondata completamente da un’altra, Fig. 3.35. ‘Questo caso comprende sia quello di due superfici cilindriche coussiali indefinite che quello di due sfere concentriche. La rete equi- valente & quella riportata in Fig. 3.36, e quindi si ha Feure 335~Cavith ‘costivita 61 due supectii griges In prima, convessa, & completamente eitconcata dalla seconds. igure 3.36- Rete eletson equivslente ad una cavithcostitulta da éve superic sie 109) Poiché A, non vede se stessa, F,_, = 0 e quindi @ F,_, = 1; dalla proprieta di reciprocita si ha ancora che F,_, = Ay/Aa © quindi che Fy, = 1 — Ay/Aa. Pertanto la (3.109) diventa: Pa Ay Eqs — Eng Ayo (Tt = Tt 6) = 0,.,- Geo fe) = Ae TD +144 (t- ara e es a G10) Se Ay Aq la (3.110) pud essere approssimata dalla: Qe, = Aree (TE - TY @ai) E’ owio che Qy costituisce tutti i casi analoghi in cui £,, = , soluzione di questo caso ¢ di Pd ed Eq; = Eq, +A oon A. parametzo arbitra, owvero, per la determinazione di Qy ® sutfc iente conoscere la differenza dei poteri emissivi. E’ evidente che la conoscenza della potenza termica Q,, e quindi di Q2, consente di determinare la differenza dei poteri emissiv, owvero il loro valore a meno di un parametro arbitrario. 154 Capitolo ter 4, Un caso particolare di cavita & quello di due superfici piane, parallele, indefinite e grige. In questo caso si ha che: Az © quindi la (3.109) diventa: (3.112) Si noti che questo caso @ a rigore astratto ma che é approssi- mato da configurazioni costituite da due piani paralleli non indefiniti tali che gli effetti di bordo siano trascurabil Melle se Capitolo quarto Convezione + delle coangius © rattlonss wlll sects sob L’analisi della trasinissione del calore per cguyezione @, rispetto a quells"condotla per la conduzione, resa pi SoRBTERT dal ruolo primario che il moto del fluido gioca nella valutazione della potenza termica trasferita, II problema del calcolo del campo della tempe- ratura é legato a quello relativo al campo della velocita. ‘Nei primi paragrafi sono derivate, nelle seguenti ipotesi regime stazionario; -<® flusso bidimensionale; fiuido-a comportamento incomprimibile; (cert figido con proprietd, termodinamiche costanti; le equazioni fondamentali per il problema: continuita della massa, quantita di moto ed energia, e sono contemporaneamente richiamati i concetti fondamentali di flusso laminare ¢ turbolento, di viscosité, nonché il legame costitutivo che lega le forze superficiali alla cine- ‘matica. Le equazioni, presentate in forma scalare in coordinate ret- tangolari ¢ cilindriche, sono quindi adimensionalizzate per indivi- uate i gruppi adimensionali che, sia per la convezione naturale che per quella forzata, influenzano la soluzione del problema. In questa trattazione & stato introdotto il concetto di strato limite e, conse- guentemente, le equazioni che governano il fenomeno sono state semplificate, sia pur discorsivamente, nella forma di equazioni dello strato limite. Lo scopo principale di questa prima parte dell’espo- sizione & quello di fornire un'adeguata comprensione del significato fisico delle equazioni, perché possa risultare chiara I'influenza che le numerose variabili indipendenti hanno sulla conduttanza convettiva unitaria media fe. Successivamente & presentata, secondo Mapproccio classico di Langhaar, Vanalisi dimensionale per la riduzione del numero delle variabili Sono, infine, fornite, per le geometric ed i casi pid frequente- mente ricorrenti, le correlazioni adimensionali per la stima di h,, in regime forzato © naturale, 156 Capitoto quarto 4.1, Equazione di continuita della massa. Si consideri, Fig. 4.1, un volume di controllo V.C., posto in una regione in cui vi sia fluido in moto, definito dalla superficie di con- trollo S.C. e, su questa, la superficie elementare dA= ndA — si é oO s.c! Definzione del volume di contollo per la dervazione del'equatione i contauit della massa, indicato con n il versore della normale ed & considerate positive se uscente dalla regione racchiusa da S.C. ~ Il campo. vettoriale di velocita v = f (P, 8) determina un flusso di massa, $m, attraverso S.C.; indicando con p la densita si ha: igure 6.1 ~ \ bn [ evans Ve(wvdaV 41) Isc. Ve. avendo utilizzato il teorema della divergenza (2.19). Dalla (4.1) segue che il flusso di massa netto uscente da un volume di controllo infinitesimo &: de, ‘onaVy (42) € che, conseguentemente, Ia legge di conservazione della massa pud, con riferimento al volume di controllo dV, essere scritta: 43) Lequatione dela continuttd dela 1, 26 3, riferendos! ad un sistema 9 ed indicando con we» le componeaf 2.14) serie ae - Ee ai 7 : Sug ae (4.4) x ay 4,2. Equazione della quantité di mote. Con riferimento alla Fig. 4.1 sid ie quantité di moto lineare la seguente grandezza vettorial P=! pvdPee (4.5) La prima legge di Eulero — dettaa postula che, con riferimento ad una tern a (4.6ay feller cagenti sul volume in cui con F si é ind di controllo. Si & soliti suddividere la F: di superficie) e nelle forze di massa. Le pr che il fluido esterno alla S.C. esercita sul rze di contatto (0 dovute all'azione © un'equazione quelli gravitazionale, elettrico e magneticog ii SMA Bequazioni scalari vettoriale che, in base allipotesi 2., equi indipendenti: (4.6b) Si vuole ora rendere esplicita la scrittura’ delle; (4 plicit, ci si riferisce ad un volume di contro! b) e, per sem- wentare dY a (1 Lo devivata sastunzste,indicata cow Uf soprassegno o con t SimibOIo DIDS, i somma dele dena Iede (86 ¢ aula conretina eh, state Gelion desperate | 158 Copitolo quarto dedydz. Ricordando che le forze di contatto per unita di superficie sono dette sforzi e che questi sono suddivisi in sforzi normal, a, se agenti normalmente alla superficie, ed in sforzi tangenziali,r, s¢ agenti_parallelamente alla superficie, in Fig. 4.2 sono stati rappre- sentati gli sforzi che agiscono su piani mutuamente perpendicolari relativi al generico punto P (x, y) che, in base al teorema fonda- y Oy + nay by to ae ate y sete tet ay |” te 7 \ \y Ow tale di Cauchy, definiscono la forza di contatto nel punto. Si é tras fe seguente nomencltura: il prio pedice denota a. normale Sa superfite I secondo a direione dello sforzo stesso; a generica onponente di sforo & posta se sit il vrsore della superficie che 1p orzo stesso sone, oventatl nella diezione positiva o negative del Somspondente ass di tifrimento, Si ha prtant Risultante della forza di (4.7a) contatto lungo x Bes 4 Bee) ay oe ey Stee 4 Ber) ay = Risultante delle forea (4.70) oy Ox di contatto lingo Comezione 159 Indicando con FY"e FY""le forze di massa per unita di volume agent rispettivamente helle direzioni x ed y, dalle (4.5, 6b,7) si ottiene: D(pu) 2, | at, + (4.8a) Da ay ee oy (4.80) Do ox In base alle ipotesi 1, 2 € 3 (si veda la nota I a pié pagina, in questo capitolo) le (4.8) si possono scrivere au dove, ar, am ri Stee ye a oles: a) + oy By cow ae ar, ae + ; otc : 90) Le (4.9) rappresentano la scrittura in forma scalare dellequa- zione della quantita di moto per flusso stazionario, bidimensionale ed incomprimibile Perché le equazioni differenziali (4,9) possano essere atte a predire le componenti della velocitd, in relazione ad assegnate condi- Zioni ai contorno, & necessario correlare gli sforzi al campo di velo- cité. A tal fine si richiamano alcuni concetti e definizioni sul moto dei fluidi. — Flusso laminare ¢ turbolento, | concetti di flusso laminare e turbolento possono essere intro- dotti efficacemente descrivendo il classico esperimento che O. Rey- nolds condusse per primo nel 1883. L’apparato, schematicamente Fiportato in Fig, 4.3, permette di realizzare un flusso di acqua attra- verso un piccolo tubo di vetro, la cui velocita é modulabile con una valvola posta alla fine del tubo. Dell'inchiostro colorato dello stesso 160 Capito quarto peso specifico dell’acqua @ iniettato nella sezione d'ingresso del con- dotto. Quando la sezione d’efflusso della valvola & piccola, linchiostro si muoverd attraverso il condotto lasciando una traccia ben definita della forma di un filo sottile, Fig. 4.3. Cid evidenzia un campo di Inehlosteo Iniettore Zz Vaivola Flusso laminare Figura 4.3~ Lesperienzs di Reynolds, moto puramente assale; ulteriri misure di velocita evidenzierebbero Ghe le velocita @, in ciascuna sezione, costante su superfcicilindriche coassiali e che, al variare del raggio, la velocita diminuisce dal centro della sezione verso ln parete del tubo, dove si ritiene che la velocita felativa sia nulla, Con’ Paumentare della sezione di efflusso si rileva Che € taggiunto un regime di moto per il quale la precedente caratte- Fisica Ue repolaitd del campo di velocita si attenua gradualmente, wridenziando, Fig. 44, un’instabilitd crescente. Il filo colorato d'in- Transizione Figura 4A~ Zona di tansizions, chiosiro inizia_q mescolarsi con l'acqua e la sua traccia, precedente- mente ben definita, inizia a sfilacciarsi. Si sta verificando una ¢ransi- zione dal precedente regime di moto ben ordinato, che ¢ detto laminare, verso un regime instabile. Un'ulteriore apertura della valvola deter~ == Flusso turpotento Figura 45-, Flas turbotent, mina, Fig. 4.5, nelle sezioni finali del condotto, la complet sione della traccia dell’inchiostro, che tende a colorare uniformemente Vacqua. Al moto assiale 8 ora sovrapposto un campo di rapide fluttua~ zioni radiali che determinano il mescolamento. Questo regime di flusso Conrezione 164 2 detto turbolento. Per un flusso laminare in regime stazionario pro- prietd quali la velocita, la pressione ¢ la temperatura hanno valori in lun punto che non mutano con il tempo. Per flusso turbolento; invece, i caotico mescolamento prodotto da componenti di velocita trasver- sali causa la continua variazione nel tempo dei valori delle proprieta in un punto. Si comprende quindi che la stessa dizione di regime sta- Zionario richiede, in questo caso, una precisazione. Sia B una generica proprieta e se ne consideri il valor medio temporale | eae a- ari, 24 10) dove AO tale che, per ogni 8, risulti: (4.11) avendo posto: (4.12) owero che il valore locale istantaneo di B, Bj, sia pari alla somma r __ T's Fluttuazione flor medio tempor: ° @ Figura 4.6 Flutuazione ela temperatura in repime turbotente del valor medio temporal, 8, con le futtuatione B'. Con le poszioni fatte (4.10, 11, 12) si ha che B non varia nel tempo, ed é con rife- rimento a questa componente di B che si pu ancor parlae df Musso Stazonario. Come esempio, in Fig. 46 © rportato un dagrimme 162 Capito quarto. di valori locali di temperatura misurati con un sensore avente una costante di tempo molto piccola; sono evidenziati il valor medio Te Ja fluttuazione 7", ~ Viscostta, Si consideri, Fig. 4.7, un sistema costituito da due piatti piani, paraleli, molto estesi, tra'i quali vi sia un fluido. I piatto inferiore @ fermo, quello superiore si muove, paraliclamente a se stesso, con velocité costante w,; indichiamo, inoltre, con L la distanza tra i piatti. Ipotizzando che il regime di moto sia laminare, si ha che esso 8 determinato dalla sola forza tangenziale che ¢ necessario applicare al piatto superiore; non vi sono pertanto gradienti di pressione nella direzione del moto. Si pud rilevare sperimentalmente che il profilo i velocita u(y) & lineare, con velocita relativa rispetto ai piatti Figura 4.1 ~ Schema fisco pert definitions dts viscosit, nulla: w (0) = 0, u (L) = wy. In condizione di regime stazionario, la forza esterna da applicare, che per unita di area del piatto @ indica- ta con t,,, bilancia gli effetti dissipativi interni al fluido che nel suo complesso é in moto poiché, a livello molecolare, si determina trasfe- Fimento netto di quantita di moto tra strati contigui nella in cui la velocita diminuisce. Sperimentalmente si rileva che &: « 2u we (4.13) La (4.13) evidenzia, sia pur per un caso particolare, il legame esi- stente tra il campo di velociti e gli sforzi che si generano alf'interno del fluido. Un fluido per il quale Ia relazione fenomenologica che lega causa (Qu/ay) ed effetto (r,,) & lineare, Fig..4.8, & detto fluido Conerione 163, Newtoniano e la costante di proporzionalita da inserire nella (4.13) @ detta viscositd (dinasnicaY u: rye o bu ay Flows 48- Faldo Newtonina, 2M Te RS (4.14) La (4.14), legge della viscosita di Newton, definisce tn viscosita del fluido: con riferimento al caso di Fig. 4.7, quanto maggiore & la viscosita del fluido, maggiore & la forza tangenziale necessaria a man- tenere il piatto superiore alla velocit® uw; ragionando a pariti di 1, yx cresce al erescere di'uy. Le dimensiont di ut si ricavano dalla (4.14) © sono [ML 6] ¢, conseguentemente, I'unita di misura SI & kg/ms. Per j fluidi Newtoniani x @ una proprieté di stato del fluido. Per i liquidi u & praticamente indipendente dalla pressione e decresee Velocemente con la temperatura. er i gas 4 @, in. prima approssima ione, indipendente dalia pressione, ma aumenta con la temperatura. Hl modello “fluido Newtoniano” costituisce una buona approssi- mazione per molti liquidi e per i gas in generale, per gli stati termo: dinamici che pid usualmente s'incontrano. Per fluidi pastosi e per polimeri complessi, come esempio, la relazione lineare non é idonea € va sostituita con’ modelii pit complessi; questi fuidi sono generica- mente detti non-Newtoniani. 1 rapporto tra la viscosité © la densité del fluido definisce la cosi detta viscosité cinematica ¥: vpsk (4.15)