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I PRINCIPALI METODI DI RAPPRESENTAZIONE

Le proiezioni ortogonali sono una tecnica di rappresentazione che consentono di visualizzare un


oggetto anche tridimensionale sul piano bidimensionale (il foglio da disegno). Si tratta di proiettare
secondo tre punti di vista lo stesso oggetto, ortogonalmente (perpendicolarmente) a tre diversi
piani, ottenendo così tre diversi punti di vista: una dall’alto chiamata pianta, una frontale chiamata
prospetto e una laterale chiamata profilo.
E’ una tecnica di disegno abbastanza antica, nasce ad opera di Gaspard Monge, studioso francese
che teorizzò questo sistema rappresentativo per finalità militari tanto che inizialmente era
considerato segreto.
Per eseguire una proiezione abbiamo, quindi, bisogno di tre elementi: l’oggetto, i piani di
riferimento e il punto di vista.
- Se il punto di vista è situato all’infinito avremo delle proiezioni parallele (o cilindriche) come,
ad esempio, le proiezioni ortogonali o le assonometrie.
- Se il punto di vista è situato a una distanza finita, avremo delle proiezioni centrali (o coniche)
come, ad esempio, la prospettiva.

L’assonometria è un sistema di rappresentazione piuttosto utilizzato perché permette di


visualizzare contemporaneamente 3 facce dell’oggetto rendendo bene l’idea della
tridimensionalità. L’assonometria è, quindi, la proiezione di una figura, su un piano di
rappresentazione detto “quadro”, ottenuta colpendo l’oggetto con raggi paralleli il cui centro di
proiezione è all’infinito.
L’assonometria è un metodo affine alle proiezioni ortogonali nel senso che, essendo uno dei metodi
di proiezioni parallele, le misure dell’oggetto non cambiano ma può cambiare visivamente la forma
di alcune facce. Quindi, come nelle proiez. ort., anche in quelle assonometriche si può risalire alle
dimensioni reali dell’oggetto e anche alla sua posizione nello spazio. L’assonometria, inoltre,
fornisce contemporaneamente i dati metrici relativi a altezza, larghezza e profondità.
Nell’assonometria possiamo distinguere due grandi categorie:
- Assonometrie ortogonali: si chiamano così perché i raggi proiettanti sono perpendicolari al
quadro. Le misure, inoltre, sono quelle reali ma gli angoli si deformano (infatti non ci sarà
neanche un angolo di 90)
- Assonometrie oblique: si chiamano così perché i raggi proiettanti sono inclinati rispetto al
quadro. È quella che più si utilizza per il disegno a mano perché fa in modo che uno dei 3
piani che utilizzo nello spazio sia parallelo a una faccia dell’oggetto in modo tale che, questa
faccia, non si deformi.
Sia che si tratti di assonometria obliqua o ortogonale, in relazione alle varie unità di misura possiamo
distinguere l’assonometria:
- Monometrica: unità di misura reali su tutti e tre gli assi;
- Dimetrica: due misure uguali e una diversa, come nel caso dell’assonometria cavaliera
generica in cui, nell’asse delle y (inclinato a 45 rispetto all’orizzontale), si dimezza la misura;
- Trimetrica: tre diverse unità di misura.