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Vedo gli errori classici: fanno 7/8 trade inutili, poi ne fanno due o tre in perdita e brucia il conto.

Il classico errore è quello di non chiudere le operazioni in perdita, ma chiudere velocemente quando guadagnano.

E’ fondamentale la capacità di adattarsi. Nella vita abbiamo più possibilità di controllare le cose, mentre i mercati si
possono solo seguire non controllare.
Mai essere troppo convinti delle proprie posizioni sul mercato: non dobbiamo avere ragione ma fare soldi sui mercati.
Impara a gestire il rischio, perché é decisivo. Nei mercati si fanno soldi quando si limitano le perdite, che non si
tolgono, non si possono eliminare com lentamente, bisogna limitarle.
Un conto è recuperare quando si perde poco, ma quando si perde tanto il recupero diventa impervio e quasi impossibile,
diventa una cosa complessa. Il problema non è tanto quando si perde, ma quando si vuole recuperare, é lì che uno
affonda completamente. Per questo é importante gestire il rischio e limitare le perdite. I mercati sono sempre là, ci
danno sempre l’opportunità di guadagno.

La folgorazione è stata leggendo i libri di Joe Ross. Il capitolo numero 7 diceva “Il trading é un’arte” e spiegava come
la mano primaria e secondaria ti fregano con le ricoperture, con le fasi, con i cali.

ritengo che non sia un lavoro per geni, ma é un lavoro per culi di pietra, per secchioni, però é un lavoro che ha una
caratteristica fondamentale, che é la tenacia. E se c’é una caratteristica che mi riconosco é quella di essere tenace.
Sono una persona che molto spesso pensa, se ce l’ha fatta “Mario” posso provare a farcela anch’io.
Lì il mercato mi ha dato una lezione. Credi di sapere, non sai manco come si imposta un’azienda. Lì ho cominciato, ho
fatto il mio diario di trading, in excel. Lì ho capito perché perdevo e allora sono andato a ragionare sulle motivazioni
psicologiche del perché perdevo. Io ad es. avevo un 74% di operazioni negative sui Breakout, long sulla forza e short
sulla debolezza: ho capito perché lo facevo e lì é una triplice forma di paura. L’avido è talmente attaccato al denaro,
pur avendone tanto, che pensa che non gli basti mai, é una paura che nasce da un’ansia di sentirsi nudo nonostante tu sia
vestito e una casa ben riscaldata, che é una paura che é molto più subdola e difficile da capire della paura di perdere
denaro. La paura che non ti basti mai nasce da una sensazione di poverite dentro, di attaccamento al denaro quando
dentro ti manca tutto il resto, che non é solo l’autostima e la fiducia in te stesso, e in quel caso quella paura dell’avidità,
che é una cosa con la quale ho combattuto tantissimo, pur non essendo attaccato al denaro, ma in realtà nasce da
un’insicurezza di fondo, e dal programmazione che abbiamo nei primi 7 anni. Anche adesso il clima di crisi, di
insicurezza economica che abbiamo, non può non lasciare una traccia dentro noi stessi.
E se vogliamo che il nostro trading prima di essere profittevole diventi stabile, questo viaggio bisogna farlo, cercando di
capire che la mente e il cervello non sono la stessa cosa. Il cervello é la serie storica di dati, l’Hardware, la mente é il
SW, e se nel SW c’è un baco, prende quei dati e ci costruisce altre cose, e tu vedi short quando é long, long quando é
short, e non ci capisci nulla, perché in realtà é il SW che ti comanda a vedere quelle cose. E se tu non ti sprogrammi e
non apri quel cassetto, che é dolorosissimo, e non accetti che quel cassetto deve essere rimesso a posto, continui
nella coazione a ripetere gli stessi errori, che si fanno nel trading, nella scelta degli amici, del partner, nella vita di
tutti i giorni, al supermercato.
“Lavori molto bene, ma se ti posso segnalare un difetto tu sei perfezionista e prendi degli stop legati al tuo carattere.
Se l’operazione non va là, tu insisti a tenerla anche quando l’operazione ti va contro.”
La gestione dello stop è una pratica esistenziale del trading: molti di noi non accettano lo stop perché personalizzano
così tanto il trading, che se il trading non ti dà quel tipo di conferme, ma ti dice “L’operazione é sbagliata”, che é una
conferma anch’essa, si sentono minacciati nella loro integrità individuale. Ovvero lo stop equivale a un pop-up che
compare sul tuo schermo “Sei una brutta persona”, no, hai sbagliato un trade, non sei una brutta persona.
Tre stop di fila, non sei tre volte brutto, hai preso soltanto tre decisioni sbagliate. Se noi accettiamo questo, accettiamo
che lo stop è uno dei costi industriali della nostra azienda di trading, così come un’azienda accetta di avere un
contenzioso. Per la gestione dello stop mi ha aiutato moltissimo fare un diario, ci ho messo anche ora e minuto di
entrata e di uscita, e ho capito che ho una zona di confort caratterialmente parlando: opero in intraday, e fino a 17
minuti la curva dei miei profitti é bellissima, da 18 a 30 minuti tende a perdere di forza, oltre i 30 min aumenta in
maniera esponenziale la possibilità che l’operazione vada in perdita. L’overnight per l’80% é perdente.
Non mi sono mai pentito delle cose che ho fatto perché non ci credevo, mi sempre pentito delle cose che ho fatto perché
ci credevo troppo. La gestione dello stop l’ho inquadrata in maniera scientifica, rientra sempre nel fatto di accettare
il NO, di dare al NO un senso. E prova ne sia quando il mercato non va e congestiona, resta lì, ho il mio stop a
tempo, di 30 minuti, e il senso di sollievo che provi quando lo chiudi… è secondo soltanto a quando togli tutti gli
oscillatori dal grafici e vedi il grafico pulito e i tuoi occhi hanno un sollievo. A volte mettere lo stop é un sollievo
dell’anima e capisci che l’anima ha bisogno di leggerezza, l’anima del trade, questo è un lavoro che si fa con l’anima.
Lo stop é un’entità benedetta, un alleato. Certo, se lavoriamo con l’orgoglio… “Chi é il mercato per stopparmi? Sono
un trader vincente!”
Prova ne sia che molti si avvicinano al trading dopo essere stati professionisti di successo nella vita, quanti
ingegneri, medici, avvocati, commercialisti, imprenditori, che hanno avuto grandi successi nella loro attività, e che
fondano grandi speranze di aver successo in un’attività apparentemente più facile, con meno barriere all’ingresso, col
fatto che hanno un passato molto long. E il trading li shorta tutti, li pialla, li porta sui supporti della loro vita in
maniera incredibile, l’ho pensato anch’io. Sai qual era dei 7 peccati capitali quello che gli dei dell’antica grecia
punivano più di tutti? L’ira? No. La gola? No. La superbia! Infatti il diavolo è stato inventato quando Lucifero è andato
da Dio e gli ha detto “Io sono più figo di te”. Non ci possono essere due galli nel pollaio, e il pollaio é il MIO. Fuori.
Lucifero, bellissimo, meraviglioso, è diventato diavolo perché ha osato sfidare la legge divina, quella legge che ti dice
“Guarda, caro uomo, che é bello perché sei limitato”. Quante volte abbiamo detto “il mercato per me deve fare, per me
deve andare lì…”? Bisognerebbe solo mettersi lì, così, a guardare.
Stefano Fanton ha scritto un libro bellissimo, e dice “Il trader samurai ha ucciso il proprio ego. Non ha opinioni alcune.
La sua lama é indifferente a preghiere e suppliche e colpisce senza esitazioni.Un’arte che si impara non aggiungendo
qualcosa alla propria preparazione, ma togliendo qualcosa alla propria indole.”
Il mercato é uno dei più grandi e migliori maestri che io abbia conosciuto. Io sono molto affezionato a questo lavoro per
quello che mi ha dato, e quello che mi ha tolto non é nulla in confronto a quello che mi ha dato. E se l’ha tolto l’ha fatto
per rendermi un trader migliore. Di questo sono molto contento.
Datano entrambi 9 marzo 2009. Seguivo la discesa dei mercati finanziari da 980 di SP500, 25 ottobre 2008.
Picco dell’ipervenduto del MACD. Da allora l’indice sp scese di altri 300 punti. Ebbi la sensazione che era una
lunghissima fase di accumulo. La sera del 9 marzo, osservando il market profile di una piattaforma future usa, dalle
9.55 alle 10.15 di sera vidi passare delle tonnellate di acquisti su sp500. Erano 4 mesi che guardavo il mercato. Scrissi
sul mio sito “prendetemi per pazzo, ma io stasera mi indebito e compro.” Parliamo di un Lapidari che oggi non potrebbe
più fare quelle cose. In questo senso é stato il peggior trade della mia vita. Chiamai il broker e chiesi di aumentare la
leva e feci una sacchettata di roba. Il giorno dopo sull’indice italiano lanciai un ETF virtuale: prendiamo i 20 titoli più
massacrati della nostra borsa e faccio l’ETF dei massacrati, 1000 euro su ogni titolo senza leva.
La borsa americana dopo il minimo a 666 chiuse a 680. Dopo10 giorni era a 750. Il guadagno esplose. Ma io non
sapevo dove mettere lo stop e il trailing stop, ero ancora un trader de panza. E quindi a 750 chiusi perché mi ero
impaurito dal troppo. Non ero psicologicamente preparato a governare una situazione che era più grande delle mie
capacità mentali. L’ETF sui massacrati non l’ho mai guardato, l’ho guardato dopo 3 mesi, con un guadagno del 45%.
E mi dissi: “Come mai sei stato capace di non guardare un’operazione a leva 1:1 mentre non hai dormito la notte per un
guadagno a leva 100:1.?” Vuol dire che la cosa giusta é lavorare con leva bassa. Se andassimo a fare un diario degli
errori più diffusi avremmo: incaponirsi, mediare, andare contro il messaggio del mercato. Quello parla e tu non lo
ascolti: voglio vedere che rapporto d’amore può uscire fuori quando uno parla e tu non ascolti, come minimo ti fa le
corna… metaforicamente parlando ti butta fuori di casa. E poi usare la leva.
Vuoi un risultato? Risultato = capitale * tempo * percezione individuale del rischio.
Fai lavorare molto il capitale? Devi diminuire il tempo. Se non sai gestire questo perché l’entrata pulita al millimetro
non la sai fare, allora devi far lavorare meno il capitale e far lavorare il tempo, il tutto corretto con la tua percentuale di
rischio. Invece in realtà noi quando mediamo aumentiamo il tempo e carichiamo sul capitale!
Tutte le persone che hanno trovato nel trading la chiave di svolta della propria vita e serenità, sono persone che in quel
cassetto sono andate a metterci le mani. Tutte le persone a cui fa fatica aprire quel cassetto continuano a cercare i
segnali, le tecniche, gli indicatori, i sistemi, e alimentano un’industria che trova le sue ragioni economiche di esistere
nella vendita di questa droga. Devi desiderare la felicità nel trading, molte persone tradano con la morte nel cuore.
Siamo venuti al mondo per evolverci, per stare bene, non per essere destinati all’infelicità. Dobbiamo sostituire le
parole che usiamo con noi stessi: un conto è dire “il DAX deve andare a 10000”, un altro è dire “io penso che il DAX
potrebbe andare lì e mi farebbe piacere perché sono long”. DEVO significa assoldare un caporale tedesco delle SS che
ti frusta, ma il mercato non funziona così. Le tecniche vengono dopo la psicologia, l’arredamento della casa viene
dopo, prima devi predisporre. PERCHE’ MOLTI NON RIESCONO NEL TRADING? Perché non lo
vogliono. Marco Tosoni l’ha voluto. Giorgio Gavinel l’ha voluto. Le persone che hanno successo nel trading l’hanno
voluto e hanno deciso di pagare il prezzo. Questo non è un lavoro per artisti, per predestinati, certo bisogna saper far
di conto, avere una capacità visiva di elaborare le informazioni, bisogna stare 8 ore su una seggiola e non sentirsi
stanchi, ma poi c’è il desiderare una cosa. La maggior parte delle persone non ci ha creduto abbastanza.
Io spendevo una barca di soldi in piattaforme, in libri, in viaggi, in attrezzature, ho rinunciato ad altre cose per fare
questo. Quando ho avuto il periodo difficile, io ho staccato col trading e mi sono rimesso a lavorare. Ho lavorato fino a
tutto il 2007 per una società di leasing. Tornavo a casa alle 7 di sera, mangiavo e poi facevo il MiniNasdaq.
60-80 euro a sera, e ricostruivo il capitale psicologico. L’ho fatto per un anno. Alle 22.30 andavo a dormire, alle 4 del
mattino mi svegliavo e andavo a studiare fino alle 630. Mi lavavo la faccia e andavo a lavorare. Mi riconosco il culo di
pietra di averci creduto, e aver visto altre persone crederci che mi hanno confermato che era così che si deve fare.
Nella vita tutte le cose buone che ho fatto, le ho fatte perché ci ho creduto. Le cose che non sono riuscito a fare, e perché
non ci ho creduto, perché non mi interessavano, non erano nella mia scala dei valori. Non siamo costretti a fare trading. Non dobbiamo
dimostrare nulla a nessuno.
Fatevi il mazzo se ci credete. Il mercato se gli dai amore, ti restituisce amore. Dagli avidità… che cosa pensi che ti dia indietro? E’ uno
specchio eh! Che Consiglio Vorresti Aver Ricevuto Fatti un anno in demo e impara il Money Management. Che qualcuno mi avesse
spiegato la differenza tra margine e sottostante. Non l’ho ricevuto perché non l’ho chiesto.
Antonio Landolfi Con l’accesso all’informazione la gente pensa di tradare mercati e strumenti semplici, mentre
hanno in mano una bomba ad orologeria e tante volte non se ne accorgono.
Come sono cambiati i mercati negli ultimi 20 anni? Con il trading online si sono stretti i tempi dell’operatività.
Se prima potevi fare delle operazioni e programmarle a un mese, due o sei mesi, adesso é tutto più esasperato, la
volatilità é più alta anche nelle giornate singole, si vede la presenza di operatori grossi che spostano i mercati
giornalmente da supporti a resistenze in modo repentino, perché oggi anche le grosse istituzioni vivono di trading
giornaliero. Diventa difficile battere le mani forti. I mercati non sono più univoci e unidirezionali.
Quando sono riuscito a mantenere l’operatività giornaliera sposandola con l’operatività a lungo termine é stata una
svolta, perché ha aumentato le mie potenzialità di guadagno. Il mio trading intraday nasce dall’analisi grafica e tecnica e
si adatta a qualunque mercato e strumento. Nasce dallo studio della sera precedente, devo aver giù ben chiaro cosa mi
aspetto dai mercati, ho il piano A e il piano di riserva se il non funziona come avevo pensato, altrimenti io stesso non
ho il coraggio di fare un’operazione. Tra l’altro avendo con la trading room molte persone che mi seguono e clonato la
mia operatività, sto ancora più attento sull’operazione che faccio.
Dico sempre che posso fare dieci operazioni al giorno, ma se sono bravo ne faccio una sola. -Antonio Landolfi
Poi mi sono detto “Hai imparato adesso? bene rialzati e sii più cattivo di prima nei confronti del mercato.
Il trade più bello é quello che ancora devo fare, perché come tutti é stato facile perdere una grossa somma in poco
tempo, mentre grossi guadagni in poco tempo ne faccio difficilmente. Devo cercare di essere abbastanza costante e
regolare. Il trade più bello é quello in cui il mercato rispecchia perfettamente quello che ho immaginato.
Per trovare le azioni ad esempio uso uno screener che mi seleziona le azioni che posso poi controllare una per una.
Io studio tutto a tavolino la sera precedente. Per l’intraday ho un insieme più piccolo di strumenti.
Il trading mi ha insegnato che non c’è nulla di facile nella vita, anzi le cose te le devi conquistare pezzettino per
pezzettino, non solo come conquista ma come avanzamento della tua conoscenza, non ti devi mai fermare perché
altrimenti c’è qualcuno che é più avanti di te, non ti devi mai adagiare sui tuoi convincimenti né sulle tue posizioni,
devi continuare con umiltà a pensare che sei tu quello che é indietro e mai il mercato che si sta sbagliando.
Quando fai un trade siete in due a farlo, c’è uno che fa l’operazione opposta alla tua, e tu pensa sempre di essere tu dalla
parte sbagliata, non pensare che é l’altro lo stupido, lo stupido sei tu.
Perché molti trader non riescono ad avere successo?
In italia manca una cultura finanziaria e siamo convinti che per far trading non serve nulla, ci si può improvvisare…
Invece proprio perché non é una scienza esatta, serve studiare anche di più di tante professioni difficili.
L’ingegnere che deve costruire bene un ponte, se ha fatto bene i calcoli di carico, poi il ponte resiste per l’eternità.
Non é così per il trading, due più due a volte fa tre o fa cinque. Tante persone questo se lo dimenticano.
Inoltre abbiamo una sopportazione maggiore alla perdita, pur non avendone le capacità economiche, e invece non
riusciamo mentalmente a sopportare gli utili. C’è paura di perdere anche un piccolo guadagno, e quindi si chiude
velocemente, che non sarebbe sbagliato se avessimo la stessa capacità di chiudere le perdite. Il risultato è che non c’é la
capacità di essere costanti. Conosco tantissimi che in due giorni si mangiano quello che hanno guadagnato in sei mesi.
Coloro che sono veramente riusciti sono quelli che non avevano quasi cognizione del trading.
I peggiori sono sempre stati quelli che sono venuti avendo un pregresso di perdite anche eclatanti perché fanno fatica a
fare tabula rasa degli errori del passato, ripetono sistematicamente sempre gli stessi errori.
Gli errori più comuni sono: fare delle cose particolarmente complicate oppure troppo semplicistiche.
Devo riuscire a pensare in modo semplice, che é diverso dall’operare in modo semplice, e nello stesso tempo non
complicarsi troppo la vita con cose di una difficoltà estrema che poi confondono e basta.

Analisi tecnica dei mercati finanziari di John Murphy


Analisi tecnica dei mercati finanziari di Martin Pring
Street smarts di Linda Bradford Raschke

Enrico Malverti Le cose importanti sono perdere poco nelle fasi sfavorevoli, contenere i rischi, e diversificare: la
diversificazione multimarket e multistrategy è quella che mi ha tenuto sul mercato tutti questi anni e mi ha consentito
poi di passare indenne alle fasi di drawdown e di riprendermi sempre.
Il vantaggio dei trading system è di tipo psicologico perché hai meno stress e puoi seguire il mercato 24h al giorno
senza avere l’incubo di assentarti, e poi si possono testare le strategie sui dati storici, anche molto lunghi.
Quindi si evita la legge dei piccoli numeri, perché spesso i trade discrezionali fanno dei test sugli ultimi mesi, soprattuto
per i TF brevi, e in realtà non erano mesi significativi e quindi alla fine la strategia non funziona.
Il trading richiede studio e applicazione, non si ottengono risultati dall’oggi al domani, ci ho messo due anni di studio
prima di iniziare a fare trading a leva. Questo di consente di prepararti meglio dal punto di vista tecnico,, ma anche
psicologico, è meglio iniziare a fare trading a leva quando ti senti preparato a sopportare lo stress che deriva
dalle perdite potenziali.
Il neofita o il trader non disciplinato, liquida il profitto molto velocemente perché gli crea ansia e cerca di
monetizzarlo. Quando il mercato gli va contro non taglia le perdite, e lascia correre nella speranza che il mercato
risalga. Se siamo in congestione prima o poi rivedrà il prezzo e liquiderà la posizione, per cui ha una percentuale di
successo molto alta, avendo molte operazioni in profitto o a pareggio. Ma quando il mercato svolterà, e prima o poi
questo accade sempre, il prezzo non verrà rivisto, e andrà incontro a perdite disastrose, e a quel punto sarà tardi.
C’è anche un detto che dice che molte persone partono scalper e diventano cassettisti.

Il Manuale del risparmiatore, Enrico Malverti- Saverio Berlinzani – Edoardo Liuni

Consiglio di lettura
Fabrizio Ferrero, un gladiatore sul forex

Spesso ci sono delle mancanze di base sugli strumenti finanziari in chi si avvicina alla borsa, su concetti fondamentali,
quindi abbiamo cercato di parlare di strumenti finanziari e di errori ricorrenti anche dal punto di vista psicologico.

Tradings Systems That Work, Thomas Stridsman

Analisi tecnica dei mercati finanziari, Achille Fornasini: un manuale che avevo imparato quasi a memoria, utilissimo
per iniziare
Il meglio di «Stocks & Commodities»I migliori articoli della rivista “Stocks & Commodities”, che da oltre vent’anni
costituisce il vero punto di riferimento per i traders di tutto il mondo.
Prefazione di Martin J. Pring:

«Questa antologia contiene una raccolta completa di indicatori e tecniche scritta da alcuni dei piu esperti professionisti
del settore. Welles Wilder e George Lane, i capiscuola, offrono un’esaustiva illustrazione di quelli che sono
probabilmente i due piu popolari oscillatori rinvenibili attualmente nell’arsenale dell’analisi tecnica: l’RSI e lo
Stocastico. Gli indicatori di trend vengono ampiamente trattati da Tushar Chande, mentre a parlarci delle celeberrime
bande di Bollinger e il loro ideatore in persona, John Bollinger. Non mancheranno infine i nomi di Jesse Livermore, del
cui sistema di trading Jesse H. Thompson ci svelerà ogni segreto e di Larry Williams, che ci esporrà con inarrivabile
competenza l’utilità del suo Ultimate Oscillator.»

Paolo Nardovino
Iniziai a studiare delle tecniche che mi permettevano di avere un Money Management più conservativo, e le biografie
dei grandi trader, così incontrai Gann, e da quando ho iniziato lo studio, non l’ho mai più abbandonato.
Il tempo speso ad acquisire le tecniche e la conoscenza del mercato, come diceva Gann, è tutto denaro che uno ha in
banca, e poi ti viene ridato con gli interessi.La sola applicazione di una tecnica non comporta automaticamente il
successo nel mercato, quello che fa l’effettiva differenza è l’applicazione rigida di un piano definito di Money
Management, e soprattutto quando hai una disponibilità economica maggiore la riduzione del rischio riducendo la leva.
Anche esponendoti con poco rischio a mercato, se hai una tecnica che ti consente di avere un profit factor positivo, alla
fine il capitale lo accumuli, la leva te la crei da solo, questo è il vero segreto.
La leva è un prestito che chiedi, e in questo mondo non esistono pasti gratis.
Vedo molti giovani che hanno la predisposizione a giocarsi tutto fin dalle prime operazioni, ed è una cosa che io
sconsiglio vivamente. Sono oltre 15 anni che studio le tecniche di Gann e trovo sempre cose nuove.
Anche il trader ha dei cicli: quando non sei in condizione, e inizi a fare errori che non ti sai spiegare, vuole dire che “la
marea ti si sta voltando contro” come diceva Gann, e bisogna fermarsi.
Bisogna avere la mente serena, per lavorare bene non devi avere nessun tipo di pressione, né esterne né psicologiche.
E’ meglio soprattutto all’inizio destinare al trading solo la parte dei soldi che non ti serve, non è possibile pensare di
avere la pressione di dover fare delle operazioni perché devi portare dei soldi a casa.
Utilizzo tutt’ora come diario il mio sito, in cui sono spiegate le operazioni preventivamente con l’analisi, e quando c’è il
trade lo registro, con la motivazione per cui è stato fatto e lo svolgimento.
Nel lungo periodo la fortuna e la sfortuna si equivalgono, si resta a mercato se si capisce bene la propria tecnica e la
si applica con un rigoroso sistema di Money Management, e l’aspetto psicologico, l’affrontare il mercato con la giusta
determinazione e psicologia.
Oggi ho ridotto tantissimo la leva, e a seconda del momento scelgo uno strumento piuttosto che un altro.
Cosa ti piace di Gann La visione olistica che ha del mercato: lo vede come un sistema aperto a tutti gli altri
sistemi che esistono nell’universo. Parallelamente allo studio di Gann ho portato avanti altri miei interessi che erano
più o meno inerenti, che mi portano a valorizzare ancora di più le sue tecniche.
Ho fatto mie alcune sue tecniche sugli indicatori di trend, per cui ad es. Main Trend Analysis è la tecnica che
utilizzava con un suo indicatore, io l’ho perfezionata togliendo la piccola parte discrezionale e ho automatizzato tutto, e
per quanto possa sembrare strano tutte le sue tecniche, anche quelle ritenute più esoteriche, hanno una profonda e
rigorosa base matematica. Gann era un bravo matematico, non aveva fatto un percorso di studi ufficiali, si era fermato
alla scuola primaria, ma ha sempre studiato tutta la vita. Io ho letto tutta la sua letteratura, e anche tutto quello che
hanno scritto di lui, lo dice esplicitamente che la matematica, la geometria stanno alla base di tutte le sue cose.
Lui sostiene che tutto é ciclico, per cui anche l’attività del singolo individuo è soggetta a delle leggi universali che sono
cicliche, per cui sai se una cosa la devi fare o no.
Consiglio di spendere tempo e non denaro, di non sottovalutare una formazione rigorosa, di non mettersi subito a
mercato e non avere fretta di fare soldi. I soldi sono la ricompensa di un lavoro fatto bene, se un lavoro è fatto bene
avrai una ricompensa, se è fatto male no, questa é una legge universale che vale nel trading e nella vita.
Non bisogna avere fretta del risultato, ma bisogna avere la costanza e la voglia di farlo perché questo è un lavoro
logorante. Se uno riesce a mantenere una profittabilità costante anche se bassa, nel tempo man mano che acquisisce la
tecnica e l’esperienza riesce tranquillamente. Bisogna imparare come si è fatti, fare uno studio profondo di sé, e avere
pazienza, il risultato è una conseguenza di azioni giuste che vengono fatte nel tempo.
Soprattutto non vi mettete a mercato con soldi non vostri e con l’esigenza di fare soldi subito, perché questo mina
profondamente la serenità di chi deve lavorare.
Il mercato ha i suoi tempi che non sono i tuoi tempi, se tu hai l’esigenza di fare qualcosa, di pagare le bollette, non puoi
comunque forzare il mercato a soddisfare la tua esigenza, sei tu che devi adeguarti alle dinamiche del mercato.
Leggere le biografie dei grandi trader, vorrei che mi avessero detto “prima di iniziare leggiti come hanno perso e come
hanno guadagnato i grandi trader”
Si fermano sulla soglia, non approfondiscono, restano sulla soglia di loro stessi, a tutto ciò che c’è di apparenza nel
mercato, alla parte di scommessa, al fascino della vincita, non approfondiscono le vere dinamiche, e non hanno un MM
rigoroso, si espongono tanto e hanno fretta, fanno overtrading e violano le 28 regole di Gann.
Io utilizzo uno STOP LOSS rigoroso stabilito a priori, nel mio trading il numero di operazioni chiuse in stop non è tanto
inferiore a quelle in profit, ma con tanti altri parametri che ho migliorato molto, per tenere ad es. un drawdown basso,
mi sforzo di avere un trading qualitativo, di avere una costanza di rendimento, con un sistema che non utilizza leva e
non deroga dai criteri di Money Management che mi sono dato all’inizio, quindi se non c’è un Risk Reward almeno di
0,3 o 0,4 non faccio nessuna operazione. I risultati si hanno col tempo, bisogna fare le cose con ponderatezza, con
misura e buon senso. Non hanno i 5 requisiti di Gann: la conoscenza, la pazienza, il sangue freddo, la buona salute
e il capitale, lo mette per ultimo ma è uno dei requisiti. Il mercato è un ottimo filtro e giudice, se non stai bene, sia
fisicamente che psicologicamente, il mercato ti fa capire che non devi lavorare. Ho imparato ad essere molto flessibile,
a non avere opinioni rigide, come diceva Gann:
Nella scala di maslow il trading non è un bisogno primario, prima devi risolvere i bisogni primari poi puoi decidere di
fare trading, altrimenti non ho la serenità necessaria per farlo bene, e per applicare le regole.
1) Conoscenza ( Il requisito piu' importante )
Ogni giorno trascorri mezzora - un'ora studiando i futuri movimenti del mercato a 5 anni. Ti farai cosi' un'idea precisa
del trend e farai soldi. Non cercherai il guadagno facile e veloce, tu sarai gia' avanti. Piu' tempo impieghi per la
conoscenza e piu' guadagnerai dopo.
2) Pazienza
Questo è un requisito molto importante. Quando compri o vendi devi avere la pazienza di farlo nelle migliori condizioni
possibili. Poi devi avere la pazienza di aspettare il cambiamento di trend per chiudere l'operazione o prendere profitto.
3 ) Sangue freddo
Posso dare ad un uomo il miglior fucile del mondo ma se non ha il sangue freddo di sparare non farà mai male ad una
mosca. Tu puoi avere tutta la conoscenza del mondo ma sei non hai il coraggio di comprare e vendere non potrai mai
fare denaro. Ma la conoscenza rende freddi e sicuri e fa fare le cose giuste.
4 ) Buona salute
Nessuno può avere pazienza e fermezza senza star bene fisicamente. L'ho fatto anch'io di operare in cattive condizioni
ed ho visto i risultati. D'altronde nessun uomo riesce a fare buoni affari quando non sta bene. Quindi se stai male non
speculare e cerca di curarti perché la salute è la salute.
5) Capitale
Devi avere il capitale. Ma se hai conoscenza e pazienza puoi partire con un piccolo capitale e fare molti soldi usando
sempre lo stop loss, accettando piccole perdite e senza andare in overtrading.
Ricorda, non andare mai contro il trend : dopo che hai studiato il trend, seguilo, noncurante di quello che pensi , delle
paure e delle speranze.
W.D. GANN, The New Stock Trend Detector Per approfondire puoi leggere le 28 regole di Gann QUI.

Reminiscences of a Stock Operator la biografia di Jesse Livermore, mi pento di non averlo letto subito perché è uno dei
libri che formano tantissimo
Tunnel Thru the Air or Looking Back from 1940 di Gann è un libro per il trading, non di trading

Investing for Profit with Torque Analysis of Stock Market Cycles di William Garrett è uno dei primi libri che si occupa
di analisi ciclica

Davide Catanossi
Guarda che domani mattina al mercato, se tu hai perso o vinto, non gliene frega proprio niente, non lo sa, quindi o ci
vai con la stessa cattiveria che se avessi vinto, oppure ti mangiano. Per me è stata una grossa lezione, perché queste
situazioni spesso ti portano ad entrare in una spirale negativa.
Ho poi approfondito parecchio l’aspetto geometrico, con gli studi di Michael Jenkins, Bryce Gilmore, Larry Pesavento,
Ho continuato a studiare con Mariano La Rosa finché mi mandò da Michael Jenkins a New York.
Gli chiesi “Come fai a determinare la scala prezzo tempo?” e mi rispose che non era importante, mentre è la base di
quelle tecniche. Tornai a casa con la consapevolezza che da quel punto in poi dovevo andare avanti io, non potevo
pensare di trovare ancora qualcuno che mi desse altri spunti.Per molto tempo sono andato avanti a studiare, finché ho
codificato il tutto. Il nostro occhio vede quello che vuole vedere, se ti faccio fare delle linee a caso sul grafico, quando
apri gli occhi vedrai supporti e res
Conoscendo l’insidia che c’è nel tracciare un segno sul grafico, mi sono fatto guidare da un grosso senso del dubbio e
alla ricerca di smentite, e questo mi consente oggi di dire di aver trovato un metodo complementare all’analisi tecnica
che mi consente di vedere le dinamiche del prezzo nel tempo, misurando fondamentalmente la forza, che
ovviamente non è una previsione del futuro.
E questo sembra assurdo ma l’ho ereditato dai CW: il mercato non si anticipa mai ma si segue, non posso essere io a
dire a lui quello che deve fare, ma devo essere io ad adattarmi a quello che fa lui.
Il mercato lo puoi seguire solo se hai una chiara idea di quanto può continuare il movimento, perché il concetto di
trend stesso cela delle insidie, in quanto non è che esiste un principio di inerzia per cui il mercato sale e
continuerà a salire… ti tolgo il grafico e ti ho tolto il trend.
Invece con la lettura dinamica che faccio, se togli il grafico le forze in gioco restano lo stesso, e i movimenti che sono
stati causati.
Il passato non si ripete, nel senso che non esiste una ripetizione statistica, cioè il passato si ripete ma in modo
direttamente proporzionale o comunque secondo certe leggi di analogia, non secondo una statistica.
E’ qui che sta l’insidia.
Un’altra cosa che ritengo pregiudizievole è l’idea di pretendere che il back-test possa rappresentare una probabilità,
perché anche volendo ammettere che esiste il caso, comunque il calcolo delle probabilità ti dice che la profittabilità è il
rapporto tra i casi favorevoli e i casi possibili, che sono però infiniti, per cui se mi limito ad un numero finito, non posso
pretendere di estrapolare dei dati che possano avere un valore nel futuro.
E’ importante il dato passato per verificare se esiste una legge che regola il movimento.
I MOMENTI DIFFICILI
2008-9: in viaggio di nozze ero andato in America, avevo comprato il libro di Bennett McDowell, A Trader’s Money
Management System
Per me sino a quel momento era stato solo una questione di valori assoluti, non esisteva l’idea del capitale, del rischio.
Era come mettere l’elmetto la mattina, andare in guerra e sperare di tornare vivo, per cui mi ha cambiato
l’impostazione mentale, perché ho cominciato a capire il discorso di fissare la size in base allo stop loss e non il
contrario, questa è stata un po’ la svolta.
Anche studiando Gann facevo molta più attenzione alle sue regole del piramiding.
Il vero motore che animava l’idea di Gann era prezzo, tempo e pattern, dove il trend per lui è un pattern: è il modo
in cui si presenta il movimento del prezzo su un TF più piccolo, quando su quello più grande c’è uno swing.
Alla fine lo swing e il trend sono la stessa cosa visti da distanze diverse.
DIARIO DI TRADING
Ne ho uno del 2008, lo riguardato da poco e ho visto cose incredibilmente attuali.
Avevo scritto ”Quando valgono i soldi? Se la mattina sono a 0, 100 euro sono molto importanti, se arrivo a +100
diventano importantissimi perché ho fatto la giornata.
Se inizio a perdere e vado da+100 a -20 inizio a sparare e non mi importa più nulla, e il valore di quei 100 euro
cambia.”
Noi davanti al book che si muove tendiamo a dare ai soldi un valore variabile a seconda delle situazioni, non oggettivo.
Forse era quello che voleva dire Gann, il fatto che guardando il nastro ti ipnotizza, e il modo migliore è stargli lontano.

Il day trading dovrebbe essere fatto da persone molto esperte, ma viene fatto da chi è meno preparato per situazioni che
ti travolgono. @VitadaTrader
Consiglio di lettura
Fabrizio Ferrero, un gladiatore sul forex

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Ho la volontà di mantenere il rischio sempre controllato: ecco perché mi piace usare le opzioni, perché disponendo di
questo elemento geometrico, che mi dà anche la quantità del tempo, mi consente di creare la strategia col rischio
su misura per come lo voglio io.
Pullula di persone che vendono aria fritta, e questo va osteggiato: il mercato si può seguire ma bisogna averne un’idea, e
ci sono altri soggetti che vendono l’idea di guadagnare senza sapere dove andrà il mercato.
Io se compro qualcosa devo avere un’ottima ragione per pensare che il prezzo salga, se no non la compro. Spesso ho
intuizioni positive, e lo stesso si fa fatica ad arrivare a fine mese sempre in profitto! Il minimo che uno possa fare è
prenderci il più spesso possibile.
COSA HAI IMPARATO DAL TUO MIGLIORE E PEGGIORE TRADE?
Quello che mi ha dato più soddisfazioni è stato quest’anno sul Cacao, una cosa ideale che capita raramente in cui va
tutto come deve andare.
La nostra difficoltà nel pianificare deve essere quella di calarsi in qualcosa che possiamo fare davvero, che sia
equilibrato e sostenibile.
SOLITUDINE
La sento perché quando ho cominciato eravamo un gruppo, e poi c’erano eventi dal vivo in cui ci vedevamo.
Ora lavoro in ufficio, per cui c’è un altro trader nella stanza accanto, e non mi sento troppo solo.
PERCHE’ FAI FORMAZIONE?
Faccio formazione ma non in maniera canonica, nel senso che insegno le basi a persone che vengono da me in modo
gratuito, perché non puoi insegnare a guadagnare a qualcuno.
Invece faccio formazione singolarmente a chi è già un professionista, ha già delle basi solide e vuole apprendere la mia
tecnica di Trading Geometrico.
Il mio core business non è la formazione ma semmai la consulenza a trader evoluti od operatori istituzionali.
PERCHE’ MOLTI TRADER NON HANNO SUCCESSO
Il primo motivo è l’elevata aspettativa in rapporto al capitale

I consigli
Armatevi di una grandissima pazienza.
L’insidia maggiore è il fatto che sembra facile, e quindi magari dopo poca simulazione positiva si va sul reale.
Il trader è un manager, anzi un generale, cioè un soldato che ha superato 20 anni di battaglie, il trader alle prime armi è
come uno che viene messo a fare il generale subito.
Il minimo che possa fare è studiare come un pazzo.
IL CONSIGLIO CHE VORRESTI AVER RICEVUTO
Di controllare il rischio, io l’ho scoperto solo dopo.

Le risorse citate

La geometria dei profitti di borsa di Michael Jenkins


Geometry of Markets di Bryce Gilmore

Il trading con la pattern recognition. Come guadagnare riconoscendo le configurazioni grafiche di Larry Pesavento

A Trader’s Money Management System di Bennett A. McDowell

Four-dimensional Stock Market Structures and Cycles di Bradley F. Cowan

Trattato di money management di Andrea Unger


Link
 www.tradinggeometrico.it
Il libro di Davide Catanossi, in uscita a gennaio 2016, in cui sono spiegati in modo semplice i principali pattern della
Sintesi Geometrica e l'armonia che si cela dietro i grafici.
Lo trovate qui http://tradinggeometrico.weebly.com/li

Stefano Fanton, lo zen e l’arte del trading


11/03/2016 - 0 Comments
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Stefano Fanton fa trading da 30 anni, da quando ne aveva 14.


Oggi la sua operatività si divide tra intraday e posizioni di lungo respiro, con una preferenza per il mercato italiano.
In quest'intervista ha fatto un esercizio di stile rispondendo alla mia domanda "Cosa faresti se ti trovassi
domattina con solo 10k sul conto e nient'altro?" con una prova reale di un mese su di in vero conto con 3800
euro versati.
Troverete i risultati nell'intervista!

Lo sponsor di questa intervista è ZEN TO DONE: comprandolo sosterrai Vita da Trader,


per cui ti ringrazio subito se deciderai di farlo!
In più riceverai in regalo il mio ebook di 50 pagine con il KIT Completo di Sopravvivenza, quindi avrai Money
Management, Piano di Trading e Diario di Trading in un unico e comodo file.

L’intervista a Stefano Fanton


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L’intervista
Io ho iniziato con circa 3 milioni di lire a 14 anni, con molto tempo libero e pochi soldi.
Erano i soldi che avevo risparmiato lavorando d’estate aiutando l’attività di mia madre.
Il mio primo trade fu fatto con dei dollari americani. Nel tempo, sono riuscito a costruire un’operatività sempre più
importante.
La mia operazione più grande fu fatta nel 2000, con CW su RBS, ed ebbe un andamento rialzista spettacolare, in due
mesi portai via circa un miliardo di lire.
Poco dopo persi 96 milioni in un’ora sul CW Olivetti, e quella è un’operazione che mi ricordo perfettamente.
Negli anni d’oro mi sono abituato a lavorare con capitali molto ingenti e su strumenti anche molto rischiosi come i CW
e i futures.
Nel tempo ho ridotto enormemente l’operatività, sono passato dalla fase di scalping pura, con 2-300 eseguiti al giorno,
ad un’operatività più rilassata, con TS su base settimanale e multiday.
Ci ho messo 7 anni a passare dai 3 milioni iniziali al miliardo, ma il salto l’ho fatto con le ultime 3 operazioni dove mi
sono preso dei rischi incredibili.
Essere prudenti, avere gli stop rigidi, essere disciplinati va bene nella fase iniziale di accumulo ma se volete fare il
salto di qualità qualche rischio bisogna prenderselo.
Per rispondere alla domanda finale (domattina ti svegli e non hai più nulla, tranne 10k su un conto e una connessione
con pc, le spese pagate per un mese cosa fai?) ho pensato che dovrei provare se riesco davvero a rimettermi a fare
trading in queste condizioni, per cui ho fatto un esperimento.
Ho aperto un conto da 3800 euro, in modo da poter usare il MiniFib che ha 1800 di margine, cercando con poche
operazioni al giorno di portare a casa uno stipendio, lasciandone una parte sul conto in modo da aumentare piano piano.

Consiglio di lettura
“Il mindset nel trading” - Webinar

Si dice che se non si è capitalizzati non si va da nessuna parte, e con il minifib ci sono commissioni troppo alte, per cui
è più difficile da utilizzare.
Secondo me è possibile con piccoli capitali costruirsi uno stipendio, non è semplice perché serve un’esperienza,
serve un tipo di conoscenza che si sviluppa nel tempo.
Per cui ho aperto un conto di trading dal 9 febbraio su cui ho versato questi 3800 euro e nei primi 20 giorni (oggi è il 29
febbraio) ho fatto 1500 euro di capital gain netto.
Quindi mi rimboccherei le maniche e ricomincierei, e ho dimostrato che si può fare.
Gli inizi
Io all’inizio mi facevo mandare i libri dagli stati uniti.
A 18 anni fondai una BBS telematica, che si chiamava Trader BBS, e condividevamo i libri.
Nel tempo ho scoperto Visual Trader che utilizzo per TS, e altri SW, ho studiato moltissimo leggendo un po’ di tutto e a
30 avevo un’esperienza enorme, avevo già passato più tempo della mia vita sui mercati che senza.
Attorno al 96 avevo fatto un cd-rom multimediale di analisi tecnica per le casse rurali trentine.
Nel tempo ne ho fatti altri, poi ho riversato tutti questi contenuti su Traderpedia, anche per ridistribuire quello che ho
ricevuto dalla vita e da questo settore.
Momenti difficili
Il momento più difficile fu attorno al 96, quando mi mancavano 3 milioni di lire per arrivare a 300 milioni, volevo
comprarmi il Porsche con il navigatore, il mercato fece un V-Reversal improvviso e nell’arco di una settimana persi i 2
terzi di tutto il mio portafoglio.
Ero paralizzato, bloccato, non riuscivo a capire come era potuta succedere una cosa del genere.
Mi comprai un’open tigra e fu un bel bagno di umiltà.
Dopo qualche mese rimirai e feci di nuovo il trader operaio.
Poi arrivarono gli anni d’oro, il 1999 e 2000, io un mese dei massimi della borsa italiana mi ritirai per una cosa che non
è scritta nei libri, si chiama Overprofit.
Dopo 17 mesi di ferie, ho ricominciato a fare scalping con cifre più basse, ho fondato Scalping School che era una
società che faceva formazione sullo scalping.
Ad un certo punto ho chiuso tutte le società che avevo e mi sono messo a fare solo trading, con cifre più basse, per
protezione nei miei stessi confronti.
Quello che negli anni ho imparato è un profondo rispetto per le persone diverse da me, che magari hanno un
background diverso, esperienze diverse, non mi considero migliore degli altri e non ho verità da rivelare.
Non faccio formazione da anni perché credo che sarebbe inutile, non potrei stare con qualcuno che mi segue tutto il
giorno perché impazzirei. Faccio tante cose durante il giorno, leggo guardo film, mentre seguo i mercati.
Voglio essere libero e non schiavo dei mercati, ed è qualcosa che ti divora l’anima, sia che tu guadagni sia che tu perda.

Per la mia esperienza un trader che guadagna è sempre felice, uno che perde no. Stefano Fanton @VitadaTrader

Consiglio di lettura
Giuseppe Vonella, l'analisi ciclica e l'armonia di prezzo e tempo

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C’é stato un parallelismo tra la tua crescita come trader e come persona?
Avendo sposato la filosofia orientale, lo zen, il mio carattere ne è stato influenzato.
Ho imparato che se soffriamo nella vita siamo noi a decidere quanto vogliamo soffrire, e ho imparato che la rabbia fa
male solo a chi la prova.
Ho imparato a non portare rancore, a dare il giusto peso alle cose.
Mi ripeto sempre un mantra se ho dei dubbi su qualche cosa: che importanza avrà questa faccenda tra un anno? se
la risposta è nessuna, io lascio correre.
Mantra del trader: “dove vanno i mercati? non lo so, non mi interessa, non lo voglio sapere.”
Perché la maggior parte dei trader non riesce ad avere successo?
Per mancanza di pazienza e di immaginazione.
Cosa consigli a chi inizia?
Di conoscere s e stessi, perché questo è un gigantesco buco nero.
bisogna approcciare il trading con uno spirito di miglioramento personale e di voler conoscere e imparare una cosa
nuova, poi si scopre strada facendo se fa per noi o no.
Tra quelli che fanno formazione, una volta che una persona ha le basi, io consiglio di andare da marco Tosoni, o da altri
trader bravi per imparare le finezze.

Giuseppe Vonella, l’analisi ciclica e l’armonia di prezzo


e tempo
20/12/2016 - 0 Comments
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Trader dai 18 anni, Giuseppe Vonella oggi con l’aiuto dell’analisi ciclica opera prevalentemente sugli indici, seguendo
l’armonia di prezzo e tempo.
Come diventare un trader professionista?
Leggi tutte le interviste in formato ebook e impara dai consigli
dei professionisti del trading
L’intervista a Giuseppe Vonella
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Gli inizi
Sono calabrese e attualmente vivo a Bologna dove frequento la laurea magistrale in Finanza, intermediari e mercati.
Ho iniziato a fare trading a 18 anni, ma ho iniziato a studiare molto prima.
A 15 anni ricordo mio padre che tornava a casa stanchissimo dal lavoro, con mille pensieri per la testa, tra bollette
assicurazioni tasse… Questa situazione mi dava rabbia perché mi sentivo impotente nel poter dare un sollievo e una
mano alla mia famiglia.
Quella sensazione mi é rimasta, mi ha dato un motivo per provare a porvi rimedio.
Ho sempre avuto una sorta di avidità per la conoscenza, sono ossessionato dai numeri.
Ho una memoria eidetica che mi ha aiutato molto.
All’epoca andava di moda il poker e io adoro le probabilità e il calcolo combinatorio.
Ma il trading non é un gioco, é una professione.
Fu proprio il poker che mi portò al trading, perché cercando libri sul poker scaricai per caso un libro di Renato Di
Lorenzo, e scoprii così l’esistenza del trading.
Cominciai a leggere parecchio, sono diventato un accumulatore seriale di libri di trading, il primo fu quello di Murphy,
poi mi sono spostato su Ross, Larry Williams, ecc.
Avevo capito che quando avessi compiuto 18 anni mi sarei voluto cimentare in questa prova e vedere di tirarne fuori
qualcosa di buono, fermo restando che l’obiettivo era di aiutare la mia famiglia, avevo sempre questa voglia di
rivincita.
Si é presentata l’occasione quando decisi di utilizzare la borsa di studio che avevo ottenuto per fare trading.
I primi risultati erano molto positivi, tanto da far triplicare la mia borsa di studio in 6-7 mesi.
Allora il mercato mi ha ricordato la prima legge del trading: devi decidere se essere amico del mercato o suo
finanziatore.
Il mercato mi aveva dato un prestito, un’opportunità: io adesso ti faccio guadagnare, ora dimostra che i soldi te li
meriti. Non me li meritavo.
Ero molto preciso, e questo mi aveva permesso di avere dei buoni risultati. Questo é durato 6-7 mesi e si é spento in una
settimana.
I momenti difficili
E’ stata una bellissima spike della mia vita, dove mi hanno venduto tutti su questa spike, e io nemmeno me ne resi
conto perché avevo raggiunto un livello di eccesso di confidenza, non avevo ancora conosciuto la perdita.
La cosa positiva é che ho passato un anno a fare le più grandi fesserie che un trader possa fare: superleva, mediare
posizioni improbabili, mettere stop loss randomici, trailing che non esistono…
Sostanzialmente stavo inseguendo la mia perdita, la inseguivo molto bene perché questa perdita cresceva e a un certo
punto il mio conto era quasi bruciato.
E’ una sensazione brutta, di panico misto a delusione misto a vergogna.
Mi sono detto: “Ho iniziato a fare trading perché voglio aiutare la mia famiglia, ho vinto una borsa di studio e la sto
usando per fare trading, ora vale il 90% in meno di quanto valeva prima.”
Questo ti fa sentire che hai fallito un obiettivo che era qualcosa di molto di più.
La lucidità del momento è stata di rendermi conto del baratro in cui stavo andando, prelevai tutti i soldi che mi
erano rimasti sul conto, e smisi di fare trading.
Ho dovuto attivare dentro di me una completa destrutturazione della mia vita: mi sono dovuto guardare allo
specchio e dire “Tu non sai fare trading. Pensavi di essere un trader, pensavi di aver studiato ed esserti impegnato, ma
non hai saputo farlo.”
C’è una grande differenza tra desiderare qualcosa, avere delle aspettative, e fare i conti con quello che puoi
ottenere.
Quello che puoi ottenere dipende da una serie di variabili, e dall’impegno che ci metti.
Fu il periodo più brutto della mia vita.
Ora ne parlo con serenità, ho recuperato quello che avevo perso e da circa tre anni non sono più un finanziatore del
mercato.

Siamo abituati ad attribuire alle nostre vincite l’abilità, mentre attribuiamo alle nostre perdite la sfortuna. -Giuseppe
Vonella @VitadaTrader
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E’ una struttura mentale errata e un’errata percezione del rischio che ci impedisce di cogliere il nesso tra causa ed
effetto.
Ho interrotto la mia attività di trading ma non il mio approfondimento della conoscenza del trading, non mi ero dato
per vinto.
Con molta umiltà l’estate successiva andai a lavorare, perché avevo accumulato una perdita e la dovevo reintegrare, non
mi potevo permettere di rischiare ancora qualcosa nel mercato.
Avevo capito che c’era qualcosa in me che non andava in quel momento, che mi impediva di capire perché
sbagliavo.
Ho pianificato una destrutturazione della mia vita, soprattuto a livello mentale, partendo dal linguaggio.
Sono un appassionato di filosofia, cito Jacques Derrida che attribuiva al linguaggio una forma simbolica.
Il mercato ha un suo linguaggio, un suo modo di esprimersi, può essere un grafico, un prezzo, un mac, ma se quel
linguaggio non l’hai capito, non puoi pretendere di presentarti ad un appuntamento e presentarti se materialmente non
parli la stessa lingua.
Tutto questo mi ha provocato una sorta di sano scetticismo: vedevo tutti i libri che avevo letto eppure il risultato non era
stato buono.
E’ stato costruttivo: provavo tutti gli indicatori, mi chiedevo “perché questo stocastico non funziona?”
Ho provato tutti gli indicatori, compresi quelli più esotici, e li ho voluti smontare pezzo per pezzo, andando a
vedere come sono fatti, come funzionano davvero.
Cominciai a riempirmi di monitor, cercavo di avere una visione complessiva più ampia, volevo poter vedere tutto.
Non ho mai smesso di guardare il mercato anche se non facevo trading, ma seguivo tutti i mercati su tutti i TF.
Volevo capire dove avevo sbagliato, mi sono messo a studiare i grafici su carta, senza nemmeno un conto demo,
per non aver nessuna aspettativa sul risultato delle operazioni.
A un certo punto ero pieno di fogli, e ho cominciato a mettere le cose in ordine in un foglio excel.
A un certo punto mi resi conto di quanto sia pericolosa la conoscenza presa a prestito: io non ho mai avuto un
formatore perché non me lo potevo permettere, come studente e con il guaio che avevo combinato, per cui il mio
maestro sono stati i libri, ma solo col tempo ho potuto capire che non tutti sono in grado di insegnarmi qualcosa.
Questa conoscenza doveva essere interiorizzata.
Anche grazie ai miei studi, ho iniziato a rendermi conto che le cose che funzionavano spesso erano correlate alla
fisica e alla matematica, che i mercati hanno dei comportamenti molti simili alla fisica.
Avevo bisogno di condizioni salde, ero un autodidatta che aveva fatto i conti senza l’oste.
Ho passato anni molto intensi a capire quali potessero essere le relazioni, e ho cominciato a sperimentare delle
situazioni in cui determinati aspetti della fisica, della matematica e della geometria si manifestassero.
“Studio matto e disperatissimo” come direbbe Leopardi.
Ho cominciato a mettere questa cosa in concreto con molto, moltissimo excel, ho cominciato a individuare delle
relazioni, cercavo l’armoniosità nei movimenti di mercato.
Ho studiato la volatilità anche, cercando di capire perché e quanto un mercato può essere volatile, cercando di sfruttare
questa cosa a mio favore.
C’é armonia nei prezzi, nei modi di pensare delle persone che si trasferisce nei prezzi, al punto che questa armonia mi
ha portato a fare del tempo una delle principali componenti del mio trading, utilizzo molto i cicli.
Einstein diceva che il tempo é relativo: basta prendere lo stesso grafici su 3,4 time frame diversi e non si capisce più
nulla.
Questa armonia é frattale, mi sono piaciuti molto i lavori di Mandelbrot, il padre fondatore della geometria frattale.
Per capire che il Dax é un bambino cattivo devi prima capire qual é il linguaggio che parla il dax, devi fare un passo
indietro e aspettare, devi descrivere dentro di te quell’armonia, provare a trasportarla in un ambito che esula dalle
emozioni, ed é difficile perché le idee nascono dalle emozioni.
E’ difficile fare un trading che non sia emozionale.
Quando hai ricominciato dopo questo periodo di studio?
Ancora non avevo trovato il mio habitat naturale, mi sentivo perso perché mi erano crollate le certezze di un anno di
lavoro.
Quindi ho cercato il mio modo di fare trading.
Partivo da una situazione psicologica svantaggiata, sapevo di averla combinata grossa perché volevo dare una mano
alla mia famiglia e invece ho complicato le cose, per cui ho deciso di metterci di nuovo la testa dentro con gradualità.
Il mio obiettivo nel trading non é diventare ricco, ma portare uno stipendio in più a casa, é la longevità.
Nella longevità puoi imparare tantissime cose, a sbagliare e ad imparare dagli errori che commetti, puoi innestare un
circolo virtuoso, che passa da una serie di studi che devi fare su te stesso, ci devi mettere la testa, ti devi fare il
mazzo.

Non si ha successo nel trading perché si ha un talento innato ma lo devi volere, e per volerlo devi studiare. -Giuseppe
Vonella @VitadaTrader
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La pianificazione della risalita


Mi sono stabilito un guadagno giornaliero basso ma stabile, che mi permetteva di riprendere confidenza con certe
sensazioni e abbassare l’insicurezza, per ricostruire il capitale perso.
Mi ricordo che mi mettevo a studiare i grafici stile monaco tibetano, mi isolavo, e aspettavo anche tutta la giornata
l’operazione da fare: l’operazione che decidevo di fare doveva avere una certezza quanto più probabile possibile che
fosse una buona operazione.
I risultati che facevo da quel momento in poi me li volevo meritare, non li volevo attribuire alla dea fortuna.
Era circa tre anni abbondanti fa, inizialmente facevo molto overnight. Ora faccio molto scalping e poco overnight.
Lo scalping mi ha abituato a un contatto corpo a corpo col mercato che ti abitua a provare tante emozioni e fare
ragionamenti che devono essere veloci, e se non sono istintivi fai fatica, dovevo trovare un buon compromesso perché
non c’era il tempo di stare a calcolare molte cose.
Mi sono reso conto che nelle operazioni overnight al massimo dopo due giorni chiudevo l’operazione, che fossero 30 o
50 euro la chiudevo perché avevo bisogno di ricostruire una confidenza che non avevo e forse non avevo mai avuto.
Questo lavoro l’ho fatto per due anni, mi ci é voluto due anni per dimostrare al mercato, a me stesso, che potevo non
essere un suo finanziatore.
Subentra un meccanismo psicologico che ti spinge a dire “se oggi ho fatto 2 operazioni e le ho fatte giuste, vuol dire che
sono in sintonia col mercato… accontentati, fermati. Ricordati come sei partito, cosa é successo e dove sei adesso.”
In questo modo ho acquisito metodo, esperienza, e una serie di cose che mi portano poi ad avere risultati costanti.
Per me un trader abile é colui che é resistente alla casualità degli eventi: se sul mercato ci sei stato un anno e sei
stato spazzato via… non eri un bravo trader.
Ci sono trader che sono sul mercato da molto tempo, per questo hanno il privilegio di poter insegnare, perché hanno
acquisito una conoscenza ma sono anche diventati resistenti al caso e alla probabilità.
La tua giornata tipo
Devo districarmi tra trading e università, e non é facile, soprattutto con orari universitari improbabili.
Materialmente ho sempre un portatile o un tablet con me ovunque vado.
Quando sono a lezione con una mano interrompo il professore, perché sono uno che rompe le scatole se non sono
convinto, nel frattempo con l’altra mano sto seguendo i grafici.
E’ molto complicato da fare, mi ci é voluto del tempo a gestire le due cose.
La cosa più difficile da gestire é il riposo, perché hai bisogno di dormire, ma io non ne ho tempo.
E’ paradossale che il tempo é una cosa fondamentale nel mio trading e io non ne ho.
Per cui mi sono dovuto inventare dei cicli di sonno. Abbiamo bisogni di un nocciolo duro in cui ti devi riposare.
Quattro ore e mezza di sonno, all’inizio é stata durissima.
C’è bisogno di un equilibrio, a me ha aiutato molto la meditazione, prima la facevo più spesso, mi é servita molto
perché é soprattutto una pratica di vita, che ti aiuta ad essere più razionale nelle decisioni. La consiglio specie a chi fa
il lavoro del trader, perché é bombardato da tantissime emozioni.

Consiglio di lettura
Equilibrio emozionale e mindfullness: le due componenti per il successo nel trading

Non mi piacciono le notizie, perché c’è una differenza tra rumore e segnale: la notizia é rumore, il grafico é segnale,
sono due cose diverse.
Non é sbagliato prendere in considerazione le notizie, il problema é l’overdose di informazioni e personalmente ritengo
che se una notizia é abbastanza importante, questo si rifletterà nel grafico.
Cosa consiglieresti a chi inizia?
Gli chiederei perché vuole fare trading.
La risposta di solito é legata ai soldi e alla libertà economica. In realtà manca totalmente la percezione di rischio e di
probabilità e questo ci rende fallaci nelle scelte.
Consiglierei di non mettere un singolo centesimo nel mercato se prima non ha studiato, tanto tanto tanto, non c’è mai
un troppo nello studio.
Gli auguro anche di fare tanti errori e il più presto possibile. Perché puoi avere letto tutti i libri che vuoi, ma se non ci
metti la testa non ne esci.
Io sono una persona molto sensibile per certi versi, e mi lascio molto influenzare, per cui costruire il mio figlio excel mi
ha aiutato molto ad essere più saggio, più accorto nelle scelte che faccio.
E’ come se avessi proiettato la parte razionale di me su un foglio di calcolo, io so che quella é la mia parte razionale, da
cui non posso prescindere.
Se non gli dessi ascolto, sarebbe buttare all’aria tutto quello che ho imparato da tutto quello he ho sofferto, lì dentro c’è
tutto quello che ho imparato e il dolore che ho attraversato.
Poi suggerirei di iniziare con gradualità e poca leva.
Io ero un fan accanito della leva ad es., la usavo perché vedevo come poteva amplificare le possibilità di guadagno, però
va in senso bidirezionale.
All’inizio ero molto bravo a trovare i punti di ingresso, per cui la posizione andava subito in guadagno, per poi iniziare
a trovare indietro proprio un pelino primo del target, per poi tornare in pari e anche violare il mio supporto. Per cui mi
trovavo con una posizione in perdita perché non mi davo degli obiettivi, nemmeno mentali.
Devi rivendicare il tuo diritto a cambiare idea ogni volta, altrimenti é inutile aprire una posizione, la chiuderai in
perdita se non ti dai un target.
E’ una cosa su cui ho dovuto lavorare molto perché tra l’altro il mio broker ha il cosiddetto stop loss automatico, cioè se
entri in marginazione il broker se la posizione va al -50%+ 0,001 chiude la posizione.
Per cui mentre prima il prezzo saliva, scendeva e mi prendeva lo stop, ora ho lavorato molto sul prendere i target e ho
tramutato questo problema in qualcosa che mi obbliga a darmi un target, sia di prezzo che di tempo.
Il problema principale per cui una persona non chiude una posizione é che si sente traditrice di se stessa: ho
investito su quella posizione una parte di me, proiettando su quella posizione una mia idea, in quella idea ci ho investito
il mio tempo e anche il mio denaro.
Se rinnego quell’idea, materialmente sono traditore di me stesso.
Io all’inizio ero così, mi fissavo che il prezzo doveva andare da A a B, e se non ci andava me la prendevo nei denti.
Ancora oggi fai trading con una certa pressione, perché devi portare a casa ogni mese un X, con un
capitale che non é enorme, giusto?
Ho immensamente paura di diventare ricco e di diventarlo in breve tempo.
Questo per due motivi: rischia di privarti di quella parte buona di te, e seconda cosa, potrei essere a quel punto arrivato
alla fase matura del mio ciclo… preferisco la longevità, la stabilità.
Come ti gestisci per riuscire date queste condizioni?
Io so che quando arrivo alla fine del mese devo almeno raggiungere un tot di budget: l’affitto, i libri. le tasse
universitarie, il cibo…
Per arrivare ad un obiettivo devi ridurlo, rimpicciolirlo, farlo diventare talmente microscopico e dividerlo in
pezzettini.
Divido il mio obiettivo in milioni di parti e provo a raggiungere ogni giorno una milionesima parte di quello é il mio
obiettivo.
Sostanzialmente mi dò un budget settimanale.
Io devo sistematicamente raggiungere dei target: quello che guadagno ogni settimana lo prendo e lo sposto in un altro
conto, che é la mia sopravvivenza.
La settimana successiva non reinvesto i profitti finché non ho la stabilità per farlo, vado avanti con quello che avevo la
settimana precedente fino a fine mese, fino a raggiungere l’obiettivo. Una settimana mi va male, nel frattempo ho
accumulato un certo budget che mi permette di respirare.
La differenza la fa il money management. All’inizio ero una capra e non sapevo nemmeno cos’era il fixed ratio.
All’inizio andavo in overtrading, ora so pazientare, l’occasione arriva o non arriva e in quel caso te la devi andare a
cercare, e in questo caso la pressione mi attanaglia.
Se il mercato non mi viene incontro, la pressione é tanta ma io devo essere portato a rischiare.
Avere una stabilità nel tempo mi ha permesso gradualmente di iniziare a capitalizzarmi, molto lentamente.
Ho intenzione di farlo ripetutamente sempre e con costanza.
RISORSE CONSIGLIATE
Il disordine dei mercati – B. Mandelbrot
Multifractal and 1/noise : Wild self affinity in Physics
Minkowski Geometry di A. C. Thompson
Giocati dal Caso – N. Taleb

Sguardo Operativo sul campionato di Ana Maria Bontoi


03/06/2016 | Autore: Eugenio Sartorelli

Vediamo di fare qualche approfondimento sull’operatività di Ana Maria Bontoi campionessa della classifica Forex
2016 (e seconda assoluta).
Ho avuto modo di intervistare Ana Maria in occasione della premiazione all’Itf 2016 di Rimini. La sua operatività è
derivata dagli insegnamenti appresi dal suo coach Marco Tosoni, già campione in 2 passate edizioni come Top Trader
Forex.
L’operatività della campionessa non è stata assolutamente frenetica. Ha operato in quasi tutti i giorni del campionato,
con un massimo di 12 eseguiti (quindi 6 operazioni) ed una media di circa 4 (quindi 2 operazioni). Per quanto la
maggioranza dei trade si è conclusa nella stessa giornata, un certo numero di trade è stato chiuso il giorno operativo
seguente.
Questo è anche frutto di una tecnica che utilizza principalmente un grafico con barre a 4 ore e ad 1 ora per individuare
le tendenze principali ed un grafico a 15 minuti per gli ingressi. L’ingresso nel trade viene spesso individuato sulla base
di divergenze che si conformano su un classico Oscillatore Rsi di breve periodo (tipicamente a 8 periodi). Come viene
ben spiegato nei “buoni” libri di analisi tecnica la divergenza non è in sé un segnale di variazione (anche solo parziale)
di un trend, ma va contestualizzato in una lettura più generale del mercato ed in questo è fondamentale valutare i grafici
a periodo più lunghi come ben fa Ana Maria. I livelli di stop-loss e take-profit sono soprattutto dei valori statici che si
identificano sui vari time frame.
Analizzando i loss ed i profit della campionessa, si individua un ottima gestione e controllo del rischio, che è uno dei
punti focali per qualsiasi trader. Una regola fondamentale che ogni trader deve tener presente è: se non sai dove uscire
da un trade (soprattutto in stop-loss) non è nemmeno il caso di entrarvi. Un altro accorgimento per tenere basso il
rischio, soprattutto sul forex, è di tenere sotto controllo la leva. Ana Maria ha sempre usato leve tra 3 e 7. Se si pensa a
broker (meglio chiamarli pseudo broker) che offrono leve ben oltre 100, nella realtà dei fatti i veri trader forex stanno
mediamente ben sotto 10. Ricordiamoci sempre che di troppa leva si muore, ovvero si prosciugano i conti di trading.
Un ultimo sguardo lo diamo ai cross utilizzati. Nei suoi 130 eseguiti 40 hanno riguardato la valuta Australiana e 20
quella Neozelandese. Solo 20 eseguiti hanno riguardato l’euro e tra questi nessuno il cambio euro/dollaro. Ho chiesto
spiegazione di questo sue scelte. La risposta è stata semplicemente che i grafici erano più chiari su quelle valute, mentre
i grafici sull’euro/dollaro non presentavano attrattive ed i livelli di ingresso, stop e profit erano decisamente meno
chiari. Inoltre Ana Maria ha specificato che nella sua operatività pesano anche gli eventi giornalieri (dati di rilievo) che
possono influenzare un certo cross. Infatti forti attese sull’uscita di un certo dato stimolano la volatilità e movimenti
direzionali più netti. Come sappiamo il 3 maggio (ultimo giorno del campionato ITCup) la Banca Centrale Australiana
ha abbassato a sorpresa i tassi dello 0,25%.
Evidentemente la scelta di Ana Maria di basare l’operatività su questa valuta fa parte della sensibilità (fiuto) che ciascun
trader riesce a sviluppare nel tempo.
http://www.trend-online.com/raccomandazioni/

Andrea Unger, campione con il money management


29/04/2016 - 0 Comments
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Andrea Unger, inizia a fare trading nel 2001 con i Covered Warrant, per poi spostare la sua operatività su azioni e future
prediligendo un approccio meccanico. Ha vinto 4 volte la World Cup Championship of Futures Trading®.

Mente da Trader è un percorso completo di Psicologia del trading e gestioni delle emozioni, passo passo, che ti
permetterà di sviluppare la gestione psicologica del trading, e approcciare i mercati come non hai mai fatto, con delle
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E' ora disponibile il primo modulo "Gestire le Eemozioni", che ti darà la base per fermare la paura che ti manda
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L’intervista ad Andrea Unger
Ascoltala su ITunes e vota il podcast: è importante per farlo conoscere
Ascoltala su Stitcher (Android)
SCARICA MP3(Clicca col tasto destro)

I primi anni
Ho iniziato a fine anni 90.
Mi sono avvicinato ai Covered Warrant, e ho perso tutto.
La cosa si è ripetuta, perché quando cominci a guadagnare ti convinci che sia facile, e poi altre batoste.
Iniziai a studiare.
Nel 2001 ho capito che i CW aveva dei ritardi, e ho iniziato a studiare e sfruttare questa cosa.
Ho conosciuto Domenico Foti, e da lì tutto è partito.
Piano piano ho studiato altro, mi sono avvicinato al trading sistematico e ai TS, sapevo che non sarebbe durata a lungo
la situazione sui CW.
Vedevo nel trading una via di fuga da un mondo lavorativo che non mi piaceva più di tanto, perché non ci vedevo
meritocrazia. Ho cercato qualcosa dove i risultati arrivano davvero da quanto impegno uno ci mette.
I MOMENTI DIFFICILI
I primi sono stati le perdite sui CW dovute a inesperienza, inettitudine e arroganza, la convinzione di poter fare meglio
di tanti altri, senza studiare il necessario.
Quando i CW hanno iniziato ad avere un comportamento più normale, ho cercato di migrare altrove, di fare
qualcos’altro, sono passato allo scalping sull’azionario ed è stato un disastro, mi sono trovato con le spalle al muro. Ho
capito che non era un giochino come i CW, non trovavo ancora la dimensione.
Grazie a Domenico Foti ho iniziato ad approfondire i sistemi, e man mano ho trovato la mia direzione.
Non sai mai quando c’è un periodo brutto quanto dura, potresti mollare tutto, ma poi subentra la passione e vado avanti.
Ho sempre creduto nel sistematico perché è qualcosa di misurabile, si può verificare il passato e vedere se l’idea di base è valida.
Da laureato in ingegneria mi piaceva mettere tutti i tasselli al loro posto e creare quella che poi è un quadro d’insieme
per capire i mercati.
Faccio anche discrezionale, ma non più scalping, è più un qualcosa legato alla price action, non quella legata alle offerte
semplicistiche che ci sono in giro.

Consiglio di lettura
Giorgio Gavinel, costanza e passione

E’ molto facile vedere il risultato alla fine, ma è il durante, vedere come si è evoluta la faccenda, come hai mantenuto la
posizione, che fa la differenza.
E’ stata una moda che sta un po’ tramontando, però c’è sempre molto di nebuloso. Anche io uso quel tipo di principi,
molto terra terra insomma, comunque non faccio molti trade e sono di lungo respiro. Mi aiuta a tenere il contatto coi
mercati, coi movimenti, che può essere utile.
Non lavoro più sull’azionario, ma sui future degli indici azionari, principalmente Dax e MiniSP, le commodities, quelle
che hanno volumi decenti, i future valutari e il bund.
Come durata dei trade, possono essere intraday inteso come da inizio a fine giornata, sistemi che stanno in posizione da
2 a 4-5 giorni, con entrate che possono essere sul 5min fino a 1H.
IL TUO MIGLIORE E PEGGIORE TRADE
Dalle perdite c’è sempre da imparare, è sempre un discorso legato alla sovraesposizione oppure all’affidamento alla
fortuna, nel senso di dire “figurati però se…”.
Alcuni sistemi andrebbero filtrati in momenti particolari oppure spenti, ad es. interventi delle banche centrali in cui ci si
può aspettare un grado di volatilità ingestibile con i sistemi, perché troppo random.
E non va mai bene, e lì è proprio stupidità.
Altro errore che ho fatto è la procrastinazione, in questo caso in discrezionale sulle opzioni: dovevo posizionare degli
ordini in copertura e aspettavo sempre di farlo il giorno dopo, finché é arrivato un domani in cui eravamo andati ben
oltre il mio livello e mi sono preso una batosta clamorosa.
GIORNATA TIPO
Sveglia sempre piuttosto presto perché sono abituato così. Per prima cosa scarico dei dati per il servizio segnali che ho
in Germania, adesso è partito il servizio anche con Giovanni Borsi, per cui li genero e poi li invio.
Poi mi collego al cloud e controllo i sistemi e come sono andate le strategie in overnight, aggiorno la contabilità appena
mi arrivano gli statement da interactive broker, e poi la giornata va avanti così, guardare come vanno le strategie, cosa
che non andrebbe fatta.
Preparo le presentazioni per l’attività di formazione.
IN CHE MODO LA PSICOLOGIA E’ PRESENTE NEL FARE TRADING SISTEMATICO
Tenere ferme le manine che vogliono cliccare sul mouse quando qualcosa è fuori dalla zona di agio per quanto riguarda
le posizione aperte.
La psicologia influisce più nella costruzione dei TS, quindi accettare gli errori nello sviluppo, i fallimenti di idee e
non forzarli, non andare a cercare per forza una soluzione dove evidentemente non c’è.
Poi si passa all’arroganza della competenza, “No, ma io so che…”, in realtà io non so proprio niente perché i mercati
sono molto più furbi di me.
Avere un approccio umile allo sviluppo, non incaponirsi, non mettere in macchina sistemi che magari pur funzionando
si capisce che funzioneranno solo sulla carta.
LA SOLITUDINE
Ho contatti su Skype ma sto bene così, sono abbastanza un orso, si arriva a sera velocemente.

Consiglio di lettura
Trading system vincenti ed Enrico Malverti: una soluzione allo stress?

Quando sono in giro per conferenze o eventi fa piacere per staccare dalla routine, ma non soffro lo stare a casa da solo.
C’E’ UN PARALLELISMO TRA LA VITA REALE E IL TRADING?
L’umiltà, che poi viene anche con l’età, non so se è il trading che mi ha fatto guardare con rispetto tutto quello che
affronto o il fatto che quest’anno faccio 50 anni e quindi si ha sempre una visione più pacata.
Avere un approccio distacco e umile, consapevoli che il raggio d’azione è limitato, aiuta a non fare il passo più lungo
della gamba.
Non so se quello che ero prima di diventare trader abbia aiutato a diventare trader o no.
Suppongo che ognuno riesca a ricavare quella parte di sé utile al trading.
PERCHE’ MOLTI NON HANNO SUCCESSO?
Perché é difficile, io alla fine sconsiglio di farlo, perché si parte con il piede sbagliato, con l’idea del trader sulla
spiaggia, ma è tutto sbagliato: uno deve farlo perché deve avere la passione e deve piacergli, poi il resto lo scoprirà
piano piano. Partire a farlo per fare soldi é sbagliato perché si perde di vista l’obiettivo di far qualcosa che piaccia.
Deve essere fatto con piacere perché nei momenti difficili si deve continuare ad amare questo lavoro per uscirne,
altrimenti alla prima difficoltà si molla tutto oppure si fa peggio di quello che potrebbe fare in condizioni diverse.
I consigli
di affrontarlo seriamente e non credere a chiunque dipinga il tutto come troppo semplice.
dopo i CW ho mollato il mondo delle inefficienze, “il trading da rapaci”, non ho più studiato altro, forse avrei potuto
monetizzare di più altre inefficienze che ci sono state, ad es. sull’obbligazionario.
Le risorse citate

I segreti del trading di breve termine di Larry Wiliams: è un libro che mostra un approccio diverso al trading sistematico

The Trading Game di Ryan Jones:


è quello che mi ha fatto scoprire un po’ tutto quello che riguarda il position sizing e il percorso che ho fatto poi io in
questa materia
Le regole di W. D. Gann
23/11/2015 - 0 Comments

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1. Capitale complessivo da utilizzare: dividi il tuo capitale in 10 parti uguali e rischiatene più di 1/10 per operazione.

2. Usate sempre gli ordini di stop loss.

3. Non fate mai overtrading, perchè violeresti la regola n°1 sul capitale da utilizzare.

4. Non lasciate mai che un profitto diventi una perdita. Portare a break even e poi in profit l’ordine di stop loss, man
mano che il trade è in guadagno.

5. Non andate contro il trend. Non acquistate o non vendete mai se non siete sicuri dell’andamento del trend, in base ai
grafici e alle regole.

6. Quando siete in dubbio uscite dal mercato e allo stesso modo non entrate.

7. Fate trading solo durante mercati attivi. State alla larga da quelli lenti o poco attivi.

8. Distribuisci equamente il rischio. Operate su 2 o 3 diverse commodities, se è possibile. Evitate di impegnare tutto il
capitale su di una sola commodity.

9. Non limitate mai i vostri ordini, cioé non fissate un prezzo di vendita o acquisto. Operate ai prezzi di mercato.

10. Non chiudete un’operazione senza una buona ragione. Seguite il trend con un ordine di stop loss per proteggere i
profitti.

11. Accumulate una plusvalenza. Dopo aver concluso una serie di operazioni con successo mettete un po’ di denaro da
parte, per le nelle emergenze o durante i periodi di panico.

12. Non acquistate o vendete mai per ottenere un profitto attraverso lo scalping.

13. Non mediate mai al ribasso. Questo è uno dei peggiori errori che un trader possa fare.

14. Non uscite mai dal mercato solo perché avete perso la pazienza, né entrateci solo perché siete angosciati dall’attesa.

15. Evitate di ottenere piccoli profitti e subire grosse perdite.


16. Non cancellate mai un ordine di stop loss dopo averlo fissato nel momento in cui avete iniziato un’operazione.

17. Evitate di entrare e uscire troppo spesso dal mercato.

18. Siate disposti a vendere allo scoperto così come siete disposti ad acquistare. Il vostro obiettivo deve essere di
seguire il trend e di guadagnare del denaro.

19. Non comprate solo perchè il prezzo é bassi né vendete solo perché é alto.

20. Fate attenzione a non piramidare al momento sbagliato. Aspettate fino a quando il titolo è diventato molto attivo ed
ha superato la resistenza prima di comprarne di più; aspettate fino a quando non è sceso sotto la zona di distribuzione
prima di vendere di più.

21. Per incrementare la posizione, fatelo con titoli che abbiano un forte trend rialzista se se in acquisto, o un forte trend
a ribasso se siete in vendita.

22. Non fate mai operazione di copertura. Se avete comprato un titolo che ha cominciato a scendere non vendetene
un’altro allo scoperto solo per pareggiare. Incassate la perdita e attendete un’altra opportunità.

Consiglio di lettura
Le componenti di un buon piano di trading

23. Non cambiate mai posizione senza un buon motivo. Quando fate un’operazione fatela per qualche buona ragione e
seguendo una precisa regola; in seguito non uscite senza un preciso segnale di un cambiamento nel trend.

24. Evitate di incrementare la vostra operatività dopo un lungo periodo di successi o di operazioni profittevoli.

25. Non cercate di indovinare quando il mercato ha raggiunto il massimo, lasciate che dimostri di averlo raggiunto, né
cercate di indovinare quando ha raggiunto il minimo. Potete farlo se seguite delle regole appropriate.

26. Non seguite mai il consiglio di un’altra persona a meno che non siate sicuri che ne sappia più di voi.

27. Riducete l’operatività dopo la prima perdita: non aumentatela mai.

28. Evitate di entrare nel mercato per errore e di uscirne per errore; evitate di centrare correttamente ed uscirne per
errore; ciò significa fare doppi errori.

How to make profits in commodities – W. D. Gann

http://www.tradingeducators.com/books/trading-is-a-business
http://www.trend-online.com/
ùhttp://www.traderpedia.it/wiki/index.php/Pagina_principale
http://www.marcotosoni.it/formazione/
https://www.vitadatrader.info/
https://www.ireallytrade.com/books.htm
http://tradersfly.com/courses/#
https://adviseronline.investorplace.com/free-
report/19mostpowerful/index.html?atg_id=126338834&atg_sid=A4T412&atg_sid_pay=A4T413
https://candlechartsacademy.com/
https://www.fxatoneglance.com
https://www.youtube.com/watch?v=0ekyxo3RM00