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Lorenzo de' Medici 25.9.

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Sotto il profilo formale, Lorenzo era un privato cittadino. Il Governo della


repubblica di Firenze era esercitato da varie cariche attraverso in
complesso sistema di estrazione a sorte da elenchi in cui erano iscritti gli
aventi diritto. Tuttavia battuti gli Albizzi. il nonno Cosimo si era
impadronito della “balia degli squittinii, cioè dell‘Ufficio deputato a
compilare gli elenchi dei cittadini che avevano diritto a ricoprire le varie
magistrature. Senza dunque metter mano alla costituzione formale dello
Stato. I Medici controllavano politicamente Firenze"

I Medici e la Congiura dei Pazzi

Nel 1478 una congiura guidata dalla famiglia Pazzi, rivale dei Medici e
appoggiata dal papa Sisto IV della Rovere (1471-1484), che voleva
estendere il suo potere sulla città, culminò in un attentato nella Chiesa di
Santa Maria del Fiore. Lorenzo, leggermente ferito riuscì a salvarsi, mentre
il fratello Giuliano morì pugnalato. Il popolo si mantenne fedele ai Medici
e si scatenò contro i congiurati.

Da questo drammatico episodio ebbe origine una guerra tra Firenze e i


suoi alleati, Milano e Venezia , da una parte, il pontefice, la Repubblica di
Siena e il Regno di Napoli dall’altra. Queste alleanza però, erano tutt’altri
che solide.

Con una mossa a sorpresa, Lorenzo il Magnifico si recò personalmente a


Napoli e convinse il re, Ferdinando d’Aragona, detto Ferrante (1558-1794)
che l’eccessivo rafforzamento di papa Sisto IV avrebbe nuociuto a tutti.
Ferrante abbandonò il pontefice e si alleò con Firenze, obbligando Sisto IV
a concludere la pace che fu stipulata nel 1480. A breve però venne
scatenato un nuovo conflitto la guerra di Ferrara, 1482-1484 per le
ambizioni di Venezia che voleva impadronirsi del ducato di Ferrara, feudo
del papa. La guerra si concluse con la Pace di Bagnolo, un compromesso in
base al quale Ferrara restava indipendente ma cedeva a Venezia il
Polesine.
La Pace di Lodi, 1454

La pace di Lodi, siglata nel 1454 tra gli Stati regionali, pone fine alle lotte
armate e con un tacito accordo di non ingerenza sancisce gli equilibri
esistenti. La Lega Italica, costituita nello stesso anno da Milano, Venezia,
Firenze, Roma e Napoli, impegna i membri partecipanti al rispetto ed
all’alleanza reciproca, allontanando lo spettro del predominio e della
velleità dei singoli Stati. Ne deriva un periodo di maggiore stabilità
economica e politica, ma si verifica anche una cristallizzazione di quel
singolare fenomeno che contraddistingue l’Italia: il “particolarismo”. Con
questo termine si definisce l’esistenza di tanti staterelli, non abbastanza
estesi e forti da contrapporsi ai grandi Stati nazionali che si sono formati
negli altri paesi d’Europa. Ma la pace di Lodi sta a significare anche: che si
accettano le posizioni di forza che si sono evidenziate; che si ritiene
immutabile il quadro politico e pertanto si sancisce una sorta di
immobilismo che bloccherà qualsiasi tipo di evoluzione.

Nella seconda metà del XV, dunque, tra gli stati italiani vigeva una politica
di equilibrio. All'interno dei singoli stati la dialettica politica languiva e la
lotta per il potere assumeva il carattere della congiura

A Firenze il malessere interno ai ceti dirigenti sfociò in un episodio


drammatico. Signore della città era Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico,
nipote di Cosimo e figura tra le più rappresentative del Rinascimento
italiano, protettore delle arti e delle lettere e poeta egli stesso.

La scomparsa di Lorenzo il Magnifico, 1492

Lorenzo il Magnifico morì nel 1492 e con la sua scomparsa venne meno il
principale protagonista della storia italiana nella seconda metà del ‘400:
Lorenzo aveva saputo interpretare la situazione politica italiana e si era
mosso con estrema abilità nell’equilibrio della penisola per consolidare il
ruolo di primo piano di Firenze e il proprio potere personale su di essa.
Il susseguirsi di congiure interne, di guerre o di conflitti più limitati,
l’inasprimento delle tensioni tra i vari Stati, avevano mostrato quanto
precario fosse l’equilibrio italiano
Ludovico il Moro e il Ducato di Milano

La situazione precipitò in conseguenza di una crisi interna del Ducato di


Milano. Nel 1476 una congiura nobiliare si era conclusa con l'uccisione del
duca Galeazzo Maria Sforza (1466-1476). Gli era succeduto il figlio Gian
Galeazzo II (14761494). ma il vero detentore del potere era suo zio.
Ludovico il Moro. In attesa di assumere il Ducato anche formalmente,
Ludovico teneva il nipote, incapace e malato, in una condizione di
isolamento e di emarginazione dagli affari di governo.

Gian Galeazzo era però sposato con una nipote del re di Napoli Ferrante, e
ne aveva avuto un tiglio. Ferrante protestò per il trattamento riservato al
giovane duca e non nascose le sue mire- peraltro non infondate dal punto
di vista dinastico- sul Ducato. Per contrastare le minacciose aspirazioni
degli Aragonesi. Ludovico il Moro chiamò in soccorso il re di Francia. Carlo
VIII ( 1483-1498), invitandolo a far valere le pretese angioine sul Regno di
Napoli (gli Angioini ne erano stati cacciati nel 1442). L'appello rivolto al re
di Francia fu una mossa sbagliata e carica di conseguenze per la penisola.
Carlo VIII, era il sovrano di un potentissimo stato europeo, e la sua discesa
inaugurò le cosiddette guerre d'Italia, un lunghissimo periodo di conflitti
tra le grandi potenze europee per il controllo della penisola che divenne il
paese più tormentato d'Europa.

Le guerre d'Italia: la spedizione di Luigi XII

Nel1499 la Francia riprese l'iniziativa espansionistica con mire su Milano e


sul regno di Napoli. A Carlo VIII era succeduto Luigi XII, il quale, erede
degli Angiò fece valere i suoi diritti su Napoli contro gli Aragona. Egli era
imparentato con i Visconti e fece anche qui valere i suoi diritti su Milano
contro gli Sforza. Luigi XII fece procedere l’azione militare da un’ampia
azione diplomatica in vista delle necessarie alleanze con Venezia e lo Stato
pontificio, con gli svizzeri e in seguito con Ia Spagna. I francesi investirono
quindi il ducato di Milano.

Dopo aver conquistato Milano, Luigi XII mise in atto la 2° parte del suo
programma: la conquista del regno di Napoli di cui era re Federico I
d’Aragona. Ma a questo scopo era indispensabile l’intesa con la Spagna.
Luigi XII avrebbe avuto il dominio su Napoli e gli Abruzzi. Il papa
Alessandro VI diede la sua approvazione. Spagnoli e francesi entrarono in
guerra gli uni contro gli altri. Gli spagnoli conseguirono una vittoria sul
Garigliano (1504).
Un trattato, in seguito, stabilì che il regno di Napoli sarebbe diventato un
vicereame spagnolo.

Contemporaneamente agli avvenimenti politici e militari connessi con la


lotta per il predominio in Italia, altri fatti di decisiva importanza storica si
determinarono, trasformando il volto spirituale, economico e intellettuale
dell’Europa: la rivoluzione economica aperta dalle grandi scoperte
geografiche della via delle Indie e del continente americano; il trionfo
della civiltà del Rinascimento e la sua diffusione in tutta l’Europa; gli inizi
di quella rivoluzione religiosa che fu la riforma protestante.

Tra il 1494 e il 1559 l’Italia diviene un campo di battaglia. Spagna e Francia


approfittano della frammentazione politico istituzionale della penisola e degli
interessi divergenti e spesso conflittuali tra i vari stati italiani.

In questo grande duello si possono distinguere tre fasi:


I FASE, dal 1494 al 1516: Contraddistinta dagli sforzi della Francia per
imporre la propria egemonia in Italia, in conflitto con l’Impero, 1a Spagna,
1a Confederazione Svizzera e Venezia, si chiude lasciando insediate 1a
Francia a Milano e la Spagna a Napoli
II FASE, dal 1516 al 1530: Aperta dall’ascesa di Carlo V al trono di Spagna,
prima, e al soglio imperiale, poi, è contraddistinta dagli sforzi della Francia
per reagire all’accerchiamento politico da pane degli Asburgo e termina
con la vittoria di Carlo V e 10 stabilirsi dell’egemonia asburgica sull’Italia.
III FASE, dal 1530 al 1559: Caratterizzata dall’allargarsi del conflitto
dall’Italia all’Europa intera e dall’ingresso nella lotta per l’Italia di nuovi
attori, come l’Impero Ottomano e i principi luterani della Germania, si
conclude con 1a riaffermazione del predominio spagnolo sull’Italia e la
divisione delle due corone di Spagna e dell’Impero.
SACCO DI ROMA, 6 MARZO 1527
(incisione di Maarten van Heemskerck (1527)
Eredità di Isabella di Castiglia: la Castiglia, la Navarra. Granada, Ie Asturie, i
possedimenti in Africa settentrionale, nell'America centrale ed in quella
caraibica
Eredità di Ferdinando d'Aragona: i Regni d'Aragona. Valencia e Maiorca e
le contee sovrane di Barcellona, Rossiglione e Cerdaña nonché i Regni di
Napoli, Sicilia e Sardegna.
Eredità di Maria di Borgogna: I Paesi Bassi. le Fiandre, l'Artois e la Franca
Contea (Besançon).
Eredità di Massimiliano I d'Asburgo: Arciducato d'Austria con Stiria.
Carinzia, Tirolo e Milano, nonché i Regni del Württemberg, Boemia e
Ungheria.
Le guerre d’Italia: la spedizione di Luigi XII

Nel 1499 la Francia riprese l’iniziativa espansionistica con mire su Milano


e sul regno di Napoli. A Carlo VIII era succeduto Luigi XII, il quale, erede
degli Angiò fece valere i suoi diritti su Napoli contro gli Aragona. Egli era
imparentato con i Visconti e fece anche qui valere i suoi diritti su Milano
contro gli Sforza. Luigi XII fece procedere l’azione militare da un’ampia
azione diplomatica in vista delle necessarie alleanze con Venezia e Io Stato
pontificio, con gli svizzeri e in seguito con la Spagna. l francesi investirono
quindi il ducato di Milano.

Dopo aver conquistato Milano, Luigi XII mise in atto Ia 2° parte del suo
programma: la conquista del regno di Napoli di cui era re Federico I
d’Aragona. Ma a questo scopo era indispensabile l’intesa con Ia Spagna.
Luigi XII avrebbe avuto il dominio su Napoli e gli Abruzzi. Il papa
Alessandro VI diede la sua approvazione. Spagnoli e francesi entrarono in
guerra gli uni contro gli altri. Gli spagnoli conseguirono una Vittoria sul
Garigliano (1504). Un trattato, in seguito, stabilì che il regno di Napoli
sarebbe diventato un vicereame spagnolo.