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Introduzione all’analisi di missioni spaziali

Trasferimenti orbitali coplanari

Introduzione all’Analisi di Missioni Spaziali


AA 2018/2019 – Francesco Topputo
Manovre Orbitali

Obiettivo: controllare il moto del satellite


‣ Per cambiare i parametri orbitali
‣ Per contrastare i disturbi

Per cambiare traiettoria o legge di moto si può intervenire solo sul termine di
destra dell’equazione della dinamica

ì d 2 r12 µ pl
ï 2 =- r + a control
3 12
ï dt | r12 |
ïï dv L’azione di controllo viene valutata in
a
í control = termini di Dv
ï dt
ïD v = t a
ï òt0 controldt ì
ï t - t0 = Dt
ïî finite Ù a control ¯¯
ï
ï t
ì t - t0 ® 0 Ù a control ­­­ í D v = òt0 a controldt
ï ï
í I t0+e ï dm = T
m e®0 òt0
ï D v = = lim a controldt ï dt Isp g 0
î î
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Manovre Impulsive
Manovre a un impulso
Manovre all’intersezione tra orbite differenti Dtà0 Ù a↑↑
La variazione di momento della quantità di moto è istantanea:
Dt®0
r-@r+
vfin - vin = Δ v
D Epot =0

Dalla espressione dell’energia in ogni punto della traiettoria si può valutare il modulo della
velocità: ì æ 1 1 ö
ï vin = 2µ pl ç - ÷
æ1 1 ö ï ï è rman 2a in ø
v = 2µ pl ç - ÷ Þ í
è r 2a ø ï æ 1 1 ö
v
ï fin = 2µ pl ç - ÷
ïî r
è man 2a fin ø

Dalla differenza di vettori si può calcolare il Δv:


Dvin

vin a Δv = vin × vin + vfin × vfin - 2vfin × vincosα


vfin

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Manovre Impulsive: Intersezioni

Tra due orbite co-focali esistono al Max 2 intersezioni

Meccanica Celeste Geometria

P2
P2 P3
2 r1=r2
1
1
r1=r2
P1
P4
2
P1
Le manovre dipendono dalle intersezioni:
‣ Una manovra a singolo impulso è possibile solo se esiste
intersezione

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Manovre Impulsive: Intersezioni

$ Ç tra orbita attuale e quella finale $ Ç tra orbita attuale e quella finale

Manovra a singolo impulso Manovra a più impulsi


‣ Manovra secante ‣ Due impulsi: manovre
‣ Manovra tangente secanti o tangenti
‣ Cambio di piano orbitale ‣ Due impulsi:
trasferimento alla
Hohmann
Manovra a più impulsi
‣ Tre impulsi: manovre
biellittiche
‣ Cambio di piano orbitale

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Manovre Impulsive

La variazione di velocità da controllare può essere sia in modulo


che in direzione, dipendendo dallo scopo della manovra
Effetto Parametro orbitale

Effetti della variazione del Dimensione dell’orbita a


modulo di v Forma dell’orbita e
Orientamento nel piano orbitale w
Effetti della variazione di Forma dell’orbita e
direzione di v Orientamento del piano orbitale i
Orientamento del piano orbitale W
Orientamento nel piano orbitale w
Posizione del satellite q

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Manovre a un impulso

Manovra tangente
‣ Punto absidale: cambio di forma e dimensione
‣ Qualunque Posizione: cambio di forma, dimensione e
orientamento

2
2

1 1 Dv
r

r Dv

æ1 1 ö æ1 1 ö
Δ v = 2µçç - ÷÷ - 2µçç - ÷÷
è r 2a 2ø è r 2a1ø

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Manovre a un impulso

Manovra tangente
‣ Punto absidale: cambio di forma e dimensione
æ1 1 ö æ1 1 ö
Δ v = 2µçç - ÷÷ - 2µçç - ÷÷
è r 2a 2 ø è r 2a1 ø
Dv

2 r
ì< 0 Ü Δ v < 0
Δa = í
1 î> 0 Ü Δ v > 0 1

2
r Dv

Cambio dell’apocentro Cambio del pericentro


ìï< 0 Ü Δ v p < 0 ì> 0 Ü Δ va < 0
Δe = í Δe = í
ïî> 0 Ü Δ v p > 0 î< 0 Ü Δ va > 0
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Manovre a un impulso

Manovra tangente (rotazione dell’asse maggiore)


‣ Qualunque Posizione: cambio di forma, dimensione e
orientamento
æ1 1 ö æ1 1 ö
Δ v = 2µçç - ÷÷ - 2µçç - ÷÷
è r 2a 2ø è r 2a1ø

ì< 0 Ü Δ v < 0
2 Δa = í
î> 0 Ü Δ v > 0
ìï< 0 Ü Δ v p < 0
Δe = í
1 Dv ïî> 0 Ü Δ v p > 0
r
ì> 0 Ü Δ v a < 0
Δe = í
î< 0 Ü Δ va > 0

Applicato per: variare posizioni apsidali


ruotare l’asse maggiore

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Manovre a un impulso

Manovra tangente (rotazione dell’asse maggiore)


‣ Rotazione dell’asse maggiore e variazione dell’anomalia
vera senza variazione di forma e dimensione

Dv
r
q2

Dw
1
2
q1

µ Dw
Dw = Dq = q 2 - q1 D v = 2v r = 2 e sin
p 2

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Manovre a due impulsi

Trasferimento alla Hohmann


‣ Orbita iniziale e finale non hanno punti in comune
‣ Trasferimento tra orbite circolari complanari

µ æ 2r2 ö
1 Δ v1 = çç - 1÷÷
r1 è r1 + r2 ø
µæ 2r1 ö
Δ v2 = ç
ç 1- ÷÷
r2 è r1 + r2 ø
2

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Manovre a due impulsi

Trasferimento ellittico bitangente


‣ Orbita iniziale e finale non hanno punti in comune
‣ Trasferimento tra orbite ellittiche complanari con linee
absidali allineate

æ1 1 ö æ1 1 ö
Δv1 = 2µ ç - - 2µ ç -
2 ç r 2a ÷÷ ç r 2a ÷÷
è p 2 ø è p 1 ø

1 æ1 1 ö æ1 1 ö
Δv 2 = 2µ ç - ÷ - 2µ ç - ÷
è ra 2a 3 ø è ra 2a 2 ø
3

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Manovre a due impulsi

Trasferimento ellittico bitangente


‣ Orbita iniziale e finale non hanno punti in comune
‣ Trasferimento tra orbite ellittiche complanari con linee
absidali allineate (secondo caso)

1
æ1 1 ö æ1 1 ö
Δv1 = 2µ ç - ÷ - 2µ ç - ÷
r
è a1 2a 2 ø r
è a1 2a 1 ø
2
æ1 1 ö æ1 1 ö
Δv 2 = 2µ ç - ÷ - 2µ ç - ÷
è ra3 2a 3 ø è ra3 2a 2 ø
3

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Manovre a due impulsi

Ottimalità del trasferimento alla Hohmann


‣ Si fa riferimento al trasferimento tra orbite circolari complanari
‣ L’orbita di trasferimento deve intersecare le due orbite circolari
e
p rp =r1
rp = £ r1
1+ e
p
2 ra = ³ r2
1- e
1 H
r2 p
ra =r2
1 -1
r1

Δ vTOT = Δ v1 + Δ v 2
µ æ1 1 ö h µp
Δv12 = v 2k1 + vc21 - 2vc vJ v c1 = ; v k = 2µ ç - ÷ ; vJ = =
1 1 rc1 è rk 2a ø rk rk
Δv 22 = v 2k 2 + vc22 - 2vc vJ Velocità su Velocità su orbita di Velocità trasversa su
2 2
orbita circolare trasferimento orbita di trasferimento
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Manovre a due impulsi

Ottimalità del trasferimento alla Hohmann

¶ ¶ ¶ 2eµ æ 1 1 ö
valuto ora DvTOT = Dv1 + Dv2 = çç + ÷>0
¶e ¶e ¶e p è 2Dv1 2Dv2 ÷ø

‣ Quindi, a pari valore di p, per minimizzare DvTOT devo minimizzare e,


ovvero stare sulla frontiera della regione ammissibile
‣ Se si valuta dDvTOT/de lungo la frontiera, si scopre che dDvTOT/de > 0,
ossia l’ottimo sta nel punto H corrispondente al trasferimento alla
Hohmann
e
rp =r1

Δ vTOT = Δ v1 + Δ v 2
Δv12 = v 2k1 + vc21 - 2vc vJ
1 1 1 H
r2 p
Δv 22 = v 2k 2 + vc22 - 2vc vJ ra =r2
2 2 r1
-1

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Manovre a tre impulsi
Trasferimento biellittico
‣ Orbita iniziale e finale non hanno punti in comune
æ1 1 ö æ1 1 ö
Δv1 = 2µçç - ÷÷ - 2µçç - ÷÷
r
è A (rA + r )
B ø r
è A 2rAø

æ1 1 ö æ1 1 ö
Δv 2 = 2µçç - ÷÷ - 2µçç - ÷÷
r
è B (rC + r )
B ø r
è B (rA + r )
B ø

æ1 1 ö æ1 1 ö
Δv3 = 2µçç - ÷÷ - 2µçç - ÷÷
r
è C 2rCø r
è C (rC + r )
B ø

ΔvTOT = Δv1 + Δv2 + Δv3

Risulta conveniente rispetto al trasferimento alla Hohmann se:


Δv TOT < Δv1H + Δv 2H
rC
se < 11.94 non conviene mai
rA
rC
se > 15 conviene sempre
rA
rC
se 11.94 < < 15 la convenienza dipende da rB
rA

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Dove conviene fare le manovre?

Se ci sono più possibilità per effettuare un trasferimento tra due orbite,


non tutte hanno lo stesso costo.
Solitamente si vuole minimizzare DvTOT , quindi conviene effettuare le
manovre nei punti in cui, a pari Dv si ottiene il massimo effetto, ovvero
la massima variazione dei parametri orbitali.
Ad esempio:

da 2a 2 v
= max al pericentro, min all' apocentro
dv µ

=
( )
de 2 1 - e 2 (a - r )
positivo al pericentro, negativo all' apocentro, uguali in modulo
dv erv
dra da de 2ar æ r - r ö
= (1 + e ) + a = a çç a ÷ max al pericentro, min (= 0) all' apocentro
dv dv dv rv è ra - a ÷ø
drp da de 2arp æç rp - r ö÷
= (1 - e ) - a = max all' apocentro, min (= 0) al pericentro
dv dv dv rv çè rp - a ÷ø

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Rifasamento Orbitale

Obiettivo: Avere diversi satelliti sulla stessa orbita in differenti posizioni

Obiettivo Strategia Applicata

1
Dq
1

Il Satellite n è posto su un orbita ellittica il cui periodo è pari al periodo


dell’orbita di partenza più la frazione corrispondente alla fase voluta.
Il Semiasse maggiore è imposto dal periodo, il pericentro è imposto dall’orbita
di partenza e quindi l’orbita di rifasamento è nota

DJ µ æç 2rap,sup p ö
Tsup port = Tgoal (1 + ) Dv = 2 - 1÷
2p rt arg et ç rap,sup p + rt arg et ÷
è ø
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