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PRIMA LETTERA AI CORINTI Introduzione Pasqua anno 57 d.C.

, da Efeso
Capitolo 1
Preambolo e saluti. Ringraziamenti a Dio. 1 - Paolo, chiamato apostolo di Cristo Gesù per
volontà di Dio, e il fratello Sostene, 2 alla Chiesa di Dio che è in Corinto, a voi santificati in Cristo
Gesù, chiamati santi con tutti quelli che invocano in ogni luogo il nome del Signor nostro Gesù
Cristo, Signore loro e nostro, 3 grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e Signore Gesù Cristo! 4
Rendo grazie sempre a Dio per voi, per la grazia di Dio che v'è stata data in Cristo Gesù, 5 perchè
in tutto siete stati arricchiti in lui d'ogni dono di parola e d'ogni conoscenza. 6 Così la
testimonianza di Cristo fu confermata in voi, 7 in guisa che non vi manca nessun carisma, mentre
che aspettate la rivelazione del Signor nostro Gesù Cristo. 8 Il quale vi confermerà anche sino alla
fine, in modo da essere irreprensibili, nel giorno del Signor nostro Gesù Cristo. 9 Fedele è Iddio,
per opera del quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo, Gesù Cristo Signor nostro. I
partiti a Corinto. Condanna generale. 10 Io vi esorto, o fratelli, per il nome del Signor nostro
Gesù Cristo, che diciate tutti la stessa cosa, e non vi siano tra voi degli scismi, ma siate uniti nello
stesso pensare e nello stesso sentimento. 11 Giacchè mi è stato riferito intorno a voi, fratelli miei,
da quei di Cloe, che vi son tra voi delle contese. 12 E questo dico, che ciascun di voi dice: «Io son
di Paolo» e «Io di Apollo» e «Io di Cefa» e «Io di Cristo». 13 Cristo è stato fatto a pezzi? Forse
Paolo fu messo in croce per voi, e nel nome di Paolo siete stati battezzati? 14 Ringrazio Dio che
non ho battezzato nessuno di voi, all'infuori di Crispo e di Caio; 15 che nessuno abbia a dire che
siete stati battezzati nel mio nome. 16 Ho battezzato anche la famiglia di Stefana; del resto, non so
di aver battezzato altri. 17 Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad evangelizzare, non in
sapienza di parole, ma perchè non sia resa vana la croce del Cristo. Vera natura del Vangelo. 18
Infatti la parola della croce per quei che si perdono è una pazzia; ma per chi si salva com'è di noi, è
la virtù di Dio. 19 Giacchè fu scritto: " Sperderò la sapienza dei savi e l'intelligenza degli
intelligenti annienterò ". 20 O dov'è il savio? dove lo scriba? dove il dialettico di questo secolo? o
non ha Iddio fatto vedere com'è stolta la sapienza del mondo? 21 Posciachè, nei sapienti disegni di
Dio, il mondo non conobbe Dio per via della sapienza, si compiacque Dio di salvare i credenti
mediante la stoltezza della predicazione. 22 Poichè e i Giudei vogliono dei miracoli e i Greci
cercano la sapienza; 23 ebbene noi annunziamo Cristo crocifisso, scandalo a' Giudei, stoltezza per i
Gentili, 24 ma per quelli chiamati, siano Giudei, siano Greci, Cristo, potenza di Dio e sapienza di
Dio. 25 Giacchè questa pazzia di Dio e più sapiente degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte
degli uomini. 26 Guardate la vostra vocazione, o fratelli; non molti tra voi son sapienti secondo la
carne, non molti potenti, non molti nobili; 27 ma le cose stolte del mondo ha scelto Dio per
svergognare i sapienti, le debolezze del mondo ha scelto per svergognare i forti, 28 e le cose vili del
mondo e le spregevoli elesse Dio, cose che non son nulla, per annientare le cose che sono; 29
acciocchè nessun individuo si glorii al cospetto di Dio. 30 Orbene per opera di lui voi siete in
Cristo Gesù; il quale è stato fatto da Dio sapienza per noi, e giustizia e santificazione e redenzione;
31 affinchè, come sta scritto: " Chi si gloria, nel Signore si glorii ".
Capitolo 2
La vera sapienza sta nel Vangelo. 1 - Anch'io quando venni presso di voi, o fratelli, non son
venuto ad annunziare la testimonianza di Cristo con sublimità di ragionamento o di sapienza; 2
poichè non giudicai di saper alcuna cosa fra voi se non Gesù Cristo, e questo crocifisso. 3 Anch'io
mi son trovato fra voi con un senso di debolezza, di timore e di grande trepidanza; 4 e il mio
parlare e la mia predicazione non consisteva in persuasivi discorsi di umana sapienza, ma in
dimostrazione di spirito e di virtù, 5 affinchè la vostra fede non si fondasse sulla umana sapienza,
ma sulla virtù di Dio. 6 Di sapienza parliamo sì tra uomini perfetti, ma è sapienza non di questo
secolo, la cui opera si riduce a nulla; 7 noi esponiamo la sapienza di Dio in mistero, la sapienza
nascosta, che Dio preordinò avanti a tutti i secoli a gloria nostra, 8 e che nessuno dei principi di
questo secolo ha conosciuto, perchè se l'avessero conosciuta non avrebbero crocifisso il Signore
della gloria; 9 ma come sta scritto: " Ciò che occhio non vide nè orecchio udì, nè ascese al cuor
dell'uomo è ciò che Dio preparò a quelli che lo amano ". 10 A noi lo rivelò Dio per mezzo dello
Spirito suo, poichè lo Spirito penetra tutte le cose, anche le profondità di Dio. 11 E infatti chi fra gli
uomini conosce le cose dell'uomo, se non lo spirito dell'uomo che è in lui? così anche le cose divine
nessun altri le sa fuor che lo Spirito di Dio. 12 E noi non lo Spirito del mondo abbiamo ricevuto,
ma lo Spirito che vien da Dio, affinchè conosciamo le cose da Dio a noi [graziosamente] donate; 13
le quali noi esponiamo non con le parole che t'insegna l'umana sapienza, ma con quelle insegnate
dallo Spirito, adattando cose spirituali a cose spirituali. 14 Ma l'uomo animale non capisce le cose
dello spirito di Dio; per lui sono stoltezze e non le può intendere, perchè non si possono giudicare
che spiritualmente. 15 Invece l'uomo spirituale giudica sì tutto, ed egli non è giudicato da alcuno.
16 Giacchè chi mai ha conosciuto la mente del Signore da poterla comprendere? Noi invece la
mente di Cristo la conosciamo.
Capitolo 3
1 - Ed io, o fratelli, non potei parlare a voi come a spirituali ma vi parlai come a gente carnale,
quasi bambini in Cristo. 2 Vi ho dato del latte da bere, non del cibo solido: non eravate ancora in
grado di tollerarlo. Gli operai evangelici e la loro missione. 3 Ma neanche ora siete in grado,
poichè siete ancora carnali. Dal momento che vi sono tra voi gelosie e contese, non è egli vero che
siete carnali, e vi conducete secondo l'uomo? 4 Quand'uno dice: «Io son di Paolo», e un altro: «Io
d'Apollo», non siete uomini! E che cos'è Apollo? che cosa Paolo? 5 Sono dei ministri di Colui al
quale avete creduto, secondo che a ciascuno ha dato il Signore. 6 Io ho piantato, Apollo ha
innaffiato, ma è Dio che ha fatto crescere; 7 di modo che nulla è il piantatore, nulla l'innaffiatore,
ma è tutto il Dio che fa crescere. 8 Il piantatore poi e l'innaffiatore sono la stessa cosa; ciascuno
riceverà la propria mercede secondo la fatica propria; 9 poichè noi siamo cooperatori di Dio; il
campo di Dio, l'edificio di Dio siete voi. 10 Secondo la grazia di Dio a me concessa, io da savio
architetto ho posto il fondamento, un altro ci lavora su. Ciascuno guardi come fabbrica; 11 poichè
nessuno può porre altra base oltre quella che già c'è, che è Gesù Cristo. 12 E se alcuno fabbrica
sulla base cose d'oro, d'argento, pietre preziose, legni, fieno, paglia, 13 l'opera di ciascuno si farà
manifesta; il giorno del Signore lo mostrerà, poichè quel giorno si rivela nel fuoco, e il fuoco
metterà alla prova quale è l'opera di ciascuno. 14 E se rimarrà quel lavoro che uno ha
sopraedificato, ne avrà ricompensa. 15 Se l'opera di qualcuno sarà bruciata, ne soffrirà danno; egli
però sarà salvato, così appunto per mezzo del fuoco. 16 Non sapete che siete il tempio di Dio, e che
lo Spirito di Dio in voi abita? 17 Se alcuno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poichè il
tempio di Dio è santo, quali pur voi siete. Avvisi pratici ai fedeli. 18 Nessuno inganni se stesso; se
alcuno fra voi crede di essere savio della sapienza di questo secolo, diventi stolto per farsi savio. 19
Poichè la sapienza di questo mondo è stoltezza presso Dio. Sta scritto: " Io impiglierò i savi nella
loro malizia ". 20 E di nuovo: " Il Signore conosce i pensamenti dei savi, e sa che son vuoti ". 21
Di modo che nessuno si glorii quando si tratta di uomini; 22 ogni cosa è vostra, sia Paolo, sia
Apollo, sia il mondo, sia la vita, sia la morte, sia le cose che sono ora, sia le avvenire, tutte son
vostre; 23 ma voi siete di Cristo e Cristo di Dio.
Capitolo 4
1 - Noi ci si deve considerare come servitori di Cristo e come amministratori dei misteri di Dio. 2
Ebbene negli amministratori questo si cerca che sian ritrovati fedeli. 3 A me non importa
minimamente essere giudicato da voi, o da un tribunale umano; ma neppur io stesso mi giudico; 4
non ho coscienza, no, di verun mancamento, ma non per questo mi sento giustificato; e chi mi deve
giudicare è il Signore. 5 Conseguentemente, non giudicate [alcuna cosa] prima del tempo; verrà
finalmente il Signore che darà luce ai nascondigli delle tenebre, e farà palesi i consigli dei cuori;
allora ciascuno avrà la sua lode da Dio. 6 Ora, o fratelli, queste cose io le ho trasportate in figura
su me e Apollo, perchè impariate dall'esempio nostro quel detto: «Non oltre quel che sta scritto»,
affinchè non vi gonfiate d'orgoglio l'uno contro l'altro a favor d'un terzo . 7 Poichè chi differenzia
te da altri? e che cos'hai che tu non abbi ricevuto? e se l'hai ricevuto, perchè ti glorii come non
avessi ricevuto? 8 Voi siete già sazi, siete già fatti ricchi! senza di noi siete saliti in trono! così
foste davvero arrivati al regno, affinchè anche noi regnassimo con voi. 9 Poichè mi par che Dio
noialtri apostoli ci abbia dichiarati ultimi, come condannati a morte, poichè siamo divenuti
spettacolo al mondo, e agli angeli e agli uomini. 10 Noi siamo stolti per via di Cristo, e voi prudenti
in Cristo; noi deboli, voi forti; voi in gloria, noi disprezzati! 11 Anche al momento presente noi
soffriamo la fame e la sete, e siamo nudi, siamo schiaffeggiati, non stiamo mai fermi 12 e
fatichiamo lavorando colle proprie mani; insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; 13
offesi con male parole, esortiamo; siamo diventati e siam tuttora come la spazzatura del mondo, il
rifiuto di tutti. 14 Non per far vergogna a voi scrivo queste cose, ma come ammonimento a figliuoli
carissimi. 15 Poichè se anche avete migliaia di precettori in Cristo, ma non avete di molti padri; e
per mezzo del Vangelo io in Cristo Gesù vi ho generati. 16 Vi esorto dunque, siete miei imitatori,
come io lo sono di Cristo. 17 Per questo appunto v'ho mandato Timoteo, che è mio figlio diletto e
fedele nel Signore; il quale vi rammenterà le mie vie, quelle in Cristo Gesù, come dappertutto in
ogni Chiesa io le insegno. 18 Certuni si son gonfiati nella presunzione ch'io non venga più da voi,
19 ma se il Signore vuole, verrò presto, e conoscerò non le parole di quelli che si son gonfiati, ma
le virtù, 20 poichè non nelle parole sta il regno di Dio, ma nella virtù. 21 Che volete, che io venga
a voi colla verga, o con amore e spirito di mansuetudine?
Capitolo 5
Un grave scandalo a Corinto. 1 - Si sente dire comunemente che tra voi v'è della fornicazione, e
di tal fatta quale non è neppur fra i Gentili, tanto che uno convive colla moglie di suo padre. 2 E
voi siete gonfi; e non piuttosto vi siete rammaricati perchè fosse tolto di mezzo a voi chi ha
commesso tale azione. 3 Io, assente di corpo ma presente di spirito, ho già giudicato come fossi
presente chi ha fatto ciò; 4 e nel nome del Signore Gesù adunati voi e insieme il mio spirito, per il
potere che mi viene dal Signore nostro Gesù, 5 decido di consegnare un uomo siffatto a Satana;
per la rovina della sola carne però, affinchè lo spirito si salvi nel giorno del Signore. 6 Non è mica
bello il vostro gloriarvi! Non sapete che un po' di fermento fa fermentare tutta la pasta? 7 Togliete
via il vecchio fermento, affinchè siate una pasta nuova, come siete azzimi; poichè la nostra Pasqua,
Cristo, è stata immolata. 8 Sicchè celebriamo la festa non col vecchio fermento, nè col fermento
della malizia e della malvagità, ma cogli azzimi della purità e della verità. 9 Vi ho scritto nella mia
lettera di non avere rapporti coi fornicatori; 10 non però in modo assoluto coi fornicatori di questo
mondo, o cogli avari o coi rapaci o cogli idolatri; perchè dovreste uscire a dirittura dal mondo. 11
Ma ho inteso scrivervi di non aver rapporti; se uno chiamandosi fratello, fosse poi un fornicatore o
avaro o idolatra, o maldicente o ubriacone o rapace; con un siffatto neppur mangiare dovete. 12
Che devo giudicar io quei di fuori? ma quei di dentro non siete voi che li giudicate? 13 Quei di
fuori li giudicherà Iddio. Dunque eliminate di mezzo a voi chi è il malvagio.
Capitolo 6
I processi davanti ai pagani. 1 - Qualcuno di voi che abbia qualche lite con un altro, ha cuore di
farsi giudicare da un tribunale d'ingiusti e non dai santi? 2 Non sapete voi che questo mondo lo
giudicheranno i santi? e se tra voi il mondo sarà giudicato, siete forse indegni di giudicare in cose di
pochissimo rilievo? 3 Non sapete che anche gli angeli giudicheremo? quanto più le cose del
secolo? 4 Se dunque avete litigi su cose di questa vita, sceglierete come giudici quelli che nella
Chiesa non hanno alcun valore? 5 Ve lo dico per farvi arrossire. O non vi è dunque tra voi nessun
saggio, il quale possa pronunziare un giudizio tra fratello e fratello? 6 e il fratello invece, avendo
lite col fratello, va a farsi giudicare dagli infedeli? 7 Già, in tutti i modi, è mancamento vostro
l'aver liti e processi tra di voi! Perchè non soffrire piuttosto qualche ingiustizia? perchè non
piuttosto patire qualche privazione? 8 Ma voi invece fate ingiustizia e portate danno, e questo a
fratelli. 9 O non sapete che gente ingiusta non erediterà il regno di Dio? Non illudetevi; nè
fornicatori, nè idolatri, nè adulteri; 10 nè effeminati, nè pederasti, nè ladri, nè avari, nè ubriaconi,
nè maldicenti, nè rapaci erediteranno il regno di Dio. 11 E tale era qualcuno di voi; ma siete stati
lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito
del Dio nostro. Malizia del vizio impuro. 12 Tutto mi è lecito, ma non tutto giova; tutto mi è
lecito, ma non mi lascerò dominare da cosa alcuna. 13 I cibi sono pel ventre, e il ventre per i cibi;
ma Dio questo e quelli ridurrà a nulla. Ma il corpo non è per fornicazione, bensì per il Signore, e il
Signore per il corpo; 14 e Dio come risuscitò il Signore, risusciterà anche noi per il suo potere. 15
Non sapete che i nostri corpi sono membra di Cristo? or dunque le membra di Cristo le farò membra
d'una meretrice? non sia mai! 16 O non sapete che chi si unisce con una meretrice forma un corpo
solo con lei? poichè saranno, dice, due in una carne sola. 17 Ma chi s'unisce al Signore forma unico
spirito con lui. 18 Fuggite la fornicazione. Qualunque peccato faccia l'uomo è fuori del corpo; ma il
fornicatore commette un peccato rispetto al proprio corpo. 19 O non sapete che il corpo vostro è
tempio del Santo Spirito che è in voi, [Spirito] che avete da Dio? e non siete di voi stessi, 20 perchè
siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Iddio, e portatelo nel vostro corpo.
Capitolo 7
Risposta a diverse questioni. Matrimonio e verginità. 1 - Rispetto a quel che m'avete scritto, è
bene per l'uomo non toccar donna; 2 ma, per [evitare] le fornicazioni, ciascuno si tenga la propria
moglie, e ciascuna donna si tenga il proprio marito. 3 Alla moglie renda il marito quel che deve, e
parimente la moglie al marito. 4 La moglie non è padrona del proprio corpo, ma lo è il marito; e
del pari il marito non è padrone del proprio corpo, ma lo è la moglie. 5 Non privatevi l'uno
dell'altro, se non per avventura di buon accordo per un certo tempo, per dedicarvi alla preghiera; ma
poi di nuovo siate come prima, perchè non vi tenti Satana per via della vostra incontinenza. 6
Questo dico come concessione, non come ordine; 7 io vorrei sì che tutti gli uomini fossero come
me, ma ciascuno ha il suo proprio carisma da Dio, l'uno così, l'altro in altro modo. 8 Dico poi ai
celibi e alle vedove: «È bello per loro se rimangono come sono io, 9 ma se non si contengono, si
sposino, poichè è meglio sposarsi che ardere». 10 Agli sposati poi dò consiglio, anzi, non io ma il
Signore, che la moglie non sia separata dal marito; 11 e se separata, rimanga senz'altre nozze, o si
riconcilii col marito; e l'uomo non ripudii la moglie. 12 Agli altri dico, io, non più il Signore: «Se
un fratello ha per moglie un'infedele, e questa è contenta di abitar con lui, non la ripudii, 13 e
quella moglie che ha il marito non credente, e questi è contento di star con lei, non ripudii il marito.
14 Poichè il marito non credente è santificato per la moglie, e la moglie non credente è santificata
per il marito credente; se no, i vostri figli sarebbero impuri, e invece son santi. 15 Se poi il non
credente si separa, si separi pure; non ha da rimaner schiavo il fratello o la sorella in cose siffatte; e
alla pace ci ha chiamati Iddio; 16 perchè come puoi sapere tu, o moglie, se salverai il tuo marito? e
tu, o uomo, se salverai la moglie? 17 Del resto a ciascuno secondo la parte assegnatagli dal
Signore, ciascuno si regoli così come lo ha chiamato il Signore». Così io insegno in tutte le Chiese.
18 Un circonciso è stato chiamato? non cerchi di apparire incirconciso; è invece stato chiamato un
incirconciso? non si circoncida. 19 Non è nulla la circoncisione, e il non esser circonciso pure non
vuol dir nulla; quel che vale è l'osservanza dei precetti di Dio. 20 Ciascuno resti nella vocazione a
cui è stato chiamato. 21 Fosti chiamato essendo schiavo? non te ne preoccupare, e se anche potessi
diventar libero, piuttosto eleggi di approfittare della condizione di schiavo. 22 Perchè chi è
chiamato nel Signore come schiavo, è un liberto del Signore, e chi è stato chiamato essendo libero,
è un servo di Cristo. 23 Siete stati riscattati a caro prezzo, non vi fate schiavi degli uomini! 24
Ciascuno in quella vocazione che ha avuto, o fratelli, rimanga presso Dio. 25 Rispetto alle persone
vergini, non ho nessun ordine del Signore, e dò consiglio solo per la misericordia usatami dal
Signore d'essere degno di fiducia. 26 Credo che, date le necessità imminenti, sia buona cosa per
l'uomo di rimanere così com'è. 27 Sei legato a una donna? non cercare di sciogliertene; non hai
legame con donne? non lo cercare. 28 Se prendi moglie, non hai commesso peccato; se una ragazza
si sposa non sbaglia; ma costoro avranno afflizioni nella carne, ed io vorrei risparmiare voi. - 29
Questo io dico, o fratelli; il tempo è breve, e resta che anche quelli che hanno moglie siano come
non l'avessero; 30 e quei che piangono come non avessero motivo di pianto; e quelli che sono
allegri, come non lo fossero; e quelli che comprano, come non dovessero conservare gli acquisti
fatti; 31 e quelli che usano di questo mondo, come quelli che non ne usano; poichè passa la figura
del mondo attuale. - 32 Ora io vorrei che voi foste senza preoccupazioni. Chi è celibe si preoccupa
delle cose del Signore come possa piacergli, 33 ma chi è sposato pensa alle cose del mondo, come
possa piacere alla moglie; e resta diviso. 34 Così anche la donna non maritata e la vergine si danno
pensiero delle cose del Signore, volendo esser sante e di corpo e di spirito; ma la maritata è
preoccupata delle cose del mondo, e del come possa piacere al marito. 35 Questo io dico nel vostro
interesse, non già per tendervi un laccio, anzi in vista di ciò che è decoroso, e che permette di
servire a Dio senza impedimenti. 36 Però, se alcuno crede far brutta figura per la sua ragazza,
quando questa oltrepassi il fiore dell'età, e sente il suo dovere così, faccia quel che crede, non pecca,
le dia marito. 37 Ma chi è fermo nel suo cuore, non avendo necessità che lo obblighi, e ha facoltà di
fare secondo il suo talento, e ha deciso in cuor suo di conservar la propria figliuola vergine, farà
bene. 38 Sicchè fa bene chi sposa la sua figliuola; e chi non la sposa farà ancor meglio. 39 La
donna è legata per tutto il tempo che vive suo marito; se questi è morto, è libera di sposar chi altro
vuole, purchè lo sposi nel Signore. 40 Ma più felice è se rimanga così, secondo il mio consiglio; e
credo d'aver anch'io lo Spirito di Dio.
Capitolo 8
Sul cibarsi delle carni offerte in sacrificio agli idoli. 1 - Riguardo poi alle carni sacrificate agli
idoli, sappiamo che tutti abbiamo scienza. La scienza gonfia, mentre la carità edifica; 2 se alcuno
crede saper qualcosa, non ha ancora saputo come bisogna conoscere; 3 ma se uno ama Dio, egli è
riconosciuto da Dio; 4 adunque intorno al mangiar le carni degli idoli, noi sappiamo bene che
nessun idolo esiste al mondo; e non vi è nessun Dio se non quell'uno. 5 Poichè se vi sono esseri
che son detti dèi in cielo e sulla terra, (come ci sono molti dèi e molti signori), 6 ma per noi c'è un
unico Dio Padre, da cui ogni cosa è, e noi in lui, e un solo Signore Gesù Cristo, per cui tutte le cose,
e noi per lui. 7 Ma non in tutti è tal scienza; alcuni per l'idea sinora avuta dell'idolo, mangiano
quella carne sacrificata a un idolo; e la coscienza loro essendo debole n'è contaminata. 8 Certo non
un cibo qualunque ci raccomanderà a Dio; nè, se ce ne asteniamo, abbiamo qualcosa di meno, nè, se
ne mangiamo, qualcosa di più. 9 Ma badate che questa vostra piena libertà non divenga un
inciampo pei deboli; 10 giacchè se uno vede te che hai scienza seduto a mensa in un luogo d'idoli,
la coscienza di costui che è debole, non sarà indotta a mangiare le carni sacrificate agli idoli? 11
questo debole perisce per la scienza tua, lui il fratello per cui Cristo è morto. 12 Così peccando
verso i fratelli e offendendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. 13 Per
conseguenza, se il cielo è di scandalo a un mio fratello, piuttosto non voglio più mangiar carne mai
e poi mai, per non dar scandalo al mio fratello.
Capitolo 9
Bisogna evitare lo scandalo. 1 - Non sono io libero? non sono apostolo? non ho io veduto Gesù
Cristo Signor nostro? ma non siete voi nel Signore? 2 se non sono apostolo per gli altri, lo sono
per voi; il sigillo del mio apostolato siete voi del Signore. 3 Questa è la mia difesa contro quelli
che fanno delle inchieste sul conto mio. 4 Forse non abbiamo la podestà di mangiare e di bere? 5
O non abbiamo facoltà di condurre attorno una donna, sorella, come donna, come gli altri apostoli e
fratelli del Signore e Cefa? 6 Forse solo io e Barnaba non abbiamo il diritto di far questo? 7 Chi
mai va alla guerra a sue spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pascola un
gregge e non si nutre del latte di quel gregge? 8 E questo lo dico forse in senso umano? non lo dice
anche la legge? 9 Nelle leggi di Mosè sta scritto: " Non mettere la musoliera al bue che trebbia il
grano ". Forse che Dio si dà pensiero de' buoi? 10 o non parla in tutto per noi? poichè per noi fu
scritto, che deve chi ara arare per la speranza, e chi trebbia trebbiare per la speranza di raccogliere il
frutto. 11 Se noi abbiam seminato a voi le cose spirituali, sarà un gran chè se noi mieteremo le cose
vostre materiali? 12 Se altri godono di questo diritto su voi, perchè non noi piuttosto? ebbene, noi
non ci siamo valsi di questo diritto, ma sopportiamo ogni cosa, pur di non creare alcun ostacolo al
Vangelo di Cristo. 13 Non sapete che quei che attendono alle cose sacre vivon dei proventi del
santuario, e quei che servono all'altare hanno parte all'altare? 14 Così il Signore ha ordinato a quelli
che annunziano il Vangelo, di vivere del Vangelo. 15 Ma io non mi son valso di nessuna di queste
cose. Esempio di Paolo. E non scrivo mica ora tutto questo perchè così si faccia nel caso mio;
preferirei morire anzi che qualcuno rendesse vano il mio vanto. 16 Se io predico il Vangelo, non ne
ho gloria, è per me una necessità il farlo; perchè guai a me se non predicassi! 17 Solo se lo facessi
di mia volontà, meriterei una mercede. E se lo fo senza voler mio, gli è che me ne è stato affidato
l'incarico. 18 Quale è dunque la mia mercede? questa che annunziando il Vangelo, io lo faccio
senza spesa alcuna, senza valermi dei diritti che il Vangelo mi darebbe. 19 Pur essendo libero da
tutti, a tutti mi son fatto schiavo per guadagnarne il maggior numero; 20 e mi son fatto coi Giudei
Giudeo, 21 con quelli sottoposti alla Legge come se fossi sotto la Legge mentre non lo sono, e ciò
per guadagnare quelli che son sottoposti alla Legge: e con quelli senza Legge mi son fatto quasi
senza legge, non essendo affatto senza la legge di Dio, ma anzi nella legge di Cristo, e ciò per
guadagnare quelli che son senza legge. 22 Mi son fatto debole coi deboli, per guadagnare i deboli;
mi faccio ogni cosa a tutti perchè tutti io salvi. 23 E tutto faccio per il Vangelo, affine di aver parte
ad esso. 24 Non sapete che quei che nello stadio corrono, corrono tutti, ma uno solo riceve il
premio? Correte anche voi così da riceverlo. 25 Ed ogni lottatore fa in ogni cosa delle astinenze;
quelli dunque per ottenere una corona corruttibile, noi incorruttibile. 26 Anch'io dunque corro allo
stadio, ma non come alla ventura; fo del pugilato, ma non dando colpi all'aria; 27 ma maltratto il
mio corpo e lo rendo schiavo, perchè non avvenga che dopo aver predicato agli altri, rimanga io
disapprovato.
Capitolo 10
Non è lecito partecipare ai conviti sacri. 1 - Non voglio che voi ignoriate, o fratelli, che i nostri
padri sono stati tutti sotto la nuvola, e tutti passarono per il mare; 2 e tutti per andar dietro a Mosè
s'immersero nella nuvola e nel mare; 3 e tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale e bevvero la
stessa bevanda spirituale; 4 e bevevano dalla roccia spirituale che li accompagnava, e la roccia era
Cristo. 5 Ma della maggior parte di loro non si compiacque il Signore, infatti furon prostrati nel
deserto. 6 Or queste cose divennero esempio per noi del non dover esser desiderosi di cose cattive,
come desiderarono anche quelli. 7 Nè dovete essere idolatri, come alcuni di quelli, secondo sta
scritto: " Il popolo si sedette per mangiare e bere, poi s'alzarono a divertirsi ". 8 Nè fornichiamo
come alcuni di loro fornicarono e in un sol giorno ne caddero ventitremila. 9 Nè tentiamo il
Signore come alcuni di loro fecero e perirono vittime dei serpenti. 10 E non mormorate come
alcuni di loro mormorarono, e perirono per opera dello sterminatore. 11 Queste cose accaddero loro
a modo di esempio, e furono scritte per ammonimento a noi cui doveva toccare la fine dei secoli. 12
Cosicchè chi crede di star su, badi di non cadere. 13 Tentazione non vi ha sorpreso, se non umana;
or Iddio è fedele, e non permetterà siate tentati oltre quel che potete, ma con la tentazione vi
procurerà anche la via d'uscita, onde possiate sopportarla. Regole da seguire nei conviti privati. 14
Perciò, miei diletti, fuggite l'idolatria. 15 Parlo come a persone intelligenti: giudicate voi di quel
che dico. 16 Il calice di benedizione che noi benediciamo, non è comunione del sangue di Cristo? e
il pane che spezziamo non è comunione del corpo di Cristo? 17 perchè unico pane e unico corpo
formiamo noi pur essendo molti, poichè tutti partecipiamo dell'unico pane. 18 Guardate l'Israele
secondo la carne: non è egli vero che quelli che mangiano le carni delle vittime hanno comunione
coll'altare? 19 Che dico io dunque? che l'immolato agli idoli è qualche cosa? o che qualche cosa sia
l'idolo? 20 no, ma quel che sacrificano i Gentili, lo immolano ai demoni non a Dio. Non voglio che
voi abbiate comunione coi demonii; 21 non potete bere il calice del Signore e il calice dei demonii,
non potete partecipare alla mensa del Signore e a quella dei demonii. 22 Vogliam noi destar la
gelosia del Signore? siam forse più forti di lui? 23 Tutto è lecito ma non tutto giova; tutto è lecito,
ma non tutto edifica. 24 Nessuno cerchi il vantaggio proprio ma l'altrui. 25 Tutto quello che si
vende al mercato, mangiatene senza indagare per quel che riguarda la coscienza, 26 poichè del
Signore è la terra e la pienezza di essa. 27 E se v'invita qualcuno degli infedeli, e volete andarci,
mangiate tutto quel che vi è apposto, senza indagare rispetto alla coscienza. 28 Ma se uno vi dica:
«Questa è carne di vittima immolata»; non ne mangiate, per riguardo a lui che v'ha avvertito e per la
coscienza, 29 la coscienza, dico, non di voi stessi, ma di quell'altro. Infatti perchè la mia libertà ha
da esser giudicata dalla coscienza altrui? 30 se io partecipo [alla mensa] con rendimento di grazie,
perchè ho a esser biasimato rispetto a ciò di cui ringrazio? 31 Sia che mangiate dunque, sia che
beviate, sia che facciate altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. 32 Non siate d'inciampo nè a
Giudei nè a Gentili, nè alla Chiesa di Dio. 33 Nel modo che anch'io cerco compiacere a tutti non
cercando il mio vantaggio, ma quello dei molti affinchè siano salvi.
Capitolo 11
L'abbigliamento delle donne nelle adunanze sacre. 1 - Siate imitatori miei, come anch'io sono
di Cristo. 2 Vi lodo poi, fratelli, perchè in ogni cosa vi ricordate di me, e ritenete, come ve le ho
date, le istruzioni mie. 3 Voglio però che sappiate, che d'ogni uomo il capo è Cristo, e che il capo
della moglie è il marito, e il capo di Cristo è Dio. 4 Qualunque uomo preghi o profetizzi avendo la
testa coperta, disonora il suo capo; 5 e qualunque donna preghi o profetizzi senza velo sulla testa,
disonora il suo capo, 6 poichè, se non si vela la donna, si tagli anche i capelli; e se è turpe per la
donna il tagliarsi i capelli e radersi, si veli dunque. 7 L'uomo no, non deve coprir di velo la testa,
essendo immagine e gloria di Dio; e la donna è gloria dell'uomo. 8 Poichè non viene l'uomo dalla
donna, ma la donna dall'uomo, 9 nè fu fatto l'uomo per la donna, ma la donna per l'uomo. 10 Per
questo deve la donna aver sulla testa il segno della sua dipendenza, per via degli angeli. 11 Però nel
Signore, nè la donna è indipendente dall'uomo, nè l'uomo può essere senza la donna; 12 poichè
come la donna è dell'uomo così l'uomo [nasce] per mezzo della donna, e tutto è da Dio. 13
Giudicatene voi stessi; è decoroso che donna senza velo rivolga preghiera a Dio? 14 Non insegna la
natura stessa, che se l'uomo porta lunghi capelli, è per lui disonore, 15 e per la donna invece la
capigliatura è gloria? giacchè la chioma a lei è stata data in luogo di velo. 16 Se poi qualcuno si
compiace a contendere, noi siffatto costume non l'abbiamo, neanche le Chiese di Dio. Abusi nella
celebrazione della cena del Signore. 17 Dichiaro poi questo, a biasimo non a lode, che voi vi
radunate non per il meglio ma per far peggio. 18 Prima di tutto, quando vi adunate in chiesa, sento
che vi son tra voi delle divisioni; e in parte ci credo; 19 bisogna bene vi siano tra voi dei partiti,
perchè diventino riconoscibili quelli degni d'approvazione. 20 Radunandovi dunque assieme, non è
che mangiate la cena del Signore; 21 poichè ciascuno s'affretta a p rendere e consumare la propria
cena, e c'è chi patisce la fame e chi invece si ubriaca. 22 O non avete le vostre case per mangiare e
bere? Avete forse in dispregio la Chiesa di Dio, e volete fare arrossire quelli che non possedon
nulla? Che vi ho a dire? vi loderò di ciò? no, in questo non vi lodo. 23 Poichè quello che io ho
trasmesso, anche a voi, l'ho ricevuto dal Signore; e ciò è che il Signore Gesù la notte in cui fu
tradito, prese del pane, 24 e dopo rese grazie a Dio, lo spezzò e disse: «Prendete e mangiate; questo
è il mio corpo che sarà immolato per voi; fate questo in ricordo mio». 25 E parimente, dopo cenato,
prese il bicchiere dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, e quante volte ne
beviate, fate questo per ricordo di me. 26 Poichè quante volte voi mangiate questo pane e bevete
questo calice, voi rammenterete l'annunzio della morte del Signore, fino a che egli venga». 27
Cosicchè chi mangi il pane o beva il calice del Signore indegnamente, sarà reo del corpo e del
sangue del Signore. 28 Esamini ognuno se stesso, e così mangi di quel pane e beva di quel calice;
29 poichè chi mangia e beve indegnamente, se non riconosce il corpo del Signore, mangia e beve la
propria condanna. 30 Per questo vi son tra voi molti deboli e privi d'ogni forza, e tanti giacciono.
31 Se ci esaminassimo bene da per noi stessi, non saremmo condannati; 32 ma giudicati dal
Signore siamo castigati per non essere col mondo condannati. 33 Cosicchè, fratelli miei,
radunandovi per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. 34 E se uno ha fame, mangi a casa sua onde
non vi raduniate a vostra condanna. Le altre cose poi regolerò alla mia venuta.
Capitolo 12
I carismi, loro natura e utilità. 1 - Intorno ai doni spirituali poi, o fratelli, non voglio che siate
nell'ignoranza. 2 Voi sapete che quando eravate Gentili, correvate dietro agli idoli muti secondo
che eravate trascinati. 3 Per questo vi fo sapere, che nessuno che parli nello Spirito di Dio, dice:
«Anàtema a Gesù»; e nessuno può dire: «Signore Gesù» se non in Spirito Santo. 4 E vi sono
differenze di carismi, ma lo Spirito è uno solo; 5 e differenze di ministeri, ma il Signore è il
medesimo; 6 e differenze di operazioni, ma è lo stesso Dio che opera ogni cosa in tutti. 7 A
ciascuno è stata concessa la manifestazione dello Spirito per quel che è utile; 8 all'uno per via dello
Spirito fu data la parola della sapienza, all'altro la parola della scienza secondo lo stesso Spirito. 9
A un altro la fede nel medesimo Spirito; ad un altro ancora il dono delle guarigioni nell'unico
Spirito; 10 ad un altro ancora la potenza dei miracoli, ad un altro la profezia, ad un altro il
discernimento degli spiriti, ad un altro le varietà delle lingue, ad un altro l'interpretazione delle
lingue. 11 Orbene tutti questi effetti li produce l'unico e medesimo Spirito, che distribuisce a
ciascuno secondo che vuole. 12 Poichè, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra
del corpo pur essendo molte il corpo è uno, così anche Cristo; 13 poichè noi tutti, sia Giudei sia
Gentili, sia schiavi sia liberi, in unico Spirito siamo stati battezzati sì da formare un corpo solo, e
tutti siamo stati imbevuti di unico spirito. 14 Anche il nostro corpo non è un membro solo ma molte
membra. 15 Se dicesse il piede: «Siccome non sono mano, non son del corpo», cessa forse per
questo di far parte del corpo? 16 E se l'orecchio dicesse: «Siccome non sono occhio, non sono del
corpo», per questo cesserebbe di far parte del corpo? 17 Se tutto il corpo fosse occhio dove sarebbe
l'udito? e se tutto udito, dove l'odorato? 18 Ora Iddio ha creato le membra, ognuna nel corpo
com'egli volle; 19 se tutto si riducesse a un membro solo, dove sarebbe il corpo? 20 Invece le
membra son molte e unico il corpo. 21 Nè può l'occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; nè
la testa ai piedi : «Non ho bisogno di voi»; 22 anzi le membra del corpo che paion più deboli sono
molto più necessarie, 23 e quelle che stimiamo di meno pregio, noi le circondiamo di onor
maggiore, sicchè le parti meno decenti hanno decenza maggiore, 24 e le parti più decenti non han
bisogno di ciò. Ma Iddio compose l'organismo col dar maggior onore alle parti che ne mancavano,
25 affinchè non vi fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero riguardo le une alle altre allo
stesso modo. 26 E se soffre un membro, tutti con esso soffrono, e se ha gloria un membro, tutte le
membra con lui godono. 27 Or bene voi siete corpo di Cristo, e partitamente siete membra di esso.
28 E alcuni pose Dio nella Chiesa, in primo luogo apostoli, poi profeti, in terzo luogo maestri, e poi
quelli che fanno miracoli, e poi le grazie delle guarigioni, e il soccorrere, e l'amministrare, e il
parlare ogni specie di lingua e il capirle. 29 Forsechè son tutti apostoli? o tutti profeti? o tutti
maestri? 30 o tutti uomini dei miracoli? o tutti hanno il dono delle guarigioni? o tutti parlano le
lingue? o tutti interpretano? 31 Voi aspirate ai migliori carismi. Ebbene, io vi indico ancora una via
di gran lunga migliore.
Capitolo 13
La carità e i carismi. L'elogio della carità. 1 - Se io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
e non avessi amore, non sarei che un bronzo risonante, o un cembalo squillante. 2 E se avessi il
dono della profezia, e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e se avessi tutta la fede, sì da
trasportar le montagne, e poi mancassi di amore, non sarei nulla. 3 E se anche sbocconcellassi a
favor dei poveri tutto quel che ho, e dessi il mio corpo per esser arso, e non avessi amore, non ne
avrei alcun giovamento. 4 L'amore è longanime, è benigno; l'amore non ha invidia; non agisce
invano; non si gonfia; 5 non è ambizioso; non è egoista, non s'irrita, non pensa il male; 6 non si
compiace dell'ingiustizia, ma gode della verità; 7 soffre ogni cosa, ogni cosa crede, tutto spera,
tutto sopporta. 8 L'amore non mai vien meno; sian le profezie, termineranno; sian le lingue,
cesseranno; sia la scienza, finirà in nulla, 9 poichè parzialmente conosciamo e parzialmente
profetiamo, 10 ma quando venga ciò che è perfetto, il parzialmente finirà. 11 Quand'ero bambino,
parlavo come bambino, pensavo come bambino, ragionavo come bambino; ma fatto uomo, ho
cessato i costumi del bambino. 12 In questo momento noi vediamo traverso uno specchio in
enigma, allora vedremo faccia a faccia; ora io conosco parzialmente, allora conoscerò per intiero,
come anch'io sono stato conosciuto. 13 Ora soltanto queste tre cose perdurano, fede, speranza e
amore, ma la più grande di tutte è l'amore.
Capitolo 14
Il dono della profezia e il dono delle lingue. 1 - Seguite dunque l'amore. E ambite i doni
spirituali, specialmente quello di profezia, 2 poichè chi parla in lingua, parla non agli uomini ma a
Dio; nessuno l'intende, e in ispirito dice cose misteriose. 3 Chi profetizza invece parla agli uomini,
a edificazione ed esortazione e consolazione. 4 Chi parla in lingua edifica se stesso; chi profetizza
edifica la chiesa. 5 Vorrei bene che tutti voi parlaste le lingue ma preferisco che siate profeti: è più
grande il profeta che chi parla le lingue, salvo se faccia da interprete, affinchè la Chiesa ne abbia
edificazione. 6 Difatti, o fratelli, se io venissi a voi parlando le lingue, in che vi gioverei se non vi
parlassi o con qualche rivelazione, o con la scienza, o con la profezia, o con qualche
ammaestramento? 7 Le cose inanimate che dànno un suono, ad esempio un flauto o una cetra, se
non dessero una differenza di suoni, come si riconoscerebbe ciò che è sonato col flauto e ciò che si
suona colla cetra? 8 E se la tromba di guerra desse un suono incerto, chi si preparerebbe al
combattimento? 9 Così anche voi se per via del linguaggio non fate un discorso chiaro, come si
capirà quel che dite? voi parlerete al vento. 10 Càpitano a essere tante le specie di dialetti nel
mondo, ma nessuno è senza il suo significato; 11 se quindi non conosco il valore del suono, sarò un
barbaro per chi parla, e chi parla per me sarà un barbaro. 12 Così anche voi, poichè siete amanti dei
doni spirituali, cercate di averne in abbondanza per l'edificazione della Chiesa. 13 Perciò chi parla
le lingue preghi di poter essere interprete; 14 chè se io prego in lingua, il mio spirito sì prega, ma la
mia mente, riman priva di frutto. 15 Che cos'è dunque? pregherò collo spirito, ma pregherò anche
coll'intelligenza, salmeggerò collo spirito e salmeggerò anche coll'intelligenza. 16 Poichè se tu
benedici in ispirito, chi tiene il posto del semplice uditore, come dirà «Amen» al tuo rendimento di
grazie? perchè non capisce quel che tu dica, 17 tu fai bene sì il ringraziamento, ma l'altro non
riceve edificazione. 18 Ringraziando Dio, io parlo le lingue di tutti voi; 19 ma nell'adunanza
preferisco dir cinque parole secondo il mio sentimento, onde io possa anche istruire altri, anzichè
migliaia di parole in lingua. 20 Fratelli, non siate fanciulli di animo, ma per quel che è malizia siate
bambini, e nell'animo procurate diventar perfetti. 21 Sta scritto nella legge: «In diversità di lingue e
con labbra d'altri parlerò a questo popolo, ma neanche così mi ascolteranno», dice il Signore. 22 Di
guisa che le lingue son per segno non ai credenti ma agli increduli, e la profezia non è per
gl'increduli ma per quei che credono. 23 Quando dunque si raduni tutta la chiesa e tutti vi parlino le
lingue, se entrino dentro dei profani o degli increduli, non direbbero che diventate matti? 24 E se
tutti profetassero, ed entrasse un incredulo o un profano, egli è convinto da tutti, vien giudicato da
tutti, 25 i segreti del suo cuore si fanno palesi, e così prostrandosi faccia a terra adorerà Dio,
proclamando che Iddio è realmente in voi. Regole pratiche nell'uso dei carismi. 26 Che è dunque,
o fratelli? quando vi adunate, ciascuno di voi ha chi il salmo, chi l'ammaestramento, chi la
rivelazione da fare, o la lingua, o l'interpretazione; ebbene ogni cosa sia a scopo di edificazione. 27
Se c'è chi parli le lingue, parlino in due o in tre al più, ciascuno a sua volta, e uno faccia la
spiegazione; 28 e se non ci sia un interprete, tacciano nell'adunanza, e parlino seco stessi e con Dio.
29 I profeti, parlino due o tre, e gli altri giudichino: 30 e se è stata fatta una rivelazione a un altro
che sta a sedere, il primo si taccia. 31 Poichè potete tutti ad uno ad uno profetare, affinchè tutti
imparino e tutti ricevano consolazione. 32 Gli spiriti dei profeti son soggetti ai profeti, 33 poichè
non è del disordine Iddio, ma della pace, conforme io insegno in tutte le adunanze dei Santi. 34 Le
donne nelle assemblee tacciano, poichè non è loro permesso di parlare; ma stiano sottoposte, come
anche dice la legge. 35 E se vogliono imparar qualche cosa, in casa interroghino i proprii mariti; è
cosa indecorosa per una donna parlare in un'assemblea. 36 Forse che da voi è uscita la parola di
Dio, o a voi soli è pervenuta? 37 Se qualcuno si tiene per profeta o per uomo ispirato, riconosca che
le cose ch'io scrivo a voi, sono precetti del Signore; 38 ma se qualcuno non lo sa, resti cosa
ignorata. 39 Conseguentemente, o fratelli miei, cercate di profetare, però non impedite si parlino le
lingue; 40 ma tutto si faccia decorosamente e con ordine.
Capitolo 15
La risurrezione dei morti. 1 - Vi rammento poi, o fratelli, il Vangelo che vi ho annunziato e che
voi avete accolto, e in cui rimanete saldi, 2 per il quale anche siete salvati, se pur ritenete con che
parola ve l'ho annunziato; salvo se senza alcuna base voi abbiate creduto. 3 Fra le prime cose, io
v'ho trasmesso quello che anch'io ho ricevuto, vale a dire che Cristo morì per i nostri peccati
secondo le Scritture, 4 e fu sepolto, e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture; 5 e fu visto da
Cefa e poi dai Dodici. 6 Dopo fu visto da più che cinquecento fratelli in una volta, de' quali i più
son tuttora viventi, solo alcuni sono morti. 7 Poi fu visto da Giacomo, poi da tutti gli apostoli, 8
in ultimo di tutti fu visto da questo aborto che son io; 9 giacchè io sono il minimo degli apostoli,
chè non son degno d'esser chiamato apostolo, perchè ho perseguitato la Chiesa di Dio; 10 ma per
grazia di Dio son quel che sono, e la grazia di lui verso di me non fu cosa vana; anzi ho faticato più
di tutti loro, non già io, ma la grazia di Dio con me. 11 Sia dunque io, siano loro, così predichiamo
e così avete creduto. 12 Or se si predica che Cristo è stato risuscitato dai morti, come mai alcuni fra
voi dicono che non ha luogo la risurrezione de' morti? 13 Se non ci fosse la risurrezione de' morti,
neanche Cristo sarebbe risorto; 14 se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra predicazione,
e vana la vostra fede, 15 e noi saremmo come falsi testimoni di Dio: giacchè noi abbiamo attestato
rispetto a Dio, ch'ei risuscitò il Cristo; non l'avrebbe risuscitato se non risuscitano i morti; 16
poichè se i morti non risuscitano, neanche Cristo è risorto, 17 e se Cristo non è risorto, vana è la
vostra fede, e voi siete ancora nei vostri peccati; 18 e però anche quelli che son morti in Cristo sono
periti. 19 Se solo per questa vita noi abbiam riposto in Cristo le nostre speranze, noi siamo più
miserabili di tutti gli uomini. 20 Ma invece Cristo risuscitò proprio da morte, primizia di quelli che
giacciono morti. 21 Infatti poichè per via di un uomo è la morte, anche per via d'un uomo v'è la
risurrezione dei morti. 22 Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti saranno vivificati, 23
ciascuno al suo ordine; primizia è Cristo, poi quei di Cristo che nella venuta sua credettero; 24 poi
sarà la fine, quando consegni il regno a Dio Padre, dopo aver annientato ogni signoria e ogni
podestà e ogni potenza. 25 Poichè bisogna che Egli regni fino a che non abbia posto sotto i suoi
piedi tutti i nemici. 26 Ultimo nemico sarà annientata la morte, giacchè tutto ha posto [Iddio] sotto i
piedi di lui. 27 Quando dice «tutte le cose sono state assoggettate», è chiaro che si deve eccettuare
Colui che ha a lui assoggettato ogni cosa. 28 E quando a lui tutte le cose siano soggette, allora
anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che tutto gli ha assoggettato, affinchè Dio sia tutto in
tutti. 29 Se così non fosse, a che si riduce il battesimo, di quelli che si fanno battezzare per i morti?
Se del tutto i morti non risorgono, a che si fan battezzare per loro? 30 e anche noi perchè ci
esponiamo ogni momento a pericoli? 31 In verità, lo affermo per la grande soddisfazione che ho di
voi in Cristo Gesù nostro Signore, in ogni giorno sono esposto a morte. 32 Se ad Efeso ho lottato
colle fiere per mire umane, che vantaggio ne ho avuto? se i morti non risorgono, «mangiamo e
beviamo chè domani morremo». 33 Non lasciatevi sviare; «le cattive compagnie corrompono i
buoni costumi». 34 Riscotetevi per bene e non peccate, poichè alcuni hanno ignoranza di Dio; ve lo
dico a vostra vergogna. Modo della risurrezione e qualità dei corpi gloriosi. 35 Ma dirà taluno:
«Come risorgono i morti? e con che corpo vengono?». 36 Stolto, quel che tu semini, non si vivifica
se prima non muore; 37 e quando semini, non semini il corpo che deve venire, ma un nudo chicco,
poni, di grano o di qualche altra cosa; 38 e Dio gli dà il corpo come ha voluto, e ciascun seme il
proprio corpo. 39 Non ogni carne è la stessa carne, ma altra è la carne degli uomini, altra quella
degli animali; altra la carne degli uccelli, altra quella de' pesci. 40 E corpi celesti vi sono e corpi
terrestri, ma altra è la splendidezza dei celesti, altra dei terrestri; 41 altro è lo splendor del sole,
altro quello della luna, altro quello degli astri, poichè un astro è differente da un altro per splendore.
42 Così è anche la risurrezione dei morti. Il corpo si semina corruttibilmente, risorge incorruttibile;
43 si semina ignobile, risorge in gloria; si semina debole, risorge in forza; 44 si semina corpo
animale, risorge corpo spirituale. Se esiste il corpo animale vi è anche quello spirituale. Così anche
sta scritto: 45 " Il primo uomo Adamo fu fatto anima vivente "; l'ultimo Adamo è spirito
vivificante. 46 Ma non è prima l'elemento spirituale, bensì l'animale, lo spirituale, vien dopo. 47 Il
primo uomo, tratto dalla terra è terrestre, il secondo uomo è dal cielo e celeste. 48 Qual è l'uomo
terrestre, tali anche i terrestri; e quale il celeste tali anche i celesti. 49 E come abbiam portato
l'immagine del terrestre, porteremo anche l'immagine del celeste. 50 E questo dico, o fratelli, che la
carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, nè la corruzione può ereditare
l'incorruttibilità. 51 Ecco, io vi rivelo un mistero: tutti risorgeremo, ma non per tutti avverrà
cangiamento; 52 in un attimo, in un batter d'occhio, al suon dell'ultima tromba; poichè sonerà e i
morti risorgeranno incorruttibili; anche noi saremo cambiati. 53 Poichè bisogna che questo corpo
corruttibile rivesta l'incorruttibilità; e che questo mortale rivesta l'immortalità. 54 E quando questo
mortale rivesta l'immortalità, allora si avvererà la parola che è scritta: " È stata assorbita la morte
nella vittoria. 55 O morte, dov'è la tua vittoria? dov'è, o morte, il tuo pungiglione? ". 56
Pungiglione della morte è il peccato, e quella che mostra l'essenza del peccato è la legge; 57 grazie
sian rese a Dio che diè a noi la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo. 58
Conseguentemente, o diletti fratelli, siate stabili, incrollabili, abbondando sempre nell'opera del
Signore, sapendo che la fatica vostra non è vana nel Signore.
Capitolo 16
Raccomandazioni varie e saluti. 1 - Quanto alla colletta pei santi, fate anche voi come ho
disposto per le Chiese della Galazia. 2 Ogni primo dì della settimana, ciascun di voi metta da parte
presso di sè tesoreggiando tutto quel che gli venga bene, affinchè non si debbano far le collette dopo
la mia venuta. 3 E quando sarò costì, quelli che avete designato, li manderò con delle lettere a
riportare la vostra grazia a Gerusalemme. 4 E se converrà che ci vada anch'io, verranno con me. 5
Ora io verrò da voi, quando avrò traversato la Macedonia; perchè traverserò la Macedonia, 6 e da
voi forse rimarrò o anche svernerò, affinchè mi accompagnate dovunque avrò da andare. 7 Non
voglio vedervi solo di passata; spero anzi poter passare un po' di tempo con voi, se il Signore lo
permette. 8 Ad Efeso rimarrò sino a Pentecoste, 9 poichè una porta grande e attiva mi è qui
aperta, e molti sono gli avversari. 10 E se viene Timoteo, badate che stia fra voi senza timore,
poichè lavora come me l'opera del Signore; 11 che nessuno dunque lo tenga a vile. E
accompagnatelo in pace, perchè venga da me, lo aspetto coi fratelli. 12 Quanto al fratello Apollo,
l'ho molto pregato a venir da voi coi fratelli, ma assolutamente non aveva voglia di venir ora; verrà
quando ne abbia l'opportunità. 13 Vegliate, state saldi nella fede, siate uomini, siate forti. 4 Tutto si
faccia tra voi con amore. 15 Vi prego poi, fratelli, voi sapete che la famiglia di Stefana è la primizia
dell'Acaia, e che si è dedicata al servizio dei santi; 16 anche voi siate sottomessi a questi tali e a
chiunque coopera e fatica con loro. 17 Mi compiaccio della presenza di Stefana, di Fortunato e di
Acaico, perchè essi hanno riempito il vuoto lasciato dalla vostra mancanza, 18 e hanno ricreato lo
spirito mio e il vostro. Riconoscete adunque siffatte persone. 19 Vi salutano le Chiese dell'Asia; vi
saluta molto nel Signore Aquila, e anco Prisca, colla Chiesa di casa loro. 20 Vi salutano i fratelli
tutti. Salutatevi a vicenda col santo bacio. 21 Il saluto è di mia propria mano, di me Paolo. 22 Se
qualcuno non ama il Signore, sia anàtema. Maràn athà. 23 La grazia del Signore Gesù sia con voi.
24 L'amor mio è con tutti voi in Gesù Cristo.