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Ricordare davvero La pedagogia Lo scatto d’orgoglio Giovani e suicidio: La mamma

Don Milani maieutica della cultura parliamone! non è un tabù


D. Novara DOSSIER R. Mantegazza D. Miscioscia C. Riva

Poste Italiane Spa. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 2 DCB/Gorizia Tassa riscossa.
I genitori non sono
i proprietari dei loro figli
Intervista a Laura Pigozzi

a cura di Laura Petrini


counselor maieutica e formatrice, laura.petrini@cppp.it

LAURA PIGOZZI è membro associato di ALIPSI (Associa­


zione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi) e membro della
Fonda"on Européenne pour la Psychanalyse.
Cura il blog Rapsodia www.rapsodia­net.info in cui pub­
blica ar"coli di psicanalis" e di ar"s". Lavora a Milano e
in provincia di Verona. È autrice dei libri: Mio figlio mi ado­
ra (No#etempo, 2016), A Nuda Voce (Poiesis, 2016); Chi
è la più ca$va del reame? (et. al. Edizioni 2012); Voci
smarrite (et. al. Edizioni, 2013).

Psicanalista lacaniana ma anche can­ to! C'è l'idea che un figlio possa siste­
tante e formatrice vocale. Quale “vo­ mare ogni cosa, tu#e le frustrazioni,
ce” l'ha spinta a scrivere il libro Mio fi­ tu#o il disamore, tu#o quello che in
glio mi adora? ogni vita c'è. L'idea “nuova” è che il
Innanzitu#o le voci che ascolto, delle bambino in arrivo sia miracoloso.
mamme, dei figli maschi e delle figlie E invece sappiamo che non è così...
femmine. La storia è sempre la stessa Un bambino non è mai miracoloso, è
perché l'inconscio è astorico e, in un cer­ qualcuno che entra nella nostra vita in
to senso, la ques"one dei genitori e di maniera sua, inaspe#ata, è un vero “Al­
quanto marchino la vita dei figli è sem­ tro”. È necessario affrontare il lu#o de­
pre quella. Ma negli ul"mi anni ascolto rivante dal fa#o che è una parte di te
voci diverse, di donne alla ricerca del fi­ ma è diverso da te e per cer" aspe$
glio prima ancora che del partner, o che non lo riconosci per niente. A volte in­
cercavano il partner per fare un figlio. È vece alcune madri cercano di reingloba­
un aspe#o abbastanza nuovo: in passato re inconsciamente il figlio per ritrovare
le donne hanno sempre voluto i figli quella unità vissuta quando erano incin­
dentro l’amore di coppia. Oggi invece in­ te, madri che si stupiscono di non esse­
contro persone che vogliono figli senza re sempre in quello stato di grazia, in
il legame di amore, figli per sé, in un cer­ quella pienezza potente e invincibile
to senso figli gra"fican". che l'essere gravida " dà. Spesso sono
Poi, na" i figli, sorgono i problemi di le donne che narrano di infanzie infinite
coppia perché i figli non sono mai come quelle che cercano gravidanze infinite,
li vorres"... e quindi ecco l'ascolto di tut­ senza mai una ro#ura.
te queste delusioni, verso le quali man­ Lei scrive: “Genitorialità è la nuova pa­
ca oggi la normale tolleranza dell’adul­ rola­amuleto, che però non sembra far 9
rima con responsabilità, bensì con bambini debordano e non hanno limi­

L’INTERVISTA proprietà.”
Qualche anno fa ho tenuto un corso di
vocalità in gravidanza. L'invito era per
ti. Questo non è occuparsi dei bambi­
ni, ma è il piacere dei genitori di sen­
tirsi invasi dai bambini.
madri e padri ma di padri ne sono ve­ Nel suo ul"mo libro ha parlato di fami­
nu" pochi. Quando chiesi alle madri co­ glia “all inclusive”, una nuova dimensio­
me mai fossero venute sole la maggior ne sociale in cui il bambino è incluso,
parte rispondeva: “Pensavo fosse una portato come se fosse ancora nel grem­
cosa solo mia...” Esa#amente quello che bo materno, senza un suo spazio esclu­
molte donne pensano, che il figlio sia sivo. Per questo lei si ricollega spesso al­
una cosa solo loro. l'importanza della pluralità di voci in
Mio figlio mi adora è un libro sul “posto ambito educa"vo, da preferire a quel­
del bambino”. Siamo una società che si l'Una (troppo spesso materna) che può
crede amica dei bambini ma in realtà il diventare distru%va. A cosa porta l'ec­
posto del bambino non c'è! Al bambino cesso di “materno”?
viene raccontato di tu#o, anche le cose Porta a tante cose non ada#e alla vita...
in"me dei genitori, sopra#u#o nei casi Porta alla dipendenza, che è so%ntesa
di separazioni, traumi, crisi ecc. Ho os­ a ogni violenza domes"ca. Donne che
servato, non solo come analista, bam­ scambiano l'amore con la dipendenza,
bini manipola", affilia" a una causa o e scambiano il possesso con l'amore. Se
all'altra. Il bambino va rispe#ato per già ai nostri figli diciamo che amore e
quello che è; il genitore crede che sia possesso sono la stessa cosa, se li spin­
un suo ogge#o. giamo a a credere che la dipendenza da
Questa è un'epoca che vezzeggia molto noi sia amore, non dobbiamo stupirci se
il bambino ma non lo rispe#a, lo bam­ cercheranno e troveranno partner da
boleggia, lo usa come un gioca#olo, un cui dipendere. Questa confusione affet­
riempi"vo. Ci sono mamme che bacia­ "va può addiri#ura diventare pericolosa
no i figli sulla bocca senza pensare che laddove da adul" incontrassero un par­
il bacio sulla bocca ha un significato ero­ tner violento.
"co. Rubiamo ai ragazzi di domani il si­ Mol"plicare le voci e le presenze edu­
gnificato del bacio... E cosa dovranno fa­ ca"ve è un’àncora fondamentale anche
re poi per dimostrare di amarsi? Do­ per lo sviluppo dell'iden"ficazione di ge­
vranno spostare il confine, andare più in nere. Per una figlia avere più modelli di
là! E poi ci meravigliamo che ques" ra­ donne, e per un figlio di uomini, è im­
gazzi non hanno limi" perché a 12 o 13 portante per poter fare riferimento a
anni fanno cose che poi postano sui so­ esempi diversifica".
cial! Il bacio sulla bocca non c'entra nul­ È un libro in controtendenza, in un mo­
la col rapporto filiale: è un bacio ero"co. mento storico in cui prevale la necessità
S"amo portando via ai nostri bambini di rifugiarsi in un modello genitoriale
l'emozione del primo bacio, glielo s"a­ senza muoversi più. Non ha la percezio­
mo rubando indegnamente e impro­ ne che ci sia una specie di confli#o tra
priamente. È un abuso. modelli genitoriali?
Ques" sono temi no" anche al CPP. C’è La necessità di schierarsi si percepisce.
una forte contraddizione tra il non dare È la nostra società ad essere così fana­
spazio ai bambini e una società che gra­ tica, ideologica. Quando il libro era ap­
"fica bambini e genitori in tu#o. pena uscito ho ricevuto violenti attac­
È un allarme antropologico! I bambini chi di mamme per aver detto che dor­
non sanno più giocare con gli altri mire con i figli era erotico. Quando si
bambini. Sono poco interessati agli al­ scatena questo tipo di violenza al fem­
tri perché sono sempre a far riferi­ minile assistiamo a un corpo a corpo
mento all'adulto che risponde sempre, volto a disgregare l'alterità dell'Altro.
si trova sempre. L'adulto ogni tanto Ci sono gruppi WhatsApp di mamme
dovrebbe sottrarsi: “La mamma per che hanno allontanato e mobbizzato
10 un'ora non può giocare con te...” I altre mamme. È la nostra società, inca­
Credo che fare la mamma
per la propria soddisfazione
affettiva e pulsionale sia
una sconfitta enorme
per la storia del femminile

pace di chiaroscuri, in crisi. E nei mo­


menti di crisi le persone vogliono rigi­
dità, anche se si tratta proprio di mo­
menti in cui la realtà è più fluida che
mai e soprattutto i modelli non esisto­
no. Freud diceva che educare, gover­
nare e analizzare sono compiti impos­
sibili: fare i genitori è uno di questi, pe­
rò va fatto. Ci si scontra con l'impossi­
bile e si lavora con l'impossibile.
Certe posizioni ideologiche portano a
costruire una nuova teoria basata sui deve essere vicino al bambino e soprat­
propri sintomi: dato che la mia vita è an­ tu"o deve dare delle regole senza dover
data da schifo ho bisogno che mio figlio chiedere il permesso. Il compito del pa­
mi ripaghi di tu"o quindi faccio la mam­ dre è quello di separare la coppia ma­
ma a tempo pieno. Credo che fare la dre­figlio, che fonda il tra"o plusmater­
mamma per la propria soddisfazione af­ no della famiglia contemporanea.
fe#va e pulsionale sia una sconfi"a “La vera filiazione è aver ricevuto dai
enorme per la storia del femminile che propri genitori la possibilità di lasciarli
è una storia recente. Educare invece è per sempre, ma se questa eredità non
frustrante, educare non è appagante. c'è stata, occorre prendersela.” È un
È come se tu"o iniziasse e finisse con il messaggio che apre una possibilità, un
materno. Il paterno, che talvolta già dal­ cambiamento?
l'inizio non è presente, è spesso voluta­ L'unica salvezza del mondo è l'indipen­
mente escluso dal fa"o educa$vo. Lei ci denza. Quello di cui ha bisogno il nostro
ricorda che non si tra"a di aspe"are paese è di gente che pensa ma il nostro
che il padre ritorni ma è inevitabile chie­ modello educa$vo tende a formare del­
derle “come facciamo a ingaggiarlo”? le persone conformiste, che hanno pau­
Se dentro la testa della mamma non c'è ra di non compiacere la mamma, che
posto per il padre, non ci sarà posto ne­ non vogliono farla soffrire.
anche in famiglia, neanche se formal­ Bisogna dire “no” alla mamma! Non
mente c'è. Se dentro la mente della sono solo i no che devono i dire i geni­
donna non c'è l'uomo non ci sarà nean­ tori ai figli, sono anche quelli che de­
che nella mente del figlio. Il bambino vono dire i figli ai genitori. Mentre una
scambierà il papà per un compagno di volta era abbastanza ovvio che l'oppo­
giochi, o per un “papà peluche” per sizione ai genitori fosse una cosa nor­
usare la definizione di Daniele Novara. male, doverosa e giusta, oggi invece di­
Spesso il padre è usato come personag­ re no ai genitori fa star male i figli per­
gio di servizio ma mai come educatore. ché i genitori hanno rinunciato a tutto
L'ul$ma cosa che deve fare un padre è per loro. Come si fa a dire no a una
fare il mammo. Certo, può fare il cam­ mamma che è stata a casa dal lavoro
bio del pannolino ma con le sue mani, per noi? Che cosa mettiamo sulle spal­
con i suoi modi, con la sua voce. Un pa­ le del bambino? Bisogna tornare a dire
dre deve essere vicino alla sua donna, “no” ai propri genitori. 11