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FREUD

I positivisti erano convinti che fosse possibile giungere ad un sapere certo, immutabile, basandosi sui
fatti concreti.

Brano pag.496
Freud non si è soffermato solo sulla psiche umana, ma ha cercato di comprendere quali sono i caratteri
della civiltà moderna.
Si parla di una civiltà che va di pari passo ad una forma repressiva nei confronti dei due impulsi primitivi
dell’uomo (sessualità e aggressività).
Dare troppo sfogo alla parte impulsiva dell’uomo ha come lato negativo il pericolo, essendo una delle
pulsioni primarie l’aggressività. Dunque, la civiltà ha barattato un po’ di tutto ciò per la sicurezza.
Bisogna dare più risalto alla sicurezza, reprimendo la naturalezza dell’uomo, o dare spazio alla pulsione?
La società dell’ottocento ha dato maggior rilievo al successo e alla razionalità, togliendo ogni forma di
naturalità e immediatezza.
Quali sono le pulsioni primarie? Com’è costituita la psiche umana? Cosa intende Freud quando parla di
repressione?

Partendo da un approccio medico, di fronte a particolari nevrosi e atteggiamenti, cercò di andare a


comprenderne le origini attraverso la pratica dell’ipnosi.
Il punto era quello di arrivare a comprendere la causa, l’origine, quale avvenimento del passato, di cui il
paziente non ricordava nulla, di tutte le fobie e paure.
L’intuizione fu quella di cerare di comprendere, attraverso il dialogo, l’esperienza passata, giovanile, i
rapporti famigliari: da questi bisognava cercare l’evento scatenante e inconsapevole della malattia.
La psicanalisi deve far riemergere dall’inconscio una serie di ricordi o avvenimenti, che qualcuno o
qualcosa avevano rimossi dalla coscienza.
La grande scoperta di Freud è stata quella dell’inconscio, cambiando le carte in tavola della cultura di
fine ottocento. Quando si parla di mente umana, essa ha piena padronanza dei nostri atti ed è
consapevole delle azioni che dirige.
Freud invece parla della psiche come qualcosa composta da una grande parte (l’inconscio) e una piccola
parte (la coscienza). L’inconscio è una parte della psiche in cui sono conservati i ricordi della nostra
esistenza: alcuni di questi ricordi possono essere facilmente richiamati alla memoria, situati nel
preconscio, ossia l’area dei ricordi che possono essere fatti riemergere nella coscienza. Ma sotto il
preconscio vi è una zona in cui sono conservati ricordi rimossi dalla nostra consapevolezza: questi fatti
non sono però separati dalla coscienza, ma agiscono costantemente, continuano a interferire sugli atti e
le scelte che normalmente compiamo. È come se l’inconscio continuasse a influenzare la nostra
esistenza.

Tutto ciò portò in crisi la cultura positivistica, in quando l’uomo è costantemente influenzato
dall’inconscio e mai pienamente e lucidamente consapevole.
Per la prima volta si parla della psiche umana come composta da diverse aree, di cui la coscienza
rappresenta la minima parte.
Il metodo delle associazioni libere è quello utilizzato dall’analista, per far emergere in ciò che sta
dicendo fatti e questioni di cui il paziente non è assolutamente consapevole.
Questa prima percezione della complessità della psiche umana è stato rielaborato anche in altri modi
nelle opere successive; questa prima topica, ossia elaborazione, della mente umane è seguita da una
seconda topica, che parla di 3 diverse istanze della psiche umana: l’Es, l’Io e il Super-io, che si trovano in
rapporto l’una con l’altra.
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L’Es (io impersonale) è ciò che si contrappone all’Io.
L’Es è un’istanza della psiche umana.
Per la prima volta, le teorie filosofiche, le interpretazioni della vita di Nietzsche e Schopenhauer, trovano
un loro fondamento scientifico nella psicanalisi, definendo l’Es come una serie di pulsioni primarie.
Le pulsioni primarie sono quelle della sessualità e dell’aggressività, contrapposte l’una all’altra, che sono
pulsioni, sono energia. Primaria significa che è connessa alla natura umana, di cui noi non siamo
totalmente consapevoli.
L’Es è un calderone di istinti, passioni violente e contrapposte tra loro.
Non si può parlare dell’Es seguendo la logica del non-contraddittorio: questi non possono nemmeno
rientrare nelle forme a priori.
Nell’Es vengono ad essere compresenti tutti quei desideri rimossi, repressi e spazzati via dalla coscienza
e sprofondati nell’Es stesso, i quali però continuano a esercitare la loro influenza, hanno ancora una loro
energia pulsionale.

INTERPRETAZIONI DEI SOGNI


L’opera, inizialmente, non ebbe un gran successo; al suo interno emerge il contenuto manifesto e
contenuto latente del sogno.
L’idea è che i sogni non fanno altro che far riemergere in modo deformato i contenuti latenti, ciò che è
contenuto e represso nell’inconscio; esso veniva inteso come un insieme di forze che premono
dall’interno: tali forze che costituiscono l’inconscio sono naturali o dovute al processo di rimozione,
ossia un grande censore che tende a limitare e reprimere le pulsioni naturali dell’uomo, rimuovendole
dalla coscienza e rimandandole nell’inconscio.
Tutte le varie censure, tutta la pulsione naturale dell’uomo che viene costantemente limitata tende a
riemergere nei sogni nel momento in cui questa censura si indebolisce e, quindi, tutto ciò che viene
censurato tende a riemergere in modo non chiaro. Il ricordo del sogno è dunque un modo deformato di
far riemergere un contenuto latente e censurato.
Freud nell’interpretazione dei sogni ha studiato i meccanismi per cui il contenuto latente dei sogni si
rende manifesto.
I 4 meccanismi fondamentali sono quelli della condensazione,dello spostamento, della
drammatizzazione e della simbolizzazione.
La condensazione: in un’immagine di un sogno si fondono assieme diversi pensieri e ricordi in
un’immagine sintetica; è necessario perciò cogliere quali immagini si siano condensate.
Lo spostamento: processo per cui una carica emotiva (erotica o aggressiva) viene separata dal suo
oggetto reale ad un altro oggetto. Le pulsioni proprie di una cosa vengono spostate.
La drammatizzazione: vicende drammatiche e tenebrose, che si tendono a dimenticare.
Simbolizzazione: l’inconscio utilizza dei simboli sostitutivi per manifestare certi elementi.

Quest’opera ha ribadito l’intenzione di Freud, ossia elaborare un’idea di una psiche suddivisa in parti e il
continuo influsso dell’inconscio sulla coscienza.

PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA


Freud cominciò a descrivere i fatti e gli eventi quotidiani, come lapsus o atti mancati, in cui cercò la loro
determinazione dovuta all’inconscio.
Quest’opera si riferisce agli atti mancati o sbagliati, che non sono mai casuali, ma si riferiscono a cause
specifiche. In questi eventi Freud trova sempre qualche turbamento che risiede nell’inconscio.
Freud arrivò a cogliere gli impulsi primari dell’inconscio: l’impulso fondamentale proprio di tutte le
specie animali, che identifica nella libido, ossia la ricerca del piacere e dell’autoconservazione. Tutta la
nostra vita è costantemente spinta da questo principio.
La tendenza all’autoconservazione potrebbe essere incompatibile con la società, in quanto se si
permettesse alla libido di dare sfogo a ciò che cerca, allora si avrebbe come esito la lotta di tutti contro
tutti; dunque, la vita sociale impone la censura e la limitazione della libido.
Il paradosso tipico della civiltà moderna che Freud coglie è questa: maggiore è il progresso della civiltà,
maggiore deve essere la repressione della pulsione primaria dell’uomo, ossia della libido.
Vi sono dei modi in cui si può deviare in modo positivo la libido, attraverso forme di sublimazione, come
ad esempio l’arte, in quanto questo risulta essere un modo di sublimare la libido.
Nella maggior arte dei casi, però, si è costretti a censurarla e limitarla, in quanto non tutti sono artisti.

Si viene così creare uno scontro tra il principio del piacere e il principio di realtà: l’individuo non può
dare libero sfogo alla soddisfazione del desiderio, ma la libido si deve sottomettere alla realtà, ossia
tener conto del contesto sociale e reale in cui l’individuo è immerso.
Dunque, i sogni e gli atti mancati sono modi per far riemergere e dar sfogo a tutte queste limitazioni.

A seguito della Prima Guerra Mondiale, a causa dei racconti e delle analisi dei reduci di guerra, Freud
arrivò a modificare la sua teoria, in quanto oltre alla libido introdusse l’istinto di morte o autodistruzione
come costitutivo della psiche umana.
Si comincia a parlare della contrapposizione tra eros (pulsione di vita) e xanatos (pulsione di morte); così
nel 1923 pubblica AL Di LA’ DEL PRINCIPIO DEL PIACERE.
La pulsione di morte viene vista nella tendenza propria di un individuo a perdere i confini della propria
realtà, al superamento dei propri confini fisici, ad una perdita della propria individualità per il
raggiungimento di una fusione con il tutto. La pulsione dell’autodistruzione è un’esigenza a tornare ad
un’unità primigenia con il tutto. Questo istinto viene paragonato da Freud allo spirito dionisiaco di
Nietzsche.
Nell’uomo vi è questo impulso distruttivo e autodistruttivo che si oppone al principio del piacere.

LETTERA AD EINSTEIN
Einstein aveva chiesto a Freud se ci fossero delle possibilità che le guerre possano realmente finire; la
risposta di Freud è tutt’altro che ottimista, riprendendo la contrapposizione tra questi impulsi primari.
L’impulso all’aggressività non può essere un impulso eliminabile nell’uomo: per quanto può essere
represso, esso non può essere eliminato. Dunque, per Freud non vi è la possibilità del raggiungimento di
una pace globale.
In questo senso Freud si allontana anche dal pensiero di Marx, il quale vedeva lo scaturire delle lotte
semplicemente dalla lotta di classe ed auspicava alla formazione di una società in cui vi possa essere
un’assenza di guerra.

Brano pag.505
La moralità dell’uomo è dovuta ad un gioco tra pulsioni e censore (Super-Io), inizialmente incarnato dai
genitori e poi interiorizzato e coincidente con il Super-Io. L’Io è dunque il risultato di questo gioco e di
questo rapporto.

Brano pag.507
L’io è l’intermediario tra l’Es e il mondo esterno, tra il principio di piacere e il principio di realtà. Ciò che
proviene dal nostro inconscio determinare l’attività dell’Io, in cui il Super-Io interviene come censore.