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Il metodo scientifico

E' un processo che si fonda sulla raccolta attenta di prove attraverso descrizioni e misurazioni precise
sulla ricerca di leggi universali tramite osservazioni controllate e risultati ripetibili. Nella sua forma
ideale, è costituito da 6 fasi: innanzitutto, bisogna effettuare delle osservazioni; poi si definisce il
problema e, successivamente, si propone un'ipotesi, ossia una spiegazione provvisoria o, più
comunemente, un'intuizione verificabile riguardo il fatto osservato; poi, bisogna raccogliere le prove e
verificare l'ipotesi ma, per verificarla, è necessario renderla operativa trovando un elemento che sia
davvero in grado di misurare ciò che si vuole tenere sotto controllo. Quindi, una definizione operativa è
una traduzione dei concetti in osservazioni concrete, quantificabili e misurabili; dopodiché, se i dati
raccolti e gli strumenti utilizzati vengono ritenuti validi scientificamente, si può passare alla
pubblicazione dei risultati e si può infine costruire una teoria, sia che l'ipotesi sarà confermata, sia che
sarà rifiutata. Il metodo scientifico può essere utilizzato secondo alcune principali classificazioni:

-metodo sperimentale, che è il più difficile da applicare ma è anche quello che usiamo di più.
Innanzitutto, è necessario dire che l'esperimento è una prova formale svolta per confermare o negare
un'ipotesi relativa alle cause di un comportamento, consentendo agli psicologi di controllare
attentamente le condizioni e di focalizzare le relazioni causa-effetto. Per realizzare un esperimento
bisogna: modificare in modo diretto una condizione che influenza un comportamento; creare due o più
gruppi che dovrebbero essere simili sotto tutti gli aspetti tranne che per uno, ossia per la condizione che
si decide di modificare; verificare se, modificando quella condizione, si hanno effetti sul
comportamento. L'esperimento psicologico più semplice prevede il confronto tra due gruppi di soggetti
sperimentali, di cui uno viene detto "gruppo sperimentale" e l'altro "gruppo di controllo". Entrambi
vengono sottoposti alle stesse prove, con la differenza che uno non deve sottoporsi alla condizione che
viene modificata. Ad es, se si vuole scoprire se usare il telefono mentre si guida influenza la possibilità di
avere un incidente, un gruppo verrà sottoposto a un test che misurerà la loro capacità di guida mentre
usano il telefono, mentre l'altro farà lo stesso tipo di test senza, però, utilizzare il telefono. Per poter
parlare di esperimento si deve parlare di variabili, ossia di condizioni che possono cambiare il valore o
subìre modifiche durante un esperimento. Le cause e gli effetti di un esperimento possono essere
identificate prendendo in considerazione 3 tipi di variabile: indipendenti, che sono quelle che possono
essere modificate dallo sperimentatore per quanto riguarda la grandezza, la quantità o il valore, e
rappresentano le cause ipotizzate di un determinato fenomeno o comportamento; dipendenti, che
invece rappresentano gli effetti che le variabili indipendenti provocano nel comportamento; estranee o
intervenienti, che devono essere controllate perché rappresentano fattori che possono agire liberamente
e influire sulle variabili indipendenti, ossia sui risultati dell'esperimento. Quindi, nell'es della guida, la
variabile indipendente è l'uso del cellulare perché l'obiettivo è quello di scoprire se, questo, influenzerà
la capacità di guida, che invece rappresenta la variabile dipendente perché si vuole scoprire se dipende
dall'uso del cellulare. Le variabili estranee possono essere controllate attraverso il controllo
sperimentale, che consiste nel distribuire in modo equilibrato le differenze personali nei due gruppi, ai
quali le persone verranno assegnate casualmente. Dopodiché, una volta aver manipolato la variabile
indipendente nel gruppo sperimentale, verrà misurato l'effetto che la variabile indipendente avrà su un
certo comportamento rappresentato dalla variabile dipendente: se questo comportamento cambia
rispetto a quello del gruppo di controllo, si può dire che tale effetto sia stato causato dalla variabile
indipendente e, questo, potrà essere affermato con certezza quando i risultati saranno statisticamente
significativi e, magari, anche replicabili da altri ricercatori. Dato che non è sempre possibile svolgere
degli esperimenti, oltre al metodo sperimentale possono essere utilizzati altri tipi di metodo, che sono
sempre classificazioni del metodo scientifico:

 descrittivo, che consiste nell'indagare empiricamente senza intervenire sui fenomeni studiati,
ma limitandosi a osservare e a raccogliere sistematicamente i dati di comportamento in un
ambiente naturale. Perciò, questo metodo consente di studiare un comportamento che non è
stato alterato da influenze esterne. Tuttavia, presenta dei limiti: l'influenza dell'osservatore, che
produce cambiamenti nel soggetto perché si sente osservato; la distorsione dell'osservatore, per
cui gli osservatori vedono ciò che si aspettano di vedere anche se, magari, non corrisponde alla
realtà, oppure registrano solo certi dettagli scelti. Un altro limite è l'errore di
antropomorfizzazione, per cui vengono attribuiti agli animali pensieri, sentimento o motivazioni
umani per spiegare il loro comportamento. Per ridurre le distorsioni, gli psicologi impegnati in
questo tipo di metodo ricorrono a registrazioni delle osservazioni, in modo da poter avere una
visione che sia il più possibile fedele alla realtà;

 correlazionale, che consiste nel misurare e nel confrontare le variabili per vedere se, tra loro,
esiste una relazione. La forza e la direzione di questa relazione vengono espresse dal coefficiente
di correlazione, che equivale a un numero compreso tra +1.00 e -1.00. Questa relazione può
essere positiva quando, al crescere dei valori di una variabile, aumentano anche i valori dell'altra
variabile, o negativa quando, al crescere dei valori di una variabile, l'altra diminuisce. Quindi, il
metodo correlazionale ci permette di trovare relazioni tra variabili e di fare delle previsioni, ma
questo non significa che indichi necessariamente una relazione di causa-effetto perché, ciò che
sembra, spesso non corrisponde a ciò che è davvero;

 clinico, che è conosciuto anche come "metodo del caso singolo" ed è il metodo usato
principalmente da psicologi clinici per analizzare alcuni disturbi mentali o per studiare l'effetto
delle psicoterapie. I "casi singoli" corrispondono a incidenti o ad altri eventi che forniscono dati
e, in questo metodo, vengono analizzati attraverso delle osservazioni cliniche che non prevedono
gruppi di controllo formali e che, quindi, conducono a conclusioni pressoché limitate. Tuttavia,
esistono dei disegni sperimentali che mostrano i comportamenti di un individuo prima di un
trattamento, durante il trattamento e dopo l'interruzione del trattamento, che portano a
conclusioni che possono essere considerate comunque attendibili;

 dell'inchiesta, che viene considerato un metodo scientifico in cui si utilizzano tecniche


specifiche per creare domande e codificare le risposte. Il campione preso in esame può essere
rappresentativo o non rappresentativo: nel primo caso, indica un gruppo di persone che riflette
le caratteristiche della popolazione generale; nel secondo caso, non riflette in modo preciso la
popolazione che dovrebbe rappresentare. Quindi, se da un lato permette di raccogliere
informazioni su un gran numero di persone e di porre quesiti che, con gli altri approcci, non
trovano risposta, dall'altro le risposte che si ottengono possono essere imprecise perché le
persone possono anche non essere sincere, costituendo un campione che non rappresenta la
realtà effettiva.