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È vero a volte ci si sente estranei nell'epoca in cui si vive, sembra che tutto vada bene ma dentro

conviviamo con una sensazione di disagio forse è vero che potrebbe essere il segnale per farsi che
cambiamo qualcosa in noi, i passaggi dell'età sono davvero difficili come si diceva nel film un
mercoledì da leoni, e come se con il passare del tempo perdessimo una parte di noi stessi non si
tratta appunto di problemi economici ma è come se in noi non ci sia più la capacità di sognare .
Anche il mondo della musica è strano perché vediamo canzoni improbabili scalare la vetta delle
classifiche e canzoni che nonostante abbiano delle valenze molti forti che inducono alla malinconia
nella quale si avverte un senso di incompletezza di nostalgia e di dolore infrangersi contro il muro
dell'indifferenza, la canzone in questione e quella del cantautore irlandese David Mcwilliams DAYS
OF PEARLY SPENCER ove si ispirò ad un senzatetto che si accampava nel marciapiede,ombroso
cantautore ne accentuò la desolazione di una vita solitaria vissuta all'ombra dei vicoli.

Viviamo in un mondo dove al 70% domina l'estetica del brutto, non si fa altro che sentire che il
nostro sia un paese finito e ancor più la nostra terra, la Sicilia, definita un posto con dei problemi
irrisolvibili come il problema ecologico, la cura dell'ambiente, beni culturali compresi, ma
l'ecologia esiste se esiste la percezione, anche Gibson disse che la percezione è ecologica perché
immersa nell'ambiente nel quale e attraverso il quale nasce, vive e si sviluppa , l'importante è
esserne consapevoli ma è come se l'ambiente fosse una sorta di recipiente separato da chi lo vive
infatti le parole inquinamento contaminazione e desolazione sono parole che non sarebbero mai
esistite se solo l'uomo avesse vissuto secondo natura. In passato le bellezze naturali venivano viste
solo come fenomeni estetici privi di contenuto, invece la concezione moderna dell'estetica
ambientale valutano si i vari aspetti della bellezza ma premono sulla conservazione della natura
oggi diciamo calpestata .
Dinanzi appunto questa distruzione e invasione della natura bisogna che ci sia qualcosa che
responsabilizzi e lo conduca verso una riconnessione con la natura, per farsi che questo possa
accadere secondo Ingold dovremmo praticare l'antropologia ( studio dell'uomo in quanto
elaboratore della cultura) con l'arte ma il problema sussiste nell'identificazione dell'antropologia con
l'etnografia( che è la base del lavoro antropologico poiché descrive le etnie osservando la cultura di
ogni etnia) , poiché vediamo che le stesse ragioni che rendono l'arte compatibile con l'antropologia,
la rendono incompatibile con l'etnografia, poiché l'arte ha un lato speculativo sperimentale che
compromette l'etnografia all'accuratezza descrittiva, dall'altra parte l'orientamento temporale
dell'etnografia va contro la prospettiva dell'impegno artistico.
Oggi però la questione sembra essere svanita sia dalla politica che a livello culturale, si spera che
velocizzando il declino prima o poi la coscienza collettiva risorga, Franco Zunino nel 1980 scrisse
che la natura selvaggia è un bisogno spirituale che ognuno di noi abbiamo dentro e che va dal
semplice amore per ciò che è bello al bisogno di solitudine che alcuni hanno, ciò non è altro che il
fastidio che si prova dinanzi l'opera dell'uomo anche se è minima perché la natura selvaggia è fatta
di libertà di volare di correre con gli animali di orizzonti di silenzio della natura, la natura selvaggia
non è altro che girare attorno lo sguardo e non vedere traccia dell'uomo ma solo un panorama
naturale, ascoltare e non udire rumori dell'uomo ma solo rumori provenienti dalla natura.
Si è parlato della sindrome degli antenati, cosa che riconosco anche in me stessa, questa sindrome
fu scoperta dalla dottoressa psicologa francese Anne Schutzemberger e non è altro che una
trasmissione inconscia e involontaria della ripetizione degli eventi irrisolti, secondo questa teoria e
come se le persone proseguono una catena delle generazioni precedenti pagando un pegno al
passato e fin quando il debito non fosse pagato esso spinge a ripetere gli avvenimenti.
La dottoressa sostiene infatti che siamo meno liberi di quello che crediamo di essere ma la nostra
libertà la possiamo riconquistare capendo i legami che ci tengono ancorati al passato e cosi lasciarli
andare e cosi potremmo vivere la nostra vita e no quella di genitori nonni o di un fratello morto che
è come se rimpiazziamo,comprendere questo non è assolutamente difficile perché le tematiche
familiari hanno un peso nella nostra esistenza, io stessa a volte rivedo nella mia famiglia eventi che
sembrano siano ripetuti come se ci fosse una catena tra il presente che viviamo e il passato che è
stato vissuto da alti del mio albero genealogico e penso che forse ci sia una catena tra il passato e il
presente che io sto vivendo adesso.
la dottoressa scrisse proprio un libro sulla sindrome degli antenati, famosa per lo sviluppo della
tecnica del genosociogramma che non è altro che un albero genealogico che tiene conto si dei
legami di parentela ma anche del ripetersi di particolari traumi psichici o fisici che vanno di
generazione in generazione.
Molto spesso delle ricorrenze avvenimenti che accadono in coincidenza con certi anniversari
possono condurci all'esperienza degli antenati che magari è andato contro una fatalità, è nostra
responsabilità liberarci da questo peso degli antenati i, facendoci carico di sciogliere questa catena
che influenza il nostro inconscio, spesso è facile risalire alle storie dei nostri antenati altre volte
invece il nostro albero genealogico contiene delle insidie che non sono altro che il non sapere chi
siano i nostri avi.
Per fare chiarezza bisogna che ci sia la lealtà familiare senza di quella ci si sente colpevoli e il senso
di colpa come anche la ribellione giungono attraverso la struttura del sistema di credenze trasmesso
dal modo di agire della propria famiglia. Un esempio è dato dal fatto che se un figlio supera il grado
di istruzione del genitore potrebbe condurlo ad una categoria che il genitore odia ovvero la
categoria del ricco e allora il figlio pur di non fare un torto al genitore evitano di rompere la lealtà
invisibile.
Nel corso del libro si affronta anche il discorso sul fumetto quando si parla dello psichiatra
statunitense Fred Wertham e il Comics Code Americano.
Wertham come dicevo in precedenza è uno psichiatra statunitense di origine tedesche, autore di testi
dove si teorizzava l'effetto dannoso dei mass media ma in particolare dei fumetti sullo sviluppo dei
bambini, nel 1954 pubblica il libro Seduction of the innocent, che portò a un'interrogazione
sull'industria dei comics presso il congresso degli Stati Uniti e alla creazione del Comics Code
americano che portò a bandire le immagini violente come gli zombie insieme alla prescrizione che i
criminali venissero sempre puniti in modo da dare sempre l'aspetto del bene che vince sul male,
questo accadde solo perché Wertham pensasse che i comics avessero un effetto negativo sui
bambini e agli adolescenti, appunto per le rappresentazioni di violenza sesso e droga e crimini vari.
Proprio Wertham condusse studi sia su serial killer che su ragazzi difficili, nel 1941 pubblicò Dark
legend, basato sulla storia di un giovane assassino che aveva delle oscure fantasie influenzato
appunto da film e fumetti e questo lo faceva sempre più convincere che ci fosse tra assassini e
fumetti un sinistro legame.
Si fece delle congetture su allusioni sessuali sui fumetti come batman e robin definiti una coppia
omosessuale oppure wonder woman vista come una lesbica per il suo essere indipendente, attorno a
questo personaggio vedeva dei velati elementi di bondage che diciamo trovarono fondamento nelle
ammissioni del creatore di Wonder Woman.
Lo psichiatra morì nel 1981,il pregiudizio sul fumetto diciamo che comincio a scomparire grazie ad
autori come Umberto Eco ed Enzo Biagi con la storia d'Italia a fumetti,rivolgendosi in modo
benevolo verso il mondo delle nuvolette ovvero dei fumetti.
Negli anni 60/70 compaiono in TV i fumetti come Supergulp, che erano l'apoteosi visto che non
erano semplici cartoni animati ma fumetti veri e propri, poi vi è l'arrivo dei cartoni animati
giapponesi che fu l'inizio della rivoluzione e tra i primi troviamo Mazinga z e Goldrake sulla RAI, il
successo fu davvero grande da quel momento in poi i manga giapponesi divennero un culto
entrando nell'immaginario collettivo con serie diversificate come ad esempio ai miei tempi vi erano
serie come sailor moon dove vi erano queste paladine della giustizia che combattevano contro il
male per salvare il mondo in cui viviamo.
Lo studioso delle videografie d'animazione giapponese è Mario Costa, molti si accanirono contro
Goldrake poiché lo ritenevano un fascista e non era educativo ma lui non era d'accordo anzi era per
lui il primo tentativo di creare animazione televisiva in sintonia coni tempi, vediamo anche che
l'eroe orfano comune in molte serie robot guerrieri sono dei personaggi che avvertono l'insicurezza
della loro condizione e valorizzano una visione tradizionale del mondo. Anche la guerra come
mancanza di ordine politico-economico ed era giustificabile solo da catastrofi naturali o cosmiche e
spesso le forze armate belliche erano rappresentati da androidi privi di volontà e in uno stato di
inconsapevolezza, stessa cosa la vedevamo nella serie di Sailor moon che spesso questi umani erano
posseduti da una sorta di robot privo di volontà.
I supereroi giapponesi esprimono la loro eccezionalità nell'essere un ottimo pilota con paure ed
errori umani.
Si pensa che i super robot siano i precursori del trans umanesimo, che non è altro che un movimento
culturale che sostiene l'uso delle scoperte scientifiche per aumentare capacità fisiche e cognitive,
migliorare aspetti della condizione umana come la malattia e l'invecchiamento con una
trasformazione post umana.
Il trans umanesimo indica l'uomo che rimane umano ma che trascende se stesso realizzando le
nuove potenzialità della sua natura umana.
Negli stati uniti il termine fu utilizzato come una classe di filosofie che cercano di guidarci verso
una condizione post umana per Max More,condivide molti aspetti con l'umanesimo come il rispetto
per la ragione e le scienze e il dare valore all'esistenza umana in questa vita, differisce
dall'umanesimo solo perché anticipa i cambiamenti sia nella natura che nelle nostre vite che poi
saranno il risultato del progresso della scienza e delle tecnologie.
Ci sono molte definizioni di questo termine come quella di Robin Hanson che dice che non è altro
che l'idea secondo cui le nuove tecnologie cambieranno il mondo nel prossimo secolo a tal punto
che i nostri discendenti no saranno per vari motivi umani, il trans umanesimo è dunque il supporto
per migliorare la condizione umana attraverso tecnologie precise come l'eliminazione
dell'invecchiamento il potenziamento delle nostre capacità intellettuali.
Spesso ritengono che l'intelligenza artificiale possa un giorno superare quella umana ma tornando ai
fumetti sappiamo benissimo che dura vita hanno avuto dalla nascita e quindi da prima degli anni 60,
negli anni 40 e 50 negli USA i fumetti vengono proprio aggrediti e contesti simili si hanno sia in
Europa che in Italia,gli anni 6 invece sono anni di rivoluzione culturale anche per il fumetto, qui
dobbiamo fare una riflessione su quanto sia utile il contestualismo per definire il rapporto dell'arte
in questo caso del fumetto con la sua epoca .
Il contestualismo sostiene che un'opera d'arte è un artefatto particolare poiché è un oggetto, evento,
struttura che viene prodotta dall'invenzione umana, ciò ha delle conseguenze su come interpretiamo
e valutiamo l'opera d'arte, sappiamo bene che per il contestualismo le opere non possiedono ne lo
status artistico ne un'identità definita ne dei significati fuori dai contesti della produzione
l'esordio in Italia del fumetto di fantascienza lo fa grazie a Cesare Zavattini, la sua carriera nel
mondo del fumetto inizia per caso poiché nel 1936 lavorava come direttore editoriale del disney
mondadori e un giorno il collega pedrocchi gli disse perché lui stesso si fosse precluso di scrivere
una storia, in quel periodo mancavano proprio le storie e lui di fantasia ne aveva molta allora iniziò
a scriverle anche se non aveva il coraggio di metterle a suo nome solo dopo molti anni sotto la
pressione sia di pedrocchi che di mondadori decise di firmare un racconto, a lui si deve la
realizzazione del ciclo 2saturno”con la sceneggiatura di pedrocchi e i disegni di scolari, l'autore si
concetra appunto al genere fantascientifico, l'ultimo suo lavoro fumettistico fu nel 1949 “la grande
avventura di Marco Za” marco è il nome di uno dei suoi figli, disegnato da de vita ove viene narrata
la liberazione di Roma da parte degli alleati.
Negli anni successivi si nota in Italia come all'estero l'uso dei fumetti tra i linguaggi della protesta.
I fumetti continuano a caratterizzare e formare ogni generazione come il fumetto Dylann Dog,
esplode anche il fenomeno graphic novel in Italia che non era altro che il romanzo a fumetti, lo si
trova in riviste periodici e quotidiani,per dimostrare che esisteva in precedenza il romanzo a fumetti
si parla di Hugo Pratt che di lui diceva che :il suo disegno cerca di essere una scrittura lui sostituisce
le descrizioni l'espressione dei volti con dei disegni ma ci sono varie discussioni sulla definizione
del termine graphic novel, poiché c'è chi afferma che sia una nuova forma di romanzo, chi lo ritiene
un genere letterario, chi sostiene che sia una novità letteraria e chi invece che non sia nulla di nuovo
nel panorama dei fumetti poiché essendo testi narrativi da sempre tendono al romanzo.
Filippo La Porta negli anni 90 riconobbe al graphic novel di poter toccare le vette più alte dell'arte e
della moralità e di essere un mezzo espressivo congeniale al nostro tempo.
Si arriva quindi alla divisione tra fumetto d'autore e fumetto popolare già a partire dagli anni 70 con
il boom delle riviste, si distinzione contrappone il fumetto di ricerca e d'intrattenimento ponendo
quello d'intrattenimento in secondo piano per via della qualità,in primo piano è quello sperimentale
poiché si individua una poetica particolare e la ricerca stilistica dell'autore, quello d'intrattenimento
non è altro che quello con personaggi prevedibili con storie ripetitive senza<ambizioni grafiche
lontane dalla poetica dell'autore ma riconducibile ad uno stile riconoscibile dalla testata in cui la
storia appare, il fumetto popolare no deve per forza essere una versione a fumetti di un romanzetto,
nel corso del tempo il fumetto è entrato nella fase della maturità tramite la ricerca ma anche tramite
un confronto con la critica, gli studi e le varie analisi.
In questo libro si parla di molte cose ma in particolare ciò che mi ha colpito è stato proprio il
discorso profondo sul fumetto sulla sua storia che all'inizio è stata parecchio travagliata ma che poi
nel corso del tempo ha avuto un riscatto positivo nel mondo evolvendosi anche con la creazione
della graphic novel ma un altro argomento che mi ha colpito particolarmente è ciò di cui si parla
all'inizio del libro ovvero sul fatto che spesso ci sentiamo fuori dall'epoca in cui viviamo come se ci
fosse qualcosa che ci faccia sentire a disagio e che ci sprona a cambiare qualcosa di noi stessi e al
voler ritornare alla natura selvaggia e incontaminata dall'uomo. Un libro ricco di approfondimenti
che ho trovato particolarmente interessante