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DIANCHI SOLFEGGI RITMICO-MELODICI (parlati) RICORDI E.R. 2851 ai miei genitort Copyright © 1986 CASA RICORDI S.r.1. - Milano Tutti i diritti riservati — All rights reserved ER 2851 ISMN 979-0-041-82851-0 PREFAZIONE Questo volume & destinato ai giovani che si preparano all’esame di Teoria e Solfeggio e in particolare alla prova di solfeggio parlato. Tale prova & spesso oggetto di aspre critiche, a mio giudizio non sempre giustificate, EB. sen- z’altro fondata la necessita di aggiornare i contenuti e i metodi di insegnamento, & anacroni- stico addestrare gli alunni a superare difficili scioglilingua (quali spesso sono taluni esercizi di solfeggio) ed @ indubbia I’esigenza di potenziare il solfeggio cantato. Tuttavia un modo corretto di affrontare attraverso il solfeggio parlato le difficolta ritmiche non & solo auspi- cabile ma necessario. Tralascio il vasto significato e le notevoli differenziazioni che il termine « solfeggiare » pud assumere e mi soffermo sulla necessiti di formare alunni capaci di affrontare con intelligenza le difficolta ritmiche. Il ragazzo che studia il solfeggio ¢ Ja teoria ha, nella maggior parte dei casi, una esperienza limitata e una conoscenza ristretta degli eventi musicali (non fosse altro, perché frequenta un corso inferiore), e non @ quindi in grado di affrontare problemi ritmici di particolari dif- ficolta. Data questa situazione, ne derivano due conseguenze: 1) & assurdo propinargli difficolta che superano le sue capacita; 2) & necessario un metodo graduale che, senza forzature, lo sappia guidare e formare. A questi due criteri si informa il presente volume che non pretende di sostituire testi giusta- menti affermati, ma si pone accanto a loro per integrarli e completarli. Gli esercizi proposti richiedono una lettura precisa, un sicuro senso titmico e una piena pa- dronanza del movimento. Mi permetto di sottolineare che la mancanza di questi requisiti render’ lo studio particolar- mente difficile e noioso cosi come un lavoro impreciso non dara i risultati che @ lecito at- tendersi, ma sata motivo di confusione e di sbandamento. Per poter sviluppare un quadro ritmico armonico e per trarre maggior giovamento, @ bene affrontare contemporaneamente lo studio degli esercizi nei tempi lenti e in quelli veloci. Criteri seguiti nel piano dell’opera II volume @ diviso in due parti: tempi lenti e tempi velo Lo scopo é evidente: fornire una gradualita precisa per assimilare le diverse difficolt& ritmiche. Si osservi che non vengono ptesentate diverse difficolta nello stesso esercizio; al contrario, ogni problema titmico é affrontato singolarmente, cosi da poter essere pit: gradualmente com- peso e superato. Una volta impadronitosi di un nuovo schema ritmico, l’allievo affronta gli esetcizi riassuntivi nei quali le nuove difficolta si uniscono a quelle gia assimilate. Questi studi sono un’utile ve- rifica prima di procedere verso altri e pit: impegnativi problemi ritmici. Le melodie procedono spesso per grado congiunto 0, comunque, con piccoli intervalli, in modo da evitare ogni preoccupazione per la lettura delle ngte (che tuttavia deve essere precisa € sicura). Nei solfeggi nei tempi lenti l’indicazione dei movimenti & tassativa: @ bene cioé evitare di raddoppiare il numero dei movimenti; l’unitA di movimento scelta & sempre la semiminima. Nei tempi veloci, dove si richiede una particolare divisione interna della battuta, i vari mo- vimenti sono separati da una linea tratteggiata. Le indicazioni metronomiche sono solo indicative; @ bene tuttavia avvicinarsi il pit: possibile alla velocita segnata perché cid aiuta V’alunno ad acquisire scorrevolezza nella lettura ¢ pron- tezza di riflessi. E bene osservare scrupolosamente le proporzioni segnate all’inizio o nel corso dell’esercizio per evitare di renderlo o banale o eccessivamente difficile. Gli asterischi segnati accanto ai numeri di alcuni esercizi indicano la presenza di un parti- colare problema ritmico, per la cui soluzione si rimanda alle Note poste in fondo al volume: cid ha lo scopo di invitare V’allievo a cercare da solo la soluzione e di verificare in un se- condo momento l’esattezza della stessa.