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La caduta della repubblica di Weimar

Durante il ciclo di conferenze di storia uno degli argomenti più importanti di cui si è trattato è certamente
quello sulla repubblica di Weimar e sull’ascesa del nazionalsocialismo. Alla fine della prima guerra mondiale
il secondo reich si disgrega e il paese vive un durissimo periodo di crisi economica a causa dei danni causati
dalla guerra e delle sanzioni da parte dei paesi vincitori. Viene istituita come centro della rinascita nazionale
e culturale per mezzo degli esponenti della coalizione di sinistra, costituita in primo luogo dai
socialdemocratici, la repubblica di Weimar con una costituzione “lunga” e “rigida”, tutto questo escludendo
dalla stesura del documento i membri sia della destra conservatrice sia di quella liberale. Si dice che questa
costituzione è lunga perché oltre ai punti che dichiarano e giustificano i poteri dello stato, si hanno dei
punti che difendono i diritti del cittadino rendendoli al di sopra dei poteri statali. La si definisce rigida
poiché tale costituzione non può essere cambiata semplicemente tramite le leggi promulgate dall’autorità
statale ma attraverso una lunga e complessa serie di procedimenti burocratici. Questa costituzione, molto
simile a quelle contemporanee e in special modo a quella italiana attuale, ha numerose falle che l’hanno
resa decisamente vulnerabile agli intrighi politici che portarono all’avvento del nazismo. La caratteristica
più rischiosa è quella che durante lo stato d’assedio la costituzione viene messa da parte, non eliminata,
dando pieni poteri al presidente della repubblica il quale può sciogliere il reichstag (parlamento) e far
emanare decreti (diversi dalle leggi perché scavalcavano le normative imposte dalla costituzione),
rendendo temporaneamente nulli numerosi diritti civili quali la libertà di stampa o di associazione. Il fatto
più interessante riguarda la strategia politica dei nazisti. Essi sono stati avvantaggiati dalla disastrosa crisi
economica provocata dalla grande depressione del 1929 e dall’aumento di consensi per i comunisti.
Quindi la paura provata dagli esponenti di destra, ma in parte anche di sinistra, ha portato dal dissenso
iniziale verso i nazisti e le loro SA, a una visione di questi gruppi paramilitari come utile strumento in caso di
attacco da parte della polonia e di repressione per arrestare il minaccioso avvento del comunismo. Hitler ha
saputo approfittare della situazione riuscendo al momento di minor successo, per quanto riguarda i voti,
del suo partito(durante un breve momento di ripresa economica del paese) a ottenere col consenso del
presidente Hindenburg la carica di cancelliere e in seguito la possibilità di emanare decreti per lui
vantaggiosi dichiarando lo stato d’assedio dopo violenti eventi tra cui l’incendio del parlamento tedesco.