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Fare trading con l’Oscillatore stocastico

Indice
 1. Oscillatore stocastico definizione
 2. Calcolo oscillatore stocasticio, formula
 3. Oscillatore stocastico parametri di precisazione
 4. Oscillatore stocastico in un trend non definito
 5. Oscillatore stocastico in un mercato in tendenza
 6. Considerazioni finali sull’oscillatore stocastico
 7. Pregi e difetti dell’oscillatore stocastico
 8. Esempio pratico:
 9. Conclusioni
Sono molti i trader che ottengono successo nel trading online grazie all’oscillatore
stocastico; ma che cosa è esattamente questo indicatore tecnico?

Oscillatore stocastico definizione


L’oscillatore stocastico rappresenta uno degli oscillatori più utilizzati da coloro
che fanno trading online sfruttando gli strumenti dell’analisi tecnica.
L’oscillatore stocastico va ad individuare i massimi e i minimi del mercato. In altre
parole, viene utilizzato per individuare tutte quelle situazioni di mercato che
vengono definite come ipercomprato o ipervenduto.
L’oscillatore stocastico ha un valore di norma compreso tra 0 e 100.
Di conseguenza se le linee sono al di sopra dell’80, avremo una situazione di
ipercomprato; se invece le linee si trovano al di sotto del 20, la situazione è di
ipervenduto.

Ovviamente questi valori possono essere adattati allo strumento finanziario sul
quale stiamo operando. Per questo ci teniamo a dirvi che non esistono parametri
certi e assoluti da applicare a questa o a quell’altra tecnica.
L’oscillatore stocastico, come la maggior parte degli strumenti dell’analisi tecnica,
può essere modificato impostando i parametri più congrui alle proprie strategie di
trading (che siano di scalping o di lungo termine).

Calcolo oscillatore stocastico

Vediamo nel dettaglio come si calcola e poi come si rappresenta un oscillatore


stocastico in un grafico.
Innanzitutto vediamo che questo è costituito da due curve:
 Una prima curva è definita comefast stochastic o % di k line; nel grafico sotto
riportato, sarà una linea continua di colore blu.
La formula per calcolarla è la seguente:
% K = 100 * [(CHIUSURA – MINn) / (MAXn – MINn)]
dove avremo:
MINn = minimo degli ultimi n giorni;
MAXn = massimo degli ultimi n giorni;
CHIUSURA = prezzo di chiusura odierno;
La formula riportata ci mostra chiaramente come lo stocastico si va a costruire
proprio in riferimento all’ampiezza delle candele. Questo mette ancora una volta a
confronto il prezzo di chiusura avvenuto di recente con il prezzo minimo in un
periodo di tempo prestabilito di periodi (per esempio pari a 14) e di conseguenza il
massimo dello stesso periodo (sempre 14).
Andiamo a sostituire alle lettere i numeri e nella formula avremo:
%K = 100[(C − L14)/(H14 − L14)]
 La seconda curva è chiamata slow stochastic o % D line; essa rappresenta
una media mobile della % K line, con l’unico scopo di filtrare i movimenti erratici
del fast stochastic. Solitamente viene posta una media mobile pari a 3 periodi.
Scopo principale della media mobile è proprio quello di generare un effetto di
crossover con la linea %K .
% D line = media mobile (% K).
A questo punto, vi potrete chiedere, ma che significato ha la %K?
La %K rappresenta la percentuale del prezzo di chiusura, nel periodo misurato.

Vediamo dunque di analizzare il grafico.


Come possiamo notare, la linea blu e la linea rossa, ovvero la linea di ipervenduto
e ipercomprato si posizionano pari al livello 20 e 80 del range. Questo ne delimita 3
diverse zone che andremo di seguito ad analizzare.
 La prima range 0-20.
Nel caso in cui lo stocastico si trova in questa zona, potrebbe essere inteso come
un segnale continuo di un trend a ribasso. Il valore è inferiore a 20, quindi indica
una situazione di ipervenduto, ovvero una posizione che presto può cambiare,
quindi un’inversione rialzista.
Se invece ci troviamo in una posizione dove vi è un superamento della linea
orizzontale al di sopra del valore 20, come nel nostro caso, allora possiamo
aspettarci un inversione di tendenza.
 Seconda zona 20-80.
La seconda fascia, compresa tra il livello 20 e l’80 viene intesa come una fascia
neutra di oscillazione.
In questi casi il trader deve valutare (come nella maggior parte dei casi succede), la
prosecuzione del trend fino al raggiungimento della soglia 80.
 Terza zona 80-100.
L’ultima zona da analizzare, riguarda invece la zona 80-100, ovvero la zona dove
possiamo riscontrare un trend al rialzo. Qui i prezzi sfiorano i massimi; quindi in
questo caso ci troviamo di fronte ad una situazione di ipercomprato e di
conseguenza ci si aspetta un’inversione ribassista.

Ricapitolando:
Abbiamo identificato sia uno stato di ipervenduto sia uno stato di ipercomprato.
Quindi attendiamo che le linee dell’oscillatore stocastico rimbalzino tra queste due
condizioni estreme (20-80). A questo punto avremo:
 se il prezzo è ipercomprato e poi si ritrae di nuovo è un ottimo segnale per
posizionarsi LONG;

 se il prezzo è in condizioni di ipervenduto vi sono buone opportunità per


posizionarsi SHORT.

Una volta che abbiamo analizzato nel dettaglio le 3 zone, possiamo dire con
certezza che l’utilizzo di questo indicatore da parte dei trader consiste
principalmente nell’evidenziare le zone di inversione del trend, ovvero:
1. taglio al ribasso (livello 80);
2. taglio al rialzo (livello 20).
Ancora, analizzando il grafico, possiamo notare come le due linee si
sovrappongono, formando degli incroci.
Attenzione a questo passaggio:
Se vi trovate nel caso in cui la linea blu inverte la sua tendenza ed interseca la linea
tratteggiata rossa, questo è un segnale di acquisto.
Se invece la linea rossa, incrocia in maniera più incisiva la linea blu, allora in quel
caso si parlerà di un segnale al ribasso e quindi di vendita. Il calcolo
stocastico sarà: % D line incontra % K line.
Ancora, possiamo vedere che l’oscillatore stocastico può essere utilizzato per
individuare delle divergenze. Il grafico che riporteremo di seguito, mostra due
massimi, mentre l’indicatore indica un andamento discendente. Questo potrebbe
rappresentare un chiaro esempio di cedimento del trend.

A questo punto del discorso, possiamo invece andare ad analizzare quanti tipi di
varianti di indicatori stocastici ci siano. I più comuni sono 3:
1. stocastico lento o low stocastic;
2. stocastico veloce o fast stocastick;
3. stocastico completo o full.
La differenza sostanziale si trova nel fatto che il primo rispetto al secondo è meno
sensibile ai movimenti dei prezzi, ragion per cui fornisce un minor rischio di falsi
segnali.
Ora vediamo di spiegarne il funzionamento brevemente.
Lo stocastico veloce, rappresentato dalla linea blu, ovvero dalla %K; si ottiene
relazionando in percentuale il prezzo di chiusura ed un certo range di prezzo.
Tuttavia l’oscillatore stocastico veloce ha un difetto: quello di essere troppo reattivo
e di conseguenza è di difficile applicazione.
Lo stocastico lento invece, rappresenta la linea della %K costruita come media
mobile. Il frangente utilizzato è posto pari a 3 periodi della linea %D.
Infine lo stocastico completo rappresenta una variante dello stocastico lento.
Questo ci darà la possibilità di impostare tutti i parametri necessari, nonché il
numero di periodi che possiamo prendere in considerazione, ovvero il il numero di
periodi di %K e del %D. Questo stocastico è il più utilizzato dalla maggior parte dei
trader.
Oscillatore stocastico parametri
L’oscillatore stocastico è un oscillatore che si muove, oscillando in un gruppo
predefinito di valori, che come abbiamo visto sono compresi tra 0 a 100.

Questo non tiene conto del movimento che andrà ad influenzare il nostro titolo,
ovvero se esso si muoverà al ribasso o al contrario al rialzo, lo stocastico oscillerà
sempre e comunque tra 0 e 100.
Attenzione al fatto che i prezzi si trovino nelle zone di ipercomprato e ipervenduto.
Questo non non vuole indicare necessariamente che da li a breve ci sarà
un’inversione di tendenza, perché molte volte, l’oscillatore stocastico entra nelle
aree di ipercomprato e ipervenduto in situazioni di trend sostenuto, quindi ben
definito. Per tale motivo l’oscillatore manterrà una posizione stabile in questa zona
per un periodo abbastanza lungo.

Oscillatore stocastico in un trend non definito


Nel grafico che andremo di seguito a riportarvi, analizzeremo la fase laterale
discendente di un titolo X.
Il motivo che ci porta a pensare che il titolo stia per entrare in una fase laterale, è
dato dai primi 4 movimenti sovrapposti. Se notiamo infatti, non avremo un
movimento liscio, lineare, che va in un’unica direzione, ma cambia continuamente,
a volte sovrapponendosi anche.
A questo punto, quello che dobbiamo fare è individuare:
 2 punti sulla parte superiore;
 2 punti sulla parte inferiore.
Una volta che le abbiamo individuate, possiamo andare a tracciare le trend line.
Attenzione a proiettare in avanti sul grafico, come dimostrato nel grafcio.

Ora, dovremmo acquistare il titolo tutte le volte che il prezzo tocca la trend line
inferiore, ovvero quando ci troviamo in una fase di ipervenduto; al contrario invece,
secondo quanto rapportato, dovremmo vendere tutte le volte che il prezzo tocca la
trend line superiore, quindi ci troviamo in una zona di ipercomprato.

Oscillatore stocastico IQ Option: come provarlo


gratis con account demo
Come abbiamo visto, l’oscillatore stocastico può rivelarsi un ottimo alleato quando
si tratta di analizzare i trend in corso. Adesso sai come usarlo al meglio, ovvero
sfruttare i momenti in cui si ritrova ad oscillare al di sopra dei valori di 80 o al di
sotto dei valori 20. Queste sono infatti rispettivamente le zone di ipercomprato ed
ipervenduto. L’oscillatore stocastico può essere utilizzato su tutti i tipi di grafici,
anche quelli offerti dal broker IQ Option sulla sua piattaforma di trading.
Il broker IQ Option al giorno d’oggi viene considerato come uno dei migliori in
circolazione. IQ Option fornisce una piattaforma di trading scaricabile gratuitamente
(e si, la puoi provare anche tramite un account demo gratis). Unisciti ad IQ Option,
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Come impostare l’oscillatore stocastico su IQ Option


Utilizzare su un grafico l’oscillatore stocastico tramite la piattaforma di trading
targata IQ Option è davvero semplice. Come prima cosa, devi aprire la piattaforma
di trading IQ Option. Una volta che sei dentro, clicca su “Indicatori” nell’angolo
in basso a sinistra dello schermo. Da qui, come puoi vedere nell’immagine,
dovrai scegliere proprio l’oscillatore stocastico.
Adesso devi aprire la scheda “Imposta & applica”. Da qui potrai modificare i
parametri dell’oscillatore stocastico come desideri. Una volta fatto, clicca sul
pulsante “applica” per salvare i parametri impostati. Come puoi vedere
dall’immagine, è possibile sia impostare i valori dello stocastico, sia i colori delle
varie linee.

Ecco, adesso hai impostato l’oscillatore stocastico sulla piattaforma di trading IQ


Option. L’oscillatore apparirà nella parte inferiore dello schermo, proprio come
nell’esempio qui sotto, dove possiamo vedere una situazione di ipercomprato
segnalata proprio dall’oscillatore stocastico. Dopo che l’oscillatore supera il valore
di 80 e riscende sotto, anche i prezzi sul grafico iniziano il loro ribasso.
Pregi e difetti dell’oscillatore stocastico
I maggiori pregi si hanno nel momento in cui il trend è in una fase piuttosto laterale,
dato che questo oscillatore, ci indicherà i momenti di ipervenduto ed ipercomprato
con conseguente inversione dell’andamento del prezzo.
I difetti, invece, verranno a riscontrarsi nei trend crescenti o decrescenti ben
delineati. Questi durano da pochi giorni a delle settimane e di conseguenza
l’oscillatore fornisce troppi falsi segnali di vendita o acquisto.
Esempio pratico:
 Il grafico seguente mostra un’oscillazione stocastica a 10 giorni.

Sul grafico, come potete notare ci sono disegnate delle frecce. Queste indicano il
momento di acquistare, quando abbiamo la linea di K% al di sotto del livello 20 per
poi risalire al di sopra del livello 20.
Allo stesso modo, invece, dovrete vendere quando la linea K% è salita al di sopra
per poi scendere al di sotto del livello 80.
 Il grafico seguente mostra anche la produzione.
In questo esempio abbiamo rappresentato un grafico dove potrete comprare ogni
volta che la linea K% è salita al di sopra del D% (linea tratteggiata).
Di conseguenza avremo, la possibilità di vendere quando la linea K% è scesa al di
sotto della linea % D.
 L’ultimo grafico d’esempio mostra invece una netta divergenza tra l’oscillatore
stocastico e prezzi.
Questo grafico rappresenta infine una classica divergenza, dove i prezzi si
muovono al riazo, mentre invece l’indicatore di fondo (l’oscillatore stocastico) si
muove al ribasso. Ora, quando si viene a verifica una divergenza tra un indicatore e
i prezzi, l’indicatore fornisce in genere l’indizio sulla strada che i prezzi
prenderanno.

Conclusioni
L’oscillatore stocastico va quindi utilizzato solo come rafforzativo alla propria
analisi e alle eventuali Strategie che si utilizzano: in questo caso si dimostra essere
un ottimo strumento dell’analisi tecnica.