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EEG

L’elettroencefalogramma è una tecnica che ci permette di registrare l’attività elettrica


cerebrale ovvero la differenza di potenziale tra punti diversi dello scalpo.
Si parla di EEG quando gli elettrodi vengono posti sullo scalpo, di
elettrocorticogramma quando vengono posti sulla superficie del cervello.

La registrazione può essere :


- unipolare :vengono utilizzati due elettrodi di cui attivo cioè posto sullo scalpo
ed uno inattivo cioè con potenziale nulla posto generalmente sul processo
mastoideo del temporale;
- bipolare: viene registrata la differenza di potenziale tra due punti attivi dello
scalpo.

L’EEG è costituito da uno strumento detto encefalografo costituito da un


amplificatore che quindi amplifica l’attività elettrica cerebrale ed un sistema
scrivente dotato di un pennino che produce dei grafici, i grafoelementi, su carta che
scorre alla velocità di 1,5cm/sec, cioè viene registrata l’attività elettrica di un sec in
1,5cm. Per convenzione si stabilisce che una differenza di potenziale di 50 mV
provoca una deflessione del pennino di 5 mm al di sopra o al disotto della linea
isoelettrica, pertanto, se la deflessione è verso l’alto il potenziale è positivo se verso il
basso è negativo.
Gli elettrodi vengono posti secondo la regola del 10-20 : si stabilisce prima il vertice
che è dato dall’incrocio tra la linea nason inion (dal punto medio della protuberanza
occipitale al naso) e la linea biauricolare ( da trago a trago).
Successivamente a distanze fisse del 10 e del 20% vengono tracciate delle linee in
senso sagittale e coronale e agli incroci di queste linee vengono posti gli elettrodi fino
a ricoprire l’intera superficie dello scalpo.
7 frontali
3 centrali
4 temporali
3 parietali
2 occipitali

I grafoelementi possono essere classificabili


in base a 3 paramentri:
1. Forma: onde sinusoidali, onde puntute,
complessi punta-onda, complessi K , fusi del sonno etc…
2. Ampiezza: è espressione della differenza di potenziale e viene misurata in micron
volt in quanto viene registrata l’attività elettrica dell’ambiente extracellulare
3. Frequenza: esprime il numero di volte che un grafo elemento si ripete nell’unià di
tempo ovvero in 1 sec e viene misurata in cicli/sec.

Nell’EEG si possono evidenziare 4 ritmi dovuti alla combinazione di più grafo


elementi:
1. Ritmo alfa: si registra a livello delle regioni occipitali. Presenta una frequenza

che va dagli 8 ai 12 cicli/sec , un ampiezza da 20 a 50 mV, pertanto la


deflessione del pennino può variare da 2 a 5 mm. Tale ritmo è evidente quando
il soggetto si trova in stato di veglia rilassata ovvero in assenza di stimoli
esterni , in una stanza chiusa, con gli occhi chiusi e sdraiato su una poltrona.
Tale ritmo è, inoltre, sottoposto alla reazione di Berger o di arresto poiché
quando al soggetto viene richiesto di svolgere un compito cognitivo o se viene
applicato uno stimolo esterno, l’EEG mostra un ritmo Beta che è evidenziabile
in condizioni di attenzione, concentrazione cioè quando vi è attivazione delle
aree corticali.

2. Ritmo Beta: si registra a livello delle regioni frontali. E’ caratterizzato da una

frequenza che va dai 14 ai 30 cicli/sec ed un’ampiezza da 5 a 10 micronvolt,


pertanto,la deflessione del pennino può variare da 0,5 a 1 mm.

3. Ritmo teta : Si registra livello elle regioni temporali. Ha frequenza da 4 a 7

cicli/sec ed ampiezza fino a 100 micronvolt, pertanto la deflessione del


pennino sarà fino a 10 mm. Lo ritroviamo nel sonno.

4. Ritmo delta: è patologico se lo ritroviamo in veglia rilassata, fisiologico se lo

ritroviamo nel sonno. Ha frequenza inferiore a 3 cicli/sec ed ampiezza fino a


150 micronvolt, per cui la deflessione del pennino sarà fino a 15mm.

Ad es. il tracciato EEG di un bambino affetto da una forma di epilessia detta


“assenza” o piccolo male ( viene definita assenza poiché la coscienza viene sospesa e
successivamente si ha una brusca ripresa dello stato di vigilanza) sarà caratterizzato
da una frequenza inferiore a 3 cicli/sec e complessi punta-onda cioè onde puntute
seguite da onde sinusoidali.

Utilizzo
L’EEG veniva un tempo utilizzato per diagnosticare diversi stati patologici oggi le
sue indicazioni sono: la diagnosi di epilessia, dei disturbi del sonno, la stadiazione del
coma nonché la diagnosi di alcune forme di encefalopatie ad es.l’encefalite erpetica.
A volte nella diagnosi delle epilessie l’EEG , eseguito nelle prime 2 h di sonno, deve
essere attivato ovvero devono essere slatentizzate le epilessie. Un tempo veniva usato
un farmaco, il cardiazolo ( stimolante soprattutto del centro respiratorio bulbare,ma
anche della corteccia),oggi si preferisce, l’iperpnea in quanto il cervello è sensibile
alle variazioni di CO2 e la stimolazione luminosa a frequenza crescente.

NB: attraverso l’EEG possiamo registrare sia la risposta neurale spontanea che quella
evocata con stimoli sensoriali, cioè i potenziali evocati attraverso i quali si
analizzano le vie periferiche che trasportano le informazioni al cervello .le
indicazioni possono essere: malattie demielinizzanti come la SM , disfunzioni erettili
e lesioni midollari.

L’attività elettrica registrata è quella relativa alle cellule piramidali del V strato della
corteccia cerebrale, questo per motivi di ordine geometrico ovvero perché tali neuroni
sono disposti a palizzata cioè paralelle tra loro e perpendicolari alla superficie
registrante.
Tali neuroni ricevono afferenze da nuclei talamici specifici che proiettano in parti
specifiche della corteccia sensitiva e motoria ( es. i nuclei genicolati, ventrali laterali)
e da nuclei talamici aspecifici ( intralaminari) che proiettano in modo diffuso alla
corteccia e ricevono impulsi dalla sostanza reticolare ascendente che ha un ruolo
risvegliante nella’animale in letargo ( la sostanza reticolare discendente ha un ruolo
nel controllo della postura).
Ciò che si genera a livello dei neuroni piramidali sono potenziali post-sinaptici
eccitatori o inibitori.
Se il potenziale post-sinaptico è eccitatorio e la sinapsi è asso-somatica cariche
positive fluiranno nel soma , pertanto, il soma verrà caricato positivamente all’interno
e negativamente all’esterno, mentre nell’assone succederà il contrario. Pertanto, se
un polo della cellula (in questo caso il soma) diviene positivo e l’altro polo l’assone
diviene negativo si genera un dipolo , quindi essendo i neuroni piramidali del V
strato disposti a palizzata e perpendicolari alla superficie registrante, quello che viene
registrato è la somma dei dipoli sottostanti l’elettrodo e siccome l’elettrodo registra
un evento che è opposto a quello più distante , nel caso di un potenziale post-
sinaptico eccitatorio con sinapsi asso-somatica la curva avrà deflessione verso il
basso il che equivale ad un onda positiva, se al contrario, la sinapsi è dendro-
assonale, il soma diviene negativo all’interno e positivo all’esterno, mentre l’assone
positivo all’interno e negativo all’esterno, pertanto, la deflessione sarà verso l’alto il
che equivale ad un onda negativa.
Se il potenziale post-sinaptico è inibitorio e la sinapsi è asso-somatica, il soma verrà
caricato internamente negativamente e esternamente positivamente, pertanto, l’onda
sarà negativa con deflessione verso l’alto, il contrario avverrà se la sinapsi è dendro –
assonale, la curva sarà positiva con deflessione verso il basso.