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4 SECOLO D’ITALIA

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DOMENICA 10 OTTOBRE 2010
UNA RISATA
VI SEPPELLIRÀ
Lo sberleffo e l’autotironia
l’eterna presa in giro:
ecco gli strumenti
per mettere in discussione
le certezze e uscire
dagli anni di piombo

In alto e nella pagina precedente, due scene del film “Lavorare con lentezza”

pericoloso, molti si sono infuria- l’insegnante. «Uno dei nostri trat- partecipa con la gioia di farlo, “j’accuse” contro ogni ideologia,
ti quando la vernice è caduta sul- ti caratterizzanti era questo – so- spontaneamente. Non esiste, in ogni ritualità, ogni liturgia.
la testa della gente. È partita al- stiene Echaurren – sentire con in- questo senso, una comunità di Proprio per non cedere alla ri-
lora una carica per espugnare il sofferenza ogni retorica, soprat- origine, ma solo una di destino. petitività gli indiani abbandona-
carroccio degli “indiani”». Ecco: tutto quella di se stessi». È così, Ogni costrizione sociale e ogni no un gesto che ha caratterizzato
un’ondata di colore al posto di allora, che nasce OASK!, rivista dovere d’appartenenza non han- le origini del movimento: il giro-
una scarica di pugni. Rivolta si di cui saranno pubblicati solo due no senso, sono derisi, diventano tondo, destinato poi a ritornare
riferisce “al carroccio” perché è numeri, la quale si presenta in oggetto di sarcasmo. Non esiste per altre vie nelle piazze italiane.
durante la stessa manifestazione modo esplicito: «Il movimento è più un noi dato una volta per tut- Il girotondo nasce come modo per
che la mattina, prima dello scop- un flusso creativo di vibrazioni te. È in quest’ottica, alla luce del- canzonare un interlocutore, mes-
pio dei disordini, come in una fe- incristallizzabili, e la fluidità ne è la costante possibilità di cambia- so al centro dell’abbraccio dissa-
sta di carnevale, gli indiani riu- l’essenza dis/aggregante. Partito re, di mutare pelle e opinione, che crante: un po’ perché violento, un
niti decidono di inscenare un co- combattente o partito indiano? va letto il comunicato degli india- po’ perché privato dell’originalità
mizio satirico. Allestiscono un Oask!? (…) Diffidate dalla realtà, ni metropolitani indirizzato al- iniziale, gli indiani ne prendono
fantoccio di Lama e lo piazzano diffidate dallo stato di aggregazio- l’assemblea nazionale del movi- le distanze sulle pagine di OASK!
sul carro addobbandolo con car- ne». Due concetti chiave, quindi: mento universitario e datato 27 Niente continuità, insomma,
telloni e striscioni: «Più barac- la fluidità perenne e la disaggre- Febbraio 1977: «Noi, indiani me- niente regole da seguire: nel 1977
che, meno case», recita uno. gazione. L’idea della fluidità sem- tropolitani e gli emarginati, de- prende vita un’idea magmatica e
«L’ama o non Lama? Non Lama bra quasi avveniristica, è come se nunciamo e rifiutiamo l’alluci- stranamente attuale dell’identità
nessuno», è il testo di un altro, gli indiani avessero avuto la sfera nante clima di violenza e prevari- per cui il male più grande, da evi-
preso poi in prestito dai quoti- di cristallo e fossero stati precur- cazione creatosi in questa assem- tare a suon di risate, è l’autocele-
diani del giorno dopo che, sor- sori di Zygmunt Bauman. Hanno blea in cui tutta la forza, la fanta- brazione. Gli indiani sono nel pa-
presi dalla novità linguistica, dal percepito, infatti, già quaranta sia e la creatività del movimento è norama rabbioso di quel decennio
gioco di parole, contribuiscono a anni fa il senso dell’epoca po- stata soffocata, violentata e di- uno stimolo, inascoltato, a per-
renderlo famoso. stmoderna, la fine di ogni vellei- strutta da un modo di fare politica correre la strada della leggerezza
La boutade linguistica colpisce taria stabilità, la nascita del- che non ha niente di diverso, se e della non-ideologia. Prevale, in-
favorevolmente i cronisti del- l’epoca liquida diventata una non negli slogan contrapposti, vece, una forza diversa, la mili-
l’epoca e lascia il segno perché sorta di mantra dei giorni nostri. cioè rumore contro rumore, dalla tanza. «Noi – spiega Echaurren –
rende esplicito un atto di ribellio- Il perno, poi, intorno al quale politica praticata da chi odiamo e non volevamo un mondo a due co-
ne rivolto, stavolta, non solo ai ruota la rivista e più in generale vogliamo distruggere… Abbiamo lori, diviso tra destra e sinistra.
ZYGMUNT BAUMAN partiti, a quelli che siedono in
parlamento, all’icona del Paese
lo spirito indiano è la disaggre-
gazione. Per gli indiani la libertà
l’impressione, che sta diventando
sempre più certezza, che il Nuovo
Noi volevamo guardare la realtà
con i colori del prisma. Perché
L’IDEA DELLA FLUIDITÀ perbene e ormai vecchio. Il gioco è fuggire dalla realtà intesa come faccia paura a molti; faccia paura ogni colore è consustanziale alla
LANCIATA DAGLI INDIANI di parole è soprattutto autoironia, aggregazione di desideri e modi soprattutto a chi tenta di cavalca- luce, non ci sono solo luminosità
si prendono in giro gli amici, i di essere, perché l’unico princi- re il movimento, con le solite vec- o tenebre». Un mondo a due colo-
È QUASI AVVENIRISTICA, compagni che manifestano e par- pio accettabile è quello della li- chie armi della prevaricazione or- ri è quello in cui si sentono i ru-
HA ANTICIPATO lano per slogan. Il dogma col qua- bera espressione individuale. La ganizzata, con le mani a corna o a mori degli spari. Meglio quelli di
le gli indiani si confrontano non è società, la comunità, a questo pistola, disponendosi nell’aula co- una grossa risata, meglio, stavol-
LE TESI DEL SOCIOLOGO più distante, appartenente a qual- punto, è data dall’incontro delle me se fossimo nel parlamento ta, seguire gli indiani.
cun altro, il genitore, il politico, aspirazioni personali e ad essa si borghese». Il comunicato è un Federica Colonna

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