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n. 33 - giugno 2008
w w w. a p c e . i t
Periodico registrato presso il tribunale di Roma al n. 67 in data 17.02.98 - Spedizione in abbonamento postale 70% - Roma

CENTC 219 pg.


Documento di consultazione
dell’AEEG 19/08
4
pg.
Capacità Professionali
La Protezione Catodica - 2a Parte
8
Le responsabilità pg.
dei committenti, progettisti e realizzatori degli
impianti all’interno degli edifici
12
pg.
Nuove regole per il trasporto
e la distribuzione di gas 18
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Le immagini n° 33 - giugno 2008

neWs
Documento di consultazione dell’AEEG 19/08
4
editoriAle
“Cari Soci e Cari Lettori” - di Gino Magnoni
7
8
linee GUidA
Capacità professionali
nel settore della protezione catodica - di Davide Gentile

eVenti
Le responsabilità dei committenti, progettisti e realizzatori
degli impianti all’interno degli edifici - di Antonio Oddo 12
oPen sPAce
Nuove regole per il trasporto
e la distribuzione di gas - di Francesco Castorina
18
ProGetto
Ricerca Multi-Sponsors - Politecnico di Milano
23
cAse HistorY
TECNOSYSTEM S.r.l. 25
AssociAzione idrotecnicA itAliAnA, Perugia
26
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N E W S

Documento di consultazione
dell’AEEG 19/08

Nuovi orientamenti dell’Autorità sulla protezione catodica


degli impianti di distribuzione gas per il terzo periodo di
regolazione

L’
Autorità ha avviato con la deli- 7.20 La Protezione catodica delle reti in
berazione n. 234 del 26 settem- acciaio deve essere attuata al fine di prevenire
bre 2007, il procedimento per il fenomeno della corrosione che può avvenire
la formazione di provvedimenti nei materiali metallici posti a contatto con
in materia di qualità dei servizi ambienti aggressivi o in presenza di correnti
di distribuzione vendita e misu- disperse generate da strutture interferenti.
ra del gas per il periodo di regolazione dal 1 L’Autorità attribuisce una grande importanza
gennaio 2009 al 31 dicembre 2012 (terzo al contributo che l’attività di protezione cato-
di periodo di regolazione). dica fornisce alla riduzione del rischio di
Nell’ambito di questo procedimento è stato dispersioni di gas. Il testo integrato della qua-
emanato un primo documento per la consul- lità dei servizi gas ha finora limitato gli obblighi
tazione in data 15 febbraio 2008 intitolato di servizio di registrazione e comunicazione
Sergio “Opzioni per la regolazione della qualità dei dei dati all’Autorità in materia di protezione
Cavalieri servizi di distribuzione e misura del gas nel III catodica ai soli distributori di gas naturale per
periodo di regolazione”, ed in seguito il 17 giu- tenere conto, nella regolazione, delle maggiori
gno 2008 con il titolo “Orientamenti finali per difficoltà di applicazione della stessa da parte
la regolazione della qualità dei servizi di distri- di soggetti che operano normalmente in situa-
buzione e misura del gas nel III periodo di zioni territoriali più disagiate e meno concen-
regolazione (2009-2012) un secondo docu- trate.
mento con invito ad inviare osservazioni entro 7.21 Tuttavia si ritiene che debba essere valu-
il 14 luglio 2008. tata l’opportunità di rafforzare, anche per i
Gli obiettivi tecnici sono quelli di assicurare distributori gas diversi dal gas naturale, gli
standard di qualità nei pubblici servizi, compa- obblighi di servizio di registrazione e comuni-
rabili con altri stati membri dell’unione euro- cazione sullo stato di effettiva protezione
pea anche relativamente alle attività di prote- catodica delle reti in acciaio. A tal fine si pro-
zione catodica delle reti di distribuzione. pone, attraverso il contributo dell’Associa-
I due documenti di consultazione evidenziano zione per la Protezione dalle Corrosioni
alcuni aspetti che in base ai dati di AEEG non Elettrolitiche (Apce) di:
accennano a migliorare, più precisamente l’e- a) individuare una metodologia, semplificata
stensione di circa settemila chilometri di rete rispetto a quella prevista per il gas naturale,
in acciaio “non protetto” dichiarato dai distri- che consenta di stabilire se la rete sia o meno
butori gas, che è rimasta pressoché costante in protezione secondo quanto previsto dalla
nel tempo, mentre tutti gli altri indici sulla sicu- legislazione e dalla normativa tecnica vigente
rezza nella distribuzione del gas mostrano sen- in materia;
sibili miglioramenti. b) elaborare specifiche linee guida relative alla
protezione catodica che prevedano anche la
Cercando di analizzare gli interventi presenti compilazione di un “Rapporto annuale dello
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nei due documenti dell’AEEG che riguardano stato elettrico della rete”
le attività di protezione catodica troviamo, nel
primo documento di consultazione del l’AEEG ritiene anche per questo segmento di
15.02.2008 al capitolo “Nuovi obblighi di ser- mercato, importante ai fini della sicurezza, l’at-
vizio in tema di protezione catodica delle tività di protezione catodica, e nelle preceden-
reti in acciaio” che di seguito trascriviamo: ti delibere 236/00 e 168/04 aveva esonerato i

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distributori di gas diversi dal gas naturale dal 8.7 L’esame dei dati comunicati dai distributo-
comunicare i dati riguardanti la protezione ri di gas naturale evidenzia che a fine 2006 vi Nuovi obblighi
catodica delle reti in acciaio. Ora con il nuovo sono ancora impianti di distribuzione con parti
delle reti in acciaio non in protezione catodi-
di servizio in
documento, per la prima volta vengono richia-
mate le attività di protezione catodica delle ca. Benché l’obbligo di mettere in protezione tema di prote-
reti in acciaio per la distribuzione del gas catodica le reti in acciaio di distribuzione del zione catodica
diverso dal gas naturale. gas sia stato stabilito in Italia solo a partire dal delle reti in
Nel secondo documento di consultazione del 1952, l’Autorità ritiene indispensabile, ai fini di
acciaio
17.06.2008, l’AEEG ripropone il capitolo rela- ridurre il numero di dispersioni dalle reti di
tivo alle attività di protezione catodica con il distribuzione di gas naturale, che gli esercenti
titolo: Obblighi in tema di protezione cato- provvedano entro il 2015 a porre le condotte
dica delle reti in acciaio che di seguito ripor- in acciaio non ancora in protezione catodica
tiamo: (di seguito per brevità messa in efficace prote-
zione catodica) o a provvedere in alternativa
Sintesi delle proposte del primo alla loro eventuale sostituzione. Si propone
documento per la consultazione pertanto l’introduzione dei seguenti obblighi
di servizio con riferimento alle reti in acciaio
8.4 L’Autorità ha proposto di rafforzare, anche non protetto catodicamente al 31 dicembre
per i distributori di gas diversi dal gas natura- 2006.
le, gli obblighi di servizio di registrazione e a) reti in acciaio in MP/AP: completa messa in
comunicazione sullo stato di effettiva prote- efficace protezione catodica o eventuale
zione catodica delle reti in acciaio. A tal fine si sostituzione entro il 31 dicembre 2011;
è proposto, attraverso il contributo b)reti in acciaio in BP, completa messa in effi-
dell’Associazione per la Protezione dalle cace protezione catodica o eventuale sosti-
Corrosioni Elettrolitiche (Apce) di: tuzione:
a) individuare una metodologia, semplificata
rispetto a quella prevista per il gas naturale, (i) di almeno il 30% delle condotte entro il 31
che consenta di stabilire se la rete sia o dicembre 2010:
meno in protezione catodica secondo quan- (ii) di almeno il 70% delle condotte entro il 31
to previsto dalla legislazione e dalla norma- dicembre 2013:
tiva tecnica vigente in materia; (iii) del 100% entro il 31 dicembre 2015.
b) elaborare specifiche linee guida relative alla
protezione catodica che prevedano anche la Considerazioni
compilazione di un “Rapporto annuale dello
stato elettrico della rete”. Confermando la proposta del primo docu-
mento di consultazione circa l’intenzione di
Sintesi delle osservazioni emerse acquisire i dati di protezione catodica anche
dalla consultazione dai distributori di gas diversi dal gas naturale
l’AEEG conferma l’attenzione al problema
8.5 Sulla proposta dell’Autorità si è registrata della corrosione degli impianti di distribuzione
un’ampia condivisione con l’eccezione dell’as- e di sicurezza assicurando tendenzialmente, al
sociazione di categoria degli esercenti di gas settore una progettazione, costruzione e
diversi dal gas naturale che ha richiesto di gestione uniforme a tutti gli impianti di distri-
tenere in considerazione le peculiarità e le buzione del gas combustibile.
maggiori difficoltà di tali distribuzioni.
In merito al punto 8.7 del documento nel
Orientamenti finali quale l’Autorità indica ai distributori un arco
temporale per la totale messa in efficace pro-
8.6 L’Autorità, alla luce dell’importanza dell’at- tezione catodica delle reti gas, esaminando le
tività di protezione catodica delle reti in acciaio motivazioni che inducono i distributori a gesti-
ai fini della sicurezza e della pubblica incolumità, re reti gas non in efficace protezione catodica
ritiene opportuno confermare la proposta for- ovvero la loro sostituzione, riteniamo impro-
mulata nel primo documento per la consulta- babile, almeno per alcune grandi realtà, il
zione che prevede già che la metodologia che rispetto dei tempi proposti, anche a causa
consenta di stabilire se la rete sia o meno in delle molteplici implicazioni che non sempre
protezione catodica possa essere semplificata sono dipendenti dalla volontà e dall’impegno
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rispetto a quella prevista per il gas naturale. del distributore.

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Chiedere ai distributori copia del rapporto e legate alla gestione della rete, possono
annuale dello stato elettrico dei sistemi che determinare il mancato raggiungimento dell’o-
esprimono condizione di non efficace applica- biettivo.
zione della protezione catodica (valore Kt < Non ci sembra opportuno indicare il valore
60), unitamente al programma di recupero, che del 100% di rete in efficace protezione catodi-
nel caso di considerevoli estensione di rete, ca, perché gli impianti oggi in esercizio, soprat-
può essere concordato con scadenze anche tutto nei centri delle grandi città,sono interes-
diverse da quelle enunciate nel documento di sati da eventi esterni o di terzi che fisiologica-
consultazione, ci sembra una strada più realiz- mente ne potrebbero impedire la corretta
zabile. Questo consentirà di affrontare meglio gestione. Il valore a cui tendere dovrà essere
tutte le specificità della rete e della loro ubica- espressione della realtà del territorio e dello
zione. stato degli impianti, attraverso un dialogo che
APCE ritiene necessario differenziare le azioni porti ad una programmazione che può rivelar-
da intraprendere sulla rete dove non è mai si anche molto difficoltosa.
stata attuata la protezione catodica da quella Una esigua parte di rete non in efficace prote-
che, per motivi vari, secondo l’applicazione zione catodica può essere espressione di quel-
delle regole espresse dall’indicatore Kt è la percentuale fisiologica che un impianto di
riportata nei rapporti annuali come rete non distribuzione può avere in virtù di una dinami-
protetta. ca degli avvenimenti di tipo incidentale, parti-
colarmente frequenti nei grandi centri urbani,
Vista la proposta dell’Autorità circa il raggiun- e/o di manutenzione straordinaria. Una picco-
gimento dell’obiettivo di efficace protezione la percentuale di rete non in efficace protezio-
catodica, nei prossimi anni,della totalità delle ne catodica non dovrà escludere il distributo-
parti di rete in acciaio dichiarata non protetta re dall’accesso al sistema degli incentivi pro-
alla data del 31.12.2006, riteniamo di difficile posto dall’Autorità che nel terzo periodo di
attuazione l’adempimento di tale obbligo. regolazione diverrà obbligatorio.
Motivazioni non imputabili al solo distributore

Elezione del Presidente


del CTT di Firenze

Franco Giacomelli, attuale Presidente del Comitato Tecnico Territoriale di Firenze,


dopo circa 40 anni di servizio, si accinge a lasciare la società CONSIAG SpA di Prato
per raggiunti limiti d’età e durante l’82 riunione del CTT svoltasi a Prato il 30 maggio
scorso, dopo i ringraziamenti a tutte le persone che con Lui hanno contribuito alle
attività dell’APCE negli anni del Suo mandato, ha rassegnato le dimissioni da Presidente
del CTT di Firenze.
Franco Giacomelli, ha quindi indicato il p.i. Massimo Tiberi della società G.E.A. SpA di
Grosseto, già rappresentante dei Soci locali del CTT di Firenze, come Suo successore
alla carica, ricordando che Massimo Tiberi ha sempre dato la massima disponibilità ed
S

impegno verso l’Associazione cercando di essere sempre presente alle riunioni sia del
CTT che del CTC.
I presenti hanno ringraziato Franco Giacomelli per l’impegno assunto nell’associazio-
ne in tutti questi anni, quindi hanno eletto all’unanimità come nuovo Presidente del
W

CTT di Firenze il p. i. Massimo Tiberi il quale ha accettato l’incarico ringraziando per


la fiducia ed ha proposto di confermare l’incarico di Segretario al p.i. Virgilio Tocchio
(esperto, ex Snam Rete Gas) che ha accettato temporaneamente ed ha proposto di
individuare, fra il personale in servizio attivo, una figura che nel tempo lo possa sosti-
E

tuire.
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La carica di rappresentante dei soci locali viene proposta al rappresentante di Toscana


N

Energia che si riserva di accettare l’incarico dopo l’approvazione della Direzione della
società.

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l’editoriale di gino magnoni

Cari Soci,
cari Lettori

A
bbiamo più volte accennato su queste pagine all’esigenza di
nuovi assetti societari ed alla necessità di nuovi regola-
menti in materia di sicurezza per offrire servizi migliori,
favorire la creazione della giusta mentalità imprendito-
riale e rispondere all’esigenza dell’Autorita’ di garan-
tire l’interesse dei consumatori. Per tutto questo,
l’anno 2008 sembra essere l’anno giusto. Il primo
semestre 2008 si annuncia infatti come un anno
di grandi cambiamenti, almeno per il settore della distribu-
zione del gas combustibile a mezzo reti.
Prima l’emanazione del Decreto del Ministero dello svilup-
po economico n. 37 del 22.01.2008 “Regolamento sulla
sicurezza degli impianti posti a servizio degli edifici”, pubbli-
cato sulla gazzetta ufficiale n. 61 del 12 Febbraio 2008, che
provvede al riordino delle disposizioni in materia di attività
di installazione degli impianti all’interno degli edifici ed
abroga, quasi del tutto, la vecchia legge 46/90 con tutti i suoi
Decreti collegati, poi i due Decreti Legislativi emanati dallo
stesso Ministero di concerto con il Ministero dell’Interno,
riguardanti la “Regola tecnica per la progettazione, costru-
zione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei
sistemi, di linee dirette del gas naturale con densità non
superiore a 0,8” sia di distribuzione che di trasporto, hanno
in pratica sostituito il Decreto Ministeriale del 1984. Infine
il documento emanato dell’AEEG per il terzo periodo di
regolazione (2009-2012) volto al miglioramento dell’effi-
cienza e della qualità dei servizi. Tutto ciò forma un complesso di regole che a partire
da quest’anno e per il futuro determineranno non pochi ulteriori cambiamenti all’in-
terno delle Aziende coinvolte. Inoltre, se consideriamo che il tutto si aggiunge al com-
plesso di norme emanate negli anni precedenti, che hanno costretto gli addetti ai lavo-
ri a reingegnerizzare le loro attività, potrebbe anche darsi che lo stare al passo con
quanto richiesto possa creare non pochi problemi sia ai distributori, ma soprattutto
agli installatori in quanto di più piccole dimensioni.
D’altra parte c’e’ da dire che la reale sicurezza, obiettivo dei provvedimenti normati-
vi, derivi dalla loro concreta applicazione da parte delle aziende che gestiscono l’at-
tività, di conseguenza diventa perciò sempre più determinante il corretto affidamen-
to del servizio, la corretta relazione tra aspetti tecnici e contrattuali, ed il puntuale
controllo degli standard previsti.
Lo sappiamo bene, “noi della protezione catodica”, che da anni cerchiamo di sensibi-
lizzare quegli attori che, a vario titolo, si occupano della costruzione e dell’esercizio
di servizi interrati di “pubblica utilità”. E’ un compito difficile quello di fare cultura
nelle attività di manutenzione, nella sicurezza, nel mantenimento di quel bene che è
l’infrastruttura utilizzata per la distribuzione dei servizi.
Ciò detto anche in questo frangente purtroppo ci sembra essere mancato a livello
nazionale, quel coordinamento tra le varie istituzioni che, recependo le evoluzioni
della normativa Europea possa, dettando i tempi dell’azione, permettere a tutti i sog-
getti di adeguarsi ai miglioramenti senza particolari stress di carattere sia tecnico che
economico.

Buon lavoro a tutti

Gino Magnoni
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Speciali Linee Guida


N o r m a U NI E N 1 5 2 57

Capacità professionali
nel settore della protezione
catodica
La certificazione delle figure professionali, come
garanzia nella qualità
A cura di Davide Gentile

Seconda Parte

L
a norma definisce i livelli di competenza e descrive le conoscenze generali e le capacità
che i tre livelli devono possedere, rimandando all’appendice B della norma stessa l’e-
sposizione dettagliata delle competenze dei distinti livelli, a prescindere dal settore di
applicazione, e le mansioni specifiche dei tre livelli in base al settore di applicazione.
In forma sintetica si riportano le sole capacità dei tre livelli.
• Livello 1
La persona certificata al livello 1 oltre alle competenze di cui all’appendice B della
norma, deve essere capace, nel rispetto di norme e regole tecniche, di verificare la messa a
punto delle attrezzature di misura e di controllo, di eseguire misurazioni e controlli in confor-
mità ad istruzioni scritte, di rilevare e registrare i risultati delle misurazioni e delle verifiche, di
compilare i resoconti delle misurazioni e verifiche, di eseguire la supervisione di alcune installa-
zioni, i controlli e le prove nel corso della messa in opera del sistema di protezione catodica e
di eseguire lavori di manutenzione corrente su sistemi di protezione catodica.
Al livello 1 non compete stabilire i metodi di prova, le tecniche da impiegare, la preparazione
delle istruzioni tecniche scritte e l’interpretazione dei risultati delle prove.
• Livello 2
La persona certificata al livello 2, oltre alle competenze di cui all’appendice B della norma, deve
conoscere le attività di protezione catodica ed essere capace, nel rispetto di procedure affer-
mate e riconosciute, di eseguire, controllare e dare assistenza alle operazioni del livello 1, di sce-
gliere la tecnica di misurazione e di controllo della protezione catodica, di definire i limiti di
applicabilità dei metodi di prova, di convertire le norme e le specifiche in istruzioni tecniche
scritte, di far funzionare le attrezzature di misurazione e di prova e verificarne la messa a punto,
di organizzare e annotare i risultati delle misurazioni e dei controlli, di interpretare e valutare i
risultati alla luce delle norme, delle raccomandazioni e delle specifiche applicabili, di determi-
nare gli interventi correttivi di tipo ordinario, di eseguire la progettazione di protezione cato-
dica sotto la supervisione di un livello 3, di controllare l’installazione di sistemi di protezione
catodica ed eseguire le prove del caso, di collaudare i sistemi di protezione catodica sotto la
responsabilità di un livello 3 e di eseguire la manutenzione di un sistema di protezione cato-
dica.
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In merito alla progettazione e collaudo sotto la supervisione del livello 3, è opportuno rife-
rirsi alla norma, poiché per queste attività la norma stessa prescrive alcuni vincoli e limita-
zioni.
Il regolamento CICPND stabilisce che il livello 2 coadiuva con il livello 3 nelle fasi progettuali
dei sistemi di protezione catodica.
• Livello 3
La persona certificata al livello 3, oltre alle competenze di cui all’appendice B della norma,

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deve essere capace di progettare sistemi di al datore di lavoro che deve rilasciare una
protezione catodica, di definire e convalidare dichiarazione scritta dettagliata, mentre i Per l’addestra-
procedure di misurazione e di prova, di inter- lavoratori autonomi devono presentare una mento è richie-
pretare norme, raccomandazioni, specifiche dichiarazione del livello 3 o 2 che ha fatto sta la prova
e procedure, di definire particolari metodi di loro da guida. documentata
prova e procedure di protezione catodica, di I tempi minimi di esperienza, espressi in anni
interpretare i risultati di misurazioni e di ed indicati nella tabella che segue, sono in del periodo di
prove per utilizzarli nella verifica del funzio- funzione del livello richiesto e della classe di addestramento
namento, di definire ogni intervento corret- istruzione. per il livello e il
tivo, di eseguire, controllare e convalidare le Le classi d’istruzione sono: settore di
attività del livello 1 e del livello 2, di assu- A) Laurea in ingegneria, fisica, chimica oppu-
applicazione,
mersi la responsabilità tecnica di un centro re diploma universitario in scienze dei
di addestramento o di un centro di esame e materiali o master sulla corrosione. sulla base di
del suo personale, di utilizzare le proprie B) Diploma di scuola media superiore ad programmi
esperienze per apportare miglioramenti indirizzo tecnico o laurea non ad indiriz- approvati dal-
nelle progettazioni, nell’esercizio, nelle verifi- zo tecnico. l’organismo di
che di funzionamento e nelle procedure di C) Titolo o attestato conseguito ai sensi
certificazione
manutenzione dei sistemi di protezione della legislazione vigente in materia di for-
catodica. mazione professionale ad indirizzo tecni- nazionale.
Il personale di livello 3 può essere autorizza- co o diploma di scuola media superiore
to dall’organismo di certificazione ad orga- non ad indirizzo tecnico.
nizzare e a controllare gli esami di livello 1 e
di livello 2.
Il capitolo idoneità alla certificazione descri- Tempi minimi di esperienza in anni
ve quali sono le informazioni documentate
per essere ammessi alle sessioni d’esame Classe
Livello 1 Livello 2 livello 3
(titolo di studio, formazione ed esperienza d’istruzione
pratica) e definisce per ciascun livello i requi-
siti dell’addestramento e gli anni d’esperien- Livello
A 1 2
za nel campo della protezione catodica per il 2 + 3 anni
settore di applicazione e livello per il quale si
candida. Livello
B 1 3
Per l’addestramento è richiesta la prova docu- 2 + 5 anni
mentata del periodo di addestramento per il
livello e il settore di applicazione, sulla base di Livello
C 1 4
programmi approvati dall’organismo di certifi- 2 + 8 anni
cazione nazionale. Il regolamento CICPND
richiede copia dell’attestato di partecipazione
a riconosciuti corsi di addestramento e il dia- Il paragrafo sulla valutazione delle compe-
rio presenze, firmato dal livello 3. tenze per la certificazione riporta che la
Per il livello 1 e 2 la durata minima del perio- verifica delle capacità professionali dei can-
do di addestramento è di 40 ore per ciascun didati deve essere eseguita secondo proce-
settore di applicazione. Per il candidato privo dure definite dall’organismo di certificazione
di certificazione di livello 1 che vuole accede- in conformità alle regole generali previsti
re direttamente all’esame di livello 2 la durata nella norma.
dell’addestramento richiesto è di 80 ore. Nei principi generali la norma prescrive che
Per i candidati di livello 3 non sono previsti per i livelli 1 e 2, l’esame è composto di tre
specifici tempi di addestramento tenuto prove nel settore di applicazione richiesto.
conto del loro potenziale scientifico e tecni- Due prove devono essere di tipo teorico
co. La norma ed il regolamento CICPND (prova scritta generale e prova scritta setto-
specificano che la preparazione può avvenire riale), mentre la terza deve essere una prova
oltre che attraverso corsi di aggiornamento pratica settoriale.
anche partecipando a conferenze o seminari Le prove scritte generale e settoriale sono
quali quelli organizzati da Associazioni indu- costituite da domande a risposta multipla,
striali, o indipendenti, studiando testi, riviste mentre la prova pratica è un colloquio tecni-
o altre pubblicazioni specializzate. Tuttavia il co-pratico per accertare le conoscenze e
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candidato deve presentare prove documen- capacità delle attività specifiche del livello di
tate del proprio addestramento. competenza e le nozioni specifiche emerse
Il capitolo dedicato all’esperienza industriale durante la prova pratica.
nella protezione catodica specifica che la Il regolamento CICPND indica le singole
stessa deve essere pratica e continuativa da prove, il numero di domande a risposta mul-
acquisire prima della certificazione. tipla ed il numero di prove pratiche come da
L’accertamento dell’esperienza è demandata prospetti seguenti.

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Esame di livello 1 livelli 3, assegnando agli organismi di certifica-


zione nazionali di specificare e definire le pro-
Prove Numero minimo di domande cedure. I modi di valutazione considerati dalla
norma vanno dalla presentazione di un dossier
Prova scritta generale 30 tecnico circostanziato e controfirmato da
referenti indipendenti, integrato con un even-
20 tuale documento specifico da elaborare ed
Prova scritta settoriale
10 per ogni settore di applicazione esporre alla Commissione d’esame allargata
Numero 4 prove - 1 per settore di con altri eventuali esperti, alla richiesta sempre
Prova pratica settoriale
applicazione più colloquio del documento tecnico integrato con prove
scritte sia generale sia settoriale.
Il regolamento CICPND specifica che l’esame
Esame di livello 2 di livello 3 è composto di tre prove nel setto-
re d’applicazione richiesto, da svolgersi presso
Prove Numero minimo di domande la sede dell’organismo di certificazione.
Due prove scritte, generale di base e settoria-
Prova scritta generale 30 le, sono costituite da domande a risposta mul-
tipla, mentre la terza, designata come prova
20
Prova scritta settoriale pratica settoriale, consiste nello sviluppare per
15 per ogni settore di applicazione
iscritto e in dettaglio un resoconto tecnico,
Numero 4 prove - 1 per settore di
Prova pratica settoriale assegnato dalla Commissione d’esame, che il
applicazione più colloquio
candidato deve esporre alla Commissione
Per la conduzione degli esami, la norma pre- stessa precisando i concetti principali e parti-
scrive che tutti gli esami devono essere svolti colari dell’elaborato.
sotto il controllo di una Commissione Il regolamento CICPND precisa le singole
d’Esame nominata con i criteri stabiliti dall’or- prove e il numero di domande a risposta mul-
ganismo di certificazione nazionale. tipla come da prospetto seguente.
Il regolamento CICPND prevede che gli esami
del livello 1 e 2 sono da svolgere presso Esame di livello 3
Centri d’esame approvati e controllati dallo
stesso. Gli esaminatori devono essere scelti Numero minimo
tra quelli approvati dall’organismo di certifica- Prove
di domande
zione stesso e nelle sessioni d’esame non deve
essere designato chi è stato personalmente
istruttore di un candidato oppure è impiegato
Prova scritta generale 30
o lavora nella stessa azienda del candidato.
Per le modalità di valutazione e di assegnazio-
ne dei punteggi delle singole prove e dell’esame 20
di certificazione al livello 1 e al livello 2, la Prova scritta
per ogni settore di
norma riporta che le stesse devono essere settoriale
applicazione
eseguite con procedure definite dall’organismo
Presentazine di un
di certificazione nazionale. L’unica regola che la Prova pratica resoconto tecnico
norma indica è il peso da assegnare alle tre settoriale per settore
prove. Per il livello 1, la prova pratica settoriale di applicazione
deve avere un peso maggiore delle prove teo-
riche (scritta generale e scritta settoriale). Per
il livello 2, le prove teoriche (scritta generale e Nei successivi capitoli la norma fornisce le indi-
scritta settoriale) devono avere un peso mag- cazioni sull’eventuale ripetizione degli esami e
giore della prova pratica settoriale. sulla gestione della certificazione che include il
Il regolamento CICPND indica che le prove rilascio del certificato e del tesserino, il periodo
scritte a risposta multipla sono valutate in cen- di validità, rinnovo, prolungamento ed estensio-
tesimi come percentuale delle risposte esatte ne della certificazione.
sul totale delle domande e che per essere cer- Il riconoscimento del livello di professionalità è
tificato il candidato deve ottenere una valuta- attestato per mezzo di un certificato e tesseri-
zione di almeno 70/100 in ciascuna delle parti no personale rilasciato dall’organismo di certifi-
dell’esame (prove scritte e prova pratica) ed cazione ed il periodo di validità è di cinque anni
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una valutazione finale pesata di almeno 80/100. dalla data indicata sul certificato e sul tesserino.
Il successivo capitolo è dedicato all’accerta- Alla scadenza del primo periodo di validità la
mento e valutazione delle competenze dei certificazione può essere rinnovata senza
livelli 3, che devono essere esaminati e giudi- esami per un periodo di altri cinque anni
cati da una Commissione d’esame nominata mediante il rinnovo. Le persone certificate
dall’organismo di certificazione. devono dimostrare di aver svolto in modo
La norma individua più sistemi per valutare i soddisfacente la propria attività senza interru-

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zioni significative e di essersi mantenute attenzione da parte delle Aziende e delle


aggiornate nel settore di applicazione per il Società che gestiscono i servizi nonché degli
quale si richiede il rinnovo. Per l’aggiornamen- operatori del settore.
to delle proprie conoscenze tecniche, il rego- Con la certificazione del personale si sono
lamento CICPND richiede l’attestato di fre- poste le basi per garantire ai Committenti
quenza a riconosciuti corsi di aggiornamento che affidano opere e prestazioni nell’ambito
della durata di almeno 16 ore e il diario pre- della protezione catodica la competenza e la
senze, firmato dal livello 3. preparazione professionale di chi opera nel
Al termine di ogni secondo periodo di validità settore.
la certificazione può essere prolungata per un L’APCE, nell’ambito della propria attività plu-
nuovo periodo di cinque anni mediante la riennale svolta a favore della protezione cato-
ricertificazione. I livelli 1 e 2 devono adempie- dica ha intrapreso con impegno e con il pieno
re i requisiti previsti nel rinnovo e superare sostegno dei propri Soci questo progetto per
una prova pratica settoriale. favorire e diffondere l’impiego del personale
Per i livelli 3, la norma prevede che la ricertifi- certificato.
cazione deve essere eseguita secondo proce- La certificazione rappresenta per le aziende
dure definite dall’organismo di certificazione che si avvalgono di terzi per la progettazione
in conformità alle regole generali previste nella e realizzazione dei sistemi ed impianti di pro-
norma stessa. tezione catodica una preziosa opportunità in
Il regolamento CICPND espone nel dettaglio quanto, con l’introduzione d’idonee clausole
le procedure, i requisiti e le limitazioni per tali nei Capitolati di Appalto, è possibile operare
impegni di scadenza. una scelta qualitativa delle aziende che opera- La certifica-
L’ultimo capitolo è dedicato all’istituzione dei no nel settore al fine di incrementare il livello zione rappre-
nuovi schemi di certificazione, all’estensione di di qualità e la sicurezza dell’esercizio delle senta per le
schemi e dei periodi di transizione che prece- strutture protette catodicamente. aziende che si
dono l’attivazione della certificazione di per- La certificazione delle persone potrebbe in
sonale di protezione catodica in uno o più set- un prossimo futuro sostituire l’iscrizione agli avvalgono di
tori di applicazione. albi professionali essendo la stessa volta terzi per la
In questo capitolo è anche stabilito che il per- anche ad accertare nel tempo il mantenimen- progettazione
sonale di protezione catodica certificato prima to delle competenze. La certificazione aven- e realizzazio-
dell’entrata in vigore della norma europea do una validità quinquennale dovrà essere
ne dei sistemi
mantiene la propria certificazione per il perio- rinnovata allo scadere previa verifica del
do di validità della stessa, con un massimo di mantenimento dei requisiti da parte della ed impianti di
cinque anni, e dopo deve essere sottoposto a persona certificata. protezione
ricertificazione. Certificarsi è un’esigenza, non una moda. E’ catodica una
La norma termina con due appendici normati- l’acquisizione di un metodo, o meglio di una preziosa
ve particolareggiate e precisamente: mentalità, che basa i suoi presupposti sulla
- Appendice A Settori applicativi.
opportunità
ripetitività di ciò che è valido e sull’innova-
- Appendice B Livelli di competenza. zione di ciò che può o deve essere affinato.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
w w w. a p c e . i t

- Norma UNI EN 15257:2007 “Protezione


catodica - Livelli di competenza e certifi-
Conclusioni cazione del personale di protezione cato-
dica
- CICPND Regolamento sulla qualificazione
La qualità e la sicurezza degli impianti di distri- e certificazione del personale addetto alla
buzione e trasporto è oggetto di notevole protezione catodica (2008).

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e v e n t i

Le responsabilità dei committenti,


progettisti e realizzatori degli
impianti all’interno degli edifici
R e l a z i o n e d e l l ’ A v v. P r o f . A n t o n i o O d d o
al Forum Italiano sicurezza gas - Milano, 11-12 giugno 2008
Studio Legale Oddo

Parte prima tore di caldaia per la produzione di vapore


Le responsabilità dei committenti. installata in una lavanderia sottostante alla casa
nella cui vasca da bagno veniva rinvenuto il
La figura ed il ruolo del “committente” - quale cadavere della persona i cui congiunti si erano
soggetto che ha il potere di affidare (secondo il costituiti “parte civile” nel processo penale. In
significato più autentico, dal latino committere) particolare, le consulenze tecniche esperite
- per conto proprio - ad altro soggetto, una avevano accertato che “la caldaia era priva dei
prestazione di qualsiasi genere - è tra quelli che requisiti di sicurezza previsti dalla legge, che
tendono ad assumere un rilievo sempre mag- era stata dichiarata di potenza inferiore alla
giore nella legislazione mirata alla sicurezza ed effettiva (di 30.000 chilocalorie anziché di
alla prevenzione degli infortuni. 51.000), che il bruciatore non era stato tenuto
Nel settore, in particolare, della legislazione in condizioni di adeguata pulizia, che come
speciale per la sicurezza degli impianti - sia canna fumaria di sfogo-uscita dei fumi rivenuti
a gas che elettrici, tanto la L. 1083/71 che la dalla combustione era stato utilizzato impro-
L. 186/68 non hanno menzionato espressa- priamente un vecchio canale di mattoni pree-
mente la figura del “committente”, risultando sistente (cavedio), parzialmente ostruito e non
essenzialmente orientate all’imposizione di incamiciato, che l’ossido di carbonio, prodotto
una “regola d’arte” il cui rispetto si poteva esi- da combustione imperfetta, aveva invaso il
gere direttamente soltanto nei confronti dei vano occupato dal giovane ... attraverso crepa-
soggetti chiamati a svolgere ruoli di tipo tecni- lesione della canna fumaria, formatasi, all ‘altez-
co, a livello progettuale o esecutivo, per za del bagno in cui il giovane era stato rinve-
impianti, apparecchiature e parti componenti. nuto cadavere, per l’azione·del vapore acqueo
In assenza di specifiche norme (giuridiche) prodotto in contesto di combustione non per-
caratterizzate da finalità prevenzionali, pertan- fetta e di gas immessi in cavedio non imper-
to, la figura e la responsabilità del “commit- mealizzato, nonché caratterizzato dalla pre-
tente” sono emersi soltanto in negativo, ossia senza di detriti parzialmente ostruenti”.
in presenza del verificarsi di danni e/o infortu- Quali, in questo caso, le responsabilità del
ni nei quali poteva avere esplicato un ruolo “committente” secondo la Suprema Corte?
concorrente la “colpa” del “committente” Eccole: “secondo le sue stesse ammissioni
nella scelta del “prestatore d’opera” (intellet- scelse il sig. ... in base ad indagini superficiali...
tuale o manuale), in quanto scelta palesemen- Un imprenditore deve usare accortezza in una
te negligente o imprudente, oppure nell’avere scelta così importante come quella della instal-
esercitato una significativa ingerenza nei con- lazione dei macchinari della sua impresa.
fronti dell’operato del ‘’prestatore’’, indipen- Invece il sig. ... si lasciò convincere, senza fare
dentemente, in questo secondo caso, dalla alcun raffronto tra la ditta... ed altre ditte del
“bontà” della scelta del committente stesso in settore e senza assumere altre informazioni.
funzione dei “requisiti tecnico-professionali” Ma la sua colpa maggiore è stata quella di avere
richiesti dall’ “opera”. Risulta particolarmente seguito i consigli di... diretti a violare la legge,
w w w. a p c e . i t

interessante, e pertinente, a questo riguardo, in particolare per quanto riguarda la denuncia


una Sentenza (Corte di Cassazione, Sezione IV della caldaia e per l’allacciamento della canna
Penale, n. 2511 del 13/10/99), che condanna un fumaria. Il fatto che il contratto fosse “chiavi in
“committente” di impianti a gas - in concorso mano” non esclude la responsabilità del com-
con “l’installatore’’ e con il “collaudatore” per mittente per quelle attività che spettavano a
l’omicidio colposo dovuto ad avvelenamento lui in prima persona, come la denuncia della
da monossido di carbonio generato da brucia- caldaia, e per le scelte come quella della canna

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fumaria, di cui del resto il... si occupò anche esclusivamente la L. 1083/71, la quale, com’è
direttamente, ad esempio trattando del pro- noto, non considera espressamente la
blema con l’amministratore del condominio. figura del “committente”. Si può rite-
L’imprenditore in altri termini non può affi- nere che una siffatta scelta possa
darsi supinamente in tutto ad un terzo, rite- essere stata determinata dalla cir-
nuto superficialmente tecnico qualificato, costanza di fatto secondo la quale
ma deve conservare autonomia di giudizio l’infortunio è avvenuto in una
per ciò che attiene alle scelte fondamenta- casa di abitazione (“nella vasca da
li. Evidente è il nesso di causalità tra i profili di bagno di casa... ”) ma l’impianto in
colpa ascritti al... e l’evento. La scelta di un questione era ubicato in una
tecnico capace e rispettoso delle norme di “lavanderia”, ossia, in un luogo che
legge e di buona tecnica, l’applicazione delle per la L. 46/90 ed il DPR 447/91,
regole dettate alla potenza della caldaia ed in quale regolamento di attuazione conte-
particolare la scelta di una canna fumaria ido- nente le specificazioni rilevanti - non pote-
nea sono tutti elementi che, anche in base alla va essere considerato - come ricompreso,
relazione del CT del P M, hanno certamente trattandosi di impianti a gas, nell’ambito di
avuto influenza causale sulla produzione applicazione della legge stessa.
dell’evento. In particolare il mancato rispetto In ogni caso, oltre all’accertamento del delitto
della normativa relativa alla potenzialità dell colposo ex art. 589 del Codice Penale, per
‘impianto ha certamente aggravato notevol- quanto riguarda le altre responsabilità penali,
L’affidamento
mente l’inidoneità dalla canna fumaria, favoren- risulta d’interesse sul piano interpretativo il
do la produzione di ossido di carbonio. La cir- fatto che secondo la Suprema Corte, “la della prestazio-
costanza che... avesse lavorato nella lavanderia Legge 1083/71 detta norme per la sicurez- ne è condizione
del padre certamente, nonostante i compiti za generale degli impianti e mezzi ai fini dell necessaria ma
specifici da lui riferiti, doveva averlo sensibiliz- ‘impiego di gas combustibili, non soltanto di non sufficiente
zato ai problemi principali anche tecnici ine- quelli installati in ambienti domestici”.
renti all ‘impianto. Si tratta peraltro di circo- Con riferimento, invece, ad altro caso di accer-
per l’esonero
stanza di secondaria importanza, dal momento tamento della responsabilità del “committen- da responsabi-
che la titolarità di un ‘impresa deve essere te” nel quale si è fatto espresso riferimento lità del “com-
assunta solo da chi è in grado di gestirla. Per alla L. 46/90, merita di essere citata la mittente”
quanto sopra detto sussitono profili di colpa Sentenza della Suprema Corte (Sezione IV
specifici del...; le colpe concorrenti dell’in- generale, n. 4812 del 28 aprile 1995) con la
stallatore e del collaudatore possono ridur- quale si condanna il “committente” per il fatto
re, in considerazione della giovane età dell’im- di essersi ingerito nell’esecuzione dei lavo-
putato e del tipo di contratto da lui stipulato ri affidati. Secondo la massima riportata nel n.
con il..., ma non escludere la sua responsa- 25/1995, pag. 1678, della Rivista “Diritto e pra-
bilità. Se egli avesse svolto con diligenza tutti i tica del lavoro”, infatti, l’affidamento della
compiti spettantigli come imprenditore, avesse “prestazione” a “personale qualificato” è con-
denunciato la reale potenza della caldaia in dizione necessaria ma non sufficiente per
modo che fosse applicata la disciplina relativa l’esonero da responsabilità del “committente”.
e avesse effettuato i doverosi controlli sulle In quella sede si afferma infatti che “nell ‘attri-
scelte fondamentali come quella della canna buire la progettazione, l’installazione e la
fumaria, l’evento mortale non si sarebbe veri- manutenzione degli impianti di distribuzione di
ficato”. Merita di essere rilevato come in que- utilizzazione del gas all’esclusiva competenza
sta pronuncia della Suprema Corte non sia di personale qualificato, la legge 5 marzo 1990
stato utilizzato come parametro della “colpa” n. 46 e il relativo regolamento di attuazione
- per la violazione di norme caratterizzate da D.P.R. 6 dicembre 1991 n. 447 inducono a rite-
uno scopo prevenzionale -la L. 46/90, bensì nere che, in caso di scorretta installazione di

Studio legale ODDO


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Svolge attività professionale prevalentemente nel settore della responsabilità


da prodotto e da impianto, nel quadro nazionale e comunitario.

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un impianto, la committenza dell’opera a Codice Civile, i patti relativi alle attività disci-
personale qualificato costituisca condizione plinate dal presente regolamento stipulati da
necessaria, ma non sufficiente, per l’esone- imprese non abilitate ai sensi dell ‘art. 3, salvo
ro da responsabilità del committente, e non il diritto al risarcimento del danno”.
escludono la responsabilità del committen- E’ altresì sintomatica della crescente
te che si sia ingerito nell’esecuzione dei responsabilizzazione della funzione e del
lavori affidati. (Nella fattispecie, il committen- ruolo del “committente” anche la disposizio-
te partecipò attivamente all’installazione di ne dell’art. 26 del nuovo “Testo Unico” per la
una caldaia, decidendone il luogo, fornendo la sicurezza sul lavoro (il D.Lgs. 81/08) nel punto
manovalanza, acquistando il materiale occor- in cui attribuisce al “committente” che sia
rente, e omettendo di verificare l’efficienza e “datore di lavoro”, secondo la definizione del-
sicurezza dell’impianto). l’art. 2, comma 1, lett. b), tra l’altro, anche l’ob-
Questi ultimi principi possono certamente bligo, in tutti i casi di “affidamento dei lavori all
essere applicati alla “nuova” norma dell’art. 8 ‘impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi
D.M. 37/08 che è intitolata ad “Obblighi del all ‘interno della propria azienda, o di una sin-
In caso di scor- committente o del proprietario” e che rical- gola unità produttiva della stessa, nonché nell
ca sostanzialmente la norma previgente della ‘ambito dell ‘intero ciclo produttivo dell
retta installa- L. 46/90 (art. 8) ribadendo, in particolare, che ‘azienda medesima “, di verificare l’idoneità
zione di un “il committente è tenuto ad affidare i lavo- tecnico-professionale delle imprese appal-
impianto, la ri di installazione, di trasformazione, di tatrici o dei lavoratori autonomi in relazio-
committenza ampliamento e di manutenzione straordinaria ne ai lavori da affidare in appalto o median-
degli impianti indicati all’art. 1, comma 2, ad te contratto d’opera di somministrazione.
dell’opera a
imprese abilitate ai sensi dell’art. ...” Tale obbligo comporta, secondo la più diffusa
personale quali- Fin dal ‘90, infatti, il legislatore ha sanzionato interpretazione e seconda anche le linee-
ficato costitui- espressamente e specificamente la condotta guida elaborate dagli organi di controllo e vigi-
sca condizione del “committente” che, al di là ed indipen- lanza, l’obbligo, per il “committente -datore di
dentemente da una “scorretta installazione” - lavoro”, di esigere nei confronti dell’impre-
necessaria, ma
ed indipendentemente anche dal verificarsi di sa appaltatrice o del prestatore d’opera il
non sufficiente, danni o infortuni connessi all’impianto difet- possesso dei requisiti tecnico-professiona-
per l’esonero toso sul piano della sicurezza, “affidi” l’esecu- li già previsti dalla L. 46/90 ed ora anche
da responsabi- zione dell’ “opera” ad impresa non “abilitata” dal D.M. 37/08 in tutti i casi nei quali l’
lità del commit- ai sensi di legge (v., ora, per l’abilitazione, nel “opera” da eseguire consista nella installazio-
sistema vigente, artt. 3 e 4 del D.M. 37/08). ne, ampliamento, trasformazione o manuten-
tente, e non Il ruolo del “committente” nella catena dei zione straordinaria di impianti all’interno di
escludono la comportamenti virtuosi che dovrebbero edifici. Peraltro, a seguito dell’estensione del
responsabilità condurre ad un “risultato” di sicurezza del- campo di applicazione del D.M. 37/08, agli
del committen- l’impianto, assume dunque la rilevanza di impianti “al servizio” di edifici di qualsiasi
primo anello della catena stessa, in quanto, genere (“indipendentemente dalla destinazio-
te che si sia
evidentemente, l’ “affidamento” ad impresa ne d’uso”, ex art. 1 del decreto stesso) l’ob-
ingerito nell’e- priva dei requisiti tecnico-professionali può bligo gravante sul “committente - datore di
secuzione dei pregiudicare fin dall’inizio il processo realiz- lavoro” riguarda ormai l’accertamento della
lavori affidati. zativo dell’impianto. La violazione di questa “idoneità tecnico professionale” delle imprese
norma ‘’prevenzionale’’ viene ora sanzio- (o del prestatore d’opera) con riferimento a
nata, ex art. 15 del D.M. 37/08, in modo tutte le tipologie impiantistiche e, dunque,
molto più severo che in passato sul piano anche agli impianti a gas, essendo venuta
dell’importo da pagare e sul piano della meno la limitazione agli impianti elettrici con-
stessa validità del contratto di prestazione tenuta nella norma previgente dell’art. 1 della
d’opera o di appalto. L. 46/90 relativamente all’applicabilità negli
Sotto il primo profilo, infatti, la precedente “ambienti di lavoro”.
disposizione (ex art. 16 della L. 46/90: sanzio-
ne amministrativa da L. 100.000 a L. 500.000) Parte seconda
è sostituita dalla nuova (ex art. 15, comma 2, La responsabilità dei progettisti
del D.M. 37/08) che prevede una sanzione,
sempre amministrativa, ma in un importo La responsabilità, anche penali, dei ‘’progetti-
compreso tra € 1000 ed € 10.000, a seconda, sti’’ di “impianti” e di “macchine” sono state
della “entità e complessità dell ‘impianto, al affermate financo dalla giurisprudenza più risa-
grado di pericolosità ed alle altre circostanze
w w w. a p c e . i t

lente negli anni (v. Cass. 02-05-1990, nonché


obiettive e soggettive della violazione”. Cass. 09-03 1989 e Cass. 17-03-1981, Cass. 16-
Sotto il secondo profilo, si introduce espres- 03- 1979) che ha, peraltro, sempre ribadito
samente (art. 15, comma 7) la sanzione radi- l’obbligo dei “progettisti” di applicare non
cale della nullità per il caso di “affidamento” soltanto criteri e norme tecniche ma anche
dell’ “opera” ad impresa non “abilitata” in norme legislative e regolamentari, non poten-
quanto “sono nulli, ai sensi dell’art. 1418 del dosi evidentemente ammettere in linea di

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principio, l’ “ignoranza della legge” (v. art. 5 esclusione, ai fini presuntivi, della “vigente
del Codice Penale, così come modificato a normativa”.
seguito dell’intervento della Corte Importante risulta poi la ridefinizione - ex art.
Costituzionale), specie allorché si tratti di 5, comma 4 del medesimo D.M. 37/08, dei
norme giuridiche in materia di sicurezza e contenuti minimi dell’elaborato progettuale
di prevenzione degli infortuni. allorché si tratti di “impianto”, così da impe-
Lo stesso principio si applica anche alla gnare specificamente il progettista, anche, ed
responsabilità civile non potendo, a questo in modo inequivocabile, nella ricerca e nella
riguardo, fungere da “parafulmine” la norma applicazione delle soluzioni tecniche che
dell’art. 2236 del Codice Civile che prevede devono essere specificamente mirate, tra l’al-
uno speciale esonero da responsabilità del tro, pure “alle misure di prevenzione e di
‘’progettista intellettuale” quando si tratti di sicurezza da adottare”, oltre che alla scelta
risolvere problemi non solo tecnici ma anche dei “materiali e componenti da utilizzare”,
giuridici di “speciale difficoltà”. con particolare riguardo “alla tipologia ed alle
Non può, infatti, il “professionista tecnico” caratteristiche” dei suddetti materiali e com-
sottrarsi all’impegno costante di approfondire ponenti.
la conoscenza e di applicare le norme giuridi- Se si considera, per un verso, l’ampiezza della
che per la prevenzione degli infortuni che definizione di “impianto a gas” (v. art.
riguardano il suo campo di azione, sia esso 2,comma 1, lett. g) del DM 37/08 e, per altro
tradizionalmente edile e urbanistico o, anche, verso, l’ampiezza dei parametri legislativi
più modernamente, meccanico ed impiantisti- che non possono essere ignorati dal progetti-
co (v. Cass. 27/1/77, n. 404 e, più di recente,
Cass. 29/11/04, n. 22487).
Le responsabilità del progettista d’impianti
‘’posti al servizio degli edifici” risultano esse-
re ora specificate dall’art. 5 del D.M. 37/08
nel punto in cui si stabilisce che “i progetti
degli impianti sono elaborati secondo la rego-
la d’arte” e si precisa che la presunzione di
conformità a tale “regola d’arte” è ammissi-
bile ad un doppio ordine di condizioni. In
primo luogo, infatti, occorre che i progetti
siano elaborati “in conformità alla vigente
normativa”“ ed, in secondo luogo, ma con-
giuntamente, e non esclusivamente, (come
esplicita la congiunzione “e”), occorre la
“conformità” alle “indicazioni delle guide, sta, con riferimento alla legislazione specia-
nonché delle norme dell ‘UNI, del CEI o di le sugli impianti a gas (v. L. 1083/71), nonché
altri enti di normalizzazione appartenenti agli sulla prevenzione incendi, sui materiali da
Stati membri dell’ Unione europea o che costruzione, sugli impianti e materiali elettri-
sono parti contraenti dell ‘accordo sullo ci, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ecc .. si
Spazio Economico Europeo”. ricava agevolmente la vastità della portata
Fin qui, in realtà, nessuna novità di rilievo, se dell’obbligo di progettazione “a regola d’arte”
si considera che l’obbligo erga omnes (per che è stato sempre considerato dalla giuri-
le responsabilità ex art. 2043 del Codice sprudenza penale e civile e che trova ora una
Civile) e l’obbligazione verso il “committen- nuova, puntuale ed inequivocabile specifica-
te” (ex art. 1176, comma 2 del Codice zione nell’art. 5 del D.M. 37/08. La violazione
Civile) riguardano, secondo una giurispru- degli obblighi prevenzionali così previsti a
denza uniforme e costante, il “risultato” di carico, in particolare, dei “progettisti”, è col-
una prestazione a “regola d’arte” che consi- pita con la sanzione amministrativa il cui
dera l’elaborato progettuale in quanto tale, importo è stato già precisato (v. art. 15,
indipendentemente dalla realizzazione del- comma 2) trattando del “committente”, non-
l’opera. La novità più rilevante concerne, per ché, trattandosi ora di “professionisti - con la
la materia specificamente impiantistica, il sanzione disciplinare che può essere disposta
superamento, grazie al testo normativo dai rispettivi ordini professionali (v. art. 15,
dell’art. 5, comma 3 del DM 37/08 della ambi- comma 5).
w w w. a p c e . i t

gua formulazione precedentemente conte- Con particolare riferimento ai “luoghi di


nuta nell’art. 4, comma 2, seconda parte, del lavoro”, risulta importante il rapporto che è
DPR 447/91, ove la ‘’presunzione di confor- necessario istituire tra gli “obblighi” speci-
mità” della regola d’arte sembrava affidata ficamente posti a capo dei ‘’progettisti’’
esclusivamente “alle indicazioni delle guide dall’art. 22 del D.Lgs. 81/2008, da una
all’Ente italiano di unificazione (UNI) e del parte, e, dall’altra parte, il D.M. 37/08. Per
CEI, con possibile, (almeno apparentemente), un verso, infatti, si ribadisce la norma già pre-

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La sanzione
penale (con-
travvenzione)
prevista per
la violazione
dell’obbligo
posto a cari-
co del ‘’pro-
gettista’’ in
materia di
rispetto delle
“disposizioni
vista dall’art. 6 del D.Lgs. 626/90 - ora abroga- un “reato di danno”, a causa di infortuni e/o
legislative e
ta secondo la quale “1 progettisti dei luoghi e danni a persone o cose, la sanzione divente-
regolamentà- dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i rebbe quella prevista dal Codice Penale
ri in mate- principi generali di prevenzione in materia di (ad esempio artt. 589 e 590 per omicidio col-
ria”, è quella salute e sicurezza sul lavoro al momento delle poso) o lesioni personali colpose per la con-
(ex art. 57 scelte progettuali e tecniche e scelgono dotta delittuosa posta in essere dal progetti-
attrezzature, componenti e dispositivi di pro- sta con “colpa” aggravata, in modo specifico,
del D.Lgs. tezione rispondenti alle disposizioni legislative dalla inosservanza di norme prevenzionali
81/08) dell’ e regolamentari in materia”. appositamente previste dal legislatore nella
“arresto” Per altro verso, il D.M. 37/08, ormai applicabi- specifica materia.
fino a un le ai luoghi di lavoro anche per gli impianti a
gas (per l’estensione del campo di applicazio- Parte terza
mese o del-
ne prevista dall’ art. 1 del decreto medesimo), Obblighi e responsabilà dei “realizza-
l’ammenda specifica l’obbligo, di progettazione a “rego- tori di impianti all’interno degli edifici
da € 600 ad la d’arte” con riferimento alla “vigente norma-
€ 2.000. tiva” e determina i contenuti minimali degli L’aspetto più significativo e pregnante degli
elaborati progettuali per tutti gli impianti
obblighi e delle responsabilità in precedenza
rientranti nella sfera di applicazione del
descritti per quanto riguarda la figura ed il
decreto stesso. Ancora, deve essere rilevato
ruolo del “progettista” di impianti, può essere
come ogni “impianto” nei luoghi di lavoro
riferito anche, mutatis mutandis, alla figura ed
rientri nella definizione di “attrezzature di
al ruolo del “realizzatore” degli impianti stessi.
lavoro” (ex art. 69 del D.Lgs. 81/08) e, pertan- Ci si riferisce, evidentemente, alla “regola d’ar-
to, debba essere assoggettato alla relativa
te” che deve sempre essere rispettata allorché
disciplina in materia di “requisiti di sicurezza”
si realizzi un’ “opera”, come insegna, fin dal
(ex art. 790 e ss.), con conseguente applica-
1942, il Codice Civile in tema sia di “contrat-
bilità non soltanto delle “direttive comunita-
to d’opera” che di “contratto d’appalto” (v. in
rie di prodotto” - quali sono le direttive sugli particolare, rispettivamente, art. 2224 ed art.
apparecchi a gas (90/389/CEE), sui materiali da 1662 del Codice Civile). Poiché, d’altra parte
costruzione (89/106/CEE, ecc .. ) ed i relativi nessuno può dubitare che la “realizzazione” di
decreti nazionali di recepimento, ma anche, in
un impianto all’interno di un edificio compor-
assenza di una disciplina comunitaria, dei
ti la prestazione di un’ “opera”, ne deriva che
“requisiti generali di sicurezza” che sono pre- tanto le attività di installazione in senso stret-
visti dall’ AlI. V al D. Lgs. 81/08.
to che le attività di ampliamento, trasforma-
Anche da questi rilievi si comprende, dunque,
zione e manutenzione straordinaria devono
quale sia attualmente la reale portata della
essere eseguite a “regola d’arte”.
“vigente normativa” richiamata dall’art. 5, La legislazione speciale, poi (rispetto al Codice
comma 3 del D.M. 37/08, allorché si tratti di
Civile del ‘42) intervenuta, si è inserita in que-
“impianti” a gas nei luoghi di lavoro.
sto quadro istituzionale e normativo, salvo for-
La sanzione penale (contravvenzione) previ-
nire una disciplina ad hoc, in particolare, per gli
sta per la violazione dell’obbligo posto a cari-
impianti elettrici e per gli impianti a gas (come
co del ‘’progettista’’ in materia di rispetto
dimostrano, rispettivamente, le due leggi quasi
delle “disposizioni legislative e regolamentàri
w w w. a p c e . i t

- gemelle: L. 186/68 e L. 1083/71).


in materia”, è quella (ex art. 57 del D.Lgs. Tuttavia, a questo riguardo, non sono manca-
81/08) dell’ “arresto” fino a un mese o del-
ti equivoci, specie per quanto riguarda il rap-
l’ammenda da € 600 ad € 2.000. porto tra “regola d’arte” e “norme tecniche”
Naturalmente, qualora dalla violazione di un
sul piano, appunto, degli obblighi e “delle
tale obbligo prevenzionale dovesse derivare
responsabilità del “realizzatore” di impianti
non soltanto un “reato di pericolo” ma anche
all’interno degli edifici. Questi equivoci non

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hanno più alcun ragion d’essere se si consi- La norma UNI-CIG 7129 di cui si è contestata
dera come la legislazione e la giurisprudenza la mancata osservanza nel caso di specie non è
abbiano ormai chiarito, senza “mezzi termi- norma cogente, ma norma il cui rispetto fa
ni”, fondamentalmente che: sorgere una presunzione di esecuzione dei
a) la “regola d’arte” è obbligatoria (v., non lavori a regola d’arte” (v. Sentenza del TAR del
solo Codice Civile, ma anche L. 1083/71 e Veneto 4041/03 ed, in modo conforme,
L. 46/90); Sentenza n. 37/2005 del TAR del Trentino Alto
b) la “norma tecnica” è volontaria (v. direttiva Adige e, da ultimo - sulla stessa scia - Sentenza
98/34/CE e L. 317/86); del TAR dell’Abruzzo n. 00635/2008. Per la giu-
c) la “norma tecnica” italiana o di altri paesi stizia ordinaria, v. Tribunale di Mantova,
della U.E. - o anche europeo-armonizzata, Sentenza n. 253/06).
U.E., ove richiamata dalla legge, può costi- Sul punto, pertanto, esiste una giurisprudenza
tuire presunzione di conformità alla “rego- nazionale assolutamente costante, unifor-
la d’arte”, purché unitamente al rispetto me e senza alcuna “voce fuori dal coro”.
della legislazione vigente in materia e, A quanto sopra, si deve aggiungere che il D.M.
comunque, applicabile all’impianto in que- 37/08 si è preoccupato - al fine di evitare
stione. altre procedure di infrazione contro l’Italia - di
Sotto questo profilo, da ultimo, ha contribuito esplicitare (v. art. 6) che, anche per quanto a) la “regola
al chiarimento anche l’art. 6 del DM 37/08, riguarda la “presunzione di conformità” alla d’arte” è
intitolato appunto alla “realizzazione ed instal- “regola d’arte” - ferma restando la non obbli- obbligatoria (
lazione” degli impianti, in quanto ribadisce gatorietà di tutte le norme tecniche, sussiste b) la “norma
che “le imprese realizzano gli impianti secon- una totale equiparazione tra le norme
do la regola d’arte, in conformità alla normati- nazionali dell’UNI e del CEI, da una parte e, tecnica” è
va vigente e sono responsabili della corretta dall’altra parte, le norme emanate da orga- volontaria
esecuzione degli stessi”. nismi di normazione appartenenti a stati c) la “norma
Fin qui, si tratta di norma un po’ pleonastica membri della U.E. . tecnica” italia-
rispetto al Codice Civile, in quanto nessuno Un’altra “luce” accesa dal D.M. 37/08, in uno
na o di altri
avrebbe potuto - o, almeno, dovuto, dubitare scenario dominato dalle “ombre “(per ragioni
che l’unico obbligo tassativo, cogente e, che sarebbe troppo lungo esporre in questa paesi della
quindi, inderogabile, è quello costituito sede), è quella che riguarda la valutazione della U.E. può
dalla conformità alla “regola d’arte” e che la “regola d’arte” non soltanto sul piano della costituire pre-
violazione di un tale obbligo comporta “sicurezza” ma anche della “funzionalità”
sunzione di
responsabilità di vario genere e varia natura degli impianti all’interno degli edifici (v. art. 7,
(rimedi in “garanzia”, risarcimento del danno, comma l). conformità
responsabilità penali per colpa in caso di infor- Finalmente, dunque, si sgombra il campo da alla “regola
tunio, ecc.).Tuttavia, in questo delicato settore, ricorrenti equivoci e da pericolose discrimina- d’arte”.
“reperita juvanf’ e, dunque, ben vengano i chia- zioni tra i principi - in tema di “regola d’arte”
rimenti ancora necessari se si considera che, in - del Codice Civile e del Codice Penale (così
varie occasioni, è dovuta intervenire la giuri- come interpretati dalla giurisprudenza), da una
sprudenza sia dei TAR e del Consiglio di Stato parte, e, dall’altra parte, la legislazione speciale,
che dei Tribunali ordinari per riaffermare in modo da allineare la nozione di “regola d’ar-
sostanzialmente che: “Gli artt. 1 della legge n. te” sul piano dei contenuti essenziale ed inde-
1083/71 e 7 della legge n. 46/90 stabiliscono il fettibili che devono essere riferiti sia alla sicu-
principio secondo cui gli impianti alimentati rezza che alla funzionalità dell’impianto a gas,
con gas combustibile per uso domestico ed i così come di qualsiasi altro impianto da “realiz-
materiali usati nella loro costruzione devono zare” all’interno degli edifici.
essere realizzati a regola d’arte.
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o p e n s p a c e

Nuove regole per il


trasporto e la distribuzione
di gas
Migliori soluzioni per il coordinamento degli aspetti legislativi, regolamentari e
normativi afferenti le reti di distribuzione

S
ulla Gazzetta Ufficiale n. 107 carattere legislativo, in ambito nazionale.
dell’8 maggio 2008 (S. O n. 115) È utile ricordare che tali regole tecniche
sono stati pubblicati due impor- discendono dal decreto legislativo 23 maggio
tanti decreti del Ministero dello 2000, n. 164 di attuazione della direttiva
Sviluppo Economico, di concer- 98/30/CE del Parlamento europeo e del
to con il Ministero dell’Interno: Consiglio del 22 giugno 1998 (recante norme
Decreto 16 aprile 2008 comuni per il mercato interno del gas natura-
“Regola tecnica per la progetta- le), che all’articolo 27 prevedeva che venisse-
di zione, costruzione, collaudo, esercizio e sor- ro emanate con decreto del Ministero dell’in-
veglianza delle opere e dei sistemi di distribu- dustria, del commercio e dell’artigianato, ora
Francesco Castorina zione e di linee dirette del gas naturale con Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) -
Segretario Generale del densità non superiore a 0,8” e Decreto 17 le regole tecniche sui requisiti minimi di pro-
Comitato Italiano Gas - CIG
aprile 2008 “Regola tecnica per la progetta- gettazione, costruzione ed esercizio delle
zione, costruzione, collaudo, esercizio e sor- opere e impianti di trasporto, di distribuzione,
veglianza delle opere e degli impianti di tra- di linee dirette, di stoccaggio di gas e degli
sporto di gas naturale con densità non supe- impianti di gas naturale liquefatto per la con-
riore a 0,8”. nessione del sistema del gas, nonché le regole
Ambedue i provvedimenti entrano in vigore tecniche sulle caratteristiche chimico-fisiche e
il centottantesimo giorno successivo alla sul contenuto di altre sostanze del gas da vet-
loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. toriare, al fine di garantire la possibilità di
I decreti pubblicati si vanno ad aggiungere al interconnessione e l’interoperabilità dei siste-
decreto sulle caratteristiche chimico-fisiche, mi, in modo obiettivo e non discriminatorio,
pubblicato in precedenza (Decreto anche nei confronti degli scambi trasfrontalie-
Ministeriale n. 65 del 19 febbraio 2007 pubbli- ri con altri Stati membri dell’Unione europea.
cato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 La preparazione delle regole tecniche ha rap-
marzo 2007). presentato un impegno gravoso e ha richiesto
Al completamento del quadro di settore, un lavoro indubbiamente lungo, difficile, che ha
manca ancora la regola tecnica relativa agli portato a prolungate consultazioni con quat-
impianti di GNL (gas naturale liquefatto), che tro diversi Ministeri ed un estenuante lavoro
pure ha già superato con successo la proce- “diplomatico” con i servizi della Commissione
dura europea sulle informazioni tecniche di Europea, attraverso diversi passaggi di tenore
cui alla direttiva 98/34 CE, ma che deve esple- tecnico, ma non solo, culminati nella presenta-
tare altri passaggi per le necessarie verifiche di zione alla procedura d’informazione tecnica di
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esercizio,
Più
progettazione collaudo
distribuzione
controllo
dei sistemi di
del g a s naturale
,
per la “ ed

cui alla direttiva 98/34 CE, esperita con suc- Parlamento europeo e del Consiglio 94/9/CE,
cesso per ambedue i documenti e con la sod- al decreto legislativo 12 giugno 2003, n. 233 di
disfazione di avere centrato i passaggi signifi- attuazione della direttiva del Parlamento
cativi delle due direttive gas1. europeo e del Consiglio 1999/92/CE del 16
La nuova impostazione delle regole tecniche è dicebre 1999, al decreto del Presidente della
stata mutuata dai principi del “nuovo approc- Repubblica 21 aprile 1993, n. 246 di attuazio-
cio” europeo. Infatti, in esse si fa un notevole ne della direttiva del Consiglio 89/106/CEE
ricorso alle norme di buona tecnica, elemento del 21 dicembre 1988 e relativi mandati”.
questo individuato come cardine per favorire il Stiamo pertanto parlando di materiali/prodot-
lavoro degli operatori ed evitare una rapida ti soggetti alle direttive ATEX 1 & 2 e alla
obsolescenza dei documenti. Molta cura inol- Direttiva Prodotti da Costruzione (CPD).
tre è stata prestata affinchè le regole tecniche E’ interessante notare come viene trattata la
favorissero al meglio gli aspetti di interopera- questione materiali ai successivi commi (3 e 4)
bilità. La speranza in questo preciso contesto dello stesso articolo . In pratica i materiali non
è che altri Paesi dell’Unione seguano la mede- compresi nel campo di applicazione delle sud-
sima strada, evitando impostazioni “protezio- dette direttive e che sono legalmente fabbricati
nistiche”, nei loro omologhi documenti e favo- e/o commercializzati in un altro Stato membro La nuova
rendo così la capacità di interrelazione . dell’Unione europea, in Turchia o in uno Stato impostazione
In questo intervento ci si occupa, essenzial- dell’EFTA2, parte contraente dell’accordo SEE3,
delle regole
mente, del Decreto 16 aprile 2008 “Regola sono considerati “presuntivamente” idonei.
tecnica per la progettazione, costruzione, col- Nel caso che i suddetti materiali non garantis- tecniche è
laudo, esercizio e sorveglianza delle opere e sero un livello di protezione equivalente a stata mutua-
dei sistemi di distribuzione e di linee dirette quello disposto dalla R.T.D., se ne può rifiuta- ta dai principi
del gas naturale con densità non superiore a re l’immissione in commercio o farli ritirare del “nuovo
0,8” d’ora in avanti nel testo, R.T.D. dal mercato dopo aver indicato per iscritto al
L’ Art. 1 . della R.T.D. ne definisce lo scopo e il fabbricante o al distributore (colui che com- approccio”
campo di applicazione specificando gli ambiti mercializza il prodotto) quali elementi delle europeo.
che sono quelli di garantire la sicurezza, ivi loro regole (o norme) tecniche nazionali
compresi gli aspetti di sicurezza antincendio, e impediscono la commercializzazione del pro-
la possibilità di interconnessione e l’interope- dotto in questione, e dimostrato, in base a
rabilità dei sistemi stessi. Tali disposizioni si tutti gli elementi scientifici pertinenti, a dispo-
applicano ai sistemi di distribuzione e linee sizione delle autorità competenti, per quali
dirette di nuova realizzazione, nonche’ a quel- motivi vincolanti di interesse generale le pre-
li esistenti all’atto di entrata in vigore del pre- scrizioni della R.T.D. devono essere imposte al
sente decreto solo nel caso di modifiche prodotto interessato e che non sono accetta-
sostanziali concernenti la potenzialità o il bili regole meno restrittive.
tracciato o la concezione degli impianti o Rispetto al passato, cambia l’approccio. In pas-
sistemi stessi. sato venivano considerati presuntivamente
All’ Art. 2., viene definita la “Clausola di reci- idonei i materiali che rispondevano a
proco riconoscimento”. Per arrivare alla defi- regole/norme tecniche nazionali (o dagli anni
nizione riportata nella R.T.D. è stato necessa- novanta in avanti a specifiche norme EN). Gli
rio un certosino lavoro con i funzionari della operatori economici che avessero voluto
Commissione Europea, spesso molto più commercializzare in Italia prodotti rispondenti
attenti agli aspetti legislativi di garanzia del a regole/norme tecniche riconosciute4 di Paesi
“libero mercato” che agli aspetti tecnici dei dell’Unione, avevano l’obbligo di dimostrare la
problemi, anche quando ad esserne interessa- “sicurezza equivalente”. Oggi, come noto visto,
w w w. a p c e . i t

ta è la sicurezza . sono ritenuti presuntivamente idonei anche i


In particolare, per quel che riguarda le appa- prodotti/materiali legalmente fabbricati e/o
recchiature utilizzate, esse devono essere commercializzati in un altro Stato membro
“conformi, anche al decreto del dell’Unione europea o in Turchia, o legalmente
Presidentedella Repubblica 23 marzo 1998, n. fabbricato in uno degli Stati dell’EFTA, parte
126 di attuazione della direttiva del contraente dell’accordo SEE.

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APCE GIUGNO 2008_2:APCE dicembre 09/09/08 12:48 Pagina 20

Con l’attuale esplicitazione, in pratica l’onere “Il distributore ha l’obbligo di rispettare le


della prova è stato invertito; in questo caso è norme tecniche, le specifiche tecniche, i rap-
l’Autorità competente, individuata nel MSE, porti tecnici e le linee guida di cui ai prece-
che notificando il provvedimento individuale denti commi 29.1 e 29.2, con particolare
di divieto ed indicando i mezzi di ricorso a riguardo alla compilazione dei rapporti previ-
disposizione dell’operatore economico inte- sti per ogni misura od intervento effettuati. Il
ressato, deve provare che lo specifico prodot- distributore è inoltre tenuto al rispetto di
to/materiale in questione, non garantisce un quanto previsto dal Decreto 16 aprile
livello di “protezione” equivalente” a quello 2008, pubblicato l’8 maggio 2008 sul
richiesto dalla R.T.D. Supplemento Ordinario n. 115 alla
l distributore L’allegato A della R.T.D. è la parte tecnica del Gazzetta Ufficiale n. 107, dei Ministeri dello
ha l’obbligo di documento; naturalmente le prescrizioni delle Sviluppo Economico e dell’Interno recante
rispettare le norme tecniche riportate nello stesso non si “Regola tecnica per la progettazione,
applicano per la progettazione, costruzione e costruzione, collaudo, esercizio e sorve-
norme tecni- collaudo delle attrezzature a pressione stan- glianza delle opere e dei sistemi di distri-
che, le specifi- dard ricadenti nel campo di applicazione del buzione e di linee dirette del gas naturale
che tecniche, i decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93 di con densità non superiore a 0,8”. “.
rapporti tecni- attuazione della direttiva 97/23/CE –PED Prescrizione quest’ultima come si può vedere
Un’altra interessante notazione può essere fatta opportunamente coordinata con l’intervento
ci e le linee
per l’Art. 3. “Procedure”, precisamente per le legislativo ma per una volta tanto, possiamo
guida. domande motivate di deroga secondo il procedi- dirlo, gli aspetti di puntuale coordinamento
mento di cui all’art. 6 del decreto del Presidente non si fermano qui ed ecco che anche la nor-
della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. mazione tecnica ha fatto la sua parte, produ-
Infatti per l’esame delle deroghe il Comitato cendo un documento che chi scrive non esita
tecnico regionale di prevenzione incendi, di cui a definire contestualmente prezioso ed impor-
all’art. 20 del decreto del Presidente della tante, la UNI CEN TS 15399 “Trasporto e
Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, viene ad esse- distribuzione del gas – Linee guida per sistemi
re integrato da un rappresentante rispettiva- di gestione per reti di distribuzione del gas”.
mente: del Ministero dello sviluppo econo- Si tratta di una Specifica Tecnica elaborata in
mico, del Ministero dell’ambiente e della tutela ambito del CEN TC 234 “Infrastrutture per il
del territorio e del mare, del Ministero delle Gas” e fa parte della serie di normative tecni-
infrastrutture, del Ministero per i trasporti e che funzionali, che vanno a coprire tutte le
l’aviazione civile e del Comitato Italiano Gas. componenti del sistema relativo alle infra-
La R.T.D. rappresenta un concreto passo in strutture per il gas, dall’immissione del gas
avanti verso una logica di evoluzione sistemica all’impianto di distribuzione, fino alla connes-
del settore della distribuzione del gas, sotto- sione di accesso alle apparecchiature alimen-
posto anche alla rigorosa regolazione tate a gas, per uso domestico, commerciale o
dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas industriale.
(AEEG). Proprio a questo proposito è bene La Specifica Tecnica nella quale vengono
riferire che alla data attuale è in pubblica con- descritte le fasi di progettazione, costruzione,
sultazione il documento DCO 19/08 del 17 collegamento, funzionamento, sorveglianza e
giugno 2008 “Orientamenti finali per la regola- dismissione di un impianto, con lo scopo di
zione della qualità dei servizi di distribuzione e avere una distribuzione del gas sicura e priva
misura del gas nel III° periodo di regolazione”, di rischi è stata redatta in conformità con la
che al punto 29.3 riporta quanto segue: Direttiva Europea 2003/55/CE del 26 Giugno
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20
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2003, riguardante le norme comuni per il mer- petenze” non devono essere confuse con la
cato interno di gas naturale, citata prima nel “qualifica”.
Le disposizioni
testo in relazione alla R.T.D.. Le disposizioni della Specifica Tecnica si appli-
La sua architettura strutturale è basata sui cano alle reti di distribuzione del gas, nuove e della Specifica
documenti normativi EN-ISO 9001 e 14001 esistenti, dal punto di delimitazione della sta- Tecnica si
(Sistemi di Gestione Ambientali) ed i conte- zione di fornitura presso le centrali della applicano alle
nuti tecnici sono stati estrapolati, essenzial- OIDG fino al punto di consegna presso i reti di distri-
mente, dalla EN 12007 “Impianti di fornitura clienti, che può essere individuato ad esempio
buzione del
di gas – Condutture con una pressione ope- nel bocchettone di una cisterna per lo stoc-
rativa massima fino a 16 bar compresi”. caggio di GPL o nel misuratore, normalmente gas, nuove e
Un altro importante documento preso a indicato dalla OIDG e che può essere defini- esistenti, dal
riferimento, è : “Schema di riferimento rela- to nelle norme e regole tecniche nazionali. punto di deli-
tivo al Sistema di Gestione per l’Integrità Dando uno sguardo agli obiettivi della mitazione
delle Condutture” redatto dal Gruppo di Specifica Tecnica, vediamo che essi si concen-
Studio SG4.2 di IGU/WOC4, così come trano nei seguenti assunti: della stazione
sono state consultate alcune parti delle 1 - Offrire indicazioni riguardo ai requisiti di fornitura
Procedure Interne delle Società di distribu- minimi che è necessario accludere in un presso le cen-
zione. sistema di gestione per quanto riguarda la trali della
La Specifica Tecnica rappresenta un idoneo sicurezza, l’assenza di rischi e le attività
OIDG fino al
mezzo di supporto per un’Organizzazione tecniche (progettazione, costruzione, col-
dedita agli Impianti di Distribuzione del laudo e collegamento/scollegamento, fun- punto di con-
Gas (OIDG) nell’implementazione di un zionamento e manutenzione). segna presso
sistema di gestione, (sono utilizzabili ad esem- 2 - Dimostrare che le competenze richieste i clienti.
pio, per la procedura di certificazione ISO) per le attività citate nel punto 1) risulta-
che necessita di essere convertita nei proces- no concretamente rispecchiate nelle
si specializzati ma può anche essere utilizzata prassi in atto presso le centrali/stabili-
in caso di valutazione da parte di terzi. menti degli impianti di distribuzione del
Il suo utilizzo è mirato, principalmente, a tutte gas (ad esempio, per le attività di distribu-
le operazioni ed ai processi tecnici espletati zione: odorizzazione, servizio di emer-
da una OIDG, comprese le attività date in genza, protezione catodica, sorveglianza
appalto all’esterno. sulle perdite, attività di manutenzione su
Le disposizioni in essa contenute, si inquadra- impianti di riduzione della pressione, rete
no in uno schema organizzativo generale in principale e linee di servizio).
cui vengono poste in rilievo: Abbiamo cercato di rappresentare in questo
• la sicurezza; articolo la direttrice tecnica lungo la quale il
• l’assenza di rischi; settore gas si sta muovendo, un percorso cer-
• l’affidabilità; tamente non semplice che continuerà a
• l’efficienza costare sforzi e richiedere investimenti ma
nell’attività di distribuzione del gas. abbiamo anche cercato di rappresentare
La Specifica Tecnica, introduce anche un ele- come lo stesso settore sia capace di darsi
mento di forte novità, occupandosi anche regole efficaci in tutti i contesti e le situazio-
della questione delle competenze richieste al ni, godendo ancora di una capacità tecnica
personale tecnico implicato nella attività di per tanti versi insuperata e riconosciuta a
distribuzione del gas, chiarendo che le “com- livello internazionale.
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1
Direttiva 98/30 CE e 2003/55 CE
2
Associazione europea di libero scambio (EFTA) (dall'acronimo inglese European Free Trade
Association
3
Spazio Ecomonico Europeo (SEE)
4
N.d.A. Con preciso riferimento alle norme tecniche : “Di Organismi riconosciuti compresi nell’e-
lenco di cui agli allegati I e II della Direttiva 98/34 CE”.

21
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Prodotti e Tecnologie per l’Ambiente

TRE APPARECCHIATURE “TAG-RFID” PER L'IDENTIFICAZIONE ELETTRONICA

Massima sicurezza e lettura senza interferenze

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sufficiente avvicinare il transponder il quale, attivato da una radiofrequenza, risponde trasmettendo i dati
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all'aperto. Resiste inoltre ad alte e basse temperature, allo sporco e ad agenti chimici aggressivi. Il micro
componente elettronico inserito nel un supporto plastico, garantisce un solo ed unico codice di

FT-Pass - Sistema di identificazione e controllo degli accessi.


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barre, banda magnetica, smart card, ecc. E' sufficiente avvicinare la
tessera al lettore. Può essere usato anche in rete con più lettori, situati
in luoghi diversi. L'aggiornamento dei codici TAG abilitati avviene con
un software dedicato mediante l'invio da P.C. del nuovo file
all'indirizzo del lettore. Trova applicazione nel controllo degli accessi
nei Centri Elaborazione Dati, Laboratori scientifici, zone
riservate, Uffici tecnici, ecc. Si possono memorizzare fino a 1024
codici TAG.

FT-Reader - E' un lettore portatile autoalimentato che utilizza il


sistema di identificazione elettronica senza contatto. I dati inseriti
dagli operatori (6 caratteri alfanumerici) vengono scaricati nel P.C.
con il software in dotazione; il programma abbinerà al codice TAG le
descrizioni precedentemente inserite, quali il tipo di prodotto, il
nominativo di una persona, una centralina, ecc. - I dati, salvati sotto
forma di file ASCII, sono elaborabili da qualsiasi programma di
videoscrittura o foglio elettronico. Questo lettore ha un ampio display
LCD retroilluminato che visualizza sia i dati inseriti manualmente che
quelli dia presenti come database. Ha una memoria di registrazione
di 3000 codici TAG. Le applicazioni sono molteplici: tracciabilità,
classificazione campioni di analisi, inventario di magazzino,
gestione rifiuti, vigilanze, ecc.,

FT-Reader-RFID E' una apparecchiatura compatta da tavolo


che può essere alimentata sia a 12 V che a batterie. E'
particolarmente indicata per il controllo e gestione del personale
nei cantieri, nei passaggi dei vigilantes, organizzazione
congressi, ecc. I dati che vengono memorizzati sono: ora di
entrata e uscita completi delle loro CAUSALI e codice TAG
Nell'ampio display retroilluminato, avvicinando la tessera TAG, viene
visualizzato il nome dell'operatore il quale potrà scegliere la causale
per cui entra o esce. I dati memorizzati ( fino a 20.000 transazioni)
vengono scaricati e salvati periodicamente nel P.C. come file ASCII.
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Studio dell’influenza della CA sui fenomeni


di corrosione e di protezione catodica

I
l giorno 08 Luglio 2008, presso il il gruppo di lavoro è disponibile a eseguire l’in-
Dipartimento di Chimica, stallazione dei provini solo se la disponibilità e Politecnico
Materiali e Ingegneria Chimica “G. la messa in opera potrà essere eseguita entro di Milano
Natta” del Politecnico di Milano, la fine di ottobre 2008.
presenti il gruppo di lavoro prof. L. L’ing. Ormellese, nel seguito, ha illustrato i Dipartimento
Lazzari e P. Pedeferri, l’ing. M. principali risultati ottenuti delle prove di labo- Chimica,
Ormellese ed i ricercatori, MV. ratorio per la “definizione dei parametri criti- Materiali e
Diamanti,V. Bueno,A. Brenna e le società spon- ci e criteri di corrosione e protezione in pre- Ingegneria
sor del progetto di ricerca, l’APCE, l’Italgas, senza di interferenza da corrente alternata”. Chimica
Rete Ferroviaria Italiana, la Snam Rete Gas e Le prove illustrate hanno riguardato: “Giulio Natta”
Sirti, si è tenuta la quinta riunione d’avanza- • l’acciaio al carbonio in corrosione libe-
mento del progetto di ricerca (nei numeri pre- ra con interferenza da corrente alter-
cedenti di “APCE notizie sono riferite le altre nata;
riunioni). • la protezione catodica con interferen-
In apertura di riunione il prof. Lazzari ha espo- za da corrente alternata;
sto le fasi e i tempi della ricerca dando rilievo • l’interferenza anodica da corrente con-
che lo studio iniziato nel giugno 2006 è stato tinua e da corrente alternata su acciaio
completato in due anni e che nel mese di set- al carbonio.
tembre gli sponsor riceveranno una prima Le prove in corrosione libera hanno dimostra-
bozza del documento finale della ricerca. to che, per valori di corrente alternata mag-
Rispetto alla programmazione, solo le prove di giori di 100 A/m2, l’aumento della velocità di
campo non sono state ancora eseguite a causa corrosione a pari a 2-5 volte, mentre per den-
di rinvii nella disponibilità di mettere a disposi- sità di corrente alternata inferiori a 30 A/m2 la
zione un’area di prova per valutare i fenomeni velocità di corrosione è sotto la soglia consi-
di corrosione indotti da interferenza da cor- derata (100 mm/anno massima tollerabile). Per
rente alternata in regime permanente. densità di corrente alternata comprese tra 30-
Il prof. Lazzari, ha comunque sottolineato che 100 A/m2 si ha un intervallo di incertezza.
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23
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I risultati ottenuti dalle prove di protezione dotta in protezione catodica sono molto simi-
catodica consentono di affermare che i para- li al comportamento di un materiale passivo.
metri che devono essere considerati sono la Per effetto della reazione catodica all’interfac-
densità della corrente alternata interferente, la cia condotta-terreno si crea un pH alcalino
densità della corrente di protezione ed il maggiore di 10-11, e in queste condizioni l’ac-
potenziale vero dell’acciaio. ciaio si passiva e si comporta come le armatu-
Dai dati delle prove sperimentali è possibile re nel calcestruzzo o gli acciai inossidabili in
dire che il criterio del potenziale di protezio- acqua dolce.
ne di -0.85 V, riferito all’elettrodo Cu-CuSO4 Le prove sono state eseguite:
saturo, non sempre è valido in presenza di cor- - sull’acciaio al carbonio in soluzione alcalina
rente alternata. In particolare, in presenza di con e senza cloruri;
corrente alternata si raggiungono le condizio- - sull’acciaio al carbonio in calcestruzzo con e
ni di protezione se: senza cloruri;
• il potenziale vero è compreso nell’in- - sull’acciaio inossidabile in soluzione neutra
tervallo -1,0/-1,15 V, riferito all’elettro- con aggiunta di cloruri.
do Cu-CuSO4 saturo; Tutte le prove hanno dimostrato che la cor-
• non si hanno condizioni di sovraprote- rente alternata induce un abbassamento del
zione, vale a dire la densità di corrente tenore critico di cloruri per l’innesco della
di protezione è minore di 10 A/m2; corrosione localizzata sui materiali passivi.
• il rapporto i / i è minore di 20. Questo risultato potrebbe confermare la tesi
CA DC
secondo cui la corrente alternata indebolisce il
In condizioni di valori di potenziali molto film di passività. In particolare, le prove in solu-
negativi, anche una densità di corrente alterna- zione alcalina mostrano che il tenore critico
ta di 10 A/m2 è sufficiente a portare a condi- per l’acciaio al carbonio è praticamente
zioni di corrosione nonostante la presenza di dimezzato per valore di corrente alternata
una corrente catodica di protezione. maggiore anche a soli 10 A/m2. Più rilevante è
I risultati ottenuti dalle prove di interferenza l’effetto sull’acciaio inossidabile AISI 304, poi-
anodica da corrente continua e da corrente chè il tenore critico si riduce a 10 ppm se il
alternata hanno dimostrato che la presenza di valore della corrente alternata è maggiore di
corrente alternata aumenta del 20-30 % l’ef- 30 A/m2. In assenza di corrente alternata, il
fetto di una corrosione indotta da interferen- tenore critico è di circa 100 ppm.
za anodica del valore di 1 A/m2. Attualmente sono in corso prove su AISI 316,
Per valori di interferenza anodica maggiori, Sanicro 28, Incoloy 825 e SAF 2507.
l’effetto della corrente alternata risulta trascu-
rabile.
Prove su calcestruzzo
Questi criteri, una volta condivisi dagli spon-
sor, saranno proposti da APCE al GL 3 I risultati delle prove condotte su acciaio al
(Protezione catodica di strutture metalliche carbonio in calcestruzzo con e senza cloruri
interrate e immerse) della Commissione U68 mostrano il possibile effetto di acidificazione
dell’UNI e sarà proposto il prof. Lazzari come del calcestruzzo a seguito dell’interferenza da
rappresentante italiano presso il WG 1 del corrente alternata con valori di densità di
TC219 per illustrare i suddetti parameri di corrente di 500 A/m2. Tale fenomeno sarà
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progettazione della protezione catodica in investigato.


presenza di interferenza da corrente alternata. Evidenti attacchi di corrosione sono stati
riscontrati solo sulle armature contenute nel
calcestruzzo interferito con una corrente
Prove su materiali attivo-passivi
alternata di 500 A/m2, sia in assenza sia in pre-
Questa tipologia di prove è stata eseguita, poi- senza di cloruri.
ché le condizioni che si instaurano su una con-

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Pubbliredazionale

C a s e
History

L
a Tecnosystem è una società nata nel 1988 per zienda nazionale di tra-
offrire servizi gestionali di controllo dei siste- porto gas, decide di iniziare
mi di protezione catodica: essa si è contraddi- a dotare le proprie reti di un
stinta, nel tempo, per una particolare vocazio- servizio di monitoraggio remoto,
ne all’automazione dei controlli gestionali, fina- ed ancora una volta è il CCOL ad
lizzati alla riduzione del lavoro manuale ripetitivo ed all’effi- essere prescelto. Altri operatori
cienza del processo. internazionali in Olanda, Arabia,
Nel 1999 nasce il servizio CCOL che concretizza l’idea di tele- Marocco, Brasile Irlanda, Spagna e
sorvegliare i sistemi di protezione catodica tramite la fornitu- Libia stanno attualmente valutando
ra di un servizio completo al cliente finale che, a fronte di un e utilizzando il servizio.
corrispettivo mensile, si trova a disposizione su piattaforma A testimonianza della crescita
internet un dato di campo direttamente intelleggibile ed inte- dell’azienda sono iniziati, a marzo
grato in una completa piattaforma gestionale sull’intero pro- 2008, i lavori di ristrutturazione ed
cesso della catodica, costantemente aggiornata alle più recen- ampliamento della sede di San
ti normative di settore. Genesio ed Uniti, per portare al
Fin da subito l’idea trova ampio riscontro in Italia, soprattutto raddoppio della superficie, edifican-
nelle aziende di distribuzione gas, in un particolare momento do un secondo piano; al nuovo
congiunturale, che le vede impegnate in una continua trasfor- piano superiore sono trasferiti gli
mazione ed adeguamento alle nuove regole imposte dal muta- uffici direzionali, e la Centrale
to scenario normativo in atto. Operativa, riposizionata in un
Nel volgere di qualche tempo il CCOL si afferma come una nuovo spazio di grandi dimensioni
piccola rivoluzione tecnologica, ma soprattutto concettuale ed ampliata per permettere la
con l’introduzione della nuova filosofia del servizio tutto inclu- gestione di sino a 100.000 periferi-
so. che in nazioni diverse, con nuove
In questi ultimi anni la nostra società, spinta dal crescente inte- tecnologie di trasmissione dati
resse dimostrato da operatori esteri in occasione di momenti (GPRS, UMTS, satellitare), per la
d’incontro internazionali, decide di affrontare il mercato este- gestione non solo del servizio
ro portando oltre confine un’idea innovativa con tecnologia CCOL ma anche degli altri servizi
tutta italiana: risale allo scorso 2007 l’aggiudicazione della gara erogati da Tecnosystem (PPOL per
europea con GRT Gaz che ha visto Tecnosystem unico forni- la misura della pressione, RROL
tore per la rete di trasporto per l’intero territorio francese. per la telelettura di contatori di gas
Il 2008 comincia con altri importanti traguardi: anche ENEL di grandi utenti e LLOL per il
RETE GAS indice una gara per la gestione del telecontrollo monitoraggio del livello di liquidi).
della protezione catodica sulla rete di distribuzione nazionale, E’ previsto l’allestimento di una
gara che Tecnosystem si aggiudica, e che rappresenta un ulte- nuova sala formazione dotata di 16
riore passo in avanti nel consolidare il CCOL come uno tra i postazioni tecniche multimediali e
gestionali più completi di protezione catodica presenti sul dispositivi per corsi on line con
mercato; successivamente, in Polonia, anche Gaz System, l’a- sistemi interattivi, mentre al piano
inferiore rimarranno collocati il
reparto produzione, la logistica e
l’R & D: si prevede il completa-
mento dei lavori entro la fine del
2008.
Ai nostri clienti, abituali utilizzatori
Via Vigentina, 2
del CCOL, va il nostro ringrazia-
27010 San Genesio ed Uniti (PV) mento per il risultato ottenuto
Tel. 0039 0382 580289 poiché è anche grazie ai loro sug-
Fax. 0039 0382 580622 gerimenti ed all’esperienza fornita
www.tecnosistemgroup.com che Tecnosystem è cresciuta e si è
info@tecnosystemgroup.com affermata in questi anni.
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E I DR
ION

OT
Z
OC I A

E C N I CA
ASS
IT
ALIANA

ASSOCIAZIONE IDROTECNICA ITALIANA

Simposio

NUOVE METODOLOGIE
NELLA GESTIONEDELLE RISORSE IDRICHE
Perugia,11 settembre 2008

Come è ormai tradizione l’Associazione Idrotecnica Italiana terrà un Simposio nel corso del
Convegno biennale di Idraulica, che, nella sua trentunesima edizione, avrà luogo quest’anno a
Perugia dall’8 al 12 settembre. La manifestazione è inserita nel programma generale del Convegno
per il pomeriggio di giovedì 11 settembre, con inizio alle ore 15.00. Il Simposio avrà come tema:
“Nuove metodologie nella gestione delle risorse idriche”.
F

Segreteria Organizzativa: Associazione Idrotecnica Italiana


Via di Santa Costanza, 7 - 00198 ROMA - Tel. 06 8845064 - Fax 06 8552974
info@idrotecnicaitaliana.it - www.idrotecnicaitaliana.it S
S
s
APCE NOTIZIE Periodico trimestrale (GEA), Umberto Lebruto (RFI), Georgios Via del Commercio, 11 - 00154 Roma s
Direttore responsabile: Chlaputakis (Enel Rete Gas), Massimo Tel. 06 57397466 M
Gino Magnoni (ITALGAS) Rasserelli (NAOLETANAGAS), Marco Galletti
Comitato di redazione: (SNAM RETE GAS), Paolo Del Gaudio (IRIDE), Consulenza editoriale ed impaginazione:
Davide Gentile (UCEMI), Sergio Cavalieri Ezio Coppi (Esperto) Massimiliano Medei - Santa Marinella (RM) D
(UCERM), Pietro Pedeferri (CFA) Redazione: UCE Roma - Sergio Cavalieri, m.medei@gimax.eu F
Comitato editoriale: c/o ITALGAS Area Roma
Andrea Rovelli (SNAM RETE GAS), Alvaro Via del Commercio, 11 - 00154 Roma Stampa: GIMAX
N
Fumi (RFI), Raul Pieroni (TELECOM ITALIA), Tel. 06 57396337 - Fax 06 57396338 Santa Marinella (RM) - Via Valdambrini, 22 te
Sergio Benedetto (ITALGAS), Massimo Tiberi Promozione e sviluppo: APCE Tel. 0766 511644 - info@gimax.eu p

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APCE GIUGNO 2008_2:APCE dicembre 09/09/08 12:48 Pagina 27

ECONORMA S.a.s.

DATA LOGGER
serie FT-100/MV
MODELLI DISPONIBILI
FT-100/MV range: -5,00 / +5,00 Volt
Risoluzione 0,01 Precisone +/-0,01 Volt
FT-100/MV-H range: -10,00 / +10,00 Volt
Risoluzione 0,01 Precisione +/-0,02 Volt
Partenza ritardata - Memorizzazione 131.000 letture
Valore medio di n. 100 letture in un secondo
Alimentazione con batteria al Litio sostituibile

FT-Graph-2

Software di elaborazione grafica con selezione dei dati.


Si possono graficare e stampare tutti i file relativi alle letture del data logger
serie FT-100/MV (fino a 131.000) o qualsiasi file ASCII proveniente da altro
strumento. Possibilità di scegliere fra i seguenti modelli matematici:
Media - Mediana - Scarto quadratico - Gaussiana
Due ulteriori importanti possibilità del software sono la funzione “ DURATA TOTALE DEI
FUORI SOGLIA” ed quella relativa al “ INDICE DI VARIABILITA’ (Bassa, Media, Alta).
Nella parte inferioredel report è riportata la sommatoria del tempo complessivo per “intervalli di
tempo” selezionabili. Si può inoltre selezionare e stampare il report per "Cronologia", "Ordinato
per durata" oppure "Ordinato per tipologia", dopo aver scelto per minima o massima.

ECONORMA S.a.s. - 31020 SAN VENDEMIANO - TV - Via Olivera 52


Tel. 0438.409049 Fax 0438.409036
info@econorma.com www.econorma.com
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