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Biomateriali

Proprietà meccaniche

ING. DENNY COFFETTI


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO
DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA
E SCIENZE APPLICATE

MAIL: DENNY.COFFETTI@UNIBG.IT
Elementi metallici (Fe,Cu,Al,Ni…)

Classificazione dei • Prodotti da minerale


• (Reperibili in natura solo Au,

materiali
Hg,Ag)
• Conducono bene il calore e
l’elettricità.
• Non sono trasparenti e hanno
aspetto lucente
• Buona resistenza ai carichi
applicati.
• Possono essere deformati
mediante processi meccanici
(es.laminazione)

Neoceramici, terrecotte, vetri,


Ceramici Metallici Plastiche, gomme
pietre naturali, cementi… Costituiti da grandi molecole di
Elementi metallici e non metallici solito a base di composti
(ossidi, carburi, nitruri, silicati…) organici (C,H e altri elementi
• Prodotti da minerale o per non metallici)
sintesi Polimerici • Prodotti per sintesi o per
• Reperibili in natura elaborazione di sostanze
• Solitamente non conducono il naturali
calore e l’elettricità. • Reperibili in natura (fibre
• Alta resistenza ai carichi Compositi naturali,gomme, legno)
applicati (anche ad alta • Solitamente non conducono il
temperatura). calore e l’elettricità.
• Poco resistenti agli urti • Leggeri e molto flessibili
Materiali compositi
Compositi a
matrice metallica
Cemento armato

Calcestruzzo

Murature Ceramici Metallici

Polimerici
Vetroresine

Compositi
Fibra di carbonio
Compensato
Cemento

Costo dei

maggior impiego
Cemento armato
Ghisa

Materiali di
Acciaio laminato a caldo
Acciaio basso legato
Legno principali
materiali
PVC
HDPE
PP
Gomma naturale
Vetro metallici
Poliesteri (dati 1994)
Epossidiche
Ottone
Alluminio
Rame
Acciai inossidabili
GFRP
Acciai da utensile
Allumina
PMMA
Policarbonato
Nylon
Mg
SiC
poliammidi
Ni
Ti
CFRP
Argento
Oro

0,01 0,1 1 10 100 1000 10000


Costo($/kg)
Proprietà dei materiali
Legame
•Prorietà meccaniche
carichi applicati
•Proprietà fisiche
temperatura, campi elettrici
•Proprietà chimiche
corrosione

Proprietà

Struttura Microstruttura
Proprietà meccaniche

 Capacità del materiale di resistere alle


azioni provocate da forze esterne che
tendono a deformarlo.
 Le proprietà meccaniche sono esclusive
dei solidi; lo stato solido è l’unico in grado
di reagire alle forze esterne grazie ai
legami tra i vari atomi e/o molecole
 Tanto maggiori sono le forze di legame in
gioco, più elevate saranno le proprietà
meccaniche
Proprietà meccaniche

 Resistenza Capacità di resistere ai carichi

 Elasticità
Capacità di riprendera forma dopo la
rimozione della sollecitazione
Capacità di modificare la forma in
 Plasticità modo permanente senza rompersi
Capacità di mantenere la forma in
 Rigidità presenza di sollecitazione
Tendenza a rompersi in frantumi a seguito
 Fragilità di un urto (inverso della tenacità)
Resistenza all’azione superficiale di un altro
 Resistenza all’usura corpo in contatto, in movimento relativo
Resistenza alla scalfitura o alla
 Durezza penetrazione
Resistenza all’azione di una
 Resistenza a fatica sollecitazione ciclica
Tipologie di sollecitazione

trazione compressione taglio

flessione torsione
Sollecitazioni complesse

Torsione Flessione
Effetto di un carico di
trazione/compressione
F
F

F
F
trazione compressione
Sollecitazione e materiale
Lampadario da soffitto…
Sollecitazione e materiale
Trampolino da piscina…
Sollecitazione e materiale
Sedie…
Sollecitazione e materiale
Paiolo per polenta…
Sollecitazione e materiale
Alettone anteriore di una formula 1…
Prove meccaniche
(trazione)

L
estensometro
Azioni interne
(definizione di sforzo)

F
Azioni interne
(definizione di sforzo)

F F  S
F  [F ] 
σ    2 
S  [ L] 

Unità di misura dello sforzo: [MPa]


1 [MPa] =1 [N/mm2] ≈ 0.1 [kg/mm2]
Definizione di deformazione
F
L/2

L/2 l
l/2 F l/2
l Le deformazioni sono grandezze adimensionali
Comportamento a
compressione

Le deformazioni sono definite in F


modo analogo al caso di trazione
compressione
Effetto di un carico di taglio

F
l

Sforzo
l

Deformazione

l
F   tg ( )  
l
Legame costitutivo
Il comportamento del materiale di cui è
costituito il corpo, cioè come questo si
deforma per azione di forze applicate, è
descritto da relazioni costitutive:
legame tra i parametri che descrivono lo
stato di sollecitazione e di deformazione
del corpo

 e
funzioni di risposta
((e) oppure ee())
Deformazione elastica

IPOTESI: comportamento del materiale isotropo


Il materiale reagisce nelle diverse direzioni in
modo simile (la relazione tra  e e è la stessa)

Es.: isotropi -> acciaio, calcestruzzo


anisotropi -> legno, roccia
Moduli di elasticità

 Relazioni che legano sforzo e


deformazione in campo elastico
 Dette anche costanti elastiche
 Tipiche del materiale (e quindi dei
legami coinvolti)
 Dipendono dalla temperatura
Modulo di elasticità a trazione
o modulo di Young
 definizione di E: costante di
proporzionalità tra sforzo e deformazione
in campo lineare elastico

Relazione sforzo deformazione lineare


elastica
=E·e
Moduli di elasticità
  E e n

et
e t  n  e n
en E = modulo di Young o modulo
di elasticità longitudinale
n = modulo di Poisson
o coefficiente di
contrazione trasversale

Per i materiali isotropi


la deformazione
elastica NON avviene
a volume costante

Modulo di Poisson
e t  v  e n
Moduli di elasticità
t


t  G 

t
G = modulo di elasticità tangenziale

I moduli di elasticità sono legati tra loro

E = 2G (1+n)
Deformazione plastica

Deformazione elastica: è reversibile


Se rimuovo la sollecitazione torno alle dimensioni
iniziali
Il legame costitutivo descritto da  = E e (lineare) è
valido solo fino ad un determinato valore di sforzo,
dopo il quale il materiale si rompe se è fragile o
subentra una deformazione di tipo plastico,
irreversibile se il materiale è duttile
Deformazione elastica e
plastica
 def. plastica NON
lineare

=E e lineare (piccole


deformazioni)

 Il legame lineare s-e vale solo fino ad un certo valore di


sforzo, per cui si ha (nei materiali duttili) inizio delle
deformazioni plastiche
Deformazione elastica e
plastica
stato iniziale carico rimozione del
carico
=

Deformazione
elastica:
rimuovendo il
carico si torna alle
condizioni iniziali

Deformazione
plastica:
rimuovendo il
carico NON si
torna alle
condizioni iniziali
Materiali fragili e duttili

Alla luce dei diversi tipi di deformazione ora


descritti, quando posso ritenere un materiale
fragile e quando duttile?
Materiali fragili
incapacità di deformarsi sotto carico, giungendo così ad
improvvisa rottura

vetro, ceramici, lapidei…


Quasi tutta la deformazione che subiscono prima di
rompersi è di tipo elastico
Materiali duttili
capacità di un materiale di deformarsi plasticamente sotto
carico prima di giungere a rottura

metalli (ferro, alluminio, zinco…)


Prima di rompersi subiscono sia deformazione di tipo
elastico che plastico
Fragile

Duttile

Morfologia di rottura
Frattura fragile
Innesco

Rottura fragile a partire


da un difetto superficiale
Frattura duttile
Frattura dei materiali

Clivaggio Frattura duttile

Quasi clivaggio
Principali grandezze
meccaniche (definizione)
 Moduli di elasticità (a trazione, a taglio)
 Carico di snervamento (solo per materiali che
possono deformarsi plasticamente)
 Carico di rottura
 Durezza
 Tenacità
 Resistenza a fatica
Carico di snervamento
 La sollecitazione per la quale il materiale inizia a deformarsi
plasticamente prende il nome di LIMITE ELASTICO e non può
essere determinata sperimentalmente
 La grandezza sperimentale che indica il valore di sforzo per il
quale il materiale inizia a subire deformazione plastica è il carico
di snervamento
 Carico di snervamento: è il carico unitario (sforzo) che lascia sul
provino una deformazione permanente (plastica, residua)
prefissata
 In genere si utilizza un valore sufficientemente piccolo da essere
trascurabile in esercizio, ma sufficientemente grande da essere
misurabile con precisione
 Caso più generale 0.2% (Rs0.2 o Rp0.2)
Carico di rottura

 Sforzo massimo che il materiale può sopportare


senza rompersi
 Carico di snervamento e di rottura dipendono dal
materiale, dalla temperatura, dalla sua
microstruttura, dai trattamenti subiti (termici,
termomeccanici)
Duttilità
 Misura della deformazione plastica che il materiale può
subire senza rompersi
 parametri di misura della duttilità ricavabili dalla prova di
trazione:
 allungamento totale a rottura

strizione percentuale

 l f  l0 
A%    100
 l0 

 A0  A f 
Z %    100
 A0 
Durezza

 misura della resistenza offerta da un materiale alla


deformazione plastica (ovvero a un penetratore)
 Ne esistono di diversi tipi a seconda del materiale
 Unica prova meccanica non distruttiva in grado
di stimare la resistenza meccanica del materiale
 Dipendono inoltre dalla durezza: la resistenza
all’abrasione e all’usura, la capacità di taglio, et.
Tenacità
 Capacità di un materiale di assorbire energia fino al
raggiungimento della rottura

 Energia assorbita da un materiale:


 deformazione elastica
 deformazione plastica
 creazione di nuove superfici
(frattura)
 altro… (energia cinetica, attrito,
emissione acustica…)
Fatica
 La fatica è un tipo di rottura che avviene in
strutture sottoposte a sforzi variabili nel tempo
 in queste circostanze è possibile che la rottura
avvenga a livelli di carico considerevolmente
inferiori ai carichi statici di trazione o snervamento
in condizioni statiche
 la rottura per fatica è catastrofica perché
avviene improvvisamente senza alcun preavviso
 le rotture per fatica avvengono in modo simile a
quello fragile anche in materiali a
comportamento normalmente duttile
 La fatica esiste per tutti i materiali, ma il
comportamento a fatica dipende dal materiale
(es. acciaio e alluminio)
Altre proprietà

 Elettriche
 Termiche
 Ottiche
 Acustiche
 …
Resistenza al degrado

Ogni
classe di
material
e ha i
suoi
problemi
!