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Analisi economica

(analisi costi-benefici)
Valutazione economica dei piani e dei progetti
Premesse
• Questo tipo di analisi si focalizza sulle
modificazioni del benessere collettivo (benefici
sociali) a seguito di un progetto.
• Un progetto è quindi valutato sulla base del
suo possibile contributo al benessere sociale.
• L’ipotesi di base è quella paretiana: si possono
portare vantaggi ad alcuni soggetti senza
danneggiare altri.

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• Dunque, il progetto sarà vantaggioso se coloro
che ricevono benefici da esso possono
compensare coloro che ne sono danneggiati.
• La valutazione delle alternative è fondata sulla
possibilità di misurare gli effetti differenziali
delle alternative sul benessere degli individui
che formano la collettività.
• Iniziative a favore della collettività possono
essere messe in campo da
• soggetti privati
• soggetti «pubblici»

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• Le amministrazioni pubbliche possono disporre delle
risorse economiche e degli strumenti di controllo per
realizzare investimenti a beneficio della collettività.
• A questo fine esse utilizzano parte delle risorse dei
cittadini e delle imprese.
• Le risorse sono raccolte attraverso:
• imposte
• debito pubblico
• tariffazione.
• In estrema sintesi, si può osservare che tali risorse, cui
cittadini e imprese oggi rinunciano, sono spesso
impiegate per generare, attraverso le iniziative
progettuali, benefici futuri.

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• Un’iniziativa può essere giudicata
potenzialmente vantaggiosa per la collettività
se i suoi benefici sociali eccedono i suoi costi,
espressi come costi opportunità.
• Elementi determinanti:
• benefici sociali
• costi sociali (costo opportunità)
• tasso di sconto sociale.

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• Ricordiamo gli effetti messi in luce dall’ACR:
• costi di investimento
• costi di gestione
• ricavi di gestione.
• Questi effetti «diretti» di un progetto sono
considerati anche nell’analisi costi-benefici
(ACB).

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• Tuttavia essi dovranno essere valorizzati in
modo da riflettere il costo opportunità sociale
dei beni e servizi coinvolti.
• I costi opportunità delle risorse assorbite
misurano i benefici perduti che le risorse
impiegate nel progetto avrebbero originato se
impiegate nel migliore progetto alternativo.
• Accanto agli elementi visti, l’ACB prende in
considerazione effetti indiretti del progetto ed
effetti per cui non esiste un mercato.

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• L’ACB è basata su teorie economiche
articolate che ne delineano la struttura e le
modalità di valorizzazione.
• Richiede inoltre studi multi-disciplinari per
identificare e quantificare i diversi tipi di effetti
che ricadono sulla collettività.
• Fondamentale, nella pratica, è l’affidabilità dei
dati utilizzati che dipende dalla robustezza
degli studi di supporto.

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• Nella presentazione dello sviluppo dell’ACB,
seguiremo quanto proposto in sede UE in
diversi documenti; in particolare:
• Sartori D. et al., Guide to the cost-benefit analysis
of investment projects. Economic appraisal tool for
cohesion policy 2014-2020, Brussels, 2014
• Maffii S. et al., TRACECA appraisal manual:
guidelines for pre-feasibility of transport projects,
TRACECA-IDEA, Milan, 2008

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Struttura generale

• I flussi di cassa determinati nell’ACR devono


essere modificati e integrati sulla base della
prospettiva pubblica.
• L’ACB prevede alcuni passi:
• determinazione dell’alternativa di progetto (o più
alternative) e dell’alternativa «base»;
• definizione dell’orizzonte di analisi
• identificazione degli effetti e quantificazione
• determinazione del tasso di sconto sociale
• analisi dell’incertezza.

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Alternative progettuali

• Ogni alternativa deve essere definita in modo


da determinarne gli effetti.
• L’alternativa «base» è utilizzata per valutare la
variazione in termini di costi e benefici sociali.
• Come già osservato, si tratta di un’alternativa
«do-minimum».
• Esempio:
nel caso di un progetto stradale, l’alternativa base
considererà lo sviluppo della domanda e dell’offerta di
spostamento che si manifesterebbe in assenza del
progetto.

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Orizzonte d’analisi

• L’orizzonte dovrebbe estendersi fino a


comprendere gli effetti di medio-lungo periodo
dell’opera realizzata.
• Tuttavia, al crescere dell’orizzonte cresce
anche l’incertezza delle previsioni.
• L’UE e la Banca Mondiale indicano come limiti
temporali per le infrastrutture 25-40 anni,
anche se la vita tecnica delle opere potrebbe
essere maggiore.

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Indicatori utilizzati nell’ACB

• Per la valutazione economico-sociale si


possono adottare gli stessi indicatori dell’ACR:
• VAN economico-sociale
• SRI economico-sociale
• Gli input per il calcolo saranno adattati ai
principi del benessere collettivo.

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• È però possibile utilizzare altri indicatori che
esprimono il concetto di «rapporto B/C»:
• rapporto aggregato (o di Eckestein)
• rapporto netto (o semplice)
• rapporto di Lorie-Savage.
• I metodi portano allo stesso risultato in termini
di appetibilità economico-sociale.
• Sono basati sul confronto, a partire dallo
sviluppo dei flussi di cassa, tra flussi e
investimenti.

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• Si ipotizza che la realizzazione di un progetto
comporti (a un generico anno t):
• Bt, benefici entranti
• It, investimenti (uscenti)
• Ct, costi operativi o esercizio (uscenti).
• Osservazioni:
• i benefici sono riferiti agli utenti e alla collettività e
sono calcolati al netto degli svantaggi per gl stessi
soggetti
• i costi sono riferiti al promotore del progetto
(investitore pubblico) e sono calcolati al netto dei
risparmi ottenibili dallo stesso.

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• Siano poi:
• B il valore attuale dei flussi Bt
• C il valore attuale dei flussi Ct
• I il valore attuale dei flussi It
• C’ = I + C
• Introduciamo i tre indicatori con riferimento al
seguente esempio:
progetto d’investimento con SSS=5% e n=5
anni; il profilo dei flussi è riportato nella tabella
seguente

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Valori dei flussi in M€

t 0 1 2 3 4 5
Bt 0 0 10 10 20 20
Ct 0 0 5 5 5 10
It 10 5 0 0 0 0
C't 10 5 5 5 5 10
Ft ‐10 ‐5 5 5 15 10

Si ottengono i seguenti valori di sintesi (M€; per il


calcolo degli indicatori I e C sono presi con segno +)
B 49,83 
C 20,80 
I 14,76 
C' 35,57 
B‐C' 14,27 

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• Il rapporto aggregato è:

• Il progetto è accettabile se BC > 1


• Il rapporto netto è:

• Il progetto è accettabile se BC’ > 1


• In pratica, ogni € investito offre un guadagno (leva) per
la collettività di 1,97€ (cfr. indice di profittabilità).

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• Il rapporto di Lorie-Savage è:

• Il progetto è accettabile se RL-S > 0


• In questo indice si confronta il surplus attualizzato e
l’investimento.
• Nel caso di confronto tra più alternative si può
procedere con i valori incrementali.

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• Si ordinano le alternative per denominatori
crescenti.
• In questo modo, la differenza di «costo» tra
l’alt. i-esima e quella (i-1)-esima sarà positiva.
• Si valuterà quindi se il costo addizionale
imputabile al passaggio da (i-1) a i sarà
conveniente rispetto ai benefici incrementali
così ottenibili:
• se BC(Ai-Ai-1) > 1, si accetta Ai
• se BC(Ai-Ai-1) < 1, si respinge Ai e accetta Ai-1

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• Esempio
Tre alternative progettuali hanno durata di 20
anni e i seguenti valori (k€):
• I investimento all’anno 0
• VP vantaggi annuali per il promotore (dall’anno 1)
• C costi annuali per il promotore (dall’anno 1)
• B benefici annuali per l’utenza (dall’anno 1)

I VP C B
A 200000 1000 900 25000
B 300000 1100 1200 34000
C 350000 2000 1500 40000

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• Possiamo utilizzare le annualità equivalenti per
ottenere il valore dell’annualità corrispondente
all’investimento (SSS=5%) e poi ricavare gli indici per i
valori annuali (costanti):
AE_C = AE(Investimento) + C – VP

• Utilizzando il rapporto aggregato BC, otteniamo i


seguenti valori per ogni alternativa:

AE_C AE_B BC
A 15.949  25.000  1,57 
B 24.173  34.000  1,41 
C 27.585  40.000  1,45 

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• L’indicatore è > 1 per tutte tre le alternative, quindi
sono accettabili.
• Il confronto dei rapporti benefici-costi incrementali
consente di identificare la migliore:

• L’alternativa C risulta essere la migliore.

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Saggio di sconto sociale

• Il saggio di sconto sociale (SSS) si configura


come un saggio sociale di preferenza
temporale.
• Esso esprime le condizioni alle quali gli
individui sono disposti a rinunciare al consumo
immediato di risorse.
• Un SSS elevato scoraggia gli investimenti
pubblici, ad esempio in una situazione di
scarsa disponibilità di capitale.

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• Un SSS basso amplia le condizioni di
accettabilità dei progetti, sottraendo però
risorse all’iniziativa privata.
• Sono possibili diverse modalità di stima del
saggio di sconto sociale (SSS):
• tasso di attualizzazione utilizzato per l’ACR
• saggio collegato alla crescita e al benessere
sociale
• benchmark standard.

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• Nel primo metodo, si adotta lo stesso tasso di
attualizzazione usato per l’ACR (con promotore
pubblico o PPP).
• La componente priva di rischio può essere quindi
quella di titoli di stato o quella relativa ad obbligazioni
di investitori istituzionali (ad es. BEI).
• Un tasso del 5% è dunque circa il doppio del
rendimento attuale di obbligazioni BEI: esso include
quindi una componente di rischio.
• In questo modo, si assume che un investimento
pubblico debba avere lo stesso rendimento di uno
privato (alternativo).

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• L’ipotesi implicita è che l’impiego di risorse (limitate)
nei progetti «pubblici» comporti il sacrificio di impieghi
alternativi nel settore «privato».
• In questo caso, si rinuncerebbe quindi a un rendimento
pari al costo opportunità valido per il settore privato.
• La determinazione pratica del saggio da adottare
comporta però due tipi di problemi:
• l’osservabilità dei saggi di rendimento interni del settore
privato (dove reperire dati affidabili?)
• la pluralità dei saggi nel settore privato (la rischiosità del
progetto può indirizzare verso investimenti privati «simili»?).

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• Il secondo metodo, prende in considerazione il tasso di
crescita della spesa pubblica (g) e l’elasticità del
benessere sociale alla variazione di spesa pubblica (n)
• n rappresenta la derivata prima della funzione
(benessere sociale, spesa pubblica).
• Considerato un tasso di preferenza intertemporale (p),
si ha ad esempio:
SSS = ng + p

• Con questo metodo si ottengono valori di SSS


solitamente inferiori rispetto a quelli ricavati con il
metodo precedente.

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• Esempio*
• Si può ipotizzare che la previsione di crescita della
spesa pubblica per i sussidi sociali sia g=2%.
• Se l’elasticità del benessere sociale è compreso tra 1 e
2 e il tasso di preferenza intertemporale è p=1%, si
ottiene un SSS compreso tra 3% e 5%.

(* cfr. Florio M. et al., Guida all'analisi costi-benefici: Fondi


Strutturali, dei progetti di investimento Fondo di Coesione e ISPA,
Unità di Valutazione, DG Politica Regionale e Coesione,
Commissione Europea, 2003).

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• Il terzo metodo, considera un benchmark standard
correlato ad un obiettivo di crescita reale.
• La valorizzazione del tasso di sconto ha infatti un
significato strategico e politico.
• Come osservato, il valore del saggio di sconto sociale
esprime la preferenza della società per i costi e
benefici attuali rispetto a quelli futuri.
• Un SSS elevato favorirà dunque gli effetti di breve
periodo rispetto a quelli di lungo periodo.

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• SSS è valorizzato dagli organi centrali e nel
nostro caso si può fare riferimento
• al saggio benchmark stabilito dalla Commissione
Europea per la programmazione 2014-2020, pari al
3% per gli stati membri
• al saggio suggerito dai Nuclei regionali di
valutazione e verifica degli investimenti pubblici
(NUVV) nel 2008, pari al 5%.

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• Il valore di SSS è in genere più basso di quello
del tasso di attualizzazione utilizzato per l’ACR.
• Motivi principali:
• «miopia» dei saggi di mercato
• favorire investimenti su risorse non rinnovabili o a
redditività differita
• tener conto della diversa rischiosità
dell’investimento
• internalizzare effetti sociali non monetizzabili.

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Prezzi ombra

• Allo scopo di valorizzare il costo-opportunità


delle risorse coinvolte, si esprimono i «prezzi»
delle risorse in prezzi ombra o prezzi contabili.
• Se il mercato è perfettamente competitivo ed
efficiente, il prezzo di una risorsa riflette il suo
valore sociale marginale.
• In questo caso, la valutazione unitaria che i
consumatori danno a un prodotto del progetto coincide
con il suo prezzo.

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• Nei mercati di concorrenza perfetta non c’è divario tra
prezzi e costi marginali.
• L’equilibrio di concorrenza perfetta garantisce
l’efficienza allocativa delle risorse, cioè il completo
sfruttamento delle possibilità di guadagno che derivano
dallo scambio.
• I prezzi di mercato non sono più interpretabili in
tal senso:
• se il meccanismo di mercato è affetto da distorsioni
• se non esiste del tutto un mercato per certi beni o
servizi.

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• I prezzi di mercato spesso non sono utilizzabili
a causa di:
• inefficienze dovute a oligopoli o al settore pubblico
(ad es. i prezzi sono distorti da sussidi statali);
• distorsioni tariffarie dovute a ragioni di equità
sociale;
• prezzi caricati da tassazioni (ad es. di importazione,
o imposte indirette);
• assenza di mercato per alcuni fattori o effetti
(ambiente, tempo ecc.).

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• L’approccio pragmatico all’ACB introduce
quindi modiche nel calcolo dei costi di
investimento e di esercizio:
• correzione degli effetti fiscali
• conversione dal prezzo di mercato al prezzo ombra
• valutazione degli effetti per cui non esiste un
mercato e introduzione delle esternalità.
• Anche la valorizzazione degli output del
progetto tiene conto del valore sociale; come
vedremo il concetto base è quello di
disponibilità a pagare.

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Correzioni fiscali
• Le tasse e i sussidi sono un trasferimento di
risorse economiche tra diversi soggetti sociali.
• Non rappresentano il concreto costo
economico di una risorsa.
• Per eliminare questa distorsione:
• i prezzi di input e output vanno depurati da IVA
• i prezzi degli input sono depurati da tassazione
diretta e indiretta
• i prezzi degli output (ad es. le tariffe) vanno
valorizzati al netto di sussidi o contributi pubblici.

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• In genere anche i prezzi nell’ACR sono
depurati da IVA.
• Se le tasse indirette o i sussidi sono una
misura compensativa per le esternalità, si
possono considerare nell’analisi.
• Ad esempio, lo stato può imporre una tassazione alle
attività che incrementano le emissioni.
• Questi carichi hanno effetti sulla disponibilità a pagare
e quindi spingono a comportamenti «virtuosi».
• L’inclusione di queste componenti, richiede di
individuare possibili «doppi conteggi».

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Determinazione dei prezzi ombra
• La logica seguita per determinare i prezzi
ombra è la seguente:
• input
• commerciabili > prezzi alla frontiera
• non commerciabili
• > fattori di conversione
• > costo marginale
• > salario ombra (manodopera)
• output
• > disponibilità a pagare

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• I beni commerciabili sono valorizzati al loro
prezzo alla frontiera.
• Per i beni importati si applica il prezzo CIF
(Cost plus Insurance and Freight).
• CIF comprende il prezzo del bene (FOB, fino a bordo
nave), l’assicurazione per il trasporto e il costo del
trasporto fino a porto di destinazione.
• Sono comunque da escludere i diritti doganali
o le tassazioni all’importazione.

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• Per i beni non commerciabili, si possono
introdurre delle specifiche valutazioni per i beni
maggiori (ad es., terreno, opere civili, impianti).
• Essi possono essere valorizzati in base ad
ipotesi riguardanti i mercati di riferimento in
modo da rifletterne il costo marginale (di lungo
periodo).
• Questo esprime il costo totale di produzione di un’unità
del bene o servizio incrementando la capacità
produttiva del minimo necessario per produrla.

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• Per beni e servizi intermedi o di minore entità (ad es.,
spese amministrative, servizi accessori) si possono
applicare dei fattori di conversione standard (SCF).
• Tali fattori sono calcolati per ogni paese in base al
bilancio import/export:

• M è il valore totale delle importazioni (CIF)


X è il valore totale delle esportazioni (FOB)
TM è il valore totale dei diritti sulle importazioni

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• SCF esprime la differenza media tra i prezzi di
un paese e quelli internazionali.
• Nella pratica operativa, i documenti UE
suggeriscono di trasformare i valori dell’analisi
finanziaria in valori economici applicando dei
fattori conversione (FC):

(prezzo ombra)i = FCi x (prezzo di mercato)i

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• I FC sono specificati a livello di singoli prodotti
o categorie.
• Un FC > 1 indica che il prezzo di mercato è
inferiore al prezzo ombra: esso non è quindi in
grado di cogliere l’intero costo opportunità
sociale del bene.
• I valori dei FC devono essere stabiliti a livello
centrale in modo da essere coerentemente
applicati ai diversi progetti.
• In casi dubbi, si assume FC=1.

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Esempio
• Se il prezzo unitario di mercato di un bene è 1000€ ed
esso comprende:
• 20% di IVA
• 7% di tasse d’importazione
il FC può essere calcolato (in modo semplificato)
come:

• Quindi: prezzo ombra = 0,744 x 1000 = 744€

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• La versione aggiornata della Guida NUVV agli
studi di fattibilità (2008) riporta i seguenti FC:

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Salario ombra
• Il costo della manodopera utilizzato nell’ACR
può non riflettere il suo costo opportunità.
• Può essere più basso perché sostenuto da politiche di
sussidio in certe regioni.
• Può essere più alto in regioni caratterizzate da alti tassi
di disoccupazione perché esiste un salario minimo
garantito.
• Nel caso di disoccupazione, molti lavoratori potrebbero
infatti accettare salari più bassi pur di essere impiegati.

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• Per determinare il salario ombra si dovrà
tenere conto:
• dell’imposizione fiscale sul reddito (t)
• del tasso di disoccupazione regionale (u).
• Il salario ombra (SW) è ottenuto da quello di
mercato (W):

• Nel caso di lavoratori non specializzati, in


presenza di disoccupazione:

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• I documenti UE sottolineano che la
determinazione del salario ombra è fatta a
livello nazionale.
• Nel caso italiano si possono adottare i valori
riportati nella tabella precedente (voce
«manodopera»).

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Valutazione dei benefici diretti

• Il concetto centrale è quello di disponibilità a


pagare (DAP – o willingness-to-pay, WTP).
• DAP è una misura del massimo ammontare
che un consumatore è disposto a pagare per
una unità di bene o servizio.
• Tale ammontare è quindi legato ai benefici (o
all’utilità) che il consumatore si attende
dall’unità del bene (rinunciando ad altri).

50
• Nel nostro caso, la DAP è una misura
aggregata:
dato il «prezzo» del bene (p) si determina il
massimo numero di consumatori (q) che sono
disposti a pagare quel prezzo.

51
• Dunque i benefici sono espressi come
aggregazione delle preferenze individuali.
• Queste sono rappresentate dalla «disponibilità
a pagare» (aggregata) dei consumatori (si
assumono i valori monetari come misuratori
universali).

52
• Simmetricamente, la curva di domanda rappresenta la
disponibilità a pagare corrispondente a una certa
quantità di beni, ovvero l’utilità, o il beneficio lordo,
corrispondente a ciascuna quantità.
• Il beneficio netto è la differenza tra tale disponibilità e
quanto realmente pagato (cioè al sacrificio realmente
fatto):
questa differenza è denominata surplus del
consumatore e rappresenta una misura dei benefici di
un progetto.

53
p
surplus del consumatore

P1

Q1 q

54
• Anche il produttore di un bene o servizio può
beneficiare di un surplus (del produttore):
p

surplus del produttore

P1

Q1 q
55
• In condizioni di equilibrio (ideale) si può
ricavare il surplus sociale:
p

surplus sociale

P1

Q1 q
56
• Quindi:
surplus sociale = surplus del consumatore +
surplus del produttore
• In sintesi, il surplus sociale relativo a un bene
(o servizio) in un mercato, è la differenza tra il
valore per i consumatori (come disponibilità a
pagare) e il costo sostenuto dal produttore per
renderlo disponibile.

57
• Se il progetto determina una riduzione del
«prezzo» del bene o servizio, si ha un
beneficio per i consumatori.
• In particolare, i benefici complessivi
presentano due componenti:
• una riduzione del prezzo per coloro che già
acquistano il bene o utilizzano il servizio
• un beneficio addizionale per l’«ingresso» di nuovi
consumatori o utenti.

58
p

utenti esistenti

nuovi utenti

P1

P2

Q1 Q2 q

59
• La determinazione della DAP non è semplice e
richiede studi ad hoc.
• Si possono adottare dei proxy che consentono
comunque di misurare i benefici.
• Spesso si calcolano i benefici come i costi
evitati in seguito alle differenze conseguenti al
progetto.
• Ad esempio, la realizzazione di un impianto
centralizzato di produzione di energia consente di
risparmiare sui costi di autoproduzione.

60
• Un caso tipico è rappresentato dai servizi o
dalle infrastrutture di trasporto.
• I benefici degli utenti dei servizi di trasporto
sono valutati come differenza nel costo
generalizzato, che comprende:
• tariffe pagate (trasporto collettivo)
• costi di esercizio e pedaggi (trasporto privato)
• tempo di viaggio
• altri costi percepiti (comfort, sicurezza ecc.).
• Tutti questi elementi richiedono studi specifici.

61
• Solo i costi percepiti vanno compresi nel costo
generalizzato.
• Nel trasporto privato le componenti fiscali del prezzo
del carburante vanno incluse perché l’utente tiene
conto del prezzo complessivo.
• Una componente fondamentale è il tempo di viaggio: si
deve valutare il tempo totale da origine a destinazione.
• Per il trasporto merci, i costi devono essere riferiti agli
utenti del servizio: quindi si terrà conto di possibili
riduzioni (aumenti) delle tariffe per i servizi di trasporto.

62
• Nell’ambito dei trasporti, la DAP si traduce nel
massimo prezzo che gli utenti sono disposti a
pagare
• per spostarsi da O a D
• utilizzando un modo di trasporto
• entro un tempo di viaggio complessivo.
• La curva della domanda è una funzione
(volume di viaggi, costo generalizzato).
• Il surplus dell’utente può quindi aumentare se il
progetto implica una diminuzione del costo
generalizzato (ad esempio, riduzione di
tempo).

63
c

utenti esistenti

nuovi utenti

C1

C2

V1 V2 v

64
• I benefici degli utenti possono quindi essere
calcolati come differenza tra il surplus post-
progetto e quello pre-progetto.

• Si notino le due componenti:

traffico esistente traffico aggiuntivo
65
• Le due componenti:
• utenti che utilizzavano già il sistema di trasporto
• utenti che hanno cambiato modo di trasporto o che
sono stati indotti allo spostamento.
• I primi beneficiano di una riduzione.
• I secondi hanno cambiato le loro abitudini
perché hanno percepito la convenienza.
• Il costo generalizzato deve essere riferito al
modo di trasporto oggetto dell’intervento.

66
• La scelta di cambiare modo di trasporto
(traffico «divertito») è fatta sulla base della
conoscenza delle possibili alternative.
• In altri termini, la curva di domanda del modo
di trasporto modificato (Mm) dal progetto tiene
già conto dei modi alternativi (Ma).
• Sostanzialmente, l’utente confronta il costo
generalizzato percepito pre-progetto Mm1 e post-
progetto Mm2 con Ma:
la condizione Mm2 < Ma determina la scelta di
cambiare.

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• Esempio
• volume viaggi utenti di Mm: 200.000 viaggi
• C1=35 €/viaggio
• C2=30 €/viaggio
variazione surplus utenti Mm: 1.000.000 €
• traffico divertito e indotto: 50.000 viaggi
variazione surplus nuovi utenti: 125.000 €

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• Per gli utenti privati si può manifestare un
cambiamento anche nei costi non percepiti.
• Questo non è colto dal costo generalizzato.
• Tipicamente, i costi non percepiti riguardano
• usura del veicolo
• usura delle parti di ricambio (pneumatici, filtri ecc.)
• deprezzamento tecnico.
• L’incremento dei costi non percepiti è correlato
all’aumento delle percorrenze.
• Globalmente sarà quindi associato ai veic-km
addizionali conseguenti al progetto.

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• La determinazione del surplus riguarda anche i
produttori:
• gestore delle infrastrutture
• produttori di servizi collettivi (ad es. trasporto
collettivo)
• nel trasporto, operatori logistici.
• Se P1 e P2 sono le tariffe o i pedaggi senza e con il
progetto, z1 e z2 i costi unitari di esercizio del
produttore e V1 e V2 i volumi di trasporto (ad es. v-km o
t-km), la variazione del surplus del produttore è:

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• Anche i benefici per lo Stato in termini di
entrate vanno considerati.
• Una variazione dei volumi di servizi richiesti
dagli utenti (ad es., volumi di viaggi) da V1 a
V2, comporta una variazione di entrate.
• Una componente fiscale t può infatti essere
applicata
• alla tariffa del servizio
• ai consumi di risorsa (ad es. accise).

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c

entrate da tassazione:
C1 (p+t‐p)(V2‐V1) = t(V2‐V1)
C2

p+t
p
V1 V2
v

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• Si dovranno considerare eventuali variazioni
complessive delle entrate fiscali.
• Ciò può accadere, ad esempio, se si ha una
diversione di utenti da un modo di trasporto
con una tassazione diversa.
• In questi casi, si calcola il bilancio complessivo:

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• Riassumendo gli aspetti visti, l’ACB prevede:
• benefici per gli utenti, i produttori e la collettività
• costi di investimento e di esercizio «corretti».

• L’analisi economica deve però includere gli


«effetti esterni»: i costi non risarciti da parte di
chi li genera a chi li subisce.
• Sottolineando il fondamentale ruolo di studi di
settore ad hoc, indicheremo nelle prossime
slide alcuni aspetti operativi.

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