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RELAZIONE LEZIONE 04-10-2010

I. “L’UOMO SENZA CONTENUTO” – G. AGAMBEN (lettura e discussione 1° capitolo)


• Il punto focale della riflessione sull’arte si sposta dallo spettatore disinteressato
all’artista interessato.
KANT: bellezza disinteressata + figura dello spettatore
STENDHAL: arte = promessa di felicità
PLATONE: artisti e poeti esclusi dalla città (polis = organizzazione politica) perché
considerati una minaccia di distrazione, poiché l’arte ha potere sull’animo umano.
Contrappone fascino e coscienza vs. divino terrore.
SOFOCLE: Platone caratterizza l’uomo come possessore della techné = la capacità di
produrre/creare, di portare una cosa dal non-essere a essere. Questo potere può condurre
tanto alla felicità che alla rovina.
EDGARD WIND: l’arte è uscita dalla sfera dell’interesse (come lo era per Platone) per
diventare semplicemente interessante.
• Modificazione della coscienza artistica nella storia.
• Creazione di un’opera d’arte = questione di vita o di morte, salute o pazzia.
Mentre l’artista crea, da tutto di se; la sua arma può essere la sua forza ma anche la sua
condanna a morte (es. Van Gogh) -> processo parallelo a quello dello spettatore
disinteressato.
• Arte = pericolo per artista stesso e la società.
Nulla è più urgente della distruzione dell’estetica per capire fino in fondo l’estetica stessa.
Estetica intesa come scienza dell’opera d’arte -> non più una visione estetica dal punto di
vista dello spettatore, ma verso la visione di un’estetica dell’artista = ARTE PER GLI
ARTISTI + rapporto con l’inquietudine.
NIETZCHE: arte per l’arte -> arte per l’artista.
DOMANDE + INTERROGATIVI
- Beuys come si relaziona a Nietzche.
- Prendendo in considerazione le pratiche artistiche partecipatorie/sociali del ‘900, le
quali cercano una relazione diretta alla “vita politica”, considera possibile che gli
artisti possano accettare di voler star fuori dalla società?
- Qual è in realtà l’impegno dell’artista nella società?

II. “VITA ACTIVA” – HANNAH ARENDT (lettura e discussione del 2° capitolo)


La vita activa è sempre radicata sul mondo degli uomini e le cose create dall’uomo, senza
di ciò non si potrebbe considerare nulla.
La vita umana è condizionata dal vivere insieme.
La vita activa è basata su 3 CONCETTI: LAVORO; OPERARE; AZIONE.
AZIONE -> non si può considerare separata dal “vivere insieme”.
ARISTOTELE: uomo = zoon politikon (animale politico) -> l’essere politico ha bisogno di
vivere “insieme agli altri” nella polis.
TOMMASO D’AQUINO: uomo = animale sociale
• Sociale -> termine apparso all’epoca dei romani. Non è presente nella cultura greca.
L’azione per i greci consiste di polis – prerogativa maschile – e famiglia – in cui rientrano
schiavi, donne e bambini.
Nella polis la parola è la forma per la sopravvivenza, è sinonimo di discussione, libertà. La
polis è la sfera pubblica.
Nella famiglia e nella casa quindi predomina la forza e la violenza. La famiglia
corrisponde alla sfera privata ed è sinonimo di necessità -> senza famiglia non si può
accedere alla polis.
• Il concetto d’impegno sociale e di società appaiono – così come le intendiamo oggi –
con l’affermarsi dello stato-nazione (‘700-‘800)
Il capo famiglia può avere accesso alla polis, perciò ha la libertà della parola = felicità =
eudonia -> ci si muove sull’uguaglianza.
La malattia e la povertà sono inserite dentro la casa, un luogo di privazione, dove la
politica è assente e dove manca l’uguaglianza -> luogo della privacy.
Per gli antichi la privacy = privazione della vita politica. Mentre oggi la privacy - con
l’evoluzione storica - ha indotto un processo d’individualismo, una dimensione intimista
nell’uomo moderno.
ROUSSEAU: arrivato a indagare cos’è il sociale come corruzione del cuore (intimità) che
può avere una dimensione nel mondo.
• L’uomo si è costretto a essere conformista, a non avere più un ruolo politico ma un
ruolo economico -> un numero parte di una statistica. La politica non è più intesa
come polis ma come business, economia.
Agli inizi dell’’800 nascono il romanzo e la novella, lavori di stampo intimista.
Lo stato-nazione influenza l’uomo nel suo comportamento -> diventa statistica perché va a
normalizzare i comportamenti. Ciò che noi chiamiamo stato-potere lascia il posto alla pura
amministrazione.
• L’economia è la scienza della società. E la scienza del comportamento indica lo
stadio finale di questo sviluppo -> la società di massa divora gli strati della nazione.
Gli uomini appartengono a degli strati. Così la comunità moderna è diventata una società
di lavoratori/produttori = salariati che esaltano il progresso del genere umano invece che
le imprese degli uomini -> l’azione e il discorso decadono nell’intimità della sfera privata
in vista del lavoro = vita pubblica che si dedica al progresso.
MEDIOEVO: la carità e l’amore - secondo Sant’Agostino - hanno sostituito il discorso e il
linguaggio della polis facendo emergere l’individualismo e il conformismo => tutti fanno
parte di una grande e unica famiglia.
GRECI: immortalità pensata come qualcosa di assoluto e durevole nel tempo.
• Con Sant’Agostino decade il concetto d’immortalità in vista dell’amore fraterno ->
clausola “fin che duri il mondo”. Da questo pensiero deriva il concetto moderno che
non esiste vita pubblica, tutti si fanno una propria vita privata.
Senza questa trascendenza (immortalità dopo la morte) non sarebbe possibile una vita
comune, dove emerge la vanità = “gesta”.
• La VANITA’ è uscita dal pubblico - dagli uomini che cercano di emergere come
singoli; ha sovrastato il gesto e la parola.
Per i GRECI la PROPRIETA’ PRIVATA era un ASPETTO NASCOSTO nella famiglia =>
che denota il fatto di “avere un luogo nel mondo”. Avere ciò dava la possibilità di
intervenire/interagire nella polis => ESISTERE COME ESSERE UMANO, libero di
trascendere la propria vita.
• OGGI: la PROPRIETA’ PRIVATA = ECONOMIA -> potere => SACRALITA’ della
proprietà privata => HOMO OECONOMICUS (uomo economico) = uomo in quanto
lavoratore salariato, perde la proprietà di essere “mondo” ma trova la sua ragione
d’essere nella scienza.
Nella dimensione politica dell’antica Grecia non esisteva la dimensione del lavoro che era
prerogativa degli schiavi, quindi della famiglia.
[Viene da chiedersi dov’è oggi l’agire/il lavoro intellettuale. Sicuramente è una figura
difficile poiché non è forza lavoro]
• RICCHEZZA = PROPRIETA’ PRIVATA => va a sovrastare il “luogo nel mondo” =
la vita della famiglia.

III. “IL TRENO IN MARCIA” – CHRIS MARKER (visione cortometraggio)


Il cortometraggio è stato eseguito nel 1971 ed è basato sull’esperienza del regista
Alexander Medvedkin. Questo mise in marcia un treno, tra il 1932 e il ’35, mettendo in
moto un processo collettivo. Trasformando un vagone in camera oscura, un altro in una
sala per il montaggio… Accompagnato da 30 operatori con diverso background artistico,
andò ad insegnare le manovre economiche del regime comunista all’interno della Russia.
• Lavoro collettivo + azione politica -> propaganda + didattica.