Sei sulla pagina 1di 3

Fisiologia dei sistemi 10

L’ultima volta abbiamo parlato del sistema circolatorio e abbiamo iniziato a parlare dei vasi sanguigni , che
vengono classificati in : sistemi di distribuzione , sistema di scambio e sistema di raccolta .
Il sistema di distribuzione comprende tutte le diramazioni delle arterie fino all’arteriole , il sistema di
scambio comprende i capillari e il sistema di raccolta comprende le vene e le venule .
Prima di vedere in dettaglio la funzione dei vasi sanguigni dobbiamo prendere in esame l’emodinamica .
L’emodinamica studia il comportamento del sangue in movimento all’interno dei vasi .
Con l’emodinamica andiamo ad analizzare i principi fisici dell’idrodinamica , il quale attraverso questi
principi siamo capaci di comprendere il funzionamento del sistema cardiovascolare , anche se queste leggi
dell’idrodinamica sono valide per condotti rigidi e il fluido che scorre all’interno di questi condotti è un
fluido ideale (privo di viscosità), che si muove con moto stazionario .
Il sistema circolatorio non risponde a questi requisiti , perché i vasi sanguigni non sono tubi rigidi ma
presentano delle pareti elastiche ,il movimento non è stazionario ma è intermittente per l’attività ritmica del
cuore e il sangue non è un fluido ideale , perché presenta una certa viscosità dovuta alla presenza degli
elementi figurali del sangue e questa viscosità varia al variare della velocità .
Nonostante queste limitazioni , le leggi dell’idrodinamica ci permettono di comprendere alcuni aspetti della
circolazione del sangue .
Le grandezze che dobbiamo tenere in considerazione in emodinamica sono : la velocità , il flusso , la
pressione e la resistenza .
Per flusso intendiamo il volume di fluido che attraversa la sezione di un condotto nell’unità di tempo , per
velocita intendiamo la rapidità di spostamento del fluido .
La relazione che lega il flusso e la velocità è la seguente :
il flusso è uguale alla velocità per l’aria della sezione trasversa del condotto ,mentre la velocità è data dal
flusso diviso l’aria della sezione trasversa .
Per il principio della conservazione di massa o legge della continuità( nota anche come legge di
Leonardo ) , il flusso attraverso successive sezione trasverse di un condotto è costante .
Questo significa che se noi abbiamo un condotto che presenta delle regioni dove la sezione trasversa è
maggiore e delle regioni dove la sezione trasversa è minore ,poiché secondo questa legge il flusso deve
essere costante ,significa che nella regione dove l’aria trasversa è maggiore , la velocità è minore , mentre
nella regione dove la sezione è minore la velocità è maggiore.
Se aumenta l’aria della sezione trasversa deve diminuire la velocità e viceversa.
La velocità risulta inversamente proporzionale all’aria della sezione trasversa .
vaso ma intendiamo la somma delle aree di tutti i vasi presenti in un determinato settore del sistema
circolatorio .
L’aorta è il vaso che presenta l’aria della sezione trasversa più bassa e poiché abbiamo detto che l’aria è
direttamente proporzionale allea velocità della sezione trasversa , a livello della aorta troviamo velocità
maggiore . Nelle arteria anche troviamo l’aria della sezione bassa , anche se un po’ superiore rispetto a
quella della aorta e la velocità del sangue comincia a diminuire .
Passando all’arteriole l’aria della sezione trasversa aumenta e la velocità diminuisce . a livello dei capillari
troviamo l’aria della sezione trasversa più elevata , l’aria della sezione trasversa non è quella del singolo vaso
, ma è data dalla somma delle sezione trasverse di tutti i capillari che si trovano in un determinato settore
del sistema circolatorio .Andando a fare la somma di tutte le aree troviamo che l’aria della sezione trasversa
dei capillari è quella più elevata .
A livello dei capillari troviamo la velocità più bassa e questo è molto importante a livello fisiologico perché i
capillari sono i vasi di scambio e gli scambi sono favoriti dalla bassa velocità del sangue .
Più la velocità è bassa , più gli scambi avvengono più facilmente.
Passando dopo alle regole l’aria delle sezione trasversa comincia a diminuire e la velocità ad aumentare .
Continua a diminuire nelle vene , a livello delle vene la velocità sale e a livello delle vene cave troviamo una
velocità di sezione trasversa simile a quella dell’aorta (troviamo una velocità più alta).
L’altra grandezza importante è la pressione , che è molto importante perché è la forza che va a generare il
flusso attraverso un condotto , però non è la pressione assoluta ma è una differenza di pressione , data
dalla pressione di ingresso meno la pressione di uscita.
Se c’è questa differenza di pressione , il fluido tenderà a muoversi da una regione dove la pressione è
maggiore a una regione in cui la pressione è minore .
Il flusso secondo la legge di Ohm applicata ai fluidi sarà data da ΔP / R (resistenza) .
La resistenza è un'altra forza che si oppone allo scorrimento del fluido . Poiché il flusso risulta essere
inversamente proporzionale alla resistenza , se la resistenza aumenta il flusso tende a diminuire perché
incontra più difficoltà a muoversi , se invece la resistenza diminuisce il flusso si muove con più facilità .
La resistenza sarà data da ΔP/F .
Per garantire il flusso è necessario una differenza di pressione fra l’ingresso e l’uscita di un condotto ,
perché se all’ingresso o all’uscita del condotto abbiamo una pressione 0 , oppure c’è una stessa pressione ,
non abbiamo flusso ,cioè non c’è movimento di fluido .
Solo se c’è una differenza di pressione tra l’ingresso e l’uscita ci può essere un movimento di fluido , infatti
se all’ingresso abbiamo una pressione di 150 millimetri di mercurio e all’uscita una pressione 0 abbiamo un
ΔP di 150 millimetri di mercurio , che determina il flusso (il movimento di fluido attraverso il condotto).
Se applichiamo questa relazione al sistema circolatorio , il movimento di sangue all’interno dei vasi del
sistema circolatorio viene garantito da una differenza di pressione .
Andiamo a valutare il circolo sistemico che è quello che origina nel ventricolo sinistro e termina nell’atrio
destro : a livello dell’aorta che è l’arto che passa dal ventricolo sinistro ,troviamo una pressione media di
circa 85 millimetri di mercurio (questa è la pressione in ingresso) , la pressione in uscita è quella che
troviamo a livello delle vene cave ,che sono i vasi che portano il sangue all’atrio destro . A livello delle vene
cave troviamo una pressione di 0 durante il ciclo cardiaco e abbiamo una differenza di pressione di 85
millimetri di mercurio .
Questo ΔP è la forza che permette il movimento di sangue in tutti i vasi del circolo sistemico e quindi il
sangue si muoverà dall’aorta (dove la pressione è maggiore), fino ad arrivare tramite le vene cave all’atrio
destro .
Anche il movimento di sangue attraverso il circolo polmonare viene generato da una differenza di pressione
,il circolo polmonare parte nel ventricolo destro attraverso l’arteria polmonare e termina nell’atrio sinistro
attraverso le 4 veni polmonari .
A livello dell’arteria polmonare troviamo una pressione media durante il ciclo cardiaco di circa 15 millimetri
di mercurio , mentre a livello delle vene polmonari una pressione 0 ,abbiamo un ΔP di circa 15 millimetri di
mercurio .Questa differenza di pressione è quello che garantisce il movimento di sangue all’ interno dei vasi
del circolo polmonare . A livello del circolo polmonare abbiamo un ΔP molto inferiore rispetto a quello del
circolo sistemico , perché quella del circolo sistemico è 85 e poiché sappiamo che il volume di sangue che
circola nel circolo sistemico deve essere uguale a quello polmonare ,questo significa che a livello del circolo
polmonare le resistenze sono più basse .
Anche se abbiamo un ΔP più basso riesce comunque ad esserci un flusso uguale a quello del circolo
sistemico perché le resistenze sono più basse .

Il movimento di fluido attraverso un condotto può essere di due tipi : flusso laminare oppure flusso
turbolento . nel flusso laminare le particelle di liquido si muovono secondo lamine di scorrimento parallele
tra di loro e queste lamine scorrono con una velocità che cresce dalla periferia verso il centro .
Il flusso laminare a sua volta può essere laminare continuo o laminare pulsatile .
Il flusso laminare continuo è quello che troviamo nei vasi di piccolo diametro e in questi vasi il profilo della
velocità ha un andamento parabolico , perché la velocità a contatto con la parete è 0 a causa dell’attrito e
man mano che li allontaniamo dalla parete la velocità aumenta , fino a raggiungere la massima velocitò al
centro del vaso .
In questo caso abbiamo un profilo di velocità che viene definito parabolico (simile alla parabola).
Invece il flusso laminare pulsatile è quello che troviamo nei vasi di diametro maggiore e soprattutto nei
vasi più vicini al cuore , dove il sangue viene continuamente accelerato e poi rallentato ad ogni battito
cardiaco . inoltre in questi vasi il flusso si inverte ogni volta che le valvole aortiche si chiudono .
Questo fa si che il profilo della velocità sia più appiattito rispetto a quello del flusso continuo , abbiamo
quindi un appiattimento della parabola .
L’altro tipo di flusso è quello turbolento , in questo tipo di flusso le particelle di liquido non si muovono
secondo lamine di scorrimento parallele l’une alle altre , ma si muovono in tutte le direzioni .si vengono a
generare dei vortici , questo significa che per generare lo stesso flusso è necessario un gradiente pressorio
maggiore (Δp) .
Il flusso laminare è un flusso silenzioso ,mentre quello turbolento è rumoroso , questo perché i vortici che
si vengono a generare ,vanno a produrre delle vibrazioni che sono responsabili del rumore.
Utilizzando uno stetoscopio è possibile individuare regioni del circolo dove il flusso è turbolento perché si
sentono dei rumori .
Il passaggio da mota laminare a moto turbolento dipende dalle caratteristiche del condotto ,dalla natura del
liquido (densità e viscosità) e dalla velocità di scorrimento del fluido .
Queste grandezze sono legate dalla seguente espressione :
dove nr rappresenta il numero di Reynolds , questo numero è direttamente proporzionale al raggio del
condotto , alla velocità di scorrimento del fluido e alla densità del fluido ed è inversamente proporzionale
alla viscosità del fluido .
mediante questo numero è possibile stabilire se il flusso di un fluido che scorre in un condotto è laminare
oppure turbolento , perché se questo numero è minore o uguale a 1000 il flusso è laminare , e si muove
secondo lamine di scorrimento parallele le une alle altre , se invece questo numero è maggiore o uguale a
2000 il flusso è turbolento .
abbiamo detto che il numero di Reynolds è inversamente proporzionale alla viscosità , quindi se la viscosità
aumenta il numero di Reynolds tende a diminuire . La viscosità dipende dall’ematocrito , il quale è il
rapporto tra il volume della parte corpuscolata del sangue e il volume del plasma . l’ematocrito viene
definito normale quando il 45% del sangue è costituito da elementi corpuscolati e il 55% da plasma , e in
questo caso parliamo di ematocrito normale .
Se invece la parte corpuscolata aumenta e supera il 35% ,non abbiamo un ematocrito normale e parliamo
di POLICITEMIA . Quando l’ematocrito supera il 45% ,la viscosità tende ad aumentare rapidamente .
Abbiamo detto che il numero di Reynolds è inversamente proporzionale alla viscosità e abbiamo detto che
se aumenta l’ematocrito aumenta la viscosità , quindi in queste condizioni diminuisce la probabilità che si
vengono a formare turbolenze ,perché il numero di Reynolds rimane al di sotto di 1000.
L’inverso succede nel caso in cui l’ematocrito tende a ridursi , in quanto diminuisce la viscosità e aumenta il
numero di Reynolds e questo fa aumentar la probabilità che si vengono a formare delle turbolenze.
Abbiamo detto che abbiamo due tipi di