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DIRITTO DI FAMIGLIA.

ADOZIONE

Con l'adozione (disciplinata dalla legge n. 149 del 2001), si viene ad instaurare, fra adottante e
adottato, un rapporto di parentela legale e non naturale, dal momento che non c'è vincolo di
sangue.
Nel nostro ordinamento si distinguono tre diversi tipi di azione:
1. Adozione piena
2. Adozione particolare
3. Adozione civile

Un altro istituto a protezione del minore è l’affidamento familiare, che non crea un rapporto
adottivo ma sopperisce a una temporanea mancanza dell’ambiente familiare

ADOZIONE PIENA

L’adozione piena conferisce al minore lo status giuridico di figlio degli adottanti che ne
diventano genitori a tutti gli effetti.
I presupposti dell’adozione legittimante sono:
• Lo stato di abbandono del minore, cioè la condizione che il minore sia privo di assistenza
morale e materiale da parte dei genitori o da parte dei parenti; diritto fondamentale
del minore è quello di crescere nella propria famiglia, ma quando questa risulta
inidonea, la permanenza non risponde più al suo interesse.
• La dichiarazione di adottabilità, ovvero, la dichiarazione emessa dal Tribunale per i
minorenni che attesti che il minore si trovi in stato di adottabilità;
• La presenza dei requisiti richiesti dalla legge per gli adottanti, ovvero, in particolare:
1. I coniugi devono essere uniti in matrimonio da almeno tre anni oppure sono
sposati da meno di tre anni ma hanno convissuto in modo stabile e continuativo
prima del matrimonio per un periodo di tre anni;
2. L’età degli adottanti deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l’età
dell’adottando;
3. i coniugi devono risultare affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e
mantenere i minori che intendano adottare.

STATO DI ABBANDONO DEL MINORE E DICHIARAZIONE DELLO STATO DI ADOTTABILITÀ

Il minore a cui manchi l’assistenza morale e materiale da parte dei genitori o da parte dei
parenti, purché la mancanza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio
(in tali casi non si ricorre all’adozione, ma all'affidamento cd. temporaneo), è dichiarato in
stato di abbandono.
Lo stato di abbandono è dovuto anche alla provata irrecuperabilità delle capacità genitoriali
dei genitori in un tempo ragionevole.

• La mancanza dell’assistenza morale comporta lo stato sociale di abbandono ed


evidenza l’esigenza di assicurare al minore quelle cure che la famigli d’origine non ha
voluto dare.
• La mancanza dell’assistenza materiale non costituisce ipotesi di abbandono in
quanto non può essere trascurato il diritto del minore di poter crescere nella propria
famiglia. Questo diritto comporta la necessità di un intervento economico dello Stato,
delle Regioni e degli enti locali quando i genitori non sono in grado di mantenere i figli.
La disciplina dell’adozione prevede una fase preliminare rispetto al provvedimento.

1. Dichiarazione giudiziale dello stato di adottabilità: il tribunale pronuncia lo stato di


adottabilità una volta accertata lo stato di abbandono. La dichiarazione può avvenire in
due modi:
 Volontaria giurisdizione quando il minore è orfano e non ci sono parenti entro il
4°grado.
 Giudizio contenzioso quando ci sono genitori o parenti.

2. Affidamento pre-adottivo: è quel periodo di prova che viene disposto dal tribunale
durante il procedimento di adozione, una volta che sia sta prescelta una coppia di
affidatari e prima che sia emanata la sentenza definitiva di adozione, al fine di valutare
la compatibilità tra la coppia prescelta dal tribunale ed il minore. L’affidamento
preadottivo ha la durata di un anno.

Circa gli effetti di questo tipo di adozione, che si producono dal momento in cui la sentenza
diventa definitiva, l'adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali
assume e trasmette il cognome. Con l'adozione cessano i rapporti dell'adottato verso la
famiglia di origine, salvi i divieti matrimoniali.

ADOZIONE PARTICOLARE

L’adozione in casi particolari di un minore di età è l'adozione cui si ricorre in casi specifici nei
quali non sono presenti i presupposti per l'adozione piena. Questo tipo di adozione, quindi,
non elimina i rapporti con la famiglia di origine.

L’adozione particolare è consentita nei seguenti casi:


1. Quando il minore è orfano e l’adottante è parente fino al 6° grado;
2. Quando l’adottante è coniuge del genitore del minore;
3. Quando il minore è orfano e si trova in condizioni di disabilità;
4. Quando è constata l’impossibilità di affidamento pre-adottivo.

Per quanto riguarda gli adottanti questi devono avere capacità affettiva ed essere fisicamente,
moralmente ed economicamente idonei ad assolvere i loro obblighi e devono avere un’età che
superi di almeno 18 anni quella del minore.
L’adozione particolare può essere richiesta da chi non è coniugato o anche da chi ha già altri
figli.

Tale adozione non costituisce un rapporto di parentela tra l’adottato e la famiglia


dell’adottante né tra l’adottante e la famiglia dell’adottato.

ADOZIONE CIVILE

L’adozione civile conferisce lo stato di figlio adottivo all’adottato maggiorenne. L’adozione


civile comporta:
1. Assunzione del cognome dell’adottante
2. Acquisto de diritti successori da parte dell’adottato nei confronti dell’adottante.
Quest’ultimo però non acquista alcun diritto di successione nei confronti dell’adottato.
3. Obbligo reciproco degli alimenti

L’adozione non comporta il venir meno dei diritti ed obblighi dell’adottato rispetto alla
famiglia d’origine.

Requisiti dell’adozione sono:


 Maggiore età dell’adottato;
 L’adottante deve superare di almeno 18 anni l’adottato;
 E’ necessario il consenso dell’adottante e dell’adottato;
 E’ richiesto l’assenso dei genitori dell’adottando e l’assenso del coniuge dell’adottante e
del coniuge dell’adottando che non siano legalmente separati.

AFFIDAMENTO FAMILIARE

L'affidamento riguarda i minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo,


nonostante gli interventi di sostegno e di aiuto posti in essere dallo Stato e dagli altri enti a ciò
preposti, e consiste nell'affidare il minore a una famiglia o ad una persona singola, in grado di
assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui ha
bisogno.

Quando non sia possibile l’affidamento, è consentito l’inserimento del minore in una comunità
di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza.

L’affidamento non modifica lo stato familiare del minore poiché, a differenza dell’adozione, è
un istituto a carattere temporaneo.
I genitori conservano la titolarità della responsabilità genitoriale, ma l’esercizio di questa
compete agli affidatari.

La legge non richiede il consenso del minore che deve essere ascoltato quando è di età
superiore ai 12 anni o anche di età inferiore se ha capacità di discernimento.

Cause di cessazione dell’affidamento sono:


1. Disponibilità della famiglia d’origine di occuparsi del minore
2. Pregiudizio per il minore
3. Decorso del tempo previsto (2 anni)