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IL DIRITTO E LA NORMA GIURIDICA

L’ordinamento giuridico costituisce un insieme di norme dirette a disciplinare una collettività


organizzata di persone, sia dal punto di vista dei rapporti che instaura sia dal punto di vista
dell’organizzazione che adotta. L’ordinamento, quindi, si definisce «giuridico» quando si
compone di norme vincolanti dotate cioè di sanzioni che si applicano in caso di una loro
eventuale violazione.

L’ordinamento giuridico è il complesso delle norme giuridiche vigenti in un dato momento


storico e in un determinato contesto territoriale.

Il diritto si manifesta sotto due differenti profili:


 diritto oggettivo: cioè come l’insieme delle regole che disciplinano in astratto la
condotta dei consociati;
 diritto soggettivo: come potere di agire che in concreto viene riconosciuto ad un
soggetto per la soddisfazione dei suoi specifici interessi.

Ad esempio, il diritto oggettivo garantisce la proprietà, il proprietario ha il diritto


soggettivo di godere del suo bene.

Il diritto oggettivo, a sua volta, si distingue in:


 diritto pubblico: che concerne l’organizzazione della collettività e regola la
formazione e l’organizzazione dello Stato e degli altri enti pubblici nei suoi rapporti
con i cittadini;
 diritto privato: che è il complesso di norme che disciplinano i rapporti giuridici tra i
membri della collettività, mediante la fissazione di presupposti e di limiti agli interessi
dei singoli, i quali vengono a trovarsi tra di loro in condizione di parità.

LE FONTI DEL DIRITTO

Si dicono fonti di produzione del diritto quegli atti o fatti abilitati dall’ordinamento a creare le
norme giuridiche; si dicono fonti di cognizione, gli atti che contengono e divulgano le norme
giuridiche (es. Gazzetta Ufficiale) per consentirne la conoscenza da parte dei destinatari e
l’applicazione da parte del giudice.
Tradizionalmente si usa distinguere tra:
— fonti atto, costituite dagli atti scritti promananti dagli organi (es.: parlamento, governo,
etc.) cui l’ordinamento attribuisce espressamente il potere di produrre norme giuridiche;
— fonti fatto, costituite da quei comportamenti umani o fatti sociali che, sebbene non
esplicitamente previsti da fonti normative o da atti scritti, sono tuttavia considerati rilevanti e
capaci di produrre norme giuridiche (si pensi alla consuetudine).
Sono fonti di produzione del diritto:
1. Le leggi Costituzionali
2. Le leggi ordinarie
3. I regolamenti
4. Le consuetudini

Le fonti si distinguono in categorie che hanno differente efficacia normativa. L’ordine di


queste categorie costituisce la gerarchia delle fonti. Le fonti di produzione sono ordinate
secondo i seguenti criteri:
— il criterio gerarchico, per cui vi sono fonti di grado superiore alle altre (es.: la
Costituzione prevale sulla legge, e a sua volta quest’ultima prevale sui regolamenti);
— il criterio cronologico, per il quale la legge emanata successivamente abroga la legge
precedente che risulti in contrasto con essa (lex posterior derogat priori);
— il criterio di specialità, per il quale in caso di contrasto tra due norme si deve preferire la
norma speciale a quella generale, anche se quest’ultima è successiva alla prima (lex specialis
derogat generali).

LA NORMA E LA SANZIONE

Le norme giuridiche, secondo la dottrina prevalente, presentano i seguenti caratteri:


a) generalità: poiché́ riguardano una generalità di casi e si rivolgono alla generalità dei
consociati.
b) astrattezza: deve essere intesa come suscettibilità di applicazione ad un numero in-
determinato di destinatari e ad un numero indefinito di casi;
c) novità: ogni norma regola una situazione o un comportamento non disciplinati
precedentemente o disciplinati in modo diverso;
d) esteriorità: oggetto della disciplina normativa è l’azione che il soggetto manifesta
all’esterno;
e) coercibilità: si dice cioè che sono coercibili (questa caratteristica le distingue dalle norme
morali, religiose);
d) imperatività: consiste nella sua necessaria cogenza o inderogabilità

In base al contenuto, si distinguono:


 norme precettive: che contengono un comando rivolto ai destinatari;
 norme programmatiche, che fissano principi e obiettivi per il legislatore;
 norme proibitive: che contengono un divieto;
 norme permissive: che concedono o garantiscono ai soggetti determinate facoltà.

La sanzione è la punizione prevista per chi non osserva la norma giuridica, e si manifesta
in una delle seguenti forme:
1. Esecutoria: in cui rientrano sia l’esecuzione forzata che la nullità dell’atto compiuto in
violazione delle norme (art. 2930);
2. Penale: che infligge al violatore una punizione personale o patrimoniale (art. 575 c.p.);
3. Risarcitoria: volte a reintegrare il danno provocato (si pensi all’obbligazione di
risarcire il danno ex art. 2043);
4. Invalidatoria: tendono a privare di efficacia l’atto compiuto (art. 782 c.c.).

INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE E ANALOGIA

L'attività d'interpretazione delle norme è sicuramente alla base dello studio del diritto, in
quanto cerca di andare oltre il semplice significato letterale delle parole usate per cogliere gli
aspetti fondamentali di una norma ed applicarla alle svariate situazioni concrete per cui è
stata creata. L’interpretazione della norma è latto che ne determina il significato.

L’interpretazione vincolante si ha con l’interpretazione autentica, cioè nell’interpretazione


formalmente fissata da una norma di legge detta interpretativa.
I criteri di interpretazione sono:
1. L’interpretazione letterale: impone all’interprete di attribuire alla legge il significato
manifestato dalle parole.
2. L’interpretazione funzionale: impone di non attribuire alla legge altro senso che
quello fatto palese dal significato delle parole secondo la connessione di esse e dalle
intenzioni del legislatore. Per “intenzione del legislatore” non deve intendersi la
volontà soggettiva di chi ha posto in essere la norma, ma l’obbiettivo della legge ( è lo
scopo a cui la legge è indirizzata e che ne costituisce la ratio).
I due criteri non sono divisi, ma si completano: il risultato finale non può essere in contrasto
con il significato letterale della norma. L’interpretazione è:
 Restrittiva: quando viene attribuito un significato meno ambio rispetto
all’interpretazione letterale.
 Estensiva: quando viene attribuito un significato più ampio rispetto
all’interpretazione letterale.

Ma come è possibile ricercare la ratio della legge (l’interesse normativo non può essere
considerato isolatamente) ? Possiamo usare diversi criteri:
1. il primo è quello storico, che cerca il l'intenzione del legislatore in relazione al
momento storico in cui è stata emanata: interpretazione evolutiva 
l’interpretazione si adegua all’evolversi dei valori sociali.
2. Con il secondo s'interpreta la legge in connessione e riferimento della sua collocazione
dell'intero sistema normativo: interpretazione sistematica  interpretazione
coerente con il sistema della legge (es. interpretazione coerente con la Costituzione).

Le norme tendono a regolamentare i fatti socialmente rilevanti, ma può accadere che alcune
situazioni non siano riconducibili a una precisa previsione normativa. Se una controversia
non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che
regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i
principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
1. Analogia legis: è il criterio in base al quale alla fattispecie non regolata si applica la
norma regolatrice di una fattispecie simile.
In linea teorica l’analogia non deve essere confusa con l’interpretazione estensiva in
quanto non riguarda il significato della norma, ma la sua applicazione a casi che non
rientrano nel suo ambito.
2. Analogia iuris: quando non ci sono leggi che regolano casi simili si ricorre ai principi
generali dell’ordinamento giuridico (es. Costituzione).

APPLICAZIONE NEL TEMPO E NELLO SPAZIO

Poiché ogni società ha il suo diritto ed è mutevole, le norme hanno efficacia nel tempo e nello
spazio.

 Spazio: segna i confini geografici della valenza del diritto


 Confini interni
 Confini di diritto europeo
 Confini di diritto internazionale
 Tempo: indica la valenza temporale della norma
 Efficacia limitata
 Abrogazione
 Illegittimità costituzionale

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