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APPELLO ALLA RAGIONE

Traduzione a cura di Angelo, Ale Gimenez e Ivan del gruppo Traduzioni studi e
videoJanuary 24, 2018

11 vaccini: Appello urgente al personale e ai professionisti della sanità.


Cari colleghi, consorelle e confratelli,
La nuova legge che impone 11 vaccinazioni ai bambini è un grave errore della sanità
pubblica. Ne è stata data ampia notizia da parte della stampa.
Noi, professionisti della sanità, medici prescrittori e/o vaccinatori, siamo impegnati
dalla legge in un percorso che potrebbe rivoltarsi contro alcuni dei nostri stessi
pazienti, contro la nostra professione e contro noi stessi.
Ora capirete perché.
Questo appello sottolinea elementi importanti in proposito. Leggetelo attentamente,
prima di accettarlo e firmarlo.
Noi non siamo contro i vaccini: noi ci opponiamo alle vaccinazioni sistematiche e
troppo numerose prima dell’età di 2 anni.
Queste pratiche espongono i piccoli a complicazioni, perché il loro sistema immunitario
non è pronto a ricevere tali aggressioni antigeniche.
Così abbiamo ragione di temere:
- Morti improvvise in culla, anche se sono ancora rare;
- Malattie autoimmuni croniche gravi e handicappanti negli anni seguenti a tali vacci-
nazioni, specialmente date della presenza di quantità eccessive di adiuvanti
alluminici nella composizione della maggior parte dei vaccini;
- Rischi di cancri particolari : delle ossa, dei muscoli, delle cartilagini… cioè i sarcomi,
estremamente gravi negli adolescenti e nei giovani adulti, rilevati già negli animali
che hanno ricevuto vaccini contenenti l’adiuvante alluminio.
Siete particolarmente interessati a quest’appello se siete :

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- Medici e chirurghi generici o specializzati ;
- Internisti di ospedali, qualunque siano le vostre specialità ;
- Studenti in medicina, farmacia, kinesiterapia ;
- Farmacisti di laboratorio o dell’industria ;
- Ostetriche, infermieri, e ogni altro personale di sanità, diplomato o in corso di
formazione.
Se appartenete al grande pubblico, al di fuori delle professioni sanitarie, non esitate a
proporre questo testo a coloro che vi curano. Essi sono più che mai coinvolti e
responsabili.
Questo appella è stato lanciato da due professori in medicina:
Il Prof. Luc Montagnier - premio Nobel in Medicina per la scoperta del virus dell’im-
munodeficienza umana - ed il Prof. Henry Joyeux - premio internazionale di
cancerologia per i suoi lavori in Nutrizione.
Ecco 3 decisioni di estrema gravità.
- Ogni bambino nato in Francia a partire dal 1° gennaio 2018 dovrà
obbligatoriamente ricevere prima dei 2 anni undici vaccini, contro i tre di prima.
- I bambini non vaccinati non avranno più accesso agli istituti di accoglienza
collettiva, a far data dal 1° giugno 2018.
- I genitori refrattari non ricadono più sotto il Codice di sanità pubblica, ma sotto il
Codice penale relativo alla salute del bambino, che prevede una pena molto più
pesante : due anni di reclusione e 30.000€ di ammenda.
Nessuna istruzione specifica viene data in merito alla condizione immunitaria dei
bambini. Non viene detto niente per promuovere l’allattamento al seno (rispettando la
volontà della madre) benché raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità,
e che porta la migliore protezione naturale. L’allattamento permette di posticipare le
vaccinazioni oltre i due anni, se i genitori sono in buona salute.
Questo aumento brutale del numero di vaccini obbligatori, e delle sanzioni, è
presentato dal Ministro delle Solidarietà e della Sanità, Agnès Buzyn, come il mezzo
per “ripristinare la fiducia dei Francesi” nella vaccinazione.
Si tratta di un CONTROSENSO di sanità pubblica, di cui il Ministro - sostenuta di fatto
dai fabbricanti di vaccini - vuole rendere responsabili le famiglie. Tuttavia: Il
procedimento è scientifico? E’ giustificato da un punto di vista medico? infine, è
davvero democratico?
E’ rispettoso del principio di precauzione e del diritto dei francesi e dei trattati
internazionali sottoscritti dalla Francia? Porta beneficio alla salute dei bambini
interessati e del pubblico in generale?
Il dispositivo messo in atto da questa legge, sfortunatamente è più che dubbioso,
viziato di confusione, leggasi: mancanza di trasparenza.
Le famiglie dovranno richiederci, prima di ogni vaccinazione, un certificato di
responsabilità in caso di complicazioni?
Per le 11 malattie, il neonato dovrà ricevere prima del compimento dei 2 anni almeno
quattro iniezioni intramuscolari, senza contare i richiami:
- 1 iniezione esavalente contro Difterite-Tetano-Polio-Pertosse-HaemophilusB ed
EpatiteB;
- 1 iniezione contro Morbillo-Orecchioni-Rosolia (3virus attenuati);
- 1 iniezione contro il Meningococco C;

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- da 1 a 2 iniezioni contro lo Pneumococco: un vaccino contro 13 tipi di
pneumococchi (vaccino chiamato 13-valente) e un vaccino contro 23 tipi di
pneumococchi (vaccino chiamato 23-valente).
Perché è importante la vostra attenzione oggi.
Noi, prof. Luc Montagnier e prof. Henri Joyeux, lanciamo oggi questo Appello ai nostri
confratelli e a tutto il personale della sanità Francese, a causa di un pericolo che vi
riguarda personalmente in qualità di professionisti della salute.
In quanto professionisti della salute, voi siete le sole persona che alla fine sono
responsabili di tutti gli atti che praticate sui vostri pazienti.
Oggi il Ministro della Sanità lascia intendere che lo Stato francese “coprirà” tutti i casi
di incidenti o di effetti collaterali legati ai vaccini. Tuttavia, domani, le nuove leggi sui
“ricorsi collettivi” (class actions) intrapresi da associazioni di pazienti, potrebbero
esporvi a titolo personale ad azioni giudiziarie, con conseguenze potenzialmente
drammatiche sia per la vostra vita professionale che privata. Ciò è ancor più vero in
quanto i laboratori produttori si sono sottratti alle loro responsabilità, visto che i loro
vaccini non sono stati sottoposti a tutti i test che sono richiesti ai medicinali che
devono ottenere una AMM (Autorizzazione all’Immissione in Commercio, AIC - ndt).
Gli effetti di undici vaccini sul sistema immunitario immaturo dei bambini di meno di
due anni e dalla 6^ settimana di vita portano in sé numerose domande alla quali la
Scienza a tutt’oggi non ha dato risposta, in particolare nell’apparizione delle malattie
infiammatorie croniche o auto-immuni.
Sarà molto difficile sostenere il contrario davanti alla Giustizia: molte sentenze anche
a livello europeo hanno già condannato dei laboratori in seguito a malattie causate
dall’alluminio come la miofascite a macrofagi e altre malattie come la sclerosi a
placche (vaccino epatiteB).
E’ attualmente in corso un processo innanzi al Consiglio di Stato, su richiesta di 3055
persone per far ritirare l’adiuvante alluminico presente nei vaccini obbligatori e
rimpiazzarlo col fosfato di calcio. Il Ministro della Sanità deve rispondere al più tardi il
15 gennaio 2018 al Consiglio di Stato.
Le possibili conseguenze negative dell’obbligo vaccinale generalizzato potrebbero
esporre i professionisti della salute ad azioni giudiziarie al fine di ottenere risarcimenti
e interessi in caso di incidente. Queste potrebbero essere esaminate un domani dalla
Corte europea dei Diritti dell’Uomo.
Questa è la ragione per la quale vi invitiamo a prendere ufficialmente posizione al
nostro fianco per chiedere al Governo elementi scientifici supplementari che
giustifichino la sua decisione.
Non si tratta in alcun caso di opporci alla politica vaccinale, o di incoraggiare un
qualunque movimento di “resistenza ai vaccini”, né tanto meno di contestare l’efficacia
dei vaccini per contenere le malattie infettive. Nessun terapeuta serio può contestare
l’efficacia delle vaccinazioni in numerosi casi.
Per contro si tratta di coinvolgere le autorità con i nostri interrogativi e le nostre serie
riserve, poiché la nostra prima preoccupazione è il benessere e la salute dei bambini.
Imporre le undici vaccinazioni non corrisponde, in origine, ad alcuna necessità di
salute pubblica. Contrariamente a quanto affermato dalle autorità, non vi è calo nella
“copertura vaccinale”.
Per giustificare la sua decisione, il Ministro della Sanità ha, infatti, evocato a più
riprese “una copertura vaccinale che on arresta il suo calo”. E’ inesatto. I dati ufficiali
di Santé publique France indicano il contrario: nel 2015 la copertura dei bambini di 2

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anni contro difterite, tetano, poliomielite, pertosse e haemophilus b, superava il 95%,
quando tra il 2000 e il 2013 oscillava tra l’87 e il 91%.
Il tasso di copertura per gli altri vaccini era in uguale progressione. La vaccinazione di
base del bambino (3 dosi) raggiungeva il 98% o più per il DTP che è “molto elevato e
conforme agli obiettivi di salute pubblica” secondo il citato ufficio.
Se oggi il Governo rende obbligatori undici vaccini anziché tre, è per una ragione
perfettamente nota, che ha intenti ben diversi da quelli della medicina pura. Si tratta
di eludere una DECISIONE del Consiglio di Stato, una Organo giurisdizionale
amministrativo e non medico, che riguardava il vecchio ministro della Sanità.
Infatti, l’8 febbraio 2017, il Consiglio di Stato, Organo giurisdizionale amministrativo
supremo, ha richiesto al ministero della Sanità “entro un termine di sei mesi, e salvo
che la legge non evolva ampliando il campo delle vaccinazioni obbligatorie, di adottare
misure o di coinvolgere le autorità competenti per permettere di rendere disponibili
vaccini corrispondenti solo a quelli obbligatori”.
Questi vaccini “corrispondenti solo a quelli obbligatori” erano DT-Polio, che si è
dimostrato valido e che le famiglie richiedevano. La petizione che uno di noi ha
lanciato su questo argomento è stata sottoscritta da 1.138.888 persone senza la
benché minima pubblicità da parte dei media, anzi al contrario.
Ma la sola DT-Polio non era più disponibile nel 2008, per un calcolo e intesa tra i
produttori, e nel silenzio assordante delle autorità, che hanno lasciato esaurire le
riserve nelle farmacie nel corso di 7 anni. Il DTP non esisteva più, se non abbinato ad
altri vaccini cosiddetti “multivalenti”.
Perché la scelta di questa strada quando la legge allora in vigore, che poggiava su basi
scientifiche non controverse, prevedeva solo il DTP?
Nel complesso, l’obbligo di undici vaccini permette di allineare la legislazione sui
vaccini con lo stato di fatto imposto dai produttori, che hanno reso introvabile il DTP in
farmacia, senza tener conto delle esigenze delle famiglie.
Sottoscrivete questo APPELLO ALLA RAGIONE per difendere l’interesse dei vostri
pazienti e per esigere dalle autorità un dibattito su basi serie esclusivamente mediche
e scientifiche, escludendo i produttori e i loro affiliati.
Senza una giustificazione scientifica né medica seria per la scelta di undici vaccini, IO
FIRMO L’APPELLO ALLA RAGIONE.
Gli undici vaccini ormai obbligatori erano finora raccomandati nel calendario vaccinale,
dalle Autorità, sulla base di dati scientifici che non sono stati messi in discussione.
Tuttavia, non corrispondono a le malattie che rappresentano un rischio significativo
per TUTTI i bambini.
Il Primo Ministro Edouard Philippe ha invocato, nel suo discorso di politica generale di
luglio 2017, le dieci morti a causa del morbillo tra 2008 e 2016 per giustificare
l’obbligo della vaccinazione contro il morbillo.
Ciononostante, come lui stesso ha risposto al Collegio Nazionale d’Insegnanti (CNGE),
la maggior parte delle persone decedute soffrivano di un deficit immunitario per cui
erano controindicati questi vaccini. Bisogna credere che il Primo Ministro non era stato
informato di questo dai suoi consiglieri?
Dov’è la logica? Noi medici, come possiamo ancora giustificarci, restare credibili
davanti ai nostri pazienti che ci chiedono delle spiegazioni?
E questo non è tutto. Perché rendere obbligatorio il vaccino dell’epatite B ed il
meningococco C?

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 L’epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue e i rapporti
sessuali. Il vaccino è quindi utile nei bambini cui genitore è portatore del virus.
Ebbene, c’è un test obbligatorio per la madre alla fine del 2do trimestre di gravidanza.
Questo vaccino è inutile in almeno il 95% dei neonati. Perché fargli correre il rischio,
anche se molto basso, di effetti indesiderati, senza alcun beneficio?
Secondo gli esperti, la durata di protezione contro il VHB resta incerta, sarebbe lunga
(> 15 anni): attualmente, nessun richiamo sembra necessario.
Dovrebbe essere quindi attorno ai 15 anni che si dovrebbe vaccinare e
soltanto a coloro che corrono il rischio per i loro comportamenti o per la loro
professione.
Infine, affermare che con il vaccino contro l’epatite B non c’è nessun disturbo
associato al sistema neurologico entro 2 anni, né danni più tardivi, quando si sa che ci
sono 25 casi di sclerosi multipla (SEP) in più ogni anno (700 bambini in totale in
Francia), cominciando verso i 6 anni e in un’età media tra gli 11 e 12 anni.
È necessario uno studio epidemiologico rigoroso per comparare i casi di SEP quando
c’era il solo vaccino DTP contro la posteriore diffusione dell’esavalente raccomandata.
Lo stiamo aspettando.
 Le infezioni di meningococco C sono a rischio infinitesimale in tempi normali. La
vaccinazione dovrebbe essere prevista solo in casi di rischio di epidemia dimostrata. Al
di là di questo caso, in una lettera aperta ai deputati, i colleghi medici generali
estimano che: “la vaccinazione di massa contro il meningococco C rischia di provocare
più effetti indesiderati gravi tra i lattanti che benefici nella popolazione generale. [5]”.
Noi condividiamo la loro posizione.
Attualmente si conoscono 27 malattie batteriche, 27 malattie virali, 10 malattie
parassitarie, 2 malattie micobatteriche. La decisione di vaccinare contro certe, e non
altre, necessita di un dibattito scientifico che non ha avuto luogo.
C’è tuttavia una logica, ma questa non è di carattere medico né scientifico.
È una “logica” amministrativa che conviene alle Autorità, senza parlare dei
laboratori farmaceutici.
Ma questa “logica” comporta a noi, professionali della salute, un’insicurezza giuridica
importante. Ci mettiamo in opposizione alla legge francese ed ai diritti internazionali
come potrete constatare!
Non conformità del obbligo vaccinale della legge francese con i diritti internazionali
Nel 2005, l’UNESCO ha adottato la Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti
dell’uomo con un consenso di 193 paesi compresa la Francia. Essa stipula che tutti
gli interventi medici preventivi devono essere effettuati solo con un previo consenso,
libero ed informato, della persona e fondato su sufficienti informazioni.
Questo non è evidentemente il caso della vaccinazione obbligatoria che viene imposta ai
genitori sotto minaccia di sanzioni penali e di esclusione discriminatoria dalle
collettività (esclusione dalle scuole e asili nido a partire dal 1 giugno 2018). Cosi i bambini
fragili dopo sedute di chemioterapia, o i poli-allergici, che non possono, non devono
essere vaccinati, saranno anche loro esclusi dalle collettività? Non c’è niente che lo
indichi.
Dall’altra parte, la Dichiarazione Universale della Bioetica ed i Diritti dell’Uomo
prevedono nel loro articolo 2 che il “solo interesse della Scienza o della Comunità non
deve prevalere”. Ebbene, il principale argomento formulato a sostegno dell’obbligo
vaccinale è l’interesse della comunità, in nome della protezione delle persone che non
possono essere vaccinate per ragioni mediche.

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Siamo allora, anche là, in contradizione.
In più, il nuovo obbligo vaccinale contradice la legge del 4 marzo 2002 relativa al
diritto dei malati, che precisa che “nessun atto medico né nessun trattamento può
essere praticato senza il consenso libero ed informato della persona”.
Infine, il “Principio di Precauzione”, presente nella Costituzione Francese, si
oppone evidentemente alla sperimentazione di massa, su tutta la
popolazione dei neonati.
La decisione di vaccinare deve restare responsabilità di ogni medico e di ogni
famiglia, senza imposizioni e, tenendo in conto i fattori ereditari, le predisposizioni
del neonato, la qualità di vita ed il rischio reale d’infezione di ogni malattia.
Ci sono delle informazioni che i medici devono avere e non è concepibile che questo
non accada: non si vaccina alla cieca.
Nei paesi europei dove la vaccinazione non è obbligatoria non si riscontrano più casi di
bambini infetti che in Francia.
No sarebbe più opportuno che il governo ragionasse in termini di raccomandazioni e non
nella modalità di obbligo-sanzione? I medici ed i loro pazienti non sono stupidi. Ed è ben
saputo che la responsabilizzazione dà migliori risultati che la colpevolizzazione.
Crede veramente il ministro della salute che restaurerà la fiducia nella vaccinazione
lasciando nelle spalle dei genitori e dei professionali della sanità cosi tante inquietudini?
Nessun consenso medico né cittadino sulle undici vaccinazioni obbligatorie
Una consultazione ai cittadini ha avuto luogo ma, al contrario di quello che dicono le
autorità e la maggior parte dei media, questa consultazione non si è pronunciata
a favore dell’obbligo vaccinale.
Le Monde Diplomatique di gennaio 2018 ricorda che il presidente della consultazione
ai cittadini riguardo i vaccini, il nostro collega Alain Fischer, “non aveva menzionato
nella sua dichiarazione pubblica d’interessi l’aver ricevuto nel 2013 un premio Sanofi-
Institute Pasteur di 100.000€. Inoltre, le conclusioni da lui presentate non hanno
rispecchiato i punti fondamentali della consulta.”
I Professori Olivier Saint-Lary e Vincent Renard, rispettivamente Presidente e Vice-
Presidente del Collegio Nazionale di Insegnanti (CNGE) gli hanno ricordato con forza
nel Quotidien du Médecin del 27 novembre 2017 (p.15) sotto il titolo: “Obbligo
vaccinale: il bilancio beneficio/rischio sembra non favorevole.”:
“una consultazione cittadina ha avuto luogo, nessuno dei gruppi consultati (utenti e
professionali) si è pronunciato a favore di quest’obbligo. La conclusione è stata
proposta svincolandosi dalle raccomandazioni di entrambi i gruppi.”
Siamo davanti ad un processo di annullamento della democrazia. Questo
elemento potrebbe tornare contro la decisione del ministero della sanità.
Il comitato di orientamento della consulta cittadina sulla vaccinazione è stata inoltre
denunciata come “un vera e propria operazione di propaganda (…) svolto per incitare i
Francesi a vaccinarsi” dal ex-segretario generale della Conferenza Nazionale della Salute
Thomas Dietrich [6], che ha denunciato la mancanza di trasparenza sulle questioni di
sanità.
Secondo l’Associazione per un’informazione Indipendente Formindep, questa
consultazione costituisce “un totale fallimento” e riflette “un quadro allarmante della
nostra democrazia sanitaria”.
La questione degli adiuvanti, in particolare l’alluminio nei vaccini, non è ancora risolto.

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Gli antigeni presenti nei vaccini sono associati a degli ADIUVANTI che non
sono esenti di rischi [7] destinati a stimolare in un modo non specifico il sistema
immunitario, ancora in sviluppo, del neonato.
Il più utilizzato in Francia è l’idrossido d’alluminio
Quando il ministro Agnès Buzyn tranquilliza le famiglie affermando che questo
adiuvante è utilizzato e ben tollerato da 90 ani, non tiene in conto della quantità
iniettata né degli effetti secondari come l’aumento di reazioni allergiche. Questi
effetti indesiderati erano finora poco documentati e la loro capacità di
avvelenare era minore perché precedentemente si apportava meno alluminio. Senza
contare che la pratica recente dell’iniezione intra-muscolare del vaccino lo rende più
nocivo.
Inoltre i grandi cambiamenti del medio ambiente (polluzione chimica dei nostri
alimenti con erbicidi, i perturbatori endocrini e, può essere anche la polluzione
elettromagnetica) potrebbero rendere fragile la risposta immunitaria ai vaccini
favorendo la penetrazione dell’alluminio nel cervello dei neonati.
Quando la ministra cerca sui grandi media di allarmare le famiglie, si inorgoglisce
della decisione presa, denigra chi – senza essere contrari ai vaccini -, è per una
somministrazione dei vaccini adattato all’età del neonato, sotto responsabilità del
medico, questo lo fa non adottando un’attitudine responsabile.
Non bisogna perciò ignorare che :
 l’alluminio è stato ritirato dai vaccini per animali a seguito dell’apparizione di
sarcomi (cancri molto gravi) in particolare nei gatti, nelle zone vaccinali, e anche
nel sistema osseo, i cartilagini, i muscoli.
Uno studio italiano sui “fibrosarcomi dei cani sul luogo d’iniezione dei
vaccini. Comparazione con quella dei gatti”, è molto chiara, in particolare
nella introduzione: “depositi di alluminio sono stati rilevati in otto
fibrosarcomi canini sul sito della presunta iniezione cosi come in 11
fibrosarcomi post-vaccinali felini per il metodo acido aurintricarboxylic.
[8]”
Chiediamo che ricerche di questo tipo siano effettuate tempestivamente
sui giovani colpiti da sarcomi, qualunque sia la localizzazione di tale
sarcoma.
 L’alluminio è stato ritirato dai prodotti cosmetici a seguito del assorbimento
transcutaneo che potrebbe aumentare il rischio di cancro al seno.
Gli animali, i prodotti di bellezza sono dunque protetti. Ma non i vaccini per i bambini,
nonostante l’alluminio venga direttamente iniettato nel muscolo, bypassando le
protezioni (barriera intestinale, epidermica).
Gli 11 vaccini obbligatori per i neonati contengono 3,8 mg d’alluminio, iniettato nel
muscolo, che supera di gran lunga gli standard autorizzati per gli adulti.
Contrariamente a quello che si ripete nei numerosi media mal informati, e dalla
ministra stessa, la tossicità dell’alluminio nei vaccini è stata chiaramente stabilita dai
lavori di Pr Romain Gherardi [9] che sono stati oggetto di pubblicazioni
internazionali nei più alti livelli.
Nello stesso modo, l’equipe di Pr Cristophe Exley, specialista in alluminio da 30
anni, ha potuto recentemente rilevare la presenza tossica di alluminio nel cervello di
persone autistiche decedute. Alcuni di appena 14-15 anni. “L’alluminio è intracellulare.
Nei neuroni ma soprattutto nelle cellule che non sono neuronali. Sono le cellule pro-

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infiammatorie. Cellule che vengono da corpi che trapassano la barriera sangue-
cervello portando l’alluminio in sé.”
La via di somministrazione è molto importante, perché preso per via digestiva l’alluminio
viene normalmente rigettato nelle scorie e quindi senza danneggiare, ciò non è
comparabile all’iniezione intramuscolare, come alcuni vogliono far credere, perché allora
la maggior parte dell’alluminio vaccinale viene catturato e trattenuto nel sistema
immunitario.
L’idrossido di alluminio dei vaccini ha l’inconveniente di persistere per troppo
tempo (parecchi anni) nell’organismo. Questa persistenza biologica è
responsabile:
- della miofascite macrofagica nella zona d’iniezione del vaccino: il 22
dicembre 2017, una donna ha avuto l’indennizzo in conseguenza allo sviluppo di
una miofascite macrofagica dopo la vaccinazione contro l’epatite B che contiene
alluminio come adiuvante;
- di effetti in altre parti del corpo, come gli organi linfatici, il cervello, le ossa, i
reni…, con effetti a lungo termine che non si possono più nascondere alla
popolazione.
Rischio di morte improvvisa del neonato dopo la vaccinazione!
La somma dei vaccini, utilizzati troppo presto sui neonati, può scatenare una
risposta infiammatoria forte, liberando proteine speciali fabbricate da un sistema
immunitario aggredito, le citochine [10], potendo provocare la morte improvvisa
del neonato.
Una correlazione temporale è riconosciuta in casi precisi.
Negli USA, nel 2017, una pubblicazione [11] è stata fatta includendo 20.131 casi di
complicazioni segnalate dopo la vaccinazione contro l’epatite B, -51% riguardava
bambini di meno di 2 anni-, 197 Sudden Infant Death Syndrom (SIDS), il che vuol
dire Morti di Culla o Morte Improvvisa del neonato. In altri di più di un mese e meno di
2 anni, si sono osservati soprattutto i danni al sistema nervoso.
Molto tempo prima, una pubblicazione del Consumer Health (vol. 22 Issue 4 April,
1999), del Dr Viera Schreiber riporta 41 casi di bambini morti nei 21 giorni successivi
alla prima iniezione vaccinale. Più di tre quarti delle morti improvvise sono state
correlate alla vaccinazione.
La Dr Schreiber si era presa la cura di registrare ed analizzare i problemi
respiratori nei lattanti prima e dopo la vaccinazione. Ha dato come riferimento il suo
libro “Vaccination: The Medical Assault on the Inmune System”.
In Giappone, nel 1975, 37 casi di morti improvvise sono state segnalate e
relazionate ai vaccini. Le vaccinazioni prima dei due anni furono rimosse dal governo
giapponese tra 1975 e 1988. Le segnalazioni di morti improvvise cessarono,
finche la libertà di vaccinare dai 3 mesi ai 48 mesi riprese, e che il tasso di
morti improvvise riparti in aumento.
Nel 1982, in Neurology, William C. Torch, pediatra neurologo, pubblicò “Diphteria-Pertusis-
Tetanus (DPT) Immunization: a potential cause of the Sudden Infant Death Syndrom
(SIDS)” [12]. Su 200 casi randomizzati, rapporta 70 casi di morte improvvisa di neonati,
2/3 di loro erano stati vaccinati nel corso delle 3 settimane precedenti. Osservò anche un
aumento del numero di casi, se si prende in considerazione un periodo più lungo.
Evidentemente tutte queste pubblicazioni sono state fortemente e aggressivamente
attaccate. Ma non possiamo negare la relazione temporale tra vaccinazione
precoce e morte improvvisa.

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Quindi questo rischio non può essere ignorato. Dovete essere informati di modo che
conosciate esattamente i rischi possibili di questi 11 vaccini iniettati ai neonati prima
dei 2 anni d’età.
Riteniamo indispensabile che questa informazione sia messa a vostra conoscenza.
Dei medici Indiani nel 2017, riferiscono dopo la vaccinazione esavalente, - le prime 6
che fanno parte delle 11 vaccinazioni oggi obbligatorie-, tra le morti improvvise, 93,3%
dei decessi dei lattanti di meno di un anno di età nei 10 primi giorni dopo la
vaccinazione, con una maggiore concentrazione nei primi 3 giorni, e 7% nei 10 giorni
dopo.
In India da più' di un anno, l'83 per cento dei decessi sono stati inventariati nei primi
dieci giorni ed il 17 per cento dopo il decimo giorno.
La pubblicazione fa riferimento al rapporto confidenziale (n.19) fornito alle autorità'
europee (EMA – EUROPEAN MEDICAL AGENCY) per mezzo della firma di Glaxo Smith
Kline (GSK) sul soggetto.
I colleghi indiani domandano alle autorità sanitarie del loro paese di revisionare la loro
CONFIANCE nelle affermazioni dell''EMA.
Ecco perché'. Dovrebbe essere al solo medico, e sotto la sua responsabilità, di
prescrivere, in accordo con le famiglie, quella oppure quell'altra vaccinazione nei
nascituri, nei bambini, o negli adulti, in funzione del loro stato di salute e dei lori
bisogni di protezioni, seguendo il loro ambiente ed il loro modo di vita.
Per una vera conoscenza delle complicazioni legate alle vaccinazioni
la grande reticenza alle 11 vaccinazioni obbligatorie si spiega anche per mezzo della
non presa in conto delle complicazioni legate ai vaccini, molto più' gravi e numerose di
quello che affermano le autorità sanitarie.
I casi di autismo, di fibromialgia, di fatica cronica, narcolessia, ed altre patologie
autoimmuni attribuite da parte dei pazienti alle vaccinazioni restano troppo numerosi,
per essere scartati definitivamente.
In effetti, secondo il professore Daniel Floret, presidente del Comitato tecnico delle
vaccinazioni, « e' generalmente ammesso che dal 1 al 10 per cento degli effetti
secondari ai medicamenti, farmaci, fanno l'oggetto di una dichiarazione ai centri
regionali di farmacovigilanza”, questo sta a significare che la maggioranza dei casi non
viene analizzata.
In particolare, non è dimostrato che alcun legame non sarà mai stabilito con la
vaccinazione, specialmente per dei casi di cancro osservati nei bambini e nei giovani,
come i sarcomi, cancri molto gravi, che hanno legami con l'alluminio negli animali
nelle differenti parti del corpo, ma che restano nei bambini e negli adolescenti senza
causa/e riconosciuti/e, al di fuori di depressione immunitaria maggiore.
Di fronte a questi rischi reali, la fiducia non sarà restaurata che proponendone di
migliori, iniettati separatamente secondo l'età del bambino, testati come i medicinali,
e che siano privi di adiuvanti nocivi.
Non alle precipitazioni
Fino ad oggi, le autorità francesi fanno orecchi da mercante e non ascoltano i cittadini
che si esprimono, subito catalogati come “complottisti” ed “anti”, né i professionisti di
sanità che si preoccupano.
Questo no corrisponde assolutamente alla nostra posizione, la quale è di prudenza, sia
scientificamente provata, e che si rifà a delle numerose conclusioni di esperti di
laboratori indipendenti.

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Oggi, la decisione affrettata del governo di imporre le 11 vaccinazioni obbligatorie
mette tutti i professionisti delle scienze mediche in una posizione non confortevole.
Prima che si producano le prime conseguenze dell'applicazione della legge, noi vi
invitiamo a firmare codesto APPELLO ALLA RAGIONE, al fine di porre dei quesiti e
domandare un dibattito aperto su delle basi mediche e scientifiche.
FIRMO L'APPELLO ALLA RAGIONE
Noi siamo in democrazia e la forza dei numeri è indispensabile per far vivere il
dibattito ed impedire che venga rinchiuso in un contesto politico vincolante,
autoritario, e cieco, ove i danni collaterali sono conosciuti in anticipo.
Oggi, ci assicurano che andrà tutto bene. I recenti affari del mediatore ed altri
farmaci, dove numerosi medici sono stati messi in causa, asserendo che le
assicurazioni delle autorità sono meramente illusorie.
Esse non sono inoltre conforme al giuramento di Ippocrate ed al principio della
responsabilità del medico.
E' per questo che vi vi invitiamo a firmare il nostre APPELLO ALLA RAGIONE, ed a
trasferire codesto messaggio a tutti i vostri conoscenti.
Ancora una volta, non si tratta in alcun caso di opporsi al principio della vaccinazione,
ma al contrario, di riaffermare, al contrario di quanto stia facendo una politica
avventurosa che non può' far altro che condurre a seminare ancora più dubbi che nello
spirito.
Secondo il VACCINE CONFIDENCE PROJECT (“progetto fiducia nei vaccini”) i cui
risultati sono stati pubblicati sul EBIOMEDECINE nel settembre 2016, il 41 per cento
dei francesi interrogati afferma che i vaccini non sono più sicuri, un record mondiale,
malgrado una propaganda pro vaccinale molto intensa e recente.
Il fenomeno non può' più' essere ignorato. Sorpassa largamente il cerchio dei militanti
anti vaccini che resta molto marginale ed al quale, si cerca, troppo sovente ad
associarci senza il mero discernimento.
Per restaurare la confidenza, domandiamo al Governo di dialogare, la trasparenza, un
vero dibattito scientifico basato su delle prove mediche, al fine di una decisione
veramente conforme al bene comune.
IN CONCLUSIONE NOI DOMANDIAMO UN IMPEGNO FORMALE ED OFFICIALE DELLE
AUTORITA' DI SANITA' SUI SEGUENTI 5 PUNTI:
- No a vaccinazioni obbligatorie prima dei due anni dei bimbo, tranne che per
necessità giustificate e prescritte dal medico responsabile.
- la considerazione della protezione fornita dagli anticorpo del latte materno al fine
che il maggior numero di bambini possa beneficiare (e secondo la libera scelta
della madre), come da raccomandazione O.M.S., per rimandare la data delle
vaccinazioni.
- La sottomissione imperativa dei vaccini a dei test adattati, inspirati da quelli dei
medicinali per ottenere l'AMM.
- la sospensione della vaccinazione dei lattanti contro l'epatite B, inutile dalla sesta
settimana di vita
- -la messa a punta di adiuvanti non tossici nei vaccini, come il fosfato di calcio che è
inoffensivo, le prove scientifiche hanno dimostrato la tossicità dell'alluminio.
Non è a questo prezzo che la fiducia vaccinale sarà' ristabilita nel nostro paese.
Non esitate a diffondere questo APPELLO ALLA RAGIONE a tutto il personale medico di
vostra conoscenza.

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Essi stessi devono essere protetti per restare al servizio dei loro pazienti.
RingrazindoVi,
Pr. Luc Montagnier, Pr Henri Joyeux

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