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Sarà la pedofilia il nuovo “orientamento”

sessuale dell’ideologia gender?


di Francesco Lamendola - 06/03/2016
Fonte: Il Corriere delle regioni
Se c’è una cosa che fa veramente infuriare i militanti dei movimenti omosessualisti
(non gli omosessuali in quanto individui, i quali possono essere benissimo delle bave
persone), che sono centinaia e godono anche del riconoscimento ufficiale delle Nazioni
Unite, è anche solo accennare alla connessione esistente fra le lobby omosessualiste e
l’area della pedofilia militante, ossia di quei gruppi di simpatizzanti o praticanti la
pedofilia, i quali richiedono un riconoscimento per il loro specifico “orientamento”,
sostenendo che nessuno ha il diritto di giudicarli o di condannarli in base al loro modo
di essere. Eppure tale connessione esiste, ed è un fatto – si pensi soltanto ai legami,
provati e dimostrati, fra l’I.L.G.A. (International Lesbian and Gay Association) ed il
N.A.M.B.L.A. (North American Men-Boys Love Association), e alle ostentate
dichiarazioni di simpatia e di solidarietà, da parte di leader storici dell’omosessualismo
e di esponenti di spicco dei vari Gay Pride, nei confronti delle rivendicazioni dei gruppi
di pedofili militanti. Ciò non significa affatto porre una equivalenza, sic et simpliciter,
fra omosessualità e pedofilia; tuttavia è innegabile che le forme di approvazione e di
sostegno che giungono ai movimenti di rivendicazione dei “diritti” dei pedofili, arrivano
da esponenti della galassia omosessualista e mai dall’altro lato della barricata, ossia
da parte di persone eterosessuali, per quanto attive possano essere nelle battaglie per
il riconoscimento dei diritti civili a tutte le minoranze possibili e immaginabili.
Questo non equivale a negare che vi siano dei pedofili tra le persone di orientamento
eterosessuale; però significa che, fra di esse, per una serie di ragioni, ma
essenzialmente per il riconoscimento che la pedofilia è un comportamento sessuale
moralmente e socialmente inaccettabile, nessuno si sogna, o si è mai sognato, di
chiedere uno “sdoganamento” delle pratiche di pedofilia, mentre da parte di esponenti
della cultura omosessuale militante ciò è avvenuto e avviene tuttora, con una certa
frequenza. Perché, dunque, non si dovrebbe dedurne che esiste una connessione fra le
due cose? In nome di quale principio si dovrebbe far finta di non aver notato una cosa
tanto evidente, e che è sotto gli occhi di chiunque sia disposto a prenderne atto?
Piuttosto, arrivati a questo punto, con gruppi di pressione che giungono a chiedere il
riconoscimento dei “diritti” dei pedofili nei vari Palamenti dei Paesi europei, e,
naturalmente, la cancellazione del reato di pedofilia dai codici penali, ci si può
domandare se questo non sia il preludio alla tappa ulteriore: il riconoscimento che la
pedofilia è, puramente e semplicemente, un “orientamento” sessuale, così come si
vorrebbe che lo siano l’omosessualità, maschile e femminile, la bisessualità e la
“transessualità”. Cioè qualcosa di moralmente lecito e che si può anche insegnare anche
a scuola, in perfetta buona coscienza, mettendola sullo stesso piano di qualunque altro
atteggiamento sessuale.
Ci saranno, poi, un settimo orientamento sessuale che la legge e l’opinione pubblica
dovranno accettare e legalizzare, e quindi un ottavo, un nono, un decimo? Quando e
dove ci si fermerà, ora che è stata imboccata questa strada: la strada che sostituisce
alla nozione di “genere sessuale” quella dell’”orientamento sessuale”, che, a differenza
del primo, non è un dato biologico, ma un semplice atteggiamento, che, oltretutto,
può anche essere transitorio, e che non tiene in alcun conto quel che ha da dire in
proposito Madre natura? Oh, lo sappiamo: i sostenitori della teoria del “gender” – i
quali marciano, è bene ricordarlo, non già in ordine sparso, ma con il massiccio
sostegno delle multinazionali, delle grandi banche e delle istituzioni ufficiali delle
Nazioni Unite, dell’Unione europea e del Congresso americano – contestano l’idea che

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sia la “natura” a fare la differenze sessuali, e accusano di “naturalismo” quelli che lo
affermano, inclusa la Chiesa cattolica.
Sì, è vero: ogni volta che accendiamo la luce elettrica, che saliamo sulla nostra
automobile, che prendiamo una pastiglia di Aspirina, noi stiamo facendo qualcosa di non
naturale, di “artificiale”; ma ottenere un figlio con la fecondazione eterologa, o, peggio,
con la pratica dell’utero in affitto, non sono precisamente la stessa cosa. È inutile che
costoro si nascondano dietro un dito: per creare la vita ci vogliono un uomo e una
donna; per fare una famiglia, ci vogliono un uomo e una donna. Non solo uno
spermatozoo e un ovulo: questa, sì, sarebbe una visione brutalmente “naturalistica” del
sesso. Lo spermatozoo e l’ovulo - anzi, lo spermatozoo e l’utero - sono le parti
anatomiche mediante le quali si produce il fenomeno “vita”, ma nel contesto di relazioni
umane significative, dal punto di vista affettivo, psicologico e morale, fra un uomo e
una donna. Pensare che tutto ciò sia solo “natura” e che appartenga, perciò, al passato,
in nome di un approccio puramente edonistico e utilitaristico al sesso, reso possibile
esclusivamente grazie alla tecnologia moderna, significa far regredire la società di secoli
e millenni. Significa farla tornare ai disordini obbrobriosi della decadenza tardo-romana;
e tutto questo all’insegna della più sfacciata ipocrisia, perché si dichiara, in nome
dell’amore - anche omosessuale - che l’importante è assicurare dei genitori ai bambini
che ne sono privi; ma intanto, silenziosamente e con efficienza e determinazione degne
dei metodi nazisti, si continuano a sopprimere i feti di milioni di nascituri, per non
disturbare i progetti – pardon, volevamo dire: i diritti - delle loro madri.
Scrivono Enrica Perrucchietti e Gianluca Marletta nel libro «Unisex. Cancellare
l'identità sessuale: la nuova arma della manipolazione globale» (Bologna, Arianna
Editrice, 2015, pp. 149-154):
«Il connubio tra "gender" e pedofilia è una tendenza che si è radicata in modo
sotterraneo, divenendo un pericolo concreto per il prossimo futuro, mentre la maggior
parte delle persone rimane totalmente all'oscuro di questa prospettiva (e
probabilmente, se ne fosse a conoscenza , sarebbe più cauta nel sostenere certe tesi).
L'ideologia "gender" viene presentata alle masse come l'emblema del progressismo
moderno, unico vessillo in difesa delle minoranze. Nelle "alte sfere" dei fautori del
"mondo gender", però, la pedofilia non solo non è considerata un crimine esecrabile,
ma viene addirittura ritenuta un punto necessario e inevitabile del progresso della
morale umana. Come abbiamo già visto, Kinsey e Money non avevano alcuna remora
a riconoscere la pedosessualità e la pedofilia come momenti irrinunciabili della
"liberazione sessuale" dell'umanità. Secondo Kinsey, ad esempio, essendo i bambini
creature già pienamente "sessuate" praticamente fin dalla nascita, "il problema della
pedofilia sarebbe un falso problema, dal momento che non esisterebbe il pericolo di
corrompere l'innocenza dell'infanzia, che tanto ripugna le coscienze, perché
quest'innocenza sarebbe solo uno dei tanti miti inventati".
Dal canto suo, John Money, l'inventore dell'IDEOLOGIA DI GENERE, era notoriamente
un sostenitore dell'intimità sessuale fra adulti e bambini; nella sua prefazione al saggio
di Theo Sandfort "Boys and their contacts with men", egli affermava che i bambini sono
naturalmente "eccitati sessualmente" dalle carezze degli adulti e degli stessi genitori,
lasciando così intendere che lo stesso "amore genitoriale" altro non sia che una
"sublimazione" dell'attrazione sessuale: "La maggior parte degli adulti ama carezzare i
bambini e i bambini rispondono a questo tipo di intimità eccitandosi sessualmente ed
eroticamente. In verità, essi sono incapaci di essere eccitati da qualcuno troppo
giovane. Per loro non esiste una sovrapposizione tra l'amore genitoriale e quello
sessuale".
Dunque, poiché sarebbe il bambino stesso, secondo gli ideologi del "gender", a
ricercare il contatto erotico con gli adulti, nulla si opporrebbe a uno sdoganamento

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della pedofilia: una pedofilia, naturalmente, che si vorrebbe "non violenta" e
"rispettosa" della scelta del bambino.
A partire da tali presupposti, pertanto, non devono sorprendere troppo i numerosi
"momenti di incontro" tra ideologia omosessualista e pedofilia, che vi sono stati negli
ultimi decenni. [...]
Negli anni Settanta Mario Mieli, uno dei più seguiti capiscuola italiani del pensiero
"gender", alla cui memoria è dedicato il Circolo di Cultura Omosessuale di Roma,
scriveva nel suo saggio "Elementi di critica omosessuale": "Noi checche rivoluzionarie
sappiamo vedere nel bambino non tanto l'Edipo, o il futuro Edipo, BENSÌ L'ESSERE
UMANO POTENZIALMENTE LIBERO. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo
desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso
e abbraccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l'amore con
loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi
amorosi al bambino che la società, invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra,
NEGA, calando sul suo erotismo la griglia edipica".
Se tuttavia i toni di alcuni politici europei sono rimasti cautamente ambigui, in tema di
pedofilia, decisamente più esplicite e di altro tono sono state le dichiarazione degli
esponenti del Partito radicale italiano, a partire da quelle del suo leader Marco
(Giacinto) Pannella.
Nel luglio del 2013 un giornalista del sito LoSai.eu ha intervistato il politico, postando
poi il video integrale dell'intervista su YouTube. Nell'intervista, pannella difende la
pedofilia e l'incesto, dichiarando che i problemi di fondo della nostra società sono la
"sessuofobia" e il pregiudizio secondo cui il minorenne sarebbe "minorato" e quindi
incapace di scegliere liberamente di avere rapporti sessuali con adulti [...]. Incalzato
dal giornalista a chiarire la sua posizione, Pannella si arrabbia e finisce per troncare
l'intervista con una sequela di insulti. Il giornalista aveva infatti ricordato al leader
radicale quanto segue:
1. Nel luglio del 2010 la senatrice radicale del PD Donatella Poretti, vicina al mondo
omosessuale, chiedeva l'abrogazione degli articoli 564 e 565 del Codice penale sui
reati contro la morale della famiglia. L'articolo 564 del Codice penale prevede la
reclusione da uno a cinque anni per chiunque commetta incesto con un discendente o
un ascendente, oppure con un fratello o con una sorella. La Poretti spiegava: "Due
articoli inutili, dal momento che dal 1996 la violenza sessuale è divenuta un reato
contro la persona e non più contro la morale, che creano una confusione tra peccato e
reato, tipica di Stati confessionali e non laici come il nostro".
2. Nel 2006 Marco Cappato, deputato europeo radicale, difendeva al TG2 il diritto dei
pedofili olandesi ad avere il loro partito, esprimendo il desiderio venisse regolata da
leggi, “così non ci sarebbe violenza ma soltanto amore”.
3. Nel marzo del 2002 William Andraghetti, autore del “Diario di un pedofilo” (al quale
si devono aforismi quali: “Penso che oggigiorno le categorie di persone più bistrattate
dai mezzi disinformazione siano due: i satanisti e i pedofili”; “Ho sempre sostenuto nel
mio libro ‘Diario di un pedofilo’che per chi è diverso la giustizia non potrà mai
esistere”; e “Per alcune categorie di imputati, ieri la “banda dei pedofili” e oggi la
“banda dei satanisti”, non ci sarà mai vera giustizia e nessuna tutela”), scriveva a
Marco Cappato chiedendogli un parere sulla pedofilia. Questi rispondeva:”Mi pare che i
radicali siano e siano stati e siano molto chiari nel denunciare i metodi da caccia alle
streghe sui casi di pedofilia, così come il proibizionismo su Internet e la
sottovalutazione dell’impatto della pedofilia ‘domestica’. Al centro delle nostre varie
operazioni antipedofilia c’è stata la demonizzazione nei confronti di Internet, con
procedimenti penali anche a carico di chi ha semplicemente visitato siti pedofili”.

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4. Il 5 dicembre 2000 Daniele Capezzone, che allora militava ancora nelle file dei
radicali di Pannella, affermava: “Nessun ordinamento, se non un ordinamento nazista
o comunista, può criminalizzare un orientamento sessuale in quanto tale, come
“stato”, come “condizione”, come “essere”. […] Criminalizzare i pedofili in quanto tali,
al contrario, non serve certo a tutelare i minori” (che dovrebbero piuttosto essere
tutelati da chi immagina questo tipo di tutele), ma solo a creare un clima incivile, né
umano, né, vorremmo dire, cristiano”...»
Ormai la diga è stata incrinata; presto comincerà a crollare, pezzo per pezzo. Dopo la
legalizzazione del matrimonio omosessuale e delle adozioni di bambini da parte di
coppie omosessuali, sarà la volta della legalizzazione della pedofilia. Il settimo
“orientamento” sessuale che verrà teorizzato e riconosciuto sarà, a nostro parere,
l’incesto: se l’amore è sufficiente a giustificare qualunque unione, perché una madre e
un figlio, un padre e una figlia, oppure due fratelli di sesso diverso (o anche del
medesimo sesso) non potrebbero amarsi, in tutta tranquillità e senza l’incomodo di
vedersi esposti a denunce penali e alla riprovazione sociale? I passi successivi
potrebbe essere lo “sdoganamento” del bestialismo, del sadismo, del masochismo,
della necrofilia. Perché porre dei limiti al Progresso?

Pedofilia sdoganata: "L'esito


della liberazione sessuale"
29-09-2017

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Dopo l'omosessualità viene ormai sdoganata dalle accademie americane, dal mondo
della moda e dai tribunali, anche la pedofilia. A partire da alcuni fatti Don Fortunato Di
Noto, dell’associazione Meter, che da vent’anni si batte contro la pedofilia incontrando
anche le piccole e "crescenti vittime” dell’ipersessualizzazione della società, spiega le
conseguenze di un sessualità privata del suo scopo. "A lungo andare non può che
contemplare anche la pedofilia che viene definita "consenziente"".
Don Di Noto, la Corte di Cassazione nel 2013 ha confermato la pena “mite” di
un 60enne perché la sua vittima, di 11 anni, sarebbe stata “consenziente” e
lui “innamorato”. Allo stesso modo il tribunale di Vicenza aveva inflitto una
condanna ridotta ad un macellaio di 34 anni che aveva avuto rapporti
sessuali con una tredicenne. Com'è possibile?
Io non so se questi giudici si accorgono di servire il disegno della lobby pedofila. Se si
comincia ad accettare che esistano i bambini cosiddetti “consenzienti”, che devono
essere lasciati liberi di avere rapporti sessuali, la pedofilia sarà presto sdoganata. Non lo
dico io, ma i pedofili: basta andare sui siti madre delle loro lobby per leggere di persone
che si definiscono “pedofili virtuosi” per il fatto di avere rapporti con i minori solo se loro
acconsentono. Ma in fondo che c’è di male se, come ormai dicono media e politici, i
bambini devono essere liberi di esprimere la loro sessualità al pari degli adulti?
Siamo davvero allo sdoganamento della pedofilia? Come si può sostenere che
un bambino possa essere consenziente?
Sono 30 anni che si cerca di far passare la cosiddetta “pedofilia buona” e il “buon
pedofilo”. Come si può sostenere che sia consenziente lo capii nel 1996 quando scoprii
che esisteva un fronte nazionale di pedofili con sezione italiana. Uno di loro, con lo
pseudonimo di The Slurp, aveva indirizzato una lettera ai bambini che recitava così:
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“Probabilmente qualcuno ti ha detto che puoi dire di no. Bene, ricorda soltanto una
cosa: se puoi dire di no, puoi anche dire di si…Se ti senti di fare qualcosa hai il diritto
di farlo. Sei tu che puoi scegliere". Ed ancora : “Talvolta gli amici con i quali ti diverti
ti chiedono di non raccontare agli altri quello che avete fatto insieme. Questo capita
spesso quando i tuoi amici sono degli adulti. Il motivo di ciò è semplice: se la gente
scopre che hai fatto delle cose con un amico adulto, o con una amica adulta, può farlo
andare in prigione e rovinargli la vita…Sai poi cosa capita a te quando la gente lo
scopre? Vai in terapia. Terapia vuol dire che devi sottostare a qualcuno che cercherà
di convincerti che tutto quello che hai fatto con il tuo amico è stata una cosa orribile e
che il tuo stesso amico è una persona orribile. Possono persino darti delle medicine
per calmarti. Diventi una persona malata”.
Una violenza psicologica da far ribrezzo. Come non vedere, come non
ribellarsi?
Senza un consenso mondiale di tutte le legislazioni circa il fatto che i minorenni non
possono esprimere alcun consenso, questa mentalità prenderà sempre più piede e le
sentenze (ecco l'ultima, ndr) non faranno che sostenere le lobby pedofile, facendoci
abituare all’idea che in fondo “non c’è nulla di male”. Per questo dico che se gli Stati,
tutti, non riconosceranno la pedofilia come crimine contro l’umanità perderemo anche
questa guerra.
Sembrerebbe impossibile abituarsi ad un male simile, ma di fatto lo
sdoganamento è già avvenuto: la rivista scientifica Archives of Sexual
Behavior ha pubblicato due studi dello psicologo Bruce Rind, in cui i rapporti
sessuali fra adulti e bambini vengono segnalati come privi di conseguenze
negative di lunga durata. Come rispondere?
Dicano quello che vogliono, ma dopo 25 anni di lavoro per combattere la pedofilia e
cercare di recuperare le vittime posso dire di non averne conosciuta nemmeno una
senza problemi psichici e relazionali e senza ferite profonde e dolorosissime. Ho visto
vite distrutte, gente psichicamente devastata. Questi intellettuali che hanno tempo di
scrivere libri dovrebbero avere il coraggio di dire queste cose alle vittime. Ne parlino
alla bambina di 11 che ho incontrato di recente, abituata ad essere abusata, che i
pedofili definirebbero “consenziente” perché ormai non si ribellava più e che pare una
bomba ad orologeria con reazioni incontrollabili. E poi vorrei vedere il campione usato
da Rind. Infatti, oltre all’esperienza, la scienza finora ha provato, con dati e campioni
validi, che i traumi anche sui bambini piccolissimi di due/tre anni vengono
immagazzinati dall’inconscio e si sviluppano con reazioni violente, negative e di
disadattamento.
Stephen Kershnar, professore di filosofia della State University of New York
ha tranquillamente pubblicato un libro acquistabile su Amazon, Adult-Child
Sex: An Analysis, che parla della pedofilia come di uno stigma sociale
paragonando il ribrezzo suscitato dalle immagini di rapporti sessuali fra
adulti e bambini a quello che potrebbe suscitare il vedere immagini di
rapporti sessuali fra persone obese. Come mai la vendita di questi libri non è
bandita e questa gente, invece che essere accusata di istigazione al reato e di
apologia della pedofilia, può continuare ad insegnare?
Ripeto, finché gli Stati non parleranno di crimine contro l’umanità tutto questo
avanzerà. In Europa siamo a 18 milioni di minori abusati sessualmente, a dirlo è
“telefono azzurro”. Sveglia, i pedofili non sono più la nicchia di qualche perverso.
Aprite gli occhi! Tanta gente non crede alle mie denunce, anche politici e giornalisti
che poi vengono qui in sede da noi e quando mostro loro il materiale che ho, c’è chi
sviene, chi si indigna, anche perché l’anno scorso abbiamo denunciato l’abuso di 700
neonati.

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Il noto sociologo americano, Mark Regneurs è pessimista perché dice che
ormai la popolarità della “scienza libertina” è esplosa “negli ultimi dieci anni,
con l'aiuto di fondazioni come Gill, Ford e Arcus e con complicità indiretta
all’Istituto nazionale della salute americano”. Esattamente come avvenuto
con l’omosessualità, sostiene Regneurs, si diffonderà anche nel modo
scientifico, la menzogna per cui è tutto normale basta che sia
“consenziente”.
Anche questo è evidente. E sempre non perché lo diciamo noi, ma perché lo dicono i
pedofili che ora hanno disponibilità economiche, strategie comunicative, legami con il
potere. Sono loro a sperare e dire che la pedofilia sarà normalizzata come
l’omosessualità. Ci sono potenti che dicono di voler difendere i bambini ma poi
pensano: che c’è di male se possono esprimersi sessualmente come gli adulti?
Bisogna poi ricordare le immagini che plasmano il nostro pensiero, ormai
sdoganate da tempo. Basti pensare
alle copertine di Vogue che quasi
dieci anni fa pubblicavano
tranquillamente le foto di Thylane
Blondeau bambina che già a 8 anni
veniva immortalata in pose sexy o a
petto nudo. Ci sono state proteste
ma nessun arresto.
Dico ancora di più: ci sono multinazio-
nali che producono reggiseni imbottiti
per bambine basta vedere su internet
immagini tremende di bimbe in pose
volgari. Ma, mi chiedo, qual e la funzio-
ne del seno? Chi è un bambino? Chi un
uomo?
A proposito il Family Educational Trust inglese ha pubblicato un report in cui
spiega che il problema nasce da una cultura che accetta da anni l’attività
sessuale dei minori come “una parte normarle della crescita” e “come
relativamente dannosa finché resta consensuale…gli attuali approcci mirati a
migliorare la salute sessuale degli adolescenti hanno facilitato permesso
l'abuso sessuale di giovani vulnerabili”. C’è un legame fra questo e la
pedofilia?
Mi danno del prete bacchettone perché parlo di morale. Ma se il sesso non ha uno
scopo, se permane l’idea che va bene tutto, basta che sia libero, non esistono più
argomentazioni razionali contro la pedofilia fatta passare come “consenziente”. Da
quando lo scopo della sessualità, la generazione all’interno del matrimonio, è stato
oscurato, da quando si può fare tutto se si vuole, non ci sono più argini e
argomentazioni forti per dire “no”. E infatti si approvano leggi che parlano della
sessualizzazione dei bambini nelle scuole come buona, favorendo così lo
sdoganamento della pedofilia. Le immagini dei nudi e dei bambini-oggetto poi
abituano le teste a pensare: “Che male c’è?”. In questo clima si capisce la follia delle
campagne contro le spose bambine: la società è schizofrenica perché non esiste più
una verità oggettiva sull’uomo che ponga i limiti al male e alla violenza.
Negata la legge naturale, tutto è possibile dunque.
Se elimini la natura, il suo sviluppo, la sua crescita, i suoi tempi puoi parlare del
bambino come fosse un adulto con le stesse libertà e gli stessi diritti. Quello chi spera
di fare dei bambini ciò che vuole.

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Conosce le leggi canadesi sui “diritti alla sessualità” dei bambini per cui le
famiglie che li indirizzerebbero diversamente dalla loro “scelta” sono
denunciabili?
Si parla dei diritti dei bambini per servire un’ideologia che li vuole sessualizzati, deboli,
senza identità forti. E qui ritorna la domanda: qual è il bene per i bambini? Ossia, qual
è la natura e lo scopo dell’essere umano? A cosa serve la sessualità? Solo in questa
prospettiva si può capire che ai bambini non si deve parlare del sesso.
Ma orami si dice che tanto vale spiegarglielo dato che arrivano messaggi
sessuali da ovunque.

Solo chi comprende lo scopo del vivere umano ha le ragioni chiare per vietare lo
smartphone al figlio che non è in grado di difendersi dal porno dilagante online. Perché
sapete cosa succede ad un bambino di 10-16 anni che vede il porno una volta
cresciuto? Sapete quando cresce e vede una donna cosa pensa? A cose violente. E’
questa la società che vogliamo lasciare ai nostri figli senza interessarcene ?

La deriva pedofila dell’Occidente


– Marcello Pamio - 19 febbraio 2014
Prendendo spunto dall’ultimo interessante libro “Unisex”, scritto da Enrica Perucchietti
e Gianluca Marletta per Arianna edizioni, vorrei sottolineare la pericolosissima deriva
culturale, sociale e spirituale, che sta interessando l’Occidente e che contempla, tra le
altre cose, la legittimazione della pedofilia. Una deriva che ha l’obiettivo di distruggere
in tutti i suoi aspetti, l’uomo e la concezione che noi abbiamo di esso, per creare un
Uomo Nuovo, un uomo privo di identità.
Ideologia di genere
I media come sempre non ne parlano, ma i cosiddetti Poteri Forti stanno spingendo e
promuovendo a suon di dollaroni l’idea di genere (gender).
Potremo dire addio all’identità dell’essere umano, nel suo naturale dimorfismo
maschile e femminile, perché per l’ideologia gender, le differenze sessuali tra maschio
e femmina non avrebbero alcuna importanza, se non dal punto di vista culturale.
Quindi non hanno senso di esistere!
L’obiettivo è rimodellare l’immagine stessa dell’uomo, imponendo a tutti, partendo dai
più piccoli, una nuova concezione di sessualità ideologica.
Tra il maschio e la femmina vi sarebbero un numero indefinito di altri “generi” o
“orientamenti sessuali”, tra cui l’omosessualità, il lesbismo, la bisessualità e la
pedofilia; generi che sarebbero normalissimi né più ne meno come per
l’eterosessualità.
Queste pericolosa ideologia viene sovvenzionata, foraggiata e promossa in tutto
l’Occidente da una vastissima e immensa operazione socio-culturale.
Il braccio militante di questo processo culturale sono i movimenti gay e omosessualisti.
Questi gruppi, una volta minoritari e soprattutto squattrinati, negli ultimi anni hanno
acquisito un potere enorme e visto affluire fiumi di finanziamenti pubblici e privati, da
parte di lobbies di altissimo livello. Come mai?

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L’ideologia di genere e quindi tutti i movimenti appena visti e quelli che vedremo,
fungono da “cavallo di Troia” nelle mani dei Poteri Forti per manipolare e sradicare la
natura stessa dell’uomo.
Qual è il motivo? Forse creare un Uomo Nuovo, comple-
tamente diverso dall’attuale e assolutamente innaturale e
privo di ogni identità, sessuale, ma non solo…
Il padre ufficiale dell’ideologia di genere è lo psichiatra
sessuologo della John Hopkins University, John William
Money (1921-2006, foto a sinistra).
Secondo lui “l’identità sessuale è sostanzialmente un
prodotto della società e pertanto, duttile e malleabile alla
nascita”. Il suo sogno era una sorta di democrazia
sessuale in cui ogni tipo di rapporto sessuale, compresa la
pedofilia, sarebbe stato promosso e legalizzato!
Money scrive: “la pedofilia e la efebofilia (amore per gli
adolescenti) non sono una scelta volontaria più di quanto
lo sia il fatto di essere mancini o daltonici”.
La pazzia di questo psichiatra ha raggiunto l’apoteosi quando interveniva
chirurgicamente nei bambini che avevano dei peni di dimensione ridotta: li operava
trasformandoli in “bambine”.
Lo scopo era dimostrare che l’identità sessuale è una “sovrastruttura culturale”.
Nonostante il fallimento su tutta la linea, pagato sulla pelle di migliaia di bambini passati
sotto il suo bisturi, vedremo che ancora oggi qualcuno azzarda a tirare fuori le sue teorie.
La perversa visione di Money sta diventando tristemente reale, perché dopo 50 anni in
cui la pedofilia è sempre stata considerata dalla psichiatria una “malattia”, oggi
sembra essere un “orientamento sessuale”.
Lo denuncia in America l’AFA, l’American Family Association, una organizzazione no-
profit fondata da un pastore metodista nel 1977.
Secondo l’Associazione famiglia americana, la potentissima casta degli psichiatri
americani, l’APA, distingue per la prima volta tra pedofilia e atto pedofilo: solo l’atto
sessuale viene considerato “disordinato” per le conseguenze che ha sui bambini.
Nell’ultima edizione del manuale (DSM-V uscito a giugno 2013) ci sarebbe scritto che
«il desiderio sessuale verso i bambini è un orientamento» come gli altri.
Sono riusciti gli psichiatri a sdoganare e rendere l’atto più tremendo e miserabile che
si possa commettere ai danni di un bambino, un orientamento, una scelta sessuale?
Se non è oggi è domani, ma purtroppo anche questo rientra nel progetto…e le
pressioni sono enormi.
La stampa di Regime, cioè il cane da guardia che invece di controllare la politica e il
potere, controlla il popolo, ovviamente è stato aizzato.
Casualmente il 9 febbraio scorso il quotidiano "La Repubblica" pubblica una indagine
Ipsos, commissionata da "Save the children" il cui risultato sarebbe agghiacciante, se
fosse vero: 1 italiano su 3 considera "accettabile" il sesso con minori.
Tale propaganda cerca di far credere alle masse, al "gregge disorientato" che la
maggior parte degli italiani in fin dei conti "accetta" la pedofilia. Quindi tu, da che
parte stai? Con noi, cioè la massa o no?
I Poteri Forti

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I loro nomi li abbiamo già elencati innumerevoli volte.
Si sa che il filantropismo dell’ebreo ungaro-statunitense George Soros non ha limiti.
Questo individuo, e la sua Open Society Institute, oltre a elargire quantità industriali
di soldi in tutte le primavere arabe, le rivoluzioni colorate e quelle antirusse, da un po’
di anni si è rivolto, chissà come mai, anche alle organizzazioni gay.
Non potevano mancare i colleghi filantropi Bill Gates, patron della Microsoft e Jeff
Bezos patron di Amazon; il Goldman Fund, della banca ebraica privata più potente al
mondo; la Rockefeller Foundation e la Fondazione Ford.
Poi vi sono alcune società molto quotate come Kodak, Chevron, JP Morgan, Toyota,
Pepsi, Ubs, Ibm, Johnson&Johnson, Merril Lynch, Microsoft, Apple, AT&T, Nike,
Chrysler, Xerox, ecc.
Per quali reconditi motivi tutte queste società donano a fondo perduto moltissimi soldi
alla causa omosessuale, ai matrimonio tra gay?
Lo fanno per un ritorno di immagine o economico? O magari c’è dell’altro?
Non solo l’industria, ma anche la politica che conta è iperattiva in questo progetto.
Personaggi politici di “destra” (neoconservatori) come l’ex Segretario di Stato Colin
Powell e l’ex vice presidente Dick Cheney, e personaggi di “sinistra” come il presidente
USA Obama e il premier Hollande in Francia, si sono pubblicamente espressi a favore
dei matrimoni gay.
Addirittura l’ex presidente americano, il potente massone repubblicano George H. W.
Bush senior (padre del poveretto Bush junior), ha fatto da testimone ad un
matrimonio gay nello Stato del Maine.
Perché tutti coloro che contano stanno spingendo la barca dell’ideologia di genere?
Prossimo passaggio: distruzione famiglia e scuola
Lo scopo è l’omologazione globale: cancellare le differenze, le diversità per renderci
tutti uguali. Demolire tutte le identità sociali, religiose, politiche, culturali e
ovviamente anche sessuali.
Il prossimo passaggio, che sta già avvenendo, sarà la distruzione del concetto di
famiglia, perché questa strana e antiquata istituzione è un ostacolo enorme.
Un uomo privo di valori e senza punti di riferimento è un uomo in balia degli eventi e
quindi malleabile e manipolabile a proprio (loro) piacimento.
Una raccomandazione del 2010 del “Comitato dei Ministri Europeo” invita ad
introdurre nelle scuole appositi momenti di “sensibilizzazione” degli studenti sulle
tematiche della “discriminazione” verso i gay e le lesbiche.
In Francia addirittura nell’anno accademico 2013/2014 sarà reso obbligatorio in tutte
le scuole di ogni ordine e grado un corso di insegnamento basato sull’ideologia di
genere, con lo scopo esplicito di “trasformare la mentalità dei giovani”. Trasformarla in
che senso e in che direzione?
Qui da noi le cose non sono tanto migliori.
A Venezia gli insegnanti saranno affiancati da controllori chiamati a correggere le
espressioni ritenute “discriminatorie”.
Tale progetto, organizzato dall’Ufficio scolastico territoriale della città lagunare in
collaborazione con la Commissione provinciale delle Pari opportunità, ha lo scopo di
“promuovere un’educazione oltre gli stereotipi di genere, acquisendo la capacità di
coglierli e saper andare oltre”.

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In Veneto, se qualche insegnante vorrà parlare di gay e generi sessuali, potrà farlo
soltanto con l’assistenza di un tutor deputato a valutarne le parole onde correggere
quelle eventualmente considerate non conformi alla linea di principio
antidiscriminatoria.
Gli organizzatori hanno previsto, per i docenti, un percorso formativo articolato in sei
incontri durante i quali “i maestri proveranno a liberarsi dei pregiudizi legati
all’identità sessuale e a garantire una migliore offerta didattica ai loro studenti”.
I maestri delle scuole materne ed elementari di Venezia dovranno quindi abituarsi alla
presenza, nelle loro aule, di ben due tutor che dovranno sovrintendere alla loro
avvenuta “rieducazione” in tema di “identità di genere, ruolo di genere, identità
sessuale e orientamento sessuale” (1).
Hanno pure iniziato a modificare i termini della lingua italiana, sempre nella direzione
del (loro) politicamente corretto. In alcuni comuni italiani nei moduli sono
misteriosamente sparite le parole “padre” e madre” per far posto alle parole molto più
corrette: “genitore 1”, “genitore 2” o “coppie di fatto”. Il
tutto per non discriminare, ovviamente.
Il ruolo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO) da
un po’ di anni ha iniziato ad occuparsi dello sviluppo
sessuale dei bambini europei. Chissà come mai…
In un documento ufficiale, a cura dell’Ufficio Regionale
per l’Europa dell’OMS e BZgA (Federal Centre for Health
Education, Centro Federale per l’Educazione e la Salute,
Germania) intitolato “Standard per l’Educazione Sessua-
le in Europa”, l’ente sovranazionale prescrive alcune co-
se a dir poco aberranti.
Il documento in italiano, scaricabile in formato pdf, è
stato curato della Federazione Italiana di Sessuologia
Scientifica.
Da 0 a 4 anni l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando
giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”.
Da 0 a 4 anni è l’età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”.
Da 0 a 4 anni è l’età ideale per “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio
nel gioco del dottore”.
Da 0 a 4 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per
“consolidare l’identità di genere”.
Da 4 a 6 anni è l’età ideale per la “masturbazione” e si può tranquillamente: “parlare
di argomenti inerenti alla sessualità”.
Da 4 a 6 anni è l’età ideale per le amicizia e amore “verso persone dello stesso sesso”.
Da 6 a 9 anni è l’età ideale per conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e
bambine”.
Da 6 a 9 anni è l’età ideale l’“amicizia e amore verso persone dello stesso sesso”.
Da 9 a 12 anni è l’età ideale per sapere tutto sulla “riproduzione e pianificazione
familiare”, oltreché ai “diversi tipi di contraccettivi” e sui “rischi e conseguenze del
sesso non protetto (gravidanze indesiderate)”.
Cambiamento di sesso on demand

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Sembra fantascienza, ma non lo è.
Cambio di sesso, proposta choc: “Blocchiamo la pubertà e indirizziamola”.
Chiesto il via libera alla Regione Toscana per aprire il fronte della diagnosi precoce nei
bimbi che manifestano i disturbi.
“Nei bimbi si tratta di capire se giocano ad esempio con le bambole o indossano i
vestiti della sorella”.
Con questa diagnosi si potrebbe seguire la crescita prima dello sviluppo di tutti gli
organi sessuali: “Ci sono farmaci che bloccano la pubertà precoce e abbiamo chiesto
di estenderli anche sulla pubertà inadeguata, in modo da indirizzare subito la pubertà
verso il sesso che veramente sente il paziente”.
John Money è morto da 8 anni, ma il suo spirito disincarnato non ha ancora
abbandonato la terra e continua a fare danni.
Hollywood & Entertainment
Tutta la macchina industriale dell’intrattenimento gioca un ruolo fondamentale per
modificare e creare culturalmente l’Uomo Nuovo.
I mass media (cinema, televisione, radio e carta stampata), sono lo strumento
principe della propaganda e lo fanno da oltre un secolo molto egregiamente.
In tivù sempre più spettacoli, reality, fiction, soap-opere affrontano la tematica
dell’ideologia di genere, senza che noi passivi osservatori che ne accorgiamo. Mentre
noi stiamo anestetizzati loro penetrano... Per non parlare delle numerosissime
pellicole sfornate dalla cricca massonica di Hollywood.
Non si salvano nemmeno i cartoni animati, dedicati ai più piccini: da Peppa Pig in giù.
D’altronde è semplice il discorso: pri-
ma ci condizionano, inculcandoci nel
cervello il messaggio corretto, e
meglio è tutti (loro).
Infine un po' di gossip: sembra che a
Sanremo 2014 l’ospite straniero sarà
il cantante gay blasfemo (in odor di
satanismo per qualcuno) Rufus Wain-
wright, fervente detrattore della chie-
sa cattolica e difensore dei diritti de-
gli omosessuali e del commercio di
bambini tramite l’utero in affitto.
E' felicemente sposato (da quando la Defense of Marriage Act è stata abolita da
Obama), con il suo amico e manager Jorn Weisbrodt.
La notizia è che Rufus ha avuto una bambina dalla sua cara amica Lorca Cohen! E'
sposato con un uomo, ma ha messo incinta l'amica.
Nelle sue esibizioni è solito vestire i panni di Gesù Cristo in croce, cantando: “Il messia
gay”.
Questo losco individuo è stato invitato (a spese di coloro che pagano ancora il canone
Rai), per innescare polemiche funzionali all’audience, o ci sono altri motivi?
Conclusioni
E’ bene precisare per non incappare in assurde (o volute) incomprensioni che qui non
si sta discutendo dei sacrosanti diritti delle persone, di tutte le persone, comprese

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quelle che hanno scelto di vivere la propria
sessualità, ovviamente nel rispetto delle altre
persone.
Nessuno è contrario ai diritti delle persone
dello stesso sesso che vivono una vita insieme.
Una unione, intesa come famiglia, può essere
tranquillamente costituita da persone dello
stesso sesso, con tutti i diritti di qualsiasi altra
unione, ma quando di mezzo ci sono dei
bambini le cose hanno un altro risvolto. Un
bambino per crescere e diventare uomo sano e
libero, ha bisogno di due figure ben precise: la
madre (l’uovo) e il padre (il seme). Questi due
ruoli, con tutte le difficoltà dei casi, con tutte
le discordanze e i condizionamenti religiosi, si
possono criticare all’infinito, ma da che mondo
e mondo sono sempre state le due figure basilari, il modello da trasmettere e che
verrà emulato a sua volta dai bambini.
In natura, tranne rarissime eccezioni, la prole viene partorita e nutrita da una madre e
protetta da un padre. La dicotomia maschile/femminile è sempre esistita e sempre
esisterà: Luna (madre) / Sole (padre); Terra (madre) / Cielo (padre), ecc.
In Natura non è facile osservare due animali dello stesso sesso che prendono in affitto
un utero per aumentare il focolare domestico.
Ecco perché nel Disordine Organizzato che stanno instaurando, sarebbe più corretto
parlare di antinatura, di antiuomo e di anticristo.
Stanno instaurando passo dopo passo la distruzione completa dell’essere uomo,
partendo dalle fondamenta della famiglia stessa, ma arrivando a tutti gli altri ambiti
(spirituale, culturale, economico, ecc.).
Un uomo privo di storia, cultura è un uomo che non conosce il passato e non sa cosa
aspettarsi nel futuro, quindi vive male il presente.
Un uomo scollegato dalla propria vera e unica origine: i mondi spirituali, è un uomo
che vive una falsa esistenza proiettata nella materia e per la materia, gestito e
manipolato da forze molto basse (qui attecchisce benissimo la pornografia; la
corruzione delle anime grazie all’illusione sfavillante del successo e del denaro).
Un uomo sradicato dalla famiglia e privo di identità sessuale è un uomo facilmente
controllabile.
Questo Uomo in sintesi è il suddito ideale.
Questo mondo è la fotocopia di quello descritto nel romanzo fantascientifico “Il Mondo
Nuovo” del 1932, dal visionario Aldous Huxley*.
L’essere umano privato di tutta l’eredità del passato, in cui ogni aspetto della vita è
omologato fino alla nascita, perfino la riproduzione viene separata dal sesso; ogni
creatività e ogni spiritualità viene annegata nella droga (chiamata il soma) o nel mero
piacere sessuale, sia etero che dello stesso sesso, e dulcis in fundo, praticato senza
limiti di età (pedofilia).
Ecco quello che accadrà al nostro mondo se non interverremo quanto prima.
NOTE
* Aldous Huxley (1894-1963), futorologo britannico, professore al M.I.T.
(Massachussetts Institute of Tecnology) di Boston. Uomo della Sinarchia globale.

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Nipote di Thomas Huxley (uno dei fondatori della "Round Table", la Tavola
Rotonda), fratello di Sir Julian Sorell Huxley (primo direttore dell'UNESCO, e
presidente della "Eugenetics Society", la Società Eugenetica britannica).
Aldous fu membro della Fabian Society e della Golden Dawn, sperimentò in prima
persona l'uso di droghe allucinogene e descrisse le sue "visioni" in due opere
apologetiche: "Le porte della percezione" (1954) e "Paradiso e inferno" (1956).
L’opera più famosa rimane "Il Mondo Nuovo" (1932)
** “Unisex: la creazione dell’uomo senza identità”, Enrica Perucchietti e Gianluca
Marletta, Arianna editrice
[1] http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cronaca/849798/La-lobby-gay-anche-nelle-
scuole.html, “La lobby gay anche nelle scuole: maestri controllati”, Cristina Di Giorgi

OMS: standard per


l'educazione sessuale in
Europa
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato una guida all'educazione sessuale
per i bambini da 0 a 16 anni. La guida Standard di Educazione Sessuale in Europa è
una guida per i governi, sviluppata dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS), in collaborazione con l’agenzia governativa tedesca per
l’Educazione Sanitaria. Ma non tutti hanno accolto la notizia favorevolmente.
Il documento, che consta di 85 pagine, è stato diffuso presso i ministeri dell’Istruzione
e della Salute d’Europa e contiene consigli su cosa tramettere riguardo all'educazione
sessuale secondo le fasce d'età, fino appunto ai 16 anni.
Da 0 a 4 anni, l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando
giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”.
Da 0 a 4 anni è l’ età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”.
A 4 anni, l’OMS afferma che i bambini sono in grado di “esprimere i bisogni, i desideri
e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”.
Secondo l'organizzazione, infatti, "gli educatori dovranno trasmettere informazioni su
masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali" ai bambini,
"mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel 'gioco del
dottore'".
Dopo di che, fino ai sei anni, i piccoli dovranno essere istruiti "sull'amore e sulle
relazioni con persone dello stesso sesso", affrontando "argomenti inerenti la sessualità
con competenza comunicativa".
Da 4 a 6 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per
“parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare
l’identità di genere”.
Tra i 6 e i 9 anni, gli esperti dell’OMS affermano che sono pronti a conoscere e
difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”. Si arriverà pertanto a parlare di
vera e propria educazione sessuale: i maestri delle elementari dovranno infatti tenere

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lezioni su "cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione", offrendo loro nozioni
sull'utilizzo dei "diversi metodi contraccettivi".
In tal modo, una volta compiuti i 9 anni, fino ai 12, potranno essere informati sui
"rischi e conseguenze delle esperienze sessuali non protette", ovvero le malattie
sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate". La guida afferma: “l’impatto
della maternità e della gravidanza tra gli adolescenti (cioè la crescita dei figli, la
pianificazione familiare, i progetti di studio o di vita, la contraccezione , il processo
decisionale e la cura nel caso di gravidanze indesiderate”.
Dai 12 ai 15 anni, infatti, i docenti avranno il compito di insegnare agli adolescenti la
"pianificazione familiare", mettendoli in condizione di comprendere l'"impatto della
maternità in giovane età", rendendoli consapevoli inoltre della possibilità dell'aborto.
Per l'Oms, inoltre, nella fascia puberale, i giovani dovranno essere informati riguardo
la possibilità di avere figli anche in relazioni omosessuali, e dovranno imparare a
conoscere il concetto di prostituzione e pornografia, svincolando i ragazzi dalla
"influenza della religione sulle decisioni riguardanti la sessualità"
Inutile sottolineare che il documento ha suscitato reazioni da parte del mondo
cristiano e cattolico, in particolare del team di CitizensGo, comunità di cittadini attivi
che vogliono difendere la vita, la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo.
Il team ha puntualizzato come il documento dell’Oms “costituisce uno strumento
propagandistico della cosiddetta ‘ideologia del gender’, una visione del mondo priva di
fondamento scientifico che sta già influenzando la vita democratica di molti Paesi”
afferma il team di CitizensGo, comunità di cittadini attivi che vogliono difendere la
vita, la famiglia e i diritti fondamentali dell’uomo.
“La sfera sessuale è descritta in modo banale, semplicistico e totalizzante - osserva il
team - il bambino viene inizialmente indottrinato con tutta una serie di nozioni di
carattere esclusivamente biologico e anatomico, per giungere dopo alcuni anni ad
affrontare gli aspetti relazionali, intersoggettivi ed emotivi della propria sessualità”.
Allo stesso tempo - aggiunge – “la sessualità viene innalzata a centro della vita
dell'individuo e viene descritta minuziosamente e nevroticamente in tutti i suoi aspetti,
come se non si potesse vivere la propria esperienze sessuale e affettiva senza
conoscerne prima i più piccoli dettagli meramente ‘meccanici’”.
Il tono “eticamente asettico” che pervade il testo dell’Oms implica, secondo CitizenGo,
“una visione riduzionista e materialistica dell'esperienza sessuale e della vita umana
nel suo insieme”.
Anche i vescovi spagnoli hanno manifestato la loro preoccupazione per questo
argomento, dato che si prospetta come un tentativo di promuovere un unico modello
di istruzione in tutto il continente europeo e un modello da seguire nel campo
dell’educazione sessuale.
Secondo il rapporto, dicono i vescovi, gli standard proposti non hanno nessun
riferimento ai principi morali. Tra gli altri motivi gravi, nel testo non si fa alcuna
menzione del fatto che la relazione sessuale con una persona minore di quindici anni
in molti Paesi è sanzionata.
Fonte: OrizzonteScuola, novembre 2013

L’APICE DELLA VIOLENZA : ORGOGLIO PEDOFILO E


LEGITTIMAZIONE DELLA PEDOFILIA
Condividiamo un articolo di Eleonora FISSORE, pubblicato su www.cshg.it

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4 dicembre 2017
Ormai da parecchi anni numerose associa-
zioni pro-pedofilia promuovono lo sdogana-
mento della libertà sessuale nei confronti
dei minori, sostenendo che i rapporti ses-
suali tra adulti e bambini aiutino la crescita
sessuale dei più piccoli, perché li rendereb-
bero più sicuri, facendoli maturare prima. I
militanti pro pedofilia sostengono che sia
assurdo considerare un rapporto sessuale
tra adulto e bambino come negativo per il
bambino: se quest’ultimo ha minore espe-
rienza, potrebbe attivare spontaneamente
il desiderio sessuale e addirittura fare lui la
prima mossa. Insomma, il punto centrale attorno a cui ruota la filosofia di queste
associazioni è che i rapporti sessuali tra adulti e bambini dovrebbero essere leciti e
positivi, all’unica condizione che non siano né violenti, né coercitivi e siano basati sul
“consenso” del minore.
Ciò che queste teorie assurdamente negano è il fatto irriducibile che il minore non sia
in grado di fornire un consenso sulla scelta di partecipare ad un’attività sessuale,
perché il suo sviluppo psico-affettivo e la sua inesperienza non gli consentono di
comprendere a fondo le dinamiche sessuali e di capire davvero cosa gli venga
proposto. I bambini inoltre sono fortemente influenzabili e manipolabili ed i pedofili
conoscono abilmente quali carte giocare, come persuadere il minore, attraverso una
coercizione esercitata in maniera subdola, spietata oppure seduttiva.. Inoltre, il
presupposto che il mancato uso di violenza annulli la traumaticità dell’esperienza ed i
suoi effetti nocivi, confusivi e destrutturanti per la mente del bambino è a dir poco
infondato.. Un rapporto sessuale con un bambino risulta in ogni caso profondamente
disturbante, e disgregante per lo sviluppo del suo sé, della sua autostima, della sua
fiducia nell’adulto e nell’integrità della propria mente. Il bambino non riesce a
padroneggiare l’eccitazione che l’esperienza sessuale precoce gli induce. Non può
riuscire a gestirla per i propri obiettivi, mentre l’adulto è in grado di guidare e di
orientare l’esperienza sessuale con il bambino come e fin quando gli piace.
Vi è una confusione di lingue tra adulto e bambino, che si trovano ad un livello di
sviluppo psicologico e sessuale molto diverso. Mentre il piccolo chiede affetto,
giocosità, calore ed amore, l’adulto pedofilo stravolge la richiesta del bambino
offrendo sessualità per cercare piacere e potere, creando una grande confusione nel
bambino e inficiando la sua capacità di interpretare le intenzioni altrui (Ferenczi,
1932).
Ma vi è qualcosa di ancora più rischioso e folle delle assurde teorie promosse da ques-
te associazioni a favore della pedofilia, ovvero la promozione di due giornate di
“festa”, per celebrare l’orgoglio pedofilo! Orgoglio, ebbene sì, perché ogni anno, da
ormai parecchio tempo, la NAMBLA (North American Man-Boy Love Association), la più
grande associazione facente parte del gruppo I.P.C.E. (International Pedophile and
Child Emancipation), con proseliti in tutto il mondo, organizza due giornate per
chiedere l’abolizione dei limiti di età in materia di rapporti sessuali, così da combattere
la criminalizzazione di quegli adulti che praticano sesso con minori e permettere il
rilascio di tutti gli uomini detenuti per questo tipo di reati. Il 25 Aprile di ogni anno si
celebra pertanto l’Alice Day, giornata celebrativa dei rapporti tra pedofili e bambine di
sesso femminile, mentre verso fine giugno (data che varia ogni anno) si celebra
l’International Boy-Man Love Day (IBLD), nota come giornata dell’orgoglio pedofilo.
Durante queste celebrazioni vengono accese candele blu per celebrare l’amore tra

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pedofili e bambini sia maschi che femmine di tutte le età e per chiedere inoltre fondi a
sostegno della causa pedofila.
Malgrado le numerose denunce rivolte a questo tipo di associazioni ed ai siti web dai
quali esse diffondono la propria ideologia delirante e pericolosa e malgrado sia
abbastanza frequente il coinvolgimento dei militanti pro-pedofilia facenti parte di
queste associazioni in attività criminali, non si è ancora riusciti ad arginare il
fenomeno, che anzi sembra continuare a dilagare e a promuovere disinformazione.
Già nel lontano 1977 infatti, 24 esponenti di quella che l’anno seguente avrebbe
assunto il nome di NAMBLA, furono arrestati e incriminati per oltre 100 imputazioni di
violenza a danni di minori di età compresa tra gli 8 e i 15 anni. Nel 2000 una coppia
di Boston citò in giudizio NAMBLA per l’omicidio colposo del figlio. Due membri dell’as-
sociazione vennero condannati per aver pedinato, torturato, ucciso e mutilato il figlio
della coppia nell’ottobre del 1997.
A seguito di quell’azione legale nella sentenza venne affermato che Nambla fungesse
da canale per una rete sotterranea di pedofili negli Stati Uniti, i quali usano l’associa-
zione e i contatti su internet per ottenere e promuovere l’attività pedofila (cfr. Il Fatto
Quotidiano).
Solidale con il gruppo americano è l’associazione pedofila fondata nel 1982 nei Paesi
Bassi con il nome di Martijn, che cerca anch’essa di legalizzare i contatti sessuali tra
adulti e bambini. Nel 2010 il presidente dell’associazione dell’epoca, Ad van den Berg,
fu arrestato a seguito del ritrovamento nella sua abitazione di una grande quantità di
materiale pedopornografico. Nonostante ciò l’associazione ha continuato la sua attività
forte del parere emesso dal Ministero per la sicurezza e la giustizia che nel giugno
2011 aveva stabilito che per la legge olandese la sua attività non era illegale. Nel
2012 tuttavia il tribunale civile di Assen aveva ingiunto lo scioglimento del gruppo,
ritenendo che le sue proposte di legalizzazione dei rapporti sessuali tra adulti e
bambini fossero contrarie alle norme ed ai valori della società olandese. Tuttavia una
sentenza choc del 2013 ha ribaltato la decisone di primo grado, stabilendo che non
possa essere vietata l’attività dell’associazione e ritenendo inoltre che le condanne
precedenti di alcuni membri dell’organizzazione per abuso non potessero essere
collegate all’organizzazione stessa, che non ha mai commesso un crimine (cfr. La
Stampa).
Nel 2001 l’ideologo del sito italiano “Fronte di liberazione pedofila” fu arrestato,
insieme ad altre 5 persone, a seguito di un’indagine per pedofilia con l’accusa di aver
violentato complessivamente 128 bambini (cfr. la Repubblica).
Sconvolgente è come, nonostante tutto, queste associazioni continuino a
propagandare le proprie idee ed a fare proseliti, sfruttando razionalizzazioni subdole e
folli a sostegno della propria ideologia che giustifica e promuove la pedofilia e
nasconde completamente la traumaticità dell’abuso sui minori, mettendo così in atto
la massiccia negazione, tipica degli autori di reati sessuali. Una negazione che si
sviluppa su quattro piani: 1. negazione dei fatti (minimizzazione dei comportamenti
abusanti); 2. negazione della consapevolezza “non me ne sono reso conto”, “è stato
l’alcool”), 3. negazione della responsabilità (“è lei che mi ha provocato”, 4. Negazione
dell’impatto (cioè dei danni e delle sofferenze provocate al bambino) a seguito del suo
coinvolgimento sessuale (Foti, 2007). La negazione dell’abusante ha “contorni di
minaccia, segreto, imbroglio, mistificazione”(Foti, 2004, p.7). “Attraverso la
sessualizzazione ai danni dei bambini il progetto perverso tende a garantirsi e a
perpetuare l’equilibrio patologico che accompagna il progetto stesso: la negazione è
una difesa fondamentale della strategia perversa e ne è parte integrante” (Foti, 2004,
p.7). Questo diniego rende l’esperienza subita dal bambino ancora più traumatica, in
quanto egli, espropriato della verità e privato della possibilità di ricevere

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riconoscimento o conforto in relazione a quanto vissuto, resta disorientato e confuso
(Ferenczi, 1932).
Non ci si deve dimenticare che non solo l’abuso sessuale, ma anche l’apologia e
l’istigazione alla pedofilia sono reati. Altro che orgoglio! Il tentativo di legittimare
culturalmente, psicologicamente e giuridicamente il coinvolgimento del bambino
nell’attività sessuale dell’adulto dovrebbe suscitare senso di colpa in chi lo pratica,
rabbia, indignazione, disgusto, orrore e pena in tutti coloro che hanno a cuore i più
piccoli…
Riferimenti bibliografici
 Furfaro S., 2004, “Pedofilia. Un fenomeno giuridico e sociologico”, Università di
Firenze, http://www.altrodiritto.unifi.it
 Ferenczi S., 1932, Confusione delle lingue tra adulti e bambini,it in Ferenczi S.,
Fondamenti di psicoanalisi, Guaraldi, Rimini, 1974, vol. 3
 Foti C. (a cura di), Psicoterapia dei bambini e degli adulti vittime di violenza,I.E.
edizioni, 2007.
 Foti C. (a cura di), Il trauma dell’abuso tra negazione e riparazione, S.I.E.
edizioni, 2004.
 https://www.nambla.org/

Pedofilia: scene e retroscena


sui casi nel mondo

Presentiamo qui un breve excursus sui troppi casi di pedofilia che in tutto il
mondo “civile” sono stati scoperti, insabbiati e messi a tacere. C’è una lobby

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potente alle spalle dei pedofili. C’è un’ideologia perversa che i nostri lettori ben
conoscono.
L’arresto in USA del 65enne W.L. Williams non è quello di un uomo qualunque da
annoverare in una percentuale “fisiologica” di perversi attratti dai bambini: da tempo
ricercato dalle autorità federali, insegnava presso una prestigiosa università
della California; antro- pologo, esperto di gender studies, viaggiava spesso in Asia
per le pro- prie “ricerche”: bieco turismo sessuale. Si è dichiarato colpevole per abusi
sessuali su bambini e ragazzi fra 9 e 17 anni. Aveva persino fatto dono agli ONE
National Gay and Lesbian Archives di quanto è stato definito dall’accusa come
«lascive rappresentazioni grafiche di minori».
Nel pubblico, la “gola profonda” della NSA R. Tice ha fornito gli indizi di un decennale
lavoro di occultamento di scandali pedofili nell’amministrazione USA, e di una fitta rete
di copertura e di complicità ad alti livelli. Non sorprende, quindi, che
l’amministrazione Obama abbia emesso un francobollo dedicato ad Harvey
Milk, famoso per essere stato il primo omosessuale dichiarato eletto ad una carica
amministrativa pubblica: era un pedofilo, abusava dei ragazzini, ma tutte le storie
delle sue vittime, sono state sistematicamente silenziate e insabbiate.
Nel Regno Unito, lo scandalo partito dalle indagini sul presentatore della BBC
J. Savile ha presto evidenziato una rete organizzata di pedofili, che ha coinvolto
nelle indagini circa 40 parlamentari britannici, fino a toccare ambienti vicini alla Corona
nella persona di Cyril Smith, colpevole di ripetuti abusi a partire dagli anni ’60. Sono
oggi entrambi deceduti, ma è accertato che vari decenni di coperture abbiano
insabbiato più di una denuncia contro varie personalità nel corso degli anni. Il Premier
inglese si è recentemente impegnato a richiedere chiarezza sui fatti e su eventuali
connivenze e occultamenti di prove: il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Theresa
May, ha ripreso le fila del dossier Dickens, che coinvolgeva politici e diversi notabili,
chiedendo ragione della cortina di silenzio che ha connotato questi ultimi tre decenni,
ma molti dei documenti raccolti negli anni ’80 sono misteriosamente scomparsi.
Per parte sua, è rimasto coinvolto in uno scandalo simile anche il National
Health Service, e non sono cessate le polemiche circa il fatto che nel 2012 è stata
mantenuta la licenza profes- sionale a 32 medici, nonostante le condanne per pedofilia.
Ancora in Inghilterra, l’attività della Paedophile Information Exchange era sostenuta
dal National Council for Civil Liberties, il che ha posto nell’occhio del ciclone diversi
personaggi pubblici (fra i quali due donne) che dirigevano la struttura.
In Olanda era stato sciolto nel 2010 il “Partito dell’Amore fraterno, della libertà
e della diversità” che promuoveva l’impunibilità dei rapporti sessuali con minori a
partire dai 12 anni, ma la corte d’appello ha ritenuto legittima, pochi mesi fa, l’attività
della fondazione “Stitching Martijn” che promuove la pedofilia, condannata in primo
gra- do allo scioglimento d’autorità. Per i giudici d’appello, il materiale promozionale
esplicito e il fatto che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali,
non va connesso agli obiettivi della fondazione.
In Belgio, la rete di pedofili e assassini, in cui pare fossero coinvolti politici,
poliziotti e alte personalità, che era dietro le spalle di Marc Dutroux, il mostro di
Marcinelle, non è stata scalfita: la moglie, condannata come complice, è già stata
scarcerata (aveva chiesto di essere ospitata in un convento in Italia, per scontare la
libertà vigilata).
In America e in Germania, diverse associazioni pro life hanno denunciato
inutilmente almeno un centinaio di casi in cui le cliniche Planned Parenthood
hanno fatto abortire ragazzine, in stato di gravidanza sospetta, accompagnate da
adulti molto più gno delle istan grandi di loro. Tra i casi più eclatanti vi è quello di

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una quattordicenne abusata sessualmente dal fidanzato della madre che l’ha
costretta ad abortire per ben tre volte: in nessuna delle cliniche è stato mai
sollevato alcun dubbio. Live Action è riuscita a dimostrare, con una tele- camera
nascosta, che gli operatori sanitari di una clinica PP in Indiana istigavano una
tredicenne a non dire che il suo “fidanzato” di 31 anni voleva farla abortire a tutti i
costi e a recarsi in uno Stato limitrofo dove “la procedura” si sarebbe potuta svolgere
più agevolmente e con meno formalità legali.
In Italia, era attivo negli anni ’90 il “Gruppo P”, semiclandestino, ramificato in
tutto il Paese, il quale pubblicava un periodico, il “Corriere dei pedofili”, che allegava
copie della rivista americana del NAMBLA (l’associazione per “l’amore tra uomini e
ragazzi”, espulsa persino dalla rete LGBT “ILGA”, dopo lunga convivenza). Del gruppo
era membro un giornalista della rivista gay “Babilonia” la cui redazione dichiarò, al suo
arresto “non si può negare alle minoranze il diritto ad esprimere idee diverse”. Il
“Gruppo P” aveva steso un proprio manifesto “politico” a difesa e soste
pedofile.
Del vergognoso caso del Forteto e delle collusioni politiche dei suoi responsabili
avete letto su queste pagine. Qui sottolineiamo solo che Fiesoli ha scontato
pochissimi anni di galera: la libertà vigilata gli impone alcuni limiti di circolazione e
di soggiorno, ma sostanzialmente può fare ciò che vuole.
E poi, una viscida apertura alla pedofilia, dietro l’ipocrita patina dell’apparente
uguaglianza e parità di diritti, è stata applaudita trasversalmente dai parlamentari
italiani quando, l’anno scorso, hanno abolito il divieto di riconoscimento dei figli
incestuosi. Questi già ricevevano adeguata tutela sostanziale a livello di diritti al
mantenimento, all’educazione, all’istruzione e alla successione.
Ora, al grido di “evviva: tutti i figli sono uguali”, è diventato legale per chi abusa
dentro casa di una ragazzina sua parente (padre, nonno, zio), riconoscere
all’anagrafe il frutto della violenza come figlio, ed esercitare quindi –
degnamente! – su di lui la patria potestà. Intanto è stata già depositata una proposta
di legge per la depenalizzazione dei delitti contro la morale della famiglia e quindi
l’esplicita legalizzazione dell’incesto. A questo punto è necessario tirare alcuni fili per
comprendere non tanto la diffusione della pedofilia, quanto le coperture e l’omertà che
circondano il fenomeno. Non è difficile ritrovare nelle dichiarazioni pubbliche di
numerosi ideologi della Rivoluzione sessuale una delle matrici dello
sdoganamento degli abusi sui minori.
La classe dirigente di oggi, una generazione intera di politici, giornalisti, uomini di
potere, di spettacolo, appartiene a un movimento, prima che di liberazione politica, di
rovesciamento valoriale; a partire dal rinnegamento di ogni “tabù”, primi fra tutti
quelli sessuali: dall’esempio di Daniel Cohn-Bendit, il maître à penser del maggio
francese che ancora difende se stesso dall’accusa imputando (e non senza torto!) allo
spirito rivoluzionario dei tempi l’esaltazione delle pratiche pedofile che egli stesso si
attribuì alcuni anni dopo, alle affermazioni di Mario Mieli, oggi icona LGBT, il quale
rivendicava nell’ottica della liberazione la liceità del rapporto carnale fra bambini e
adulti, agli attuali tentativi nel mondo “scientifico” di legittimare attraverso il ricorso a
un diritto mitologico e ad un indifferentismo radicale e libertario ogni “orientamento
sessuale” come legittimo e naturale, per il semplice fatto di esistere. È necessario
prendere consapevolezza, e riflettere su quanto il ’68 e gli anni successivi hanno
prodotto in Occidente.
Giovanni Reginato

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