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PROBLEMI DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DEO DIRITTI DELL’UOMO:

Questa materia è caratterizzata da una sovrabbondanza di norme,convenzioni internazionali,attività e


interventi di organizzazioni internazionali su scala universale (Nazioni Unite) e in alcuni istituti
specializzati delle Nazioni Unite come : OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) per quanto
riguarda i diritti dei lavoratori,UNESCO per altre materie,organizzazioni regionali; sistemi di
protezione regionale,Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (elaborata nell’ambito del Consiglio
d’Europa,che è un’organizzazione internazionale europea che ha i suoi organi di controllo,distinta
dalle comunità europee),sistemi regionali di protezione in altri continenti (America,Africa, … ),attività
degli organi delle Nazioni Unite sia principali che sussidiarie.

Secondo alcuni commentatori questa sovrabbondanza è sospetta;dal momento che la protezione dei
diritti dell’uomo è data quasi per scontata,ci si chiede per quale motivo sia così ribadita.

Dal punto di vista tecnico,l’enorme quantità di convenzioni internazionali o di altri dati vincolanti
emanati da organizzazioni internazionali diverse la cui attività non sempre è perfettamente
coordinata,crea il fenomeno della potenzialità del conflitto tra convenzioni internazionali (quindi tra
obblighi internazionali degli Stati) o il conflitto tra competenze di organi di controllo predisposti dalle
varie convenzioni. Questo problema in materia dei diritti dell’uomo è stato da tempo studiato. Vi è di
fatti anche una normativa specifica;ad esempio se una persona ritiene che i suoi diritti fondamentali
garantiti dalle convenzioni internazionali siano stati violati,esauriti i mezzi di ricorso interni
(condizione generale di tutela dei diritti individuali su scala internazionale valida sia per la protezione
diplomatica dei cittadini all’estero,sia per la tutela dei diritti dell’uomo) è possibile ricorrere alla Corte
Europea dei Diritti dell’Uomo ed è anche possibile rivolgersi (anche se si tratta di una procedura di
controllo più blanda,perciò con effetti giuridici di minore portata) al Comitato delle Nazioni Unite sui
Diritti dell’Uomo. Tra queste due istanze c’è un sistema di coordinamento.

L’art.35 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo prevede che un ricorso presentato
dall’individuo ad un’istanza internazionale diversa dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo diviene
automaticamente preclusivo della possibilità di rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
L’Italia ha ratificato un protocollo facoltativo che prevede il diritto di ricorso individuale al Comitato;
tale protocollo prevede all’art.5 che il Comitato non prende in considerazione alcuna comunicazione
proveniente dall’individuo senza aver accertato che la stessa questione non sia già in corso di esame in
base ad un’altra procedura internazionale di inchiesta del regolamento pacifico.

Le due discipline sono perciò diverse,perché il Comitato deve astenersi dal giudicare se la questione è
attualmente in corso di esame presso l’altra istanza;se invece non è più in corso d’esame presso l’altra
istanza (che l’ha già esaminata),può essere presa in considerazione dal Comitato. Ciò è definito Forma
d’indispendenza sospensiva,ossia l’esame è sospeso. Invece nel caso della Corte Europea dei Diritti
dell’Uomo è Preclusiva,in quanto chi si rivolge prima al Comitato delle Nazioni Unite perde la
possibilità di rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo;se si rivolge prima alla Corte Europea
dei Diritti dell’Uomo il Comitato delle Nazioni Unite non può in pendenza del procedimento della Corte
Europea dei Diritti dell’Uomo esaminare la comunicazione individuale,ma deve attendere la
conclusione del procedimento.

Dal punto di vista politico,la sovrabbondanza di produzione normativa e di istituzione di organi di


controllo ha aspetti positivi in quanto rivoluzionari del diritto internazionale costituendo un
avanzamento della civiltà giuridica umana nel suo complesso. Tuttavia vi è anche retorica dei diritti
dell’uomo,perché gli Stati,che ratificano volentieri le convenzioni internazionali in questa materia per
migliorare il più possibile la loro immagine,hanno comunque una tendenza a sottrarsi alle procedure
internazionali di controllo e relativamente poco interesse ad ingerirsi nei rapporti tra gli altri Stati e i
propri cittadini (questo perché gli Stati tendono a mantenere buoni rapporti tra loro ed evitano di
ingerirsi per evitare a loro volta l’intervento di altri stati nei propri interessi). Per questo motivo i
mezzi di ricorso individuale sono fondamentali per garantire efficacia a questi sistemi,dal momento
che l’individuo interessato è la vittima e di conseguenza lo Stato non è direttamente interessato. I Paesi
promuovono la messa in opera di meccanismi di controllo quando ne hanno interesse politico. I rimedi
trovati a questi elementi di debolezza negativi per la protezione internazionale dei diritti dell’uomo
consistono essenzialmente nella Regionalizzazione (perché i meccanismi universali sono più deboli) e
nell’Opzionalizzazione delle Procedure di Controllo.

Regionalizzazione significa che è sostituito il sistema regionale all’azione universale,che si svolge in


ambito di Nazioni Unite e che è debole perché la maggioranza degli Stati (alcuni dei quali non hanno
una particolare dimestichezza nel loro ordinamento interno col rispetto dei diritti dell’uomo)
ratificano una convenzione fino a che questa non comporta l’assoggettamento a mezzi di non propria
efficacia o di tipo giurisdizionale,essendo restii ad accettare questi mezzi. Nei settori regionali quindi si
ha a che fare con gruppi di Stati che hanno maggior omogeneità politica,si può ottenere di più.

Opzionalizzazione si ha quando tutti gli Stati accettano di ratificare la convenzione e di assumersi degli
obblighi sul problema sostanziale,però l’accettazione degli Stati di sottoporsi ai meccanismi di
controllo internazionali è opzionale. L’opzionalizzazione della partecipazione degli Stati porta due
vantaggi nella politica generale:

1. Ottenere il massimo possibile dagli Stati disponibili a sottoporsi a tali meccanismi;


2. Esercizio della pressione politica sugli Stati che non hanno accettato tale sottoposizione.

Anche al Convenzione Europea dell’Uomo era basata sul sistema opzionale. Per quanto riguarda i Patti
delle Nazioni Unite,il Patto sui diritti economici sociali e culturali non prevede un meccanismo di
controllo di questo tipo,perché l’obbligo assunto dagli Stati è quello di promuovere la realizzazione
graduale e progressiva dei diritti economici,sociali e culturali. Perciò basandosi su meccanismi
diversi,gli Stati sono solo tenuti ad assoggettarsi ad un sistema di rapporti periodici al Comitato dei
Diritti Economici Sociali e Culturali (fondato successivamente nel 1985).

Nel 2008 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha predisposto una convenzione (un protocollo da
aggiungere a questo patto non ancora entrato in vigore perché licenziato solo nel 2008) che consente
anche un diritto di comunicazione individuale al Comitato dei Diritti Economici Sociali e Culturali,il
quale però può solo fare dei rapporti tra i vari Paesi,constatando qual è lo Stato di attuazione di questo
diritto nei vari Paesi.

Per i diritti civili e politici (cioè il nucleo duro dei diritti dell’uomo,ossia diritti fondamentali inerenti
alla dignità umana che lo stato può violare) il Patto delle Nazioni Unite prevede l’istituzione del
Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’uomo e prevede due tipi di ricorso: Statale e Individuale.

- Ricorso Statale: Ricorso di uno Stato nei confronti di un altro Stato che non rispetti i diritti
dell’uomo stabiliti dal Patto delle Nazioni Unite (1966). Tale ricorso è possibile in quanto tali
patti,essendo convenzioni internazionali,creano un rapporto di diritto-obbligo tra Stati,quindi
tutti gli Stati hanno nei confronti degli altri Stati il diritto di pretendere il rispetto di questi
diritti perché tutti gli Stati si sono tra di loro obbligati sul piano internazionale a rispettarli.

Il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Uomo è composto da 18 esperti indipendenti
eletti dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si rinnova ogni 4 anni. Gli organi delle
organizzazioni internazionali sono essenzialmente di due tipi: Organi internazionali composti
da Stati e Organi internazionali composti da individui. Entrambi sono essenzialmente composti
da individui;tuttavi8a si hanno differenze in quanto:

1. Organi Internazionali Composti da Stati: Gli Stati mandano i loro rappresentanti,ma


essendo rappresentanti governativi,esprimono la loro posizione ufficiale dei loro governi e
non la loro posizione personale;
2. Organi Internazionali Composti da Individui: Gli individui vengono eletti dagli organi delle
organizzazioni internazionali ma siedono nell’organo quali esperti indipendenti
rispondendo della loro coscienza senza prendere istruzioni dagli Stati. Per questo
dovrebbero essere obiettivi e normalmente vengono scelti per la loro competenza.

Nel caso dell’UE,un organo composto da individui che agiscono indipendentemente dalle
istruzioni politiche del governo,è la Commissione. Il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti
dell’Uomo,istituito nel 1966 con il Patto sui Diritti Civili e Politici,può ricevere comunicazioni
dagli Stati e dagli individui.

Per quanto riguarda gli Stati,lo stesso Patto prevede le procedure nell’art.41. Il meccanismo
utilizzato è quello dell’opzionalizzazione,perché quando gli Stati ratificano la
convenzione,devono esprimere facoltativamente un’ulteriore accettazione a sottoporsi al
controllo del Comitato.

Art 41: Ogni Stato parte del presente patto può dichiarare in qualsiasi momento (non
necessariamente nel momento in cui ratifica,ma anche successivamente) in base al presente
articolo,che riconosce la competenza del Comitato a ricevere ed esaminare comunicazioni nelle
quali un altro Stato parte pretenda che lo Stato non adempia agli obblighi derivanti dal
presente Patto. Le comunicazioni di cui il presente articolo possono essere ricevute ed
esaminate soltanto se provenienti da uno Stato parte che abbia a sua volta dichiarato anche lui
(perciò vi è meccanismo di reciprocità) di riconoscere la competenza del Comitato per quanto
lo concerni.

In realtà questo meccanismo è debole,in quanto su scala mondiale non si può ottenere
l’accettazione della competenza di un giudice internazionale che condanna gli Stati per non
aver rispettato anche un solo diritto di un singolo individuo. Inoltre il Comitato agisce a porte
chiuse per non recare danni di immagine gravi ai Paesi che non abbiano rispettato i diritti dei
singoli.

Il procedimento consiste nello Stato che si rivolge al Comitato mediante una procedura scritta
in cui indica le contestazioni e gli elementi di prova disponibili; l’altro Stato ha un termine di
tempo per rispondere e far valere le sue difese ed obiezioni. Dopo ciò,se le parti davanti al
Comitato che segue la vicenda raggiungono un accordo,il Comitato ne dà atto. Tale
procedimento è trattato in maniera precisa nelle lettere h e seguenti dell’art.41.

- Ricorso Individuale: Ricorso di individui o di gruppi di individui che si ritengono lesi in uno
dei diritti.

In questo caso vi è un protocollo facoltativo (quindi anche questo è opzionale) perché gli Stati
possono ratificare la convenzione senza ratificare il protocollo o senza rendere la
dichiarazione che accettano di sottoporsi alla procedura dell’art.41.
Il ricorso individuale previsto da tale protocollo si svolge più o meno sulla falsariga di quello
statale,in quanto anche questo si svolge a porte chiuse,l’individuo fa valere le proprie ragioni,il
Comitato ne tiene conto,lo stato risponde. Può anche esservi una fase orale riservata e
confidenziale davanti al Comitato ed infine il Comitato trasmette le proprie constatazioni allo
Stato parte interessato e all’individuo che potrà farle valere pubblicamente sui giornali.

La procedura di controllo più importante ed efficace del rispetto dei diritti dell’uomo è quella
istituita in Europa fin dalla Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e
delle Libertà fondamentali,ossia la Convenzione di Roma del 4 Novembre 1950 fatta dagli Stati
membri del Consiglio d’Europa.
Il Consiglio d’Europa è un’organizzazione internazionale che raggruppava inizialmente tutti i
Paesi dell’Europa occidentale e si è accresciuta con il crollo dei Paesi dell’Europa
orientale,includendo in seguito anche questi ultimi. Il Consiglio d’Europa comprende
attualmente 47 Stati. Tra le sue finalità istituzionali che risultano dal suo statuto del 1949,vi è
quello di promuovere il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali come
elemento essenziale dell’identità culturale politico giuridica europea. Difatti gli Stati che
vengono colti in flagranza di mancato rispetto di questi principi,possono essere sanzionati fino
all’espulsione.

Il meccanismo sanzionatorio previsto dall’art.8 dello Statuto del Consiglio d’Europa


prevede,nel caso in cui a seguito di eventuali sospensioni dei diritti di partecipazione degli
organi di uno Stato colto in flagranza di violazione dei principi non si ottiene nulla,che il
Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa a maggioranza di due terzi può decidere che lo
Stato deve dimettersi (ossia recedere) dal Consiglio d’Europa. Se lo Stato non recede,allora il
Comitato dichiara che questo cessa di appartenere al Consiglio d’Europa. Fino ad oggi c’è stato
un unico caso di questo tipo che ha riguardato la Grecia.

La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo contiene un catalogo dei diritti che tutti gli Stati si
obbligano a rispettare corrispondenti a quelli contenuti nelle carte costituzionali. Tale
Convenzione ha contribuito a modificare la procedura di controllo,la quale fu mitigata con il
meccanismo dell’opzionalizzazione,cioè gli Stati che partecipavano alla Convenzione potevano
facoltativamente rendere una dichiarazione con la quale accettavano la competenza di due
organi di controllo: la Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo (ormai abolita) e la Corte
Europea dei Diritti dell’Uomo,entrambe con sede a Strasburgo.

L’Italia accettò il diritto del ricorso individuale alla Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo
solo nel 1973 (per un periodo rinnovabile di tre anni,che poi ha sempre rinnovato) in quanto si
trovava in una situazione di controversia con l’Austria per il trattamento delle minoranze
tedesche in Alto Adige.
Questo meccanismo originario non poneva l’individuo sullo stesso piano dello Stato,in quanto
favoriva quest’ultimo. L’individuo aveva diritto di accesso solo qualora fosse stata accettata
dallo Stato la norma facoltativa e fossero esauriti i mezzi di ricorso interni.
C’era perciò un ricorso alla Commissione (organo indipendente composto da individui esperti
giuridici,normalmente professori di diritto o giuristi). Dinanzi a questa si svolgeva una fase
conciliativa simile a quella svolta dinanzi al Comitato delle Nazioni Unite,se la Commissione
Conciliativa non raggiungeva un risultato,ossia non vi era conciliazione tra Stato e individuo,la
Commissione aveva due alternative nel caso in cui riteneva che la violazione fosse avvenuta:
- Poteva portare il caso dinanzi al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (organo non
tecnico ma politico) che deliberando a maggioranza di due terzi poteva rendere noto allo Stato
ciò che esso avrebbe dovuto fare per riparare;
- Poteva portare il caso dinanzi alla Corte,alla quale poteva rivolgersi non solo la
Commissione,ma anche lo Stato steso parte del procedimento che preferiva la corte al
Comitato,in quanto composta da giudici giudicanti con criteri giurisdizionali e non da ministri.
Poteva inoltre rivolgersi alla Corte lo Stato di appartenenza dell’individuo qualora la
controversia si sia avuta tra uno Stato e un cittadino straniero.

L’individuo leso ha perciò diritto di accesso alla sola Commissione,ossia può rivolgersi
direttamente alla sola commissione.
Questo sistema è stato superato a partire da uno dei numerosi protocolli aggiunti alla
Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (che sono in totale 14),ossia dal Protocollo n°11 del
1994 entrato in vigore nel 1998,il quale ha introdotto una serie di modifiche:
- Abolendo la Commissione e lasciando la Corte ha concesso una parità di armi tra l’individuo e
lo Stato,permettendo anche all’individuo di accedere direttamente alla Corte;
- Eliminando il carattere opzionale è obbligatorio per tutti gli Stati parte della Convenzione
essere soggetti automaticamente alla giurisdizione della Corte e al diritto di ricorso
individuale;
- La Corte può funzionare anche in appello.

Ogni Stato membro del Consiglio d’Europa designa un giudice (oggi ve ne sono perciò 47).
A causa dell’eccessivo lavoro della Corte,vi è un Comitato ristretto a tre giudici che valuta la
ricevibilità del ricorso. Superata questa fase si procede dinanzi ai giudici che entrano in
merito,giudicano in sezioni composte ciascuna da 7 giudici. Deve esservi un giudice nella
sezione della nazionalità dello Stato accusato,se non vi è,lo Stato ha il diritto di eliminare un
giudice e sostituirlo con un esperto giuridico nominato da lui della propria nazionalità che
siede con gli altri giudici della Corte.
Se si tratta di questioni di particolare importanza,la sezione può scegliere di non decidere
chiamando a deliberare la Grande Camera composta da 17 giudici. Se a decidere è invece la
sezione di 7 giudici,è possibile chiedere un ricorso alla Grande Sezione entro un termine di tre
mesi,la quale però accetta discrezionalmente di pronunciare il secondo grado.

Per quanto riguarda gli Effetti delle sentenze della Corte,questi non hanno efficacia diretta negli
ordinamenti degli Stati. La sentenza della Corte è una sentenza di accertamento,la quale
accerta che,nel caso da questa considerato ci sia stata una violazione dell’individuo.
L’art.41 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo prevede l’Equa Soddisfazione,in quanto
prevede che: Se viene accertata una violazione della convenzione o dei suoi protocolli e il
diritto interno dell’altra parte contraente interessata non consente che una parziale
riparazione delle conseguenze della violazione,allora la Corte accorda se del caso (ossia se lo
ritenga) un’equa soddisfazione alla parte lesa (cioè una somma in denaro).

L’Equa Soddisfazione è molto utilizzata,in quanto l’individuo per poter accedere alla Corte,deve
aver esaurito tutti i mezzi di ricorso interno,che vuol dire arrivare ad una sentenza passata in
giudicato. La somma di equa soddisfazione è perciò accordata quasi sempre.

La sentenza della Corte diviene efficace negli ordinamenti degli Stati mediante le Procedure di
Adattamento che si hanno accoppiando la norma internazionale efficace nell’ordinamento
interno che crea l’obbligo con lo strumento che esiste nell’ordinamento per farlo funzionare.

11 02 2010

Stavamo esaminando la tutela internazionale dei diritti dell’uomo,avevamo detto alcune cose generali
e avevamo cominciato ad esaminare il sistema della Convenzione Europea dei diritti
dell’uomo,avevamo visto che era organizzato originariamente con i due organi(Commissione e
Corte),come adesso è stato modificato con il Protocollo n.11 del 1994,avevamo visto in maniera
sommaria come si svolge il procedimento davanti alla Corte ed il meccanismo con controllo ulteriore
sulla istituzione delle sentenze.Le sentenze della Corte non hanno efficacia interna nel diritto interno
degli Stati,le uniche sentenze di tribunali di origine internazionale che hanno direttamente efficacia
negli ordinamenti interni degli Stati sono quelle della Corte di Giustizia dell’UE,invece tutte le sentenze
dei tribunali internazionali non hanno efficacia diretta negli ordinamenti interni,gli Stati hanno
naturalmente l’obbligo di rispettarle.Questo meccanismo dell’obbligo di rispettarla può essere
sottoposto,come avviene nel caso della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo,anche a procedure
di controllo internazionali nel rispetto degli obblighi:e qui la procedura di controllo è rappresentata
dall’intervento possibile del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa(che è un organo politico)alla
cui possibilità d’intervento accenna nel testo attuale della Convenzione europea dei diritti dell’uomo
l’art.46 par.2.Questo articolo è piuttosto laconico,dice semplicemente che la sentenza definitiva della
Corte è trasmessa al comitato dei ministri che ne vigila l’esecuzione.Quanto poi ai poteri del Comitato
dei Ministri,questi risultano non dalla Convenzione,ma in maniera indiretta dallo Statuto del Consiglio
d’Europa che in particolare stabilisce il principio che gli Stati membri devono rispettare i diritti
dell’uomo come condizione essenziale per la partecipazione al Consiglio d’Europa(art.3 della norma
Fondamentale)i principi dello stato di diritto,e poi l’art.8 stabilisce che uno Stato che non rispetta in
maniera grave(secondo l’accertamento rimesso alla valutazione del Comitato dei Ministri del
Consiglio d’Europa)questo obbligo essenziale per la partecipazione all’organo,può essere per esempio
sospesa la partecipazione all’organo,il diritto di voto e nei casi più gravi può addirittura essere
costretto a recedere dall’organizzazione,in sostanza una vera e propria forma di espulsione come
costatazione dell’incompatibilità alla sua partecipazione all’organizzazione per la sua condotta sotto il
profilo essenziale del rispetto dei diritti dell’uomo,questo è il sistema.La giurisprudenza della corte
Europea nel corso degli anni è andata sempre più prendendo coraggio:all’inizio la Corte era molto
prudente nell’accertare violazioni dei diritti umani perché il fenomeno è evidentemente
rivoluzionario,quest’idea di un controllo internazionale sul rispetto da parte degli Stati europei dei
diritti dell’uomo.Ha preso abbastanza coraggio le procedure di controllo così come oggi sono
organizzate e,come si progetta con un nuovo Protocollo,sono cominciate ad abbondare anche per i fini
originari del controllo giurisdizionale.Il principio è che la Corte non ha la funzione di esercitare un
controllo di carattere generale sul rispetto dei diritti dell’uomo negli ordinamenti interni degli Stati e
neppure di verificare la loro legislazione,le loro prassi amministrative alla Convenzione.Quello che la
Corte può fare è verificare se nella controversia specifica sottoposta al suo esame c’è stata o no in quel
caso una violazione del diritto.Questo ha anche a che vedere con il problema dei limiti del giudicato.Il
giudicato pronuncia non sul problema generale,ma sulla singola questione che il tribunale doveva
verificare.In realtà questo meccanismo si è scontrato con una serie di difficoltà:anzitutto perché se lo
Stato non modifica la propria legislazione,la propria prassi,i diritti dell’uomo,sembrano ripetersi.In
certi casi,ci sono casi di violazione strutturale(un caso notissimo che riguarda l’ordinamento italiano è
quello della lentezza dell’amministrazione della giustizia per il quale si è arrivati a quella famosa legge
che istituisce un automatico sistema di risarcimento,è stata fatta per evitare centinaia di migliaia di
condanne per l’Italia da parte della Corte:ci si rivolge alla sezione specilizzata della Corte d’Appello la
quale liquida un danno.Anche per quello l’Italia è stata ulteriormente deferita alla corte perché i criteri
di calcolo delle indennità a carico del contribuente erano state giudicate dalla corte insufficienti e non
in linea con le esigenze di riparare,sia pure per equivalente,il ritardo nel rendere giustizia alle
persone).Ci sono anche altri paesi che hanno questo sistema,questa situazione di violazione strutturale
e per di più il tutto è aggravato dal fatto che con il massiccio ingresso nel Consiglio d’Europa dei Paesi
dell’Europa dell’Est(ormai i membri sono 47)la Corte è subissata di ricorsi.Questo è stato uno dei
motivi che ha spinto la Corte e il Comitato dei Ministri(che decide a maggioranza dei 2/3)se ci sono
violazioni su quali sono le misure da prendere,ma il comitato dei ministri si può imbattere in
resistenze politiche,sicchè,siccome entrare negli affari interni di uno stato è complesso,allora il
comitato ha chiesto aiuto alla Corte per essere aiutato ad avere un accertamento giurisdizionale più
autorevole delle valutazioni politiche.La Corte a sua volta ha bisogno di sfoltire la quantità di ricorsi da
cui è subissata,e per farlo è stato creato il Tribunale di Prima Istanza.Sono dunque in corso
procedimenti di miglioramento della situazione,però probabilmente c’è anche una diminuzione della
tutela individuale,perché ormai è più importante consentire alla Corte di sbrigare il suo lavoro e
riuscire ad esercitare una pressione sugli Stati.Risulta noto che in Italia la tutela giurisdizionale(per i
tempi)è un’utopia.E allora è stato introdotto il Protocollo n.14 che però non è ancora entrato in
vigore(perché i protocolli che modificano il sistema possono entrare in vigore solo sotto la condizione
di essere ratificati unanimemente da tutti gli Stati).Questo protocollo 14 prevede anzitutto una
maggiore selettività all’inizio sui ricorsi,il merito non viene valutato.Dunque c’è una restrizione del
controllo della violazione del caso singolo di una persona che ha subito un torto,mentre vengono
trattenuti solamente i casi più importanti e che non sono già stati trattati.Un miglioramento è previsto
perché viene istituita una procedura che ricalca un po’la procedura d’infrazione che è stata istituita nel
sistema comunitario a partire dal Trattato di Maastricht.In questa procedura c’è il vantaggio
dell’accertamento giudiziario dell’inadempimento.Questo sistema è riprodotto dal Protocollo n.14 con
la differenza che non c’è la condanna con una penale,quindi l’accertamento non ha altro valore se non
quello di accertamento.L’accertamento serve al comitato dei ministri che è vincolato al fatto di dover
decidere a maggioranza dei 2/3.In sostanza il meccanismo si sta spostando gradatamente dal controllo
giurisdizionale della violazione del diritto del singolo e quindi dalla protezione della persona verso un
controllo generale sulla osservanza generale da parte dello Stato delle norme della Convenzione.La
Corte Europea dei diritti dell’uomo è diventata coraggiosa,sia perché le sue sentenze esorbitano da
quelli che sarebbero i limiti del giudice che deve pronunciarsi sulla base della corrispondenza fra il
chiesto e il pronunciato,non su questioni di carattere generale,ma sotto il singolo caso.Poi anche
perché la Corte come tutti gli organi internazionali,ha la possibilità di darsi un regolamento
interno.Con questo può solo specificare alcune competenze già attribuitele,ma non se ne può
autoattribuire.Un modo possibile di derogare ad una norma è più facile nel diritto internazionale
perché i destinatari delle norme sono anche gli autori delle stesse.In teoria non potrebbero farlo,ma in
realtà mantengono questo potere.Questo compensa la difficoltà di ricambio giuridico.L’aquiescenza è
riconosciuta come un principio che regola i rapporti internazionali di diritto-obbligo,anche perché è
collegata al principio della buona fede.Questo è in sintesi il sistema regionale Europeo,che è il più
avanzato di tutti;ci sono anche altri sistemi regionali di protezione dei diritti dell’uomo,per es.un po’
ad imitazione di questo europeo che ha dato il via alla proliferazione di convenzioni protettive in
questa materia dato che i pesi europei hanno più facilità ad assumere obblighi internazionali.Ci sono
stati altri sistemi regionali,alcuni anni dopo la Convenzione europea del 1950 per es.in America è stato
creato un sistema anlogo con la Convenzione di San Josè di Costa Rica nel 1969 è stata stipulata tra gli
Stati membri della organizzazione degli Stati Americani.Della organizzazione degli Stati americani
fanno parte gli U.S.A. che però non l’hanno voluta ratificare perché in genere non amano molto
sottoporsi a controlli internazionali in questa materia come anche in altre e quindi l’hanno ratificata
altri paesi più disposti ad accettare controlli internazionali in materia di diritti dell’uomo.Non ne fa
parte nemmeno il Canada perché il Canada non fa parte proprio dell’Organizzazione degli Stati
Americani:non ne è voluta entrare a far parte perché riteneva che l’organizzazione era uno strumento
di egemonia politica più o meno naturale ed esplicita degli Stati Uniti sul continente.Quindi di fatto i
paesi che sono membri di questa organizzazione interamericana sono sostanzialmente i paesi
dell’America latina,centrale e meridionale.Il sistema della convenzione interamericana è ricalcato sul
vecchio sistema originario della Convenzione Europea con i due organi:Commissione interamericana
dei diritti dell’uomo che ha sede a San Josè di Costa Rica e Corte Interamericana dei diritti dell’uomo
che ha sede a Washinghton.Il sistema è lo stesso:comunicazione alla Commissione e possibilità poi
della Commissione di ricorrere alla Corte.Questo sistema era avanzato solo apparentemente:non c’era
infatti la clausola facoltativa di accettazione:era automatica la soggezione al potere diritto di ricorso
individuale dell’individuo.C’era ancora la possibilità che viene utilizzata abbastanza nella pratica dei
Tribunali Nazionali di chiedere un parere consultivo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo su una
questione che riguarda l’interpretazione della Carta interamericana dei diritti dell’uomo.Perchè solo
apparentemente era superiore?Perchè il sistema manca di mordente,perché mentre il sistema europeo
ha il controllo politico con la possibilità di sanzioni da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio
d’Europa,quindi non si esaurisce con la sentenza internazionale non direttamente efficace negli
ordinamenti interni,viceversa il sistema interamericano non è integrato da questo sistema,non c’è
controllo internazionale.La Corte accerta che lo Stato ha violato i diritti dell’uomo.Questa
sentenza,come tutte le sentenze internazionali,non ha direttamente efficacia nei diritti interni:se lo
Stato non lo osserva ,indubbiamente viola un obbligo internazionale,però solo gli altri Stati membri del
sistema possono reagire,perché è solo nei loro confronti che ha commesso un illecito
internazionale.Siccome gli altri Stati non sono normalmente molto interessati a prendere a cuore la
sorte di un individuo danneggiato dall’ordinamento interno di uno Stato,anche perché a loro volta gli
altri Stati farebbero lo stesso,quindi alla fine il sistema è più debole.Anche in Africa è stato creato un
sistema di questo genere:c’è un’organizzazione regionale africana analoga all’OS in America e cioè
l’Unione Africana(una volta si chiamava Organizzazione dell’Unità Africana OUA,adesso si chiama
Unità Africana)e c’è anche una carta africana dei diritti dell’uomo e che ci aggiunge anche i doveri che è
la Carta di Nairobi del 1981 che ha istituito un organo di controllo(Commissione africana dei diritti
dell’uomo)alla quale è possibile inviare comunicazioni individuali.Però non è un sistema efficace
perché questa Commissione tutto quello che può fare è un rapporto sulle indagini di natura
confidenziale.C’è poi da dire qualcosa sulla protezione dei diritti dell’uomo in ambito comunitario,nel
sistema dell’UE.Il problema qui viene da lontano,perché nel momento in cui gli Stati avevano creato
degli organi o controllati direttamente dai governi,o di autorità indipendenti,ma comunque
amministrative,che erano in grado di esercitare poteri,di emanare atti normativi o decisioni
direttamente efficaci negli ordinamenti interni,ma sottratti alla procedura di controllo degli
ordinamenti interni(primato dell’applicabilità diretta dell’ordinamento comunitario),ovviamente
l’individuo si trovava sottoposto ad un potere che non era più sottoposto agli strumenti giudiziari e di
controllo,per di più con l’aggravante del deficit democratico.E allora la Corte di giustizia quando ha
cominciato ad avere i primi ricorsi con i quali si sosteneva la violazione dei diritti della persona
umana,ha sostenuto una tesi negativa,nel senso che un controllo non poteva essere fatto.Le altre Corti
Costituzionali(soprattutto quella tedesca)a loro volta adite,cominciarono ad emettere dubbi seri sullo
sviluppo dell’integrazione(sent.Solange).Dopo questa sollecitazione la Corte di giustizia cambiò la sua
giurisprudenza sostenendo di poter provvedere in base alla norma che la Corte assicura il rispetto del
diritto nell’applicazione del Trattato.Tra i principi generali di diritto di cui la Corte è tenuta a
pretendere il rispetto ci sono i principi relativi alla tutela dei diritti dell’uomo che sono principi
comuni a tutti gli Stati membri.Quindi questa è la prima fonte:i principi generali di diritto.La seconda
fonte è rappresentata dalla Carta di Nizza elaborata nel 2000,dapprima come atto di soft-law(semplice
accordo istituzionale,non obbligatorio),poi si era pensato di inserirla nel trattato UE,poi nella
Costituzione europea e adesso è stata inserita in maniera indiretta nell’Art.6 del Trattato dell’UE.Nel
sistema comunitario abbiamo tre fonti di tutela dei diritti dell’uomo:i principi generali di diritto(che la
Corte può continuare ad applicare)(Par.3 art.6),le tradizioni costituzionali degli Stati Membri e dunque
la Convenzione europea dei diritti dell’uomo ,la Carta di Nizza e(ancora da realizzare)la possibilità
dell’adesione dell’UE(quasi fosse uno Stato)allaConvenzione europea dei diritti dell’uomo.Dato che gli
Stati membri si sono sottoposti al controllo della Corte europea dei diritti dell’uomo ,ma hanno
trasferito alcune loro competenze capaci di incidere negativamente sui diritti dell’uomo alla Comunità
europea,si era posto il problema di sapere se in questo modo si stanno indirettamente sottraendo ai
loro obblighi.C’è stato un caso a Strasburgo in cui uno Stato era chiamato a rispondere di una
violazione di un atto comunitario.Lo Stato però non è responsabile dell’emanazione dell’atto,ma
comunque,in applicazione di un atto della CE,non rispettava la Convenzione.La soluzione fu quella di
far aderire l’UE alla Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo(Parere del 1996).Oggi è dunque
possibile,dopo un’iniziale reticenza,l’adesione dell’UE alla Convenzione,grazie all’art.6
par.2.Naturalmente perché l’adesione avvenga devono essere d’accordo anche il sistema della
Convenzione e gli altri Stati che ne fanno parte.Anche il protocollo n.14prevede la possibilità di
adesione per l’UE che modificherà la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e probabilmente
questa modifica porterà anche alla designazione di un giudice da parte dell’UE.Sostanzialmente,per
come è strutturara l’UE,la Corte di Giustizia controlla il rispetto dei diritti umani da parte degli Stati
anche nei loro ordinamenti interni.Si viene a creare un sistema di circolarità,di parallelismo tra una
fase ascendente(la Corte ricostruisce i principi fondamentali del diritto comunitario relativi al diritto
dell’uomo sulla base dell’analisi degli ordinamenti interni) e una discendente(pretende di imporre
regole di ordine comunitario agli Stati ).Dunque fino ad ora abbiamo analizzati i sistemi regionali
europeo,americano ed africano.Oltre questo poi c’è il sistema universale che è quello delle Nazioni
Unite.Gli organi delle nazioni Unite,l’Assemblea generale è l’organo di competenza generale che può
fare tutto e gli organi di competenza più specifica hanno il potere di esercitare una serie di
funzioni,potere che però non si traduce nella emanazione di atti vincolanti per gli Stati .é soltanto il
Consiglio di sicurezza,quando agisce nell’ordine del Cap.VII che può adottare decisioni vincolanti per
gli Stati in base principalmente all’art.41 della Carta.L’unico caso in cui l’Assemblea generale ha la
competenza per adottare atti vincolanti per gli Stati è quando determina il c.d.Barrén de
contribution,cioè il contributo finanziario per le spese dell’organizzazione che deve dare ciscuno Stato
in base a certi parametri(gli U.S.A.pagano da soli il 30-40%).La ripartizione da parte dell’Assemblea
generale è obbligatoria per gli Stati.Siccome promuovere il rispetto dei diritti dell’uomo è una
competenza generale delle Nazioni Unite(art.1,55,56)e siccome tutti gli organi principali delle Nazioni
Unite hanno in base alla Carta la competenza ad istituire organi sussidiari per lo svolgimento delle loro
funzioni,sia il Consiglio economico e sociale sia l’Assemblea generale,hanno creato quegli organi
sussidiari competenti in materia di diritti dell’uomo.La storia del Consiglio economico e sociale è più
antica :aveva creato un organo sussidiario con una su delibera ,una commissione delle Nazioni Unite
per i diritti dell’uomo.Questa aveva una sottocommissione per la prevenzione della discriminazione e
la tutela delle minoranze alla quale potevano fare delle setgnalazioni anche gruppi di individui o
singoli.E dunque il sottocomitato aveva un potere d’inchiesta e poteva fare un rapporto come organo
sussidiario del consiglio economico e sociale.Il consiglio economico e sociale poteva discutere la
questione e adottare raccomandazioni in questa materia(previste dall’art.62 della Carta delle Nazioni
Unite).Questa è una procedura blanda,però gli Stati sono preoccupati da una cattiva pubblicità,quindi è
comunque un mezzo di pressione.Quando le violazioni dei diritti dell’uomo raggiungono una
proporzione grave(gross violations)normalmente sono gli Stati che hanno dei regimi totalitari,chi lo fa
sistematicamente si arriva alla violazione dell’obbligo erga omnes sul terreno de diritto
consuetudinario,quindi sono poi possibili reazioni di vario tipo come,ad es.,sanzioni economiche
internazionali ecc….Sul piano delle Nazioni Unite il fatto nuovo che risale al 2006 è che nel 2006
l’Assemblea generale ha preso le redini rispetto al Consiglio economico e sociale sulla materia perché
ha creato un organo che è una nuova Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo che si
chiama il Consiglio dei diritti dell’uomo:ha il potere di ricevere comunicazioni ed intraprendere
inchieste;è previsto un sistema di collaborazione degli Stati.Anzitutto questo Consiglio è composti di
stati(47 Stati Membri eletti dall’assemblea generale)ed ha un sistema di controllo basato su alcuni
procedimenti:c’è anzitutto un sistema di esame periodico universale(universal periodic review)nel
quale a turno periodicamente tutti gli Stati membri si devono sottomettere(il 2010 è il turno
dell’Italia).Lo Stato è tenuto a cooperare e deve accettare ispezioni.Poi avviamente stende un rapporto
che va all’Assemblea generale:se questa nota un comportamento negativo dello Stato può esercitare
una pressione politica.Altra procedura del Consiglio è la possibilità di procedure speciali(special
procedure)che riguardano situazioni particolari di uno stato segnalate o da uno Stato membro o da
un’organizzazione non governativa.Poi ci sono le procedure individuali che si chiamano complienc
procedure.L’unico modo che hanno le Nazioni Unite per intervenire e sindacare il comportamento
degli altri Stati è sostenere che siamo di fronte a comportamenti che creano una minaccia alla
pace(come è successo per l’Apartheid).L’evoluzione importante che c’ès tata è che è caduto il limite
dell’art.2 par.7.e quindi anche organi come il Consiglio economico e sociale e l’Assemblea generale
possono occuparsi di questa materia che non è più considerata una questione di affari interni degli
Stati.Quindi il rapporto che c’è tra gli Stati e le popolazioni che gli Stati amministrano è una materia
ormai di general conserve ,cioè gli Stati devono rendere conto alla comunità internazionale.Gli obblighi
internazionali non hanno di per sé un valore risolutivo,ma è efficace la pressione che l’ordinamento
internazionale può esercitare sul modo di essere di un ordinamento interno.Altro argomento riguarda
la posizione in cui si trova l’individuo di fronte al diritto internazionale e quello del c.d.diritto
internazionale penale,ossia delle norme internazionali sia di origine convenzionale sia di origine
consuetudinaria che si sono formate essenzialmente a partire dal dopoguerra con un’accelerazione
notevole nell’ultimo paio di decenni che prevedono la repressione penale degli illeciti internazionali
più gravi e quindi che destano maggiore preoccupazione su scala internazionale nei Tribunali che
hanno appunto la funzione di punire il crimine internazionale dell’individuo.Si può dire,inoltre,che c’è
un nesso,anzi,la prevenzione dei crimini internazionali è l’altra faccia della protezione internazionale
della persona umana.Bisogna distinguere tra crimini internazionali individuali e crimini internazionali
dello Stato(terminologia oggi superata,perché prima c’era la distinzione tra delitto e crimine).Il
progetto del 1996 della Commissione di diritto internazionale contiene l’art.19 che è significativo
perché conteneva anche una spiegazione dei casi riconosciuti da tutti di illecito internazionale dello
Stato particolarmente grave e lo definiva appunto come crimine internazionale.Tra gli es.indicava la
schiavitù,il genocidio,l’apartheid.Oggi a quella terminologia se ne è sostituita una più soft che è quella
del nuovo progetto del 2001 che parla di violazione di importanza fondamentale per un obbligo
derivante da una norma imperativa del diritto internazionale(art.46 attuale progetto della
Commissione).Il crimine internazionale dell’individuo è un illecito penale di carattere particolarmente
grave e che ha la caratteristica di non essere una tappa occasionale che riguarda la singola persona,ma
di avere un legame con una politica generalizzata da parte di un governo.La nozione non è nuova
perché c’era già in passato l’idea che il diritto internazionale in alcuni casi prevedesse direttamente
con norme internazionali senza l’intermediazione degli ordinamenti internidegli illeciti da parte degli
individui era praticata e nasce con le norme che hanno origine antica quanto lo è la comunità
internazionale e per es.la norma sulla pirateria(delicta iuris gentium).Bisogna distinguere i pirati dai
corsari.I corsari nel ‘600 erano privati cheavevano un’autorizzazione governativa,mentre i pirati
erano hostes humani generis.Nel diritto moderno,a partire dalla fine della II Guerra mondiale si sono
create delle nuove fattispecie e si ritiene che ormai ci siano delle norme consuetudianarie che
considerano crimini internazionali dell’individuo certi atti particolarmente gravi(coor crime)in
opposizione ai treety crimes.I coor crimes sono ormai previsti dal diritto internazionale
consuetudinario e sono il genocidio,i crimini di guerra,i crimini contro la pace,i crimini contro
l’umanità(gli ultimi tre prendono avvio dal Processo di Norimberga e l’Atto di Londra del 1945).La
tendenza attuale porta ad includere nei coor crimes anche il terrorismo.Già negli anni ’60 ci furono
convenzioni per i treety crimes :i trattati sono basati sul principio”aut dedere,aut
iudicare”.Dall’insieme di queste norme è venuta fuori l’idea della cooperazione della comunità
internazionale per sconfiggere i crimini più gravi.Sul piano del diritto consuetudinario le norme in
questa materia dicono:il primo principio è quello della universalità della giurisdizione penale:questo è
un principio contenuto nell’art.105 della Convenzione di Montigo Bay:oggi è un principio riconosciuto
e che si applica anche ai crimini internazionali dell’individuo.Però l’universalità è condizionata:è
condizionata alla presenza del reo sul territorio.La seconda regola che si è affermata nel diritto
consuetudinario è quella dell’imprescrittibilità di certi crimini.Queste norme sono facoltizzanti:cioè lo
Stato lo Stato ha la facoltà di esercitare su scala universale la propria giurisdizione,ma non ne ha
l’obbligo.Per i crimini commessi da organi di Stato c’è il problema dell’immunità che hanno gli organi
di Stato:queste immunità sono di due tipi:c’è l’immunità dello Stato compiuta per atti ufficiali e poi c’è
l’immunità personale di Capi di Stato e di Governo e Ministri degli Esteri.Ci si domanda cpmunque se
gli atti rivelatisi crimini,pur commessi in veste ufficile siano coperti da immunità,considerando anche
che le peggiori atrocità sono state commesse dagli Stati.La Corte internazionale di Giustizia ha
recentemente preso una posizione negativa(sent.2001 Belgio contro Congo).Ci sono comunque dei
precedenti contrari:uno dei più famosi è il processo Aikman negli anni ’60.Comunque la tendenza
internazionale è che prima o poi verrà accettata la norma che fa eccezione al principio dell’immunità
degli organi edi Stato secondo il ragionamento che gli atti sovrani dello Stato(acta iuri imperii)sono
immuni dal controllo degli altri Stati,però se si tratta di un crimine internazionale,questo non è un atto
di attività sovrana che può essere civilmente indicato come tale.