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Dipartimento di Energetica “S.

Stecco” UNIVERSITA’ DI FIRENZE


Sezione di Macchine Facoltà di Ingegneria

Pompe
 Versione: 2.0
 Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2014

 Testi di Riferimento

 Japikse, D. “Centrifugal Pump Design and Performance”, ISBN 0-933283-09-1

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Indice - 1
 Argomenti:
 Pompe centrifughe pompe assiali
 Potenza e rendimenti
 Numero di giri specifico
 Curve caratteristiche
 Cavitazione

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Pompe
Le pompe sono turbomacchine operatrici operanti su fluidi incomprimibili;
•Assorbono lavoro da un motore per trasferire energia al fluido
•Le pompe possono essere di tipo: Dinamico (Funzionamento continuo, portate
medio alte, prevalenze medio-basse), Volumetrico (Diffuse per diverse
applicazioni, basse portate e prevalenze medio-alte).
Gli aspetti progettuali delle pompe dinamiche sono del tutto simili a quelli relativi ai
compressori corrispondenti (assiali e centrifughi).
Le differenze più marcate con i compressori derivano dalla differente natura del fluido:
•A parità di energia di pressione (Prevalenza=gH) ∆p/ρ fornita all’unità di fluido, il
salto di pressione ∆p è per un liquido più elevato che per un aeriforme a causa
della sua maggiore densità
•Le spinte assiali sono di entità maggiore
•Se la pressione all’interno di una pompa scende localmente al di sotto della
tensione di vapore si innesca il fenomeno della cavitazione.

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Pompe
Le pompe dinamiche coprono una vastissima gamma di potenze e di applicazioni. Sono
le turbomacchine più diffuse nelle applicazioni tecniche civili ed industriali.
A seconda dell'applicazione, si hanno diversi livelli di accuratezza nella progettazione.
Le pompe dinamiche possono essere del tipo:
• Centrifughe
• A flusso misto
• Assiali
Le soluzioni multistadio sono più frequenti nella configurazione centrifuga, con lo scopo
di ottenere elevate prevalenze.
Le pompe assiali o miste presentano spesso geometria statorica variabile in ingresso,
con vani orientabili (IGV Inlet Guide Vane) del tutto simili a quelli dei compressori assiali.
•La girante presenta un numero ridotto di pale (Tipicamente da 2 a 7)
•Le pompe assiali sono adatte a bassa prevalenza ed alta portata
•All’aumentare della portata la girante assume configurazione ad elica,
– elevato rapporto corda/altezza, possibile geometria rotorica variabile per regolazione.

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Pompe centrifughe
La componentistica delle pompe centrifughe è analoga a quella dei corrispondenti
compressori (girante, diffusore, voluta di scarico, canale di ritorno nel multistadio).

•Le pompe centrifughe sono


turbomacchine radiali
•Palettatura sviluppata unicamente nel
piano r - θ (radiale-circonferenziale)
•Numero di pale inferiore rispetto ai
compressori centrifughi, in genere da 5 a
12 pale
•Geometria fissa sia nello statore che nel
rotore.

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Pompe centrifughe
Una pompa centrifuga è costituita essenzialmente da:

Girante
La girante può essere di tipo:

a) Aperto
– La palettatura risulta esposta frontalmente e si muove
in prossimità della cassa.
– Non esiste un controdisco frontale (lato aspirazione)
– Esiste la possibilità di trafilamento da un vano palare a
quello successivo attraverso il gioco frontale tra girante e
cassa. Il trafilamento da mandata (in pressione) ad
aspirazione (a bassa pressione) è limtato solo dagli effetti
dinamici del moto del flusso

b) Chiuso
– Incremento della superficie bagnata e perdite
– Trafilamento assente tra vani palari contigui; possibilità
di adottare tenute per limitare il trafilamento da mandata
ad aspirazione
– Adatte per alte prevalenze
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Pompe centrifughe
Diffusore
•Si trova allo scarico della girante
•Recupera pressione attraverso la riduzione dell’energia
cinetica allo scarico della girante
•Questo deve avvenire con perdite minime nelle diverse
condizioni di funzionamento previste

Il diffusore può essere del tipo:

Piano (liscio)
– Costituito da due pareti piane affacciate normali all'asse di rotazione

Palettato
– Usato generalmente nelle realizzazioni più raffinate (es. applicazioni propulsive spaziali),
consente prestazioni migliori in condizioni di progetto
– Si ottiene disponendo una serie di profili palettati di elevato spessore (a volte, dei semplici cunei)
con opportuna angolazione tra le due facce del diffusore piano
– Il diffusore palettato presenta in genere una maggiore sensibilità, rispetto a quello piano, al
funzionamento fuori progetto
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Pompe centrifughe
Voluta
Il diffusore (caso di una pompa multistadio)
scarica il fluido in una voluta
La voluta o cassa a spirale ha il compito di
raccogliere il fluido su di un arco di 360° e
di convogliarlo verso una unica uscita
tangenziale (collettore di mandata).

La girante centrifuga può essere preceduta


da un «Inducer»:
girante assiale (con una o due pale ad elica)
con il compito di migliorare le prestazioni
della pompa dal punto di vista della
cavitazione attraverso la
Pre-rotazione del fluido ed una moderata
pressurizzazione in ingresso alla girante.
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Pompe centrifughe

Pompa centrifuga singolo stadio Pompa centrifuga multistadio

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Pompe centrifughe

Pompa centrifuga multistadio con giranti contrapposte

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Pompe assiali

Uno stadio di pompa assiale è costituito dalla girante e dal successivo diffusore. Il
numero di pale del rotore è in genere basso (da 3 a 8). Anch’esse sono comuni sia in
configurazione singolo stadio che multistadio.

Pompa assiale singolo stadio Pompa asso-radiale multistadio

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Potenza e rendimenti

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Potenza e rendimenti
Si definiscono i seguenti parametri che caratterizzano il funzionamento della girante o
dell’intero stadio a seconda di dove viene posizionata la sezione 2 (uscita girante o
uscita diffusore):
p01 pressione totale in ingresso

Wis ( p02 − p01 ) p02 pressione totale in uscita


H= = Prevalenza
g (m ) ρ⋅g ρ densità fluido
Q portata volumetrica
ρ ⋅ g ⋅Q ⋅ H Efficienza totale a totale ω
η= velocità di rotazione
M ⋅ω M momento angolare esercitato
ρ ⋅ g ⋅Q ⋅ H dalla girante sul fluido
Pass =
η overall W Lavoro specifico

Tali parametri insieme alla potenza assorbita dalla pompa, vengono di solito riportati in
funzione della portata volumetrica e definiscono le curve caratteristiche della pompa.

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Numero di giri specifico


Un parametro fondamentale nella progettazione delle pompe è il numero di giri specifico:
Q1 / 2
ns = n ⋅ 3 / 4 Numero di giri specifico
H
• Tale parametro è una variabile dimensionale che discende da una adimensionale.
• Significato fisico: il numero di giri specifico è la velocità di rotazione necessaria per
sollevare, con una pompa simile a quella in esame, la portata volumetrica unitaria
(1m3/s) di una quota pari a 1m.

• Risulta identico per macchine


simili

• Caratterizza la tipologia di
pompa

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Numero di giri specifico


Lo sviluppo asso-radiale di una pompa dipende dal numero di giri specifico
La forma della girante della pompa
può essere posta in relazione al
valore del numero di giri specifico
•Al crescere del numero di giri
specifico (ns) aumenta la
dimensione della larghezza del
canale all’uscita (b) e diminuisce il
diametro esterno (d)
•Corrisponde un incremento
del rapporto b/d
•Non esiste ovviamente una linea di
demarcazione netta fra i vari tipi di
girante

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Curve caratteristiche

Curve caratteristiche delle pompe per differenti numeri di giri specifici.

P=potenza, H=prevalenza, η= efficienza

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Curve caratteristiche pompe centrifughe


• La curva del rendimento è
relativamente ampia e piatta poiché le
giranti centrifughe sono poco sensibili alle
variazioni di incidenza.

• La curva caratteristica (H-Q) di una


pompa centrifuga è detta stabile se la
curva di prevalenza decresce
monotonicamente con l’aumentare della
portata. Per bassi numeri di giri specifici,
le pompe centrifughe possono presentare
una zona instabile alle basse portate
(forma parabolica della curva H-Q).

• La curva di potenza dipende


dall’andamento dell’ efficienza e della
prevalenza e risulta crescente al crescere
della portata.
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Curve caratteristiche pompe assiali

• Il rendimento massimo è più alto rispetto a


quello delle giranti centrifughe ma la curva
di funzionamento è più stretta a causa della
maggior sensibilità del rotore al variare
dell’incidenza.

• La curva di prevalenza è sempre


decrescente con la portata ma presenta una
pendenza maggiore rispetto a quella delle
pompe centrifughe. Tale curva può
presentare un ginocchio in prossimità delle
basse portate a causa dell’insorgere di
fenomeni di instabilità.

• Lapotenza ha un andamento decrescente


con la portata.

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Installazione della pompa in un impianto

• Il punto di funzionamento in figura e’ un


punto stabile. di funzionamento stabile.
Infatti, se una generica perturbazione causa
una diminuzione di portata, la pompa
fornisce una prevalenza maggiore rispetto a
quanto richiesto dall’impianto e quindi tende
ad aumentare la portata.
• Viceversa accade se la portata dovesse
aumentare. Se il punto di funzionamento
viene a trovarsi a sinistra del massimo della
curva di prevalenza nominale della pompa, il
punto di funzionamento puo’ essere non Hi=∆z+Kc+Kd=∆z+f(Q2)
stabile. Questo punto e’ il limite di
funzionamento stabile Hp=(pm-pa)/γ

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Regolazione
• Per effettuare la regolazione di una Hi
pompa centrifuga si possono adottare H ’ Hi
due metodi diversi:
1
1. per variazione della velocit`a di
rotazione della pompa
0
2. regolazione del flusso mediante una
valvola 2
Na
La prima soluzione e’ la piu’ vantaggiosa Nb
dal punto di vista del buon
funzionamento della pompa, ma e’ ∆z
solitamente piu’ dispendiosa (P1>P2)
(semplice: valvola in mandata) Q
P0
P
P1
(Potenza)
P2

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Portata massima
Un limite superiore sulla portata si ha anche per le macchine idrauliche.
All’aumentare delle velocità la pressione diminuisce finché non raggiunge, in qualche
punto della macchina il valore per cui iniziano a liberarsi i gas disciolti o addirittura a
formarsi vapore. Continuando ad aumentare la velocità la zona di pressione minima
si amplia ma la portata non aumenta più.
La portata massima adesso diminuisce all’aumentare della velocità di rotazione.
Tale fenomeno si chiama Cavitazione.

Ψ
Cavitazione

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Cavitazione
Si intende per cavitazione la formazione e la successiva implosione di bolle di vapore e
di gas in seno ad un liquido in moto
•La cavitazione si presenta ogni volta che la pressione statica locale scende al di sotto della
tensione di vapore del liquido. La tensione del vapore è funzione a sua volta della temperatura
locale
•Consiste nella crescita delle bolle di vapore in corrispondenza di nuclei di innesco costituiti in
genere da gas non disciolti, sempre presenti nei liquidi
•Avviene preferenzialmente sulle pareti in quanto su queste si verificano le pressioni più basse
Di solito è preceduta dalla separazione delle bolle di gas disciolto nell’acqua (cavitazione gassosa)
che precedono e in parte veicolano la cavitazione “vaporosa” caratterizzata da effetti più evidenti e
dannosi.
•Le bolle di vapore presentano tendenza alla coalescenza ed all'accrescimento
•Le bolle di vapore sono trascinate dalla corrente principale, e quando si trovano in zone a
pressione statica superiore alla tensione di vapore “collassano” (implosione)
•Tale implosione causa il rapido richiamo del liquido dalla zona circostante
•Se ciò avviene - come di frequente - in prossimità delle pareti, esso dà luogo a forti picchi
locali di pressione che causano il rapido danneggiamento delle superfici ("Pitting")
Alla cavitazione si accompagnano altri fenomeni indesiderabili come il rumore, le vibrazioni, un calo
di potenza e di rendimento, e un danneggiamento di alcuni organi della macchina.
La cavitazione può prodursi in tutte le macchine, motrici ed operatrici, che lavorano con un liquido
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Cavitazione
La cavitazione sostituisce localmente (con estensione più o meno grande) il liquido con un vapore
avente densità molto inferiore. Ne conseguono:
•Abbassamento del rendimento
•Minore trasferimento di potenza dall'albero al fluido; riduzione di prevalenza e potenza.
Il fenomeno della cavitazione é decisamente non stazionario:
•Dà luogo a perturbazioni acustiche e vibrazionali facilmente avvertibili
Il danno alle superfici si verifica in tempi medio-brevi (da poche centinaia ad alcune migliaia di
ore), anche qualora la cavitazione non sia così estesa da essere rilevabile da misure di tipo
macroscopiche (prevalenza, potenza)
•Si parla di pompe, turbine ed eliche supercavitanti quando è evitata l’implosione di bolle
vicino alle superfici (e quindi l’erosione)
Effetto delle velocità del flusso
•La cavitazione ha luogo preferenzialmente nelle zone ad elevata velocità di flusso:
aumentando la velocità, la pressione statica diminuisce
•La cavitazione ha luogo preferenzialmente nelle macchine caratterizzate da alto numero di
giri (le velocità sono maggiori)
Effetto del tenore di gas disciolti nel liquido
•Interagisce con l’insorgere della cavitazione vera e propria (vaporosa)
•Le bolle di gas determinano una sorta di cavitazione detta gassosa.
•Un liquido completamente degasato presenta un comportamento migliore come sensibilità
all’innesco della cavitazione, che si manifesta però in modo più brusco.
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Cavitazione
Le condizioni di cavitazione si realizzano nella zona di minima pressione, e cioè:
- All'imbocco della girante nelle pompe
Rischio di distacco della vena e di alterazione completa delle condizioni di ingresso nella girante
- Allo scarico della girante nelle turbine
Dove il distacco della vena dà luogo ad un incompleto recupero dell'energia cinetica nel diffusore di
scarico con peggioramento delle prestazioni

In una pompa Il flusso in ingresso


alla girante viene accelerato sul lato
in depressione. Tale accelerazione
determina una diminuzione locale
della pressione statica.
Se tale valore scende al di sotto
della tensione di vapore, si innesca
il fenomeno della cavitazione.

p<pvap_sat=f(T)

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Cavitazione nelle pompe

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Cavitazione nelle pompe

Le condizioni di assenza di cavitazione si hanno


se:

Il termine ∆zip tiene conto di:


•Perdite di carico interne alla pompa che abbassano la press. Statica al di sotto del
valore rilevato alla flangia di aspirazione
•Effetti dinamici dovuti al restringimento della sezione tra flangia di ingresso e
imbocco girante
•Aumento locale di velocità sul alto in depressione in condizioni di incidenza positiva

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NPSH richiesto

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Net Positive Suction Head


La differenza fra il carico “netto” disponibile in ingresso alla pompa e la tensione di
vapore prende il nome di net positive suction head (NPSH):

p00=p0+z0-∆z0A carico totale netto in ingresso


p00 − pv
NPSH = pv = tensione di vapore (ps)
ρ⋅g ρ= densità del fluido

Tale parametro viene utilizzato per determinare le condizioni di cavitazione della pompa.
Se il suo valore, dettato dall’impianto in cui si trova la pompa, scende al di sotto di un
certo limite (NPSHR o NPSH richiesto) caratteristico dalla pompa stessa, si innesca il
processo di cavitazione.
La curva del NPSHR deve essere fornita dal costruttore della pompa.

NPSH>NPSHR

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Determinazione sperimentale della curva di NPSHR

La prova si svolge facendo


funzionare la pompa a portata
costante e diminuendo
gradualmente la pressione in
ingresso (NPSHd).
L’evolversi dei fenomeni di
cavitazione viene monitorato. La
caduta del 3% della prevalenza
della pompa determina l’
NPSH3%.

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Esempio di come si procede x la determinazione


dell’NPSH, 24/05/2011

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NPSH richiesto
Esistono varie fasi in cui si sviluppa la cavitazione e quindi vari criteri con cui si può
definire il suo inizio. A ciascuno di questi criteri corrisponde una differente curva di
NPSHR. Il criterio più comune è quello basato sulla misura della prevalenza della pompa
(NPSH3%)

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