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Sesamo didattica interculturale Italiano L2 Italiano L2 - articoli

RIFLESSIONE SULLA LINGUA E GRAMMATICA ESPLICITA

Le Indicazioni nazionali suggeriscono obiettivi di grammatica esplicita e riflessione sugli usi della lingua. Limitarsi a insegnare a classificare ed
etichettare le parole dunque svolgere un compito a met, privando gli alunni, specie se stranieri, di un importante vettore di apprendimento
linguistico.

Che cos la grammatica


Grammatica un termine polisemico, che ha significati diversi. Il primo fra questi si riferisce alle particolari
modalit di realizzazione di una lingua, cio linsieme delle regole che fanno s che un insieme di parole diventi un
enunciato significativo. E in questo senso la grammatica costituisce per i parlanti di una data lingua una conoscenza
implicita, acquisita per mezzo di un processo inconscio di elaborazione dei dati linguistici a cui sono stati esposti fin
dalla nascita.
Ma lo stesso termine indica anche la descrizione del funzionamento di una lingua, fatta dai linguisti, con la
classificazione dei diversi elementi e la definizione sistematica delle regole che governano i suoi usi. E indica anche il
libro in cui la descrizione stessa si trova: In questa grammatica ci sono pochi esercizi; Domani portate la
grammatica.

Grammatica e apprendimento linguistico


I due diversi significati del termine chiamano palesemente in causa due modalit del tutto differenti di vedere il
rapporto fra grammatica e apprendimento linguistico
Nel primo caso infatti si pensa alla grammatica come a una conoscenza, interiore ed inconscia, che i bambini si
costruiscono nella lingua madre, fin da piccolissimi e che gli apprendenti di una L2 ricostruiscono per passaggi
successivi, prima in modo rozzo e semplificato e poi pi raffinato e corretto.
Nel secondo caso invece si concepisce la grammatica come una disciplina scolastica, basata sullinsegnamento di
Giulio D'Anna, "Lo stretto". Fonte immagine:
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definizioni, classificazioni e regole astratte, le quali poco o nulla incidono sullapprendimento di usi linguistici sempre Farsetti arte .
pi adeguati e funzionali da parte di bambini e ragazzi, soprattutto non italofoni.

Grammatica in classe
Purtroppo nellinsistere su un insegnamento della grammatica di tipo passivo, basato sullenunciazione di regole astratte, lattribuzione di etichette formali e
laddestramento meccanico a operare riconoscimenti e fare classificazioni, c tutto il peso di una tradizione formalistica, unita alla metodologia usata da sempre per
linsegnamento delle prestigiose lingue classiche. E tutto ci continua a sostenere una fede acritica nel valore delle competenze grammaticali come basi imprescindibili
per lo sviluppo di qualunque aspetto della competenza linguistica. La conseguenza il lento e difficoltoso ingresso di pratiche scolastiche di vera riflessione sugli usi
della lingua (cos come previsto anche dalle Indicazioni nazionali) che significa riportare alla luce la competenza inconscia posseduta dagli alunni dandone loro
consapevolezza, insegnare ad osservare le produzioni linguistiche proprie ed altrui e a comprenderne le valenze duso.
Le attivit di riflessione linguistica (o metalinguistica) non hanno lo scopo di presentare agli apprendenti di L2 le regole di funzionamento delle lingua di arrivo, ma quello
di fargliele scoprire e di farli riflettere per condurli gradualmente a una presa di coscienza effettiva di come si fabbrica una frase in italiano. Lobiettivo di tali attivit
rilevante anche perch largamente cognitivo, oltre che linguistico, tanto che si potrebbe dire che esse mirano ad insegnare una lingua, ma, al tempo stesso, ad
insegnare come si impara una lingua.

Qualche riflessione sui dati INVALSI


Analizzando i dati INVALSI relativi alle risposte date ai quesiti di grammatica, disaggregati per italiani, stranieri di prima generazione e stranieri di seconda generazione
abbiamo conferma del fatto che a scuola si fa forse molta grammatica esplicita, ma poca riflessione sulla lingua. Sia i bambini della primaria (classe 5) che i ragazzi
della secondaria di primo grado (classe 3) infatti, posti davanti a quesiti che richiedono di andare al di l di una semplice discriminazione o classificazione, di
interrogare la propria competenza di parlanti e/o di applicare le conoscenze grammaticali agli usi delle lingua, si trovano in genere in difficolt: le percentuali di
risposte corrette scendono frequentemente sotto il 50%, anche da parte degli alunni italiani. Lo scarto fra i risultati degli italiani e degli stranieri di seconda generazione
tende a mantenersi costante e si aggira mediamente attorno agli otto-dieci punti, con alcuni casi particolari in cui lo scarto si assottiglia e gli stranieri sembrano essere
favoriti dalla necessit di unosservazione pi attenta del materiale proposto, di un maggiore impegno riflessivo, non potendo fare troppo affidamento, come i compagni
nativi, sulle pratiche comunicative.
Cos anche i risultati INVALSI suggeriscono lopportunit di potenziare le attivit di riflessione, buone per tutti e davvero preziose per gli alunni stranieri.

Per saperne di pi
Strumenti per l'insegnamento della L2

Maria Cristina Peccianti: 5 Aprile 2016

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