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Opere - Neutelings Riedijk Architects

Il lavoro di Neutelings Riedijk Architects stato descritto come scultoreo, con qualit spesso
antropomorfe e di giocosit della forma, a seguito invece di una chiara razionalit nella
programmazione e nel contesto. Il loro uso di forme e materiali strano quasi barocco conferisce alle
opere una distinta identit. La qualit scultorea vista come un modo per comunicare il ruolo
dell'edificio nel suo contesto urbano e sociale.

Punti salienti dell'operato:


Antroporfismi
Gli edifici sono sculture nelle citt. Ognuno ha il suo carattere, possono essere bisbetici,
felici, stupidi o seri. Possono essere bassi e minuti oppure avere le spalle larghe. Hanno un
busto, un sedere, una testa o una coda. 1

Enfatizzazione dell'identit dell'edificio


(Ad es. Scritte come espressione individuale dell'edificio-episodio, espedienti per rendere
evidente il carattere dell'oggetto; studi sull'involucro dell'edificio)
Textures e rivestimenti
Gli edifici devono essere piacevoli al tatto. La loro pelle dovrebbe avere, quindi, un alto
livello di tattilit. Le textures sono lo strumento per raggiungere questo effetto, non solo dal
punto di vista fisico ma anche da quello visivo. [] Il tipo di texture racconta una storia e
influenza la prima impressione che uno ha di un edificio 2
Packaging
Gli involucri vengono adattati sui modelli, e misurati con quanto avviene alle loro spalle.
L'atteggiamento di packaging incarta uniformemente tutte le parti visibili del progetto,
rigirando gli angoli e collocandosi all'intradosso degli aggetti, a volte coprendo o inglobando
le stesse bucature. Le strategie sono, infatti, due:
I. le forme sono pi eterogenee, il rivestimento aderisce al corpo retrostante;
II. viene rigenerato il volume originario inglobando nel vestito i vuoti creati durante la
fase di studio sui plastici-volume e sul programma.

I loro edifici pi acclamati sono il Museo aan de Stroom Anversa (2010), l'Istituto olandese per
Sound and Vision a Hilversum (2006), la navigazione ed i trasporti a Rotterdam (2005), e le
culturehouses recentemente realizzate Rozet a Arnhem (2013 ) e Eemhuis a Amersfoort (2013)

Minnaert, edificio universitario, Utrecht, 1994-1998

L'edificio Minnaert, un campus universitario De Uithof ad Utrecht, dedicato all'astrofisico belga


Marcel Minnaert. Il suo nome occupa tutta la parte destra della facciata principale del progetto,
andando a sostituire l'assenza della porzione angolare di volume sottratta. Si tratta anche del
primissimo impiego da parte degli architetti di lettere-struttura che fanno da sostegno (essendo dei
veri e propri pilastri) al portico di accesso. Il cuore del Minnaert un'ampia hall pubblica
posizionata al primo piano, che separa funzionalmente le parti serventi dell'edificio ridotte al
minimo per enfatizzare la hall che ha la funzione importantissima di creare ricircolo dell'aria
naturalmente. La hall ha una grande vasca di 10 x 50 metri che raccoglie l'acqua piovana e viene
utilizzato come un dispositivo di raffreddamento per l'edilizia. Per il rivestimento stato scelto un
cemento spruzzato di color terra rossa pigmentato a cui applicata una sottostruttura in tubi pvc e
rete elettrostatica per creare l'effetto finale di una texture organica con venature che traspaiono al di
sotto della pelle conferendo all'edificio un aspetto zoomorfo.
Decidemmo da subito che l'edificio dovesse portare il nome (di Minnaert) e che il nome dovesse
(sup)portare l'edificio. 3

Stamperia Veenman, Ede, 1995-1997

L'edificio in cui l'uso delle lettere assume un ruolo in primo piano la stamperia ad Ede. In essa
possibile riscontrare un doppio livello di applicazione: quello dei caratteri alfabetici trasformati in
struttura e la texturizzazione di un testo che avvolge l'intero volume. Le iniziali del cliente
diventano, come per il Minnaert e lo Stuk, un elemento strutturale che sostiene l'arretramento in
corrispondenza dell'ingresso principale e dello spigolo (influenzando la percezione dei due prospetti
incidenti). La sede un distretto industriale, gli architetti prendono quindi in prestito dal contesto
l'idea di una scatola commerciale in cui fosse possibile ospitare laboratori, magazzini e uffici. Al
fine di evitare la tradizionale distinzione tra i lavoratori impiegati e operai, l'edificio organizzato
intorno a un cortile collettivo da cui i vari reparti sono in contatto visivo l'uno con l'altro e che
garantisce l'illuminazione ottimale degli spazi circostanti. La facciata una elevazione continua che
avvolge l'edificio per formare un volume notevole, riconoscibile dall'autostrada. Il rivestimento
costituito da uno strato superficiale di moduli in vetro sul quale sono stati serigrafati i caratteri che
compongono le parole di una poesia di K. Schippers. Il motivo viene creato togliendo alla poesia il
suo carattere testuale, eliminando le spaziature tra le parole e distribuendo le lettere secondo una
distanza fissa e omnidirezionale. Per creare l'idea di un vero e proprio packaging le lettere vengono
piegate in corrispondenza degli angoli, ottendendo una continuit del rivestimento e annullando cos
la percezione individuale delle facciate. I pannelli sono stati distaccai dalla superficie retrostante, in
questo modo la pelle in vetro lascia intravedere l'impermeabilizzazione argentata e l'ombra delle
lettere serigrafate sulla superficie esterna si proietta sulla parete retrostante, creando una seconda
texture.

Istituto olandese per i supporti audio-visivi, Hilversum, 1999-2005


Sin dai primi progetti Neuteling e Riedijk interpretano in maniera personale e disinvolta il tema del
rivestimento, riutilizzando materiali e tecnologie prese in prestito da altri settori e rielaborandone il
modo di impiego, qui particolarmente ne vediamo una piena realizzazione. L'istituto accoglie
quattro funzioni eterogenee: un archivio sotterraneo per i video e le registrazioni audio, una parte
per uffici, i laboratori per il restauro dei supporti e un museo. Dall'organizzazione dei quattro
volumi-funzione scaturisce l'identit di un quinto elemento: il vuoto tra le parti. Questa suddivisione
non visibile all'esterno, dove il packaging incarna l'immagine di un volume pieno e privo di
cavit. Una volta all'interno della hall, si attraversa un ponte dal quale possibile osservare l'inferno
sottostante, il volume a gradoni dell'archivio rivestito di grigio all'esterno e rosso acceso all'interno
quasi a mimare i colori di una fornace. Il concetto di morte collegato alle testimonianze del passato
torner anche nel progetto del museo storico di Antwerp, descritto dagli stessi architetti come una
necropoli su pi piani. L'esterno, immaginato come un'enorme lanterna rivestita da fotogrammi
catturati dai vari programmi della televisione olandese, uno schermo di pannelli vetrati in
bassorilievo colorato; la composizione delle immagini si avvale della collaborazione del grafico
Jaap Drupsteen.

Shipping and Transport College, Rotterdam, 2001-2005


Lo Shipping and Transport College si trova sull'estremit della Lloydspier di Rotterdam. L'edificio
mette assieme diversi istituti diversi istituti destinati all'educazione e alla conoscenza delle
discipline legate alle attivit del porto. Invece che distribuire su una vasta area le varie scuole, gli
architetti hanno condensato il programma in un edificio che raggiunge i 70 m di altezza. Per rendere
possibile la sovrapposizione delle varie funzioni stato studiato una percorso meccanizzato di scale
per garantire il deflusso rapido delle persone in caso di incendio. L'edificio sembre un oggetto che
si avvolge su se stesso, rastremato verso l'alto, con una testa aggettante (l'auditorium) e una coda (la
mensa) che rimandano alle immagini zoomorfe dei primi progetti. L'auditorium un periscopio che
guarda verso il Mare del Nord. Il rivestimento stato immaginato come una pelle continua e
scultorea che ricopre l'oggetto in ogni sua parte. Si tratta di un involucro bicromatico che allude
alla natura portuale dell'edificio e delle sue funzioni, mimando l'immagine di una torre containers.

Culturehouse, Arnhem, 2013


L'edificio organizzato come un percorso pubblico che si snoda dalle strade strette del centro
medievale della citt di Arnhem. Le attivit culturali si iscrivono lungo questa cascata pubblica:
biblioteca, sale di lettura, corsi di musica, arte di studio, spazi espositivi, auditorium, caffetteria e
bookshop. Una libreria gigante costituisce il centro dell'edificio come una spina dorsale per la
visualizzazione, archiviazione e circolazione verticale. Attorno ad essa, grandi colonne possono
essere organizzate in modo flessibile sulle superfici dei pavimenti. Il percorso verso l'alto culmina
in una terrazza panoramica, con vista sul centro storico della citt. La facciata, costituita da
calcestruzzo ed elementi verticali di sabbia dotati di rilievi e rosoni, ha lo scopo di esprimere
l'identit pubblica. Una combinazione di scelte rendono l'edificio sostenibile. La strada interna
funziona come uno sfiato basato su ventilazione naturale. Il tetto interamente verde ed ospita,
inoltre, pannelli solari che hanno un contributo sostanziale al fabbisogno energetico dell'edificio.

Bibliografia e Sitografia

1. da: Willem Jan Neutelings, Michiel Riedijk, At Work, 010 Uitgevers, 2004, pag. 10
2. da: Willem Jan Neutelings, Michiel Riedijk, At Work, 010 Uitgevers, 2004, pag. 371
3. da: Willem Jan Neutelings, Michiel Riedijk, At Work, 010 Uitgevers, 2004
Giampiero Sanguigni, Neutelings Riedijk architects, Edilstampa, Roma, Aprile 2011
vedi: http://www.neutelings-riedijk.com/index.php?id=13,46,0,0,1,0
vedi: http://www.neutelings-riedijk.com/index.php?id=13,37,0,0,1,0
vedi: http://www.neutelings-riedijk.com/index.php?id=13,234,0,0,1,0
vedi: http://www.neutelings-riedijk.com/index.php?id=13,274,0,0,1,0
vedi: http://www.neutelings-riedijk.com/index.php?id=13,53,0,0,1,0
vedi: http://www.archdaily.com/499856/culturehouse-in-arnhem-neutelings-riedijk-architects/
vedi: https://en.wikipedia.org/wiki/Neutelings_Riedijk_Architects