Sei sulla pagina 1di 8

74031 Il tema biblico del memoriale (M. P.

Scanu)

- Il tema del memoriale applicato alleucaristia presenta un punto di arrivo, apice, culmine del
tema della memoria. Per il nostro percorso sar riflettere il tema del memoriale
ripercorrendo il suo sviluppo nella Scrittura. Non deve essere un tema rivolto solo
alleucaristia. Ma la sua importanza riguardo ad ogni sacramento.
- un tema che stato ripreso dal Movimento Liturgico. Ha avuto un vuoto nella sua
riflessione. Tutta la questione era la ripetizione (che valore poteva avere) oppure la
commemorazione (con il suo modo di capirlo).

Dimensione teologica del memoriale nella Scrittura


- La Scrittura ci propone una serie di testi (narrativi, profetici, sapienziali) dove possiamo
osservare che il soggetto del ricordare: il popolo o Dio? In alcuni il popolo (qui entrano
circostanze, contenuti, rituali, formulazioni letterari, aspetti performativi, il culto stesso), e
altre volte Dio.
- C un altra dimensione del ricordare dove i testi parlano del culto: ci che accade
nellazione cultuale. Dio e il popolo sono soggetti entrambi del ricordare.

Lessico e correlazione (linguistiche e semantiche)


- Ebraico: zakar (ricordare), zeker-zikkaron (memoriale-ricordo).
- Greco: anamimnesko (vb.) e anamnesis (sost.).
- Nel NT luso pi contenuto, usato molto di pi nellambito cultuale-liturgico, riguardo
alluso pi antropologico-morale del AT.

Alcuni essempi che ci illustrano che cosa il ricordare


- Noi capiamo il ricordare come un atto della razionalit. Qualcosa cognitiva, di contenuti che
sono riportati sempre alllivello della razionalit. Il memoriale pu essere, in questo senso,
un contenuto della memoria, o un segno (mi faccio unagenda per ricordare qualcosa).
- 2Sam 19,17-21: Davide ha subito la ribellione di Assalone, e poi Assalone muore e Davide
torna a Gerusalemme. Questo ritorno un incontro con una serie di personaggi che avevano
tradito il re (erano con Assalone). Nei vv. 17ss appare un tale Simei, che chiede a Davide di
non ricordare, non conservare nel suo cuore la sua colpa. Si mette in evidenza la relazione
tra ricordare e cuore. Il cuore il centro della persona, la sede. Non ricordare significa
elliminare dal cuore. Il cuore per lebraico la sede delle decisioni, ellaborazioni,
sentimenti, ecc.
- Se Simei parla cos al re per la paura alla punizione. Chiede di allontanare, non ritenere nel
cuore, perch se li conserva, questa consapevolezza pu spingere il re ad agire in qualsiasi
momento contro chi lo ha tradito. E il re agisce: assicura che lui non morir. Insomma, dalla
consapevolezza, dalla presenza del ricordare nel cuore scaturisce un agire.
- Dt 6: il Shem: queste parole stiano fisse nel tuo cuore. una condizione per lattuare.
- Pv 7: contesto di insegnamento che il maestro d al discepolo: scrivi sulla tavola nel tuo
cuore. Questi ricordi consentono alla persona di esserene consapevole, di averli presenti di
continuo. Allora, essere fissi, scritti sulla tavola parla della presenza, consapevolezza dei
ricordi. Non ricordare togliere dal cuore.

Dinamica dellatto di ricordare nella Scrittura:


- Presenza consapevole: e/o ellaborazione di un contenuto nel cuore. Consapevolezza attiva
nel cuore di un contenuto.
- Correlazione con unazione: il contenuto provoca unazione.
o Gn 40: ciclo di Giuseppe. Il coppiere del faraone e il panettiere prigioneri trovano
Giuseppe, il quale interpreta loro il sogno e chiede al coppiere di ricordare davanti al
faraone, che interceda presso di lui. Ma il capo dei coppieri non si ricord di
Giuseppe, lo dimentic. Due anni dopo, col sogno del faraone, il coppiere si ricorda
di Giuseppe e accade la sua uscita dalla prigione. Questa ri-consapevolezza del
coppiere porta ad un agire, provoca unazione.
o Qo 1: percezione della storia umana: tutto e vanit (hebel: soffio). Tutto passa, niente
rimane, perfino i ricordi. Le generazioni umane girano a vuoto. La causa , per
Qohelet, la mancanza di memoria. Ricordare guardare nella memoria non
uninformazione, ma un contenuto che ha rapporto con unazione. Se non siamo
capaci di rittenere i fatti e le parole degli antichi noi rippeteremo, secondo Qohelet, le
stesse cose del passato.

Altri testi:
- Es 17,8-15: Israele incontra questo gruppo (Amalk) nel deserto. Si riprende il tema in Dt
25,17-19. Mos deve scrivere la vittoria su Amalk per il ricordo (Es 17,14) e Dio cancella
la memoria di Amalk. Gli israeliti si erano indeboliti perch avevano messo in dubbio la
presenza di Dio (Es 17,7), avevano dimenticato le opere di Dio. Laltare costruito da Mos
segno anche della permanenza di Dio: deve permanere nella consapevolezza degli israeliti
che Dio il Signore.
- Dt 25,17-19: Ricordati di quello che ti ha fatto Amalk. Gli israeliti devono mantenere il
ricordo dei fatti contro di loro. Come ti assali lungo il cammino e aggred nella tua
carovana tutti i pi deboli della retaguardia, mentre tu eri stanco e sfinito. Non ebbe alcun
timor di Dio. Si mostra la grave azione di Amalk perch improvisamente agredisce gli
israeliti. Cancellerai la memoria di Amalk sotto il cielo. Non dimenticare. Nel Essodo si
dice che il Signore canceller la memoria di Amalk, invece qui si dice che il popolo deve
cancellarla.
- Il cammino che gli israeliti stano facendo il cammino della libert. Un cammino, per, che
va incontro a degli ostacoli. E questa che noi abbiamo in Es 17 1 rappresenta il pericolo di ri-
presentarsi del faraone. Si ricrea il rapporto di oppresione che gli israeilti hanno ormai
vissuo in Egitto. Questo abbuso di potere del faraone, questa situazione padrone/schiavo,
non finita con luscita di Egitto, ma potr essere ritrovata nel cammino. Dio dovr, per
questo, dimostrare ancora la sua superiorit come padrone di Israele.
- C, per, una risponsabilit da parte degli israeliti per il fatto che Amalk gli pu agredire.
Loro sono deboli, ma non soltanto per le vicende del deserto. E qua si fa un collegamento
allepisodio anteriore: il problema dellacqua (Es 16). Gli israeliti criticano Mos che gli ha
portato a morire nel deserto. Ma questa critica non si rivolge soltanto a Mos, ma al Signore.
Loro si domandano: il Signore in mezzo a noi s o no? (Es 17,7). Perci il luogo si chiam
Massa e Merba. Dopo aver visto cosa il Signore aveva fatto per loro, loro dubbitano e
murmurano. C, quindi, una debolezza molto pi grande: il dubbio della presenza di Dio.
- Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalk (Es 17,9). Noi pensiamo che
siano uomino con vigore, con al forza di contrastare Amalk. Ma il Midrash dice che questi
uomini devono essere di quelli che mormorano, ma saldi in Dio. Quindi, la forza non viene
da Israele ma dal Signore.

1
Riguardo a quelle del cibo e lacqua, che rappresentano la sopravvivenza.
- Le mani alzati di Mos esprimono la supplica, latteggiamento di preghiera. Per, non sono
solo questo, ma anche di arrendersi, di affidamento. Quindi, le due dimensione del gesto:
resistere ad Amalk, ed affidamento a Dio.
- Scrivi questo per ricordo (v.14). In vista del futuro (in contrasto con la cancellazione della
memoria di Amalk da parte di Dio). Lo scrivere non soltanto con lo scopo di dare
uninformazione nel futuro, ma in vista di questo memoriale, in rapporto con quello che
Dio far ancora a favore degli israeliti. Quindi, gli israeliti devono mantenere questa
consapevolezza (e anche agire nel modo corrispondente) che Dio combatte con loro, nel
caso di ritrovare Amalk nel deserto oppure nella terra promessa. Si scrive non per mantener
linformazione, ma per apprendimento, presa di coscienza. Infatti, questo sguardo al passato
di Dt 25,17ss. per imparare nel futuro.
- Dt 8: un discorso parennetico. Nel v. 2 dice: ricordati di tutto il cammino che il Signore,
tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarantanni nel deserto. E nel v.8: ricordati del
Signore. Il soggeto del ricordare sempre il popolo. Ma, invece, i contenuti sono diversi: il
cammino e il Signore.
- Questo testo ha due sessioni (1-6 e 7-20). La prima parte riguarda il passato e la seconda
riguarda il futuro (la situazione degli israeliti che abbiteranno nella terra di Canaan).
- Nella prima parte Mos rivede, ripercorre, fa un sommario del senso del cammino fatto
attraverso il deserto, ma dal punto di vista di Dio: Perch lui ha voluto che gli israeliti
attraversassero il deserto. Dio ha voluto affliggere, mettere alla prova Israele. Le difficolt
che il popolo aveva incontrato nel deserto erano tutte proporzionate alla situazione degli
israeliti: anche se loro erano esposti a queste difficolt, le stesse erano sostenibili. E in
mezzo a queste prove Dio non ha mai fatto mancare il suo aiuto. E Dio lha fatto per sapere
quello che avevi nel cuore (v.2), cio, se tu avresti custodito o no i suoi comandi. Il deserto,
dunque, era un luogo fondamentale da attraversare, dove Dio e gli israeliti si trovano faccia
a faccia. In esso si giocca il cammino della libert. Come un uomo correge il flglio cos il
Signore, tuo Dio, correge te (v.5), cio, tutto quello che Israele ha duvuto soffrire stato per
amore paternale di Dio. E la dove c il problema c anche la soluzione (per essempio, dove
si trova la roccia si trova anche lacqua). Gli israeliti percepiscono prima la mancanza, dopo
viene la mormorazione: lattegiamento degli israeliti quello di percepire lassenza di un
elemento materiale, esenziale per la vita, e dopo la ribelione. Loro devono imparare che nel
deserto la vita concreta non dipende dalle forze naturali ma da Dio: luomo non vive soltanto
di pane, ma di quanto esce dalla bocca del Signore (v.3). E Dio d di pi riguardo al
bisogno, a quello sul quale loro hanno necessit. E la parola di Dio come cibo significa il
rapporto personale con lui, e non soltanto un rapporto di convenienza o commercio. La
parola unisce nel dialogo a Dio e al popolo. E come il popolo mantiene viva questa
coscienza di rapporto con Dio? Custodendo i suoi comandi: se tu avresti custodito o no i
suoi comandi (v.2).
- Loggetivo del cammino entrare nella terra promessa: perch il Signore, tuo Dio, sta per
farti entrare in una buona terra (v.7). Si idealizza a contiuazione questa terra con tante virt
(noi sappiamo che Canaan non tanto cos). Questa terra non avr queste mancanze che il
popolo ha sofferto nel deserto: Mangerai, sarai sazio e benedirai il Signore, tuo Dio, a
causa della buona terra che ti avr dato (v.10). Il compito del popolo benedire il Signore
come riconoscimento per la terra. Si intravede la dimensione liturgica. Ma nella terra ci sono
dei pericoli (che possono essere addiritura superiori a quelli del deserto): dimenticare il
Signore nella prosperit (vv.11-12), inorgoglirsi, attribuire il benessere a se stessi. Questa
una delle dimensioni dellidolatria (la mia forza, le mie mani mi hanno dato queste cose):
gurdati dunque dal dire nel tuo cuore: la mia forza e la potenza della mia mano mi hanno
acquistato queste ricchezze (v.17). Dio, attraverso la terra, da la possibilit di godere la
prosperit2. Ma perch questo succeda il popolo deve mantenere la sinergia con Dio.

Dio come soggeto riguardo alla promessa-alleanza (berit)


- Allinterno del Pentateuco noi abbiamo tre teologie della berit (impegno, obbligazione,
assunta da tutti i soggetti coinvolti):
o Deuteronomio (periodo tardo monarchico): berit-alleanza bilaterale condizionata.
Interpreta il legame tra YHWH e Israele secondo lo schema di vassallaggio (Es 19-
24; Gs 24; Dt). Dio si impegna a compiere il bene promesso al popolo, e Israele si
impegna a compiere gli insegnamenti di Dio.
o Tradizione sacerdotale (P): Berit-promessa unilaterale. Se lalleanza bilaterale
infranta per linfidelit di Israele, rimane valida la promessa ad Abramo (Gn 15; 17;
Es 2,24; 6,5). Cio, nellepoca tardo monarchica le violazioni del popolo allalleanza
sono cos gravi che lessilio si interpreta come rottura della berit. Cos si riscopre la
dimensione unilaterale della berit nel tempo di Abramo, Isacco e Giacobbe: per Dio
rimane valido il impegno che Dio ha acquistato con il popolo a partire degli antenati.
Questo un modo di ravvivare la speranza del popolo riguardo a un futuro.
o Codice di Santit (epoca del secondo tempio): berit-alleanza-promessa (Lev 26). Ci
troviamo in unepoca pos-essilica. Il tempio stato ricostruito. Si propone che la
berit alleanza (impegno bilaterale tra Dio e il popolo), ma se la stessa violata dal
popolo, accade che si manifesta come promessa. Si vede una dinamica legata alla
corrispondenza del popolo. E poi assicura la corrispondenza di Dio pur in caso di
difficolt del popolo (come essere ancora una volta lontano dalla sua terra, cosa che
era gi accaduta due volte).
- Es 2,23-25: Il contesto immediato di chiusura umana: lunica possibilit di salvare il
popolo (Mos), per avere ucciso i due egiziani, deve fuggire a Madian, dove abita per molti
anni. Ma, mentre da un punto di vista umano tutto chiuso (gli israeliti non possono fare
altro che gridare), Dio si ricord della sua promessa con Abramo, Isacco e Giacobbe
(v.24). Si vede che Dio che si impegnato (berit unilaterale). Questo ha a che fare con la
sollecitudine da parte di Dio ad attuare. Quando Dio si ricorda si mette in atto il
contenuto della berit. Il suo intervento inizia inviando Mos.
- Es 6,2-8: Si tratta del discorso di Dio a Mos in un altro momento critico. Mos andato dal
Faraone da parte di Dio per chiedere la liberazione del popolo. Il faraone dice di no e
addiritura aumenta il travaglio del popolo. Le cose non vanno. Dio annuncia una
manifestazione completamente nuova: il suo nome YHWH. Dio mostra, nei confronti dei
discendenti di Abramo, una manifestazione completamente nuova di s. Inoltre, mostra lo
scopo della promessa: vi prender come mio popolo e diventer il vostro Dio (v.7).
- Lv 26,3-45: La comunit si mostra come distinta di tutti i popoli. Si trova sul piano di
Dio, sul piano della santit. Vive in se un anticipo di quello che deve sucedere a tutti i
popoli. Il testo mostra un catalogo di benedizioni (prima parte) e maledizioni (seconda
parte). Sono le conseguenze positive e negative della berit, secondo la si compia o no. Si
vede il modo di presentare la berit in modo bilaterale. Si mescola la scuola deuteronomista
(bilateralit) e sacerdotale (purit, santit). Es 32,11-34 include pure questidea. Il popolo ha
innalzato il vitello doro, ha violato la berit bilaterale. Mos supplica il Signore, fa un primo
intervento intercedendo per il popolo, e fa ricordare a Dio la sua promesa. Mos riconosce
che la berit bilaterale stata violata, per ricorda a Dio che prima di questa berit Dio ha
fatto una berit unilaterale (ricordati di Abramo, Isacco e Giacobbe... tu hai giurato per te
stesso). Il Signore cos desiste da compiere il male contro Israele. In questo si collegano
2
Questo importa perch i nostri discorsi a volte ommetono questo secondo elemento: Dio da la prosperit.
ambidue testi (Es e Lv): quando la berit bilaterale violata viene messa in giocco quella
unilaterale.
- Si pu dire, alla fine, che P un grande memoriale implicito, perch racconta, ricorda al
popolo in momento di crisi, i grandi avvenimenti fondativo, per ricordarli che Dio non li
lascia da soli.

Il memoriale nel culto: Dio e il popolo soggetti


- Es 20,22-26: questa legge apre il codice dellalleanza. Farai per me un altare (...) in ogni
luogo dove io acceter che sia ricordato il mio nome, verr a te e te benedir. Stabilisce il
posto dellazione cultuale, riservato a Dio (sempre in rapporto con la manifestazione di Dio,
la teofania). Un essempio betel, la teofania a Giacobbe.
- Si vede pure una duplice opposizione (non farete). La ripresa della proibizione (in questo
caso di rappresentazioni della divinit). Nel mondo antico nella rappresentazione c la
divinit, la contiene. Israele non deve fare questo. Il luogo stesso sar la manifestazione di
Dio, perch lui stesso si presenta. questo quello che d autorit al luogo.
- Sal 42-43: Laltare un elemento importante del testo: verr allaltare di Dio, a Dio, mia
gioiosa esultanza. Il paralelismo altare di Dio-Dio mostra che laltare il luogo centrale
dove lorante si trova davanti a Dio stesso.
- Sal 118 (117): rende grazie a Dio per la salvezza. Il salmo contiene un rituale. Dinanzi alla
difficolt il Signore stato laiuto del credente (reminiscenze di Ex 15). Dopo il
ringraziamento il salmista chiede apritemi le porte della giustizia: vi entrer per ringraziare
il Signore. Ancora il tempio come manifestazione del Signore. Dicono gli studiosi, che nel
corteo processionale verso laltare cerano i rappresentanti che toccavano laltare in nome
del popolo. Insomma, in tutti questi testi si vede che laltare lunica rappresentazione
possibile di Dio.
- Ricordare il nome: Is 26,13; Sal 45,18; 119,52.55. Se nelle generazioni di Israele si ricorda
il nome di Dio, gli altri popoli loderanno Dio. Ricordare il nome in rapporto anche con
lidea di pronunciare/invocare il nome (Sal 105,1-3) e benedire il nome (Sal 103,1-2). Si
tratta di riconoscere i benefici, gli azioni di salvezza di Dio. E il nome indica la sua
presenza.3 La conseguenza di questo quella di Es 20,24: verr a te e ti benedir. C un
coinvolgimento di Dio nel ricordare del popolo.
- Sal 25 (ricordare nella dinamica del perdono dei peccati): ritorno dellorante a Dio
(perdono di Dio): Ricodati Signore della tua tenerezza (misericordia = rahamim) e del tuo
amore (hesed), che da sempre (V.6). Il perdono divino consiste nellazione di Dio che
rimuove, elimina dalla sua presenza le trasgressioni e i peccati umani. Il ricordare esprime
lazione del perdono, la quale scaturisce sulle manifestazioni del Dio dellalleanza. Lui ha
manifestato il suo legame con il popolo, sta impegnato con esso. Ricordati di me nel tuo
amore (hesed) per la tua bont Signore (v.7): lazione del perdono divino opera la salvezza,
dona la conoscenza e il bene, aumenta la comunione di Dio con lorante.

Il memoriale nella Pasqua


- Es 12,14: Questo giorno sar per voi un memoriale (zikkaron), lo celebrerete come festa del
Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne.
o Si vede in primo posto il legame tra storia e celebrazione.

3
Tra laltro, dire il nome significa rendere presente.
o Si esprime un rituale, non soltanto per prescribere come deve essere celebrata la
Pasqua, ma anche per dire che essa deve essere celebrata sempre, di generazione in
generazione.
o Unaltra dimensione laspetto del memoriale dellesodo nella Pasqua.
- Es 12,1-14 rispecchia la celebrazione della Pasqua dalesodo al post-esilio (fino alla riforma
di Giosia, quando fu stabilita la celebrazione attorno al Tempio, e la Pasqua diventer ancora
una festa di pellegrinaggio).
- Il testo sottolinea due celebrazioni pasquali diverse, ambedue siro-cananee: quella dei
pastori (che sottolinea lagnello come elemento pasquale centrale) e quella dei agricultori
(che sottolinea gli azzimi). Luccisione dellagnello, il banchetto e il rito apotropaico
dellaspersione del sangue avevano lo scopo di proteggere il gregge. Invece, gli agricultori,
con il primo raccolto (della primavera)4 mangiavano per sette giorni il pane fatto con lorzo
(farina) appena raccolto (perci senza il lievito, che contenevano i pani dellanno
precedente). Questo rito esprimeva la novit del nuovo raccolto e il ringraziamento per lo
stesso. La festa comprendeva anche un pellegrinaggio al santuario dove si offriva la
primizia5 della raccolta.
- Ambedue feste sono assunte da Israele ma anche trasformate col nuovo senso della Pasqua
dellesodo, cio, le storiciza. Ma poi si dice che questo sar un memoriale di celebrazione in
celebrazione, cio, non si lega la festa soltanto a un presente storico, ma si proietta nel
futuro: da qui in avanti. E non soltanto il futuro storico, ma anche il futuro escatologico.
- Riguardo al rituale:
o Prima di tutto si deve prendere lagnello, che rappresenta il sacrificio della Pasqua.
Manca la dimensione sacerdotale del sacrificio (ancora non stiamo nel tempo del
Tempio). Qui si tratta di una festa famigliare. Contiene la comunione tra Dio e il
popolo, ma anche tra coloro che offrono. Quindi, un sacrificio ma di comunione.
o Il rito del sangue, nella celebrazione dei cananei, era apotropaico (si credeva che
aveva il potere di allontanare, scongiurare le forze cattive che potevano abbatersi
contro il gregge). Questo aspetto nel racconto del essodo eliminato: non ha il potere
di eliminare, ma un segno che identifica le case degli israeliti. Un segno pure di
appartenenza, di santit del popolo di Dio. Un segno, in definitiva, di separazione tra
gli israeliti e gli egiziani.
o Gli azzimi, che nei popoli cananei rappresenta il segno del nuovo raccolto, qui
invece diventa il segno della liberazione.
o Mangiare con il bastone in mano e in fretta. In questi rituali non si sta come
spettatore, ma come attore, in movimento, pronto a partire.
o La dimensione del racconto (vv.26-27), dialogo che il padre fa coi figli.
importante, perch limmediatezza degli avvenimenti soltanto per la prima
generazione, ma per quelle seguenti non cos chiaro che cos succeso il giorno
della Pasqua. Loro non si trovano nella stessa angustia o situazione degli israeliti di
Egitto. Perci importante il dialogo tra genitori e figli, per trasmettere lesperienza
del evento, perch le generazioni succesive si appropino di esso.
- Il memoriale dellesodo nella Pasqua ha a che fare con lattualit del evento. Nel passato, la
prima volta, c stata questa manifestazione di Dio, manifestazione che da agli israeliti una
vita nuova, sono stati rigenerati6. Sono stati liberati per vivere come un popolo libero: Dio
il Dio della liberazione ma anche il Dio della libert. il memoriale permette ad ogni

4
Cerano tre raccolti: primavera, estate e autunno.
5
Il libro di Rut ambientato in questa raccolta dellorzo della primavera.
6
Si trata dellatto di nascita di Israele come popolo.
generazione di essere rinvigorita per vivere nella libert. Riguardo a Es 12,42 il targum
neofiti parla delle quattro notti nel libro del memoriale: la notte prima nella creazione, che il
Verbo illuminava, la seconda notte la manifestazione di Dio ad Abramo, la terza notte
quando il Signore si manifest contro gli egiziani e la sua destra proteggeva i primogeniti di
Israele, la quarta notte quando il mondo riaggiunger il suo tempo per essere redento.

Il memoriale nella Cena del Signore


- La tradizione di Gerusalemme o Cesarea (Mc 14,22-25; Mt 26,26-29): sicuramente la
tradizione pi antica. pi sintetica, omogenea. La tradizione di Antiochia (Lc 22,15-20;
1Cor 11-23-26): proviene dal ambito di Paolo. Nella seconda tradizione, le parole sul pane e
sul calice non sono esprese in una forma parallela, ma ci sono delle differenze. La tradizione
antiochena, pure, fa riferimento alla passione e al ritorno glorioso, la escatologia (finche egli
venga, finch essa non si compia nel Regno di Dio).
- Troviamo, similmente a quello che abbiamo visto in Es 12, con un rituale allinterno delle
narrazioni dellultima cena, perch da qui in avanti le comunit celebrino questa cena del
Signore. Ci sono due dimensioni rituali presuposti nel racconto:
o La pasqua, riguardo al quale ci sta il tema delle differenze date, secondo le diverse
tradizioni (Gv il giorno prima, Sinottici lo stesso giorno).
o Anche il tema del sacrificio della todah, che si prega in Israele quando una persona
supera un pericolo mortale: la persona raduna i suoi conosciuti, si reca al tempio e
offre questo sacrificio di rendimento di grazie (sebah todah). E in questo sacrificio
presenta una focaccia fatta di pane quotidiano, perch significa che questa persona
pu tornare, grazie al superamento del pericolo, alla vita quotidiana (cf. Sal 100,
116). Ricordiamo che infatti la tradizione antiochena sottolinea il rendere grazie
delle parole di Ges durante lultima cena.

Lc 22,15-20 e 1Cor 11,23-26: fate questo in memoria di me


- Il comando rivolto alla comunit a ripetere la cena = banchetto di comunione con il Messia
(un esortazione per la comunit).
- Non un comandamento di ripetere qualcosa del passato, ma piuttosto un appropriare questa
realt vivendola.
- "Fate questo affinch Dio si ricordi di me". La comunit invoca Dio perch si ricordi del
Messia. (Jeremias, per lui non un ricordo di un defunto, perch colui che si celebra
presente in quello che si celebra). Dio il soggetto di questa preghiera. In essa si dice:
"Ricordati di noi -di Gerusalemme-del Messia, cio che Dio mandi in favore del popolo il
suo Messia Jeremias in questo intende: l'esortazione alla comunit; e Dio = soggetto del
ricordo, che si ricordi del popolo che porti al compimento questo mistero Pasquale, perch
noi siamo nel gi e non ancora e che Dio completa questa sua opera. La comunit implora
Dio che porti gi al compimento il suo Regno che stato gi inaugurato ed inserito nella
storia. E cos che nel memoriale sono coinvolti sia Dio che la comunit. Per questo motivo
nella Cena del Signore la comunit e Dio sono soggetti.
- Questo banchetto pasquale non solo il mistero Pasquale, ma va oltre, abbraccia tutti i tempi
passato-presente e futuro = escaton annunciate la morte del Signore finch egli venga =
parusia. la risurrezione che ha cambiato la storia. La parusia non altro che quel seme
seminato perch diventi albero dentro questa storia dove tutti faranno il nido. Infatti, il
tempo della Chiesa affretta la venuta della Parusia.
- Lc 22,18 il centro per quanto riguarda alla parusia (Venire). In questi testi non si parla
semplicemente del Mistero pasquale: sofferenza, morte e risurrezione, ma anche del passato,
presente e futuro = parusia, ossia la cena pasquale + levento escatologico. Possiamo dire
che lultima cena di Ges come fondatore = inizio del mistero pasquale.
- In questa Cena del Signore che fatta dalla cena pasquale e quella della Todah che insieme
fanno una anamnesi che Dio e la comunit che celebrano insieme. Per la comunit si tratta
di un partecipare alla salvezza e ricevendo in dono questa salvezza e che poi questa salvezza
deve essere testimoniata dalla comunit. La comunit deve attingere questo dono ma nello
stesso tempo deve testimoniare ossia deve dare questo dono. Dio elargisce questa salvezza
nella vita dei credenti. Dio crea e agisce ancora, agisce donando la salvezza del figlio suo
allumanit = Nuova Alleanza Ger 31 = il cuore nuovo. Dio attraverso la cena di cui si fa
memoriale non solo opera la partecipazione ma anche opera la salvezza attraverso il perdono
dei peccati. In questo modo la comunit cresce nella corrispondenza con Dio.
- In questo senso, il ricordare = agire, e che tutto ci vuol dire la qualit di Dio e la libert
delluomo e solo cos si libera sempre la vita minacciata. La liturgia ha questo valore perch
fa crescere in noi questo desiderio dellagire. Questa appropriazione dellagire cresce
sempre di pi anche per le nostre scelte. La liturgia = agire di Dio + agire delluomo.
- Luca 24,1-11 e in modo particolare i vv. 6-9. ricordare le parole di Ges = La Sacra
Scrittura. Ricordare queste sue parole perch altrimenti rimaniamo ancora rivolti al sepolcro
senza aver incontrato il Risorto.